Ancora sui chirotteri da Tutela Pipistrelli
Pipistrelli, Lyssavirus (Rabbia) e Bat Box – la parola ad Alessandra Tomassini
Pipistrelli, Lyssavirus (Rabbia) e Bat Box: facciamo chiarezza scientifica e sanitaria
In queste ore molti cittadini ci stanno contattando preoccupati a seguito di alcuni post diventati virali sui social.
La discussione è partita dalla condivisione, da parte del Prof. Pier Luigi Lopalco, pagina pubblica, di uno studio scientifico canadese riguardante un bambino tragicamente scomparso nel 2024 a causa della rabbia veicolata da un contatto con un chirottero.
Su questo tema è anche intervenuto il Prof. Roberto Burioni, commentando che l’idea di installare “bat box” per attirare i pipistrelli vicino a casa fa “venire i brividi” a causa dei rischi sanitari.
Comprendiamo perfettamente l’apprensione delle persone che ci scrivono, ma come associazione scientifica che da oltre dieci anni si occupa di tutela dei chirotteri in Italia, riteniamo doveroso fare chiarezza basandoci sui dati epidemiologici ufficiali, sul monitoraggio nazionale e sulla reale complessità e varietà che caratterizza questo grande ordine di mammiferi limitandoci ad affrontare la situazione italiana.
Il monitoraggio in Italia e la situazione epidemiologica
Il virus della rabbia classica diffuso in America appartiene al genere Lyssavirus, lo stesso genere di cui fanno parte i ceppi europei (EBLV-1 e EBLV-2).
Tuttavia, la situazione in Italia è radicalmente diversa da quella americana.
Nel nostro Paese esiste da anni un monitoraggio attivo e rigoroso della rabbia nei chirotteri: come associazione, consegniamo regolarmente tutti gli individui che ci muoiono agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS) Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie per le analisi virologiche.
Ad oggi, in Italia, nessun chirottero è mai risultato positivo al Lyssavirus.
Aggiungiamo che le specie antropofile (più frequentemente ritrovate in città e nelle abitazioni) presenti sul nostro territorio sono stanziali e non compiono grandi migrazioni, riducendo drasticamente le probabilità di introduzione di ceppi virali presenti in Europa.
Bat Box in totale tranquillità
Le bat box sono rifugi artificiali posizionati all’esterno delle abitazioni.
Non “attirano” i pipistrelli da aree remote, ma offrono un rifugio alternativo e sicuro a individui che già frequentano l’ambiente urbano.
Offrire loro una bat box esterna è una strategia di coesistenza che può ridurre la probabilità che gli animali colonizzino spazi interni o intercapedini degli edifici.
Pipistrelli in casa: quando consultare i medici?
Molte persone temono il momento in cui un pipistrello entra accidentalmente in casa e magari vola una stanza:
se un pipistrello entra in casa e vola, non c’è assolutamente alcun pericolo e si può stare del tutto tranquilli.
L’animale sta solo cercando una via d’uscita, non è aggressivo e non attacca l’uomo (No, lo ripetiamo ancora, non si attaccano ai capelli!).
Sfatiamo inoltre un timore frequente: se una persona venisse morsa da un pipistrello durante il sonno, se ne accorgerebbe sicuramente (e ci accorgiamo facilemte anche se un pipistrello si posa sulla nostra faccia!).
Cosa fare in caso di contatto diretto: Il ruolo dei medici
Non spetta a noi chirotterologi fornire indicazioni terapeutiche o cliniche, ed è sempre alla competenza delle autorità sanitarie e dei medici che bisogna affidarsi.
Le linee guida indicano che è necessario consultare un medico o la ASL esclusivamente nelle seguenti situazioni:
- Se avviene un morso accertato.
- Se si verifica un contatto fisico diretto tra l’animale e la pelle nuda della persona.
In questi casi specifici, i medici valuteranno l’eventuale necessità della Profilassi Post-Esposizione (PEP), che si rivela efficace al 100% se somministrata tempestivamente.
La corretta informazione!
Il drammatico caso canadese ha evidenziato una lacuna informativa non nella gestione dell’animale, ma nel fatto che la famiglia, pur consapevole che il bambino aveva avuto un pipistrello posato sul viso, non si è rivolta ai medici solo perché non vedeva ferite macroscopicamente evidenti e la conseguenza è stata: nessuna profilassi con conseguente esito nefasto.
La sicurezza di chi fa soccorso: la nostra richiesta al Ministero della Salute
Proprio perché affrontiamo il tema del rischio epidemiologico con il massimo rigore scientifico e senza superficialità, riteniamo che la prevenzione debba partire da chi è in prima linea.
Chi opera nei CRAS (Centri di Recupero Animali Selvatici) e i volontari autorizzati manipolano regolarmente individui feriti o in difficoltà per curarli e riabilitarli.
Per questo motivo, come associazione, esortiamo il Ministero della Salute a rendere obbligatoria e gratuita la vaccinazione preventiva contro la rabbia per tutti gli operatori e i volontari dei CRAS ufficiali.
Proteggere chi salva la biodiversità è il primo passo per una corretta gestione della salute pubblica (One Health).
Se trovate un pipistrello in difficoltà a terra, non toccatelo mai a mani nude (usate guanti e un panno per metterlo in sicurezza in una scatola forata) e contattateci tel 339 360 5949
Il terrore ingiustificato e le generalizzazioni sui social danneggiano la biodiversità; la conoscenza, il monitoraggio scientifico e il rispetto delle normali regole di prudenza proteggono invece sia l’uomo sia gli animali.
Vi invitiamo a leggere le linee guida recentemente pubblicate da Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale in cui ci sono anche le indicazioni su come prendere un pipistrello.
https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/linee-guida-per-il-recupero-e-la-riabilitazione-dei-chirotteri
Qui l’articolo scientifico del caso canadese: https://www.cmaj.ca/content/198/25/E969?fbclid=IwdGRzaAS_OLljbGNrBL84pmV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHiTmyNemWPL6uqQ-FDSNNyaufhPCLFBG8OxYjiSLfrJp6_ERrXWqELp-r0Ub_aem_aznb3P3pmfnZtYz1DPpefw&sfnsn=scwspwa#ref-9
Alessandra Tomassini Tutela Pipistrelli
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