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Spedizione Kosovo 2026, un nuovo abisso raggiunge i 200 metri nelle montagne di Hajla

September 19th 2026 at 09:00

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La spedizione Kosovo 2026 bulgaro-kosovara ha individuato una cavità verticale che, allo stato delle esplorazioni, risulta la più profonda del Paese per dislivello negativo. Le attività si sono concluse davanti a un grande meandro ancora da percorrere.

La spedizione Kosovo 2026 ha aperto un nuovo capitolo nella conoscenza delle cavità verticali del Paese balcanico. Una squadra congiunta bulgaro-kosovara ha esplorato una nuova grotta nel massiccio di Hajla, nelle Bjeshkët e Nemuna, fino alla profondità di 200 metri.

La notizia è emersa su Facebook attraverso gli aggiornamenti diffusi dai partecipanti. Il primo dato comunicato indicava il raggiungimento di -150 metri. L’esplorazione è poi proseguita. Al termine della campagna, svolta dal 12 al 16 settembre 2026, gli speleologi hanno attestato la progressione a -200 metri, sul ciglio di un grande meandro che prosegue oltre il punto raggiunto.

L’esplorazione non risulta esaurita. La mancanza di corde sufficienti e il tempo disponibile hanno imposto lo stop delle operazioni. L’équipe ha quindi programmato di riprendere l’esplorazione in una prossima spedizione.

In base alle informazioni rese note, il nuovo abisso rappresenta al momento la cavità più profonda del Kosovo per dislivello negativo. Il dato dovrà essere consolidato con il rilievo completo e con la prosecuzione delle verifiche sul terreno.

Spedizione Kosovo 2026, dal massiccio Hajla al nuovo abisso

La spedizione Kosovo 2026 era la quinta campagna speleologica realizzata con la partecipazione di gruppi bulgari e kosovari.

Il programma iniziale indicava la ricerca di cavità verticali nei rilievi settentrionali e nord-occidentali del Kosovo, in prossimità dei confini montani.

Il lavoro è iniziato nel massiccio di Hajla, chiamato Hajlë in albanese. L’area appartiene al sistema delle Bjeshkët e Nemuna, noto anche come Prokletije o Alpi Albanesi.

La montagna si trova lungo il confine tra Kosovo e Montenegro e culmina a 2.403 metri. Il rilievo è formato da un lungo crinale e presenta, nelle quote elevate, estesi affioramenti calcarei alternati a settori con rocce vulcaniche.

Questo quadro geologico rende il territorio interessante per la ricerca speleologica.

Nei calcari, l’acqua può infiltrarsi lungo fratture e discontinuità, ampliandole nel tempo e dando origine a pozzi, meandri e sistemi sotterranei.

Non tutte le depressioni o ingressi conducono a cavità profonde. Per questo la ricognizione, l’attrezzamento e il rilievo sono passaggi indispensabili.

Nella prima fase sul massiccio, la squadra ha cartografato una grotta orizzontale e un pozzo d’alta quota profondo 45 metri. Queste attività hanno preceduto l’individuazione e l’attrezzamento della nuova cavità verticale. La scoperta del pozzo da -200 metri è il risultato più rilevante della spedizione Kosovo 2026.

Hajla e Bjeshkët e Nemuna, il contesto carsico della ricerca

Hajla occupa una posizione di confine tra Kosovo e Montenegro. Sul versante meridionale, le acque drenano verso la Pe?ka Bistrica, il corso d’acqua che ha inciso la gola di Rugova. Sul lato settentrionale si trova invece l’area sorgentizia dell’Ibar. La presenza di differenti bacini idrografici e di grandi masse calcaree rende utile studiare con attenzione le possibili vie di assorbimento e circolazione sotterranea.

La nuova esplorazione non permette ancora di definire il collegamento idrologico della cavità. Non sono stati diffusi dati sullo sviluppo, sulle quote dell’ingresso, sulla presenza di acqua o sulle caratteristiche del meandro terminale. Sono informazioni che potranno arrivare solo con il rilievo speleologico e con future discese.

Il termine “più profonda” va quindi letto nel suo significato tecnico. Si riferisce al dislivello negativo misurato dal punto di ingresso verso il basso. Non indica automaticamente la grotta con il maggiore sviluppo planimetrico, né esclude che altre cavità kosovare possano fornire dati diversi dopo nuove esplorazioni o revisioni catastali.

Il grande meandro individuato a -200 metri rende prematuro stabilire la profondità finale. I meandri sono condotti spesso stretti e sinuosi, modellati dal flusso dell’acqua o dalla dissoluzione lungo fratture. Possono interrompersi rapidamente oppure condurre a nuovi pozzi, gallerie e livelli di drenaggio. La ripresa della spedizione Kosovo 2026 servirà proprio a chiarire questa continuità.

Mokna e la continuità del programma speleologico in Kosovo

Dopo la fase operativa sul massiccio di Hajla, il gruppo si è trasferito nella montagna di Mokna, o Mokra, dove era previsto il lavoro nella cavità denominata “I Gemelli”. La scelta delle aree conferma un’impostazione basata sulla ricerca di ingressi verticali e sulla verifica di sistemi poco documentati.

La collaborazione tra la Bulgarian Caving Society e le istituzioni kosovare non nasce con questa campagna. Il programma di ricerca sul carsismo del Kosovo è iniziato nel 2016 con una licenza pluriennale. Prima della spedizione Kosovo 2026 erano state svolte quattro campagne, nel 2017, 2018, 2019 e 2022. Le ricerche precedenti hanno interessato varie aree del Paese e hanno prodotto dati su cavità, rilievi e fauna sotterranea.

Nel 2017, per esempio, una squadra di otto speleologi ha esplorato e rilevato cinque grotte nell’area di Zatriq, sul Monte Akovan. Le cinque cavità totalizzavano 199,72 metri di sviluppo planimetrico e 99,72 metri di dislivello complessivo. La ricerca aveva incluso anche il prelievo di campioni di fauna cavernicola. Nel 2022, una spedizione nei monti Mokna ha documentato tre abissi per complessivi 198 metri di profondità e una grotta orizzontale di 55 metri.

Questi precedenti aiutano a inquadrare il nuovo risultato. L’abisso di Hajla, raggiunto a -200 metri e ancora aperto alla prosecuzione, supera il livello delle profondità rese note per le cavità esplorate durante la precedente campagna di Mokna. La verifica definitiva richiederà una documentazione tecnica completa e il confronto con l’inventario nazionale delle grotte.

Rilievo speleologico e prossime verifiche della nuova cavità

Per la nuova cavità di Hajla restano aperte diverse domande. La prima riguarda la prosecuzione del meandro. La seconda riguarda l’eventuale presenza di ulteriori verticali, che potrebbe modificare in modo significativo il dislivello totale. La terza riguarda il rilievo: profondità, sviluppo, morfologia e posizione dell’ingresso devono essere restituiti con dati misurati e rappresentazioni cartografiche.

Il rilievo non è un passaggio formale. Serve a rendere confrontabili i risultati e a valutare le relazioni tra la grotta, la geologia locale e la rete idrica sotterranea. È utile anche per la sicurezza delle esplorazioni successive, perché registra pozzi, ancoraggi, strettoie, punti di diramazione e zone potenzialmente instabili.

La spedizione Kosovo 2026 lascia quindi un risultato provvisorio, ma concreto: un nuovo abisso esplorato fino a -200 metri in un settore carsico ancora poco conosciuto. La prosecuzione della ricerca potrà chiarire se il grande meandro terminale conduce a nuovi livelli della cavità e quale sarà la profondità definitiva del sistema.

Fonti

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