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    Condividi A un secolo dalle esplorazioni del 1926, il grande sistema carsico dei Monti Ausoni racconta la storia dell’acqua, della speleologia e delle rocce mesozoiche in cui si sviluppano oltre tre chilometri di ambienti sotterranei. Nel cuore dei Monti Ausoni, in provincia di Frosinone, le Grotte di Pastena rappresentano uno dei sistemi carsici più conosciuti del Lazio. Nel 2026 il complesso sotterraneo celebra un anniversario particolarmente significativo: cento anni dalle esplorazioni
     

Grotte di Pastena, cento anni di esplorazioni nel cuore carsico del Basso Lazio

Október 12th 2026 at 05:00

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A un secolo dalle esplorazioni del 1926, il grande sistema carsico dei Monti Ausoni racconta la storia dell’acqua, della speleologia e delle rocce mesozoiche in cui si sviluppano oltre tre chilometri di ambienti sotterranei.

Nel cuore dei Monti Ausoni, in provincia di Frosinone, le Grotte di Pastena rappresentano uno dei sistemi carsici più conosciuti del Lazio.

Nel 2026 il complesso sotterraneo celebra un anniversario particolarmente significativo: cento anni dalle esplorazioni del 1926, ricordate lo scorso 22 settembre con una giornata organizzata dal Comune di Pastena, dalla Regione Lazio e da LAZIOcrea.

L’anniversario offre l’occasione per guardare alle grotte non soltanto come attrazione turistica, ma come un sistema naturale nel quale si intrecciano geologia, idrologia e storia della speleologia italiana.

Le rocce hanno decine di milioni di anni, la grotta una storia diversa

Un aspetto merita una precisazione. Le Grotte di Pastena vengono spesso presentate come cavità vecchie di “80 milioni di anni”.

Più correttamente, questa età è riferibile alle rocce carbonatiche mesozoiche nelle quali il sistema carsico si è sviluppato, indicate dalle fonti locali in un intervallo compreso indicativamente tra 80 e 50 milioni di anni.

La formazione e l’evoluzione delle cavità sono invece il risultato di processi carsici successivi, legati alla circolazione e all’azione dissolutiva delle acque nel massiccio calcareo.

Pastena si trova infatti ai margini di un antico polje carsico, il cui drenaggio converge verso l’inghiottitoio della grotta.

Una grotta di attraversamento

Una delle caratteristiche più interessanti di Pastena è la sua natura di grotta di attraversamento.

Le acque del Fosso Mastro penetrano nel sottosuolo attraverso l’inghiottitoio e percorrono il ramo attivo inferiore.

Il corso d’acqua prosegue per circa 2.200 metri e riemerge nel territorio di Falvaterra con il nome di Rio Obaco, dopo aver ricevuto l’apporto di sorgenti sotterranee perenni.

Al ramo attivo si affianca il ramo fossile superiore, ormai abbandonato dalla normale circolazione delle acque e caratterizzato da un ricco concrezionamento. Il percorso attraversa sale con stalattiti, stalagmiti, colonne, drappeggi di calcite e altre forme legate all’evoluzione carsica del sistema.

Fra gli ambienti più noti si trova la Sala del Lago Blu, dove una cascata di circa dieci metri raggiunge un piccolo bacino alimentato anche da sorgenti perenni.

La temperatura dell’acqua è indicata intorno ai 14-15 °C e l’umidità relativa raggiunge valori prossimi al 95-98 per cento.

Dalle esplorazioni del 1926 al ramo attivo

L’ingresso della grotta era naturalmente conosciuto dalla popolazione locale da molto tempo, ma la storia dell’esplorazione speleologica moderna di Pastena prende avvio nel 1926 con Carlo Franchetti e altri speleologi. L’anno successivo, nel 1927, le grotte furono già aperte alle visite turistiche.

L’esplorazione del sistema non terminò però con la sistemazione turistica.

Un passaggio decisivo avvenne nel 1966, quando il geologo e speleosub Lamberto Ferri Ricchi affrontò il ramo attivo, superando i sette sifoni che allora interrompevano la progressione e contribuendo a chiarire la complessa struttura idrologica della cavità. In seguito diversi sifoni furono eliminati o bypassati; il tratto sotterraneo rimane oggi un itinerario propriamente speleologico, distinto dal percorso attrezzato per il pubblico.

Cento anni di rapporto tra uomini e sottosuolo

La storia di Pastena non è solamente quella delle esplorazioni. L’ampio ingresso conserva testimonianze della frequentazione umana fin dalla preistoria e, durante la Seconda guerra mondiale, gli ambienti sotterranei furono utilizzati come rifugio dalla popolazione in fuga dai bombardamenti e dai combattimenti che interessavano il territorio del basso Lazio.

A cento anni dalle esplorazioni del 1926, oggi come allora (e molto tempo prima), le Grotte di Pastena mostrano le diverse dimensioni del mondo sotterraneo: laboratorio naturale per comprendere il carsismo, luogo di esplorazione speleologica, archivio della presenza umana e ambiente da proteggere e conoscere.

23 giugno 2019: Diversamente Speleo a Pastena

Nel 2019 le Grotte di Pastena hanno ospitato un’iniziativa di Diversamente Speleo, alla quale ha partecipato anche Fabrizio Toso, amico e coordinatore della Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI ETS.

Il racconto di quella giornata, corredato da numerose fotografie, è disponibile sul blog Aggrottiamoci, qui: https://aggrottiamoci.com/2019/07/02/pastena-diversamente-speleo-23-06-2019/

Foto Fabrizio Toso

Foto Fabrizio Toso

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