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    Condividi Mobilitazione del Soccorso Alpino e Speleologico: attivate le delegazioni piemontese, ligure e lombarda. Sul posto anche commissione medica e disostruttori AGGIORNAMENTI IN FONDO ALL’ARTICOLO GARESSIO (CN) – È in corso dalle ore 17 di oggi un intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese nella Grotta dei Cinghiali Volanti, nel territorio comunale di Garessio, dove è stato lanciato un allarme per uno speleologo che si troverebbe a circa 120 metri di profondità. L’int
     

Garessio, allarme per uno speleologo nella grotta dei Cinghiali Volanti – aggiornamenti

Máj 31st 2026 at 19:46

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Mobilitazione del Soccorso Alpino e Speleologico: attivate le delegazioni piemontese, ligure e lombarda. Sul posto anche commissione medica e disostruttori

AGGIORNAMENTI IN FONDO ALL’ARTICOLO

GARESSIO (CN) – È in corso dalle ore 17 di oggi un intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese nella Grotta dei Cinghiali Volanti, nel territorio comunale di Garessio, dove è stato lanciato un allarme per uno speleologo che si troverebbe a circa 120 metri di profondità.

L’intervento si svolge in una delle cavità dell’area carsica Rocca d’Orse-Val d’Inferno, territorio ben noto agli speleologi.

La Grotta dei Cinghiali Volanti, scoperta dallo SCTanaro nell’autunno del 2007, ha portato all’esplorazione di un antichissimo livello freatico che si sviluppa sotto il Garbo della Donna Selvaggia (Atlante delle aree carsiche piemontesi – Catasto Speleologi Pienonte)

La cavità è frequentata da squadre speleologiche per attività di ricerca, documentazione ed esplorazione.

Secondo le prime informazioni disponibili, l’uomo potrebbe essere rimasto incastrato sotto una roccia durante l’attività in grotta. La situazione è ancora in fase di accertamento e al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulle sue condizioni.

Per l’intervento sono stati mobilitati numerosi tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico provenienti dalle delegazioni piemontese, ligure e lombarda. Sono state inoltre attivate la commissione medica e la squadra dei disostruttori, specialisti incaricati di intervenire in caso sia necessario rimuovere ostacoli o allargare i passaggi sotterranei per consentire il recupero dell’infortunato.

La squadra di primo intervento ha già raggiunto la zona operativa e sta procedendo nelle verifiche e nelle operazioni di soccorso all’interno della cavità.

Seguiranno aggiornamenti non appena saranno disponibili nuove informazioni sull’evoluzione dell’intervento.

Di seguito il comitato ufficiale del CNSAS:

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è impegnato in un intervento di carattere speleologico nel comune di Garessio (Cuneo). Intorno alle 17:00 è stato lanciato un allarme per uno speleologo con un arto incastrato sotto una roccia nella grotta dei Cinghiali Volanti, a 120 metri di profondità Una prima squadra del Soccorso Speleologico (con personale sanitario) ha già raggiunto il ferito. Sul posto stanno giungendo circa 40 soccorritori del Soccorso Alpino e Speleologico provenienti da diverse regioni d’Italia, nel caso in cui lo speleologo non sia in grado di collaborare per fuoriuscire dalla grotta e fosse necessario un trasporto in barella. Seguono aggiornamenti.

Delle h 22:25 è un altro comunicato CNSAS:

Aggiornamento dall’intervento nella Grotta dei Cinghiali Volanti. L’infortunato è stato raggiunto dalle prime squadre. È di nazionalità italiana, cosciente e collaborate, ma ha un arto inferiore bloccato da un masso. È assistito da personale sanitario del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, specificamente formato per intervenire in quel tipo di ambiente, e dalle squadre tecniche tra cui i disostruttori che stanno studiando la maniera più efficace per spostare la roccia e liberarlo. In seguito le sue condizioni sanitarie verranno rivalutate per individuare la strategia migliore per l’evacuazione. Al momento sono impegnati 42 tecnici del Soccorso Speleologico tra cui 8 sanitari e 8 disostruttori.
Uno nuovo aggiornamento verrà diffuso domattina dopo le 8.30.

Fonte: comunicati CNSAS

Foto di copertina (Massimo Sciandra) e rilievo (Massimo Sciandra e Raffaella Zerbetto) da https://catastogrotte-piemonte.net/caves-view-2508.en.html

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  • Grotte della Cambogia, nuove specie e carso fragile
    Condividi Una ricerca nelle cavità calcaree di Battambang rivela gechi, vipere e altri animali sconosciuti, ma anche habitat minacciati e poco protetti Indagine nel carso cambogiano Una ricerca svolta tra novembre 2023 e luglio 2025 nelle grotte calcaree della provincia di Battambang, nel nordovest della Cambogia, ha portato alla documentazione di numerose specie nuove per la scienza e di altri animali rari o minacciati. Il lavoro ha riguardato 64 grotte distribuite su dieci colline carsic
     

Grotte della Cambogia, nuove specie e carso fragile

Máj 31st 2026 at 08:00

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Una ricerca nelle cavità calcaree di Battambang rivela gechi, vipere e altri animali sconosciuti, ma anche habitat minacciati e poco protetti

Indagine nel carso cambogiano

Una ricerca svolta tra novembre 2023 e luglio 2025 nelle grotte calcaree della provincia di Battambang, nel nordovest della Cambogia, ha portato alla documentazione di numerose specie nuove per la scienza e di altri animali rari o minacciati. Il lavoro ha riguardato 64 grotte distribuite su dieci colline carsiche, in un paesaggio segnato da doline, cavità, sorgenti e corsi d’acqua sotterranei. Il quadro che emerge è quello di un ambiente ipogeo ricco di vita, ma ancora poco conosciuto e vulnerabile alle pressioni umane.[1][2]

Nuove specie nelle grotte della Cambogia

Tra i risultati più rilevanti figurano tre nuove specie di gechi già formalmente descritte, insieme a due micro-lumache e due millepiedi. Altre tre specie di gechi e una nuova vipera della fossa del genere Trimeresurus sono ancora in fase di descrizione scientifica. La ricerca segnala anche il ritrovamento di Gekko shiva, specie descritta in Thailandia nel 2025 e ora registrata per la prima volta anche in Cambogia.[2][1]

La vipera turchese del genere Trimeresurus è uno dei ritrovamenti più discussi del progetto. Si tratta di un serpente della famiglia delle vipere della fossa, dotato di organi sensibili al calore utili a individuare le prede nell’oscurità delle cavità. Accanto a questo animale, il censimento ha segnalato anche un serpente planante, indicato in alcune sintesi come “flying snake”, già noto alla scienza ma raro nei rilevamenti locali.[3][1][2]

Specie e isolamento

Lo studio evidenzia un aspetto molto importante per la speleologia e per la biologia evolutiva: le colline carsiche della zona funzionano come isole ecologiche separate. Questa separazione geografica limita il flusso genetico tra le popolazioni e favorisce percorsi evolutivi distinti. Nel caso del geco Cyrtodactylus kampingpoiensis, quattro popolazioni isolate potrebbero rappresentare linee evolutive autonome, forse destinate a essere riconosciute in futuro come specie diverse.[1][2]

Questo tipo di frammentazione è tipico dei sistemi carsici e rende le grotte luoghi di forte endemismo. Le cavità della Cambogia non ospitano solo specie nuove, ma anche comunità separate da barriere naturali che possono accelerare la speciazione. Per chi studia il mondo sotterraneo, il caso di Battambang mostra come il carso possa diventare un laboratorio naturale per osservare la diversità biologica.[2][1]

Pipistrelli e rete trofica

Le grotte cambogiane non sono importanti solo per rettili e invertebrati. Alcune cavità ospitano grandi colonie di pipistrelli Chaerephon plicatus, con numeri che superano i cinque milioni di individui in cinque grotte di importanza nazionale. Queste colonie alimentano il sistema sotterraneo attraverso il guano, che nutre insetti e altri invertebrati e sostiene una catena ecologica molto articolata. In alcune grotte, l’accesso diretto è stato limitato anche per motivi di sicurezza sanitaria legati al rischio di zoonosi.[1]

La presenza di grandi colonie di chirotteri rende queste cavità ancora più delicate da gestire. I pipistrelli svolgono una funzione ecologica essenziale, e la loro tutela si lega alla conservazione dell’intero ambiente ipogeo. Per la biospeleologia, questo caso conferma che le grotte vanno considerate sistemi integrati, non semplici contenitori di fauna.[2][1]

Tutela del carso

Gli autori del progetto segnalano anche minacce concrete per il carso cambogiano. Tra queste figurano l’estrazione di calcare per il cemento, la caccia illegale, il deposito di rifiuti, gli scavi nei pavimenti delle grotte e gli incendi stagionali. Il problema principale è che molte colline carsiche non sono protette in modo adeguato, pur ospitando specie endemiche e habitat fragili.[1][2]

La ricerca propone una gestione più attenta delle aree sensibili, con forme di protezione compatibili con gli usi locali e con la raccolta sostenibile del guano. In questo senso, la conoscenza scientifica diventa il primo passo per conservare ambienti che rischiano di cambiare prima ancora di essere compresi fino in fondo. Per il mondo speleologico, il caso di Battambang ricorda che ogni nuova esplorazione può aprire una finestra su ecosistemi ancora poco noti.[2][1]

Fonti
[1] Fliegende Schlangen, neue Geckos – Forscher feiern bemerkenswerte Tier-Funde https://www.merkur.de/welt/fliegende-schlangen-neue-geckos-forscher-feiern-bemerkenswerte-tier-funde-zr-94308467.html
[2] Joint Press Release: “Secrets of the Karst: New Species … https://www.facebook.com/MinistryOfEnvironmentCambodia/posts/joint-press-release-secrets-of-the-karst-new-species-and-rare-wildlife-discovere/1267529498901866/
[3] New species uncovered in Cambodian caves https://edition.cnn.com/2026/03/23/science/new-species-uncovered-caves-cambodia-intl-scli-c2e-spc
[28] Spotlighting the wildlife of Cambodia’s karst caves https://www.fauna-flora.org/explained/discoveries-in-the-dark-cambodias-karst-caves/
[29] Karst Biodiversity Report https://www.fauna-flora.org/wp-content/uploads/2026/03/fauna-flora-karst-biodiversity-report-2026.pdf

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  • Archivio digitale della speleologia umbra, presentazione il 5 giugno al MuST di Spoleto
    Condividi Il progetto della FUGS porta online documenti, rilievi e pubblicazioni del Catasto Speleologico dell’Umbria, con una presentazione pubblica al MuST di Spoleto. L’iniziativa punta a rendere più accessibile un patrimonio documentale costruito in decenni di studio ed esplorazione sul territorio regionale. Presentazione al MuST di Spoleto Venerdì 5 giugno, alle ore 17.00, il MuST – Museo di Scienze e del Territorio di Spoleto ospiterà la presentazione dell’Archivio Digitale della
     

Archivio digitale della speleologia umbra, presentazione il 5 giugno al MuST di Spoleto

Máj 31st 2026 at 06:50

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Il progetto della FUGS porta online documenti, rilievi e pubblicazioni del Catasto Speleologico dell’Umbria, con una presentazione pubblica al MuST di Spoleto.

L’iniziativa punta a rendere più accessibile un patrimonio documentale costruito in decenni di studio ed esplorazione sul territorio regionale.

Presentazione al MuST di Spoleto

Venerdì 5 giugno, alle ore 17.00, il MuST – Museo di Scienze e del Territorio di Spoleto ospiterà la presentazione dell’Archivio Digitale della FUGS, Federazione Umbra Gruppi Speleologici.

L’ingresso è gratuito e l’incontro prevede i saluti istituzionali, un intervento scientifico, la visita al museo e alla mostra temporanea, oltre a un buffet conviviale. L’appuntamento si inserisce in un percorso di valorizzazione della documentazione speleologica umbra.

Un archivio per la speleologia umbra

Il progetto nasce nell’ambito della “Valorizzazione e digitalizzazione della biblioteca del Catasto Speleologico dell’Umbria”.

L’obiettivo è valorizzare, tutelare, ordinare e rendere accessibile un insieme di materiali prodotti da gruppi speleologici umbri nel corso di decenni. Si tratta di una raccolta che conserva la memoria di esplorazioni, rilievi e studi sul carsismo regionale.

Documenti, rilievi e cartografie

Il lavoro ha riguardato il recupero, la catalogazione e la digitalizzazione di pubblicazioni, relazioni di esplorazione, rilievi tecnici, cartografie e altri materiali documentali legati al patrimonio ipogeo dell’Appennino umbro.

La disponibilità di questo materiale in forma digitale risponde a una esigenza concreta: far uscire da una fruizione specialistica e spesso frammentata fonti che, come ricorda la documentazione speleologica, sono spesso disperse in numerosi periodici e archivi di gruppo. In questo modo la speleologia umbra dispone di uno strumento più ordinato per la consultazione e la ricerca.

Consultazione digitale e accesso pubblico

I contenuti saranno consultabili attraverso l’edicola digitale inclusiva del MuST, così da favorire la fruizione da parte di scuole, università, centri di ricerca, studiosi, appassionati e cittadini.

Accanto alla repository digitale è stata predisposta anche una biblioteca fisica presso il Museo di Costacciaro, destinata alla conservazione delle collezioni cartacee e dei materiali originali.

Nei musei di Spoleto e Costacciaro saranno inoltre presenti punti informativi e postazioni dedicate alla consultazione digitale.

Valore scientifico e ambientale

Durante la presentazione verrà approfondito il valore scientifico della documentazione speleologica, insieme al ruolo della divulgazione nella conoscenza delle grotte e degli aspetti ambientali degli habitat ipogei.

Il progetto richiama un principio ampiamente riconosciuto nella ricerca in grotta: le cavità conservano tracce, dati e testimonianze utili a più discipline, dalla geologia alla biologia, dall’idrogeologia alla paleontologia.

In questo quadro, la raccolta e l’ordinamento delle fonti non hanno solo un significato archivistico, ma anche scientifico e ambientale.

Collaborazione e sostenibilità

L’iniziativa è promossa dalla FUGS in collaborazione con il MuST di Spoleto e con il sostegno di Fondazione Perugia.

La scelta di affiancare una biblioteca digitale a una conservazione fisica dei materiali originali risponde a una logica di tutela e di accessibilità, utile anche per la didattica e per la ricerca.

Per la speleologia umbra, l’Archivio digitale rappresenta uno strumento di lavoro che collega memoria, studio e fruizione pubblica.

Appuntamento al MuST Museo delle Scienze e del Territorio,

  • Largo Giuseppe Ermini, Spoleto 06049 (PG)

https://mustspoleto.com/

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  • Pitture rupestri dei Neanderthal: le datazioni sono davvero così antiche?
    Condividi Tra uranio-torio, corsa all’“opera più antica” e il sospetto di letture ideologiche sulle pitture rupestri dei Neanderthal Pitture rupestri dei Neanderthal tra record cronologici e contestazioni Negli ultimi anni le cronache scientifiche hanno presentato una serie di record sull’arte rupestre, con pitture e stencil di mani che superano i 60.000 anni di età. In Indonesia, sull’isola di Sulawesi, uno studio pubblicato su Nature ha datato a un’età minima di 67.800 anni una serie
     

Pitture rupestri dei Neanderthal: le datazioni sono davvero così antiche?

Máj 31st 2026 at 06:00

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Tra uranio-torio, corsa all’“opera più antica” e il sospetto di letture ideologiche sulle pitture rupestri dei Neanderthal


Pitture rupestri dei Neanderthal tra record cronologici e contestazioni

Negli ultimi anni le cronache scientifiche hanno presentato una serie di record sull’arte rupestre, con pitture e stencil di mani che superano i 60.000 anni di età. In Indonesia, sull’isola di Sulawesi, uno studio pubblicato su Nature ha datato a un’età minima di 67.800 anni una serie di stencil di mani, oggi considerati tra le più antiche manifestazioni certe di arte rupestre nel mondo.[1][2][3]

In parallelo, in tre grotte spagnole (La Pasiega, Maltravieso e Ardales) datazioni uranio-torio hanno indicato età superiori a 64.000 anni per segni rossi, mani negative e pigmenti su speleotemi. Poiché l’arrivo comunemente accettato di Homo sapiens in Europa è collocato tra circa 47.000 e 45.000 anni fa, queste pitture rupestri dei Neanderthal sarebbero, in questa lettura, attribuibili ai Neanderthal.[2][4]

Queste cronologie hanno avuto un impatto notevole sul dibattito, perché le pitture rupestri dei Neanderthal metterebbero in discussione l’idea che la produzione di immagini simboliche complesse sia un’esclusiva di Homo sapiens.[5][2]


Datazione U-Th e pitture rupestri dei Neanderthal: come funziona il metodo

Il cuore della discussione è il metodo di datazione uranio-torio (U-Th), applicato alle sottili croste di calcite che ricoprono le superfici decorate delle grotte. Quando l’acqua filtra nelle cavità carsiche, deposita carbonato di calcio contenente tracce di uranio ma praticamente privo di torio.[6][7]

Nel tempo l’uranio-234 decade in torio-230 e misurando il rapporto tra questi isotopi si può calcolare l’età del deposito di calcite che si è formato sopra le pitture. Una crosta che sigilla un dipinto fornisce quindi un’età minima: se la calcite ha 40.000 anni, l’immagine sottostante deve essere più antica.[7][6]

Le datazioni U-Th sono state presentate da diversi autori come la “via maestra” per migliorare la cronologia dell’arte paleolitica, proprio perché non richiedono pigmenti organici e possono spingersi ben oltre il limite dei 50.000 anni del radiocarbonio. Gran parte dell’argomentazione sulle pitture rupestri dei Neanderthal si basa proprio su queste età minime ricavate dai crostoni calcitici.[2][5][6][7]


La critica di Georges Sauvet e la “corsa all’opera più antica”

In un articolo recente pubblicato sull’AOJ of Histoarchaeology and Anthropological Exploration, il ricercatore francese Georges Sauvet mette in discussione il modo in cui alcuni risultati U-Th sono stati interpretati. Il lavoro, significativamente intitolato “Uranium-thorium dating: the race towards the earliest rock art”, parla esplicitamente di una sorta di corsa all’invecchiamento dell’arte rupestre.[8][9]

Secondo Sauvet, la tecnica U-Th resta potente, ma in alcuni casi le cronologie più estreme potrebbero derivare da depositi di calcite complessi, interessati da dissoluzione, rideposizione o mobilità dell’uranio che rendono l’età apparente più antica della realtà. Il rischio, per l’autore, è che il desiderio di individuare “la più antica pittura rupestre” porti ad accogliere con troppa rapidità date limite, poco controllate con metodi indipendenti.[10][8]

Sauvet richiama quindi a un uso più prudente delle datazioni U-Th per sostenere affermazioni forti sulle origini dell’arte o sulle capacità cognitive di specie umane diverse. Le sue osservazioni toccano anche il tema delle pitture rupestri dei Neanderthal, proprio perché alcune delle età più discusse riguardano cavità iberiche attribuite a questa specie.[8][2]


Le pitture rupestri dei Neanderthal tra dati contestati e nuove evidenze

La controversia sulle cavità spagnole non nasce solo con Sauvet. Un gruppo internazionale di 44 specialisti guidato da Randall White ha pubblicato nel 2019 un’ampia critica alle datazioni U-Th che attribuivano a circa 65.000 anni i dipinti di tre grotte iberiche, sostenendo che queste età potrebbero essere decine di migliaia di anni più giovani.[11][10]

Secondo questi autori, le datazioni uranio-torio dovrebbero essere verificate con altri metodi, come il radiocarbonio o la termoluminescenza, prima di usare quei risultati come prova conclusiva delle pitture rupestri dei Neanderthal. La stessa critica sottolinea che, allo stato attuale, non esisterebbe ancora una dimostrazione archeologica universalmente accettata del fatto che i Neanderthal abbiano realizzato arte parietale nelle grotte iberiche.[10][11]

Parallelamente, altre ricerche hanno portato prove diverse di comportamenti simbolici neanderthaliani nel sottosuolo. Nella grotta francese di La Roche-Cotard sono stati interpretati come incisioni intenzionali, attribuite a Neanderthal, segni su parete datati a più di 57.000 anni. Altri studi sulle grotte iberiche, come Ardales, hanno mostrato l’applicazione deliberata di pigmenti su speleotemi in un contesto che suggerisce una funzione simbolica del mondo sotterraneo per i Neanderthal.[12][5]


Cultura “woke” e pitture rupestri dei Neanderthal: quanto pesa il clima culturale?

Il dibattito sulle pitture rupestri dei Neanderthal si inserisce in un quadro più ampio: negli ultimi decenni la figura di questa specie è stata profondamente rivalutata. Per gran parte del Novecento i Neanderthal venivano descritti come primitivi e brutalizzati, mentre studi più recenti hanno mostrato cura degli individui fragili, tecnologie di caccia sofisticate, uso sistematico del fuoco e probabili forme di linguaggio articolato.[5][12]

Le analisi genetiche hanno inoltre dimostrato ripetuti incroci tra Neanderthal e Homo sapiens, con tracce nel genoma di molte popolazioni attuali. In questo contesto, ogni nuova evidenza di comportamento simbolico – inclusa l’eventuale conferma delle pitture rupestri dei Neanderthal – contribuisce a ridurre il divario culturale che un tempo si riteneva netto tra le due specie.[12][5]

Alcuni osservatori hanno collegato questa rivalutazione a una più ampia sensibilità contemporanea verso inclusione e valorizzazione della diversità, sostenendo che la ricerca tenderebbe oggi a costruire una sorta di “storia delle riparazioni”, anche per i Neanderthal. Il rischio, in questa lettura, sarebbe quello di accogliere con maggiore favore dati che vanno nella direzione di un’equiparazione quasi completa tra Neanderthal e Sapiens, incluse le pitture rupestri dei Neanderthal, rispetto a risultati che mantengono un quadro più differenziato.[5][8][10]

Gli storici della scienza ricordano che ogni epoca interroga il passato secondo le proprie categorie: il XIX secolo sottolineava competizione e gerarchie, il XXI insiste su cooperazione e pluralità delle forme umane. La discussione odierna non riguarda quindi solo le pitture rupestri dei Neanderthal, ma anche il modo in cui i paradigmi culturali possono influenzare le domande poste ai dati.[5]


Tra “woke archaeology” e rigore metodologico nell’arte rupestre

Molti paleoantropologi e archeologi sottolineano che la revisione dell’immagine dei Neanderthal nasce prima di tutto da nuove tecnologie: sequenziamento del DNA antico, analisi isotopiche, tomografia computerizzata, metodologie di scavo più raffinate e, nel caso delle pitture rupestri dei Neanderthal, tecniche di datazione come U-Th applicate alle croste calcitiche.[6][7][5]

La critica di Sauvet e dei gruppi che hanno messo in discussione le datazioni iberiche non nega in sé la possibilità che i Neanderthal fossero in grado di produrre arte parietale. Piuttosto, insiste sul fatto che affermazioni di grande portata – per esempio l’esistenza di pitture rupestri dei Neanderthal più antiche di qualsiasi arte sapiens – richiedono controlli indipendenti, modelli geochimici robusti e un’analisi accurata dei sistemi carsici in cui queste croste si sono formate.[7][8][10]

Nel buio delle cavità calcaree, dove speleologi e ricercatori prelevano campioni millimetrici di calcite, si gioca così una partita che è scientifica e culturale insieme. Da un lato la volontà di riconoscere la piena complessità dei Neanderthal, dall’altro l’esigenza di non trasformare le pitture rupestri dei Neanderthal in un terreno di proiezioni ideologiche, positive o negative, sganciate dai limiti reali dei dati.[8][10]

Per la comunità speleologica, che spesso fornisce accesso, rilievi e supporto logistico a queste ricerche, il dibattito rappresenta un promemoria importante: le pareti affrescate delle grotte non sono solo patrimonio estetico e identitario, ma anche archivi delicati, in cui pochi micron di calcite possono cambiare di molto la storia che si racconta sull’umanità profonda.[6][5]

Fonti

https://www.stilearte.it/datazione-pitture-rupestri-neanderthal-dubbi-uranio-torio/
[1] Indonesian cave art rewrites human timeline and points route to Australia https://biz.chosun.com/en/en-science/2026/01/22/AFYWSW2JKBFKLEVYG6LUS2Z2LY/
[2] U-Th dating of carbonate crusts reveals Neandertal origin … – Science https://www.science.org/doi/10.1126/science.aap7778
[3] Rock art from at least 67,800 years ago in Sulawesi – Nature https://www.nature.com/articles/s41586-025-09968-y
[4] Were Neanderthals the Earliest Cave Artists? New Research in … https://www.smithsonianmag.com/science-nature/were-neanderthals-earliest-cave-artists-new-research-spain-points-possibility-180968236/
[5] The symbolic role of the underground world among Middle Paleolithic Neanderthals https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8379954/
[6] Science Notes – Palaeolithic cave art and uranium-thorium dating https://archaeology.co.uk/articles/sciencenotes/science-notes-palaeolithic-cave-art-and-uranium-thorium-dating.htm
[7] Dating Palaeolithic cave art: Why U-Th is the way to go https://www.academia.edu/21771788/Dating_Palaeolithic_cave_art_Why_U_Th_is_the_way_to_go
[8] [PDF] Uranium-thorium dating: the race towards the earliest rock art https://aplombpublications.net/wp-content/uploads/2026/03/AOJHAE-02-0007_Final.pdf
[9] AOJ of Histoarchaeology & Anthropological Exploration https://aplombpublications.net/journal/aoj-of-histoarchaeology-anthropological-exploration/
[10] Dating questions challenge whether Neandertals drew Spanish … https://www.sciencenews.org/article/dating-questions-challenge-whether-neandertals-drew-spanish-cave-art
[11] When Researchers Dated Spanish Cave Art to the Neanderthals, It … https://news.artnet.com/art-world/cave-art-neanderthals-mistake-1699299
[12] The earliest unambiguous Neanderthal engravings on cave walls: La Roche-Cotard, Loire Valley, France https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10284424/
[17] Radiocarbon Dates for Las Chimeneas (Cantabria, Spain) Palaeolithic Cave Art: Quality of Radiocarbon and Relevance to Parietal Art https://www.cambridge.org/core/services/aop-cambridge-core/content/view/F68DB6792888DBF1188799BFA9CE5330/S1461957122000407a.pdf/div-class-title-radiocarbon-dates-for-las-chimeneas-cantabria-spain-palaeolithic-cave-art-quality-of-radiocarbon-and-relevance-to-parietal-art-div.pdf
[18] A high-precision chronological model for the decorated Upper Paleolithic cave of Chauvet-Pont d’Arc, Ardèche, France https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4855545/
[19] Further constraints on the Chauvet cave artwork elaboration https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3361430/
[20] First discovery of charcoal-based prehistoric cave art in Dordogne https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10721606/
[21] Context and dating of Aurignacian vulvar representations from Abri Castanet, France https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3365179/
[22] Novel multidisciplinary approach detects multiple individuals within the same Late Bronze–Early Iron Age cremation graves https://www.cambridge.org/core/services/aop-cambridge-core/content/view/C96C123B3AAC953EAD1806B6A1C801FF/S0033822224000821a.pdf/div-class-title-novel-multidisciplinary-approach-detects-multiple-individuals-within-the-same-late-bronze-early-iron-age-cremation-graves-div.pdf
[23] La speleologia ungherese compie 100 anni – Scintilena https://www.scintilena.com/la-speleologia-ungherese-compie-100-anni/11/05/
[24] Grotta Paglicci: il sistema ipogeo segreto che potrebbe riscrivere la … https://www.scintilena.com/grotta-paglicci-il-sistema-ipogeo-segreto-che-potrebbe-riscrivere-la-preistoria-del-gargano/02/19/
[25] Curiosità Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/curiosita/
[26] Dalle Caverne alla Scienza: Martel Inventò la Speleologia … https://www.scintilena.com/dalle-caverne-alla-scienza-come-martel-invento-la-speleologia-moderna/01/23/
[27] Cambiamenti degli ecosistemi nel Veneto durante l’ultima … https://www.scintilena.com/cambiamenti-ecosistemici-ad-alta-risoluzione-nella-transizione-paleolitico-medio-superiore-in-ne-italia/08/16/
[28] Bulgaria senza legge per le grotte: da oltre vent’anni il patrimonio … https://www.scintilena.com/bulgaria-senza-legge-per-le-grotte-da-oltre-ventanni-il-patrimonio-sotterraneo-resta-senza-tutela/02/20/
[29] Greenland Caves Project: Dal 9 agosto all’8 settembre un mese … https://www.scintilena.com/greenland-caves-project-dal-9-agosto-all8-settembre-un-mese-dedicato-allesplorazione-e-alla-divulgazione-delle-grotte-della-groenlandia/07/08/
[30] Grotta di Fumane: riapre al pubblico il viaggio nella preistoria https://www.scintilena.com/grotta-di-fumane-riapre-al-pubblico-il-viaggio-nella-preistoria-2/03/17/
[31] Perché le AI Generative Falliscono in Geografia: Errori di … – Scintilena https://www.scintilena.com/perche-le-ai-generative-falliscono-in-geografia-errori-di-localizzazione-prossimita-e-allucinazioni/05/01/
[32] 3D Cave Viewer: quando la speleologia entra nel browser https://www.scintilena.com/3d-cave-viewer-quando-la-speleologia-entra-nel-browser/04/27/
[33] 11° EuroSpeleo Forum in Belgio dal 15 al 17 settembre … – Scintilena https://www.scintilena.com/11-eurospeleo-forum-in-belgio-dal-15-al-17-settembre-2017/09/13/?amp&amp
[34] Picos de Europa: un nuovo –1000 nei Picos e la più grande grotta … https://www.scintilena.com/picos-de-europa-un-nuovo-1000-nei-picos-e-la-piu-grande-grotta-dellasturie/03/18/
[35] Bracken Cave Preserve: la più grande colonia di pipistrelli … https://www.scintilena.com/bracken-cave-preserve-al-via-la-stagione-2026-per-visitare-la-piu-grande-colonia-di-pipistrelli-al-mondo/04/28/
[36] Scuola estiva internazionale: Summer School Speleothem Science 2019 in Romania – Scintilena https://www.scintilena.com/scuola-estiva-internazionale-summer-school-speleothem-science-2019-in-romania/12/19/
[37] Luigi Casati riceve il Premio Duilio Marcante 2025 – Scintilena https://www.scintilena.com/luigi-casati-riceve-il-premio-duilio-marcante-2025/02/17/
[38] Rock art may be far older than modern humans in Sulawesi https://www.johnhawks.net/p/rock-art-may-be-far-older-than-modern
[39] Indonesia: World’s Oldest Cave Art Found in Sulawesi Scientists say … https://www.facebook.com/firstpostin/posts/fpreels-indonesia-worlds-oldest-cave-art-found-in-sulawesi-scientists-say-handpr/1395603199267330/
[40] French researcher Georges Sauvet has challenged the … – Instagram https://www.instagram.com/p/DY2YZjICCez/
[41] Did Neanderthals make the cave paintings ? : r/askscience – Reddit https://www.reddit.com/r/askscience/comments/itmfyg/did_neanderthals_make_the_cave_paintings/
[42] Hand discoverd in Indonesia is oldest known prehistoric cave painting https://www.lemonde.fr/en/science/article/2026/01/24/a-stenciled-hand-the-oldest-known-prehistoric-cave-painting-discovered-in-indonesia_6749753_10.html

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  • Grotta Paglicci, nuova fase per la valorizzazione: Archeologica guiderà attività culturali e didattiche
    Condividi Accordo con l’Università di Siena per il presidio scientifico del sito paleolitico del Gargano. Laboratori, percorsi educativi e nuovi progetti per rilanciare uno dei più importanti patrimoni archeologici italiani Si apre una nuova fase per la valorizzazione di Grotta Paglicci e del Museo del Paleolitico di Rignano Garganico. Durante l’ultimo Consiglio comunale, il sindaco Luigi Di Fiore e il consigliere Salvi Piccirilli hanno annunciato importanti novità che riguardano la fruizione
     

Grotta Paglicci, nuova fase per la valorizzazione: Archeologica guiderà attività culturali e didattiche

Máj 31st 2026 at 05:00

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Accordo con l’Università di Siena per il presidio scientifico del sito paleolitico del Gargano. Laboratori, percorsi educativi e nuovi progetti per rilanciare uno dei più importanti patrimoni archeologici italiani

Si apre una nuova fase per la valorizzazione di Grotta Paglicci e del Museo del Paleolitico di Rignano Garganico. Durante l’ultimo Consiglio comunale, il sindaco Luigi Di Fiore e il consigliere Salvi Piccirilli hanno annunciato importanti novità che riguardano la fruizione culturale, la ricerca scientifica e la promozione del celebre sito archeologico del Gargano.

Ricordiamo che la Grotta Paglicci è nel dossier candidato a Patrimonio Mondiale UNESCO: la Regione Puglia, a fine 2025, ha infatti avviato ufficialmente il percorso di candidatura UNESCO per il sistema delle grotte carsiche di età preistorica presenti sul territorio regionale, considerate tra le più importanti testimonianze europee della presenza umana antica. Nel Protocollo d’intesa sono coinvolti undici Comuni pugliesi – tra cui Rignano Garganico – con l’obiettivo di costruire un dossier unitario dedicato ai principali siti archeologici ipogei della regione, per il riconoscimento del valore universale di un patrimonio che documenta oltre 800 mila anni di presenza umana continuativa nell’Europa occidentale.

Tra i siti inseriti nel percorso figurano, oltre alla Grotta Paglicci di Rignano Garganico, Pirro Nord ad Apricena, Grotta Lamalunga ad Altamura, Grotta Romanelli a Castro, Grotta dei Cervi a Otranto e Grotta delle Veneri a Parabita, insieme ad altri importanti complessi preistorici pugliesi.

Al centro del progetto de quo c’è l’affidamento ad Archeologica S.r.l. del servizio di fruizione culturale, progettazione e gestione dei laboratori del Museo del Paleolitico Paglicci, nell’ambito del programma SMART-IN dedicato alla valorizzazione dei luoghi della cultura. L’obiettivo è trasformare il museo in uno spazio dinamico, aperto a scuole, famiglie, turisti e appassionati, attraverso visite guidate, laboratori esperienziali e attività didattiche.

Tra le iniziative previste figurano laboratori di archeologia sperimentale, pittura rupestre, scavo simulato, ceramica e percorsi dedicati ai cereali nel Paleolitico, con particolare attenzione al coinvolgimento delle nuove generazioni e del mondo scolastico.

Accanto alla valorizzazione culturale, resta centrale il lavoro scientifico. Il Comune di Rignano Garganico ha infatti attivato una collaborazione con l’Università degli Studi di Siena, storicamente impegnata nelle ricerche sul sito. Referenti scientifici saranno il professor Francesco Boschin, la professoressa Adriana Moroni e l’antropologo Stefano Ricci.

L’accordo prevede la revisione dei contenuti scientifici del museo, la progettazione di materiali divulgativi, la supervisione dei contenuti digitali e anche la ricostruzione del volto della “Donna di Paglicci”, una delle figure simbolo del sito preistorico.

Il progetto si inserisce in una più ampia strategia di rete che coinvolge anche altri comuni del Gargano e dell’Alta Puglia, con l’obiettivo di creare percorsi integrati di promozione culturale e turistica.

Nel frattempo proseguono anche i lavori di messa in sicurezza della grotta, considerati fondamentali per la tutela e la conservazione delle testimonianze archeologiche custodite nel sito.

Grotta Paglicci rappresenta uno dei più importanti giacimenti del Paleolitico in Italia e in Europa.

La nuova fase annunciata dalle istituzioni locali punta a restituire centralità a un patrimonio capace di raccontare le origini più antiche del territorio garganico e dell’intera presenza umana nel Mediterraneo.

Fonte: Archeologica – Rignano News https://www.rignanonews.com/2026/05/27/archeologica-una-start-up-inizia-ad-occuparsi-di-grotta-paglicci-incarico-alluniversita-di-siena/

Grotta Paglicci candidata a “bene dell’umanità”

Il rilancio di Grotta Paglicci si inserisce in un percorso più ampio che punta al riconoscimento del sito come patrimonio di valore universale, di cui Scintilena ha parlato nei giorni scorsi.

. Nelle scorse settimane, a Rignano Garganico, il convegno “Grotta Paglicci bene dell’umanità” aveva acceso i riflettori sulla necessità di costruire una strategia condivisa per la tutela e la promozione del complesso archeologico.

Tra gli obiettivi emersi anche la creazione di un marchio territoriale legato al “prodotto preistorico”, capace di unire archeologia, turismo culturale, artigianato e identità locale. Un progetto che punta a trasformare Grotta Paglicci in un attrattore stabile per il Gargano e la Puglia, valorizzando non solo il sito ma anche il paesaggio, il centro storico di Rignano Garganico e le produzioni del territorio.

L’iniziativa coinvolge associazioni culturali, amministrazioni locali e realtà del territorio, con l’intento di costruire una rete permanente dedicata alla divulgazione scientifica e alla promozione culturale.

Approfondimenti: https://www.scintilena.com/le-grotte-preistoriche-della-puglia-verso-il-patrimonio-unesco/12/21/ e https://www.scintilena.com/grotta-paglicci-bene-dellumanita-rignano-garganico-punta-al-marchio-prodotto-preistorico/05/19/

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  • Marche, Rossi chiede il riconoscimento della guida canyoning
    Condividi La proposta punta a distinguere le competenze tra attività in grotta e torrentismo, sulla scia del modello già adottato in Umbria. La richiesta in Consiglio regionale Il vice presidente del Consiglio regionale delle Marche, Giacomo Rossi, ha chiesto alla Regione di riconoscere la qualifica di guida canyoning. La proposta nasce dalla crescita di questa attività nel territorio marchigiano e dalla sua progressiva distinzione rispetto alla guida speleologica tradizionale.[1][2] Ro
     

Marche, Rossi chiede il riconoscimento della guida canyoning

Máj 30th 2026 at 14:00

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La proposta punta a distinguere le competenze tra attività in grotta e torrentismo, sulla scia del modello già adottato in Umbria.

La richiesta in Consiglio regionale

Il vice presidente del Consiglio regionale delle Marche, Giacomo Rossi, ha chiesto alla Regione di riconoscere la qualifica di guida canyoning. La proposta nasce dalla crescita di questa attività nel territorio marchigiano e dalla sua progressiva distinzione rispetto alla guida speleologica tradizionale.[1][2]

Rossi richiama la Legge regionale n. 4 del 23 gennaio 1996, che disciplina le professioni nel turismo e nel tempo libero. La norma individua all’articolo 41 la guida speleologica e, all’articolo 42, i due gradi della professione: guida speleologica e aspirante guida speleologica.[1]

L’evoluzione della professione

Nel testo della richiesta viene sottolineato che, nel tempo, la professione si è diversificata. Accanto all’attività in grotta si sono sviluppate competenze più specifiche, come la guida canyoning e la guida in cavità artificiali.[1]

Questa evoluzione rispecchia anche un quadro più ampio della speleologia italiana. La documentazione storica della Società Speleologica Italiana mostra infatti come, nel corso del Novecento, tecniche, materiali e ambiti di intervento siano cambiati in modo significativo, spingendo la disciplina verso una maggiore specializzazione. La guida canyoning si colloca proprio dentro questo processo di differenziazione.[1]

Il modello umbro

Rossi cita il caso dell’Umbria, dove una delibera di Giunta ha definito il mansionario delle figure professionali. In quel quadro, la guida speleologica è abilitata a sviluppare itinerari in grotta, mentre un’altra figura è abilitata a condurre gruppi in attività di torrentismo o canyoning.[1]

Secondo l’esponente di Civici Marche, un’impostazione simile aiuterebbe anche la Regione Marche a valorizzare meglio le competenze richieste da questa attività. Il riconoscimento della guida canyoning servirebbe, nelle sue intenzioni, a rendere più chiara la distinzione tra settori diversi della stessa area professionale.[1]

Turismo attivo e territorio

La richiesta si inserisce in un contesto in cui il turismo all’aria aperta ha assunto un peso crescente. Il canyoning, come altre attività legate al mondo sotterraneo e ai corsi d’acqua, richiede preparazione tecnica, conoscenza dell’ambiente e attenzione alla sicurezza.[2][1]

Anche la speleologia, nelle sue varie forme, ha visto negli anni una forte specializzazione. Le fonti tecniche della SSI ricordano che le attività in grotta e quelle in cavità artificiali o in contesti idrici hanno bisogno di approcci diversi, sia per la conduzione dei gruppi sia per la tutela dell’ambiente. In questo quadro, il riconoscimento della guida canyoning viene presentato come uno strumento di qualificazione professionale.[3][2]

Una decisione attesa

La proposta di Rossi chiede alla Regione Marche di valutare se introdurre una distinzione formale tra le figure che lavorano in grotta e quelle che operano nel torrentismo e nel canyoning. L’obiettivo dichiarato è migliorare la promozione della professione e adattare la normativa a un settore che, negli ultimi anni, si è ampliato.[1]

Per il mondo speleologico marchigiano, la questione riguarda anche il rapporto tra tradizione e nuove specializzazioni. La discussione tocca sia la formazione degli operatori sia la definizione dei profili professionali, in un ambito in cui la precisione delle competenze ha un peso diretto sulla qualità delle attività proposte.[2][3]

Fonte: https://www.occhioallanotizia.it/rossi-civici-marche-richiede-il-riconoscimento-della-qualifica-di-guida-canyoning/

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  • Spelaion 2026 a Bari: la speleologia pugliese celebra 50 anni del Gruppo Vespertilio
    Condividi L’incontro annuale della speleologia pugliese torna nel capoluogo con una doppia ricorrenza Il Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari organizza Spelaion 2026, l’annuale incontro della speleologia pugliese, in programma nei giorni 4, 5 e 6 dicembre 2026 a Bari. L’evento si svolge in collaborazione con la Federazione Speleologica Pugliese e con il patrocinio del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico della Puglia. L’edizione di quest’anno assume un carattere particolare:
     

Spelaion 2026 a Bari: la speleologia pugliese celebra 50 anni del Gruppo Vespertilio

Máj 30th 2026 at 13:00

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L’incontro annuale della speleologia pugliese torna nel capoluogo con una doppia ricorrenza

Il Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari organizza Spelaion 2026, l’annuale incontro della speleologia pugliese, in programma nei giorni 4, 5 e 6 dicembre 2026 a Bari. L’evento si svolge in collaborazione con la Federazione Speleologica Pugliese e con il patrocinio del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico della Puglia. L’edizione di quest’anno assume un carattere particolare: sarà l’occasione per celebrare i 50 anni di fondazione del Gruppo Speleologico Vespertilio, una delle realtà speleologiche più consolidate del panorama nazionale.[1][2][3]

Spelaion: l’appuntamento fisso della speleologia pugliese

Spelaion è la manifestazione di riferimento per la comunità speleologica regionale. Si tratta di un raduno annuale che ruota tra le diverse province pugliesi, ospitato di volta in volta da un gruppo organizzatore diverso, con il supporto della Federazione Speleologica Pugliese. Nel 2024, ad esempio, l’evento si è tenuto a Grottaglie, mentre nel 2025 il palcoscenico è stato il Palazzo Ducale di Martina Franca. Bari aveva già ospitato l’appuntamento nel 2010, e ora lo accoglie nuovamente in una circostanza di grande significato per il sodalizio barese.[4][5][6][7]

Il Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari: mezzo secolo di esplorazioni

Il Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari è una realtà radicata nel tessuto speleologico pugliese e nazionale. La sede si trova in Via Giuseppe Volpe, 6 a Bari, e il gruppo apre le proprie porte ogni venerdì sera per accogliere soci e appassionati. Nel corso dei decenni, il Vespertilio ha sviluppato un’attività sistematica di esplorazione e studio delle cavità pugliesi, estendendo le proprie ricerche anche a grotte di altre regioni italiane. La formazione è un asse portante dell’attività: il gruppo organizza corsi di introduzione alla speleologia con cadenza regolare — l’ultimo in ordine di tempo è stato il XXXIV corso — contribuendo a trasmettere la cultura dell’esplorazione sotterranea alle nuove generazioni.[8][9][1]

La Federazione Speleologica Pugliese e il contesto regionale

La Federazione Speleologica Pugliese rappresenta la struttura di coordinamento per i gruppi speleologici della regione. Al 2012 contava 22 gruppi affiliati e continua a svolgere un ruolo centrale nei confronti delle istituzioni regionali e nazionali. Tra i suoi compiti più rilevanti vi è la gestione del Catasto delle Grotte e delle Cavità Artificiali della Puglia, realizzato su incarico della Regione Puglia in base alla Legge Regionale 33/2009. La FSP è presieduta da Aurelio Marangella e coordina le attività dei gruppi distribuiti su tutto il territorio pugliese.[3][10][11]

Il programma di Spelaion 2026: aggiornamenti in arrivo

Il programma dettagliato di Spelaion 2026 non è ancora stato reso pubblico. Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, sarà diffuso nei prossimi mesi attraverso i canali ufficiali: il sito web vespertilio.it, la pagina Facebook e il profilo Instagram del Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari. La formula consolidata delle edizioni precedenti prevede in genere presentazioni scientifiche, proiezioni di filmati e documentari, esposizioni di poster e momenti conviviali che favoriscono lo scambio tra i gruppi partecipanti. L’edizione 2026, data la contemporanea ricorrenza del cinquantenario, potrebbe includere iniziative speciali legate alla storia del Vespertilio e alla memoria speleologica barese.[2][6]

Come seguire gli aggiornamenti su Spelaion 2026 a Bari

Per chi è interessato a partecipare o a restare informato, gli aggiornamenti su Spelaion 2026 saranno pubblicati in via prioritaria sul sito ufficiale vespertilio.it/spelaion-2026. Il gruppo è raggiungibile anche tramite i propri profili social su Facebook e Instagram. Per informazioni di carattere generale, la sede è aperta il venerdì sera e l’indirizzo email di riferimento è info@vespertilio.it.[2][8]

Fonti
[1] Parte il XXXIV Corso di Introduzione alla Speleologia del … https://www.scintilena.com/parte-il-xxxiv-corso-di-introduzione-alla-speleologia-del-gruppo-speleologico-vespertilio-cai-bari/09/16/
[2] Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari – Gruppo … https://vespertilio.it
[3] Federazione Speleologica Pugliese: FSP https://www.fspuglia.it
[4] Spelaion 2018: Programma completo di questo weekend – Scintilena https://www.scintilena.com/spelaion-2018-programma-completo-di-questo-weekend/12/03/
[5] Cavernae Solertes Inquisitores, il libro di Spélaion 2025 celebra i 50 … https://www.scintilena.com/cavernae-solertes-inquisitores-il-libro-di-spelaion-2025-celebra-i-50-anni-del-gruppo-speleologico-martinese/02/14/
[6] Spelaion a Bari a Dicembre 2010 – Scintilena https://www.scintilena.com/spelaion-a-bari-a-dicembre-2010/05/14/
[7] Spélaion 2025: cinquant’anni di passione per il sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/spelaion-2025-cinquantanni-di-passione-per-il-sottosuolo/12/04/
[8] Openspeleo – Gruppo Speleologico Vespertilio https://www.openspeleo.org/openspeleo/index.php?mod=groups&page=1&nv_zone=190&op=view&id=31
[9] Chi siamo – Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari https://vespertilio.it/chi-siamo/
[10] Conferenza sulla Grotta Sant’Angelo di Ostuni: speleologia, storia e … https://www.scintilena.com/conferenza-sulla-grotta-santangelo-di-ostuni-speleologia-storia-e-nuove-scoperte-scientifiche/09/10/
[11] Catasto delle grotte e delle formazioni naturali – S.I.T. https://pugliacon.regione.puglia.it/web/sit-puglia-sit/catasto-delle-grotte-e-delle-formazioni-naturali
[18] “OPERAZIONE FARAUALLA”, L’OMBELICO DI PUGLIA – Scintilena https://www.scintilena.com/operazione-faraualla-lombelico-di-puglia/02/17/
[19] Gruppo Speleologico Neretino: al via le attività su corda per tutte le … https://www.scintilena.com/gruppo-speleologico-neretino-al-via-le-attivita-su-corda-per-tutte-le-eta-a-nardo/07/13/
[20] SPELAION 2013 “GOCCE DI STORIA” – COMUNICATO STAMPA … https://www.scintilena.com/spelaion-2013-gocce-di-storia-comunicato-stampa-dagli-organizzatori/12/21/
[21] il Gruppo Speleologico Neretino invita alla scoperta delle grotte locali https://www.scintilena.com/speleologia-in-puglia-il-gruppo-speleologico-neretino-invita-alla-scoperta-delle-grotte-locali/07/11/
[22] GASP! Porta a Termine Terza Immersione nella Grotta Rotolo https://www.scintilena.com/gasp-porta-a-termine-terza-immersione-nella-grotta-rotolo/07/31/
[23] Evoluzione della Speleologia in Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/evoluzione-della-speleologia-in-italia-dalle-origini-al-riconoscimento-internazionale-xix-secolo-2009/01/26/
[24] Spelaion 2024: Al Via l’Evento Speleologico Pugliese dell’Anno https://www.scintilena.com/spelaion-2024-al-via-levento-speleologico-pugliese-dellanno/12/05/
[25] La Palude del Capitano si trasforma in un laboratorio di ricerca sulle … https://www.scintilena.com/la-palude-del-capitano-si-trasforma-in-un-laboratorio-di-ricerca-sulle-doline-carsiche-del-salento/12/06/
[26] Nel Sottosuolo di Cutrofiano la Ricerca Svela i Segreti delle Cavità … https://www.scintilena.com/nel-sottosuolo-di-cutrofiano-la-ricerca-svela-i-segreti-delle-cavita-ipogee-pugliesi-ora-ho-informazioni-sufficienti/01/31/
[27] Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari https://www.facebook.com/groups/gsvespertilio/
[28] Dalla grotta alla vetta: cinquant’anni di storia del CAI di Gioia … https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/dalla-grotta-alla-vetta-cinquant%E2%80%99anni-di-storia-del-cai-di-gioia-del-colle/
[29] Evento regionale di speleologia “Spelaion Gocce di Storia” … https://www.puglialive.net/evento-regionale-di-speleologia-spelaion-gocce-di-storia-alla-grotta-del-trullo-a-putignano-8-9-10-dicembre/
[30] #Spèlaion2025 Dal 5 all’8 dicembre a Martina Franca, nell’ … https://www.instagram.com/p/DQ4MHjijUuK/
[31] XXIX CORSO DI INTRODUZIONE ALLA SPELEOLOGIA http://www.caibari.it/attachments/article/257/Brochure%202017.pdf
[32] Spélaion 2025 – Cavernae solertes inquisitores https://spelaion2025.gsmartinese.it
[33] Federazione Speleologica Pugliese: rinnovo delle cariche https://agorablog.it/eventi/federazione-speleologica-pugliese-rinnovo-delle-cariche/
[34] Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio https://www.speleovespertilio.it/homepage.htm

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  • Ambienti carsici in Italia, conoscenza e tutela: aperta la call per la Giornata di Studi UNESCO
    Condividi Ricercatori, professionisti e amministratori pubblici si confrontano su grotte, risorse idriche e sviluppo sostenibile del territorio carsico Un convegno per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo In occasione della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo indetta dall’UNESCO, la SIGEA-APS – Società Italiana di Geologia Ambientale – ha organizzato una Giornata di Studi a Roma. L’evento si terrà l’11 settembre 2026 presso il Palazzetto Mattei, in Vil
     

Ambienti carsici in Italia, conoscenza e tutela: aperta la call per la Giornata di Studi UNESCO

Máj 30th 2026 at 12:00

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Ricercatori, professionisti e amministratori pubblici si confrontano su grotte, risorse idriche e sviluppo sostenibile del territorio carsico


Un convegno per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

In occasione della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo indetta dall’UNESCO, la SIGEA-APS – Società Italiana di Geologia Ambientale – ha organizzato una Giornata di Studi a Roma. L’evento si terrà l’11 settembre 2026 presso il Palazzetto Mattei, in Villa Celimontana (via della Navicella, 12).

L’iniziativa si concentra sugli ambienti carsici italiani. Si parlerà del loro valore scientifico, ambientale e territoriale. L’incontro è aperto a ricercatori, professionisti, enti gestori, amministratori pubblici e associazioni speleologiche.

L’obiettivo è fare il punto sulle conoscenze attuali. Si vogliono anche definire strategie di tutela e sviluppo sostenibile per queste aree fragili.


Tre pilastri tematici: conoscenza, tutela e sostenibilità dei sistemi carsici

La giornata si sviluppa attorno a tre grandi aree di lavoro.

Il primo pilastro riguarda la conoscenza. Si analizzerà lo stato dell’arte della ricerca geomorfologica, idrogeologica e biologica sugli ecosistemi carsici.

Il secondo pilastro è la tutela. Si discuteranno metodologie e politiche per salvaguardare il paesaggio carsico e le sue cavità ipogee.

Il terzo pilastro affronta lo sviluppo sostenibile. Si valuterà come integrare la risorsa carsica nella pianificazione territoriale. Si parlerà anche di fruizione turistica sostenibile e gestione delle risorse idriche.

Gli ambienti carsici rappresentano la principale riserva idrica nazionale in molte regioni. Ospitano ecosistemi delicati e siti archeologici di grande interesse.


Chi può partecipare e come inviare i contributi

L’iniziativa è rivolta a un pubblico ampio e specializzato. Geologi, ingegneri, biologi e pianificatori sono invitati a intervenire. Anche enti di gestione (parchi, consorzi di bonifica, complessi ipogei aperti al turismo) possono portare la loro esperienza.

Le amministrazioni pubbliche e le associazioni speleologiche troveranno un utile spazio di confronto.

L’invio dei contributi è aperto fino al 30 giugno 2026. I riassunti dovranno seguire le norme editoriali disponibili sul sito della SIGEA. La lunghezza massima è di 4 pagine, comprese tabelle e figure.

Info su: http://sigea-aps.it


Pubblicazione su Geologia dell’Ambiente e scadenze da rispettare

Tutti i riassunti accettati saranno pubblicati in un supplemento della rivista ufficiale della SIGEA-APS, Geologia dell’Ambiente. Il volume uscirà in occasione della Giornata di Studi.

La partecipazione è libera previa iscrizione. L’evento si svolgerà in presenza dalle 9.00 alle 14.00.

Per chi studia o lavora sugli ambienti carsici, questo appuntamento rappresenta un’utile occasione per aggiornare conoscenze e metodologie. Non mancheranno spunti applicativi per la gestione del territorio.

Informazioni dettagliate e modulistica sono disponibili su: sigea-aps.it.

Il comitato scientifico è composto da Antonello Fiore, Luca Guerrieri, Laura Melelli, Mario Parise e Fabio Stoch. La segreteria organizzativa cura i dettagli logistici e la selezione degli abstract.

Fonte: https://www.facebook.com/share/p/1JSJvqr8am/?mibextid=wwXIfr

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  • Into Sternes: un decennio di esplorazione sotto le Montagne Bianche di Creta
    Condividi La conferenza online sul sistema carsico di Sternes La Hellenic Federation of Speleology (F.H.S.) e la Balkan Speleological Union (BSU) organizzano per il 3 giugno 2026, alle ore 20:00 (EEST / ora della Bulgaria), una conferenza online intitolata “Into Sternes: A Decade Beneath Crete”. L’evento si terrà sulla piattaforma Microsoft Teams ed è aperto a tutti gli appassionati di speleologia. Relatore della serata sarà Stylianos Zacharias, vicepresidente della Balkan Speleological U
     

Into Sternes: un decennio di esplorazione sotto le Montagne Bianche di Creta

Máj 30th 2026 at 11:00

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La conferenza online sul sistema carsico di Sternes

La Hellenic Federation of Speleology (F.H.S.) e la Balkan Speleological Union (BSU) organizzano per il 3 giugno 2026, alle ore 20:00 (EEST / ora della Bulgaria), una conferenza online intitolata “Into Sternes: A Decade Beneath Crete”. L’evento si terrà sulla piattaforma Microsoft Teams ed è aperto a tutti gli appassionati di speleologia. Relatore della serata sarà Stylianos Zacharias, vicepresidente della Balkan Speleological Union e membro della Federazione Ellenica di Speleologia, figura di riferimento nel panorama speleologico greco e balcanico da oltre vent’anni.scintilena+1

Il sistema carsico di Sternes: dati e profondità

Il sistema carsico di Sternes si trova a circa 2.050 metri di quota, nel cuore delle Montagne Bianche (Lefka Ori) di Creta, nel territorio del comune di Sfakia. Con oltre 10,5 chilometri di gallerie mappate e una profondità massima che raggiunge i 700 metri, Sternes è attualmente la seconda grotta più profonda della Grecia. La cavità ricade all’interno dell’area protetta Natura 2000 “Lefka Ori and Paraktia Zoni”, che ne riconosce l’importanza ecologica e paesaggistica.argophilia+1

Un decennio di spedizioni internazionali

La storia moderna di Sternes inizia nel 1989–1992, quando il Groupe Spéléologique d’Orsay (GSO) esplorò la grotta fino a oltre –400 metri di profondità. Dopo anni di oblio, la cavità fu riscoperta nel 2005 dai membri del club speleologico SELAS, che la riesplorandola in quattro spedizioni tra il 2009 e il 2012. Dal 2017 in poi, il club speleologico di Creta (SPOK) ha organizzato spedizioni internazionali annuali, con la partecipazione di decine di esploratori provenienti da Grecia, Italia, Gran Bretagna, USA, Canada, Israele e altri paesi. Le spedizioni hanno incluso campi sotterranei a oltre 500 metri di profondità, rilevamenti topografici, documentazione geologica e indagini sulla fauna ipogea e sull’idrologia.youtubeneoskosmos

I progressi dell’esplorazione di Sternes

Nel corso delle spedizioni più recenti, le gallerie orizzontali a partire da –600 metri hanno rivelato uno sviluppo ancora non completamente cartografato. Solo nell’ultima fase esplorativa nota, il team ha rilevato circa 3 chilometri aggiuntivi di passaggi orizzontali, con nuove possibilità di approfondimento verticale ancora da verificare. Il comune di Sfakia ha sostenuto attivamente le ricerche, riconoscendo in Sternes non solo un sito scientifico di primo piano, ma anche una risorsa per il turismo alternativo e d’avventura di Creta.neoskosmos+1

Stylianos Zacharias e il ruolo della Balkan Speleological Union

Stylianos Zacharias è vicepresidente della Balkan Speleological Union (BSU), organizzazione che riunisce le federazioni speleologiche dei paesi balcanici con l’obiettivo di promuovere la cooperazione scientifica e le esplorazioni nella regione. Legato al SELAS Caving Club di Atene, Zacharias è coinvolto nelle attività di Sternes sin dalla riscoperta della grotta nel 2005. La sua conferenza del 3 giugno 2026 ripercorrerà dieci anni di lavoro sul campo: le spedizioni, i campi sotterranei, le scoperte più significative e la rete di collaborazioni internazionali che hanno reso possibile l’esplorazione sistematica del sistema carsico di Sternes.facebook+2youtube

Come partecipare all’evento

L’evento è accessibile online tramite Microsoft Teams e si rivolge a speleologi, ricercatori e appassionati di esplorazione sotterranea. La conferenza si terrà il 3 giugno 2026 alle ore 20:00 (EEST), che corrisponde alle 19:00 in Italia (CEST). Per aggiornamenti e informazioni sulla partecipazione, è possibile seguire la pagina ufficiale della Balkan Speleological Union su Facebook e i canali della Hellenic Federation of Speleology.fhs+1

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  • Conferenza Medica BCRC 2026: tecniche di soccorso in grotta nel cuore del Mendip
    Condividi Il Mendip Cave Rescue ospita a Priddy il convegno biennale del British Cave Rescue Council dedicato alla medicina d’emergenza applicata al soccorso speleologico BCRC Medical Conference: cos’è e a chi si rivolge Il British Cave Rescue Council (BCRC) organizza ogni due anni una conferenza medica dedicata alle tecniche sanitarie avanzate impiegate nelle operazioni di soccorso in grotta. L’appuntamento riunisce soccorritori, professionisti sanitari e tecnici da tutto il Regno Uni
     

Conferenza Medica BCRC 2026: tecniche di soccorso in grotta nel cuore del Mendip

Máj 30th 2026 at 10:00

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Il Mendip Cave Rescue ospita a Priddy il convegno biennale del British Cave Rescue Council dedicato alla medicina d’emergenza applicata al soccorso speleologico


BCRC Medical Conference: cos’è e a chi si rivolge

Il British Cave Rescue Council (BCRC) organizza ogni due anni una conferenza medica dedicata alle tecniche sanitarie avanzate impiegate nelle operazioni di soccorso in grotta. L’appuntamento riunisce soccorritori, professionisti sanitari e tecnici da tutto il Regno Unito per condividere conoscenze e aggiornamenti pratici.

L’edizione 2026 è ospitata dal Mendip Cave Rescue e si svolgerà nei giorni 13 e 14 giugno 2026 (con apertura la sera di venerdì 12 giugno) presso la Priddy Village Hall, nel Somerset. La conferenza è principalmente rivolta ai membri delle squadre di soccorso in possesso di qualifica medica — operatori sanitari o titolari della certificazione MREW RRMT (Remote Rescue Medical Technician) — ma è aperta a tutti i componenti dei team di soccorso spelologico interessati alle tecniche mediche in ambiente ipogeo.


Il programma del weekend di soccorso speleologico

Il fine settimana prevede un programma articolato tra sessioni pratiche in grotta e interventi teorici in sala:

  • Venerdì sera: talk di benvenuto, buffet e bar aperti alla Priddy Village Hall
  • Sabato mattina: colazione, poi sessioni pratiche sotterranee nelle grotte locali
  • Sabato pomeriggio: pranzo, seguite da ulteriori sessioni in grotta
  • Sabato sera: cena, bar aperto e proiezione di slide show e filmati
  • Domenica mattina: colazione, poi conferenze e presentazioni in sala
  • Domenica pomeriggio: pranzo e chiusura dei lavori

Il formato misto — con attività sia in superficie che sottoterra — permette di coniugare formazione teorica e addestramento pratico in condizioni reali.


Biglietti e quota di partecipazione alla conferenza medica

I biglietti per la BCRC Medical Conference 2026 sono in vendita su Eventbrite al prezzo di £30 per l’intero weekend. Era previsto uno sconto early bird di £5 per chi acquistava entro il 30 aprile 2026. La quota comprende tutte le sessioni (superficie e grotta) e tutti i pasti, ma non include il pernottamento.

Il Mendip Cave Rescue ha effettuato una prenotazione provvisoria di posti letto presso diversi club speleologici locali. I partecipanti sono invitati a contattare direttamente uno dei club convenzionati per prenotare l’alloggio, specificando la partecipazione alla conferenza BCRC: tutti i club offrono una tariffa speciale di £5 a persona a notte. I club disponibili sono:


Condivisione delle conoscenze tra squadre di soccorso in grotta

Uno degli obiettivi principali della conferenza è favorire lo scambio di esperienze tra i diversi team di soccorso speleologico britannici. Il formato biennale del BCRC Medical Conference consente di aggiornare le pratiche mediche, confrontare protocolli e sperimentare nuove tecniche in un contesto operativo realistico.

Ulteriori informazioni sull’evento sono disponibili sul sito ufficiale del Mendip Cave Rescue e sul sito del British Cave Rescue Council.

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  • U Jeskyně Na Špičáku na Jesenicku se vrátí v sobotu 30
    U Jeskyně Na Špičáku na Jesenicku se vrátí v sobotu 30. května 2026 duch dávných časů. „Středověký den“ plný ukázek historického života i zábavy pro děti v režii nadšenců ze spolku Rytíři templu a startuje ve 14:00. Areálem se rozezní řinčení mečů a zbrojí, návštěvníci si budou moci prohlédnout historickou výstroj, vyzkoušet si střelbu z anglických luků, vrh noži či sekyrkou na terč. Nebude chybět dobový tábor a dobývání hradu. Více na https://naspicaku.caves.cz/aktuality/jeskyne-na-spicaku-se-3
     

U Jeskyně Na Špičáku na Jesenicku se vrátí v sobotu 30

U Jeskyně Na Špičáku na Jesenicku se vrátí v sobotu 30. května 2026 duch dávných časů. „Středověký den“ plný ukázek historického života i zábavy pro děti v režii nadšenců ze spolku Rytíři templu a startuje ve 14:00. Areálem se rozezní řinčení mečů a zbrojí, návštěvníci si budou moci prohlédnout historickou výstroj, vyzkoušet si střelbu z anglických luků, vrh noži či sekyrkou na terč. Nebude chybět dobový tábor a dobývání hradu. Více na https://naspicaku.caves.cz/aktuality/jeskyne-na-spicaku-se-30-kvetna-2026-vrati-do-stredoveku



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  • Co by měl umět a znát speleolog?
    Co by měl umět a znát speleolog? V sobotu 30. května 2026 se u Zbrašovské aragonitové jeskyně v Teplicích nad Bečvou uskuteční Jeskyňářský den. Od 9 do 16 hodin se účastníci mohou těšit na zábavné aktivity pro děti předškolního a mladšího školního věku. Vyzkoušet si mohou různé jeskyňářské disciplíny, například prolezení umělou jeskyní či vázání uzlů. Za absolvování všech stanovišť dostanou drobnou odměnu. Zároveň budou ve jeskyních po celý den prohlídky návštěvní trasy výhradně s baterkami - vi
     

Co by měl umět a znát speleolog?

Co by měl umět a znát speleolog?
V sobotu 30. května 2026 se u Zbrašovské aragonitové jeskyně v Teplicích nad Bečvou uskuteční Jeskyňářský den. Od 9 do 16 hodin se účastníci mohou těšit na zábavné aktivity pro děti předškolního a mladšího školního věku. Vyzkoušet si mohou různé jeskyňářské disciplíny, například prolezení umělou jeskyní či vázání uzlů. Za absolvování všech stanovišť dostanou drobnou odměnu. Zároveň budou ve jeskyních po celý den prohlídky návštěvní trasy výhradně s baterkami - viz https://zbrasovske.caves.cz/aktuality/jeskynarsky-den-zbrasov-2026



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  • Bracken Cave 2026: tornano le visite all’alba nella colonia di pipistrelli più grande al mondo
    Condividi Da giugno ad agosto riaprono le visite all’alba nella riserva texana, dove oltre 15 milioni di esemplari fanno rientro dopo la notte di caccia. Prenotazioni aperte da aprile. La colonia di Bracken Cave e lo spettacolo dei pipistrelli all’alba La Bracken Cave, a pochi chilometri da San Antonio in Texas, ospita la colonia di pipistrelli più numerosa del pianeta. Più di 15 milioni di esemplari della specie Tadarida brasiliensis scelgono questa grotta come rifugio estivo. Ogni ma
     

Bracken Cave 2026: tornano le visite all’alba nella colonia di pipistrelli più grande al mondo

Máj 30th 2026 at 09:00

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Da giugno ad agosto riaprono le visite all’alba nella riserva texana, dove oltre 15 milioni di esemplari fanno rientro dopo la notte di caccia. Prenotazioni aperte da aprile.


La colonia di Bracken Cave e lo spettacolo dei pipistrelli all’alba

La Bracken Cave, a pochi chilometri da San Antonio in Texas, ospita la colonia di pipistrelli più numerosa del pianeta. Più di 15 milioni di esemplari della specie Tadarida brasiliensis scelgono questa grotta come rifugio estivo. Ogni mattina, prima dell’alba, i pipistrelli rientrano dopo una notte di attività.

L’evento “Morning Bat Flights” permette di osservare questo rientro da un’area dedicata. I visitatori vedono il flusso compatto dei pipistrelli che si riversa nella cavità. La riserva di Bracken Cave è gestita da Bat Conservation International.

L’appuntamento si ripete tra il 14 giugno e il 15 agosto 2026. Non si tratta di uno spettacolo serale, ma di un’esperienza che inizia molto presto al mattino. L’orario di arrivo è fissato per le 5:30. Il cancello chiude alle 5:45. Chi arriva oltre quell’ora non può più accedere.


Come prenotare i Morning Bat Flights 2026: date e biglietti

Le prenotazioni per i Morning Bat Flights seguono un calendario preciso. I membri di Bat Conservation International ricevono un codice di accesso via email il 18 marzo 2026. La registrazione riservata ai membri apre il 1° aprile alle 9:00, ora centrale. La registrazione per il pubblico generale scatta il 15 aprile 2026, sempre alle 9:00.

Ogni partecipante ha bisogno di un biglietto, senza eccezioni per età. Il costo è di 32,55 dollari. I membri possono inserire un codice promozionale durante l’acquisto. Il codice dà diritto a uno sconto sui primi otto biglietti. Biglietti aggiuntivi sono a prezzo pieno.

Le serate non sono più divise in date per soli membri e date per il pubblico. Membri e non membri condividono le stesse date di visita. Se una data è esaurita, è possibile iscriversi a una lista d’attesa. Quando si liberano posti, l’organizzazione invia un’email a tutti gli iscritti. I biglietti vengono assegnati in ordine di arrivo. Non sono previsti rimborsi. Dalla conferma email si trovano le istruzioni per cambiare la data della visita.


Cosa aspettarsi dalla visita: orari, abbigliamento e regole della riserva

La permanenza alla Bracken Cave dura dalle due alle tre ore, in base all’orario dell’alba. Non esiste un momento esatto di emersione. Si arriva presto per avere tempo di ascoltare le spiegazioni sulla colonia di pipistrelli.

L’area di osservazione è attrezzata con panche a gradoni. Non serve portare sedie. Si consiglia un abbigliamento comodo e scarpe chiuse. Il caldo texano è intenso. Portare acqua in bottiglia, crema solare e repellente per insetti è utile. Le macchine fotografiche sono ammesse, ma senza flash. Sono vietati alcolici, cibo, sigarette, sigarette elettroniche, animali domestici, camper e motocicli.

In loco c’è un bagno chimico unisex con dispenser di disinfettante per le mani. Non ci sono servizi aggiuntivi. La Bracken Cave Preserve è un’area naturale non pavimentata. I sentieri sono sterrati e possono essere irregolari.


Accessibilità e famiglie: consigli per vivere l’esperienza nella colonia di pipistrelli texana

L’accessibilità dell’area di osservazione è limitata. La riserva fa il possibile per accogliere visitatori con mobilità ridotta. Il parcheggio più vicino dista circa 100 metri dal punto di osservazione. Il percorso è ricoperto di pacciame e non ha pavimentazione. Per esigenze specifiche si può scrivere a batflights@batcon.org. All’arrivo è utile segnalare alla guida eventuali necessità di assistenza.

Portare bambini molto piccoli alla Bracken Cave è sconsigliato. I gestori suggeriscono di valutare con attenzione la presenza di minori di 6 anni. La visita può allungarsi fino a quattro ore. Il caldo estivo del Texas è impegnativo. I bambini devono restare sorvegliati in ogni momento. Non ci sono servizi di custodia.

La colonia di pipistrelli di Bracken Cave rappresenta un sito di interesse naturalistico globale. I Morning Bat Flights offrono un punto di osservazione diretto su una delle più grandi concentrazioni di mammiferi sulla Terra. Le prenotazioni si esauriscono ogni anno in fretta. Registrarsi il prima possibile alla data desiderata è la scelta più efficace. L’esperienza unisce divulgazione, ricerca e conservazione in un contesto naturale protetto. La riserva si trova al 7515 Bracken Cave Road, San Antonio, Texas 78266.

Ecco le fonti e i link relativi all’articolo.

Fonte del testo
L’articolo è stato scritto basandosi sul testo originale da te fornito, che contiene la descrizione ufficiale dell’evento “Morning Bat Flights at Bracken Cave Preserve 2026” con tutti i dettagli su date, orari, prenotazioni e regole della riserva.

Link ufficiale per l’attività

https://www.batcon.org/visit-us/bracken-cave/

Su questa pagina vengono pubblicati ogni anno i dettagli aggiornati sui bat flights, comprese le date di registrazione e le modalità di acquisto dei biglietti. Al momento (maggio 2026), il sito rimanda alla biglietteria per la stagione in corso.

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  • Balkan Cavers’ Camp 2026: speleologi dai Balcani e dal mondo si ritrovano in Macedonia del Nord
    Condividi La speleologia balcanica torna protagonista a Shtavica, Prilep, dal 16 al 20 settembre Dal 16 al 20 settembre 2026, il villaggio di Shtavica, nel comune di Prilep, in Macedonia del Nord, ospiterà il Balkan Cavers’ Camp 2026 (BCC2026), l’appuntamento annuale che riunisce speleologi provenienti dai Balcani e da tutta Europa. L’evento è organizzato dalla Federazione Speleologica Macedone sotto l’egida della Balkan Speleological Union (BSU), l’organismo che coordina le attività spel
     

Balkan Cavers’ Camp 2026: speleologi dai Balcani e dal mondo si ritrovano in Macedonia del Nord

Máj 30th 2026 at 08:00

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La speleologia balcanica torna protagonista a Shtavica, Prilep, dal 16 al 20 settembre

Dal 16 al 20 settembre 2026, il villaggio di Shtavica, nel comune di Prilep, in Macedonia del Nord, ospiterà il Balkan Cavers’ Camp 2026 (BCC2026), l’appuntamento annuale che riunisce speleologi provenienti dai Balcani e da tutta Europa. L’evento è organizzato dalla Federazione Speleologica Macedone sotto l’egida della Balkan Speleological Union (BSU), l’organismo che coordina le attività speleologiche nell’area balcanica.


La Balkan Speleological Union: storia e missione di un’organizzazione regionale

La Balkan Speleological Union è stata fondata nel 2002 a Vratza, in Bulgaria, con sede a Sofia, ed è membro dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS). L’organizzazione unisce le federazioni speleologiche nazionali di Albania, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Montenegro, Macedonia del Nord, Romania, Serbia, Slovenia e Turchia. La sua missione è promuovere l’esplorazione, la ricerca, la conservazione e il soccorso in grotta, attraverso spedizioni congiunte, corsi di formazione ed eventi come il Balkan Cavers’ Camp.balkan-cavers

Il Camp esiste, nella sua forma attuale, dal 2007 e da allora si svolge ogni anno in un paese diverso della regione. Le edizioni precedenti si sono tenute in Romania (2010), Montenegro (2013), Serbia (2023), Croazia (2024) e Bosnia ed Erzegovina (2025). La BSU ha aggiornato il proprio statuto nell’assemblea straordinaria tenutasi a Sofia il 29 marzo 2025.scintilena+4


Il programma del BCC2026: esplorazione, formazione e scambio culturale

Il Balkan Cavers’ Camp 2026 si articola su quattro giornate di attività intense. Il programma include escursioni in grotta, workshop tecnici di SRT (Single Rope Technique) e di soccorso speleologico, conferenze e presentazioni scientifiche, visite culturali nel territorio macedone, serate balcaniche attorno al fuoco con musica e gastronomia locale.facebook

Il campo base sarà attrezzato con acqua, elettricità e connessione internet, per garantire comfort logistico ai partecipanti provenienti da più paesi. L’evento è aperto alla partecipazione internazionale, in linea con lo spirito delle edizioni passate: nel 2024, in Croazia, il Balkan Cavers’ Camp aveva attirato oltre 250 speleologi. Le registrazioni sono già aperte; il pagamento sarà per il momento gestito in loco.facebook+2


Speleologia in Macedonia del Nord: un territorio carsico ricco di grotte

La Macedonia del Nord dispone di un patrimonio carsico di grande interesse. La grotta di Gostivar, la più lunga del paese con 1,2 km di sviluppo, è percorsa da un fiume sotterraneo con una cascata di 7 metri. Bela Voda (955 metri) ospita una sala con cristalli e un lago sotterraneo. Sul Monte Karadzica, la grotta Solunska 4 è la più profonda con 450 metri e un pozzo verticale di 250 metri.lonelyplanetitalia

La regione di Prelip, sede del BCC2026, è nota anche per le sue formazioni rocciose e la geologia carsica che caratterizza questa parte della Macedonia del Nord. La scelta di Shtavica come sede del camp offre ai partecipanti la possibilità di esplorare un’area poco conosciuta a livello internazionale, contribuendo alla documentazione scientifica del sottosuolo macedone.lonelyplanetitalia


La tradizione del Balkan Cavers’ Camp: un modello di cooperazione speleologica

Il Balkan Cavers’ Camp si è affermato nel corso degli anni come uno dei principali eventi di aggregazione speleologica in Europa orientale. L’edizione 2024 in Croazia, alle Grotte Cerovacke, si è svolta dal 29 maggio al 2 giugno con la partecipazione di speleologi da tutta la regione. Durante il BCC2025 in Bosnia ed Erzegovina si è tenuta anche l’assemblea generale della BSU, a dimostrazione dell’importanza istituzionale che l’evento ha assunto.uis-speleo+1

Il format del camp, che alterna attività tecniche in grotta a momenti di condivisione culturale, risponde a una filosofia consolidata: rafforzare la comunità speleologica balcanica attraverso la collaborazione diretta sul campo. Per informazioni e iscrizioni: balkancaverscamp@gmail.com.eurospeleo


Fonte: Balkan Speleological Union · Evento Facebook BCC2026facebook+1

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Gravimetria assoluta e carsismo: uno studio INGV osserva le variazioni d’acqua nel sottosuolo dell’Appennino centrale

Máj 30th 2026 at 07:00

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Misure gravimetriche tra Abruzzo, Umbria e Lazio mostrano cambiamenti nelle masse idriche sotterranee e possibili effetti post-sismici nei sistemi carsici dell’Aquilano

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha pubblicato sulla rivista Remote Sensing uno studio dedicato alle variazioni della gravità terrestre e del contenuto idrico sotterraneo nell’Appennino centrale.

La ricerca, intitolata “Time-Lapse Absolute Gravity Measurements Unveil Subsurface Water Content Variations in Central Italy”, analizza le misure effettuate tra il 2018 e il 2023 in quattro stazioni distribuite tra Abruzzo, Lazio e Umbria: L’Aquila, Popoli, Sant’Angelo Romano e Terni.

Lo studio mette in relazione la gravimetria assoluta con dati satellitari, modelli idrologici e monitoraggi InSAR, mostrando come le variazioni di massa dell’acqua nel sottosuolo possano essere rilevate anche in ambienti carsici complessi e in aree interessate da intensa attività sismica.

La rete gravimetrica nell’Appennino centrale e il ruolo del gravimetro FG5

La rete di misura è stata sviluppata nell’ambito di progetti finanziati dall’INGV, tra cui il progetto AGAVE, dedicato allo studio integrato dei rischi naturali attraverso gravimetria assoluta, GNSS e telerilevamento.

Le campagne di misura sono state eseguite con un gravimetro assoluto FG5#238, uno strumento ad alta precisione basato sulla caduta libera controllata da interferometria laser e orologio atomico. Le misure sono state effettuate in ambienti chiusi, durante le ore notturne, per ridurre il rumore ambientale e ottenere precisioni dell’ordine di pochi microGal.

Secondo i ricercatori, le variazioni osservate raggiungono circa 15-20 microGal in tre stazioni, mentre nel sito di L’Aquila si arriva a circa 37-40 microGal. Si tratta di valori significativi per questo tipo di monitoraggio geofisico.

Un precedente comunicato dell’INGV aveva già evidenziato l’importanza della gravimetria assoluta nelle aree sismogenetiche dell’Appennino centrale, in relazione ai terremoti del 2009 e del 2016. (ingv.it)

Carsismo e acqua sotterranea: il caso di L’Aquila

L’aspetto più interessante per il mondo speleologico riguarda il comportamento dell’area aquilana.

I dati mostrano infatti che le variazioni gravimetriche registrate a L’Aquila risultano molto più ampie rispetto a quelle spiegabili dai modelli idrologici regionali. Secondo gli autori, il fenomeno potrebbe essere collegato a redistribuzioni locali di massa nei sistemi carsici fratturati del sottosuolo.

L’area dell’Aquilano è caratterizzata da acquiferi carbonatici profondi, forte fratturazione tettonica e fenomeni di carsismo diffuso. In questo contesto, terremoti e sequenze sismiche possono modificare la permeabilità delle rocce, la circolazione idrica e la pressione nei pori.

I ricercatori ipotizzano che i terremoti dell’Terremoto dell’Aquila del 2009 e della sequenza Terremoti dell’Italia centrale del 2016 abbiano prodotto aggiustamenti progressivi nelle microfratture del sistema carbonatico, con effetti ancora osservabili a distanza di anni.

Secondo lo studio, questi processi potrebbero avvenire senza deformazioni verticali evidenti del terreno. Per questo motivo risultano invisibili alle normali tecniche InSAR, ma rilevabili attraverso la gravimetria assoluta.

I dati satellitari GRACE-FO e GLDAS confermano il deficit idrico

Per interpretare le variazioni osservate, il gruppo di ricerca ha integrato le misure gravimetriche con i dati satellitari della missione GRACE-FO e con il sistema modellistico GLDAS.

Le analisi mostrano una diminuzione significativa dello stoccaggio idrico terrestre tra il 2018 e l’autunno 2020. La perdita stimata a scala regionale raggiunge circa 9 gigatonnellate di acqua.

Le serie temporali delle precipitazioni, dei livelli piezometrici e delle portate fluviali indicano una coerenza generale con il calo della gravità misurato nelle stazioni.

Nel caso di Terni, le variazioni delle falde spiegano gran parte del segnale gravimetrico. A L’Aquila, invece, il comportamento appare più complesso e suggerisce l’esistenza di fenomeni locali non descrivibili dai modelli regionali.

Gravimetria assoluta e speleologia: nuove prospettive di ricerca

Lo studio apre prospettive interessanti anche per la ricerca speleologica e idrogeologica.

La possibilità di individuare redistribuzioni di massa in sistemi carsici profondi senza deformazioni superficiali evidenti offre nuovi strumenti per comprendere il funzionamento degli acquiferi carbonatici dell’Appennino.

Secondo gli autori, la gravimetria assoluta potrebbe diventare un supporto importante nello studio dei processi post-sismici, delle variazioni di porosità e delle migrazioni di fluidi sotterranei.

In aree caratterizzate da grotte, faglie attive e grandi circuiti idrici carsici, queste tecniche potrebbero contribuire a migliorare la conoscenza delle dinamiche sotterranee e dei rapporti tra sismicità e circolazione delle acque.

L’integrazione tra gravimetria assoluta, telerilevamento satellitare e dati idrogeologici viene indicata dai ricercatori come uno degli approcci più promettenti per il monitoraggio delle aree carsiche sismicamente attive.

Un monitoraggio di lungo periodo per i sistemi carsici dell’Appennino

Il lavoro evidenzia anche i limiti attuali del monitoraggio. Le campagne gravimetriche sono episodiche e non permettono di seguire nel dettaglio le variazioni stagionali rapide.

Nonostante questo, la precisione delle misure consente di individuare tendenze di lungo periodo e anomalie localizzate difficilmente osservabili con altri strumenti.

Per gli autori, mantenere reti di gravimetria assoluta nelle aree tettonicamente attive dell’Appennino rappresenta un elemento importante per studiare le dinamiche profonde dei sistemi idrici sotterranei e i loro rapporti con la sismicità.

La ricerca conferma anche il valore multidisciplinare di questi monitoraggi, che coinvolgono geofisica, idrogeologia, carsismo e osservazione satellitare.

Fonti

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  • Nuova specie di pesce cavernicolo sfida l’idea dei “vicoli ciechi evolutivi”
    Condividi Uno studio dell’Università di Yale identifica una nuova specie di cavefish e riapre il dibattito sull’evoluzione negli ecosistemi sotterranei Le grotte non sarebbero “vicoli ciechi” dell’evoluzione come si è pensato per oltre un secolo. È quanto suggerisce un nuovo studio dell’Yale University pubblicato sulla rivista Integrative Organismal Biology, che ha identificato una nuova specie di pesce cavernicolo cieco nel sud-est degli Stati Uniti. La nuova specie, denominata Typhlichth
     

Nuova specie di pesce cavernicolo sfida l’idea dei “vicoli ciechi evolutivi”

Máj 30th 2026 at 06:00

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Uno studio dell’Università di Yale identifica una nuova specie di cavefish e riapre il dibattito sull’evoluzione negli ecosistemi sotterranei

Le grotte non sarebbero “vicoli ciechi” dell’evoluzione come si è pensato per oltre un secolo. È quanto suggerisce un nuovo studio dell’Yale University pubblicato sulla rivista Integrative Organismal Biology, che ha identificato una nuova specie di pesce cavernicolo cieco nel sud-est degli Stati Uniti.

La nuova specie, denominata Typhlichthys styx, appartiene al gruppo dei cosiddetti Southern cavefish, piccoli pesci adattati alla vita permanente nel buio delle acque sotterranee. Gli studiosi hanno ricostruito la loro storia evolutiva attraverso analisi genetiche e scansioni CT dei crani, dimostrando che tre diverse specie si sarebbero differenziate dopo l’adattamento all’ambiente ipogeo.

La scoperta mette in discussione una visione che risaliva fino a Charles Darwin. Nel suo On the Origin of Species, Darwin descriveva infatti gli organismi cavernicoli come “relitti di antiche forme di vita”, sopravvissuti in ambienti isolati ma poco inclini a generare nuove specie. Da questa idea nacque la teoria secondo cui gli ecosistemi sotterranei sarebbero ambienti evolutivamente stagnanti.

By David Starr Jordan – Jordan, David Starr (1907) Fishes, New York City, NY: Henry Holt and Company, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=43020420

Secondo i ricercatori di Yale, invece, proprio la geologia sotterranea e gli acquiferi carsici avrebbero favorito la separazione delle popolazioni e quindi la speciazione. Le tre linee evolutive individuate condividerebbero infatti un antenato comune vissuto circa 8 milioni di anni fa.

Tutti questi pesci hanno perso gli occhi vivendo nel buio permanente delle grotte, ma la nuova specie conserva particolari strutture ossee residue attorno alle orbite, assenti nelle altre specie analizzate. Questo elemento anatomico, insieme ai dati genetici, ha permesso di riconoscere Typhlichthys styx come specie distinta.

La ricerca si inserisce in un crescente interesse scientifico per gli ecosistemi sotterranei, considerati oggi veri laboratori naturali per comprendere adattamento, isolamento biologico ed evoluzione della vita nel sottosuolo.

Fonte: Mike Cummings, Yale University, “Emergence of new cavefish species challenges evolutionary dead-end idea”, pubblicato su Phys.org in data 23 maggio 2026 – articolo editato da Lisa Lock e revisionato da Robert Egan – https://phys.org/news/2026-05-emergence-cavefish-species-evolutionary-dead.html

By Ulysses Orange Cox – Cox, Ulysses O. (1905) Revision of the cave fishes of North America, Report of the Bureau of Fisheries, 1903/1904, Washington, D.C.: Government Printing Office, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42379372

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  • Acqua dalle profondità della Terra: è stato scoperto un nuovo modo in cui può formarsi nel sottosuolo
    Condividi Science Advances pubblica uno studio in cui si mostra che l’acqua può nascere dall’incontro tra idrogeno molecolare e minerali ricchi di ossigeno, aprendo nuove prospettive sul ciclo idrogeologico profondo L’acqua non arriva soltanto dalla superficie, attraverso piogge, fiumi, mari e infiltrazioni. Nelle profondità della Terra può anche formarsi direttamente nel sottosuolo, grazie a reazioni chimiche tra idrogeno molecolare e minerali contenenti ossigeno. È quanto emerge da uno s
     

Acqua dalle profondità della Terra: è stato scoperto un nuovo modo in cui può formarsi nel sottosuolo

Máj 30th 2026 at 05:00

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Science Advances pubblica uno studio in cui si mostra che l’acqua può nascere dall’incontro tra idrogeno molecolare e minerali ricchi di ossigeno, aprendo nuove prospettive sul ciclo idrogeologico profondo

L’acqua non arriva soltanto dalla superficie, attraverso piogge, fiumi, mari e infiltrazioni. Nelle profondità della Terra può anche formarsi direttamente nel sottosuolo, grazie a reazioni chimiche tra idrogeno molecolare e minerali contenenti ossigeno.

È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances e guidato da Alberto Vitale Brovarone, dell’Università di Bologna, con la partecipazione di ricercatori italiani e internazionali. La ricerca descrive la formazione di una possibile “acqua non convenzionale”, generata in profondità da processi geologici finora poco considerati.

Secondo il modello tradizionale, il ciclo dell’acqua terrestre funziona come un grande circuito: l’acqua superficiale entra nelle rocce, viene trasportata in profondità dalla tettonica a placche, resta intrappolata nei minerali e può poi essere liberata in profondità, contribuendo alla formazione dei magmi e tornando in superficie attraverso vulcani e vapori.

La nuova ricerca aggiunge però un passaggio inatteso. In profondità possono formarsi fluidi ricchi di idrogeno molecolare, 2 molecole di H. Questo gas, penetrando tra le rocce, può reagire con minerali ricchi di ossigeno e dare origine a H2O: acqua vera e propria, ma prodotta attraverso un percorso diverso da quello normalmente considerato nel ciclo idrologico.

La scoperta è importante, perché obbliga a rivedere i modelli con cui viene stimata la quantità d’acqua presente nella litosfera e nelle parti profonde della Terra. Se l’acqua può nascere anche “dal basso”, allora il ciclo dell’acqua non è un sistema chiuso, ma un processo più complesso, legato anche alla chimica delle rocce e alla circolazione dei fluidi profondi.

Le implicazioni riguardano diversi campi: la formazione dei magmi, la dinamica dei terremoti, la geotermia, gli ambienti estremi del sottosuolo e persino la ricerca dell’acqua su altri pianeti. Meccanismi simili potrebbero infatti essere presi in considerazione anche nell’interpretazione dei dati raccolti dalle sonde spaziali, soprattutto quando si cerca di capire dove e come possa formarsi acqua in ambienti extraterrestri.

Per il mondo della speleologia e dell’idrogeologia, il tema è particolarmente interessante perché ricorda quanto il sottosuolo sia ancora un ambiente dinamico e poco conosciuto. Le grotte, gli acquiferi, le fratture profonde e i sistemi carsici rappresentano solo la parte più accessibile di una circolazione idrica molto più ampia, che può coinvolgere processi chimici e geologici attivi a profondità ben maggiori.

Per Scintilena il valore aggiunto è proprio tradurre temi scientifici complessi in qualcosa di leggibile da speleologi, appassionati e curiosi. Alcuni termini scientifici non saranno perfetti, ma questo è soprattutto il tentativo di raccontare in modo comprensibile quanto emerge dalla ricerca.

Fonti:

Da leggere anche: https://www.scintilena.com/lacqua-che-nasce-da-rocce-secche-nuovi-scenari-per-il-sottosuolo-terrestre/05/27/

Foto: M. Abisso

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