Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: dal Coahuila la proposta per riconoscere le cavità come zone umide sotterranee
Nel primo appuntamento UNESCO del 13 settembre 2026, Mónica Ponce propone di leggere le grotte del Deserto Chihuahuense e del mondo come sistemi idrologici e corridoi biologici. Un’impostazione che richiama strumenti già previsti dalla Convenzione di Ramsar.
Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo e proposta dal Coahuila
Saltillo, nello Stato messicano di Coahuila, ha fatto da cornice a una proposta dedicata al ruolo ecologico delle cavità naturali. Il documento è stato diffuso il 13 settembre 2026, data della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo riconosciuta dall’UNESCO.
L’iniziativa è firmata da Mónica Ponce, presidente della Commissione Materiali e Tecniche dell’Unione Internazionale di Speleologia e presidente dell’Asociación Coahuilense de Espeleología. Il testo invita a considerare le grotte del Deserto Chihuahuense, e per estensione le cavità del pianeta, come “zone umide sotterranee” e come “corridoi biologici ponte”.
La proposta non chiede di applicare una semplice definizione simbolica. Punta a mettere in relazione tutela delle acque sotterranee, biodiversità ipogea, continuità ecologica e pianificazione territoriale. Il messaggio centrale è chiaro: l’acqua invisibile del sottosuolo sostiene processi naturali che producono effetti anche in superficie.
La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo è stata proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025. La ricorrenza mira a richiamare l’attenzione sulle cavità naturali, sulle risorse idriche e sui paesaggi geologici. La prima celebrazione internazionale si è svolta a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026.
Grotte come zone umide sotterranee e sistemi idrologici
Nel testo presentato da Ponce, la prima chiave di lettura è idrologica. Le grotte e i sistemi carsici raccolgono, trasferiscono, immagazzinano e restituiscono acqua. In molti casi sono collegati a falde, sorgenti, corsi d’acqua sotterranei e bacini di alimentazione posti in superficie.
La definizione di “zona umida sotterranea” ha anche un fondamento negli strumenti internazionali esistenti. La Risoluzione VI.5 della Convenzione sulle zone umide di Ramsar, adottata a Brisbane nel 1996, ha inserito i sistemi idrologici carsici e di grotta sotterranei nella classificazione Ramsar delle zone umide. Le linee guida successive sottolineano il legame stretto tra questi ambienti e le acque sotterranee.
Questo passaggio è rilevante per i territori aridi e semiaridi. La stessa documentazione Ramsar riconosce che alcuni sistemi carsici e di grotta sono risorse ecologiche, culturali e scientifiche. In molte aree possono costituire anche una fonte di acqua sotterranea per paesaggi altrimenti aridi.
La proposta dal Coahuila riprende questo quadro. Evidenzia che le cavità possono contribuire alla regolazione del ciclo dell’acqua e alla ricarica degli acquiferi. Ricorda anche le condizioni di elevata umidità e di relativa stabilità termica che caratterizzano molti ambienti ipogei. Ogni sistema va comunque valutato nel proprio contesto geologico e idrogeologico. Non tutte le grotte hanno infatti lo stesso regime delle acque, né la stessa capacità di immagazzinamento o trasferimento.
In questa prospettiva, la protezione di un ingresso o di una singola sala non è sempre sufficiente. Le pressioni esercitate nel bacino di alimentazione possono alterare qualità e quantità dell’acqua che raggiunge il sottosuolo. Ramsar indica perciò la necessità di definire confini e fasce di tutela capaci di mantenere le funzioni idrologiche dei siti.
Corridoi biologici delle grotte e biodiversità sotterranea
La seconda parte della proposta riguarda le grotte come “corridoi biologici ponte”. L’espressione descrive il ruolo di connessione tra superficie e sottosuolo. Una cavità non è un ambiente isolato. Gli apporti d’acqua, materia organica, aria e organismi la collegano a un sistema più ampio.
Le grotte ospitano comunità altamente specializzate. Vi si trovano specie cavernicole e, in alcune situazioni, organismi endemici adattati a condizioni di buio, umidità e disponibilità alimentare limitata. Le cavità possono inoltre offrire rifugio, siti di riproduzione o di sosta a specie che utilizzano anche gli ambienti esterni, compresi vari chirotteri.
La connettività richiamata nel documento non va intesa come un corridoio lineare valido in ogni circostanza. È una proposta di pianificazione. Significa considerare insieme la grotta, le aree di ricarica, le sorgenti, la copertura vegetale, gli habitat esterni e le rotte utilizzate dalla fauna. Significa anche includere microbiota e invertebrati meno visibili nei programmi di inventario e monitoraggio.
Le linee Ramsar per la selezione e la gestione dei siti chiedono di prendere in esame le componenti biologiche, fisiche e chimiche dell’ecosistema. Riconoscono inoltre che anche siti piccoli, o gruppi di siti idrologicamente collegati, possono avere valore elevato. Per gli ambienti carsici questo approccio di rete è particolarmente utile.
Tutela del carsismo, Ramsar e obiettivo 30×30
La proposta collega il riconoscimento delle grotte come zone umide sotterranee a più quadri internazionali. Tra questi figurano l’UNESCO, le attività di ricerca e divulgazione della UIS e l’azione della Convenzione di Ramsar. Viene richiamato anche il lavoro di identificazione e documentazione dei geositi svolto dal Servicio Geológico Mexicano.
Il riferimento alla strategia 30×30 richiede una precisazione. Il Target 3 del Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal prevede che entro il 2030 sia efficacemente conservato e gestito almeno il 30 per cento delle aree terrestri, delle acque interne, delle aree costiere e marine. Il testo del target non stabilisce una quota autonoma riservata al sottosuolo.
L’estensione del ragionamento alle cavità e ai sistemi carsici rappresenta quindi una lettura proposta dal documento di Saltillo. Essa è coerente con l’idea di conservare aree importanti per la biodiversità, le funzioni ecosistemiche e la connettività. Per tradurla in misure concrete servono inventari, dati idrogeologici, valutazioni della fauna e una governance che includa le comunità locali.
La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo può offrire un contesto utile per questo confronto. La UIS ha invitato associazioni, grotte turistiche, geoparchi, scuole e istituzioni a promuovere iniziative locali. Nel caso della proposta di Ponce, divulgazione e tutela vengono poste sullo stesso piano: far conoscere le cavità significa anche rendere visibili i servizi idrici ed ecologici che svolgono.
Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: cosa implica la proposta
Definire le grotte come zone umide sotterranee e corridoi biologici non sostituisce gli strumenti di tutela già in vigore. Può però modificare la scala con cui vengono osservate. L’attenzione si sposta dalla cavità considerata come singolo luogo al sistema carsico nel suo complesso.
In termini operativi, l’impostazione suggerisce alcune priorità:
- realizzare inventari delle cavità, delle acque sotterranee e delle specie associate;
- individuare le aree di ricarica e le possibili fonti di inquinamento;
- monitorare portate, qualità delle acque, temperatura, umidità e comunità biologiche;
- progettare fasce di rispetto e misure di gestione che includano gli habitat esterni connessi;
- integrare ricerca speleologica, tutela della biodiversità, pianificazione idrica e divulgazione.
Il valore della proposta consiste nel riunire temi spesso trattati separatamente. Carsismo, falde, habitat ipogei e specie di superficie fanno parte di reti interdipendenti. La ricorrenza UNESCO del 13 settembre richiama proprio questo carattere integrato.
Per il Deserto Chihuahuense, dove l’acqua rappresenta una risorsa particolarmente sensibile, la lettura proposta da Ponce assume un rilievo specifico. Per altri contesti carsici, compresi quelli italiani, il punto di partenza resta analogo: conoscere i collegamenti tra superficie e sottosuolo prima di intervenire. La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo porta così al centro della discussione una domanda concreta: quali parti del paesaggio devono essere considerate per proteggere davvero una grotta?
Fonti
- Testo della proposta “Cuevas como humedales subterráneos y corredores biológicos puente”, Mónica Ponce, Saltillo, Coahuila, 13 settembre 2026. https://www.facebook.com/share/p/1DhivDEr2C/?mibextid=wwXIfr
- UNESCO, calendario degli eventi: https://www.unesco.org/en/events
- Convenzione di Ramsar, Risoluzione VII.13, linee guida per l’identificazione e la designazione dei sistemi carsici e idrologici sotterranei: https://www.ramsar.org/sites/default/files/documents/library/key_res_vii.13e.pdf
- Convenzione di Ramsar, linee guida sulla gestione delle acque sotterranee e sulle funzioni ecosistemiche delle zone umide: https://www.ramsar.org/sites/default/files/documents/pdf/guide/guide-groundwater-e.pdf
- Convenzione sulla diversità biologica, Target 3 del Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal: https://www.cbd.int/gbf/targets
- La Scintilena, “Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: la UIS invita la comunità speleologica mondiale a organizzare eventi il 13 settembre 2026”: https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-la-uis-invita-la-comunita-speleologica-mondiale-a-organizzare-eventi-il-13-settembre-2026/07/16/
Monica Ponce
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