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Spedizioni speleologiche in Malaysia: a Perlis rilevati 7,7 chilometri tra grotte e antiche miniere

Október 15th 2026 at 10:00

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La missione internazionale del progetto EuroSpeleo ESP 2026-03 documenta dieci cavità. Le spedizioni speleologiche in Malaysia collegano esplorazione, ricerca scientifica e conservazione, dalla penisola al Borneo.

Perlis 2026: dieci grotte nella campagna Malaysia-Svizzera

Dieci grotte documentate e circa 7,7 chilometri di gallerie rilevate. È il bilancio della Malaysia-Swiss Caving Expedition 2026, realizzata nel Perlis, all’estremità settentrionale della penisola malese. La missione ha lavorato vicino al confine thailandese, lungo i rilievi calcarei che si sviluppano a sud di Kaki Bukit verso Kangar. Il rapporto, firmato da Joerg Dreybrodt e datato 17 settembre 2026, presenta risultati topografici, osservazioni scientifiche e obiettivi per le prossime esplorazioni.[1]

La campagna rientra nel progetto EuroSpeleo ESP 2026-03. Ha coinvolto speleologi e ricercatori di Malaysia, Svizzera, Regno Unito e Giappone. La collaborazione ha unito il Dipartimento di Geologia della Universiti Malaya, la Malaysian Cave and Karst Conservancy e la Società Svizzera di Speleologia. Il lavoro sul territorio ha ricevuto il contributo dei Perlis Climbers, della comunità di Kaki Bukit e della guida locale Along. Le attività si sono svolte con l’autorizzazione del Dipartimento forestale del Perlis.[1]

Gua Kelam 2, Wang Mu e Fai Soo Long: i risultati del rilievo speleologico

Gua Kelam 2 costituisce il principale risultato cartografico della campagna, con circa 3,8 chilometri rilevati. Wang Mu raggiunge 1,3 chilometri. Fai Soo Long, non menzionata nei precedenti rapporti consultati dalla spedizione, aggiunge circa 1,2 chilometri di sviluppo documentato. Questi valori fanno parte del totale di 7,7 chilometri distribuito fra dieci cavità. Il dato indica la lunghezza dei passaggi rilevati durante la missione, comprendendo grotte già conosciute e settori di nuova documentazione.[1]

Nell’ultima giornata è stato individuato l’ingresso del pozzo Foh Thye, del quale è stata discesa la verticale principale. Restano da verificare possibili collegamenti con Fai Soo Long o Wang Mu. Il programma futuro comprende anche due pozzi, indicati nel riepilogo come profondi oltre 140 metri, rimasti da scendere. Nelle cavità rilevate sono inoltre rimaste alcune prosecuzioni minori. Brevi immersioni hanno consentito di esaminare il potenziale esplorativo di alcuni sifoni.[1]

Carsismo del Perlis e miniere di stagno nella Formazione di Setul

Le grotte interessate dalla missione si aprono soprattutto nei calcari della Formazione di Setul. La successione viene riferita all’intervallo compreso fra Ordoviciano e Devoniano inferiore. Queste rocce costruiscono parte della catena di Nakawan e proseguono oltre il confine thailandese. Il contatto con il granito mesozoico di Bukit China è associato alle mineralizzazioni che hanno alimentato i depositi di stagno della zona.[1]

La cassiterite, minerale dal quale si ricava lo stagno, si è concentrata nei sedimenti alluvionali delle valli e delle grotte. Il maggiore peso dei granuli rispetto ad altri componenti dei sedimenti ha favorito accumuli economicamente sfruttabili. Nel Novecento questi depositi hanno sostenuto un’attività estrattiva diffusa negli ambienti sotterranei del Perlis. Lo studio di Liz Price pubblicato su Acta Carsologica ne descrive la particolare estensione e il rapporto con le cavità naturali.[2]

Il paesaggio sotterraneo conserva ancora passerelle, strutture lignee, cavi e altri resti del lavoro minerario. In diversi punti, le gallerie naturali comunicano con tratti ampliati o modificati dall’uomo. Alcuni scavi profondi sono oggi allagati. La documentazione speleologica interessa quindi un ambiente nel quale morfologie carsiche e archeologia industriale si sovrappongono. Le vecchie infrastrutture, spesso deteriorate, aggiungono difficoltà alla progressione.[1]

Acque sotterranee, fossili e fauna delle grotte del Perlis

La spedizione ha affiancato il rilievo alle osservazioni scientifiche. A Gua Baba sono state misurate temperatura e conducibilità elettrica delle acque in più corsi sotterranei. Il rapporto riporta una temperatura di circa 25,5 °C e valori iniziali fra loro simili nei punti confrontati. Queste misure forniscono una prima caratterizzazione delle acque del sistema.[1]

Le osservazioni paleontologiche raccolte nelle campagne 2025 e 2026 comprendono resti attribuiti a pipistrelli, roditori, cervidi, cinghiali, primati e rinoceronti. Il documento segnala anche gasteropodi, conchiglie, brecce quaternarie e accumuli di origine archeologica. Si tratta di testimonianze di natura diversa, distribuite nelle cavità visitate. Il rapporto le presenta come un inventario di osservazioni, senza attribuire a tutti i reperti una medesima età.[1]

Durante i rilievi sono stati osservati anche pipistrelli, millepiedi, serpenti, granchi, rospi, tartarughe e pesci. La componente biologica collega il lavoro esplorativo alla conoscenza degli ecosistemi sotterranei. Il progetto ha ricevuto un contributo finanziario dalla Federazione Speleologica Europea e supporto in attrezzature da Aventure Verticale, partner ufficiale FSE.[1]

Dalle grotte del Perlis alle spedizioni speleologiche in Malaysia

La missione del 2026 prosegue una collaborazione già attiva nella campagna del febbraio 2025. In quell’occasione furono esplorate 54 cavità e rilevati 11.036 metri di passaggi fra Langkawi, Perlis, Baling e Merapoh. Il nuovo lavoro concentra l’attenzione su un settore preciso della penisola e ne aggiorna la cartografia. Si inserisce così nella storia delle spedizioni speleologiche in Malaysia, sviluppata attraverso progetti internazionali con caratteristiche differenti fra penisola e Borneo.[3]

Relazione di approfondimento sulle spedizioni speleologiche internazionali in Malaysia

Due grandi contesti per le spedizioni speleologiche in Malaysia

La storia delle spedizioni speleologiche in Malaysia comprende almeno due grandi contesti geografici. Il primo è la penisola, con le aree carsiche di Perlis, Kedah, Perak, Pahang e Kelantan. Il secondo è il Borneo malese, dove il Sarawak ospita il territorio di Gunung Mulu e altri importanti settori di ricerca. La distinzione aiuta a comprendere obiettivi, organizzazione e risultati delle diverse campagne.[3][4]

A Mulu si è consolidata una sequenza di spedizioni collegate, con ritorni ripetuti sugli stessi sistemi. Nella penisola, la documentazione mostra campagne distribuite fra massicci e colline calcaree differenti. Qui il lavoro ha spesso combinato ricognizione degli ingressi, primi rilievi, revisione di grotte già note e osservazioni naturalistiche. Le due esperienze condividono un elemento centrale: la collaborazione con istituzioni, personale e comunità locali.[3][5]

Mulu prima delle grandi spedizioni internazionali

Le prime descrizioni europee delle cavità di Mulu appartengono alla storia delle ricognizioni nel Sarawak ottocentesco. Spenser St. John descrisse calcari, caverne e gallerie naturali osservati nell’area nel 1858. Queste testimonianze documentano uno sguardo esterno su luoghi già appartenenti al territorio vissuto dalle popolazioni locali. La storia dell’esplorazione speleologica organizzata prese forma più tardi.[4]

Nel 1961 G. E. Wilford, del servizio geologico malese, visitò la zona e rilevò Deer Cave e parte di Cave of the Winds. Il suo lavoro anticipò il potenziale dei massicci calcarei di Mulu. La fase successiva avrebbe trasformato quelle indicazioni in un programma sistematico di esplorazione e ricerca.[4]

La spedizione Royal Geographical Society del 1977-1978 a Gunung Mulu

La Royal Geographical Society organizzò nel 1977-1978 una grande spedizione scientifica in collaborazione con il governo del Sarawak. Il progetto interessò il parco nazionale appena istituito e studiò diversi aspetti dell’ambiente forestale. Robin Hanbury-Tenison ne fu responsabile e direttore sul campo. Il coordinamento scientifico fu affidato a Clive Jermy, del British Museum of Natural History.[6]

La scheda istituzionale indica 145 membri complessivi e un’attività distribuita su quindici mesi, fra giugno 1977 e settembre 1978. All’interno di quel programma, sei speleologi esplorarono e rilevarono circa 50 chilometri di gallerie in tre mesi. Le attività interessarono Clearwater, Green Cave, Prediction Cave, Wonder Cave e altri ambienti. Il rapporto fra grandi volumi sotterranei, sedimenti e circolazione idrica diventò uno dei temi della ricerca successiva.[4][6]

Quella campagna costituisce il punto di partenza della cooperazione continuativa oggi descritta dal Mulu Caves Project. Il parco presenta il progetto come una collaborazione fra speleologi britannici, autorità del Sarawak, Sarawak Forestry Corporation e gestione locale. L’esplorazione non è quindi una successione di visite indipendenti, ma un’attività costruita attraverso relazioni mantenute nel tempo.[5]

Sarawak Chamber e le campagne speleologiche degli anni Ottanta

La spedizione denominata Mulu ’80 aggiunse circa 50 chilometri di passaggi rilevati. Fra i suoi risultati figura Sarawak Chamber, nel sistema di Lubang Nasib Bagus, conosciuto anche come Good Luck Cave. L’individuazione della grande sala ampliò l’interesse per le dimensioni dei vuoti sotterranei e per i processi che li avevano prodotti.[4]

Sarawak ’84 rilevò altri 54 chilometri di grotte. Clearwater aumentò di circa 14 chilometri, mentre a Benarat l’esplorazione di Cobweb Cave aggiunse circa 15 chilometri. Le campagne affiancarono alla topografia indagini geologiche, geomorfologiche, ecologiche e mineralogiche. Furono svolti anche tracciamenti delle acque, utili a riconoscere connessioni idrologiche fra settori del massiccio.[4]

Nel 1988 arrivò un cambiamento organizzativo. Una squadra di sei persone dimostrò la possibilità di ottenere risultati anche con una spedizione più leggera. Furono esplorati altri 16 chilometri e individuata Blackrock Cave. Nel 1989 una squadra di otto persone rilevò oltre 24 chilometri di passaggi, avvicinando progressivamente Blackrock e Clearwater.[4]

Clearwater: le connessioni che hanno costruito un grande sistema carsico

Nel 1991 venne individuato il collegamento fisico fra Blackrock e Clearwater. Il sistema superò così i 102 chilometri di sviluppo allora conosciuto. Questo passaggio illustra un meccanismo centrale dell’esplorazione a Mulu: riconoscere come grotte con ingressi diversi appartengano a una rete comune. Topografia e tracciamenti idrici hanno avuto ruoli complementari in questa ricostruzione.[4]

La distinzione fra collegamento idrologico e collegamento percorribile è importante. Alla fine degli anni Ottanta i tracciamenti avevano già mostrato il percorso delle acque dalla gola del Melinau attraverso Blackrock verso Clearwater. La successiva esplorazione rese possibile unire fisicamente le due cavità. La conoscenza del drenaggio e quella degli itinerari accessibili agli speleologi avanzarono quindi con tempi differenti.[4]

Whiterock, individuata nel 2003, entrò nel sistema Clearwater attraverso due connessioni nel 2005. Nello stesso anno, immersioni nei sifoni contribuirono a collegare componenti del sistema Terikan. Nel 2014 le esplorazioni dei livelli superiori di Clearwater portarono lo sviluppo complessivo oltre i 200 chilometri. Queste misure descrivono tappe storiche precise, non una lunghezza definitiva del sistema.[4]

Benarat, Hidden Valley e il contributo di squadre internazionali

L’attività nel Sarawak non si è limitata a Clearwater. Le spedizioni hanno lavorato anche a Benarat, nelle doline di Hidden Valley e nell’area di Gunung Buda. Nel 1997 una spedizione statunitense attiva a Buda esplorò Deliverance Cave sul margine nordorientale di Benarat. Una successiva campagna americana, nel 2000, ne portò lo sviluppo conosciuto a circa 4,3 chilometri.[4]

A Hidden Valley, le spedizioni degli anni Novanta dovettero affrontare soprattutto problemi di accesso e rifornimento. La campagna del 1998 utilizzò il percorso sotterraneo attraverso Cobra Cave come principale via di transito verso le doline. Nello stesso anno fu stabilito il collegamento fra Cloud e Bridge, all’interno del sistema Cobra-Cloud-Bridge. Il risultato mostra quanto esplorazione e logistica possano dipendere dalla stessa rete di cavità.[4]

Anche i progetti recenti mantengono obiettivi territoriali distinti. Benarat 2024, svolta fra il 29 dicembre 2023 e il 21 gennaio 2024, si concentrò sulle grotte di Gunung Benarat. Il programma comprendeva la ricerca esterna dell’ingresso Upper Cobweb, i livelli alti di Cobweb e possibili prosecuzioni verso Terikan.[7]

Mulu 2025: nove giorni nel campo sotterraneo di Armistice

La spedizione Mulu Caves 2025 operò dal 2 al 25 novembre 2025. Il progetto la identifica come la trentaquattresima spedizione anglo-sarawakiana a Gunung Mulu. Guidata da Rostam Namaghi, concentrò il lavoro sul settore Armistice di Clearwater, con l’assistenza del parco e di collaboratori locali.[8]

Un campo interno permise a sei speleologi di restare sottoterra per nove giorni. Una squadra di tre portatori effettuò un rifornimento intermedio. Una coppia lavorò su una risalita presso la sala Velodrome, mentre gli altri partecipanti cercarono prosecuzioni nel livello superiore di Armistice.[8]

Il superamento di un’ostruzione oltre il limite raggiunto nel 1989 aprì l’accesso a Reputation. Il rapporto preliminare descrive una galleria alta circa 40 metri e oltre 2,7 chilometri di nuovi passaggi di grandi dimensioni. Il ramo meridionale e varie diramazioni rimasero disponibili per ulteriori esplorazioni. La campagna conferma l’utilità di riesaminare limiti conosciuti da decenni, sostenendo la progressione con una logistica adeguata.[8]

Perlis: dalle campagne WWF e Axbridge al progetto EuroSpeleo 2026

Nella penisola, il Perlis possiede una storia esplorativa distinta. Il rapporto del 2026 richiama le attività WWF Malaysia del 1992 e la documentazione del 1998. A queste si affiancarono le campagne britanniche dell’Axbridge Caving Group del 1996 e del 1998, dedicate a esplorazione, rilievo, riprese e fauna delle grotte.[1][3]

L’archivio Caves of Malaysia attribuisce alla spedizione del 1996 circa 2.192 metri di passaggi scoperti e a quella del 1998 altri 1.628 metri. Il lavoro attuale riprende quel percorso in un ambiente fortemente modificato dall’estrazione mineraria. I rilievi del 2026 aggiornano la rappresentazione delle principali cavità e indicano obiettivi concreti per le campagne successive.[1][3]

Il contributo delle strutture malesi ha un ruolo operativo e scientifico. Università, associazioni, guide e comunità locali partecipano all’individuazione degli accessi e allo sviluppo delle ricerche. Nel progetto Perlis, questa collaborazione collega topografia, storia mineraria, osservazioni paleontologiche e conoscenza del territorio.[1]

Perak e Pahang: le spedizioni nella penisola malese

Nel Perak, le campagne internazionali hanno interessato Gua Tempurung e numerose colline calcaree della valle di Kinta. La spedizione del gruppo VHO a Gunung Lanno, nel novembre 2001, documentò 32 cavità e rilevò circa 12 chilometri di gallerie in tre settimane. Nello stesso anno speleologi di Adelaide rilevarono Gua Anak Tempurung, Gua Kanthan e Gua Kandu.[3]

La partecipazione italiana compare nel Lenggong Karst Project del 2015. Il progetto coinvolse il CIRS di Ragusa e l’AWAN Adventure Team di Kuala Lumpur. L’archivio delle spedizioni riporta la documentazione di cinque grotte. La Scintilena dedicò una notizia alla missione internazionale, inserendola nel percorso delle attività esplorative del gruppo ragusano.[3][9]

Nel Pahang operarono squadre francesi a Kenong Rimba nel 1990 e nell’area di Merapoh nel 1999. Nel settembre 2012 nove speleologi croati lavorarono con collaboratori locali attorno a Merapoh. Furono esplorate più di 25 grotte e rilevate le maggiori. Fra i risultati figura Gua Hari Malaysia, una cavità attiva di circa 930 metri con cascate e salti d’acqua.[3]

Nel 2013 una squadra giapponese proseguì i rilievi attorno a Merapoh e visitò il settore di Gua Musang, nel Kelantan. L’insieme di queste campagne mostra una geografia esplorativa distribuita. Il contributo internazionale non coincide soltanto con le grandi reti del Borneo, ma comprende sistemi minori e colline isolate della penisola.[3]

La campagna Malaysia-Svizzera 2025 e il ritorno nel Perlis

La spedizione Malaysia-Svizzera del 2025 si svolse dall’8 al 28 febbraio. L’archivio Caves of Malaysia indica sei partecipanti provenienti da Svizzera, Germania e Giappone, affiancati da sei malesi. I risultati comprendono 54 cavità esplorate e 11.036 metri rilevati in quattro aree: Langkawi, Perlis, Baling e Merapoh.[3]

La Scintilena ha descritto quella campagna mettendo in relazione grotte in marmo, sistemi fluviali e antiche miniere di stagno. Ha inoltre evidenziato il contributo di ranger, arrampicatori e appassionati locali. Il ritorno nel Perlis nel 2026 rappresenta una prosecuzione mirata: dalla ricognizione su più territori alla documentazione approfondita di un’area selezionata.[1][10]

Rilievo speleologico, dati digitali e ricerca scientifica in Malaysia

Le spedizioni speleologiche in Malaysia producono risultati differenti e complementari. Il rilievo misura lo sviluppo delle gallerie e ne ricostruisce le relazioni. I tracciamenti verificano le connessioni idriche. Gli studi su sedimenti, minerali e forme delle cavità affrontano la storia del carsismo. Le osservazioni biologiche descrivono gli organismi che frequentano questi ambienti. Queste attività sono documentate sia nelle campagne storiche di Mulu sia nel progetto Perlis 2026.[1][4]

A Mulu, nel 2011, Deer Cave e Sarawak Chamber furono sottoposte a scansione laser. Nella stessa campagna vennero stabiliti punti GPS di riferimento per migliorare la coerenza dei dati topografici. Nel 2018 iniziò anche un nuovo rilievo di parti di Clearwater. L’evoluzione tecnica affianca quindi la scoperta di passaggi alla revisione e al consolidamento della cartografia esistente.[4]

Il parco di Mulu ospita inoltre programmi internazionali su biogeochimica delle grotte, pipistrelli e registrazioni climatiche nelle stalagmiti. La speleologia fornisce accesso, orientamento e documentazione degli ambienti studiati. Le cavità diventano così luoghi di cooperazione fra esploratori e specialisti di discipline diverse.[5]

Biodiversità delle grotte malesi e conservazione del carsismo

Il valore scientifico delle cavità emerge anche dagli studi indipendenti dalle singole spedizioni. Una ricerca pubblicata nel 2024 su Tropical Life Sciences Research ha esaminato ragni di Gua Kelam 1. L’analisi morfologica e il DNA barcoding hanno identificato Nephilengys malabarensis, Orsinome vethi e un ragno attribuito al genere Pholcus. Lo studio riguarda Gua Kelam 1, distinta dalla Gua Kelam 2 rilevata nel progetto 2026.[11]

Gli autori descrivono popolazioni di origine epigea presenti in un settore privo di luce naturale, ma interessato dall’illuminazione artificiale. Non hanno riscontrato i caratteri morfologici tipici di una stretta specializzazione alla vita sotterranea. Il risultato mostra l’importanza di associare identificazioni accurate alle osservazioni sul campo, distinguendo presenza in grotta e adattamento esclusivo all’ambiente ipogeo.[11]

La conservazione coinvolge anche il rapporto fra grotte, attività economiche e paesaggio. Nel Perlis, le miniere hanno modificato passaggi e depositi. Nell’area di Merapoh, la documentazione delle esplorazioni richiama la pressione delle attività di cava su alcune colline calcaree. Cartografia, inventari e studi biologici forniscono elementi utilizzabili per conoscere e gestire questi territori.[2][3]

Prospettive delle spedizioni speleologiche internazionali in Malaysia

Le campagne recenti indicano due direzioni di lavoro. A Mulu proseguono l’esplorazione delle diramazioni e dei livelli superiori di reti già molto estese. Nella penisola, il lavoro comprende ancora ricognizioni territoriali, aggiornamento delle grotte note e documentazione di cavità poco descritte. Il Perlis riunisce questi obiettivi con lo studio del patrimonio minerario.[1][3][8]

Il progetto ESP 2026-03 lascia una base operativa precisa: dieci cavità rilevate, possibili collegamenti da verificare e verticali ancora da affrontare. Il suo significato si colloca nella continuità delle spedizioni speleologiche in Malaysia. La collaborazione internazionale acquista valore attraverso dati condivisi, ritorni sul terreno e partecipazione delle realtà locali.[1]

Fonti e documenti consultati


Fonti
[1] [PDF] Report Perlis – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/wp-content/uploads/2026/09/ESP-2026-03_Malaysia_Expedition_Perlis_2026.pdf
[2] [PDF] TIN MINING IN THE LIMESTONE CAVES OF PERLIS, MALAySIA … https://pdfs.semanticscholar.org/28e4/69f7f775c02e6ae68ca54bf0d39baafc80d0.pdf
[3] Expeditions – CAVES OF MALAYSIA – WordPress.com https://cavesofmalaysia.wordpress.com/expeditions/
[4] Exploration History – Mulu Caves Project https://mulucaves.org.uk/history-of-exploration
[5] Research – OFFICIAL PAGE Mulu National Park World Heritage Area https://mulupark.com/education-research/research/
[6] [PDF] RGS-IBG Field Research Programmes Gunung Mulu Expedition … https://www.rgs.org/media/01vfivyf/malaysia-mulu-sarawak-rp-1977-78.pdf
[7] Benarat 2024 Preliminary Report – Mulu Caves Project https://mulucaves.org.uk/expeditions/benarat-2024/benarat-2024-preliminary-report
[8] Mulu Caves 2025 https://mulucaves.org.uk/expeditions/mulu-caves-2025
[9] SPEDIZIONE INTERNAZIONALE IN MALESIA: LENGGONG KARST … https://www.scintilena.com/spedizione-internazionale-in-malesia-lenggong-karst-projcet/07/27/
[10] Alla Scoperta delle Grotte della Penisola Malaysia tra Giungle … https://www.scintilena.com/alla-scoperta-delle-grotte-della-penisola-malaysia-tra-giungle-miniere-e-marmo/07/19/
[11] Discovery of Web-Building Spiders in Gua Kelam, Perlis State Park … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11383626/
[12] file di riferimento.txt https://pplxfilegitgateway-projectfiles-prod-use1.s3.us-east-1.amazonaws.com/projectfiles-prod/gateway-object-store/repos/files-aefdb4c5417341983edaa662cb6682cd/lfs/objects/c4/53/c4535c97910b5909e4e5f508f1ef48045ec4ff9f733613404c4fc19d35c71df4?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYEZX4K7JUD%2F20261015%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20261015T044825Z&X-Amz-Expires=900&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEPr%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FwEaCXVzLWVhc3QtMSJIMEYCIQDtIqAXm2BA28qVllw1qCZAYEkpMsfuFfgZkCAv%2Bz7HwgIhAOslfpkeNSSfCSfZ13%2Fb7e4CaaM1NjIdQlxvw%2F0ZxCgWKrAFCML%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FwEQARoMNjk5NzUzMzA5NzA1IgygYi3P%2Bb49J8MWpnEqhAWjKcNGHr9r38NIAfzS9YpBogeZmXr0%2BJmvc48id7EOv8boGr6Jo4iL39qpMP%2BO3nUU9OacxdTIkFlxyuicFqogU1UrU0QZLWab1Pus4n4wo06rgBoPVsy3o4GQUUqJrWviru8Tsc8%2BxHEM%2BZUXkA1zdi%2FBo2K0VDniiAr98jG4%2Brkf1RUPavVQk3IIy%2Fi6ysaTHwh4hnfzvuyLgifFhB5xg8iVdlpIvoSS8Ibc5zInoQhy7hdiW2DwWSnajE9Gh5617NEvAs4kijr6%2BGXzkdGsZvjb6SVfyE0DZgo1wZ2LlHluzGfFLdzPFqsFvhe01pVUif%2BsfOoPLo8uSF%2Fz6uc10IM%2BAtfcbgxRv%2FNUdEWPlFGBNkEJwQCUnrsqATcnCl7QL7fRf84a9zQnay2R6JSeAcWVxbPlos%2B2yrHRJ5WnlKaf1nX09HK7Wjj12G48%2BqwdlD6druE9MpFKSYjTad%2BXvBSjERJdmw85ziviknPVHcruHhKNtEOvNQuuG4y6F%2Bx0NwpLg2DaN%2FJfTFsXjTn%2FwBb%2FfVZ8BZ0d2jQHSFPqT47Fgro7f82BfhbLnrLtTni5FSI7DFsRkFlnXsBZ1pdfvxaTCODBV9Oe1MCq%2FNKEh96lxX9Av2QL0KMV%2Fp5rUfjY%2FmdPkO%2FK%2Fjh8j2nY44hCzISlrhG4OjvxiE4wHfCQTMn9oAsV%2BzWhnO%2FhLpjMg5jhGp1vLttn2j%2BCbC1BrHlOWyJ%2F9X6lGuNcQ%2BKxeSSa0L9AkZQBxMfAs595SMum3Sz9KEZI6BPHFKRQ1Dk2Ac6rtEZENyXvbG4%2BYpw7x%2BJbsSOhw4CGWF7UuzP2ihNh3lnaxDM%2BC1ss8Tut0QFgtLrOrlCyHjDZ1cDWBjqPAddP09R9cjHtgyeqYy9JH3YVxoI9r%2BJQPCqT2hpXE9QXktIv9CeoESc%2B9m4gA%2FNSCQSQl1iHNItgJDg57L22ixsNmDyg8LJ2%2BTANwpa%2BCxt%2BRZDhr8MyTuDcMHoYZhsxMDnGfmBOybMvI9YAUlfJ9Umif4E5GDYEMfCBqNEfv3iqnM1pJMV3jNupd9BUv3yJ&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=6b4cee4cea4436cec9f142dcb2931a4dbff8856d7e487c05d7c412cd94b67d3e
[13] Tin mining in the limestone caves of Perlis, Malaysia https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/63
[14] Discovery of Web-Building Spiders in Gua Kelam, Perlis State Park, Malaysia https://ejournal.usm.my/tlsr/article/download/tlsr_vol35-no-1-2024_5/graphical-abstract
[15] Tin mining in the limestone caves of Perlis, Malaysia – dLib https://www.dlib.si/details/URN:NBN:SI:doc-LVPNIQ6L?&language=eng
[16] The Geological History of the Malay Peninsula https://zenodo.org/record/2467037/files/article.pdf
[17] Clearwater Cave system – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Clearwater_Cave_system
[18] Spedizione Malaysia-Svizzera in Perlis: scoperti 7,7 chilometri tra … https://www.scintilena.com/spedizione-malaysia-svizzera-in-perlis-scoperti-77-chilometri-tra-grotte-e-miniere-di-stagno/09/17/
[19] Mulu 1984 https://mulucaves.org.uk/stories/mulu-1984
[20] Tin mining in the limestone caves of Perlis, Malaysia | Price | Acta … https://ojs2.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/63
[21] M is for Mulu National Park – Museum Volunteers, JMM https://museumvolunteersjmm.com/2021/10/25/m-is-for-mulu-national-park/
[22] Mulu National Park – Taman Negara Malaysia https://tamannegara2u.com/mulu-national-park/
[23] Tin mining in the limestone caves of Perlis, Malaysia – Academia.edu https://www.academia.edu/62534422/Tin_mining_in_the_limestone_caves_of_Perlis_Malaysia
[24] Scoperte nelle Grotte di Mulu: Un Aggiornamento dal SUICRO 2024 https://www.scintilena.com/scoperte-nelle-grotte-di-mulu-un-aggiornamento-dal-suicro-2024/08/14/
[25] The Expeditions – Mulu Caves Project https://mulucaves.org.uk/expeditions
[26] Mulu Caves 2024 https://mulucaves.org.uk/expeditions/mulu-caves-2024
[27] Mulu Caves Project https://mulucaves.org.uk/
[28] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[29] Bibliografia – C I R S Ragusa https://cirs-ragusa.org/blog/attivita/bibliografia/
[30] La Speleologia secondo ChatGPT – Scintilena https://www.scintilena.com/la-speleologia-secondo-openai-chatcgp/03/18/

Malaysia

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Október 15th 2026 at 09:00

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Dal 13 al 15 novembre, l’EuroSpeleo Forum 2026 riunirà in Croazia speleologi e istituzioni. In programma tutela del carsismo, sostegno ai giovani e confronto sulle candidature per il rinnovo degli organismi federali nel 2027.

La Federazione Speleologica Europea invita gli speleologi a partecipare alle proprie attività e a valutare una candidatura nei suoi organismi.

Il prossimo punto di incontro sarà l’EuroSpeleo Forum 2026, previsto a Pazin, in italiano Pisino, dal 13 al 15 novembre.

La manifestazione porterà per la prima volta in Croazia il raduno europeo, affiancandolo all’incontro degli speleologi croati sotto il nome di Mundus Spelaeus 2026.

L’appello arriva dal presidente Jean-Claude Thies. Nel messaggio rivolto alla comunità speleologica, la FSE collega la partecipazione al Forum a un percorso più ampio. L’obiettivo è coinvolgere nuovi collaboratori nel Bureau, nelle commissioni e nei gruppi di lavoro. Il rinnovo dei mandati è previsto durante l’assemblea generale del maggio 2027 a Morteau, in Francia.

EuroSpeleo Forum 2026: la rete europea si incontra in Istria

La Federazione Speleologica Europea conta oggi 32 organizzazioni aderenti. Nel suo messaggio, Thies ricorda i 36 anni di attività della federazione e la presenza costruita nel tempo attraverso incontri nazionali e regionali. Il Forum di Pazin prosegue questo lavoro di collegamento fra le comunità speleologiche.

L’organizzazione locale fa capo alla Società Speleologica Istra di Pazin. Collaborano l’associazione speleologica Estavela, la Società Speleologica di Karlovac e il club Ursus spelaeus di Karlovac. L’evento si svolge sotto l’egida della FSE. Lo sostengono la Federazione Speleologica Croata, la Commissione di speleologia dell’Associazione alpinistica croata e la Città di Pazin.

L’EuroSpeleo Forum 2026 riunirà esploratori, ricercatori e appassionati. Il confronto riguarderà nuove ricerche, esperienze di esplorazione e protezione degli ambienti sotterranei. Fra gli obiettivi figurano anche la cooperazione fra federazioni e club, la condivisione delle conoscenze e lo sviluppo di riferimenti etici e tecnici comuni.

Tutela del carsismo: il workshop della commissione europea ECPC

La conservazione delle grotte sarà uno dei temi centrali della presenza federale a Pazin. Nel messaggio di Thies è annunciato il “Workshop on Karst Underground Preservation”, organizzato dalla European Cave Protection Commission, la commissione della FSE dedicata alla protezione delle grotte.

Al confronto sono invitati speleologi, amministratori locali, esperti regionali, organizzazioni impegnate nella conservazione della natura e autorità competenti. Il workshop metterà in dialogo esperienze e responsabilità diverse. Il tema comune sarà la ricerca di idee e soluzioni per proteggere grotte e territori carsici.

Il programma dell’EuroSpeleo Forum 2026 comprende anche una tavola rotonda sulle discariche sotterranee. Il tema collega direttamente l’attività speleologica alla gestione dei problemi ambientali. Nella giornata di domenica 15 novembre sono previsti inoltre incontri delle organizzazioni croate e un confronto sul catasto speleologico.

Pazinska jama e Martel: 130 anni di storia speleologica

L’appuntamento si inserisce nella lunga tradizione esplorativa dell’Istria. Il territorio è legato alle origini della speleologia europea moderna e presenta paesaggi carsici che costituiscono parte del contesto scientifico del raduno.

Nel 2026 ricorrono anche i 130 anni dall’ultima visita ed esplorazione di Édouard-Alfred Martel alla grotta di Pazin, la Pazinska jama, avvenuta nel 1896. Thies richiama questa ricorrenza nel messaggio di presentazione della partecipazione federale.

Il programma affianca al confronto contemporaneo alcune esposizioni dedicate al patrimonio sotterraneo. Sono previste mostre sulla voragine di Rašpor, sui valori naturali, scientifici e culturali del carsismo e sulle grotte e sugli abissi dell’Istria.

Giovani speleologi: due borse FSE fino a 500 euro

Per favorire la partecipazione giovanile, la Federazione Speleologica Europea ha messo a disposizione due borse di studio. Ciascun contributo può raggiungere un massimo di 500 euro. Il sostegno riguarda la partecipazione al 18° EuroSpeleo Forum di Pazin.

I requisiti indicati dalla FSE sono:

  • affiliazione, tramite il proprio club, a un’organizzazione membro della federazione;
  • età non superiore a 26 anni;
  • almeno 18 anni al momento della firma e dell’invio della domanda;
  • presentazione del modulo di candidatura e di una lettera di raccomandazione.

Le domande devono essere inviate all’indirizzo contact@eurospeleo.eu. Il modulo ufficiale specifica i dettagli e la scadenza. L’iniziativa sostiene giovani attivi nella speleologia, nella ricerca sul carsismo o nella protezione delle grotte.

Candidature FSE 2027: il rinnovo a Morteau

L’invito di Thies riguarda incarichi diversi. Gli speleologi possono valutare un impegno nel Bureau, nelle commissioni oppure nei gruppi di lavoro. Gli avvisi dettagliati sulle candidature saranno pubblicati all’inizio del 2027, secondo il calendario annunciato dal presidente.

Le elezioni per tutti i mandati si svolgeranno alla successiva assemblea generale della FSE. La sede sarà Morteau, durante l’incontro nazionale franco-svizzero e il 19° EuroSpeleo Forum. La manifestazione è in calendario dal 14 al 17 maggio 2027.

L’evento riunirà il 51° Congresso nazionale della Federazione Speleologica Francese, il 15° Congresso nazionale della Società Svizzera di Speleologia e il Forum europeo. Il tema sarà la speleologia e il carsismo dell’Arco giurassiano, con attenzione a grotte, acqua e clima dal passato al futuro.

Pazin rappresenterà quindi un primo luogo di confronto per chi intende collaborare alla vita federale. Il presidente invita gli interessati a incontrare il Bureau durante il Forum oppure a contattarlo direttamente.

Stand FSE e informazioni per partecipare a Pazin

Al prossimo EuroSpeleo Forum saranno disponibili anche nuovi capi di abbigliamento della federazione. Il progetto grafico è stato fornito da Taraneh Khaleghi. Secondo l’annuncio di Thies, i capi saranno distribuiti attraverso lo stand FSE nei prossimi Forum europei.

Per partecipare all’EuroSpeleo Forum 2026, la quota è di 30 euro con preiscrizione e pagamento ricevuto entro le ore 16 del 6 novembre. L’iscrizione sul posto costa 35 euro. Relatori e autori di poster possono inviare gli abstract entro il 20 ottobre 2026 a mundusspelaeus@gmail.com.

Fonti

[1] MUNDUS SPELAEUS [EN] – Hrvatski speleološki savez https://www.speleo.hr/mundus-spelaeus-en/

[2] News https://www.eurospeleo.eu/category/news/

[3] EuroSpeleo Forum 2026 a Pazin, il programma di Mundus Spelaeus … https://www.scintilena.com/eurospeleo-forum-2026-a-pazin-il-programma-di-mundus-spelaeus-prende-forma/09/11/

[4] Scholarships to attend the 18th EuroSpeleo Forum https://www.eurospeleo.eu/2026/06/16/fse-scholarships-to-encourage-young-cavers-to-attend-the-18th-eurospeleo-forum-in-pazin-croatia-13-15-november-2026/

[5] 19th EuroSpeleo Forum 2027 in Morteau, France https://www.eurospeleo.eu/event/19th-eurospeleo-forum-2027-in-morteau-france/

[6] European Congress of Speleology – Congrès Spéléo 2027 https://congres2027.speleo-doubs.com/en/home/

[10] Mundus Spelaeus 2026: l’EuroSpeleo Forum arriva a Pisino, in Istria https://www.scintilena.com/mundus-spelaeus-2026-leurospeleo-forum-arriva-a-pisino-in-istria/06/27/

[11] EuroSpeleo Youth Contest 2026: giovani speleologi invitati a … https://www.scintilena.com/eurospeleo-youth-contest-2026-giovani-speleologi-invitati-a-raccontare-il-mondo-sotterraneo/10/06/

[12] EuroSpeleo Newsletter luglio 2026: la FSE mette in rete … – Scintilena https://www.scintilena.com/eurospeleo-newsletter-luglio-2026-la-fse-mette-in-rete-eventi-progetti-e-tutela-del-carsismo/07/03/

[13] Borse di studio per giovani speleologi: partecipare al 18 … – Scintilena https://www.scintilena.com/borse-fse-per-giovani-speleologi-partecipare-al-18-eurospeleo-forum-a-pazin-croaziasottotitolo-la-federazione-speleologica-europea-offre-borse-di-studio-fino-a-500-euro-per-favorire-la-parte/06/17/

[14] Animazione Grotta di Monte Cucco in 3D – Scintilena https://www.scintilena.com/animazione-grotta-di-monte-cucco-in-3d/04/28/

[16] Visioni Sotterranee – young contest – Tetide https://www.tetide.org/progetti/visioni-sotterranee-young-contest/

[17] EuroSpeleo Forum 2026 – UK Caving https://ukcaving.com/board/index.php?threads/eurospeleo-forum-2026.34584/

[18] EuroSpeleo Projects – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/eurospeleo-projects/

[19] Public Workshop on “The natural and cultural value of kar | Alpconv https://www.alpconv.org/it/home/organizzazione/gruppi-di-lavoro-tematici/public-workshop-on-the-natural-and-cultural-value-of-karst-landscapes-focus-on-classic-karst/

[20] On ouvre au sec samedi à Morteau https://www.estrepublicain.fr/sport/2026/09/25/on-ouvre-au-sec-samedi-a-morteau

[22] EuroSpeleo Newsletter – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/eurospeleo-newsletter/

[23] Nature Workshop: Karst – A Mosaic of Life – Chiesa di San Lorenzo https://www.go2025.eu/en/imports/events/proposed/anonymous/nature-workshop-karst-a-mosaic-of-life

[24] Events from August 31 – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/events/

[25] Venir à Morteau – Congrès Spéléo 2027 https://congres2027.speleo-doubs.com/venir-a-morteau/

[26] Congrès International de Spéléologie de MORTEAU 2027 https://www.speleoubs.be/agenda/congres-international-de-speleologie-de-morteau-2027

[27] [PDF] EuroSpeleo Newsletter – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/wp-content/uploads/2026/06/Newsletter_July_2026_EN.pdf

[28] Newsletter Feed Archives https://www.ocbj.com/category/newsletter-feed/

[29] October 2021 EuroSpeleo Newsletter – UK Caving https://ukcaving.com/board/index.php?threads/october-2021-eurospeleo-newsletter.28742/

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