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Le “miniere” a km 0 dei costruttori romani: i Colli Euganei svelano il loro segreto

Apríl 28th 2026 at 14:00

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Il progetto EuQuGeA dell’Università di Padova identifica l’antico distretto estrattivo che riforniva i grandi cantieri imperiali


Cave romane nei Colli Euganei: una scoperta millenaria

Gli antichi ingegneri romani sapevano dove cercare i materiali migliori senza percorrere centinaia di chilometri. Nei Colli Euganei, a pochi passi dai cantieri, avevano individuato una fonte di approvvigionamento di prim’ordine: la pozzolana euganea, una breccia di esplosione vulcanica dalle eccezionali proprietà consolidanti, e la trachite, roccia lavica densa destinata a muri e pavimentazioni stradali.

A restituire alla storia questo sistema estrattivo dimenticato è il progetto EuQuGeA (Geoarchaeology of Euganean Quarrying from Research to Valorization), promosso dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Ricerca Scientifica di Eccellenza 2023.


Droni e laser per rileggere il paesaggio delle cave

La prima scoperta arriva dal cielo. Nello studio firmato da Josiah Olah, dottorando del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova, pubblicato sul Journal of Archaeological Science, droni equipaggiati con tecnologia LiDAR (Light Detection and Ranging) hanno sorvolato l’area dei Colli Euganei. I sensori laser hanno filtrato virtualmente la fitta vegetazione boschiva, restituendo un modello tridimensionale del terreno ad alta risoluzione.

Algoritmi di clustering morfometrico hanno poi classificato le forme del suolo rilevate, permettendo di distinguere le tracce di cavatura antica dalle concavità naturali del territorio.

Il risultato è stato la localizzazione di due siti estrattivi completamente abbandonati e assenti dalla memoria storica: uno nel parco di Villa Draghi a Montegrotto Terme, l’altro in Via Scagliara a sud di Monte Oliveto, nella località di Turri. Entrambi conservano segni inconfutabili di cavatura antica, precedente all’industrializzazione moderna.


La firma geochimica della pozzolana di Villa Draghi

Una volta identificato il “dove”, le analisi di laboratorio hanno chiarito il “cosa” e il “perché”. Il secondo studio, pubblicato su PLOS One e coordinato dal ricercatore Simone Dilaria, ha completato il quadro attraverso un protocollo di indagini petrografiche e geochimiche, confrontando i campioni prelevati dai fronti di cava con un ampio database di rocce euganee sviluppato dal team dell’Università di Padova.

Le analisi hanno dimostrato che dalla cava di Villa Draghi i Romani estraevano una specifica pozzolana euganea, impiegata per realizzare i calcestruzzi delle terme di Fons Aponi, l’antica Montegrotto Terme. La stessa roccia veniva scelta per le sue proprietà consolidanti: mescolata nelle malte, ne migliorava nettamente le caratteristiche strutturali.

La firma geochimica di questo materiale è stata riconosciuta non solo nelle costruzioni locali, ma anche nelle malte delle terme tardo-antiche di Aquileia, in Friuli-Venezia Giulia. Il che dimostra che la pozzolana euganea non era una semplice risorsa di prossimità: era un prodotto considerato pregiato, commercializzato su medie e lunghe distanze.


L’alternativa locale alla Pozzolana Flegrea

Il progetto EuQuGeA si inserisce in un percorso di ricerca già avviato. Uno studio del 2024, coordinato dallo stesso team dell’Università di Padova in collaborazione con le Università Ca’ Foscari di Venezia e di Modena e Reggio Emilia, aveva evidenziato come per le grandi infrastrutture di Aquileia e della Laguna di Venezia i Romani importassero via mare dalla Campania la celebre “Pozzolana Flegrea”, citata da Vitruvio, materiale costoso e proveniente da oltre un migliaio di chilometri.

I nuovi risultati di EuQuGeA mostrano un’immagine più articolata. Nei Colli Euganei, gli stessi ingegneri romani avevano individuato un’alternativa a km 0 di pari efficacia, sfruttando una conoscenza capillare delle georisorse locali. Un sapere tecnico di precisione che è poi andato perduto nel corso dei secoli.

Come sottolinea il professor Michele Secco, principal investigator del progetto, i risultati dimostrano «la conoscenza capillare e di incredibile dettaglio delle georisorse locali e della loro ottimizzazione nei cantieri: un sapere ingegneristico andato poi perduto nel corso dei secoli e oggi finalmente riscoperto grazie al progetto EuQuGeA».


Un team interdisciplinare per decifrare le rocce

Il progetto EuQuGeA ha coinvolto ricercatori di più dipartimenti e istituzioni. Per il Dipartimento dei Beni Culturali, i docenti Jacopo Bonetto, Caterina Previato e Jacopo Turchetto hanno curato l’inquadramento storico-archeologico, le analisi tecnico-costruttive e le ricognizioni topografiche. Il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, con il professor Claudio Mazzoli e i ricercatori Luigi Germinario e Jacopo Nava, ha fornito il contributo petrografico e geochimico per l’analisi delle rocce vulcaniche.

La validazione degli algoritmi di elaborazione dei dati da drone è stata garantita dai ricercatori Sebastiano Chiodini (Dip. Ingegneria Industriale) e Filippo Carraro (Dip. Ingegneria Civile, Edile e Ambientale). I voli LiDAR operativi sono stati condotti da Cristiano Miele della società padovana Archetipo s.r.l. Il progetto ha potuto contare anche sui contributi internazionali di Milo K. Pilgrim (University of Texas at Austin) e Matthew Tryc (WSP-Albuquerque).


Articolo di La Scintilena – Notiziario italiano di Speleologia
Fonte primaria: Università di Padova / Le Scienze, 24 aprile 2026


Scheda di studio completa

  • Concetti e definizioni dei materiali lapidei romani (Pozzolana Euganea, Trachite, Opus caementicium) e delle tecnologie usate (LiDAR, clustering morfometrico)
  • I due studi scientifici del progetto EuQuGeA con metodologie e risultati
  • Il team di ricerca completo con ruoli e affiliazioni
  • Il contesto storico dell’approvvigionamento edilizio romano e la strategia “km 0”
  • 6 domande di autoverifica con risposte
  • Flashcard rapide per memorizzazione veloce dei dati chiave

Le “miniere” edilizie a km 0 degli antichi Romani – Progetto EuQuGeA

Fonte: Università di Padova / Le Scienze – 24 aprile 2026


Panoramica

Il progetto EuQuGeA (Geoarchaeology of Euganean Quarrying from Research to Valorization) dell’Università di Padova ha ricostruito per la prima volta il distretto estrattivo antico dei Colli Euganei, rivelando come gli ingegneri romani selezionassero con straordinaria precisione le risorse lapidee locali per le loro costruzioni, evitando costose importazioni a lunga distanza.


Concetti Chiave e Definizioni

TermineDefinizione
Pozzolana EuganeaBreccia di esplosione vulcanica estratta dai Colli Euganei; mescolata nelle malte, migliorava nettamente le proprietà strutturali dei calcestruzzi
Pozzolana FlegreaCenere vulcanica campana citata da Vitruvio; importata via mare per grandi infrastrutture come Aquileia; più costosa e proveniente da lunga distanza
TrachiteDensa roccia lavica estratta abbondantemente nei Colli Euganei; usata per la costruzione di muri e la pavimentazione delle strade
Opus caementiciumCalcestruzzo romano realizzato con aggregati vulcanici (pozzolana) e leganti; straordinariamente duraturo grazie alle reazioni pozzolaniche
LiDAR (Light Detection and Ranging)Tecnologia laser montata su drone che permette di mappare il terreno “filtrando” virtualmente la vegetazione e rilevando micromodificazioni del suolo
Clustering morfometricoAlgoritmo che classifica automaticamente le forme del terreno rilevate dal LiDAR, distinguendo cave artificiali da concavità naturali
Fons AponiNome romano dell’attuale Montegrotto Terme (PD); sede di importanti terme di epoca imperiale costruite con pozzolana estratta dalla cava di Villa Draghi

I Due Materiali Estratti

1. Pozzolana Euganea (aggregato pozzolanico)

  • Breccia di esplosione vulcanica che affiora solo in limitate porzioni del territorio euganeo
  • Estratta specificatamente dalla cava di Villa Draghi (Montegrotto Terme)
  • Utilizzata per i calcestruzzi delle terme di Fons Aponi
  • La sua firma geochimica è stata riconosciuta anche nelle malte delle terme tardo-antiche di Aquileia (Friuli-Venezia Giulia), prova di un commercio su medie e lunghe distanze
  • Alternativa locale di pari efficacia alla costosa Pozzolana Flegrea campana

2. Trachite

  • Roccia lavica densa, estratta in modo più diffuso nei Colli Euganei
  • Destinata a costruzione di muri e pavimentazione delle strade
  • Utilizzata dall’età preistorica fino ai giorni nostri[1]
  • La sua estrazione ha continuato fino all’era industriale, quando la produzione raggiunse quasi 6 milioni di tonnellate nel 1968[1]

Metodologie della Ricerca

Studio 1 – Mappatura LiDAR da Drone

Pubblicazione: Journal of Archaeological Science
Autore principale: Josiah Olah (Dip. Beni Culturali, UniPD)

Metodo:

  1. Droni equipaggiati con sensori LiDAR sorvolano i Colli Euganei
  2. La tecnologia penetra la vegetazione boschiva, acquisendo dati tridimensionali del suolo
  3. Algoritmi di clustering morfometrico analizzano le forme del terreno
  4. Cavità e fronti di cava antichi vengono distinti dalle modificazioni naturali del suolo

Risultati:

  • Identificati siti estrattivi totalmente dimenticati e abbandonati prima dell’industrializzazione moderna
  • Due siti di primaria importanza localizzati:
  • Cava di Villa Draghi – nel parco di Villa Draghi a Montegrotto Terme
  • Via Scagliara – a sud di Monte Oliveto, nella località di Turri

Studio 2 – Identificazione Archeometrica dei Materiali

Pubblicazione: PLOS One
Autore principale: Simone Dilaria (Dip. Beni Culturali, UniPD)

Metodo:

  1. Campionamento dei fronti di cava di Villa Draghi
  2. Analisi petrografiche (osservazione al microscopio della struttura della roccia)
  3. Analisi geochimiche (composizione chimica degli elementi)
  4. Confronto con il database di campioni di rocce euganee sviluppato dal team UniPD
  5. Confronto incrociato con le malte degli edifici termali antichi

Risultati:

  • Dimostrata la provenienza dei materiali delle terme di Fons Aponi dalla cava di Villa Draghi
  • Firma geochimica riconoscibile anche nelle malte di Aquileia ? prova di distribuzione commerciale

Team di Ricerca

NomeEnteRuolo
Michele Secco (P.I.)UniPD – Dip. Beni CulturaliCoordinamento generale, petrografia
Josiah OlahUniPD – Dip. Beni CulturaliRilievi LiDAR e clustering morfometrico
Simone DilariaUniPD – Dip. Beni CulturaliAnalisi archeometriche, malte
Jacopo Bonetto, Caterina Previato, Jacopo TurchettoUniPD – Dip. Beni CulturaliInquadramento storico-archeologico, topografia
Claudio Mazzoli, Luigi Germinario, Jacopo NavaUniPD – Dip. GeoscienzePetrografia e geochimica delle rocce
Sebastiano ChiodiniUniPD – Dip. Ingegneria IndustrialeValidazione algoritmi e dati LiDAR
Filippo CarraroUniPD – ICEAElaborazione dati territoriali da drone
Cristiano MieleArchetipo s.r.l. (Padova)Voli LiDAR operativi
Milo K. PilgrimUniversity of Texas at AustinContributo internazionale
Matthew TrycWSP-AlbuquerqueContributo internazionale

Finanziamento: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo – Bando Ricerca Scientifica di Eccellenza 2023


Contesto Storico: Romani e Risorse Lapidee

Prima del Progetto EuQuGeA (studio 2024)

  • Per le grandi infrastrutture di Aquileia e della Laguna di Venezia, i Romani importavano via mare dalla Campania la “Pozzolana Flegrea”, citata da Vitruvio
  • Si trattava di un materiale prezioso, costoso e proveniente da oltre 1.000 km di distanza

La Novità del Progetto EuQuGeA

  • I Romani avevano individuato nei Colli Euganei una alternativa locale di pari efficacia
  • Strategia “km 0”: approvvigionamento locale riducendo i costi di trasporto via mare
  • Dimostrazione di una conoscenza capillare delle georisorse del territorio
  • Tale sapere ingegneristico è poi andato perduto nei secoli successivi

Importanza per l’Archeologia

  • Le cave di Villa Draghi erano completamente dimenticate dalla memoria storica
  • Il LiDAR le ha “riscoperte” senza alcuno scavo invasivo
  • La firma geochimica permette di tracciare le rotte commerciali del materiale estratto

Domande di Autoverifica

  1. Che cos’è la “Pozzolana Euganea” e perché era preziosa per i Romani?
    (R: breccia di esplosione vulcanica estratta in aree limitate dei Colli Euganei; mescolata nelle malte migliorava le proprietà strutturali del calcestruzzo, sostituendo localmente la più costosa Pozzolana Flegrea campana)
  2. Qual è la differenza d’uso tra pozzolana e trachite nell’edilizia romana?
    (R: la pozzolana era usata come aggregato pozzolanico nei calcestruzzi delle terme; la trachite era destinata a muri e pavimentazioni stradali)
  3. Come ha permesso il LiDAR di individuare la cava di Villa Draghi?
    (R: i sensori laser montati su drone hanno filtrato la vegetazione boschiva e rilevato le modificazioni del suolo, poi classificate tramite algoritmi di clustering morfometrico per distinguere le tracce di cava dalle concavità naturali)
  4. Quali costruzioni sono state collegate con certezza alla cava di Villa Draghi?
    (R: le terme di Fons Aponi / Montegrotto Terme e, tramite firma geochimica, le terme tardo-antiche di Aquileia)
  5. Qual è la prova che la pozzolana euganea non era solo usata localmente?
    (R: la sua firma geochimica è stata riconosciuta nelle malte delle terme di Aquileia, in Friuli-Venezia Giulia, dimostrando una distribuzione commerciale su medie e lunghe distanze)
  6. Quale studio precedente (2024) aveva già avanzato ipotesi sull’approvvigionamento romano?
    (R: uno studio coordinato dallo stesso team UniPD con Ca’ Foscari di Venezia e l’Università di Modena e Reggio Emilia, che aveva dimostrato l’importazione via mare della Pozzolana Flegrea per Aquileia e la Laguna di Venezia)

Flashcard Rapide

DomandaRisposta
Acronimo del progettoEuQuGeA
Principal InvestigatorMichele Secco (UniPD)
Tecnologia per la mappaturaLiDAR su drone + clustering morfometrico
Rivista dello studio LiDARJournal of Archaeological Science
Rivista dello studio archeometricoPLOS One
Autore studio LiDARJosiah Olah
Autore studio archeometricoSimone Dilaria
Cava identificataVilla Draghi, Montegrotto Terme
Terme costruite con la pozzolana localeTerme di Fons Aponi (Montegrotto Terme)
Pozzolana alternativa (importata)Pozzolana Flegrea (Campania)
Altro sito estrattivo identificatoVia Scagliara, Turri (Monte Oliveto)
Distanza commerciale provataAquileia (Friuli-Venezia Giulia)
FinanziamentoFondazione CARIPARO – bando 2023

Fonti consultate

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