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    Condividi ‘Signora sarebbero 96 grammi, facciamo un etto?’ Finalmente è ufficiale, anche se ci sono voluti ben tre secoli di ricerche per confermare ciò che alcuni ricercatori del passato avevano già intuito. Alcuni recenti studi, pubblicati negli ultimi giorni, hanno stabilito che quello che finora era stato considerato un’unica specie, il Proteo, è in realtà un insieme di addirittura nove specie diverse, distribuite dal Carso Giuliano fino alla Bosnia. Ma facciamo un passo indietro, a
     

Il Timavo svela due specie di proteo e un record: un esemplare da 100 grammi

September 18th 2026 at 11:00

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‘Signora sarebbero 96 grammi, facciamo un etto?’

Finalmente è ufficiale, anche se ci sono voluti ben tre secoli di ricerche per confermare ciò che alcuni ricercatori del passato avevano già intuito.

Alcuni recenti studi, pubblicati negli ultimi giorni, hanno stabilito che quello che finora era stato considerato un’unica specie, il Proteo, è in realtà un insieme di addirittura nove specie diverse, distribuite dal Carso Giuliano fino alla Bosnia.

Ma facciamo un passo indietro, al 1762.

Fu Scopoli il primo ricercatore a trovare, in alcune sorgenti esterne alle grotte, degli strani animali allora completamente sconosciuti. Non poteva ancora sapere che stava osservando quello che, di lì a poco, sarebbe diventato uno degli animali più iconici e affascinanti del sottosuolo.

Laurenti, comprendendo l’importanza della scoperta, nel 1768 assegnò a quell’animale il nome di Proteo, facendo però, di fatto, un torto a Scopoli, al quale sfumò così la paternità della scoperta.

Una volta scoperto il Proteo e iniziate le ricerche nelle grotte, gli studiosi che si susseguirono nel tempo notarono alcune differenze tra le varie popolazioni, intuendo che potessero appartenere a specie differenti.

Alcune di queste differenze erano molto evidenti, altre decisamente più difficili da individuare. Proprio questa variabilità ha rallentato per molto tempo la possibilità di suddividere le diverse popolazioni di Proteo in specie distinte.

“Finalmente, grazie alle moderne tecniche di indagini genetiche e scheletriche operate dei colleghi dell’Università di Lubiana, diamo un’identità alle notevoli differenze, sempre osservate da tutti noi che incontriamo i protei nei nostri fiumi carsici”, afferma Nicola Bressi , coature del lavoro e curatore del Museo di Storia Naturale di Trieste.

Dopo le analisi genetiche, scheletriche e morfologiche, si è quindi arrivati alla definizione di queste nuove specie e una di queste, per dar giustizia a un torto di secoli fa, sarebbe bello possa essere dedicata a Scopoli.

Ma non finisce qui.

Nel nostro Timavo, a circa 300 metri sotto la superficie, le indagini condotte dai ricercatori sloveni, insieme alle più recenti ricerche dell’Università di Trieste, hanno evidenziato un fatto davvero straordinario: nelle acque del fiume sotterraneo sono presenti ben due specie di Proteo. Una tipica del Carso italiano, e un’altra che arriva dalla Slovenia ma che ha popolazioni stabili anche in alcuni siti italiani.

Una scoperta che aggiunge un altro tassello alla conoscenza di uno degli ecosistemi sotterranei più affascinanti e misteriosi del nostro territorio.

Marco Restaino della Società Adriatica di Speleologia aggiunge: “ora possiamo dire che, un anno fa, il Proteo da record documentato nella Grotta Luftloch appartiene alla specie propria del Carso Giuliano.
Ma il vero colpo di scena delle ultime settimane è stato quello di aver trovato un altro esemplare da record, appartenente questa volta alla specie proveniente dalla Slovenia.
Quest’ultimo esemplare, é ancora più grande del precedente e con un peso effettivo di 100 grammi, spaccati al decimo!
Possiamo dire che il Timavo oggi custodisce il record di grandezza e peso di ambedue le specie!”

Dal punto di vista morfologico, i due esemplari che sono stati documentati di concerto con l’Università di Trieste, presentano differenze molto marcate, tanto da far ritenere già da tempo che appartenessero a due specie distinte. Per avere però una conferma scientifica definitiva, attendevamo i risultati delle analisi e le conclusioni degli studiosi che da molti anni si occupano della sistematica e della biologia del Proteo.

“Oggi questi risultati ci permettono finalmente di dare un significato preciso a differenze che avevamo osservato sul campo e di comprendere quanto sia ancora più complessa e articolata la biodiversità del nostro ambiente carsico” , afferma Chiara Manfrin , ricercatrice al Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, che ha presentato alla prima giornata internazionale del carsismo svoltasi a Postumia, i primi risultati completi di un lavoro promosso dalla Regione FVG, riguardanti la distribuzione del Proteo in Italia.

Ancora una volta è il nostro Carso, con il Timavo e il suo mondo nascosto, a ricordarci quanto poco conosciamo delle meraviglie che scorrono proprio sotto i nostri piedi.

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  • Medaglia bronzea della Città di Trieste allo speleologo Pino Guidi
    Condividi Riconoscimento civico a Giuseppe “Pino” Guidi, speleologo del Carso e già direttore del Soccorso Speleologico Friuli Venezia Giulia, coautore dei volumi sull’infortunistica speleologica in Italia Pino Guidi, storico protagonista della speleologia italiana, ha ricevuto la Medaglia bronzea della Città di Trieste, un riconoscimento civico che valorizza decenni di esplorazioni, ricerca e impegno nel Soccorso Speleologico Friuli Venezia Giulia.Il conferimento della Medaglia bronzea della
     

Medaglia bronzea della Città di Trieste allo speleologo Pino Guidi

September 18th 2026 at 10:00

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Riconoscimento civico a Giuseppe “Pino” Guidi, speleologo del Carso e già direttore del Soccorso Speleologico Friuli Venezia Giulia, coautore dei volumi sull’infortunistica speleologica in Italia

Pino Guidi, storico protagonista della speleologia italiana, ha ricevuto la Medaglia bronzea della Città di Trieste, un riconoscimento civico che valorizza decenni di esplorazioni, ricerca e impegno nel Soccorso Speleologico Friuli Venezia Giulia.
Il conferimento della Medaglia bronzea della Città di Trieste a Giuseppe “Pino” Guidi lega ancora di più la sua figura alla storia del Carso, della speleologia e del soccorso in grotta.

Scrive Roberto Dipiazza sindaco di Trieste sulla sua pagina Facebook: ‘Questa mattina, nel corso di una cerimonia nel Salotto Azzurro Municipale, ho conferito la Medaglia bronzea della Città di Trieste allo speleologo Giuseppe “Pino” Guidi. Al conferimento erano presenti il vicesindaco Serena Tonel e il presidente della Società Alpina delle Giulie – Sezione CAI di Trieste Massimiliano Reiter, oltre a un nutrito gruppo di parenti e amici dello speleologo.
Mi sono complimentato con Guidi per il suo straordinario percorso. Il vicesindaco Tonel, dopo aver ringraziato lo speleologo per aver portato in alto il nome del capoluogo giuliano fuori dal perimetro della città, ha poi sottolineato come il conferimento celebri “la vera essenza della triestinità e l’amore profondo per il Carso”.
Giuseppe “Pino” Guidi (Venezia, 1938), trasferitosi a Trieste nel primissimo dopoguerra, è una delle figure più importanti della speleologia italiana, disciplina a cui ha dedicato oltre sessant’anni di vita coniugando l’esplorazione geografica al rigore scientifico e all’impegno civile. Lo scorso giugno ha ricevuto la Medaglia d’Oro del Club Alpino Italiano. La sua giovinezza è segnata dalle drammatiche tensioni sul confine orientale: nel novembre del 1953 partecipa ai moti per l’italianità di Trieste sotto il Governo Militare Alleato, rimanendo ferito e subendo la reclusione. In quel contesto stringe una fraterna amicizia con Mario Bussani, insieme al quale inizia l’attività speleologica prima nei sotterranei urbani e poi nel GEST (Gruppo Escursionisti Speleologi Triestini). In quel clima post-bellico, l’attività in grotta sul Carso si trasforma da subito in una missione civile dolorosa e necessaria: la ricerca e il recupero dei resti degli infoibati all’interno delle grandi voragini verticali, un impegno volto a restituire dignità e memoria alle vittime dei conflitti di frontiera.
Iscritto dal 1962 alla prestigiosa Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, di cui custodisce l’Archivio Storico dal 1965, Guidi ha firmato personalmente i rilievi topografici di oltre 400 cavità (principalmente in Friuli Venezia Giulia) e ha guidato importanti campagne sul massiccio del Canin e in tutta Italia. Nel 1977 è stato protagonista della storica spedizione della “Boegan” in Iran, dove ha rilevato 17 grotte e gettato le basi per il primo catasto speleologico nazionale iraniano.
Figura cardine del soccorso sotterraneo, ha ricoperto il ruolo di Direttore del Soccorso Speleologico del Friuli Venezia Giulia per il CNSAS, firmando come coautore il volume statistico ufficiale “Cinquant’anni di infortunistica speleologica in Italia”. Autore di una monumentale opera documentaria di quasi 1400 scritti tra studi scientifici, storici e bibliografici, ha contribuito in modo determinante alla rinascita del Catasto Speleologico regionale.
Ricevendo l’onorificenza dalle mani del Primo Cittadino, Guidi ha dichiarato: “Accetto con cuore questo riconoscimento a nome di tutti i grottisti triestini. Quello che ho fatto è merito di tutto l’ambiente “grottistico” triestino e regionale”.

Cerimonia per la Medaglia bronzea della Città di Trieste

La Medaglia bronzea della Città di Trieste è stata conferita allo speleologo Pino Guidi nel Salotto Azzurro del Municipio, nel corso di una cerimonia ufficiale presieduta dal sindaco Roberto Dipiazza.

Alla consegna della Medaglia bronzea della Città di Trieste erano presenti la vicesindaca Serena Tonel, il presidente della Società Alpina delle Giulie – sezione CAI di Trieste – Massimiliano Reiter e numerosi parenti, amici e grottisti.


La vicesindaca ha collegato la Medaglia bronzea della Città di Trieste alla “vera essenza della triestinità” e all’amore per il Carso, richiamando il lungo rapporto tra la città, la speleologia e il paesaggio ipogeo.

Speleologo Pino Guidi, una biografia intrecciata con Trieste

Giuseppe “Pino” Guidi nasce a Venezia nel 1938 e si trasferisce a Trieste nel primissimo dopoguerra, inserendosi in un contesto segnato dalle tensioni del confine orientale.


Nel novembre 1953 partecipa ai moti per l’italianità di Trieste sotto il Governo Militare Alleato, viene ferito, incarcerato e in quel periodo stringe la fraterna amicizia con Mario Bussani, futuro compagno di esplorazioni sotterranee.


Per la comunità speleologica, lo speleologo Pino Guidi è oggi ricordato come una figura che ha saputo collegare vicende storiche complesse, pratica esplorativa e costruzione di strumenti di memoria.

Dal Carso triestino alla Commissione Grotte “Eugenio Boegan”

L’attività dello speleologo Pino Guidi comincia nei sotterranei urbani triestini e prosegue nel Gest, Gruppo Escursionisti Speleologi Triestini, in un periodo in cui il Carso è anche luogo di ricerche sui resti degli infoibati.
Le esplorazioni nelle grandi voragini verticali assumono da subito una dimensione civile: recuperare i resti delle vittime e restituire loro dignità e memoria, integrando speleologia e impegno sociale.
Dal 1962 Guidi è socio della Commissione Grotte “Eugenio Boegan” della Società Alpina delle Giulie e dal 1965 ne custodisce l’Archivio Storico, firmando personalmente rilievi topografici di oltre 400 cavità, soprattutto in Friuli Venezia Giulia.
Questa attività sistematica di rilievo e catalogazione ha contribuito in modo diretto alla costruzione del catasto speleologico regionale, rendendo la produzione di Guidi un riferimento per generazioni di speleologi.

Esplorazioni internazionali e catasto speleologico in Iran

Nel 1977 lo speleologo Pino Guidi partecipa alla storica spedizione della Commissione Grotte “Eugenio Boegan” in Iran, durante la quale vengono rilevate 17 grotte e si gettano le basi per il primo catasto speleologico nazionale iraniano.
In quell’occasione, metodi di rilievo e documentazione sviluppati sul Carso triestino vengono applicati in un contesto nuovo, mostrando come la speleologia possa contribuire alla costruzione di strumenti di conoscenza del territorio anche su scala internazionale.
L’esperienza iraniana conferma il ruolo del lavoro di Guidi nel promuovere l’idea di un catasto speleologico strutturato, fondato su dati verificati e rilievi accurati, elemento oggi centrale in molte regioni carsiche.

Direttore del Soccorso Speleologico Friuli Venezia Giulia e studio dell’infortunistica speleologica

Giuseppe “Pino” Guidi è stato Direttore del Soccorso Speleologico del Friuli Venezia Giulia per il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), collocandosi al centro della costruzione delle strutture di soccorso in grotta nella regione.
Nel quadro delle attività del Soccorso Speleologico Friuli Venezia Giulia, Guidi firma come coautore il volume statistico ufficiale “Cinquant’anni di infortunistica speleologica in Italia (1947–1997); torrentismo: 12 anni di infortunistica (1985–1997)”, pubblicato nel 2000 nella collana dei manuali tecnici del CNSAS.[10][4]
Il volume sull’infortunistica speleologica analizza 674 incidenti in grotta tra il 1947 e il 1997, con 1039 speleologi coinvolti e 74 deceduti, oltre a 52 incidenti di torrentismo registrati tra il 1985 e il 1997, con 108 coinvolti e 6 morti.[11][4]
Questi dati sull’infortunistica speleologica contribuiscono a definire linee di prevenzione, formazione e gestione del rischio, rendendo il lavoro di Guidi e dei suoi coautori uno strumento ancora oggi citato nei contesti tecnici e didattici.[12][4]

Produzione scientifica, storia associativa e memoria dei grottisti

Oltre alla direzione del Soccorso Speleologico Friuli Venezia Giulia, lo speleologo Pino Guidi è autore di una vasta opera documentaria composta da circa 1400 scritti tra studi scientifici, storici e bibliografici sulla speleologia e sul Carso.[6][1]
Tra questi si contano volumi dedicati agli incidenti speleologici di specifici decenni, aggiornamenti sull’infortunistica speleologica e lavori sulla storia delle associazioni speleologiche del Friuli Venezia Giulia.[11][12][8]
Una parte consistente dei suoi contributi è stata pubblicata attraverso la Commissione Grotte “Eugenio Boegan” e la rete speleologica regionale, rendendo la figura di Guidi centrale anche per la memoria delle strutture associative e dei gruppi grotte.[7][8]

Medaglia d’Oro del CAI e altri riconoscimenti

La Medaglia bronzea della Città di Trieste giunge pochi mesi dopo la Medaglia d’Oro del Club Alpino Italiano, massima benemerenza del sodalizio, conferita a Pino Guidi l’8 giugno 2026 presso la Sala Proiezioni della Società Alpina delle Giulie.[3][5][6]
Nella motivazione della Medaglia d’Oro del CAI si ricordano oltre 415 rilievi topografici e circa 1400 pubblicazioni, che hanno contribuito a migliorare la comprensione del mondo sotterraneo dalle Alpi Giulie al Carso triestino.[5][3]
In passato la città ha già assegnato riconoscimenti a figure di spicco della speleologia triestina, come il Sigillo Trecentesco o la medaglia di bronzo provinciale, segnando una continuità tra il conferimento della Medaglia bronzea della Città di Trieste a Pino Guidi e una tradizione di attenzione verso i grottisti.[13][14]

Il significato della Medaglia bronzea per la comunità speleologica

Ricevendo la Medaglia bronzea della Città di Trieste, Pino Guidi ha dichiarato di accettare il riconoscimento “a nome di tutti i grottisti triestini”, attribuendo il merito al complesso ambiente speleologico cittadino e regionale.[2][1]
Per la speleologia italiana e per il Soccorso Speleologico Friuli Venezia Giulia, la Medaglia bronzea della Città di Trieste rappresenta un segnale di attenzione istituzionale verso un lavoro che ha unito esplorazione, sicurezza e conservazione della memoria.[9][1]
La storia di Guidi mostra come la speleologia possa dialogare con le amministrazioni e con la società civile, attraverso strumenti come il catasto delle cavità, gli studi sull’infortunistica speleologica e le strutture di soccorso in grotta, contribuendo alla tutela del patrimonio ipogeo e alla gestione del rischio.[4][1]


Fonti

Fonti
[1] Dal drammatico recupero dei resti degli infoibati alle missioni in Iran e ai 1400 scritti pubblicati: premiato lo speleologo Giuseppe ”Pino” Guidi https://www.ildolomiti.it/societa/2026/dal-drammatico-recupero-dei-resti-degli-infoibati-alle-missioni-in-iran-e-ai-1400-scritti-pubblicati-premiato-lo-speleologo-giuseppe-pino-guidi
[2] Il Sindaco ha conferito la Medaglia bronzea della Città di … https://www.comune.trieste.it/it/novita-227102/comunicati-227104/il-sindaco-ha-conferito-la-medaglia-bronzea-della-citta-di-trieste-allo-speleologo-giuseppe-pino-guidi-327445
[3] Medaglia d’Oro del CAI a Pino Guidi, lo speleologo che ha mappato … https://www.scintilena.com/medaglia-doro-del-cai-a-pino-guidi-lo-speleologo-che-ha-mappato-il-carso-e-fondato-il-soccorso-in-grotta/06/06/
[4] [PDF] del CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO https://www.sasc.it/pdf/pubblicazioni-CNSAS/CNSAS-nr17-dic-2000.pdf
[5] Medaglia d’oro del Cai all’esploratore degli abissi: Pino Guidi entra nella storia https://www.ilpiccolo.it/cronaca/speleologia-medaglia-oro-cai-pino-guidi-trieste-foefm59y
[6] Pino Guidi, medaglia d’oro del Cai allo storico esploratore … https://www.ildolomiti.it/cronaca/2026/pino-guidi-medaglia-doro-del-cai-allo-storico-esploratore-degli-abissi-cambiano-i-materiali-cambia-la-tecnica-ma-i-pericoli-della-grotta-sono-sempre-gli-stessi
[7] Trieste, in uscita la rivista “Atti e Memorie”, vol.48 – Scintilena https://www.scintilena.com/trieste-in-uscita-la-rivista-atti-e-memorie-vol-48/02/19/
[8] Storia della speleologia e del soccorso https://www.boegan.it/2012/02/storia/
[9] BILANCIO SOCIALE 2024 https://cnsas-fvg.it/images/documents/Bilanci/Bilancio_sociale_2024_Last.pdf
[10] Libri (ordinati per titolo) https://www.gsags.it/wp-content/uploads/LIBRI-ord-x-TITOLO-17042019.pdf
[11] Speleo-incidenti-1981-1990.pdf https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2020/03/Speleo-incidenti-1981-1990.pdf
[12] novembre2003 https://www.sasc.it/pdf/pubblicazioni-CNSAS/CNSAS-nr27-dic-2003.pdf
[13] COMMISSIONE http://www.boegan.it/wp-content/uploads/2017/08/Progressione_059.pdf
[14] Articoli correlati https://www.boegan.it/2015/06/m-radacich/
[15] Un Anno di Scoperte e Ricerca con l’ultimo numero on line – Scintilena https://www.scintilena.com/cronache-ipogee-un-anno-di-scoperte-e-ricerca-con-lultimo-numero-on-line/01/03/
[16] [PDF] Raccolta Agosto 2019 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2019_8_Raccolta_Scintilena_Agosto.pdf
[17] Scintilena – il giornale quotidiano della speleologia italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/category/0/page/723/?/wp-admin/install_php&wpmp_switcher=desktop
[18] [PDF] Raccolta Gennaio 2015 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2015_1_Raccolta_Scintilena_Gennaio.pdf
[19] [PDF] Raccolta Luglio 2019 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2019_7_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[20] Pagina 21 di 2372 – Una luce nel buio – il giornale … – Scintilena https://www.scintilena.com/page/21/?wpmp_switcher=desktop
[21] E’ morto Fabio Forti, l’ultimo carsologo. Il ricordo di Pino Guidi – Scintilena https://www.scintilena.com/e-morto-fabio-forti-lultimo-carsologo-il-ricordo-di-pino-guidi/09/17/
[22] Selezioni per Aspiranti Volontari del Soccorso … – Scintilena https://www.scintilena.com/selezioni-per-aspiranti-volontari-del-soccorso-speleologico-in-friuli-venezia-giulia/12/06/
[23] Incidenti in speleologia subacquea: il libro di Michel Ribera analizza decenni di dati e svela i meccanismi fatali – Scintilena https://www.scintilena.com/incidenti-in-speleologia-subacquea-il-libro-di-michel-ribera-analizza-decenni-di-dati-e-svela-i-meccanismi-fatali/02/21/
[24] [PDF] Indice Articoli 2014 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2014_Indice_articoli_Scintilena.pdf
[25] Pubblicata l’edizione inglese di Study of Cave Diving Accidents https://www.scintilena.com/pubblicata-ledizione-inglese-di-study-of-cave-diving-accidents/12/30/
[26] Aperte le Selezioni per Aspiranti Volontari del Soccorso Speleologico – Scintilena https://www.scintilena.com/aperte-le-selezioni-per-aspiranti-volontari-del-soccorso-speleologico/10/13/
[27] [PDF] Raccolta Maggio 2013 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2013_05_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[28] Evoluzione della Speleologia in Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/evoluzione-della-speleologia-in-italia-dalle-origini-al-riconoscimento-internazionale-xix-secolo-2009/01/26/
[29] redazione — Trieste Cafe https://www.triestecafe.it/autore/login-redazione
[30] Evacuazione di parapendista http://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2016/09/luglio-2016.pdf-1.pdf
[31] Categoria: Attualità – NordestNews | https://www.nordestnews.it/category/attualita/
[32] [PDF] Soccorso speleologico https://www.sasc.it/pdf/pubblicazioni-CNSAS/CNSAS-supplemento-nr-65-novembre-2016.pdf
[33] Biblioteca al 12-04.-2022.xlsx https://www.valloverticale.it/openbiblio/opac/catalogo.pdf
[34] Speleo https://www.cnsas.it/soccorso-speleologico/
[35] JK http://www.speleo.it/site/images/speleologia/Speleologia_39_Dic_1998%20OCR.pdf
[36] Elenco libri per sito cai 2003 https://www.cairimini.it/wp-content/uploads/2016/11/Elenco_libri_per_sito_CAI_Rimini_aggiornato_al_21_11_2016.pdf
[37] Cronache Ipogee: Le Ultime Novità dalla Speleologia del Friuli Venezia Giulia – Scintilena https://www.scintilena.com/cronache-ipogee-le-ultime-novita-dalla-speleologia-del-friuli-venezia-giulia/02/06/
[38] Trieste speleologi premiati in Regione per la scoperta della Grotta … https://www.scintilena.com/trieste-speleologi-premiati-in-regione-per-la-scoperta-della-grotta-luftloch/04/08/
[39] [PDF] Raccolta Giugno 2011 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2011_06_Raccolta_Scintilena_Giugno.pdf
[40] Programma XXI Congresso Nazionale di Speleologia (2-5 giugno, Trieste) – Scintilena https://www.scintilena.com/programma-xxi-congresso-nazinale-di-speleologia-2-5-giugno-trieste/05/04/
[41] [PDF] Raccolta Settembre 2016 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2016_09_Raccolta_Scintilena_Settembre.pdf
[42] [PDF] Raccolta Maggio 2012 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2012_05_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[43] Grotte Preistoriche del Friuli Venezia Giulia: Un Viaggio nel Patrimonio Speleologico Regionale – Scintilena https://www.scintilena.com/grotte-preistoriche-del-friuli-venezia-giulia-un-viaggio-nel-patrimonio-speleologico-regionale/01/17/
[44] Tutela del patrimonio ipogeo e attività speleologica https://www.scintilena.com/feed/
[45] [PDF] Raccolta Aprile 2006 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2006_4_Raccolta_Scintilena_Aprile.pdf
[46] Archeologia e speleologia insieme per la ricerca e la tutela … https://www.scintilena.com/archeologia-e-speleologia-insieme-per-la-ricerca-e-la-tutela-del-patrimonio-ipogeo-si-parte-con-il-cat-trieste/09/23/
[47] Cavit https://www.scintilena.com/cavit/01/11/
[48] “‘i https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2021/05/GUIDI-Pino-2000-Le-associazioni-speleologiche-del-Friuli-Venezia-Giulia-dagli-inizi-al-2000.-Saggio-cronologico_web.pdf
[49] Sitemap – Il Meridiano https://www.il-meridiano.it/sitemap.html
[50] NordEstNews.com: Home https://www.nordestnews.com/
[51] RassegnaStampa2014LugDic https://www.legambientetrieste.it/RassegnaStampa2014LugDic.htm
[52] [PDF] FEBBRAIO 2012 – Federico Guidi https://www.guidifederico.it/newsletter/FEBBRAIO_2012.pdf

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  • Bat box a Pavia: Tutela Pipistrelli tra recupero faunistico e informazione
    Condividi Bat box a Pavia e tutela dei pipistrelli al centro dell’incontro «Ali nella notte», annunciato con conferenza a Palazzo Mezzabarba e liberazione nel cortile di Palazzo Saglio. L’incontro annunciato a Pavia Una bat box a Pavia come punto di partenza per parlare di fauna urbana, recupero dei chirotteri e corretta informazione. È il tema dell’iniziativa «Ali nella notte – I pipistrelli tra scienza e leggenda», annunciata da Tutela Pipistrelli APS. Secondo la comunicazione dell’a
     

Bat box a Pavia: Tutela Pipistrelli tra recupero faunistico e informazione

September 18th 2026 at 08:00

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Bat box a Pavia e tutela dei pipistrelli al centro dell’incontro «Ali nella notte», annunciato con conferenza a Palazzo Mezzabarba e liberazione nel cortile di Palazzo Saglio.

L’incontro annunciato a Pavia

Una bat box a Pavia come punto di partenza per parlare di fauna urbana, recupero dei chirotteri e corretta informazione. È il tema dell’iniziativa «Ali nella notte – I pipistrelli tra scienza e leggenda», annunciata da Tutela Pipistrelli APS.

Secondo la comunicazione dell’associazione, il Comune di Pavia ha invitato la realtà romana a intervenire come relatrice in un appuntamento collegato alla posa di una bat box. L’installazione farebbe parte di un più ampio progetto comunale dedicato alla salvaguardia della fauna selvatica.

L’incontro è indicato per il 18 settembre alle 19 nella Sala Consiglio di Palazzo Mezzabarba. Il programma annunciato prevede una conferenza stampa e, in seguito, la liberazione di pipistrelli nel cortile di Palazzo Saglio.

Al momento della verifica non è stata rintracciata una pagina istituzionale del Comune di Pavia indicizzata che riporti il programma completo. Restano quindi da attribuire all’annuncio di Tutela Pipistrelli la data, gli orari, l’esatta collocazione della bat box, le specie coinvolte nel rilascio e gli aspetti autorizzativi dell’operazione. Questa distinzione è utile per descrivere con precisione un’iniziativa che riguarda specie protette e attività specialistiche.

Il titolo scelto ha un precedente rilevante nel contesto cittadino. Il museo Kosmos dell’Università di Pavia ha dedicato nel 2021-2022 una mostra a pipistrelli, biologia, immaginario e conservazione. L’appuntamento annunciato riprende quindi un tema già presente nella divulgazione scientifica pavese.

Tutela Pipistrelli APS e il recupero dei chirotteri

Tutela Pipistrelli APS è nata a Roma nel dicembre 2012. Il sito dell’associazione indica la sede legale in via Valeria Moriconi 52 e una voliera presso Parsec Flor, in via della Marcigliana 532. Tra le finalità pubblicate figurano il raccordo fra ricercatori, mondo scientifico e pubblico, la divulgazione di informazioni corrette sui chirotteri e il dialogo con istituzioni, privati e Centri di recupero animali selvatici.

L’attività descritta non riguarda solo la comunicazione. L’associazione indica anche il primo soccorso, la gestione in cattività, la riabilitazione e il successivo rilascio degli individui idonei. Per gli animali non liberabili sono previste strutture di gestione adeguate. In questo quadro, una liberazione pubblica non va letta come un atto simbolico isolato. Se effettuata con le autorizzazioni richieste e dopo la valutazione sanitaria e comportamentale, rappresenta l’ultima fase di un percorso di recupero.

La presenza di operatori preparati ha anche un valore pratico per i cittadini. Un pipistrello trovato a terra, ferito o in difficoltà non dovrebbe essere raccolto e gestito in modo improvvisato. Le indicazioni vanno richieste ai soggetti competenti sul territorio, così da limitare lo stress per l’animale e adottare procedure corrette.

Bat box a Pavia: utilità, condizioni e monitoraggio

La prospettiva di una bat box a Pavia merita una lettura realistica. Una bat box è un rifugio artificiale. Non è un nido e non assicura che i pipistrelli la occupino subito. Può offrire cavità alternative dove gli habitat disponibili sono pochi, oltre ad avere una funzione educativa per chi vive e frequenta la città.

La sintesi di Conservation Evidence classifica la posa di rifugi artificiali per pipistrelli come intervento «likely to be beneficial», cioè probabilmente benefico. La valutazione riunisce 44 studi. Gli esiti non sono uniformi perché entrano in gioco disegno del manufatto, microclima, specie presenti, supporto, esposizione, paesaggio circostante e durata del controllo.

Un caso italiano riportato nella stessa raccolta aiuta a evitare promesse semplicistiche. In uno studio svolto dal 2007 al 2009, l’uso delle cassette variava dal 12 al 21% nel primo anno, saliva al 26-35% nel secondo e raggiungeva il 40% nel terzo. La frequenza d’uso aumentava con il tempo dalla posa e con l’altezza della cassetta. Si tratta di un risultato utile, non di una previsione automatica per ogni sito.

La revisione di Nathalie Ruegger, basata su 109 pubblicazioni, sottolinea che le cassette vanno programmate per il lungo periodo. Materiali durevoli, più modelli, diverse esposizioni e microclimi, installazioni in gruppi e manutenzione sono elementi da valutare. La stessa revisione richiama un punto essenziale: le bat box non possono diventare una giustificazione per rimuovere alberi con cavità potenzialmente utilizzabili dai chirotteri.

Per questo la bat box a Pavia avrebbe maggiore efficacia se accompagnata da monitoraggi non invasivi e da una strategia più ampia. Conservare alberi maturi e cavità, valutare i rifugi negli edifici, proteggere le aree di foraggiamento, limitare il disturbo e usare con prudenza l’illuminazione notturna sono azioni complementari. Nei siti sotterranei, inoltre, il Centro Regionale Chirotteri raccomanda di minimizzare rumore, fumo e altre fonti di disturbo.

Convivenza urbana e interesse speleologico

La bat box a Pavia collega un gesto visibile a una questione più ampia: la convivenza tra persone e chirotteri. In ambito urbano i conflitti possono nascere dalla presenza di colonie nei fabbricati o dal rinvenimento di giovani esemplari nel periodo estivo. Interventi frettolosi sui rifugi possono creare problemi agli animali e non risolvere la situazione nel tempo.

L’informazione scientifica serve a sostituire paure e leggende con comportamenti verificabili. In questo senso, l’incontro annunciato può mettere in relazione la cura del singolo animale, il rispetto dei rifugi e la gestione degli habitat cittadini. Anche per il pubblico speleologico il tema è vicino: grotte, cavità artificiali ed edifici storici possono ospitare chirotteri in periodi sensibili del loro ciclo biologico. La frequentazione e gli interventi devono quindi essere programmati con attenzione.

Rimangono alcuni dati da chiarire per definire l’iniziativa nel dettaglio: il modello e la posizione della bat box, il soggetto incaricato della manutenzione, le specie e il numero degli animali eventualmente liberati, la loro provenienza e la struttura che coordina le autorizzazioni. La disponibilità di queste informazioni consentirebbe di valutare nel tempo i risultati della bat box a Pavia e di collocarla in un programma urbano di tutela misurabile.

Fonti

L'articolo Bat box a Pavia: Tutela Pipistrelli tra recupero faunistico e informazione proviene da Scintilena.

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