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Premio Giovanni Badino e 5×1000 SSI 2026: dalla vita estrema di Frasassi ai giovani e all’archeologia sotterranea

November 2nd 2026 at 16:07

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Project STYX di Beatrice Rivoira vince la terza edizione del Premio Badino con una ricerca nelle acque sulfuree del sistema carsico marchigiano. Il Bando 5×1000 della Società Speleologica Italiana sosterrà invece Speleo Young 2027 di Francesco Maurano e il progetto di Massimo Pozzo dedicato all’incontro tra archeologia e speleologia

Tre progetti molto diversi, ma con un elemento comune: utilizzare la speleologia come strumento di ricerca, conoscenza e formazione.

La Società Speleologica Italiana ETS ha annunciato nell’Assemblea annuale dei soci, che ha avuto luogo al Raduno di Costacciaro 2026, i risultati 2026 del Premio Speleologico Internazionale Giovanni Badino e del bando finanziato attraverso il 5×1000, presentati in occasione dell’Incontro Internazionale di Speleologia di Costacciaro.

A vincere la terza edizione del Premio Badino è Project STYX: Sulfur. Water. Life., coordinato da Beatrice Rivoira insieme a un gruppo internazionale di ricercatori.

Per il bando 5×1000 sono stati invece selezionati “Summer Camp Speleo Young 2027”, presentato da Francesco Maurano, e “Archeologia e Speleologia: due mondi in connessione”, presentato da Massimo Pozzo.

Project STYX: nelle acque sulfuree di Frasassi alla ricerca della vita

Il progetto vincitore del Premio Giovanni Badino nasce da una collaborazione scientifica ed esplorativa avviata nel 2023 nel sistema carsico di Frasassi.

Il nome scelto, STYX – Sulfur. Water. Life., riassume bene il campo di ricerca: zolfo, acqua e vita. Beatrice Rivoira ne ha parlato con entusiasmo e competenza al Raduno 2026 a Costacciaro sabato 31 ottobre al Teatro Tenda.

Le indagini riguardano ambienti sotterranei isolati, sulfurei e permanentemente stratificati, raggiunti utilizzando avanzati autorespiratori a circuito chiuso. Qui esplorazione e ricerca scientifica procedono insieme.

L’obiettivo è studiare la vita microbica presente nelle falde acquifere carsiche, in condizioni ambientali molto particolari, e comprenderne le implicazioni anche nel campo dell’astrobiologia, la disciplina che studia le possibilità e le condizioni della vita nell’universo.

Il connubio tra esplorazione estrema e ricerca geobiologica ha condotto Project STYX direttamente al primo posto.

Il Premio Badino assegna al progetto di Beatrice Rivoira e del suo gruppo un contributo di 2.500,00 euro.

Alla terza edizione di quella che è stata una competizione decisamente internazionale sono arrivati otto progetti: la metà delle candidature proveniva da speleologi stranieri o era collegata a istituzioni estere.

Gli argomenti affrontati danno anche un’idea di quanto si sia ampliato oggi il campo della ricerca speleologica: digitalizzazione tridimensionale delle grotte, formazione delle pisoliti, cavità glaciali e glaciovulcaniche, evoluzione del permafrost, cambiamento climatico negli ambienti ipogei, organismi estremofili, maree termiche atmosferiche e climatologia dei tubi di lava.

Al secondo posto si è classificato ESCAPE, di Théophile Cailhol e Charlotte Honiat, dedicato all’esplorazione delle grotte subglaciali e all’evoluzione del permafrost nel massiccio della Vanoise, nelle Alpi francesi.

Terzo posto ex aequo per ThermoKarst di Claudio Pastore, sulla risposta termica dei sistemi carsici e delle grotte al cambiamento climatico, e VICE di Linda Sobolewski, dedicato alle cavità subglaciali di Kverkfjöll sotto la calotta glaciale del Vatnajökull, in Islanda.

Un premio nel nome di Giovanni Badino

Il riconoscimento, arrivato alla terza edizione, è promosso e finanziato dalla Società Speleologica Italiana ETS insieme all’Associazione di Esplorazioni Geografiche La Venta APS. Porta il nome di Giovanni Badino, fisico, speleologo ed esploratore che ha legato profondamente la ricerca scientifica all’esplorazione delle grotte.

Giovanni Badino – foto da Wikipedia

Non sorprende quindi che il progetto premiato nel 2026 si collochi proprio su quella frontiera dove entrare in ambienti difficili non rappresenta il punto di arrivo, ma il mezzo per porre nuove domande scientifiche.

SSI e La Venta hanno già annunciato l’intenzione di proseguire con una quarta edizione del premio.

Il 5×1000 SSI investe sull’educazione ambientale

Accanto al Premio Badino, SSI ha comunicato anche i risultati del bando 5×1000 2026.

La Società, riconosciuta come associazione di protezione ambientale, ha destinato al bando i 2.547,81 euro ricevuti attraverso il 5×1000 nel 2025.

Il tema scelto quest’anno è l’educazione ambientale, con particolare attenzione ai programmi capaci di coinvolgere le comunità locali e soprattutto i giovani nella conoscenza e nella salvaguardia degli ambienti ipogei.

I progetti che sono stati selezionati sono due.

Speleo Young 2027: portare i ragazzi sottoterra per conoscere e proteggere

Il primo è “Summer Camp Speleo Young 2027”, presentato da Francesco Franz Maurano.

Il nome si inserisce in un’esperienza che ha già alle spalle diverse edizioni. Speleo Young è nato nel 2023 e propone a ragazzi e ragazze un incontro diretto con la speleologia, il carsismo e gli ambienti naturali.

L’edizione 2026, organizzata da Tetide APS a Morigerati, nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ha coinvolto giovani tra i 12 e i 17 anni.

Il programma ha affiancato alle escursioni in grotta attività di torrentismo, tecniche speleologiche, cartografia, orientamento e topografia, insieme a incontri sull’ecologia, sugli animali cavernicoli, sulla salvaguardia degli ecosistemi e sul rapporto tra uomo e grotte.

Non si tratta quindi soltanto di far conoscere ai più giovani l’esperienza dell’esplorazione.

L’idea è utilizzare la grotta come luogo nel quale imparare a osservare il territorio, comprenderne la fragilità e acquisire consapevolezza sulla tutela dell’acqua e degli ecosistemi sotterranei.

Francesco Maurano fa inoltre parte dell’European Children and Young Cavers Working Group della Federazione Speleologica Europea, nato per favorire il coinvolgimento di bambini e giovani nella speleologia e lo scambio di esperienze educative tra i diversi Paesi europei.

Il finanziamento SSI permetterà a questa esperienza di proseguire con Speleo Young 2027.

Archeologia e speleologia, due discipline che si incontrano sottoterra

Il secondo progetto finanziato attraverso il 5×1000 è “Archeologia e Speleologia: due mondi in connessione”, presentato da Massimo Pozzo.

La SSI non ha ancora pubblicato i dettagli operativi del progetto, ma il titolo indica con chiarezza il terreno sul quale intende muoversi: il rapporto tra ricerca speleologica e archeologica negli ambienti sotterranei. È un campo sul quale Pozzo e Underland hanno già lavorato. Tra le esperienze documentate c’è quella della Grotta Altro Pianet, in provincia di Bergamo, studiata attraverso la collaborazione tra speleologi e archeologi con l’impiego anche della fotogrammetria.

Ancora più significativo è quanto avvenuto nella grotta Cambio Programma, sull’Altopiano di Cariadeghe, nel Bresciano. Durante le esplorazioni condotte da Underland e Gruppo Grotte Brescia sono stati individuati resti scheletrici umani, dando origine nel 2022 a un intervento archeologico di emergenza e successivamente a uno studio interdisciplinare pubblicato dal Ministero della Cultura.

Sono casi che mostrano concretamente perché archeologia e speleologia abbiano bisogno di dialogare: lo speleologo può essere il primo a raggiungere un ambiente rimasto isolato per secoli o millenni e a riconoscere la presenza di tracce archeologiche. Da quel momento, però, modalità di accesso, documentazione, protezione e studio dei reperti richiedono competenze specifiche e una stretta collaborazione con archeologi e istituzioni preposte alla tutela.

Il progetto selezionato dalla SSI potrà sviluppare proprio l’incontro tra due mondi che, sotto terra, spesso percorrono gli stessi spazi.

Tre modi diversi di guardare nel buio

Dalle acque sulfuree di Frasassi ai ragazzi che imparano a conoscere una grotta, fino alle tracce lasciate dall’uomo negli ambienti sotterranei, i progetti premiati nel 2026 raccontano tre direzioni molto diverse della speleologia contemporanea.

Esplorare resta fondamentale. Ma ciò che viene trovato può diventare ricerca sulla vita in condizioni estreme, educazione ambientale, conoscenza archeologica e tutela.

Il fil rouge delle iniziative non ha interruzioni: entriamo nel sottosuolo per riportarne fuori conoscenza.

Fonti

Società Speleologica Italiana ETS – Premio speleologico internazionale Giovanni Badino 2026 – I vincitori – 30 ottobre 2026
https://speleo.it/site/premio-speleologico-internazionale-giovanni-badino-2026-vincitori/

Società Speleologica Italiana ETS – Bando 2026 per l’erogazione del cinque per mille riservato ai Soci della SSI ETS: i vincitori – 30 ottobre 2026
https://speleo.it/site/bando-2026-per-lerogazione-del-cinque-per-mille-riservato-ai-soci-della-ssi-ets-i-vincitori/

Tetide APS – Summer Camp Speleo Young 2026 – 2026
https://www.tetide.org/esperienze/summer-camp-speleo-young-2026/

Federazione Speleologica Europea – European Children and Young Cavers Working Group
https://www.eurospeleo.eu/european-children-and-young-cavers-working-group-ecyc/

XXIII Congresso Nazionale di Speleologia – La Grotta Altro Pianet (BG): tutela e valorizzazione del paesaggio archeologico sotterraneo – Cristina Longhi, Massimo Pozzo, Marco Tremari – 2022
https://www.congressospeleo2020.it/wp-content/uploads/2023/11/ormea2.pdf

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