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In Slovenia nella Kacna jama 2026: 130 soccorritori di 11 Paesi mettono alla prova il soccorso speleologico europeo

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In Slovenia, il soccorso speleologico europeo si esercita nella grotta di Divaca. La JRS sperimenta cROMS per la gestione degli interventi, mentre le organizzazioni nazionali condividono tecniche, competenze sanitarie e procedure operative.

Kacna jama 2026: l’esercitazione internazionale di soccorso speleologico

La Jamarska resevalna sluzba (JRS), il servizio di soccorso della Federazione speleologica slovena, ha concluso l’esercitazione internazionale Kacna jama 2026. L’attività ha riunito 130 soccorritori provenienti da 11 Paesi. La prova principale si è svolta sabato 26 settembre nella cavità presso Divaca, nel Carso sloveno. Il Comune ha presentato l’iniziativa come la maggiore esercitazione internazionale di questo tipo in Europa. [web:60]

Il lavoro ha coinvolto due livelli strettamente collegati. Il primo riguarda la collaborazione delle squadre all’interno della grotta. Il secondo interessa la direzione di interventi complessi, nei quali occorre coordinare persone, competenze e risorse. Il comunicato conclusivo della JRS segnala il rafforzamento della cooperazione in entrambi gli ambiti.

Il soccorso speleologico europeo trova in queste esercitazioni un terreno concreto di confronto. Le organizzazioni mantengono strutture nazionali differenti, ma devono poter lavorare insieme quando un’emergenza richiede rinforzi o specializzazioni aggiuntive. Lo scambio di conoscenze e l’assistenza nelle operazioni impegnative rientrano nelle finalità della European Cave Rescue Association, l’ECRA. [web:84][web:89]

Soccorso speleologico nella Kacna jama: un ambiente adatto al confronto operativo

La Kacna jama presenta un accesso verticale di circa 180 metri. Questa caratteristica rende la cavità un contesto significativo per il confronto tra squadre abituate al soccorso sotterraneo. Il club speleologico di Diva?a descrive un sistema articolato, collegato al Brezno treh generacij. [web:49]

Un recupero in grotta richiede più del superamento di un pozzo. Il percorso deve consentire il transito della barella. L’assistenza sanitaria deve accompagnare il ferito. Le comunicazioni devono collegare chi opera nel sottosuolo con la direzione esterna. Le strutture specialistiche del CNSAS italiano e i programmi tecnici dell’ECRA affrontano separatamente questi problemi, per poi integrarli nella gestione dell’intervento. [web:10][web:44]

La dimensione internazionale aggiunge un ulteriore elemento. Squadre con esperienze e strumenti diversi devono condividere un’organizzazione comprensibile. Le esercitazioni permettono di confrontare le soluzioni prima dell’emergenza. Il soccorso speleologico europeo sviluppa così una collaborazione fondata sulla pratica, oltre che sugli incontri tecnici. [web:63][web:84]

cROMS e soccorso speleologico: la JRS sperimenta la gestione digitale

Durante Kacna jama 2026 è stata sperimentata con esito positivo la nuova applicazione JRS denominata cROMS, Cave Rescue Operations Management System. La notizia è riportata nel comunicato conclusivo del servizio sloveno.

Il sistema è dedicato alla gestione delle operazioni. Il suo collaudo affianca il lavoro delle squadre in grotta al tema della direzione dell’emergenza. Quest’ultima deve mantenere un quadro coerente dell’intervento, anche quando le attività coinvolgono numerosi soccorritori.

La gestione digitale e le comunicazioni sotterranee appartengono a piani collegati, ma distinti. Un’applicazione organizzativa non coincide con un sistema di trasmissione attraverso la roccia. Il programma ECRA di Kranj ha dedicato sessioni specifiche alle comunicazioni, con prove su fibra ottica e aggiornamenti sui sistemi Nicola, sulle radio speleologiche e sulle soluzioni slovene. [web:44]

Soccorso speleologico in Slovenia: il sostegno di protezione civile e territorio

L’organizzazione dell’esercitazione ha coinvolto i membri della JRS. L’Amministrazione slovena per la protezione civile e il soccorso, URSZR, ha fornito sostegno logistico. Il club Jamarsko drustvo Gregor Ziberna Diva?ca ha collaborato alla sede di accoglienza. Il comunicato ringrazia anche il Comune di Diva?a e la struttura URSZR di Postojna.

Il rapporto tra volontariato specialistico e istituzioni è parte dell’assetto sloveno. La JRS opera all’interno della Jamarska zveza Slovenije, ma è riconosciuta come servizio pubblico di protezione, soccorso e assistenza. La sua organizzazione comprende sette centri territoriali. [web:39]

Da Kacna jama a Kranj: il confronto sul soccorso speleologico europeo

L’esercitazione si colloca nello stesso periodo del 19° European Cave Rescue Meeting, tenuto a Kranj dall’1 al 4 ottobre 2026. Il calendario comprendeva un programma preliminare dal 26 al 30 settembre. Scintilena aveva seguito l’annuncio e l’apertura delle iscrizioni all’incontro organizzato dalla JRS per conto dell’ECRA. [web:21][web:36]

Il programma ha previsto una relazione su Ka?na jama, affidata a Maks Merela e Marko Zakrajšek. Ha incluso anche contributi su interventi italiani e cechi, assistenza sanitaria, soccorso speleosubacqueo, disostruzione e formazione. L’esercitazione e il meeting hanno quindi affrontato aspetti complementari del soccorso speleologico europeo: collaborazione sul campo e condivisione delle esperienze operative. [web:44]

Relazione di approfondimento: come si organizza il soccorso speleologico in Europa

Soccorso speleologico europeo: una funzione comune, organizzazioni differenti

Il soccorso speleologico europeo non corrisponde a un unico corpo sovranazionale. Le strutture nazionali e territoriali conservano responsabilità, regole e modalità di attivazione proprie. La cooperazione permette di mettere in relazione questi sistemi, senza cancellarne le differenze. L’ECRA ha come scopo lo scambio di conoscenze ed esperienze nel recupero di persone dal sottosuolo. [web:84]

Il confronto tra Italia, Francia, Spagna, Slovenia e Repubblica Ceca mostra diversi modelli. In Italia la componente speleologica appartiene al CNSAS. In Francia il servizio specialistico è una commissione della federazione speleologica. In Spagna intervengono servizi pubblici e gruppi federali territoriali. In Slovenia e nella Repubblica Ceca operano servizi legati alle rispettive organizzazioni speleologiche e inseriti nei sistemi pubblici di risposta alle emergenze. [web:7][web:8][web:32][web:61][web:39][web:50]

Il punto comune è la specializzazione. La capacità di muoversi in grotta deve integrarsi con l’assistenza al ferito, il trasporto e la gestione delle operazioni. La familiarità con le cavità costituisce una risorsa operativa. Il dossier francese sottolinea proprio il valore della conoscenza locale acquisita dagli speleologi durante l’attività ordinaria. [web:8]

Soccorso speleologico e gestione dell’intervento: dalla cura al trasporto

L’organizzazione di un recupero sotterraneo comprende attività che devono procedere in modo coordinato. La documentazione del CNSAS individua competenze sanitarie, tecniche, speleosubacquee e di disostruzione. Le esercitazioni ECRA mettono alla prova il loro raccordo. [web:10][web:63]

Le principali funzioni possono essere riassunte in quattro ambiti:

  • Assistenza sanitaria: raggiungere il ferito, valutarne le condizioni e garantire cure compatibili con l’ambiente sotterraneo. Nel CNSAS questa funzione coinvolge medici e infermieri che possiedono anche formazione speleologica. [web:10]
  • Preparazione del percorso: predisporre il trasporto e affrontare i passaggi incompatibili con la barella. L’eventuale ampliamento richiede personale specialistico. [web:10]
  • Comunicazione e direzione: collegare squadre, personale sanitario e campo base. Le tecnologie studiate comprendono telefonia su cavo, trasmissione dati e sistemi dedicati al sottosuolo. [web:10][web:44]
  • Sostegno operativo: mantenere l’efficienza delle squadre durante interventi prolungati. Il CNSAS ha sviluppato anche un campo interno modulare per riposo, alimentazione e recupero dei tecnici. [web:10]

Queste funzioni spiegano perché il numero dei soccorritori non descriva da solo la complessità di un intervento. Contano anche le competenze disponibili e il loro coordinamento. La simulazione ECRA del 2025 ha riunito componenti tecniche, mediche e subacquee proprio per esaminare i problemi che emergono nel passaggio tra una specialità e l’altra. [web:63]

Soccorso speleologico in Italia: storia, mandato e struttura del CNSAS

In Italia l’organizzazione nazionale del soccorso speleologico nasce nel 1965, nel periodo di crescita delle esplorazioni e della frequentazione delle grotte. Il materiale storico della Società Speleologica Italiana collega questa costituzione anche all’incidente avvenuto nell’agosto di quell’anno alla grotta Guglielmo, nel Comasco. La prima struttura era divisa in cinque delegazioni territoriali. [file:1]

L’ingresso del Soccorso Speleologico nel Corpo Nazionale Soccorso Alpino avviene nel 1968. Nel 1990 la componente sotterranea diventa parte integrante dell’organizzazione, che assume la denominazione di Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Sono passaggi distinti: la nascita del servizio speleologico precede la sua integrazione nel corpo nazionale. [web:7]

Il CNSAS è una sezione nazionale del Club Alpino Italiano con autonomia organizzativa, funzionale e patrimoniale. Svolge un servizio di pubblica utilità. Opera in collaborazione con i sistemi regionali di emergenza sanitaria e partecipa al Servizio nazionale della protezione civile. Il mandato comprende ricerca, soccorso e recupero in ambiente montano, ipogeo e impervio. [web:7]

La legislazione richiamata dal CNSAS riconosce il ruolo dell’organizzazione nel soccorso sanitario in questi ambienti. Le disposizioni mantengono le competenze delle altre amministrazioni e disciplinano il coordinamento quando intervengono squadre di enti diversi. Per le grandi emergenze e le calamità vale il quadro specifico di protezione civile. [web:7]

La componente speleologica è articolata in 17 Zone, suddivise in Stazioni. Le Zone corrispondono spesso alle regioni, ma alcune riuniscono più territori. Piemonte e Valle d’Aosta appartengono alla prima Zona; Puglia e Basilicata alla settima; Campania e Molise alla quattordicesima. L’Umbria costituisce la quarta Zona. Questa suddivisione è propria del soccorso speleologico e non coincide semplicemente con l’intera articolazione regionale del CNSAS. [web:10]

Soccorso speleologico italiano: sanità, disostruzione e innovazione tecnica

Il modello italiano affianca alla rete territoriale commissioni specialistiche. La Commissione Medica Nazionale Speleologica, costituita nel 1984, contribuisce all’assistenza degli infortunati in grotta. I suoi medici e infermieri sono speleologi esperti. Dopo la formazione di base seguono un percorso specialistico dedicato. [web:10]

La Commissione Disostruzione, istituita ufficialmente nel 1992, affronta i passaggi troppo stretti per il trasporto. La questione nasce dalla differenza tra l’ingombro di una persona autonoma e quello di un ferito in barella. L’ampliamento è quindi una componente eventuale del soccorso, affidata a tecnici qualificati, non un’attività ordinaria da improvvisare. [web:10]

La Commissione Speleosubacquea opera nelle cavità naturali o artificiali con tratti allagati. È stata costituita nel 1984 ed è diventata operativa con la prima esercitazione del 1985. Riunisce tecnici con esperienza specifica nelle immersioni in ambienti confinati. [web:10]

La Commissione Tecnica Speleologica studia materiali e dispositivi. Con l’istituzione, nel 2004, della Scuola Nazionale Tecnici del Soccorso Speleologico, la formazione nazionale è stata distinta più nettamente dalla ricerca tecnica. Tra i progetti descritti dal CNSAS figurano la barella scomponibile StratoClaste, il sistema di trasmissione dati Ermes e il campo interno Estià. [web:10]

Ermes permette di collegare l’équipe sanitaria sotterranea con interlocutori esterni, anche per consulti specialistici. Estià risponde invece alle necessità delle squadre impegnate in grotte profonde. Sono esempi di innovazione applicata a problemi diversi: continuità delle informazioni cliniche e sostenibilità del lavoro operativo. [web:10]

Soccorso speleologico in Francia: il modello federale dello Spéléo Secours Français

Lo Spéléo Secours Français, SSF, è una commissione tecnica della Fédération française de spéléologie. La sua costituzione risale al 1977. Il servizio opera in convenzione con il Ministero dell’Interno e dispone di un riconoscimento di sicurezza civile per interventi nelle cavità naturali o artificiali, asciutte o sommerse. L’ultimo rinnovo indicato nel dossier ufficiale è del 2 dicembre 2024. [web:6][web:8]

Il dossier pubblicato nel 2026 descrive una rete di oltre 2.000 soccorritori volontari qualificati. Riporta inoltre 53 strutture dipartimentali riconosciute, con riferimento ai dati del 2025. La distribuzione territoriale permette di associare capacità tecnica e conoscenza delle grotte. [web:8]

L’intervento è inserito nelle disposizioni dipartimentali ORSEC per il soccorso sotterraneo. I volontari SSF vengono mobilitati su richiesta del prefetto. Il Conseiller Technique Départemental en Spéléologie assume la funzione di Directeur des Secours Souterrains e conduce le operazioni in grotta. Il Commandant des Opérations de Secours, appartenente al servizio antincendio e di soccorso, definisce il dispositivo complessivo. [web:8]

A seconda del dipartimento, possono partecipare vigili del fuoco specializzati, gendarmeria, reparti CRS di montagna e servizi sanitari. Il modello distingue quindi la direzione specialistica sotterranea dall’organizzazione interservizi dell’emergenza. [web:8]

L’attività del SSF non è riservata agli iscritti alla federazione. Il dossier indica che, nella media 2007-2017, due persone soccorse su tre non erano tesserate FFS. Nello stesso periodo gli interventi che coinvolgevano speleologi erano circa venti l’anno. Questi valori hanno una base temporale precisa e non rappresentano un consuntivo del 2026. [web:8]

Soccorso speleologico in Spagna: GREIM e gruppi federali territoriali

Il sistema spagnolo comprende più soggetti. Il Servicio de Montaña della Guardia Civil interviene in montagna e nei luoghi di difficile accesso. La sua attività si è estesa alle cavità sotterranee e all’espeleosoccorso all’inizio degli anni Novanta. L’organo centrale ha sede a Jaca e comprende funzioni di istruzione, ricerca tecnica e addestramento. [web:32]

Le unità territoriali GREIM costituiscono una componente pubblica specializzata. Accanto a esse operano gruppi di volontari legati alle federazioni speleologiche. Le forme di collaborazione dipendono dai territori e dagli accordi con le strutture di emergenza. Il caso della Navarra documenta questo raccordo. [web:32][web:61]

L’Espeleosocorro Navarro dipende dalla Federación Navarra de Espeleología. Nel 2008 la federazione ha firmato una convenzione con l’Agencia Navarra de Emergencias. Il gruppo è composto da volontari non retribuiti e opera principalmente in Navarra. Può intervenire altrove su richiesta. Organizza inoltre simulazioni, giornate di autosoccorso e attività preventive di riattrezzamento delle cavità. [web:61]

In Andalusia, l’Espeleosocorro Andaluz della federazione regionale riunisce 60 volontari, secondo la pagina ufficiale del servizio. Le competenze riguardano il soccorso in cavità e nei canyon. Il gruppo può operare autonomamente o in collaborazione con altri corpi di soccorso. [web:59]

Anche la componente sanitaria alimenta il confronto nazionale. La federazione catalana annuncia per il 27-29 novembre 2026 la sesta edizione del congresso sull’espeleosoccorso sanitario e sul primo soccorso. L’incontro si rivolge a sanitari, professionisti e volontari dell’emergenza negli ambienti sotterranei e di difficile accesso. [web:69]

Soccorso speleologico in Slovenia: la JRS e l’integrazione nella protezione civile

La JRS opera all’interno della Jamarska zveza Slovenije. La normativa slovena la definisce un servizio pubblico di protezione, soccorso e assistenza, autonomo nell’ambito della federazione. Il sistema combina quindi una base speleologica associativa con una funzione riconosciuta dall’ordinamento pubblico. [web:39]

La scheda istituzionale presenta 55 soccorritori contrattualizzati, selezionati tra oltre 200 persone addestrate. I sette centri si trovano a Ljubljana, Postojna, Sežana, Tolmin, Kranj, Velenje e Novo mesto. I due numeri descrivono categorie differenti: il contingente contrattualizzato e il bacino più ampio dei soccorritori formati. [web:38][web:39]

L’allerta passa attraverso il 112. Il centro regionale che riceve la chiamata attiva i servizi adeguati alla natura dell’emergenza. La JRS dichiara anche la disponibilità a intervenire nell’Unione europea in caso di incidenti di grandi proporzioni, come unità CaveSAR EU CP. [web:38][web:39]

La formazione viene sostenuta anche dalla produzione di materiali tecnici. Scintilena ha riferito nel febbraio 2025 della pubblicazione di un manuale sloveno di 178 pagine dedicato al soccorso. Il programma ECRA del 2026 ha incluso una presentazione del manuale JRS affidata a Damjan Šinigoj. [web:22][web:44]

Ka?na jama 2026 riunisce tre aspetti di questo modello: capacità sotterranea, direzione delle operazioni e supporto logistico pubblico. Il collaudo di cROMS aggiunge al quadro il lavoro sulla gestione digitale degli interventi.

Soccorso speleologico nella Repubblica Ceca: due unità nel sistema integrato

La Speleologická záchranná služba ?eské speleologické spole?nosti, SZS ?SS, è il servizio della Società Speleologica Ceca. È stato costituito nel 1982 come organismo volontario specializzato. Fa parte del sistema integrato di soccorso della Repubblica Ceca, che coordina la risposta delle diverse strutture di emergenza. [web:50]

La scheda pubblicata dall’ECRA descrive 30 membri, distribuiti in due unità. Quella della Boemia conta 12 persone ed è situata nell’area di Praga. Quella della Moravia ne conta 18 e opera presso Brno. Ogni unità dispone di un deposito con materiali per comunicazione, assistenza e trasporto. [web:50]

L’accesso al servizio richiede esperienza speleologica e selezione. La preparazione del candidato dura almeno due anni. La stessa scheda indica almeno sei esercitazioni complesse all’anno e attività congiunte con vigili del fuoco, soccorso sanitario e polizia. Sono previste anche esercitazioni internazionali nell’Europa centrale. [web:50]

Il rapporto con gli altri servizi è emerso nell’intervento del 10-11 gennaio 2026 nel sistema di Rudice, nel Carso moravo. Scintilena ha riferito dell’operazione per un infortunato nel sottosuolo. Il programma del meeting di Kranj ha dedicato al soccorso di Svážná studna sia una relazione operativa sia un approfondimento medico. [web:24][web:44]

La documentazione ceca mostra un’organizzazione numericamente contenuta, ma inserita in una rete interservizi. Il percorso di ingresso e la frequenza delle simulazioni ne descrivono il carattere specialistico. [web:50]

Soccorso speleologico europeo: ECRA, cooperazione e reti nazionali

L’ECRA è stata costituita il 12 maggio 2012 a Castelnuovo di Garfagnana, presso la sede nazionale del Soccorso Speleologico del CNSAS. Tra i fondatori figuravano organizzazioni di Italia, Croazia, Slovenia, Germania, Serbia, Inghilterra e Austria. La nascita dell’associazione ha formalizzato una collaborazione già sviluppata attraverso incontri e attività condivise. [web:89]

Le sue finalità comprendono lo scambio tecnico, la prevenzione e la cooperazione negli incidenti che richiedono risorse considerevoli. L’associazione non sostituisce le autorità responsabili nei singoli Paesi. Collega invece organizzazioni che possono mettere in comune conoscenze e capacità specialistiche. [web:89][web:84]

L’elenco dei membri restituisce la varietà del panorama europeo. Comprende la Österreichische Höhlenrettung austriaca, la HGSS croata, diverse organizzazioni tedesche, il servizio ungherese e lo Speleo-Secours Switzerland. Per la Spagna sono presenti anche la federazione speleologica nazionale e la fondazione cantabrica ESOCAN. L’appartenenza alla rete non implica un identico modello giuridico o operativo. [web:94]

La Francia va mantenuta distinta sul piano associativo. La European Speleological Federation indica che non è membro dell’ECRA e precisa che quest’ultima non è una propria iniziativa. Il sistema francese costituisce comunque un riferimento nazionale del soccorso sotterraneo, documentato dalla FFS e dal SSF. [web:92][web:8]

L’ECRA dispone di quattro commissioni: medica, tecnica, soccorso speleosubacqueo e ampliamento dei passaggi. Questa suddivisione coincide con alcuni dei nodi più impegnativi di un recupero. Il confronto internazionale riguarda quindi problemi operativi definiti, non soltanto la rappresentanza delle organizzazioni. [web:62]

Soccorso speleologico e tecnologie: comunicare, documentare, coordinare

Le comunicazioni costituiscono una linea di ricerca comune. Il CNSAS descrive telefoni dedicati, strumenti per individuare guasti lungo il cavo e collegamenti tra linea sotterranea e campo base. Il programma di Kranj ha affiancato prove di fibra ottica, aggiornamenti Nicola e presentazioni di altri sistemi nazionali. [web:10][web:44]

Le funzioni sono diverse. La voce consente il dialogo operativo. La trasmissione dati può sostenere i consulti sanitari. La gestione delle informazioni aiuta la direzione a seguire l’intervento. cROMS, sperimentato dalla JRS a Ka?na jama, appartiene a quest’ultimo ambito; Ermes, descritto dal CNSAS, riguarda invece la connessione dati dal sottosuolo. [web:10]

Il programma europeo comprende anche il rilievo. A Kranj era prevista una presentazione del sistema mobile lidar Mandeye, dedicato alla mappatura delle grotte e al sostegno delle missioni di ricerca e soccorso. Cartografia, comunicazioni e organizzazione digitale rispondono a esigenze complementari della conoscenza operativa. [web:44]

La formazione internazionale consente di verificare il raccordo tra queste competenze. Il workshop medico-tecnico di Aggtelek, organizzato nel maggio 2026, prevedeva squadre integrate di otto tecnici e due sanitari. Il lavoro era basato su scenari e confronto tra operatori, non su un corso introduttivo di primo soccorso. [web:64]

Soccorso speleologico e prevenzione: il ruolo delle esercitazioni

La prevenzione è presente nei diversi modelli nazionali. Il CNSAS la include nei propri compiti. Il SSF la collega alla responsabilità della comunità speleologica. Il servizio ceco la affianca esplicitamente all’assistenza in emergenza. Il gruppo navarro la traduce anche in formazione e riattrezzamento delle cavità. [web:7][web:8][web:50][web:61]

Le esercitazioni mantengono attive competenze che possono essere impiegate raramente, ma richiedono preparazione continua. Il dossier francese collega il numero relativamente limitato di interventi alla necessità di conservare una rete territoriale di specialisti. Il modello ceco documenta lo stesso investimento attraverso una formazione pluriennale e simulazioni ricorrenti. [web:8][web:50]

Ka?na jama 2026 porta questo lavoro alla scala internazionale. Il confronto tra 130 soccorritori di 11 Paesi interessa sia il sottosuolo sia la direzione esterna. Il contributo delle esercitazioni al soccorso speleologico europeo consiste nel rendere praticabile l’incontro tra sistemi differenti, quando l’emergenza richiede capacità condivise.

Fonti e URL completi

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Petzl Underground Session: a Kendal le esplorazioni in grotta e la prima di Inside the Mountain

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La Petzl Underground Session del Kendal Mountain Festival si terrà il 20 novembre 2026. In programma scoperte britanniche, esplorazioni in Russia, Three Counties Grand Traverse e il documentario sulla risalita in arrampicata di Gaping Gill.

Petzl Underground Session: appuntamento il 20 novembre a Kendal

La Petzl Underground Session torna al Kendal Mountain Festival venerdì 20 novembre 2026. La serata si svolgerà nella Assembly Room del Kendal Town Hall, nel Regno Unito. Il programma riunisce racconti di esplorazione speleologica e cinema di montagna. L’inizio è previsto alle 19:30, ora britannica GMT, con conclusione indicata alle 22:29. Petzl presenta l’appuntamento, dedicato alle attività e alle scoperte negli ambienti sotterranei. [web:11][web:23]

Sul palco arriveranno aggiornamenti dalle grotte del Regno Unito, esperienze di esplorazione in Russia e il racconto della Three Counties Grand Traverse. La Petzl Underground Session ospiterà anche la prima di Inside the Mountain. Il documentario segue Steve McClure e Molly Thompson-Smith nell’arrampicata lungo il pozzo principale di Gaping Gill, chiamato anche Gaping Ghyll. Dopo la proiezione è previsto un incontro con il regista e gli arrampicatori. [web:23]

Esplorazioni speleologiche britanniche: Dales, Forest of Dean e Mendip

Frank Pearson presenterà nuovi sviluppi dell’esplorazione in tre aree del carsismo britannico: Dales, Forest of Dean e Mendip. Il suo intervento porterà al pubblico gli aggiornamenti sulle scoperte compiute in questi territori. Il programma della Petzl Underground Session accosta così diverse realtà dell’attività speleologica nel Regno Unito. [web:23]

La dimensione internazionale sarà affidata a Becka Lawson e Andrey Kozhenkov, annunciati nel programma della serata per raccontare le esplorazioni in Russia. La sequenza degli interventi mette in relazione le ricerche condotte vicino ai principali gruppi britannici con le esperienze maturate all’estero. Il pubblico potrà seguire questi racconti attraverso le testimonianze dei protagonisti.

Three Counties Grand Traverse: il racconto di Todd Rye

Todd Rye porterà una testimonianza diretta della Three Counties Grand Traverse. Il suo intervento è dedicato a una traversata impegnativa, inserita nel programma come uno dei temi centrali della serata. Il Three Counties System è anche al centro di un articolo della rivista Descent del febbraio 2026, dedicato a un itinerario proposto da Rye e presentato come The Dry Traverse. [web:23][web:152]

Il tema delle traversate restituisce una dimensione collettiva della speleologia. Un precedente resoconto della British Caving Association ha richiamato il coinvolgimento di circa cinquanta speleologi nella giornata di una Grand Traverse, oltre al lavoro preparatorio. L’esplorazione non si esaurisce quindi nel passaggio dei singoli partecipanti. Comprende l’organizzazione e il contributo delle persone che rendono possibile il progetto. [web:148]

Inside the Mountain: arrampicata nel pozzo di Gaping Gill

La prima di Inside the Mountain sarà il principale appuntamento cinematografico della Petzl Underground Session. Il film, diretto da Jack Homan, documenta la salita di Steve McClure e Molly Thompson-Smith sulla via Gee Gee Rider, valutata E3 5c nella scala britannica. La risalita è stata completata il 18 maggio 2026. La storia unisce arrampicata tradizionale, ambiente sotterraneo e organizzazione delle riprese in grotta. [web:23][web:30]

La prima salita in libera della via risale al 1988, con Paul e Dave Hetherington. Il documentario utilizza interviste e testimonianze per collegare quella esperienza alla ripetizione contemporanea. McClure ha condotto la salita da primo di cordata. Thompson-Smith ha seguito da seconda, spiegando nell’intervista a UKClimbing la scelta di rispettare i propri limiti nell’arrampicata tradizionale su roccia bagnata. [web:23]

Le riprese hanno richiesto sette uscite del regista nella grande sala, tra sopralluoghi e prove. Il progetto ha dovuto affrontare acqua, freddo e trasporto delle attrezzature. Per il giorno della salita, la squadra ha utilizzato anche il sistema di verricello installato dai club speleologici locali. L’illuminazione artificiale ha sostenuto le riprese nella parte inferiore. Più in alto, la produzione ha sfruttato progressivamente la luce proveniente dall’ingresso. [web:23]

Kendal Mountain Festival: biglietti, sede e accessibilità

La sede della serata è il Kendal Town Hall, al numero 9a di Lowther Street, Kendal LA9 4DA. I biglietti sono disponibili attraverso la piattaforma del festival. L’annuncio invita a prenotare per tempo, segnalando una vendita sostenuta. Per prenotazioni con sedia a rotelle o altre esigenze di accessibilità, il contatto indicato è info@mountainfest.co.uk.

Il confronto con il regista e gli arrampicatori, previsto dopo Inside the Mountain, completerà la serata. Consentirà di approfondire sia la salita sia il lavoro necessario per raccontarla attraverso il cinema. [web:23]

Fonti dell’articolo


Prodotti Petzl per la speleologia: relazione su illuminazione, progressione verticale e attrezzature di supporto

Una panoramica tecnica dei prodotti Petzl per la speleologia: caschi e lampade DUO, imbracature, bloccanti, discensori, longe, corde, ancoraggi e sacchi. Funzioni, compatibilità e manutenzione distinguono i diversi componenti dell’equipaggiamento.

Prodotti Petzl per la speleologia: un sistema di componenti complementari

Il legame di Petzl con la speleologia nasce dall’attività di Fernand Petzl e dalla costruzione di strumenti per esplorare il sottosuolo. La storia del fondatore è ricordata anche da Scintilena, che ne ripercorre la partecipazione alle esplorazioni del Gouffre Berger e lo sviluppo delle attrezzature speleologiche. Queste origini spiegano la presenza, nel catalogo attuale, di una gamma specificamente dedicata alla grotta. [web:131][web:138]

I prodotti Petzl per la speleologia non costituiscono un unico kit standard. Comprendono dispositivi con funzioni distinte, destinati a lavorare insieme. Il casco protegge il capo. La lampada permette di orientarsi. Imbracatura, connettori, bloccanti e discensore formano il sistema di progressione su corda. Longe e corde completano l’attrezzatura individuale e quella utilizzata per attrezzare i percorsi. [web:8]

La relazione descrive questa architettura senza sostituire i manuali o la formazione. Petzl ricorda che le attività considerate sono intrinsecamente pericolose. L’utilizzatore deve conoscere i dispositivi e possedere le competenze necessarie. Compatibilità e limiti d’impiego vanno riferiti alla versione effettivamente utilizzata, non soltanto al nome commerciale. [web:8][web:100]

Casco BOREO CAVING: protezione e fissaggio delle lampade DUO

BOREO CAVING è il casco della gamma dedicato alla speleologia. La costruzione combina una calotta esterna in ABS con schiume interne EPP ed EPS. Il profilo scende nella parte posteriore e offre una copertura estesa. Il marchio TOP AND SIDE PROTECTION identifica la protezione superiore e laterale sviluppata dal produttore; le certificazioni indicate comprendono EN 12492 e UIAA. [web:77]

Il casco dispone di piastre anteriori e posteriori per montare DUO RL o DUO S. La lampada non è inclusa nella vendita del casco. Questa distinzione è importante quando si confrontano configurazioni e confezioni. L’imbottitura di comfort a cellule chiuse non assorbe acqua o sudore ed è progettata per facilitare il lavaggio. [web:77]

Le due taglie riportate nella scheda sono S/M e M/L. Coprono rispettivamente circonferenze di 48–58 e 53–61 centimetri. Il peso dichiarato è di 335 e 355 grammi. Il sistema di illuminazione aggiunge quindi il proprio peso a quello del casco; la scelta deve considerare anche regolazione, stabilità e distribuzione del carico. [web:77]

Lampade Petzl DUO RL e DUO S: potenza, autonomia e gestione della luce

DUO RL e DUO S rispondono a esigenze simili con tecnologie differenti. Entrambe utilizzano una batteria ricaricabile R2 e separano il corpo illuminante dal portabatteria posteriore. Il comando rotante può essere utilizzato con i guanti. Le schede prevedono un passaggio alla riserva quando la carica si riduce. [web:17][web:91]

DUO RL raggiunge una potenza dichiarata di 2.800 lumen e pesa 390 grammi. La tecnologia REACTIVE LIGHTING regola automaticamente luce e fascio attraverso un sensore. È disponibile anche la modalità STANDARD LIGHTING, con livelli selezionabili. Il corpo anteriore in alluminio è progettato per resistere agli urti. [web:17]

DUO S pesa 370 grammi e raggiunge 1.100 lumen nella modalità BOOST, destinata all’impiego temporaneo. La tecnologia CONSTANT LIGHTING mantiene un’illuminazione regolata. La funzione FACE2FACE riduce automaticamente la potenza quando si incontrano i fasci di lampade compatibili della gamma DUO, limitando l’abbagliamento tra le persone. [web:91]

Il confronto non può fermarsi ai lumen massimi. Le tabelle del produttore distinguono livelli, fascio e autonomia: Lampada e modalità Potenza dichiarata Autonomia dichiarata DUO RL, STANDARD LIGHTING di prossimità 80 lumen 24 ore DUO RL, STANDARD LIGHTING di spostamento 200 lumen 12 ore DUO RL, STANDARD LIGHTING alla potenza massima 1.800 lumen 1 ora e 30 minuti DUO S, ambiente 80 lumen 23 ore DUO S, spostamento 330 lumen 6 ore DUO S, spostamento rapido 700 lumen 3 ore e 30 minuti

I dati della tabella provengono dalle schede Petzl. I 2.800 lumen della DUO RL non corrispondono alla sua modalità STANDARD da 1.800 lumen. I 1.100 lumen della DUO S appartengono invece al BOOST. Queste differenze impediscono di associare automaticamente la potenza pubblicizzata all’autonomia di un altro livello. [web:17][web:91]

Entrambe le schede indicano IP67 e immersione fino a un metro per trenta minuti in acqua dolce. Il produttore descrive anche una tolleranza fino a tre metri per dieci minuti per brevi passaggi in speleologia. Sono condizioni definite, non una qualificazione generale per immersioni speleosubacquee. Le batterie di ricambio R2 sono previste tra gli accessori per prolungare l’impiego. [web:17][web:91]

Imbracature AVEN e SUPERAVANTI: comfort e compattezza nella progressione

AVEN e SUPERAVANTI sono le imbracature speleologiche presenti nella documentazione consultata. Entrambe adottano punti di attacco bassi, destinati a facilitare la risalita su corda. La loro chiusura si integra con il connettore semirotondo OMNI. [web:52][web:65][web:100]

AVEN privilegia il comfort attraverso cintura e cosciali imbottiti e rinforzati. Offre sei portamateriali, due passanti per CARITOOL e un anello porta-kit. La disposizione consente di organizzare gli strumenti individuali e il materiale aggiuntivo. La robustezza riguarda in particolare i punti di attacco, i cosciali e i portamateriali. [web:65]

SUPERAVANTI concentra il progetto su robustezza e leggerezza. I quattro portamateriali permettono di distribuire l’equipaggiamento. Le fibbie dei cosciali sono posizionate internamente per limitare gli impigliamenti nei passaggi stretti. Il confronto con AVEN riguarda quindi soprattutto imbottitura, organizzazione del materiale e ingombro, non una graduatoria generale tra le due imbracature. [web:52][web:65]

EXPLO ha una funzione diversa. È un sistema di bretelle per mantenere il CROLL nella posizione corretta. La costruzione a X stabilizza le bretelle sulle spalle. Una fettuccia pettorale regola la tensione del bloccante ventrale. I portamateriali aggiungono possibilità di organizzazione, senza trasformare EXPLO in un sostituto dell’imbracatura speleologica. [web:63]

OMNI e DUAL CAVING: collegamenti centrali e longe speleologiche

OMNI è un moschettone semirotondo multidirezionale. Chiude i due punti tessili delle imbracature AVEN e SUPERAVANTI e consente il collegamento di CROLL e DUAL CAVING. È disponibile con chiusura manuale SCREW-LOCK e automatica TRIACT-LOCK. La scheda attuale dichiara 25 kN per la sollecitazione simultanea sui tre assi. Questa caratteristica lo distingue da un comune moschettone valutato principalmente sull’asse maggiore. [web:100]

DUAL CAVING è un cordino doppio in corda dinamica. Serve per la progressione sui corrimano e il superamento dei frazionamenti, cioè i punti intermedi che suddividono una verticale attrezzata. I due capi misurano 35 e 65 centimetri. Il peso dichiarato è di 85 grammi. Le guaine alle estremità proteggono le cuciture e mantengono i moschettoni in posizione. [web:32]

La corda dinamica riduce la forza trasmessa nelle cadute di altezza limitata. DUAL CAVING non possiede un assorbitore di energia. Petzl prescrive l’impiego sotto il punto di ancoraggio e soltanto quando il rischio comporta un fattore di caduta inferiore a uno. Non è quindi equivalente a un kit da via ferrata. [web:32]

Bloccanti CROLL, ASCENSION e PANTIN: ruoli diversi nella risalita

Il CROLL è il bloccante ventrale. Scorre lungo la corda in una direzione e la trattiene nell’altra. È utilizzato insieme a un secondo bloccante, come ASCENSION o BASIC, e a un pedale. Il sistema consente di alternare le fasi della risalita senza affidare tutte le funzioni a un solo attrezzo. [web:45][web:69]

CROLL S è compatto e incorpora una placca antiusura in acciaio inossidabile. Pesa 85 grammi e ha un intervallo generale di compatibilità di 8–11 millimetri. CROLL L pesa 140 grammi e presenta un passaggio di corda più ampio, con intervallo generale di 8–13 millimetri. Questi dati vanno letti insieme alle prescrizioni della specifica applicazione e della relativa norma. [web:64][web:67]

ASCENSION è una maniglia bloccante con impugnatura ergonomica. Il foro inferiore permette di collegare cordino e pedale. BASIC svolge il ruolo di bloccante compatto senza impugnatura. La documentazione Petzl considera entrambi in abbinamento al CROLL per le risalite. [web:69][web:118]

FOOTAPE è un pedale regolabile in fettuccia. FOOTCORD utilizza invece un cordino in polietilene ad alto modulo. Entrambi offrono regolazione della lunghezza e un elastico per mantenere il piede in posizione. La differenza riguarda costruzione, regolazione e resistenza all’usura del componente. [web:111][web:114]

PANTIN si fissa al piede e rende la risalita più efficace e meno faticosa. Esistono versioni per piede destro e sinistro. La distinzione essenziale è indicata esplicitamente dal produttore: PANTIN non è un dispositivo di protezione individuale. È un complemento della progressione, non il dispositivo al quale affidare la sicurezza della persona. [web:62]

Discensori STOP, SIMPLE e RACK: tre soluzioni per la discesa in grotta

STOP è un discensore con frenata assistita. La versione D009AA00 accetta corde semistatiche da 8,5 a 11 millimetri e pesa 350 grammi. Camma e puleggia in acciaio inossidabile migliorano la resistenza all’usura. La flangia apribile permette di inserire la corda mantenendo il dispositivo collegato all’imbracatura. [web:18]

La frenata assistita facilita il controllo, ma non equivale a una discesa autonoma. La documentazione d’uso dello STOP prescrive il controllo della corda sul lato frenante. Per le soste a mani libere, Petzl dedica specifici contenuti alle chiavi d’arresto. Queste manovre richiedono apprendimento pratico e riferimento al manuale della propria versione. [web:146][web:8]

SIMPLE adotta una costruzione più leggera e non offre la frenata assistita dello STOP. Pesa 240 grammi e utilizza corde semistatiche da 8,5 a 11 millimetri. Le pulegge possono essere ruotate o sostituite per prolungare l’impiego del dispositivo. Compattezza e ridotto peso sono caratteristiche rilevanti nei passaggi stretti. [web:21]

RACK è un discensore a barrette, destinato in particolare alle lunghe discese. Distribuisce attrito e calore lungo diversi elementi e non torce la corda. La scheda indica un peso di 470 grammi. La compatibilità è di 9–13 millimetri su un solo capo e 8–11 millimetri su due capi. Le barrette sono sostituibili. [web:159] Discensore Principio distintivo Peso Compatibilità dichiarata STOP D009AA00 Frenata assistita 350 g Corda semistatica 8,5–11 mm SIMPLE D004AA00 Costruzione semplice e leggera 240 g Corda semistatica 8,5–11 mm RACK D11 Barrette per modulare l’attrito 470 g 9–13 mm su un capo; 8–11 mm su due capi

I valori riassumono le schede dei tre modelli. La scelta dipende dal percorso, dalle corde e dalle competenze dell’utilizzatore. Il diametro compatibile è una condizione necessaria, non una descrizione completa dell’impiego. [web:18][web:21][web:159]

FREINO Z: frenaggio aggiuntivo e differenze tra versioni

FREINO Z aggiunge un rimando per aumentare o modulare l’azione frenante. La versione Sport M042AA00 è progettata per STOP D009AA00 e SIMPLE D004AA00. Adotta una ghiera TWIST-LOCK e pesa 75 grammi. Il connettore può essere ruotato per mantenere il discensore collegato durante il trasferimento dal portamateriale al punto centrale. [web:115]

Il nome FREINO Z compare anche nella gamma professionale. La versione M042BA00 utilizza TRIACT-LOCK ed è descritta per i discensori I’D e RIG. Per distinguere prodotti con nome simile servono quindi codice, sistema di chiusura e compatibilità dichiarata. La relazione tra componenti deve essere verificata sulla scheda del modello effettivo. [web:113][web:115]

Corde Petzl PUSH e CLUB: diametri e certificazioni da distinguere

PUSH 9 mm è una corda semistatica per speleologia e torrentismo. La scheda riporta certificazione EN 1891 tipo B e peso di 55 grammi al metro. Il trattamento EverFlex è destinato a preservare maneggevolezza e omogeneità. Le lunghezze indicate sono 40, 60, 70 e 200 metri. [web:48]

CLUB 10 mm è presentata per l’impiego collettivo. La documentazione del modello riporta EN 1891 tipo A e 70 grammi al metro. La costruzione punta su maneggevolezza e resistenza all’abrasione. Le lunghezze disponibili nella scheda coincidono con quelle della PUSH. [web:99]

Nel catalogo compare anche CLUB + 10 mm. La calza ibrida integra polietilene ad alto modulo. La scheda dichiara 66 grammi al metro e certificazione EN 1891 tipo B. CLUB e CLUB + non devono quindi essere confuse, anche se condividono il diametro nominale. Nome completo e codice permettono di associare correttamente le caratteristiche alla corda. [web:96][web:99]

Le corde di progressione, le longe dinamiche e i dispositivi di discesa svolgono funzioni differenti. Il confronto tra i prodotti Petzl per la speleologia richiede di mantenerle separate. Le rispettive schede definiscono destinazione d’uso, diametri e collegamenti ammessi. [web:18][web:32][web:48]

Ancoraggi COEUR e carrucole MICRO TRAXION: attrezzare e movimentare materiale

La famiglia COEUR comprende placchette e ancoraggi con materiali differenti. Petzl distingue acciaio standard, acciaio inossidabile 316L e acciaio HCR per ambienti particolarmente corrosivi. Le varianti rispondono a condizioni ambientali diverse. Non basta quindi riconoscere la forma della placchetta per conoscere le caratteristiche dell’ancoraggio. [web:132]

COEUR PULSE 12 mm è un ancoraggio amovibile. Dopo la preparazione del foro, può essere installato e rimosso senza attrezzi. La funzione di bloccaggio limita la rimozione involontaria. I valori di resistenza pubblicati sono riferiti a supporti e prove definiti: non possono essere trasferiti automaticamente a qualsiasi roccia di grotta. [web:126]

MICRO TRAXION è una carrucola bloccante compatta. Pesa 85 grammi e ha un rendimento dichiarato del 91%. La camma può essere mantenuta aperta per l’uso come carrucola semplice. La scheda Sport la descrive per recuperi, autosoccorso e impiego come bloccante di emergenza, con corde da 7 a 11 millimetri. [web:112]

Questi strumenti ampliano le possibilità di movimentazione e recupero. Non costituiscono, da soli, un sistema completo di soccorso. Petzl separa i consigli di base dai contenuti dedicati a tecniche esperte e soccorso, ribadendo la necessità di formazione. [web:8]

Sacchi CLASSIQUE e TRANSPORT: trasporto e organizzazione delle attrezzature

CLASSIQUE 22 è un sacco speleologico da 22 litri. È pensato per trasportare contenitori stagni e altro materiale. La costruzione saldata e le diverse maniglie favoriscono robustezza e movimentazione. La presenza di bidoni stagni nell’esempio d’uso non significa che il sacco stesso sia un contenitore impermeabile certificato. [web:35]

TRANSPORT 45 appartiene alla gamma professionale e offre 45 litri di capacità. Schienale, spallacci e cintura imbottiti facilitano il trasporto dei carichi. Il tessuto rivestito in TPU è destinato a impieghi regolari e intensivi. Il peso dichiarato è di 1.530 grammi; la scheda indica un carico massimo di 50 chilogrammi e una maniglia superiore utilizzabile per il sollevamento del sacco. [web:97]

Il confronto riguarda quindi due categorie diverse. CLASSIQUE è presentato specificamente per la grotta. TRANSPORT propone una soluzione professionale di maggiore capacità. Volume, peso e disposizione delle maniglie aiutano a valutare l’organizzazione del materiale, senza rendere automaticamente equivalenti i due prodotti. [web:35][web:97]

Manutenzione dei prodotti Petzl per la speleologia: controlli, usura e ricambi

La manutenzione è parte dell’impiego dell’attrezzatura. Petzl distingue il controllo prima di ogni utilizzo dalla verifica approfondita svolta da una persona competente. Quest’ultima è raccomandata almeno ogni dodici mesi e dopo eventi eccezionali che possano compromettere l’affidabilità del materiale. Le condizioni d’impiego possono richiedere verifiche più frequenti. [web:80]

Per i prodotti in plastica e tessuto, il limite generale indicato è di dieci anni dalla fabbricazione. La data di acquisto non avvia questo conteggio. Per i prodotti metallici la durata non ha un limite temporale prestabilito. Ciò non significa che possano essere utilizzati senza controlli o oltre un’usura incompatibile con la sicurezza. Un singolo evento può imporre la dismissione. [web:80][web:82]

I ricambi hanno un ruolo concreto nella gestione dei dispositivi. SIMPLE permette di intervenire sulle pulegge. RACK dispone di barrette sostituibili. Le lampade DUO utilizzano batterie R2 rimovibili. Ogni sostituzione deve rispettare la documentazione del prodotto; la disponibilità di un ricambio non elimina la necessità di valutare l’intero dispositivo. [web:21][web:159][web:17][web:91]

Compatibilità dell’attrezzatura speleologica: leggere il sistema completo

Il quadro dei prodotti Petzl per la speleologia si chiarisce osservando le relazioni tra i componenti. BOREO CAVING accoglie le lampade DUO. AVEN e SUPERAVANTI si chiudono con OMNI. EXPLO mantiene il CROLL in posizione. ASCENSION e pedale completano la risalita. STOP, SIMPLE e RACK rispondono a differenti esigenze di discesa. [web:8][web:77][web:100][web:159]

La configurazione finale dipende dalla compatibilità dichiarata e dalle tecniche apprese. La documentazione tecnica accompagna questa scelta con manuali, schede e consigli sulle manovre. Il valore dell’equipaggiamento non risiede soltanto nella somma delle caratteristiche dei singoli strumenti, ma nel loro impiego coerente all’interno del sistema previsto. [web:8][web:100]

Fonti della relazione sui prodotti Petzl per la speleologia

  • Petzl, consigli tecnici e prodotti per la speleologia: https://www.petzl.com/int/it/sport/consigli-tecnici/speleologia
  • Petzl, origini del marchio: https://brand.petzl.com/s/Our-Roots?language=it
  • Scintilena, ricordo di Fernand Petzl: https://www.scintilena.com/e-morto-fernand-petzl/06/02/
  • Petzl, BOREO CAVING: https://www.petzl.com/INT/en/Sport/Helmets/BOREO-CAVING
  • Petzl, DUO RL: https://www.petzl.com/IT/it/Sport/Lampade-frontali/DUO-RL
  • Petzl, DUO S: https://www.petzl.com/IT/it/Sport/Lampade-frontali/DUO-S
  • Petzl, AVEN: https://www.petzl.com/int/it/sport/prodotti/imbraghi-speleologia/aven/AVEN_SPO_a2m1r000002bl5ZAAQ.html
  • Petzl, SUPERAVANTI: https://m.petzl.com/US/en/Sport/Harnesses/SUPERAVANTI
  • Petzl, EXPLO: https://www.petzl.com/INT/it/Sport/Imbracature/EXPLO
  • Petzl, OMNI: https://www.petzl.com/int/it/sport/prodotti/moschettoni-con-ghiera/omni/OMNI_SPO_a2mTx000002bxb3IAA.html
  • Petzl, DUAL CAVING: https://www.petzl.com/IT/it/Sport/Longe/DUAL-CAVING
  • Petzl, CROLL S: https://www.petzl.com/IT/it/Sport/Bloccanti/CROLL-S
  • Petzl, confronto CROLL S e CROLL L: https://www.petzl.com/IT/it/Professionale/Bloccanti/CROLL
  • Petzl, PANTIN: https://www.petzl.com/IT/it/Sport/Bloccanti/PANTIN
  • Petzl, catalogo professionale, bloccanti e pedali: https://catalogs.petzl.com/Petzl-pro-catalog-2025/en/67-Rope-Clamps.html
  • Petzl, FOOTCORD: https://www.petzl.com/us/en/sport/products/foot-loops-foot-ascenders/footcord/FOOTCORD_SPO_a2mw0000000HeYJAA0.html
  • Petzl, FOOTAPE: https://www.petzl.com/US/en/Sport/Ascenders/FOOTAPE
  • Petzl, STOP: https://www.petzl.com/US/en/Sport/Belay-devices-and-descenders/STOP
  • Petzl, SIMPLE: https://www.petzl.com/INT/en/Sport/Belay-devices-and-descenders/SIMPLE
  • Petzl, RACK: https://www.petzl.com/INT/en/Sport/Belay-devices-and-descenders/RACK
  • Petzl, FREINO Z Sport: https://www.petzl.com/IT/it/Sport/Moschettoni-e-rinvii/FREINO-Z
  • Petzl, FREINO Z Professionale: https://www.petzl.com/IT/it/Professionale/Connettori/FREINO-Z
  • Petzl, PUSH 9 mm: https://www.petzl.com/it/it/sport/prodotti/corde-canyoning-e-speleologia/push-9-mm/PUSH-9-mm_SPO_a2mw0000000QEbMAAW.html
  • Petzl, CLUB 10 mm: https://www.petzl.com/INT/en/Sport/Ropes/CLUB-10-mm
  • Petzl, CLUB + 10 mm: https://www.petzl.com/US/en/Sport/Ropes/CLUB-PLUS-10-mm
  • Petzl, COEUR PULSE 12 mm: https://www.petzl.com/INT/en/Professional/Anchors/COEUR-PULSE-12-mm
  • Petzl, catalogo professionale, ancoraggi COEUR: https://catalogs.petzl.com/Petzl-pro-catalog-2024/en/73-Anchors.html
  • Petzl, MICRO TRAXION: https://www.petzl.com/US/en/Sport/Pulleys/MICRO-TRAXION
  • Petzl, CLASSIQUE 22: https://www.petzl.com/INT/en/Sport/Packs-and-accessories/CLASSIQUE-22L
  • Petzl, TRANSPORT 45: https://www.petzl.com/US/en/Professional/Packs-and-accessories/TRANSPORT-45
  • Petzl, verifica dei dispositivi di protezione individuale: https://www.petzl.com/IT/it/Sport/Notizie/2023-2-16/In-cosa-consiste-la-verifica-dei-DPI-e-come-va-eseguita-
  • Petzl, durata dell’attrezzatura: https://www.petzl.com/IT/it/Sport/FAQ/qual-e-la-durata-della-mia-attrezzatura-petzl


https://kendalmountainfestival.eventive.org/Programme/6a3148e654b24310a7372d07

Petzl UK Caving @Yorkshire Dales Guides

L'articolo Petzl Underground Session: a Kendal le esplorazioni in grotta e la prima di Inside the Mountain proviene da Scintilena.

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Grotta di Denisova, il DNA rivela una linea estinta di bovini finora sconosciuta

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L’analisi del DNA antico recuperato da frammenti ossei della celebre cavità siberiana e di altri siti degli Altai ha identificato lo “yak X”, una linea genetica finora sconosciuta, sopravvissuta nella regione per circa 200 mila anni nella Grotta di Denisova

a Grotta di Denisova, celebre per le straordinarie scoperte sull’evoluzione umana, si conferma anche un eccezionale archivio della biodiversità del Pleistocene. L’analisi del DNA antico conservato in frammenti ossei provenienti dalla cavità e da altri siti della Siberia ha infatti permesso di individuare una linea di bovini finora sconosciuta, strettamente imparentata con gli yak.

I ricercatori l’hanno denominata “yak X”. Non si tratta, almeno per il momento, della descrizione formale di una nuova specie, ma di una linea mitocondriale profondamente divergente rispetto a tutte quelle conosciute negli yak antichi e moderni.

La scoperta emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Genome Biology and Evolution, dedicato alla diversità dei bovini vissuti nell’Asia delle medie latitudini durante il Pleistocene.

Il DNA nascosto nelle ossa della grotta

I ricercatori hanno analizzato 63 frammenti ossei di bovini, 57 dei quali provenienti dalla Grotta di Denisova e sei da altri siti della Siberia occidentale e meridionale.

Molti dei reperti erano troppo frammentari per consentire una precisa identificazione sulla base della sola morfologia. Le ossa provenienti da Denisova erano state precedentemente attribuite alla sottofamiglia dei bovini attraverso analisi paleoproteomiche.

L’estrazione e il sequenziamento del DNA antico hanno permesso di andare molto oltre.

Le analisi genetiche hanno identificato uri (Bos primigenius), bisonti e numerosi individui appartenenti al gruppo degli yak. All’interno di questi ultimi è comparsa una linea mitocondriale mai documentata prima.

È lo yak X, una linea sorella rispetto alla diversità genetica conosciuta degli yak, ma nettamente distinta da essa.

Una presenza durata circa 200 mila anni

I dati indicano che questa linea non rappresentò una presenza occasionale negli Altai.

Lo yak X sembra essere rimasto nella regione per un arco temporale eccezionalmente lungo, attraversando importanti oscillazioni climatiche del Pleistocene.

Le datazioni e la stratigrafia documentano la sua presenza per circa 200 mila anni. Nella Grotta di Denisova la continuità della linea è attestata, secondo gli autori, approssimativamente da 203 mila fino a 18 mila anni fa.

Il risultato modifica anche l’immagine tradizionale della fauna degli Altai. Gli yak erano stati precedentemente considerati presenze relativamente rare nella regione, mentre le nuove analisi genetiche indicano che bovini con un mitogenoma simile a quello dello yak erano fra gli abitanti più comuni dell’area.

Non sappiamo ancora esattamente che animale fosse

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda proprio l’identità dello yak X.

Gli autori ipotizzano che la linea genetica possa corrispondere allo yak del Baikal (Bos mutus baikalensis), conosciuto attraverso precedenti osservazioni paleontologiche negli Altai.

Ma si tratta, per ora, soltanto di un’ipotesi.

Per verificarla saranno necessari altri reperti identificabili dal punto di vista morfologico e ulteriori analisi genetiche.

Gli stessi ricercatori sottolineano inoltre che lo studio si basa soprattutto sul DNA mitocondriale. L’ottenimento di genomi nucleari permetterà di comprendere meglio i rapporti evolutivi dello yak X con gli yak e con gli altri bovini.

Una grotta, molti abitanti scomparsi

La scoperta assume un significato particolare proprio perché arriva dalla Grotta di Denisova.

La cavità dei monti Altai è diventata uno dei luoghi simbolo della paleogenetica mondiale dopo l’identificazione dei Denisoviani, una popolazione umana arcaica riconosciuta inizialmente grazie al DNA ricavato da pochissimi resti fossili.

Nella stessa regione vissero anche Neanderthal e, successivamente, esseri umani moderni.

Ora le analisi mostrano che qualcosa di simile accadde anche per la fauna: negli Altai erano presenti linee di bovini profondamente divergenti che non sono sopravvissute nelle popolazioni attuali.

Oltre allo yak X, lo studio documenta infatti antiche linee di bisonti e la presenza, più rara, dell’uro.

Gli autori descrivono così gli Altai come un vero hotspot di diversità, tanto per gli ominini quanto per i grandi bovini.

Reperti litici e resti faunistici provenienti dalla Grotta di Denisova, nei monti Altai. Foto: Thilo Parg / Wikimedia Commons – Licenza CC BY-SA 4.0

Le grotte come archivi della biodiversità perduta

Una grande quantità di materiale proveniente dai depositi di grotta è costituita da frammenti ossei difficilmente identificabili con i metodi tradizionali. L’integrazione tra stratigrafia, paleoproteomica e DNA antico permette oggi di ottenere informazioni anche da questi reperti apparentemente anonimi.

Nel caso di Denisova, la forte frammentazione di parte delle ossa potrebbe essere collegata anche all’attività di predatori e necrofagi, in particolare delle iene delle caverne, la cui presenza emerge dalle analisi effettuate sui reperti.

Da frammenti che a prima vista avrebbero potuto raccontare molto poco è stato così possibile ricostruire una parte della biodiversità scomparsa degli Altai.

Non smetteremo mai di scriverlo: le grotte – in questo caso la grotta di Denisova – confermano sempre che i depositi sotterranei possono funzionare come archivi biologici del tempo profondo, conservando ossa, manufatti e tracce genetiche, in grado di rivelare popolazioni animali e umane delle quali, altrimenti, si conoscerebbe poco o nulla.

Fonti

Scienze Notizie, Un misterioso animale estinto scoperto nella grotta Denisova nel cuore della Siberia, 6 ottobre 2026 – https://www.scienzenotizie.it/2026/10/06/un-misterioso-animale-estinto-scoperto-nella-grotta-denisova-nel-cuore-della-siberia-43128566

“Paleogenomics Reveals a Loss of Bovine Lineages in Mid-latitude Asia Over the Last 200,000 Years”, pubblicato su Genome Biology and Evolution, volume 17, numero 11 – DOI: 10.1093/gbe/evaf206

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