Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento Silenzioso che Raggiunge il Cuore della Terra
La dott.ssa Valentina Balestra presenta al 6° incontro online di Biologia Sotterranea Piemonte i risultati di una ricerca multidisciplinare che documenta la contaminazione da microplastiche in fauna, sedimenti e acque delle grotte italiane
Il 6° Incontro Online di Biologia Sotterranea Piemonte
Il 29 aprile 2026, alle ore 20:30, il Gruppo di Ricerca Biologia Sotterranea Piemonte organizza il suo sesto incontro online gratuito. La protagonista della serata è la dott.ssa Valentina Balestra, ricercatrice dell’Università di Torino, in collaborazione con il DISAFA dell’Università degli Studi di Torino.scintilena
Il tema è la contaminazione da microplastiche nei sistemi carsici, con un approccio volutamente multidisciplinare. L’incontro affronta il problema dell’inquinamento da tre angolazioni distinte: fauna stygobiotica, sedimenti e acque sotterranee. Il link per partecipare alla videochiamata è meet.google.com/hom-fxyy-vff.facebook
Balestra si occupa di microplastiche e microfibre in ambienti ipogei, marini, fluviali e glaciali dal 2020. La sua tesi di dottorato, completata nel 2025, rappresenta il primo approccio sistematico a questa forma di inquinamento negli ambienti sotterranei italiani.biennaletecnologia+1
Microplastiche nei Sistemi Carsici: Perché Preoccupa
Le microplastiche (MP) sono frammenti di plastica con dimensioni comprese tra 0,1 µm e 5 mm. Le microfibre (MF) comprendono filamenti sintetici (poliestere, nylon), naturali (cotone) e rigenerati (rayon/viscosa). Fungono da vettori di inquinanti secondari: bisfenolo A, pesticidi, metalli pesanti e ftalati si adsorbono sulla loro superficie.frontiersin+1
I sistemi carsici sono particolarmente vulnerabili. La struttura delle rocce carbonatiche — fratture, condotti e sifoni — trasporta l’acqua dalla superficie al sottosuolo senza filtrazione naturale. Nella Grotta di Bossea, il tempo di transito dalla superficie alla cavità è di soli 1–4 giorni durante le piene. Gli acquiferi carsici forniscono circa il 25% delle risorse idriche potabili mondiali e circa il 40% del fabbisogno idrico italiano.scintilena+1
Le fibre tessili dominano la contaminazione, rappresentando tra il 78 e il 94% delle particelle identificate nei siti studiati. Sono coerenti con il 60% della produzione tessile mondiale di tipo sintetico e con il rilascio di centinaia di migliaia di microfibre per ogni ciclo di lavaggio in lavatrice.scintilena
La Fauna Stygobiotica: una Scoperta Senza Precedenti
La scoperta più rilevante dell’intera ricerca riguarda la fauna stygobiotica. Gli invertebrati acquatici obbligatoriamente ipogei — depigmentati, privi di occhi, con popolazioni piccole e distribuzione molto ristretta — si trovano ora a vivere in acque contaminate.scintilena
Nella Grotta di Bossea (Piemonte) sono state trovate microplastiche nel sistema gastrico di Proasellus franciscoloi, crostaceo stygobiotico endemico. Nel campione analizzato, 191 microparticelle — prevalentemente perline (93%) — occupano circa l’1% del volume gastrico. È la prima documentazione mondiale di questa contaminazione in un invertebrato sotterraneo obbligato.scintilena
Uno studio pubblicato su Sustainability nel 2024 ha confermato la presenza di microplastiche in tutti i taxa di invertebrati acquatici sotterranei esaminati, con concentrazioni tra 18 e 911 particelle/L nelle acque dei siti analizzati. Il 91% delle particelle identificate negli organismi era di tipo fibroso.scintilena
Il Proteus anguinus — unico cordato esclusivamente cavernare d’Europa — frequenta siti del Carso friulano già risultati contaminati. Uno studio pubblicato su Journal of Environmental Management nel 2024 ha documentato la necessità di indagini urgenti negli habitat a stygobionti, avvertendo che le specie chiave più vulnerabili possono assimilare le microplastiche con effetti potenzialmente irreversibili sulla conservazione delle popolazioni.sciencedirect+1
Sedimenti Carsici: Archivi dell’Inquinamento
I sedimenti carsici accumulano le microplastiche nel tempo e diventano sorgenti di rilascio secondario. I dati delle grotte piemontesi e liguri mostrano concentrazioni significative:iris.polito
Nella Grotta di Bossea le aree turistiche presentano fino a 4.390 items/kg di sedimento secco. A Toirano e Borgio Verezzi (Liguria) i valori si attestano intorno a 1.000–1.100 items/kg sia nelle zone accessibili ai turisti sia nelle aree riservate agli speleologi. Le aree turistiche mostrano concentrazioni mediamente doppie rispetto alle aree non frequentate, ma la presenza di MP è ubiqua in entrambe le tipologie di zone.scintilena+1
Nel Carso Classico del Friuli-Venezia Giulia, uno studio dell’Università di Trieste (2026) ha analizzato tre grotte — Trebiciano, Caverna Maucci e Grotta Luftloch — trovando circa 94 particelle/kg di sedimento indipendentemente dal livello di frequentazione umana. I polimeri più rappresentati erano polipropilene (PP), polietilene (PE) e PET.arts.units+1
Un meccanismo chiave nell’accumulo è la cosiddetta slackwater retention: durante le piene, le microplastiche si depositano sui terrazzi sedimentari più elevati, mentre il fondo del letto idrico viene continuamente “ripulito” dalla corrente.scintilena
Acque Sotterranee e Microplastiche: i Dati
Le misurazioni nelle acque carsiche italiane documentano concentrazioni elevate. Nella Grotta di Bossea le acque contengono 164 items/L complessivi, con valori più alti nei sifoni interni (54 items/L) e nelle acque superficiali di alimentazione (23–29 items/L). Nel Carso di Trieste i valori si attestano tra 47 e 96 items/L. Persino gli acquiferi confinati profondi della provincia di Cuneo, in Piemonte, registrano la presenza di microplastiche fino a 97 items/L.iris.polito+1
Il fatto che le concentrazioni interne alle grotte risultino più elevate rispetto alle acque di alimentazione superficiali indica un effetto di concentrazione. Le microplastiche si sedimentano durante il transito e vengono poi rilasciate dai depositi in condizioni idrodinamiche variabili.scintilena
Le Grotte Vergini Già Contaminate
Lo studio condotto in grotte mai esplorate dell’Abruzzo — all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — ha fornito uno dei risultati più significativi. I campioni sono stati raccolti durante le primissime fasi di accesso umano, in ambienti biologicamente incontaminati dal punto di vista esplorativo.scintilena
Microparticelle antropogeniche sono state trovate in tutte le grotte inesplorate esaminate. La stessa conclusione emerge dallo studio dell’Università di Trieste (2026): la Caverna Maucci (accessibile solo tramite speleosubacquea) e la Grotta Luftloch (scoperta nel 2024 e campionata nelle primissime ore) mostravano contaminazione comparabile a quella della grotta di Trebiciano, frequentata dall’uomo dal 1841.mountlive+3
L’infiltrazione dall’atmosfera e dalle precipitazioni precede qualsiasi esplorazione. Le sorgenti di contaminazione sono quindi principalmente atmosferiche e diffuse, non locali.scintilena
La Sottostima delle Microfibre Naturali
Un contributo metodologico rilevante della ricerca riguarda le microfibre naturali e rigenerate (cotone, rayon/viscosa). Nel Carso friulano rappresentano il 63% della contaminazione nei sedimenti carsici.scintilena
La maggior parte delle ricerche ambientali precedenti escludeva le fibre non-sintetiche, considerate biodegradabili. I dati di Balestra dimostrano che queste fibre persistono per mesi o decenni nell’ambiente, vengono processate industrialmente con additivi tossici e sono biodisponibili per la fauna stygobiotica analogamente alle fibre sintetiche. Gli inventari di contaminazione da microfibre risultano quindi sistematicamente sottostimati dalla letteratura pregressa.scintilena
Il Software MUPL e i Nuovi Strumenti Analitici
La ricerca ha sviluppato il software open-source MUPL (Microplastic Automated Particle Locator), basato su tecniche di image processing, che consente il conteggio automatico delle particelle fluorescenti su filtri. Lo strumento accelera significativamente l’analisi di campioni ambientali e può essere adottato da enti di monitoraggio e autorità ambientali regionali.scintilena+1
L’analisi delle tre matrici (sedimenti, acque, fauna) combina microscopia ottica, microscopia a fluorescenza UV e spettroscopia µFTIR-ATR, con risoluzione fino a 0,5 µm per i campioni biologici.scintilena
Il Programma degli Incontri 2025–2026
Il ciclo di seminari online di Biologia Sotterranea Piemonte prosegue con appuntamenti mensili su temi di biospeleologia e biologia sotterranea. Dopo l’incontro del 29 aprile dedicato alle microplastiche nei sistemi carsici, il prossimo appuntamento è fissato per il 12 maggio 2026 con Enrico Lana, che parlerà della biospeleologia in Piemonte.facebook
Gli incontri sono aperti gratuitamente a chiunque sia interessato alla biologia sotterranea e alle ricerche speleologiche, tramite piattaforma Google Meet.facebook
6° Incontro Online di Biologia Sotterranea Piemonte.
In sintesi
Il report analizza la ricerca pionerisca della dott.ssa Valentina Balestra (Politecnico/Università di Torino) sulle microplastiche nei sistemi carsici, articolata attorno ai tre filoni dell’incontro del 29 aprile:
? Sedimenti — Le grotte turistiche italiane (Bossea, Toirano, Borgio Verezzi) mostrano concentrazioni fino a 4.390 items/kg di sedimento secco nelle aree ad alto flusso turistico; le grotte del sistema Timavo (Carso di Trieste) mostrano ~94 MP/kg anche in cavità mai toccate dall’uomo.
? Acque — Nella Grotta di Bossea sono stati misurati 164 items/L di microplastiche; persino acquiferi profondi confinati raggiungono 97 items/L. I sistemi carsici trasportano i contaminanti dalla superficie in soli 1–4 giorni durante le piene.
? Fauna — Per la prima volta al mondo, microplastiche sono state trovate nel sistema gastrico di Proasellus franciscoloi, crostaceo stygobiotico endemico della Grotta di Bossea. Il Proteus anguinus — unico vertebrato esclusivamente cavernare d’Europa — frequenta siti già contaminati nel Carso friulano.
La scoperta più inquietante: le grotte mai esplorate dall’uomo sono già contaminate, dimostrando che l’infiltrazione avviene dall’atmosfera e dalle precipitazioni, indipendentemente dalla presenza umana diretta.
Microplastiche nei Sistemi Carsici
Guida di Studio — 6° Incontro Online di Biologia Sotterranea Piemonte
Relatrice: Dott.ssa Valentina Balestra (Università degli Studi di Torino / Politecnico di Torino)
29 Aprile 2026, ore 20:30
Executive Summary
Le microplastiche (MP) e le microfibre (MF) antropogeniche hanno raggiunto persino le caverne più remote e inesplorate d’Italia, contaminando sedimenti, acque di infiltrazione e la fragile fauna stygobiotica endemica. La ricerca della dott.ssa Valentina Balestra, completata nel 2025 all’Università di Torino e oggetto del 6° incontro online di Biologia Sotterranea Piemonte, rappresenta il primo approccio sistematico e multidisciplinare alla contaminazione da microparticelle negli ambienti carsici italiani, coprendo Piemonte, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo. I risultati sono allarmanti: nella Grotta di Bossea le acque contengono 164 items/L di microplastiche; per la prima volta al mondo le MP sono state identificate nel sistema gastrico di crostacei stygobiotici endemici; e persino grotte vergini — mai esplorate dall’uomo — presentano già contaminazione significativa.[1]
1. Che Cosa Sono le Microplastiche
Le microplastiche (MP) sono frammenti di plastica con dimensioni comprese tra 0,1 µm e 5 mm, formatisi dalla frammentazione di oggetti plastici più grandi per processi chimici, fisici e biologici. Possono degradarsi ulteriormente in nanoplastiche (< 100 nm), le più insidiose per la loro capacità di attraversare le membrane biologiche.[2][3]
Le microfibre (MF) includono:
- Fibre sintetiche (poliestere, nylon) — rilasciate dai lavaggi di capi d’abbigliamento
- Fibre naturali (cotone) e rigenerate (rayon/viscosa) — spesso ignorate nelle ricerche tradizionali ma presenti in quantità rilevanti[1]
Le microplastiche fungono da vettori di inquinanti chimici secondari: bisfenolo A (BPA), pesticidi, metalli pesanti, ftalati e ritardanti di fiamma si adsorbono sulla loro superficie e possono essere rilasciati nell’ambiente o negli organismi che le ingeriscono.[4][5]
2. Perché i Sistemi Carsici Sono Particolarmente Vulnerabili
I sistemi carsici mostrano caratteristiche idrogeologiche intrinseche che li rendono più vulnerabili di qualsiasi altro acquifero alla contaminazione da superfice:[6]
- Assenza di filtrazione naturale: l’acqua transita attraverso fratture, condotti e sifoni senza subire processi significativi di depurazione o adsorbimento da parte del suolo
- Tempi di transito rapidissimi: nel caso della Grotta di Bossea, il tempo di percorrenza dalla superficie all’interno della cavità è di 1–4 giorni in condizioni di piena[1]
- Connessione diretta superficie-sottosuolo: doline, inghiottitoi e fratture fungono da vie preferenziali per il trasporto di contaminanti
- Scarsa capacità autodepurante: a differenza degli acquiferi porosi, i sistemi carsici hanno limitatissima capacità di attenuare o degradare i contaminanti introdotti
Gli acquiferi carsici forniscono circa il 25% delle risorse idriche potabili mondiali e circa il 40% del fabbisogno idrico italiano. La loro contaminazione ha implicazioni dirette per la salute pubblica.[7][1]
3. La Ricerca di Valentina Balestra: Approccio Multidisciplinare
3.1 Profilo della Ricercatrice
La dott.ssa Valentina Balestra afferisce all’Università di Torino. Dal 2020 si occupa di inquinamento da microplastiche e microfibre in ambienti ipogei, marini, fluviali e glaciali. La sua tesi di dottorato (2025) ha ricevuto riconoscimenti europei nell’ambito della ricerca speleologica.[8][9][10]
3.2 Metodologie Analitiche Innovative
La ricerca ha sviluppato e standardizzato protocolli per tre matrici principali:[1]
| Matrice | Protocollo | Tecnica di analisi |
|---|---|---|
| Sedimenti carsici | Essiccazione 40°C, H?O? 30% (7 gg), separazione densimetrica NaCl | Microscopia ottica + µFTIR-ATR |
| Acque e stillicidio | Pre-trattamento H?O?, filtrazione su vetro (poro 1,2 µm) | Microscopia a fluorescenza UV |
| Fauna stygobiotica | Digestione enzimatica, colorazione Nile Red | µFTIR ad alta risoluzione (fino a 0,5 µm) |
Un risultato metodologico rilevante è lo sviluppo del software open-source MUPL (Microplastic Automated Particle Locator), basato su tecniche di image processing tradizionale (senza deep learning), che consente il conteggio automatico delle particelle fluorescenti e accelera significativamente l’analisi di campioni ambientali.[11][12]
4. I Tre Pilastri dell’Incontro: Fauna, Sedimenti, Acque
4.1 Fauna Stygobiotica: Una Minaccia Inedita
La fauna stygobiotica comprende invertebrati e vertebrati obbligatoriamente acquatici, adattati agli ambienti ipogei, con depigmentazione, perdita degli occhi e allungamento degli organi sensoriali. Questi organismi vivono in popolazioni piccole e isolate, con distribuzione molto ristretta e filogenesi antichissima.[4]
Prima scoperta mondiale nella Grotta di Bossea: microplastiche identificate nel sistema gastrico di Proasellus franciscoloi, crostaceo stygobiotico endemico. Nel campione analizzato sono state trovate 191 microparticelle, prevalentemente perline (93%), che occupano circa l’1% del volume gastrico.[1]
Uno studio pubblicato su Sustainability nel marzo 2024 ha confermato la presenza di microplastiche in tutti i taxa di invertebrati acquatici sotterranei esaminati (grotte di Bossea in Piemonte, Buca del Vasaio in Toscana e acquifero alluvionale toscano):[4]
- 91% di fibre tra le particelle identificate nelle acque
- Concentrazioni tra 18 e 911 particelle/L nei siti esaminati
- Cellulosa artificiale (65%) e PET (21%) tra i polimeri più rappresentati negli organismi
Uno studio parallelo pubblicato su Journal of Environmental Management (2024) ha documentato la necessità di indagini urgenti negli habitat a stygobionti, avvertendo che specie chiave vulnerabili possono consumare o assimilare le microplastiche con danni irreversibili per gli sforzi di conservazione.[13][14]
Il Proteus anguinus — unico cordato esclusivamente cavernare d’Europa e già minacciato di estinzione — frequenta siti carsici risultati contaminati nel Carso friulano. Analogamente, Troglocaris planinensis (gammaride specialista) è stato rilevato in ambienti inquinati.[1]
Rischi ecologici documentati:
- Riduzione dell’alimentazione (sostituzione del cibo con particelle plastiche)
- Stunted growth (ritardo della crescita)
- Stress ossidativo
- Interruzione dei servizi ecosistemici (riciclaggio del carbonio, ossigenazione dei sedimenti)[4]
4.2 Sedimenti: Accumulo a lungo termine
I sedimenti carsici fungono da archivi della contaminazione e da sorgenti di rilascio secondario. I principali risultati per i sedimenti nelle grotte italiane studiate sono:[12]
| Sito | Area turistica | Area speleologica | Polimero dominante | Forma dominante |
|---|---|---|---|---|
| Bossea (Piemonte) | 4.390 items/kg s.s. | 1.600 items/kg s.s. | PE, PET, PP | Fibre (78%) |
| Toirano (Liguria) | 1.060 items/kg s.s. | 1.033 items/kg s.s. | PET, PP, EVA | Fibre (93,7%) |
| Borgio Verezzi (Liguria) | 1.103 items/kg s.s. | 667 items/kg s.s. | PA, PE, PET | Fibre (87,9%) |
[1][15]
Il dato più rilevante: le aree turistiche mostrano concentrazioni circa doppie rispetto alle aree non visitate (in particolare a Bossea), ma la presenza di MP è ubiqua anche nelle aree non frequentate, confermando l’origine da infiltrazione superficiale.[15]
Nelle grotte del Carso Classico (Friuli-Venezia Giulia), studio dell’Università di Trieste (2026), i sedimenti di tre grotte — Trebiciano, Caverna Maucci e Grotta Luftloch — mostravano contaminazioni comparabili tra loro, con una media di circa 94 particelle/kg indipendentemente dal livello di frequentazione umana. I polimeri identificati erano PP (29–42%), PE (19–27%) e PET (33–46%).[16][17]
Meccanismo di accumulo nei sedimenti: durante le piene, il livello delle acque nel sistema carsico può salire di 100 metri. Le microplastiche si accumulano sui terrazzi sedimentari più alti con un fenomeno di slackwater retention, mentre i depositi vicini al letto del fiume vengono continuamente “ripuliti” dalla corrente.[16]
4.3 Acque: Il Vettore Principale
Le acque carsiche rappresentano sia il vettore di trasporto delle microplastiche sia la destinazione finale come risorsa idrica. I dati principali:[12]
- Grotta di Bossea: 164 items/L totali; concentrazioni più alte nei sifoni interni (54 items/L); acque superficiali d’alimentazione (23–29 items/L)[1]
- Carso di Trieste (studio preliminare 2023): concentrazioni nelle grotte tra 47,2 e 96 items/L; media 75,3 items/L; sorgente esterna 50,9 items/L[18]
- Carso classico (sistema Postojna–Planina): fino a 60.000 MP/m³ nei sedimenti delle grotte del sistema Škocjan–Ka?na[19]
- Sistema carsico cinese (letteratura): 2,33–9,50 MP/L nelle acque di base, con picchi fino a 81,3 items/L durante gli eventi di piena[9]
- Acquiferi confinati profondi (Cuneo, Piemonte): presenza di microplastiche fino a 97 items/L anche in acque “antiche”[1]
Il fatto che le concentrazioni nelle acque interne alle grotte risultino più elevate rispetto alle acque superficiali di alimentazione suggerisce un effetto di concentrazione dovuto alla sedimentazione durante il transito e al successivo rilascio dai sedimenti in condizioni idrodinamiche variabili.[1]
5. La Scoperta Più Preoccupante: Grotte Vergini già Contaminate
Lo studio condotto in grotte mai esplorate dell’Abruzzo — all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (San Vito, Valle Castellana) — rappresenta la ricerca più pioneristico dell’intero progetto. I campioni sono stati raccolti durante le primissime fasi di accesso umano, in ambienti biologicamente “sterili” dal punto di vista esplorativo.[20]
Risultato: microparticelle antropogeniche (MP + MF) trovate in tutte le grotte inesplorate esaminate.[20]
Questo dimostra che:
- L’infiltrazione da superficie avviene prima di qualsiasi esplorazione speleologica
- Le sorgenti di contaminazione sono principalmente atmosferiche e da precipitazione/percolazione del suolo
- Anche gli ecosistemi più remoti e fragili richiedono strategie di protezione urgenti, non locali ma globali[1]
La stessa conclusione emerge dallo studio UniTS (2026) sulle grotte del Timavo: la Caverna Maucci (accessibile solo tramite speleosubacquea) e la Grotta Luftloch (scoperta nel 2024 dopo 24 anni di esplorazioni e campionata nelle primissime ore) mostravano contaminazione comparabile alla grotta di Trebiciano, frequentata dal 1841.[16][21][22]
6. Scoperta delle Microfibre Naturali: Una Sottostima Sistematica
Un contributo metodologico fondamentale della ricerca riguarda le microfibre naturali e rigenerate (cotone, rayon/viscosa). Nel Carso friulano, le fibre naturali rappresentano il 63% della contaminazione nei sedimenti carsici.[1]
Poiché la maggior parte delle ricerche ambientali precedenti ignorava le fibre non-sintetiche (considerate biodegradabili), gli inventari di contaminazione da microfibre sono stati sistematicamente sottostimati. La ricerca dimostra che:[1]
- Le fibre naturali e rigenerate persistono per mesi o decenni nell’ambiente
- Vengono spesso processate industrialmente con additivi tossici
- Sono biodisponibili per la fauna stygobiotica analogamente alle fibre sintetiche[1]
7. Polimeri Identificati: Origine delle Sorgenti di Inquinamento
| Polimero | Fonte principale | Frequenza |
|---|---|---|
| Poliestere / PET | Tessuti sintetici, bottiglie | Molto alta |
| Polipropilene (PP) | Contenitori, tappi alimentari | Alta |
| Polietilene (PE) | Sacchetti, packaging | Alta |
| Poliammide (PA) | Fibre tessili, reti da pesca | Media |
| Cellulosa artificiale | Tessuti, carta | 63% nei sedimenti del Carso[1] |
Le fibre tessili dominano ovunque (78–94% della contaminazione), coerenti con il 60% della produzione tessile mondiale di tipo sintetico. I lavaggi in lavatrice rilasciano centinaia di migliaia di microfibre per ciclo; studi citati nella letteratura stimano che il 5–40% delle microfibre oceaniche provenga dal lavaggio domestico.[1]
8. Inquinamento da Microplastiche: Scala Globale e Italiana
La presenza di microplastiche nei sistemi carsici non è un fenomeno locale italiano. Studi internazionali documentano:
- Slovenia (Postojna–Planina Cave System): fino a 444 MP/m³ nelle acque; il sistema Škocjan–Ka?na mostra fino a 60.000 MP/m³[19]
- Bosnia-Erzegovina (sistema ponor Kova?i–izvor Re?ina): microplastiche e microfibre documentate per la prima volta in sedimenti di cinque grotte durante la spedizione scientifica 2022 del Politecnico di Torino[23]
- UK: ricerche in corso in sistemi carsici mostrano “presenza significativa lungo tutto il sistema”[24]
- Cina: acque sotterranee carsiche con 2,33–81,3 MP/L[9]
In Italia, il progetto PLASTICENTRO (coordinato dall’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale) ha avviato nel 2025 programmi sistematici di monitoraggio delle microplastiche nei corsi d’acqua regionali, con ARPA Lazio, ENEA e università partner.[25]
9. Il Gruppo Biologia Sotterranea Piemonte: Ciclo di Incontri 2025–2026
Il Gruppo di Ricerca Biologia Sotterranea Piemonte organizza una serie di seminari online aperti a tutti gli interessati, dedicati alla divulgazione scientifica della biologia sotterranea:[26]
| N° Incontro | Data | Tema | Relatore |
|---|---|---|---|
| 1° | Gen 2025 | Pipistrelli: miti ed ecologia | Denise Trombin |
| 2° | Feb 2025 | Chirotteri del Piemonte e Valle d’Aosta | — |
| 3° | Mar 2025 | Dal guano ai biominerali | Prof.ssa Cristina Carbone; Dott. Yuri Galliano |
| 4° | Apr 2025 | Il Proteo: biologia, curiosità, ricerche | Prof. Raoul Manenti |
| 5° | Gen 2026 | Coleotteri sotterranei piemontesi | Pier Mauro Giachino |
| 6° | 29 Apr 2026 | Microplastiche nei Sistemi Carsici | Dott.ssa Valentina Balestra |
| 7° (annunciato) | 12 Mag 2026 | Biospeleologia in Piemonte | Enrico Lana |
[27][28][29][30][31][26]
Il 6° incontro si distingue per il taglio multidisciplinare, toccando simultaneamente fauna, sedimenti e acque — le tre matrici analizzate nella tesi di dottorato di Balestra.[1]
10. Domande Aperte e Frontiere della Ricerca
Questioni ecologiche irrisolte
- Effetti a lungo termine sulla fauna stygobiotica: mancano studi su biomagnificazione, effetti sulla riproduzione e intossicazione cronica per la maggioranza delle specie[1]
- Trasferimento trofico: come le MP transitano attraverso la catena alimentare cavernare (detrito ? microrocrostacei ? vertebrati ciechi)[1]
- Sinergie con altri contaminanti: la mobilizzazione del BPA adsorbito sulle MP in ambiente sotterraneo è documentata, ma i meccanismi di desorzione in condizioni ipogee rimangono poco chiari[1]
- Nanoplastiche: il software MUPL e le tecniche FTIR-ATR non rilevano nanoplastiche (< 100 nm); l’inquinamento reale potrebbe essere sottostimato di 1–2 ordini di grandezza[1]
Limiti geografici
La ricerca sistematica copre prevalentemente il Nord e Nord-Est italiano (karst calcareo-dolomitico). Manca copertura del karst meridionale, dei sistemi in rocce carboniose e degli ambienti influenzati da attività estrattive.[1]
Irreversibilità della contaminazione
Nessuna tecnologia attualmente testata è in grado di rimuovere le microplastiche dagli acquiferi sotterranei. La cosiddetta “irreversibilità della contaminazione idrica sotterranea” documentata da UNESCO (2022) si applica verosimilmente anche alle MP.[1]
11. Implicazioni per la Conservazione e la Gestione
Monitoraggio sistematico
I protocolli standardizzati sviluppati da Balestra e il software MUPL sono strumenti immediatamente applicabili da autorità ambientali regionali e nazionali per:[1][12]
- Monitoraggio delle aree di ricarica degli acquiferi in zone protette UE (Direttiva Habitat 92/43/EEC)
- Sorveglianza delle sorgenti carsiche destinate all’approvvigionamento potabile
- Valutazioni d’impatto nelle grotte turistiche
Gestione delle grotte turistiche
La Grotta di Bossea (18.000 visitatori/anno) mostra il doppio della contaminazione di Toirano pur ricevendo meno visitatori, indicando che le attività sulla superficie circostante (non solo il turismo diretto) sono la fonte primaria. Azioni raccomandate:[1]
- Informare i visitatori sul rilascio di microfibre dai capi d’abbigliamento
- Migliorare la gestione dei rifiuti nelle aree di accesso
- Monitorare le aree di ricarica superficiali[12]
Prevenzione a monte
- Incentivi per tessuti biodegradabili non tossici
- Filtri per lavatrici domestiche
- Restrizioni sulle microperle nei cosmetici (già implementate in diversi paesi)[1]
Tutela normativa
In Italia non esiste una legge specifica per le aree carsiche. La protezione si basa sul Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006), la legge sulle aree protette (L. 394/1991) e i vincoli paesaggistici (D.Lgs. 42/2004). La Società Speleologica Italiana ha sottolineato la necessità di inserire norme specifiche per la gestione carsica nella legislazione nazionale.
12. Principali Pubblicazioni di Riferimento
- Balestra V., Bellopede R. (2024) – “Microplastic pollution calls for urgent investigations in stygobiont habitats: A case study from Classical karst” — Journal of Environmental Management, 356:1–13[13]
- Balestra V., Bellopede R. (2023–2025) – Studi sulle grotte turistiche italiane (Bossea, Toirano, Borgio Verezzi) — Journal of Environmental Management[15][32]
- Bruschi R. et al. (2026) – “Microplastics in Pristine Caves of the Classic Karst (NE Italy)” — Microplastics[17][22]
- Balestra V. et al. (2026) – Microplastiche e microfibre negli acquiferi confinati italiani — DIATI, Politecnico di Torino[9]
- Sforzi L. et al. (2024) – “Micro-Plastics in Saturated and Unsaturated Groundwater Bodies: First Evidence of Presence in Groundwater Fauna” — Sustainability, 16(6):2532[4]
- Valenti? L., Kozel P., Pipan T. (2022) – Microplastic pollution in vulnerable karst environments — Acta Carsologica, 51(1):79–92[19][3]
Glossario Essenziale
| Termine | Definizione |
|---|---|
| Microplastica (MP) | Particella plastica < 5 mm, da frammentazione o produzione diretta |
| Microfibra (MF) | Fibra di origine sintetica, naturale o rigenerata < 5 mm |
| Stygobiotica | Fauna invertebrata obbligatoriamente acquatica degli ambienti ipogei |
| Acquifero carsico | Falda idrica in roccia carbonatica con elevata vulnerabilità all’inquinamento |
| µFTIR-ATR | Spettroscopia infrarossa a trasformata di Fourier in microscala — identifica la composizione polimerica |
| MUPL | Software open-source per conteggio automatico di MP fluorescenti su filtri |
| Slackwater retention | Deposizione di sedimenti (incluse MP) sulle superfici elevate durante le piene carsiche |
| Stygobio | Organismo che vive esclusivamente in acque sotterranee |
| BPA (Bisfenolo A) | Inquinante chimico emergente che si adsorbe sulle microplastiche |
Studio approfondito realizzato in preparazione al 6° Incontro Online di Biologia Sotterranea Piemonte del 29 aprile 2026.
Fonti principali: ricerche originali di Valentina Balestra (Politecnico/Università di Torino), studi dell’Università di Trieste, e database di scintilena.com.
Fonti consultate:
- Scintilena — Microplastiche e Microfibre nei Sistemi Carsici nella tesi di dottorato di Valentina Balestra — https://www.scintilena.com/microplastiche-e-microfibre-nei-sistemi-carsici-nella-tesi-di-dottorato-di-valentina-balestra/01/29/
- Scintilena — Microplastiche nelle acque sotterranee: identificata presenza anche nella fauna ipogea — https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-acque-sotterranee-identificata-presenza-anche-nella-fauna-ipogea/12/28/
- Scintilena — Microplastiche nelle grotte del Timavo: la contaminazione raggiunge 300 metri di profondità — https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-grotte-del-timavo-la-contaminazione-raggiunge-300-metri-di-profondita/02/19/
- Scintilena — Microplastiche nelle grotte turistiche italiane: una nuova minaccia per il patrimonio geologico mondiale — https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-grotte-turistiche-italiane-una-nuova-minaccia-per-il-patrimonio-geologico-mondia
- Scintilena — Microplastiche in Grotte Inesplorate: Studio Inedito Rivela Inquinamento nel Continente Buio Abruzzese — https://www.scintilena.com/microplastiche-in-grotte-inesplorate-studio-inedito-rivela-inquinamento-nel-continente-buio-abruzzese
- Scintilena — Microplastiche e microfibre negli acquiferi confinati: uno studio italiano sfida le certezze sull’acqua — https://www.scintilena.com/microplastiche-e-microfibre-negli-acquiferi-confinati-uno-studio-italiano-sfida-le-certezze-sullacqua
- Scintilena — Microplastiche nei sistemi carsici: il metodo automatizzato di Giardino et al. applicato alla speleologia — https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-il-metodo-automatizzato-di-giardino-et-al-applicato-alla-speleolog
- Scintilena — Nuovo Studio Rivela Inquinamento da Microplastiche in Sistema Carsico della Bosnia-Erzegovina — https://www.scintilena.com/nuovo-studio-rivela-inquinamento-da-microplastiche-in-sistema-carsico-della-bosnia-erzegovina/10/28/
- Università di Trieste — Microplastics in Pristine Caves of the Classic Karst (NE Italy) — https://arts.units.it/handle/11368/3125238
- Portale UniTS — Microplastiche anche nelle grotte mai toccate dall’uomo — https://portale.units.it/it/notizie/microplastiche-anche-nelle-grotte-mai-toccate-dalluomo-studio-units-sui-sistemi-sotterranei
- MountLive — Microplastiche presenti anche in grotte mai visitate dall’uomo — https://www.mountlive.com/microplastiche-presenti-anche-in-grotte-mai-visitate-dalluomo/
- PORTO@Iris (Politecnico di Torino) — L’inquinamento da microplastiche in grotta e nei sistemi carsici — https://iris.polito.it/handle/11583/2984644
- PORTO@Iris — Microplastic pollution in karst areas: a threat to caves — https://iris.polito.it/handle/11583/2972057
- PORTO@Iris — NEW THREATS IN THE TRIESTE KARST (ITALY) — https://iris.polito.it/handle/11583/2982550
- PORTO@Iris — L’inquinamento da microplastiche nei sedimenti delle grotte — https://iris.polito.it/handle/11583/3001194
- PubMed — Microplastic pollution calls for urgent investigations in stygobiont habitats — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38508002/
- ScienceDirect — Microplastic pollution calls for urgent investigations in stygobiont habitats — https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0301479724006583
- Acta Carsologica — Microplastic pollution in vulnerable karst environments — https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/10597
- AIR Unimi — A case study from Classical karst (Balestra et al. 2024) — https://air.unimi.it/retrieve/d649ed0d-9515-4fcd-8280-45d334b6fe77/Balestra%20et%20al%202024%20microplastics%20karst%20proteus.pdf
- Biennale Tecnologia — Valentina Balestra — https://www.biennaletecnologia.it/ospite/valentina-balestra/
- Facebook — 6° Incontro online di Biologia Sotterranea Piemonte — https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10243573579781497&set=a.1054113159478&type=3
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