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Guano nelle grotte e pipistrelli iberici: il ruolo nascosto dei depositi nelle colonie cavernicole

Jún 1st 2026 at 13:00

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Guano, ammoniaca e microclima spiegano perché i rifugi sotterranei sono decisivi per la riproduzione dei pipistrelli iberici.

Il lavoro di Luis Hernández Tabernero, in ambito USAL-SECEMU, mostra che il guano non è un residuo da rimuovere, ma una parte strutturale dell’habitat, con effetti diretti sulla sopravvivenza delle colonie e sul successo riproduttivo.

Il guano come habitat

Nel quadro delle colonie cavernicole della Penisola Iberica, il guano svolge più funzioni insieme.

Contribuisce alla stabilità del rifugio, modifica le condizioni interne e crea un ambiente più favorevole alla crescita dei piccoli. Nelle colonie di Rhinolophus, Myotis e Miniopterus, la presenza di accumuli antichi è quindi legata alla continuità riproduttiva.

Il testo sottolinea che questi depositi possono formarsi per decenni o secoli nei rifugi storici. In grotta, la materia organica accumulata non è un problema secondario. Diventa una componente ecologica e funzionale del sistema sotterraneo.

Difesa chimica e predatori

Uno degli aspetti più interessanti è il ruolo del guano come barriera passiva contro gli intrusi.

La decomposizione microbica libera ammoniaca, che produce un effetto di disturbo per mammiferi terrestri e altri predatori opportunisti.

Tra i gruppi citati figurano Rattus rattus, Martes foina, Genetta genetta e alcuni serpenti, che tendono ad allontanarsi o a ridurre il tempo di permanenza nel rifugio.

Questo meccanismo ha un valore ecologico concreto. Meno intrusioni significano meno stress per la colonia e minori rischi per i neonati.

Nel caso dei piccoli caduti a terra, il guano può anche attenuare l’impatto fisico, riducendo le conseguenze di cadute accidentali.

Microclima e crescita

Il guano contribuisce anche al cosiddetto “termostato” della colonia.

La combinazione tra il calore metabolico prodotto dagli individui e il calore della decomposizione crea un microclima utile alla crescita dei piccoli. In ambienti più caldi, i cuccioli sviluppano prima la membrana alare e iniziano a volare più presto.

Per le femmine, questo equilibrio è altrettanto importante. Un rifugio stabile riduce il costo energetico della termoregolazione e consente di investire più energie nella produzione di latte.

Il risultato può essere un migliore peso allo svezzamento e, quindi, maggiori probabilità di successo della stagione riproduttiva.

Zoning del rifugio

Le diverse specie non occupano la grotta nello stesso modo.

La distribuzione interna dipende da temperatura, umidità e accumulo di guano.

Miniopterus schreibersii tende a utilizzare i soffitti più caldi, mentre Myotis myotis e Myotis blythii si collocano in settori con temperatura più stabile. I Rhinolophus, invece, frequentano aree più isolate, con umidità elevata e minore disturbo.

Questa zonazione mostra che il rifugio non è uno spazio uniforme. È un sistema organizzato, in cui le condizioni microambientali regolano la presenza delle diverse specie.

La struttura del guano contribuisce proprio a questa organizzazione interna.

Conservazione e gestione

Il punto più delicato riguarda la conservazione.

Il testo avverte che il guano è spesso ignorato nei piani di gestione, anche nelle aree della Rete Natura 2000.

La sua rimozione o pulizia, nelle colonie in riproduzione, può causare abbandono del rifugio, frammentazione della colonia e calo netto del tasso di riproduzione.

Dal punto di vista speleologico, questa è una questione centrale. La grotta non va letta solo come vuoto roccioso, ma come habitat complesso. Anche nel materiale di sintesi della speleologia scientifica italiana viene ribadito che l’ambiente di grotta conserva informazioni, è fragile e richiede limiti al campionamento e alle alterazioni. Nel caso dei pipistrelli, il guano è dunque parte dell’habitat da proteggere, non un elemento da eliminare.

Valore per la speleologia

Per la speleologia, questa ricerca ha un significato ampio. Ricorda che i depositi organici sono parte del funzionamento ecologico delle cavità e che la tutela dei rifugi deve considerare anche elementi apparentemente minori. Il messaggio è chiaro: nelle colonie cavernicole iberiche, il guano sostiene il microclima, difende il rifugio e accompagna la riproduzione.

L’idea centrale del lavoro è quindi semplice ma decisiva. Se si altera il guano, si altera la grotta come habitat. E se si altera l’habitat, si indebolisce la continuità delle colonie di chirotteri che dipendono da esso.

Fonte: https://www.facebook.com/share/1Fz4DLK2rK/?mibextid=wwXIfr

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