Nuove esplorazioni nel cuore delle Alpi Albanesi: la Shpella Shtares raggiunge lo sviluppo complessivo di 13,5 km
Rientrata in Italia “Shtares 2026”, la spedizione organizzata dal Gruppo Speleologico Martinese nel villaggio di Vrane e Made
La Shpella Shtares continua a crescere e a sorprendere. La spedizione Shtares 2026 torna dalle Alpi Albanesi con 1,4 chilometri di nuovi ambienti esplorati, nuove vie ancora tutte da inseguire e un complesso sotterraneo che raggiunge ormai circa 13,5 chilometri di sviluppo. Ma questa volta lasciamo subito la parola a chi, per più di due settimane, quei meandri, pozzi e gallerie li ha percorsi, esplorati e studiati.

Si è conclusa con importanti scoperte la recente campagna esplorativa e scientifica Shtares 2026, organizzata dall’8 al 23 agosto sulle Alpi Albanesi dal Gruppo Speleologico Martinese e che ha visto la partecipazione di ben 28 speleologi provenienti da diversi gruppi speleo italiani (Società Alpina delle Giulie; Gruppo Speleo San Giusto – Trieste; CARS Centro Altamurano Ricerche Speleologiche; Gruppo Speleologico Lunense; Gruppo Speleologico Fiorentino; Speleo Club Tanaro; Speleo Club Nuoro; Gruppo Speleologico CAI Padova; Troglobius APS Verona).
La compagine esplorativa ha rilevato 1,4 km di nuovi ambienti, portando così la Shpella Shtares a uno sviluppo complessivo di circa 13,5 km.

«Le attività si sono divise su più fronti del complesso ipogeo – ha commentato Sebastiano Calella, capo spedizione –. Nel Ramo Poseidone le verifiche sui meandri e sui pozzi lasciati in sospeso l’anno passato hanno confermato la ricollegabilità dei passaggi alle condotte già note, mentre nella Sala di Morfeo è stata iniziata una risalita di circa 30 metri che attende ulteriori approfondimenti. Nella Forra dei Ragazzi, il ramo più distante dall’ingresso in cui non si tornava dal 2019, le squadre sono riuscite a bypassare un primo tratto bagnato, dovendosi tuttavia arrestare sotto una seconda risalita per la forte portata d’acqua e la roccia friabile. Il Ramo del Mezzogiorno ha invece regalato l’accesso a un’ampia galleria di circa cento metri dopo una risalita, con il prosieguo attualmente sbarrato da una frana alla base di un salto verticale. La scoperta principale è avvenuta nella zona della Connessione al termine della Via di Oniro, dove una risalita di quaranta metri ha permesso d’intercettare il nuovo Ramo Radio Alice. Quest’ultimo si sviluppa per circa cinquecento metri e presenta diverse condotte e un pozzo da discendere, le cui esplorazioni sono state temporaneamente sospese per l’esaurimento del tempo e dei materiali a disposizione».

Sul fronte logistico, il Campo Base ha garantito il costante funzionamento dei collegamenti radio interni e l’allestimento di otto posti letto, mentre nelle zone più remote della cavità è stato approntato un campo avanzato con amache all’interno del Ramo Apuani in Vacanza. Qui, la progressione è risultata particolarmente tecnica a causa della qualità della roccia presente in parete e si è incentrata su due fronti esplorativi principali. Sono stati, infatti, rilevati circa 500 metri di sviluppo e vari pozzi sono stati discesi, per circa cento metri, fino a una strettoia di complessa percorrenza che costituisce l’attuale limite raggiunto. Questa zona sarà un punto importante per le esplorazioni degli anni a venire.
«Parallelamente alle esplorazioni – ha commentato Alessandro Marraffa, responsabile scientifico della spedizione – abbiamo dedicato ampio spazio al monitoraggio microclimatico e alla ricerca biologica. Sono stati scaricati e riposizionati i termometri di profondità, integrati da un sensore esterno, e sono stati installati due anemometri nelle gallerie della Via di Oniro per analizzare la circolazione dell’aria nelle diverse stagioni dell’anno. In ambito biospeleologico si è proceduto al prelievo di campioni di fauna ipogea – anellidi, irudinei, insetti, collemboli, acari, pseudoscorpioni, miriapodi, aracnidi, tricotteri e oligocheti – oltre alla raccolta di campioni microbiologici di patine e vermicolazioni da analizzare nelle prossime settimane».
L’appuntamento è fissato per l’anno prossimo, quando i Martinesi torneranno nuovamente nel villaggio di Vrane e Made per Shtares 2027, continuando le esplorazioni lasciate in sospeso e i monitoraggi scientifici.
«Continuare a esplorare la Shpella Shtares insieme a diversi speleologi provenienti da varie parti d’Italia è un’occasione di vera e profonda crescita per il nostro gruppo – ha concluso Donatella Leserri, presidentessa del Gruppo Speleologico Martinese –. Ancora una volta l’Albania ci ha accolti a braccia aperte e ci ha fatto sentire a casa. Voglio ringraziare infine, per il sostegno, la SSI, la Federazione Speleologica Pugliese e il Servizio Regionale Puglia del Soccorso Alpino e Speleologico; Korda’s, per averci fornito parte delle corde utilizzate nel corso dell’esplorazione; Tiberino, per gli ottimi pasti liofilizzati; Carmine Lucia, per i caciocavalli, i salami e il miele; e lo Studio dentistico Verboschi».

fotografie e testi degli esploratori.
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