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Nel Gargano le grotte e il brigantaggio si intrecciano in racconti tramandati, tracce storiche e paesaggi carsici che continuano a segnare l’identità locale.
Grotte garganiche e identità del territorio
Nel Gargano le grotte sono parte strutturale del paesaggio e della cultura locale, non soltanto cavità naturali nella roccia.
La tradizione le collega a racconti popolari, devozioni religiose e vicende storiche di lunga durata, in un intreccio continuo tra geologia e storia umana.
Queste cavità sono percepite come luoghi di passaggio, rifugio e mistero, in cui il confine tra leggenda e realtà rimane spesso sottile.
In molti casi, ogni grotta diventa un nodo di memoria: un luogo cui si associano episodi, nomi e soprannomi che circolano nella comunità, alimentando narrazioni condivise.
In questo contesto prende forma il legame tra briganti e grotte garganiche, dove il racconto orale amplifica la rilevanza di cavità e anfratti nella storia sociale del territorio.
Briganti e grotte garganiche come rifugi ipogei
Nel XIX secolo il Gargano fu interessato dal fenomeno del brigantaggio post-unitario, che trovò nei rilievi e negli altipiani della zona un terreno favorevole alla fuga e al nascondimento.[2][3]
Le grotte, per posizione e morfologia, furono utilizzate come ripari, depositi e nascondigli per uomini in armi, per le loro scorte e per i beni sottratti durante le scorrerie.[2][1]
Nel racconto locale queste cavità assumono un valore strategico: luoghi in cui sfuggire ai controlli, nascondere fucili e munizioni, proteggere bottini e viveri.[2][1]
L’articolazione del paesaggio carsico, con valloni, gradoni rocciosi e accessi poco visibili, rende credibile l’uso delle grotte come rifugi temporanei o basi di appoggio per le bande.[3][2]
Per questo, nelle narrazioni odierne, l’espressione briganti e grotte garganiche riassume una relazione stretta tra geomorfologia, storia politica e memoria comunitaria.[2][1]
Gabriele Galardi e Grotta Paglicci tra storia e leggenda
Tra i nomi più citati compare Gabriele Galardi, noto nella tradizione come “Briele Jalardë”, brigante ottocentesco legato ai territori di San Paolo di Civitate e Rignano Garganico.[3][2][1]
Le fonti locali lo collegano alla “Rottë dë Jalardë” e a Grotta Paglicci, cavità oggi celebre soprattutto per la sua importanza preistorica.[4][1]
Grotta Paglicci è infatti un sito paleolitico di rilievo internazionale, con depositi archeologici, pitture rupestri e sepolture che documentano una frequentazione umana plurimillenaria.[4]
Nel lessico locale la grotta era conosciuta proprio come “grotta di Jalarde”, a ricordare i periodi in cui il brigante vi si sarebbe rifugiato durante le sue azioni.[4]
Intorno a Galardi si è sviluppata la leggenda di un tesoro sepolto, custodito in un antro difficilmente accessibile nei pressi o all’interno del complesso di Grotta Paglicci.[5][6][1]
Racconti, ricerche e persino una mappa indicata da alcune testimonianze novecentesche alimentano l’idea di bauli colmi di monete e gioielli, mai ritrovati con certezza.[6][7][8][5]
La bibliografia recente dedicata al “tesoro di Gabriele Galardi” mostra come il tema continui a suscitare interesse, tra ricostruzione storica e analisi delle tradizioni familiari e popolari.[7][8]
In questo scenario, il binomio briganti e grotte garganiche diventa una chiave per leggere sia la storia del sito archeologico sia la stratificazione delle memorie locali.[4][1]
Lu Zambre e le grotte di Vico del Gargano
Un altro protagonista del brigantaggio garganico è Angelo Maria del Sambro, noto come “Lu Zambre”, capo di bande attive nella Capitanata nei primi anni successivi all’Unità d’Italia.[9][3][2]
Le cronache ricordano le sue azioni tra San Marco in Lamis e i paesi vicini, con scontri contro le truppe regie e incursioni nei centri abitati.[9][3][2]
La tradizione orale di Vico del Gargano lega il soprannome di Lu Zambre a una grotta nell’entroterra, nei pressi dell’area di Santa Maria di Canneto, indicata come possibile nascondiglio di ricchezze accumulate durante le scorrerie.[5]
Ancora oggi vengono raccontate storie di persone che cercano un varco nella vegetazione, alla ricerca dell’ipotetico antro collegato al brigante.[5]
Qui la dimensione geografica si intreccia con quella onirica: alcuni racconti rimandano a sogni rivelatori, in cui il brigante indicherebbe luoghi e percorsi per raggiungere il tesoro nascosto.[5]
Questo tipo di narrazione, comune in molte aree rurali, rafforza l’idea che i briganti e le grotte garganiche formino un patrimonio simbolico condiviso, in cui la ricerca dell’oro rappresenta anche una proiezione di speranze e paure collettive.[5][1]
Grotta Coppa del Mortaio e Piscina Secca
A San Nicandro Garganico ricorrono racconti simili, centrati su cavità note alla comunità locale.[10][1]
La Grotta Coppa del Mortaio e la Grotta di Piscina Secca sono associate, nelle memorie orali, a presenze brigantesche, ritrovamenti di oggetti e ipotesi di occultamento di beni.[10][1]
Nel caso di Piscina Secca è spesso richiamata la forma della cavità: ingresso ristretto, sviluppo orizzontale e ambienti interni che suggeriscono un possibile uso come rifugio.[10][1]
Queste caratteristiche, lette con lo sguardo di chi percorre da generazioni lo stesso territorio, alimentano l’idea di un luogo “adatto” alla fuga, alla sosta temporanea e alla custodia di carichi di valore.[10][1]
Anche qui il rapporto tra briganti e grotte garganiche prende la forma di un archivio orale, in cui singole cavità vengono identificate con episodi, nomi, oggetti ritrovati o presunti tali.[10][1]
Morfologia delle cavità e potere di suggestione
La forza di queste storie è legata anche all’aspetto fisico delle grotte del Gargano.[4][1]
Ingressi piccoli, accessi nascosti dalla vegetazione o dalla morfologia della roccia e ambienti interni più ampi creano naturalmente l’immagine di un rifugio protetto.[4][1]
In un territorio dove le grotte sono state usate per secoli come ricoveri per animali, ripari temporanei, luoghi di culto e spazi di lavoro, il brigantaggio si innesta su un sistema di significati già consolidato.[11][1]
Le cavità assumono così un duplice valore: spazio fisico concreto e supporto di narrazioni in cui paura, protezione e memoria si combinano.[1][4]
L’espressione briganti e grotte garganiche sintetizza questa sovrapposizione tra morfologia carsica e immaginario collettivo, dove la stessa forma della grotta orienta il modo in cui viene raccontata.[4][1]
Briganti e grotte garganiche tra ricerca e divulgazione
Oggi queste vicende interessano speleologi, storici locali e studiosi di tradizioni popolari, che leggono il paesaggio come un archivio aperto di esperienze umane.[2][1]
L’attenzione non è limitata alla ricerca del tesoro o alla figura del singolo brigante, ma si estende al rapporto tra comunità, territorio e narrazione, in un’ottica di documentazione e salvaguardia della memoria.[7][1]
Le grotte del Gargano restano un elemento centrale dell’identità del territorio, dove l’incontro tra patrimonio naturale e racconti sul brigantaggio offre nuove piste di studio e di divulgazione.[1][4]
In questo quadro, raccontare i legami tra briganti e grotte garganiche significa restituire complessità a un paesaggio carsico che continua a essere vissuto, esplorato e narrato.[2][1]
Fonti
- Articolo “Briganti e grotte garganiche, tra mito e memoria”, pubblicato su Scintilena, con ricostruzione dei principali casi ricordati nel Gargano.[1]
- Approfondimenti su Gabriele Galardi/Jalarde, sul presunto tesoro e su Grotta Paglicci in siti e contributi dedicati alla storia e alle leggende del Gargano.[8][6][7][5][4]
- Studi e materiali divulgativi sul brigantaggio in Capitanata e nel Gargano, con riferimento alle figure di Angelo Maria del Sambro “Lu Zambre” e alle bande locali post-unitarie.[3][9][10][2]
Fonti
[1] Briganti e grotte garganiche, tra mito e memoria – Scintilena https://www.scintilena.com/briganti-e-grotte-garganiche-tra-mito-e-memoria/05/24/
[2] Percorsi di brigantaggio in Capitanata https://brigantaggioinpuglia.wordpress.com/brigantaggio-in-itinere/percorsi-di-brigantaggio-in-capitanata/
[3] Rignano Garganico: Il brigantaggio 1861 – 1964 https://www.sanmarcoinlamis.org/sito/gargano/3738-rignano-garganico-il-brigantaggio-1861-1964
[4] Grotta Paglicci – Wikipedia https://de.wikipedia.org/wiki/Grotta_Paglicci
[5] Grotte che rigurgitavano oro… – QuotidianodiBari.it https://quotidianodibari.it/grotte-che-rigurgitavano-oro/
[6] Storie di Puglia – Il tesoro nascosto di Grotta Paglicci tra … https://www.bari-e.it/in-evidenza/storie-di-puglia-il-tesoro-nascosto-di-grotta-paglicci-tra-briganti-e-leggenda/
[7] RIGNANO GARGANICO/ CHI HA TROVATO IL TESORO DEL BRIGANTE GABRIELE GALARDI SEPOLTO A GROTTA PAGLICCI IL NOTO SITO PREISTORICO? LO SVELIAMO A BORGO DIVINO 2023. https://www.retegargano.it/2023/08/06/rignano-garganico-chi-ha-trovato-il-tesoro-del-brigante-gabriele-galardi-sepolto-a-grotta-paglicci-il-noto-sito-preistorico-lo-sveliamo-a-borgo-divino-2023/
[8] “Il tesoro di Gabriele Galardi” ed il mistero di Grotta Paglicci – La Gazzetta di San Severo – News di Capitanata https://www.lagazzettadisansevero.it/il-tesoro-di-gabriele-galardi-ed-il-mistero-di-grotta-paglicci/
[9] il Brigantaggio a San Marco in Lamis – Video di Michele Villani https://www.youtube.com/watch?v=fC6GygYgjOg
[10] UN LEGAME CHE RIECHEGGIA TRA MITO E REALTA. https://www.facebook.com/61553617765697/posts/briganti-e-grotte-garganiche-un-legame-che-riecheggia-tra-mito-e-realta/122251266890120592/
[11] La scoperta delle grotte marine del Gargano – Vieste https://www.turismovieste.it/scoperta-grottemarine/
[16] Le sirene del Gargano: 5 grotte marine in Puglia da leggenda https://www.puglia.com/le-sirene-del-gargano-5-grotte-marine-in-puglia-da-leggenda/
[17] Alla scoperta delle grotte marine di Vieste: Un tesoro nascosto tra le … https://www.summertravel.it/magazine/alla-scoperta-delle-grotte-marine-di-vieste-un-tesoro-nascosto-tra-le-coste-del-gargano
[18] Grotte Marine Vieste Puglia – Villaggio Elisena https://www.villaggioelisena.it/grotte-marine-vieste-puglia/
[19] UN LEGAME CHE RIECHEGGIA TRA MITO E REALTÀ. https://www.facebook.com/61553617765697/posts/briganti-e-grotte-garganiche-un-legame-che-riecheggia-tra-mito-e-realt%C3%A0/122227638434120592/
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