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    Condividi L’incidente del 5 agosto nella Hranická propast, in Repubblica Ceca, è oggetto di indagine. La Società speleologica ceca ricostruisce tempi, obiettivi e soccorsi della missione in grotta. Hranická propast: la dinamica comunicata Jan Encev, noto come Encí, è morto mercoledì 5 agosto 2026 durante un’immersione nella Hranická propast, nel Carso di Hranice, in Repubblica Ceca. Era membro del gruppo locale ZO 1-05 Geospeleos della Società speleologica ceca. La comunicazione diffusa
     

Hranická propast, morto lo speleosub Jan Encev durante un’immersione di ricerca

August 12th 2026 at 10:00

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L’incidente del 5 agosto nella Hranická propast, in Repubblica Ceca, è oggetto di indagine. La Società speleologica ceca ricostruisce tempi, obiettivi e soccorsi della missione in grotta.

Hranická propast: la dinamica comunicata

Jan Encev, noto come Encí, è morto mercoledì 5 agosto 2026 durante un’immersione nella Hranická propast, nel Carso di Hranice, in Repubblica Ceca. Era membro del gruppo locale ZO 1-05 Geospeleos della Società speleologica ceca.

La comunicazione diffusa il 10 agosto dall’associazione ricostruisce l’operazione e invita a non trarre conclusioni sulle cause. Encev era uno speleosub esperto.

Lavorava anche come vigile del fuoco e soccorritore aereo presso la stazione centrale di Kladno, secondo quanto riportato dalla stampa ceca.[1]

L’immersione si svolgeva nell’ambito di una campagna di più giorni. Tra gli obiettivi figurava anche la prova di un nuovo robot ungherese destinato all’esplorazione delle porzioni profonde della cavità.

Immersione solitaria e documentazione

Secondo la nota della Società speleologica ceca, Encev è entrato in acqua alle 10:30. Il piano prevedeva un’immersione solitaria fino a una profondità massima di 40 metri.

L’obiettivo era realizzare foto e filmati di parti di alberi caduti sul fondo del Canale nord-occidentale. Doveva inoltre riprendere il robot subacqueo durante le prove operative.

L’ultimo contatto visivo è avvenuto con tre subacquei impegnati in un’altra immersione esplorativa.

Il gruppo ha incontrato Encev durante la risalita, presso la scala di decompressione.

Il subacqueo stava posando una bombola contenente miscela decompressiva, ha segnalato che la situazione era regolare e ha iniziato la discesa.

La stessa ricostruzione chiarisce un punto emerso nelle prime notizie. Encev non apparteneva a quel gruppo e lo ha soltanto incrociato durante la propria discesa.

Questa precisazione differisce dalla descrizione iniziale di un suo allontanamento dalla squadra.[2][3]

Ricerche nella Hranická propast

Il limite temporale stabilito per l’immersione era di 100 minuti dal momento dell’ingresso in acqua. Quando Encev non è riemerso, un subacqueo di sicurezza ha controllato gli spazi nei quali avrebbe dovuto trovarsi e le possibili superfici libere per un’eventuale risalita di emergenza.

Le verifiche non hanno dato esito. È stata quindi avviata una ricerca di soccorso con il coinvolgimento del sistema integrato di emergenza ceco e di membri del Soccorso speleologico.

I subacquei del gruppo ZO 7-02 Hranický kras hanno cercato nelle ulteriori superfici libere, nella zona detta Zubatice e nella parte principale della Hranická propast fino a circa 70 metri. La ricerca subacquea è stata sospesa intorno alle 15:00.

In seguito è intervenuta una squadra speciale della polizia, dotata di robot subacqueo.

Il robot ha localizzato il corpo alle 19:30, a 186 metri di profondità. Con il suo braccio idraulico lo ha assicurato e portato fino a 70 metri, da dove i sommozzatori della polizia hanno completato il recupero in superficie.

Nel controllo iniziale di corpo e attrezzatura, entrambe le bombole risultavano contenere una quantità sufficiente di miscela respiratoria. Il dato non permette di stabilire la causa dell’incidente.

Le autorità hanno avviato accertamenti e la polizia ha indicato che il caso è sottoposto a indagine.[1]

Una cavità ancora da esplorare

La Hranická propast è una delle aree più importanti per la speleologia subacquea europea. Si trova nel Carso di Hranice, vicino alla città di Hranice, nella regione di Olomouc.

La parte asciutta misura 69,5 metri. Il 1° agosto 2022 il robot UX-1Neo ha mappato la parte sommersa fino a 450 metri, arrestando il rilevamento per limiti tecnici senza raggiungere il fondo.

La profondità complessiva confermata è quindi almeno 519,5 metri. L’amministrazione delle grotte ceche la indica come la più profonda voragine allagata del mondo.[4][5]

Il contesto mostra la complessità delle attività nella Hranická propast. Le immersioni umane, le operazioni di mappatura e i veicoli subacquei operano in un ambiente profondo, allagato e con visibilità e comunicazioni condizionate dalle caratteristiche della cavità.

Le cause della morte di Jan En?ev non sono state rese note. La Società speleologica ceca ha espresso cordoglio alla famiglia e ha ringraziato gli speleologi, i soccorritori, la polizia e gli operatori del robot intervenuti nella ricerca. Il commiato è stato annunciato per venerdì 14 agosto alle 12 nella grande sala cerimoniale dei cimiteri di Kladno.

Fonti

Fonti
[1] V Hranické propasti utonul potáp??, jeho t?lo bylo nalezeno v hloubce 186 metr? – Novinky https://www.novinky.cz/clanek/krimi-v-hranicke-propasti-utonul-potapec-jeho-telo-bylo-nalezeno-v-hloubce-186-metru-40591463
[3] SPELEO https://www.speleo.cz/smutna-zprava-hranicka-propast-hranicky-kras
[4] speleo.cz https://www.speleo.cz/
[5] Nej… v jeskyních https://www.caves.cz/nej-v-jeskynich
[6] Zbrašovské aragonitové jeskyn? – okolí https://zbrasovske.caves.cz/okoli
[7] Hranická propast – Wikipedie https://cs.wikipedia.org/wiki/Hranick%C3%A1_propast
[8] Potáp?? Jan se utopil v Hranické propasti: T?lo 186 metr? pod hladinou! https://www.blesk.cz/clanek/zpravy-krimi/845512/potapec-jan-se-utopil-v-hranicke-propasti-telo-186-metru-pod-hladinou.html
[9] Smutné správy: Zomrel skúsený potápa? a záchranár Jan En?ev. Telo našli 186 metrov pod hladinou https://www.cas.sk/spravy/smutne-spravy-zomrel-skuseny-potapac-a-zachranar-jan-encev-telo-nasli-186-metrov-pod-hladinou
[10] Hasi?i smútia: Pri potápaní v priepasti ZOMREL špi?kový letecký záchranár https://www.dnes24.sk/hasici-smutia-pri-potapani-v-priepasti-zomrel-spickovy-letecky-zachranar-476102
[11] Pri prieskume najhlbšej zatopenej priepasti sveta sa utopil elitný ?eský potápa?. Jeho telo vytiahli z h?bky 186 metrov https://spravy.stvr.sk/2026/08/pri-prieskume-najhlbsej-zatopenej-priepasti-sa-utopil-elitny-cesky-potapac-jeho-telo-vytiahli-z-hlbky-186-metrov/
[12] Tragédie v Hranické propasti. V obrovské hloubce zem?el špi?kový potáp?? https://hanacka.drbna.cz/zpravy/38179-tragedie-v-hranicke-propasti-v-obrovske-hloubce-zemrel-spickovy-potapec.html
[13] Tragicky zahynul špi?kový jeskynní potáp?? a kladenský … https://jvpress.cz/2026/08/06/smutna-zprava-tragicky-zahynul-spickovy-jeskynni-potapec-a-kladensky-profesionalni-hasic-pprap-jan-encev/
[14] Tragédie v Hranické propasti. P?i pr?zkumném ponoru zahynul elitní potáp?? a hasi? https://www.novinykraje.cz/2026/08/06/tragedie-v-hranicke-propasti-pri-pruzkumnem-ponoru-zahynul-elitni-potapec-a-hasic/
[15] Aktuální Zprávy https://www.aktualnizpravy.cz/detail/18077959-usmrceni-z-nedbalosti-v-hranicke-propasti-zemrel-elitni-zac
[16] Smutek st?edo?eských hasi??. P?i ponoru v nejhlubší propasti jim zem?el kolega https://prazska.drbna.cz/zpravy/spolecnost/20402-smutek-stredoceskych-hasicu-pri-ponoru-v-nejhlubsi-propasti-jim-zemrel-kolega.html
[17] Tragická smrt elitního hasi?e z Kladna: Jan En?ev zahynul p?i potáp?ní https://www.nasekladno.cz/tragicka-smrt-elitniho-hasice-z-kladna-jan-encev-zahynul-pri-potapeni/
[18] Zbrašov Aragonite Caves – history https://zbrasovske.caves.cz/en/history
[19] St?edo?eští hasi?i oznámili úmrtí jeskynního potáp??e p?i ponoru v Hranické propasti https://www.region24.cz/zpravodajstvi/stredocesti-hasici-oznamili-umrti-jeskyn-305484/
[20] Usmrcení z nedbalosti? V Hranické propasti zem?el elitní … https://www.echo24.cz/a/Hfy9H/zpravy-domov-v-hranicke-propasti-zemrel-potapec-jedna-se-o-nejhlubsi-zatopena-jeskyne-na-svet
[21] Explorers find world’s deepest underwater cave https://www.dw.com/en/worlds-deepest-underwater-cave-discovered-in-the-czech-republic/a-35936818
[22] Explorers Discover World’s Deepest Known Underwater Cave in Czech Republic https://abcnews.go.com/Technology/explorers-discover-worlds-deepest-underwater-cave-czech-republic/story?id=42585773
[23] World’s deepest freshwater cave in Moravia deeper than previously thought https://english.radio.cz/worlds-deepest-freshwater-cave-moravia-deeper-previously-thought-8757817
[24] Strona g?ówna https://zbrasovske.caves.cz/pl
[25] Startseite https://zbrasovske.caves.cz/de
[26] Zbraszowskie jaskinie aragonitowe – okolica https://zbrasovske.caves.cz/pl/okolica
[27] INESC TEC breaks world depth record in the exploration … – BIP https://bip.inesctec.pt/en/noticias/inesc-tec-breaks-world-depth-record-in-the-exploration-of-flooded-caves/
[28] [PDF] Ponikelské propadání – speleo.cz https://www.speleo.cz/file/6642/web-sp70.pdf
[29] Speleost?ípky 2023/21 https://visit.caves.cz/aktuality/speleostripky-2023/21
[30] [PDF] Hranická propast nejhlubší zatopenou propastí na sv?t?! SV?TOVÝ … https://www.speleo.cz/file/5691/web-sf-69.pdf
[31] Hranický kras – Správa jeskyní ?eské republiky https://www.caves.cz/k21206

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  • Soccorso speleologico in Israele: speleologo privo di sensi per carenza di ossigeno recuperato da una grotta
    Condividi L’intervento del 9 agosto a Bor HaChaziririm, nell’area di Ofra, richiama l’attenzione sulle atmosfere ipogee e sulla necessità di misurazioni preventive Un esploratore di grotte di 35 anni ha perso improvvisamente conoscenza sul fondo di una cavità molto stretta, identificata nel comunicato come Bor HaChaziririm, nell’area di Ofra. L’episodio è avvenuto il 9 agosto 2026. Secondo le informazioni diffuse dalla European Cave Rescue Association, la causa è una bassa concentrazione
     

Soccorso speleologico in Israele: speleologo privo di sensi per carenza di ossigeno recuperato da una grotta

August 12th 2026 at 08:00

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L’intervento del 9 agosto a Bor HaChaziririm, nell’area di Ofra, richiama l’attenzione sulle atmosfere ipogee e sulla necessità di misurazioni preventive

Un esploratore di grotte di 35 anni ha perso improvvisamente conoscenza sul fondo di una cavità molto stretta, identificata nel comunicato come Bor HaChaziririm, nell’area di Ofra.

L’episodio è avvenuto il 9 agosto 2026. Secondo le informazioni diffuse dalla European Cave Rescue Association, la causa è una bassa concentrazione di ossigeno nell’ambiente sotterraneo.

L’uomo non era solo. Un altro speleologo presente con lui è riuscito a trasferirlo dal punto più basso della cavità a un livello superiore, dove le condizioni dell’aria erano come migliori.

Il trentacinquenne è rimasto però esausto e incapace di proseguire autonomamente.

La sequenza mostra quanto rapidamente una criticità atmosferica possa trasformare una progressione ordinaria in un’emergenza di soccorso speleologico.

Soccorso speleologico a Bor HaChaziririm: la dinamica

Il compagno di esplorazione ha lasciato la grotta per attivare la squadra di soccorso speleologico dell’Israeli Caving Organization.

In seguito è rientrato portando una bombola di ossigeno fino allo speleologo bloccato.

Con l’arrivo di altri soccorritori, i presenti hanno poi affrontato la risalita verso l’esterno.

Il recupero è avvenuto senza l’impiego di barella o di tecniche di trasporto complesse.

Il ferito e i soccorritori sono riusciti a risalire fino alla superficie. Da lì il trentacinquenne è stato trasferito in ospedale per accertamenti medici.

Non sono stati diffusi dati sulla percentuale di ossigeno misurata, sulla presenza di anidride carbonica o su altri gas.

Non sono disponibili, nelle informazioni esaminate, indicazioni sulle condizioni cliniche successive al trasporto sanitario.

Questi elementi impediscono di ricostruire con precisione l’origine della carenza di ossigeno e la durata dell’esposizione.

Carenza di ossigeno in grotta: perché il rischio richiede attenzione

L’aria di superficie contiene normalmente circa il 21% di ossigeno.

In standard di sicurezza per atmosfere pericolose, un contenuto inferiore al 19,5% è considerato carente di ossigeno.

L’OSHA classifica queste atmosfere come immediatamente pericolose per la vita o la salute, nel quadro delle proprie norme di protezione respiratoria.

In grotta, i passaggi poco ventilati e le porzioni basse possono presentare condizioni diverse rispetto ai rami collegati all’esterno.

La British Cave Research Association descrive come “foul air” le atmosfere carsiche con più dello 0,5% di anidride carbonica e/o meno del 18% di ossigeno.

Nella maggior parte delle atmosfere di grotta, un incremento di CO2 corrisponde anche a una riduzione dell’O2.

Le possibili cause non sono identiche in ogni cavità.

Lo scarso ricambio d’aria, la respirazione dei frequentatori, processi biologici e geochimici, oppure l’accumulo di gas più pesanti in depressioni e tratti inferiori possono modificare la composizione dell’atmosfera.

Per questo un episodio di soccorso speleologico non consente da solo di attribuire il problema a un singolo meccanismo.

Soccorso speleologico e monitoraggio dei gas negli ambienti confinati

La perdita di coscienza riportata nel caso israeliano è compatibile con un rischio che deve essere valutato prima dell’ingresso e lungo la progressione.

Il materiale tecnico della European Cave Rescue Association ricorda che la carenza di ossigeno può risultare difficile da percepire.

Il riflesso respiratorio è soprattutto legato all’aumento di anidride carbonica nel sangue, non alla sola diminuzione dell’ossigeno.

Un rilevatore multigas calibrato è quindi uno strumento utile nelle cavità note per aria stagnante o per differenze marcate tra pozzi, sacche e livelli superiori.

La lettura deve comprendere almeno ossigeno e CO2, quando le condizioni e il piano di esplorazione lo richiedono.

Un valore anomalo non va affrontato con la sola resistenza fisica: occorre interrompere l’esposizione, comunicare la situazione e ritirarsi verso aria verificata come respirabile.

Il soccorso speleologico in questi scenari richiede inoltre di non moltiplicare le persone esposte senza una valutazione del rischio.

L’accesso di un soccorritore a un ambiente ipossico può creare una seconda vittima.

La disponibilità di ossigeno, come nel caso di Bor HaChaziririm, può sostenere il recupero sanitario, ma non sostituisce il controllo della qualità dell’aria, la scelta di adeguati dispositivi respiratori e procedure specifiche per atmosfere non respirabili.

Un caso utile per la prevenzione speleologica

L’episodio del 9 agosto evidenzia il valore della presenza di un compagno, della capacità di riconoscere un peggioramento e della tempestiva attivazione del soccorso speleologico.

Il primo spostamento verso una quota con aria migliore ha ridotto l’esposizione dell’infortunato.

L’uscita del compagno per chiamare aiuto e il successivo rientro con ossigeno hanno reso possibile proseguire verso la superficie insieme alle squadre intervenute.

Per i gruppi speleologici, il caso rafforza l’importanza di pianificare le esplorazioni in cavità strette e scarsamente ventilate.

Informazioni pregresse sulla grotta, strumentazione per il controllo dei gas, comunicazioni affidabili all’esterno e una soglia prudenziale per la rinuncia sono parti dello stesso sistema di sicurezza.

Il soccorso speleologico resta l’ultima barriera. La prevenzione inizia prima della discesa.

Fonti

Nota sulle informazioni dell’intervento: data, luogo, età dell’infortunato, dinamica del recupero e ricovero sono riportati nella segnalazione dell’European Cave Rescue Association fornita come base del presente articolo. Non è stato individuato un comunicato pubblico autonomo con ulteriori dati tecnici sull’operazione.

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  • Pierre Saint-Martin, prosegue l’evacuazione dello speleologo ferito: barella risalita fino a quota -200
    Condividi Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso al Gouffre Lonné Peyret, nel massiccio della Pierre Saint-Martin, dove uno speleologo è rimasto ferito durante un’esplorazione. Secondo il punto di situazione diffuso alle ore 8 di questa mattina dallo Spéléo Secours Français, nel corso della notte le squadre impegnate sottoterra hanno completato la risalita della barella lungo l’intero tratto compreso tra -350 e -200 metri. L’evacuazione si è però rivelata più lenta del previsto.
     

Pierre Saint-Martin, prosegue l’evacuazione dello speleologo ferito: barella risalita fino a quota -200

Júl 31st 2026 at 11:38

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Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso al Gouffre Lonné Peyret, nel massiccio della Pierre Saint-Martin, dove uno speleologo è rimasto ferito durante un’esplorazione.

Secondo il punto di situazione diffuso alle ore 8 di questa mattina dallo Spéléo Secours Français, nel corso della notte le squadre impegnate sottoterra hanno completato la risalita della barella lungo l’intero tratto compreso tra -350 e -200 metri.

L’evacuazione si è però rivelata più lenta del previsto. La conformazione della parte bassa della cavità, caratterizzata da numerosi meandri e passaggi particolarmente stretti, ha richiesto manovre estremamente delicate per consentire il passaggio della barella. Le operazioni hanno imposto un lavoro di grande precisione e un continuo coordinamento tra i soccorritori, che hanno avanzato metro dopo metro superando i numerosi ostacoli presenti lungo il percorso.

Intorno alle 6.30 il comando dei soccorsi ha disposto una temporanea sospensione della progressione per consentire la riorganizzazione delle squadre. Una parte dei soccorritori è rientrata in superficie, mentre gli altri sono stati riposizionati nella parte alta della cavità, dove si concentra ora la fase conclusiva dell’evacuazione.

Attualmente restano impegnati sottoterra una trentina di tecnici, incaricati sia della prosecuzione della risalita della vittima sia del progressivo disallestimento delle attrezzature installate lungo il percorso di soccorso.

Se non si verificheranno ulteriori difficoltà, l’uscita dello speleologo è prevista entro la tarda mattinata.

Con il cambio turno della mattinata è inoltre cambiata la direzione delle operazioni sotterranee: Paul Doumenjou ha assunto l’incarico di direttore dei soccorsi dello Spéléo Secours Français dei Pyrénées-Atlantiques, subentrando a Dominique Dorez nella conduzione della fase finale del recupero.

Continueremo a seguire l’evoluzione delle operazioni e a pubblicare nuovi aggiornamenti non appena disponibili.

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