Puliamo il Buio e Clean-Up the Dark: sei dataset europei per rendere visibili le grotte bonificate
La banca dati Clean-Up the Dark amplia la mappa delle cavità pulite e inquinate con Francia, Germania e Paese Basco. In Italia, Puliamo il Buio prosegue tra bonifiche, formazione e raccolta di dati sulle pressioni che interessano il carsismo.
Clean-Up the Dark, una mappa europea delle grotte ripulite
La tutela delle cavità carsiche passa anche dalla possibilità di conoscere dove si è intervenuti, con quali problemi e con quali risultati. In questa direzione si colloca l’aggiornamento annunciato dalla European Cave Protection Commission, organismo della Fédération Spéléologique Européenne: il sito Clean-Up the Dark dispone ora di sei dataset dedicati a grotte e aree carsiche ripulite o interessate da inquinamento in Europa.
Ai dati già disponibili per Croazia, Slovenia e Italia si aggiungono quelli relativi a Francia e Germania. È inoltre presente un dataset del Paese Basco. L’ampliamento porta a sei le raccolte territoriali consultabili e rende confrontabili, almeno per le aree documentate, le esperienze di censimento, segnalazione e pulizia.
Clean-Up the Dark è un progetto volontario della comunità speleologica europea. La sua funzione non consiste solo nel mostrare gli interventi conclusi. Il sito raccoglie infatti segnalazioni di cavità inquinate e di azioni di bonifica. Può quindi diventare uno strumento di documentazione utile per gruppi speleologici, associazioni, enti locali e soggetti che operano nella protezione del carsismo.
La Commissione europea per la protezione delle grotte invita le organizzazioni che dispongono di dati analoghi a condividerli. L’obiettivo è estendere il patrimonio informativo disponibile. Una banca dati più completa può aiutare a riconoscere i casi ricorrenti, a descrivere le tipologie di rifiuto e a conservare la memoria tecnica dei lavori svolti.
Puliamo il Buio, l’esperienza italiana nella protezione del carsismo
Nel quadro europeo, Puliamo il Buio rappresenta l’esperienza italiana di riferimento. L’iniziativa, promossa dalla Società Speleologica Italiana e collegata alla campagna Puliamo il Mondo, unisce bonifica, censimento delle cavità a rischio, valutazione della pericolosità e sensibilizzazione delle amministrazioni e dei cittadini.
Il problema non riguarda soltanto il decoro. Una dolina, un inghiottitoio o un pozzo trasformati in deposito di rifiuti possono mettere in comunicazione materiali contaminanti e circuiti idrici sotterranei. Plastica, vetro, metalli, pneumatici, ingombranti e materiali potenzialmente pericolosi richiedono quindi una valutazione attenta. In grotta, il recupero presenta anche difficoltà logistiche e di sicurezza. Spesso servono progressioni su corda, sistemi di sollevamento e una gestione separata dei materiali estratti.
La storia di Puliamo il Buio ha già ricevuto un riconoscimento europeo. Nel 2018 il progetto italiano ha ottenuto l’EuroSpeleo Protection Label. La documentazione della Fédération Spéléologique Européenne ricorda anche il lavoro di raccolta di informazioni sulle azioni di pulizia, con l’intento di rendere i dati condivisibili oltre i confini nazionali.
La nuova presenza dell’Italia tra i dataset di Clean-Up the Dark rafforza questo passaggio. L’esperienza operativa sviluppata nei territori può così essere letta insieme a quella di altri Paesi europei, senza ridurre l’attività a un singolo evento locale.
Le attività recenti di Puliamo il Buio in Italia
Nel 2026 Puliamo il Buio ha registrato iniziative distribuite in più regioni. La cronaca delle attività pubblicate da Scintilena segnala, tra le più recenti, la bonifica della Voragine di San Lorenzo sul Carso triestino. L’intervento ha coinvolto 21 volontari e ha riguardato rifiuti accumulati nel corso di decenni.
In Sardegna, a Cagliari, il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano e Legambiente hanno operato nella dolina di Tuvixeddu in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente. L’azione ha riguardato rifiuti ingombranti e materiali abbandonati nella cavità. L’iniziativa è stata proposta anche come anteprima della campagna Puliamo il Mondo 2026.
In Veneto è stato segnalato il recupero di una tonnellata di rifiuti dal Bus del Corlaiti, abisso della Lessinia. L’episodio mostra la scala che possono assumere gli interventi. La pulizia richiede il coordinamento tra speleologi, volontari, gestori del territorio e soggetti incaricati della destinazione finale dei rifiuti.
Le attività recenti includono anche la formazione. Nel 2025 a Verona è stato annunciato un corso di secondo livello rivolto alla gestione delle operazioni di pulizia in grotta. Questo aspetto è centrale: documentare prima dell’intervento, pianificare la sicurezza, classificare i materiali e rendicontare l’esito sono passaggi che danno valore tecnico alla bonifica.
Dall’intervento locale alla rete Clean-Up the Dark nel mondo speleologico
La dimensione internazionale di Clean-Up the Dark si sviluppa oggi soprattutto nello spazio europeo. Il passaggio da tre a sei dataset indica una crescita della rete informativa. Francia, Germania e Paese Basco entrano in una base che già comprendeva Croazia, Slovenia e Italia.
La Federazione speleologica europea ha inoltre collegato il tema delle pulizie sotterranee alla Giornata mondiale della pulizia del 2024. In un documento della European Cave Protection Commission veniva indicata la volontà di sviluppare relazioni e scambio di dati con Clean-Up the Dark. Il dato è significativo perché sposta l’attenzione dalla sola rimozione dei rifiuti alla costruzione di criteri comuni per registrare i problemi.
Per le organizzazioni speleologiche, conferire dati alla piattaforma significa rendere consultabile un lavoro che altrimenti resterebbe frammentato in relazioni locali, fotografie e comunicati. I dataset possono favorire confronti tra contesti geologici e amministrativi diversi. Possono anche offrire una base per dialogare con enti pubblici e gestori delle risorse idriche.
Puliamo il Buio e Clean-Up the Dark condividono quindi una stessa prospettiva: rendere visibile ciò che spesso rimane nascosto nel sottosuolo. La pulizia è la parte più evidente. Il censimento, la documentazione e la prevenzione sono le parti che possono dare continuità alla tutela delle grotte e del carsismo.
Fonti
- Clean-Up the Dark, pagina del progetto: https://cleanupthedark.org/about/
- European Cave Protection Commission, pagina istituzionale: https://www.eurospeleo.eu/ECPC/
- European Cave Protection Commission, documento sulla Giornata mondiale della pulizia 2024: https://www.eurospeleo.eu/ECPC/wp-content/uploads/2024/09/ECPC_Summary_World-Cleanup-Day_20240920.pdf
- European Cave Protection Commission, EuroSpeleo Protection Label: https://www.eurospeleo.eu/ECPC/espl/
- European Speleological Federation, newsletter 2019: https://www.eurospeleo.eu/wp-content/uploads/2022/09/Newsletter_2019_06_EN.pdf
- Scintilena, archivio Puliamo il Buio: https://www.scintilena.com/category/puliamo-il-buio/
- Legambiente, Puliamo il Buio in Sardegna: https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/anteprima-puliamo-il-mondo-puliamo-il-buio-prima-tappa-in-sardegna
- Circolo Speleologico Romano, educazione ambientale e Puliamo il Buio: https://www.circolospeleologicoromano.it/csr/educazione-ambientale
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