Základné zobrazenie

  • ✇Jeskyně ČR - Správa jeskyní České republiky on Facebook
  • Na besedu s promítáním ke 100
    Na besedu s promítáním ke 100. výročí svého zpřístupnění zvou v sobotu 29. srpna 2026 Zbrašovské aragonitové jeskyně v Teplicích nad Bečvou na Přerovsku. Akce "Na kus řeči o jeskyních" se uskuteční od 17:00 v novém přístřešku před jeskyněmi. Přednášející bude vedoucí jeskyní Barbora Šimečková. (Feed generated with FetchRSS)
     

Na besedu s promítáním ke 100

Na besedu s promítáním ke 100. výročí svého zpřístupnění zvou v sobotu 29. srpna 2026 Zbrašovské aragonitové jeskyně v Teplicích nad Bečvou na Přerovsku. Akce "Na kus řeči o jeskyních" se uskuteční od 17:00 v novém přístřešku před jeskyněmi.
Přednášející bude vedoucí jeskyní Barbora Šimečková.



(Feed generated with FetchRSS)
  • ✇Scintilena
  • Arera: l’esplorazione non finisce: L’Abisso LoBG 3990 scende a -302
    Condividi A Oltre il Colle, nel massiccio dell’Arera, scoperto e disceso un nuovo pozzo da 185 metri. Il 27 agosto la squadra ha raggiunto il Fondo JetLag a -302 metri, nonostante il regime idrico sfavorevole OLTRE IL COLLE (BG) – «Sembrava una ventina di metri». Poi è arrivato il sasso giusto. E dal buio è arrivata una risposta decisamente diversa. Sul Monte Arera, nella grotta LoBG 3990, l’esplorazione degli ultimi giorni ha preso improvvisamente una dimensione verticale impressionante:
     

Arera: l’esplorazione non finisce: L’Abisso LoBG 3990 scende a -302

August 28th 2026 at 06:00

Condividi

A Oltre il Colle, nel massiccio dell’Arera, scoperto e disceso un nuovo pozzo da 185 metri. Il 27 agosto la squadra ha raggiunto il Fondo JetLag a -302 metri, nonostante il regime idrico sfavorevole

OLTRE IL COLLE (BG) – «Sembrava una ventina di metri». Poi è arrivato il sasso giusto. E dal buio è arrivata una risposta decisamente diversa.

Sul Monte Arera, nella grotta LoBG 3990, l’esplorazione degli ultimi giorni ha preso improvvisamente una dimensione verticale impressionante: quello che a una prima occhiata appariva come un pozzo di modeste dimensioni si è rivelato un P185, un salto da 185 metri che ha dato alla grotta una dimensione verticale del tutto inattesa.

«Apriamo la testa di un pozzo che ad una prima occhiata sembrava una ventina di metri, ma lanciando il sasso giusto abbiamo ricevuto una risposta adeguata. Per ora i 185 m ci sono… Ma non siamo in fondo…», raccontava pochi giorni fa Gianluca Perucchini, impegnato nell’esplorazione insieme a Giorgio Pannuzzo e Riccardo Temponi.

In quel momento, infatti, non avevano ancora raggiunto il fondo del P185.

Nella parte inferiore del P185, cento metri di corda sono bastati appena per raggiungere un terrazzo, fermandosi davanti a un ulteriore tiro di una ventina di metri. Il fondo del P185 è stato poi raggiunto nella stessa punta esplorativa che ha portato gli speleologi al Fondo JetLag, a -302 metri. Al fondo del P185, al momento, non sono state individuate prosecuzioni plausibili; resta però da scendere un altro pozzo laterale.

È avvenuto la mattina del 27 agosto 2026: Giorgio, Gianluca e Riccardo sono tornati sottoterra e, nonostante un regime idrico sfavorevole, hanno continuato l’esplorazione. L’anteprima arriva direttamente da Giorgio Pannuzzo: «Oggi ci siamo tornati e, nonostante il regime idrico sfavorevole, abbiamo continuato le esplorazioni fino a -302 m. Fondo JetLag».

Un metro in più sulla carta, ma soprattutto un altro passo nell’ignoto, dentro una grotta che in pochissimi giorni ha cambiato volto e dimensioni.

Nell’esplorazione sono impegnati Giorgio Pannuzzo, del Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole, Gianluca Perucchini (CAI Lovere – Progetto Sebino) e Riccardo Temponi (Progetto Sebino). Tutti e tre partecipano al Progetto InGrigna.

Gianluca e Riccardo, inoltre, appartengono a quella nuova generazione di esploratori che Alex Rinaldi chiama affettuosamente “i Pischelli di Bueno Fonteno”: giovani speleologi cresciuti nel fermento delle grandi esplorazioni del Sebino e ormai protagonisti anche su altri importanti fronti esplorativi lombardi.

UN NUOVO ABISSO SOTTO L’ARERA

Lo scenario è quello spettacolare del Pizzo Arera, 2.512 metri, nel territorio di Oltre il Colle, nelle Prealpi Orobie bergamasche. Il massiccio appartiene alla fascia carbonatica delle Orobie: montagne che sopra terra mostrano pareti, rupi e grandi bastionate rocciose e che nel sottosuolo continuano a custodire vuoti ancora tutti da scoprire.

E questa volta la sorpresa ha assunto dimensioni davvero notevoli: il P185 è stato sceso fino al fondo e LoBG 3990 ha raggiunto la quota di -302 metri, al nuovo Fondo JetLag

Dove porterà LoBG 3990?

È presto per dirlo. Ma una frase scritta dagli esploratori quando il grande pozzo aveva appena cominciato a svelarsi sembra oggi ancora più bella:

«Ma non siamo in fondo…»

E allora non resta che aspettare la prossima discesa, con quel pozzo laterale ancora da esplorare.

Tantissimi complimenti a Giorgio Pannuzzo, Gianluca Perucchini, Riccardo Temponi e a tutti gli esploratori impegnati sull’Arera! Un P185, una grotta che supera i 300 metri di profondità e soprattutto un pozzo laterale che attende ancora di essere esplorato: avanti così, ragazzi! L’Arera non ha ancora finito di raccontare la sua storia.

Foto: esplorazioni nella LoBG 3990, Monte Arera – per gentile concessione degli esploratori.

L'articolo Arera: l’esplorazione non finisce: L’Abisso LoBG 3990 scende a -302 proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Proteggere una specie significa anche nascondere dove vive: il caso del rapace più raro del Regno Unito
    Condividi Due nidi, sei giovani e una località mantenuta segreta. In Gran Bretagna il ritorno dell’albanella minore offre uno spunto interessante anche per chi si occupa di grotte e ambienti naturali vulnerabili: quando la diffusione di una localizzazione può trasformarsi in una minaccia? Una località segreta, due nidi distanti circa un chilometro e sei giovani rapaci pronti a spiccare il volo. È la storia dell’albanella minore (Circus pygargus), uno degli uccelli nidificanti più rari della G
     

Proteggere una specie significa anche nascondere dove vive: il caso del rapace più raro del Regno Unito

August 28th 2026 at 05:00

Condividi

Due nidi, sei giovani e una località mantenuta segreta. In Gran Bretagna il ritorno dell’albanella minore offre uno spunto interessante anche per chi si occupa di grotte e ambienti naturali vulnerabili: quando la diffusione di una localizzazione può trasformarsi in una minaccia?

Una località segreta, due nidi distanti circa un chilometro e sei giovani rapaci pronti a spiccare il volo. È la storia dell’albanella minore (Circus pygargus), uno degli uccelli nidificanti più rari della Gran Bretagna, protagonista nel 2026 di una stagione riproduttiva particolarmente importante.

La Royal Society for the Protection of Birds (RSPB) ha reso noto che quest’anno in Gran Bretagna sono stati individuati soltanto due nidi conosciuti della specie. Entrambi contenevano tre giovani e, fatto singolare, i sei pulcini avevano lo stesso padre: un unico maschio si era accoppiato con due femmine. I due nidi sono stati costantemente monitorati dagli specialisti della RSPB, ma la loro posizione esatta è rimasta volutamente segreta.

L’albanella minore è un elegante rapace migratore che trascorre l’inverno in Africa e raggiunge l’Europa per riprodursi. In Gran Bretagna si trova al margine settentrionale del proprio areale riproduttivo e la sua presenza è estremamente precaria. La RSPB la classifica nella Red List britannica e sottolinea come ogni coppia nidificante necessiti di una particolare protezione.

Nidi nei campi e raccolti sempre più precoci

Una delle particolarità della specie è la scelta del luogo in cui nidificare. Le albanelle minori depongono le uova a terra e, in Gran Bretagna, utilizzano sempre più frequentemente i terreni agricoli e in particolare le coltivazioni cerealicole.

È una scelta che comporta rischi considerevoli. I nidi possono essere distrutti dalle macchine durante il raccolto e la RSPB segnala che siccità e raccolti anticipati stanno rendendo ancora più delicata la situazione. Per questo la conservazione della specie richiede una stretta collaborazione tra naturalisti e agricoltori. Nel sito del 2026, una porzione del campo d’orzo è stata lasciata appositamente indisturbata dal proprietario per consentire agli animali di completare la riproduzione.

Non è la prima volta. Nel 2025 una coppia aveva allevato con successo quattro giovani in un’altra località inglese tenuta segreta: era stata la prima nidificazione riuscita in Gran Bretagna dal 2019. Anche in quel caso la collaborazione con l’agricoltore era risultata decisiva e attorno al nido era stata installata una piccola recinzione per proteggerlo dai predatori terrestri.

Per la prima volta due giovani seguiti dal satellite

La stagione 2026 ha portato anche una novità scientifica. Poco prima dell’involo, ricercatori autorizzati della RSPB hanno prelevato temporaneamente un giovane da ciascuno dei due nidi e hanno applicato trasmettitori satellitari di nuova generazione.

È la prima volta che giovani albanelle minori vengono dotate di questi dispositivi nel Regno Unito.

Il monitoraggio potrà fornire informazioni preziose sugli spostamenti dei giovani, sulle rotte migratorie verso l’Africa e, negli anni successivi, sull’eventuale ritorno nei territori europei di riproduzione. Dati particolarmente importanti per una popolazione tanto piccola e intermittente.

A volte le coordinate diventano un pericolo

C’è un altro particolare della vicenda che può interessare molto anche il mondo speleologico: nessuno ha comunicato dove si trovino esattamente questi nidi.

La località viene deliberatamente mantenuta segreta per proteggere gli animali. Persino l’agricoltore coinvolto nel progetto non viene identificato pubblicamente, proprio per evitare che attraverso il suo nome sia possibile risalire al sito. La stessa strategia era stata adottata per la nidificazione del 2025.

È un principio di conservazione che trova un evidente parallelo negli ambienti sotterranei da proteggere.

Le coordinate sono un’informazione scientifica fondamentale, ma in determinate circostanze la loro diffusione indiscriminata può aumentare la vulnerabilità del luogo che descrive. È il caso, per esempio, di cavità che ospitano importanti colonie di chirotteri, specie endemiche o estremamente localizzate, delicati depositi archeologici o paleontologici, mineralizzazioni e concrezionamenti particolarmente vulnerabili.

Internet, cartografia digitale e GPS hanno reso possibile raggiungere con grande facilità luoghi che soltanto pochi decenni fa richiedevano conoscenze locali e ricerche specifiche. È un progresso straordinario per la conoscenza e l’esplorazione, ma pone anche una responsabilità nuova nella gestione dei dati.

La vicenda dell’albanella minore britannica mostra una possibile risposta: conoscere con estrema precisione un luogo non significa necessariamente doverne rendere pubblica con altrettanta precisione la posizione.

Ricercatori e conservazionisti conoscono i nidi, li monitorano, raccolgono dati scientifici e collaborano con chi gestisce il territorio. Al pubblico viene invece comunicato ciò che serve per comprendere l’importanza della scoperta, senza fornire l’informazione che potrebbe mettere a rischio gli animali.

Un equilibrio tra condivisione della conoscenza e protezione della risorsa che, fuori dai campi inglesi e qualche metro più sotto terra, che riguarda molto da vicino anche speleologia e archeologia.


Fonti

BBC News – articolo sull’eccezionale stagione riproduttiva dell’albanella minore in Gran Bretagna:
BBC News – UK’s rarest bird of prey rears six chicks

Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), 24 agosto 2026 – Montagu’s Harrier chicks tagged for the first time in UK:
RSPB – Montagu’s Harrier chicks tagged for the first time in UK

RSPB – scheda della specie Circus pygargus, distribuzione, conservazione e habitat riproduttivo:
RSPB – Montagu’s Harrier

RSPB, 30 luglio 2025 – Britain’s rarest breeding bird raised four youngsters at secret location:
RSPB – Britain’s Foto l breeding bird raised four youngsters at secret location

Foto di copertina: Albanella minore (Circus pygargus) in volo. Foto: Clpramod / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

L'articolo Proteggere una specie significa anche nascondere dove vive: il caso del rapace più raro del Regno Unito proviene da Scintilena.

❌