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Duemila Grotte, oggi a Trieste il centenario: un workshop guarda a cento anni di speleologia

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Alla Sala Luttazzi del Magazzino 26 l’incontro aperto al pubblico dedicato allo storico volume di Bertarelli e Boegan, considerato il primo esempio organico di catalogazione delle grotte

Oggi, martedì 15 settembre 2026, Trieste celebra i cento anni di Duemila Grotte, una delle opere fondamentali nella storia della speleologia.

A partire dalle ore 17.30, alla Sala Luttazzi del Magazzino 26, si terrà un workshop aperto a tutti dedicato al volume pubblicato nel 1926 da Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan.

Duemila Grotte ha accompagnato generazioni di speleologi ed è considerato il primo esempio di catalogazione organica delle cavità naturali, un’opera che rappresentò per l’epoca un’esperienza pionieristica anche nel panorama internazionale.

Scintilena aveva già approfondito il significato storico del centenario nell’articolo “Duemila Grotte 1926-2026: a Trieste il centenario del grande catasto speleologico”, pubblicato lo scorso 20 agosto.

Un documento per leggere un secolo di speleologia

A cent’anni dalla pubblicazione, il valore di Duemila Grotte non è soltanto storico: il volume costituisce infatti un documento eccezionale per confrontare lo stato della speleologia del primo Novecento con l’evoluzione tecnica, scientifica ed esplorativa sviluppatasi nel corso del secolo successivo.

Rilievi, descrizioni e catalogazione delle cavità restituiscono l’immagine di una speleologia che stava costruendo i propri strumenti e il proprio metodo. Molte delle pratiche oggi considerate fondamentali — esplorare, rilevare, documentare, confrontare e conservare i dati — trovano le proprie radici proprio in quel grande inventario delle cavità naturali del Carso.

Gli strumenti sono cambiati profondamente, ma il principio resta lo stesso: trasformare l’esplorazione in conoscenza condivisa e duratura.

Dal catasto cartaceo alle nuove tecnologie

Ai rilievi eseguiti con gli strumenti dell’epoca si sono oggi affiancati sistemi GNSS, GIS, rilievi digitali, laser scanner, fotogrammetria e banche dati capaci di integrare informazioni topografiche, geologiche, idrologiche e ambientali.

Proprio il confronto tra il 1926 e il 2026 sarà uno degli elementi più interessanti dell’incontro triestino: osservare quanto siano cambiate tecniche, obiettivi e possibilità della speleologia partendo da un’opera che, cento anni fa, tentò per la prima volta di organizzare in modo sistematico la conoscenza del sottosuolo carsico.

La Commissione Grotte Eugenio Boegan

Tra i relatori del workshop saranno presenti numerosi soci della Commissione Grotte Eugenio Boegan, gruppo speleologico della Società Alpina delle Giulie e realtà profondamente legata alla storia dell’esplorazione e dello studio del Carso.

Una presenza particolarmente significativa proprio in occasione del centenario di un’opera che porta il nome di Eugenio Boegan e che continua a rappresentare uno dei riferimenti della speleologia triestina.

L’appuntamento di oggi

Il workshop si terrà oggi, martedì 15 settembre 2026, a partire dalle ore 17.30, presso la Sala Luttazzi del Magazzino 26 di Trieste.

L’incontro è aperto a tutti.

Informazioni sull’incontro di Trieste

  • Evento: Duemila Grotte. 1926-2026. La speleologia cent’anni dopo
  • Data: martedì 15 settembre 2026
  • Luogo: Sala Luttazzi, Magazzino 26, Trieste
  • Apertura al pubblico: ore 17.00
  • Inizio: ore 17.30
  • Iscrizioni: entro le ore 23.59 di lunedì 14 settembre 2026

Fonti

L'articolo Duemila Grotte, oggi a Trieste il centenario: un workshop guarda a cento anni di speleologia proviene da Scintilena.

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