Myotis huariorum, una nuova specie di pipistrello tra le Ande e il deserto del Perù
La descrizione di Myotis huariorum amplia la conoscenza dei pipistrelli peruviani. Dalle valli di Arequipa al Bosque de Zárate, la scoperta apre un approfondimento sulla diversità dei chirotteri nel mondo e sulle 35 specie elencate per l’Italia dal Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri.
Myotis huariorum: la nuova specie di pipistrello descritta in Perù
Si chiama Myotis huariorum la specie di pipistrello descritta da un gruppo di ricercatori attraverso l’esame di esemplari peruviani. Lo studio è stato pubblicato online l’8 luglio 2025 sul Journal of Mammalogy. La ricerca combina analisi del DNA, misurazioni e confronto dei caratteri anatomici. Il riconoscimento riguarda animali che in precedenza erano stati attribuiti a Myotis oxyotus. [web:80]
Le località documentate si trovano sul versante occidentale delle Ande. Comprendono le valli aride del dipartimento di Arequipa e il Bosque de Zárate, nella provincia di Huarochirí, nel dipartimento di Lima. La scoperta interessa quindi un mosaico ambientale che collega il deserto costiero ai boschi montani. Non riguarda soltanto gli ecosistemi amazzonici, spesso al centro dell’attenzione quando si parla della biodiversità del Perù. [web:80]
La descrizione di Myotis huariorum ha portato a dieci le specie del genere Myotis riconosciute nel Paese nel quadro dello studio. Nella stessa pubblicazione, il totale dei pipistrelli peruviani conosciuti ha raggiunto 190 specie. Sono numeri riferiti all’inventario utilizzato dagli autori nel 2025. [web:79]
La ricerca su Myotis huariorum tra musei, anatomia e DNA
La nuova specie è stata descritta da Darwin R. Díaz, César E. Medina, Sandra Arias, Evaristo López e Carlos Alberto Carrión Bonilla. Il gruppo riunisce competenze dell’Universidad Nacional de San Agustín de Arequipa, dell’Università del New Mexico e della Pontificia Universidad Católica del Ecuador. Il Museo di storia naturale di Arequipa, indicato con la sigla MUSA, ha un ruolo centrale nella conservazione dei materiali studiati. [web:80]
Il confronto complessivo ha coinvolto 56 esemplari di diversi Myotis dell’America centrale e meridionale. Sei esemplari della nuova specie sono stati utilizzati nel confronto morfologico dedicato. Le collezioni museali hanno permesso di affiancare materiali di provenienze differenti alle nuove raccolte sul campo. [web:80]
Un elemento decisivo riguarda il citocromo b, un gene del DNA mitocondriale impiegato nelle analisi delle relazioni evolutive. Per questo marcatore, gli autori riportano una distanza genetica del 12% rispetto a Myotis oxyotus. Il dato riguarda il segmento genetico analizzato, non l’intero patrimonio genetico degli animali. La distinzione è sostenuta anche dai caratteri anatomici e dalle analisi statistiche delle misure. [web:80]
I caratteri di Myotis huariorum e l’omaggio alla cultura Wari
Myotis huariorum presenta un pelo lungo e setoso. La pelliccia dorsale e quella ventrale sono nettamente bicolori. Il cranio mostra una scatola cranica ampia, elevata e globosa. L’avambraccio misura fra 41,1 e 43,1 millimetri nella descrizione diagnostica pubblicata. La combinazione di questi caratteri permette di distinguerlo dalle specie confrontate. [web:80]
La località tipo è Altomolino, nel distretto di Río Grande, provincia di Condesuyos, a 480 metri di quota. L’olotipo, cioè l’esemplare di riferimento per il nome scientifico, è conservato al MUSA con il numero 16968. L’altra località documentata, il Bosque de Zárate, raggiunge circa 2.800 metri di quota. [web:6][web:80]
Il nome huariorum rende omaggio alla civiltà preincaica Wari, conosciuta anche come Huari. La denominazione lega così la descrizione zoologica alla storia dei territori andini. [web:22]
Cotahuasi e Bosque de Zárate: la biodiversità sul versante occidentale delle Ande
Il servizio peruviano delle aree naturali protette, SERNANP, ha presentato la scoperta il 18 luglio 2025. La comunicazione collega i ritrovamenti nelle parti basse del bacino del Cotahuasi alla zona d’influenza della Reserva Paisajística Subcuenca del Cotahuasi. Segnala inoltre la presenza nel Bosque de Zárate. [web:22]
Il territorio della riserva del Cotahuasi si sviluppa fra circa 950 e oltre 6.000 metri di quota. Comprende ambienti molto diversi, dai settori aridi alle alte montagne. Zárate conserva invece un bosco relitto del versante occidentale andino, associato a condizioni di nebbia. Questi contesti offrono un quadro importante per studiare la distribuzione della nuova specie e i collegamenti ecologici fra le popolazioni. [web:22]
La scoperta mostra il contributo degli inventari zoologici e delle collezioni scientifiche alla conoscenza della fauna. Animali dall’aspetto simile possono appartenere a specie differenti. Per riconoscerli occorre integrare più strumenti, anziché affidarsi a un solo carattere esterno. È un tema che riguarda anche i pipistrelli europei e italiani. [web:80][web:65]
Pipistrelli nel mondo e in Italia: relazione sulla diversità, l’ecologia e la conservazione dei chirotteri
Dalle oltre 1.500 specie conosciute a scala globale al catalogo italiano, una sintesi approfondita delle famiglie, delle strategie alimentari, dei rifugi e delle principali esigenze di tutela dei pipistrelli.
Quante specie di pipistrelli esistono nel mondo
Bat Conservation International indica oggi oltre 1.500 specie di pipistrelli. I chirotteri costituiscono il secondo ordine di mammiferi per ricchezza di specie, dopo i roditori. Sono presenti in tutti i continenti, con l’eccezione dell’Antartide. La loro diversità rappresenta circa un quinto di quella dei mammiferi mondiali. [web:42][web:8]
Il totale non è immutabile. Le descrizioni di nuove specie e le revisioni tassonomiche aggiornano continuamente gli inventari. Una revisione può separare popolazioni prima considerate appartenenti alla stessa specie. Può anche ricondurre denominazioni differenti a un’unica entità biologica. Nel caso peruviano, l’integrazione fra genetica e morfologia ha permesso di riconoscere una diversità rimasta nascosta. [web:80]
Perciò, il numero delle specie deve essere accompagnato dalla fonte e dal suo contesto temporale. Un inventario tassonomico e una Lista Rossa rispondono inoltre a domande diverse. Il primo elenca le specie riconosciute. La seconda ne valuta il rischio di estinzione, quando esistono informazioni sufficienti. [web:8][web:26]
Classificazione dei pipistrelli: le famiglie e i due grandi rami evolutivi
La distinzione tradizionale fra megachirotteri e microchirotteri non rappresenta adeguatamente tutte le relazioni evolutive. Le analisi molecolari distinguono due grandi gruppi: Yinpterochiroptera e Yangochiroptera. I rinolofi, piccoli pipistrelli insettivori, risultano collocati nello stesso grande ramo delle volpi volanti. Non appartengono al ramo che comprende i vespertilionidi, come Myotis. [web:106]
Una ricerca filogenetica estesa a tutte le famiglie ha analizzato 21 famiglie nei due sottordini. La loro distribuzione comprende linee evolutive diffuse su più continenti e altre concentrate in regioni ristrette. [web:105] Grande gruppo Famiglie comprese nel quadro tassonomico a 21 famiglie Yinpterochiroptera Pteropodidae, Rhinolophidae, Hipposideridae, Rhinonycteridae, Megadermatidae, Rhinopomatidae e Craseonycteridae. [web:125] Yangochiroptera Vespertilionidae, Miniopteridae, Molossidae, Cistugidae, Natalidae, Phyllostomidae, Mormoopidae, Noctilionidae, Furipteridae, Thyropteridae, Mystacinidae, Myzopodidae, Emballonuridae e Nycteridae. [web:125]
Tra le famiglie più note figurano i Pteropodidae, che comprendono le volpi volanti e altri pipistrelli frugivori del Vecchio Mondo. I Phyllostomidae delle Americhe comprendono specie con alimentazioni molto diverse. I Vespertilionidae includono numerosi pipistrelli insettivori, fra i quali i vespertili. I Rhinolophidae comprendono i rinolofi, presenti anche in Italia. [web:45][web:121][web:52]
Le famiglie non coincidono con le categorie alimentari. L’appartenenza a una famiglia indica una relazione evolutiva. Termini come insettivoro o frugivoro descrivono invece una funzione ecologica. Una stessa famiglia può comprendere più strategie alimentari. [web:121]
Alimentazione dei pipistrelli: insetti, frutta, nettare e vertebrati
L’alimentazione a base di insetti è la più diffusa fra i chirotteri. Altre specie consumano frutta, nettare o vertebrati. Soltanto tre specie sono specializzate nel sangue e vivono in America Latina. La diversità alimentare spiega perché i pipistrelli svolgano funzioni differenti negli ecosistemi. [web:40][web:42] Strategia alimentare Funzione ecologica e caratteristiche Insettivoria Predazione degli insetti, compresi organismi dannosi per le colture. È la strategia prevalente anche nella fauna italiana. [web:42][web:28] Frugivoria Consumo dei frutti e dispersione dei semi. Numerose specie contribuiscono alla rigenerazione della vegetazione tropicale. [web:42] Nettarivoria Consumo del nettare e trasferimento del polline fra fiori. Il ruolo riguarda, fra le altre piante, agavi e grandi cactus. [web:42] Predazione di vertebrati Alcune specie catturano piccoli mammiferi, uccelli o altre prede animali. Si tratta di specializzazioni, non della dieta generale dell’ordine. [web:40][web:45] Ematofagia Alimentazione specializzata sul sangue in tre specie latinoamericane. Non riguarda i pipistrelli italiani. [web:42]
I servizi ecosistemici dipendono dalla specie e dal territorio. La predazione degli insetti può ridurre la pressione di alcuni fitofagi sulle colture. L’impollinazione collega i pipistrelli alla riproduzione delle piante. La dispersione dei semi favorisce il rinnovamento della vegetazione, anche in aree precedentemente disboscate. [web:8]
La formula “pipistrelli italiani insettivori” descrive bene la loro funzione prevalente, ma non esaurisce tutte le possibilità alimentari. La nottola gigante, Nyctalus lasiopterus, può predare anche piccoli uccelli. La varietà delle diete va quindi considerata a livello di specie, senza estendere un comportamento particolare all’intero gruppo. [web:123]
Ecolocalizzazione dei pipistrelli: un sistema di orientamento, non un’alternativa obbligata alla vista
Molti pipistrelli emettono segnali sonori e analizzano gli echi di ritorno. Questo sistema, chiamato ecolocalizzazione, permette di orientarsi e localizzare le prede. L’eco restituisce informazioni sulla posizione degli ostacoli e degli organismi presenti nell’ambiente. [web:40]
L’ecolocalizzazione non significa che i pipistrelli siano ciechi. La vista e l’olfatto contribuiscono all’orientamento e alla ricerca del cibo. Nelle volpi volanti questi sensi hanno un ruolo particolarmente importante. Fra le specie ecolocalizzatrici, le caratteristiche dei segnali e degli organi coinvolti variano in relazione alla storia evolutiva e alle esigenze ecologiche. [web:42][web:106]
La bioacustica rende possibile studiare parte dell’attività dei chirotteri senza catturarli. Le registrazioni devono essere interpretate con metodi appropriati. Per lo studio e la conservazione dei pipistrelli italiani, ISPRA mette a disposizione specifiche linee guida sul monitoraggio. [web:97]
Pipistrelli tropicali e temperati: distribuzione, montagne e isole
Le regioni tropicali delle Americhe, dell’Africa e dell’Asia meridionale e sudorientale ospitano una parte importante della diversità mondiale. L’ordine comprende anche specie adattate alle regioni temperate. Gli ambienti occupati includono foreste, savane, zone umide, paesaggi agricoli, aree rocciose e contesti urbani. [web:125][web:45][web:42]
Le montagne hanno un peso specifico nella conservazione. Uno studio globale pubblicato nel 2024 ha individuato 148 specie prevalentemente montane e 46 specie legate ai settori montani superiori e alpini. Sono categorie definite nello studio in base alla distribuzione altitudinale. Non rappresentano il totale dei pipistrelli che possono frequentare una montagna. [web:15]
La stessa ricerca segnala una maggiore carenza di informazioni per le specie montane e una maggiore proporzione di specie minacciate negli ambienti d’alta quota. La diversità risulta particolarmente elevata nelle Ande settentrionali e nelle alture della Guiana. Il riconoscimento di Myotis huariorum si inserisce nel più ampio interesse scientifico per i chirotteri andini. [web:15][web:80]
Le isole richiedono un’attenzione distinta. Un areale ristretto può esporre una specie agli effetti concentrati degli incendi, della trasformazione dell’habitat e degli eventi meteorologici estremi. In Italia, l’orecchione sardo costituisce un esempio di endemismo insulare con elevate esigenze di conservazione. [web:42][web:115]
Rifugi dei pipistrelli: grotte, alberi ed edifici
I pipistrelli non vivono tutti nelle grotte. I rifugi principali comprendono cavità arboree, ambienti sotterranei e costruzioni umane. Una stessa specie può utilizzare tipologie differenti nel corso dell’anno. La scelta dipende dal clima locale, dalle opportunità del territorio e dalla fase del ciclo biologico. [web:101][web:109]
Le categorie impiegate nella divulgazione aiutano a descrivere le preferenze, ma non costituiscono compartimenti rigidi:
- Le specie troglofile utilizzano le grotte come rifugi.
- Le specie fitofile sono associate, in particolare, ai rifugi arborei.
- Le specie antropofile utilizzano costruzioni e ambienti legati alla presenza umana. [web:109]
La funzione del rifugio cambia nel tempo. Una nursery ospita le femmine e i piccoli durante la riproduzione. Un hibernaculum è un sito di svernamento. I rifugi temporanei servono durante spostamenti o brevi soste. I night roost sono luoghi utilizzati nelle ore notturne, anche fra diverse fasi della ricerca di cibo. [web:101]
Temperatura, umidità e vicinanza alle aree di alimentazione influenzano l’idoneità del sito. Conservare soltanto la cavità non risolve tutte le esigenze della colonia. Anche gli ambienti circostanti, le aree di abbeverata e i collegamenti del paesaggio hanno importanza. [web:101]
Quante specie di pipistrelli sono elencate in Italia
Il catalogo del Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri, affiliato all’Associazione Teriologica Italiana, elenca 35 specie. Sono distribuite in quattro famiglie: Rhinolophidae, Vespertilionidae, Miniopteridae e Molossidae. Il conteggio riportato qui segue questa lista e le sue denominazioni scientifiche. [web:52]
La ricchezza italiana comprende specie diffuse, entità localizzate e taxa riconosciuti attraverso revisioni recenti. Non significa che tutte le 35 specie siano presenti in ogni regione. Il catalogo nazionale riunisce una fauna distribuita fra continente, penisola e isole. [web:52][web:69][web:115]
Pipistrelli italiani della famiglia Rhinolophidae
I rinolofi comprendono quattro specie nella lista GIRC. I nomi comuni richiamano il genere Rhinolophus, mentre nella divulgazione ricorre anche la denominazione “ferri di cavallo”. [web:52][web:106] Specie Nome comune Rhinolophus euryale Rinolofo euriale. [web:52] Rhinolophus ferrumequinum Rinolofo maggiore. [web:52] Rhinolophus hipposideros Rinolofo minore. [web:52] Rhinolophus mehelyi Rinolofo di Mehely. [web:52]
Le linee guida italiane documentano l’impiego di edifici e ambienti ipogei da parte dei rinolofi. Cantine, sotterranei e grotte possono offrire condizioni adatte allo svernamento. La protezione deve considerare sia la struttura del rifugio sia il suo utilizzo stagionale. [web:101]
Pipistrelli italiani della famiglia Vespertilionidae
I vespertilionidi costituiscono la parte più numerosa del catalogo, con 29 specie. Comprendono vespertili, pipistrelli propriamente detti, nottole, orecchioni, serotini e barbastello. [web:52] Specie Nome comune Barbastella barbastellus Barbastello. [web:52] Eptesicus nilssonii Serotino di Nilsson. [web:52] Eptesicus serotinus Serotino comune. [web:52] Hypsugo savii Pipistrello di Savi. [web:52] Myotis alcathoe Vespertilio di Alcatoe. [web:52] Myotis bechsteinii Vespertilio di Bechstein. [web:52] Myotis blythii Vespertilio minore. [web:52] Myotis brandtii Vespertilio di Brandt. [web:52] Myotis capaccinii Vespertilio di Capaccini. [web:52] Myotis crypticus Vespertilio criptico. [web:52] Myotis daubentonii Vespertilio di Daubenton. [web:52] Myotis emarginatus Vespertilio smarginato. [web:52] Myotis myotis Vespertilio maggiore. [web:52] Myotis mystacinus Vespertilio mustacchino. [web:52] Myotis punicus Vespertilio maghrebino. [web:52] Nyctalus lasiopterus Nottola gigante. [web:52] Nyctalus leisleri Nottola di Leisler. [web:52] Nyctalus noctula Nottola comune. [web:52] Pipistrellus kuhlii Pipistrello albolimbato. [web:52] Pipistrellus nathusii Pipistrello di Nathusius. [web:52] Pipistrellus pipistrellus Pipistrello nano. [web:52] Pipistrellus pygmaeus Pipistrello pigmeo. [web:52] Plecotus auritus Orecchione bruno. [web:52] Plecotus austriacus Orecchione grigio. [web:52] Plecotus gaisleri Orecchione di Gaisler. [web:52] Plecotus kolombatovici Orecchione dei Balcani. [web:52] Plecotus macrobullaris Orecchione alpino. [web:52] Plecotus sardus Orecchione sardo. [web:52] Vespertilio murinus Serotino bicolore. [web:52]
Miniottero e molosso di Cestoni: le altre famiglie dei pipistrelli italiani
Due specie completano il catalogo nazionale. Appartengono a famiglie differenti dai rinolofi e dai vespertilionidi. [web:52] Famiglia Specie Nome comune Miniopteridae Miniopterus schreibersii Miniottero. [web:52] Molossidae Tadarida teniotis Molosso di Cestoni. [web:52]
Per il molosso di Cestoni, le linee guida italiane descrivono l’utilizzo di fessure nelle pareti rocciose e negli edifici. È un esempio della corrispondenza fra alcuni rifugi naturali e le strutture create dall’uomo. Questa somiglianza non rende automaticamente sicuri gli interventi edilizi sui siti occupati. [web:101]
Pipistrelli italiani negli edifici: convivenza e tutela dei rifugi
Alcune specie utilizzano interstizi molto piccoli. Il pipistrello albolimbato, il pipistrello nano e il pipistrello di Savi possono occupare spazi sotto le grondaie. L’orecchione bruno può trovare rifugio fra elementi lignei dei sottotetti. Il vespertilio di Daubenton utilizza anche fessure profonde nei manufatti, compresi i ponti. [web:101]
Le costruzioni offrono rifugi, ma possono diventare luoghi di rischio. Demolizioni, restauri, chiusura degli accessi e modifiche del microclima possono compromettere una colonia. Le linee guida ISPRA propongono un’integrazione fra competenze edilizie e chirotterologiche, con valutazioni preventive degli interventi. [web:101]
La presenza urbana di alcune specie non indica che tutti i pipistrelli tollerino le stesse trasformazioni. Specie più specializzate possono utilizzare raramente gli edifici. La conservazione richiede quindi attenzione alle differenze ecologiche, non soltanto agli animali più facilmente osservabili vicino alle abitazioni. [web:101]
Orecchione sardo e specie criptiche: perché la ricerca sui pipistrelli continua anche in Italia
L’orecchione sardo, Plecotus sardus, vive esclusivamente in Sardegna. ISPRA segnala una distribuzione concentrata in settori dell’isola e un peggioramento delle condizioni di conservazione. Nella Lista Rossa italiana dei vertebrati 2022 la specie è classificata in pericolo critico, categoria CR. Il riferimento è alla valutazione nazionale. [web:115][web:133]
L’endemismo rende la sua tutela una responsabilità particolarmente rilevante per l’Italia. La perdita degli habitat e dei rifugi non può essere compensata da popolazioni distribuite in altri Paesi. La gestione deve quindi considerare insieme i siti conosciuti e il territorio che sostiene l’alimentazione e gli spostamenti. [web:115][web:101]
La genetica ha modificato anche altre conoscenze sulla fauna italiana. Myotis crypticus è stato riconosciuto nel complesso di specie tradizionalmente associato a Myotis nattereri. La sua distribuzione comprende l’Italia e altre aree dell’Europa occidentale. Il caso mostra che la scoperta di mammiferi non riguarda soltanto regioni remote o tropicali. [web:65]
Un’altra ricerca ha confermato con analisi molecolari Plecotus gaisleri a Pantelleria. Questa presenza collega la chirotterofauna italiana al contesto biogeografico nordafricano e mediterraneo. Le isole del Canale di Sicilia assumono così rilievo nello studio della distribuzione dei pipistrelli fra Europa e Africa. [web:69]
Riproduzione e letargo dei pipistrelli: due fasi sensibili
Molte specie producono normalmente un solo piccolo all’anno. Questo ritmo riproduttivo limita la capacità di recuperare rapidamente perdite consistenti. La sopravvivenza degli adulti e la continuità dei rifugi riproduttivi hanno quindi un peso importante nella conservazione. [web:42]
Alle latitudini italiane, le nursery possono essere presenti soprattutto fra maggio e agosto. Le femmine si riuniscono per partorire e allevare i piccoli. Durante lo svernamento, molte specie utilizzano rifugi con temperature e umidità adatte al risparmio energetico. [web:101]
Il disturbo invernale può provocare risvegli e consumare riserve di grasso. Quello estivo può interferire con le femmine e i giovani non ancora capaci di volare. Le finestre stagionali dipendono dal sito, dalla quota, dal clima e dalle specie. Le indicazioni generali non sostituiscono le prescrizioni locali. [web:42][web:112]
Minacce ai pipistrelli nel mondo e stato di conservazione
Le principali pressioni comprendono perdita degli habitat, alterazione dei rifugi, persecuzione, prelievo, cambiamento climatico e mortalità associata agli impianti eolici. Nel Nord America si aggiunge l’impatto della sindrome del naso bianco, una malattia fungina che ha provocato la morte di milioni di pipistrelli. [web:8][web:42]
Nella sintesi pubblicata dall’IUCN il 16 aprile 2025, le specie valutate erano 1.336. Fra queste, 25 risultavano in pericolo critico, 87 in pericolo e 110 vulnerabili. Le tre categorie riuniscono 222 specie minacciate. Altre 236 erano classificate con dati insufficienti. Questi valori descrivono quella valutazione e non un conteggio aggiornato automaticamente a ogni nuova descrizione. [web:8]
La categoria “dati insufficienti” non equivale a una condizione sicura. Indica che mancano elementi adeguati per valutare il rischio. Analogamente, l’inserimento nella Lista Rossa non significa sempre che una specie sia minacciata: la lista comprende anche categorie di rischio inferiore. [web:8]
Per gli impianti eolici, Bat Conservation International segnala la possibilità di ridurre la mortalità attraverso modifiche operative delle turbine. Il tema richiede quindi misure di mitigazione e monitoraggi, per conciliare la produzione energetica con la tutela della fauna. [web:42]
Pipistrelli e speleologia: conservazione delle colonie nelle grotte
Per gli speleologi, la tutela dei pipistrelli comincia dalla pianificazione dell’uscita. Una grotta può essere un rifugio riproduttivo, un sito di svernamento o un luogo di transito. La funzione biologica deve orientare le modalità e i periodi di accesso. [web:112]
Tutela Pipistrelli individua due fasi particolarmente delicate: il letargo, indicativamente fra novembre e marzo, e nascita, crescita e svezzamento dei piccoli, soprattutto in giugno e luglio. Nei siti occupati da colonie, l’associazione raccomanda di evitare sopralluoghi durante queste fasi. [web:114]
Le principali misure comprendono:
- Rispetto delle chiusure stagionali e delle disposizioni dell’ente gestore.
- Assenza di manipolazioni e di avvicinamenti agli animali.
- Riduzione del rumore e della permanenza nelle sale occupate.
- Esclusione di flash e illuminazione diretta delle colonie.
- Segnalazione delle osservazioni senza trasformarle in censimenti improvvisati. [web:112]
Tutela Pipistrelli mette a disposizione una scheda per segnalare la presenza di chirotteri in grotta. La collaborazione fra speleologi e specialisti può contribuire a individuare i rifugi più importanti. I dati aiutano a progettare misure di conservazione coerenti con le caratteristiche del sito. [web:109]
Protezione dei pipistrelli in Italia e recupero degli animali in difficoltà
Tutte le specie italiane sono protette. Il quadro richiamato dalle linee guida comprende la legge 157/1992, la Direttiva Habitat 92/43/CEE e il DPR 357/1997. Si aggiungono gli strumenti internazionali, fra cui la Convenzione di Berna e l’accordo EUROBATS. La tutela riguarda anche i siti di riproduzione e riposo. [web:2][web:101][web:112]
La protezione delle colonie richiede interventi programmati. Un restauro o una modifica degli accessi deve considerare la presenza degli animali prima dell’avvio dei lavori. Lo stesso principio vale per la gestione delle cavità artificiali e dei sotterranei storici. [web:101]
Per gli animali trovati in difficoltà, il recupero e la riabilitazione richiedono competenze specifiche. Le linee guida ISPRA, Manuali e Linee Guida 210/2025, sono rivolte ai centri di recupero e ai professionisti coinvolti. La pagina della pubblicazione segnala un aggiornamento del 26 maggio 2026. Il soccorso non coincide con una gestione domestica dell’animale. [web:103][web:111]
La prudenza sanitaria è compatibile con la conservazione. I pipistrelli selvatici non devono essere manipolati dal pubblico. La gestione degli esemplari feriti, malati o morti va affidata a personale competente. La protezione degli habitat e la riduzione dei contatti impropri rientrano in un approccio che considera insieme salute umana, animale e ambientale. [web:42]
Glossario dei pipistrelli: i termini essenziali della relazione
- Specie criptica: specie difficile da distinguere da altre attraverso il solo aspetto esterno. L’integrazione fra genetica e anatomia può permetterne il riconoscimento. [web:80][web:65]
- Olotipo: esemplare di riferimento associato alla descrizione e al nome di una specie. Per Myotis huariorum è il materiale MUSA 16968. [web:6]
- Ecolocalizzazione: localizzazione di ostacoli e prede attraverso l’emissione di suoni e l’analisi degli echi. [web:40]
- Roost: rifugio utilizzato da un pipistrello o da una colonia. [web:27]
- Nursery: rifugio riproduttivo nel quale si riuniscono le femmine per partorire e allevare la prole. [web:27]
- Hibernaculum: rifugio utilizzato durante lo svernamento. Il plurale è hibernacula. [web:101]
- Endemismo: presenza di una specie limitata a un territorio. L’orecchione sardo è endemico della Sardegna. [web:115]
Fonti e documentazione consultata
Fonti sulla nuova specie Myotis huariorum
- Díaz D. R., Medina C. E., Arias S., López E., Carrión Bonilla C. A. — A new species of Myotis (Chiroptera: Vespertilionidae) from the coastal desert of southern Peru. Journal of Mammalogy, 106(5), 1151–1166. Pubblicazione online: 8 luglio 2025. DOI: 10.1093/jmammal/gyaf028.
https://academic.oup.com/jmammal/article/106/5/1151/8194584 - SERNANP — Comunicazione sulla scoperta nei territori di Zárate e Cotahuasi, 18 luglio 2025.
https://www.gob.pe/institucion/sernanp/noticias/1211286-descubrimiento-de-murcielago-en-zarate-y-cotahuasi-deslumbra-a-la-ciencia-mundial - American Society of Mammalogists — Mammal Diversity Database, scheda di Myotis huariorum.
https://www.mammaldiversity.org/taxon/1006974/
Fonti sulla diversità e la conservazione dei pipistrelli nel mondo
- Bat Conservation International — Bats 101.
https://www.batcon.org/about-bats/bats-101/ - IUCN — The Benefits of Bats: Celebrating the critical contributions of bats on International Bat Appreciation Day, 16 aprile 2025.
https://iucn.org/story/202504/benefits-bats-celebrating-critical-contributions-bats-international-bat-appreciation - Bat Conservation Trust — Classifying bats.
https://www.bats.org.uk/about-bats/what-are-bats/classifying-bats - A molecular phylogeny for all 21 families within Chiroptera (bats) — scheda bibliografica PubMed.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37853557/ - List of chiropterans — quadro delle famiglie e della distribuzione generale, utilizzato insieme alle fonti filogenetiche.
https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_chiropterans - Bat Conservation International — Echolocation & Evolution: How Bats Continue to Redefine Their Diets and Adapt to the Night.
https://www.batcon.org/echolocation-evolution-how-bats-continue-to-redefine-their-diets-and-adapt-to-the-night/ - Mountains host significantly more data deficient and threatened bat species than lowlands, 2024.
https://link.springer.com/10.1007/s10531-024-02958-y - Plazi TreatmentBank — scheda zoologica di Nyctalus lasiopterus, sezione alimentazione.
https://tb.plazi.org/GgServer/html/4C3D87E8FFF36A4CFF4C918D1458B071
Fonti sui pipistrelli italiani e sulla tutela in grotta
- Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri, Associazione Teriologica Italiana — catalogo delle specie.
https://www.mammiferi.org/girc/specie/ - Tutela Pipistrelli — Chirotteri italiani, terminologia dei rifugi.
https://www.tutelapipistrelli.it/2012/12/01/i-pipistrelli-italiani/ - Tutela Pipistrelli — La sezione speleo.
https://www.tutelapipistrelli.it/la-sezione-speleo/ - Tutela Pipistrelli — Come comportarsi.
https://www.tutelapipistrelli.it/come-comportarsi/ - Scintilena — Disturbo dei pipistrelli in grotta: perché le visite possono mettere a rischio colonie e letargo, 23 agosto 2026.
https://www.scintilena.com/disturbo-dei-pipistrelli-in-grotta-perche-le-visite-possono-mettere-a-rischio-colonie-e-letargo/08/23/ - ISPRA — Linee guida per la conservazione dei Chirotteri nelle costruzioni antropiche e la risoluzione degli aspetti conflittuali connessi, 2008.
https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/quaderni/conservazione-natura/files/6769_28_qcn_Linee_guida_chirotteri.pdf - ISPRA — Linee guida per il monitoraggio dei Chirotteri: indicazioni metodologiche per lo studio e la conservazione dei pipistrelli in Italia, 2004.
https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/quaderni/conservazione-della-natura/linee-guida-per-il-monitoraggio-dei-chirotteri-1 - ISPRA — Linee guida per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri, Manuali e Linee Guida 210/2025; pagina con aggiornamento del 26 maggio 2026.
https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/linee-guida-per-il-recupero-e-la-riabilitazione-dei-chirotteri - ISPRA — approfondimento sull’orecchione sardo.
https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/reporting-direttiva-habitat/news/orecchione-sardo - Comitato Italiano IUCN — Lista Rossa IUCN dei vertebrati italiani 2022.
https://www.iucn.it/pdf/Lista-Rossa-vertebratiitaliani-2022.pdf - An African bat in Europe, Plecotus gaisleri: Biogeographic and ecological insights from molecular taxonomy and Species Distribution Models.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7319239/ - SECEMU — A new species of bat hiding in our forests, sulla descrizione di Myotis crypticus.
https://secemu.org/en/a-new-species-of-bat-hiding-in-our-forests/ - Città Metropolitana di Torino — quadro generale e protezione dei pipistrelli.
https://www.cittametropolitana.torino.it/tutela-fauna-e-flora/salviamoli-insieme/pipistrelli
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