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    Condividi Dalla condanna per la rimozione degli ancoraggi della via Dolfi-Melucci al confronto nella comunità apuana su etica, sicurezza e conservazione degli itinerari storici Continua a far discutere la recente schiodatura della via Dolfi-Melucci al Procinto, sulle Alpi Apuane. Dopo la presa di posizione del CAI Firenze, che ha condannato l’atto annunciando il ripristino della chiodatura, anche la comunità alpinistica locale si è espressa in modo compatto attraverso un documento promosso da
     

Schiodatura al Procinto: CAI Firenze e CAI Lucca richiamano al rispetto della storia

Júl 23rd 2026 at 05:30

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Dalla condanna per la rimozione degli ancoraggi della via Dolfi-Melucci al confronto nella comunità apuana su etica, sicurezza e conservazione degli itinerari storici

Continua a far discutere la recente schiodatura della via Dolfi-Melucci al Procinto, sulle Alpi Apuane. Dopo la presa di posizione del CAI Firenze, che ha condannato l’atto annunciando il ripristino della chiodatura, anche la comunità alpinistica locale si è espressa in modo compatto attraverso un documento promosso dal CAI Lucca.

La via, aperta il 25 settembre 1955 da Giancarlo Dolfi e Paolo Melucci, rappresenta un itinerario storico e formativo per generazioni di arrampicatori. La rimozione degli ancoraggi, avvenuta in forma anonima e senza alcuna rivendicazione, è stata definita un gesto distruttivo che incide sulla fruibilità di un percorso considerato patrimonio collettivo.

Secondo quanto emerso, la schiodatura non impedisce la salita, ma ne restringe l’accesso a un numero più limitato di alpinisti con maggiore esperienza e capacità di protezione autonoma. Proprio su questo punto si è sviluppato il confronto tra le diverse sensibilità presenti nel mondo dell’arrampicata e dell’alpinismo.

Nel corso di un incontro online promosso dal CAI Lucca, al quale hanno partecipato istruttori, guide alpine e appassionati, è emersa la volontà di affrontare la questione attraverso il dialogo. Tra i temi discussi, il rapporto tra autorialità della via e uso collettivo nel tempo, il ruolo delle protezioni moderne e la distinzione tra approccio alpinistico e arrampicatorio.

Alcuni interventi hanno sottolineato la possibilità di una manutenzione conservativa degli itinerari, mentre altri hanno richiamato la necessità di valutazioni caso per caso, evitando posizioni rigide. È stata inoltre ricordata la posizione favorevole di Giancarlo Dolfi a interventi che mantenessero le vie frequentabili e sicure.

Come primo passo concreto, è stata decisa una perlustrazione della via per valutarne le condizioni attuali e individuare eventuali interventi mirati, con l’obiettivo di garantire la percorribilità senza snaturare le caratteristiche dell’itinerario.

L’episodio si inserisce in un dibattito più ampio che negli ultimi anni ha interessato diverse aree montane italiane, dove interventi analoghi hanno riacceso il confronto sull’etica dell’arrampicata e sulla tutela delle vie storiche.

Perché il rispetto della montagna passa anche dal rispetto della sua storia.

Fonti: comunicati del CAI Firenze e del CAI Lucca

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