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Elezioni SSI 2026, voto aperto: si decide il triennio 2027-2029

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Dal 5 al 27 ottobre le elezioni SSI 2026 rinnovano le cariche della Società Speleologica Italiana ETS. Credenziali via email da Polyas, candidature consultabili online e scrutinio previsto a Costacciaro.

Sono iniziate il 5 ottobre le elezioni SSI 2026 per il rinnovo delle cariche sociali della Società Speleologica Italiana ETS. La consultazione resterà aperta fino al 27 ottobre 2026 e definirà gli organi associativi del triennio 2027-2029. Il voto si svolge online attraverso la piattaforma Polyas.[1]

Elezioni SSI 2026: accesso al voto

Secondo la comunicazione diffusa dall’associazione, riceveranno le credenziali i soci e le socie in regola con il pagamento della quota annuale e registrati nel database SSI. L’email arriverà da Polyas.it e conterrà le informazioni necessarie per accedere alla votazione.

La procedura non richiede quindi la presenza fisica in un seggio. Gli aventi diritto potranno utilizzare il collegamento personale ricevuto per posta elettronica durante il periodo di apertura della consultazione. Le votazioni per i diversi organi si svolgono contemporaneamente e a scrutinio segreto.

Per le elezioni SSI 2026 è utile controllare anche la cartella dello spam. Le indicazioni pubblicate segnalano inoltre che alcuni filtri di posta possono interrompere il collegamento inserendo uno spazio. In quel caso occorre ricomporre l’indirizzo prima di aprirlo nel browser. Per i dubbi tecnici sull’accesso è indicato il recapito elezioni@socissi.it

Elezioni SSI 2026: cariche e preferenze

Il rinnovo interessa la presidenza, otto posti nel Consiglio direttivo e tre nel Collegio dei probiviri. Sono inoltre previsti cinque componenti dell’Organo di controllo volontario: tre membri effettivi e due supplenti. Si tratta di votazioni distinte, riferite alle diverse responsabilità nell’organizzazione associativa.[1]

Le modalità di espressione delle preferenze, riportate nell’approfondimento di La Scintilena, prevedono una scelta per il presidente. Per il Consiglio direttivo si possono indicare fino a otto candidati. Il limite è di tre preferenze per i probiviri e di cinque per l’Organo di controllo. È prevista anche la possibilità di inviare una scheda bianca o selezionare l’astensione nell’apposita casella.[1]

La consultazione riguarda dunque più organi, non soltanto la guida dell’associazione. Presidente e Consiglio direttivo seguono l’attività dell’ente. I probiviri esercitano le funzioni statutarie relative alle controversie associative. L’Organo di controllo svolge i compiti di vigilanza previsti dalle regole applicabili.

Candidature SSI: profili e programmi

Per la presidenza risultano candidati Vincenzo Martimucci e Sergio Orsini. Le candidature al Consiglio direttivo sono 21. Per l’Organo di controllo volontario sono indicate sette persone, mentre quattro si presentano per il Collegio dei probiviri. Questi numeri si riferiscono alle candidature nelle singole categorie, non necessariamente a persone tutte differenti.

La pagina dedicata sul sito SSI raccoglie l’elenco delle candidate e dei candidati, i curricula e le motivazioni delle candidature. La documentazione permette di confrontare i percorsi associativi e speleologici prima di esprimere le preferenze. Per le elezioni SSI 2026, il sito dell’associazione costituisce il riferimento per consultare presentazioni e istruzioni operative.

La lettura dei profili accompagna la fase di voto. Consente ai soci di valutare le esperienze dichiarate e le ragioni della disponibilità a ricoprire una carica. Il comunicato invita a consultare anche le linee guida, così da conoscere le modalità della procedura prima dell’accesso alla piattaforma.

Scrutinio SSI e triennio 2027-2029

Dopo la chiusura del 27 ottobre, lo scrutinio automatico è previsto in seduta pubblica durante l’assemblea SSI al Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro. Il raduno si svolgerà nel comune umbro dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. La lettura dei risultati seguirà quindi la conclusione del voto elettronico.

La Commissione elettorale renderà disponibili i risultati provvisori sul sito SSI per 15 giorni. Gli eventuali ricorsi saranno esaminati prima della pubblicazione dei risultati definitivi e della proclamazione. Il nuovo Consiglio procederà poi all’insediamento e all’attribuzione delle funzioni interne previste.[1]

Le elezioni SSI 2026 aprono così il passaggio al mandato 2027-2029. La fase attualmente in corso resta quella della scelta dei rappresentanti: fino al 27 ottobre, gli aventi diritto possono partecipare utilizzando le credenziali ricevute.

Fonti e documentazione

Fonti
[1] Elezioni SSI 2026: candidati, voto elettronico e scrutinio a Costacciaro https://www.scintilena.com/elezioni-ssi-2026-candidati-voto-elettronico-e-scrutinio-a-costacciaro/10/02/
[7] Voto elettronico sicuro di POLYAS https://www.polyas.it/
[8] Voto elettronico online di POLYAS: tutte le informazioni https://www.polyas.it/voto-elettronico
[9] Live Voting di POLYAS https://www.polyas.it/live-voting
[10] Come creare un’elezione online nell’online voting manager – polyas https://www.polyas.it/aiuto/online-voting-manager/creare-elezione-online
[11] Esperienze dei clienti sul voto elettronico online – polyas https://www.polyas.it/esperienze-dei-clienti
[12] https://speleo.it/site/elezioni-2026-candidati/ https://speleo.it/site/elezioni-2026-candidati/
[13] https://speleo.it/site/elezioni-2026-istruzioni/ https://speleo.it/site/elezioni-2026-istruzioni/
[14] Cariche – Federazione Speleologica del Lazio https://www.speleo.lazio.it/home/cariche/

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Gigi Casati, quarant’anni di speleosubacquea tra tecnica, logistica e lettura delle grotte

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L’intervista di Simone Villotti per InDEPTH Magazine ripercorre il percorso di Gigi Casati: dalle sorgenti di Oliero e del Gorgazzo ai sistemi a più sifoni, con un’idea centrale della speleosubacquea come strumento per comprendere le acque sotterranee.

L’intervista di InDEPTH Magazine

Quarant’anni sotto la superficie non sono soltanto una sequenza di profondità raggiunte o di distanze percorse. Nell’intervista pubblicata da InDEPTH Magazine, Gigi Casati ricostruisce il proprio percorso nella speleosubacquea attraverso attrezzature, compagni di esplorazione, errori, trasporti e lunghe fasi di preparazione.[1]

Il colloquio, curato da Simone Villotti e pubblicato l’8 settembre 2026, parte dagli inizi. Casati cominciò l’attività subacquea nel 1978 e si avvicinò alla speleologia intorno al 1985. L’incontro del 1986 con Jean-Jacques Bolanz fu decisivo. Casati descrive Bolanz come un maestro, un amico e una figura di riferimento nella formazione della propria visione esplorativa.[1][2]

L’articolo segue un arco tecnico molto ampio. Dalle immersioni in circuito aperto con aria, alle miscele di elio, ai rebreather semi-chiusi e chiusi, fino alle configurazioni sperimentali costruite o modificate per rispondere alle caratteristiche di singole cavità. Il punto di vista espresso da Casati resta però legato alla speleologia prima che alla sola immersione.[1]

Per l’esploratore, entrare in acqua non equivale soltanto a seguire una sagola fino a un punto noto. Significa chiedersi da dove arrivi l’acqua, quale sia l’architettura della cavità, come cambino i rami del sistema e dove possa svilupparsi una prosecuzione. È una lettura idrogeologica e speleologica dell’ambiente sotterraneo.[1]

Speleosubacquea e sistemi a sifoni

Nel racconto di Casati, la speleosubacquea trova uno dei suoi campi più formativi nelle grotte con più sifoni. Qui la progressione alterna tratti sommersi e asciutti. Può richiedere di camminare, strisciare, arrampicare e trasferire bombole e materiali prima dell’immersione successiva.[1]

La frase che sintetizza questo approccio è netta: “La grotta decide cosa si può portare”. In un sistema a più sifoni non è possibile imporre all’ambiente una configurazione standard. Peso, ingombri, ridondanza, autonomia e possibilità di trasporto devono essere adattati alle strettoie, ai dislivelli e alle condizioni locali.[1]

La speleosubacquea, in questa prospettiva, richiede quindi una pianificazione che inizia fuori dall’acqua. La scelta dell’attrezzatura non può essere separata dalla conoscenza della morfologia della cavità, dei livelli idrici e delle condizioni meteorologiche del bacino di alimentazione.

Casati osserva che le grandi sorgenti permettono spesso l’impiego di numerose bombole, scooter e rebreather. Nei sifoni interni il quadro può cambiare radicalmente. La disponibilità di tecnologia amplia le possibilità operative, ma non elimina gli ostacoli fisici posti dal sistema carsico.[1]

Oliero, Elefante Bianco e Gorgazzo

Tra i luoghi centrali dell’intervista figurano le Grotte di Oliero, la sorgente dell’Elefante Bianco e la sorgente del Gorgazzo. Sono siti che segnano diverse fasi della speleosubacquea italiana e della carriera di Casati.[1][3]

A Oliero, Casati ricorda la complessità delle campagne in circuito aperto. Le piene potevano danneggiare o distruggere chilometri di sagola guida. Prima di svolgere l’esplorazione vera e propria, le squadre dovevano ripristinare la progressione, collocare bombole di emergenza e di decompressione e organizzare i gas. Secondo l’intervista, in alcuni casi la ricostruzione della linea richiedeva da uno a un chilometro e mezzo di lavoro preliminare.[1]

Nelle Grotte di Oliero Casati effettuò, verso la fine degli anni Ottanta, una penetrazione di circa 1.000-1.100 metri, con profondità massima di 65 metri e riemersione all’interno della montagna. Le fonti biografiche pubblicate da La Scintilena riportano una progressione massima personale di 2.635 metri a una profondità media di circa 50 metri e il collegamento, ottenuto nel 2005, tra Cogol dei Siori e Cogol dei Veci.[1][3]

L’Elefante Bianco rappresenta un’altra pagina importante. Casati richiama una grande immersione in circuito aperto del 2003, arrivata a circa 162 metri, sostenuta da una struttura logistica fatta di compressori, riserve di elio, tende e sistemi per movimentare il materiale. Le diverse fonti riportano inoltre la prosecuzione dell’esplorazione fino a 186-189 metri negli anni successivi, a seconda delle immersioni e dei resoconti considerati.[1][3]

Al Gorgazzo, nel 2008, Casati raggiunse i 212 metri di profondità. L’intervista descrive l’ultimo tratto dopo avere lasciato lo scooter a circa 130 metri: 120 metri di galleria percorsi pinneggiando, con l’obiettivo di contenere lo sforzo respiratorio e il tempo di fondo. La Scintilena indica per quella esplorazione una distanza di circa 440 metri dall’ingresso e l’impiego di un circuito chiuso meccanico.[1][3]

Rebreather, sicurezza e cultura di squadra

Una parte rilevante dell’intervista riguarda l’evoluzione dei rebreather. Casati riconosce che questi apparati, insieme agli scooter, alle luci e alla maggiore conoscenza della decompressione, hanno reso realizzabili o più gestibili esplorazioni che in circuito aperto avrebbero richiesto quantità molto maggiori di gas e personale.[1]

La speleosubacquea non coincide però con la disponibilità di una macchina. Casati insiste sulla differenza tra affidarsi a un apparato e conoscere le conseguenze di un suo guasto. Nell’intervista sottolinea il valore delle riserve indipendenti in circuito aperto, specie per immersioni lunghe e profonde, e la necessità di valutare l’intero sistema: configurazione, gas, profondità, flusso, diluente, volume del circuito e durata prevista.[1]

Il racconto include anche incidenti decompressivi che Casati collega soprattutto a risalite troppo rapide. Il primo avvenne durante un’immersione all’Elefante Bianco, in presenza di un problema di assetto. Il secondo viene riferito all’immersione del 2016 a Vrelo Une, conclusa alla profondità massima di 248 metri. Il punto non è proporre modelli operativi, ma ricordare che tempo e risalita devono rispettare i limiti fisiologici del subacqueo.[1]

Accanto alla tecnica emerge il tema del lavoro collettivo. Nelle spedizioni delle fasi iniziali, un gruppo poteva condividere compressori, bombole, scooter, ricambi e lavoro fisico. Casati ricorda campagne con squadre numerose e settimane di preparazione. Oggi un rebreather permette a piccoli gruppi di lavorare con maggiore autonomia. Questa trasformazione riduce alcune esigenze logistiche, ma può indebolire la dimensione della squadra e della trasmissione diretta dell’esperienza.[1]

Torretta River e il futuro dell’esplorazione

L’intervista si chiude sulle attività più recenti, fra cui il progetto di Torretta River, indicato come un sistema a più sifoni. Casati riferisce che nel terzo sifone, nel 2020, ha raggiunto circa 1.780-1.800 metri di distanza, con una profondità massima nell’ordine di 89-90 metri. A monte sono presenti due sifoni più brevi e un tratto asciutto da percorrere con il materiale.[1]

Il sistema, comprese le diramazioni esplorate da Frank Giordani, supera i due chilometri di sviluppo secondo quanto riportato nell’intervista. Le condizioni restano decisive: piogge, fusione nivale e torbidità possono interrompere una campagna. Casati descrive situazioni di visibilità ridotta a circa due metri, insufficienti per lavorare in sicurezza su linee danneggiate o per verificare una possibile prosecuzione.[1]

La speleosubacquea emerge così come attività di esplorazione, documentazione e lettura dei sistemi carsici. Non è una gara a profondità e distanza. È un lavoro lungo, in cui il risultato dipende dalla preparazione, dalla capacità di riconoscere le condizioni non favorevoli e dalla disponibilità a fermarsi.

Nel 2025, il Premio Duilio Marcante ha riconosciuto il percorso di Luigi “Gigi” Casati. La cerimonia di Genova ha richiamato anche il suo contributo alla divulgazione e alla formazione. L’intervista di InDEPTH Magazine amplia quel quadro con una testimonianza diretta: quarant’anni di speleosubacquea osservati dal punto di vista della cavità, dell’acqua e delle persone che rendono possibile l’esplorazione.[2][3]

Fonti

Fonti
[1] Gigi Casati: 40 Years of Cave Diving and Exploration https://indepthmag.com/gigi-casati-cave-diving-exploration/
[2] UISP – Subacquea https://www.uisp.it/sub/pagina/allo-speleonauta-lugi-gigi-casati-il-premio-duilio-marcante-2025
[3] Luigi Casati riceve il Premio Duilio Marcante 2025 – Scintilena https://www.scintilena.com/luigi-casati-riceve-il-premio-duilio-marcante-2025/02/17/
[5] Beyond the Walkway: Diving Italy’s Hidden Giant, Frasassi Cave https://indepthmag.com/deep-frasassi-project/
[6] Cave Archives – InDEPTH https://indepthmag.com/category/cave/
[7] Album de Fotografias – Gigi CASATI https://www.prometeoricerche.eu/GIGI/album_fotografias.htm
[8] Gigi CASATI – Speleonauta – Official Web Site – Sito Ufficiale https://www.prometeoricerche.eu/
[9] Gigi Casati a -248m alla sorgente di Vrelo Une – FIAS https://www.fias.it/magazine/47-gigi-casati-a-248m-alla-sorgente-di-vrelo-une.html
[10] Luigi “Gigi” Casati – Speleosubacqueo – Tecnica & Medicina http://www.marpola.it/tecnica%20e%20medicina/101.htm
[11] Gigi Casati: leggenda della speleologia subacquea https://www.scubaportal.it/gigi-casati-intervista-speleologia-subacquea-immersioni-estreme/
[12] Gigi Casati, la speleologia subacquea italiana raccontata tra … https://www.scintilena.com/gigi-casati-la-speleologia-subacquea-italiana-raccontata-tra-esplorazione-e-memoria/06/21/
[13] Gigi Casati: Forty Years Beneath the Surface – Threads https://www.threads.com/@indepthmagazine/post/Dd_tNsVCgq6/gigi-casati-forty-years-beneath-the-surface-for-casati-cave-diving-has-always/
[14] Luigi Casati – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Casati
[15] Gigi CASATI – Speleonauta – Official Web Site https://www.prometeoricerche.eu/GIGI/
[16] Lo speleo-sub Gigi Casati ritenta il record del Gorgazzo | MOUNT LIVE https://www.mountlive.com/lo-speleo-sub-gigi-casati-ritenta-il-record-del-gorgazzo/

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Grecia, a Salonicco il 16° seminario di speleologia del Proteas

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Il gruppo speleologico Proteas – Speleologia di Salonicco organizza la sedicesima edizione del corso dedicato alla formazione di nuovi speleologi. Tecniche di progressione, sicurezza, conoscenza dell’ambiente sotterraneo e, nella tradizione formativa dell’associazione, anche rilievo delle cavità.

La speleologia greca è organizzata, come quella italiana, in una rete di gruppi che collaborano nelle esplorazioni, nella ricerca e nella tutela dell’ambiente sotterraneo, con frequenti scambi e collaborazioni internazionali, avendo grande cura della formazione.

Un esempio: a Salonicco, in Grecia, prenderà il via il 13 ottobre 2026 la sedicesima edizione del Seminario di Speleologia e Speleo-esplorazione organizzato dal gruppo Proteas – Speleologia di Salonicco

L’iniziativa è rivolta anche a persone senza precedente esperienza e combina lezioni teoriche e attività pratiche, con l’obiettivo di fornire le conoscenze di base per muoversi in grotta in sicurezza e partecipare successivamente alle escursioni e alle spedizioni organizzate dall’associazione durante l’anno.

Il programma di questa edizione pone l’attenzione sull’attrezzatura, sulle tecniche speleologiche, sulla sicurezza e sul comportamento responsabile nell’ambiente sotterraneo.

La formazione proposta da Proteas si inserisce però in un’attività didattica ormai consolidata. Nei programmi pubblicati dall’associazione per i seminari degli anni precedenti compaiono, oltre alle tecniche di progressione e alla geologia, anche organizzazione delle spedizioni, prevenzione degli incidenti, soccorso speleologico e cartografia delle grotte. In alcune edizioni gli allievi hanno effettuato esercitazioni pratiche di rilievo e fotografia direttamente nelle cavità.

Il rilievo costituisce del resto una componente importante dell’attività esplorativa del gruppo di Salonicco. Nella documentazione pubblicata da Proteas sono presenti rilievi realizzati con strumenti digitali DistoX e DistoX2, utilizzati sia per la documentazione di singole cavità sia nell’ambito di spedizioni esplorative.

Il sito dell’associazione ospita inoltre un archivio delle grotte esplorate e documentate dal gruppo, con indicazioni relative a sviluppo, profondità e autori o anni dei rilievi.

Il 16° Seminario di Speleologia e Speleo-esplorazione è articolato su 20 appuntamenti, dal 13 ottobre al 19 novembre 2026: 13, 15, 17, 18, 20, 22, 24, 25, 27, 29 e 31 ottobre; 1, 3, 5, 7, 8, 10, 12, 16 e 19 novembre 2026.

Le lezione teoriche, che avranno inizio alle h 20 e durata di circa due ore, come nella precedente edizione verteranno su:

  • materiali e attrezzatura speleologica;
  • elementi di geologia;
  • nodi e ancoraggi;
  • teoria dell’armo;
  • organizzazione delle spedizioni;
  • cartografia/rilievo delle grotte (????????????);
  • incidenti, prevenzione e soccorso speleologico.

A queste si aggiungevano esercitazioni pratiche in grotte e palestre tecniche della Grecia settentrionale.

Il primo incontro è previsto martedì 13 ottobre 2026, alle ore 20, nella sede di Proteas, in Grigoriou Lampraki 7, a Salonicco.

I posti disponibili sono limitati e l’organizzazione ha predisposto un modulo online per le iscrizioni:

Fonti: Voria – Grecia – https://www.voria.gr/article/thessaloniki-proteas-launches-16th-speleology-seminar-underground-exploration

Informazioni: Gruppo Proteas – Speleologia di Salonicco https://proteascave.gr/seminaria/ – http://proteascave.gr/contact/

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