Monte Crociglia, 70ª Festa della Montagna
Il Crociglia conta, e non è solo “vento”
Domenica 9 agosto 2026 (data da confermare) torna sul Monte Crociglia la tradizionale Festa della Montagna, nel segno dell’amicizia, dell’incontro, della tutela ambientale e della memoria
La tutela di un territorio riguarda tutti coloro che vivono, frequentano e amano la montagna. E può coincidere con una può coincidere con la festa di una comunità.
Domenica 9 agosto 2026, (data ancora non confermata) il Monte Crociglia ospiterà la 70ª edizione della tradizionale Festa della Montagna, uno degli appuntamenti più significativi dell’Appennino ligure-emiliano, che da settant’anni richiama escursionisti, alpinisti e appassionati dell’ambiente montano provenienti da molte parti, in particolare dalle valli del Nure, del Trebbia e dell’Aveto e dal versante ligure. La manifestazione è diventata nel tempo un simbolo di amicizia e di incontro tra le comunità che condividono questo tratto di Appennino, mantenendo vivo un patrimonio di valori fatto di memoria, solidarietà, rispetto della montagna e collaborazione tra Emilia-Romagna e Liguria.
Ma la storia del Crociglia è ancora più antica della festa. Per secoli questo monte è stato il punto d’incontro delle comunità delle alte valli e delle genti che percorrevano le mulattiere tra Liguria ed Emilia. In particolare Torrio, oggi piccolo borgo della Val d’Aveto, ha rappresentato uno dei principali riferimenti per la vita del monte e continua a custodirne la memoria e le tradizioni.
Il Crociglia, gigantesco cupolone dai fianchi dolci e rassicuranti, quasi materni, coperti da praterie, è un territorio da proteggere: dalla vetta il panorama spazia dall’Appennino ligure alla Pianura Padana e alle Alpi, fino al Mar Ligure, oltre la Val d’Aveto. Per la facilità d’accesso, la bellezza delle fioriture primaverili, la presenza del Rifugio Stoto e i vasti panorami, il Crociglia è oggi una delle vette più frequentate e amate del circondario.

Il nome richiama l’antica funzione di questo luogo: un crocevia delle mulattiere che collegavano le valli dell’Aveto, del Trebbia, del Nure, della Fontanabuona e della Sturla. Al passo, un tempo, si svolgevano scambi e contrabbando.
È anche per questo che la Festa del Monte Crociglia conserva ancora oggi un carattere profondamente popolare: accanto agli escursionisti e ai soci delle associazioni, sono soprattutto gli abitanti delle vallate a darle vita, spesso raggiungendo la vetta in famiglia, a piedi o con i trattori, rinnovando una tradizione che appartiene anzitutto alle genti del territorio.
Sulla vetta svetta la statua dell’Arcangelo San Raffaele, eretta in memoria della tragedia alpinistica del 1957 sul Piz Palü, nel massiccio del Bernina, che ha assunto la veste di ricordo per tutti i caduti della montagna. Ai suoi piedi, si rinnova ogni anno il ricordo dei caduti della montagna e di tutte le guerre e il messaggio di pace che da sempre accompagna la manifestazione. In tempi come questi, il suo messaggio di pace assume un significato ancora più profondo.
Il Crociglia oggi è al centro del dibattito sul progetto di un impianto eolico di crinale, un tema che richiama l’attenzione sul rapporto tra transizione energetica, conservazione del paesaggio e biodiversità. Il confronto coinvolge e interessa anche il Club Alpino Italiano, quale associazione di protezione ambientale riconosciuta e impegnata nella salvaguardia del patrimonio naturale, insieme a numerose altre realtà che sono intervenute nel dibattito.
Il CAI, attraverso i Gruppi Regionali dell’Emilia-Romagna e della Liguria, ha espresso le proprie valutazioni sulla tutela del crinale appenninico. Un ruolo di supporto e partecipazione è svolto dalla Tutela Ambiente Montano (TAM) del CAI, da sempre impegnata nella salvaguardia dei paesaggi montani e nella promozione di uno sviluppo sostenibile capace di coniugare la transizione energetica con la conservazione del patrimonio naturale e culturale.
Lo stesso impegno anima il GAEP – Gruppo Alpinisti Escursionisti Piacentini – proprietario del Rifugio Stoto, realizzato dal volontariato di generazioni di soci dai ruderi di un’antica Dogana e da loro ampliato e mantenuto in (ottimo) uso: è presidio della montagna, luogo di accoglienza, cultura escursionistica e tutela dell’Appennino. Il GAEP, da sempre impegnato nella cura e nella valorizzazione di questi luoghi, segue con attenzione l’evoluzione dell’iter autorizzativo del progetto eolico. Per sostenere questo impegno, ha avviato una raccolta fondi destinata a coprire le spese per le consulenze tecniche e legali necessarie alla predisposizione delle osservazioni che l’associazione presenterà nell’ambito del procedimento autorizzativo (ulteriori informazioni sono disponibili sul sito e sui canali ufficiali del GAEP).
L’edizione del Settantesimo della Festa sarà resa ancora più significativa dalla posa di una targa commemorativa che proprio il GAEP dedicherà al compianto presidente Roberto Rebessi, che ha lasciato un’impronta profonda nell’associazione e nella valorizzazione del Rifugio Stoto e del Monte Crociglia.

Il progetto e le osservazioni dei territori
Di seguito una sintesi dell’iter autorizzativo e delle principali osservazioni formulate da enti e istituzioni.
Il progetto prevede l’installazione di aerogeneratori di oltre 180 metri di altezza sul crinale tra i comuni di Ferriere (PC) e Santo Stefano d’Aveto (GE).
Dietro al progetto c’è la società Ferriere Wind S.r.l., costituita nel 2019 come società di scopo. A finanziare quella quota è European Wind Farm, emanazione del colosso danese delle energie rinnovabili European Energy. La prima stesura del progetto risale alla fine del 2024.
Il 23 gennaio 2026 i documenti vengono trasmessi ufficialmente ai Comuni di Ferriere e di Santo Stefano d’Aveto, con trenta giorni di tempo per presentare osservazioni. È l’inizio di una mobilitazione che nessuno, forse, aveva previsto così compatta.
Le amministrazioni regionali e locali hanno espresso contrarietà o richieste di modifica, citando l’impatto su paesaggio, biodiversità, percorsi escursionistici e assetti ambientali consolidati.
La Regione Emilia-Romagna ha già reso noto che, pur essendo favorevole allo sviluppo delle rinnovabili, considera il progetto di Ferriere non compatibile con criteri ambientali e paesaggistici, e ha predisposto un parere tecnico negativo nell’ambito della procedura VIA. La petizione pubblica per fermare l’impianto ha raccolto migliaia di firme in pochi giorni. La Regione Emilia-Romagna ha presentato una lunga serie di criticità tecniche, fra cui violazione di limiti altitudinali, presenza in aree tutelate dal piano paesaggistico e documentazione ambientale giudicata carente.
Criticità che saranno valutate nell’ambito del procedimento autorizzativo ancora in corso.
Tuttavia va avanti la procedura per realizzare un parco eolico – da sette pale – sul Crociglia. La società di scopo Ferriere Wind Srl ha presentato al Ministero dell’Ambiente le sue integrazioni alla proposta, dopo la miriade di osservazioni presentate da cittadini, associazioni e istituzioni. Ora c’è tempo fino al 16 luglio per inviare ulteriori osservazioni contro il progetto.
L’importanza di incontrarsi
Mentre il procedimento autorizzativo dell’impianto fa il suo corso, la Festa del Monte Crociglia assume un ulteriore significato: incontro, ascolto e consapevolezza. Consapevolezza che la montagna non è soltanto uno spazio naturale, ma un patrimonio condiviso di storia, cultura, biodiversità e relazioni umane, costruito nel tempo grazie all’impegno delle comunità locali e delle associazioni che la vivono e la custodiscono.

Un albero trattiene
l’ultima luce
Il Settantesimo rinnova così il legame tra il Rifugio Stoto, la vetta del Monte Crociglia e la statua dell’Arcangelo San Raffaele: tre simboli che raccontano oltre settant’anni di escursionismo, volontariato, desiderio di pace e amore il territorio. E ribadisce il suo significato più autentico: ricordare il passato, rendere omaggio a quanti hanno costruito questa storia, e guardare con responsabilità al futuro di un territorio che appartiene a tutti.
L’invito è rivolto a tutti: escursionisti, alpinisti, speleologi, famiglie, soci delle associazioni e amanti della montagna, affinché il 70° anniversario della Festa del Monte Crociglia sia ancora una volta un’occasione di amicizia, memoria, partecipazione e condivisione nel cuore dell’Appennino.
La montagna non è un sito qualsiasi. Anche la transizione energetica, per essere davvero sostenibile, deve saper riconoscere il valore dei territori che attraversa.
Marina Abisso
CAI Ligure Genova – OrTAM–ONCN

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