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Pantelleria, il pipistrello che “sussurra”: scoperta in Europa una presenza africana rimasta nascosta per quasi due secoli

August 22nd 2026 at 09:15

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Le registrazioni acustiche di Nycteris thebaica documentano per la prima volta con solide evidenze la specie e l’intera famiglia dei Nycteridae in Europa. I ricercatori ipotizzano sull’isola una piccola popolazione finora sfuggita ai monitoraggi: ora la sfida è individuarne i rifugi e ricostruirne l’origine.

Per quasi due secoli è rimasto un fantasma nella zoologia siciliana. Non un animale estinto e neppure, necessariamente, un nuovo arrivato dall’Africa: potrebbe essere semplicemente un pipistrello così difficile da rilevare da essere rimasto fuori dai radar della ricerca.

Ora una serie di registrazioni effettuate a Pantelleria fornisce la prima evidenza solida della presenza in Europa di Nycteris thebaica, specie africana conosciuta in inglese anche come Egyptian slit-faced bat, il pipistrello egiziano dalla faccia fessurata.

La scoperta è descritta nello studio “A ghost from the past: Acoustic evidence for the long-overlooked occurrence of the African bat Nycteris thebaica in Europe”, pubblicato nel 2026 sulla rivista scientifica Global Ecology and Conservation da Danilo Russo, Luca Cistrone, Andrea Biddittu e Mirjam Knörnschild.

Il risultato è particolarmente importante perché non aggiunge soltanto una specie alla chirotterofauna europea: Nycteris thebaica rappresenta anche il primo membro della famiglia dei Nycteridae documentato con solide evidenze in Europa.

Un fantasma che viene dal passato

Il titolo, “A ghost from the past”, non è casuale: la storia affonda le radici nella letteratura zoologica siciliana dell’Ottocento, nella quale comparivano indicazioni della possibile presenza di pipistrelli riconducibili al genere Nycteris.

Quelle antiche segnalazioni, tuttavia, non potevano essere verificate in maniera affidabile: mancavano esemplari conservati e informazioni sufficientemente precise per stabilire con certezza l’identità degli animali osservati.

Per quasi 200 anni le indicazioni sono quindi rimaste sospese tra storia della zoologia e mistero.

Le registrazioni effettuate a Pantelleria riportano oggi sorprendentemente alla luce quel vecchio interrogativo.

Il pipistrello che “sussurra”

Uno degli aspetti più affascinanti della scoperta riguarda proprio il modo in cui l’animale è stato individuato.

Nycteris thebaica è adattata a volare lentamente e molto vicino al terreno, anche in ambienti complessi. Soprattutto, utilizza segnali di ecolocalizzazione estremamente deboli.

Per questa caratteristica appartiene a quei pipistrelli che vengono definiti “whispering bats”, letteralmente pipistrelli che “sussurrano”: questo comportamento potrebbe aver contribuito a renderne tanto difficile l’individuazione con i normali sistemi di monitoraggio acustico.

Durante un monitoraggio passivo condotto a Pantelleria, i ricercatori hanno rilevato alcuni segnali insoliti: l’anomalia li ha spinti a modificare il metodo di ricerca.

I rilevatori sono stati collocati a meno di mezzo metro dal terreno e impostati con un’elevata sensibilità, in modo da intercettare i debolissimi ultrasuoni emessi da animali che volano a bassa quota: la nuova strategia ha funzionato.

Graphical abstract dello studio sulla presenza di Nycteris thebaica a Pantelleria. © Mirjam Knörnschild; foto del pipistrello © Piotr Naskrecki. Fonte: Russo et al., 2026, Global Ecology and Conservation

Le registrazioni hanno restituito richiami di ecolocalizzazione con caratteristiche compatibili con quelle di Nycteris thebaica. Ma non soltanto.

Sono state rilevate anche vocalizzazioni sociali e, in almeno una sequenza, segnali riconducibili alla presenza contemporanea di due individui in volo.

Non è un semplice visitatore africano

È un dettaglio particolarmente importante: la presenza di più individui e di vocalizzazioni sociali rende meno convincente l’ipotesi di un unico pipistrello arrivato accidentalmente dall’Africa.

I ricercatori ritengono plausibile che a Pantelleria possa esistere una piccola popolazione residente, rimasta fino a oggi inosservata proprio a causa delle particolari caratteristiche ecologiche e acustiche della specie.

In altre parole, il pipistrello potrebbe non essere arrivato adesso, ma essere lì da molto tempo.

E’ un’ipotesi che rende ancora più significativo il richiamo alle misteriose segnalazioni zoologiche del XIX secolo.

Pantelleria, ponte tra Africa ed Europa

La scoperta accende nuovamente i riflettori anche sulla straordinaria posizione biogeografica di Pantelleria.

L’isola vulcanica si trova nel Canale di Sicilia, tra la costa nordafricana e la Sicilia, in una posizione cruciale per comprendere gli scambi faunistici tra Africa ed Europa.

Gli autori dello studio prendono in considerazione anche una prospettiva paleogeografica.

Durante le fasi glaciali del passato, quando il livello del Mediterraneo era più basso di quello attuale, le distanze di mare aperto tra le terre emerse del Canale di Sicilia risultavano ridotte.

Pantelleria e altre terre del Mediterraneo centrale potrebbero quindi avere svolto il ruolo di “stepping stones”, vere e proprie pietre di guado biogeografiche che avrebbero facilitato la dispersione verso nord di specie provenienti dall’Africa.

La popolazione di Nycteris thebaica individuata a Pantelleria potrebbe quindi rappresentare una presenza periferica di origine africana molto più antica di quanto si possa immaginare.

Per stabilirlo saranno però necessarie ulteriori ricerche.

Ora bisogna trovare i rifugi

Le registrazioni acustiche sono solo l’inizio della ricerca.

Uno dei prossimi obiettivi sarà infatti individuare i rifugi utilizzati dagli animali, verificare le dimensioni della popolazione e ottenere dati che permettano di confermarne anche geneticamente l’origine.

Sarà poi importante capire se Nycteris thebaica sia presente esclusivamente a Pantelleria oppure se piccole popolazioni possano essere sopravvissute inosservate anche in altre isole del Canale di Sicilia o nella stessa Sicilia.

La ricerca dovrà infine chiarire lo stato di conservazione di questa popolazione e valutarne le possibili minacce.

Tra quelle prese in considerazione dagli studiosi figurano gli incendi e la presenza di gatti domestici liberi di vagare, potenziali predatori di animali che, per le loro abitudini di volo a bassissima quota, potrebbero risultare particolarmente vulnerabili.

La scoperta insegna anche un metodo di ricerca

La storia del “fantasma” di Pantelleria contiene anche una lezione metodologica che va oltre la scoperta di una singola specie: quando un animale non viene rilevato, infatti, non significa necessariamente che non esista. Può anche significare che non lo stiamo cercando nel modo giusto.

Nel caso di Nycteris thebaica, è stato necessario cambiare prospettiva: abbassare i rilevatori quasi fino al terreno, aumentarne la sensibilità e mettersi in ascolto di segnali molto più deboli di quelli normalmente registrati durante i monitoraggi dei pipistrelli.

Il dettaglio tecnico ha trasformato un’anomalia acustica in una scoperta biogeografica, e lascia aperta una domanda affascinante: quanti altri “fantasmi” potrebbero essere ancora presenti nel Mediterraneo, semplicemente perché non abbiamo ancora imparato ad ascoltarli?

Grazie ad Henry De Santis, presidente dello Speleo Club Ribaldone, per aver l’articolo pubblicato sulla Sicilia, da cui è partita la ricerca delle fonti scientifiche alla base di questo articolo.

Fonti e approfondimenti

Russo D., Cistrone L., Biddittu A., Knörnschild M. (2026), A ghost from the past: Acoustic evidence for the long-overlooked occurrence of the African bat Nycteris thebaica in Europe, Global Ecology and Conservation, 70, e04377.
DOI: 10.1016/j.gecco.2026.e04377https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2351989426003276?via%3Dihub

Ein Geist aus der Vergangenheit: Seit zwei Jahrhunderten übersehene afrikanische Fledermaus in Europa entdeckt, comunicazione sulla ricerca pubblicata da VBIO – Verband Biologie, Biowissenschaften & Biomedizin in Deutschland.

Pantelleria, torna il “fantasma del passato”: trovata la presenza di un animale, è l’unica presenza in Europa, La Sicilia.

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