Il sistema idrico della risorgenza di Oliero e la tutela dei pipistrelli nel Veneto
Un’analisi tecnica sulle grotte della Valbrenta: dall’idrologia del massiccio dei Sette Comuni agli studi specialistici sulla fauna ipogea e sui pipistrelli grazie alla ricerca scientifica
La risorgenza di Oliero costituisce uno degli scarichi idrici più rilevanti del massiccio carsico dei Sette Comuni, situato nell’Altopiano di Asiago [1]. Questo complesso cavernicolo si trova nel comune di Valbrenta, in provincia di Vicenza [2, 3]. Le sorgenti sgorgano a un’altitudine di 192 metri sopra il livello del mare [2]. Esse rappresentano un esempio significativo di sorgenti valchiusane in ambito europeo [1, 4]. Il sito ospita diverse cavità naturali modellate dall’azione erosiva dell’acqua [3].
Caratteristiche fisiche e inquadramento della risorgenza di Oliero
Il complesso è formato da quattro cavità principali, identificate nel dialetto locale con il termine “còvoli” [4]. Due di questi sono attualmente attivi e danno origine al fiume Oliero [4, 5]. Il Covol dei Siori, noto anche come Grotta Parolini, è la cavità principale aperta alle visite [4, 5]. Da essa scaturisce il flusso idrico che alimenta il breve corso del fiume [6]. La seconda sorgente attiva è il Covol dei Veci, chiamato anche Grotta Cecilia di Baone [1, 5]. Le altre due cavità, situate a una quota superiore, sono il Covol degli Assassini e il Covol delle Soree [4, 5]. Questi sbocchi antichi risultano oggi completamente asciutti [1, 5].
All’interno delle grotte si registrano condizioni microclimatiche costanti per tutto l’arco dell’anno [7, 8]. La temperatura dell’aria si mantiene attorno ai 12 gradi centigradi [6, 8]. L’acqua del lago interno ha invece una temperatura di 9 gradi [6, 7]. Una delle peculiarità morfologiche del complesso è la presenza di una colata di stalattiti alta circa 14 metri [7, 9]. Tra la fauna ipogea spicca il Proteo, introdotto sperimentalmente nel XIX secolo [6, 10]. Questo anfibio troglobio è ancora presente con diverse decine di esemplari [10]. La ricerca scientifica continua a monitorare la stabilità di questo ecosistema protetto [11, 12].
Storia delle esplorazioni e reticolo idrografico
La scoperta delle grotte risale al 1822 per opera del naturalista Alberto Parolini [4, 13]. Egli ipotizzò l’esistenza di una rete idrica sotterranea complessa partendo dalla copiosità delle sorgenti [13]. Per forzare l’ingresso del Covol dei Siori utilizzò cariche di dinamite [13]. La grotta fu aperta ufficialmente al pubblico nel 1832 [4, 10]. In epoca contemporanea le esplorazioni subacquee hanno rivelato dati importanti sullo sviluppo del sistema [4]. Il sifone della sorgente è stato risalito per circa 10 chilometri [4]. Tale estensione lo colloca tra i più lunghi del continente europeo [4].
Il bacino idrografico che alimenta la risorgenza di Oliero è vasto e articolato [7]. Esso drena circa il 90% delle acque meteoriche che penetrano nell’Altopiano di Asiago [1, 7]. Il sistema di infiltrazione è collegato direttamente a diversi inghiottitoi di superficie [14, 15]. Tra questi è stato identificato il torrente Ghelpach come punto di immissione chiave [15]. L’acqua piovana compie un percorso sotterraneo attraverso le faglie e le stratificazioni rocciose [16]. Le rocce carbonatiche del massiccio permettono una circolazione idrica rapida e profonda [3, 16].
Analisi della portata e acquifero carsico
Le sorgenti di Oliero sono classificate come le più copiose del Veneto [4]. Il sistema versa mediamente 8 milioni di metri cubi d’acqua al giorno [4]. La portata media delle due sorgenti attive è di circa 15 metri cubi al secondo [7]. Tuttavia il regime è soggetto a forti variazioni stagionali [7]. Durante i periodi di piogge torrenziali la portata può raddoppiare rapidamente [7]. In occasioni eccezionali sono stati registrati picchi molto elevati [7]. Nel 1966 si stima che le sorgenti abbiano raggiunto i 140 metri cubi al secondo [7].
Il tempo di risposta dell’acquifero alle precipitazioni sull’altopiano è molto breve [3]. L’incremento della portata è visibile spesso già dopo 3 o 8 ore dalle piogge intense [3]. Questo comportamento indica un sistema di drenaggio maturo con condotti ben sviluppati [3]. Lo studio della ricerca scientifica ha evidenziato la vulnerabilità del sistema agli inquinanti [12, 17]. L’acqua viene attualmente pompata verso Asiago per sopperire alle carenze idriche locali [18]. Tale risorsa richiede quindi un monitoraggio costante della qualità chimica e fisica [18, 19].
Progetto Oliero e attività di ricerca scientifica
Dal 2008 è attivo il Progetto Oliero, coordinato dal Club Speleologico Proteo [20, 21]. L’iniziativa mira a conoscere i percorsi idrici interni al massiccio carsico [12]. Il monitoraggio prevede l’uso di sonde multiparametriche automatiche [22]. Queste sono installate presso la Sorgente dei Veci per misurare livello e conducibilità [22]. Lo studio si avvale anche di traccianti atossici come il Tinopal CBS-X [22]. Le analisi dei campioni avvengono in laboratorio tramite spettrofluorimetro [22]. Tali dati servono a definire la dinamica delle acque e i tempi di percorrenza [12, 17].
Oltre all’idrogeologia sono stati condotti studi sulla radioattività naturale [23, 24]. I ricercatori hanno analizzato le emissioni alfa, beta e gamma nell’aria e nell’acqua [25, 26]. Il monitoraggio ha incluso anche la grotta della Poscola e il Buso della Rana [27]. Questi dati aiutano a comprendere le caratteristiche aggressive delle acque ipogee [23, 28]. La ricerca scientifica è fondamentale per la protezione della risorsa idropotabile regionale [12, 29]. Ogni alterazione dei parametri viene segnalata tempestivamente alle autorità competenti [25, 29].
Progetti di monitoraggio dei pipistrelli nel Parco di Oliero
Un capitolo importante riguarda lo studio della chirotterofauna locale [30, 31]. Tra il 2011 e il 2014 è stato condotto un monitoraggio sui pipistrelli del parco [30, 32]. Il progetto è nato dalla collaborazione tra il Museo Parolini e il Club Proteo [33]. Gli esperti hanno identificato le specie presenti e mappato i loro rifugi [33]. Sono state effettuate sessioni di cattura temporanea tramite reti specifiche [33]. Lo scopo era capire come i pipistrelli utilizzino i vari ambienti della Valbrenta [33]. Questa attività fornisce dati utili per la conservazione di queste specie fragili [34].
Ulteriori ricerche hanno interessato i Monti Lessini e le loro colonie [35, 36]. Si è indagato il ruolo ecologico delle grotte per il ciclo vitale dei pipistrelli [35, 36]. Tra i siti monitorati compaiono il Buso della Rana e la Grotta della Poscola [36]. Dal 2015 è inoltre attivo uno studio specifico sul Miottero in Veneto [37, 38]. La ricerca scientifica analizza la dinamica delle popolazioni e i loro comportamenti sociali [38, 39]. I pipistrelli sono considerati ottimi indicatori della salute degli ambienti sotterranei [34]. Il monitoraggio preventivo serve anche a prevenire patologie come la White Nose Syndrome [40, 41].
Didattica, musei e valorizzazione del territorio
Il Parco di Oliero offre numerose proposte educative per scuole e università [42, 43]. La visita include un’escursione in barca all’interno della Grotta Parolini [43]. Guide naturalistiche illustrano le forme del carsismo e le sorgenti del fiume [9, 43]. Il Museo della Speleologia Alberto Parolini documenta la formazione delle cavità [9, 44]. Attraverso pannelli e collezioni naturalistiche si esplora il mondo sotterraneo [9, 44]. È inoltre visitabile il Museo delle Cartiere, che racconta la storia industriale locale [45, 46]. L’antica cartiera del XVIII secolo sfruttava proprio la forza motrice dell’Oliero [16, 47].
Il complesso dispone di acquari e di un anfibiario dedicato al Proteo [48, 49]. Qui è possibile osservare da vicino la rara fauna che popola le acque sorgive [49, 50]. Il percorso didattico è pianeggiante e accessibile a tutte le età [51, 52]. La gestione attuale promuove anche sport d’acqua come il rafting e la canoa [46]. La conservazione dell’area è garantita dal costante impegno dei gruppi speleologici [11, 53]. Il sito rappresenta un bene di alto interesse naturalistico e scientifico [5, 54]. La ricerca scientifica continua a fornire la base conoscitiva per ogni azione di tutela [12, 20]. I pipistrelli residenti beneficiano indirettamente della protezione di questi habitat incontaminati [34].
Ecco l’elenco delle fonti utilizzate per la stesura dell’articolo tecnico sulla risorgenza di Oliero e sulla ricerca relativa ai pipistrelli, con i relativi link e riferimenti:
- CATASTO GROTTE VENETO (Versione 3.0.0) – Federazione Speleologica Veneta – GEOMOTION
Link: http://www.catastogrotteveneto.it/
Utilizzata per l’inquadramento geografico e i dati catastali delle cavità carsiche. [1] - Catasto|| delle grotte
Link: http://www.speleologiaveneta.it/
Utilizzata per i dettagli sui progetti scientifici della Federazione Speleologica Veneta. [2] - FEDERAZIONE SPELEOLOGICA VENETA
Link: http://www.speleologiaveneta.it/
Utilizzata per le notizie sulle ricerche biospeleologiche e il monitoraggio ambientale. [3] - Federazione Speleologica Veneta
Link: http://www.speleologiaveneta.it/
Utilizzata per i dati sul “Progetto Oliero” e gli studi sui pipistrelli della Valbrenta. [4], [5], [6] - Grotte di Oliero – Wikipedia
Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Grotte_di_Oliero
Utilizzata per le caratteristiche fisiche, la portata del fiume Oliero, la storia della scoperta di Alberto Parolini e la biospeleologia (Proteo). [7], [8], [9], [10], [11] - Il parco di Oliero | Sentieri, natura e picnic in Valbrenta
Link: https://www.grottedioliero.it/
Utilizzata per le informazioni sul sentiero natura e i servizi del Parco. [12], [13] - La Commissione Scientifca e i suoi progetti
Link: http://www.speleologiaveneta.it/
Utilizzata per i dettagli sulla ricerca relativa al Miottero e il ruolo ecologico delle grotte nei Lessini per i chirotteri. [14], [15], [16], [17] - Le Grotte di Oliero – Musei AltoVicentino
Link: https://www.museialtovicentino.it/proposta-educativa/le-grotte-di-oliero/
Utilizzata per le proposte didattiche, il Museo Alberto Parolini e il Museo delle Cartiere. [18], [19], [20], [21] - Menù – Progetti FSV
Link: http://www.speleologiaveneta.it/
Utilizzata per i dettagli tecnici sulle analisi idrochimiche, l’uso dei traccianti (Tinopal CBS-X) e il monitoraggio della Sorgente dei Veci. [22], [23], [24], [25] - Pubblicazioni F.S.V.
Link: http://www.speleologiaveneta.it/
Utilizzata per i riferimenti alla rivista “Speleologia Veneta” e alla diffusione dei risultati delle ricerche. [26], [27], [28] - Valstagna – Le Grotte di Oliero
Link: http://www.grottedioliero.it/
Utilizzata per la storia industriale delle cartiere e l’origine geologica del sistema carsico. [29], [30], [31]
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