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  • Bat Night alla Miniera di Rosas: sabato 1° agosto una serata tra pipistrelli, natura e archeologia mineraria
    Condividi Sabato 1° agosto 2026, dalle 16:30 alle 22:30, la Miniera di Rosas ospiterà una Bat Night dedicata all’osservazione dei pipistrelli e della fauna notturna. L’iniziativa unirà la visita all’antico sito minerario con attività di monitoraggio naturalistico, guidate dal biospeleologo Matteo Diana. Bat Night alla Miniera di Rosas: alla scoperta della fauna che vive nell’antico complesso minerario La Miniera di Rosas, nel territorio di Narcao, nel Sulcis-Iglesiente, aprirà le proprie p
     

Bat Night alla Miniera di Rosas: sabato 1° agosto una serata tra pipistrelli, natura e archeologia mineraria

Júl 31st 2026 at 16:08

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Sabato 1° agosto 2026, dalle 16:30 alle 22:30, la Miniera di Rosas ospiterà una Bat Night dedicata all’osservazione dei pipistrelli e della fauna notturna. L’iniziativa unirà la visita all’antico sito minerario con attività di monitoraggio naturalistico, guidate dal biospeleologo Matteo Diana.

Bat Night alla Miniera di Rosas: alla scoperta della fauna che vive nell’antico complesso minerario

La Miniera di Rosas, nel territorio di Narcao, nel Sulcis-Iglesiente, aprirà le proprie porte sabato 1° agosto 2026, dalle 16:30 alle 22:30, per una Bat Night dedicata alla conoscenza dei pipistrelli e degli ambienti naturali che oggi caratterizzano uno dei più importanti siti minerari storici della Sardegna.

L’evento, organizzato da Sulcis Da Scoprire – Esperienze Archeo-Naturalistiche, propone un percorso che unisce archeologia industriale, biodiversità e divulgazione scientifica. L’obiettivo è mostrare come una miniera dismessa possa trasformarsi nel tempo in un rifugio prezioso per numerose specie animali, offrendo ai partecipanti un’occasione per osservare da vicino gli ecosistemi che si sono sviluppati dopo la fine dell’attività estrattiva.

La Miniera di Rosas oggi è un habitat per pipistrelli e altre specie

Da oltre quarant’anni la Miniera di Rosas non è più utilizzata per l’estrazione dei minerali. In questo periodo gallerie, edifici minerari, discariche e strutture industriali sono stati progressivamente colonizzati dalla fauna selvatica.

Oggi questi ambienti ospitano diverse specie di pipistrelli, insieme a ragni, falene, millepiedi, scorpioni e numerosi altri invertebrati specializzati nella vita in ambienti sotterranei o poco illuminati.

Le miniere abbandonate rappresentano infatti habitat di grande interesse naturalistico. Le temperature relativamente costanti, l’elevata umidità e la limitata presenza dell’uomo le rendono rifugi ideali per molte specie di chirotteri, che utilizzano questi luoghi per il riposo, la riproduzione e, in alcuni casi, per lo svernamento.

Visita guidata tra laveria, museo mineralogico e Galleria Santa Barbara

La prima parte della giornata sarà dedicata alla visita guidata del complesso minerario.

I partecipanti potranno conoscere alcuni degli edifici simbolo della Miniera di Rosas, tra cui la laveria, il Museo Mineralogico e la Galleria Santa Barbara, luoghi che raccontano la storia delle attività estrattive che hanno caratterizzato il Sulcis per oltre un secolo.

La visita permetterà di approfondire sia gli aspetti storici della miniera sia il processo di recupero e valorizzazione di un sito che oggi rappresenta anche un importante patrimonio ambientale.

Il bat detector per riconoscere le specie di pipistrelli

Terminata la visita alla miniera, l’escursione proseguirà lungo i sentieri del villaggio minerario.

Durante il percorso saranno effettuate diverse soste dedicate al monitoraggio dei pipistrelli mediante l’utilizzo del bat detector Echo Meter Touch 2 prodotto da Wildlife Acoustics.

Questo strumento rileva gli ultrasuoni emessi dai chirotteri durante il volo e li converte in frequenze udibili, consentendo di riconoscere le diverse specie presenti nell’area e di comprenderne il comportamento.

L’attività offrirà ai partecipanti un’introduzione pratica alle tecniche impiegate nella ricerca naturalistica e nel monitoraggio delle popolazioni di pipistrelli.

Non solo pipistrelli: osservazione della fauna notturna

La serata sarà dedicata anche all’osservazione di altri animali attivi dopo il tramonto.

Grazie all’impiego di visori notturni sarà possibile individuare, quando le condizioni ambientali lo consentiranno, rapaci notturni, piccoli mammiferi e altre specie che popolano l’area mineraria e il paesaggio circostante.

L’iniziativa offrirà quindi uno sguardo più ampio sulla biodiversità del territorio, mettendo in evidenza il ruolo delle ex aree minerarie nella conservazione della fauna selvatica.

Informazioni per partecipare alla Bat Night

La visita guidata alla Miniera di Rosas ha un costo di 10 euro a persona.

L’escursione nel villaggio minerario ha un costo di 15 euro a persona.

È consigliato portare torcia frontale, torcia manuale, macchina fotografica, spray antizanzare e abbigliamento da trekking adatto alle temperature stagionali. La cena sarà al sacco e a cura dei partecipanti.

L’escursione sarà condotta da Matteo Diana, guida AIGAE e RAS, naturalista e biospeleologo.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo e-mail sulcisdascoprire@gmail.com oppure tramite WhatsApp e Telegram al numero 348 5380716.

Miniere dismesse e tutela della biodiversità

Negli ultimi decenni numerosi studi hanno evidenziato l’importanza delle miniere dismesse per la conservazione della fauna, in particolare dei pipistrelli, specie protette dalla normativa italiana ed europea. Le cavità artificiali rappresentano spesso rifugi alternativi alle grotte naturali e svolgono un ruolo fondamentale per la sopravvivenza di molte popolazioni di chirotteri.

La Bat Night alla Miniera di Rosas intende valorizzare questo patrimonio naturale attraverso un’attività divulgativa che mette in relazione storia mineraria, biospeleologia e tutela degli ecosistemi, favorendo una maggiore conoscenza di un ambiente che continua a svolgere un ruolo importante per la biodiversità del Sulcis.

Fonti

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Pierre Saint-Martin: lo speleologo ferito è stato riportato in superficie. Conclusa con successo la lunga operazione di soccorso

Júl 31st 2026 at 13:51

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La conferma ufficiale è arrivata con il comunicato diffuso dallo Spéléo Secours Français alle ore 12

Si è conclusa con un lieto fine la complessa operazione di soccorso al Gouffre Lonné Peyret, nel massiccio della Pierre Saint-Martin. Alle 11:15 di oggi, 31 luglio 2026, lo speleologo ferito è stato riportato in superficie dall’ultima squadra di soccorritori impegnata nella zona d’ingresso della cavità.

L’uomo è stato immediatamente affidato ai sanitari del Service Départemental d’Incendie et de Secours (SDIS) e al personale medico, che hanno avviato il trasferimento verso il Centro Ospedaliero di Pau per le cure necessarie.

Dal punto di vista operativo, l’intervento non è ancora formalmente concluso: restano infatti impegnati sottoterra alcuni soccorritori incaricati del disallestimento delle attrezzature utilizzate durante il recupero. Solo al termine di queste operazioni il soccorso potrà dirsi definitivamente concluso.

Sono state necessarie quasi dodici ore di procedure per riportare in superficie la barella dal punto caldo allestito a -350 metri, lungo un percorso reso particolarmente impegnativo dai numerosi restringimenti e dagli ostacoli della cavità.

Per quanto riguarda la dinamica dell’incidente, non ne è ancora stata resa pubblica una ricostruzione dettagliata. Le comunicazioni ufficiali continuano a parlare soltanto di una caduta durante la progressione in grotta.

La Cellule Ressource Opérationnelle Nationale dello Spéléo Secours Français ha espresso le proprie congratulazioni e il proprio ringraziamento a tutti i soccorritori che hanno preso parte a questo intervento, definito particolarmente complesso.

Scintilena si unisce ai ringraziamenti rivolti ai volontari dello Spéléo Secours Français, ai Vigili del Fuoco, al personale sanitario e a tutti coloro che, con competenza, professionalità e straordinario spirito di squadra, hanno reso possibile il successo di un’operazione tanto delicata.

A tutti va il plauso dell’intera nostra comunità speleologica!

Link ai comunicati:

Immagini pubblicate sulla pagina Facebook della Préfecture des Pyrénées-Atlantiques

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  • Pierre Saint-Martin, prosegue l’evacuazione dello speleologo ferito: barella risalita fino a quota -200
    Condividi Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso al Gouffre Lonné Peyret, nel massiccio della Pierre Saint-Martin, dove uno speleologo è rimasto ferito durante un’esplorazione. Secondo il punto di situazione diffuso alle ore 8 di questa mattina dallo Spéléo Secours Français, nel corso della notte le squadre impegnate sottoterra hanno completato la risalita della barella lungo l’intero tratto compreso tra -350 e -200 metri. L’evacuazione si è però rivelata più lenta del previsto.
     

Pierre Saint-Martin, prosegue l’evacuazione dello speleologo ferito: barella risalita fino a quota -200

Júl 31st 2026 at 11:38

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Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso al Gouffre Lonné Peyret, nel massiccio della Pierre Saint-Martin, dove uno speleologo è rimasto ferito durante un’esplorazione.

Secondo il punto di situazione diffuso alle ore 8 di questa mattina dallo Spéléo Secours Français, nel corso della notte le squadre impegnate sottoterra hanno completato la risalita della barella lungo l’intero tratto compreso tra -350 e -200 metri.

L’evacuazione si è però rivelata più lenta del previsto. La conformazione della parte bassa della cavità, caratterizzata da numerosi meandri e passaggi particolarmente stretti, ha richiesto manovre estremamente delicate per consentire il passaggio della barella. Le operazioni hanno imposto un lavoro di grande precisione e un continuo coordinamento tra i soccorritori, che hanno avanzato metro dopo metro superando i numerosi ostacoli presenti lungo il percorso.

Intorno alle 6.30 il comando dei soccorsi ha disposto una temporanea sospensione della progressione per consentire la riorganizzazione delle squadre. Una parte dei soccorritori è rientrata in superficie, mentre gli altri sono stati riposizionati nella parte alta della cavità, dove si concentra ora la fase conclusiva dell’evacuazione.

Attualmente restano impegnati sottoterra una trentina di tecnici, incaricati sia della prosecuzione della risalita della vittima sia del progressivo disallestimento delle attrezzature installate lungo il percorso di soccorso.

Se non si verificheranno ulteriori difficoltà, l’uscita dello speleologo è prevista entro la tarda mattinata.

Con il cambio turno della mattinata è inoltre cambiata la direzione delle operazioni sotterranee: Paul Doumenjou ha assunto l’incarico di direttore dei soccorsi dello Spéléo Secours Français dei Pyrénées-Atlantiques, subentrando a Dominique Dorez nella conduzione della fase finale del recupero.

Continueremo a seguire l’evoluzione delle operazioni e a pubblicare nuovi aggiornamenti non appena disponibili.

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Speleologia a Nardò: il Gruppo Speleologico Neretino propone una nuova giornata di attività su corda al Giardino Botanico

Júl 31st 2026 at 08:16

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Il 6 agosto 2026 torna a Nardò l’iniziativa “Salire e scendere a modo mio”, dedicata a bambini dai 7 anni e adulti. L’appuntamento offre un primo contatto con le tecniche della progressione su corda in un ambiente controllato e con l’assistenza di istruttori esperti.

Attività su corda a Nardò per avvicinare il pubblico alla speleologia

Prosegue il programma estivo del Gruppo Speleologico Neretino con un nuovo appuntamento dedicato alla divulgazione della speleologia e delle tecniche di progressione verticale. Giovedì 6 agosto 2026, alle ore 17:30, il Giardino Botanico di Nardò ospiterà l’iniziativa “Salire e scendere a modo mio”, rivolta a famiglie, bambini e adulti interessati a sperimentare in sicurezza la salita e la discesa su corda.

L’attività rappresenta un’occasione per conoscere da vicino alcune delle tecniche utilizzate dagli speleologi durante le esplorazioni, adattate per consentire anche ai principianti di vivere un’esperienza pratica sotto la supervisione di personale qualificato. L’evento è aperto ai partecipanti a partire dai sette anni di età e prevede l’impiego di attrezzature professionali fornite dagli organizzatori. (Scintilena?)

Il programma estivo del Gruppo Speleologico Neretino

L’appuntamento del 6 agosto rientra nel calendario di iniziative estive che il Gruppo Speleologico Neretino organizza per promuovere la speleologia sul territorio salentino. Negli ultimi anni il gruppo ha proposto attività pratiche, visite guidate, incontri divulgativi e iniziative dedicate alla conoscenza dell’ambiente ipogeo, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. (Scintilena?)

La formula scelta punta a rendere accessibili le tecniche di progressione verticale anche a chi non ha mai frequentato una grotta. Gli istruttori seguono ogni partecipante durante tutte le fasi dell’attività, illustrando il corretto utilizzo dell’attrezzatura e le procedure di sicurezza che caratterizzano la pratica speleologica.

Il Giardino Botanico di Nardò come spazio per la divulgazione

La scelta del Giardino Botanico di Nardò permette di svolgere l’attività in un contesto facilmente raggiungibile e adatto anche alle famiglie. L’area ospita da tempo eventi culturali e divulgativi inseriti nella programmazione estiva della città e costituisce uno spazio utilizzato anche per iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio naturale e ambientale. (Comune di Nardo?)

Per il Gruppo Speleologico Neretino, la proposta rappresenta uno strumento per far conoscere la speleologia non solo come attività esplorativa, ma anche come disciplina che promuove conoscenza del territorio, educazione ambientale e attenzione alla sicurezza.

Una realtà attiva nella ricerca e nella tutela del territorio

Fondato nel 1972, il Gruppo Speleologico Neretino è una delle principali realtà speleologiche della Puglia. Nel corso della sua attività ha contribuito all’esplorazione e alla documentazione delle cavità del Salento, sviluppando anche progetti di carattere archeologico, naturalistico e didattico. L’associazione collabora con enti e istituzioni nella valorizzazione del patrimonio ipogeo e nella diffusione della cultura speleologica attraverso incontri, attività con le scuole e iniziative aperte al pubblico. (gsneretino.it?)

Per partecipare all’iniziativa del 6 agosto è richiesta la prenotazione. Gli organizzatori ricordano che i posti disponibili sono limitati e mettono a disposizione i recapiti telefonici e l’indirizzo e-mail del gruppo per informazioni e iscrizioni.

Fonti

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  • Settant’anni dal primo “-1000”: il Gouffre Berger celebra una pietra miliare della speleologia mondiale
    Condividi Dal 1° al 10 agosto nel Vercors mostre, incontri ed esplorazioni per ricordare l’impresa del 1956. Lanciato anche un appello ai volontari per un progetto sulla tutela delle grotte. Nel 2026 la speleologia internazionale celebra uno degli anniversari più significativi della sua storia: i 70 anni del primo superamento della quota di -1000 metri di profondità, raggiunto il 10 agosto 1956 nel Gouffre Berger, nel massiccio francese del Vercors. L’ingresso del Gouffre Berger, nel massi
     

Settant’anni dal primo “-1000”: il Gouffre Berger celebra una pietra miliare della speleologia mondiale

Júl 31st 2026 at 06:00

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Dal 1° al 10 agosto nel Vercors mostre, incontri ed esplorazioni per ricordare l’impresa del 1956. Lanciato anche un appello ai volontari per un progetto sulla tutela delle grotte.

Nel 2026 la speleologia internazionale celebra uno degli anniversari più significativi della sua storia: i 70 anni del primo superamento della quota di -1000 metri di profondità, raggiunto il 10 agosto 1956 nel Gouffre Berger, nel massiccio francese del Vercors.

L’ingresso del Gouffre Berger, nel massiccio del Vercors, primo abisso al mondo a superare i 1.000 metri di profondità (foto: Gilbert Bohec / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)

Scoperto nel 1953 da Joseph Berger, l’abisso divenne rapidamente il simbolo della nuova speleologia esplorativa. In appena tre anni gli speleologi francesi spinsero progressivamente il limite della profondità fino a raggiungere il sifone terminale a -1.122 metri, stabilendo un primato mondiale destinato a cambiare la storia dell’esplorazione sotterranea. Per la prima volta l’uomo superava la barriera dei mille metri in una cavità naturale, dimostrando le straordinarie potenzialità delle tecniche speleologiche allora in piena evoluzione.

Per ricordare quella storica impresa, dal 1° al 10 agosto 2026 il villaggio di Engins, alle porte del Vercors, con Méaudre, ospiterà un ricco programma di iniziative promosso dalla Fédération Française de Spéléologie, dal Comité Spéléologique Régional Auvergne-Rhône-Alpes, dallo Spéléo Grenoblois e dal Comité Départemental de l’Isère.

Per l’occasione è stato predisposto un ricco programma di iniziative: mostre storiche, conferenze, proiezioni, incontri con gli esploratori, attività speleologiche e momenti conviviali. Sono inoltre disponibili magliette celebrative dedicate ai 70 anni del primo “-1000” mondiale, prenotabili in anticipo e ritirabili durante la manifestazione, insieme ad altri materiali ricordo dell’anniversario.

Le celebrazioni guardano però anche al futuro.

In occasione dell’evento è stato infatti rilanciato il progetto internazionale “Wash Your Suit”, che studia l’inquinamento biologico delle grotte causato dal trasporto involontario di microrganismi attraverso tute, calzature e attrezzature speleologiche. Gli organizzatori sono alla ricerca di volontari che partecipino alle attività di campionamento durante le esplorazioni del Berger, contribuendo a una ricerca che punta a migliorare le pratiche di decontaminazione e la tutela degli ecosistemi sotterranei.

A settant’anni dal primo “-1000”, il Gouffre Berger continua così ad essere simbolo dell’esplorazione speleologica mondiale, ma diventa anche laboratorio di ricerca e conservazione, dove la memoria delle grandi imprese si intreccia con le sfide ambientali del presente.

L’ingresso del Gouffre Berger, nel massiccio del Vercors, primo abisso al mondo a superare i 1.000 metri di profondità (foto: Gilbert Bohec / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)

In breve

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  • Lo Speleo Club Roma apre le iscrizioni al 68° Corso di Speleologia
    Condividi Dal prossimo 8 ottobre 2026, prenderà il via il nuovo corso organizzato dallo Speleo Club Roma APS Sono aperte le iscrizioni al 68° Corso di Speleologia organizzato dallo Speleo Club Roma APS, una delle realtà storiche della speleologia italiana. Il corso prenderà il via l’8 ottobre 2026 e offrirà ai partecipanti un percorso di avvicinamento al mondo delle grotte, con un programma che combina formazione teorica ed esperienza pratica. L’attività didattica comprende sei lezioni in
     

Lo Speleo Club Roma apre le iscrizioni al 68° Corso di Speleologia

Júl 31st 2026 at 05:00

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Dal prossimo 8 ottobre 2026, prenderà il via il nuovo corso organizzato dallo Speleo Club Roma APS

Sono aperte le iscrizioni al 68° Corso di Speleologia organizzato dallo Speleo Club Roma APS, una delle realtà storiche della speleologia italiana. Il corso prenderà il via l’8 ottobre 2026 e offrirà ai partecipanti un percorso di avvicinamento al mondo delle grotte, con un programma che combina formazione teorica ed esperienza pratica.

L’attività didattica comprende sei lezioni in sede dedicate agli aspetti fondamentali della speleologia, una sessione in palestra di roccia per apprendere le tecniche di progressione su corda e tre uscite in grotta, programmate nei fine settimana, durante le quali gli allievi potranno mettere in pratica quanto appreso accompagnati dagli istruttori del club.

Le attività teoriche si svolgeranno presso la sede dello Speleo Club Roma APS, in via Andrea Doria 79, scala F, a Roma, facilmente raggiungibile con la linea A della metropolitana (fermata Cipro).

Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare lo Speleo Club Roma APS all’indirizzo info@speleoclubroma.org oppure consultare il sito dello Speleo Club Roma.

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  • Gouffre Lonné Peyret: iniziata l’estrazione dello speleologo ferito da -350 metri
    Condividi Soccorso speleologico al Gouffre Lonné Peyret di Arette: 36 tecnici operano sottoterra per riportare in superficie la barella. La conclusione dell’evacuazione è stimata nelle prime ore di venerdì 31 luglio, se le condizioni del percorso resteranno regolari. Soccorso speleologico nel Gouffre Lonné Peyret È entrata nella fase di risalita l’operazione di soccorso speleologico nel Gouffre Lonné Peyret, noto anche come AP-7, sul massiccio della Pierre Saint-Martin, nel comune di Arett
     

Gouffre Lonné Peyret: iniziata l’estrazione dello speleologo ferito da -350 metri

Júl 31st 2026 at 02:22

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Soccorso speleologico al Gouffre Lonné Peyret di Arette: 36 tecnici operano sottoterra per riportare in superficie la barella. La conclusione dell’evacuazione è stimata nelle prime ore di venerdì 31 luglio, se le condizioni del percorso resteranno regolari.

Soccorso speleologico nel Gouffre Lonné Peyret

È entrata nella fase di risalita l’operazione di soccorso speleologico nel Gouffre Lonné Peyret, noto anche come AP-7, sul massiccio della Pierre Saint-Martin, nel comune di Arette, Pyrénées-Atlantiques. Alle 22 del 30 luglio tutte le installazioni tecniche previste per l’evacuazione della vittima erano state completate.

Il posto di comando dello Spéléo Secours Français del dipartimento 64 ha quindi autorizzato il condizionamento dell’infortunato in barella. È seguito lo smontaggio del punto caldo, la postazione predisposta per proteggerlo e assisterlo durante la lunga attesa a circa -350 metri.

La notizia dell’incidente era stata diffusa nella notte tra il 29 e il 30 luglio. Lo speleologo era caduto nel Gouffre Lonné Peyret alla quota di -350 metri; una prima squadra, con personale medico, lo aveva raggiunto e stabilizzato. Il sistema sotterraneo si trova nel settore della Pierre Saint-Martin, dove la complessità morfologica rende impegnativa ogni evacuazione in profondità.[1][2]

Barella tra pozzi e meandri del Gouffre Lonné Peyret

Le squadre di evacuazione hanno preso in consegna la barella una volta completato il dispositivo. La risalita alterna il superamento di pozzi verticali e la progressione in meandri stretti, passaggi che richiedono tempi tecnici e una continua successione di operatori.

Nel soccorso speleologico, ogni tratto viene affidato a una squadra collocata a un livello definito della cavità. Dopo avere trasferito la barella al gruppo successivo, gli operatori disinstallano le attrezzature di recupero posate sul proprio tratto. Poi rientrano in superficie portando con sé il materiale.

Nel Gouffre Lonné Peyret sono impegnati sottoterra 36 soccorritori. La distribuzione delle squadre lungo l’itinerario permette di mantenere la progressione della barella senza concentrare tutti gli operatori nello stesso punto. La fase resta lunga e fisicamente esigente, poiché la distanza verticale da colmare è di circa 350 metri.

Punto caldo pronto a essere ripristinato

L’assistenza sanitaria non termina con l’avvio dell’estrazione. L’équipe addetta alla vittima procede davanti alla barella ed è pronta a riallestire un punto caldo in caso di sosta prolungata o di necessità cliniche durante il trasporto.

Il dispositivo mantiene anche il collegamento continuo tra le squadre sotterranee e il posto di comando dello Spéléo Secours Français. Questo flusso di comunicazioni serve a seguire in tempo reale la risalita, coordinare il cambio delle squadre e valutare eventuali modifiche operative.

Nelle comunicazioni precedenti, l’organizzazione aveva indicato condizioni stabili per la vittima. La successiva evacuazione rimane subordinata alla progressione nei diversi tratti del Gouffre Lonné Peyret e all’assenza di ostacoli tecnici o sanitari.[1]

Stima per le prime ore di venerdì

Dominique Dorez ha assunto la funzione di direttore dei soccorsi sotterranei dello Spéléo Secours Français e di consigliere tecnico dipartimentale aggiunto per la speleologia nei Pyrénées-Atlantiques. Secondo la sua valutazione, la barella potrebbe uscire dal Gouffre Lonné Peyret nelle prime ore di venerdì 31 luglio, qualora non intervengano imprevisti che rallentino la progressione.

L’intervento conferma la necessità di un’organizzazione specializzata nelle cavità profonde, con squadre di assistenza, sanitari, tecnici d’armo e sistemi di comunicazione sotterranei. Le autorità non hanno ancora comunicato l’avvenuta uscita della vittima; l’aggiornamento delle ore 00 segnala esclusivamente l’avvio della fase di estrazione.

Fonti

  • Spéléo Secours Français, Gouffre Lonné Peyret – Arette – 64, comunicati operativi del 30 e 31 luglio 2026:
    https://www.speleo-secours.fr/2026/07/30/gouffre-lonne-peyret-arette-64/
  • Spéléo Secours Français, archivio dei soccorsi in corso:
    https://www.speleo-secours.fr/category/s-secours/encours/
  • Le Dauphiné Libéré, Un spéléologue bloqué à 350 m sous terre : une opération de secours hors norme en cours, 30 luglio 2026:
    https://www.ledauphine.com/faits-divers-justice/2026/07/30/un-speleologue-bloque-a-350-m-sous-terre-une-operation-de-secours-hors-norme-en-cours

Fonti
[1] Gouffre Lonné Peyret – Arette – 64 https://www.speleo-secours.fr/gouffre-lonne-peyret-arette-64/
[2] Pyrénées-Atlantiques. Un spéléologue bloqué à 350 m sous terre : une opération de secours hors norme en cours https://www.leprogres.fr/faits-divers-justice/2026/07/30/un-speleologue-bloque-a-350-m-sous-terre-une-operation-de-secours-hors-norme-en-cours

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