Chi ha paura del buio? A Nardò, forse nessuno
“Furchio ti la Zappa” continua a incantare: piccoli esploratori crescono con “In Grotta con le Stelle”
Un’esperienza di speleologia dedicata ai più giovani, capace di coinvolgere anche gli adulti.
Grande successo per l’iniziativa “In Grotta con le Stelle”, organizzata da diversi annidal Gruppo Speleologico Neretino per accompagnare bambini e famiglie alla scoperta del mondo sotterraneo attraverso un’esperienza autentica di esplorazione.
Teatro dell’attività è la suggestiva grotta “Furchio ti la Zappa”, nel territorio di Nardò, in provincia di Lecce, nel cuore del Salento, che continua a regalare emozioni intense a ogni nuova visita.
Una dozzina di partecipanti, tra bambini e adulti, si è ritrovata in prima serata per affrontare il passaggio dalla luce all’oscurità. Casco in testa e illuminazione frontale, il gruppo ha varcato l’ingresso della cavità con lo stesso spirito degli esploratori di un tempo, pronto a vivere un’avventura ben diversa da una semplice visita turistica.
Le tenebre hanno fatto da cornice a quella che il post social del Gruppo, con un sorriso, definisce “una sporca dozzina”, citando il film di Aldrich.
I piccoli esploratori hanno affrontato ogni passaggio con curiosità e coraggio.
Nulla li ha fermati, neanche il cunicolo stretto e impegnativo che conduce alla sala finale della grotta.

Qui, seduti in cerchio, hanno atteso in silenzio il lento cadere di una goccia da una stalattite. Quando la goccia ha raggiunto la stalagmite sottostante, è scattato un applauso spontaneo, quasi a celebrare il lento lavoro della natura che, nell’arco di migliaia di anni, costruisce le concrezioni della grotta.
Un gesto semplice e spontaneo, bellissimo, che viene dal cuore dei giovani: ricorderà loro, negli anni, il valore del tempo e della pazienza.
Qualche imprevisto durante l’avvicinamento, chi aveva sottovalutato i consigli sull’abbigliamento ha dovuto fare i conti con le zanzare, presenza immancabile nelle serate estive…ma tutto questo fa parte dell’esperienza!
All’ingresso della grotta gli sguardi dei bambini tradivano un pizzico di timore, che è subito diventato entusiasmo e voglia di mettersi alla prova.
L’uscita dopo un paio d’ore intense: l’esitazione iniziale aveva ormai lasciato spazio all’orgoglio di aver vissuto un’esperienza autentica, fatta di fango, umidità, silenzio e scoperta, anche di sè.
Nel “Furchio ti la Zappa” si striscia, si osserva lo stillicidio, si ascolta il silenzio assoluto e si percepisce la forza di un ambiente naturale che conserva intatto il proprio fascino.

Una leggenda locale racconta che, in un punto della grotta, appoggiando l’orecchio alla parete sia possibile “vedere” e persino toccare il buio: nessuno, almeno finora, è riuscito a smentirla.
La serata si è conclusa con un caloroso arrivederci, e con il ringraziamento agli accompagnatori del Gruppo Speleologico Neretino.
Grazie al Gruppo per il bellissimo resoconto, attinto da un post di Facebook e arricchito di molte fotografie (due o tre le prendiamo in prestito…).
fonte: post FB Gruppo Speleologico Neretino
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