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Grotte di Castellana, il mondo sotterraneo può diventare rifugio climatico contro il caldo estremo

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Durante le ondate di calore la Grave, con una temperatura intorno ai 16 °C, ha accolto anziani e persone fragili

Il complesso carsico pugliese sperimenta una nuova funzione sociale, mentre cresce l’attenzione per accessibilità, sostenibilità e nuove forme di fruizione

Le Grotte di Castellana, uno dei più importanti complessi carsici turistici italiani, durante l’estate 2026 hanno assunto anche una funzione insolita e particolarmente attuale: quella di rifugio climatico nelle giornate caratterizzate dalle temperature più elevate.

L’iniziativa è stata sperimentata nel mese di luglio, quando la Grave, la grande cavità d’ingresso del sistema sotterraneo, è stata aperta per alcune ore ad anziani, bambini e persone fragili, offrendo loro un ambiente naturalmente fresco nel quale trascorrere parte della giornata. Nel sottosuolo di Castellana la temperatura si mantiene infatti attorno ai 16-16,5 °C per tutto l’anno.

Secondo quanto documentato il 18 luglio dalla TGR Puglia, nella Grave sono state organizzate anche attività di socializzazione e intrattenimento. L’iniziativa non era riservata ai soli abitanti di Castellana Grotte, ma era rivolta anche a persone provenienti dai comuni vicini e dall’area barese. La società di gestione aveva inoltre annunciato la possibilità di riattivare il servizio in occasione di successive ondate di calore.

Il sottosuolo come risposta alle temperature estreme

L’esperienza di Castellana introduce un tema destinato probabilmente ad assumere un interesse crescente: il ruolo degli ambienti sotterranei in presenza di condizioni climatiche estreme.

Le cavità naturali possiedono un microclima molto più stabile rispetto all’ambiente esterno. Nel caso delle Grotte di Castellana, il complesso si sviluppa per oltre tre chilometri e presenta temperature interne sostanzialmente costanti durante l’anno. Una caratteristica normalmente associata alla visita turistica che, durante le giornate di caldo eccezionale, può acquisire anche un valore sociale.

L’esperimento dell’estate è tornato all’attenzione nei giorni scorsi grazie a un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 3 ottobre, dedicato alle trasformazioni in corso intorno al sito carsico pugliese. Il direttore artistico Giuseppe Savino ha ricordato che, durante l’estate particolarmente calda, le grotte sono state aperte alla cittadinanza nelle ore di maggiore afa proprio con la funzione di rifugio climatico.

Si tratta di un utilizzo che non modifica la destinazione principale delle Grotte di Castellana, ma mette in evidenza come un ambiente naturale ipogeo possa entrare, con le necessarie cautele e valutazioni, anche nelle strategie locali di adattamento alle temperature estreme.

Accessibilità e nuove modalità di conoscenza delle grotte

L’attenzione alla funzione sociale del complesso si accompagna ad altre iniziative rivolte ad ampliare le possibilità di fruizione. Il progetto “Grotte 100% Accessibili”, ad esempio, prevede visite dedicate anche a persone con disabilità fisiche, sensoriali, psichiche e intellettivo-relazionali, con modalità organizzative specifiche e una preventiva valutazione della compatibilità con il microclima e con le caratteristiche dell’ambiente sotterraneo.

Accanto alla visita turistica tradizionale vengono inoltre proposte esperienze che cercano di avvicinare il pubblico alla dimensione esplorativa della grotta.

Con SpeleoFamily, rivolta alle famiglie, parte del percorso viene effettuata al buio e con modalità che richiamano le prime esplorazioni del complesso. L’itinerario comprende anche una deviazione dal normale tracciato turistico verso la Caverna delle Concrezioni Coralline.

SpeleoNight propone invece un percorso di circa tre chilometri che comprende l’esplorazione di un tratto non normalmente inserito nella visita turistica e il passaggio individuale nel Corridoio del Deserto, sfruttando oscurità e silenzio come elementi dell’esperienza sotterranea.

Sono modalità di fruizione molto diverse dalla speleologia esplorativa propriamente detta, ma testimoniano il tentativo di comunicare al grande pubblico aspetti della grotta che vanno oltre la semplice contemplazione delle concrezioni.

Dalla scoperta del 1938 alle nuove funzioni del mondo sotterraneo

La storia moderna delle Grotte di Castellana è legata alla discesa di Franco Anelli nella Grave il 23 gennaio 1938 e alle successive esplorazioni condotte insieme a Vito Matarrese. Fu poi Matarrese, proseguendo le ricerche, a raggiungere nel 1939 la Grotta Bianca, uno degli ambienti più conosciuti del complesso.

A quasi novant’anni dall’inizio di quelle esplorazioni, Castellana mostra così un’altra possibile relazione tra comunità e sottosuolo. La grotta resta innanzitutto un ambiente naturale delicato, da conoscere e tutelare, ma la stabilità del suo microclima mette oggi in evidenza anche una funzione che difficilmente sarebbe stata immaginata dai primi esploratori.

In estati sempre più segnate da episodi di caldo intenso, l’esperienza pugliese offre quindi uno spunto che va oltre il singolo sito turistico: le cavità naturali possono diventare anche luoghi nei quali riflettere concretamente sul rapporto fra ambiente sotterraneo, comunità e adattamento ai cambiamenti climatici, purché ogni utilizzo sia compatibile con la conservazione del sistema carsico e con la sicurezza delle persone.

Fonti: Corriere della Sera, 3 ottobre 2026; Rai TGR Puglia, 18 luglio 2026; Grotte di Castellana Srl, sito istituzionale

Foto: Grave delle Grotte di Castellana – Boboseiptu / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

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