Základné zobrazenie

  • ✇Scintilena
  • Intervento di soccorso speleologico in Bosnia ed Erzegovina per una speleologa italiana
    Condividi Comunicato Ufficiale CNSAS Pe?ina Provalija (Grotta dell’Abisso), Nevesinje – 10 settembre 2026   Si è concluso alle 16:00 del 10 settembre l’intervento di soccorso speleologico presso la Pe?ina Provalija (Grotta dell’Abisso), una delle più estese cavità della Bosnia ed Erzegovina con oltre 4.100 metri di sviluppo esplorato, situata nei pressi di Nevesinje. L’incidente è avvenuto nella serata del 9 settembre durante un campo esplorativo organizzato dal Gruppo Speleologi
     

Intervento di soccorso speleologico in Bosnia ed Erzegovina per una speleologa italiana

September 10th 2026 at 16:20

Condividi

Comunicato Ufficiale CNSAS

Pe?ina Provalija (Grotta dell’Abisso),

Nevesinje – 10 settembre 2026

 

Si è concluso alle 16:00 del 10 settembre l’intervento di soccorso speleologico presso la Pe?ina Provalija (Grotta dell’Abisso), una delle più estese cavità della Bosnia ed Erzegovina con oltre 4.100 metri di sviluppo esplorato, situata nei pressi di Nevesinje.

L’incidente è avvenuto nella serata del 9 settembre durante un campo esplorativo organizzato dal Gruppo Speleologico Bolognese, al quale partecipavano speleologi provenienti da diverse regioni italiane.

Una speleologa italiana è precipitata per circa cinque metri nel corso di un’arrampicata esplorativa, riportando una sospetta frattura scomposta della caviglia.

Il punto dell’infortunio si trovava a circa un’ora e mezza di progressione dall’ingresso della grotta, lungo un tratto a sviluppo prevalentemente suborizzontale.

Tra i partecipanti alla spedizione erano presenti sei tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), provenienti dalle delegazioni di Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Veneto.

I soccorritori hanno immediatamente raggiunto la ferita, provvedendo alla sua messa in sicurezza, alla somministrazione di antidolorifici e generi di conforto e al consulto telefonico con una dottoressa appartenente al CNSAS piemontese – specializzata in interventi di soccorso medicalizzato in ambiente impervio – che ha fornito le prime indicazioni sanitarie per la gestione dell’infortunio.

Valutata la complessità dello scenario e le difficoltà morfologiche del recupero, i tecnici hanno allertato il Delegato della XII Delegazione Speleologica Emilia-Romagna e il Responsabile Nazionale del Soccorso Speleologico.

Il CNSAS ha quindi attivato, attraverso la European Cave Rescue Association, la Gorska Služba Spašavanja Bosne i Hercegovine, il Servizio di Soccorso Alpino della Bosnia ed Erzegovina, che ha assunto la direzione delle operazioni di soccorso intervenendo sul posto con 15 tecnici specializzati.

Nel corso delle prime 18 ore dall’incidente, i tecnici italiani presenti nella spedizione hanno completato l’attrezzamento dei principali punti critici del percorso di evacuazione, realizzando in particolare le teleferiche necessarie per il trasporto della barella nei tratti più impegnativi e collaborando con le squadre bosniache durante tutte le fasi del recupero.

L’evacuazione è iniziata alle ore 6:30 del 10 settembre. L’infortunata è rimasta sempre cosciente e collaborativa e, alle ore 12:00, con l’ingresso della prima squadra del soccorso speleologico bosniaco, era già stata completata circa la metà del percorso verso l’uscita.

Una successiva valutazione del tratto finale della grotta, particolarmente stretto e impegnativo, ha consentito di escludere la necessità delle complesse operazioni di disostruzione inizialmente ipotizzate. È stato comunque necessario procedere al disgaggio di alcune rocce che avrebbero impedito il passaggio della barella.

All’esterno della cavità la ferita è stata affidata al personale sanitario del servizio di soccorso bosniaco e trasferita in ambulanza all’ospedale. Le operazioni si sono concluse alle ore 16:00 del 10 settembre.

Il CNSAS desidera esprimere un sincero ringraziamento alla Gorska Služba Spašavanja Bosne i Hercegovine per la professionalità, la disponibilità e l’eccellente collaborazione dimostrate. L’intervento conferma il valore della rete di cooperazione tra i servizi di soccorso speleologico europei e l’importanza dei rapporti costruiti attraverso la European Cave Rescue Association, fondamentali per garantire un rapido ed efficace supporto reciproco negli interventi internazionali.

L'articolo Intervento di soccorso speleologico in Bosnia ed Erzegovina per una speleologa italiana proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Santin Cave, il monitoraggio ambientale misura l’impatto delle visite sull’arte rupestre
    Condividi Uno studio pubblicato su Geosciences analizza temperatura, anidride carbonica e particolato nella grotta cantabrica. I dati indicano che la gestione degli accessi deve considerare la ventilazione stagionale e i tempi di recupero del microclima. Conservazione preventiva nelle grotte con arte rupestre La gestione delle grotte con pitture preistoriche richiede dati ambientali ad alta risoluzione. Un recente studio dedicato alla Santin Cave, in Cantabria, Spagna settentrionale, h
     

Santin Cave, il monitoraggio ambientale misura l’impatto delle visite sull’arte rupestre

September 10th 2026 at 14:00

Condividi

Uno studio pubblicato su Geosciences analizza temperatura, anidride carbonica e particolato nella grotta cantabrica. I dati indicano che la gestione degli accessi deve considerare la ventilazione stagionale e i tempi di recupero del microclima.

Conservazione preventiva nelle grotte con arte rupestre

La gestione delle grotte con pitture preistoriche richiede dati ambientali ad alta risoluzione. Un recente studio dedicato alla Santin Cave, in Cantabria, Spagna settentrionale, ha valutato la risposta del sistema sotterraneo a visite sperimentali controllate. Il lavoro, pubblicato nel 2026 sulla rivista Geosciences, propone un metodo basato su un anno di osservazioni in condizioni indisturbate e su successive prove di accesso regolato.

L’obiettivo è distinguere le normali oscillazioni naturali dagli effetti prodotti dalla presenza umana. In una grotta decorata, anche variazioni limitate possono modificare l’equilibrio dell’aria e delle superfici. La respirazione dei visitatori introduce calore, vapore acqueo e anidride carbonica. Il movimento può inoltre rimettere in sospensione particelle e favorire il trasporto di microrganismi.

Santin Cave e i settori con pitture paleolitiche

La Santin Cave si trova presso Velo, nel comune di Piélagos. La cavità si sviluppa in calcari e calcareniti cretacici. La planimetria conosciuta raggiunge circa 205 metri. Le gallerie sono disposte prevalentemente lungo una direttrice nord-ovest sud-est e si sviluppano quasi su un unico livello.

Le pitture sono organizzate in due complessi. Il Conjunto I si trova a circa 75 metri dall’ingresso, in una sala più ampia della galleria principale. Il Conjunto II è collocato a circa 120 metri dall’ingresso e comprende diversi pannelli con simboli rossi attribuiti al Paleolitico. Il pannello principale misura circa 5 metri per 1,5 e presenta due fregi verticali.

L’accesso alla grotta è attualmente limitato da un cancello metallico. Le autorità locali e regionali hanno valutato la possibilità di inserire il sito in un’offerta di turismo culturale sotterraneo. Prima di qualsiasi apertura, lo studio sottolinea la necessità di definire una base ambientale affidabile.

Monitoraggio ambientale ad alta risoluzione

La prima fase della ricerca ha seguito la grotta per un intero ciclo annuale, dal novembre 2021 al novembre 2022. Sono stati registrati temperatura dell’aria, umidità relativa, concentrazione di CO2 e radon. Altri sensori hanno misurato le condizioni termiche in diversi punti delle gallerie.

La temperatura media interna è risultata di 13,45 °C. L’umidità relativa è rimasta prossima alla saturazione. I settori vicini all’ingresso hanno mostrato una maggiore influenza delle condizioni esterne. Le gallerie profonde, dove si trovano le pitture, sono apparse molto più stabili. Le oscillazioni termiche annuali nei punti associati ai complessi decorati sono state comprese tra 0,04 e 0,07 °C.

Il comportamento dei gas ha evidenziato due fasi stagionali. Da novembre ad aprile la ventilazione è più attiva e la CO2 nelle zone interne si mantiene generalmente tra 800 e 850 ppm. Dalla tarda primavera l’aria esterna più calda riduce gli scambi. La concentrazione media mensile di CO2 è arrivata a 1.249 ppm in giugno e a 1.405 ppm in luglio. Nello stesso periodo è aumentato anche il radon.

Visite sperimentali e risposta del microclima

La seconda fase si è svolta dal 26 al 28 giugno 2023, durante il periodo di ventilazione ridotta. Sono stati simulati diversi scenari di visita. Il primo giorno sono entrati tre gruppi di cinque persone. Il secondo giorno si sono alternati gruppi di cinque e sei visitatori. Il terzo giorno sono entrati consecutivamente gruppi composti da sette, sette, otto e sei persone.

I ricercatori hanno misurato l’aumento prodotto da ogni gruppo, il segnale residuo prima dell’ingresso successivo, il recupero parziale tra le visite e il tempo necessario per il ritorno alle condizioni precedenti.

Nel settore più vicino all’ingresso, il passaggio ha prodotto anomalie termiche contenute, tra 0,01 e 0,02 °C. Nei pressi delle pitture la risposta è stata più evidente. L’aumento medio ha raggiunto 0,11 °C nel Conjunto I e 0,28 °C nel Conjunto II. Il valore massimo registrato è stato di 0,37 °C. Il settore più interno ha mostrato anche tempi di recupero più lunghi.

CO2 e particolato come indicatori di gestione

L’anidride carbonica ha evidenziato il comportamento cumulativo più chiaro. Nel Conjunto I gli incrementi giornalieri associati alle visite hanno raggiunto 268 ppm il 27 giugno e 368 ppm il 28 giugno. Nel Conjunto II sono stati misurati aumenti di 327 e 376 ppm.

Il recupero notturno è rimasto incompleto. Nel Conjunto I sono rimasti segnali residui di 127 e 212 ppm. Nel Conjunto II i valori residui sono stati di 120 e 94 ppm. Secondo gli autori, la CO2 può quindi rappresentare il principale indicatore operativo per modulare gli accessi nel breve periodo.

Anche il particolato sospeso è aumentato con l’intensità delle visite. Con gruppi distanziati di cinque persone, le concentrazioni sono rimaste inferiori a 300 particelle per litro. Due gruppi consecutivi di sei persone hanno portato il valore a 561 particelle per litro. La sequenza più intensa ha raggiunto 686 particelle per litro, con un tempo di recupero di 13,6 ore.

Gli autori precisano che per il particolato non era disponibile una serie storica completa in assenza di visite nel punto più sensibile. I dati devono quindi essere interpretati soprattutto come variazioni relative associate alla presenza dei visitatori.

Accesso pubblico e tutela del patrimonio

Lo studio sulla Santin Cave non propone soglie definitive valide per ogni grotta. I valori dipendono dalla stagione, dalla morfologia, dalla ventilazione, dalla posizione delle pitture e dalla sensibilità delle superfici. Le soglie individuate devono quindi essere considerate preliminari e specifiche per il sito.

La ricerca indica una procedura applicabile anche ad altri contesti. Prima occorre documentare il ciclo annuale senza visite. Poi si possono svolgere prove controllate con gruppi di dimensione diversa. Il monitoraggio deve proseguire durante e dopo ogni ingresso.

La conservazione preventiva delle grotte decorate passa così da una semplice limitazione numerica degli accessi a una gestione basata sulla risposta reale dell’ambiente. La Santin Cave mostra che i settori più stabili sono anche quelli più vulnerabili alle perturbazioni. Per questo, la fruizione pubblica richiede tempi di recupero, controllo della CO2 e una verifica continua delle condizioni sotterranee.

Fonti

L'articolo Santin Cave, il monitoraggio ambientale misura l’impatto delle visite sull’arte rupestre proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Famiglie in Movimento 2026: il Gruppo Speleologico San Giusto avvicina i bambini alla speleologia
    Condividi Sabato 5 settembre 2026, alla Polisportiva di Opicina, l’evento sportivo dedicato alle famiglie ha ospitato anche un’attività di divulgazione speleologica curata dal Gruppo Speleologico San Giusto, confermando il ruolo della speleologia nella crescita educativa e motoria dei più piccoli. L’evento Famiglie in Movimento a Opicina La quinta edizione di “Famiglie in Movimento” si è svolta sabato 5 settembre 2026 negli impianti della Polisportiva Opicina, in via degli Alpini 128 a Tri
     

Famiglie in Movimento 2026: il Gruppo Speleologico San Giusto avvicina i bambini alla speleologia

September 10th 2026 at 13:00

Condividi

Sabato 5 settembre 2026, alla Polisportiva di Opicina, l’evento sportivo dedicato alle famiglie ha ospitato anche un’attività di divulgazione speleologica curata dal Gruppo Speleologico San Giusto, confermando il ruolo della speleologia nella crescita educativa e motoria dei più piccoli.

L’evento Famiglie in Movimento a Opicina

La quinta edizione di “Famiglie in Movimento” si è svolta sabato 5 settembre 2026 negli impianti della Polisportiva Opicina, in via degli Alpini 128 a Trieste, dalle 10 alle 18. La manifestazione, promossa da Monica Canciani e Simona Pilotti in collaborazione con la Polisportiva, ha trasformato l’area sportiva in un grande spazio dedicato all’attivitಲ fisica, al divertimento e alla curiosità, con oltre venti discipline sportive a disposizione dei bambini e numerose proposte anche per gli adulti, tra cui zumba, balli caraibici, arti marziali, orienteering e fitness [web:2][web:3][web:6][web:10].

All’interno di questo ricco programma, il Gruppo Speleologico San Giusto ha partecipato con entusiasmo, proponendo ai più piccoli un primo approccio al mondo sotterraneo. L’obiettivo dell’iniziativa è stato avvicinare i bambini alla speleologia, mostrando loro il fascino delle grotte e delle cavità naturali, in un contesto ludico e sicuro. La presenza del gruppo speleologico ha arricchito l’offerta dell’evento, inserendo la cultura della montagna e del sottosuolo tra le attività motorie e ricreative proposte alle famiglie triestine [web:2][web:3].

Secondo quanto riportato dal gruppo, la manifestazione si è rivelata un grande successo, “pieno di curiosità e sorrisi”, confermando l’interesse del pubblico per le attività all’aria aperta e per la scoperta di ambienti naturali meno conosciuti come le grotte. L’hashtag #Speleologia@Web, utilizzato dal Gruppo Speleologico San Giusto nei propri canali social, sottolinea l’impegno del gruppo nella divulgazione digitale della speleologia, rendendo accessibili a un pubblico più ampio le esperienze e le conoscenze maturate sul campo [web:2][web:3].

Il ruolo del Gruppo Speleologico San Giusto nella divulgazione

Il Gruppo Speleologico San Giusto è una delle realtà storiche della speleologia triestina, attiva da decenni nell’esplorazione, nello studio e nella valorizzazione del patrimonio carsico del Carso classico e delle aree limitrofe. Oltre all’attività esplorativa, il gruppo svolge un importante lavoro di divulgazione scientifica, organizzando eventi, conferenze e iniziative aperte al pubblico per far conoscere il mondo sotterraneo e promuovere una cultura della tutela delle grotte e della biodiversità cavernicola.

La partecipazione a eventi come “Famiglie in Movimento” rientra in questa strategia di apertura verso la comunità locale, portando la speleologia fuori dagli ambienti specialistici e rendendola accessibile anche ai non addetti ai lavori, in particolare ai più giovani. Questo tipo di iniziative contribuisce a formare una coscienza ambientale fin dall’infanzia, insegnando il rispetto per gli ecosistemi sotterranei e la loro fragilità [web:8][web:18].

Attività recente e scoperte del Gruppo Speleologico San Giusto

Oltre all’impegno divulgativo, il Gruppo Speleologico San Giusto è attivo anche sul fronte dell’esplorazione e della ricerca scientifica. Nel 2026 il gruppo ha partecipato a diverse campagne esplorative, sia in ambito locale che nazionale e internazionale.

Spedizione Shtares 2026 in Albania

Una delle attività più significative a cui il Gruppo Speleologico San Giusto ha preso parte nel 2026 è stata la spedizione “Shtares 2026”, organizzata dal Gruppo Speleologico Martinese sulle Alpi Albanesi, nel Parco Regionale Nikaj-Mërtur. La campagna, svoltasi dall’8 al 23 agosto 2026, ha visto la partecipazione di 28 speleologi provenienti da diversi gruppi italiani, tra cui il Gruppo Speleo San Giusto di Trieste, la Società Alpina delle Giulie, il Gruppo Speleologico Lunense, il Gruppo Speleologico Fiorentino, lo Speleo Club Tanaro e altri [web:4][web:17].

L’obiettivo della spedizione è stato proseguire le esplorazioni nella Shpella Shtares, una delle cavitಲ più importanti delle Alpi Albanesi. I risultati sono stati notevoli: sono stati rilevati 1,4 chilometri di nuovi ambienti, portando lo sviluppo complessivo del sistema a circa 13,5 chilometri. La spedizione ha anche individuato nuove vie ancora da esplorare, confermando il potenziale inesplorato di questa grotta [web:4][web:17].

La partecipazione del Gruppo Speleologico San Giusto a questa campagna internazionale dimostra la capacità del gruppo di collaborare con altre realtà speleologiche italiane e di contribuire attivamente all’avanzamento della conoscenza speleologica in contesti di rilevanza europea e mediterranea [web:4][web:17].

Grotta Valentina di Visogliano: apertura al pubblico per la Giornata Internazionale delle Grotte

Un’altra iniziativa di rilievo curata dal Gruppo Speleologico San Giusto nel 2026 è stata l’apertura al pubblico della Grotta Valentina di Visogliano, in occasione delle giornate dedicate alla prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO e celebrata il 13 settembre 2026. La grotta, normalmente chiusa al pubblico, è stata resa accessibile grazie alla disponibilità del gruppo, che ha organizzato visite guidate per permettere alla comunità locale di conoscere da vicino questo importante sito carsico [web:8][web:23].

L’iniziativa rientra nel più ampio programma “Grotte Aperte”, che ha coinvolto le cinque grotte turistiche del Friuli Venezia Giulia (Grotta di Pradis, Grotta di San Giovanni d’Antro, Grotta Gigante, Grotta Torri di Slivia e Grotta Nuova di Villanova), offrendo ingressi gratuiti il 12 e 13 settembre. A Trieste, l’evento è stato accompagnato da una mostra didattica sui pipistrelli curata dal Club Alpinistico Triestino e da attività al microscopio elettronico, sottolineando il legame tra speleologia, biodiversitಲ e tutela ambientale [web:8][web:18][web:19].

Contributo alla ricerca sul Timavo sotterraneo

Il Gruppo Speleologico San Giusto è inoltre coinvolto, attraverso la Commissione Grotte “E. Boegan”, nelle attività di ricerca sul Timavo sotterraneo, uno dei sistemi idrogeologici più importanti del Carso triestino. Nel gennaio 2026, dopo vent’anni di lavori a Fernetti, la Commissione ha aperto una quarta finestra italiana sul fiume sotterraneo, superando l’ultimo ostacolo nell’Abisso Luciano Filipas (catastato come 104 VG). La prima discesa completa al corso d’acqua è avvenuta nei primi giorni di aprile 2026, a circa 315 metri sotto il piano di campagna [web:9].

Questa scoperta rappresenta un importante traguardo per la conoscenza del sistema del Timavo e per la gestione delle risorse idriche del Carso, confermando il ruolo del Gruppo Speleologico San Giusto e della Commissione Boegan nella ricerca speleologica e idrogeologica di lungo periodo [web:9].

Prospettive future

La partecipazione del Gruppo Speleologico San Giusto a eventi come “Famiglie in Movimento” e a campagne esplorative di rilevanza internazionale dimostra la vitalitಲ del gruppo e la sua capacità di coniugare ricerca, esplorazione e divulgazione. Le prossime sfide includono il proseguimento delle esplorazioni in Albania, il monitoraggio delle cavità locali e la partecipazione a iniziative come la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, che nel 2026 ha visto una rete di eventi in nove aree italiane dedicati alle cavità, agli acquiferi, alla biodiversità e alla divulgazione scientifica [web:4][web:17][web:18][web:19].


Fonti

L'articolo Famiglie in Movimento 2026: il Gruppo Speleologico San Giusto avvicina i bambini alla speleologia proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Puliamo il Buio 2026 alla Buca di Pianiza dell’Alpe: la speleologia toscana per la tutela delle grotte
    Condividi Puliamo il Buio 2026 porterà volontari e gruppi speleologici alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, nel Comune di Molazzana: l’iniziativa della Federazione Speleologica Toscana coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo. Puliamo il Buio 2026 a Molazzana La Federazione Speleologica Toscana aderisce anche nel 2026 a Puliamo il Buio, l’iniziativa promossa dalla Società Speleologica Italiana in collaborazione con Legambiente e collegata alla campagn
     

Puliamo il Buio 2026 alla Buca di Pianiza dell’Alpe: la speleologia toscana per la tutela delle grotte

September 10th 2026 at 12:00

Condividi

Puliamo il Buio 2026 porterà volontari e gruppi speleologici alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, nel Comune di Molazzana: l’iniziativa della Federazione Speleologica Toscana coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo.

Puliamo il Buio 2026 a Molazzana

La Federazione Speleologica Toscana aderisce anche nel 2026 a Puliamo il Buio, l’iniziativa promossa dalla Società Speleologica Italiana in collaborazione con Legambiente e collegata alla campagna nazionale Puliamo il Mondo. L’appuntamento regionale è fissato per domenica 13 settembre alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, cavità censita con il numero 2385 T/LU e situata nel territorio comunale di Molazzana, in provincia di Lucca.

Il ritrovo è previsto alle ore 9 davanti al Comune di Molazzana. Da qui saranno organizzati equipaggi, trasferimenti e squadre di lavoro. L’attività verrà svolta da speleologi volontari della Federazione, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e con attrezzature e procedure adatte a operare in sicurezza in ambiente sotterraneo.

L’intervento di Puliamo il Buio 2026 sarà dedicato alla raccolta dei materiali presenti nella cavità e alla loro documentazione. Per partecipare o chiedere informazioni, la Federazione indica l’indirizzo info@speleotoscana.it.

Buca di Pianiza dell’Alpe e rifiuti nelle grotte

Grotte, pozzi e inghiottitoi sono stati usati in molti contesti come luoghi di abbandono dei rifiuti. È una forma di degrado che richiede attenzione perché il sottosuolo conserva i materiali a lungo e rende più complesso sia il recupero sia l’accertamento dell’impatto ambientale.

Nelle aree carsiche il tema riguarda anche le acque sotterranee. Il carsismo mette infatti in relazione forme superficiali e reti ipogee attraverso fratture, condotti e vie di drenaggio. L’UNESCO ricorda che paesaggi carsici e grotte coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. La qualità delle acque, la biodiversità sotterranea e il patrimonio geologico sono quindi elementi strettamente connessi.

In questo quadro, Puliamo il Buio non consiste soltanto nella rimozione dei materiali recuperabili. L’iniziativa punta a individuare le criticità, registrare le condizioni delle cavità, segnalare situazioni che necessitano di interventi più articolati e alimentare una prevenzione basata sulla conoscenza del territorio. La documentazione prodotta può offrire elementi utili alle amministrazioni e agli enti competenti per valutare azioni di bonifica e misure di tutela.

La Buca di Pianiza dell’Alpe diventa perciò il luogo concreto in cui l’attività speleologica unisce lavoro sul campo, osservazione ambientale e comunicazione pubblica. La presenza di volontari formati è importante anche per distinguere i rifiuti rimovibili dalle situazioni che, per quantità, posizione o natura dei materiali, richiedono il coinvolgimento di soggetti specializzati.

13 settembre, Giornata UNESCO delle grotte e del carsismo

La data scelta per Puliamo il Buio 2026 aggiunge un elemento di rilievo. Il 13 settembre 2026 sarà celebrata per la prima volta la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, denominata in inglese International Day of Caves and Karst. La Conferenza generale dell’UNESCO ha proclamato questa ricorrenza annuale per accrescere la consapevolezza sul valore di ecosistemi fragili e favorirne protezione, studio e gestione sostenibile.

La prima celebrazione internazionale è prevista a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale. La coincidenza tra l’appuntamento toscano e la nuova giornata UNESCO lega un’azione locale a un messaggio più ampio: le grotte non sono spazi isolati, ma archivi geologici e climatici, habitat di specie adattate al sottosuolo, elementi del paesaggio e componenti dei sistemi idrici.

L’UNESCO indica tra gli obiettivi della ricorrenza la diffusione delle conoscenze sul carsismo presso cittadini, decisori e comunità, oltre al collegamento con gli obiettivi di sviluppo sostenibile relativi all’acqua, alle città, al clima e alla biodiversità. Una giornata di lavoro come Puliamo il Buio traduce questi principi in un’attività territoriale riconoscibile e verificabile.

Federazione Speleologica Toscana: attività e azioni

La Federazione Speleologica Toscana, FST APS, è stata costituita il 14 maggio 1967. Riunisce e favorisce la collaborazione tra i gruppi grotte toscani, mantenendo rapporti con realtà speleologiche italiane e straniere. La sua funzione non riguarda soltanto l’esplorazione: comprende ricerca, studio, documentazione, tutela e valorizzazione del patrimonio ipogeo e del paesaggio carsico superficiale.

Tra le principali azioni della Federazione rientrano:

  • La promozione della collaborazione fra gruppi speleologici e della ricerca sul territorio toscano.
  • La protezione delle grotte e la tutela delle aree carsiche di superficie.
  • La cura del Catasto Grotte attraverso una commissione dedicata.
  • La raccolta e l’aggiornamento di dati topografici, rilievi, documenti e informazioni sulle cavità.
  • La collaborazione con il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico del CAI nella prevenzione degli incidenti in grotta.
  • La diffusione di conoscenze utili per amministrazioni, ricercatori, gruppi e cittadini.

Il Catasto Online FST rende consultabili dati sulle cavità e permette ricerche, visualizzazione degli ingressi su cartografia e ortofoto, accesso a rilievi e documentazione dell’archivio storico. Per gli utenti registrati sono previste anche funzioni per proporre nuove cavità o segnalare correzioni. È uno strumento che collega il lavoro dei gruppi al quadro conoscitivo necessario per la gestione del territorio.

L’impegno della Federazione si colloca inoltre nel contesto della normativa toscana sulla tutela e valorizzazione del patrimonio speleologico. La legge regionale n. 20 del 1984 istituisce il Catasto regionale delle grotte e delle aree carsiche e prevede che vi confluiscano dati topografici e geologici, rilievi e documentazione relativa anche a inquinamento, deturpazioni e danni. In questo senso, le attività di censimento e segnalazione hanno una funzione ambientale oltre che scientifica.

Una tutela basata sulla conoscenza

L’adesione della FST a Puliamo il Buio 2026 conferma il ruolo della speleologia come pratica di conoscenza diretta degli ambienti ipogei. Gli speleologi possono rilevare segnali di alterazione, documentare i luoghi e mettere a disposizione competenze tecniche per affrontare situazioni difficili da osservare dall’esterno.

La tutela delle grotte richiede continuità. Richiede dati affidabili, comportamenti responsabili e interlocuzione con gli enti pubblici. La giornata del 13 settembre a Molazzana riunirà questi aspetti nella Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, associando la pulizia della cavità alla prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo.

Fonti

L'articolo Puliamo il Buio 2026 alla Buca di Pianiza dell’Alpe: la speleologia toscana per la tutela delle grotte proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Grotta di Bianfu: scoperto il primo osso dell’avambraccio di un Denisoviano in Cina
    Condividi La Grotta di Bianfu nello Yunnan diventa il secondo sito più ricco di fossili di Denisoviano al mondo, dopo la Grotta di Denisova in Siberia, grazie al ritrovamento di un radio e altri resti umani del tardo Pleistocene medio. Una scoperta che cambia la mappa dei Denisoviani Una scoperta eccezionale arriva dalla Cina sud?occidentale: nella Grotta di Bianfu, nello Yunnan, i ricercatori hanno identificato il primo radio di Denisoviano mai trovato, insieme ad altri resti uman
     

Grotta di Bianfu: scoperto il primo osso dell’avambraccio di un Denisoviano in Cina

September 10th 2026 at 11:00

Condividi

La Grotta di Bianfu nello Yunnan diventa il secondo sito più ricco di fossili di Denisoviano al mondo, dopo la Grotta di Denisova in Siberia, grazie al ritrovamento di un radio e altri resti umani del tardo Pleistocene medio.


Una scoperta che cambia la mappa dei Denisoviani

Una scoperta eccezionale arriva dalla Cina sud?occidentale: nella Grotta di Bianfu, nello Yunnan, i ricercatori hanno identificato il primo radio di Denisoviano mai trovato, insieme ad altri resti umani risalenti al tardo Pleistocene medio.

I Denisoviani sono un gruppo di ominidi arcaici noti quasi solo grazie al DNA. I fossili sono rarissimi, soprattutto quelli postcraniali. Per questo la scoperta di cinque resti denisoviani — tra cui due ossa parietali, un radio e due denti — è considerata un passo fondamentale per capire come vivevano e come erano fatti questi antichi parenti dell’uomo moderno.


Il metodo innovativo del team di Fu Qiaomei

Il team guidato da Fu Qiaomei (IVPP, Accademia Cinese delle Scienze) ha utilizzato una strategia innovativa per identificare i resti:

  • Pre?screening morfologico per selezionare i frammenti più promettenti tra oltre 60.000 frammenti ossei.
  • ZooMS, una tecnica proteomica che identifica le specie tramite peptidi del collagene.
  • Analisi paleoproteomiche complete su osso, dentina e smalto.

Tutti e cinque i campioni mostrano varianti proteiche specifiche dei Denisoviani, confermate anche da alberi filogenetici coerenti con i dati genomici. L’estrazione di DNA antico non è stata possibile, ma le proteine hanno permesso l’identificazione con sicurezza.


Il radio di Bianfu: un fenotipo a mosaico

Il frammento di radio (BFD771) è particolarmente importante: ha caratteristiche simili ai Neanderthal nella parte prossimale, ma la forma generale ricorda gli esseri umani moderni.

Un vero fenotipo a mosaico, che suggerisce adattamenti biomeccanici e comportamentali unici. Secondo i ricercatori, questa conformazione “probabilmente forniva vantaggi funzionali per una manipolazione leggera e precisa”.


La Grotta di Bianfu: cronologia e contesto ambientale

La Grotta di Bianfu, datata tra 167.000 e 134.000 anni fa, diventa così il secondo sito più ricco di fossili denisoviani al mondo, dopo la celebre Grotta di Denisova in Siberia.

Durante lo stadio glaciale MIS 6, il clima relativamente mite dello Yunnan potrebbe aver favorito la sopravvivenza a lungo termine di queste popolazioni. Gli scavi hanno restituito anche più di 1.300 utensili litici e ossa animali con tracce di taglio, che raccontano le strategie di sussistenza dei Denisoviani nella regione.


Il sito di Denisova: la culla della scoperta

La Grotta di Denisova, situata nei Monti Altai in Siberia meridionale, è il luogo dove nel 2008 fu scoperto il primo resto attribuibile a questo gruppo di ominidi: un osso del dito di una mano.

Da allora, la Grotta di Denisova è rimasta l’unico sito con evidenze genetiche e fossili certe di Denisoviani, insieme a Neanderthal e umani moderni. Il nuovo ritrovamento nella Grotta di Bianfu amplia notevolmente la distribuzione geografica conosciuta di questi antichi umani.


Implicazioni per l’evoluzione umana

Questa scoperta colma una lacuna geografica cruciale e apre nuove prospettive sulla distribuzione, l’anatomia e l’evoluzione dei Denisoviani.

La Grotta di Bianfu conferma che i Denisoviani non erano confinati solo alla Siberia e all’altopiano tibetano, ma occupavano anche regioni più meridionali dell’Asia orientale.


Fonti

L'articolo Grotta di Bianfu: scoperto il primo osso dell’avambraccio di un Denisoviano in Cina proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Križna Jama, nuovi passaggi sommersi e ricerca biologica: la spedizione sostenuta da XDEEP
    Condividi La ricognizione speleosubacquea tra Križna Jama e Nova Križna Jama ha raggiunto 153 metri di profondità, aperto nuovi fronti esplorativi e raccolto dati utili sul patrimonio paleontologico e sulla fauna delle acque sotterranee. Esplorazione Križna Jama: la domanda sulla connessione tra le cavità Una spedizione internazionale di speleosubacquea ha riportato nuovi risultati dal sistema carsico sloveno formato da Križna Jama e Nova Križna Jama. Il quesito iniziale era preciso: verif
     

Križna Jama, nuovi passaggi sommersi e ricerca biologica: la spedizione sostenuta da XDEEP

September 10th 2026 at 10:00

Condividi

La ricognizione speleosubacquea tra Križna Jama e Nova Križna Jama ha raggiunto 153 metri di profondità, aperto nuovi fronti esplorativi e raccolto dati utili sul patrimonio paleontologico e sulla fauna delle acque sotterranee.

Esplorazione Križna Jama: la domanda sulla connessione tra le cavità

Una spedizione internazionale di speleosubacquea ha riportato nuovi risultati dal sistema carsico sloveno formato da Križna Jama e Nova Križna Jama. Il quesito iniziale era preciso: verificare l’eventuale esistenza di un collegamento sommerso tra le due cavità.

Al termine di due settimane di attività, l’obiettivo non risulta risolto in modo definitivo. L’esplorazione ha però individuato nuovi passaggi e nuove direzioni di ricerca. Nella Nova Križna Jama i subacquei hanno raggiunto la profondità di 153 metri. È un avanzamento rispetto ai 124 metri ottenuti nel 2009 dal subacqueo speleologico sloveno Simon Burja.

Nella Križna Jama sono stati esplorati ambienti sommersi non frequentati in precedenza. Il gruppo ha inoltre documentato sale con ricche concrezioni. Le attività hanno incluso l’osservazione di resti di orso delle caverne sommersi e il prelievo di dati scientifici in settori che restano difficili da raggiungere anche per specialisti esperti.

Maja Karmen Muši?, responsabile della spedizione, ha sottolineato che ogni nuovo rinvenimento ha aperto ulteriori possibilità di prosecuzione. La ricerca sulla possibile connessione tra Križna Jama e Nova Križna Jama resta quindi un tema aperto, da affrontare con future campagne e con una pianificazione compatibile con la fragilità dell’ambiente ipogeo.

Križna Jama e Nova Križna Jama: dati biologici dalle acque profonde

La spedizione Križna Jama ha avuto anche una componente biologica. La biologa Maja Zagmajster, dell’Università di Lubiana, ha fornito consulenza nella fase di preparazione e nel campionamento delle acque sotterranee. I partecipanti hanno ricevuto indicazioni sulle tecniche di osservazione, raccolta e conservazione degli organismi rinvenuti durante le immersioni.

I campioni raccolti dovranno essere esaminati e determinati. Il loro interesse non dipende solo dall’eventuale presenza di specie non ancora segnalate. Anche dati relativi a specie già note possono chiarire le profondità frequentate, la distribuzione e le condizioni ecologiche degli habitat sommersi.

La Križna Jama è considerata una delle cavità più ricche al mondo per biodiversità sotterranea. Sono state registrate 60 specie strettamente legate al mondo ipogeo. Per Nova Križna Jama, invece, la campagna ha permesso di ottenere i primi dati sulle specie acquatiche. La vicinanza e la possibile connessione idrologica fra le due grotte facevano ipotizzare una composizione faunistica simile, ma mancavano dati diretti.

La spedizione non ha osservato il proteo, Proteus anguinus. La sua presenza nella Križna Jama era stata riportata da una segnalazione storica mai confermata. Il mancato avvistamento in questa campagna non equivale a una prova assoluta di assenza, ma rafforza il quadro attuale, nel quale la specie non viene considerata parte accertata della fauna della cavità.

Orso delle caverne e tutela del patrimonio di Križna Jama

La Križna Jama è nota per i laghi sotterranei, le barriere di concrezione e i depositi paleontologici. Le ricerche storiche hanno portato alla raccolta di oltre 2.000 ossa e frammenti appartenenti a più di cento orsi delle caverne. Oggi la presenza di resti ossei in situ rappresenta un elemento di grande valore scientifico e conservazionistico.

La documentazione dei resti sommersi effettuata durante la spedizione amplia la conoscenza della distribuzione di questo patrimonio nei rami allagati. Il dato richiede prudenza operativa. In grotte come Križna Jama, l’accesso subacqueo, il rilievo e l’eventuale campionamento devono ridurre al minimo il disturbo a sedimenti, concrezioni, fauna e reperti.

L’interesse scientifico della spedizione nasce anche dall’incontro tra competenze diverse. I subacquei possono raggiungere zone precluse agli speleobiologi che lavorano dalle rive o nei tratti asciutti. I ricercatori, a loro volta, definiscono obiettivi e protocolli che trasformano l’immersione esplorativa in un’occasione di raccolta di dati verificabili.

XDEEP Exploration Support Program: che cosa fa l’attività di XDEEP

Il sostegno alla spedizione è arrivato dall’XDEEP Exploration Support Program. XDEEP è un’azienda europea che progetta e produce attrezzatura per immersioni tecniche. Attraverso il programma, avviato nel 2012, sostiene esploratori, ricercatori e soggetti impegnati nella conservazione dell’ambiente acquatico. Secondo l’azienda, l’iniziativa ha sponsorizzato oltre 40 progetti esplorativi in diverse aree del mondo.

L’attività di XDEEP non consiste soltanto nella fornitura di materiali. Il programma seleziona progetti che puntano a conoscere, documentare e proteggere ambienti sommersi quali grotte allagate, miniere, laghi e relitti. Il supporto può comprendere attrezzature progettate per immersioni complesse, confronto tecnico con i team e sviluppo di soluzioni nate dalle esigenze riscontrate sul campo.

Nel modello descritto da XDEEP, il rapporto fra produttore e speleosubacquei è bidirezionale. Le necessità emerse durante immersioni profonde e di lunga penetrazione contribuiscono alla progettazione e alla verifica dell’equipaggiamento in condizioni operative severe. Per una spedizione come quella di Križna Jama, nella quale i sub restano per molte ore lontani dall’uscita e affrontano obblighi di decompressione, affidabilità, configurazione e gestione della ridondanza sono aspetti centrali della sicurezza.

Il risultato della campagna slovena non chiude quindi la ricerca sulla connessione tra Križna Jama e Nova Križna Jama. Definisce invece nuove priorità: proseguire l’esplorazione dei passaggi individuati, studiare i campioni biologici raccolti e proteggere un sistema sotterraneo che unisce valore carsico, biodiversità e paleontologia.

Fonti

L'articolo Križna Jama, nuovi passaggi sommersi e ricerca biologica: la spedizione sostenuta da XDEEP proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • 35° Corso di Speleologia a Faenza: il Gruppo Speleologico Faentino apre le iscrizioni
    Condividi Dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026 lezioni, palestra di roccia e grotte per avvicinarsi al carsismo della Romagna Il Gruppo Speleologico Faentino organizza il 35° Corso di primo livello di speleologia, in programma dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi in modo strutturato all’ambiente sotterraneo, alle grotte e alle tecniche di progressione su corda. La presentazione pubblica è fissata per giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 21. L’inco
     

35° Corso di Speleologia a Faenza: il Gruppo Speleologico Faentino apre le iscrizioni

September 10th 2026 at 09:00

Condividi

Dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026 lezioni, palestra di roccia e grotte per avvicinarsi al carsismo della Romagna

Il Gruppo Speleologico Faentino organizza il 35° Corso di primo livello di speleologia, in programma dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi in modo strutturato all’ambiente sotterraneo, alle grotte e alle tecniche di progressione su corda.

La presentazione pubblica è fissata per giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 21. L’incontro si terrà nella sede del Gruppo Speleologico Faentino, ospitata dal Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza, in via Medaglie d’Oro 51.

Il corso è omologato dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana. Il programma annunciato unisce lezioni teoriche, attività in palestra di roccia e uscite in grotta. La formula consente di affrontare gli argomenti di base prima della pratica in ambiente.

La quota indicata è di 200 euro, con riduzione prevista per gli studenti. Le informazioni e le iscrizioni fanno riferimento a Carlotta, al numero 338 991 9155, all’indirizzo info@gsfaentino.it e al sito del gruppo.

Corso di speleologia: grotte, acque sotterranee e mondi verticali

Il 35° Corso di Speleologia propone un’introduzione a diversi aspetti della disciplina. Il materiale diffuso dal Gruppo Speleologico Faentino indica tra i temi l’esplorazione, la geografia del mondo sotterraneo, le immagini e la documentazione, le acque sotterranee, i gessi e le rocce carsiche.

Spazio è previsto anche per il carsismo, la vita nelle grotte e la conoscenza degli ambienti verticali. La parte tecnica riguarda attrezzature, manovre e modalità di progressione. Nelle attività pratiche la palestra di roccia permette di apprendere e verificare le manovre in un contesto controllato. Le uscite in grotta collegano invece l’apprendimento tecnico all’osservazione diretta degli ambienti carsici.

Un corso di speleologia di primo livello non coincide con una semplice visita guidata. Offre le basi per leggere il territorio e per muoversi con preparazione in un ambiente che richiede attenzione, metodo e rispetto. La distinzione è importante soprattutto nei Gessi della Vena del Gesso romagnola, dove acque, fratture, crolli e morfologie evolvono in tempi geologicamente rapidi.

Il corso di speleologia prosegue una proposta formativa che il gruppo realizza periodicamente attraverso la propria Scuola di Speleologia.

Gruppo Speleologico Faentino: una storia nata nel 1966

Il Gruppo Speleologico Faentino è la realtà nata dalla fusione, avvenuta nel 1966, di due gruppi cittadini costituiti dieci anni prima: il Gruppo Speleologico “Città di Faenza” e il Gruppo Speleologico “Vampiro”. Le loro ricerche si inserirono nella storia esplorativa dei Gessi di Monte Mauro e del sistema carsico Rio Stella-Rio Basino, uno dei riferimenti della speleologia romagnola.

Tra il 1957 e il 1964 gli speleologi faentini completarono la traversata sotterranea tra l’Inghiottitoio del Rio Stella e la Grotta risorgente del Rio Basino. Quel lavoro contribuì alla conoscenza del sistema e fu accompagnato da rilievi e pubblicazioni. Nel tempo il Gruppo Speleologico Faentino ha continuato a svolgere esplorazioni, rilievi, ricerche e attività divulgative.

La sede presso il Museo Civico di Scienze Naturali “Domenico Malmerendi” colloca il gruppo in un contesto utile anche per la conservazione della documentazione e per il dialogo con il pubblico. La storia della speleologia faentina è legata anche a Paolo Biondi, tra i protagonisti della fondazione del gruppo nel 1966 e per anni impegnato nella valorizzazione della Vena del Gesso, del museo e della Grotta Tanaccia.

Esplorazioni nei Gessi di Monte Mauro e ricerca speleologica

L’attività del Gruppo Speleologico Faentino comprende l’esplorazione delle cavità, la loro documentazione topografica e lo studio del carsismo gessoso. Nei decenni successivi alla fondazione, le ricerche del gruppo hanno riguardato varie aree dei Gessi di Monte Mauro, nella Vena del Gesso romagnola.

Tra i risultati ricordati nella letteratura specialistica figura la scoperta, nel 1990, dell’Abisso Luciano Bentini, allora denominato F10. La cavità venne esplorata fino a circa 200 metri di profondità e le ricerche hanno proseguito nel tempo. Il Gruppo Speleologico Faentino ha inoltre lavorato nell’area dell’Abisso Vincenzo Ricciardi, esplorato nell’autunno 1992, e in altre cavità del settore di Monte Mauro e Monte della Volpe.

Le ricerche locali non riguardano soltanto l’avanzamento esplorativo. Rilievi, osservazioni geologiche, studio delle acque, biospeleologia e tutela fanno parte di un approccio multidisciplinare. Nel Progetto Stella-Basino, promosso dalla Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna tra il 2007 e il 2010 con il contributo di numerosi gruppi, lo sviluppo conosciuto del sistema carsico Stella-Basino è passato da 1.500 a 4.800 metri grazie alle nuove esplorazioni e al rilievo aggiornato.

In questo quadro, il Gruppo Speleologico Faentino svolge un’attività che unisce formazione, ricerca sul campo, memoria delle esplorazioni e divulgazione. Il 35° Corso di Speleologia rappresenta la porta di ingresso per chi intende conoscere questa pratica con un percorso organizzato.

Date, costi e contatti del 35° Corso di Speleologia

  • Presentazione: giovedì 8 ottobre 2026, ore 21
  • Sede della presentazione: Gruppo Speleologico Faentino, Museo Civico di Scienze Naturali, via Medaglie d’Oro 51, Faenza (RA)
  • Svolgimento del corso: dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026
  • Struttura: lezioni teoriche, palestra di roccia e uscite in grotta
  • Omologazione: Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana
  • Quota: 200 euro, con sconto studenti
  • Telefono: 338 991 9155, Carlotta
  • E-mail: info@gsfaentino.it
  • Sito: www.gsfaentino.it

Fonti

L'articolo 35° Corso di Speleologia a Faenza: il Gruppo Speleologico Faentino apre le iscrizioni proviene da Scintilena.

Anche Descent Magazine celebra la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: il 13 settembre debutta la ricorrenza UNESCO

September 10th 2026 at 08:00

Condividi

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo riunisce ricerca, tutela e divulgazione. Descent Magazine segnala gli appuntamenti del Regno Unito e la conferenza di Postumia, mentre il nuovo numero racconta esplorazioni recenti.

La prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo si terrà domenica 13 settembre 2026.

La data apre una ricorrenza annuale proclamata dall’UNESCO il 12 novembre 2025. L’iniziativa era stata proposta dall’Unione Internazionale di Speleologia, con il sostegno della Slovenia e delle istituzioni scientifiche del Carso sloveno.

Il programma centrale si svolgerà a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre. La conferenza internazionale porta il titolo Explore, Understand and Protect: Towards Sustainable Management of Caves and Karst. Riunirà ricercatori, speleologi, educatori, gestori di aree carsiche e professionisti della conservazione. Sono previste sessioni scientifiche, escursioni in siti carsici sloveni e una cerimonia ufficiale nella Grotta di Postumia il 12 settembre. [web:6][web:18]

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo punta a rendere più visibili ambienti spesso conosciuti soltanto attraverso la loro dimensione esplorativa o turistica. Il sito ufficiale ricorda il peso dei sistemi carsici per le risorse idriche, la biodiversità sotterranea, gli archivi geologici e il patrimonio culturale. La ricorrenza collega quindi divulgazione, studio, gestione del territorio e protezione delle cavità. [web:6]

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: il valore della data UNESCO

Il 13 settembre è stato scelto anche per ricordare la prima presentazione di grotte e carsismo presso la sede UNESCO di Parigi, avvenuta nel 2021. La proclamazione del 2025 ha trasformato quel percorso in una giornata internazionale permanente. Dal 2026 la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata ogni anno.

Per le comunità speleologiche, il significato pratico della data consiste nella possibilità di proporre attività locali. Il portale IDCK invita associazioni, scuole, gestori di grotte, geoparchi e istituzioni a condividere i propri eventi. L’obiettivo è favorire una partecipazione diffusa, anche fuori dai grandi appuntamenti scientifici.

La tutela è un tema centrale. Il carsismo concentra acque sotterranee, ospita comunità biologiche specializzate e conserva informazioni sulle trasformazioni ambientali del passato. La corretta fruizione delle grotte richiede quindi attenzione agli accessi, ai rifiuti, al disturbo della fauna e alle alterazioni fisiche delle cavità. La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo offre un’occasione di comunicazione pubblica su questi aspetti.

Eventi speleologici nel Regno Unito e attività online

Nelle note diffuse da Descent Magazine sono indicati anche appuntamenti britannici collegati alla giornata. Il Technical Speleological Group prevede per il 13 settembre un pomeriggio al Castleton Village Hall. Sono annunciati stand e interventi rivolti anche a chi non pratica speleologia. I temi comprendono geologia, fauna ed esplorazione sotterranea.

La Derbyshire Caving Association ha invitato speleologi e club a organizzare pulizie delle grotte. L’iniziativa mette in primo piano un gesto concreto di protezione degli ambienti ipogei. La comunicazione di Descent cita inoltre una sessione online della UIS Biology Commission, intitolata Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science, e una lunga diretta serale organizzata in lingua tedesca dall’associazione VdHK.

Queste attività traducono la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo in azioni con pubblici diversi. Conferenze e interventi scientifici possono aggiornare il confronto fra specialisti. Le giornate divulgative e le pulizie coinvolgono invece persone, gruppi locali e frequentatori delle aree carsiche.

Descent Magazine: informazione sull’esplorazione sotterranea

Descent Magazine è una rivista britannica dedicata alla speleologia e all’esplorazione del sottosuolo. Pubblica con cadenza normalmente bimestrale, nei mesi di febbraio, aprile, giugno, agosto, ottobre e dicembre. È edita da Stalactite Publishing e dichiara una linea fondata su contributi “scritti da speleologi per speleologi”. [web:30][web:31]

L’attività di Descent Magazine è quindi editoriale e documentaria. La testata raccoglie e diffonde resoconti di esplorazioni, rilievi, scoperte, conservazione, attività di soccorso e temi tecnici. Le pagine disponibili sul sito mostrano, per esempio, articoli su spedizioni a Mulu e Meghalaya, nuove aperture nelle Three Counties, tutela di grotte e pipistrelli e interventi di soccorso. La rivista mantiene anche un catalogo di arretrati e una rete di abbonamenti con distribuzione internazionale. [web:17][web:12]

Il notiziario ricevuto segnala l’uscita di Descent n. 311. Fra i contenuti è annunciato l’aggiornamento sulle esplorazioni a Weekend Explorers, nella Scanty Lardos Pot, accompagnato da una fotografia di Emma Wilson realizzata da Paul “Beardy” Swire. Il richiamo mostra una funzione tipica della rivista: rendere conoscibili esplorazioni e risultati che altrimenti resterebbero limitati ai singoli gruppi.

Descent sarà inoltre presente con uno stand a Hidden Earth, il principale convegno speleologico nazionale britannico, previsto al Llangollen Pavilion. Il sito dell’evento elenca la rivista tra gli sponsor e conferma la sede di Llangollen per il 2026. La partecipazione in fiera permette alla testata di incontrare lettori, associazioni, autori e fornitori di attrezzature, oltre a distribuire una selezione dei numeri più recenti. [web:13]

Pubblicazioni e confronto nella comunità speleologica

La newsletter di Descent richiama anche le nuove uscite di Caves & Karst Science e del CREG Journal, disponibili nella sezione delle pubblicazioni recenti della British Cave Research Association. La presenza di riviste divulgative, periodici tecnici e sedi congressuali compone una rete utile alla circolazione delle conoscenze.

In questo contesto, la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo può offrire un punto di raccordo internazionale. L’appuntamento di Postumia rappresenta il momento scientifico principale. Le attività nei territori, le iniziative online e il lavoro editoriale di testate come Descent permettono di trasferire al pubblico le esperienze di ricerca, esplorazione e tutela.

Fonti

L'articolo Anche Descent Magazine celebra la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: il 13 settembre debutta la ricorrenza UNESCO proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Docufilm Salafossa, il pubblico riporta al centro la miniera del Comelico
    Condividi Docufilm Salafossa e attività esplorative: oltre 300 spettatori alla prima di Santo Stefano di Cadore. Il lavoro speleologico sui dodici livelli si intreccia ora con sicurezza, tutela e ipotesi di valorizzazione. La prima del docufilm Salafossa Il docufilm Salafossa – L’ultima miniera del Cadore ha richiamato un pubblico numeroso al Cinema Piave di Santo Stefano di Cadore. Più di 300 spettatori hanno reso esaurita la proiezione delle 16 e hanno occupato circa metà della sala
     

Docufilm Salafossa, il pubblico riporta al centro la miniera del Comelico

September 10th 2026 at 07:00

Condividi

Docufilm Salafossa e attività esplorative: oltre 300 spettatori alla prima di Santo Stefano di Cadore. Il lavoro speleologico sui dodici livelli si intreccia ora con sicurezza, tutela e ipotesi di valorizzazione.

La prima del docufilm Salafossa

Il docufilm Salafossa – L’ultima miniera del Cadore ha richiamato un pubblico numeroso al Cinema Piave di Santo Stefano di Cadore. Più di 300 spettatori hanno reso esaurita la proiezione delle 16 e hanno occupato circa metà della sala nella replica delle 18.

La partecipazione ha accompagnato il ritorno pubblico di un luogo centrale nella storia industriale del Comelico. Salafossa è un complesso minerario sotterraneo legato all’estrazione di piombo e zinco, attivo nella sua fase più produttiva dal 1959 al 1986. Sorge nell’area di Presenaio, in comune di San Pietro di Cadore, sulla sinistra orografica del Piave. Le strutture oggi rimaste sono considerate una testimonianza di archeologia industriale, anche se in condizioni compromesse.

Alla presentazione erano presenti il presidente della Provincia di Belluno e della Fondazione Dolomiti UNESCO, sindaci del territorio, presidenti delle Regole montane e il presidente dell’Ordine dei Geologi della provincia di Belluno. Quest’ultimo ha illustrato al pubblico le condizioni statiche del sito. Un passaggio rilevante, perché lega la prospettiva culturale del docufilm Salafossa alla necessità di valutazioni tecniche puntuali.

Sul palco sono saliti anche speleologi veneti impegnati nel progetto e una decina di ex minatori e operai. Il loro incontro, dopo molti decenni, ha riportato nel racconto della miniera l’esperienza delle persone che ne hanno sostenuto il lavoro quotidiano.

Attività esplorative Salafossa

Le recenti attività esplorative Salafossa costituiscono la base documentaria del film. Il progetto è nato da circa tre anni di esplorazioni, rilievi fotografici e raccolta di testimonianze condotti dal Gruppo Speleologico San Marco con la Regola di San Pietro di Cadore e Treviso Sotterranea. Le fonti disponibili descrivono un sistema di dodici livelli e circa 15 chilometri di gallerie ancora documentabili.

Nel 2025, il materiale prodotto durante le attività esplorative Salafossa è confluito nella mostra fotografica “Salafossa, l’ultima miniera del Cadore”, ospitata a Villa Poli De Pol di San Pietro di Cadore. Quel percorso ha consentito di presentare immagini degli ambienti minerari, delle strutture e della storia sociale del sito. Furono inoltre anticipate una monografia e il documentario poi arrivato in sala.

Il programma della prima aveva incluso una visita speleologica mattutina ai dodici livelli della miniera. Le esplorazioni non sono quindi riducibili alla sola ripresa cinematografica. Hanno prodotto una conoscenza diretta degli spazi e delle loro condizioni, offrendo una documentazione utile alla memoria del lavoro minerario e a qualsiasi discussione futura sul recupero del complesso.

Sicurezza della miniera Salafossa

Le attività esplorative Salafossa si svolgono in un quadro delicato. Ad agosto 2026 la Regione Veneto ha chiesto alla Regola di Presenaio di chiudere gli accessi ai sotterranei per ragioni di sicurezza. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, fino a quel momento gli ingressi erano stati autorizzati a gruppi di speleologi qualificati, impegnati anche nella fotografia e nella documentazione dei tratti accessibili.

La miniera ha chiuso definitivamente nel 1986, dopo una fase segnata anche dalla frana del 1980. La lunga assenza di attività produttiva e manutenzione impone di separare con chiarezza l’interesse esplorativo dalla fruizione libera. La scheda dell’Ecomuseo delle Dolomiti Piave indica che gli imbocchi e l’area non sono consigliati per l’accesso, mentre le strutture restano osservabili dalle strade prospicienti.

Per il futuro, le condizioni statiche, gli accessi, la bonifica e la gestione del rischio dovranno essere verificati dagli enti competenti. Il valore delle immagini e dei rilievi non sostituisce queste procedure. Può però contribuire a individuare le priorità di conoscenza e conservazione.

Valorizzazione del Comelico

Il Progetto Salafossa prosegue con nuove presentazioni del docufilm Salafossa in altre sedi. Il percorso annunciato con Regole e amministrazioni locali punta a fare divulgazione e a valutare una valorizzazione turistica del sito. Non si tratta di un esito automatico. Per trasformare una miniera dismessa in un luogo visitabile servono studi, risorse, soluzioni di messa in sicurezza e un modello gestionale continuativo.

In questo quadro, l’apporto speleologico può essere concreto. Le attività esplorative Salafossa hanno già messo in relazione ambiente sotterraneo, archeologia industriale, fotografie e memorie orali. Il docufilm amplia la platea di questo patrimonio. La prossima fase dipenderà dalla capacità di conciliare tutela delle persone, conservazione dei manufatti e identità della valle del Comelico.

Fonti

L'articolo Docufilm Salafossa, il pubblico riporta al centro la miniera del Comelico proviene da Scintilena.

  • ✇Jeskyně ČR - Správa jeskyní České republiky on Facebook
  • Photos from Jeskyně ČR - Správa jeskyní České republiky's post
    10 finalistů je ve hře a o vítězi rozhodujete VY! 📸👇 Odborná porota už své favority vybrala, teď je řada na veřejnosti. Podívejte se na 10 nejlepších snímků letošní fotosoutěže na téma zpřístupněných jeskyní v ČR a podpořte "lajky" ten, který vás okouzlil nejvíce. 🏆 O co se hraje? 1. místo: Víkendový pobyt v inspekčním bytě u jeskyní 2.–10. místo: Rodinná vstupenka do našich jeskyní 💡 Jak hlasovat? Zanechte lajk nebo reakci u fotky svého favorita. Počítají se hlasy sečtené ze všech našich kanál
     

Photos from Jeskyně ČR - Správa jeskyní České republiky's post

10 finalistů je ve hře a o vítězi rozhodujete VY! 📸👇
Odborná porota už své favority vybrala, teď je řada na veřejnosti. Podívejte se na 10 nejlepších snímků letošní fotosoutěže na téma zpřístupněných jeskyní v ČR a podpořte "lajky" ten, který vás okouzlil nejvíce.

🏆 O co se hraje?
1. místo: Víkendový pobyt v inspekčním bytě u jeskyní
2.–10. místo: Rodinná vstupenka do našich jeskyní
💡 Jak hlasovat? Zanechte lajk nebo reakci u fotky svého favorita. Počítají se hlasy sečtené ze všech našich kanálů (Facebook, Instagram i web caves.cz).

🗓 Harmonogram:
Hlasování: 10. 9. – 25. 9. 2026
Vyhlášení vítězů: 30. 9. 2026
Prohlédněte si finálovou desítku a dejte svému favoritovi hlas – "lajk". Hodně štěstí všem soutěžícím! 🍀

#fotosoutez #cavescz #jeskyne #hlasovani #soutez





















(Feed generated with FetchRSS)
  • ✇Scintilena
  • Prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: gli eventi in tutta Italia
    Condividi Il 13 settembre 2026 si celebra per la prima volta la ricorrenza proclamata dall’UNESCO. Dalle visite in grotta alle conferenze, dalla tutela delle acque alla biospeleologia, numerose iniziative animano le Giornate della Speleologia in tutta Italia Il 13 settembre 2026 sarà celebrata per la prima volta la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo – International Day of Caves and Karst, proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025 per accrescere la conoscenza degli ambienti car
     

Prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: gli eventi in tutta Italia

September 10th 2026 at 06:00

Condividi

Il 13 settembre 2026 si celebra per la prima volta la ricorrenza proclamata dall’UNESCO. Dalle visite in grotta alle conferenze, dalla tutela delle acque alla biospeleologia, numerose iniziative animano le Giornate della Speleologia in tutta Italia

Il 13 settembre 2026 sarà celebrata per la prima volta la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo – International Day of Caves and Karst, proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025 per accrescere la conoscenza degli ambienti carsici e sotterranei e promuoverne la protezione, lo studio e la gestione sostenibile.

In Italia la nuova ricorrenza internazionale si intreccia con le Giornate Nazionali della Speleologia, portando per alcuni giorni “in superficie” il lavoro degli speleologi. Il calendario 2026 raccoglie iniziative distribuite in numerose regioni: dalle visite guidate nelle cavità alle conferenze, dalle attività dedicate ai bambini agli incontri scientifici, fino al monitoraggio della fauna sotterranea, alla tutela delle risorse idriche e alla bonifica delle grotte.

La scelta dell’UNESCO sottolinea anche il valore globale dei territori carsici. Secondo l’organizzazione, grotte e paesaggi carsici interessano quasi un quarto della superficie terrestre e assicurano acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Sono inoltre scrigni di biodiversità sotterranea, archivi geologici e luoghi che conservano testimonianze della storia umana.

Dalle grotte alla tutela dell’acqua: gli appuntamenti in Italia

Le manifestazioni hanno già preso il via l’8 settembre a Bari, con la presentazione del volume Viaggi sotto le Murge – Le radici del paesaggio al Museo di Scienze della Terra dell’Università di Bari. Nei prossimi giorni il programma entrerà nel vivo.

In Puglia, venerdì 11 settembre, alla Grotta del Trullo di Putignano si terrà il Progetto Caves, incontro scientifico e divulgativo dedicato alla valutazione degli ambienti carsici attraverso metodologie isotopiche e geomorfologiche. Domenica 13 settembre, a Castellana Grotte, l’incontro La speleologia: conoscere, condividere, divulgare metterà a confronto associazioni, Federazione Speleologica Pugliese, scuole di speleologia e istituzioni sul ruolo della formazione, della ricerca e della diffusione delle conoscenze.

In Sardegna, l’11 settembre, il Parco di Monte Atzei a Narcao ospiterà un’escursione attraverso la foresta del Rio Cannedu e alcune cavità naturali. Particolare attenzione sarà dedicata alla fauna ipogea e ai pipistrelli, che potranno essere individuati sul campo attraverso l’impiego di un Bat Detector. L’iniziativa è curata da Sulcis Underground.

Sicilia: acqua, grotte e “Man and Karst”

Particolarmente ricco il programma della Sicilia. L’11 settembre, nella sede CAI di Catania, la conferenza Gocce nel Buio affronterà il rapporto fra fenomeni carsici, salvaguardia delle falde acquifere e gestione sostenibile del turismo sotterraneo.

Il 13 settembre, il Gruppo Grotte Catania – CAI Catania accompagnerà i partecipanti alla Grotta Mastropietro e alla Grotta Genovese II per una giornata di avvicinamento diretto all’attività speleologica. Nello stesso giorno, a Palermo, la Riserva Naturale Orientata Grotta della Molara proporrà Tutti in grotta appassionatamente, con visite guidate per piccoli gruppi insieme agli speleologi di ANS Le Taddarite.

Dal 13 al 19 settembre, nella Riserva di Vendicari, a Noto, si svolgerà inoltre la quarta edizione di Man and Karst – Uomo e Carsismo in Sicilia, dedicata alla tutela e alla gestione sostenibile dei paesaggi carsici, degli ecosistemi ipogei e del patrimonio culturale collegato al carsismo.

Il programma siciliano proseguirà il 19 settembre alla Grotta Conza di Palermo con Le grotte: storie di acque, di rocce e di uomini: visite nel tratto fruibile della cavità, laboratori sulle rocce e sulla formazione delle grotte e un approfondimento dedicato al rapporto fra presenza umana e mondo sotterraneo, dalla preistoria alla speleologia moderna.

Nel Lazio tra speleologia, paleontologia e mito

A San Felice Circeo, sabato 12 settembre, il Gruppo Grotte Roma Niphargus proporrà la conferenza La Grotta Spaccata di Torre Paola: da Ulisse alle cavità naturali del Circeo.

L’incontro sarà dedicato all’esplorazione della grande cavità del promontorio del Circeo, attraversando speleologia, testimonianze del passato, paleontologia e suggestioni legate ai miti omerici.

Emilia-Romagna: visite alla Tana della Mussina

Domenica 13 settembre ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia, saranno organizzati accompagnamenti alla Tana della Mussina. Due sessioni permetteranno di visitare la cavità durante la giornata; nel tardo pomeriggio è prevista anche la proiezione di un video dedicato al sito UNESCO dei Gessi Messiniani di Borzano.

Friuli-Venezia Giulia: dal Carso ai cento anni di “Duemila Grotte”

Numerose anche le iniziative in Friuli-Venezia Giulia.

Il 13 settembre il Club Alpinistico Triestino aprirà straordinariamente la Caverna III di Basovizza, dove sarà allestita una mostra didattica sui pipistrelli e saranno proposte attività di osservazione di reperti biologici, insieme ad approfondimenti sulla speleogenesi, sulla flora e sulla storia della cavità.

Nello stesso giorno, a San Quirino, nel Pordenonese, l’Unione Speleologica Pordenonese CAI parteciperà alla Festa delle Associazioni con una mostra sulla speleologia, laboratori per bambini e ragazzi e un ponte tibetano aperto ai partecipanti.

Un appuntamento di particolare significato storico è previsto invece il 15 settembre a Trieste: “Duemila Grotte”. 1926–2026. La speleologia, cent’anni dopo. Il workshop, promosso dalla Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia, celebrerà il centenario dello storico volume ripercorrendo un secolo di evoluzione tecnica, scientifica ed esplorativa della speleologia del Carso.

Nelle Marche la scoperta delle grotte raccontata ai bambini

Dal 14 al 16 settembre, le biblioteche comunali di Cerreto d’Esi, Sassoferrato e Mergo, nelle Marche, dedicheranno tre pomeriggi ai bambini dai cinque anni e alle loro famiglie.

Attraverso una versione adattata del racconto della scoperta delle Grotte di Frasassi, letture e laboratori affronteranno i temi dell’esplorazione, della collaborazione, della tutela della natura e degli organismi che abitano il sottosuolo.

Veneto: gli acquiferi carsici e la bonifica di una grotta

In Veneto la Giornata Internazionale mette in evidenza in modo particolare il rapporto fra speleologia, acqua e tutela del territorio.

Il 13 settembre a Valbrenta, nell’area di Ponte Subiolo, il Gruppo Grotte Giara Modon proporrà l’open day Esplorare, capire e proteggere gli acquiferi carsici. Il percorso toccherà la sorgente di Fontana Moretti, il Laghetto di Ponte Subiolo — l’“Elefante Bianco”, cavità subacquea esplorata fino a -292 metri secondo il programma dell’evento — e la grotta fossile di Ponte Subiolo. L’obiettivo è mostrare al pubblico il funzionamento delle riserve d’acqua carsiche e sensibilizzare sui rischi legati all’inquinamento e ai cambiamenti climatici.

Sempre nel Vicentino, il 12 e 13 settembre, sull’Altopiano dei Sette Comuni, è previsto un intervento concreto di bonifica di una cavità contenente rifiuti, accompagnato dal rilievo topografico della grotta.

Il programma veneto proseguirà il 15 settembre alle Grotte di Oliero con la presentazione della nuova guida La fabbrica dell’acqua – Guida alle grotte di Oliero.

Il 19 settembre appuntamento anche sui Monti Alburni

Le iniziative continueranno oltre la data ufficiale del 13 settembre. Sabato 19 settembre, a Sant’Angelo a Fasanella, è previsto un open day alla Grotta Fra’ Gentile, sui Monti Alburni.

L’attività, organizzata congiuntamente dal G.S. Melandro, dal GASP della Sezione CAI Gioia del Colle e dalla Sezione CAI Castrovillari, unirà la visita della cavità al monitoraggio degli ambienti ipogei e della fauna presente.

Una giornata internazionale per rendere visibile il mondo sotterraneo

La prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo offre così anche alla speleologia italiana un’occasione per raccontarsi fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori.

Non soltanto esplorazione: il calendario mette insieme ricerca scientifica, tutela dell’acqua, biodiversità, educazione ambientale, memoria storica, formazione e conservazione del territorio. Temi che spiegano perché la protezione delle grotte e dei sistemi carsici riguardi molto più di ciò che accade sotto terra.

L’UNESCO indica tra gli obiettivi della nuova giornata proprio la sensibilizzazione del pubblico e dei decisori, la cooperazione scientifica ed educativa, la tutela delle risorse idriche e della biodiversità e la promozione di forme sostenibili di fruizione dei territori carsici.

Il calendario delle Giornate Nazionali della Speleologia 2026 è pubblicato online e potrà essere consultato per programmi, modalità di partecipazione, prenotazioni e contatti dei singoli organizzatori.

Programma aggiornato degli eventi delle Giornate della Speleologia 2026

L'articolo Prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: gli eventi in tutta Italia proviene da Scintilena.

Michal Pavlíček, Dan Bárta - podzimní koncerty v jeskyni Výpustek | CAVESOUNDS

Určitě nevíte, že naši kolegové v jeskyni Výpustek pořádají koncerty se skvělou atmosférou!


Nenechte si ujít jedinečné podzimní koncerty v jeskyni Výpustek. V říjnu vystupí Michal Pavlíček a trio, v listopadu Dan Bárta a Vít Křišťan.

(Feed generated with FetchRSS)
  • ✇Scintilena
  • Anche la National Speleological Society invita a celebrare la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo
    Condividi Anche la National Speleological Society statunitense rilancia l’invito alla comunità speleologica internazionale: il 13 settembre 2026, in occasione della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, gruppi, associazioni e speleologi sono chiamati a organizzare iniziative locali di divulgazione, conoscenza e tutela degli ambienti carsici Scrive la NSS: “Find information about the event, get free downloadable resources you can share, and register your event at https://w
     

Anche la National Speleological Society invita a celebrare la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

September 10th 2026 at 05:00

Condividi

Anche la National Speleological Society statunitense rilancia l’invito alla comunità speleologica internazionale: il 13 settembre 2026, in occasione della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, gruppi, associazioni e speleologi sono chiamati a organizzare iniziative locali di divulgazione, conoscenza e tutela degli ambienti carsici

Scrive la NSS: “Find information about the event, get free downloadable resources you can share, and register your event at https://www.caveskarstday.org

Anche la National Speleological Society (NSS) degli Stati Uniti si prepara alla prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, in programma il 13 settembre 2026, invitando speleologi e associazioni a contribuire con attività organizzate nelle proprie comunità.

Nel messaggio diffuso sui propri canali, la NSS sottolinea che il successo della giornata dipenderà proprio dalla diffusione di iniziative locali in tutto il mondo.

L’invito è a raccontare l’esplorazione e le scoperte scientifiche, parlare di speleologia, spiegare la vulnerabilità delle acque sotterranee nei territori carsici e coinvolgere il pubblico nella protezione di grotte e carsismo.

Le iniziative possono assumere forme molto diverse: visite in grotta, conferenze e incontri divulgativi, attività di pulizia e tutela, oppure semplicemente occasioni per far conoscere l’importanza e la fragilità degli ambienti sotterranei.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, proclamata dall’UNESCO nel 2025, sarà celebrata quest’anno per la prima volta. Sul portale internazionale sono disponibili informazioni, fotografie e materiali scaricabili ed è possibile registrare gli eventi organizzati per il 13 settembre.

International Day of Caves and Karst – sito ufficiale

Fonte: National Speleological Society (NSS) – post social

L'articolo Anche la National Speleological Society invita a celebrare la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Saqqara, scavata la mastaba di Yunmin e Iti: due cappelle della V dinastia tornano alla luce
    Condividi La mastaba di Saqqara, nota dall’Ottocento, è stata indagata da una missione egiziano-spagnola. Rilievi, iscrizioni e colori conservati aprono nuove prospettive sulla necropoli di Mariette e sulla vita amministrativa dell’Antico Regno. Mastaba di Saqqara: lo scavo nella necropoli di Mariette Una mastaba di Saqqara conosciuta in superficie da oltre un secolo e mezzo è stata oggetto di uno scavo archeologico sistematico. La scoperta riguarda la tomba doppia di Yunmin e di suo padre
     

Saqqara, scavata la mastaba di Yunmin e Iti: due cappelle della V dinastia tornano alla luce

September 9th 2026 at 14:00

Condividi

La mastaba di Saqqara, nota dall’Ottocento, è stata indagata da una missione egiziano-spagnola. Rilievi, iscrizioni e colori conservati aprono nuove prospettive sulla necropoli di Mariette e sulla vita amministrativa dell’Antico Regno.

Mastaba di Saqqara: lo scavo nella necropoli di Mariette

Una mastaba di Saqqara conosciuta in superficie da oltre un secolo e mezzo è stata oggetto di uno scavo archeologico sistematico. La scoperta riguarda la tomba doppia di Yunmin e di suo padre Iti, nella necropoli di Mariette, nel settore settentrionale del vasto complesso funerario di Saqqara, a ovest del Cairo.

La ricerca è stata svolta dalla missione egiziano-spagnola nata dalla collaborazione fra l’Universitat Autònoma de Barcelona e il Consiglio Supremo delle Antichità egiziano. Il cantiere è attivo dal 2023. La prima campagna sul terreno è iniziata nel 2024, mentre gli ultimi lavori si sono svolti tra aprile e giugno 2026.

La mastaba di Saqqara risale alla fine della V dinastia, nel periodo del faraone Djedkare Isesi. Le cronologie riportate nelle comunicazioni istituzionali collocano questa fase dell’Antico Regno fra il 2494 e il 2345 a.C. Il monumento era stato riconosciuto nell’area esplorata da Auguste Mariette nel XIX secolo, ma non era mai stato scavato e documentato in modo approfondito.

Il caso mostra il valore delle indagini condotte anche in paesaggi archeologici studiati da lungo tempo. La lettura della topografia, delle strutture emergenti e dei rapporti fra edifici ha portato infatti a definire meglio non solo la tomba, ma anche il contesto urbano della necropoli.

Yunmin e Iti: funzionari dell’Antico Regno

La mastaba di Saqqara ha una piattaforma di medie dimensioni e due cappelle funerarie aperte sul lato orientale. La cappella settentrionale era destinata a Yunmin, mentre quella meridionale apparteneva a Iti.

Yunmin ricopriva incarichi di rilievo nell’amministrazione egizia. Le fonti lo identificano come giudice, direttore della corte e capo degli scribi incaricati di esaminare petizioni e reclami. La sua figura offre quindi un riferimento diretto alla gestione delle controversie e delle richieste rivolte all’apparato statale.

Iti, padre di Yunmin, era invece uno scriba collegato alla gestione delle terre agricole e delle offerte. La tomba congiunta permette di osservare, nello stesso monumento, due livelli dell’amministrazione e un possibile percorso di ascesa sociale dalla sfera territoriale a quella centrale.

La cappella di Yunmin conserva una facciata scolpita con testi funerari, una formula d’offerta e l’immagine del proprietario in posa formale. Questi elementi associavano il defunto alle pratiche cultuali necessarie alla sua commemorazione.

Rilievi e colori della mastaba di Saqqara

Le pareti della cappella di Yunmin sono decorate con rilievi di buona qualità. Le scene raffigurano attività agricole e processioni di portatori di offerte dirette alla tomba. Sono presenti anche animali, fra cui asini.

Un dato rilevante riguarda la conservazione della policromia. Diverse decorazioni hanno mantenuto i colori originali dopo più di quattro millenni. Nella cappella di Iti sono state individuate una falsa porta e pitture con scene di offerte; in questo ambiente una parte più ampia dei pigmenti risulta sbiadita.

La falsa porta era un elemento centrale dell’architettura funeraria egizia. Rappresentava il punto di passaggio simbolico attraverso il quale il defunto poteva ricevere offerte e partecipare al culto. Testi, immagini e architettura formavano quindi un unico dispositivo rituale.

La mastaba di Saqqara aggiunge dati sulle tecniche decorative, sui modelli architettonici e sulle forme di autorappresentazione delle élite della tarda V dinastia. Le immagini agricole non sono semplici scene di vita quotidiana. Nel contesto funerario evocano anche la continuità delle risorse e delle offerte destinate al proprietario della tomba.

Saqqara come paesaggio funerario e urbano

Il lavoro della missione non si concentra soltanto sui due ambienti funerari. Gli archeologi stanno analizzando l’organizzazione dello spazio circostante, il rapporto tra edifici e percorsi, le dinamiche del paesaggio e l’uso delle aree della necropoli.

In questa prospettiva, Saqqara non appare come una somma di tombe isolate. Era uno spazio frequentato per la costruzione dei monumenti, per il deposito delle offerte e per lo svolgimento dei culti funerari. Lo studio delle strade, delle aree aperte e delle relazioni tra mastabe può chiarire come questo settore sia stato progettato e utilizzato nel tempo.

Le ricognizioni cartografiche e la ricostruzione dell’assetto della necropoli hanno già indicato una mastaba non nota in precedenza e tracce di altre due strutture vicine. Le future campagne potranno verificare natura, cronologia e connessioni di questi edifici.

La documentazione completa delle cappelle di Yunmin e Iti e gli interventi di conservazione annunciati saranno essenziali per proteggere le superfici decorate. Il rinvenimento conferma che la ricerca a Saqqara può ancora offrire informazioni significative, anche nei settori registrati dalla tradizione archeologica ottocentesca.

Fonti

L'articolo Saqqara, scavata la mastaba di Yunmin e Iti: due cappelle della V dinastia tornano alla luce proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Grotta del Vento, il 13 settembre tra esplorazione e memoria per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo
    Condividi Alla Grotta del Vento dimostrazioni speleologiche, materiali storici e una visita-racconto per la prima edizione UNESCO della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo Domenica 13 settembre 2026 la Grotta del Vento, a Fornovolasco nel Parco delle Alpi Apuane, dedica un’intera giornata alla speleologia. L’appuntamento coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO e celebrata ogni anno il 13 settembre. Il programma annunc
     

Grotta del Vento, il 13 settembre tra esplorazione e memoria per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

September 9th 2026 at 13:00

Condividi

Alla Grotta del Vento dimostrazioni speleologiche, materiali storici e una visita-racconto per la prima edizione UNESCO della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Domenica 13 settembre 2026 la Grotta del Vento, a Fornovolasco nel Parco delle Alpi Apuane, dedica un’intera giornata alla speleologia. L’appuntamento coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO e celebrata ogni anno il 13 settembre.

Il programma annunciato mette insieme tecnica di progressione, osservazione dell’esplorazione verticale, documentazione storica e racconto delle prime campagne nella cavità. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione dello Speleo Club Garfagnana. L’obiettivo dichiarato è riportare l’attenzione sul rapporto tra una grotta turistica, la ricerca e la storia delle persone che ne hanno ampliato la conoscenza.

La Grotta del Vento è situata nel territorio di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca. La cavità presenta gallerie vadose e freatiche, tratti interessati dall’acqua e zone ricche di concrezioni. Il suo nome è legato alla forte corrente d’aria che, in estate, fuoriesce dall’ingresso inferiore.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, il quadro UNESCO

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo nasce da una proclamazione della Conferenza generale UNESCO, avvenuta nel novembre 2025. Il 2026 è quindi l’anno della prima celebrazione.

L’UNESCO indica le grotte e i paesaggi carsici come sistemi fragili, importanti per le risorse idriche, la biodiversità sotterranea, gli archivi geologici e le testimonianze della storia umana. Secondo l’Organizzazione, i paesaggi carsici coprono quasi un quarto delle terre emerse e contribuiscono all’approvvigionamento idrico potabile di oltre un miliardo di persone.

La ricorrenza invita istituzioni, comunità, scuole, geoparchi e associazioni a proporre visite, mostre e incontri pubblici. A Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre è previsto il programma internazionale inaugurale, con un convegno scientifico e una cerimonia ufficiale.

In questo contesto, la giornata alla Grotta del Vento collega un’iniziativa locale a una mobilitazione internazionale dedicata alla conoscenza e alla gestione responsabile del carsismo.

Grotta del Vento e tecnica speleologica nel programma del mattino

Le attività inizieranno dalle ore 10 nel piazzale della Grotta del Vento. Sono previste dimostrazioni sulle tecniche di progressione speleologica e sull’impiego delle attrezzature usate negli ambienti sotterranei.

Gli speleologi accompagneranno il pubblico nell’osservazione di materiali e procedure. L’impostazione è divulgativa. Le dimostrazioni non sostituiscono una formazione tecnica, che richiede corsi, istruttori qualificati e contesti adeguati.

Durante le visite nella cavità saranno effettuate calate nei pozzi più profondi, organizzate in modo da risultare osservabili dai visitatori. Il pubblico potrà vedere da vicino la progressione su corda e comprendere il ruolo della tecnica nell’esplorazione verticale.

La proposta richiama un aspetto centrale della speleologia: l’avanzamento nelle grotte non dipende soltanto dalla scoperta di nuovi passaggi. Richiede pianificazione, lettura dell’ambiente, conoscenza delle attrezzature, lavoro di squadra e attenzione alla sicurezza.

Memoria delle esplorazioni della Grotta del Vento

Per tutta la giornata il piazzale ospiterà fotografie, documenti, attrezzature e altri materiali relativi alle esplorazioni della Grotta del Vento. L’esposizione ricostruirà fasi, protagonisti e strumenti della conoscenza della cavità.

La storia nota della Grotta del Vento comprende le prime frequentazioni dalla fine dell’Ottocento. Nel 1961 il Gruppo Speleologico Bolognese del CAI superò il sifone iniziale durante una fase di siccità e esplorò 640 metri di gallerie. Nel settembre 1964 il Gruppo Speleologico Lucchese del CAI arrivò a 1.110 metri, realizzando rilievo topografico, documentazione fotografica e uno studio geomorfologico preliminare.

La valorizzazione turistica iniziò nel 1965. Il primo itinerario fu aperto nel 1967. Negli anni successivi le esplorazioni hanno portato lo sviluppo conosciuto a oltre quattro chilometri e mezzo, mentre restano diramazioni di difficile accesso.

Questo patrimonio documentario aiuta a leggere la grotta come luogo naturale e come archivio della pratica speleologica. Fotografie e attrezzature mostrano anche i cambiamenti intervenuti nelle tecniche di rilievo, comunicazione e sicurezza.

Visita serale alla Grotta del Vento tra testi e racconti

Alle ore 19 è annunciata una visita serale speciale. Il percorso sarà accompagnato da letture di testi, memorie e racconti dei primi esploratori, direttamente negli ambienti che furono teatro delle loro ricognizioni.

La formula proposta è quella di una visita-racconto. Le letture saranno integrate nel percorso e non presentate come appuntamento separato. L’intento è offrire ai partecipanti elementi per collocare difficoltà, intuizioni e risultati delle esplorazioni nel loro contesto fisico.

Il calendario estivo pubblicato sul sito della Grotta del Vento segnala anche esposizioni e dimostrazioni pratiche per il 13 settembre, oltre a proiezioni e conferenze alle ore 21. La pagina consultata non specifica se le attività serali costituiscano un programma unico o due momenti distinti. Per la partecipazione è quindi opportuno verificare orari e prenotazione direttamente con la struttura, al numero 0583 722024.

Attività didattiche e divulgative recenti alla Grotta del Vento

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo arriva al termine di un ciclo estivo dedicato alla divulgazione. Il 23 agosto, con lo Speleo Club Garfagnana, lo speleologo e fotografo Andrea Moretti ha presentato un incontro dedicato alla documentazione delle grotte, con interventi di Pietro Taddei e Vittorio Verole-Bozzello.

Il 28 agosto la sala multifunzionale ha ospitato “Le nuvole e la grotta”. L’incontro ha collegato l’alluvione della Garfagnana del 1996, meteorologia, cambiamenti climatici e microclima sotterraneo. Era previsto l’intervento del meteorologo Valerio Capecchi del Consorzio LaMMA, insieme a Vittorio Verole-Bozzello.

Il 4 settembre il programma ha affiancato l’inaugurazione della sistemazione paesaggistica davanti alla Sorgente del Tinello a un approfondimento sulla speleologia subacquea. Il tema comprendeva la sorgente e le esplorazioni più recenti nei sifoni della Garfagnana.

Accanto agli incontri pubblici, la Grotta del Vento mantiene proposte per gruppi e scuole su prenotazione. Il sito mette a disposizione materiali introduttivi sul carsismo regionale e una pubblicazione dedicata all’origine, all’evoluzione e agli aspetti scientifici della cavità. Sono strumenti pensati per preparare o proseguire in classe la visita.

La giornata del 13 settembre riunisce quindi attività pratiche, memoria storica e divulgazione. La Grotta del Vento diventa il punto di partenza per avvicinare il pubblico alle tecniche speleologiche e ai processi che formano il carsismo, senza separare l’esperienza della visita dalla conoscenza del territorio.

Fonti

L'articolo Grotta del Vento, il 13 settembre tra esplorazione e memoria per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo: la UIS porta la biospeleologia in diretta Facebook
    Condividi La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata il 13 settembre 2026. Alla vigilia, la Commissione Biologia dell’UIS propone l’incontro online “Life in the Dark”, dedicato alla ricerca biospeleologica, a Emil Racovi?? e alle politiche di tutela degli ecosistemi sotterranei. Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, un debutto internazionale Il 13 settembre 2026 si celebrerà la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, denominata dall’UN
     

Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo: la UIS porta la biospeleologia in diretta Facebook

September 9th 2026 at 12:00

Condividi

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata il 13 settembre 2026. Alla vigilia, la Commissione Biologia dell’UIS propone l’incontro online “Life in the Dark”, dedicato alla ricerca biospeleologica, a Emil Racovi?? e alle politiche di tutela degli ecosistemi sotterranei.

Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, un debutto internazionale

Il 13 settembre 2026 si celebrerà la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, denominata dall’UNESCO International Day of Caves and Karst (IDCK). La ricorrenza è stata proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO il 12 novembre 2025 e avrà cadenza annuale.

La data richiama l’attenzione sul valore ambientale, scientifico, idrico e culturale delle grotte e dei paesaggi carsici. L’UNESCO ricorda che questi territori coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Sono anche archivi geologici, habitat di biodiversità specializzata e luoghi in cui restano tracce della storia umana.

La prima celebrazione internazionale si svolgerà a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale. Il calendario mondiale non si limiterà alla Slovenia. Associazioni, scuole, enti di gestione, grotte turistiche e comunità locali sono invitati a proporre iniziative e a inserirle nella mappa globale coordinata dall’Unione Internazionale di Speleologia.

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo colloca quindi la speleologia in un contesto più ampio. Ricerca, educazione, gestione sostenibile dell’acqua e conservazione della natura diventano parti della stessa discussione.

UIS Cave Biology Commission: “Life in the Dark” il 12 settembre

In questo quadro si inserisce l’appuntamento online della UIS Cave Biology Commission, intitolato “Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science”. L’incontro è annunciato per sabato 12 settembre 2026, alla vigilia della ricorrenza UNESCO, in diretta Facebook Live.

Per il pubblico dell’Europa centrale l’orario indicato è le 22.00 CEST. La comunicazione riporta anche le 13.00 PDT/MST per Pacifico e Arizona e le 14.00 CST per Città del Messico. Ulteriori dettagli sul programma e sui relatori saranno comunicati dalla Commissione.

Il titolo dell’incontro delinea tre direzioni. La prima è la memoria scientifica della biospeleologia. La seconda riguarda le nuove frontiere dello studio della vita sotterranea. La terza guarda al rapporto tra conoscenza biologica e politiche globali di conservazione.

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo offre così anche uno spazio per rendere più visibili discipline che spesso operano lontano dall’attenzione pubblica. La biologia sotterranea non riguarda solo le grandi cavità visitabili. Comprende reti di fessure, sedimenti, falde, sorgenti e ambienti acquatici sotterranei, spesso difficili da osservare e delimitare.

Emil Racovi?? e l’eredità della biospeleologia

La serata renderà omaggio a Emil Racovi??, figura centrale nella nascita della biospeleologia. Il biologo ed esploratore romeno pubblicò nel 1907 l’“Essai sur les problèmes biospéologiques”, testo che contribuì a definire lo studio scientifico delle forme di vita degli ambienti sotterranei. Nel 1920 fondò a Cluj il primo istituto di speleologia al mondo.

Richiamare Racovi?? significa collegare la storia della disciplina alle domande attuali. Le tecniche di campionamento, la genetica, l’analisi del DNA ambientale, il rilievo tridimensionale e i modelli ecologici ampliano oggi le possibilità di indagine. Restano importanti anche l’osservazione sul campo, la documentazione accurata e la collaborazione tra speleologi, tassonomisti, idrogeologi e gestori del territorio.

Per molte specie sotterranee, la distribuzione ristretta e la difficoltà di rilevamento rendono le conoscenze ancora incomplete. Questa condizione incide sulle scelte di protezione. Una cavità nota può rappresentare solo una piccola parte di un sistema ecologico connesso al suolo, alle acque di infiltrazione e al bacino di alimentazione.

Biodiversità sotterranea e politiche di protezione

Uno dei dati richiamati nell’annuncio riguarda il divario tra valore ecologico e protezione effettiva. Una ricerca pubblicata su npj Biodiversity stima che solo il 6,9% dei paesaggi carsici e vulcanici che ospitano habitat sotterranei si sovrapponga alle aree protette, a fronte di circa il 17% della superficie terrestre e delle acque interne coperta da tali aree.

Lo studio evidenzia un punto decisivo per la tutela delle grotte e del carsismo: gli ecosistemi sotterranei hanno una struttura tridimensionale. La sola delimitazione in superficie non garantisce necessariamente la protezione di falde, cavità, fratture e habitat collegati. Le pressioni esterne possono arrivare nel sottosuolo attraverso l’uso del suolo, l’inquinamento, le captazioni idriche, le attività estrattive e le modifiche del regime delle acque.

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo può dunque favorire un confronto tra ricerca e decisioni pubbliche. La tutela non coincide con il solo divieto di accesso a una grotta. Richiede conoscenza dei sistemi idrogeologici, monitoraggi, gestione dei flussi di visita e attenzione ai bacini di ricarica.

I video messaggi UIS su Facebook

Accanto agli appuntamenti scientifici, la UIS sta dando spazio alla partecipazione della comunità speleologica internazionale. Sulla pagina Facebook dell’Unione Internazionale di Speleologia sono in pubblicazione video messaggi inviati da membri UIS di diversi Paesi. I contributi invitano a celebrare la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo e a diffonderne le finalità.

L’iniziativa offre una testimonianza diretta della rete mondiale che opera nello studio, nell’esplorazione e nella difesa degli ambienti ipogei. Per gruppi e singoli speleologi può essere anche un invito a raccontare iniziative locali, esperienze di ricerca e attività educative legate al 13 settembre.

La diretta “Life in the Dark” del 12 settembre aggiunge a questo percorso un focus specifico sulla biodiversità. Il passaggio dalla storia della biospeleologia alle questioni di conservazione mostra come la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo intenda connettere patrimonio scientifico, responsabilità ambientale e partecipazione pubblica.

Fonti

L'articolo Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo: la UIS porta la biospeleologia in diretta Facebook proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Speleo Club Nuoro a Sa Nurre de su Hoda: il 27 settembre una giornata nel Supramonte di Oliena
    Condividi Il 27 settembre lo Speleo Club Nuoro propone una visita a Sa Nurre de su Hoda, conosciuta nel Catasto speleologico sardo come Voragine di Tiscali. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi alla speleologia attraverso un’uscita guidata in un ambiente carsico del Supramonte di Oliena. Speleo Club Nuoro e Sa Nurre de su Hoda Domenica 27 settembre 2026 lo Speleo Club Nuoro annuncia una giornata dedicata alla conoscenza del mondo sotterraneo a Sa Nurre de su Hoda, nella valle
     

Speleo Club Nuoro a Sa Nurre de su Hoda: il 27 settembre una giornata nel Supramonte di Oliena

September 9th 2026 at 11:00

Condividi

Il 27 settembre lo Speleo Club Nuoro propone una visita a Sa Nurre de su Hoda, conosciuta nel Catasto speleologico sardo come Voragine di Tiscali. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi alla speleologia attraverso un’uscita guidata in un ambiente carsico del Supramonte di Oliena.

Speleo Club Nuoro e Sa Nurre de su Hoda

Domenica 27 settembre 2026 lo Speleo Club Nuoro annuncia una giornata dedicata alla conoscenza del mondo sotterraneo a Sa Nurre de su Hoda, nella valle di Lanaitho, nel territorio di Oliena. La proposta mette insieme cammino di avvicinamento, osservazione dell’ambiente carsico e visita della cavità.

L’appuntamento è a numero chiuso. Le informazioni operative e le prenotazioni fanno riferimento a Tony, al numero 334 175 9529. La limitazione dei posti è un elemento rilevante per la gestione di una grotta: consente di organizzare gruppi dimensionati alle caratteristiche del percorso e di accompagnare i partecipanti con attenzione.

La giornata dello Speleo Club Nuoro è presentata come un primo contatto con la speleologia. Non coincide con un corso tecnico e non sostituisce una formazione strutturata. Può offrire, però, l’occasione per comprendere come si osserva una cavità, quali sono le regole di comportamento e perché la frequentazione degli ambienti ipogei richiede preparazione, accompagnamento e rispetto.

Sa Nurre de su Hoda nel Supramonte di Oliena

Sa Nurre de su Hoda è una vasta cavità conosciuta anche con le denominazioni di Voragine di Tiscali e, nella tradizione locale riportata dalle fonti turistiche, sa ’onchedda ’e corojos o ’onchedda ’e sa chessa. È registrata nel Catasto speleologico regionale della Sardegna come cavità 0088 SA/NU. La scheda catastale la descrive come formata da grandi gallerie, con accesso superiore a pozzo e accesso inferiore attraverso un cunicolo disagevole. [web:32]

Le descrizioni disponibili indicano due ingressi noti. Quello alto è associato a un salto verticale di circa 85 metri; quello basso conduce invece alla parte interna attraverso un passaggio stretto. Per questo, la visita a Sa Nurre de su Hoda non va interpretata come un accesso libero e privo di vincoli. Le modalità di ingresso, l’attrezzatura necessaria e le decisioni sullo svolgimento dell’uscita spettano agli organizzatori e alle autorizzazioni previste per il sito.

La cavità è collocata nell’area del Troccos de Corojos, lungo i percorsi della valle di Lanaitho. Indicazioni escursionistiche pubblicate online riportano un avvicinamento di circa 1,2 chilometri e 100 metri di dislivello, oltre alla presenza di un cancello presso l’accesso basso. Le stesse informazioni richiamano la necessità di chiedere autorizzazione per l’ingresso. [web:3]

Il raggio di luce e le tracce archeologiche

Tra gli aspetti che rendono riconoscibile Sa Nurre de su Hoda c’è il fascio solare che attraversa un’apertura superiore e raggiunge la grande sala per un intervallo limitato della giornata. Il sito turistico del Comune di Oliena riferisce che il fenomeno dura circa un’ora al giorno. [web:4]

Il periodo più favorevole per l’effetto di luce è generalmente indicato fra primavera inoltrata ed estate. La data del 27 settembre cade quindi oltre la finestra stagionale segnalata dalle fonti consultate. I partecipanti non dovrebbero considerare il raggio solare come un elemento garantito del programma. La visita conserva comunque interesse per le morfologie, le concrezioni e per la lettura del paesaggio sotterraneo.

Sa Nurre de su Hoda ha anche rilievo storico. Il Comune di Oliena segnala il ritrovamento di resti ceramici attribuiti all’età nuragica e romana e di oggetti bronzei riferibili al vestiario nuragico. [web:4] Il contesto di Lanaitho e Tiscali restituisce quindi una relazione di lunga durata tra gruppi umani, rilievi calcarei, risorse idriche e ripari naturali.

Speleologia, sicurezza e tutela della grotta

La speleologia comprende studio e frequentazione consapevole delle cavità naturali. In una visita introduttiva, l’osservazione non riguarda solo le dimensioni della sala o la presenza delle concrezioni. Conta anche riconoscere la fragilità di ciò che si incontra: depositi calcarei, sedimenti, microclima, eventuale fauna cavernicola e testimonianze archeologiche possono essere alterati da comportamenti non corretti.

Lo Speleo Club Nuoro propone Sa Nurre de su Hoda in un’area dove geologia, fotografia sotterranea e biospeleologia sono stati già temi di visite specialistiche. Nel programma del raduno nazionale di Urzulei del 2019, la Voragine di Tiscali figurava infatti tra le cavità affrontate con chiavi di lettura geologiche, fotografiche e biospeleologiche. [web:34]

Per chi partecipa, il punto essenziale è seguire le indicazioni degli accompagnatori, utilizzare l’equipaggiamento richiesto e non raccogliere materiali. Non vanno toccate o danneggiate le concrezioni. Non vanno lasciati rifiuti. Le fotografie devono essere compatibili con le indicazioni fornite sul posto, soprattutto per evitare disturbo alla fauna e agli altri visitatori.

L’esperienza può anche chiarire la differenza fra una visita guidata e l’attività speleologica autonoma. La progressione in grotta, la gestione delle corde, l’orientamento e le procedure di emergenza richiedono apprendimento progressivo. In una precedente iniziativa formativa documentata da Scintilena, lo Speleo Club Nuoro aveva organizzato il XXII Corso di Speleologia con otto lezioni teoriche e quattro pratiche, dedicate anche a geologia, sicurezza, attrezzatura e progressione su corda. [web:15]

Attività recenti dello Speleo Club Nuoro

Le ricerche svolte per questa notizia non hanno restituito, nelle fonti web pubblicamente indicizzate consultate, comunicati recenti e verificabili su nuove scoperte speleologiche attribuite allo Speleo Club Nuoro nel 2026. Non sarebbe corretto trasformare in notizia esplorazioni non documentate da una fonte identificabile.

L’uscita del 27 settembre rappresenta quindi l’aggiornamento operativo disponibile nel materiale fornito. La precedente attività reperita con dettagli è il corso di speleologia pubblicato da Scintilena, segno di un impegno del gruppo anche nella formazione di nuovi frequentatori delle cavità. Eventuali aggiornamenti su esplorazioni, rilievi, ricerche o iniziative di tutela potranno essere integrati quando il club li renderà pubblici attraverso canali verificabili.

Per ora, Sa Nurre de su Hoda resta al centro dell’appuntamento di fine settembre. Nel Supramonte di Oliena, la giornata proposta dallo Speleo Club Nuoro porta l’attenzione su una grotta in cui natura, carsismo e storia locale richiedono una lettura attenta e rispettosa.

Informazioni

  • Data: domenica 27 settembre 2026
  • Luogo: Sa Nurre de su Hoda, Supramonte di Oliena
  • Organizzazione: Speleo Club Nuoro
  • Prenotazioni e informazioni: Tony, 334 175 9529
  • Posti: limitati

Fonti

L'articolo Speleo Club Nuoro a Sa Nurre de su Hoda: il 27 settembre una giornata nel Supramonte di Oliena proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Giornata internazionale delle grotte e del carso: alla Heimkehle il debutto tedesco del 12 e 13 settembre
    Condividi La Giornata internazionale delle grotte e del carso entra nel programma della NaturErlebnisHöhle Heimkehle, nel Südharz: visite, attività per famiglie, divulgazione sui pipistrelli, escursioni e una lunga notte dedicata al mondo sotterraneo. La NaturErlebnisHöhle Heimkehle di Uftrungen, nel comune tedesco di Südharz, ospiterà il 12 e 13 settembre 2026 un appuntamento dedicato alla prima celebrazione della Giornata internazionale delle grotte e del carso. L’iniziativa è promossa
     

Giornata internazionale delle grotte e del carso: alla Heimkehle il debutto tedesco del 12 e 13 settembre

September 9th 2026 at 10:00

Condividi

La Giornata internazionale delle grotte e del carso entra nel programma della NaturErlebnisHöhle Heimkehle, nel Südharz: visite, attività per famiglie, divulgazione sui pipistrelli, escursioni e una lunga notte dedicata al mondo sotterraneo.

La NaturErlebnisHöhle Heimkehle di Uftrungen, nel comune tedesco di Südharz, ospiterà il 12 e 13 settembre 2026 un appuntamento dedicato alla prima celebrazione della Giornata internazionale delle grotte e del carso. L’iniziativa è promossa sul posto dalla grotta turistica, dal Biosphärenreservat Karstlandschaft Südharz e dal Verband der deutschen Höhlen- und Karstforscher (VdHK), l’associazione tedesca di speleologi e studiosi del carsismo.

Il cuore della ricorrenza cade domenica 13 settembre. La data è stata proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025 come International Day of Caves and Karst. Il 2026 sarà quindi il primo anno di celebrazione internazionale. L’obiettivo dichiarato è accrescere la conoscenza pubblica delle cavità naturali e dei paesaggi carsici, delle loro risorse idriche, della biodiversità e del loro valore geologico e culturale.

Giornata internazionale delle grotte e del carso, una nuova ricorrenza UNESCO

La Giornata internazionale delle grotte e del carso è nata da una proposta dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS), sostenuta dalla Slovenia e approvata durante la Conferenza generale dell’UNESCO a Samarcanda il 12 novembre 2025. Il 13 settembre è stato scelto anche in riferimento alla prima presentazione delle grotte e del carso all’UNESCO, avvenuta in quella data nel 2021.

La ricorrenza richiama temi che vanno oltre la frequentazione speleologica. I sistemi carsici costituiscono riserve e vie di circolazione delle acque sotterranee. Conservano archivi climatici e sedimentari. Ospitano fauna specializzata e spesso vulnerabile. Sono inoltre luoghi di interesse archeologico, storico e paesaggistico.

Il VdHK ha invitato associazioni, federazioni regionali, grotte turistiche e singoli gruppi a partecipare con escursioni, conferenze, attività divulgative e iniziative rivolte alle amministrazioni. In Germania, la Giornata internazionale delle grotte e del carso sarà affiancata il sabato da una “Lange Nacht der Höhlen”, una lunga notte delle grotte in parte proposta anche in collegamento streaming.

Heimkehle e il carsismo del Südharz

La sede scelta per l’appuntamento è la Heimkehle, presso Uftrungen, nell’area del Südharz, in Sassonia-Anhalt. La cavità ha uno sviluppo complessivo indicato in 2.000 metri, dei quali circa 700 sono attrezzati per la visita. Il percorso turistico attraversa il Kleiner Dom, il Riegelgang, il Großer Dom, alto 22 metri, il Riesentunnel e la Thyrahalle, dove si trova il Thyrasee.

La Heimkehle è una grotta carsica, memoriale e sito utilizzato dai pipistrelli. La sua storia impone anche una lettura civile del luogo. Durante la seconda guerra mondiale 1.500 detenuti del sottocampo di Dora furono costretti a realizzare impianti produttivi nella grotta. Un memoriale nel Kleiner Dom ricorda le vittime del regime nazista. Il riconoscimento di Geotopo nazionale, attribuito nel 2019, si affianca quindi alla dimensione naturalistica e alla memoria storica.

Il centro informativo esterno ospita una mostra Natura 2000 con postazioni interattive dedicate ad ambiente, tutela della natura, sostenibilità e specie protette. Questo contesto rende la Heimkehle un luogo adatto a tradurre i temi della Giornata internazionale delle grotte e del carso in attività aperte a pubblici diversi.

Programma alla Heimkehle tra visite, pipistrelli e divulgazione

Secondo il programma diffuso dagli organizzatori, sabato 12 settembre le visite tematiche sotterranee sono previste alle 10, alle 12, alle 14 e alle 16. La proposta delle 14 sarà una visita con torcia; ai partecipanti viene chiesto di portare una propria lampada. Alle 10.30 e alle 14.30 la geologa e speleologa Christel Völker condurrà escursioni in superficie dedicate alle forme carsiche attorno alla Heimkehle.

Dalle 10 alle 17 sarà aperto un punto informativo con conferenze e film dedicati a grotte e carso, realizzati in cooperazione con il VdHK. Il programma per bambini e famiglie comprende osservazioni con lente a bicchiere, attività sulle rocce, laboratori sui pipistrelli e presentazioni di grotte tridimensionali in ambiente virtuale. Alle 19.30 è annunciato, davanti alla grotta, un incontro serale sul mondo dei pipistrelli con il biologo Marcus Fritze. Dal tardo pomeriggio si inserirà la Lange Nacht der Höhlen, con contenuti condivisi anche attraverso il canale YouTube del VdHK.

Domenica 13 settembre, giornata centrale della Giornata internazionale delle grotte e del carso, il centro informativo resterà attivo dalle 10 alle 17. Le visite sotterranee manterranno gli orari delle 10, 12, 14 e 16. La visita di mezzogiorno avrà come tema “La Heimkehle come monumento”; alle 14 tornerà la formula con torcia. Le escursioni di Christel Völker sulle manifestazioni carsiche locali sono previste alle 10.30 e alle 14.30.

Alle 14.30, davanti all’ingresso della Heimkehle, è in calendario un concerto per pianoforte eseguito da Stephan Hohlweg su un pianoforte mobile. Il programma intreccia così divulgazione geologica, conoscenza degli ambienti sotterranei, educazione ambientale e memoria del sito.

Per la visita ordinaria, la Heimkehle comunica l’obbligo del casco, il divieto di accesso ai bambini sotto i tre anni e il divieto di introdurre cani nella grotta e nel centro informativo. Le partenze ordinarie nel periodo aprile-ottobre sono indicate alle 10, 12, 14 e 16; l’ultima visita richiede prenotazione. Le informazioni operative e le eventuali limitazioni delle visite tematiche vanno verificate prima della partenza presso la gestione della grotta.

Fonti

L'articolo Giornata internazionale delle grotte e del carso: alla Heimkehle il debutto tedesco del 12 e 13 settembre proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Grotte del Canin, a Sella Nevea il convegno sul grande sistema carsico delle Alpi Giulie
    Condividi Il 13 settembre 2026 il Parco delle Prealpi Giulie riunisce geologi e speleologi italiani, sloveni e ungheresi per la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo Foto di copertina di Paolo Manca Chiusaforte (UD), 13 settembre 2026 – Le Grotte del Canin saranno al centro di un incontro pubblico dedicato alla geologia, alla ricerca e a decenni di esplorazioni sotterranee. Domenica 13 settembre, dalle ore 10.00, il Centro Polifunzionale di Sella Nevea ospiterà il c
     

Grotte del Canin, a Sella Nevea il convegno sul grande sistema carsico delle Alpi Giulie

September 9th 2026 at 09:00

Condividi

Il 13 settembre 2026 il Parco delle Prealpi Giulie riunisce geologi e speleologi italiani, sloveni e ungheresi per la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Foto di copertina di Paolo Manca

Chiusaforte (UD), 13 settembre 2026 – Le Grotte del Canin saranno al centro di un incontro pubblico dedicato alla geologia, alla ricerca e a decenni di esplorazioni sotterranee.

Domenica 13 settembre, dalle ore 10.00, il Centro Polifunzionale di Sella Nevea ospiterà il convegno “Il mondo ipogeo del Canin”. L’ingresso è gratuito.

L’iniziativa è organizzata dal Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie con il Club Alpinistico Triestino.

È realizzata con il contributo del Servizio geologico della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, ai sensi della legge regionale 15/2016. Il convegno è inserito nella prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, ricorrenza UNESCO fissata ogni anno al 13 settembre.

La data collega l’appuntamento di Sella Nevea a un programma internazionale che avrà uno dei suoi momenti principali a Postumia, in Slovenia. Per il Canin il collegamento è anche geografico e scientifico: il massiccio è condiviso fra Italia e Slovenia e le sue reti sotterranee sono il risultato di una lunga attività esplorativa condotta oltre confine.

Grotte del Canin e geodiversità delle Alpi Giulie

Il Monte Canin è formato in prevalenza da rocce carbonatiche. Calcari e dolomie si sono deposti in ambiente marino circa 200 milioni di anni fa. In particolare, l’estensione e la purezza dei Calcari del Dachstein costituiscono una base favorevole allo sviluppo del carsismo.

L’acqua meteorica penetra nelle fratture e nei piani di stratificazione. Nel tempo allarga i percorsi e costruisce un paesaggio fatto di campi solcati, doline, pozzi, gallerie e grandi risorgive. Sull’altipiano del Foran dal Muss questa morfologia raggiunge una delle espressioni più evidenti delle Alpi Giulie. Il Parco segnala qui la presenza congiunta di fenomeni carsici superficiali e profondi.

Le Grotte del Canin non sono quindi soltanto cavità da esplorare. Sono parte di un sistema idrogeologico di alta quota. Le acque assorbite dall’altipiano riemergono anche in Val Raccolana. Il Fontanon di Goriuda, geosito di interesse nazionale, è una risorgiva perenne posta al contatto fra la Dolomia Principale e i sovrastanti calcari del Dachstein. A questa sorgente sarà dedicato uno degli interventi della mattinata, insieme alla Risorgiva del Monte Sart.

Il Sistema del Monte Canin, quasi 90 chilometri rilevati

Uno dei temi di maggiore rilievo riguarda la dimensione del reticolo ipogeo. Il Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia definisce il Sistema del Monte Canin come l’unione del Complesso Foran del Muss e del Complesso Col delle Erbe. La connessione fra la Grotta Clemente e la cavità Rotule Spezzate, realizzata nel 2019, ha collegato i due complessi.

Lo sviluppo spaziale complessivo è stimato vicino ai 90 chilometri. Il dato rende il Sistema del Monte Canin il più lungo d’Italia secondo il Catasto regionale. La stessa scheda segnala un punto importante per la lettura del record: la distinzione fra una grotta a più ingressi, un complesso e un macro-complesso non dispone di standard nazionali o internazionali univoci. La denominazione adottata conserva perciò anche la storia autonoma dei due grandi complessi esplorati.

Le Grotte del Canin raccontano una ricerca iniziata alla fine degli anni Sessanta e proseguita per generazioni. L’evoluzione delle tecniche su corda e l’impiego di bivacchi speleologici hanno reso possibili campagne sempre più articolate su un massiccio vasto, severo e ricco di ingressi. Il confronto fra rilievi, dati catastali ed esplorazioni continua a essere essenziale per definire la struttura del sistema e i suoi rapporti con le risorgenze.

Il programma del convegno sulle Grotte del Canin

Dopo i saluti del sindaco di Chiusaforte Fabrizio Fuccaro e della presidente del Parco naturale delle Prealpi Giulie Anna Micelli, la mattinata si aprirà con Paolo Manca e Massimo Zanetti del Servizio geologico regionale. Il loro intervento sarà dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico del Friuli Venezia Giulia.

Il geologo Andrea Mocchiutti affronterà la geologia e la geomorfologia del Monte Canin con l’intervento “La fantasia dell’acqua e della roccia”. Franco Gherlizza e Clarissa Brun, per il Club Alpinistico Triestino, ripercorreranno cinquant’anni di campi speleologici del CAT sul Canin.

Il Gruppo speleologico ungherese “Gortani” presenterà trentatré anni di attività nel massiccio. Jure Ti?ar, del Club speleologico Novo Mesto, parlerà invece delle esplorazioni slovene con “Una montagna, due versanti, abissi infiniti”. Franco Riosa e Franco Gherlizza illustreranno le ricerche speleosubacquee alla Risorgiva del Monte Sart e al Fontanon di Goriuda. Gherlizza proporrà anche un intervento dedicato al Monte Canin nelle leggende. La moderazione è affidata al geologo Giuseppe Muscio. Al termine è previsto un momento conviviale.

Grotte del Canin, conoscenza e tutela

La prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo nasce per accrescere l’attenzione sugli ambienti ipogei, sui paesaggi carsici e sulle risorse idriche collegate. Per un’area come il Canin, dove il carsismo di superficie e quello profondo formano un sistema continuo, divulgazione e tutela dipendono dalla qualità delle conoscenze disponibili.

Il convegno di Sella Nevea propone quindi un quadro che unisce geologia, catasto, esplorazione, speleosubacquea e memoria delle associazioni. Le Grotte del Canin saranno raccontate da chi ne ha studiato strutture, acque e percorsi, senza separare il patrimonio naturale dalla storia delle ricerche che ne hanno ampliato la conoscenza.

Informazioni pratiche

  • Evento: Il mondo ipogeo del Canin
  • Quando: domenica 13 settembre 2026, ore 10.00
  • Dove: Centro Polifunzionale, Sella Nevea, Chiusaforte (UD)
  • Ingresso: gratuito
  • Informazioni: info@parcoprealpigiulie.it
  • Sito dell’ente: https://www.parcoprealpigiulie.it/

Fonti

L'articolo Grotte del Canin, a Sella Nevea il convegno sul grande sistema carsico delle Alpi Giulie proviene da Scintilena.

❌