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La bellezza sotto sopra: i gessi dell’Appennino in mostra durante la Settimana del Pianeta Terra

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Escursioni e grotte nel sito UNESCO dell’Appennino settentrionale

Dal 27 settembre al 4 ottobre 2026 torna la Settimana del Pianeta Terra, festival nazionale dedicato alla divulgazione delle Geoscienze. In Emilia-Romagna il programma propone una serie di appuntamenti riuniti sotto il titolo “La bellezza Sotto Sopra”. Escursioni, visite guidate, conferenze e incontri con ricercatori accompagneranno il pubblico tra i paesaggi dell’Appennino settentrionale, con particolare attenzione al carsismo nelle evaporiti, alle grotte di gesso e al rapporto tra geologia, biodiversità e storia del territorio.

L’iniziativa interesserà i sette componenti del sito UNESCO “Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale”: Alta Valle Secchia, Bassa Collina Reggiana, Gessi di Zola Predosa, Gessi Bolognesi, Vena del Gesso Romagnola, Evaporiti di San Leo e Gessi di Onferno. Il sito è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel settembre 2023. Secondo UNESCO, comprende oltre 900 grotte e circa 100 chilometri di cavità, insieme a sorgenti evaporitiche, minerali, speleotemi e testimonianze paleontologiche.

Carsismo nelle evaporiti e ricerca speleologica

Il carsismo nelle evaporiti si sviluppa in rocce come gesso e anidrite, solubili in acqua. La circolazione idrica può creare doline, valli cieche, inghiottitoi, risorgenti e sistemi sotterranei. Le grotte costituiscono quindi una parte visibile solo in superficie di un sistema più ampio, nel quale acqua, roccia e clima interagiscono nel tempo.

La speleologia contribuisce a documentare questi ambienti attraverso esplorazione, rilievo, studio geologico e monitoraggio biologico. Il materiale didattico allegato ricorda che la speleologia è la scienza delle grotte e comprende le attività volontarie svolte dall’uomo nell’ambiente ipogeo. La ricerca speleologica permette di collegare la morfologia delle cavità ai processi geologici e di fornire dati utili alla tutela.

La manifestazione propone proprio questo collegamento tra conoscenza e conservazione. Le attività non saranno limitate alla visita dei paesaggi esterni. In diversi appuntamenti il pubblico potrà conoscere anche gli ambienti sotterranei, le acque carsiche, la biodiversità e le tracce dell’uso umano delle evaporiti.

Gessi Bolognesi: dalla Spipola alla ricerca

Il primo appuntamento indicato nel programma si terrà domenica 27 settembre alle 15 nel Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, a San Lazzaro di Savena. L’escursione porterà all’altopiano di Miserano e alla zona della Spipola.

A seguire è previsto un incontro pubblico dedicato al ruolo della ricerca speleologica. Saranno affrontati i temi della conoscenza del sito, dei progetti di tutela e delle attività di studio. L’appuntamento offrirà una lettura integrata del paesaggio, dalle forme carsiche superficiali alle cavità che si sviluppano nel sottosuolo.

Onferno e la vita nelle grotte

Venerdì 2 ottobre alle 15 la Riserva Naturale di Onferno ospiterà una visita guidata in grotta e una conferenza sulla geobiologia. L’incontro sarà dedicato agli organismi ipogei e alle relazioni che si sviluppano negli ambienti sotterranei.

La grotta di Onferno ospita una delle più importanti colonie regionali di pipistrelli. La Regione Emilia-Romagna segnala la presenza di oltre 8.000 individui appartenenti a sette specie, tra cui il miniottero, considerato in pericolo a livello europeo. La visita sarà svolta con abbigliamento adeguato e calzature con suola tassellata. Caschetto e lampada saranno forniti ai partecipanti. Per la visita è prevista una capienza massima di 20 persone e l’iscrizione preventiva è consigliata.

San Leo, cave romane e Vena del Gesso

Sempre venerdì 2 ottobre, alle 20.30, la Fortezza Rinascimentale di San Leo ospiterà una conferenza sul valore storico del parco e sul progetto multidisciplinare dedicato allo studio del Monte San Leo.

Sabato 3 ottobre alle 9, a Borzano di Albinea, la Bassa Collina Reggiana sarà al centro di una conferenza e di un’escursione. Il percorso raggiungerà una cava romana nei pressi del Castello di Borzano e proseguirà verso la Tana della Mussina. L’iniziativa approfondirà le grotte romane, l’uso del lapis specularis e le particolarità del sito UNESCO.

Nella stessa giornata, alle 9, a Zola Predosa è prevista una conferenza con escursione sul Sentiero dei Gessi. Il programma affronterà l’origine geologica dei gessi bolognesi, il loro utilizzo nel corso dei secoli e il rapporto tra le comunità locali e il paesaggio carsico.

Alle 14, il Museo del Gesso di Brisighella proporrà una conferenza e una visita guidata sulla Vena del Gesso Romagnola. Geologia, biodiversità e risorse del territorio saranno collegati in un percorso dedicato alla storia naturale e culturale dell’area.

Gessi Triassici e cambiamenti climatici

Domenica 4 ottobre alle 9.30 il progetto “Raccontare i Gessi” proporrà a Sologno l’escursione “La bellezza sotto sopra: i Gessi Triassici raccontano”. Il percorso sarà dedicato ai paesaggi carsici e ai cambiamenti climatici che hanno segnato l’evoluzione del paesaggio.

I Gessi Triassici dell’Alta Valle Secchia risalgono a circa 220 milioni di anni fa. L’area comprende affioramenti di gessi, anidriti, dolomie e calcari cavernosi. Il sito ospita inoltre oltre 550 specie floristiche e 21 habitat di interesse comunitario. L’escursione permetterà di osservare il rapporto tra litologia, forme del rilievo, acque superficiali e ambienti sotterranei.

Informazioni e partecipazione

Il calendario regionale si inserisce nella XIV edizione della Settimana del Pianeta Terra, che coinvolgerà numerose località italiane. Il programma ufficiale comprende anche altri geoeventi in Emilia-Romagna, tra cui iniziative dedicate alle acque carsiche e ai gessaroli.

Date, modalità di partecipazione, eventuali prenotazioni e aggiornamenti sono disponibili sui siti ufficiali della Settimana del Pianeta Terra e del progetto EKCNA. Per l’escursione sui Gessi Triassici è indicato come contatto Carlotta, al numero 347 301 8546.

La bellezza sopra e sotto questi paesaggi dipende dalla lettura congiunta di ciò che emerge e di ciò che resta nascosto. Le attività della Settimana del Pianeta Terra 2026 metteranno in relazione geologia, speleologia, biodiversità, archeologia e storia locale, offrendo strumenti per conoscere e proteggere un patrimonio distribuito tra superficie e sottosuolo.

Fonti

La bellezza sopra e sotto

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La bellezza Sotto Sopra: escursione nei Gessi Bolognesi UNESCO il 27 settembre

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A San Lazzaro di Savena un geoevento della Settimana del Pianeta Terra 2026 tra Dolina della Spipola, Altopiano di Miserazzano e speleologia nei Gessi Bolognesi

Domenica 27 settembre 2026 il Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa ospiterà l’iniziativa “EKCNA: La bellezza Sotto Sopra – I Gessi di Bologna”. Il geoevento è inserito nella XIV Settimana del Pianeta Terra. La proposta è dedicata al paesaggio carsico in gesso, alle grotte e alle ricerche speleologiche che interessano questo settore dei colli bolognesi.

L’appuntamento è promosso nel sito componente dei Gessi Bolognesi del bene UNESCO “Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale”, indicato con l’acronimo EKCNA. L’attività è a partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria entro giovedì 24 settembre. Il numero massimo previsto è di 40 partecipanti.

Escursione nei Gessi Bolognesi tra Spipola e Miserazzano

Il ritrovo è fissato alle 15 nel parcheggio di via Pilati, all’angolo con via Benassi, nella frazione Ponticella di San Lazzaro di Savena. Da qui partirà una camminata guidata di circa 5 chilometri. Il percorso attraverserà la Dolina della Spipola e raggiungerà l’Altopiano di Miserazzano, punto panoramico rivolto verso Bologna.

L’itinerario presenta una difficoltà media e un dislivello complessivo di circa 200 metri. È quindi rivolto a persone con un minimo di allenamento alla camminata. Sono richieste calzature adatte all’escursionismo e abbigliamento comodo. L’organizzazione segnala che non è necessaria un’assicurazione dedicata.

La scelta della Dolina della Spipola permette di osservare uno dei più riconoscibili elementi del carsismo nei Gessi Bolognesi. La depressione supera i 600 metri di larghezza e raggiunge quasi 100 metri di profondità. È considerata la più grande dolina in gesso d’Europa. Attorno ad essa, l’acqua superficiale e sotterranea ha inciso nel tempo un paesaggio fatto di inghiottitoi, valli cieche, cavità e affioramenti di selenite.

Speleologia e storia del sistema Spipola-Acquafredda

Alle 17 il programma prevede lo spostamento al Circolo La Terrazza, in via del Colle 1, sempre a Ponticella. Qui si terrà un incontro di circa un’ora sulla speleologia, sulle attività di ricerca e sui progetti collegati al territorio. Interverranno Tiberio Rabboni, per l’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale, Massimo Ercolani e Luca Pisani della Federazione Speleologica Regionale Emilia-Romagna, e Paolo Grimandi del Gruppo Speleologico Bolognese-Unione Speleologica Bolognese.

Nel corso dell’incontro verrà presentato un nuovo volume del GSB-USB dedicato alla storia delle esplorazioni del sistema carsico Spipola-Acquafredda. Nei Gessi Bolognesi, il Sistema Acquafredda-Spipola-Prete Santo sfiora gli 11 chilometri di sviluppo. Ospita la più estesa grotta epigenica in gesso conosciuta al mondo. Le sue gallerie documentano l’azione dell’acqua in un litotipo solubile e fragile, dove la protezione del reticolo ipogeo richiede attenzione anche nelle attività svolte in superficie.

La conclusione della giornata è prevista alle 18 al Circolo La Terrazza, con un brindisi e un rinfresco conviviale. L’iniziativa integra il cammino all’aperto con un momento di restituzione scientifica e storica. In questo modo mette in relazione il paesaggio osservabile con le cavità che ne proseguono lo sviluppo nel sottosuolo.

Perché il sito UNESCO dei Gessi Bolognesi è importante

I Gessi Bolognesi costituiscono il sito componente numero 4 del bene seriale UNESCO EKCNA, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel settembre 2023. Il bene riunisce sette aree distribuite fra le province di Reggio Emilia, Bologna, Ravenna e Rimini. Il riconoscimento riguarda le forme carsiche e le grotte sviluppate nelle rocce evaporitiche, in particolare gesso e sale.

L’importanza dei Gessi Bolognesi UNESCO non dipende soltanto dalla presenza delle grotte. Il territorio conserva una sequenza completa di forme carsiche di superficie e sotterranee, in stretta connessione idrologica. Le circa 200 cavità censite nell’area compresa tra Savena e Idice superano complessivamente 30 chilometri di sviluppo. Questo patrimonio è un riferimento per lo studio del carsismo evaporitico, favorito anche dalla vicinanza a Bologna e dalla lunga storia delle ricerche.

La tutela ha anche un valore biologico e storico. L’area ricade interamente in un parco regionale e nella rete Natura 2000. Ospita habitat, flora e fauna legati a boschi, pareti e ambienti ipogei. Nelle cavità del Farneto e Serafino Calindri sono state inoltre riconosciute testimonianze della frequentazione umana nell’età del Bronzo. I Gessi Bolognesi UNESCO mostrano quindi come geologia, biodiversità, archeologia e presenza umana siano elementi inseparabili.

La visita guidata non coincide con un’esplorazione in grotta. Propone invece una lettura del paesaggio esterno, utile per comprendere l’origine delle cavità e la necessità di conservarne gli equilibri. Per un’area vicina a una grande città e sottoposta nel passato a escavazioni e trasformazioni, la divulgazione sul posto è parte della tutela.

Informazioni per partecipare all’evento EKCNA

La prenotazione per “EKCNA: La bellezza Sotto Sopra – I Gessi di Bologna” è obbligatoria entro venerdì 24 settembre 2026. Si può contattare l’organizzazione al numero 333 2660329, al numero 051 6254821 oppure scrivendo a eventi@enteparchi.bo.it. Il ritrovo è alle 15 presso il parcheggio di via Pilati, angolo via Benassi, a Ponticella di San Lazzaro di Savena. La conclusione è alle 18 presso il Circolo La Terrazza, via del Colle 1.

L’evento è gratuito. La partecipazione richiede scarpe da escursione, abbigliamento adeguato e una condizione fisica compatibile con i 5 chilometri di percorso e i 200 metri di dislivello. L’iniziativa offre un’occasione di approfondimento sul sito UNESCO EKCNA e sui Gessi Bolognesi, unendo conoscenza del paesaggio, ricerca speleologica e attenzione per un ambiente carsico delicato.

Fonti

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35° Corso di Speleologia a Faenza: il Gruppo Speleologico Faentino apre le iscrizioni

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Dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026 lezioni, palestra di roccia e grotte per avvicinarsi al carsismo della Romagna

Il Gruppo Speleologico Faentino organizza il 35° Corso di primo livello di speleologia, in programma dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi in modo strutturato all’ambiente sotterraneo, alle grotte e alle tecniche di progressione su corda.

La presentazione pubblica è fissata per giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 21. L’incontro si terrà nella sede del Gruppo Speleologico Faentino, ospitata dal Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza, in via Medaglie d’Oro 51.

Il corso è omologato dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana. Il programma annunciato unisce lezioni teoriche, attività in palestra di roccia e uscite in grotta. La formula consente di affrontare gli argomenti di base prima della pratica in ambiente.

La quota indicata è di 200 euro, con riduzione prevista per gli studenti. Le informazioni e le iscrizioni fanno riferimento a Carlotta, al numero 338 991 9155, all’indirizzo info@gsfaentino.it e al sito del gruppo.

Corso di speleologia: grotte, acque sotterranee e mondi verticali

Il 35° Corso di Speleologia propone un’introduzione a diversi aspetti della disciplina. Il materiale diffuso dal Gruppo Speleologico Faentino indica tra i temi l’esplorazione, la geografia del mondo sotterraneo, le immagini e la documentazione, le acque sotterranee, i gessi e le rocce carsiche.

Spazio è previsto anche per il carsismo, la vita nelle grotte e la conoscenza degli ambienti verticali. La parte tecnica riguarda attrezzature, manovre e modalità di progressione. Nelle attività pratiche la palestra di roccia permette di apprendere e verificare le manovre in un contesto controllato. Le uscite in grotta collegano invece l’apprendimento tecnico all’osservazione diretta degli ambienti carsici.

Un corso di speleologia di primo livello non coincide con una semplice visita guidata. Offre le basi per leggere il territorio e per muoversi con preparazione in un ambiente che richiede attenzione, metodo e rispetto. La distinzione è importante soprattutto nei Gessi della Vena del Gesso romagnola, dove acque, fratture, crolli e morfologie evolvono in tempi geologicamente rapidi.

Il corso di speleologia prosegue una proposta formativa che il gruppo realizza periodicamente attraverso la propria Scuola di Speleologia.

Gruppo Speleologico Faentino: una storia nata nel 1966

Il Gruppo Speleologico Faentino è la realtà nata dalla fusione, avvenuta nel 1966, di due gruppi cittadini costituiti dieci anni prima: il Gruppo Speleologico “Città di Faenza” e il Gruppo Speleologico “Vampiro”. Le loro ricerche si inserirono nella storia esplorativa dei Gessi di Monte Mauro e del sistema carsico Rio Stella-Rio Basino, uno dei riferimenti della speleologia romagnola.

Tra il 1957 e il 1964 gli speleologi faentini completarono la traversata sotterranea tra l’Inghiottitoio del Rio Stella e la Grotta risorgente del Rio Basino. Quel lavoro contribuì alla conoscenza del sistema e fu accompagnato da rilievi e pubblicazioni. Nel tempo il Gruppo Speleologico Faentino ha continuato a svolgere esplorazioni, rilievi, ricerche e attività divulgative.

La sede presso il Museo Civico di Scienze Naturali “Domenico Malmerendi” colloca il gruppo in un contesto utile anche per la conservazione della documentazione e per il dialogo con il pubblico. La storia della speleologia faentina è legata anche a Paolo Biondi, tra i protagonisti della fondazione del gruppo nel 1966 e per anni impegnato nella valorizzazione della Vena del Gesso, del museo e della Grotta Tanaccia.

Esplorazioni nei Gessi di Monte Mauro e ricerca speleologica

L’attività del Gruppo Speleologico Faentino comprende l’esplorazione delle cavità, la loro documentazione topografica e lo studio del carsismo gessoso. Nei decenni successivi alla fondazione, le ricerche del gruppo hanno riguardato varie aree dei Gessi di Monte Mauro, nella Vena del Gesso romagnola.

Tra i risultati ricordati nella letteratura specialistica figura la scoperta, nel 1990, dell’Abisso Luciano Bentini, allora denominato F10. La cavità venne esplorata fino a circa 200 metri di profondità e le ricerche hanno proseguito nel tempo. Il Gruppo Speleologico Faentino ha inoltre lavorato nell’area dell’Abisso Vincenzo Ricciardi, esplorato nell’autunno 1992, e in altre cavità del settore di Monte Mauro e Monte della Volpe.

Le ricerche locali non riguardano soltanto l’avanzamento esplorativo. Rilievi, osservazioni geologiche, studio delle acque, biospeleologia e tutela fanno parte di un approccio multidisciplinare. Nel Progetto Stella-Basino, promosso dalla Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna tra il 2007 e il 2010 con il contributo di numerosi gruppi, lo sviluppo conosciuto del sistema carsico Stella-Basino è passato da 1.500 a 4.800 metri grazie alle nuove esplorazioni e al rilievo aggiornato.

In questo quadro, il Gruppo Speleologico Faentino svolge un’attività che unisce formazione, ricerca sul campo, memoria delle esplorazioni e divulgazione. Il 35° Corso di Speleologia rappresenta la porta di ingresso per chi intende conoscere questa pratica con un percorso organizzato.

Date, costi e contatti del 35° Corso di Speleologia

  • Presentazione: giovedì 8 ottobre 2026, ore 21
  • Sede della presentazione: Gruppo Speleologico Faentino, Museo Civico di Scienze Naturali, via Medaglie d’Oro 51, Faenza (RA)
  • Svolgimento del corso: dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026
  • Struttura: lezioni teoriche, palestra di roccia e uscite in grotta
  • Omologazione: Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana
  • Quota: 200 euro, con sconto studenti
  • Telefono: 338 991 9155, Carlotta
  • E-mail: info@gsfaentino.it
  • Sito: www.gsfaentino.it

Fonti

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Bosnia-Erzegovina, spedizione speleologica internazionale nell’area di Nevesinje dal 5 al 13 settembre

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Speleo italiani, tedeschi e slovacchi insieme per proseguire l’esplorazione della Grotta Provalija (già oltre i 4 km di sviluppo) e avviare ricerche sistematiche sul territorio

Dal 5 al 13 settembre 2026 speleologi provenienti da Italia, Germania e Slovacchia saranno impegnati in una spedizione internazionale nell’area di Nevesinje, in Bosnia-Erzegovina, nella Republika Srpska.


Tra i partecipanti italiani ci sarà il Gruppo Speleologico Bolognese – Unione Speleologica Bolognese (GSB-USB), insieme a speleologi del GSPGC, GSPT e GSP Torino.


Obiettivo principale della spedizione sarà la prosecuzione delle esplorazioni nella Grotta Provalija, importante sistema carsico che attualmente supera i 4 chilometri di sviluppo conosciuto.


Accanto alle attività all’interno della cavità, il campo avrà anche un secondo importante obiettivo: avviare nuove ricerche sistematiche nell’area circostante, con ricognizioni sul territorio finalizzate all’individuazione e alla documentazione di ulteriori fenomeni carsici e possibili nuovi ingressi.


Il campo base e gli aspetti logistici della spedizione saranno organizzati con il supporto delle associazioni locali e del Provalija Speleological Club di Kifino Selo, località del territorio di Nevesinje.


La collaborazione internazionale permetterà di riunire esperienze e competenze provenienti da diversi gruppi europei, rafforzando allo stesso tempo il rapporto con gli speleologi bosniaci che da anni operano nell’area.

Nove giorni di attività, per spingere oltre i limiti conosciuti la Grotta Provalija, e ampliare la conoscenza speleologica di un territorio ancora ricco di potenzialità esplorative.


La spedizione prenderà il via sabato 5 settembre e proseguirà fino a domenica 13 settembre 2026.


Buone esplorazioni a tutti i partecipanti!

Fonte: Gruppo Speleologico Bolognese – Unione Speleologica Bolognese (GSB-USB), post social

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