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    Condividi Nuovo studio sui gamberi di grotta del Carso: uso notturno delle sorgenti, ruolo dei predatori e implicazioni per la conservazione I gamberi di grotta del genere Troglocaris sono tra gli organismi simbolo della fauna stigobia del Carso e delle sorgenti carsiche del Nord?Est italiano. In anni recenti il gambero di grotta Troglocaris planinensis è diventato un modello per studiare come gli animali ipogei usano le sorgenti come ecotoni tra mondo sotterraneo e superficie. Tro
     

Gamberi di grotta nelle sorgenti carsiche: Troglocaris planinensis tra buio e superficie

Apríl 8th 2026 at 12:00

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Nuovo studio sui gamberi di grotta del Carso: uso notturno delle sorgenti, ruolo dei predatori e implicazioni per la conservazione

I gamberi di grotta del genere Troglocaris sono tra gli organismi simbolo della fauna stigobia del Carso e delle sorgenti carsiche del Nord?Est italiano.

In anni recenti il gambero di grotta Troglocaris planinensis è diventato un modello per studiare come gli animali ipogei usano le sorgenti come ecotoni tra mondo sotterraneo e superficie.


Troglocaris planinensis: gambero di grotta stigobio del Carso

Troglocaris planinensis è un gambero di grotta stigobio, adattato alle acque sotterranee e caratterizzato da pigmentazione ridotta e forte dipendenza dall’ambiente ipogeo.

La specie è diffusa nel Carso classico del Nord?Est Italia, dove occupa sia le grotte sommerse sia le sorgenti carsiche perenni a flusso lento. In questi ambienti Troglocaris planinensis convive con altri vertebrati e invertebrati tipici della fauna sotterranea, tra cui il proteo Proteus anguinus e isopodi del genere Monolistra.

Le sorgenti rappresentano un ecotono, una zona di transizione tra falda sotterranea e acque superficiali, in cui coesistono condizioni ipogee e fattori ambientali di superficie.

Per un gambero di grotta stigobio come Troglocaris planinensis, le sorgenti carsiche offrono sia un potenziale aumento di risorse trofiche sia un incremento del rischio di predazione rispetto alla grotta.


Monitoraggi notturni nelle sorgenti carsiche: quando i gamberi di grotta escono

Uno studio recente, condotto nel Carso classico e pubblicato nel 2026, ha analizzato l’uso delle sorgenti da parte del gambero di grotta Troglocaris planinensis in 64 sorgenti tra il 2020 e il 2025.

I ricercatori hanno eseguito ripetuti censimenti diurni e notturni per stimare densità e frequenza di presenza dei gamberi nelle diverse condizioni ambientali.onlinelibrary.wiley

Nelle sorgenti carsiche le densità di Troglocaris planinensis hanno raggiunto valori fino a 116 individui per metro quadrato, con abbondanze significativamente più elevate durante la notte rispetto al giorno.

Questo pattern conferma che i gamberi di grotta sfruttano le sorgenti soprattutto in condizioni di oscurità, riducendo l’esposizione visiva ai predatori diurni.

Parallelamente, studi di lungo periodo nelle sorgenti di Doberdò e dell’area compresa tra Doberdò del Lago e Monfalcone avevano già mostrato che Troglocaris planinensis è tra gli stigobionti più frequentemente osservati negli ecotoni sorgivi carsici.


Luce, predatori e comportamento: come si muovono i gamberi di grotta

Oltre ai rilievi in campo, la ricerca su Troglocaris planinensis ha incluso esperimenti in laboratorio per valutare la risposta comportamentale alla luce e ai segnali di predazione.

Sono stati confrontati individui provenienti dalle grotte con individui raccolti direttamente nelle sorgenti, per verificare eventuali differenze legate all’habitat di origine.onlinelibrary.wiley

I test hanno evidenziato che l’esposizione alla luce non modifica in modo marcato il comportamento del gambero di grotta stigobio, indipendentemente che provenga da sorgente o da grotta.

Invece, la presenza di segnali chimici di predatori, come i pesci, influenza nettamente l’attività: in presenza di questi segnali gli individui riducono i movimenti e adottano un comportamento più cautelativo.

In campo, le sorgenti con maggiore abbondanza di pesci predatori mostrano densità inferiori di Troglocaris planinensis, suggerendo che la presenza di predatori limita l’uso delle sorgenti da parte del gambero di grotta.

Questi risultati si inseriscono in un quadro più ampio, in cui la presenza di stigobionti nelle sorgenti è controllata sia da fattori fisici, come idroperiodo e allagamenti, sia da fattori biotici come la predazione.

Per Troglocaris planinensis, le sorgenti perenni a flusso lento, soggette a periodi di piena ma con pressione di predazione relativamente contenuta, risultano gli habitat più favorevoli.


Sorgenti carsiche, gamberi di grotta e conservazione degli ecosistemi ipogei

Gli studi condotti nel Carso classico mostrano che i gamberi di grotta come Troglocaris planinensis non sono confinati permanentemente alle cavità sotterranee, ma utilizzano attivamente le sorgenti carsiche come parte del proprio spazio vitale.

Questo utilizzo selettivo degli ecotoni conferma che la presenza di stigobionti nelle sorgenti non è un fenomeno casuale, bensì legato a specifiche caratteristiche dell’habitat e alla disponibilità di risorse alimentari.

In termini di conservazione, le sorgenti carsiche assumono un ruolo chiave come zone di contatto tra fauna sotterranea e ambienti superficiali.

La degradazione o l’inquinamento delle sorgenti non incidono solo sulle comunità epigee, ma possono compromettere anche le popolazioni di gamberi di grotta stigobi come Troglocaris planinensis e altri troglobi associati.

Progetti recenti dedicati alla fauna ipogea italiana sottolineano la necessità di includere sorgenti ed ecotoni carsici nelle strategie di tutela della biodiversità sotterranea.

In questo quadro, il gambero di grotta Troglocaris planinensis emerge come specie modello per comprendere i collegamenti ecologici tra grotte, falde sotterranee e sorgenti, e per promuovere la protezione integrata degli ecosistemi carsici.

Ecco l’elenco delle fonti utilizzate, con i relativi link:

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    Condividi Ecovaccini per i pipistrelli: nuova strategia per bloccare i virus prima che arrivino all’uomo Zoonosi, nuova vaccinazione ecologica dei pipistrelli con zanzare “siringhe volanti” Una sperimentazione in Cina testa la vaccinazione ecologica dei pipistrelli contro rabbia, Nipah e coronavirus usando zanzare e trappole saline, per ridurre il rischio di spillover senza abbattimenti.[1][2] Vaccinazione ecologica dei pipistrelli e rischio di zoonosi Un gruppo di ricerca cinese
     

Vaccinare i pipistrelli per fermare le prossime pandemie?

Apríl 5th 2026 at 09:10

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Ecovaccini per i pipistrelli: nuova strategia per bloccare i virus prima che arrivino all’uomo

Zoonosi, nuova vaccinazione ecologica dei pipistrelli con zanzare “siringhe volanti”

Una sperimentazione in Cina testa la vaccinazione ecologica dei pipistrelli contro rabbia, Nipah e coronavirus usando zanzare e trappole saline, per ridurre il rischio di spillover senza abbattimenti.[1][2]


Vaccinazione ecologica dei pipistrelli e rischio di zoonosi

Un gruppo di ricerca cinese ha presentato su Science Advances una piattaforma di “vaccinazione ecologica dei pipistrelli” pensata per ridurre lo spillover di virus come rabbia, Nipah e coronavirus dai pipistrelli a uomo e bestiame.[2][1]
L’obiettivo è intervenire sul serbatoio selvatico senza eliminare le colonie, che svolgono un ruolo essenziale negli ecosistemi sotterranei e di superficie.[3][4][2]

I pipistrelli rappresentano circa il 22% delle specie di mammiferi e sono riconosciuti come ospiti naturali di numerosi virus emergenti, inclusi Ebola, SARS e COVID?19.[5][3]
La vaccinazione ecologica dei pipistrelli viene proposta come alternativa agli abbattimenti, già sperimentati in America Latina con esiti controproducenti sul controllo della rabbia.[6][2]


Zanzare “siringhe volanti” nella vaccinazione ecologica dei pipistrelli

Il cuore della vaccinazione ecologica dei pipistrelli è un virus vettore, un vesicular stomatitis virus ricombinante (rVSV) modificato per esprimere le glicoproteine di rabbia e virus Nipah, e in alcuni costrutti anche antigeni di coronavirus.[2]
Questo vettore può replicare sia in mammiferi sia in insetti, permettendo di trasformare le zanzare in “siringhe volanti” che veicolano il vaccino ai pipistrelli durante il pasto di sangue.[1][2]

Le zanzare di laboratorio vengono fatte alimentare su sangue contenente rVSV, quindi irradiate con 40 Gray di raggi X per sterilizzarle e impedirne la riproduzione in ambiente naturale.[2]
Gli autori hanno verificato che, dopo l’irradiazione, le zanzare restano capaci di nutrirsi, mantengono titoli virali elevati nelle ghiandole salivari, ma depongono uova non vitali e non trasmettono il virus ai partner o alla progenie.[2]

In esperimenti su topi, un singolo pasto di zanzare infette o l’ingestione orale di un omogenato di zanzare vaccinate ha indotto titoli di anticorpi neutralizzanti sopra la soglia di protezione contro la rabbia, con sopravvivenza alla successiva sfida letale.[2]
Risultati simili sono stati ottenuti in criceti dorati contro virus Nipah, a conferma che la piattaforma può essere adattata a diversi patogeni di interesse zoonotico.[7][2]


Trappole salate e vaccinazione ecologica dei pipistrelli in grotta

La vaccinazione ecologica dei pipistrelli prevede anche una seconda via di somministrazione, basata su trappole a nebulizzazione salina installabili in grotta o nei siti di rifugio.[1][2]
Molti mammiferi, inclusi i pipistrelli, sono attratti dal sale, e il team ha sfruttato questo comportamento per veicolare per via orale una soluzione salina contenente il vaccino.[1][2]

In una grotta nei pressi di Pechino sono state testate trappole che spruzzavano una nebbia di acqua salata con tetraciclina come marcatore inerte, al posto del vaccino.[1][2]
L’analisi delle deiezioni ha rilevato tetraciclina nell’85% dei campioni freschi, indicando che una larga parte della colonia si era effettivamente abbeverata alle trappole saline.[1][2]

Per verificare il ciclo ecologico completo, i ricercatori hanno condotto analisi genetiche sulle feci di pipistrelli e su zanzare catturate in cavità della provincia di Guangdong, dimostrando che i pipistrelli predano zanzare e che le zanzare si nutrono del loro sangue.[2]
In un ambiente sperimentale chiuso che simulava una grotta, la coesistenza tra pipistrelli e zanzare vaccinate ha portato allo sviluppo di anticorpi anti?rabbia nei pipistrelli, poi confermati efficaci in una prova di infezione.[1][2]


Sicurezza, limiti e prospettive della vaccinazione ecologica dei pipistrelli

La vaccinazione ecologica dei pipistrelli solleva comprensibili interrogativi di biosicurezza, che il gruppo cinese ha cercato di affrontare con una serie di test su insetti e vertebrati.[2]
Oltre alla sterilizzazione delle zanzare, gli autori hanno analizzato la possibile trasmissione venerea e transovarica di rVSV, riscontrando assenza di passaggio del vettore ai partner e alla progenie nei saggi di laboratorio.[2]

Per valutare i rischi verso gli animali domestici, il vaccino vettoriale è stato somministrato per via intradermica a maialini Bama, con dose fino a 100 milioni di unità formanti focolaio.[2]
Nei suini non sono stati osservati segni clinici di malattia, né escrezione virale significativa in tamponi respiratori o fecali, mentre è stata documentata una risposta anticorpale neutralizzante contro il vettore.[2]

La vaccinazione ecologica dei pipistrelli resta comunque in una fase preclinica, con esperimenti condotti in condizioni di alta sicurezza (ABSL?3 per la rabbia e ABSL?4 per il virus Nipah) e su numeri limitati di animali, per rispettare le linee guida di conservazione delle specie.[2]
Gli autori sottolineano che, prima di un’eventuale applicazione sul campo su larga scala, saranno necessari ulteriori studi regolatori, valutazioni di rischio ecologico e confronto con le comunità locali.[8][1][2]


Implicazioni per speleologia, conservazione dei pipistrelli e monitoraggio

Per il mondo speleologico, la vaccinazione ecologica dei pipistrelli apre un fronte nuovo nel rapporto fra ricerca in grotta, conservazione della fauna e gestione del rischio sanitario legato alle zoonosi.[9][3]
Le grotte sono da tempo riconosciute come laboratori naturali dove coesistono biodiversità specializzata, microbi, virus e attività umane, e la gestione delle colonie di pipistrelli è già al centro di programmi di monitoraggio e protezione.[4][10][9]

Esperienze recenti, come la gestione della White Nose Syndrome in Nord America, hanno mostrato quanto la frequentazione speleologica possa influire sulla salute dei pipistrelli e quanto sia importante integrare protocolli di biosicurezza nelle attività in grotta.[3][9]
In questo quadro, una futura vaccinazione ecologica dei pipistrelli potrebbe diventare uno strumento aggiuntivo, accanto alla tutela degli habitat, alla limitazione dei disturbi nei roost e alla sorveglianza delle zoonosi emergenti come il virus Nipah.[11][5]

La comunità speleologica potrebbe essere coinvolta, se e quando queste tecniche saranno mature, nella mappatura dei rifugi, nel supporto ai monitoraggi e nel dialogo con le autorità sanitarie e ambientali.[10][9]
Per il momento la vaccinazione ecologica dei pipistrelli rimane un campo di ricerca in rapido sviluppo, da seguire con attenzione critica, valutando insieme benefici potenziali per la salute pubblica e possibili impatti sugli ecosistemi ipogei.[3][2]

Fonti
[1] https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aec0269

[2]https://phys.org/news/2026-03-mosquitoes-flying-vaccine-carriers-borne.html
[3] Ecological countermeasures to prevent pathogen spillover and subsequent pandemics https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10965931/
[4] Dove vivono i pipistrelli? https://www.scintilena.com/dove-vivono-i-pipistrelli/01/26/
[5] Virus Nipah dai pipistrelli in India: quanto dobbiamo … – Scintilena https://www.scintilena.com/virus-nipah-dai-pipistrelli-in-india-quanto-dobbiamo-davvero-preoccuparci-letalita-altissima-ma-focolaio-sotto-controllo/01/27/
[6] Ecological interventions to prevent and manage zoonotic pathogen spillover https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6711299/
[7] Self-disseminating vaccines to suppress zoonoses https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9014850/
[8] Developing transmissible vaccines for animal infections https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11298812/
[10] 6th EuroSpeleo Protection Symposium in September in Germany – Scintilena https://www.scintilena.com/6th-eurospeleo-protection-symposium-in-september-in-germany/11/12/
[11] Pipistrelli e linguaggio: la sorprendente complessità delle … https://www.scintilena.com/pipistrelli-e-linguaggio-la-sorprendente-complessita-delle-comunicazioni-nei-rifugi-notturni/07/15/
[12] Ecological and Evolutionary Challenges for Wildlife Vaccination https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7498468/
[13] Optimizing the delivery of self-disseminating vaccines in fluctuating wildlife populations https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10468088/
[14] Vaccine Preventable Zoonotic Diseases: Challenges and Opportunities for Public Health Progress https://www.mdpi.com/2076-393X/10/7/993/pdf?version=1655893662
[15] Vaccine Preventable Zoonotic Diseases: Challenges and Opportunities for Public Health Progress https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9319643/
[16] L’acqua può scendere fino al nucleo della Terra … https://www.scintilena.com/lacqua-puo-scendere-fino-al-nucleo-della-terra-modificandolo-crea-cristalli-di-silicio/12/01/
[17] BAT NIGHT Returns to the Bosco di San Francesco in Assisi – Scintilena https://www.scintilena.com/bat-night-returns-to-the-bosco-di-san-francesco-in-assisi/07/18/
[18] Acqua su Marte in abbondanza ecco la mappa https://www.scintilena.com/acqua-su-marte-in-abbondanza-ecco-la-mappa/08/25/
[19] Lo studio delle tracce fossili riscrive la storia dell’ … https://www.scintilena.com/lo-studio-delle-tracce-fossili-riscrive-la-storia-dellevoluzione-animale-prima-dellesplosione-cambriana/07/18/
[20] Le ipotesi sull’esistenza di una vita intelligente all’interno … https://www.scintilena.com/capitolo-3-le-ipotesi-sullesistenza-di-una-vita-intelligente-allinterno-della-terra/01/03/
[21] Michel Siffre: il primo speleonauta https://www.scintilena.com/michel-siffre-il-primo-speleonauta/12/13/
[22] Incidenti Archivi https://www.scintilena.com/category/incidenti/
[23] La ricerca speleologica http://www.scintilena.com/utec/old/utec/sanpancrazioscavo.htm
[24] L’Iconografia Rupestre del Leone: Un Viaggio nella … https://www.scintilena.com/liconografia-rupestre-del-leone-un-viaggio-nella-preistoria-di-chauvet/02/07/
[25] Il treno dei nazisti un mistero sepolto https://www.scintilena.com/il-treno-dei-nazisti-un-mistero-sepolto/04/05/
[26] Programma Frasassi 2004 – Scintilena https://www.scintilena.com/programma-frasassi-2004/10/15/

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