L’Inghiottitoio del Caravo nel sistema carsico del Bussento: esplorazioni, biospeleologia e progetti di ricerca
Nel cuore del Cilento, l’Inghiottitoio del Caravo continua a rappresentare un punto chiave per lo studio del carsismo, dell’idrologia sotterranea e della biodiversità ipogea, con nuove campagne esplorative internazionali che rilanciano l’interesse scientifico sull’area.
Posizione e contesto geologico dell’Inghiottitoio del Caravo
L’Inghiottitoio del Caravo si apre nel territorio di Caselle in Pittari, nel Cilento meridionale, all’interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. La cavità è ubicata nell’alveo del rio Bacuta, a circa 340 metri sul livello del mare, e raccoglie le acque provenienti dai versanti del Monte Rotondo e del Monte Pannello. [1][2][6]
Si tratta di un inghiottitoio attivo, ovvero di una cavità in cui le acque superficiali penetrano direttamente nel sottosuolo, alimentando il sistema carsico del Bussento. Questo sistema idrogeologico convoglia le acque verso la nota risorgenza di Morigerati, dove il fiume Bussento riaffiora dopo un percorso sotterraneo di diversi chilometri. [2][7][14]
La posizione del Caravo lo rende un punto strategico per comprendere il drenaggio sotterraneo dell’alta valle del Bussento e per studiare i processi di erosione, trasporto di sedimenti e formazione di condotti verticali tipici degli ambienti carsici. [1][6]
Storia delle esplorazioni speleologiche
Le prime esplorazioni documentate dell’Inghiottitoio del Caravo risalgono agli anni Cinquanta, nell’ambito delle campagne speleologiche condotte dal Circolo Speleologico Romano (CSR) e da altri gruppi nell’area del Bussento. [1][3][9]
Nel 1952 il Caravo fu oggetto di ricognizioni durante le attività del CSR, che mapparono i primi tratti della cavità. Negli anni successivi, il GS CAI Napoli e altri gruppi speleologici campani tornarono sulla grotta per ampliarne la conoscenza topografica e documentarne la morfologia. [3][9]
La cavità presenta un ingresso a vasto portale, alto circa 15 metri, seguito da un primo pozzo di circa 20 metri. Proseguendo, si incontra un grande pozzo di circa 70 metri, cui seguono altri pozzi di 20, 20 e 30 metri, tratti a canyon, marmitte erosive e laghi sotterranei. Lo sviluppo totale documentato è di circa 122 metri, con un dislivello di circa 153 metri. La progressione nota termina in un lago-sifone terminale, oltre il quale la cavità non è al momento esplorata. [1][2][6]
Nel 1986 il Gruppo Speleologico Valtiberino avanzò l’ipotesi di un possibile collegamento idrologico tra il sifone terminale del Caravo e un sifone pensile rilevato nella grotta Orsivacca, un’altra cavità attiva del sistema. Questa ipotesi rimane tuttora da verificare attraverso esplorazioni speleosubacquee e studi idrogeologici mirati. [1][6]
Morfologia e idrologia sotterranea
L’Inghiottitoio del Caravo mostra una morfologia tipica degli inghiottitoi attivi in ambiente calcareo. L’acqua del rio Bacuta penetra nella cavità attraverso fratture e condotti carsici, erodendo la roccia e formando pozzi verticali, canyon e marmitte. [1][6]
La presenza di laghi sotterranei e del sifone terminale indica che il sistema è attivo anche dal punto di vista idrologico, con flussi d’acqua che variano in funzione delle precipitazioni e dello scioglimento delle nevi sui monti circostanti. Durante le piene, la cavità può diventare particolarmente pericolosa a causa della rapidità con cui l’acqua riempie i condotti. [2][6]
Il Caravo rappresenta quindi un punto di ingresso diretto dell’acqua nel sistema carsico, permettendo di studiare il trasporto di sedimenti, la dinamica dei flussi sotterranei e l’evoluzione dei condotti verticali nel tempo. [1][6]
Biospeleologia e vertebrati troglosseni
L’Inghiottitoio del Caravo presenta un rilevante interesse biospeleologico. Durante le esplorazioni sono stati osservati diversi organismi, tra cui ortotteri del genere Dolichopoda, girini di Rana italica, esemplari di Bufo bufo, Natrix natrix e Anguis fragilis. Sono stati inoltre segnalati avvistamenti di pipistrelli in volo, sebbene non sia stata possibile una determinazione specifica. [1][3]
La presenza di queste specie, alcune delle quali considerate troglossene (ovvero presenti in grotta in modo accidentale o occasionale), conferma il valore ecologico della cavità come ambiente di rifugio e transito per la fauna. Gli inghiottitoi attivi, come il Caravo, svolgono infatti un ruolo importante nel trasporto di materia organica e nutrienti dal superficie al sottosuolo, sostenendo le catene trofiche ipogee. [1][3][19]
La tutela di questi ambienti è fondamentale per la conservazione della biodiversità sotterranea, soprattutto in un’area protetta come il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. [2][19]
Vulnerabilità ambientale e tutela del sistema carsico
Come tutti gli inghiottitoi attivi, il Caravo è particolarmente vulnerabile alle attività umane e alla contaminazione del bacino superficiale. Le sostanze presenti nell’alveo del rio Bacuta possono essere trasferite rapidamente nel sottosuolo, con effetti potenziali sulla qualità dell’acqua, sui sedimenti e sugli organismi cavernicoli. [2][4][6]
Nei sistemi carsici, infatti, l’infiltrazione dell’acqua è rapida e la capacità naturale di filtrazione e autodepurazione è limitata. Questo rende gli inghiottitoi punti critici per la protezione delle risorse idriche sotterranee e per la prevenzione dell’inquinamento. [4][26]
La sensibilizzazione delle comunità locali, il monitoraggio ambientale e la regolamentazione delle attività nel bacino superficiale sono strumenti essenziali per preservare l’integrità del sistema carsico del Bussento. [2][19]
Hidden Bussento 2026: nuove prospettive esplorative
L’interesse scientifico per l’Inghiottitoio del Caravo è confermato dalla sua inclusione nella spedizione internazionale Hidden Bussento 2026, promossa da Tetide APS e dedicata all’esplorazione del sistema carsico del Bussento. [2][3][5]
Dal 25 luglio al 9 agosto 2026, speleologi e ricercatori provenienti da diversi Paesi si sono riuniti a Morigerati per lavorare su più fronti: la risorgenza del Bussento, gli inghiottitoi di Caravo, Orsivacca e Bussento, i sifoni terminali e la ricerca di nuovi ingressi del collettore sotterraneo. [2][3][5]
Il progetto Hidden Bussento mira a chiarire alcuni dei misteri idrogeologici del Cilento, tra cui il possibile collegamento tra le diverse cavità del sistema e la continuità idrologica tra inghiottitoi e risorgenza. Le attività includono rilievi topografici, esplorazioni speleosubacquee, campionamenti biologici e studi idrologici. [2][3][7]
Ipotesi di collegamento Caravo-Orsivacca
Uno degli aspetti più affascinanti dello studio del Caravo riguarda la possibile connessione con la grotta Orsivacca. Nel 1986 il Gruppo Speleologico Valtiberino ipotizzò un collegamento tra il sifone terminale del Caravo e un sifone pensile dell’Orsivacca, sulla base di considerazioni morfologiche e idrologiche. [1][6]
Tale ipotesi rimane tuttora da verificare. La conferma di un collegamento tra le due cavità avrebbe importanti implicazioni per la comprensione del sistema carsico del Bussento, permettendo di ricostruire con maggiore precisione il percorso sotterraneo delle acque e la struttura dei condotti principali. [1][6]
Le future campagne esplorative, in particolare quelle speleosubacquee nei sifoni terminali, potranno fornire nuovi elementi per valutare questa possibilità. [2][7]
Fonti
- Marco Ruocco, I vertebrati troglosseni dell’Inghiottitoio del Caravo (Cp 80) nell’area del Bussento. Federazione Speleologica Campana. https://www.fscampania.it/pubb/misc/full%20text_Ruocco2007_1.pdf
- Tetide APS, Inghiottitoio del Caravo. Syphonì°°a2024. https://www.tetide.org/syphonia2024/escursioni/escursioni-in-grotta/inghiottitoio-del-caravo/
- Scintilena, Hidden Bussento 2026: torna l’esplorazione internazionale nel cuore carsico del Cilento. https://www.scintilena.com/hidden-bussento-2026-torna-lesplorazione-internazionale-nel-cuore-carsico-del-cilento/04/03/
- Tommaso Mitrano, Inghiottitoio del Bussento (Cp 18). Federazione Speleologica Campana. https://www.fscampania.it/pubb/storiaGSCAINA/full%20text_22_Mitrano_Bussento.pdf
- Scintilena, Inghiottitoio del Caravo: geologia, esplorazioni e misteri del sistema carsico del Bussento. https://www.scintilena.com/inghiottitoio-del-caravo-geologia-esplorazioni-e-misteri-del-sistema-carsico-del-bussento/05/29/
- Scintilena, Alla scoperta del Bussento sommerso: 10 giorni di esplorazione speleosubacquea nella risorgenza di Morigerati. https://www.scintilena.com/alla-scoperta-del-bussento-sommerso-10-giorni-di-esplorazione-speleosubacquea-nella-risorgenza-di-morigerati/12/20/
- Tutela Pipistrelli Onlus. https://www.tutelapipistrelli.it/
- Scintilena, 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico. https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
L'articolo L’Inghiottitoio del Caravo nel sistema carsico del Bussento: esplorazioni, biospeleologia e progetti di ricerca proviene da Scintilena.




