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Esplorazioni speleologiche nei Monti Aurunci: La Grava dei Serini

Apríl 8th 2026 at 08:00

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Presentazione del volume “La Grava dei Serini 50 anni di ricerche speleologiche” alla sede del Circolo Speleologico Romano

Presentazione del libro La Grava dei Serini 50 anni di ricerche speleologiche

La serata del 10 aprile sarà dedicata alla presentazione del libro “La Grava dei Serini 50 anni di ricerche speleologiche”, curato dal Gruppo Grotte Castelli Romani (GGCR).
L’appuntamento è fissato per le ore 20 presso la sede del Circolo Speleologico Romano, in via dei Campani 55, nel quartiere San Lorenzo a Roma.
L’incontro intende ripercorrere mezzo secolo di esplorazioni, rilievi e studi condotti in una delle cavità più significative del Lazio, con un taglio divulgativo rivolto sia agli speleologi sia a chi si avvicina per la prima volta al tema.[1][2]
L’ingresso è libero, con prenotazione tramite piattaforma Eventbrite al link comunicato dagli organizzatori.

La Grava dei Serini 50 anni di ricerche speleologiche nei Monti Aurunci

La Grava dei Serini si trova nel territorio di Esperia (FR), nel cuore del Parco Naturale dei Monti Aurunci, in un’area caratterizzata da un carsismo diffuso e da un fitto sistema di cavità.[3][4]
È considerata una delle grotte più estese e articolate del Lazio, con uno sviluppo complessivo di alcuni chilometri e un dislivello che raggiunge quasi i 300 metri tra gli ingressi superiori e inferiori.[2][4]
Il sistema ipogeo presenta più accessi, distribuiti tra Costa Serini e il pianoro di Campo di Venza, ed è noto per la presenza di tratti attivi e fossili, ambienti allagabili e passaggi che richiedono una pianificazione attenta delle esplorazioni.[4][5]
Il volume “La Grava dei Serini 50 anni di ricerche speleologiche” dedica ampio spazio a questa inquadratura geografica e carsica, offrendo una sintesi aggiornata delle conoscenze sul contesto dei Monti Aurunci.[6][1]

Il volume La Grava dei Serini 50 anni di ricerche speleologiche e il lavoro del GGCR

Il libro “La Grava dei Serini 50 anni di ricerche speleologiche” raccoglie e ordina materiali prodotti in decenni di attività sul campo: rilievi topografici, fotografie, note di esplorazione, dati scientifici e testimonianze storiche.[1][6]
La pubblicazione nasce come monografia dedicata interamente alla grotta, con l’obiettivo di documentare in modo organico l’evoluzione delle conoscenze sul sistema ipogeo.
Nelle sue pagine viene ricostruita la cronologia delle esplorazioni, dalle prime campagne del Circolo Speleologico Romano negli anni Settanta, fino ai più recenti contributi del Gruppo Grotte Castelli Romani e di altri gruppi laziali che hanno lavorato sull’area.[2][4]
Il volume “La Grava dei Serini 50 anni di ricerche speleologiche” offre anche una lettura dei dati in chiave scientifica, con riferimenti alla morfologia, all’idrologia sotterranea e agli aspetti di conservazione del sistema carsico.[6][1]

Gruppo Grotte Castelli Romani e tradizione di ricerca speleologica

Il Gruppo Grotte Castelli Romani è da anni uno dei protagonisti delle esplorazioni nei Monti Aurunci, con un impegno continuativo che ha permesso di estendere e aggiornare la conoscenza di molte cavità, tra cui la Grava dei Serini.[7][4]
L’attività del gruppo non si è limitata all’esplorazione, ma ha incluso rilievi sistematici, studi sul carsismo locale e la collaborazione con enti come il Parco dei Monti Aurunci e altre realtà speleologiche del Lazio.[8][4]
Anche il Circolo Speleologico Romano ha avuto un ruolo storico nella fase iniziale delle ricerche alla Grava dei Serini, avendo condotto le prime esplorazioni sistematiche tra il 1970 e il 1971, che hanno posto le basi per gli sviluppi successivi.[9][4]
La presentazione del libro a Roma rappresenta quindi un momento di restituzione di questo lungo lavoro di squadra alla comunità speleologica e agli appassionati.

Dettagli pratici e partecipazione alla presentazione del libro

L’incontro del 10 aprile è organizzato presso la sede del Circolo Speleologico Romano, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e da anni punto di riferimento per attività divulgative, corsi e proiezioni dedicate alla speleologia.
Durante la serata sono previsti interventi dei componenti del Gruppo Grotte Castelli Romani, con il racconto diretto delle esplorazioni che hanno portato a costruire il patrimonio di dati confluito in “La Grava dei Serini 50 anni di ricerche speleologiche”.
La partecipazione è gratuita e aperta sia ai soci dei gruppi speleologici sia al pubblico interessato; per motivi organizzativi è richiesta la prenotazione tramite Eventbrite, seguendo il link indicato nella comunicazione dell’evento.
Per chi segue da tempo le vicende esplorative della Grava dei Serini e per chi desidera conoscere meglio questo importante sistema ipogeo dei Monti Aurunci, la presentazione del volume “La Grava dei Serini 50 anni di ricerche speleologiche” offre un quadro aggiornato e strutturato delle ricerche svolte in mezzo secolo di lavoro.[1][2][6]

Inquadramento

La Grava dei Serini è uno dei complessi ipogei più importanti dei Monti Aurunci, nel territorio di Esperia (FR), ed è oggetto di una monografia che ripercorre 50 anni di ricerche speleologiche. L’evento di presentazione del volume si è tenuto il 17 gennaio 2026 al Museo del Carsismo di Esperia, promosso dal Parco Naturale Regionale dei Monti Aurunci e dal Gruppo Grotte Castelli Romani (GGCR).

Perché è importante

La cavità è considerata una delle grotte più estese del Lazio e ha una storia esplorativa particolarmente lunga e stratificata. Le fonti disponibili la indicano con uno sviluppo complessivo intorno ai 2240-2400 metri e un dislivello riportato di circa -262 m nelle schede più recenti, segno di una complessità notevole sia morfologica sia topografica.

Cinquant’anni di ricerche

Le esplorazioni documentate iniziano negli anni Settanta, con i primi rilevamenti speleologici, e proseguono con rilievi successivi negli anni Novanta e Duemila, fino ai lavori più recenti del GGCR. Una tappa significativa è l’apertura del quarto ingresso nel 2018, dopo lunghi lavori di disostruzione, che ha consentito di migliorare la comprensione del sistema sotterraneo.mglobba.

Aspetti scientifici

La Grava dei Serini non è solo una grotta di interesse topografico: è rilevante anche per i suoi aspetti geomorfologici, idrologici e biologici. Le descrizioni disponibili parlano di un sistema articolato, con tratti fossili e tratti ancora attivi, presenza di concrezionamento importante e di ambienti che hanno offerto riscontri faunistici di rilievo, tanto che la cavità è stata citata anche in studi biospeleologici e faunistici.

Lettura speleologica

Dal punto di vista speleologico, la grotta sembra rappresentare un caso didattico molto utile per capire l’evoluzione di un sistema carsico: ingressi multipli, sviluppo complesso, tratti vadosi e fossili, aree con ruscellamento residuo e settori interessati da riempimenti concrezionali. Questa combinazione la rende preziosa non solo come oggetto di esplorazione, ma anche come archivio naturale dell’evoluzione del carsismo

Contesto territoriale

Il sito rientra nel patrimonio carsico dei Monti Aurunci, area in cui la tutela e la valorizzazione del sottosuolo sono considerate prioritarie. L’iniziativa del 2026 si inserisce infatti in un quadro di divulgazione scientifica e conservazione del patrimonio naturale, con il Museo del Carsismo come sede simbolica per collegare ricerca, memoria speleologica e territorio.

Fonti
[1] “La Grava dei Serini”: 50 anni di esplorazioni speleologiche … https://www.scintilena.com/la-grava-dei-serini-50-anni-di-esplorazioni-speleologiche-raccontati-in-una-monografia/01/11/
[2] Grava dei Serini, quasi mezzo secolo di esplorazioni nel Lazio https://www.scintilena.com/grava-dei-serini-quasi-mezzo-secolo-di-esplorazioni-nel-lazio/02/21/
[3] Grotte dei Monti Aurunci – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Grotte_dei_Monti_Aurunci
[4] Gruppo Grotte Castelli Romani – Grotte Monti Aurunci https://www.ggcr.altervista.org/grotteaurunci.html
[5] Grava dei Serini – mglobba https://mglobba.altervista.org/gravaserini.html
[6] La Grava dei Serini: 50 anni di ricerche speleologiche – Parchilazio.it https://www.parchilazio.it/montiaurunci-schede-34424-la_grava_dei_serini_50_anni_di_ricerche_speleologiche
[7] Sui Monti Aurunci Grotta Pandora oltre -300 e continua… https://www.scintilena.com/sui-monti-aurunci-grotta-pandora-oltre-300-e-continua/05/27/
[8] Le grotte dei Monti Aurunci in una conferenza a Spigno Saturnia Superiore (LT) – Scintilena https://www.scintilena.com/le-grotte-dei-monti-aurunci-in-una-conferenza-a-spigno-saturnia-superiore-lt/12/11/
[9] Grava dei Serini -Sarà Serini – Openspeleo http://www.openspeleo.org/openspeleo/caves-view-24.fr.html?page=3
[10] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[11] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[12] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt
[13] DUE NUOVE SPECIE DI OTIORHYNCHUS (LIXORRHYNCHUS) REITTER, 1914 E UNA NUOVA SPECIE DI RAYMONDIONYMUS WOLLASTON, 1873 DEI MONTI AURUNCI (LAZIO) (COLEOPTERA, CURCULIONOIDEA) http://www.fragmentaentomol.org/index.php/fragmenta/article/view/101
[14] Between history, work and passion: medieval castle, mud volcanoes and Ferrari https://iris.unimore.it/bitstream/11380/1067632/1/2015Sciarraetal.GFTsalse.pdf
[15] IV.—Notes on some Ligurian and Tuscan Serpentines https://zenodo.org/record/1610749/files/article.pdf
[16] Archeologia dell’edilizia storica e costruzione del documento archeologico. Problemi di popolamento mediterraneo. I. Un’archeologia del costruito per la storia del territorio medievale https://www.openaccessrepository.it/record/61640/files/fulltext.pdf
[17] Pequeños vertebrados del relleno kárstico del Pleistoceno Superior de Avetrana (Apulia, Sur de Italia) https://estudiosgeol.revistas.csic.es/index.php/estudiosgeol/article/download/1022/1323
[18] Geo-archaeology of the Grozzana area (N–E Italy) https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/17445647.2019.1659866?needAccess=true
[19] Hints on the Late Miocene Evolution of the Tonale-Adamello-Brenta Region (Alps, Italy) Based on Allochtonous Sediments From Raponzolo Cave https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/feart.2021.672119/pdf
[20] Geosites and geological landscapes of Liguria (Italy) https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/17445647.2022.2145919
[21] Burial-Deformation History of Folded Rocks Unraveled by Fracture Analysis, Stylolite Paleopiezometry and Vein Cement Geochemistry: A Case Study in the Cingoli Anticline (Umbria-Marche, Northern Apennines) https://www.mdpi.com/2076-3263/11/3/135/pdf
[22] In Liguria scoperto un ulteriore collegamento sotterraneo che apre Nuove prospettive per il complesso carsico della Priamara nel Finalese – Scintilena https://www.scintilena.com/in-liguria-scoperto-un-ulteriore-collegamento-sotterraneo-che-apre-nuove-prospettive-per-il-complesso-carsico-della-priamara-nel-finalese/01/19/
[23] Scintilena – Notiziario di speleologia e del sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/page/2201/?c=6&sid=8f2c180f2c764e68f7a2ccab73f67653&wpmp_switcher=mobile
[24] Monti Lepini (Lazio) – Nuovo abisso nell’Altopiano del Gorga https://www.scintilena.com/monti-lepini-lazio-nuovo-abisso-nellaltopiano-del-gorga-30om-e-15km-esplorati-nel-quinto-elemento/01/13/
[25] Scintilena – Notiziario di speleologia e del sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/category/0/page/689/?wpmp_switcher=mobile
[26] “I Monti Alburni si fanno Gentili” Campo estivo AD MMXII – Scintilena https://www.scintilena.com/i-monti-alburni-si-fanno-gentili-campo-estivo-ad-mmxii-monti-alburni/09/12/
[27] GRAIM: Presentazione delle Scoperte e ricerche sulle … https://www.scintilena.com/graim-presentazione-delle-scoperte-e-ricerche-sulle-miniere-abbandonate-della-maiella-il-23-gennaio/01/08/
[28] Svelati i misteri della base segreta sotterranea di Monte … https://www.scintilena.com/svelati-i-misteri-della-base-segreta-sotterranea-di-monte-urpinu-a-cagliari/08/31/
[29] Scintilena https://www.scintilena.com/page/144/?c=8
[30] Scoperto un presunto cenobio eremitico nel comprensorio delle … https://www.scintilena.com/scoperto-un-presunto-cenobio-eremitico-nel-comprensorio-delle-miniere-della-maiella/07/21/
[31] Miniere dimenticate dell’Aspromonte: storia, geologia e archeologia – Scintilena https://www.scintilena.com/miniere-dimenticate-dellaspromonte-storia-geologia-e-archeologia/07/13/
[32] Gruppo Grotte Castelli Romani – Catasto del Lazio https://www.ggcr.altervista.org/catastogrotte.html
[33] Grava dei Serini esplorazioni – mglobba https://mglobba.altervista.org/serinistoriaesplorazioni.html
[34] [PDF] RELAZIONE PER IL CO.RE.CO.CO. – Consiglio Regionale del Lazio https://www.consiglio.regione.lazio.it/binary/consiglio_regionale/tbl_corecoco_documentazione/Relazione_Ente_Parco_Monti_Aurunci.pdf
[35] LA GROTTA DEI SERINI NEI MONTI AURUNCI (Frosinone https://mglobba.altervista.org/gravadeiserini.pdf
[36] Ultima uscita di questo corso… naturalmente nella nostra grotta di … https://www.facebook.com/speleo.ggcr/posts/ultima-uscita-di-questo-corso-naturalmente-nella-nostra-grotta-di-casa-la-grava-/1160581199408104/
[37] Monti Aurunci – mglobba https://www.mglobba.altervista.org/aurunci.html
[38] Grava dei Serini -Sarà Serini – Openspeleo http://www.openspeleo.org/openspeleo/caves-view-24.html
[39] Nel fango del Grifo si celano questi piccoli tesori. #speleologia … https://www.instagram.com/gruppo_grotte_castelli_romani/p/CgJUXRDgIoH/
[40] Il carsismo dei Monti Aurunci – Gruppo Grotte Castelli Romani https://www.ggcr.altervista.org/carsismoaurunci.html

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  • Le parole della montagna: il CAI presenta il suo Manuale operativo della comunicazione
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Le parole della montagna: il CAI presenta il suo Manuale operativo della comunicazione

Apríl 4th 2026 at 05:00

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Una guida operativa per aiutare le Sezioni, le Scuole e gli Organi tecnici del CAI a raccontare la montagna con coerenza, responsabilità e spirito di comunità

Come raccontare oggi la montagna? E come farlo quando dietro a quella voce ci sono oltre 350.000 soci, centinaia di sezioni e più di un secolo e mezzo di storia?

Sono domande tutt’altro che secondarie per il Club Alpino Italiano, che negli ultimi anni si trova sempre più spesso al centro del dibattito pubblico su temi come la sicurezza in montagna, la tutela dell’ambiente e il futuro dei territori alpini e appenninici.

Nasce anche da questa consapevolezza il Manuale operativo della comunicazione CAI, un documento recentemente diffuso alle strutture del sodalizio con l’obiettivo di offrire indicazioni chiare e strumenti concreti per rendere la comunicazione più efficace, coordinata e coerente con i valori dell’associazione.

Il documento è stato inviato, per diffusione, dal CAI Centrale in formato digitale a Sezioni, Scuole e Organi Tecnici del CAI, a cui può essere richiesto.

Come si legge nelle prime pagine del documento, il manuale nasce per “fornire indicazioni chiare, complete e operative a tutte le strutture del Club Alpino Italiano per gestire la comunicazione in modo efficace, coordinato e coerente con l’identità del Sodalizio”.

Un’esigenza comprensibile per una realtà associativa così ampia e articolata. Il CAI è infatti un ente pubblico non economico con oltre 160 anni di storia, una presenza capillare sul territorio e una straordinaria ricchezza di attività: escursionismo, alpinismo, formazione, tutela dell’ambiente montano, gestione di rifugi e sentieri, divulgazione culturale.

In questo contesto, ogni comunicazione – un comunicato stampa, un articolo, un post sui social – rappresenta la singola Sezione o descrive la specifica iniziativa, d’accordo, ma soprattutto contribuisce a definire l’immagine complessiva del sodalizio.

Il manuale affronta in modo sistematico i diversi aspetti della comunicazione contemporanea: l’uso corretto del marchio CAI, la gestione dei social media, i rapporti con la stampa, il coordinamento tra i diversi livelli dell’associazione e le procedure da adottare nei momenti più delicati, come interventi di soccorso ed emergenze sanitarie, crisi mediatiche o semplici incidenti in montagna.

Particolarmente interessante è la parte dedicata al cosiddetto tone of voice, vale a dire allo stile con cui il CAI si rivolge ai propri interlocutori. Il documento ricorda che la comunicazione del sodalizio deve essere autorevole ma accessibile, divulgativa senza banalizzare, rispettosa e dialogante, empatica e umana. Un equilibrio prezioso, soprattutto quando si affrontano temi complessi che riguardano il rapporto tra l’uomo e l’ambiente montano.

Da socia e da titolata del sodalizio CAI, non posso che accogliere con favore questo lavoro.

E’ un segnale importante, in un tempo in cui la comunicazione è spesso rapida, frammentata e superficiale, che un’associazione penso a dotarsi di strumenti condivisi per raccontare la montagna con competenza e responsabilità .

Il CAI dimostra, anche in questo, la capacità di rinnovarsi restando fedele alla propria identità.

La montagna non è soltanto un luogo da frequentare, ma un patrimonio naturale, culturale e umano che richiede attenzione, conoscenza e cura.

Anche nel modo in cui viene raccontata: se è vero che le parole contribuiscono a costruire il nostro rapporto con i territori, imparare a comunicare meglio la montagna significa anche proteggerla.

Per quanto riguarda i soccorsi e le emergenze sanitarie, nasce spontanea un’osservazione personale: la comunicazione in questi casi è un campo critico, sia per la rapidità di risposta richiesta sia per il forte impatto emotivo. Ben vengano quindi le indicazioni del CAI, davvero.

Per il resto, è lo spirito stesso del sodalizio a suggerire che, in primo luogo, sia fondamentale – oltre alla chiamata dei soccorsi, naturalmente – curare una gestione attenta e responsabile delle informazioni. Prima ancora di pensare all’ufficio stampa, però, è utile raccomandare ai presenti di non divulgare materiale fotografico sui social e, anche, di non prodursi in dichiarazioni, spesso non richieste e, generalmente, non autorizzate.

Allo stesso modo, meglio sottolineare vanno evitati riferimenti che possano portare all’identificazione delle persone coinvolte. La scelta più corretta resta quella di fornire esclusivamente dati certi, solo se autorizzati e necessari.

Può inoltre essere utile, infine e per quanto possibile, concordare con i media la verifica di articoli o interviste prima della pubblicazione. Ed evitare i social…

Marina Abisso – ORTAM e ONCN

In allegato: sintesi dei contenuti del Manuale di Comunicazione del CAI

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