Sentieri nel Buio: il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano celebra 50 anni di speleologia a Cagliari
Il Pozzo di San Pancrazio apre le porte al pubblico nell’ambito di Monumenti Aperti
Il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano (G.S.A.G.S.) di Cagliari festeggia mezzo secolo di esplorazioni e ricerca speleologica con il progetto “Sentieri nel Buio”, un’iniziativa di apertura al territorio che porta i cittadini a scoprire il sottosuolo della città. Il progetto si inserisce nell’edizione 2026 di Monumenti Aperti, in programma il 18 e 19 aprile.
Monumenti Aperti 2026: il sottosuolo di Cagliari visitabile con le guide del G.S.A.G.S.
Dopo il grande riscontro di pubblico registrato durante le visite alla cavità artificiale di S’Avanzada, l’associazione propone un nuovo appuntamento. Sabato e domenica, le guide esperte del G.S.A.G.S. accompagneranno i visitatori alla scoperta del Pozzo di San Pancrazio, situato in Piazza Indipendenza, nel cuore del quartiere Castello.
L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione con il Comune di Cagliari. L’ingresso è libero e gratuito, con orari di apertura dalle 9 alle 20.
Il Pozzo di San Pancrazio: storia e architettura ipogea tra età pisana e Ottocento
Il Pozzo di San Pancrazio è una struttura di notevole interesse storico e speleologico urbano. Realizzato in epoca pisana nel 1253, fu costruito al centro dell’attuale Piazza Indipendenza con la funzione di garantire l’approvvigionamento idrico alla roccaforte di Cagliari.
Nella prima metà dell’Ottocento, il pozzo subì importanti modifiche strutturali che lo resero di fatto invisibile ai passanti: l’imboccatura fu abbassata al di sotto del piano stradale. Contestualmente, vennero trasferiti nel sottosuolo tutti i servizi connessi, tra cui la noria — una ruota idraulica utilizzata per sollevare l’acqua — e i ricoveri per gli animali da soma.
L’accesso al sito avviene tramite una breve calata verticale nei pressi dell’ex Museo Archeologico Nazionale. Da lì, una scala a pioli conduce a una galleria di circa 30 metri, al termine della quale si apre il pozzo vero e proprio, profondo circa 80 metri. Sul fondo è ancora visibile la presenza d’acqua, elemento che testimonia la continuità idrologica della struttura nel corso dei secoli.
Cinquant’anni di ricerca speleologica: il progetto “Sentieri nel Buio” del G.S.A.G.S.
Il progetto “Sentieri nel Buio” non è soltanto un ciclo di visite guidate. Rappresenta il modo scelto dal G.S.A.G.S. per celebrare il proprio cinquantesimo anniversario aprendosi alla città e condividendo il patrimonio di conoscenze accumulato in cinque decenni di attività.
L’associazione, con sede a Cagliari, ha svolto nel tempo esplorazioni, studi speleologici su ambienti carsici e urbani, ricerche e collaborazioni diffuse su tutto il territorio della Sardegna. Le attività del gruppo coprono ambiti diversi: dalla dimensione scientifica a quella culturale, da quella ambientale a quella sociale.
Con “Sentieri nel Buio”, il G.S.A.G.S. intende condividere questa esperienza con un pubblico quanto più ampio possibile: cittadini, esperti, appassionati di speleologia, curiosi e neofiti. L’obiettivo è avvicinare la comunità al valore della ricerca speleologica, spesso poco conosciuta al grande pubblico nonostante il suo contributo rilevante alla comprensione del territorio.
Speleologia urbana e carsismo: la Sardegna come laboratorio naturale
La Sardegna offre un contesto particolarmente ricco per la ricerca speleologica. L’isola presenta una varietà di ambienti carsici tra i più interessanti del Mediterraneo, e il sottosuolo dei centri urbani, come nel caso di Cagliari, custodisce testimonianze storiche e idrogeologiche di grande rilievo.
Il G.S.A.G.S. opera in questo contesto da cinquant’anni, contribuendo alla documentazione, alla tutela e alla divulgazione di questi ambienti. La collaborazione con le istituzioni locali, come dimostrato anche dal coinvolgimento del Comune di Cagliari in questa iniziativa, è parte integrante dell’approccio del gruppo.
Le visite guidate al Pozzo di San Pancrazio nel corso di Monumenti Aperti rappresentano un esempio concreto di come la speleologia urbana possa diventare strumento di valorizzazione del patrimonio storico-architettonico e di educazione ambientale rivolta alla cittadinanza.
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