Maldive, recuperati gli ultimi corpi dei sub italiani: resta il mistero sulla tragedia
Conclusa dopo giorni la complessa operazione di recupero nelle grotte sommerse del Vaavu Atoll
Le autorità indagano sulle cause dell’incidente costato la vita a cinque italiani e a un soccorritore maldiviano
Si è conclusa oggi, mercoledì 20 maggio 2026 alle Maldive la difficile operazione di recupero dei corpi dei cinque sub italiani morti durante un’immersione nelle grotte sottomarine del Vaavu Atoll, in quello che le autorità locali hanno definito il peggior incidente subacqueo nella storia dell’arcipelago.
Gli ultimi due corpi sono stati riportati in superficie mercoledì grazie all’intervento di un team specializzato finlandese, dopo giorni di ricerche ostacolate da profondità estreme, forti correnti e condizioni meteo avverse.

Le vittime erano impegnate in un’esplorazione subacquea a circa 50-60 metri di profondità all’interno di un sistema di grotte conosciuto come “shark cave”. Tra loro anche Monica Montefalcone, docente di ecologia marina dell’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino, Federico Gualtieri e l’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti.
Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo potrebbe essere sceso oltre i limiti consentiti per immersioni ricreative.
Le autorità maldiviane stanno verificando eventuali irregolarità nei permessi e nelle procedure di sicurezza.
Intanto, gli investigatori italiani hanno aperto un fascicolo per chiarire le responsabilità dell’accaduto.
Le operazioni di recupero si sono rivelate estremamente rischiose: durante una delle missioni è morto anche un sub della Forza di Difesa Nazionale delle Maldive, colpito da complicazioni da decompressione.
Gli esperti stanno valutando diverse ipotesi sulle cause della tragedia: dalla possibile tossicità dell’ossigeno alle forti correnti interne alle grotte, fino a eventuali problemi tecnici o momenti di disorientamento sott’acqua.
Alcune videocamere recuperate durante le immersioni potrebbero fornire elementi decisivi per ricostruire gli ultimi momenti del gruppo.I corpi saranno ora trasferiti in Italia dopo le procedure di identificazione ufficiale e gli esami autoptici coordinati con Interpol.
Fonte: Reuters – https://www.reuters.com/world/asia-pacific/last-two-bodies-italian-divers-killed-scuba-diving-accident-recovered-maldives-2026-05-20/
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Per tutti
La tragedia delle Maldive colpisce profondamente non solo le famiglie delle vittime, ma anche il mondo accademico, universitario e l’intera comunità subacquea, scientifica e speleologica italiana e internazionale.
A tutti coloro che oggi piangono parenti, amici, colleghi, compagni di immersione e persone care va il nostro pensiero più sincero.
E per chi ha conosciuto Monica e le altre vittime, il dolore assume una dimensione ancora più personale: quella del ricordo di persone appassionate, competenti, innamorate del mare, della ricerca e della vita.
Ma anche chi non le ha conosciute può comprendere il senso profondo di una perdita che oggi tocca tante comunità, unite dal rispetto per il mare, per la conoscenza e per quell’umanità speciale che il mondo della subacquea spesso sa creare.
Al di là delle ipotesi e delle ricostruzioni, sulle quali lavoreranno gli esperti e le autorità, resta soprattutto il silenzio di fronte a una tragedia che parla a tutti noi. In momenti come questi, forse, siamo tutti subacquei: non nel giudizio o nelle ipotesi, ma nella capacità di fermarci, in silenzio, davanti al valore di una vita e al peso di una perdita.
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