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    Condividi Un nuovo studio su Nature Communications documenta a Jojosi la più antica estrazione sistematica di materia prima finora nota per Homo sapiens La scoperta e il sito di Jojosi Nel KwaZulu-Natal, una regione di praterie aperte del Sudafrica orientale, sorge il complesso di siti denominato Jojosi, a circa 140 chilometri dalla costa dell’Oceano Indiano e a 1.200 metri di quota. Il paesaggio è inciso da profonde vallecole erosive, chiamate localmente donga, che nel corso d
     

Sudafrica, una cava di pietra risalente a 220.000 anni fa riscrive la storia del comportamento umano

Apríl 15th 2026 at 08:00

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Un nuovo studio su Nature Communications documenta a Jojosi la più antica estrazione sistematica di materia prima finora nota per Homo sapiens


La scoperta e il sito di Jojosi

Nel KwaZulu-Natal, una regione di praterie aperte del Sudafrica orientale, sorge il complesso di siti denominato Jojosi, a circa 140 chilometri dalla costa dell’Oceano Indiano e a 1.200 metri di quota. Il paesaggio è inciso da profonde vallecole erosive, chiamate localmente donga, che nel corso del Pleistocene hanno esposto affioramenti di hornfels e livelli sedimentari stratificati conservati con rarissima integrità.[1][2]

È in questo contesto che un team internazionale di ricercatori, guidato dal dr. Manuel Will dell’Università di Tubinga, ha identificato e scavato cinque livelli manufatturali distribuiti in tre aree principali. I risultati, pubblicati il 6 aprile 2026 su Nature Communications (DOI: 10.1038/s41467-026-70783-8), dimostrano che gli esseri umani estraevano intenzionalmente la pietra in questo luogo già 220.000 anni fa, tornandovi sistematicamente per almeno 110.000 anni.[3][4]


I manufatti: una cava, non un accampamento

Durante gli scavi, ogni centimetro cubo di sedimento è stato setacciato. Il risultato è un assemblaggio di oltre 20.000 manufatti, tutti in un’unica roccia: l’hornfels, una roccia metamorfica di contatto dalla grana finissima, durissima, che produce schegge con bordi affilati e resistenti.[5][6]

La scelta non è banale. Accanto al sito affiorano dolerite e quarzo, rocce disponibili immediatamente. I gruppi umani li hanno ignorati, puntando sistematicamente all’hornfels.[5]

L’assemblaggio litico mostra una composizione precisa:

  • blocchi di hornfels testati per valutarne la qualità, con scheggiature esplorative superficiali
  • schegge di tutte le dimensioni, prodotto delle fasi di riduzione del blocco
  • migliaia di micro-frammenti di scarto, inferiori ai 5 millimetri
  • martelli litici usati per percuotere la roccia
  • quasi nessun utensile finito: i prodotti erano trasportati altrove[4][1]

L’analisi di refit — il riassemblaggio fisico dei frammenti per ricostruire la sequenza di scheggiatura — ha prodotto 123 gruppi da 353 pezzi analizzati, tutti concentrati entro 30 centimetri: sequenze coerenti con soste brevi e mirate. L’analisi tracciologica su 40 manufatti ha rilevato tracce d’uso su un solo pezzo. Il resto era pronto per essere portato via.[7][5]

Nessun focolare. Nessun resto faunistico. Nessuno strumento per attività diverse dalla scheggiatura. Jojosi era una cava specializzata, visitata con un obiettivo preciso: procurarsi la materia prima migliore disponibile nel territorio.[1]


La datazione OSL: visite ripetute per 110.000 anni

Per determinare l’età dei depositi, il team ha utilizzato la datazione per luminescenza otticamente stimolata (OSL), una tecnica che misura l’energia accumulata nei cristalli di quarzo e feldspato dal momento della loro sepoltura, e quindi dalla loro ultima esposizione alla luce solare. Il metodo è applicabile a un intervallo che va da pochi decenni a centinaia di migliaia di anni.[1]

I campioni analizzati hanno restituito un quadro preciso: Fase isotopica marina Età approssimativa Attività documentata MIS 7 240–210.000 anni fa Prime evidenze di estrazione MIS 6 190–130.000 anni fa Uso continuativo durante il glaciale MIS 5e 125–110.000 anni fa Ultima fase documentata

Il sito viene frequentato durante almeno tre stadi climatici diversi, alternando glaciali e interglaciali. Il comportamento rimane identico.[8][4]


Il modello teorico che viene messo in discussione

Fino a oggi, il paradigma dominante nella paleoantropologia era quello dell’embedded procurement: i cacciatori-raccoglitori del Pleistocene raccoglievano la pietra incidentalmente, durante spostamenti dettati da altre necessità — la caccia, la raccolta di cibo, il trasferimento stagionale. Escursioni programmate con il solo scopo di ottenere una materia prima specifica erano considerate comportamenti tardivi, documentabili con certezza solo nel Paleolitico Superiore e nel Neolitico.[9][10]

A Jojosi, questa lettura non regge. Cinque prove indipendenti convergono verso un’unica interpretazione:

  1. esclusività assoluta dell’hornfels, nonostante la disponibilità di altri litotipi in loco
  2. assenza totale di utensili finiti, portati sistematicamente altrove
  3. assenza di qualsiasi altra attività: nessun rifiuto alimentare, nessun focolare
  4. refit concentrati spazialmente, tipici di soste brevi e funzionali
  5. ripetizione del comportamento per oltre 110.000 anni[8][5]

Lo studio conclude che i gruppi di Homo sapiens che frequentavano Jojosi conoscevano la localizzazione del sito, valutavano la qualità della roccia, pianificavano il viaggio per ottenerla e trasmettevano questa conoscenza alle generazioni successive.[11][3]


Le implicazioni per la storia cognitiva di Homo sapiens

La modernità comportamentale — quella costellazione di capacità cognitive che include il pensiero simbolico, la pianificazione a lungo termine, l’apprendimento sociale complesso — è stata a lungo collocata intorno ai 100–75.000 anni fa, sulla base di evidenze come i disegni geometrici e gli ornamenti in conchiglia della Grotta di Blombos, in Sudafrica, datati a ~73.000 anni fa.[12][13]

Jojosi anticipa questa soglia di oltre un secolo di migliaia di anni. La scoperta si inserisce in un quadro interpretativo in cui la modernità comportamentale non è una rivoluzione improvvisa, ma un mosaico di capacità emergenti gradualmente nel corso del Pleistocene Medio.[13][14]

Come scrivono gli autori nell’articolo, le evidenze di Jojosi dimostrano che “capacità chiave di Homo sapiens, inclusa la pianificazione a lungo termine e la plasticità comportamentale nell’interazione con il mondo materiale, sono emerse presto nella loro storia evolutiva”.[3]


Il metodo di scavo: documentazione in tre dimensioni

Gli scavi del 2022–2024 hanno impiegato un tachimetro laser per documentare in tre dimensioni la posizione esatta di ogni singolo reperto. Il rilievo 3D, affiancato da ricognizioni aeree con droni per identificare i siti in superficie, ha permesso di costruire un modello spaziale preciso degli assemblaggi. Il team comprende dieci ricercatori distribuiti tra l’Università di Tubinga, l’Università di Johannesburg, l’Università di Colonia e istituzioni sudafricane. Greg A. Botha, uno dei co-autori, aveva scoperto il sito di Jojosi già nel 1991.[4][7][1]


Fonti consultate

Fonti
[1] Early humans in South Africa were quarrying stone as long … https://uni-koeln.de/en/research/research-news/detail-forschungsmeldung-en/early-humans-in-south-africa-were-quarrying-stone-as-long-as-220000-years-ago
[2] The Jojosi Dongas: An interdisciplinary project to study … https://doaj.org/article/dbcce0fdece9462195e9a0da393b1849
[3] Specialised and persistent raw material procurement by humans in the Middle Pleistocene – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41946717/
[4] Early humans in South Africa were quarrying stone as far … – Phys.org https://phys.org/news/2026-04-early-humans-south-africa-quarrying.html
[5] The Stone Seekers of Jojosi – Anthropology.net https://www.anthropology.net/p/the-stone-seekers-of-jojosi
[6] Hornfels Facts https://softschools.com/facts/rocks/hornfels_facts/2985/
[7] Revisited and Revalorised: Technological and Refitting Studies at the Middle Stone Age Open-Air Knapping Site Jojosi 1 (KwaZulu-Natal, South Africa) https://link.springer.com/10.1007/s41982-024-00205-y
[8] Specialised and persistent raw material procurement by … https://www.nature.com/articles/s41467-026-70783-8
[9] A game of two halves: Looking for evidence for both embedded and direct procurement in a simulated dataset https://journals.ed.ac.uk/lithicstudies/article/view/7248
[10] Hunter-gatherer mobility and embedded raw-material procurement strategies in the mediterranean upper paleolithic: Hunter-gatherer mobility and embedded raw material procurement strategies https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/evan.21488
[11] Specialised and persistent raw material procurement by … https://ideas.repec.org/a/nat/natcom/v17y2026i1d10.1038_s41467-026-70783-8.html
[12] Middle Stone Age – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Middle_Stone_Age
[13] Behavioral modernity – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Behavioral_modernity
[14] Regional variability in the Acheulian to Middle Stone Age … https://www.nature.com/articles/s41598-026-40075-8
[15] 220000-Year-Old Quarry Site in South Africa Studied https://archaeology.org/news/2026/04/08/220000-year-old-quarry-site-in-south-africa-studied/
[16] Early Humans Already Had Fixed Quarries in South Africa … https://www.labrujulaverde.com/en/2026/04/early-humans-already-had-fixed-quarries-in-south-africa-220000-years-ago-returning-to-them-for-generations-to-obtain-stone-for-their-tools/
[17] Early Humans Quarried Stone 220000 Years Ago, Far … https://greekreporter.com/2026/04/08/early-humans-quarried-stone/
[18] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[19] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[20] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

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Le catacombe di Parigi riaprono e riaccendono il dibattito etico sul trattamento dei resti umani nelle istituzioni culturali e scientifiche

Apríl 15th 2026 at 07:00

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Resti umani sotto terra e nei musei: un patrimonio che interroga la scienza

Le Catacombe di Parigi hanno riaperto al pubblico l’8 aprile 2026 dopo cinque mesi di chiusura e un intervento da 5,5 milioni di euro. L’evento ha riportato al centro dell’attenzione un tema che attraversa trasversalmente archeologia, speleologia, museologia e diritto: come si gestiscono i resti umani custoditi nel sottosuolo, nei depositi scientifici e nei musei? Un’inchiesta pubblicata il 6 aprile 2026 da Le Monde, firmata da Hervé Morin, ricostruisce un panorama complesso e per molti versi irrisolto.[1]


Le Catacombe di Parigi: sei milioni di scheletri sotto la città

L’ossuario municipale di Parigi è il più grande al mondo. Nelle sue gallerie sotterranee sono custoditi i resti di circa sei milioni di parigini, trasferiti dalle chiese e dai cimiteri sovraffollati a partire dalla fine del XVIII secolo.[1]

Con 600.000 visitatori l’anno, il sito rischiava di scivolare verso una logica da parco di divertimenti. La nuova scénographie punta a un approccio più sobrio. Isabelle Knafou, amministratrice delle catacombe, ha scelto deliberatamente di mantenere i resti umani accessibili al visitatore: «È la migliore barriera contro l’irrispetto. Nel corso della visita, il tono cambia. I burloni vengono presi alle viscere».[2][1]

I lavori di restauro hanno richiesto l’intervento di un muratore specializzato in pietra a secco. Il suo compito era raddrizzare le cosiddette hagues, i muri di ossa che rischiano di cedere. Il cemento è stato escluso: aumenta l’umidità e fragilizza le ossa. La tecnica a secco si è rivelata più stabile e più rispettosa del materiale.[1]


Musei e laboratori: 24.000 resti umani solo in Francia

Il problema non riguarda solo le catacombe. Il Muséum national d’histoire naturelle (MNHN) di Parigi custodisce 24.000 resti umani: 18.000 crani, 360 scheletri montati, 70 mummie complete. Un lavoro di inventario avviato nel 2005 è ancora in corso.[1]

Questi resti sono il prodotto di secoli di raccolta sistematica, spesso condotta senza alcun consenso. Laure Cadot, conservatrice-restauratrice indipendente, lo dice con chiarezza: «Siamo eredi di un patrimonio talvolta difficile da assumere. Non siamo responsabili dell’acquisizione di queste collezioni, ma dei gesti verso questi resti umani».[1]

Il nodo centrale è teorico prima ancora che pratico. Ogni resto umano occupa una zona grigia tra oggetto e soggetto: è un archivio biologico – genetico, isotopico, osteologico – ma è stato anche una persona. Il Codice etico dell’ICOM (adottato nel 2004) definisce i resti umani «materiali sensibili». Quel codice è attualmente in corso di revisione.[3][4][5]


Mostrare o nascondere: le scelte delle istituzioni

Il Musée de l’Homme di Parigi ha preso posizione con la mostra Momies, aperta dal 19 novembre 2025 al 25 maggio 2026, che espone nove mummie provenienti dall’Egitto antico, dall’America del Sud e dall’Europa medievale. Il paleoantropólogo Pascal Sellier, tra i curatori, ha spiegato che tenere le mummie nei magazzini è una forma di ipocrisia, e che le repliche «trasformano queste persone in cose».[1][6]

Altre istituzioni hanno scelto la strada opposta. In Giamaica, il Museo nazionale di Kingston ha ritirato dall’esposizione i resti dei Taíno, originariamente raccolti «per dimostrare l’esistenza di razze inferiori». Il Musée d’ethnographie di Ginevra propone una terza via: il dialogo con le comunità di appartenenza prima di qualsiasi decisione espositiva, perché rendere invisibile un resto umano può significare rendere invisibile anche la comunità che lo rivendica.[1]


Le restituzioni coloniali: dalla Vénus Hottentote al re Toera

La dimensione coloniale del problema è quella che ha prodotto i cambiamenti giuridici più rilevanti. Il caso di Saartjie Baartman (1788/1789–1815), donna khoisan del Sudafrica esposta come attrazione scientifica a Londra e Parigi prima di morire di malattia, è diventato il simbolo di questa storia. I suoi resti – genitali, cervello e calco del corpo – rimasero al Musée de l’Homme per quasi due secoli. Furono restituiti al Sudafrica solo nel 2002, attraverso una legge ad hoc, prima breccia nel principio di inalienabilità delle collezioni pubbliche francesi.[7][8]

La breccia si è poi allargata. La Loi n° 2023-1251 del 26 dicembre 2023 ha creato un quadro generale per la restituzione di resti umani dalle collezioni pubbliche francesi. La prima applicazione è arrivata il 26 agosto 2025 con la restituzione a Madagascar di tre crani sakalava conservati al MNHN, tra cui quello presumibilmente appartenente al re Toera, decapitato nel 1897 dalle truppe coloniali francesi.[9][10][11][12][13]

Ancora in attesa di risposta è la richiesta dei discendenti dei Kali’na della Guyana, 32 persone attirate a Parigi con false promesse nel 1892 ed esposte come attrazione al Jardin d’acclimatation prima di morire di malattia. Le loro ossa sono tuttora al MNHN.[14][15]


Il modello americano: il NAGPRA e l’Uomo di Kennewick

Negli Stati Uniti il problema è stato affrontato con una legge specifica: il Native American Graves Protection and Repatriation Act (NAGPRA) del 1990 obbliga ogni istituzione che riceva fondi federali a inventariare e restituire i resti di nativi americani ai loro discendenti legittimi. Nel 2023 risultavano ancora oltre 97.000 resti non restituiti.[16][17]

Il caso più discusso è quello dell’Uomo di Kennewick: uno scheletro di 8.500 anni scoperto nel 1996 nel Washington State, conteso per vent’anni tra antropologi e cinque tribù amerindiane. Un’analisi genetica ha confermato nel 2015 i legami con le tribù. Il 18 febbraio 2017 il corpo è stato infine inumato in un luogo segreto lungo il fiume Columbia.[18][19]

L’American Museum of Natural History di New York ha annunciato la rimozione di circa 12.000 resti umani dalle proprie collezioni. Il presidente Sean Decatur ha riconosciuto che molte di quelle raccolte erano state costituite «per portare avanti programmi scientifici profondamente radicati nella supremazia bianca».[20]


Archeologia preventiva: il problema della saturazione

L’INRAP (Institut national de recherches archéologiques préventives), fondato nel 2001, ha presieduto in Francia allo scavo di 50.000-60.000 tombe. I depositi gestiti dallo Stato iniziano a essere saturi. Dominique Garcia, presidente dell’INRAP, propone una soluzione circolare: «Forse bisogna immaginare nuove catacombe, diverse dai depositi archeologici dello Stato e dai musei, per accogliere queste sepolture».[1]

Il caso della Dame de Quengo — Louise de Quengo (1584–1656), ritrovata in stato di conservazione quasi integrale nel 2013 durante gli scavi a Rennes e reinumata nel 2015 per volere dei discendenti — ha diviso il mondo scientifico. Per molti archeologi si è trattato di un «crimine scientifico», perché quella dépouille aveva ancora molto da rivelare.[21][1]

I cimiteri ebraici pongono un caso ulteriore: a Lione, le prescrizioni religiose hanno impedito qualsiasi studio scientifico dei defunti trovati in una cripta medievale. A Châteauroux, invece, è stato raggiunto un accordo per condurre analisi genetiche prima della reinumazione.[1]


Il quadro giuridico: dignità, inalienabilità e decolonizzazione

L’articolo 16-1-1 del codice civile francese stabilisce che «il rispetto dovuto al corpo umano non cessa con la morte». Questo principio è in tensione permanente con le esigenze dell’archeologia preventiva. Il vice-presidente del Senato francese Pierre Ouzoulias, archeologo di formazione, si è detto pronto a portare un’iniziativa legislativa per definire meglio il trattamento dei resti umani in archeologia: «Riguardo ai resti umani, esiste una sorta di deroga tacita rispetto al codice civile, concessa agli archeologi. Prelevarli non è un atto scientifico neutro».[1]

La decolonizzazione delle collezioni, ricorda il Musée d’ethnographie di Ginevra, «non è un risultato, ma un processo». Restituire un resto umano senza aver consultato le comunità interessate non è automaticamente la scelta giusta. La ricercatrice tunisina Chedlia Annabi lo dice senza ambiguità: «Non bisogna eludere la violenza che ha talvolta accompagnato la costituzione di queste collezioni».[1]


Fonti consultate

  • Le Monde, Hervé Morin, 6 aprile 2026 — Catacombes, musées, laboratoires : les restes humains, des vestiges pas comme les autreshttps://www.lemonde.fr/sciences/article/2026/04/06/catacombes-musees-laboratoires-les-restes-humains-des-sujets-sensibles_6677506_1650684.html
  • Ville de Paris — Les Catacombes de Paris font peau neuvehttps://www.paris.fr/pages/les-catacombes-de-paris-font-peau-neuve-25835
  • Ulysse.com — Réouverture catacombes Paris 2026https://ulysse.com/news/reouverture-catacombes-paris-2026
  • Pikaia.eu — I resti umani come beni culturali tra potenzialità e problemi — https://pikaia.eu/i-resti-umani-come-beni-culturali-tra-potenzialita-e-problemi/
  • Musée de l’Homme — Exposition Momies — https://www.museedelhomme.fr/fr/exposition-evenement/momies
  • Expo.paris — Expo Momies au Musée de l’Homme — https://expo.paris/exposition/momies-musee-de-l-homme-2025
  • ICOM Italia — Il Codice Etico di ICOM — https://www.icom-italia.org/codice-etico/
  • Regione Toscana — Codice etico ICOM per i musei (PDF) — https://www.regione.toscana.it/documents/10180/13648183/codice-etico-ICOM-per-i-musei.pdf
  • Vie-publique.fr — Loi restitution restes humains 26 décembre 2023 — https://www.vie-publique.fr/loi/289831-loi-restitution-de-restes-humains-appartenant-aux-collections-publiques
  • Légifrance — LOI n° 2023-1251 du 26 décembre 2023 — https://www.legifrance.gouv.fr/jorf/id/JORFTEXT000048668800
  • Seban & Associés — Patrimoine culturel ou dignité de la personne humaine — https://www.seban-associes.avocat.fr/patrimoine-culturel-ou-dignite-de-la-personne-humaine-une-loi-permettant-la-restitution-de-restes-humains/
  • JSS.fr — Restitution de restes humains : la loi de décembre 2023 — https://jss.fr/post/Restitution_de_restes_humains_:_la_loi_de_decembre_2023__une_porte_qui_s-ouvre_vers_une_nouvelle_cooperation
  • Lexpress.mg — La France officialise la restitution du kabeso du roi Toera — https://www.lexpress.mg/2025/04/patrimoine-la-france-officialise-la.html
  • Le Monde — Avec le retour annoncé du crâne du roi Toera, Madagascar célèbre la mémoire de ses royautés — https://www.lemonde.fr/afrique/article/2025/04/24/avec-le-retour-annonce-du-crane-du-roi-toera-madagascar-celebre-la-memoire-de-ses-royautés-brisées-par-la-colonisation
  • Africanews — La France restitue 3 crânes mahorais à Madagascar — https://fr.africanews.com/2025/08/26/la-france-restitue-3-cranes-mahorais-a-madagascar/
  • Ministère de la Culture — Trois crânes sakalava restitués à Madagascar — https://www.culture.gouv.fr/actualites/trois-cranes-sakalava-restitues-a-madagascar
  • Le Monde — Des restes d’Amérindiens kaliña guyanais dans les limbes du Musée de l’Homme — https://www.lemonde.fr/sciences/article/2026/04/06/des-restes-d-amerindiens-kalina-guyanais-dans-les-limbes-du-musee-de-l-homme
  • Ouest-France — Elle se bat pour récupérer les corps des Guyanais exhibés dans un zoo humain à Paris — https://www.ouest-france.fr/region-guyane/elle-se-bat-pour-recuperer-les-corps-des-guyanais-exhibes-dans-un-zoo-humain-a-paris
  • Assemblée nationale — Restitution de la dépouille de la Vénus hottentote — https://www.assemblee-nationale.fr/11/dossiers/0101140102.asp
  • National Park Service — NAGPRA — https://www.nps.gov/subjects/nagpra/
  • La Voce di New York — I musei USA rimpatriano i resti di migliaia di nativi americani — https://lavocedinewyork.com/news/2023/12/27/tornano-a-casa-i-musei-usa-rimpatriano-i-resti-di-migliaia-di-nativi-americani/
  • Vulcano Statale — La rimozione dei resti umani dall’AMNH di New York — https://vulcanostatale.it/2023/10/la-rimozione-dei-resti-umani-dallamnh-di-new-york/
  • Sciences et Avenir — L’Homme de Kennewick a été réenterré — https://www.sciencesetavenir.fr/archeo-paleo/archeologie/l-homme-de-kennewick-a-ete-reenterre_110761
  • Wikipedia — Homme de Kennewick — https://fr.wikipedia.org/wiki/Homme_de_Kennewick
  • Le Monde — Archéologie : Dame Louise de Quengo, deux fois enterrée — https://www.lemonde.fr/sciences/article/2015/10/12/archeologie-dame-louise-de-quengo-deux-fois-enterree_4788060_1650684.html
  • INRAP — L’exceptionnelle sépulture de Louise de Quengo — https://www.inrap.fr/l-exceptionnelle-sepulture-de-louise-de-quengo-dame-du-xviie-siecle-5407

Fonti
[1] vulnerabilità aree carsiche.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_aeff132f-4e90-4a57-9599-51b44b46c5c8/7bb85516-a81a-4be5-8e60-ab6ca58753a0/vulnerabilita-aree-carsiche.txt
[2] Les Catacombes de Paris entament une rénovation historique https://www.paris.fr/pages/les-catacombes-de-paris-font-peau-neuve-25835
[3] I resti umani come beni culturali tra potenzialità e problemi – Pikaia https://pikaia.eu/i-resti-umani-come-beni-culturali-tra-potenzialita-e-problemi/
[4] [PDF] Codice etico dell’ICOM per i musei – Regione Toscana https://www.regione.toscana.it/documents/10180/13648183/codice-etico-ICOM-per-i-musei.pdf/e1e3dbcc-4dd9-4561-bc49-4e0b8ab5ccfc
[5] Il Codice Etico di ICOM https://www.icom-italia.org/codice-etico/
[6] Expo Momies au Musée de l’Homme | Réservation de Billet https://expo.paris/exposition/momies-musee-de-l-homme-2025
[7] Sur les traces de la Vénus Hottentote https://www.persee.fr/doc/gradh_0764-8928_2000_num_27_1_1221
[8] “Restitution de la dépouille de la “”Vénus hottentote””” https://www.assemblee-nationale.fr/11/dossiers/0101140102.asp
[9] Loi restitution de restes humains appartenant aux … https://www.vie-publique.fr/loi/289831-loi-restitution-de-restes-humains-appartenant-aux-collections-publiques
[10] Patrimoine culturel ou dignité de la personne humaine https://www.seban-associes.avocat.fr/patrimoine-culturel-ou-dignite-de-la-personne-humaine-une-loi-permettant-la-restitution-de-restes-humains-appartenant-aux-collections-publiques/
[11] LOI n° 2023-1251 du 26 décembre 2023 relative à la … https://www.legifrance.gouv.fr/jorf/id/JORFTEXT000048668800
[12] La France restitue 3 crânes mahorais à Madagascar https://fr.africanews.com/2025/08/26/la-france-restitue-3-cranes-mahorais-a-madagascar/
[13] Trois crânes sakalava restitués à Madagascar – Ministère de la Culture https://www.culture.gouv.fr/actualites/trois-cranes-sakalava-restitues-a-madagascar
[14] Des restes d’Amérindiens kaliña guyanais dans les limbes … https://www.lemonde.fr/sciences/article/2026/04/06/des-restes-d-amerindiens-kalina-guyanais-dans-les-limbes-du-musee-de-l-homme_6677501_1650684.html
[15] Elle se bat pour récupérer les corps des Guyanais exhibés … https://www.ouest-france.fr/region-guyane/elle-se-bat-pour-recuperer-les-corps-des-guyanais-exhibes-dans-un-zoo-humain-a-paris-au-xixe-siecle-6d051e2a-242a-11f0-a582-b99d95c418a8
[16] Native American Graves Protection and Repatriation Act https://www.nps.gov/subjects/nagpra/
[17] Tornano a casa: i musei USA ‘rimpatriano’ i resti di migliaia … https://lavocedinewyork.com/news/2023/12/27/tornano-a-casa-i-musei-usa-rimpatriano-i-resti-di-migliaia-di-nativi-americani/
[18] L’Homme de Kennewick a été réenterré https://www.sciencesetavenir.fr/archeo-paleo/archeologie/l-homme-de-kennewick-a-ete-reenterre_110761
[19] Homme de Kennewick https://fr.wikipedia.org/wiki/Homme_de_Kennewick
[20] La rimozione dei resti umani dall’AMNH di New York – https://vulcanostatale.it/2023/10/la-rimozione-dei-resti-umani-dallamnh-di-new-york/
[21] Archéologie : Dame Louise de Quengo, deux fois enterrée – Le Monde https://www.lemonde.fr/sciences/article/2015/10/12/archeologie-dame-louis-de-quengo-deux-fois-enterree_4788060_1650684.html
[22] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[23] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[24] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

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