Missione CSS in Bretagna – I bunker del Vallo Atlantico a Kerbonn
In Bretagna i bunker del Vallo Atlantico sono memoria e patrimonio: un esempio di valorizzazione che può far riflettere anche l’Italia
Reportage del CSS sulla fortificazioni tedesche sulla penisola di Crozon, in Bretagna
Il Centro Studi Sotterranei di Genova ci porta in Bretagna, sulla penisola di Crozon, alla scoperta delle fortificazioni costiere realizzate durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel settore di Kerbonn, affacciato sull’Anse de Pen Hat, sono ancora ben visibili bunker, casematte e postazioni appartenenti al grande sistema difensivo tedesco del Vallo Atlantico.ubblichiamo il racconto della missione del CSS, accompagnato dalle immagini realizzate sul posto.

«In Bretagna, durante l’occupazione nazista di questa regione nella Seconda Guerra Mondiale, furono realizzate numerose opere fortificate facenti parte del cosiddetto “Vallo Atlantico”. In particolare, nel tratto di costa tra Punta di Toulinguet e Punta di Pen-Hir, fu edificata la batteria Kerbonn a sorveglianza/protezione dell’ampia e grande spiaggia (lunga 800 metri) di Pen Hat che si apre nell’omonimo tratto marino (Anse de Pen Hat).
Questa breve e bassa riviera era strategica sia per la sua morfologia naturale, che la rendeva idonea ad un possibile sbarco alleato, sia per la sua vicinanza alla importantissima rada di Brest con la sua base navale.
Il fortino tedesco documentato dal nostro reportage è molto esteso e abbastanza ben conservato. In una foto è ripresa la visuale che si ha dalla lunga feritoia orizzontale di uno dei bunker. Nella inquadratura si vede, in lontananza, la penisola di Toulinguet, con il semaforo ed il suo complesso difensivo.
Le postazioni tedesche, realizzate sotto la direzione della Todt, ospitavano “in casamatta” grossi cannoni antinave dell’artiglieria costiera della Marina tedesca, la “Kriegsmarine” appunto. Queste erano sormontate da calotte in cemento armato, con muri e copertura dello spessore di 2 metri, e con i caratteristici frontoni a gradoni rovesciati, detti comunemente “a guscio di tartaruga”, che rappresentano il simbolo delle fortificazioni naziste.
È evidente una certa analogia tipologica e di forme tra questi bunker ed alcuni di quelli presenti in Liguria (Portofino, Quinto, Monte Moro, solo per citarne alcuni).
Oggi, uno dei bunker di Kerbonn ospita dal 1990 un museo: il Musée Mémorial de la Bataille de l’Atlantique de Camaret, dedicato alla battaglia sull’Oceano Atlantico in questa regione durante la Seconda Guerra Mondiale.
Come è noto, i francesi sono bravi a valorizzare quello che hanno; invero il sito è paesaggisticamente notevole ma il museo non è nulla di particolare.»
Una riflessione che riguarda da vicino anche l’Italia, dove un vastissimo patrimonio di fortificazioni, opere sotterranee e testimonianze della storia militare attende ancora, in molti casi, di essere adeguatamente tutelato, reso accessibile e valorizzato.

Testo riportato e fotografie: Centro Studi Sotterranei di Genova
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