Základné zobrazenie

  • ✇Scintilena
  • I Sentieri del CAI: 60.000 Km di Patrimonio Invisibile che Muovono l’Italia
    Condividi Tracciati storici, presidio ambientale e sviluppo economico: la rete escursionistica italiana vale miliardi ma riceve ancora troppo poco Una Rete Secolare che Attraversa il Paese Il Club Alpino Italiano gestisce circa 60.000 chilometri di sentieri segnati. Se si considera l’intera Rete Escursionistica Italiana (REI), si sale oltre i 150.000 chilometri, di cui più di 75.000 già certificati nel catasto digitale nazionale. Quei numeri superano di dieci volte la rete autos
     

I Sentieri del CAI: 60.000 Km di Patrimonio Invisibile che Muovono l’Italia

Apríl 12th 2026 at 12:00

Condividi

Tracciati storici, presidio ambientale e sviluppo economico: la rete escursionistica italiana vale miliardi ma riceve ancora troppo poco


Una Rete Secolare che Attraversa il Paese

Il Club Alpino Italiano gestisce circa 60.000 chilometri di sentieri segnati. Se si considera l’intera Rete Escursionistica Italiana (REI), si sale oltre i 150.000 chilometri, di cui più di 75.000 già certificati nel catasto digitale nazionale.

Quei numeri superano di dieci volte la rete autostradale italiana. Eppure la copertura pubblica, i finanziamenti statali e l’attenzione politica dedicata a questo sistema restano sistematicamente sproporzionati rispetto al suo valore reale.

Non si tratta di semplici percorsi per camminatori del fine settimana. La rete sentieristica italiana è un’infrastruttura storica, uno strumento di tutela ambientale e un motore economico per le aree interne del Paese.


Dai Tratturi ai Segnavia: Storia di un Patrimonio Millenario

I sentieri italiani non sono stati “costruiti” per l’escursionismo. Sono le antiche direttrici di collegamento tra paesi e alpeggi, i percorsi di transumanza, le vie di accesso ai campi e ai boschi che le comunità montane hanno utilizzato per secoli.

I tratturi dell’Appennino centro-meridionale — le grandi vie erbose percorse stagionalmente dalle greggi — erano attivi già in epoca preistorica e raggiunsero il massimo sviluppo in età romana e medievale. Accanto a essi, le reti viarie medievali come la Via Francigena collegavano l’Europa con Roma. L’arcivescovo di Canterbury Sigerico ne documentò 79 tappe nel 990 d.C., tracciando quello che sarebbe diventato l’itinerario simbolo del pellegrinaggio medievale.

Con l’industrializzazione e lo spopolamento del Novecento, questa rete si frammentò. Il CAI — fondato il 23 ottobre 1863 a Torino da Quintino Sella e altri pionieri — si fece carico della sua conservazione sistematica. Negli anni Trenta iniziò a diffondersi il sistema di segnaletica bianco-rosso. Dal 1996 la Commissione centrale per l’escursionismo ha standardizzato i criteri su scala nazionale. Nel 2007 è stato avviato il progetto REI.


Il Catasto Digitale: un Sistema Aperto e Condiviso

Una delle innovazioni più significative degli ultimi anni è il Catasto Digitale della Rete Escursionistica Italiana. La SOSEC — Struttura Operativa Sentieri e Cartografia del CAI — ha costruito un catasto geografico basato su OpenStreetMap, in accordo con Wikimedia Italia.

Ogni sentiero viene registrato con linea di percorrenza, livello di difficoltà, lunghezza, dislivello e un codice REI univoco. I dati sono rilasciati in open data con licenza ODbL, liberamente riutilizzabili da sviluppatori di app, cartografi ed enti pubblici.

Oggi il catasto conta oltre 14.000 percorsi certificati per circa 75.000 km, consultabili online sulla piattaforma Infomont del CAI. Si tratta di un sistema senza equivalenti a livello internazionale.


Il Sentiero Italia CAI: 8.000 Km Attraverso Tutta la Penisola

Il progetto più ambizioso della sentieristica italiana è il Sentiero Italia CAI: circa 8.000 chilometri che attraversano tutte le 20 regioni, comprese Sicilia e Sardegna, toccando 16 siti UNESCO e numerosi Parchi nazionali e regionali.

L’idea nacque nel 1981 da Riccardo Carnovalini durante un’attraversata degli Appennini. Il CAI la adottò nel 1990 e il percorso fu inaugurato nel 1995 con la manifestazione Camminaitalia ’95. Dopo un periodo di abbandono, dal 2017 il sodalizio ha avviato un’opera sistematica di recupero, con centinaia di volontari impegnati nella verifica e nel ripristino dei tracciati.

Il Ministero del Turismo ha assegnato nel 2022 800.000 euro al progetto di valorizzazione del Sentiero Italia CAI in Piemonte, coinvolgendo 8 consorzi turistici, 548 imprese e 27 enti locali.


Presidio del Territorio e Tutela Ambientale

Esiste un malinteso diffuso: l’idea che aprire sentieri significhi portare pressione antropica in ambienti da lasciare intatti. Nel contesto italiano vale il ragionamento opposto.

Il paesaggio montano italiano non è una wilderness intatta: è il risultato di secoli di presenza umana. In questo contesto, i sentieri segnati funzionano come strumenti di controllo e canalizzazione del flusso escursionistico, guidando i visitatori su percorsi definiti.

I volontari CAI che percorrono i tracciati sono i primi a rilevare frane, smottamenti e danni da eventi atmosferici. La rete contribuisce alla prevenzione del dissesto idrogeologico, al monitoraggio della biodiversità e al contrasto dell’abbandono dei versanti. Un territorio percorso resiste meglio agli incendi, ai fenomeni franosi e all’avanzata incontrollata del bosco.


Il Valore Economico: Quasi 9 Miliardi di Indotto

I numeri economici del turismo outdoor italiano sono significativi.

Nel 2024 il settore ha registrato circa 67,8 milioni di presenze. L’impatto economico diretto per il 2025 è stimato in 4,97 miliardi di euro, che sale a 8,85 miliardi considerando l’indotto. La spesa diretta pro capite giornaliera si attesta attorno ai 73 euro.

Il segmento dei cammini — itinerari a tappe di più giorni — registra una crescita ancora più marcata. Secondo il dossier “Italia, Paese di Cammini” di Terre di Mezzo (2026), nel 2025 almeno 300.046 persone si sono messe in cammino lungo gli itinerari italiani, con un incremento record del 56% rispetto al 2024. L’impatto economico complessivo è stato stimato in 336,4 milioni di euro, con circa 2,4 milioni di pernottamenti generati e una spesa media giornaliera di 87,29 euro a camminatore.

Questa ricchezza si concentra proprio dove serve di più: nelle locande dei borghi, negli agriturismi, nei piccoli esercizi commerciali delle aree interne.


Sentieri e Spopolamento: un Legame Strategico

Le aree interne italiane — lontane dai principali centri di servizi — corrispondono in larga parte ai territori montani colpiti da un processo continuo di spopolamento. I territori montani coprono circa tre quinti della superficie nazionale ma ospitano solo un quinto della popolazione. Nelle zone appenniniche il fenomeno è più accentuato: un rilevamento ha documentato che tra il 1990 e il 2015 il 37% della superficie agricola utile di una valle ligure-piemontese è stato abbandonato.

In questo scenario la rete sentieristica assume un valore che supera il turismo. I sentieri sostengono una microeconomia diffusa, favoriscono la destagionalizzazione dei flussi, rendono più attrattive le aree montane per nuovi residenti. Oltre il 50% degli italiani percepisce le zone montane come possibile luogo di vita: una rete curata è un elemento concreto di questa percezione.


Il Quadro Normativo: Frammentato ma in Evoluzione

La disciplina giuridica dei sentieri italiani è storicamente lacunosa. I sentieri sono beni demaniali con responsabilità affidata ai Comuni, che provvedono “nel limite delle risorse disponibili”: una clausola che in molti casi equivale a non provvedere. Il CAI firma i segnali e li cura operativamente, ma la responsabilità civile rimane in capo agli enti pubblici.

Molte regioni si sono dotate di normative proprie: Lombardia con la Legge n. 5/2017, Emilia-Romagna con la Legge n. 14/2003, Sardegna con apposite Linee Guida. Nel settembre 2025 il Parlamento ha approvato la Legge 12 settembre 2025, n. 131 — il DDL Montagna — prima revisione organica della normativa sulle zone montane da oltre trent’anni. La legge istituisce il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT) con 200 milioni di euro annui per il triennio 2025-2027.

Manca ancora, però, una legge-quadro nazionale sui sentieri: ogni regione agisce in autonomia, rendendo difficile una programmazione coordinata.


Risorse Pubbliche Insufficienti rispetto al Valore Generato

Il confronto tra finanziamenti disponibili e dimensione del sistema è diretto.

Il bando CAI 2024 per la manutenzione ordinaria dell’intera rete disponeva di 260.000 euro stanziati dal Ministero del Turismo. A fronte di un indotto da quasi 9 miliardi. La manutenzione di migliaia di chilometri dipende in modo determinante dal volontariato delle sezioni locali: la sola SAT trentina registra più di 4.000 giornate annue di lavoro volontario gratuito per 5.529 km di sentieri gestiti.

Il Catasto Digitale REI e il DDL Montagna 2025 sono passi nella giusta direzione. Finché non esisterà una legge-quadro nazionale sui sentieri e finché i finanziamenti pubblici non saranno proporzionali al valore economico generato, il sistema reggerà quasi interamente sul contributo gratuito di chi quei sentieri li percorre, li segnala e li mantiene in vita.


Fonti consultate

Fonti
[1] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[2] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[3] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

L'articolo I Sentieri del CAI: 60.000 Km di Patrimonio Invisibile che Muovono l’Italia proviene da Scintilena.

❌