Il Respiro Tossico della Terra: le grotte sulfuree della Grecia alla scoperta scientifica
Una spedizione internazionale ha esplorato e documentato le grotte ipogene del Geopark UNESCO Vikos–Aoos in Epiro, portando alla luce nuove morfologie, dati geochimici e un ecosistema sotterraneo alimentato da reazioni chimiche anziché dalla luce solare.
Grotte ipogeniche nel cuore del Geopark UNESCO Vikos–Aoos
Il Geopark UNESCO Vikos–Aoos, nel nord-ovest della Grecia, è noto al grande pubblico per la Gola di Vikos — riconosciuta dal Guinness dei Primati come la più profonda al mondo in rapporto alla propria larghezza — e per i paesaggi alpini del Monte Smolikas.
Meno visibile, ma altrettanto significativo, è il patrimonio geologico nascosto sotto le creste e le valli del parco.[1]
Sotto i massicci calcarei dell’Epiro si sviluppa una rete di grotte ipogene, forgiate non dall’acqua piovana che scende dall’alto, ma da fluidi profondi che salgono dal basso.
Queste grotte sono tra i sistemi sotterranei meno compresi e meno esplorati della Terra.
La loro formazione è legata all’ossidazione del solfuro di idrogeno (H?S) vicino alla falda acquifera: l’H?S si trasforma in acido solforico (H?SO?), che corrode la roccia carbonatica producendo gallerie sinuose o labirintiche, con sviluppo prevalentemente orizzontale e senza connessione diretta con la superficie.[2][3]
Il risultato morfologico è un insieme di strutture peculiari: cupole al soffitto, nicchie murali, corrosion tables, passaggi ciechi e sulfuric karren — forme che conservano la memoria di regimi idrogeologici precedenti l’attuale paesaggio.[4][5]
La spedizione “Sulfur Caves – Epirus 2025”
Nel luglio 2025 il Dipartimento di Geologia dell’Università Aristotele di Salonicco ha condotto la spedizione “Sulfur Caves – Epirus 2025”, in collaborazione con il Geopark UNESCO Vikos–Aoos. Il coordinamento scientifico era affidato a Georgios Lazaridis e Christos Stergiou; la documentazione fotografica a Sotiris Kountouras.[5]
L’obiettivo era duplice: studiare i sistemi ipogeni già noti e individuare nuovi siti non ancora documentati lungo il fiume Sarantaporos, il cui basso livello estivo delle acque consente l’accesso alle grotte. I principali sistemi esaminati sono stati il complesso Kavasila–Pixaria e la grotta Skordili (nota anche come Sulfur Cave), quest’ultima situata al confine greco-albanese.[5]
Il rilievo topografico tradizionale è stato integrato con scansione LiDAR terrestre in 3D, che ha permesso di catturare le morfologie dei soffitti e le relazioni verticali tra le camere con una risoluzione impossibile da raggiungere sul campo. Sono stati prelevati campioni mineralogici e rivestimenti murali nei siti in cui le norme di conservazione lo consentivano. I parametri ambientali — concentrazioni di H?S e CO? — venivano misurati in tempo reale per garantire la sicurezza degli operatori.[5]
Dati morfometrici e geochimici: cosa rivelano le grotte
L’analisi morfometrica ha prodotto dati di rilievo. Il sistema Kavasila raggiunge una densità dei passaggi di 380,6 km/km², con copertura areale del 65,6%; Pixaria mostra 305,2 km/km² e 56,6%. Questi valori sono coerenti con uno sviluppo in regime confinato, secondo il modello speleogenetico di Klimchouk.[5]
Le analisi isotopiche del zolfo nelle grotte di speleogenesi solforica dell’Epiro mostrano valori ?³?S medi di circa –26‰, plausibilmente correlati agli idrocarburi e all’attività batterica. Le inclusioni fluide nella calcite spatifera dell’area mostrano temperature di omogenizzazione con picco a 280°C, indicazione di una fase speleogenetica precoce in ambiente idrotermale profondo. Tra i minerali identificati figurano gesso (CaSO?·2H?O), orpimento (As?S?), tamarugite e pickeringite.[6][2]
Fotografare nell’atmosfera tossica: condizioni estreme sul campo
La documentazione fotografica in queste grotte pone sfide che vanno ben oltre la tecnica. Nei passaggi esplorati durante la spedizione del luglio 2025 l’aria presentava un forte odore solforoso, spesso accompagnato da una sensazione di soffocamento che limitava sia il tempo di permanenza che la resistenza fisica degli operatori.[5]
Le temperature elevate e le gallerie contorte rendevano impossibile il riposizionamento delle luci o dei treppiedi. In alcuni tratti la fotografia era praticabile da una sola postura fissa, senza alcuna possibilità di variare l’angolazione. Ogni scatto richiedeva pianificazione preventiva e tolleranza fisica. Le condizioni ambientali hanno condizionato il risultato visivo tanto quanto le scelte artistiche.[5]
Un ecosistema nel buio solforoso: la vita nelle grotte ipogeniche
Anche nelle condizioni chimicamente più estreme, la vita trova spazio. Le grotte ipogeniche del Vikos–Aoos ospitano una comunità biologica che non dipende dalla fotosintesi, ma dalla chemioautotrofia: batteri ossidanti il zolfo producono biofilm sulle pareti che sostengono l’intera rete trofica sotterranea.[7][8]
Nella grotta Skordili è stata documentata una delle scoperte biologiche più rilevanti degli ultimi anni. Uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Subterranean Biology descrive una mega-colonia di ragni composta da circa 69.000 individui di Tegenaria domestica e circa 42.000 di Prinerigone vagans, con una tela totale di oltre 100 m² — la prima struttura coloniale documentata per queste due specie. Le analisi isotopiche hanno confermato che la rete trofica è alimentata dalla produzione primaria dei biofilm microbici. I profili del DNA indicano che le popolazioni cavernicole sono geneticamente distinte dai conspecifici di superficie, segno di adattazione rapida all’oscurità e all’atmosfera tossica.[8][9]
Euscorpius sulfur: lo scorpione endemico delle grotte sulfuree
Nel 2023 la rivista Euscorpius (No. 376) ha pubblicato la descrizione di una nuova specie di scorpione cavernicolo: Euscorpius sulfur sp. n. (Scorpiones: Euscorpiidae), endemica delle grotte solforiche di Albania e Grecia nord-occidentale. Gli autori sono František Kova?ík, Marek Audy, Serban M. Sarbu e Victor Fet.[10]
La specie misura tra 28 e 35 mm, presenta colorazione giallo-rossastra e telson giallo. A differenza di quanto atteso per un animale cavernicolo, non mostra caratteri troglomorfici evidenti — gli occhi sono presenti e la pigmentazione è conservata. Il nome specifico sulfur deriva direttamente dalla Sulfur Cave, la grotta albanoca-greca che ne è la località tipo.[11][12]
Grotte ipogeniche e geoconservazione in area UNESCO
L’importanza di queste grotte supera il dato puramente esplorativo. In un’area tutelata come il Geopark UNESCO Vikos–Aoos, i sistemi ipogeni aggiungono una dimensione sotterranea alla conservazione del patrimonio geologico: dimostrano che la geodiversità non si ferma alla superficie del suolo.[1][5]
Le morfologie cavernicole conservano archivi di processi idrogeologici profondi che precedono il paesaggio attuale. I biofilm microbici potrebbero ospitare metabolismi rilevanti per la ricerca in astrobiologia. La spedizione del luglio 2025 non ha chiuso l’esplorazione del sottosuolo di Vikos–Aoos, ma ha aggiunto nuovi tasselli — passaggi inediti, dati raffinati, immagini che traducono il tempo geologico in forma visiva — a un archivio scientifico in costruzione.[5]
Vedi l’articolo completo pubblicato sull’ultimo numero di SpeleoMedit – Underground Vision Magazine: https://speleomedit.tetide.org/magazine/
Fonti consultate
- Lazaridis G. et al. (2024) — Sulfuric acid speleogenesis in Greece, Acta Carsologica: https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/13668
- Kova?ík F. et al. (2023) — Euscorpius sulfur sp. n., Euscorpius No. 376: https://mds.marshall.edu/euscorpius/vol2023/iss376/1/
- Kova?ík F. et al. (2023) — testo tassonomico completo: https://tb.plazi.org/GgServer/html/03848B6BFFE9A457FECEFB13FDFBFAD9
- Scorpion Files blog — nota sulla nuova specie: https://scorpion-files.blogspot.com/2023/08/a-new-cave-dwelling-euscorpius-from.html
- Sarbu S.M. et al. (2025) — mega-colonia di ragni in Sulfur Cave, Subterranean Biology: https://subtbiol.pensoft.net/article_preview.php?id=162344
- Archive.org — abstract mega-colonia ragni: https://archive.org/details/extraordinaryco53urak
- The Sun — reportage sulla mega-colonia: https://www.thesun.co.uk/tech/37223432/worlds-largest-spiderweb-111000-spiders-sulfur-cave-greece-albania
- UNESCO — Vikos-Aoos UNESCO Global Geopark: https://www.unesco.org/en/iggp/vikos-aoos-unesco-global-geopark
- Global Geoparks Network — Annual Report 2025: https://www.globalgeoparksnetwork.org/sites/default/files/2026-02/VIKOS-AOOS%20UGGp_Annual%20Report_2025_0.pdf
- Wikipedia — Vikos–Aoös National Park: https://en.wikipedia.org/wiki/Vikos%E2%80%93Ao%C3%B6s_National_Park
- Digital Commons USF — orpimento in grotte solforiche di Aghia Paraskevi: https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1000&context=ijs
- GSA Connects 2025 — sessione Hypogene Speleogenesis: https://gsameetings.secure-platform.com/connects25/solicitations/103002/sessiongallery/schedule/items/95076/application/9962
- De Waele J. et al. (2016) — Sulfuric acid speleogenesis close to the water table, Geomorphology: http://alpespeleo.fr/com/comdiv/papier/2016/2016%20De%20Waele%20et%20al%20SAS%20WT%20caves%20Geomorphology%20253%20p%20452-467.pdf
- Karstwaters.org — Hypogene Cave Morphologies: https://karstwaters.org/wp-content/uploads/2015/04/SP18_Hypogene1.pdf
Fonti
[1] Vikos – Aoos UNESCO Global Geopark https://www.unesco.org/en/iggp/vikos-aoos-unesco-global-geopark
[2] Sulfuric acid speleogenesis in Greece https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/13668
[3] Hypogene Cave Morphologies https://karstwaters.org/wp-content/uploads/2015/04/SP18_Hypogene1.pdf
[4] 2017VattanoetalSicilySpringerHypogeneKarstBook http://alpespeleo.fr/com/comdiv/papier/2017/2017%20Vattano%20et%20al%20Sicily%20Springer%20Hypogene%20Karst%20Book%20p%20199-209.pdf
[5] Session: Hypogene Speleogenesis – Geological Society of America https://gsameetings.secure-platform.com/connects25/solicitations/103002/sessiongallery/schedule/items/95076/application/9962
[6] The first cave occurrence of orpiment (As?S?) from the sulfuric acid caves of Aghia Paraskevi (Kassandra Peninsula, N. Greece) https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1000&context=ijs
[7] An extraordinary colonial spider community in Sulfur Cave (Albania … https://archive.org/details/extraordinaryco53urak
[8] An extraordinary colonial spider community in Sulfur Cave (Albania/Greece) sustained by chemoautotrophy https://subtbiol.pensoft.net/article_preview.php?id=162344
[9] 111000-spider colony weaves record web in Greece cave https://www.jpost.com/science/article-872957
[10] Euscorpius sulfur sp. n. (Scorpiones: Euscorpiidae), a new cave scorpion from Albania and northwestern Greece https://mds.marshall.edu/euscorpius/vol2023/iss376/1/
[11] Euscorpius sulfur, Kova?ík & Audy & Sarbu & Fet, 2023 https://tb.plazi.org/GgServer/html/03848B6BFFE9A457FECEFB13FDFBFAD9
[12] A new cave dwelling Euscorpius from Albania and Northwestern Greece https://scorpion-files.blogspot.com/2023/08/a-new-cave-dwelling-euscorpius-from.html
[13] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[14] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[15] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt
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