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    Condividi Sabato 25 luglio 2026, l’Oasi Lipu di Arcola ospiterà “Bat Night”, una serata al buio dedicata alla conoscenza dei pipistrelli e del loro ruolo negli ecosistemi. L’evento, organizzato dal Comune di Arcola, dalla Lipu e dall’Ente Parco di Montemarcello-Magra-Vara, si svolgerà presso il Centro Visite “D. Barcellone” dell’Oasi Lipu di Arcola, con ritrovo alle ore 21.00. La serata si aprirà con un incontro divulgativo condotto da Denise Trombin e Anastasia Cella, esperte di chirotte
     

Bat Night all’Oasi Lipu di Arcola: una serata alla scoperta dei pipistrelli

Júl 24th 2026 at 05:30

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Sabato 25 luglio 2026, l’Oasi Lipu di Arcola ospiterà “Bat Night”, una serata al buio dedicata alla conoscenza dei pipistrelli e del loro ruolo negli ecosistemi.

L’evento, organizzato dal Comune di Arcola, dalla Lipu e dall’Ente Parco di Montemarcello-Magra-Vara, si svolgerà presso il Centro Visite “D. Barcellone” dell’Oasi Lipu di Arcola, con ritrovo alle ore 21.00.

La serata si aprirà con un incontro divulgativo condotto da Denise Trombin e Anastasia Cella, esperte di chirotteri.

A seguire, i partecipanti prenderanno parte a un’escursione notturna lungo i sentieri dell’Oasi, durante la quale sarà possibile osservare il funzionamento del bat detector, utilizzato per rendere udibili gli ultrasuoni emessi dai chirotteri, e assistere a una dimostrazione delle tecniche di monitoraggio dei pipistrelli.

Saranno inoltre predisposte alcune reti mist net per un tentativo di ‘cattura’ temporanea, effettuato esclusivamente a fini scientifici e secondo le autorizzazioni previste, così da mostrare da vicino le metodologie impiegate dai ricercatori.

Denise Trombin è biologa, speleologa e biospeleologa del Gruppo Speleologico Lunense della Spezia e collabora con l’associazione Tutela Pipistrelli. Svolge attività professionale nel campo della conservazione della biodiversità, con particolare riferimento allo studio e al monitoraggio dei chirotteri attraverso metodi bioacustici, e si occupa di fauna ipogea e valutazioni ambientali.

Anastasia Cella è naturalista e studiosa di chirotteri. Da anni è impegnata nel monitoraggio dei pipistrelli, nella divulgazione scientifica e nelle attività di conservazione con Tutela Pipistrelli APS. Ha collaborato alla redazione delle Linee guida ISPRA dedicate al recupero e alla riabilitazione dei chirotteri, contribuendo alla diffusione delle buone pratiche per la tutela di queste specie protette.

La partecipazione è a offerta libera; la prenotazione è gradita.

È necessario indossare calzature comode, un abbigliamento adatto alle temperature serali e portare una torcia.

Per informazioni e prenotazioni: oasi.arcola@lipu.it – 349 0956080 (anche WhatsApp)

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Puliamo il Buio 2026 con la Federazione Speleologica Toscana: alla Buca di Pianizza, sulle Apuane, per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Júl 24th 2026 at 05:00

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Il 13 settembre 2026, in occasione della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo istituita dall’UNESCO, i volontari saranno impegnati nella rimozione dei rifiuti abbandonati all’ingresso della cavità, nel comune di Molazzana (Lucca)

La Federazione Speleologica Toscana APS aderisce anche quest’anno a Puliamo il Buio con un’iniziativa che coniuga tutela ambientale e sensibilizzazione. L’appuntamento è fissato per il 13 settembre alla Buca di Pianizza dell’Alpe Sant’Antonio, nel territorio comunale di Molazzana (Lucca), dove i volontari interverranno per rimuovere i rifiuti accumulati nel tempo nella parte iniziale della grotta.

L’operazione sarà realizzata in collaborazione con il Comune di Molazzana, che provvederà al conferimento dei materiali raccolti, per la positiva sinergia tra gli speleologi e l’amministrazione locale nella salvaguardia del patrimonio naturale.

La Buca di Pianizza dell’Alpe Sant’Antonio (Catasto FST n. 2385 T/LU) si apre a 910 metri di quota nel cuore delle Alpi Apuane. È una cavità in calcare con uno sviluppo spaziale di 120 metri e un dislivello di 40 metri, caratterizzata da una fessura discendente e da un inghiottitoio occasionale. La scheda catastale, aggiornata nel 2023, segnala la presenza di rifiuti non recenti nella prima parte della grotta, rendendo ancora più significativo l’intervento di bonifica promosso dalla Federazione Speleologica Toscana.

La data scelta coincide con la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO su iniziativa dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS). Come già annunciato dalla UIS, la comunità speleologica mondiale è stata invitata a organizzare iniziative il 13 settembre, per celebrare e promuovere il valore delle grotte e del carsismo (. La Federazione Speleologica Toscana ha raccolto con entusiasmo questo invito, scegliendo di contribuire con un’azione concreta di tutela del patrimonio sotterraneo.

I dettagli organizzativi dell’iniziativa saranno resi noti nelle prossime settimane. Per il momento, la Federazione invita speleologi, associazioni e volontari a riservare la data sul proprio calendario.

Un plauso alla Federazione Speleologica Toscana per aver risposto prontamente all’appello della UIS, con una giornata di celebrazione in un’occasione concreta di tutela del patrimonio ipogeo.

Iniziative come Puliamo il Buio ricordano che la conservazione delle grotte passa anche attraverso l’impegno diretto di chi le frequenta e le conosce.

Rilievo dal Catasto Speleogico Toscano: Buca di Pianizza dell’Alpe Sant’Antonio (Catasto FST n. 2385 T/LU), nelle Alpi Apuane

Curiosità archeologiche

L’area della Pianizza conserva anche interessanti testimonianze di archeologia rupestre. Sono documentate incisioni di importanza rilevante, tra le quali una (raffigurante un antico gioco da tavoliere o alquerque, associato a incisioni di pennati e a due rosoni a sei petali – vd https://www.centro-studi-triplice-cinta.com/alquerque/esemplari-italiani-italian-exemplars/toscana/), è stata descritta da Gilberto Calandri nel 1985 sul Bollettino del GS Imperiese CAI) e un’altra, studiata da Stefano Pucci (https://www.youtube.com/watch?v=k-Sqy1IE-dQ) , è orientata con i punti cardinali. Costituiscono un’ulteriore testimonianza della ricchezza storica e culturale di quest’area delle Alpi Apuane, che l’iniziativa del 13 settembre 2026 contribuirà a valorizzare e preservare.

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Jeskyně Výpustek u Křtin v Moravském krasu je kompletně bezbariérová - pro vozíčkáře i třeba rodiny s kočárky

Jeskyně Výpustek u Křtin v Moravském krasu je kompletně bezbariérová - pro vozíčkáře i třeba rodiny s kočárky. A prohlídku jde spojit i se Santiniho kostelem a o víkendech i arboretem ve Křtinách. Více přibližuje reportáž DVTV:
https://www.dvtv.cz/dvtv/videos/kazde-dobrodruzstvi-stoji-za-to-rika-bikerka-na-voziku-navstivime-jeskyni-kde-meli-naciste-fabriku-i-terapii-zeleni



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  • Tensione superficiale: perché le gocce d’acqua diventano sferiche
    Condividi La tensione superficiale guida la forma delle gocce e partecipa ai processi che collegano acqua, aria, roccia e concrezioni negli ambienti carsici. Tensione superficiale e molecole d’acqua Una piccola goccia appesa a una volta non è solo un dettaglio visivo dell’ambiente sotterraneo. È l’espressione della tensione superficiale, una proprietà fisica dell’acqua dovuta alla coesione tra le sue molecole. La coesione indica l’attrazione tra molecole della stessa sostanza; nel caso del
     

Tensione superficiale: perché le gocce d’acqua diventano sferiche

Júl 23rd 2026 at 07:00

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La tensione superficiale guida la forma delle gocce e partecipa ai processi che collegano acqua, aria, roccia e concrezioni negli ambienti carsici.

Tensione superficiale e molecole d’acqua

Una piccola goccia appesa a una volta non è solo un dettaglio visivo dell’ambiente sotterraneo. È l’espressione della tensione superficiale, una proprietà fisica dell’acqua dovuta alla coesione tra le sue molecole. La coesione indica l’attrazione tra molecole della stessa sostanza; nel caso dell’acqua, questa attrazione è particolarmente rilevante.[1]

All’interno di un liquido, le attrazioni esercitate dalle molecole vicine si compensano in larga parte. Sulla superficie, invece, le molecole non hanno acqua al di sopra e sono richiamate verso quelle laterali e sottostanti. Si crea così una superficie che oppone resistenza a una deformazione o alla penetrazione di un oggetto.[1]

Non si tratta di una vera pellicola solida. È un effetto delle forze molecolari. Eppure è sufficiente a far galleggiare, se deposta con cura, una piccola graffetta metallica, nonostante la densità del metallo sia superiore a quella dell’acqua.[1]

Gocce sferiche in ambiente carsico

La tensione superficiale nelle grotte tende a ridurre l’area della superficie libera di una massa d’acqua. A parità di volume, la sfera è la geometria che presenta la minore superficie esterna. Per questo le gocce piccole assumono una forma quasi sferica, anche se gravità, contatto con la roccia, flusso d’aria e peso della goccia possono deformarle.

Nelle cavità carsiche la forma della goccia dipende quindi da un equilibrio. La coesione dell’acqua la raccoglie. L’adesione alla roccia la trattiene. La gravità la allunga verso il basso fino al distacco. L’USGS distingue i due concetti: la coesione è l’attrazione acqua-acqua, mentre l’adesione è l’attrazione dell’acqua verso altre sostanze.[2]

La scena ricorda fenomeni osservabili anche in superficie. Gli insetti pattinatori sfruttano la tensione superficiale e le loro zampe idrofobiche per restare sull’acqua. Nelle grotte, lo stesso principio regola il comportamento del sottile confine tra acqua e aria prima che la goccia cada o scorra sulla parete.[3]

Dalle gocce alle concrezioni

La tensione superficiale ha un ruolo diretto nei primi stadi di crescita di alcune stalattiti. Il National Park Service statunitense descrive come una goccia possa raccogliersi sul soffitto per condensazione o per acqua infiltrata attraverso una frattura. Quando perde anidride carbonica, il carbonato può precipitare e formare una sottile pellicola minerale attorno alla goccia.

Con l’aumento del peso, la goccia oscilla. La pellicola minerale tende a risalire e ad aderire al soffitto anche grazie alla tensione superficiale. Quando l’acqua cade, resta un piccolo bordo minerale: il primo anello di una cannula, o soda straw. La ripetizione del processo lascia tracce minime di minerale e costruisce gradualmente un tubo cavo.

Questo passaggio aiuta a leggere le concrezioni come archivi di processi lenti. Le stalattiti comuni sono in genere composte da calcite, anche se possono essere costituite da altri minerali. La deposizione delle concrezioni avviene nelle parti della cavità sopra il livello di falda, dove la grotta è nella zona aerata.

Condensa, microclima e roccia

La tensione superficiale nelle grotte è anche legata alla presenza di condensa. In una cavità, temperatura, umidità, circolazione dell’aria, geometria e aperture condizionano il microclima. Il National Cave and Karst Research Institute segnala che questi fattori definiscono l’ambiente atmosferico della grotta e le sue variazioni.[4]

La condensazione su pareti più fredde può contribuire alla dissoluzione del calcare o del gesso. Uno studio teorico sulla corrosione da condensazione rileva che l’acqua condensata può equilibrarsi rapidamente con l’anidride carbonica dell’aria di grotta e agire sulle superfici rocciose; vicino agli ingressi, variazioni giornaliere e stagionali possono rendere il fenomeno più significativo.[5]

La stessa acqua può quindi partecipare a processi diversi. In certe condizioni deposita minerali e alimenta una concrezione. In altre, può favorire la corrosione della roccia o di una formazione già esistente. L’esito dipende dalla composizione dell’acqua, dal contenuto di anidride carbonica, dalla temperatura e dal contesto microclimatico.

Un dettaglio utile per la speleologia

Osservare le gocce consente di riconoscere la relazione continua tra infiltrazione, condensa e morfologia. La tensione superficiale non spiega da sola l’evoluzione di una cavità, ma chiarisce un meccanismo fisico presente nella nascita delle gocce, nel loro distacco e nella crescita di sottili depositi minerali.

Per chi documenta una grotta, questo significa considerare le gocce come parte del sistema e non come un elemento accessorio. Le condizioni dell’aria e dell’acqua possono cambiare con le stagioni, con l’apertura di nuovi passaggi e con la presenza umana. Rilevare temperatura, umidità, punti di stillicidio e stato delle concrezioni aiuta a descrivere il microambiente con maggiore precisione.

Fonti

Fonti
[2] Adhesion and Cohesion of Water | U.S. Geological Survey https://www.usgs.gov/water-science-school/science/adhesion-and-cohesion-water
[3] Surface Tension and Water | U.S. Geological Survey – USGS https://www.usgs.gov/water-science-school/science/surface-tension-and-water
[4] Cave Environment – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/about-caves/cave-environment/
[5] Condensation Corrosion: A Theoretical Approach https://digitalcommons.usf.edu/kip_articles/1167/
[6] National Cave and Karst Management Symposium 2025 https://www.scintilena.com/national-cave-and-karst-management-symposium-2025-un-appuntamento-cruciale-per-la-speleologia-mondiale/09/01/
[7] Cave Types https://nckri.org/about-caves/types/
[8] Borneo Caves Sculpted by Bat Guano: A Major Discovery in Tropical Karst Formation – Scintilena https://www.scintilena.com/borneo-caves-sculpted-by-bat-guano-a-major-discovery-in-tropical-karst-formation/01/02/
[9] Springs – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/about-karst/springs/
[10] Speleogenesi da Acido Solforico nel Plavecký Karst – Scintilena https://www.scintilena.com/speleogenesi-da-acido-solforico-nel-plavecky-karst-le-grotte-ipogene-della-slovacchia-occidentale/01/10/
[11] [PDF] Teacher’s Guide to: – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/wp-content/uploads/2021/04/Teachers_Guide_to_MysteryofBlackWaterCave.pdf
[12] Una miniera di risorse nella libreria digitale di karst Information Portal – Scintilena https://www.scintilena.com/una-miniera-di-risorse-nella-libreria-digitale-di-karst-information-portal/04/14/
[13] Sinkholes – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/about-karst/sinkholes/
[14] KarstLink, Linked data for caves and karst databases – Scintilena https://www.scintilena.com/karstlink-linked-data-for-caves-and-karst-databases/03/16/
[15] Scintilena https://www.scintilena.com/
[16] Glossario Speleologico UIS – Lettera ‘B’ https://www.scintilena.com/glossario-speleologico-uis-lettera-b/07/22/
[17] Cave Week – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/cave-week/
[18] La speleologia applicata alla ricerca idrogeologica – Scintilena https://www.scintilena.com/la-speleologia-applicata-alla-ricerca-idrogeologica/03/21/
[19] Protection & Management – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/karst/protection-management/
[20] Understanding the Hydrology of Karst http://www.geologia-croatica.hr/index.php/GC/article/download/gc.2010.11/110
[21] Drop impact on wet granular beds: water-content effects on the cratering https://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/2404/2404.01631.pdf
[22] Ultra-sharp pinnacles sculpted by natural convective dissolution https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7519309/
[23] Numerical research on disastrous mechanism of seepage instability of karst collapse column considering variable mass effect https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11183256/
[24] The USGS Water Science School https://intothebigblue.weebly.com/uploads/4/0/8/3/40837051/cohesion_adhesion_surface_tension_and_capillary_action_reading.pdf
[25] [PDF] THE PROBLEM OF CONDENSATION IN KARST STUDIES https://caves.org/wp-content/uploads/Publications/JCKS/v60/V60N1-Dublyansky.pdf
[26] Speleothems – Caves and Karst (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/subjects/caves/speleothems.htm
[27] Surface Tension and Water | U.S. Geological Survey – USGS.gov https://www.usgs.gov/media/videos/surface-tension-and-water
[28] Understanding Water Surface Tension | PDF – Scribd https://www.scribd.com/document/321081757/Surface-Tension-Water-Properties-USGS-Water-Science-School
[29] The role of condensation in the evolution of dissolutional forms in gypsum caves: Study case in the karst of Sorbas (SE Spain) https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0169555X14003535
[30] [PDF] SPELEOTHEM DESTRUCTION IN THE CAVES OF THE MORAVIAN … https://www.ssj.sk/en/user_files/Z05_25.pdf
[31] Study case in the karst of Sorbas (SE Spain) https://publications.cnr.it/api/v1/documents/download/186729
[32] Measurements of water-film thickness on cave walls and … https://essopenarchive.org/doi/pdf/10.22541/essoar.173385841.17491562/v1?onload=true
[33] CAVES 2013: Karst for astronauts 5 (Cave morphologies) https://www.youtube.com/watch?v=6U6xOHjK7JI

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  • Schiodatura al Procinto: CAI Firenze e CAI Lucca richiamano al rispetto della storia
    Condividi Dalla condanna per la rimozione degli ancoraggi della via Dolfi-Melucci al confronto nella comunità apuana su etica, sicurezza e conservazione degli itinerari storici Continua a far discutere la recente schiodatura della via Dolfi-Melucci al Procinto, sulle Alpi Apuane. Dopo la presa di posizione del CAI Firenze, che ha condannato l’atto annunciando il ripristino della chiodatura, anche la comunità alpinistica locale si è espressa in modo compatto attraverso un documento promosso da
     

Schiodatura al Procinto: CAI Firenze e CAI Lucca richiamano al rispetto della storia

Júl 23rd 2026 at 05:30

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Dalla condanna per la rimozione degli ancoraggi della via Dolfi-Melucci al confronto nella comunità apuana su etica, sicurezza e conservazione degli itinerari storici

Continua a far discutere la recente schiodatura della via Dolfi-Melucci al Procinto, sulle Alpi Apuane. Dopo la presa di posizione del CAI Firenze, che ha condannato l’atto annunciando il ripristino della chiodatura, anche la comunità alpinistica locale si è espressa in modo compatto attraverso un documento promosso dal CAI Lucca.

La via, aperta il 25 settembre 1955 da Giancarlo Dolfi e Paolo Melucci, rappresenta un itinerario storico e formativo per generazioni di arrampicatori. La rimozione degli ancoraggi, avvenuta in forma anonima e senza alcuna rivendicazione, è stata definita un gesto distruttivo che incide sulla fruibilità di un percorso considerato patrimonio collettivo.

Secondo quanto emerso, la schiodatura non impedisce la salita, ma ne restringe l’accesso a un numero più limitato di alpinisti con maggiore esperienza e capacità di protezione autonoma. Proprio su questo punto si è sviluppato il confronto tra le diverse sensibilità presenti nel mondo dell’arrampicata e dell’alpinismo.

Nel corso di un incontro online promosso dal CAI Lucca, al quale hanno partecipato istruttori, guide alpine e appassionati, è emersa la volontà di affrontare la questione attraverso il dialogo. Tra i temi discussi, il rapporto tra autorialità della via e uso collettivo nel tempo, il ruolo delle protezioni moderne e la distinzione tra approccio alpinistico e arrampicatorio.

Alcuni interventi hanno sottolineato la possibilità di una manutenzione conservativa degli itinerari, mentre altri hanno richiamato la necessità di valutazioni caso per caso, evitando posizioni rigide. È stata inoltre ricordata la posizione favorevole di Giancarlo Dolfi a interventi che mantenessero le vie frequentabili e sicure.

Come primo passo concreto, è stata decisa una perlustrazione della via per valutarne le condizioni attuali e individuare eventuali interventi mirati, con l’obiettivo di garantire la percorribilità senza snaturare le caratteristiche dell’itinerario.

L’episodio si inserisce in un dibattito più ampio che negli ultimi anni ha interessato diverse aree montane italiane, dove interventi analoghi hanno riacceso il confronto sull’etica dell’arrampicata e sulla tutela delle vie storiche.

Perché il rispetto della montagna passa anche dal rispetto della sua storia.

Fonti: comunicati del CAI Firenze e del CAI Lucca

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  • Victor Ferrer racconta il primo giorno dell’VIII International Cave Photographers Meeting
    Condividi In Cantabria sessanta fotografi speleologi sono impegnati nella documentazione delle grandi cavità dell’Alto Asón, mentre gli organizzatori coordinano l’evento È entrato nel vivo l’VIII International Cave Photographers Meeting, il raduno internazionale dedicato alla fotografia speleologica in corso ad Arredondo, in Cantabria (Spagna). Dopo la presentazione dell’evento già pubblicata da Scintilena, arrivano ora i primi aggiornamenti direttamente dagli organizzatori. A raccontare l
     

Victor Ferrer racconta il primo giorno dell’VIII International Cave Photographers Meeting

Júl 23rd 2026 at 05:30

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In Cantabria sessanta fotografi speleologi sono impegnati nella documentazione delle grandi cavità dell’Alto Asón, mentre gli organizzatori coordinano l’evento

È entrato nel vivo l’VIII International Cave Photographers Meeting, il raduno internazionale dedicato alla fotografia speleologica in corso ad Arredondo, in Cantabria (Spagna). Dopo la presentazione dell’evento già pubblicata da Scintilena, arrivano ora i primi aggiornamenti direttamente dagli organizzatori.

A raccontare l’avvio delle attività è Victor Ferrer, tra i più noti fotografi speleologici spagnoli (e non solo) e componente dello staff organizzativo.

In un post pubblicato sui social, Ferrer esprime la propria soddisfazione per la riuscita della prima giornata, durante la quale i sessanta partecipanti hanno documentato alcune delle più importanti cavità della zona: Cayuela, Coventosa, Cuevamur, El Mortero de Astrana, La Gándara e Cueva Fresca.

Victor racconta di non aver potuto partecipare alle escursioni fotografiche. Il suo compito, insieme ad Antonio Danieli e Jaume Ferreres, è infatti quello di garantire il corretto svolgimento dell’evento, occupandosi dell’organizzazione dei pasti e del coordinamento degli ingressi e delle uscite dei gruppi dalle grotte, un lavoro indispensabile per gestire in sicurezza una manifestazione di queste dimensioni.

Nel suo messaggio brilla una nota di entusiasmo anche per ben altro motivo: la vittoria della Spagna per 1-0 contro il Brasile, che ha contribuito a rendere la giornata ancora più memorabile!

L’VIII International Cave Photographers Meeting, in programma fino al 25 luglio, è uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla fotografia speleologica: ha richiamato, come sempre, fotografi ed esperti da numerosi Paesi con l’obiettivo di documentare e valorizzare il patrimonio carsico ipogeo.

Fonte testo e foto: post Facebook Victor Ferrer

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  • Chieti, torna “Percorsi dell’acqua”: viaggio serale tra il serbatoio romano e la via tecta dell’antica Teate
    Condividi Sabato 25 luglio 2026 visite guidate gratuite, su prenotazione, alla scoperta dei percorsi sotterranei della città. Quattro turni per esplorare uno dei luoghi più affascinanti del patrimonio archeologico teatino CHIETI – Dopo il successo della precedente edizione, torna a grande richiesta “Percorsi dell’acqua. Dal foro ai quartieri orientali di Teate”, la visita guidata che permetterà di scoprire alcuni degli ambienti sotterranei più suggestivi dell’antica città romana. L’iniziat
     

Chieti, torna “Percorsi dell’acqua”: viaggio serale tra il serbatoio romano e la via tecta dell’antica Teate

Júl 23rd 2026 at 05:00

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Sabato 25 luglio 2026 visite guidate gratuite, su prenotazione, alla scoperta dei percorsi sotterranei della città. Quattro turni per esplorare uno dei luoghi più affascinanti del patrimonio archeologico teatino

CHIETI – Dopo il successo della precedente edizione, torna a grande richiesta “Percorsi dell’acqua. Dal foro ai quartieri orientali di Teate”, la visita guidata che permetterà di scoprire alcuni degli ambienti sotterranei più suggestivi dell’antica città romana.

L’iniziativa, inserita nel Piano di Valorizzazione 2026 del Ministero della Cultura, si svolgerà sabato 25 luglio, dalle 20 alle 24, con apertura straordinaria delle cisterne romane di via Gizzi e della via tecta all’interno di Palazzo de Mayo.

L’evento offrirà ai partecipanti l’opportunità di esplorare il serbatoio romano sottostante Palazzo Olivieri, con ingresso da via Gizzi, e di percorrere l’antica strada coperta che collegava il foro ai quartieri orientali dell’antica Teate, in un itinerario che racconta l’ingegneria idraulica e l’organizzazione urbana della città romana.

L’iniziativa è organizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara, in collaborazione con lo Speleo Club di Chieti e l’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”, con il patrocinio del Comune di Chieti.

La partecipazione è gratuita, ma è prevista la prenotazione obbligatoria. Sono programmati quattro turni di visita (20-21, 21-22, 22-23 e 23-24), con un massimo di 15 partecipanti per ciascun turno.

Gli organizzatori raccomandano di indossare abbigliamento comodo e scarpe chiuse. Per motivi di sicurezza la visita è riservata ai partecipanti di età pari o superiore ai 12 anni. È inoltre richiesto di presentarsi 30 minuti prima dell’orario prenotato presso il punto di ritrovo in via Gizzi, per la firma della manleva.

Poiché il percorso proposto coincide con quello già effettuato durante le Giornate Europee dell’Archeologia del 14 giugno scorso, la Soprintendenza invita, ove possibile, a lasciare spazio a chi non ha ancora avuto l’opportunità di partecipare.

Le prenotazioni sono aperte fino a esaurimento dei posti disponibili.

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    Malužinská - Bocianska dolina je zatiaľ jedinou dolinou kde sa dajú navštíviť 3 podzemné unikáty. Malužinská jaskyňa je známa svojou krásou a rôznymi významnými prvkami. Jej najväčší priestor je tzv. Vysoký dóm s výškou až 14 metrov a dĺžkou približne 33 metrov. Jaskyňa je vytvorená v dolomitoch a je známa svojou prítomnosťou pulimentu, červenohnedej plastickej hliny, ktorá sa kedysi používala pri výrobe rámov na obraz. Prístup k jaskyni je trochu športovo-adrenalínový, najprv približne desaťm
     

Malužinská jaskyňa | Úžasný podzemný klenot

Malužinská - Bocianska dolina je zatiaľ jedinou dolinou kde sa dajú navštíviť 3 podzemné unikáty.

Malužinská jaskyňa je známa svojou krásou a rôznymi významnými prvkami. Jej najväčší priestor je tzv. Vysoký dóm s výškou až 14 metrov a dĺžkou približne 33 metrov. Jaskyňa je vytvorená v dolomitoch a je známa svojou prítomnosťou pulimentu, červenohnedej plastickej hliny, ktorá sa kedysi používala pri výrobe rámov na obraz. Prístup k jaskyni je trochu športovo-adrenalínový, najprv približne desaťminútová túra do kopca, potom zostup úzkou chodbou a schodiskom - mlynárske schody. Jaskyňa je otvorená od marca do novembra a odporúča sa objednať sa vopred na tel.: 0907 474 508

Štôlňa Zubaustollen je sprístupnená baňa nachádzajúca sa v obci Malužiná, na začiatku Malužinskej doliny. Otvorená je od 3. júna 2022 a je známa svojou farebnou výzdobou a čarovným jazierkom. Prehliadky sú limitované na 10 osôb a je potrebné rezervovať telefonicky alebo e-mailom. Vstupenky sa zakúpia na recepcii Speleocampu Malužiná, kde návštevníci dostanú aj potrebnú výstroj, ako sú baterky a šiltovky. Cesta k bani trvá približne 25 minút pešo a je otvorená celoročne. 0907 474 508
https://maluzinskajaskyna.sk/

Štôlňa Salvátor sa nachádza v obci Vyšná Boca a bola otvorená pre verejnosť v roku 2018. Štôlňa ponúka prehliadku histórie baníctva v regióne a technológie ťažby zlata a striebro. Vstup do podzemia je možný len so sprievodcom, ktorý prevedie návštevníkov úzkymi chodbami a zachovanými banskými dielami. Štôlňa je horizontálna, čo umožňuje pohodlný prístup do srdca hory, kde teplota dosahuje stabilných 6 až 8 stupňov Celzia.
V štôlni sa v minulosti ťažilo zlato a striebro. 0917 581 851


Nachádza sa nad obcou Malužiná, na ľavej strane Bocianskej doliny, na severnej strane Nízkych Tatier. Je vytvorená v dolomitoch.

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  • Aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026!
    Condividi I cinque elementi tornano a guidare l’avventura: dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 il cuore del Monte Cucco aspetta la grande comunità della speleologia. È il momento di iscriversi e iniziare a costruire insieme il Raduno! Ci siamo, finalmente! Dopo tanta attesa è arrivato uno dei momenti più belli: sono ufficialmente aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre nel magnifico scenario del Parco del
     

Aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026!

Júl 22nd 2026 at 16:35

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I cinque elementi tornano a guidare l’avventura: dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 il cuore del Monte Cucco aspetta la grande comunità della speleologia.

È il momento di iscriversi e iniziare a costruire insieme il Raduno!

Ci siamo, finalmente!

Dopo tanta attesa è arrivato uno dei momenti più belli: sono ufficialmente aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre nel magnifico scenario del Parco del Monte Cucco. (Raduno 2026).

Il Raduno torna nel luogo dove la passione per il mondo sotterraneo incontra natura, ricerca, amicizia e condivisione. E lo fa riprendendo il filo conduttore che aveva conquistato tutti nel 2023: i cinque elementi.

Aria, respiro e orientamento nel buio, soffio che accompagna la fermentazione e dà vita ai lieviti.
Acqua, forza paziente che scolpisce la roccia, nutrimento della vite e anima della birra.
Terra, corpo vivo della montagna, ma anche il suolo che nutre la vite, l’orzo e il luppolo.
Fuoco, luce che rende visibile l’oscurità, sole che porta a maturazione l’uva, calore che trasforma i malti, accompagna la distillazione del rum e, alla fine della giornata, accende il Gran Pampel.
Vuoto, la dimensione più profonda del mondo sotterraneo, ma anche il bicchiere che si svuota allo SpeleoBar. È ciò che gli speleologi cercano e attraversano. È lo spazio che si riempie di racconti. Un bicchiere vuoto è semplicemente l’inizio del prossimo pieno

Cinque simboli che raccontano l’essenza della speleologia e accompagnano chi esplora, osserva e si lascia sorprendere dal mondo nascosto sotto i nostri piedi.

Anche nel 2026, Costacciaro sarà il punto d’incontro di speleologi, associazioni, ricercatori, fotografi, esploratori e appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero, pronti a vivere quattro giorni ricchi di incontri, conferenze, mostre, workshop, escursioni e tante occasioni per stare insieme.

Le novità iniziano già dalla comunicazione: sui canali social del Raduno era stato pubblicato da poco un video intrigante che anticipava l’atmosfera dell’evento e accompagna l’apertura delle iscrizioni.

E ora: via alle emozioni!

Come partecipare

Da oggi è possibile iscriversi direttamente online:

Iscrizioni:
https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/

Per iscriversi, è necessaria l’iscrizione all’Associazione Ipogenica 2026.

– Early Bird (la traduciamo “non aspettare l’ultimo giorno”) + Associazione Ipogenica 2026 + maglietta d’autore: € 50,00

– Early Bird + Associazione Ipogenica 2026: € 35,00

– Bambini e ragazzi (0-15 anni): partecipazione gratuita, con registrazione in segreteria all’arrivo

Chi desidera organizzare una mostra, una conferenza, un workshop, un’esposizione, un’attività o contribuire in qualsiasi altro modo alla manifestazione può proporre la propria iniziativa attraverso:

Costruiamo il Raduno:
https://radunocostacciaro.it/costruiamo-il-raduno/

Per organizzare al meglio il soggiorno sono già disponibili tutte le informazioni dedicate all’accoglienza:

Accoglienza 2026:
https://radunocostacciaro.it/accoglienza-2026/

Per tutte le novità, gli aggiornamenti e le informazioni sul Raduno:

Sito ufficiale:
https://radunocostacciaro.it/

Il conto alla rovescia è iniziato.

Costacciaro 2026 non sarà soltanto un Raduno: sarà il luogo dove ritrovarsi, condividere esperienze, costruire nuovi progetti e vivere, ancora una volta, la magia dei cinque elementi.

Noi ci saremo. E voi?

Saranno 47 gli ospiti che in tre giorni si alterneranno sulle nostre poltroncine, nel salottino di Costacciaro Spritz Blitz Scintilens, a raccontare e a raccontarsi tra amici.

Faremo i turni di notte incontrarli tutti e sarà un piacere immenso!

Pagina Instagram

https://www.instagram.com/reel/DbFxXXtOxy7/?igsh=MTlkcnlvb296emY5Mg==

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  • Cuore di Ferro: alla Miniera della Manina una serata dedicata alla memoria mineraria e alla speleologia
    Condividi Al Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, una serata tra racconti, fotografia e cultura dell’esplorazione sotterranea per riscoprire la storia delle miniere della Val di Scalve. Miniera della Manina e Val di Scalve: un patrimonio da riscoprire Sabato 29 agosto 2026 il Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, ospiterà “Cuore di Ferro”, un appuntamento dedicato alla memoria delle miniere della Val di Scalve e al mondo dell’esplorazione sotterranea.
     

Cuore di Ferro: alla Miniera della Manina una serata dedicata alla memoria mineraria e alla speleologia

Júl 22nd 2026 at 07:00

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Al Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, una serata tra racconti, fotografia e cultura dell’esplorazione sotterranea per riscoprire la storia delle miniere della Val di Scalve.

Miniera della Manina e Val di Scalve: un patrimonio da riscoprire

Sabato 29 agosto 2026 il Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, ospiterà “Cuore di Ferro”, un appuntamento dedicato alla memoria delle miniere della Val di Scalve e al mondo dell’esplorazione sotterranea.

L’iniziativa si svolgerà a circa 1.800 metri di quota, in un luogo che per secoli ha rappresentato uno dei principali centri estrattivi della Lombardia. Le miniere della Manina hanno infatti avuto un ruolo importante nello sviluppo economico della valle, grazie all’estrazione del minerale di ferro, attività documentata già in epoca romana e proseguita nei secoli fino alla definitiva chiusura degli impianti negli anni Settanta del Novecento. Ancora oggi sono visibili gli imbocchi delle gallerie, le discariche minerarie e altre strutture legate all’antica attività estrattiva. 

Il Rifugio Case Rosse dei Minatori al centro dell’iniziativa

La manifestazione si svolgerà presso il Rifugio Case Rosse dei Minatori, ricavato dagli edifici che un tempo ospitavano i lavoratori delle miniere. Oggi la struttura rappresenta un punto di riferimento per gli escursionisti che percorrono il Sentiero delle Orobie Orientali e per chi desidera conoscere la storia industriale della Val di Scalve. 

L’ambientazione contribuirà a creare un collegamento diretto con il passato del territorio, offrendo ai partecipanti la possibilità di immergersi nei luoghi dove generazioni di minatori hanno lavorato in condizioni spesso difficili.

Speleologia in cavità artificiali e memoria del lavoro minerario

Il programma della serata unirà divulgazione, testimonianze e valorizzazione del patrimonio minerario.

Sono previsti momenti dedicati ai racconti sulla vita quotidiana dei minatori, accompagnati da musica e testimonianze che ripercorreranno la storia dell’attività estrattiva locale.

Uno spazio significativo sarà riservato anche alla mostra fotografica dedicata al mondo ipogeo e alle esplorazioni nelle miniere, con immagini che documentano l’attività di ricerca e di studio nelle cavità artificiali.

La scelta di dedicare l’iniziativa alla speleologia in miniera evidenzia un settore della disciplina che negli ultimi decenni ha assunto crescente rilevanza scientifica. Le cavità artificiali rappresentano infatti un patrimonio storico, archeologico e culturale che consente di ricostruire le tecniche estrattive, l’organizzazione del lavoro e l’evoluzione delle attività produttive.

La collaborazione tra enti speleologici e realtà del territorio

L’evento è promosso dalla Scuola Nazionale Speleologica Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana, dalla Commissione Cavità Artificiali SSI, dal Museo Etnografico di Schilpario, dal Gruppo Alpinistico Celadina, dalla Federazione Speleologica Lombarda e dal Comune di Vilminore di Scalve – Nona.

La collaborazione tra associazioni speleologiche, istituzioni culturali e amministrazioni locali punta a valorizzare un patrimonio che unisce archeologia industriale, ricerca storica ed esplorazione delle cavità artificiali.

Un appuntamento dedicato alla cultura delle miniere

“Cuore di Ferro” propone un’occasione di approfondimento per speleologi, appassionati di storia mineraria, escursionisti e visitatori interessati a conoscere uno dei luoghi simbolo dell’attività estrattiva lombarda.

L’iniziativa intende mantenere viva la memoria del lavoro nelle miniere della Manina, raccontando il rapporto tra uomo e montagna attraverso testimonianze, immagini e documentazione storica. La scelta del Rifugio Case Rosse, situato a breve distanza dagli antichi imbocchi minerari, permette di vivere l’esperienza nel contesto originale in cui questa storia si è sviluppata.

Fonti

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  • Esce “Tracce d’antico in valle d’Orba”, il nuovo volume di Enrico Di Iorio dedicato alle rocce incise
    Condividi Cinque anni di ricerche hanno portato alla pubblicazione di un’opera che documenta il più ampio repertorio di incisioni rupestri conosciute nell’Alta Valle dell’Orba L’Alta Valle dell’Orba, al confine tra Liguria e Piemonte, è un territorio ricco di testimonianze storiche e archeologiche. Conosciuta anche per la tragedia della diga di Ortiglieto del 1935, la valle conserva un patrimonio meno noto, ma di grandissimo interesse: quello delle rocce incise. A questo tema è dedicato i
     

Esce “Tracce d’antico in valle d’Orba”, il nuovo volume di Enrico Di Iorio dedicato alle rocce incise

Júl 22nd 2026 at 06:00

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Cinque anni di ricerche hanno portato alla pubblicazione di un’opera che documenta il più ampio repertorio di incisioni rupestri conosciute nell’Alta Valle dell’Orba

L’Alta Valle dell’Orba, al confine tra Liguria e Piemonte, è un territorio ricco di testimonianze storiche e archeologiche. Conosciuta anche per la tragedia della diga di Ortiglieto del 1935, la valle conserva un patrimonio meno noto, ma di grandissimo interesse: quello delle rocce incise.

A questo tema è dedicato il nuovo volume di Enrico Di Iorio, “Tracce d’antico in valle d’Orba”, frutto di cinque anni di ricerche sul campo.

Il libro documenta il più vasto repertorio oggi conosciuto delle incisioni rupestri dell’Alta Valle dell’Orba: 35 rocce incise, oltre 320 fotografie delle incisioni e quasi 500 immagini complessive distribuite in 312 pagine.

Roccia incisa dell’Alta Valle dell’Orba. Immagine condivisa da Sergio Siravo Severi

L’opera amplia e sostituisce il precedente volume “Alta Valle dell’Orba – Preistoria ed Età Romana”, ormai esaurito, presentando nuovi ritrovamenti, una documentazione aggiornata e un quadro più completo delle testimonianze incise presenti sul territorio.

Le incisioni rupestri sono una preziosa testimonianza della frequentazione umana di queste montagne: un patrimonio di grande interesse per tutti, archeologi, geologi, speleologi e studiosi del paesaggio.

Il volume è disponibile presso le edicole di Martina e Olba San Pietro, frazioni del Comune di Urbe (Savona).

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  • Chi ha paura del buio? A Nardò, forse nessuno
    Condividi “Furchio ti la Zappa” continua a incantare: piccoli esploratori crescono con “In Grotta con le Stelle” Un’esperienza di speleologia dedicata ai più giovani, capace di coinvolgere anche gli adulti. Grande successo per l’iniziativa “In Grotta con le Stelle”, organizzata da diversi annidal Gruppo Speleologico Neretino per accompagnare bambini e famiglie alla scoperta del mondo sotterraneo attraverso un’esperienza autentica di esplorazione. Teatro dell’attività è la suggestiva gr
     

Chi ha paura del buio? A Nardò, forse nessuno

Júl 22nd 2026 at 05:00

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“Furchio ti la Zappa” continua a incantare: piccoli esploratori crescono con “In Grotta con le Stelle”

Un’esperienza di speleologia dedicata ai più giovani, capace di coinvolgere anche gli adulti.

Grande successo per l’iniziativa “In Grotta con le Stelle”, organizzata da diversi annidal Gruppo Speleologico Neretino per accompagnare bambini e famiglie alla scoperta del mondo sotterraneo attraverso un’esperienza autentica di esplorazione.

Teatro dell’attività è la suggestiva grotta “Furchio ti la Zappa”, nel territorio di Nardò, in provincia di Lecce, nel cuore del Salento, che continua a regalare emozioni intense a ogni nuova visita.

Una dozzina di partecipanti, tra bambini e adulti, si è ritrovata in prima serata per affrontare il passaggio dalla luce all’oscurità. Casco in testa e illuminazione frontale, il gruppo ha varcato l’ingresso della cavità con lo stesso spirito degli esploratori di un tempo, pronto a vivere un’avventura ben diversa da una semplice visita turistica.

Le tenebre hanno fatto da cornice a quella che il post social del Gruppo, con un sorriso, definisce “una sporca dozzina”, citando il film di Aldrich.

I piccoli esploratori hanno affrontato ogni passaggio con curiosità e coraggio.

Nulla li ha fermati, neanche il cunicolo stretto e impegnativo che conduce alla sala finale della grotta.

Qui, seduti in cerchio, hanno atteso in silenzio il lento cadere di una goccia da una stalattite. Quando la goccia ha raggiunto la stalagmite sottostante, è scattato un applauso spontaneo, quasi a celebrare il lento lavoro della natura che, nell’arco di migliaia di anni, costruisce le concrezioni della grotta.

Un gesto semplice e spontaneo, bellissimo, che viene dal cuore dei giovani: ricorderà loro, negli anni, il valore del tempo e della pazienza.

Qualche imprevisto durante l’avvicinamento, chi aveva sottovalutato i consigli sull’abbigliamento ha dovuto fare i conti con le zanzare, presenza immancabile nelle serate estive…ma tutto questo fa parte dell’esperienza!

All’ingresso della grotta gli sguardi dei bambini tradivano un pizzico di timore, che è subito diventato entusiasmo e voglia di mettersi alla prova.

L’uscita dopo un paio d’ore intense: l’esitazione iniziale aveva ormai lasciato spazio all’orgoglio di aver vissuto un’esperienza autentica, fatta di fango, umidità, silenzio e scoperta, anche di sè.

Nel “Furchio ti la Zappa” si striscia, si osserva lo stillicidio, si ascolta il silenzio assoluto e si percepisce la forza di un ambiente naturale che conserva intatto il proprio fascino.

Una leggenda locale racconta che, in un punto della grotta, appoggiando l’orecchio alla parete sia possibile “vedere” e persino toccare il buio: nessuno, almeno finora, è riuscito a smentirla.

La serata si è conclusa con un caloroso arrivederci, e con il ringraziamento agli accompagnatori del Gruppo Speleologico Neretino.

Grazie al Gruppo per il bellissimo resoconto, attinto da un post di Facebook e arricchito di molte fotografie (due o tre le prendiamo in prestito…).

fonte: post FB Gruppo Speleologico Neretino

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  • Photos from Správa slovenských jaskýň's post
    PREDNÁŠKA NIELEN O VAŽECKOM KRASE Minulý týždeň sa v areáli Važeckej jaskyne uskutočnilo podujatie venované Važeckému krasu a jaskyni. Sprievodcom aj verejnosti prednášal zaslúžilý jaskyniar a bývalý správca Važeckej jaskyne Milan Orfánus, ktorý sa poznávaniu tajomstiev krasu a histórie Liptova aktívne venuje aj na dôchodku. (Feed generated with FetchRSS)
     

Photos from Správa slovenských jaskýň's post

PREDNÁŠKA NIELEN O VAŽECKOM KRASE

Minulý týždeň sa v areáli Važeckej jaskyne uskutočnilo podujatie venované Važeckému krasu a jaskyni. Sprievodcom aj verejnosti prednášal zaslúžilý jaskyniar a bývalý správca Važeckej jaskyne Milan Orfánus, ktorý sa poznávaniu tajomstiev krasu a histórie Liptova aktívne venuje aj na dôchodku.







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  • Do krasu Slovinska
    V krasu Slovinska je bezpočet jeskyní a propastí s bohatou krápníkovou výzdobou. A ty přilákaly 17-19 července Moniku, Romana, Láďu a další kamarády Davida s ZO Labyrint, Míšu (vedl exkurze) ze skupiny Jána Majku a kamarády Jirku a Marci. Nakonec stihli tři propasťovité systémy a stálo to za to. Systém Logarček. Dlouhý přes 5 km s hloubkou 120 metrů. Hned po počátečním slanění je jasné, že se bude jednat o velice nádherně zdobenou jeskyní. Mišo s Jirkou nás provádí zcela neomylně systémem úzkých
     

Do krasu Slovinska

V krasu Slovinska je bezpočet jeskyní a propastí s bohatou krápníkovou výzdobou. A ty přilákaly 17-19 července Moniku, Romana, Láďu a další kamarády Davida s ZO Labyrint, Míšu (vedl exkurze) ze skupiny Jána Majku a kamarády Jirku a Marci. Nakonec stihli tři propasťovité systémy a stálo to za to.

Systém Logarček. Dlouhý přes 5 km s hloubkou 120 metrů. Hned po počátečním slanění je jasné, že se bude jednat o velice nádherně zdobenou jeskyní. Mišo s Jirkou nás provádí zcela neomylně systémem úzkých krápníkových chodbiček k dalšímu slanění do spodních pater, ještě, že už cestu znají, ušetří nám to dost, tolik potřebného času. Horní patra jsou suchá s množstvím krápníků. Dolní patra pak změní charakter na blátivé chodby s obřími dómy. Nejprve jdeme směr Severní rokav. Blatna dvorana dostává svému jménu a doslova se kloužeme po zadku jejími síněmi. Ve Skalním rovu po chvilce trefujeme průstup skrze úzké a blatité plazivé systémy do obří chodby, kterou docházíme k jezerům. To je pro dnešní den náš točný bod. 

 

Na druhý den nám Mišo domluvil u místních jeskyňářů otevření jeskyně Netopirjeva jama pri Orleku.   Má délku 370 m s hloubkou -46 m (-80 m v jamarské věži). Sebou máme více jak 120 metrů lan a používáme vše, navíc v propasti padla 80 m lano a v pytli zbývá necelý metr 😊, opět můžeme jenom děkovat, že jsme zde s Mišem, který má informace nejaktuálnější. Nepatrnou dírou v zemi se soukáme úzkým zřejmě střílením prostorem až k prvnímu slanění, které nás svede na římsu nad propast. Ani z ní však není dno, na které dále míříme vidět. Ústřední propast je monumentální nejen výzdobou, ale i svými expozicemi, při které se tají dech. Po 80 metrovém sestupu s přepínkami „pod převisy a v luftu“ nutno říci, že cesta sestupu je vedena perfektně. Dole nás čeká další slanění užší chodbou, kde se ukrývá z jeskyně to nejlepší. Výzdoba v síni, do které se dostaneme je neskutečná. V komínech jsou lana vedoucí do výzdoby, a tak si prohlížíme tuto nádhernou síň i shora

Netopirjeva jama pri Orleku vstup

 

Netopirjeva jama pri Orleku

Poslední den brzy ráno a už jsme zase v cajkách a slaňujeme jeskyni MT11 (Materija). Jeskyně má délku 350 metrů s hloubkou -70 metrů, ale výzdoba a nádherně obrovské dómy opět potěší jeskyňářské oči. Průchod na spodní patro je opět natolik nepatrný, že jsme rádi, že Mišo ví, kde přesně je 😊

Děkujeme Míšovi z oblastné skupiny Jána Majku za to, že naplánoval takto nádherný prodloužený víkend v těchto famózních Slovinských jeskyních 😊a samozřejmě všem účastníkům za neúnavné tahání vaků, lan a potřebného materiálu, abychom se dostali do těch nejkrásnějších prostor skrytých hluboko v podzemí.

Ubytko zařizuje Láďa a luxusně. Trochu se bojíme, po tom co vylezeme z jeskyně zamazaní blátem, jestli jsme neměli zvolit radši nějaký místní speleokemp. Hned po příjezdu je jasné, že majitelka penziónu nebudeme mít s „jamaři“ žádný problém a nad tím, že ji na prádelní šňůře visí plno špinavých overálů jen mávne rukou 😊, načež kluky pošle k sousedovi do sklípku pro místní vínko.

Dle zápisu Moniky

 

 

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  • Plánujete co ve STŘEDU 22
    Plánujete co ve STŘEDU 22. července 2026? Zbrašovské aragonitové jeskyně v Teplicích nad Bečvou připravují od 9 do 16 hodin HISTORICKÉ PROHLÍDKY KE 100. VÝROČÍ ZPŘÍSTUPNĚNÍ. Průvodci v dobových kostýmech přiblíží historii zpřístupňování přírodního podzemí v Hranickém krasu. Vstupenky bude možné získat přímo v pokladně. (Feed generated with FetchRSS)
     

Plánujete co ve STŘEDU 22

Plánujete co ve STŘEDU 22. července 2026? Zbrašovské aragonitové jeskyně v Teplicích nad Bečvou připravují od 9 do 16 hodin HISTORICKÉ PROHLÍDKY KE 100. VÝROČÍ ZPŘÍSTUPNĚNÍ.
Průvodci v dobových kostýmech přiblíží historii zpřístupňování přírodního podzemí v Hranickém krasu.
Vstupenky bude možné získat přímo v pokladně.



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  • Alla Grotta del Vento tornano le Serate al Buio
    Condividi Da venerdì 24 luglio prossimo, riprendono gli appuntamenti serali che permettono di visitare la celebre cavità delle Alpi Apuane illuminati soltanto da lampade a carburo e torce. La Grotta del Vento ripropone anche quest’anno le “Serate al Buio”, un’esperienza che consente ai visitatori di percorrere il ramo turistico della cavità in condizioni simili a quelle vissute dai primi esploratori. A partire da venerdì 24 luglio 2026, e successivamente ogni venerdì alle ore 19 fino alla
     

Alla Grotta del Vento tornano le Serate al Buio

Júl 21st 2026 at 05:30

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Da venerdì 24 luglio prossimo, riprendono gli appuntamenti serali che permettono di visitare la celebre cavità delle Alpi Apuane illuminati soltanto da lampade a carburo e torce.

La Grotta del Vento ripropone anche quest’anno le “Serate al Buio”, un’esperienza che consente ai visitatori di percorrere il ramo turistico della cavità in condizioni simili a quelle vissute dai primi esploratori.

A partire da venerdì 24 luglio 2026, e successivamente ogni venerdì alle ore 19 fino alla fine di agosto e ai primi di settembre, le luci dell’impianto turistico verranno spente. L’illuminazione sarà affidata esclusivamente a lampade a carburo e torce, offrendo una percezione completamente diversa degli ambienti sotterranei.

Nel buio, concrezioni, gallerie e grandi sale assumono un aspetto più naturale, mentre suoni, ombre e prospettive restituiscono un’esperienza più vicina a quella della speleologia esplorativa. Un’occasione per scoprire la grotta da un punto di vista insolito ai più, valorizzando il fascino dell’ambiente ipogeo senza la consueta illuminazione scenografica.

Le visite serali permettono inoltre di raggiungere la Grotta del Vento al tramonto, nel cuore del Parco Regionale delle Alpi Apuane, con vista sulla valle della Turrite di Gallicano.

La prenotazione è consigliata.

Informazioni: 0583 722024.

Fonte notizia e fotografie: Comunicato Grotta del Vento – Vittorio Verole-Bozzello

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  • I club speleologici celebrano la loro storia: la British Caving Association -BCA invita a raccontare gli anniversari
    Condividi Nel BCA Annual Report 2025 una pagina è dedicata ai traguardi raggiunti dalle associazioni britanniche. Ora la British Caving Association lancia una domanda alla comunità speleologica: quanti anni ha il vostro gruppo? La British Caving Association (BCA) ha dedicato una pagina del suo Annual Report 2025 agli anniversari di alcuni storici club speleologici del Regno Unito, celebrando la lunga tradizione di associazioni che da decenni contribuiscono all’esplorazione, alla ricerca e all
     

I club speleologici celebrano la loro storia: la British Caving Association -BCA invita a raccontare gli anniversari

Júl 21st 2026 at 05:00

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Nel BCA Annual Report 2025 una pagina è dedicata ai traguardi raggiunti dalle associazioni britanniche. Ora la British Caving Association lancia una domanda alla comunità speleologica: quanti anni ha il vostro gruppo?

La British Caving Association (BCA) ha dedicato una pagina del suo Annual Report 2025 agli anniversari di alcuni storici club speleologici del Regno Unito, celebrando la lunga tradizione di associazioni che da decenni contribuiscono all’esplorazione, alla ricerca e alla diffusione della cultura speleologica.

Tra i protagonisti figurano il Bristol Exploration Club, che nel 2025 ha festeggiato il 90° anniversario, l’Earby Pothole Club, giunto agli 80 anni, la University of Leeds Speleological Association, che ha celebrato i 60 anni di attività, e la Great Orme Exploration Society, arrivata al 40° anniversario.

La pubblicazione del rapporto annuale è stata accompagnata da un invito rivolto a tutta la comunità speleologica. Attraverso un post pubblicato sui propri canali social, la BCA chiede ai club di raccontare la propria storia e di indicare l’anno di fondazione della propria associazione, lanciando anche una curiosa sfida: esistono gruppi speleologici con oltre cento anni di vita?

Una bella iniziativa, che valorizza il patrimonio di esperienze, competenze e volontariato che caratterizza le i gruppi speleologici, e ricorda come la continuità dei gruppi rappresenti uno degli elementi più importanti per la crescita della disciplina e per la conservazione della memoria delle esplorazioni.

La domanda può essere estesa anche alla comunità speleologica italiana, ricca di gruppi con una lunga storia alle spalle.

Molte associazioni vantano decenni di attività: ce n’è qualcuna che ha già superato il secolo di vita?

Scintilena invita i gruppi italiani a raccontare nei commenti l’anno della propria fondazione e a condividere i traguardi raggiunti nel corso della loro storia.

Fonte: British Caving Association, post pubblicato sui canali social della BCA e BCA Annual Report 2025.

Rapporto completo: https://british-caving.org.uk/bca-annual-report-2025/

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