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    Condividi Nel numero di ottobre 2026 del notiziario del GTS trovano spazio attività sul Carso e fuori regione, esplorazioni, incontri, pubblicazioni e documenti d’archivio È online il numero 4 – ottobre 2026 di “Stillicidio – Idee che scavano la roccia”, il notiziario del Gruppo Triestino Speleologi APS. Trentatré pagine che restituiscono un quadro molto ampio dell’attività del gruppo e, allo stesso tempo, mostrano quanto possa essere importante in speleologia raccontare e conservare ciò che
     

“Stillicidio” arriva al numero 4: il Gruppo Triestino Speleologi narra esplorazioni, memoria e cultura speleologica

Október 13th 2026 at 05:30

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Nel numero di ottobre 2026 del notiziario del GTS trovano spazio attività sul Carso e fuori regione, esplorazioni, incontri, pubblicazioni e documenti d’archivio

È online il numero 4 – ottobre 2026 di “Stillicidio – Idee che scavano la roccia”, il notiziario del Gruppo Triestino Speleologi APS. Trentatré pagine che restituiscono un quadro molto ampio dell’attività del gruppo e, allo stesso tempo, mostrano quanto possa essere importante in speleologia raccontare e conservare ciò che viene fatto sul terreno.

Si parte proprio con una riflessione sul valore delle pubblicazioni. Nell’editoriale, significativamente intitolato “Informarsi e informare, scrivere e raccogliere”, il GTS richiama l’importanza di far circolare bollettini e riviste, conservarli nelle biblioteche e renderli disponibili alla consultazione. Scrivere, raccogliere, conservare e condividere vengono indicati come aspetti diversi di uno stesso obiettivo: far circolare la conoscenza.

Il tema trova subito applicazione nella presentazione del XXIII volume del Bollettino del Gruppo Triestino Speleologi, la pubblicazione storica che Stillicidio affianca con una formula più agile e fortemente illustrata.

Gran parte del nuovo numero è naturalmente dedicata all’attività sul campo. Le pagine documentano lavori ed esplorazioni in cavità carsiche, con rilievi, fotografie degli ambienti sotterranei e immagini delle operazioni condotte dagli speleologi. Tra i contributi compaiono attività sul Monte Canin, una ricognizione alla Pivarna jama/Grotta presso Sesana, in Slovenia, e altre uscite nelle grotte del territorio.

Si scandaglia l’area triestina. Il fascicolo racconta anche un workshop sul Dvernice Grotte, svoltosi a Trieste nel settembre scorso, e dedica spazio alla partecipazione del gruppo ad appuntamenti e incontri nei quali esplorazione, ricerca e divulgazione si intrecciano.

Il numero permette anche di seguire la normale vita di gruppo speleologico, quella che raramente emerge dai grandi resoconti esplorativi: sopralluoghi, rilievi, lavori nelle cavità, incontri, assemblee, collaborazioni e momenti di confronto. Sono le attività, documentate con numerose fotografie, a far vivere nel lettore il senso della continuità del lavoro associativo.

Particolarmente interessante è la presenza delle pagine dedicate alla memoria storica della speleologia. Documenti dattiloscritti, fotografie d’epoca, vecchie pubblicazioni e materiali provenienti dagli archivi riportano il lettore a esperienze e testimonianze del passato: una scelta coerente con l’editoriale.

Completano il fascicolo contributi sulla divulgazione e sugli incontri pubblici, immagini di concrezioni e ambienti sotterranei, notizie sull’attività sociale e una rassegna di libri e pubblicazioni. Ne risulta un notiziario che racconta le esplorazioni e, la trama di attività, persone e documenti sulla quale si costruisce nel tempo la storia di un gruppo.

Al Gruppo Triestino Speleologi va quindi un sincero complimento. In un periodo nel quale molta comunicazione speleologica rischia di disperdersi rapidamente nei social network, scegliere di ordinare fotografie, rilievi, resoconti e documenti in una pubblicazione significa lasciare una traccia consultabile anche domani. Una formula semplice ma preziosa: raccontare ciò che si fa, conservarne memoria e metterlo a disposizione degli altri.

Stillicidio numero 4/2026 è disponibile qui, per lettura e download: https://gtspeleo.it/stillicidio-numero-4-2026/ : buona lettura!

Fonte: Gruppo Triestino Speleologi APS, Stillicidio – Idee che scavano la roccia, n. 4, ottobre 2026, 33 pp.;

Gruppo Triestino Speleologi APS, pagina di presentazione di Stillicidio n. 4/2026.

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  • Sopra e Sotto il Carso, online il numero di settembre 2026 tra memoria, ricerca e speleologia
    Condividi Il numero di settembre 2026 di Sopra e Sotto il Carso riunisce attività associative, studi sul carsismo, formazione tecnica, memoria del terremoto del Friuli e aggiornamenti di biospeleologia nel territorio nord-orientale. È disponibile il numero di settembre 2026 di Sopra e Sotto il Carso, rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” di Gorizia. La pubblicazione propone un sommario ampio, dedicato alla speleologia, alla storia del territorio, alla tutela degli ambie
     

Sopra e Sotto il Carso, online il numero di settembre 2026 tra memoria, ricerca e speleologia

Október 4th 2026 at 11:00

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Il numero di settembre 2026 di Sopra e Sotto il Carso riunisce attività associative, studi sul carsismo, formazione tecnica, memoria del terremoto del Friuli e aggiornamenti di biospeleologia nel territorio nord-orientale.

È disponibile il numero di settembre 2026 di Sopra e Sotto il Carso, rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” di Gorizia. La pubblicazione propone un sommario ampio, dedicato alla speleologia, alla storia del territorio, alla tutela degli ambienti sotterranei e alla divulgazione scientifica.

La rivista è consultabile e scaricabile gratuitamente attraverso il sito dell’associazione. Il nuovo fascicolo tiene insieme cronaca delle attività del Centro, contributi di approfondimento e segnalazioni rivolte alla comunità speleologica. Nel sommario compaiono anche appuntamenti, corsi e aggiornamenti della biblioteca virtuale.[1][2]

Sopra e Sotto il Carso e la divulgazione speleologica

Sopra e Sotto il Carso è una pubblicazione digitale collegata alle attività del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”. Il Centro opera a Gorizia dal 1978 e affianca all’esplorazione delle cavità iniziative di ricerca, documentazione, formazione e divulgazione sul carsismo.

La rivista definisce il proprio campo di interesse nella conoscenza delle aree carsiche e delle grotte. Il numero di settembre 2026 riprende questa impostazione con un editoriale dal titolo Il respiro segreto del Carso: memorie che riaffiorano, scoperte che avanzano. Il tema mette in relazione le nuove osservazioni con la conservazione della memoria speleologica.

La speleologia resta il filo conduttore del fascicolo. Le notizie raccolte attraversano ambienti naturali e cavità artificiali, archivi, musei, libri e attività sul terreno. Questo approccio permette di collegare la ricerca sul carsismo alla documentazione storica e alla vita delle associazioni.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Tra i contributi annunciati figura la relazione sulla Prima Conferenza Scientifica Internazionale per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, identificata anche dall’acronimo IDCK 2026. La prima celebrazione della ricorrenza si è svolta il 13 settembre 2026, dopo la proclamazione UNESCO della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo.

La data richiama l’attenzione sui sistemi carsici come risorse ambientali fragili. Le grotte ospitano ecosistemi specializzati, custodiscono archivi geologici e archeologici e sono spesso collegate a importanti riserve idriche sotterranee.

Nel programma editoriale compare anche la manifestazione per i cento anni dalla stampa del 2000 Grotte. L’opera è ricordata come un riferimento storico per la documentazione delle cavità del Carso triestino e goriziano. La ricorrenza offre lo spunto per riflettere sul valore dei catasti, dei rilievi e delle fonti storiche nella speleologia contemporanea.

Formazione speleologica e tecnologie al Corchia

Il fascicolo dedica spazio a tre giorni di formazione al Corchia, sintetizzati nel titolo Tecnici e tecnologie sottoterra. L’iniziativa richiama l’attività della Commissione Tecnica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico nel complesso dell’Antro del Corchia.

Le attività di settembre hanno previsto momenti dedicati a comunicazioni, reti Mesh, verifica delle linee telefoniche e gestione operativa degli interventi in profondità. Nel Corchia la formazione tecnica si confronta con condizioni che richiedono pianificazione, autonomia e cooperazione tra squadre.

La presenza di questi temi in Sopra e Sotto il Carso mostra come la speleologia includa non solo l’esplorazione, ma anche la preparazione al soccorso e l’uso consapevole delle tecnologie di comunicazione sotterranea.

Terremoto del Friuli 1976 e memoria speleologica

Un’ampia parte del numero di settembre 2026 è dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. I contributi annunciati ripercorrono il sisma del 1976 e la scossa più forte di settembre, oltre a presentare documentazione fotografica dell’impiego della brigata corazzata “Pozzuolo del Friuli” nelle operazioni di soccorso.

Il dossier affronta anche il cambiamento prodotto dall’emergenza nella speleologia del Friuli Venezia Giulia. Il terremoto rese evidenti le necessità di coordinamento, conoscenza del territorio e capacità operative in contesti difficili. La ricostruzione della memoria locale diventa quindi parte della documentazione speleologica e civile.

Nel numero compaiono inoltre Come eravamo… La speleologia degli anni ’70 e un ricordo di Franco Cucchi. Questi materiali collocano le attività contemporanee dentro una storia associativa più lunga.

Kleine Berlin, Amblypygi e patrimonio sotterraneo

Tra le notizie naturalistiche è segnalata la riproduzione di un amblipigio nella Kleine Berlin di Trieste. Le osservazioni riguardano Charinus ioanniticus, aracnide dell’ordine Amblypygi, noto anche come ragno frusta e innocuo per l’uomo.

Una femmina è stata osservata con la covata appena schiusa sul dorso. Il dato conferma che la popolazione presente nelle gallerie sotterranee artificiali continua a riprodursi. La Kleine Berlin è un complesso di rifugi antiaerei della Seconda guerra mondiale, con una parte civile e una parte militare tedesca.

Il caso interessa la biospeleologia perché documenta la stabilità di una popolazione in un ambiente ipogeo artificiale. Il sommario ospita anche un contributo sulla Grotta Tirfor, una sezione dedicata ai coralli fossili di Russiz nel progetto Tropico del Collio e un articolo sull’impronta dei Ritter nelle case di Gorizia.

Biblioteca, corso e contatti del Seppenhofer

Completano il numero di settembre 2026 le rubriche Speleocollezionisti, dedicate in questa uscita alle schede telefoniche, Speleolibri, Quattro elementi e gli aggiornamenti mensili di agosto della biblioteca virtuale. È annunciata anche l’apertura delle iscrizioni al 28° Corso di avvicinamento alla speleologia e una rassegna degli appuntamenti del settore.

Per consultare Sopra e Sotto il Carso e scaricare i fascicoli, il riferimento indicato è il sito del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”. Per inviare notizie, interviste, video, collegamenti utili, richieste di comunicati o informazioni sulle attività associative, il recapito comunicato è seppenhofer@libero.it.

Fonti

Fonti
[1] Sopra e Sotto il Carso – Seppenhofer https://www.seppenhofer.org/sopra-e-sotto-il-carso/
[2] Rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer … https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2026/09/Sopra-e-sotto-il-Carso-8-2026-1-1.pdf
[3] [PDF] Rivista on line del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” https://www.fsrfvg.it/sopraesotto/Sopra-e-sotto-il-Carso-2018-09.pdf
[4] Al Seppenhofer di Gorizia torna il ciclo di conferenze sulla speleologia e il carsismo – Scintilena https://www.scintilena.com/al-seppenhofer-di-gorizia-torna-il-ciclo-di-conferenze-sulla-speleologia-e-il-carsismo/04/28/
[5] Man and Karst 2026 a Vendicari: ricerca, grotte e paesaggi carsici al … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-a-vendicari-ricerca-grotte-e-paesaggi-carsici-al-centro-dellincontro/09/08/
[6] Puliamo il Buio 2026 alla Buca di Pianiza dell’Alpe – Scintilena https://www.scintilena.com/puliamo-il-buio-2026-alla-buca-di-pianiza-dellalpe-la-speleologia-toscana-per-la-tutela-delle-grotte/09/10/
[7] Il 2000 grotte – boegan.it https://www.boegan.it/2025/04/il-2000-grotte/
[8] Nel Corchia il soccorso del futuro si prova dentro la montagna https://www.scintilena.com/openday-cnsas-dentro-la-montagna/09/28/
[9] Nel rifugio bellico ‘Kleine Berlin’ di Trieste il raro ragno Amblypygi si … https://www.ansa.it/friuliveneziagiulia/notizie/2026/09/02/nella-kleine-berlin-di-trieste-il-raro-ragno-amblypygi-si-riproduce-ancora_46cd058d-1c30-4c6f-9a83-030832f9f477.html
[10] Kleine Berlin – Ministero della cultura https://cultura.gov.it/luogo/kleine-berlin
[12] Carso: Tutte le ultime notizie in tempo reale su Carso https://www.quotidiano.net/itinerari/tag/carso
[13] salute-eventiCorriere della Sera https://www.corriere.it/salute/eventi/
[14] [PDF] Carso C Storia Speleologia TS .pdf – Moodle@Units https://moodle2.units.it/pluginfile.php/562402/mod_resource/content/0/Carso%20C%20Storia%20Speleologia%20TS%20.pdf
[15] Tutti gli appuntamenti e manifestazioni da venerdì 18 a … https://www.sanremonews.it/2026/09/18/amp/argomenti/agenda-manifestazioni/articolo/tutti-gli-appuntamenti-e-manifestazioni-da-venerdi-18-a-domenica-20-settembre-2026-in-riviera-e-co.html
[16] “Sopra e sotto il Carso”, online il numero di agosto 2026 … https://www.scintilena.com/sopra-e-sotto-il-carso-online-il-numero-di-agosto-2026-ricerca-esplorazioni-e-memoria-speleologica/09/03/
[17] [PDF] Rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” aps https://www.cavernas.org.br/wp-content/uploads/2022/07/Sopra-e-sotto-il-Carso-1-2022.pdf
[18] [PDF] Rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” aps https://www.cavernas.org.br/wp-content/uploads/2023/11/Sopra-e-sotto-il-Carso-7-2023.pdf
[19] [PDF] SOPRA E SOTTO IL CARSO https://www.speleo.cz/Data/files/sekretariat/Ostatni/Sopra%20e%20sotto%20il%20Carso%2010.pdf
[20] Sopra e Sotto il Carso – Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” https://www.seppenhofer.it/
[21] tornano a riprodursi nel buio sotterraneo della «Kleine Berlin» di … https://www.corriere.it/animali/biodiversita/26_settembre_03/i-ragni-frusta-tornano-a-riprodursi-nel-buio-sotterraneo-della-kleine-berlin-di-trieste-perche-e-una-scoperta-importante-05df73e2-82a2-48e1-93a2-285091d8bxlk.shtml
[22] Corchia Park: con i tuoi alunni in gita scolastica per vivere una … https://www.tuttoscuola.com/corchia-park-con-i-tuoi-alunni-in-gita-scolastica-per-vivere-una-montagna-di-emozioni/
[23] Il 2021 è l’Anno Internazionale delle grotte e del carsismo: speleologia, che passione https://www.ladige.it/tag/Grotte
[24] Kleine Berlin, l’amblipigio si riproduce ancora: femmina con i piccoli … https://www.triesteallnews.it/2026/09/kleine-berlin-lamblipigio-si-riproduce-ancora-femmina-con-i-piccoli-nelle-gallerie-antiaeree/
[25] Eccezionale nei sotterranei di Trieste: scoperto un aracnide mai … https://www.triesteprima.it/green/amblypygi-italia-trieste.html
[26] Giornate Nazionali della Speleologia – Gruppo Puglia Grotte https://www.gruppopugliagrotte.it/archivio-storico/bollettini/2003/lovece2/
[27] archeologia Archivi – Fondazione MIdA https://fondazionemida.com/tag/archeologia
[28] TRE SERATE DEDICATE ALLA SPELEOLOGIA – Grotta del Vento https://grottadelvento.com/it/novita/tre-serate-dedicate-alla-speleologia/
[29] Scuole – CorchiaPark https://www.corchiapark.it/scuole/
[30] Kleine Berlin – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Kleine_Berlin

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  • Cronache Ipogee di settembre: dal Canin alla prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo
    Condividi Nel nuovo numero della rivista speleologica del Friuli Venezia Giulia, la storica celebrazione di Postumia, le esplorazioni sul Canin, i nuovi nati di Charinus ioanniticus nella Kleine Berlin e un ricco panorama di attività, ricerca e divulgazione È disponibile il numero 9/2026 di Cronache Ipogee, le pagine di informazione speleologica dedicate al Friuli Venezia Giulia. Un fascicolo particolarmente ricco, che racconta un settembre segnato da un avvenimento destinato a entrare nella
     

Cronache Ipogee di settembre: dal Canin alla prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo

Október 2nd 2026 at 06:00

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Nel nuovo numero della rivista speleologica del Friuli Venezia Giulia, la storica celebrazione di Postumia, le esplorazioni sul Canin, i nuovi nati di Charinus ioanniticus nella Kleine Berlin e un ricco panorama di attività, ricerca e divulgazione

È disponibile il numero 9/2026 di Cronache Ipogee, le pagine di informazione speleologica dedicate al Friuli Venezia Giulia. Un fascicolo particolarmente ricco, che racconta un settembre segnato da un avvenimento destinato a entrare nella storia della speleologia internazionale: la prima celebrazione della Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo, fissata il 13 settembre.

Dal 10 al 13 settembre Postumia, in Slovenia, è diventata il centro della comunità speleologica internazionale con il convegno Explore, Understand and Protect: Towards Sustainable Management of Caves and Karst e con la prima celebrazione della nuova giornata internazionale, proclamata ufficialmente dalla Conferenza generale dell’UNESCO nel novembre 2025.

L’iniziativa corona un percorso avviato dall’Union Internationale de Spéléologie e punta a far conoscere a un pubblico sempre più vasto il valore scientifico, ambientale, culturale ed educativo delle grotte e dei territori carsici.

La ricorrenza ha avuto una grande eco anche sul Monte Canin. A Sella Nevea si è tenuta la conferenza Il mondo ipogeo del Canin, organizzata dal Parco Naturale delle Prealpi Giulie insieme alla Regione Friuli Venezia Giulia. Tra gli argomenti affrontati, cinquant’anni di campi speleologici del Club Alpinistico Triestino, le esplorazioni speleosubacquee alla risorgiva del Monte Sart e al Fontanone di Goriuda, la geologia del massiccio e le leggende del Canin.

Proprio il Canin torna nelle pagine del numero con il resoconto del campo speleologico 2026. Alla G1 gli esploratori sono riusciti a superare il meandro che da tempo ostacolava la progressione, senza però trovare per il momento una prosecuzione verso il fondo. Sono proseguiti anche rilievi ed esplorazioni in altre cavità.

Particolarmente interessanti sono le osservazioni sulla neve sotterranea: alcune grotte un tempo ostruite dalla neve stanno lentamente diventando accessibili, mentre altre, nella stessa zona, continuano a conservarla a lungo. Un fenomeno che gli speleologi intendono seguire nel tempo per comprenderne meglio le dinamiche.

Fra le notizie naturalistiche spicca quella proveniente dalla Kleine Berlin di Trieste, dove è stata nuovamente osservata una femmina di Charinus ioanniticus con i piccoli sul dorso. L’aracnide, appartenente all’ordine degli Amblypygi, costituisce una delle presenze zoologiche più singolari del sottosuolo urbano triestino.

La popolazione era stata studiata scientificamente a partire dal 2019 e il nuovo avvistamento conferma che questi animali non si limitano a sopravvivere nelle gallerie artificiali dell’ex rifugio antiaereo, ma riescono a completarvi il proprio ciclo biologico.

Il numero conduce poi i lettori nelle gallerie del Forte Ercole, sulle alture di Gemona del Friuli, dove strutture militari del primo Novecento, infiltrazioni d’acqua, concrezioni e presenza di pipistrelli compongono oggi un ambiente di particolare interesse anche dal punto di vista speleologico.

Spazio inoltre alla geologia e alla paleontologia dell’Alta Val Tagliamento, alla speleodidattica, alla topografia e al rilievo, alla storia della speleologia e alle numerose attività dei gruppi regionali.

42 pagine che si svolgono in un panorama particolarmente ampio: dal campo in Canin al sessantesimo anniversario del Gruppo Speleologico Pradis, dalla Risorgiva di Eolo al corso di armo sostenibile, fino agli appuntamenti di Speleorando e al Convegno Nazionale di Speleologia Grotte e carsismo

https://cronacheipogee.jimdofree.com/cronache-ipogee

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  • Underground Vision n.3: nove storie dal sottosuolo mediterraneo per imparare a vedere nel buio
    Condividi Il terzo numero di SpeleoMedit Magazine arriva a settembre 2026 con contributi da Croazia, Grecia, Italia, Marocco, Spagna e Turchia Il numero 3 di Underground Vision – SpeleoMedit Magazine, uscito a settembre 2026, raccoglie un editoriale e nove contributi che attraversano sei paesi del bacino mediterraneo. Il filo conduttore «imparare a vedere nel buio» lega osservazioni sull’atmosfera di grotta, esplorazione idrogeologica, biodiversità, fotografia e memoria culturale. La rivista
     

Underground Vision n.3: nove storie dal sottosuolo mediterraneo per imparare a vedere nel buio

September 25th 2026 at 08:00

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Il terzo numero di SpeleoMedit Magazine arriva a settembre 2026 con contributi da Croazia, Grecia, Italia, Marocco, Spagna e Turchia

Il numero 3 di Underground Vision – SpeleoMedit Magazine, uscito a settembre 2026, raccoglie un editoriale e nove contributi che attraversano sei paesi del bacino mediterraneo. Il filo conduttore «imparare a vedere nel buio» lega osservazioni sull’atmosfera di grotta, esplorazione idrogeologica, biodiversità, fotografia e memoria culturale. La rivista è promossa da Tetide APS nell’ambito del progetto SpeleoMedit, nato nel 2021 in occasione dell’Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo.

Sommario del numero 3: esplorazione, scienza e cultura ipogea

Il sommario trasmesso dagli organizzatori elenca dieci voci: un editoriale e nove articoli. I contributi provengono da Croazia, Grecia, Italia, Marocco, Spagna e Turchia. Tra i temi figurano aerologia e sicurezza in grotta, fotografia speleologica, idrogeologia carsica, monitoraggio nivale e microclimatico, biospeleologia e grandi cavità. La pagina ufficiale del numero indica la missione editoriale di divulgazione, documentazione e valorizzazione delle attività speleologiche.

L’editoriale Learning to See in the Dark, a cura di Ferdinando Didonna, introduce il tema dell’osservazione consapevole del mondo ipogeo. Il contributo croato di Georgios Lazaridis e colleghi segnala un’atmosfera stratificata pericolosa immediatamente sotto un grande ingresso sull’isola di Lastovo. Il testo integrale dovrà precisare gas coinvolti, valori misurati e implicazioni per la sicurezza.

Il progetto fotografico Mediterranean Photographers UPIX rappresenta la componente visiva italiana del fascicolo. In Grecia, Thomas Theodosiadis racconta il Devil’s Well di Vouliagmeni come enigma idrogeologico e ne ricostruisce la cronaca esplorativa. In Italia, Claudio Di Russo e colleghi presentano la Snow Cave dei monti Cantari (Parco regionale dei Simbruini) nel contesto del monitoraggio del cambiamento climatico.

Giacomo Ghiotto firma Paint with Light – Four Days Underground with Robbie Shone, resoconto di quattro giorni di lavoro fotografico sotterraneo. Ferdinando Didonna e Luisa Dainelli illustrano la campagna Italian Cave Animal of the Year come chiave di divulgazione della fauna ipogea. Iliass Naouadir e Ghita Abarbach integrano geologia, biodiversità e memoria nelle grotte dell’alto Sebou, Medio Atlante, Marocco.

Victor Ferrer Rico ed Extopocien focalizzano l’attenzione sui settori 2, 3 e 4 del Sistema de la Cueva de los Chorros (Riópar–Vianos, Albacete, Spagna). Ali Yamac descrive la monumentalità di Kocain Cave, in Turchia, nota per le sue grandi sale. Le fonti istituzionali ricordano che la Cueva de los Chorros è il principale sbocco dell’acquifero carsico del Calar del Mundo, mentre i portali turchi associano a Kocain anche tracce archeologiche.

Atmosfere di grotta e sicurezza: misurare invece di intuire

La presenza di un ingresso ampio non garantisce uniformità dell’aria negli strati immediatamente sottostanti. Studi indipendenti, come quelli di Kukuljan e colleghi nella grotta di Postumia, mostrano gradienti verticali di CO? fino a circa 1.000 ppm per metro in condizioni specifiche, con differenze marcate tra pavimento e soffitto. Questi dati non sono risultati del contributo croato, ma indicano la necessità di misurazioni puntuali per valutare la sicurezza.

La conseguenza metodologica è chiara: rilevare l’atmosfera alle quote e nei punti di interesse, senza dedurre diagnosi di sicurezza dalla sola morfologia dell’ingresso. Questo approccio rientra nella cultura della prevenzione promossa da riviste come Underground Vision, che uniscono esplorazione e rigore scientifico.

Neve e ghiaccio in grotta: serie temporali per leggere il clima

Attribuire variazioni della neve o del ghiaccio ipogeo a cause climatiche richiede serie locali di osservazioni e metodi verificabili. Casi indipendenti, come la Hundsalm ice cave in Austria (serie 2008–2021) e la grotta pirenaica A294, documentano riscaldamento e regressione del ghiaccio con temperature e paline di ablazione. Sono riferimenti utili per comprendere quali misure cercare nell’articolo sui monti Cantari, non prove delle condizioni dei Simbruini.

Il contributo italiano dovrà quindi precisare periodo di monitoraggio, strumentazione, tassi di accumulo e fusione, e possibili fattori antropici. Solo così la Snow Cave potrà entrare a pieno titolo negli archivi documentali del carsismo mediterraneo sensibili al cambiamento climatico.

Idrogeologia carsica: dall’ipotesi all’evidenza

Il ministero spagnolo per la transizione ecologica descrive il Calar del Mundo come riserva naturale sotterranea di 98,88 km² e indica la Cueva de los Chorros come principale sbocco naturale dell’acquifero, noto per il fenomeno del «reventón». Non va confusa l’area della riserva con l’estensione esplorata della grotta. A Vouliagmeni, cronache indipendenti collocano il pozzo a partire da circa 11 m di profondità e riportano come ipotesi, non come fatto acquisito, un possibile collegamento verso il lago vicino.

Questi elementi sottolineano l’importanza di distinguere evidenza da ipotesi nelle pubblicazioni speleologiche. Underground Vision si inserisce in questo solco, favorendo contributi che chiariscano connessioni idrauliche e dinamiche di scarico degli acquiferi carsici.

Biodiversità, immagini e patrimonio: rendere visibile l’invisibile

La campagna internazionale Cave Animal of the Year indica per l’Italia 2026 i ragni Meta menardi e Meta bourneti. Fonti di settore collegano il progetto alla sensibilizzazione sulla fauna ipogea e a iniziative presentate alla conferenza internazionale di biologia sotterranea. Fotografia e campagne naturalistiche sono forme diverse di «visibilità» del sottosuolo, coerenti con la missione di Underground Vision di unire scienza, esplorazione e cultura.

Per Kocain, i portali culturali turchi associano le grandi sale anche a tracce archeologiche e iscrizioni. Il contributo di Ali Yamac dovrà precisare se e come questi elementi entrino nel racconto della cavità, arricchendo l’archivio documentale delle grotte monumentali del Mediterraneo.

Editoria speleologica, biblioteche e archivi: perché pubblicare conta

La pubblicazione delle notizie speleologiche svolge un ruolo centrale per la crescita della disciplina. Riviste come Underground Vision – SpeleoMedit Magazine creano uno spazio in cui esplorazione, dati scientifici e riflessioni culturali diventano accessibili a ricercatori, gruppi speleologici e pubblico interessato. Senza editoria specializzata, molte osservazioni resterebbero confinate a rapporti interni o a comunicazioni informali.

Le biblioteche speleologiche, sia online sia cartacee, costituiscono il secondo pilastro. Il progetto SpeleoMedit, con il volume Speleologie del Mediterraneo e la rivista Underground Vision, mostra come un archivio strutturato possa raccogliere contributi da molti paesi e rendere confrontabili dati su carsismo, idrologia, biospeleologia e archeologia del sottosuolo. La versione digitale permette ricerche per parola chiave, area geografica e tema, mentre l’edizione cartacee garantisce conservazione a lungo termine e fruizione in contesti privi di connessione.

L’archivio documentale speleologico ha una funzione pratica: evitare di «inventare l’ombrello o l’acqua calda». Come ricordano i manuali di formazione della Società Speleologica Italiana, i lavori speleologici sono dispersi in centinaia di periodici poco diffusi; l’accesso alle fonti bibliografiche è spesso difficile. Riviste indicizzate, cataloghi editoriali come quello di Tetide APS e portali tematici riducono questo problema, permettendo di costruire nuove ricerche su basi solide.

In questa prospettiva, ogni numero di Underground Vision entra a far parte di un patrimonio più ampio. I dati su atmosfere di grotta, monitoraggio nivale, connessioni idrogeologiche e biodiversità alimentano biblioteche speleologiche online e cartacee. A loro volta, questi archivi documentali supportano corsi, convegni, progetti di tutela e nuove esplorazioni. La pubblicazione non è solo cronaca: è infrastruttura di conoscenza per la speleologia mediterranea e internazionale.

Fonti

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