Dai mulini glaciali dell’Alaska ai satelliti di Giove: la speleologia che guarda le stelle
Il Progetto GEMINI studia le fratture dei ghiacciai dell’Alaska per capire la tettonica di Europa, Ganimede ed Encelado. Una ricerca finanziata dal National Geographic che mette insieme INAF, Università di Padova e La Venta Esplorazioni Geografiche.
Il Progetto GEMINI: obiettivi, partner e finanziamento National Geographic
Il Progetto GEMINI — acronimo di Glacial Environment deformation Mechanisms to INfer Icy satellites tectonics — è un’iniziativa di ricerca scientifica finanziata dal National Geographic Grant Programme. Il riconoscimento è stato assegnato al progetto guidato da Costanza Rossi dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Padova, che ne è la responsabile scientifica.[1][2][3]
Al gruppo di ricerca partecipano il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e l’associazione La Venta Esplorazioni Geografiche, che fornisce supporto tecnico e logistico sul campo. L’obiettivo dichiarato è esplorare il legame tra le fratture osservate nei ghiacciai dell’Alaska e quelle presenti sulla superficie dei satelliti ghiacciati di Giove e Saturno: Ganimede, Europa ed Encelado. Il progetto è sostenuto da sponsor tecnici come Ferrino Outdoor, VIGEA, MilesBeyond, Explorer Cases e Tiberino 1888.[3][4][1]
Juneau Icefield: un campo di ghiaccio dell’Alaska come laboratorio naturale
Il Juneau Icefield, situato nell’area della capitale dell’Alaska, è uno dei più vasti campi di ghiaccio al mondo ed è stato scelto come laboratorio naturale principale del Progetto GEMINI. La zona sta attraversando un significativo ritiro glaciale negli ultimi anni: di recente, il Mendenhall Glacier ha rilasciato improvvisamente acqua di fusione, con un rischio alluvione — fortunatamente scongiurato — per le aree periferiche di Juneau.[2][4][1]
Il Ghiacciaio Taku, che rientra nel sistema di Juneau, raggiunge uno spessore prossimo ai 1.500 metri, rendendolo il ghiacciaio alpino più spesso del mondo. Proprio questa profondità e complessità strutturale lo rende adatto allo studio multiscala delle fratture. Il team combina rilievi diretti sul campo con osservazioni satellitari, costruendo cartografie multiscala che permettono di leggere la geometria delle deformazioni glaciali a diverse scale.[4][1][3]
Fratture nei ghiacciai terrestri e faglie su Europa: le analogie morfologiche
Uno dei punti cardine del Progetto GEMINI è il confronto tra le fratture generate dal flusso glaciale in Alaska e i sistemi di faglie estesi sulla superficie dei satelliti ghiacciati. Europa, Ganimede ed Encelado presentano cros?? di ghiaccio deformate da forze interne che generano vasti sistemi di zone di frattura, spesso interpretati come possibili connessioni con gli oceani liquidi nascosti sotto la superficie.[5][1]
Lo studio di questi corpi celesti si basa quasi esclusivamente sulle immagini acquisite dalle sonde spaziali, che però offrono dati limitati su piccola scala. Per questo motivo, l’analisi degli analoghi terrestri — come i ghiacciai dell’Alaska — diventa fondamentale: il flusso glaciale genera fratture morfologicamente simili a quelle rilevate sui satelliti ghiacciati. Le conoscenze acquisite su scala terrestre vengono poi trasferite all’interpretazione dei dati planetari, dove mancano osservazioni locali dettagliate.[1][2][3]
Il contributo di La Venta: valutare i mulini glaciali come sedi di indagine
Il contributo specifico di La Venta Esplorazioni Geografiche al Progetto GEMINI riguarda la valutazione del potenziale esplorativo dei mulini glaciali. Le prospezioni sono condotte da Alessio Romeo, membro dell’associazione, che nel corso della spedizione 2025 analizza l’idoneità di queste strutture come siti di indagine scientifica.[2][3]
I mulini glaciali sono condotti verticali o quasi verticali nel ghiaccio attraverso i quali l’acqua di fusione scende verso il basso. Nel contesto del Progetto GEMINI, questi canali vengono valutati come possibili simulatori di carotaggi profondi nei ghiacci di Europa o Ganimede. Si tratta, in sostanza, di verificare se i mulini terrestri possano costituire un modello operativo per le future missioni di esplorazione del sottosuolo ghiacciato dei satelliti gioviani. La speleologia glaciale porta così il suo bagaglio tecnico direttamente al servizio della pianificazione astrogeologica.[4][1]
Ganimede, Europa, Encelado: cosa ci aspettiamo di trovare sotto il ghiaccio
Europa, uno dei satelliti galileiani di Giove, ha un diametro equatoriale di circa 3.100 km ed è leggermente più piccola della nostra Luna. Le temperature sulla sua superficie raggiungono i ?227 °C ai poli, ma sotto la crosta di ghiaccio si ritiene nascosto un oceano di acqua liquida mantenuto da forze mareali. Encelado, satellite di Saturno, presenta pennacchi d’acqua che fuoriescono da fessure nel ghiaccio, confermando l’esistenza di un oceano sotterraneo profondo.[6][7]
L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha individuato proprio Encelado come obiettivo prioritario del programma Voyage 2050, con una missione di classe large prevista per il lancio intorno agli anni 2040. Su Ganimede, la luna più grande del Sistema Solare, la ricercatrice Costanza Rossi ha a lungo studiato le strutture tettoniche della superficie ghiacciata, rilevando come i tangles di strutture che attraversano il satellite su scala globale rappresentino prove fondamentali di processi geologici passati — e forse ancora attivi — collegati all’oceano sottostante. Il Progetto GEMINI si inserisce esattamente in questo quadro: i dati raccolti in Alaska guideranno le future missioni spaziali nell’identificare le strutture più promettenti per l’esplorazione del sottosuolo ghiacciato.[5][6][1][4]
Perché la speleologia è la disciplina del futuro anche per l’astrogeologia
La speleologia glaciale sta diventando un punto di riferimento per l’esplorazione planetaria. La capacità di entrare fisicamente nelle strutture del ghiaccio — fratture, mulini, canali di scorrimento — fornisce una comprensione dei processi di deformazione che nessuna immagine satellitare può restituire completamente. Il Progetto GEMINI ne è un esempio concreto: unisce l’esplorazione di campo con la modellazione scientifica per colmare il divario tra ciò che le sonde spaziali osservano e ciò che accade realmente all’interno di una crosta ghiacciata.[3][1][2][4]
L’approccio multiscala adottato — che integra rilievi diretti, dati da satellite terrestre e immagini delle sonde planetarie — apre la strada a un modello unificato di analisi delle fratture glaciali e planetarie. Entro la fine del 2025, il progetto prevede di produrre mappe innovative e linee guida operative per le missioni di esplorazione future. In questo scenario, lo speleologo che scende in un mulino dell’Alaska non studia solo il ghiaccio sotto i propri piedi: contribuisce a disegnare le rotte di esplorazione di oceani nascosti a centinaia di milioni di chilometri dalla Terra.[1][2][4]
Fonti
[1] La Venta Esplorazioni Geografiche – Facebook https://www.facebook.com/laventateam/posts/-%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%80%F0%9D%90%92%F0%9D%90%8A%F0%9D%90%80-%F0%9D%9F%90%F0%9D%9F%8E%F0%9D%9F%90%F0%9D%9F%93-%F0%9D%90%86%F0%9D%90%84%F0%9D%90%8C%F0%9D%90%88%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%88-%F0%9D%90%8F%F0%9D%90%91%F0%9D%90%8E%F0%9D%90%89%F0%9D%90%84%F0%9D%90%82%F0%9D%90%93the-gemini-project-glacial-environment-deformation-me/1069635945343917/
[2] From Alaskan Glaciers to Icy Moons: Unraveling Space Mysteries on … https://www.geoscienze.unipd.it/en/alaskan-glaciers-icy-moons-unraveling-space-mysteries-earth
[3] In Alaska per studiare i meccanismi di deformazione dell’ambiente … https://www.geoscienze.unipd.it/alaska-studiare-i-meccanismi-di-deformazione-dellambiente-glaciale-e-dedurre-la-tettonica-dei
[4] Progetto GEMINI in Alaska 2025: collegamenti tra ghiacciai e satelliti … https://www.scintilena.com/progetto-gemini-in-alaska-2025-collegamenti-tra-ghiacciai-e-satelliti-ghiacciati/09/03/
[5] GeoLog | Tectonics on Ice…. learning about Jupiter’s Icy Moons and … https://blogs.egu.eu/geolog/2023/01/25/tectonics-on-ice-learning-about-jupiters-ice-moons-and-the-juice-mission/
[6] Dopo Marte, più in là di Giove: l’Esa vuole Encelado https://www.media.inaf.it/2024/04/10/esa-encelado-alice-lucchetti/
[7] Europa: Jupiter’s icy moon | Natural History Museum https://www.nhm.ac.uk/discover/europa-icy-moon.html
[12] Le Grotte della Groenlandia: Archivi Paleoclimatici e … https://www.scintilena.com/le-grotte-della-groenlandia-archivi-paleoclimatici-e-frontiera-della-glaciospeleologia/01/16/
[13] L’ultimo rifugio dei Neanderthal: sopravvissuti fino a 12mila … https://www.scintilena.com/lultimo-rifugio-quando-il-neanderthal-sopravvisse-il-doppio-di-quanto-credevamo/01/22/
[15] Grotta Norvegese di 75.000 Anni Rivela Tesori della Fauna … https://www.scintilena.com/grotta-norvegese-di-75-000-anni-rivela-tesori-della-fauna-artica-preistorica/08/09/
[17] “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio”: ricerca, clima … https://www.scintilena.com/ghiacciai-nascosti-la-vita-nelle-grotte-con-ghiaccio-ricerca-clima-ed-ecosistemi-invisibili-nelle-prealpi-venete/01/28/
[18] Dentro i ghiacciai vallivi: cosa sta succedendo sotto la superficie del … https://www.scintilena.com/dentro-i-ghiacciai-vallivi-cosa-sta-succedendo-sotto-la-superficie-del-ghiaccio-alpino/03/08/
[21] ALASKA 2025 – PROGETTO “GEMINI” Oggi, 26 agosto … – Instagram https://www.instagram.com/p/DN0F9JJWhul/
[22] Analogue Icy Moon Simulations | AIMS | Project | Fact Sheet – CORDIS https://cordis.europa.eu/project/id/101171589
[25] Icy Worlds and their Analog Sites | News – NASA Astrobiology https://astrobiology.nasa.gov/news/icy-worlds-and-their-analog-sites/
[26] Pisa, 17-19 dicembre 2025 – Il risveglio di Encelado. Un’indagine … https://www.fondazionereturn.it/blog/2025/11/19/il-risveglio-di-encelado-unindagine-transdisciplinare-sul-rischio-e-il-disastro-geologico/
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