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    Condividi Domenica 27 settembre, alle Grotte di Falvaterra, oltre cento speleologi attesi per accompagnare più di venti persone con disabilità. La storia di Diversamente Speleo attraversa quindici anni di iniziative in diverse regioni italiane. Domenica 27 settembre 2026 Diversamente Speleo Lazio, Abruzzo e Italia Centrale farà tappa alle Grotte di Falvaterra, in provincia di Frosinone. L’appuntamento è fissato alle 10 al centro visite. Oltre cento speleologi volontari accompagneranno in
     

Diversamente Speleo 2026 a Falvaterra: l’Italia centrale torna in grotta

September 24th 2026 at 07:00

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Domenica 27 settembre, alle Grotte di Falvaterra, oltre cento speleologi attesi per accompagnare più di venti persone con disabilità. La storia di Diversamente Speleo attraversa quindici anni di iniziative in diverse regioni italiane.

Domenica 27 settembre 2026 Diversamente Speleo Lazio, Abruzzo e Italia Centrale farà tappa alle Grotte di Falvaterra, in provincia di Frosinone.

L’appuntamento è fissato alle 10 al centro visite. Oltre cento speleologi volontari accompagneranno in grotta più di venti persone con disabilità provenienti da Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche.

Diversamente Speleo 2026: il programma a Falvaterra

Il messaggio scelto per la giornata resta «L’impossibile diventa possibile». L’iniziativa riunirà speleologi provenienti dalle regioni dell’Italia centrale e volontari del territorio. Sono attesi il sindaco di Falvaterra e rappresentanti dell’amministrazione comunale. Durante l’incontro, i volontari locali ricorderanno anche un giovane del paese recentemente scomparso.

Come nelle precedenti edizioni, il centro dell’iniziativa è l’accompagnamento delle persone, non il raggiungimento di una particolare distanza nel sottosuolo.

Grotte di Falvaterra: il contesto carsico

Le Grotte di Falvaterra si trovano nel Monumento naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco. L’area protetta, gestita dal Comune, si estende per 133 ettari sulle pendici settentrionali dei monti Ausoni.

Il sistema carsico è collegato alle Grotte di Pastena: nella parte attiva le acque percorrono un sistema sotterraneo di circa 2,5 chilometri.

L’esperienza di Diversamente Speleo non coincide con una normale visita turistica. Nelle varie edizioni, gruppi di accompagnatori hanno adattato le uscite alle condizioni dei partecipanti e delle cavità. In alcuni casi sono state impiegate barelle; in altri si sono svolte visite multisensoriali o percorsi per persone deambulanti.

Diversamente Speleo: le edizioni dal 2011 al 2016

La storia di Diversamente Speleo inizia da lontano: Le prime uscite documentate dello Speleo Club Forlì con i gemelli Giotto e Giulio risalgono all’aprile 2011 e al giugno 2012, alla Grotta Tanaccia di Brisighella. Nell’ottobre 2012 seguì la prima vera uscita definita ‘Diversamente Speleo’ alla Grotta dell’Arco di Bellegra, con la collaborazione di una ventina di speleologi di più regioni e la partecipazione di due persone diversamente abili.

Nel giugno 2013 il progetto raggiunse la Grotta della Beata Vergine di Frasassi. Bellegra è dunque una tappa decisiva per la rete dell’Italia centrale.

Negli anni successivi il nome Diversamente Speleo è stato adottato da iniziative territoriali distinte. Nel 2014 si tenne una prima edizione pugliese alla Grotta Pian della Macina, nel Gargano. Nello stesso anno il progetto venne presentato anche in Liguria. Nel 2015 una giornata emiliano-romagnola si svolse alla Grotta del Re Tiberio, tra Riolo Terme e Casola Valsenio.

Nel 2016 l’appuntamento alla Grotta Beatrice Cenci, presso Verrecchie in Abruzzo, riunì, secondo il resoconto pubblicato da Scintilena, cinquanta persone con disabilità, cinquanta accompagnatori e duecento speleologi. Le cifre mostrano quanto fosse cresciuta la capacità di collaborazione fra gruppi, famiglie e volontari.

Diversamente Speleo: Pastena, Veneto e ripartenza

Nel 2019 le Grotte di Pastena ospitarono un’edizione dedicata anche alle persone con disabilità visiva. La proposta comprendeva una visita multisensoriale con operatori formati e un banco tattile sui temi della grotta e del carsismo. È un esempio di come il progetto abbia sperimentato forme di partecipazione diverse dal trasporto in barella.

La pandemia ha interrotto per alcuni anni la continuità di una parte degli appuntamenti, ma le iniziative territoriali non seguono tutte lo stesso calendario. Nel 2024 si sono svolte, fra le altre, la quinta edizione alle Grotte di Pertosa-Auletta, in Campania, e una giornata al Buso della Rana, in Veneto. A Monte di Malo si dettero appuntamento circa sessanta speleologi e otto partecipanti con disabilità.

Per la manifestazione di Abruzzo, Lazio e Italia centrale, l’edizione del 7 settembre 2025 alla Grotta Scura di Bolognano fu l’ottavo appuntamento di questa realtà interregionale e segnò la ripresa dopo cinque anni di pausa, con ventidue partecipanti con disabilità e settantatré speleologi tutor e accompagnatori.

Diversamente Speleo torna ora a Falvaterra con una partecipazione prevista ancora più ampia sul fronte dei volontari.

Fonti

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  • Il PNRR finanzia il sottosuolo: 350 mila euro per la Domus sotto il Liceo Cavour di Roma
    Condividi Sotto la palestra del liceo romano si conserva una residenza del II secolo d.C., già individuata alla fine dell’Ottocento. I fondi di “Caput Mundi” finanziano scavo, restauro, consolidamento e futura fruizione del sito archeologico Sotto il Liceo Scientifico Cavour di Roma, a poca distanza dal Colosseo, si conserva un altro livello della città: una domus romana di età medio-imperiale, con ambienti voltati, pitture, intonaci decorati, motivi floreali, figure umane e stucchi. La no
     

Il PNRR finanzia il sottosuolo: 350 mila euro per la Domus sotto il Liceo Cavour di Roma

September 24th 2026 at 05:00

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Sotto la palestra del liceo romano si conserva una residenza del II secolo d.C., già individuata alla fine dell’Ottocento. I fondi di “Caput Mundi” finanziano scavo, restauro, consolidamento e futura fruizione del sito archeologico

Sotto il Liceo Scientifico Cavour di Roma, a poca distanza dal Colosseo, si conserva un altro livello della città: una domus romana di età medio-imperiale, con ambienti voltati, pitture, intonaci decorati, motivi floreali, figure umane e stucchi.

La notizia è tornata recentemente alla ribalta con titoli che parlano di una “villa romana scoperta dagli studenti dopo duemila anni”. La realtà documentata dalla Soprintendenza Speciale di Roma è meno sensazionalistica, ma probabilmente più interessante.

La domus, infatti, non era sconosciuta. Un settore della residenza era stato scoperto già nel 1895, durante i lavori per l’apertura di via degli Annibaldi, e successivamente perduto con le trasformazioni urbanistiche. Sotto il liceo sono invece sopravvissuti altri ambienti, in gran parte ancora interrati: prima dell’attuale intervento erano visibili cinque vani voltati e decorati, con problemi di conservazione, distacchi degli intonaci, lesioni e tracce di vandalismo.

Qui che entra in gioco il PNRR.

350 mila euro per scavare, conservare e rendere fruibile

La Domus del Liceo Cavour è uno degli interventi finanziati nell’ambito del PNRR – Caput Mundi, Next Generation EU, il programma dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale di Roma.

Caput Mundi fu approvato con ordinanza del Commissario straordinario il 24 giugno 2022 e comprendeva originariamente 335 interventi per complessivi 500 milioni di euro.

Per la Domus Cavour il finanziamento previsto è di 350.000 euro. Il soggetto attuatore è la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma.

Non si tratta semplicemente di pagare uno scavo archeologico.

Il progetto comprende indagini e rilievi, scavo degli ambienti ancora interrati, restauro e consolidamento delle strutture e delle superfici decorate, interventi sugli impianti e misure per una migliore conservazione del complesso.

Ma soprattutto prevede la valorizzazione e la futura fruizione dell’area, con strumenti divulgativi e un progetto sviluppato anche insieme a docenti e studenti del Liceo Cavour.

È questo forse l’aspetto più interessante dell’intervento: il denaro pubblico non viene destinato soltanto alla ricerca o alla messa in sicurezza di ciò che si trova sottoterra, ma anche al tentativo di trasformare un patrimonio nascosto in un luogo conoscibile e accessibile.

Dal 1895 al nuovo cantiere

La sequenza delle date aiuta anche a rimettere nella giusta prospettiva la storia.

Dopo la scoperta ottocentesca, il complesso rimase in parte nascosto sotto gli edifici moderni. Con il programma PNRR si è arrivati al nuovo intervento: il portale ministeriale Cantieri Narranti indica l’inizio dei lavori nel settembre 2025, con un finanziamento di 350 mila euro e circa 210 mila euro indicati specificamente come importo dei lavori. La stessa scheda risulta ancora contrassegnata come “Attivo”.

Il 28 maggio 2026 il Liceo Cavour ha poi ospitato una presentazione pubblica delle scoperte archeologiche effettuate nei sotterranei della scuola durante la campagna di scavo condotta dalla Soprintendenza. All’incontro hanno partecipato archeologi e tecnici direttamente coinvolti nelle indagini.

Non, dunque, una villa misteriosamente riemersa dopo duemila anni, ma un sito conosciuto da oltre un secolo sul quale nuove risorse hanno consentito di tornare a scavare, studiare e restaurare.

Un caso interessante per il patrimonio sotterraneo

Sottosuolo, archeologia e tutela: la vicenda della Domus Cavour offre un esempio concreto di ciò che può significare destinare fondi pubblici a un bene sotterraneo.

Il sito era già identificato, il suo valore archeologico era noto e le criticità conservative erano documentate. Il finanziamento ha messo insieme ricerca, scavo, restauro, consolidamento e progetto di fruizione.

Per una valutazione completa della spesa sarà naturalmente necessario attendere anche la documentazione conclusiva: importo effettivamente aggiudicato, pagamenti, stati di avanzamento e conto finale dei lavori.

Ma una cosa è già documentabile: 350.000,00 euro del PNRR ben destinati, per riportare alla conoscenza, conservare e rendere potenzialmente fruibile un frammento della Roma sotterranea che rischiava altrimenti di rimanere invisibile sotto una palestra scolastica.

E’ proprio questa la parte della storia che merita di essere raccontata.

Fonti: Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma; Ministero della Cultura – Cantieri Narranti; Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo 2025; Liceo Scientifico Cavour

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