Grotta Tina Jama, un’ascia in corno di cervo racconta il passaggio dal Mesolitico al Neolitico
Nel Carso triestino la quarta campagna di scavo alla grotta Tina Jama indaga un accampamento di circa 8.000 anni fa. Reperti in selce, ornamenti e un dente infantile aiutano a ricostruire la transizione verso agricoltura e allevamento. Visite gratuite il 10 ottobre.
La grotta Tina Jama, nel Comune di Sgonico/Zgonik, restituisce nuove testimonianze delle ultime comunità di cacciatori-raccoglitori del Carso triestino. Tra i ritrovamenti della quarta campagna di scavo figurano una rara ascia in corno di cervo, piccoli elementi in selce per le frecce, ornamenti e un dente umano da latte. Le ricerche si concentrano sul passaggio tra Mesolitico e Neolitico nell’Adriatico nord-orientale, dove i primi gruppi neolitici arrivarono circa 7.500 anni fa. Sabato 10 ottobre 2026 il sito sarà visitabile con due visite guidate gratuite. [web:9][web:2]
Grotta Tina Jama: una sequenza archeologica tra Mesolitico e Neolitico
La cavità si trova nell’area del monte Lanaro/Volnik. La quarta campagna, prossima alla conclusione, ha raggiunto un ricco deposito del Mesolitico recente. Questi strati si trovano immediatamente sotto quelli associati ai primi gruppi neolitici.
La successione permette di studiare nello stesso sito due fasi decisive della preistoria locale. Da una parte si trovano le testimonianze delle comunità che vivevano di caccia e raccolta. Dall’altra emergono le tracce delle popolazioni portatrici di nuove pratiche di sussistenza, legate all’agricoltura e all’allevamento.
Secondo Federico Bernardini, direttore scientifico dello scavo, i primi gruppi neolitici raggiunsero il Carso risalendo le coste della Dalmazia e dell’Istria. Il loro arrivo avvenne alcune centinaia di anni dopo rispetto all’Istria meridionale. Lo studio della grotta Tina Jama affronta il ruolo delle ultime comunità mesolitiche in questo processo di trasformazione. [web:9]
L’ascia in corno di cervo e gli strumenti del Mesolitico
Uno dei reperti principali è una grande ascia ricavata da un corno di cervo. Conserva le tracce di una perforazione non completata. Il manufatto trova confronti nell’Europa centrale e settentrionale, mentre reperti analoghi sono molto rari in Italia.
A poca distanza è stato recuperato un secondo oggetto in corno. È lungo circa 11 centimetri e presenta un foro trasversale largo circa un centimetro, oltre a una perforazione longitudinale centrale. Una delle ipotesi è che servisse a raddrizzare le aste delle frecce. La funzione resta oggetto di studio: le analisi dovranno chiarire l’impiego di questo strumento. [web:9]
Il deposito ha restituito anche numerosi manufatti in selce e scarti di lavorazione. Tra questi figurano piccoli elementi trapezoidali impiegati come armature delle frecce, cioè parti inserite nei proiettili. Sono presenti punte in osso, alcune frammentarie e probabilmente appartenenti ad armi da lancio. L’insieme documenta diverse lavorazioni di materiali minerali e animali all’interno dell’accampamento.
Ornamenti, ocra e un dente infantile alla grotta Tina Jama
Gli ornamenti comprendono conchiglie marine e di acqua dolce perforate. Sono stati recuperati anche canini atrofici di cervo, forati per essere utilizzati come pendagli. Uno di questi conserva tracce di ocra.
L’ocra compare in più punti del deposito. In alcuni casi è associata a sostanze adesive ancora conservate sugli strumenti in selce. Questi residui offrono elementi per studiare la preparazione e l’uso degli utensili. [web:10]
Tra i ritrovamenti figura inoltre un dente umano da latte. Il reperto potrà contribuire allo studio delle popolazioni del Mesolitico recente. È stato recuperato anche un frammento osseo con incisioni ravvicinate, probabilmente intenzionali, il cui significato deve essere chiarito.
Un accampamento mesolitico organizzato attorno al focolare
Parte dei materiali proviene da un livello con probabili tracce di un accampamento di circa 8.000 anni fa. Il focolare occupava la zona più riparata della grotta. All’ingresso, una struttura composta da pietre e blocchi delimitava lo spazio.
Lo scavo su un’ampia superficie consente di collegare i reperti alla disposizione delle strutture. La ricerca non riguarda quindi soltanto i singoli oggetti, ma anche l’organizzazione dell’ambiente utilizzato dalle comunità preistoriche.
Alla grotta Tina Jama si affianca lo studio dei resti animali, affidato a Francesco Boschin dell’Università degli Studi di Siena. La buona conservazione dei reperti permette analisi archeozoologiche di dettaglio. L’attenzione si concentra sul cambiamento delle pratiche di sussistenza e dello sfruttamento dell’ambiente carsico con l’arrivo dell’allevamento.
Scavi nel Carso triestino: la collaborazione tra Italia e Slovenia
L’Università Ca’ Foscari Venezia è titolare della concessione di scavo del Ministero della Cultura. La direzione scientifica è affidata a Federico Bernardini, in collaborazione con l’Istituto di Archeologia dello ZRC SAZU, il Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam e l’Università di Siena. Partecipa la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Elena Leghissa è responsabile del progetto per la parte slovena. [web:9]
La campagna 2026 rientra nel progetto «Tina Jama: Stratigraphy of Prehistoric Transitions in the Northern Adriatic», diretto da Leghissa. Il finanziamento ricade nel programma «Archaeological Research (2022–2027)», codice P6-0064.
Le attività sul campo hanno beneficiato della collaborazione dei proprietari del terreno, Marino Pernarcich e Paola Zivec. Il sostegno logistico è arrivato anche dalle aziende agricole Marucelli Omar e Mili? Zagrski.
Le indagini proseguono un percorso già documentato nelle precedenti campagne. Nel 2025 Scintilena aveva riportato risultati relativi a una sequenza compresa tra Mesolitico ed età del Bronzo, insieme al ritrovamento di un raro pugnale in rame di oltre 4.000 anni fa. I nuovi scavi approfondiscono ora le fasi più antiche e la transizione neolitica. [web:7]
Tina Jama e speleologia: la cavità nel Catasto regionale
La grotta è registrata nel Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia con il numero 6479 e la sigla locale 6189VG. La scheda riporta un ingresso a 473 metri di quota e uno sviluppo planimetrico di 5,5 metri. Sono i dati catastali della cavità, distinti dall’estensione del deposito archeologico indagato.
Il catasto descrive un vano dal suolo terroso, utilizzato in passato come ricovero per ovini. La storia recente della grotta si aggiunge così alle frequentazioni preistoriche documentate dagli scavi. [web:13]
Visite guidate alla grotta Tina Jama il 10 ottobre 2026
Sabato 10 ottobre sono previste due visite guidate gratuite, condotte da Federico Bernardini ed Elena Leghissa. I ritrovi sono fissati alle ore 10.00 e alle ore 14.00. [web:2][web:9]
Il punto di incontro è il parcheggio alla base del sentiero numero 5A per il Lanaro. Si trova circa 300 metri a nord dell’agriturismo Mili? Zagrski. La risalita richiede circa mezz’ora di cammino per persone allenate. Sono consigliati abbigliamento e calzature adeguati al percorso.
Fonti
- Università Ca’ Foscari Venezia, «Rinvenuta nell’accampamento mesolitico della Grotta di Tina Jama nel Carso rara ascia in corno di cervo e altri manufatti»:
https://www.unive.it/web/it/15165/articolo/8832 - ClassiCult, articolo del 7 ottobre 2026 e testo del comunicato dell’Università Ca’ Foscari fornito come base della notizia:
https://www.classicult.it/grotta-tina-jama-sgonico-zgonik-transizione-tra-mesolitico-e-neolitico-nelladriatico-nord-orientale/ - Il Giornale dell’Arte, notizia sulla quarta campagna di scavo, 7 ottobre 2026:
https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/E-di-anni-fa-e-quasi-unica-in-Italia-lascia-che-potrebbe-riscrivere-la-Preistoria-del-Carso-triestino - Scintilena, «Tesori nascosti del Carso: nuove scoperte archeologiche rivelano 9000 anni di storia nelle grotte», 10 ottobre 2025:
https://www.scintilena.com/tesori-nascosti-del-carso-nuove-scoperte-archeologiche-rivelano-9000-anni-di-storia-nelle-grotte/10/10/ - Archeologia Viva, notizia sui nuovi ritrovamenti nella grotta Tina Jama:
https://www.archeologiaviva.it/25947/slovenia-nuove-scoperte-nella-grotta-tina-jama/ - Regione Friuli Venezia Giulia, Catasto Speleologico Regionale, scheda 6479 «Tina Jama»:
https://catastogrotte.regione.fvg.it/scheda/6479-Tina_Jama
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