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Matka Vrelo scende ancora: esplorazione a ?338 metri nelle profondità sommerse

Október 22nd 2026 at 05:00

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La spedizione internazionale polacco-macedone-italiana “Matka Vrelo 300” ha portato Bart?omiej Pitala fino a ?338 metri. Oltre otto ore di decompressione e un imponente dispositivo di sicurezza per un’esplorazione che lascia aperta la prosecuzione della grotta

Dentro Matka Vrelo 300: la parola allo speleosub Luca Cavicchioli

Pubblichiamo oggi su Scintilena è il racconto di un’esplorazione eccezionale, che ha portato Bart?omiej Pitala fino a meno 338 metri nelle profondità sommerse di Matka Vrelo, in Macedonia del Nord.

Dietro quel numero – che ci chiediamo sia umano, tanto è portentoso – ci sono preparazione, tecnica, sicurezza e soprattutto un grande lavoro di squadra internazionale.

Tra i protagonisti della spedizione c’è anche l’italiano Luca Cavicchioli, speleosub ed esploratore, che ha partecipato alle attività sul campo e, insieme ad Andrea Mescalchin, ne ha documentato le diverse fasi attraverso immagini e video.

A Bart?omiej, Luca e a tutta la squadra di Matka Vrelo 300 vanno i complimenti di Scintilena per questa straordinaria esplorazione.

Ora lasciamo che sia lui a raccontarla. La parola a Luca:

“IMPRESA STORICA A MATKA VRELO: RAGGIUNTI I ?338 METRI, È IL NUOVO RECORD MONDIALE DI IMMERSIONE IN GROTTA

“How deep is your love…” è il motto della spedizione “Matka Vrelo 300” che sposta in avanti i limiti dell’esplorazione speleosubacquea. L’esploratore Bart?omiej Pitala si spinge nell’abisso della Macedonia del Nord fino a raggiungere l’impressionante profondità di -338m “frantumando” in un solo colpo tutti i precedenti record di immersione.

SKOPJE (Macedonia del Nord) — La frontiera di ciò che è umano e tecnicamente possibile nel mondo della speleosubacquea è stata appena ridefinita nel canyon di Matka in Macedonia del Nord. Tra il 10 e il 17 ottobre 2026, una spedizione internazionale Polacca-Macedone-Italiana di altissimo profilo guidata dal BAD Exploration Team in stretta collaborazione con il Dive Club “Vrelo” – Matka ha stabilito il nuovo record mondiale di profondità: ?338 metri.

Matka Vrelo è così diventata la grotta sommersa più profonda al mondo esplorata da un essere umano, superando la soglia dei ?300 metri — un’impresa riuscita prima d’ora a un solo altro subacqueo al mondo.

Un dispositivo di sicurezza senza precedenti

La riuscita del progetto non è stata solo una prova di coraggio e preparazione atletica, ma anche un capolavoro organizzativo e logistico. La spedizione ha ottenuto l’alto patrocinio onorario della Presidentessa della Repubblica della Macedonia del Nord, Gordana Siljanovska-Davkova, che ha garantito una copertura istituzionale e di emergenza d’élite.

L’apparato di sicurezza vedeva schierati in superficie un elicottero in costante pronta partenza per l’ospedale di Skopje, i mezzi navali e il personale dell’Unità Speciale Antiterrorismo “TIGAR”, un’ambulanza dedicata presso la diga di Matka e uno specialista in medicina iperbarica pronto all’uso della camera di decompressione.

In acqua, la preparazione è stata altrettanto imponente: oltre 30 bombole di sicurezza posizionate lungo la grotta fino a ?180 metri, un habitat sommerso allestito a 8 metri dai sub locali Goce Dimitrievski e Bardo Hristijan, e ben tre rebreather gestiti dall’esploratore, di cui uno di scorta consegnato a ?140 metri. Un team di sette subacquei di supporto (guidati da Tomasz Wciórka, il sub spintosi più a fondo fino a ?190 metri per intercettare la risalita) ha accompagnato senza sosta il diver durante tutta la decompressione.

Cronaca di un tuffo nell’abisso

L’immersione finale è scattata la mattina del 16 ottobre 2026. Accompagnato dai compagni di squadra fino alla quota di ?24 metri all’interno della grotta, Bart Pitala si è staccato dal gruppo per proseguire in solitaria nell’inesplorato.

La discesa lungo il pozzo principale fino a ?212 metri è durata meno di cinque minuti. Sfruttando la velocità dei suoi scooter subacquei, l’esploratore ha rapidamente superato il punto d’arresto della spedizione 2025 (fermatasi a ?287 metri), varcando la soglia dei ?300 metri in perfetto stato psicofisico e senza alcun sintomo di sindrome neurologica da alta pressione (HPNS).

Trovandosi di fronte a un maestoso salto verticale che proseguiva nel buio totale, Bart ha deciso di sfruttare gli ultimi secondi della finestra temporale pianificata per la fase esplorativa:

«La grotta indica sempre la strada. In quel momento mi sta offrendo un’opportunità che capita forse una volta nella vita. Non mi sarei mai sentito più pronto di così», ha ricordato l’esploratore.

Spintosi lungo la parete fino a toccare il fondo rilevato a ?338 metri, ha scelto di non mettere ulteriormente a rischio la resistenza della strumentazione, rilevando come il passaggio continuasse a scendere ripidamente verso il basso.

Più di 8 ore di decompressione

Raggiunto il punto più profondo, è iniziata la fase più critica e delicata: la risalita. In base agli studi di settore e al contributo teorico di mostri sacri della speleosubacquea come Gigi Casati, Xavier Méniscus e Dr. Andy Pitkin, è stata adottata una strategia di decompressione estremamente conservativa.

Arrestata la risalita rapida a ?210 metri, l’esploratore ha iniziato una salita lentissima verso la prima tappa teorica dei ?150 metri, aggiungendo un’ora e mezza di margine di sicurezza. Una scelta vincente: dopo oltre otto ore trascorse interamente in acqua, il subacqueo è riemerso sulle proprie gambe e in perfette condizioni di salute, senza la necessità di ricorrere all’habitat a secco.

Un successo dal cuore anche italiano

L’impresa è il risultato di un lavoro di squadra transnazionale in cui anche l’Italia ha giocato un ruolo chiave sul campo, in particolare con il contributo video-fotografico di Andrea Mescalchin e Luca Cavicchioli, entrambi cave-diver ed esploratori di altissimo livello, che hanno documentato tutte le fasi dell’esplorazione.

In attesa dei report dettagliati e dei rilievi 3D che verranno presentati ai prossimi congressi di settore (tra cui la Baltictech Conference 2026 e il Dive-Expo di Anversa), la spedizione lascia una certezza: il limite di Matka Vrelo non è ancora stato scritto. La grotta continua a scendere.”

Grazie Luca! E complimenti a Bart?omiej, Luca e a tutta la squadra di Matka Vrelo 300!

Dietro quei – 338 m ci sono preparazione, competenza, organizzazione e fiducia reciproca: tutte elevate alla massima potenza.

Ore di immersione e decompressione, decine di bombole predisposte lungo il percorso, uomini e donne impegnati sott’acqua e in superficie per rendere possibile e sicura un’esplorazione ai limiti.

E poi c’è quella frase che, per chi ama l’esplorazione, è la più emozionante di tutte, la migliore: la grotta continua.

Da lì, prima o poi, ricomincerà il viaggio. Ma prima, un brindisi!

Bravissimi!

Foto e testo: Luca Cavicchioli / Digitalmovie.it

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