Abisso Mattarelli: nuove esplorazioni e sviluppo oltre i 7 km
Gli speleologi del GSV CAI Varese annunciano sui social nuove scoperte alla Grotta Mattarelli, esplorata per oltre un chilometro nelle ultime uscite tra marzo e aprile 2026. La cavità raggiunge ora 7203 metri di sviluppo e resta al centro dell’attività esplorativa al Campo dei Fiori, con importanti potenzialità ancora da indagare.
Nel 2023, dopo 8 anni di ricerche e fatiche, gli speleologi del Gruppo Speleologico CAI Varese (GSV) avevano raggiunto un grande obiettivo: il secondo ingresso all’Abisso Mattarelli (anche Grotta dei Mattarelli). Il nuovo accesso si trova alla stessa quota di quello precedente, ma consente di evitare i pozzi in frana che caratterizzano il primo tratto della cavità. E’ un punto di partenza strategico che ha consentito di proseguire la risalita verso la cima della montagna, dove molti obiettivi – tra cui Shangai – attendono gli speleologi più determinati.
In questi giorni arriva un nuovo importante aggiornamento da parte degli speleologi varesini, che sulla loro pagina Facebook annunciano un ulteriore successo, frutto di un’esplorazione condotta tra fine marzo e inizio aprile 2026, con la partecipazione di nuove e “vecchie” glorie.

Riportiamo il post con fedeltà:
“Ecco le ultime scoperte nella grotta dei Mattarelli, dove a 5 ore dalla superficie, si è esplorato oltre 1 km tra gallerie e ambienti mozzafiato….
La grotta raggiunge uno sviluppo di 7203m, e i fronti esplorazione sono ancora aperti!”
Il risultato conferma il grande potenziale della cavità e la continuità dell’impegno esplorativo sul massiccio del Campo dei Fiori, già protagonista negli anni recenti di importanti scoperte, insieme ad altre aree come lo Stelvio, di cui si è parlato anche al Raduno Lombardo di Malonno.
Dieci anni dall’inizio dell’avventura
La Grotta Mattarelli è stata scoperta nel 2016 dagli stessi speleologi varesini, segnando una nuova fase di interesse per il Campo dei Fiori dopo un lungo periodo di relativa inattività. L’ingresso si trova nel territorio comunale di Barasso, nella parte alta del versante meridionale del massiccio.

Alcuni tratti della cavità si distinguono per la straordinaria ricchezza di concrezioni, con stalattiti e stalagmiti di varie forme, e un settore è caratterizzato da una presenza eccezionale di fossili, in particolare ammoniti e crinoidi, tanto da ricordare una vera e propria galleria di museo di storia naturale.
Il nuovo aggiornamento esplorativo conferma come l’Abisso Mattarelli (guardate le foto da Facebook! https://www.facebook.com/media/set/?vanity=GSVarese&set=a.1647621112145082)

è tutt’altro che “chiuso”: i fronti restano aperti e le prospettive di sviluppo continuano a stimolare l’attività del gruppo.
Ed ecco il resoconto dettagliato delle esplorazioni, inviato da Sandro Uggeri sulla lista Speleo-it, che cita anche gli speleologi coinvolti, ai quali vanno i nostri complimenti per la perseveranza e i risultati raggiunti:
“Le ultime informazioni scritte su Speleo-IT relative alla Grotta Mattarelli (M. Campo dei Fiori, Varese) risalgono all’inizio 2023, in occasione dell’apertura del secondo ingresso, scoperto utilizzando tecniche speleologiche (risalite e disostruzioni), topografiche, ARTVA, radioline e datalogger… Ingresso importante perché il primo è assai pericoloso per attraversamenti di frane verticali molto instabili.
Anche per sistemare il secondo ingresso, che si apre verticale nel centro di una valletta, c’è voluto il suo tempo. Idem per rendere il successivo percorso un minimo agevole, aprendo lo Stalinpass, che permette di evitare lo stretto e fangoso Ramo Ortomio, così denominato per le tante concrezioni a cavolfiore.
Finalmente sono stati guardati i rami in risalita presso il nuovo ingresso.
Ripetuti test col Naso, abbinati a datalogger di temperatura, hanno accertato connessioni con le tre principali grotte soprastanti, Shanghai, Uno e Fulmini, ma per il momento da Mattarelli non è stata trovata la via giusta. Concentrandosi su Shanghai sono state fatte una decina di uscite, fino ad avere la meglio sulla strettoia detta “della tanica”, strumento utilizzato per allontanare il detrito. Oltre la strettoia, due saloni ed una galleria in discesa, fino ad una strettoia ventosa che rappresenta l’ attuale fondo, a circa -180, a 900 m dall’ ingresso, con percorrenza non banale. La distanza da Mattarelli è circa una quarantina di metri, non facili da superare perché in questo tratto le due grotte si sviluppano in parallelo.
Tornando a Mattarelli, la più importante scoperta ha luogo questo inverno: il ramo dedicato ad Andrea Gonzaga, speleologo varesino deceduto in autunno, quasi all’improvviso, lasciando un grande vuoto.
Il Ramo Andy inizia circa a -380, con una serie di camini per un’ottantina di metri di dislivello positivo. In cima intercettano una zona freatica antica: sono particolari i resti di un antico lago, ora testimoniato da profondi mud crack fossili, talvolta ricoperti da una sabbiolina costituita da ossicini di pipistrelli.
All’insù la zona freatica continua con la Galleria Controvento, ultima esplorazione domenica scorsa: finisce su camino ventoso e pozzo inesplorato. All’ingiù invece si sviluppa la Galleria Basilisco, un grosso freatico anch’esso fermo, da una settimana, su di un pozzo. Manca poco per superare in pianta ed in sezione il fondo di Mattarelli, -414. Qualche centinaio di metri più a sud si trova Nuovi Orizzonti, il freatico alla base del Campo dei Fiori, con i suoi 7300 metri di sviluppo.
Mattarelli misura al momento 7200 metri di sviluppo, di cui circa 1500 metri esplorati nel 2026.
Come ormai d’uso (purtroppo) io scrivo ma partecipo solo marginalmente alle esplorazioni, spinte dai soci più giovani del GSV CAI Varese. Tra tutti vanno citati Simon Beatrice, Leopoldo Losa, Oliver Beatrice, Marco Bertoni, Giuseppe Gastaldi, Peter Beatrice, Massimo Loriato, Santo Vezzano ed il supporto fornito dal Gruppo Grotte le Nottole, dal GG Cai Gallarate e dall’ adrenalinico Corvo, ritornato per l’occasione nella sua culla speleologica”.
Le fotografie sono attinte dalla pagina social del Gruppo Speleologico CAI Varese (GSV) , eccetto lo scatto di @Luana Ajmar, tratto dalla pagina dello Scarpone del CAI.

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