DNA antico dalla Grotta di Stajnia: ricostruito il profilo genetico del più antico gruppo di Neanderthal dell’Europa centro-orientale
Un’indagine dell’Università di Bologna ricostruisce per la prima volta la struttura genetica di almeno sette individui vissuti circa 100.000 anni fa in una grotta della Polonia meridionale
La ricerca sui Neanderthal di Stajnia pubblicata su Current Biology
Il 20 aprile 2026 è stato pubblicato su Current Biology uno studio che ricostruisce per la prima volta il profilo genetico di un gruppo di Neanderthal dell’Europa centro-orientale. L’indagine è coordinata da Andrea Picin e Sahra Talamo, professori del Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Università di Bologna, con la collaborazione di ricercatori di oltre una dozzina di istituzioni internazionali.magazine.unibo+1
Il materiale analizzato proviene dalla Grotta di Stajnia, una cavità calcarea del Giurassico ubicata nell’Altopiano di Cracovia-Cz?stochowa, in Polonia meridionale. Dallo scavo sistematico condotto tra il 2007 e il 2010 sono stati recuperati otto denti fossili di Neanderthal. Quei denti hanno consentito, attraverso l’estrazione di DNA mitocondriale antico, di identificare almeno sette individui distinti appartenenti allo stesso sito e alla stessa fase cronologica.phys+1
Otto denti, sette individui: come il DNA mitocondriale antico svela la composizione del gruppo
Il DNA mitocondriale è la molecola preferita nella ricerca paleogenetica sui Neanderthal. Ogni cellula ne contiene centinaia o migliaia di copie, il che aumenta significativamente la probabilità di recuperarlo in fossili antichi e degradati. Si trasmette esclusivamente per via materna, senza ricombinazione, e presenta posizioni genomiche che permettono di distinguere sequenze neandertaliane autentiche da eventuali contaminazioni moderne.pmc.ncbi.nlm.nih+1
Dall’analisi dei mitogenomi dei denti di Stajnia sono emersi almeno sette individui distinti, collocati in un arco cronologico corrispondente al Marine Isotope Stage 5 (MIS 5), circa 100.000 anni fa. Due denti appartenuti a giovani e uno appartenuto a un adulto condividono lo stesso DNA mitocondriale. Poiché il mtDNA si eredita per via materna, questo dato indica che i tre individui erano probabilmente strettamente imparentati in linea materna — madre e figli, o discendenti della stessa linea. È la prima volta che si riesce a ricostruire una struttura di gruppo coerente per i Neanderthal a nord dei Carpazi.eurekalert+2
La paleogenetista Mateja Hajdinjak del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology ha sottolineato questo elemento: “Due denti appartenuti a individui giovani e uno appartenuto a un adulto condividono lo stesso DNA mitocondriale”.magazine.unibo
Un lignaggio materno diffuso in tutta l’Eurasia occidentale
I mitogenomi dei Neanderthal di Stajnia non sono filogeneticamente isolati. Si collocano nello stesso ramo genetico di individui rinvenuti in siti distanti migliaia di chilometri:bioengineer+1
- Mezmaiskaya (Caucaso settentrionale, Russia): massima affinità mitocondriale
- Penisola iberica (Spagna e Portogallo): stesso ramo filogenetico
- Francia meridionale: stesso clade mitocondriale
Questa distribuzione geografica indica che la componente genetica materna rappresentata a Stajnia era ampiamente diffusa in tutta l’Eurasia occidentale durante il MIS 5. In seguito — probabilmente a causa di eventi demografici successivi al peggioramento climatico del MIS 4 — fu sostituita dai lignaggi tipici dei Neanderthal più recenti.eurekalert+1
Andrea Picin ha chiarito il senso del risultato: “Nella maggior parte dei casi, i dati genetici neandertaliani derivano da singoli fossili o da reperti dispersi in siti e tempi diversi: a Stajnia, invece, è stato possibile ricostruire un piccolo gruppo di individui, restituendo per la prima volta un quadro genetico coerente dei Neanderthal in questa parte d’Europa”.magazine.unibo
Il collegamento con Thorin: una linea antica e pan-eurasiatica
Uno degli aspetti più discussi dello studio riguarda il confronto con il Neanderthal noto come “Thorin”, scoperto nel 2015 alla Grotte Mandrin, in Francia mediterranea, e descritto in un lavoro pubblicato su Cell Genomics nel 2024. Thorin era stato presentato come portatore di una linea genetica del tutto inedita, isolata da altri Neanderthal europei per circa 50.000 anni, con un genoma caratterizzato da elevata omozigosi.livescience+1
La nuova analisi mostra che Thorin porta un DNA mitocondriale simile a quello dei Neanderthal di Stajnia, vissuti oltre 50.000 anni prima. Questo dato colloca il lignaggio di Thorin non come un’anomalia solitaria, ma come l’ultimo rappresentante di un clade antico e geograficamente diffuso, le cui radici risalgono al MIS 5. La professoressa Talamo ha ricordato la necessità di prudenza nelle cronologie: “Quando i valori radiocarbonici si avvicinano al limite della calibrazione, il confronto tra archeologia, radiocarbonio e genetica diventa decisivo”.phys+1
Il contesto culturale: il Micoquiano nell’Europa centro-orientale
I Neanderthal di Stajnia erano portatori della tradizione culturale Micoquiana, tecno-complesso diffuso negli ambienti periglaciali e boreali tra la Francia orientale, la Polonia e il Caucaso settentrionale. L’industria litica recuperata nel sito — prodotta su selce giurassica locale — include coltelli bifacciali asimmetrici (Keilmesser), raschiatoi e manufatti groszak, diagnostici del Micoquiano centro-europeo.pmc.ncbi.nlm.nih+1
Le caratteristiche dell’assemblea litica suggeriscono occupazioni brevi e ricorrenti della grotta, coerenti con strategie di alta mobilità su larga scala. L’affinità tecnologica con siti del Caucaso e dell’Altai — grotta di Chagyrskaya — è stata proposta come ulteriore evidenza di connessioni a lungo raggio tra i gruppi neandertaliani di quest’area. I corridoi di dispersione lungo i fiumi Prut e Dniester potrebbero aver facilitato questi movimenti tra la Polonia meridionale e il Caucaso.nature+2
L’Europa centro-orientale al centro della storia neandertaliana
Lo studio ribalta la tradizionale lettura dell’Europa centro-orientale come area marginale della storia dei Neanderthal. La Polonia meridionale e il quadrante centro-europeo emergono invece come zona di snodo critica per la comprensione dei movimenti di popolazione, delle connessioni biologiche e della diffusione delle tradizioni tecniche nel Paleolitico medio.magazine.unibo
“Si tratta di un risultato rilevante perché, per la prima volta, abbiamo la possibilità di osservare un piccolo gruppo di almeno sette Neanderthal dell’Europa centro-orientale vissuti circa 100.000 anni fa”, ha dichiarato Andrea Picin.magazine.unibo
Per il futuro, l’analisi di ulteriori campioni dalla stessa grotta — eventualmente con estrazione di DNA nucleare, che fornisce informazioni anche sulla linea paterna e sul grado di consanguineità — potrebbe consentire di determinare il sesso degli individui e approfondire le relazioni di parentela interne al gruppo.magazine.unibo
Cosa rende straordinario questo studio
Un’indagine internazionale pubblicata su Current Biology il 20 aprile 2026 ha ricostruito per la prima volta il profilo genetico di un piccolo gruppo coerente di Neanderthal dell’Europa centro-orientale. Il coordinamento scientifico è dell’Università di Bologna, con i professori Andrea Picin e Sahra Talamo.
Il materiale analizzato: 8 denti fossili dalla Grotta di Stajnia (Polonia meridionale), da cui è stato estratto DNA mitocondriale antico — il solo tipo di DNA ereditato per via materna e sufficientemente abbondante per sopravvivere 100.000 anni.magazine.unibo+1
Il gruppo ricostruito: almeno 7 individui distinti, vissuti nel Marine Isotope Stage 5 (~100.000 anni fa), nell’ambito della tradizione culturale Micoquiana. La novità assoluta è che provengono tutti dallo stesso sito e dalla stessa fase cronologica — non da fossili dispersi in luoghi e tempi diversi.bioengineer+2
La struttura familiare: due denti di giovani e uno di adulto condividono lo stesso DNA mitocondriale, suggerendo che fossero strettamente imparentati in linea materna.phys+1
La rete genetica eurasiatica: i Neanderthal di Stajnia si collocano nello stesso ramo filogenetico di individui dal Caucaso settentrionale, dalla Francia meridionale e dalla penisola iberica — indicando una linea materna un tempo ampiamente diffusa, poi sostituita.eurekalert+1
Il confronto con Thorin: il fossile “Thorin” della Grotte Mandrin (Francia), ritenuto una linea isolata risalente a ~42.000 anni fa, porta un mtDNA simile a quello di Stajnia — ricollegandolo a un lignaggio antico e pan-eurasiatico.pmc.ncbi.nlm.nih+2nhm.ac
Il Profilo Genetico del Più Antico Gruppo di Neanderthal dell’Europa Centro-Orientale
Sintesi dello Studio
Un’indagine internazionale pubblicata il 20 aprile 2026 su Current Biology sotto il titolo “First multi-individual Neanderthal mitogenomes from north of the Carpathians” ha ricostruito per la prima volta il profilo genetico di un piccolo gruppo coerente di Neanderthal vissuti nell’Europa centro-orientale circa 100.000 anni fa. Lo studio è coordinato da Andrea Picin e Sahra Talamo, entrambi professori del Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Università di Bologna, e coinvolge ricercatori di oltre una dozzina di istituzioni internazionali.[1][2][3]
L’analisi si basa sull’estrazione di DNA mitocondriale antico (aDNA) da otto denti fossili scoperti nella Grotta di Stajnia, in Polonia meridionale, consentendo — per la prima volta nella storia della paleoantropologia — di ricostruire la struttura genetica di un gruppo Neanderthal proveniente dallo stesso sito e dallo stesso orizzonte cronologico, a nord dei Carpazi.[4][5]
Il Sito: La Grotta di Stajnia
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Stajnia Cave bone fragments
La Grotta di Stajnia è ubicata nell’Altopiano di Cracovia-Cz?stochowa, nella Polonia meridionale meridionale (50°36?58?N, 19°29?04?E), a circa 359 m s.l.m., incassata in un massiccio calcareo del Giurassico superiore. La grotta presenta una morfologia stretta (lunghezza ~23 m, larghezza ~2–4 m, altezza ~6 m) e dispone di una sequenza stratigrafica di circa 1,5 m articolata in 15 livelli litostratigrafici accumulatisi dal MIS 5 all’Olocene.[6]
Il sito è stato oggetto di campagne di scavo sistematiche tra il 2007 e il 2010, concentrate nella zona posteriore della cavità per un’area di circa 16 m². Stajnia Cave è riconosciuta come uno dei siti paleolitici più importanti della Polonia per la presenza di resti di Neanderthal — i più antichi sul territorio polacco — e decine di migliaia di manufatti litici del Paleolitico medio.[7][8]
La cavità ha restituito nel tempo più denti neandertaliani: il primo molare isolato (S5000) fu descritto in uno studio del 2020, mentre la ricerca del 2026 amplia enormemente il quadro portando a otto i denti analizzati geneticamente.[1][6]
Contesto Paleoambientale
Intorno a 100.000 anni fa (Marine Isotope Stage 5, MIS 5), il paesaggio dell’Europa centro-orientale subì una profonda trasformazione: le foreste calde dell’Eemiano (MIS 5e, ~130.000–115.000 anni fa) cedettero il passo a ambienti di steppa e taiga periglaciale, favorendo la migrazione di fauna freddo-adattata come il mammut lanoso (Mammuthus primigenius), il rinoceronte lanoso (Coelodonta antiquitatis) e la renna. I dati faunistici di Stajnia rispecchiano pienamente questo contesto: l’assemblea vertebratica conta oltre 13.500 resti, dominati da specie freddo-adattate, con presenza di orsi delle caverne, volpi polari e lupi tra i carnivori.[6][9][10]
Metodologia: DNA Antico da Denti Fossili
Il DNA mitocondriale è la molecola privilegiata nella paleogenetica dei Neanderthal per diverse ragioni:[11][12]
- Abbondanza: ogni cellula contiene centinaia o migliaia di copie di mtDNA, aumentando la probabilità di recupero nei fossili antichi e degradati
- Ereditarietà materna: il mtDNA è trasmesso esclusivamente per via materna, senza ricombinazione, permettendo la ricostruzione di lignee matrilineari con elevata chiarezza filogenetica
- Marcatori diagnostici: esistono posizioni del genoma mitocondriale in cui Neanderthal e Homo sapiens differiscono in modo sistematico, permettendo di distinguere sequenze antiche genuine da contaminazione moderna
Per lo studio del 2026, i denti sono stati trattati con tecniche di sequenziamento ad alto rendimento (High-Throughput Sequencing) preceduto da protocolli di decontaminazione. Il team ha applicato la metodologia di cattura per ibridazione del mtDNA, già sperimentata con successo nello studio del 2020 sul molare S5000 dove la copertura media raggiunse 363x con il 84–100% di sequenze di origine neandertaliana autentica (dopo filtraggio delle frazioni deaminate). Le date genetiche sono state ottenute tramite stima dell’età molecolare ramo-per-ramo (molecular clock) combinata con datazione al radiocarbonio accelerata (AMS) su fauna associata e datazione U-Th su materiale speleotematico.[6][13][2]
La professoressa Sahra Talamo ha sottolineato l’importanza dell’approccio integrato: “Quando i valori radiocarbonici si avvicinano al limite della calibrazione, è fondamentale non attribuire più precisione di quella che il dato può realmente sostenere: in questi casi, il confronto tra archeologia, radiocarbonio e genetica diventa decisivo”.[1]
Risultati: Il Gruppo Neandertaliano di Stajnia
Composizione del Gruppo
L’analisi degli otto denti ha consentito di identificare almeno sette individui distinti, ricostruendo per la prima volta la struttura di un piccolo gruppo neandertaliano coeso nell’Europa centro-orientale. Questo risultato è eccezionale perché nella grande maggioranza dei casi i dati genetici neandertaliani provengono da singoli fossili isolati oppure da reperti di siti e periodi diversi — rendendo impossibile delineare la struttura di un gruppo reale.[14][3][5]
La co-autrice Mateja Hajdinjak del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology ha evidenziato un dettaglio particolarmente significativo: “Due denti appartenuti a individui giovani e uno appartenuto a un adulto condividono lo stesso DNA mitocondriale”. Poiché il mtDNA è ereditato per via materna, questa coincidenza suggerisce che i tre individui potessero essere strettamente imparentati — madre e figli, o individui della stessa linea materna — confermando la natura familiare o di piccolo clan del gruppo.[1][5]
Collocazione Cronologica
Le stime cronologiche basate sulla lunghezza dei rami filogenetici (datazione molecolare) collocano gli individui nel Marine Isotope Stage 5 (MIS 5), corrispondente all’intervallo compreso grosso modo tra 120.000 e 92.000 anni fa. Questa attribuzione è coerente con il contesto paleoambientale: l’espansione glaciale del MIS 4 avrebbe reso la Polonia meridionale sostanzialmente inabitabile, rendendo improbabili le code più giovani delle distribuzioni di probabilità. Il dente S5000, analizzato nel 2020, aveva già ottenuto una data genetica di ~116.000 anni (intervallo 95% HPDI: 83.000–152.000 anni fa), confermando la grande antichità delle presenze neandertaliane a Stajnia.[6][13][15]
Profilo Filogenetico del mtDNA
I mitogenomi dei Neanderthal di Stajnia si inseriscono in un ramo filogenetico condiviso con altri individui distribuiti su tutta l’Eurasia occidentale:[4][3]
| Sito Comparativo | Posizione Geografica | Affinità con Stajnia |
|---|---|---|
| Mezmaiskaya 1 (Caucaso settentrionale) | Russia | Massima affinità mtDNA; stesso clade basale[6][11] |
| Siti della penisola iberica | Spagna/Portogallo | Stesso ramo mtDNA[5] |
| France du Sud-Est | Francia meridionale | Stesso ramo mtDNA[1] |
| Scladina (~120.000 anni) | Belgio | Relazione più distante; Neanderthal più recenti[6] |
| Hohlenstein-Stadel (~120.000 anni) | Germania | Relazione più distante[6] |
Questa distribuzione indica che la componente genetica materna rappresentata a Stajnia era ampiamente diffusa in tutta l’Eurasia occidentale prima di essere sostituita — probabilmente in seguito a eventi demografici post-MIS 4 — dai lignaggi tipici dei Neanderthal più recenti.[3][5]
Il Confronto con Thorin: Un Collegamento Inatteso
Uno degli aspetti più rilevanti e inattesi dello studio riguarda il confronto con il fossile neandertaliano “Thorin”, scoperto nel 2015 alla Grotte Mandrin, in Francia mediterranea.[16][17]
Thorin era stato descritto in uno studio del 2024 (pubblicato su Cell Genomics) come appartenente a una linea genetica del tutto inedita, rimasta isolata da altri Neanderthal europei per circa 50.000 anni, con un genoma che mostrava elevata omozigosi coerente con introgressione in un gruppo piccolo e isolato. La datazione dello scheletro era stata stimata intorno a 42.000–50.000 anni fa.[18][19][16]
Il nuovo confronto effettuato nell’ambito dello studio di Stajnia 2026 ha rivelato che Thorin porta un genoma mitocondriale simile a quello dei Neanderthal di Stajnia, vissuti oltre 50.000 anni prima. Questo dato apre due scenari interpretativi:[1][5]
- Il lignaggio mitocondriale di Thorin non era affatto un’anomalia isolata, ma l’ultimo rappresentante di un clade antico e diffuso che aveva radici nel MIS 5, poi sopravvissuto in nicchie geografiche fino a 42.000 anni fa
- Le cronologie stesse di Thorin vanno trattate con maggiore cautela, poiché la somiglianza con i Neanderthal più antichi di Stajnia potrebbe indicare una data di morte più antica rispetto a quanto finora stimato
La professoressa Talamo ha ricordato esplicitamente: “Il nostro studio ricorda che le cronologie più antiche vanno trattate con grande prudenza. Quando i valori radiocarbonici si avvicinano al limite della calibrazione, il confronto tra archeologia, radiocarbonio e genetica diventa decisivo”.[1]
Il Contesto Micoquiano: Cultura e Mobilità
I Neanderthal di Stajnia erano portatori della tradizione culturale Micoquiana, il tecno-complesso più ampio e duraturo del Paleolitico medio europeo. Il Micoquiano si diffuse negli ambienti periglaciali e boreali fra la Francia orientale, la Polonia e il Caucaso settentrionale, ed è caratterizzato dalla produzione di coltelli bifacciali asimmetrici (Keilmesser), raschiatoi, utensili a foglia e manufatti groszak.[6][20][10]
L’industria litica di Stajnia, prodotta su selce giurassica locale, mostra:
- Bassa frequenza di elementi corticali, indicando che i Neanderthal arrivavano al sito con toolkit già configurato
- Produzione discoidale e Levallois centripeta come metodo principale di scheggiatura
- Presenza di bifacciali esausti e di un raschiaio con ritocco Quina, diagnostici del Micoquiano centro-europeo[6]
Questi elementi suggeriscono occupazioni brevi e ricorrenti della grotta, coerenti con strategie di alta mobilità su larga scala. L’affinità tecnologica tra il Micoquiano del Polonia, quello del Caucaso e quello dell’Altai (grotta di Chagyrskaya) è confermata da comparazioni statistiche delle assemblee litiche e potrebbe spiegare la connessione genetica tra Stajnia e Mezmaiskaya.[9][6]
I fiumi Prut e Dniester sono stati proposti come probabili corridoi di dispersione neandertaliana tra le pianure dell’Europa centro-orientale e il Caucaso.[20][6]
Implicazioni Paleoantropologiche
Ricambio Demografico e Lignaggi Materni
Lo studio conferma e precisa il modello di turnover demografico già noto per i Neanderthal: attorno a 90.000 anni fa, i Neanderthal dell’Europa occidentale sostituirono i gruppi locali dell’Altai. Il lignaggio mitocondriale di Stajnia — condiviso da individui dal Caucaso alla penisola iberica — doveva essere il lignaggio neandertaliano dominante nel MIS 5, prima di essere soppiantato da quello tipico dei Neanderthal più tardivi del MIS 3, come Mezmaiskaya 2 e Feldhofer.[6][11]
Questo quadro è coerente con i risultati dello studio su Mezmaiskaya 3 (2022, pubblicato su Genome Biology), che aveva identificato connessioni genetiche privilegiate tra i Neanderthal più antichi del Caucaso e quelli contemporanei di altre aree d’Europa, prima del definitivo rimpiazzo da parte di gruppi geneticamente distinti.[11]
L’Europa Centro-Orientale come Hub Neandertaliano
La scoperta ribalta il tradizionale modello che relegava l’Europa centro-orientale a periferia marginale della storia neandertaliana. Al contrario, la Polonia meridionale e il quadrante centro-europeo emergono come area di snodo critica per:[1]
- La connessione tra le popolazioni neandertaliane dell’Europa occidentale e quelle caucasico-asiatiche
- La diffusione e la persistenza delle tradizioni tecniche del Micoquiano
- L’esplorazione dei movimenti demografici e dei flussi genetici nel Paleolitico medio
Come ha dichiarato Andrea Picin: “La scoperta rafforza l’idea che l’Europa centro-orientale non fosse una periferia marginale della storia neandertaliana, ma un’area chiave per comprendere movimenti di popolazione, connessioni biologiche e diffusione di tradizioni tecniche nel Paleolitico medio”.[1]
Le Dimensioni del Gruppo e la Struttura Sociale
La possibilità di analizzare contemporaneamente almeno sette individui dello stesso sito e della stessa fase cronologica offre una finestra rara sulla struttura sociale neandertaliana. I gruppi neandertaliani erano tipicamente piccoli — con stime di dimensione effettiva della popolazione spesso inferiori a poche migliaia di individui per l’intera Eurasia — e caratterizzati da bassa variabilità genetica. La presenza di individui imparentati per via materna (stesso mtDNA tra adulto e giovani) è compatibile con gruppi a struttura familiare estesa, in cui la discendenza e l’identità del gruppo si trasmettevano attraverso la linea materna.[21][14][4]
Il Team di Ricerca
Lo studio è il frutto di una collaborazione internazionale coordinata dall’Università di Bologna:[2]
- Andrea Picin (Università di Bologna, PI del progetto FIS 2 POOL) — archeologia e paleoantropologia
- Sahra Talamo (Università di Bologna, Principal Investigator di RESOLUTION ERC) — datazione al radiocarbonio
- Mateja Hajdinjak (Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology) — paleogenetica
- Wioletta Nowaczewska (Università di Breslavia) e Adam Nadachowski (Accademia Polacca delle Scienze) — paleoantropologia dei denti e paleozoologia
Hanno collaborato anche studiosi della Queen’s University di Belfast, dell’Università di Bristol, dell’Università di Leeds, dell’Università della California Irvine, dell’ETH di Zurigo, dell’Università di Groningen, del Collège de France, dell’Istituto Polacco di Geologia e dell’Università LUM Giuseppe Degennaro.[1]
Lo studio ha beneficiato del supporto dei progetti RESOLUTION (ERC Starting Grant No. 803147), DYNASTY (PRIN No. 20209LLK8S_001) e EURHOPE (FARE Prot. R20L4N7MS5).[1]
Contesto nella Ricerca Paleogenetica Neandertaliana
Questo studio si inserisce in un panorama di scoperte paleogenetiche sempre più ricco degli ultimi anni:
- 2019: Sequenziamento del DNA nucleare di due Neanderthal di ~120.000 anni fa (Hohlenstein-Stadel e Scladina), che rivelò 80.000 anni di continuità genetica in Europa[22]
- 2020: Primo studio Stajnia S5000, mtDNA datato a ~116.000 anni fa, più prossimo a Mezmaiskaya 1 che ai Neanderthal contemporanei dell’Europa occidentale[6]
- 2022: Analisi del genoma di Mezmaiskaya 3, con strette connessioni ai Neanderthal del MIS 5 di tutta l’Eurasia[11]
- 2024: Scoperta di Thorin (Grotte Mandrin, Francia), linea isolata per 50.000 anni, con elevata consanguineità[23][17]
- 2024: Studio su Science dei flussi genici in due ondate dagli umani moderni verso i Neanderthal[21]
- 2026: Studio multi-individuale di Stajnia, primo profilo di gruppo neandertaliano coerente a nord dei Carpazi[1][3]
Limiti e Prospettive Future
Il DNA mitocondriale, pur potente, fornisce soltanto la storia della linea materna: non offre informazioni sui lignaggi paterni né sul genoma nucleare, che permetterebbe di stimare con maggiore precisione le dimensioni della popolazione, il grado di consanguineità e le relazioni di parentela tra tutti gli individui (non solo quelli con lo stesso mtDNA). Il confronto con Thorin è per ora limitato a un genoma mitocondriale, mentre il DNA nucleare di Thorin mostra caratteristiche di un clade divergente da oltre 105.000 anni — un’apparente contraddizione che le prossime analisi dovranno chiarire.[1][17]
Per il futuro, il sito di Stajnia si conferma un osservatorio privilegiato del Paleolitico medio europeo. L’analisi di ulteriori campioni, eventualmente con estrazione di DNA nucleare, potrebbe consentire di:
- Determinare il sesso dei sette individui
- Stimare il grado di consanguineità interna al gruppo
- Chiarire i flussi migratori tra Europa centro-orientale, Caucaso e Altai
Come affermano Nowaczewska e Nadachowski: “Sapevamo da tempo che la grotta di Stajnia conservava testimonianze eccezionali, ma questi risultati hanno superato le nostre aspettative. Riuscire a identificare un piccolo gruppo di Neanderthal così antico in un sito tanto complesso è un traguardo importante per la ricerca polacca e per lo studio dei Neanderthal in Europa”.[1]
Fonti consultate
- University of Bologna Magazine — Il profilo genetico del più antico gruppo di Neanderthal dell’Europa centro-orientale
? https://magazine.unibo.it/it/articoli/il-profilo-genetico-del-piu-antico-gruppo-di-neanderthal-delleuropa-centro-orientale - EurekAlert! (AAAS) — New genetic evidence from Stajnia Cave reveals the oldest Neanderthal group in Central-Eastern Europe
? https://www.eurekalert.org/news-releases/1124697 - Phys.org — New genetic evidence from Stajnia Cave reveals the oldest Neanderthal group
? https://phys.org/news/2026-04-genetic-evidence-stajnia-cave-reveals.html - Bioengineer.org — Ancient DNA from Stajnia Cave Uncovers Oldest Neanderthal Group in Central-Eastern Europe
? https://bioengineer.org/ancient-dna-from-stajnia-cave-uncovers-oldest-neanderthal-group-in-central-eastern-europe/ - Mirage News — Oldest Neanderthal Group Found in Stajnia Cave Study
? https://www.miragenews.com/oldest-neanderthal-group-found-in-stajnia-cave-1658451/ - Ancient Origins — Stajnia Cave DNA Reveals the Oldest Neanderthal Group in Central-Eastern Europe
? https://www.ancient-origins.net/news-evolution-human-origins/stajnia-cave-neanderthals-00102716 - Sci.News — Scientists Reconstruct One of Oldest Known Neanderthal Groups
? https://www.sci.news/genetics/stajnia-neanderthals-14709.html - PubMed Central / Nature Scientific Reports — New perspectives on Neanderthal dispersal and turnover from Stajnia Cave (Poland) (2020)
? https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7479612/ - PubMed Central / Genome Biology — Genomic analysis of a novel Neanderthal from Mezmaiskaya Cave (2022)
? https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9338269/ - LiveScience — DNA of ‘Thorin,’ one of the last Neanderthals, finally sequenced
? https://www.livescience.com/archaeology/dna-of-thorin-one-of-the-last-neanderthals-finally-sequenced-revealing-inbreeding-and-50000-years-of-genetic-isolation - Science News — Ancient DNA unveils a previously unknown line of Neandertals (2024)
? https://www.sciencenews.org/article/ancient-dna-unveils-unknown-neandertals - Sassuolo2000 — Il profilo genetico del più antico gruppo di Neanderthal dell’Europa centro-orientale (2026)
? https://www.sassuolo2000.it/2026/04/20/il-profilo-genetico-del-piu-antico-gruppo-di-neanderthal-delleuropa-centro-orientale/
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