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Giulianova sotterranea, incontro dello Speleo Club Teramo sulle cavità urbane della città

Október 4th 2026 at 14:00

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Sabato 17 ottobre, alle ore 18, la Sala Buozzi di Giulianova ospiterà “Giulianova sotterranea – Alla scoperta della città nascosta”, incontro pubblico promosso dallo Speleo Club Teramo E.T.S. e patrocinato dal Comune di Giulianova.

L’iniziativa sarà dedicata ai sotterranei della città e alle testimonianze fotografiche raccolte nel corso delle esplorazioni. Lo Speleo Club Teramo presenterà immagini di alcuni ambienti ipogei urbani, aprendo al tempo stesso uno spazio di ascolto per cittadini e residenti che possano mettere a disposizione ricordi, segnalazioni, informazioni storiche o indicazioni su accessi e manufatti non più visibili.

L’appuntamento si terrà nella Sala Buozzi, in piazza Bruno Buozzi, nel centro storico di Giulianova.

Fotografie e memoria della città nascosta

Il progetto “Giulianova sotterranea” si inserisce in un contesto locale nel quale la presenza di cunicoli, gallerie e strutture ipogee è già emersa in più occasioni. Le fotografie proposte dallo Speleo Club Teramo intendono documentare una parte di questo patrimonio, ancora in larga misura da conoscere, verificare e cartografare.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori non è soltanto divulgativo. La serata servirà anche a raccogliere informazioni utili per ricostruire la distribuzione delle cavità sotto l’abitato e per riportare all’attenzione pubblica una Giulianova meno nota, fatta di percorsi sotterranei, opere di captazione, cisterne e possibili ambienti artificiali legati alle diverse fasi di vita del centro storico.

In questo tipo di ricerca, le fonti orali possono avere un valore iniziale importante. Le indicazioni di chi ha conosciuto pozzi, passaggi, fontanelle, cantine o cedimenti del terreno possono contribuire a orientare successive verifiche tecniche, senza sostituirsi naturalmente alla documentazione diretta e allo studio delle strutture.

Una rete di cunicoli sotto il centro storico

Il Comune di Giulianova ha già segnalato la presenza di ambienti sotterranei con caratteristiche differenti. Alcuni cunicoli risultano poco profondi e attraversano aree sotto strade, piazze e palazzi del centro storico; altri, più profondi, sono stati messi in relazione con la captazione delle acque sorgive. In una precedente ricognizione, gli speleologi abruzzesi hanno percorso circa 200 metri di un tunnel nei pressi del lavatoio delle Fontanelle, lungo la Salita Monte Grappa, fermandosi davanti a un piccolo franamento.[1]

Le indagini avevano anche evidenziato la possibile presenza di diramazioni e di una cisterna, confermando quanto il sottosuolo urbano possa conservare opere idrauliche e manufatti la cui funzione, cronologia e connessione reciproca richiedono approfondimenti. La realizzazione di fotografie, rilievi e mappe rappresenta quindi un passaggio essenziale per distinguere cavità naturali, strutture artificiali, condotti di servizio e opere legate alla gestione storica dell’acqua.[1]

Dalla voragine di via Mazzini alle verifiche speleologiche

L’interesse per Giulianova sotterranea è tornato al centro dell’attenzione anche nell’aprile 2026, quando un cedimento del lastricato in via Mazzini ha portato alla luce una cavità nel centro storico. Le prime informazioni riferivano di un nodo di corridoi sotterranei, con una possibile prosecuzione in direzione di piazza Belvedere. L’episodio ha richiesto la messa in sicurezza dell’area e ha riaperto il confronto sulla natura, l’estensione e le condizioni di stabilità delle strutture ipogee urbane.[2]

In casi simili, l’intervento speleologico può offrire un contributo concreto: osservazione diretta degli ambienti accessibili, documentazione fotografica, valutazione preliminare delle condizioni di percorrenza, rilievo topografico e individuazione delle criticità. Ogni eventuale valorizzazione culturale o turistica deve però dipendere da verifiche di sicurezza, autorizzazioni e tutela del patrimonio.

Un incontro nel cuore della Giulianova storica

La scelta della Sala Buozzi e di piazza Bruno Buozzi colloca l’iniziativa nel nucleo monumentale della città alta. La piazza è parte del tessuto urbano fondato attorno al 1471 per volontà di Giulio Antonio Acquaviva, nella nuova città di Giulia sorta dopo la distruzione del precedente centro di Castel San Flaviano.[3]

Nella stessa piazza si trova il Duomo di San Flaviano, edificio che conserva anche una chiesa inferiore comunemente definita cripta. L’ambiente ipogeo, con pianta ottagonale, deambulatorio e volta “a ombrello”, costituisce una delle più note testimonianze sotterranee accessibili del centro storico giuliese.[3]

L’incontro del 17 ottobre offrirà quindi un’occasione per mettere in relazione il patrimonio storico già conosciuto con quello ancora da individuare e studiare. La raccolta di testimonianze dei cittadini potrà affiancare il lavoro di documentazione degli speleologi, con l’obiettivo di costruire una conoscenza più ordinata della città nascosta sotto Giulianova.

Informazioni sull’incontro

  • Evento: Giulianova sotterranea – Alla scoperta della città nascosta
  • Data: sabato 17 ottobre
  • Orario: 18:00
  • Luogo: Sala Buozzi, piazza Bruno Buozzi, Giulianova
  • Organizzazione: Speleo Club Teramo E.T.S.
  • Patrocinio: Comune di Giulianova
  • Contenuti: fotografie di sotterranei cittadini e raccolta di segnalazioni, memorie e informazioni da parte del pubblico

Fonti

Fonti
[1] Esplorato uno dei cunicoli sotterranei dell’antica rete di captazione … https://www.comune.giulianova.te.it/area_letturaNotizia/553631/pagsistema.html
[2] Voragine nel centro di Giulianova: scoperto un cunicolo … https://www.scintilena.com/voragine-nel-centro-di-giulianova-scoperto-un-cunicolo-sotterraneo/04/26/
[3] Contrada di Piazza: piazza Buozzi, la piazza ducale, e il … https://www.visitgiulianova.com/punto_interesse.php?id=43
[4] Sala Buozzi Giulianova, 1940 post https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1300300898
[5] Giulianova – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Giulianova
[6] Voragine in via Mazzini, spuntano cunicoli sotto Giulianova https://www.giulianova.it/news-giulianova/voragine-in-via-mazzini-spuntano-cunicoli-sotto-giulianova/
[7] Giulianova, iscrizioni aperte al Corso di Protezione Civile https://www.informazioni.it/abruzzo/teramo/giulianova/giulianova-iscrizioni-aperte-al-corso-di-protezione-civile/
[8] Via Mazzini a Giulianova. Voragine nel centro storico svela … https://www.iltrafiletto.it/2026/04/22/via-mazzini-a-giulianova-voragine-nel-centro-storico-svela-cunicoli-sotterranei-nascosti/9-19281.html
[9] Giulianova, cede il lastricato in via Mazzini: scoperto un … https://www.abruzzonews.eu/giulianova-cede-il-lastricato-in-via-mazzini-scoperto-un-nodo-di-cunicoli-sotterranei-687719.html
[10] Sala Buozzi (in lavorazione) | Habitual Tourist https://www.habitualtourist.com/teramo/giulianova/sala-buozzi
[11] sala buozzi Notizie Ultime News sala buozzi NUOVO Cityrumors … https://www.cityrumorsabruzzo.it/argomenti/sala-buozzi
[12] THE 15 BEST Things to Do in Giulianova (2026) – Must-See … https://www.tripadvisor.com/Attractions-g194775-Activities-Giulianova_Province_of_Teramo_Abruzzo.html
[13] A Giulianova la Presentosa racconta l’Abruzzo: in Sala Buozzi … https://www.cityrumorsabruzzo.it/teramo/a-giulianova-la-presentosa-racconta-labruzzo-in-sala-buozzi-il-libro-di-luca-frangioni.html
[14] Giulianova, Luglio 2026: grandi concerti tra piazza Buozzi e … https://www.abruzzonews.eu/giulianova-concerti-luglio-2026-691543.html
[15] Spotlight on Giulianova, Abruzzo https://www.italymagazine.com/featured-story/spotlight-giulianova-abruzzo

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  • Nuove scoperte archeologiche nelle grotte dell’Umbria
    Condividi Parrano, la Grotta dei Conoidi entra negli atti scientifici sulla preistoria etrusca La Grotta dei Conoidi, nel sistema del Fosso del Bagno–Tane del Diavolo di Parrano, è ora al centro di un contributo pubblicato negli atti del XVII Incontro di studi Preistoria e Protostoria in Etruria. Le ricerche confermano la rilevanza speleo-archeologica di una cavità rimasta sigillata dai sedimenti per millenni e frequentata dall’uomo dal Neolitico fino a una fase avanzata dell’età del Bronzo.
     

Nuove scoperte archeologiche nelle grotte dell’Umbria

Október 4th 2026 at 13:00

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Parrano, la Grotta dei Conoidi entra negli atti scientifici sulla preistoria etrusca

La Grotta dei Conoidi, nel sistema del Fosso del Bagno–Tane del Diavolo di Parrano, è ora al centro di un contributo pubblicato negli atti del XVII Incontro di studi Preistoria e Protostoria in Etruria. Le ricerche confermano la rilevanza speleo-archeologica di una cavità rimasta sigillata dai sedimenti per millenni e frequentata dall’uomo dal Neolitico fino a una fase avanzata dell’età del Bronzo.

Il contributo scientifico

Il lavoro si intitola La Grotta dei Conoidi nel Fosso del Bagno di Parrano (Terni). Un nuovo sito archeologico presso il Complesso delle Tane del Diavolo ed è firmato da Felice Larocca, Donata Luiselli, Federico Spiganti, Mirko Traversari e Chantal Milani.

La comunicazione era stata presentata nel settembre 2024 al XVII Incontro di studi “Preistoria e Protostoria in Etruria”, svoltosi tra Bolsena e Saturnia. L’appuntamento, promosso nell’ambito di una consolidata serie di incontri dedicati ai problemi della preistoria e protostoria dell’Italia centrale, aveva inserito la relazione sulla cavità di Parrano nella sessione dedicata a ricerche e scavi.

La pubblicazione negli atti attribuisce quindi una forma scientificamente strutturata ai primi risultati delle indagini svolte nella nuova cavità, scoperta nel 2022 durante le esplorazioni sistematiche condotte nell’area del Fosso del Bagno dal Gruppo Speleologico di Todi.

Una cavità conservata dal sigillo sedimentario

La Grotta dei Conoidi si apre sui ripidi versanti del Fosso del Bagno, nel territorio comunale di Parrano, presso il noto complesso delle Tane del Diavolo. La sua eccezionale conservazione è legata soprattutto alla storia dell’ingresso: la cavità era infatti separata dall’esterno da un riempimento sedimentario, circostanza che ha limitato alterazioni, frequentazioni recenti e rimaneggiamenti del deposito archeologico.

L’individuazione del sistema è avvenuta a partire da una piccola fessura dalla quale fuoriusciva una marcata corrente d’aria. Dopo un accurato intervento di disostruzione, gli speleologi hanno potuto accedere a un ambiente ipogeo articolato e riconoscere la presenza di materiali di interesse archeologico.

Dal punto di vista speleologico, la cavità presenta uno sviluppo planimetrico superiore a 500 metri e una morfologia labirintica, con cunicoli, passaggi angusti, strettoie e sale di dimensioni notevoli: alcune raggiungono altezze prossime ai 20 metri. La presenza di ulteriori correnti d’aria in zone non ancora completamente percorse lascia inoltre aperta la possibilità di prosecuzioni da esplorare.

Frequentazioni tra Neolitico e Bronzo

Le indagini archeologiche hanno restituito evidenze attribuite a un ampio arco cronologico, compreso tra una fase antica del Neolitico e un momento avanzato dell’età del Bronzo. Non si tratterebbe, almeno allo stato attuale delle ricerche, di una grotta stabilmente abitata, ma di un luogo frequentato in diverse epoche, la cui funzione dovrà essere definita attraverso lo studio stratigrafico, dei reperti e delle analisi specialistiche.

Tra i materiali segnalati nelle prime comunicazioni pubbliche figurano frammenti ceramici, tra cui anse e parti di recipienti, ceramiche di impasto e resti faunistici. Particolare interesse riveste inoltre il rinvenimento di un’emimandibola umana, elemento che potrà offrire ulteriori dati attraverso indagini antropologiche e, se le condizioni di conservazione lo consentiranno, biomolecolari.

La sequenza documentata nella Grotta dei Conoidi amplia quindi il quadro delle presenze preistoriche nell’area di Parrano, una porzione dell’Umbria sud-occidentale dove la disponibilità di cavità naturali, forre e risorse idriche ha favorito nel tempo l’uso umano del paesaggio sotterraneo.

Ricerca condivisa e tutela

Le attività sono state avviate su autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e in intesa con il Comune di Parrano. Al progetto collaborano il Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”, il Gruppo Speleologico di Todi — scopritore della cavità — e ricercatori delle Università di Bari e Bologna.

L’approccio interdisciplinare appare decisivo per un sito di questo tipo: all’esplorazione e al rilievo speleologico si affiancano infatti la lettura archeologica dei depositi, lo studio dei manufatti ceramici, l’analisi dei resti ossei umani e animali e la ricostruzione delle dinamiche ambientali che hanno portato al sigillamento dell’ingresso.

La Grotta dei Conoidi rappresenta perciò non soltanto una nuova cavità nel complesso delle Tane del Diavolo, ma un deposito archeologico potenzialmente capace di fornire informazioni di lunga durata sulle comunità che frequentarono il territorio di Parrano tra preistoria e protostoria.

Accesso al contributo

Il contributo pubblicato negli atti è soggetto a embargo editoriale di 12 mesi. Per esigenze di studio e ricerca può essere richiesto agli autori e al Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici” scrivendo a:

crsenzodeimedici@gmail.com

Fonti

Fonti
[1] Importante scoperta speleo-archeologica a Parrano: – Parrano https://parrano.it/2024/06/24/importante-scoperta-speleo-archeologica-a-parrano/
[2] Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria https://archeologiavocidalpassato.com/tag/incontro-di-studi-preistoria-e-protostoria-in-etruria/
[3] “I tesori della Grotta dei Conoidi”, frequentata già da prima … https://www.orvietonews.it/cultura/2025/03/17/i-tesori-della-grotta-dei-conoidi-frequentata-gi-da-prima-dell-et-del-bronzo-113947.html
[4] Incontri di Studi – CSP Centro studi di preistoria e archeologia http://www.preistoria.mi.it/1/incontri_di_studi_1062306.html
[5] Scoperta Archeologica a Parrano: La Grotta dei Conoidi Rivela i … https://www.scintilena.com/scoperta-archeologica-a-parrano-la-grotta-dei-conoidi-rivela-i-suoi-segreti/09/09/
[6] PARRANO (Tr). Nuove scoperte alle Tane del Diavolo. Presentati i … https://www.archeomedia.net/parrano-tr-nuove-scoperte-alle-tane-del-diavolo-presentati-i-risultati-degli-studi-degli-esperti-nel-sottosuolo/
[7] Tesoro nascosto rivelato: la Grotta dei Conoidi a Parrano svela i … https://www.scintilena.com/tesoro-nascosto-rivelato-la-grotta-dei-conoidi-a-parrano-svela-i-suoi-segreti-archeologici/06/27/
[8] Terni, trovata grotta preistorica. Eccezionale scoperta a … https://corrieredellumbria.it/news/terni/300397/terni-trovata-grotta-preistorica-eccezionale-scoperta-a-parrano-nei-cunicoli-ossa-umane-e-di-animali.html
[9] La grotta dei conoidi – RaiNews https://www.rainews.it/tgr/umbria/articoli/2025/03/la-grotta-dei-conoidi-3d8a602b-2831-4c52-bea8-35ce06d0f8fa.html
[10] Grotta dei Conoidi – Comune di Parrano https://comune.parrano.tr.it/vivere-il-comune/luoghi/grotta-dei-conoidi/
[11] XVIII Incontro di Studi “Preistoria e Protostoria in Etruria” PPE https://www.iipp.it/call-for-papers-xviii-incontro-di-studi-preistoria-e-protostoria-in-etruria-ppe/
[12] Nuova scoperta speleo-archeologica nel Fosso del Bagno … https://www.scintilena.com/nuova-scoperta-speleo-archeologica-nel-fosso-del-bagno-minerale-di-parrano-la-grotta-dei-conoidi/04/27/
[13] Importante scoperta speleo-archeologica a Parrano: la Grotta dei … https://www.orvietonews.it/cultura/2024/07/06/importante-scoperto-speleo-archeologica-a-parrano-la-grotta-dei-conoidi-109591.html
[14] Grotta dei Conoidi Map – Cave – Parrano, Umbria, Italy – Mapcarta https://mapcarta.com/N14155985891
[15] Parrano, la grotta dei Conoidi: Conferenza di presentazione GST Todi https://www.fugs.it/archives/1883
[16] XVIII Incontro di Studi: Preistoria e Protostoria in Etruria https://comune.camaiore.lu.it/novita/xviii-incontro-di-studi-preistoria-e-protostoria-in-etruria-didattica-accessibilita-e-comunicazione-della-preistoria-al-cmac/
[17] Curriculum Vitae – Dott.ssa Chantal Milani https://www.identificazionepersonale.it/cv.html
[18] San Lorenzo Bellizzi (Cs). Nella Grotta del Conoide di Pietra … https://archeologiavocidalpassato.com/2025/05/05/san-lorenzo-bellizzi-cs-nella-grotta-del-conoide-di-pietra-santangelo-al-via-la-prima-campagna-di-ricerche-speleo-archeologiche-del-2025/
[19] Grotta del Conoide: concluse ricerche archeologiche – UNIMOL https://www3.unimol.it/ateneo/dettaglio-notizia/ricerche-grotta-conoide
[20] [PDF] Dott.ssa Chantal Milani, DMD, PhD – SIOF https://siofonline.it/images/Perfezionati/curriculum_perfezionati/CV_Chantal_Milani_-_breve.pdf
[21] Età del bronzo – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_bronzo
[22] Chantal Milani – Antropologo & Odontologo Forense – LinkedIn https://www.linkedin.com/in/chantal-milani
[23] la straordinaria carriera di chantal milani antropologa e odontologa … https://www.managementodontoiatrico.it/a/interviste/280722-milani/la-straordinaria-carriera-di-chantal-milani-antropologa-e-odontologa-forense
[24] Chantal Milani in cucina – TGEVENTS.it https://www.tgevents.it/chantal-milani-in-cucina/

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  • Duemila Grotte a Trieste: il centenario del volume che ordinò il Carso sotterraneo
    Condividi Il workshop del 15 settembre 2026 ha messo in dialogo il catasto speleologico storico, la ricerca contemporanea e la prima Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo Trieste ha dedicato il 15 settembre 2026 un workshop a Duemila Grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia, il volume pubblicato dal Touring Club Italiano nel 1926 e firmato da Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan. L’incontro, intitolato “Duemila Grotte 1926-2026. La speleologia cent
     

Duemila Grotte a Trieste: il centenario del volume che ordinò il Carso sotterraneo

Október 4th 2026 at 12:00

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Il workshop del 15 settembre 2026 ha messo in dialogo il catasto speleologico storico, la ricerca contemporanea e la prima Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo

Trieste ha dedicato il 15 settembre 2026 un workshop a Duemila Grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia, il volume pubblicato dal Touring Club Italiano nel 1926 e firmato da Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan. L’incontro, intitolato “Duemila Grotte 1926-2026. La speleologia cent’anni dopo”, si è svolto alla Sala Luttazzi del Magazzino 26, nel Porto Vecchio.[1][2]

L’appuntamento ha riunito storia della speleologia, documentazione, rilievo, catasto e comunicazione. Il centenario del libro ha offerto un punto di osservazione sul cambiamento delle pratiche speleologiche nel Carso e sul valore degli archivi per le ricerche attuali.[1][3]

Duemila Grotte e il catasto speleologico della Venezia Giulia

Duemila Grotte occupa un posto centrale nella bibliografia speleologica italiana. Il volume conta 494 pagine, comprende incisioni, tavole a colori e una carta speleologica alla scala 1:100.000. La sua struttura associa divulgazione e organizzazione dei dati.[2][4]

La prima parte è costruita come un manuale di speleologia. Tratta il carsismo, la flora e la fauna ipogee, la paleontologia, l’esplorazione, il rilievo, la fotografia, le grotte di guerra e l’idrologia sotterranea. La seconda parte raccoglie il catasto delle cavità della Venezia Giulia nei confini dell’epoca tra le due guerre.[2]

Il censimento descriveva 2.142 cavità e conservava circa 800 rilievi. Mappe, localizzazioni, descrizioni e disegni consentivano di trasformare osservazioni raccolte in decenni in un patrimonio consultabile. Per la speleologia del Carso, il libro rappresentò quindi anche un modello di metodo: esplorare, misurare, ordinare e restituire le informazioni.[3][5]

La storia editoriale dell’opera è significativa. Le matrici originarie furono distrutte durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nel 1986 fu realizzata una ristampa anastatica, che rese nuovamente disponibile il testo e ne preservò la consultazione.[2]

Workshop Duemila Grotte: archivi, rilievo e ricerca sul Carso

Il workshop Duemila Grotte è stato organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia APS con la Commissione Grotte Eugenio Boegan della Società Alpina delle Giulie, sezione di Trieste del Club Alpino Italiano. L’iniziativa ha avuto i patrocini della Società Speleologica Italiana e del Servizio geologico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.[1]

Nel programma hanno trovato spazio la genesi del volume, le grotte di guerra, il rilievo ipogeo e l’evoluzione degli strumenti di misura. La parte contemporanea ha affrontato il Catasto speleologico regionale, la comunicazione della speleologia, le grotte turistiche, l’archeologia carsica, le cavità artificiali, le acque e la biodiversità sotterranee.[3]

Ha partecipato anche il Centro Italiano di Documentazione Speleologica della Società Speleologica Italiana ETS. La sua presenza ha richiamato un tema essenziale: le pubblicazioni speleologiche non sono soltanto testimonianze storiche. Sono strumenti per conservare dati, rendere confrontabili le osservazioni e trasmettere conoscenze a ricercatori, gruppi e pubblico.

Nel caso di Duemila Grotte, questa funzione emerge con particolare chiarezza. L’opera racconta le cavità e il paesaggio carsico, ma registra anche le tecniche e gli interessi della speleologia del primo Novecento. Il confronto con i catasti digitali e con il rilievo strumentale attuale permette di seguire l’evoluzione della ricerca senza separarla dalla sua documentazione.

UNESCO e Duemila Grotte nella Giornata delle grotte e del carsismo

La data del workshop si è collocata nel calendario della prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo. La ricorrenza UNESCO cade ogni 13 settembre ed è dedicata alla conoscenza, alla protezione, allo studio e alla gestione sostenibile degli ambienti carsici.[6][7]

Secondo l’UNESCO, grotte e paesaggi carsici coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a più di un miliardo di persone. Sono anche ambienti fragili, con biodiversità sotterranea, archivi geologici e testimonianze culturali che richiedono attenzione specifica.[6]

In Friuli Venezia Giulia, le iniziative per la ricorrenza hanno incluso aperture al pubblico, attività divulgative e appuntamenti dedicati al patrimonio ipogeo. Il workshop Duemila Grotte ha collegato questa dimensione internazionale alla storia locale del Carso triestino.[7]

Il nesso è concreto. Un catasto speleologico aggiornato contribuisce alla lettura dei sistemi sotterranei, alla pianificazione della tutela e alla conoscenza delle risorse idriche. Gli inventari storici permettono inoltre di confrontare dati, toponimi, accessi e condizioni delle cavità nel tempo.

Dal volume del 1926 alla documentazione speleologica attuale

A cento anni dalla pubblicazione, Duemila Grotte resta un riferimento per comprendere il rapporto tra esplorazione e scrittura scientifica. Il suo impianto riuniva discipline diverse e dava forma a un archivio territoriale del Carso.[1][2]

La speleologia contemporanea utilizza strumenti digitali, banche dati geografiche, rilievi tridimensionali e misure sempre più precise. Rimane invariata la necessità di verificare, archiviare e condividere i risultati. In questo senso, il workshop Duemila Grotte ha proposto una lettura attuale del libro: non un oggetto soltanto celebrativo, ma una fonte utile per discutere qualità della documentazione e continuità della ricerca.

La giornata triestina ha così riportato l’attenzione sul valore delle pubblicazioni speleologiche. Ogni rilievo, scheda catastale, fotografia e relazione può diventare parte di una memoria collettiva del sottosuolo. È una base necessaria per studiare e proteggere le grotte del Carso.

Fonti

Fonti
[1] FSR-FVG APS e La Gazzetta dello speleologo: Federazione … https://www.fsrfvg.it/
[2] DUEMILA GROTTE. 1926-2026 La speleologia cent’anni dopo – Eventi http://eventi.regione.fvg.it/Eventi/dettaglioEvento.asp?evento=28441
[3] Duemila Grotte, a Trieste il centenario del volume che ha dato forma … https://www.scintilena.com/duemila-grotte-a-trieste-il-centenario-del-volume-che-ha-dato-forma-al-catasto-carsico/09/12/
[4] Duemila grotte : quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia http://www.librinlinea.it/titolo/duemila-grotte-quarantanni-di-esplora/LO10249460
[6] International Day of Caves and Karst | UNESCO https://www.unesco.org/en/days/caves-and-karst
[7] Giornata internazionale delle grotte e del carsismo – IDCK https://catastogrotte.regione.fvg.it/pagina/39/idck-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo
[8] [PDF] Luigi Vittorio Bertarelli, colui che ha saputo valorizzare il patrimonio … https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2009/12/Bertarelli_-Sopra-e-sotto-il-Carso-11-2020.pdf
[9] Workshop di speleologia cent’anni dopo “Duemila Grotte” https://www.triesteallnews.it/2026/09/workshop-di-speleologia-centanni-dopo-duemila-grotte/
[10] Duemila Grotte. 1926-2026, La Speleologia, cent’anni dopo https://salaluttazzi.comune.trieste.it/eventi/duemila-grotte-1926-2026-la-speleologia-centanni-dopo/
[11] Archivio per Agosto 2026 https://www.fsrfvg.it/?m=202608&ec3_listing=disable
[12] Duemila grotte – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Duemila_grotte
[13] Duemila grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia da … https://www.abebooks.it/Duemila-grotte-Quarantanni-esplorazioni-Venezia-Giulia/32457996339/bd
[14] Luigi Vittorio Bertarelli – boegan.it https://www.boegan.it/2009/12/luigi-vittorio-bertarelli/
[15] UNESCO International Day of Caves and Karst https://www.caveskarstday.org/
[16] Luigi Vittorio Bertarelli http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/BiblioPersone/BiblioBertarelli/BiblioBertarelli.html
[17] “Duemila grotte: quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia” di … https://www.cacciatoredilibri.com/duemila-grotte-quarantanni-di-esplorazioni-nella-venezia-giulia-di-luigi-vittorio-bertarelli-ed-eugenio-boegan-touring-club-italiano-1926/
[18] Duemila grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia https://www.vialibri.net/years/books/911163630/1926-bertarelli-l-v-e-boegan-e-duemila-grotte-quarantanni-di-esplorazioni-nella
[19] Rifiuti abbandonati nelle grotte. Gli speleologi ne recuperano 400 kg https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/rifiuti-abbandonati-nelle-grotte-gli-a8bc4db9
[20] Il mondo alla rovescia – RTV SLO https://www.rtvslo.si/capodistria/radio-capodistria/notizie/friuli-venezia-giulia/il-mondo-alla-rovescia/793791
[21] Resoconto del workshop Duemila Grotte – 1926 | 2026 https://www.fsrfvg.it/?p=12363
[22] Giornate della Speleologia – Il buio è portato alla luce, l’Italia … https://www.giornatedellaspeleologia.it/
[23] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: a Postumia la … https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-a-postumia-la-prima-celebrazione-unesco/09/12/
[24] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026 – ESCA https://www.esca-pdsotterranea.it/portal/index.php/dalla-rete/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-2026
[25] Duemila Grotte. 1926-2026, La Speleologia, cent’anni dopo https://triestecultura.it/evento/duemila-grotte-1926-2026-la-speleologia-centanni-dopo/
[26] Duemila Grotte. 1926-2026, La Speleologia, cent’anni dopo https://triestecultura.it/evento/duemila-grotte-1926-2026-la-speleologia-centanni-dopo-3/
[27] CELEBRATI CON UN WORKSHOP I 100 ANNI DEL “DUEMILA … https://caisag.ts.it/cgeb-un-workshop-per-i-100-anni-del-2000-grotte-2026/
[28] giornata internazionale delle grotte e del carsismo Archivi https://grottadelvento.com/it/tag/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/
[29] Sito web ufficiale – Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino … https://www.ekcna.it/

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  • Sopra e Sotto il Carso, online il numero di settembre 2026 tra memoria, ricerca e speleologia
    Condividi Il numero di settembre 2026 di Sopra e Sotto il Carso riunisce attività associative, studi sul carsismo, formazione tecnica, memoria del terremoto del Friuli e aggiornamenti di biospeleologia nel territorio nord-orientale. È disponibile il numero di settembre 2026 di Sopra e Sotto il Carso, rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” di Gorizia. La pubblicazione propone un sommario ampio, dedicato alla speleologia, alla storia del territorio, alla tutela degli ambie
     

Sopra e Sotto il Carso, online il numero di settembre 2026 tra memoria, ricerca e speleologia

Október 4th 2026 at 11:00

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Il numero di settembre 2026 di Sopra e Sotto il Carso riunisce attività associative, studi sul carsismo, formazione tecnica, memoria del terremoto del Friuli e aggiornamenti di biospeleologia nel territorio nord-orientale.

È disponibile il numero di settembre 2026 di Sopra e Sotto il Carso, rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” di Gorizia. La pubblicazione propone un sommario ampio, dedicato alla speleologia, alla storia del territorio, alla tutela degli ambienti sotterranei e alla divulgazione scientifica.

La rivista è consultabile e scaricabile gratuitamente attraverso il sito dell’associazione. Il nuovo fascicolo tiene insieme cronaca delle attività del Centro, contributi di approfondimento e segnalazioni rivolte alla comunità speleologica. Nel sommario compaiono anche appuntamenti, corsi e aggiornamenti della biblioteca virtuale.[1][2]

Sopra e Sotto il Carso e la divulgazione speleologica

Sopra e Sotto il Carso è una pubblicazione digitale collegata alle attività del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”. Il Centro opera a Gorizia dal 1978 e affianca all’esplorazione delle cavità iniziative di ricerca, documentazione, formazione e divulgazione sul carsismo.

La rivista definisce il proprio campo di interesse nella conoscenza delle aree carsiche e delle grotte. Il numero di settembre 2026 riprende questa impostazione con un editoriale dal titolo Il respiro segreto del Carso: memorie che riaffiorano, scoperte che avanzano. Il tema mette in relazione le nuove osservazioni con la conservazione della memoria speleologica.

La speleologia resta il filo conduttore del fascicolo. Le notizie raccolte attraversano ambienti naturali e cavità artificiali, archivi, musei, libri e attività sul terreno. Questo approccio permette di collegare la ricerca sul carsismo alla documentazione storica e alla vita delle associazioni.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Tra i contributi annunciati figura la relazione sulla Prima Conferenza Scientifica Internazionale per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, identificata anche dall’acronimo IDCK 2026. La prima celebrazione della ricorrenza si è svolta il 13 settembre 2026, dopo la proclamazione UNESCO della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo.

La data richiama l’attenzione sui sistemi carsici come risorse ambientali fragili. Le grotte ospitano ecosistemi specializzati, custodiscono archivi geologici e archeologici e sono spesso collegate a importanti riserve idriche sotterranee.

Nel programma editoriale compare anche la manifestazione per i cento anni dalla stampa del 2000 Grotte. L’opera è ricordata come un riferimento storico per la documentazione delle cavità del Carso triestino e goriziano. La ricorrenza offre lo spunto per riflettere sul valore dei catasti, dei rilievi e delle fonti storiche nella speleologia contemporanea.

Formazione speleologica e tecnologie al Corchia

Il fascicolo dedica spazio a tre giorni di formazione al Corchia, sintetizzati nel titolo Tecnici e tecnologie sottoterra. L’iniziativa richiama l’attività della Commissione Tecnica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico nel complesso dell’Antro del Corchia.

Le attività di settembre hanno previsto momenti dedicati a comunicazioni, reti Mesh, verifica delle linee telefoniche e gestione operativa degli interventi in profondità. Nel Corchia la formazione tecnica si confronta con condizioni che richiedono pianificazione, autonomia e cooperazione tra squadre.

La presenza di questi temi in Sopra e Sotto il Carso mostra come la speleologia includa non solo l’esplorazione, ma anche la preparazione al soccorso e l’uso consapevole delle tecnologie di comunicazione sotterranea.

Terremoto del Friuli 1976 e memoria speleologica

Un’ampia parte del numero di settembre 2026 è dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. I contributi annunciati ripercorrono il sisma del 1976 e la scossa più forte di settembre, oltre a presentare documentazione fotografica dell’impiego della brigata corazzata “Pozzuolo del Friuli” nelle operazioni di soccorso.

Il dossier affronta anche il cambiamento prodotto dall’emergenza nella speleologia del Friuli Venezia Giulia. Il terremoto rese evidenti le necessità di coordinamento, conoscenza del territorio e capacità operative in contesti difficili. La ricostruzione della memoria locale diventa quindi parte della documentazione speleologica e civile.

Nel numero compaiono inoltre Come eravamo… La speleologia degli anni ’70 e un ricordo di Franco Cucchi. Questi materiali collocano le attività contemporanee dentro una storia associativa più lunga.

Kleine Berlin, Amblypygi e patrimonio sotterraneo

Tra le notizie naturalistiche è segnalata la riproduzione di un amblipigio nella Kleine Berlin di Trieste. Le osservazioni riguardano Charinus ioanniticus, aracnide dell’ordine Amblypygi, noto anche come ragno frusta e innocuo per l’uomo.

Una femmina è stata osservata con la covata appena schiusa sul dorso. Il dato conferma che la popolazione presente nelle gallerie sotterranee artificiali continua a riprodursi. La Kleine Berlin è un complesso di rifugi antiaerei della Seconda guerra mondiale, con una parte civile e una parte militare tedesca.

Il caso interessa la biospeleologia perché documenta la stabilità di una popolazione in un ambiente ipogeo artificiale. Il sommario ospita anche un contributo sulla Grotta Tirfor, una sezione dedicata ai coralli fossili di Russiz nel progetto Tropico del Collio e un articolo sull’impronta dei Ritter nelle case di Gorizia.

Biblioteca, corso e contatti del Seppenhofer

Completano il numero di settembre 2026 le rubriche Speleocollezionisti, dedicate in questa uscita alle schede telefoniche, Speleolibri, Quattro elementi e gli aggiornamenti mensili di agosto della biblioteca virtuale. È annunciata anche l’apertura delle iscrizioni al 28° Corso di avvicinamento alla speleologia e una rassegna degli appuntamenti del settore.

Per consultare Sopra e Sotto il Carso e scaricare i fascicoli, il riferimento indicato è il sito del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”. Per inviare notizie, interviste, video, collegamenti utili, richieste di comunicati o informazioni sulle attività associative, il recapito comunicato è seppenhofer@libero.it.

Fonti

Fonti
[1] Sopra e Sotto il Carso – Seppenhofer https://www.seppenhofer.org/sopra-e-sotto-il-carso/
[2] Rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer … https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2026/09/Sopra-e-sotto-il-Carso-8-2026-1-1.pdf
[3] [PDF] Rivista on line del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” https://www.fsrfvg.it/sopraesotto/Sopra-e-sotto-il-Carso-2018-09.pdf
[4] Al Seppenhofer di Gorizia torna il ciclo di conferenze sulla speleologia e il carsismo – Scintilena https://www.scintilena.com/al-seppenhofer-di-gorizia-torna-il-ciclo-di-conferenze-sulla-speleologia-e-il-carsismo/04/28/
[5] Man and Karst 2026 a Vendicari: ricerca, grotte e paesaggi carsici al … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-a-vendicari-ricerca-grotte-e-paesaggi-carsici-al-centro-dellincontro/09/08/
[6] Puliamo il Buio 2026 alla Buca di Pianiza dell’Alpe – Scintilena https://www.scintilena.com/puliamo-il-buio-2026-alla-buca-di-pianiza-dellalpe-la-speleologia-toscana-per-la-tutela-delle-grotte/09/10/
[7] Il 2000 grotte – boegan.it https://www.boegan.it/2025/04/il-2000-grotte/
[8] Nel Corchia il soccorso del futuro si prova dentro la montagna https://www.scintilena.com/openday-cnsas-dentro-la-montagna/09/28/
[9] Nel rifugio bellico ‘Kleine Berlin’ di Trieste il raro ragno Amblypygi si … https://www.ansa.it/friuliveneziagiulia/notizie/2026/09/02/nella-kleine-berlin-di-trieste-il-raro-ragno-amblypygi-si-riproduce-ancora_46cd058d-1c30-4c6f-9a83-030832f9f477.html
[10] Kleine Berlin – Ministero della cultura https://cultura.gov.it/luogo/kleine-berlin
[12] Carso: Tutte le ultime notizie in tempo reale su Carso https://www.quotidiano.net/itinerari/tag/carso
[13] salute-eventiCorriere della Sera https://www.corriere.it/salute/eventi/
[14] [PDF] Carso C Storia Speleologia TS .pdf – Moodle@Units https://moodle2.units.it/pluginfile.php/562402/mod_resource/content/0/Carso%20C%20Storia%20Speleologia%20TS%20.pdf
[15] Tutti gli appuntamenti e manifestazioni da venerdì 18 a … https://www.sanremonews.it/2026/09/18/amp/argomenti/agenda-manifestazioni/articolo/tutti-gli-appuntamenti-e-manifestazioni-da-venerdi-18-a-domenica-20-settembre-2026-in-riviera-e-co.html
[16] “Sopra e sotto il Carso”, online il numero di agosto 2026 … https://www.scintilena.com/sopra-e-sotto-il-carso-online-il-numero-di-agosto-2026-ricerca-esplorazioni-e-memoria-speleologica/09/03/
[17] [PDF] Rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” aps https://www.cavernas.org.br/wp-content/uploads/2022/07/Sopra-e-sotto-il-Carso-1-2022.pdf
[18] [PDF] Rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” aps https://www.cavernas.org.br/wp-content/uploads/2023/11/Sopra-e-sotto-il-Carso-7-2023.pdf
[19] [PDF] SOPRA E SOTTO IL CARSO https://www.speleo.cz/Data/files/sekretariat/Ostatni/Sopra%20e%20sotto%20il%20Carso%2010.pdf
[20] Sopra e Sotto il Carso – Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” https://www.seppenhofer.it/
[21] tornano a riprodursi nel buio sotterraneo della «Kleine Berlin» di … https://www.corriere.it/animali/biodiversita/26_settembre_03/i-ragni-frusta-tornano-a-riprodursi-nel-buio-sotterraneo-della-kleine-berlin-di-trieste-perche-e-una-scoperta-importante-05df73e2-82a2-48e1-93a2-285091d8bxlk.shtml
[22] Corchia Park: con i tuoi alunni in gita scolastica per vivere una … https://www.tuttoscuola.com/corchia-park-con-i-tuoi-alunni-in-gita-scolastica-per-vivere-una-montagna-di-emozioni/
[23] Il 2021 è l’Anno Internazionale delle grotte e del carsismo: speleologia, che passione https://www.ladige.it/tag/Grotte
[24] Kleine Berlin, l’amblipigio si riproduce ancora: femmina con i piccoli … https://www.triesteallnews.it/2026/09/kleine-berlin-lamblipigio-si-riproduce-ancora-femmina-con-i-piccoli-nelle-gallerie-antiaeree/
[25] Eccezionale nei sotterranei di Trieste: scoperto un aracnide mai … https://www.triesteprima.it/green/amblypygi-italia-trieste.html
[26] Giornate Nazionali della Speleologia – Gruppo Puglia Grotte https://www.gruppopugliagrotte.it/archivio-storico/bollettini/2003/lovece2/
[27] archeologia Archivi – Fondazione MIdA https://fondazionemida.com/tag/archeologia
[28] TRE SERATE DEDICATE ALLA SPELEOLOGIA – Grotta del Vento https://grottadelvento.com/it/novita/tre-serate-dedicate-alla-speleologia/
[29] Scuole – CorchiaPark https://www.corchiapark.it/scuole/
[30] Kleine Berlin – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Kleine_Berlin

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  • Soccorso speleologico in addestramento tra Urzulei e Baunei: tecnici CNSAS al lavoro in due grotte verticali
    Condividi Nel Nuorese le stazioni CNSAS di Cagliari, Sassari e Iglesias hanno svolto un’esercitazione nelle grotte di Nurra de su Neulacoro e Nurra de Su Lenzonargiu, affrontando recuperi in barella, contrappeso, riprese di ancoraggi e manovre di uscita dalla verticale sotto la supervisione degli istruttori regionali. ESERCITAZIONE DI SOCCORSO SPELEOLOGICO – Comunicato CNSAS URZULEI E BAUNEI (NU) – Per mantenere elevati standard operativi è necessario un addestramento continuo, esperienza
     

Soccorso speleologico in addestramento tra Urzulei e Baunei: tecnici CNSAS al lavoro in due grotte verticali

Október 4th 2026 at 10:00

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Nel Nuorese le stazioni CNSAS di Cagliari, Sassari e Iglesias hanno svolto un’esercitazione nelle grotte di Nurra de su Neulacoro e Nurra de Su Lenzonargiu, affrontando recuperi in barella, contrappeso, riprese di ancoraggi e manovre di uscita dalla verticale sotto la supervisione degli istruttori regionali.

ESERCITAZIONE DI SOCCORSO SPELEOLOGICO – Comunicato CNSAS

URZULEI E BAUNEI (NU) – Per mantenere elevati standard operativi è necessario un addestramento continuo, esperienza in ambiente e una grande intesa di squadra. È con questo obiettivo che lo scorso weekend i nostri tecnici appartenenti alle stazioni di Cagliari, Sassari e Iglesias hanno preso parte a una esercitazione di soccorso speleologico che si è svolta in due differenti grotte: Nurra de su Neulacoro il sabato e Nurra de Su Lenzonargiu la domenica. Entrambe a sviluppo verticale, con una serie di terrazzamenti e di pozzi, sono state uno scenario perfetto per l’addestramento sulle tipologie di recupero della barella che vengono utilizzate in cavità di questo genere, quali quella con la tecnica del contrappeso, il recupero con riprese di ancoraggi e le diverse varianti di uscita dalla verticale, manovra critica nelle reali operazioni di soccorso. In entrambe le giornate erano presenti a turno 2 istruttori della Scuola Regionale Tecnici di Soccorso Speleologico che hanno supervisionato tutte le attività.

Fonti
[1] Esercitazione Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/esercitazione/
[2] Esercitazione di soccorso alla Grotta di Cittareale – Scintilena https://www.scintilena.com/esercitazione-di-soccorso-alla-grotta-di-cittareale/02/24/
[3] Scintilena https://www.scintilena.com/
[4] Notizie Speleo Regionali – Scintilena https://www.scintilena.com/servizi-per-la-speleologia/notizie-speleo-regionali/
[5] Scintilena – Pagina 2 di 2508 – Una luce nel buio – il … https://www.scintilena.com/page/2/
[6] Archivio Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/archivio/
[7] Scintilena – Raccolta Luglio 2023 http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/NAZ/Scintilena/2023/Scintilena2023-V21-F7-Indice.pdf
[8] La Scintilena, 25.000 articoli e una luce che resta sul Web https://www.scintilena.com/la-scintilena-25-000-articoli-e-una-luce-che-resta-sul-web/09/17/
[9] Chi Siamo – Scintilena https://www.scintilena.com/chi-siamo/
[10] La Scintilena – speleologiaveneta.it https://speleologiaveneta.it/index.php/la-scintilena
[11] Scintilena – Indice Articoli 2022 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2022_Indice_articoli_Scintilena.pdf
[12] Scintilena (@Scintilena) / Posts / X https://x.com/Scintilena
[13] Artificial Cavities, the Speleological Federation of Tuscany Proposes a Course Between Theory and Field – Scintilena https://ground.news/article/artificial-cavities-the-speleological-federation-of-tuscany-proposes-a-course-between-theory-and-field-scintilena
[14] Ico, Continue Exploring – Scintilena https://ground.news/article/ico-continue-exploring-scintilena
[15] @scintilena – Telegram – t.me https://t.me/s/Scintilena?before=8721

https://www.facebook.com/share/1C5HGUjYiR/?mibextid=wwXIfr

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  • Diversamente Speleo 2026 a Falvaterra: sedici partecipanti in grotta con una rete di 76 speleologi
    Condividi L’ edizione di Diversamente Speleo 2026 si è svolta il 27 settembre alle Grotte di Falvaterra. L’iniziativa ha coinvolto associazioni di cinque regioni, famiglie, operatori e volontari, nel Monumento naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco. Diversamente Speleo 2026, i numeri della giornata Falvaterra, in provincia di Frosinone, ha ospitato la decima edizione di Diversamente Speleo 2026. La giornata si è svolta domenica 27 settembre nel complesso delle Grotte di Falvaterra. S
     

Diversamente Speleo 2026 a Falvaterra: sedici partecipanti in grotta con una rete di 76 speleologi

Október 4th 2026 at 09:00

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L’ edizione di Diversamente Speleo 2026 si è svolta il 27 settembre alle Grotte di Falvaterra. L’iniziativa ha coinvolto associazioni di cinque regioni, famiglie, operatori e volontari, nel Monumento naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco.

Diversamente Speleo 2026, i numeri della giornata

Falvaterra, in provincia di Frosinone, ha ospitato la decima edizione di Diversamente Speleo 2026. La giornata si è svolta domenica 27 settembre nel complesso delle Grotte di Falvaterra.

Secondo il resoconto degli organizzatori, 16 partecipanti di Diversamente Speleo sono entrati in grotta con il supporto di 76 speleologi. Alla giornata hanno preso parte anche familiari e operatori delle associazioni coinvolte. Il bilancio complessivo è di 120 presenze.

Diversamente Speleo 2026 ha riunito persone provenienti da territori diversi. L’accompagnamento è stato costruito come attività di gruppo, con la presenza di speleologi volontari lungo il percorso e con il coinvolgimento delle reti familiari e associative.

L’iniziativa si colloca nel percorso avviato nel 2012 da un gruppo di speleologi dell’Italia centrale. Nel corso degli anni il progetto ha mantenuto il proprio obiettivo: rendere possibile una conoscenza diretta dell’ambiente ipogeo per persone con disabilità, modulando i percorsi e l’assistenza sulle esigenze concrete dei partecipanti.

Speleologia inclusiva e accompagnamento in grotta

Diversamente Speleo 2026 non va letto come una semplice visita turistica. Il centro della giornata è stato l’accompagnamento in grotta, reso possibile dal lavoro coordinato di persone con competenze speleologiche, volontari e operatori.

Le precedenti esperienze hanno adottato modalità differenti: accompagnamenti per persone deambulanti, attività multisensoriali e, dove necessario, impiego di barelle. La soluzione tecnica dipende sempre dalle condizioni della cavità, dal meteo, dal livello idrico e dalle necessità della persona accompagnata.

Nel 2025, alla Grotta Scura di Bolognano, l’edizione della rete Abruzzo, Lazio e Italia centrale aveva riunito 22 partecipanti con disabilità e 73 speleologi tutor e accompagnatori. A Falvaterra, nel 2026, il numero dei partecipanti in grotta è stato più contenuto, mentre la presenza dei volontari è rimasta ampia. Il dato evidenzia il carattere organizzativo e collettivo dell’appuntamento.

Gruppi speleologici da cinque regioni

Alla decima edizione di Diversamente Speleo 2026 hanno aderito gruppi e speleologi di Abruzzo, Lazio, Umbria, Emilia-Romagna e Veneto. Erano inoltre presenti numerosi speleologi non affiliati a gruppi.

Dall’Abruzzo hanno partecipato il Gruppo GES CAI “Andrea Pietrolungo” di Pescara, il Gruppo Grotte e Forre CAI L’Aquila “Francesco de Marchi”, il Gruppo Grotte e Forre CAI Teramo e il CNSAS Abruzzo.

Dal Lazio sono arrivati il Gruppo Speleologico “La Stalattite Eccentrica”, lo Speleo Club Roma, l’Associazione Speleo “Montefascia”, il Gruppo GS-CAI Roma, il CAI Colleferro, il CAI di Palestrina, Roma Sotterranea e il CNSAS Lazio.

L’Umbria è stata rappresentata dal Gruppo Speleologico UTEC Narni e dall’Associazione La Scintilena. Hanno aderito anche lo Speleo Club Forlì e il Gruppo Grotte Ariminum GGA CAI Rimini per l’Emilia-Romagna, insieme al Gruppo Speleologico Settecomuni e al GEO CAI Bassano del Grappa per il Veneto.

La presenza di gruppi provenienti da aree geografiche diverse conferma una dimensione interregionale consolidata. Diversamente Speleo 2026 si basa infatti sulla disponibilità di una rete che si attiva per una giornata, condividendo attrezzature, competenze e tempi organizzativi.

Grotte di Falvaterra e Rio Obaco, il contesto dell’evento

Diversamente Speleo 2026 si è svolta nel Monumento naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco. L’area protetta si trova sulle pendici settentrionali dei monti Ausoni ed è stata istituita dalla Regione Lazio nel 2007. Si estende per 133 ettari ed è gestita dal Comune di Falvaterra.

Il sistema carsico di Falvaterra è vicino alle Grotte di Pastena. Le fonti locali descrivono un complesso ipogeo superiore a due chilometri, con percorsi turistici e speleoturistici in ambiente acquatico.

La scelta della cavità richiede attenzione alle condizioni ambientali. Le visite speleoturistiche possono essere annullate in caso di piogge intense, allerta meteo o aumento della portata del corso d’acqua sotterraneo. Sicurezza, tutela della cavità e adeguamento dell’esperienza ai partecipanti restano quindi elementi inseparabili.

Patrocini e organizzazione

L’evento ha ricevuto il patrocinio del Monumento naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco e del Comune di Falvaterra. Hanno collaborato la Protezione Civile di Falvaterra, la Misericordia di Roccasecca, la Regione Lazio, la Pro Loco di Falvaterra, I Percorsi di Tommaso e la Polizia municipale di Falvaterra.

Un ringraziamento è stato rivolto ad Augusto Carè e Giuseppe Rinna, riferimenti per l’area speleoturistica, per l’accoglienza e per il grande contributo all’organizzazione della giornata.

Lo staff organizzativo di Diversamente Speleo 2026 era composto da Alejandra Meda, Giulia Pascucci, Lia Sisino, Aurelio Ferreo, Maria Fierli, Nerio Leonori, Giancarlo Tanda, Andrea Scatolini, Giulio Foschi ed Elena Di Labio. Il resoconto ricorda anche il contributo delle persone impegnate nella preparazione logistica e nell’accoglienza.

La decima edizione si è chiusa con l’appuntamento al 2027. Il valore dell’iniziativa sta nella continuità di una rete che unisce speleologia, associazionismo e partecipazione, senza separare l’esperienza sotterranea dalle condizioni di sicurezza e di cura necessarie per condividerla.

Fonti

https://www.facebook.com/share/1C5yzFLxRF/?mibextid=wwXIfr

Fonti
[1] Diversamente Speleo 2026 a Falvaterra: l’Italia centrale … https://www.scintilena.com/diversamente-speleo-2026-a-falvaterra-litalia-centrale-torna-in-grotta/09/24/
[2] Monumento Naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco – Parchilazio https://www.parchilazio.it/falvaterra
[3] Grotte di Falvaterra https://www.grottedifalvaterra.it/
[4] Orari di visita, APERTURA TUTTO L’ANNO https://www.grottedifalvaterra.it/orari_di_visita_6.html
[6] Grotte di Falvaterra e il Lago Blu a cuore – Visit Lazio https://www.visitlazio.com/grotte-di-falvaterra-e-il-lago-blu-a-cuore/
[7] prezzi – Grotte di Falvaterra https://www.grottedifalvaterra.it/prezzi_7.html
[8] Speleoturismo – grottedifalvaterra.it https://www.grottedifalvaterra.it/speleoturismo_15.html
[9] Monumento naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco https://it.wikipedia.org/wiki/Monumento_naturale_delle_Grotte_di_Falvaterra_e_Rio_Obaco
[10] GROTTE DI FALVATERRA E RIO OBACO – ACI Club https://club.aci.it/syc_puntovendita/grotte-di-falvaterra-e-rio-obaco/
[11] Speleoturismo nelle Grotte di Falvaterra e Risorgenza … https://www.tesoridellazio.it/outdoor/speleoturismo-nelle-grotte-di-falvaterra-e-rio-obaco-falvaterra-frosinone/
[12] Grotte di Falvaterra, orario di apertura. – Musei Online https://www.museionline.info/tipologie-museo/grotte-di-falvaterra
[13] GROTTE DI FALVATERRA: Tutto quello che c’è da sapere (2026) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g3723968-d5008032-Reviews-Grotte_di_Falvaterra-Falvaterra_Province_of_Frosinone_Lazio.html
[14] Grotte di Falvaterra – Visita Speleoturismo – All You SHOULD … https://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g3723968-d10799654-Reviews-Grotte_di_Falvaterra_Visita_Speleoturismo-Falvaterra_Province_of_Frosinone_Lazi.html
[15] Alle Grotte di Pertosa-Auletta torna “Diversamente Speleo”: l … https://www.italia2news.it/2026/09/24/alle-grotte-di-pertosa-auletta-torna-diversamente-speleo-ledizione-2026-in-favore-de-il-sorriso-di-samuele/
[16] ALLE GROTTE DI PERTOSA-AULETTA TORNA “DIVERSAMENTE SPELEO” https://www.news-express.it/2026/09/24/alle-grotte-di-pertosa-auletta-torna-diversamente-speleo/

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Clean Your Backyard 2026, bonificata la forra del Rio Chignolo a Comerio

Október 4th 2026 at 08:00

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Cinquanta volontari tra CAI Varese, associazioni locali e amministrazione comunale hanno rimosso rifiuti e ostruzioni dal torrente, intervenendo anche nei due tratti ipogei del percorso di speleo-torrentismo urbano.

Clean Your Backyard 2026: l’intervento nel Rio Chignolo

Si è conclusa a Comerio la quinta edizione di Clean Your Backyard, iniziativa dedicata alla pulizia ambientale e alla cura del territorio. Domenica 27 settembre circa cinquanta volontari hanno lavorato lungo il Rio Chignolo, torrente che attraversa l’abitato e incide una piccola forra nella roccia maiolica.

All’operazione hanno partecipato il CAI Varese con il Gruppo Speleologico e gli specialisti di torrentismo, il Gruppo Antincendio Boschivo di Comerio, il Gruppo Alpini locale e rappresentanti dell’amministrazione comunale. L’intervento ha interessato sia le porzioni aperte dell’alveo, più semplici da raggiungere, sia le sezioni incassate e intombate.

Clean Your Backyard 2026 ha quindi avuto una funzione ambientale e operativa. La presenza congiunta di volontari, tecnici e amministratori ha consentito di lavorare in un contesto dove manutenzione ordinaria, conoscenza del terreno e sicurezza in ambiente di forra devono procedere insieme.

Rio Chignolo e speleo-canyonismo urbano a Comerio

Il Rio Chignolo è conosciuto dagli appassionati per una caratteristica poco comune. Il suo breve percorso comprende due lunghi tratti ipogei artificialmente intombati: uno sotto il rione Orocco e uno nell’area dell’ex Whirlpool. La documentazione del CAI Varese descrive l’itinerario come un raro caso di speleo-torrentismo urbano.

La forra misura circa 500 metri di sviluppo, con un dislivello di 100 metri. La scheda tecnica indica roccia maiolica, bacino idrografico di un chilometro quadrato e difficoltà v2 a2 II. Sono dati che definiscono un ambiente di progressione specialistica, non una semplice passeggiata in alveo.

Le indicazioni del CAI ricordano inoltre che il torrentismo comporta rischi specifici e che condizioni meteorologiche e portate possono cambiare rapidamente. Per questa ragione il miglioramento degli ancoraggi svolto durante Clean Your Backyard 2026 va letto nel quadro della manutenzione del percorso da parte di persone con competenze tecniche, senza sostituire la necessaria preparazione individuale di chi affronta una forra.

Rifiuti rimossi e riduzione delle ostruzioni

Nel corso della giornata sono stati raccolti ferro, plastica, vetro, scarti edili, tubazioni, elettrodomestici dismessi e pneumatici. I materiali sono stati convogliati in un container per avviarli allo smaltimento. La bonifica ha richiesto l’impiego di dieci esperti di torrentismo del CAI Varese, calati nei passaggi più impervi per raggiungere detriti non accessibili ai normali mezzi comunali.

L’azione non ha riguardato solo i rifiuti. I partecipanti hanno rimosso anche tronchi e piante cadute nell’alveo. In una forra stretta, la presenza di materiale legnoso può favorire sbarramenti locali durante le piene, con effetti sulla circolazione dell’acqua e sulla sicurezza delle aree circostanti.

La pulizia del Rio Chignolo mostra il valore pratico della collaborazione tra associazioni di montagna, volontariato di protezione del territorio e amministrazioni. Le conoscenze maturate nella mappatura delle forre delle Prealpi Varesine hanno permesso di individuare un luogo di interesse ambientale e speleologico, ma anche di documentare l’accumulo di rifiuti che ne comprometteva la fruizione.

Ispezione nei tratti intombati e prevenzione idrogeologica

Un ulteriore elemento di Clean Your Backyard 2026 è stata l’ispezione diretta delle opere e del torrente nei tratti intombati, effettuata con la presenza degli assessori comunali. Questo sopralluogo offre elementi utili per programmare attività di controllo e prevenzione del rischio idrogeologico.

Nei corsi d’acqua coperti, infatti, l’osservazione delle condizioni interne può essere più complessa rispetto ai tratti a cielo aperto. L’accumulo di rifiuti, vegetazione o materiali trasportati dalla corrente può ridurre localmente la sezione utile al deflusso. La verifica sul campo permette di distinguere le necessità di manutenzione ordinaria da eventuali interventi più strutturati.

La giornata si è conclusa alla sede degli Alpini di Comerio con un momento conviviale rivolto ai partecipanti. Il risultato dell’iniziativa resta soprattutto nel lavoro svolto lungo il Rio Chignolo: pulizia dell’alveo, rimozione delle potenziali ostruzioni, osservazione dei tratti sotterranei e manutenzione degli ancoraggi di una forra che conserva un interesse specifico per il canyoning e la speleologia urbana.

Fonti

Fonti
[1] Pulizia straordinaria al Rio Chignolo a Comerio: volontari e tecnici in azione nel tratto intubato https://www.varesenews.it/2026/09/pulizia-straordinaria-al-rio-chignolo-a-comerio-volontari-e-tecnici-in-azione-nel-tratto-intubato/2691694/
[2] [PDF] RIO CHIGNOLO – CAI Varese https://www.caivarese.it/wp-content/uploads/forre/Chignolo.pdf
[3] Il canyon del Rio Chignolo ripulito da cumuli di rifiuti grazie ai Rospi … https://www.ilgiorno.it/varese/cronaca/il-canyon-del-rio-chignolo-0444dc86
[4] Comerio, volontari in campo per ripulire la gola del Rio Chignolo https://www.laprovinciadivarese.it/comerio-volontari-in-campo-per-ripulire-la-gola-del-rio-chignolo-411211/
[6] “Clean Your Backyard”: in 50 ripuliscono il Rio Chignolo – VareseNews – Foto https://www.varesenews.it/photogallery/clean-your-backyard-in-50-ripuliscono-il-rio-chignolo/foto/10/
[7] Ecologia e comunità nella pulizia del torrente a Comerio – Prealpina https://www.prealpina.it/news/valli-e-laghi/392477/ecologia-e-comunita-nella-pulizia-del-torrente-a-comerio.html
[8] Comerio ottiene dalla Regione 100 mila euro per la lotta al dissesto … https://www.varesenews.it/2021/03/comerio-ottiene-dalla-regione-100-mila-euro-la-lotta-al-dissesto-idrogeologico/1323591/
[9] Green waste dumping event https://www.2news.com/news/local/green-waste-dumping-event/video_9cb8040a-94c7-540b-9786-2b26d0bae143.html
[10] “Clean Your Backyard”: in 50 ripuliscono il Rio Chignolo – VareseNews – Foto https://www.varesenews.it/photogallery/clean-your-backyard-in-50-ripuliscono-il-rio-chignolo/foto/5/
[11] [PDF] COMUNE DI COMERIO Tav. 1/a – AWS https://bussola.s3.eu-west-1.amazonaws.com/119529/Tavola%201a.pdf
[12] “Clean Your Backyard” Quinta Edizione: a Comerio ci si mobilita per … https://speleolombardia.wordpress.com/2026/09/01/clean-your-backyard-quinta-edizione-a-comerio-ci-si-mobilita-per-la-pulizia-del-rio-chignolo/
[13] Clean your Backyard. Comerio pulizia Forra Rio Chignolo – Hikr.org https://www.hikr.org/tour/post204525.html
[14] Nella Forra per Ripulire il Torrente 50 Volontari al Lavoro sul Rio … https://www.virgilio.it/italia/comerio/notizielocali/nella_forra_per_ripulire_il_torrente_50_volontari_al_lavoro_sul_rio_chignolo_a_comerio-77433194.html
[15] Forre – CAI Varese https://www.caivarese.it/gruppi-sezionali/speleologia-torrentismo/forre/
[16] MALTEMPO – Campania, allerta meteo gialla dalle ore 22:00 di giovedì 24 alle ore 16:00 di venerdì 25 settembre https://napolimagazine.com/attualita/articolo/maltempo-campania-allerta-meteo-gialla-dalle-ore-22-00-di-gioved-24-alle-ore-16-00-di-venerd-25-set-24-09-2026

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  • Grotte glaciali dei Forni, il monitoraggio dall’interno documenta trasformazioni sempre più rapide
    Condividi Il Progetto Speleologia Glaciale segue le cavità del ghiacciaio dei Forni e del Morteratsch: rilievi, immagini e tracciamenti aiutano a leggere l’evoluzione del drenaggio interno e i rischi legati ai collassi Grotte glaciali dei Forni, un ambiente che cambia stagione dopo stagione Le grotte glaciali dei Forni sono cavità temporanee, modellate dall’acqua di fusione e dal movimento stesso della massa di ghiaccio. Pozzi, condotti, forre e camere di contatto con la roccia possono nas
     

Grotte glaciali dei Forni, il monitoraggio dall’interno documenta trasformazioni sempre più rapide

Október 4th 2026 at 07:00

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Il Progetto Speleologia Glaciale segue le cavità del ghiacciaio dei Forni e del Morteratsch: rilievi, immagini e tracciamenti aiutano a leggere l’evoluzione del drenaggio interno e i rischi legati ai collassi

Grotte glaciali dei Forni, un ambiente che cambia stagione dopo stagione

Le grotte glaciali dei Forni sono cavità temporanee, modellate dall’acqua di fusione e dal movimento stesso della massa di ghiaccio. Pozzi, condotti, forre e camere di contatto con la roccia possono nascere, ampliarsi e scomparire nel giro di una sola stagione. Per questo la loro esplorazione non è soltanto attività speleologica: costituisce una forma di osservazione diretta dei processi che interessano il ghiacciaio dall’interno.

A richiamare l’attenzione su questo lavoro è Paola Tognini, geologa e speleologa del Gruppo Grotte Milano CAI-SEM, impegnata nel Progetto Speleologia Glaciale insieme, tra gli altri, a Mauro Inglese e Andrea Ferrario. In occasione del festival Monti e Sorgenti, al CAI di Lecco, il gruppo ha presentato i risultati delle campagne condotte nelle Alpi, con particolare riferimento al ghiacciaio dei Forni in Valfurva e al Morteratsch in Svizzera.[1]

Le osservazioni sul ghiacciaio dei Forni risalgono agli anni Novanta. Il Progetto Speleologia Glaciale, nato nel 2008 dalla collaborazione tra Gruppo Speleologico CAI Varallo, Gruppo Grotte CAI Saronno e Gruppo Grotte Milano CAI-SEM, ha poi raccolto competenze provenienti da più realtà italiane. Il suo obiettivo è seguire nel tempo le grotte glaciali, documentandone sviluppo, instabilità e relazione con il ritiro delle masse di ghiaccio.

Speleologia glaciale e rilievi nelle cavità effimere

La speleologia glaciale opera in condizioni diverse dalle cavità carsiche. Il substrato è in continuo movimento. L’acqua può modificare rapidamente i percorsi. Crepacci, massi inglobati, inghiottitoi attivi e collassi rendono ogni ingresso dipendente dalle condizioni del momento. Anche le operazioni di soccorso sarebbero complesse.

Nelle grotte glaciali dei Forni, la documentazione combina fotografie, video, rilievi topografici e osservazioni delle forme di drenaggio. Il valore di questo lavoro sta soprattutto nella continuità delle serie di dati. Una cavità rilevata in una stagione può non essere più accessibile, o può essere completamente scomparsa, l’anno successivo.

Secondo Tognini, negli ultimi anni sono state osservate grandi grotte di contatto, sviluppate fra il ghiaccio e il substrato roccioso, poi non più presenti nelle campagne successive. La comparsa di vuoti profondi e instabili indica una trasformazione della struttura interna. Quando il ghiaccio si assottiglia e i crepacci raggiungono il letto roccioso, i circuiti idrici e le discontinuità possono favorire ulteriori cedimenti.

Il Club Alpino Italiano ha evidenziato come il monitoraggio delle cavità glaciali permetta di studiare il rapporto tra evoluzione delle grotte e trasformazione del ghiacciaio. I flussi d’aria nelle cavità, il passaggio dell’acqua e i collassi contribuiscono a modificare la massa glaciale. Le esplorazioni dall’interno completano quindi le misure di superficie e le osservazioni da remoto.

Ghiacciaio dei Forni, acqua di fusione e laghi nascosti

Un punto centrale dell’attività sulle grotte glaciali dei Forni riguarda l’idrologia endoglaciale e subglaciale. L’acqua superficiale entra nei mulini glaciali, percorre condotti interni e può raggiungere la base del ghiacciaio. La configurazione di questa rete non è fissa. Cambia con la fusione, con la pressione dell’acqua e con l’evoluzione del ghiaccio.

In una precedente campagna, il Progetto Speleologia Glaciale ha utilizzato GPS professionali per verificare lo spostamento annuale dei mulini, ha effettuato misure di spessore e ha condotto tracciamenti multipli delle acque. I test hanno mostrato risposte differenti in due settori del ghiacciaio. In un caso il transito del tracciante era rapido e poco diluito, compatibile con una rete di condotte efficiente. Nell’altro caso la restituzione più lenta suggeriva un drenaggio meno diretto oppure la presenza di un ostacolo o di un serbatoio interno.

Queste indagini sono importanti anche per valutare la possibile presenza di laghi endoglaciali o subglaciali. Un accumulo d’acqua, se liberato in seguito al cedimento di una soglia di ghiaccio o di detrito, può generare una piena improvvisa. Non ogni anomalia idrologica corrisponde a un pericolo imminente, ma riconoscere i percorsi e i tempi di deflusso aiuta a definire i fenomeni da sorvegliare.

Il ritiro del ghiacciaio e la necessità di serie storiche

Il ghiacciaio dei Forni è uno dei casi più seguiti nelle Alpi lombarde. Le informazioni riportate dalle campagne recenti della Carovana dei ghiacciai indicano un arretramento di circa tre chilometri dall’inizio del secolo. Tra il 2014 e il 2022 la fronte avrebbe perso oltre 400 metri e, in alcune porzioni, lo spessore del ghiaccio sarebbe diminuito fino a 70 metri. Sono dati che descrivono una tendenza di lungo periodo e che vanno letti insieme alle variazioni annuali di neve, temperatura e precipitazioni.

Dentro questa trasformazione, le grotte glaciali dei Forni sono indicatori molto rapidi. Non sostituiscono i bilanci di massa, la glaciologia di superficie o i rilievi aerofotogrammetrici. Aggiungono però informazioni che quegli strumenti non possono ottenere direttamente: forma e posizione dei condotti, geometria delle cavità di contatto, comportamento dell’acqua e segnali di instabilità localizzata.

La continuità delle osservazioni è decisiva. Un ambiente tanto effimero richiede confronti nel tempo, archivi ordinati e un linguaggio comune fra speleologi, glaciologi e tecnici del territorio. La documentazione prodotta sul campo può essere utile anche per interpretare eventi avvenuti dopo la chiusura o il collasso di una cavità.

Grotte glaciali dei Forni, ricerca sul campo e sicurezza

L’aumento della rapidità dei cambiamenti rende più ristrette le finestre operative per le esplorazioni. Gli ingressi possono risultare inaccessibili, le cavità possono diventare pericolose e le condizioni meteorologiche incidono in modo diretto sulla sicurezza. Per gli speleologi non si tratta di inseguire record, ma di scegliere con prudenza quando e dove sia possibile lavorare.

Il Progetto Speleologia Glaciale mostra il ruolo specifico della speleologia nella ricerca sui ghiacciai. Rilievi, immagini e tracciamenti restituiscono una lettura ravvicinata delle trasformazioni che avvengono sotto la superficie. Nel caso delle grotte glaciali dei Forni, questo patrimonio di osservazioni consente di collegare l’evoluzione delle cavità ai processi di fusione, drenaggio e collasso.

In un contesto in cui molte forme glaciali durano pochi mesi, la rapidità della documentazione diventa parte integrante del metodo. Ogni campagna aggiunge elementi a una serie storica che aiuta a comprendere non solo ciò che resta del ghiacciaio, ma anche il modo in cui sta cambiando.

Fonti

Fonti
[1] Nelle viscere dei ghiacciai. ‘Sfidiamo il pericolo ed esploriamo l’effimero’ https://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/speleo-glaciologi-ghiacciaio-forni-r7dpq9vw
[2] I ghiacciai degli speleologi – Lo Scarpone https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/ghiacciai-speleologi/
[3] Gruppo di Lavoro Glaciospeleologia – speleolombardia.it https://speleolombardia.wordpress.com/commissione-scientifica/gruppo-di-lavoro-glaciospeleologia/
[4] Speleologia Glaciale -Tutti al gelo nel Forni – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-glaciale-tutti-al-gelo-nel-forni/10/24/
[5] Sos ghiacciaio dei Forni, Legambiente denuncia: “In Valfurva perde fino a 10 centimetri di spessore al giorno” https://www.quotidiano.net/luce/attualita/ghiacciaio-forni-legambiente-valfurva-perde-10-centimetri-spessore-al-giorno-k4gv8jwj
[7] Alpi e ghiacciai, estate horribilis 2026: dati e crolli dalla … https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/07/ghiacciai-alpi-estate-2026-carovana-legambiente-notizie/8498920/
[8] [PDF] VUOTI E GHIACCIO. Speleologia e ricerca nelle grotte glaciali … https://www.estmonterosa.it/images/eventi/2018/2018.09.22-vuoto-e-ghiaccio-speleologia-scienza-grotte-glaciali-italiane-programma-convegno-agognate.pdf
[9] [PDF] VUOTO e GHIACCIO – CAI Novara https://cainovara.it/wp-content/uploads/2018/07/convegno.pdf
[10] [PDF] VUOTO E GHIACCIO Speleologia e scienza nelle grotte glaciali … https://www.gruppogrottenovara.it/assets/files/Labirinti37.pdf
[11] Glaciospeleologia | speleolombardia.it https://speleolombardia.wordpress.com/category/glaciospeleologia/
[12] [PDF] PAOLA TOGNINI – Premio Marcello Meroni https://premiomarcellomeroni.it/wp-content/uploads/2017/09/2012-Paola-Tognini.pdf
[13] Lecco, dalle grotte nei ghiacciai alla speleologia: serata sulla glaciospeleologia e corso di avvicinamento – Scintilena https://www.scintilena.com/lecco-dalle-grotte-nei-ghiacciai-alla-speleologia-serata-sulla-glaciospeleologia-e-corso-di-avvicinamento/09/09/
[14] 2° Incontro di Speleologia Glaciale – Scintilena https://www.scintilena.com/2-incontro-di-speleologia-glaciale-2/03/03/
[15] L’idrodinamica endoglaciale: cosa succede davvero dentro un … https://www.scintilena.com/lidrodinamica-endoglaciale-cosa-succede-davvero-dentro-un-ghiacciaio-alpino-quando-nevica-o-fa-caldo/05/02/
[16] Convegno a Novara: VUOTO e GHIACCIO Speleologia e scienza … https://www.scintilena.com/convegno-a-novara-vuoto-e-ghiaccio-speleologia-e-scienza-nelle-grotte-glaciali-italiane/07/18/

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  • Armo sostenibile, a Spelaion 2026 un corso sugli ancoraggi per la speleologia
    Condividi Il 5 e 6 dicembre a Bari un corso tecnico-pratico dedicato agli ancoraggi di nuova “vecchia” generazione. L’iniziativa si inserisce nel programma di Spelaion 2026, dedicato quest’anno al tema “Sostenibilità in profondità” In occasione di Spelaion 2026, in programma a Bari dal 4 al 6 dicembre, si terrà il Corso di Armo Sostenibile, un appuntamento tecnico-pratico dedicato agli ancoraggi e alle modalità di attrezzamento delle grotte. Il corso si svolgerà nelle giornate del 5 e 6 di
     

Armo sostenibile, a Spelaion 2026 un corso sugli ancoraggi per la speleologia

Október 4th 2026 at 06:00

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Il 5 e 6 dicembre a Bari un corso tecnico-pratico dedicato agli ancoraggi di nuova “vecchia” generazione. L’iniziativa si inserisce nel programma di Spelaion 2026, dedicato quest’anno al tema “Sostenibilità in profondità”

In occasione di Spelaion 2026, in programma a Bari dal 4 al 6 dicembre, si terrà il Corso di Armo Sostenibile, un appuntamento tecnico-pratico dedicato agli ancoraggi e alle modalità di attrezzamento delle grotte.

Il corso si svolgerà nelle giornate del 5 e 6 dicembre 2026 ed è presentato dagli organizzatori come un percorso sugli “ancoraggi di nuova (vecchia) generazione”, espressione che richiama il recupero e la rilettura di soluzioni già conosciute alla luce delle attuali esigenze di sicurezza, efficacia e sostenibilità.

L’iniziativa è indicata come corso omologato CAI e SSI di II livello. La direzione è affidata all’IT SSI S. Sterchele e all’IS SNS CAI D’Adduzio.

Armo e sostenibilità degli ambienti sotterranei

13-09-2026 Auronzo di Cadore Buse del Socento Marmarole: “Speleo Team sempre al lavoro. Oggi dopo aver vagato tra mughi e versanti quasi impraticabili, finalmente abbiamo raggiunto una delle risorgenze dei Lastoni delle Marmarole. Non sappiamo quantificare la portata, ma è davvero tanta. Vedere quell’acqua uscire con tanta pressione da una fessura nella roccia è stato incredibile. Le Marmarole“

Il tema si inserisce pienamente nel filo conduttore scelto per Spelaion 2026: “Sostenibilità in profondità”.

L’incontro regionale della speleologia pugliese vuole infatti porre l’attenzione non soltanto sull’esplorazione, ma anche sulla responsabilità degli speleologi nella conoscenza, documentazione e protezione degli ambienti carsici.

In questo contesto, parlare di armo sostenibile significa aprire una riflessione anche sul modo in cui vengono attrezzate e frequentate le cavità, sull’impiego degli ancoraggi e sull’impatto che le attività speleologiche possono avere nel tempo sulle pareti e sugli ambienti sotterranei.

Il corso offrirà quindi un’occasione di formazione e confronto tecnico su un aspetto fondamentale della progressione speleologica.

Dalle esplorazioni nelle Marmarole a Spelaion

Al corso parteciperà anche lo SpeleoTeam di Conegliano, che presenterà l’esperienza maturata durante il campo esplorativo svolto nell’agosto 2026 nelle Marmarole, sulle Dolomiti bellunesi. Le attività hanno riportato il gruppo nell’Abisso Tiziano, cavità dei Lastoni delle Marmarole ancora in esplorazione, dove sono stati raggiunti ambienti fino a circa 150 metri di profondità, con possibili prosecuzioni ancora da indagare. Ne abbiamo già parlato: metto sotto il link.

Nelle settimane successive lo SpeleoTeam ha proseguito le ricognizioni nell’area, raggiungendo anche una delle risorgenze dei Lastoni delle Marmarole, dalla quale è stata osservata una consistente fuoriuscita d’acqua. Le nuove osservazioni confermano l’interesse del gruppo per la comprensione della circolazione idrica sotterranea e per le possibili prosecuzioni del sistema.

A Spelaion lo SpeleoTeam anticipa inoltre la presentazione di una novità che consentirà, secondo il gruppo, di «osservare le grotte con occhi nuovi». I dettagli saranno illustrati durante l’appuntamento di Bari.

Il Corso di Armo Sostenibile è uno degli appuntamenti tecnici di Spelaion 2026, manifestazione organizzata dal Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari, in collaborazione con la Federazione Speleologica Pugliese e con il patrocinio del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – Puglia.

L’edizione di quest’anno avrà inoltre un significato particolare: sarà l’occasione per celebrare il 50° anniversario della fondazione del Gruppo Speleologico Vespertilio di Bari, affiancando alla memoria di mezzo secolo di attività una riflessione sulle tecniche e sulle responsabilità della speleologia contemporanea: ne parleremo!

Informazioni

Corso di Armo Sostenibile
Date: 5–6 dicembre 2026
Luogo: Bari, nell’ambito di Spelaion 2026
Tipologia: corso tecnico-pratico sugli ancoraggi di nuova “vecchia” generazione
Corso: omologato CAI e SSI – II livello
Direttori: S. Sterchele (IT SSI) e V. D’Adduzio (IS SNS CAI)
Informazioni e iscrizioni: info@vespertilio.it

Fonti e approfondimenti

Programma e informazioni ufficiali di Spelaion 2026 – Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari https://vespertilio.it/spelaion-2026

Post SpeleoTeam Corso di Armo Sostenibile

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  • Messico, le fosse dei mammut: cosa raccontano 13.000 anni dopo
    Condividi A Tultepec, nella grande conca del Messico, oltre 1.500 ossa appartenenti ad almeno 14 mammut sono state trovate all’interno di due grandi fosse Gli archeologi ritengono che possano essere state utilizzate come trappole dai cacciatori preistorici. Nuove analisi sui denti e sulle ossa degli animali aggiungono oggi altri particolari alla storia La curiosità è nata leggendo un articolo pubblicato da Focus, dedicato al mistero di una “trappola per mammut” risalente a circa 15.000 ann
     

Messico, le fosse dei mammut: cosa raccontano 13.000 anni dopo

Október 4th 2026 at 05:00

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A Tultepec, nella grande conca del Messico, oltre 1.500 ossa appartenenti ad almeno 14 mammut sono state trovate all’interno di due grandi fosse

Gli archeologi ritengono che possano essere state utilizzate come trappole dai cacciatori preistorici. Nuove analisi sui denti e sulle ossa degli animali aggiungono oggi altri particolari alla storia

La curiosità è nata leggendo un articolo pubblicato da Focus, dedicato al mistero di una “trappola per mammut” risalente a circa 15.000 anni fa.

Una storia abbastanza affascinante da meritare qualche ricerca in più.

le fonti scientifiche e quelle dell’Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH), l’ente pubblico messicano che si occupa della ricerca e della tutela del patrimonio archeologico, antropologico e paleontologico. E’ emersa una storia ancora più interessante: non soltanto grandi fosse e centinaia di ossa, ma nuove datazioni, analisi dei denti e delle ossa e perfino indizi sugli spostamenti dei mammut che vivevano nella regione alla fine del Pleistocene.

Tutto comincia con due grandi buche nel terreno e una quantità impressionante di ossa.

Ricostruzione della caccia al mammut, Museo Nazionale di Antropologia, Città del Messico. Foto: José Luiz Bernardes Ribeiro / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

Siamo a Tultepec, nello Stato del Messico, una quarantina di chilometri a nord di Città del Messico. Qui, durante alcuni lavori effettuati nel 2019 in un’area destinata a una discarica, gli archeologi dell’Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) hanno portato alla luce più di 1.500 resti ossei appartenenti ad almeno 14 mammut.

Della scoperta colpisce, più ancora del notevole numero di resti, il fatto che le ossa si trovassero all’interno di due grandi fosse, profonde circa un metro e settanta e larghe una ventina di metri. Secondo gli archeologi, potrebbero essere state scavate intenzionalmente e utilizzate dagli antichi abitanti della regione per intrappolare i mammut.

Se questa interpretazione è corretta, Tultepec conserva la testimonianza di una forma di caccia molto più organizzata di quanto si potrebbe immaginare pensando ai gruppi umani della fine del Pleistocene.

Grandi lavori per catturare animali ancora più grandi

Scavare quelle fosse non doveva essere semplice.

Secondo le stime dell’INAH, per realizzarle sarebbe stato necessario rimuovere complessivamente circa 400 metri cubi di terreno. Un lavoro che fa pensare a un’attività collettiva e programmata.

Gli archeologi ipotizzano inoltre che nella zona possano esistere altre strutture simili, forse disposte a poche decine di metri l’una dall’altra.

L’idea è affascinante: invece di limitarsi ad approfittare di mammut morti naturalmente o rimasti accidentalmente bloccati nel terreno, gli uomini potrebbero aver imparato a indirizzare gli animali verso punti scelti in precedenza, trasformando il paesaggio in un vero strumento di caccia. È bene però usare un po’ di prudenza.

Le fosse vengono interpretate dagli archeologi come trappole sulla base dell’insieme delle evidenze raccolte nel sito. Non abbiamo, naturalmente, la possibilità di osservare direttamente come venissero utilizzate 13.000 anni fa. Anche in documenti dell’INAH relativi ad altri siti della stessa regione si parla infatti delle “possibili trappole” di Tultepec.

Non soltanto ossa: a rendere interessante il sito è anche il modo in cui sono stati ritrovati i resti

Gli archeologi hanno osservato tracce di intervento umano sulle ossa e differenze nel modo in cui le carcasse furono trattate. Alcune sembrano essere state sfruttate quasi completamente, altre soltanto in parte. Sono stati trovati anche strumenti realizzati in osso. In alcuni casi la disposizione dei resti sembra inoltre tutt’altro che casuale. Intorno a un cranio di mammut, ad esempio, alcune vertebre e una zanna appartenente a un altro animale sembrerebbero essere state sistemate intenzionalmente.

L’archeologo Luis Córdoba Barradas, responsabile delle ricerche, ha proposto che alcuni di questi comportamenti potessero avere anche un significato rituale. dimostrare rispetto alla semplice osservazione delle ossa e della loro posizione: proprio per questo va considerata come interpretazione, non come certezza.

Nel sito sono comparsi anche resti di altri grandi animali, tra cui cavalli e cammelli, che facevano parte della fauna presente nella regione alla fine del Pleistocene.

Cosa mangiavano i mammut?

Negli ultimi anni la storia di Tultepec ha acquistato un nuovo capitolo.

Gli scienziati hanno infatti cominciato a interrogare direttamente denti e ossa dei mammut per capire qualcosa in più sulla loro vita. Un primo studio, pubblicato nel 2023 sul Journal of South American Earth Sciences, ha analizzato l’usura dei denti di undici mammut provenienti dai siti di Tultepec.

I denti, proprio come accade negli animali attuali, si consumano in maniera differente a seconda di ciò che viene mangiato. Studiandone le superfici è quindi possibile ottenere indicazioni sul tipo di vegetazione consumata durante la vita. Il risultato mostra animali con una dieta piuttosto varia, compatibile con un ambiente formato da zone erbose alternate ad aree con alberi e arbusti. La maggior parte degli individui studiati era relativamente giovane: cinque avevano meno di 18 anni e soltanto uno avrebbe raggiunto circa 45 anni.

Le informazioni nascoste nello smalto dei denti

Nel 2025 un nuovo studio ha fatto procedere ancora. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, ha combinato diversi tipi di analisi su undici mammut di Tultepec.

Senza addentrarsi troppo nella chimica, il principio è semplice: quello che un animale mangia e beve lascia una piccola firma chimica nei suoi denti e nelle sue ossa: una “firma” che si conserva a lungo, per migliaia di anni.

Analizzandola, i ricercatori hanno scoperto che dieci degli undici mammut studiati avevano un’alimentazione mista. Non erano quindi legati a un solo tipo di vegetazione, ma sembrano aver sfruttato risorse differenti. Soltanto uno degli animali mostra caratteristiche compatibili con una dieta maggiormente basata su foglie e vegetazione arbustiva.

Solo un piccolo dettaglio, che contribuisce a restituire l’immagine di animali capaci di adattarsi ad ambienti diversi.

Mammut locali e mammut viaggiatori

Anche l’acqua bevuta da un animale lascia una traccia riconoscibile nei suoi tessuti. Studiando le differenze, i ricercatori hanno osservato che non tutti i mammut di Tultepec sembrano avere la stessa storia. Alcuni potrebbero essere vissuti stabilmente nella regione, mentre altri potrebbero essere arrivati da zone differenti.

Gli autori dello studio parlano della possibile presenza di individui residenti e individui migratori.

Non conosciamo le loro rotte, non possiamo ricostruire sulla carta gli spostamenti delle mandrie: però, sembra che alcuni animali si siano mossi attraverso territori più ampi.

Allora, se gli uomini di Tultepec utilizzavano davvero grandi fosse per catturare i mammut, dovevano probabilmente conoscere molto bene, oltre al territorio, anche le abitudini e gli spostamenti degli animali.

La datazione

Nelle prime notizie sulla scoperta si è parlato spesso di “trappole per mammut di 15.000 anni fa”.

L’INAH colloca il contesto archeologico di Tultepec in un intervallo compreso approssimativamente tra 15.000 e 13.000 anni fa.

Lo studio pubblicato nel 2025 ha però permesso di ottenere qualcosa di ancora più preciso: tre mandibole di mammut sono state datate direttamente con il metodo del radiocarbonio: i risultati sono compresi tra circa 13.170 e 13.450 anni fa.

Questo non significa che tutto il sito abbia esattamente la stessa età, ma permette di collocare con maggiore precisione nel tempo alcuni degli animali studiati e di aggiungere un nuovo tassello alla ricostruzione archeologica di Tultepec.

Una storia scritta sotto terra

Tultepec è interessante perché discipline diverse stanno ricostruendo pezzi differenti della stessa storia.

L’archeologia studia le fosse, la posizione delle ossa e le tracce lasciate dagli uomini. La paleontologia ricostruisce età e caratteristiche degli animali. Lo studio dei denti permette di capire cosa mangiavano. Le analisi chimiche di denti e ossa possono persino suggerire se alcuni di quei mammut fossero vissuti sempre nello stesso territorio oppure fossero arrivati da più lontano.

Alla fine, le due fosse raccontano qualcosa che va oltre la spettacolare immagine della “trappola per mammut”: un paesaggio oggi scomparso, popolato da grandi erbivori, e gruppi umani che sembrano aver imparato a conoscere molto bene quel territorio e gli animali che lo attraversavano.

Spunto

Focus, 30 settembre 2026 – “C’è un mistero nella trappola per mammut di 15.000 anni fa” https://www.focus.it/scienza/scienze/il-mistero-della-trappola-per-mammut-di-15000-anni-fa

Fonti scientifiche

Rodríguez-Franco S., Pérez-Crespo V.A., Barrón-Ortiz C.I., Córdoba-Barradas L., Arroyo-Cabrales J., Rivals F., Cienfuegos-Alvarado E., Otero F.J., Loredo-Jasso A.U., Beramendi-Orosco L.E. (2025) – Dietary reconstruction of Mammuthus columbi from Tultepec, Estado de México, México: A multiproxy approach, Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, 666, 112829. DOI: 10.1016/j.palaeo.2025.112829 – https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0031018225001142

Rodríguez-Franco S., Pérez-Crespo V.A., Barrón-Ortiz C.I., Córdoba-Barradas L., Arroyo-Cabrales J. (2023) – Dental mesowear analysis of the Columbian mammoth (Mammuthus columbi) from Tultepec, Estado de México, México, Journal of South American Earth Sciences, 125, 104320. DOI: 10.1016/j.jsames.2023.104320 – https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0895981123001311

Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) – El megasitio de mamuts de Tultepec revela la cultura de los antiguos cazadores de la Cuenca de México, comunicazione istituzionale sulle ricerche archeologiche condotte da Luis Córdoba Barradas – https://www.inah.gob.mx/boletines/el-megasitio-de-mamuts-de-tultepec-revela-la-cultura-de-los-antiguos-cazadores-de-la-cuenca-de-mexico

Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) – Los mamuts de Tultepec: vestigios de un paisaje remoto, sintesi sul sito paleoarcheologico Tultepec II – https://www.inah.gob.mx/foto-del-dia/los-mamuts-de-tultepec-vestigios-de-un-paisaje-remoto

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  • Pozzo di San Patrizio senza barriere: a Orvieto le visite in joelette il 3 ottobre
    Condividi Cinque ‘carrozzelle fuoristrada’ e squadre di volontari per accompagnare persone con disabilità motoria lungo le scale elicoidali del monumento rinascimentale. L’iniziativa coinvolge Majella Sporting Team, Comune di Orvieto, CoopCulture, associazioni locali e CAI. Il Pozzo di San Patrizio senza barriere torna al centro di una giornata dedicata alla fruizione inclusiva del patrimonio storico. Sabato 3 ottobre, dalle ore 17, il monumento di Orvieto sarà visitabile da persone con disab
     

Pozzo di San Patrizio senza barriere: a Orvieto le visite in joelette il 3 ottobre

Október 3rd 2026 at 14:00

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Cinque ‘carrozzelle fuoristrada’ e squadre di volontari per accompagnare persone con disabilità motoria lungo le scale elicoidali del monumento rinascimentale. L’iniziativa coinvolge Majella Sporting Team, Comune di Orvieto, CoopCulture, associazioni locali e CAI.

Il Pozzo di San Patrizio senza barriere torna al centro di una giornata dedicata alla fruizione inclusiva del patrimonio storico. Sabato 3 ottobre, dalle ore 17, il monumento di Orvieto sarà visitabile da persone con disabilità e difficoltà motorie grazie a cinque joelette, carrozzelle fuoristrada monoruota condotte da squadre di accompagnatori.

L’iniziativa è organizzata dalla Majella Sporting Team di Lama dei Peligni, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Orvieto e di CoopCulture. Le visite sono previste dopo un tour nel centro storico della delegazione abruzzese, attesa nel primo pomeriggio.

Il Pozzo di San Patrizio senza barriere si rivolge in modo particolare alle ragazze e ai ragazzi delle associazioni orvietane Tartaruga Xyz e Andromeda, invitati a partecipare all’esperienza. Saranno presenti anche rappresentanti della sezione CAI di Orvieto e volontari del gruppo di montagnaterapia.

Pozzo di San Patrizio senza barriere e joelette

La joelette è una carrozzella da fuoristrada a ruota unica. Viene manovrata da due o più accompagnatori e consente a persone con mobilità ridotta, anche con necessità di assistenza completa, di affrontare itinerari non serviti dalle comuni carrozzine.

Nel caso orvietano, la joelette sarà impiegata lungo il complesso sistema di scale del pozzo. Si tratta di un impiego che richiede una preparazione accurata delle squadre, una gestione dei tempi e il coordinamento con i responsabili del sito. La finalità non è modificare la struttura storica, ma rendere possibile una visita dedicata attraverso un accompagnamento umano e tecnico.

La Majella Sporting Team promuove dal 2014 il progetto “Montagne senza barriere”. L’attività nasce per favorire l’accesso alla montagna per persone con disabilità, poi estesa a luoghi culturali e monumenti caratterizzati da percorsi complessi. Per il Pozzo di San Patrizio senza barriere, l’associazione porterà cinque mezzi e i propri volontari.

L’esperienza di Giulia nel monumento

L’appuntamento del 3 ottobre segue una prima sperimentazione svolta il 25 aprile 2026. In quella occasione Giulia Romano, dodicenne con disabilità, ha percorso in joelette le rampe elicoidali del Pozzo di San Patrizio, accompagnata dai volontari della Majella Sporting Team.

Il Comune di Orvieto ha descritto quell’esperienza come una verifica concreta di accessibilità possibile in un luogo che, per conformazione storica e architettonica, non è pienamente accessibile in modo ordinario. La discesa e la risalita dei 248 gradini hanno mostrato che visite specifiche possono essere organizzate quando sono presenti competenze, volontari e condizioni operative adeguate.

Il sindaco Roberta Tardani ha collegato la nuova giornata agli appuntamenti cittadini del Disability Pride. L’obiettivo dichiarato è proseguire un percorso di attenzione all’accessibilità, consentendo a più persone di conoscere direttamente uno dei principali monumenti di Orvieto.

Storia e struttura del Pozzo di San Patrizio

Il Pozzo di San Patrizio senza barriere interessa un’opera rinascimentale costruita per rispondere a una necessità idrica e difensiva. Il progetto fu affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane da papa Clemente VII dopo il Sacco di Roma del 1527, quando il pontefice trovò rifugio a Orvieto. I lavori si conclusero nel 1537, sotto Paolo III.

La struttura raggiunge circa 53 metri di profondità. La sua caratteristica più nota è la doppia rampa elicoidale indipendente: una permetteva di scendere e l’altra di risalire, evitando l’incrocio tra persone e animali da soma impegnati nel trasporto dell’acqua. Ciascuna scala conta 248 gradini ed è illuminata da 72 aperture.

Proprio questa organizzazione interna, pensata nel XVI secolo per il passaggio dei muli e per la continuità dell’approvvigionamento, costituisce oggi la principale difficoltà per chi ha ridotta mobilità. Le visite con joelette non trasformano il monumento in un percorso privo di ostacoli. Offrono invece una modalità di accesso accompagnata, programmata e basata sul lavoro di squadra.

Montagnaterapia e accessibilità culturale

Alla giornata prenderà parte il gruppo di montagnaterapia del CAI di Orvieto. La montagnaterapia utilizza la frequentazione di ambienti naturali e l’attività di gruppo come elementi di sostegno al benessere e ai percorsi di salute di persone con fragilità, disabilità o patologie.

In questo caso l’attenzione si sposta dal paesaggio montano a un ambiente sotterraneo costruito. Il principio resta affine: favorire partecipazione, relazione e autonomia possibile attraverso un’esperienza condivisa, senza ridurre le persone alla sola condizione di disabilità.

Il Pozzo di San Patrizio senza barriere propone quindi un modello di visita temporaneo e assistito. Il suo esito dipende dalla formazione degli accompagnatori, dalla valutazione delle condizioni di sicurezza e dalla collaborazione tra associazioni, gestori e istituzioni. Per un monumento scavato nella rupe di tufo, la questione dell’accessibilità richiede soluzioni su misura, capaci di rispettare insieme le persone e il bene storico.

Fonti

Fonti
[1] Il Pozzo di San Patrizio senza barriere, il 3 ottobre le visite a bordo … https://www.comune.orvieto.tr.it/it/news/il-pozzo-di-san-patrizio-senza-barriere-il-3-ottobre-le-visite-a-bordo-della-joelette
[2] Pozzo di San Patrizio senza barriere. In programma le visite a bordo … https://www.orvietonews.it/sociale/2026/09/29/pozzo-di-san-patrizio-senza-barriere-in-programma-le-visite-a-bordo-di-cinque-joelette-124028.html
[3] Pozzo di San Patrizio, prove di accessibilità possibile: la discesa di … https://www.comune.orvieto.tr.it/it/news/pozzo-di-san-patrizio-prove-di-accessibilita-possibile-la-discesa-di-giulia-con-la-joelette
[4] Storia del Pozzo di San Patrizio a Orvieto: Origini e Leggenda https://pozzodisanpatrizio.it/la-storia-del-pozzo-di-san-patrizio/
[6] Novità – Comune di Orvieto https://www.comune.orvieto.tr.it/it/news
[7] Ad Orvieto un viaggio immersivo nel pozzo di S.Patrizio – ANSA https://www.ansa.it/canale_viaggi/regione/umbria/2022/06/27/ad-orvieto-un-viaggio-immersivo-nel-pozzo-di-s.patrizio_b9bea903-df08-4ab3-8946-8ebfd700dd86.html
[8] Pozzo di San Patrizio scale: la doppia chiocciola che … https://veiano.it/pozzo-di-san-patrizio-scale/
[9] Pozzo di San Patrizio Senza Barriere in Programma le Visite a … https://www.virgilio.it/italia/terni/notizielocali/pozzo_di_san_patrizio_senza_barriere_in_programma_le_visite_a_bordo_di_cinque_joelette-77441430.html
[10] Pozzo di San Patrizio Orvieto — Orari, Biglietti e Storia https://pozzodisanpatrizio.it/
[11] Pozzo di San Patrizio a Orvieto: storia e visita https://www.bebilterrazzo.it/pozzo-di-san-patrizio.html
[12] Pozzo di San Patrizio: la discesa nel cuore della terra a … https://www.italyonair.com/luoghi/monumenti-e-attrazioni/pozzo-san-patrizio-orvieto-guida.html
[13] Pozzo di San Patrizio a Orvieto: storia, leggenda e informazioni https://www.viaggievacanze.com/pozzo-di-san-patrizio-18560.html
[14] 30 Settembre 2026 – OrvietoLife https://www.orvietolife.it/2026/09/30/
[15] Pozzo di San Patrizio a Orvieto: storia, architettura e misteri… https://journal.guidy.it/blog/pozzo-san-patrizio-orvieto-clemente-vii-storia
[16] Il sogno di Giulia si realizza: scende e risale i 248 scalini del Pozzo … https://www.espressione24.it/il-sogno-di-giulia-si-realizza-scende-e-risale-i-248-scalini-del-pozzo-di-san-patrizio-in-joelette-grazie-allassociazione-majella-sporting-team-di-lama-dei-peligni/

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  • CAI Feltre in Grotta Valentina: sul Carso triestino una giornata di Speleo per Tutti
    Condividi Il Gruppo Speleologico San Giusto accompagna l’escursione del 20 settembre 2026 Il Gruppo Speleologico San Giusto ha accompagnato domenica 20 settembre 2026 il Gruppo Speleologico del CAI Feltre nella Grotta Valentina, a Visogliano, nel Comune di Duino Aurisina. L’uscita era inserita nel progetto Speleo per Tutti, proposto dalla sezione feltrina per avvicinare nuovi partecipanti alla conoscenza diretta degli ambienti sotterranei. La giornata ha portato un gruppo proveniente dal B
     

CAI Feltre in Grotta Valentina: sul Carso triestino una giornata di Speleo per Tutti

Október 3rd 2026 at 13:00

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Il Gruppo Speleologico San Giusto accompagna l’escursione del 20 settembre 2026

Il Gruppo Speleologico San Giusto ha accompagnato domenica 20 settembre 2026 il Gruppo Speleologico del CAI Feltre nella Grotta Valentina, a Visogliano, nel Comune di Duino Aurisina. L’uscita era inserita nel progetto Speleo per Tutti, proposto dalla sezione feltrina per avvicinare nuovi partecipanti alla conoscenza diretta degli ambienti sotterranei.

La giornata ha portato un gruppo proveniente dal Bellunese nel Carso triestino, in una cavità normalmente non aperta in modo continuativo alla fruizione. L’accompagnamento del Gruppo Speleologico San Giusto ha reso possibile la visita in un contesto guidato, unendo l’esperienza escursionistica alla lettura dell’ambiente carsico.

Speleo per Tutti e l’avvicinamento alla speleologia

Il programma del CAI Feltre presentava Speleo per Tutti come un’escursione speleologica accessibile, destinata a far conoscere la grotta a persone interessate a una prima esperienza sotterranea. La proposta indicava una difficoltà escursionistica per ambienti confinati, richiedendo quindi attenzione alle condizioni del percorso, abbigliamento adeguato e rispetto delle indicazioni degli accompagnatori.[1][2]

Il Gruppo Speleologico del CAI Feltre svolge attività di introduzione alla speleologia attraverso corsi, uscite pratiche e iniziative didattiche. In questo quadro, Speleo per Tutti non coincide con una visita turistica tradizionale: il contatto con la cavità avviene in un ambiente naturale, dove gli spostamenti richiedono consapevolezza, tempi adeguati e cura dei luoghi.[3]

La collaborazione con il Gruppo Speleologico San Giusto mette in relazione due realtà associative impegnate nella diffusione della cultura speleologica. Per i partecipanti, la visita ha rappresentato un momento di osservazione diretta delle forme del Carso e delle condizioni fisiche che caratterizzano una grotta.

Grotta Valentina, cavità del Carso triestino

La Grotta Valentina è censita dal Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia con il numero 1295. Si trova nell’area di Visogliano, tra Sistiana e Malchina, nel territorio comunale di Duino Aurisina. Le fonti locali e istituzionali descrivono una cavità lunga circa 365 metri e profonda circa 30 metri.[4][5]

La Grotta Valentina presenta una galleria riccamente concrezionata. Nel tratto iniziale sono segnalate grandi stalattiti, in prevalenza di tonalità ocra scura e in parte ancora attive, insieme a stalagmiti di forma massiccia. Questi depositi sono il risultato di tempi geologici molto lunghi e sono sensibili alle alterazioni fisiche e chimiche dell’ambiente.[4]

Il percorso non dispone di passerelle o ringhiere. Comprende un breve cunicolo iniziale da affrontare carponi, passaggi nei quali occorre usare le mani e zone fangose. Anche per questo, l’esperienza in Grotta Valentina richiede scarpe adatte, indumenti resistenti, casco e un comportamento attento. Il fango ricordato dai partecipanti costituisce una componente concreta della progressione in una cavità naturale, non un elemento accessorio.[5]

Carso triestino, divulgazione e tutela della cavità

Il Carso triestino è uno dei territori che hanno dato il nome allo stesso concetto di carsismo. La circolazione dell’acqua nelle rocce calcaree contribuisce alla formazione di cavità, condotte e concrezioni. Leggere questi elementi durante un’escursione permette di collegare l’esperienza personale ai processi geologici che hanno modellato il sottosuolo.

Le iniziative di Speleo per Tutti possono favorire questa conoscenza quando sono preparate e condotte da speleologi esperti. La divulgazione non si limita a mostrare una cavità. Richiede di spiegare perché le concrezioni non devono essere toccate, perché i rifiuti e l’illuminazione impropria possono danneggiare l’ambiente e perché la sicurezza del gruppo dipende dal rispetto delle procedure.

Per il Gruppo Speleologico San Giusto, attivo a Trieste dal 1954, l’accompagnamento rientra nella continuità di attività dedicate all’esplorazione, allo studio e alla divulgazione del patrimonio sotterraneo. La Grotta Valentina è stata inoltre al centro delle aperture organizzate il 12 e 13 settembre 2026 nell’ambito di “Grotte Aperte”, pochi giorni prima dell’uscita del CAI Feltre.[5][6]

Un’esperienza guidata nel mondo sotterraneo

L’uscita del 20 settembre conferma il valore delle collaborazioni tra gruppi speleologici di territori diversi. La presenza di accompagnatori competenti consente di affrontare la Grotta Valentina in modo ordinato e di trasformare l’escursione in un momento di conoscenza del Carso triestino.

La formula Speleo per Tutti punta ad ampliare il pubblico della speleologia senza eliminare le caratteristiche proprie dell’ambiente ipogeo. La cavità resta un luogo con limiti fisici, superfici scivolose, passaggi bassi e concrezioni fragili. Proprio questi aspetti rendono necessario un approccio prudente e rispettoso.

Per il gruppo del CAI Feltre, la giornata in Grotta Valentina ha unito scoperta, progressione in ambiente naturale e confronto con una realtà speleologica radicata nel territorio triestino. Per il Gruppo Speleologico San Giusto, l’iniziativa ha rappresentato un ulteriore appuntamento di divulgazione sul campo, dedicato alla conoscenza e alla tutela del mondo sotterraneo.

Fonti

Fonti
[1] Grotta Valentina – CAI Feltre https://www.caifeltre.it/2026/09/09/grotta-valentina-2026/
[2] [PDF] Domenica 20 Settembre 2026 Grotta Valentina Duino Aurisina (TS) https://www.caifeltre.it/wp-content/uploads/2026/09/Grotta_Valentina_2026.pdf
[3] Gruppo Speleologico – CAI Feltre https://www.caifeltre.it/gruppo-speleologico/
[4] 1295 | Grotta Valentina – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/criga/scheda/1295-Grotta_Valentina
[5] Grotte Aperte. Grotta Valentina: open days e visita gratuita http://eventi.regione.fvg.it/Eventi/dettaglioEvento.asp?evento=28501
[6] Un giorno nella Grotta Valentina di Visogliano https://www.turismofvg.it/2018/07/19/un-giorno-nella-grotta-valentina-di-visogliano/
[8] Grotta Valentina | Viaggio nel Cuore del Carso https://www.grottavalentina.it/
[9] Grotta Valentina – CAI Feltre https://www.caifeltre.it/2025/09/08/grotta-valentina/
[10] Famiglie in Movimento 2026: il Gruppo Speleologico San Giusto … https://www.scintilena.com/famiglie-in-movimento-2026-il-gruppo-speleologico-san-giusto-avvicina-i-bambini-alla-speleologia/09/10/
[11] Grotta Valentina: visite gratuite a Sistiana, per festeggiare i 60 anni … https://www.triesteprima.it/eventi/grotta-valentina-visite-gratuite-a-sistiana-per-festeggiare-i-60-anni-del-gruppo-speleologico-san-giusto.html
[12] News – Pagina 7 – CAI Feltre https://www.caifeltre.it/news/page/7/
[13] CAI Feltre – Sezione di Feltre https://www.caifeltre.it/
[14] 1295 | Grotta Valentina – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/1295
[15] Grotta Valentina – quattro passi tra preistoria e avventura https://www.trieste.com/animali/news/visite-grotta-valentina.html
[16] Grotta Valentina: Apertura Straordinaria al Pubblico – Scintilena https://www.scintilena.com/grotta-valentina-apertura-straordinaria-al-pubblico/08/22/
[17] le grotte della grande guerra: la grotta valentina – TriestePrima https://www.triesteprima.it/eventi/le-grotte-della-grande-guerra-la-grotta-valentina-3207695.html
[18] Speleo per tutti. Escursioni in facili grotte del nord-est … https://www.ibs.it/speleo-per-tutti-escursioni-in-libro-sandro-sedran/e/9788889562093
[19] Speleo Per Tutti Escursioni In Facili Grotte Del https://mcsprogram.org/libweb/u5GDG7/246367/SpeleoPerTuttiEscursioniInFaciliGrotteDel.pdf
[20] Gruppo Speleologico San Giusto Trieste: GSSG https://www.gssg.it/
[21] Sito del Gruppo Speleologico San Giusto (Trieste) – Scintilena https://www.scintilena.com/sito-del-gruppo-speleologico-san-giusto-trieste/04/15/
[22] Gruppo Speleologico San Giusto – Openspeleo.org http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-149.html
[23] S-TEAM: Speleo per tutti https://www.speleo-team.it/p/speleo-per-tutti.html
[24] Grotta Nera: nuova collaborazione tra Ecothema e Gruppo … https://ecothema.org/grotta-nera-nuova-collaborazione-tra-ecothema-e-gruppo-speleologico-san-giusto/
[25] gruppo speleologico san giusto associazione di promozione sociale https://italianonprofit.it/scheda-ente/80019460320/
[26] I gruppi grotte – boegan.it https://www.boegan.it/2008/12/i-gruppi-grotte/
[27] Tutela delle grotte – Club Alpinistico Triestino https://www.cat.ts.it/tutela-delle-grotte/
[28] Speleo per tutti. Escursioni in facili grotte del nord-est … https://www.textjourneybookhouse.com/product/speleo-per-tutti-escursioni-in-facili-grotte-del-nord-est-italiano-e-slovenia/
[29] Speleo Per Tutti Escursioni In Facili Grotte Del https://meso2019.iaslc.org/files/Resources/index.jsp/speleo_per_tutti_escursioni_in_facili_grotte_del.pdf

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Mostra di fotografia underground e speleologia a Nancy: l’USAN porta “Six pieds sous terre” alla Biblioteca degli Ingegneri

Október 3rd 2026 at 12:00

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Dal 5 ottobre al 13 novembre 2026 la Biblioteca degli Ingegneri Brabois dell’Università della Lorena ospita fotografie e materiali dell’Union Spéléologique de l’Agglomération Nancéienne. La mostra di fotografia underground e speleologia è consultabile anche nell’e-museo digitale dell’ateneo.

Mostra di fotografia underground e speleologia alla BU Ingénieurs Brabois

La mostra di fotografia underground e speleologia “Six pieds sous terre” sarà ospitata dal 5 ottobre al 13 novembre 2026 alla BU Ingénieurs Brabois, la Biblioteca degli Ingegneri dell’Università della Lorena. La sede si trova al 2 avenue de la Forêt de Haye, a Vandœuvre-lès-Nancy, nell’area universitaria di Brabois.[1]

L’iniziativa è proposta dall’Union Spéléologique de l’Agglomération Nancéienne, nota con l’acronimo USAN. L’esposizione riunisce fotografie e materiale speleologico. L’obiettivo dichiarato dall’Università della Lorena è far conoscere una disciplina dalle molte componenti, attraverso un dispositivo accessibile nel contesto quotidiano di una biblioteca universitaria.[1]

Il titolo francese, letteralmente “sei piedi sottoterra”, richiama l’ambiente sotterraneo senza ridurre la speleologia alla sola dimensione sportiva. La mostra di fotografia underground e speleologia presenta infatti immagini, tecniche e strumenti che accompagnano l’attività in grotta.

Fotografie e attrezzature per raccontare il mondo sotterraneo

La fotografia underground ha un ruolo importante nella divulgazione speleologica. In grotta la luce naturale manca quasi del tutto. Ogni immagine richiede quindi fonti luminose artificiali, tempi di lavoro adeguati e attenzione alla sicurezza del gruppo.

Le fotografie esposte permettono di avvicinare il pubblico a spazi che spesso non sono direttamente frequentabili. Pozzi, gallerie, concrezioni e ambienti artificiali sotterranei possono essere osservati fuori dal contesto operativo. Il materiale speleologico completa questo racconto visivo e rende riconoscibili alcuni aspetti concreti della progressione e della documentazione in ambiente ipogeo.

Per chi studia ingegneria e discipline scientifiche, la mostra di fotografia underground e speleologia apre anche un collegamento con la conoscenza del sottosuolo. La speleologia comprende osservazione dei fenomeni carsici, rilievo, documentazione, studio delle acque e attenzione alla conservazione degli ambienti. La collocazione in uno spazio universitario può favorire un primo contatto con metodi e linguaggi della ricerca sul mondo sotterraneo.

L’USAN e lo Spéléodrome di Nancy

L’USAN opera nell’area di Nancy nel campo dell’esplorazione, della visita, dello studio e della protezione degli ambienti sotterranei. Le attività dell’associazione comprendono la speleologia in cavità naturali e artificiali, oltre ad altri ambiti collegati alla pratica speleologica.[2]

Nel territorio nancéien è particolarmente noto lo Spéléodrome di Nancy. Si tratta di un antico sistema sotterraneo di drenaggio delle acque del plateau de Haye, trasformato in sito per l’addestramento speleologico. Le gallerie si sviluppano nell’area a ovest e a nord di Clairlieu, tra i comuni di Villers-lès-Nancy e Chaligny.[2]

La gestione di questi luoghi richiede regole di accesso e responsabilità specifiche. La documentazione didattica della rete geologica dell’Académie de Nancy-Metz segnala che gli accessi dello Spéléodrome sono chiusi per ragioni di sicurezza e tutela. Le visite possono avvenire sotto la responsabilità di associazioni abilitate dalla Ligue Spéléologique Lorraine.[2]

In questo quadro, la mostra di fotografia underground e speleologia offre una modalità non invasiva per avvicinarsi al patrimonio sotterraneo locale. Le immagini non sostituiscono l’esperienza sul terreno. Possono però spiegare perché preparazione, accompagnamento qualificato e rispetto dei siti siano elementi essenziali della pratica.

Una mostra di speleologia anche nell’e-museo universitario

“Six pieds sous terre” non resta limitata agli spazi fisici della Biblioteca degli Ingegneri Brabois. L’Università della Lorena comunica che l’esposizione sarà visibile anche online attraverso l’e-museo delle biblioteche dell’ateneo.[1]

La doppia presenza, in biblioteca e in ambiente digitale, amplia la possibilità di consultazione. Studenti, appassionati e lettori interessati alla fotografia underground possono conoscere i contenuti anche senza raggiungere Vandœuvre-lès-Nancy nel periodo di apertura.

La scelta di collocare la mostra in una biblioteca universitaria dà rilievo alla dimensione culturale della speleologia. L’attività sotterranea viene presentata come pratica che unisce esplorazione, conoscenza, tecnica, documentazione fotografica e tutela del patrimonio. È un approccio coerente con il lavoro delle associazioni speleologiche, impegnate nella trasmissione di competenze e nella lettura responsabile degli ambienti ipogei.

Informazioni pratiche sulla mostra USAN a Nancy

La mostra di fotografia underground e speleologia “Six pieds sous terre” è in programma dal 5 ottobre al 13 novembre 2026. La sede è la BU Ingénieurs Brabois, 2 avenue de la Forêt de Haye, 54500 Vandœuvre-lès-Nancy, in Francia.[1]

L’esposizione è realizzata dall’Union Spéléologique de l’Agglomération Nancéienne. La pagina dell’Università della Lorena indica inoltre la disponibilità della versione digitale nell’e-museo delle biblioteche universitarie.[1]

Fonti

Fonti
[1] [Expo] « Six pieds sous terre » à la BU Ingénieurs Brabois https://factuel.univ-lorraine.fr/evenement/expo-six-pieds-sous-terre-a-la-bu-ingenieurs-brabois/
[2] Le spéléodrome de Nancy – Localisation https://sites.ac-nancy-metz.fr/base-geol/fiche.php?dossier=016&p=2localis&a=
[4] Six pieds sous terre : il y a 3000 ans : archéologie des Landes de … https://ccbmn.culture.gouv.fr/doc/SYRACUSE/1050493/six-pieds-sous-terre-il-y-a-3000-ans-archeologie-des-landes-de-gascogne-realise-par-marie-bilbao-et-
[5] union speleologique de l’agglomeration nanceienne https://annuaire-entreprises.data.gouv.fr/entreprise/447529181
[6] Nancy – Spéléologie. La passion souterraine de l’USAN https://www.estrepublicain.fr/edition-de-nancy-ville/2017/08/13/la-passion-souterraine-de-l-usan
[7] Union spéléologique de l’agglomération nancéienne – Wikipédia https://fr.wikipedia.org/wiki/Union_sp%C3%A9l%C3%A9ologique_de_l’agglom%C3%A9ration_nanc%C3%A9ienne
[8] Spéléodrome de Nancy — Wikipédia https://fr.wikipedia.org/wiki/Sp%C3%A9l%C3%A9odrome_de_Nancy
[9] Union spéléologique de l’agglomération nancéienne https://usan.ffspeleo.fr/
[10] 6 pieds sous terre éditions https://6pieds-sous-terre.com/
[11] Union Spéléologique de l’Agglomération Nancéienne (USAN) https://parlementnanceiendusport.fr/club/union-speleologique-de-lagglomeration-nanceienne-usan/
[12] UNION SPÉLÉOLOGIQUE DE L’AGGLOMÉRATION NANCÉIENNE https://www.petitfute.com/v20962-nancy-54000/c1171-sports-loisirs/c1253-loisirs-et-sports-individuels/c339-speleologie/653099-union-speleologique-de-l-agglomeration-nanceienne.html
[13] UNION SPELEOLOGIQUE DE L’AGGLOMERATION NANCEIENNE https://www.sports-et-loisirs.fr/clubs-cours/fiche-union+speleologique+de+l+agglomeration+nanceienne-48066.php
[14] Union spéléologique de l’agglomération nancéienne | HelloAsso https://www.helloasso.com/associations/union-speleologique-de-l-agglomeration-nanceienne
[15] Six pieds sous terre : découvrez la spéléo ! (BU sciences et … https://factuel.univ-lorraine.fr/evenement/six-pieds-sous-terre-decouvrez-la-speleo-bu-sciences-et-techniques/
[16] USAN – Sportives – Nancy54 https://www.nancy54.com/usan
[17] Fiche de présentation du club : usan http://cds54.free.fr/clubs/club.php?nom=usan

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  • Commissione Grotte Boegan a Cefalonia: grotte, forre e laghi carsici nel Geoparco UNESCO
    Condividi La CGEB torna in Grecia per la “Prospezione Greca 2026”: tra Monte Ainos, Sami e Argostoli, i soci cercano nuove cavità e rivisitano alcuni geositi con laghi d’acqua dolce quasi a livello del mare La Commissione Grotte “Eugenio Boegan” di Trieste è tornata in Grecia per la Prospezione Greca 2026. L’obiettivo è cercare nuove grotte sull’isola di Cefalonia e tornare in alcune cavità particolari, dove si raggiungono gli acquiferi carsici e laghi di colore smeraldo. Le prime notizie son
     

Commissione Grotte Boegan a Cefalonia: grotte, forre e laghi carsici nel Geoparco UNESCO

Október 3rd 2026 at 11:00

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La CGEB torna in Grecia per la “Prospezione Greca 2026”: tra Monte Ainos, Sami e Argostoli, i soci cercano nuove cavità e rivisitano alcuni geositi con laghi d’acqua dolce quasi a livello del mare

La Commissione Grotte “Eugenio Boegan” di Trieste è tornata in Grecia per la Prospezione Greca 2026. L’obiettivo è cercare nuove grotte sull’isola di Cefalonia e tornare in alcune cavità particolari, dove si raggiungono gli acquiferi carsici e laghi di colore smeraldo. Le prime notizie sono arrivate dai soci il 2 ottobre.

La CGEB è una delle realtà speleologiche più antiche d’Italia. È nata nel 1883 come Comitato alle Grotte della Società degli Alpinisti Triestini. Oggi porta il nome di Eugenio Boegan, che ne divenne presidente nel 1904.

Il viaggio

La spedizione è partita il 22 settembre, nonostante le molte incognite. Il gruppo ha raggiunto Vasiliki, sull’isola di Lefkada, e da lì si è imbarcato per Cefalonia. Dopo lo sbarco a Fiskardo, la base è stata spostata ad Agia Efimia, sulla costa orientale dell’isola.

Le ricerche sul Monte Ainos

I primi tre giorni sono stati dedicati alla ricerca sul territorio nel parco del Monte Ainos. È il massiccio più alto dell’isola: la vetta, il Megas Soros, supera di poco i 1.600 metri.

Qui i soci hanno visitato la nota grotta di Petasi, che ospita una folta colonia di pipistrelli. Petasi e Nyfi sono le due grotte di montagna che si possono raggiungere con i sentieri dell’Ainos. Sono ambienti dove vivono animali che evitano la presenza umana, come pipistrelli e insetti. Il Parco Nazionale segnala in queste grotte la presenza di pipistrelli del genere Rhinolophus. Tra la fine della primavera e l’estate si formano anche colonie riproduttive di femmine con i piccoli.

Sopra il paese di Drakopoulata il gruppo ha percorso il letto di una grande forra. Gli ambienti sono imponenti e lungo i versanti restano vecchi terrazzamenti in pietra. Raccontano di una coltivazione intensiva dell’ulivo, oggi abbandonata in queste zone così impervie.

Una nuova piccola cavità sopra Sami

Un’altra ricerca si è svolta sopra Sami, nella zona dell’acropoli antica. Un cacciatore del posto ha segnalato una cavità e si è offerto di accompagnare gli speleologi, indicando la posizione a grandi linee. La grotta è stata trovata: è piccola, ed è stata rilevata, fotografata e posizionata con il GPS.

I soci hanno poi esplorato i dintorni di Sami intorno ai 250 metri di quota. Qui le forme carsiche di superficie sono molto evidenti, con una corrosione marcata della roccia.

Laghi d’acqua dolce quasi a livello del mare

Nei giorni successivi gli speleologi sono tornati in alcune grotte già note: Rouspa, Agioi Theodori e Agia Eleousa. Sono tutti geositi del Geoparco UNESCO Cefalonia-Itaca. Nel Geoparco si trovano anche grotte famose come quella delle Ninfe, legata al mito di Ulisse.

La dolina di Agia Eleousa dista circa 300 metri dalla grotta di Agioi Theodori. Agioi Theodori si trova vicino a Sami, lungo la strada per Poulata. Per quanto riguarda Rouspa, il Geoparco descrive la grotta di Grouspa, vicino a Razata e alle mura dell’antica Krane. Il pozzo-grotta si apre a 137 metri di quota.

In queste cavità si arriva fino alle acque carsiche di fondo. Lì si formano laghi d’acqua dolce limpidissima, anche se la quota è vicina allo zero. È un tratto tipico dell’idrogeologia di Cefalonia. Vicino ad Argostoli, per esempio, ci sono i famosi katavothres: inghiottitoi costieri dove l’acqua di mare entra nella roccia. Quell’acqua, in parte, torna in superficie dall’altra parte dell’isola.

La spedizione continua

La missione non è ancora finita. I soci CGEB hanno ancora qualche giorno per visitare altri geositi, e hanno promesso di raccontarli presto.

Fonte principale: “Prospezione Greca 2026 – Cefalonia. Prime notizie”, Commissione Grotte E. Boegan, 2 ottobre 2026. https://www.boegan.it/2026/10/prospezione-greca-2026-cefalonia/


Fonti

Fonti
[1] Home | ???????? ?????????? https://www.kefaloniageopark.gr/en
[2] Kefalonia-Ithaca UNESCO Global Geopark https://www.unesco.org/en/iggp/kefalonia-ithaca-unesco-global-geopark
[3] 24. ??????? ??????? (??????) https://kefaloniageopark.gr/node/637
[4] Kefalonia Georoutes https://kefaloniageopark.gr/en/node/534
[5] Argostoli, Kefalonia: Capital on the Lagoon Guide – Greece Tours https://mygreecetours.org/argostoli-kefalonia/
[6] Geosites of Kefalonia | ???????? ?????????? – ?????? https://kefaloniageopark.gr/en/node/557
[7] Cave of Agios Theodoros – Showcaves.com https://www.showcaves.com/english/gr/caves/AgiosTheodoros.html
[8] ??? MOUNTAIN AENOS https://kefaloniageopark.gr/sites/default/files/2020-06/Book-To%20oros%20Ainos-English.pdf
[9] Aenos trails | ???????? ?????????? – ?????? https://kefaloniageopark.gr/en/node/307
[10] Fauna/Avifauna – ??????? ?????? ?????! https://aenosnationalpark.gr/en/fysiko-perivallon/panida-ornithopanida/
[11] Commissione Grotte Eugenio Boegan – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_Grotte_Eugenio_Boegan
[12] BOEGAN Eugenio (2.10.1875 – 18.11.1939) https://www.boegan.it/2009/09/boegan-eugenio/
[13] Natural Environment and Climate Change Agency … https://kefaloniageopark.gr/en/node/228
[14] The UNESCO Global Geoparks https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000389209
[15] UNESCO designates 8 new Global Geoparks https://www.unesco.org/en/articles/unesco-designates-8-new-global-geoparks
[16] Geoparks in Greece https://www.visitgreece.gr/en/inspirations/geoparks-in-greece
[17] Kefalonia – Nature in the Spotlight https://www.greece-is.com/kefalonia-nature-in-the-spotlight/
[18] PATRIMONIUL MONDIAL UNESCO: Geoparcul Kefalonia – Ithaca din Grecia https://agerpres.ro/documentare/2023/09/13/patrimoniul-mondial-unesco-geoparcul-kefalonia—ithaca-din-grecia–1168514
[19] European https://www.globalgeoparksnetwork.org/sites/default/files/2025-03/BookletGeoparks_0.pdf
[20] 16 New candidates http://www.globalgeopark.org.cn/UploadFiles/2021_3_9/intergov_check_english_2021.pdf
[21] ?????????????? ??????? ??????? ????????? http://users.ntua.gr/paneios/grouspa.htm
[22] Caves of Greece: Grouspa Cave https://www.showcaves.com/english/gr/caves/Grouspa.html
[23] CAVING https://outdoorkefalonia.com/activities-kefalonia/17-kefalonia-caving
[24] Cookies Policy https://www.kefaloniageopark.gr/en/node/790
[25] DROGARATI CAVE https://www.kefalonia-island.gr/topgrotte.php
[26] – KENTAVROS https://www.kentavros.com.gr/en/-n-39
[27] Kefalonia Travel Guide | Beaches, Villages, Attractions to See https://eskapas.com/kefalonia-travel-guide/
[28] Greece https://www.thesun.ie/where/greece/page/123/
[29] Historical – Christian – Leisure – Kefalonia Tours & Cruises https://www.kefaloniantours.com/historical-christian-leisure/
[30] Urlaub in Katavothres Griechenland – Kefalonia – GriechenlandWeb.de https://www.griechenlandweb.de/orte/katavothres-kefalonia.php
[31] Katavothres – Kefalonia (Greece) https://www.greeceguide.co.uk/destinations/katavothres-cephalonia.php
[32] Cave of Agioi Theodoroi https://www.visitgreece.gr/en/experiences/nature/caves/cave-of-agioi-theodoroi
[33] Geosite No 14. Sinkholes of Argostoli https://kefaloniageopark.gr/en/node/525
[34] Argostoli – Spiagge e alloggi consigliati https://www.grecia.info/isole-ionie/cefalonia/argostoli/
[35] Ainos National Park: Peaks, Trails & Map | PeakVisor https://peakvisor.com/park/ainos-national-park.html
[36] The protection project of the Cave of Za in Naxos has been … https://www.lifegrecabat.eu/en/news-articles/373
[37] Kefalonie 6 – hory | Kam se vydat.cz https://www.kamsevydat.cz/kefalonie-6-hory-ainos/
[38] Recommendations for visits to important bat roosts – LIFE GRECABAT https://www.lifegrecabat.eu/en/news-articles/296
[39] common bent – wing bat; | LIFE GRECABAT https://www.lifegrecabat.eu/en/taxonomy/term/42
[40] “Proteas” Caving Club of Thessaloniki hosts … https://www.lifegrecabat.eu/en/news-articles/265
[41] 5 Things to do on Mount Ainos: The National Park of Kefalonia https://amarivilla.com/5-things-to-do-on-mount-ainos-the-national-park-of-kefalonia/
[42] Eugenio Boegan – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Boegan
[43] Benvenuto nel sito internet del catasto storico delle grotte della Commissione Grotte Eugenio Boegan https://www.catastogrotte.it/
[44] La Commissione Grotte in festa per la scoperta del Timavo https://www.boegan.it/
[45] Commissione Grotte ” EUGENIO BOEGAN” C.A.I. Trieste http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-75.en.html
[46] Grotta Gigante http://www-dft.ts.infn.it/TS/grotta.html
[47] [PDF] PROGRESSIONE http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/FV/Progressione2023-V69-Indice.pdf
[48] [PDF] 1926 | 2026 – Eventi – Regione FVG http://eventi.regione.fvg.it/redazione/Reposit/Eventi/28441_locandina_duemila_grotte_alta.pdf
[49] Int. J. Speleol. https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1385&context=ijs

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Ara Iani – Rignano Underground: il 9 ottobre la presentazione dell’associazione per archeologia e speleologia del Gargano

Október 3rd 2026 at 10:00

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Ara Iani – Rignano Underground sarà presentata il 9 ottobre 2026 a Rignano Garganico: l’associazione mette al centro archeologia, speleologia, paesaggio carsico e memoria locale del Gargano.

RIGNANO GARGANICO — Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18, la Sala consiliare del Comune di Rignano Garganico ospiterà la presentazione pubblica di Ara Iani – Rignano Underground APS. L’associazione di promozione sociale opera sul patrimonio storico, archeologico e ambientale del territorio rignanese e del Gargano.

L’incontro è aperto alla cittadinanza, agli appassionati e agli operatori che lavorano nei settori culturale, ambientale e turistico. La presentazione arriva dopo la costituzione dell’associazione, già comunicata nei mesi scorsi. Il programma dichiarato integra archeologia, speleologia, ambiente, cultura, tradizioni e iniziative d’impresa legate al territorio.

Ara Iani – Rignano Underground e il progetto associativo

Il nome Ara Iani – Rignano Underground identifica una proposta che guarda alle evidenze sotterranee e al paesaggio esterno come parti di un unico sistema territoriale. L’obiettivo annunciato è promuovere conoscenza, ricerca e valorizzazione, senza separare le cavità dai contesti archeologici, dai sentieri e dalle architetture rurali.

Fra le attività previste figurano incontri pubblici, ricerche, pubblicazioni e iniziative di divulgazione. Il progetto intende anche favorire una rete locale capace di coinvolgere residenti, studiosi, associazioni e operatori economici. In questo quadro, il turismo sostenibile, l’escursionismo e la gestione di spazi museali o culturali sono indicati come possibili ambiti di sviluppo.

La scelta di lavorare su più temi risponde alle caratteristiche di Rignano Garganico. Il territorio conserva testimonianze preistoriche note alla ricerca archeologica e presenta forme carsiche che richiedono attenzione scientifica e tutela. La valorizzazione non coincide con la semplice fruizione. Richiede documentazione, regole di accesso, manutenzione dei luoghi e una comunicazione corretta del loro valore.

Grotta Paglicci, Grotta Spagnoli e archeologia di Rignano Garganico

Il nucleo archeologico richiamato da Ara Iani – Rignano Underground comprende Grotta Paglicci, Grotta Spagnoli e il Dolmen di Lamasecca. Grotta Paglicci costituisce uno dei riferimenti principali per lo studio del Paleolitico nel Mezzogiorno. Le indagini hanno restituito una lunga sequenza di frequentazioni preistoriche, industrie litiche, resti faunistici, testimonianze umane e opere di arte paleolitica.

Nel sito sono note anche pitture parietali e sepolture attribuite al Gravettiano. Questo patrimonio impone un approccio prudente. Ogni intervento di comunicazione o apertura al pubblico deve rispettare i vincoli di conservazione, la proprietà dei beni e le competenze delle autorità preposte alla tutela.

Grotta Spagnoli e il Dolmen di Lamasecca ampliano il quadro delle testimonianze presenti nell’area. Inserirli in un racconto unitario può rendere più leggibile la continuità tra preistoria, paesaggio e storia locale. Può anche aiutare a distinguere tra la necessaria promozione culturale e comportamenti impropri, come il prelievo di materiali o l’accesso non autorizzato ai siti.

Speleologia del Gargano: Grotta dei Pilastri e Grotta delle Meraviglie

La speleologia è una delle sei direttrici esplicitate dall’associazione. Ara Iani – Rignano Underground richiama, tra gli altri luoghi, la Grotta delle Meraviglie e la Grotta dei Pilastri. La prima è stata presentata nel 2026 nelle vicinanze di Grotta Paglicci e viene descritta dai promotori della scoperta come una cavità che potrebbe avere relazioni da verificare con il sistema locale.

Questa ipotesi richiede studi progressivi. Rilievo topografico, analisi geologica e geomorfologica, osservazioni idrologiche e valutazioni archeologiche sono passaggi essenziali prima di formulare conclusioni sulla genesi o sui collegamenti di una cavità.

La Grotta dei Pilastri, segnalata dall’Ente Parco Nazionale del Gargano, è una cavità di facile percorribilità nel vallone Settepenne, non lontano da Grotta Paglicci. La stessa scheda del Parco ricorda il degrado causato nel tempo dal saccheggio delle concrezioni. È un dato che rende evidente una priorità: la speleologia del Gargano può essere conosciuta e raccontata solo insieme a misure concrete di protezione.

Carsismo, Dolina Centopozzi e paesaggio rurale

Il programma di Ara Iani – Rignano Underground include anche sentieri, mulattiere, macere e pagghjare. Si tratta di elementi che documentano usi del suolo, mobilità rurale e tecniche costruttive tradizionali. Il loro recupero può contribuire alla lettura del paesaggio, purché sia accompagnato da manutenzione, segnaletica rispettosa dei luoghi e valutazioni sulle pressioni turistiche.

Particolare rilievo viene attribuito alla Dolina Centopozzi. Il Parco Nazionale del Gargano descrive l’area come parte di un territorio fortemente segnato dal carsismo, con una rilevante concentrazione di doline. Le doline sono depressioni chiuse legate alla dissoluzione delle rocce calcaree e al drenaggio sotterraneo. Sono forme importanti per comprendere la circolazione delle acque, gli habitat e l’evoluzione del paesaggio.

Nel Gargano, l’attenzione alle forme carsiche ha quindi anche un valore ambientale. Sentieri e itinerari possono offrire occasioni di educazione territoriale. Devono però evitare l’erosione dei suoli, l’abbandono di rifiuti e il disturbo agli ecosistemi, compresi quelli sotterranei.

Presentazione del 9 ottobre a Rignano Garganico

Alla presentazione interverranno Matteo Viola, presidente di Ara Iani – Rignano Underground, il sindaco di Rignano Garganico Luigi Di Fiore, i componenti del direttivo e del sodalizio. La moderazione dei lavori è affidata al vicepresidente Angelo Riky Del Vecchio.

L’appuntamento offrirà l’occasione per illustrare indirizzi, attività e modalità di partecipazione. Per il pubblico speleologico, il punto di interesse è la possibile costruzione di un presidio locale dedicato alla conoscenza delle cavità e alla loro tutela. Per il territorio, la sfida riguarda la capacità di tenere insieme patrimonio preistorico, paesaggio carsico e prospettive economiche compatibili con la conservazione.

Le informazioni diffuse dagli organizzatori indicano il numero 349 4009003, l’indirizzo rignanoundergroud@gmail.com e il sito rignanounderground.it come canali di contatto.

Fonti

Fonti
[1] Nasce Ara Iani-Rignano Underground – foggiatoday.it https://www.foggiatoday.it/attualita/ara-iani-rignano-underground.html
[2] Rignano Garganico, nasce Ara Iani per valorizzare grotte … https://www.scintilena.com/rignano-garganico-nasce-ara-iani-per-valorizzare-grotte-archeologia-e-paesaggio-del-gargano/06/19/
[3] Ara Iani – Rignano Underground – Radici profonde, sguardi … https://www.rignanounderground.it/
[4] Grotta Paglicci – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Grotta_Paglicci
[5] Eccezionale scoperta nel Gargano: c’è la “Grotta delle … https://www.grottapaglicci.it/eccezionale-scoperta-nel-gargano-ce-la-grotta-delle-meraviglie-possibile-prolungamento-di-grotta-paglicci/
[6] Eccezionale scoperta nel Gargano: c’è la “Grotta delle … https://www.rignanonews.com/2026/05/eccezionale-scoperta-nel-gargano-ce-la-grotta-delle-meraviglie-possibile-prolungamento-di-grotta-paglicci/
[7] Grotta dei Pilastri – Ente parco nazionale del Gargano https://www.parcogargano.it/poi/grotta-dei-pilastri/
[8] Parco Nazionale del Gargano: Vivere il Parco: Centopozzi e … https://www.parks.it/parco.nazionale.gargano/iti_dettaglio.php?id_iti=446
[10] Rignano Garganico – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Rignano_Garganico
[11] Nasce a Rignano Garganico l’associazione “Ara Iani”, progetto … https://www.statoquotidiano.it/18/06/2026/nasce-a-rignano-garganico-lassociazione-ara-iani-progetto-per-valorizzare-il-patrimonio-nascosto-del-gargano/1326966/
[12] Nasce a Rignano Garganico “Ara Iani – Rignano Underground APS … https://www.rignanonews.com/2026/06/nasce-a-rignano-garganico-ara-iani-rignano-underground-aps-un-nuovo-progetto-per-valorizzare-il-patrimonio-nascosto-del-gargano/
[13] Ara Iani – Rignano Underground APS, al via il tesseramento … https://www.rignanonews.com/2026/09/ara-iani-rignano-underground-aps-al-via-il-tesseramento-2026-2027-nuova-associazione-per-valorizzare-il-patrimonio-di-rignano-e-del-gargano/
[14] Rignano Garganico https://www.gargano.eu/rignanogarganico.asp
[15] Rignano Garganico: storia, miti e leggende del “Balcone delle … https://www.rignanonews.com/2026/08/rignano-garganico-storia-miti-e-leggende-del-balcone-delle-puglie/
[16] Grotta Paglicci – E il Paleolitico italiano https://www.grottapaglicci.it/

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  • Risorgiva di Eolo: oltre i sifoni del Monte Cuar, incontro a Forgaria nel Friuli
    Condividi Sabato 10 ottobre 2026, nella Sala Murero, Daniele Ceschin e l’Unione Speleologica Pordenonese CAI racconteranno le esplorazioni speleosubacquee che hanno aperto nuovi tratti della cavità di Trasaghis. L’incontro sulla Risorgiva di Eolo a Forgaria La Risorgiva di Eolo sarà al centro di un incontro pubblico in programma sabato 10 ottobre 2026, alle 20.30, nella Sala Murero di via Grap 11 a Forgaria nel Friuli, in provincia di Udine. L’ingresso è libero. La giornalista Alessandra R
     

Risorgiva di Eolo: oltre i sifoni del Monte Cuar, incontro a Forgaria nel Friuli

Október 3rd 2026 at 09:00

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Sabato 10 ottobre 2026, nella Sala Murero, Daniele Ceschin e l’Unione Speleologica Pordenonese CAI racconteranno le esplorazioni speleosubacquee che hanno aperto nuovi tratti della cavità di Trasaghis.

L’incontro sulla Risorgiva di Eolo a Forgaria

La Risorgiva di Eolo sarà al centro di un incontro pubblico in programma sabato 10 ottobre 2026, alle 20.30, nella Sala Murero di via Grap 11 a Forgaria nel Friuli, in provincia di Udine. L’ingresso è libero. La giornalista Alessandra Ressa modererà la serata.[1][2]

L’appuntamento è dedicato alle più recenti attività dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI nella grotta di Avasinis, nel comune di Trasaghis. Interverrà Daniele Ceschin, speleosub del gruppo pordenonese, impegnato nelle esplorazioni dei rami inferiori e nei passaggi sommersi della cavità.

Durante l’incontro sarà proiettato un filmato girato nel corso delle operazioni. Le immagini documentano il trasporto dell’attrezzatura, l’allestimento logistico sotterraneo, l’avvicinamento ai sifoni e la progressione nei settori raggiunti oltre il limite precedentemente conosciuto.

Risorgiva di Eolo, i dati della cavità carsica

La Risorgiva di Eolo è registrata nel Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia con il numero 1671 e con il numero locale 658FR. Si trova nelle Prealpi Carniche, nel territorio comunale di Trasaghis, circa un chilometro a ovest di Avasinis, lungo la strada verso Prà di Steppa.

Il sistema è una cavità carsica attiva, percorsa da acque sotterranee che riemergono in superficie come risorgiva. Lo sviluppo planimetrico noto è di 5.316 metri. La documentazione disponibile riporta inoltre 198 metri di dislivello positivo, 48 metri di profondità e 246 metri di dislivello complessivo.

Gallerie attive, tratti fangosi, salti, laghetti e condotte allagate definiscono un ambiente segnato dall’azione dell’acqua. Nelle fasi di piena, alcuni settori possono riempirsi in pressione. Questa dinamica contribuisce a spiegare l’assenza di comuni concrezioni calcitiche in vari tratti della Risorgiva di Eolo.

Le nuove esplorazioni oltre i sifoni

Circa cinque anni fa l’Unione Speleologica Pordenonese CAI ha avviato una revisione sistematica della Risorgiva di Eolo. Il lavoro è partito dai rilievi storici e dalla verifica di zone lontane dall’ingresso nelle quali potevano esistere prosecuzioni.

La campagna ha portato a circa 250 metri di nuove gallerie. Il punto decisivo è stato individuato nella parte allagata, oltre due chilometri dall’imbocco. Per arrivare al punto di immersione, il materiale speleosubacqueo è stato trasportato a mano per circa due chilometri. Un campo base sotterraneo ha sostenuto i tempi di preparazione, recupero e asciugatura degli operatori.

Nella fase iniziale dell’operazione hanno partecipato 12 speleologi dell’Unione Speleologica Pordenonese e tre componenti del Gruppo Speleologico Sacile. Il dato descrive la dimensione collettiva di un’attività nella quale l’immersione rappresenta solo l’ultimo passaggio di una lunga organizzazione interna alla grotta.

Daniele Ceschin ha superato due sifoni. Il primo è lungo circa 10 metri; dopo una breve condotta meandriforme segue un secondo tratto sommerso, di circa 40 metri. Il percorso subacqueo complessivo si avvicina quindi ai 70 metri.

Oltre i sifoni, le ricognizioni hanno raggiunto circa 300 metri di gallerie prima non percorse. Gli ambienti comprendono cascate, scivoli e laghetti. In un settore le condotte si restringono e il soffitto si abbassa. La progressione si è fermata per le condizioni termiche e per il rispetto dei tempi di sicurezza, mentre una galleria parzialmente allagata prosegue oltre il punto esplorato.

Ricerca speleosubacquea e prossime attività

Ceschin è entrato nella Risorgiva di Eolo circa 30 volte negli ultimi anni e ha effettuato quattro esplorazioni oltre i sifoni. Il superamento di una zona sommersa non equivale alla conclusione della ricerca. Richiede rilievi, documentazione, verifica delle condizioni idriche e pianificazione delle uscite successive.

Le gallerie individuate indicano possibili prosecuzioni. L’USP ha programmato di tornare nella cavità durante l’inverno, con due speleosub operativi: Daniele Ceschin sarà affiancato a turno dai figli. Le future attività dovranno misurarsi con le condizioni dell’acqua, la temperatura, gli ingombri del materiale e i tempi necessari per l’avvicinamento sotterraneo.

La serata di Forgaria consentirà di seguire queste fasi attraverso un resoconto diretto. Per il pubblico, il filmato costituisce anche uno strumento per comprendere la complessità di una risorgiva carsica e la funzione della speleologia nel documentarne morfologia, circolazione idrica e sviluppo.

Fonti

Fonti
[1] Alla scoperta della Risorgiva di Eolo: nuove esplorazioni nel … https://www.fsrfvg.it/?p=12411
[2] Risorgiva di Eolo, le nuove scoperte nel Monte Cuar raccontate a … https://www.friulioggi.it/forgaria/monte-cuar-risorgiva-eolo-serata-forgaria/
[3] Risorgiva di Eolo, il documentario “Oltre il conosciuto” in proiezione … https://www.scintilena.com/risorgiva-di-eolo-il-documentario-oltre-il-conosciuto-in-proiezione-gratuita-al-cai-pordenone/03/12/
[4] 1671 | Risorgiva di Eolo – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/schedacompleta/1671-Risorgiva_di_Eolo
[5] Nuove esplorazioni nella Risorgiva di Eolo: in arrivo la … https://www.scintilena.com/nuove-esplorazioni-nella-risorgiva-di-eolo-in-arrivo-la-prima-immersione-del-sifone-finale/01/10/
[7] Scoperta una nuova grotta nel cuore dell’abisso di Eolo – Il Gazzettino https://www.ilgazzettino.it/nordest/pordenone/scoperta_grotta_abisso_eolo_trasaghis_speleologi-9420890.html
[8] Pro Loco Forgaria | https://www.prolocoforgaria.it/
[9] CALENDARIO EVENTI – Pro Loco Forgaria https://www.prolocoforgaria.it/eventi/
[10] PRCS 1671 RISORGIVA DI EOLO https://www.catastogrotte.it/stampa_grotta/1671
[11] Trasaghis – Friuli Oggi – Il quotidiano del Friuli | Notizie … https://www.friulioggi.it/trasaghis/
[12] Pro Loco Forgaria nel Friuli: eventi 2026 e programma | cheventi.it https://www.cheventi.it/organizzatori/pro-loco-forgaria-nel-friuli/
[13] Risorgiva di Eolo, riparte dal Monte Cuâr la ricerca dell … https://www.scintilena.com/risorgiva-di-eolo-riparte-dal-monte-cuar-la-ricerca-dellingresso-alto/06/01/
[14] 5 X 1000 – Pro Loco Forgaria https://www.prolocoforgaria.it/5-x-1000/
[15] 22 Gennaio 2022- Esplorazioni al Bus de la Genziana – Forra Omicron https://www.speleosacile.it/art21.html
[16] Un viaggio per l’aldilà – Pro Loco Forgaria | https://www.prolocoforgaria.it/archivio-eventi/un-viaggio-per-laldila/

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  • Eremo di San Cassiano a Lumignano: apertura gratuita domenica 4 ottobre
    Condividi Il Club Speleologico Proteo Vicenza riapre al pubblico il complesso rupestre dei Colli Berici dalle 9 alle 18.30. Visita senza prenotazione, con accesso consigliato dal sentiero 3-4 di via Brojo. Apertura dell’Eremo di San Cassiano L’Eremo di San Cassiano, a Lumignano di Longare, sarà aperto al pubblico domenica 4 ottobre 2026. L’iniziativa è curata dal Club Speleologico Proteo Vicenza e rientra nel calendario delle aperture previste nella prima domenica del mese. L’accesso sa
     

Eremo di San Cassiano a Lumignano: apertura gratuita domenica 4 ottobre

Október 3rd 2026 at 08:00

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Il Club Speleologico Proteo Vicenza riapre al pubblico il complesso rupestre dei Colli Berici dalle 9 alle 18.30. Visita senza prenotazione, con accesso consigliato dal sentiero 3-4 di via Brojo.

Apertura dell’Eremo di San Cassiano

L’Eremo di San Cassiano, a Lumignano di Longare, sarà aperto al pubblico domenica 4 ottobre 2026. L’iniziativa è curata dal Club Speleologico Proteo Vicenza e rientra nel calendario delle aperture previste nella prima domenica del mese.

L’accesso sarà gratuito e non richiederà prenotazione. L’orario comunicato per la giornata è dalle 9 alle 18.30. Durante la visita saranno presenti guide, con un percorso dedicato alla storia del sito e al suo contesto geologico, archeologico e naturalistico.

L’Eremo di San Cassiano è collocato sulle pareti di Lumignano, nel territorio comunale di Longare. Il complesso si sviluppa in un ambiente di covoli e cenge rocciose, sul versante meridionale dei Colli Berici. La posizione consente di leggere, nello stesso luogo, le trasformazioni del paesaggio e le tracce delle diverse frequentazioni umane.

Geologia dei Colli Berici e grotte di Lumignano

La visita all’Eremo di San Cassiano propone anche una lettura della geologia dei Colli Berici. Le pareti bianche di Lumignano sono legate a depositi carbonatici di ambiente marino poco profondo, attribuiti alle Calcareniti di Castelgomberto. In questi affioramenti sono presenti testimonianze fossilifere, comprese forme riconducibili a coralli, molluschi, echinoidi e foraminiferi.

Il Club Speleologico Proteo collega questo quadro alla storia di un antico mare tropicale e alle forme di erosione che hanno modellato le rocce. L’abbondanza di calcari ha favorito lo sviluppo di fenomeni carsici nei Colli Berici, con doline, cavità e ambienti ipogei. I covoli che caratterizzano Lumignano sono quindi parte di un paesaggio nel quale geologia, carsismo e storia dell’uomo risultano strettamente connessi.

Il percorso illustrerà anche le cavità vicine, note per i ritrovamenti paleontologici e archeologici. La frequentazione delle grotte nel territorio berico è documentata in più periodi. Le fonti del Club ricordano le ricerche svolte nell’Ottocento nelle cavità circostanti, nelle quali furono segnalati materiali paleontologici e reperti dell’età del Ferro.

Archeologia dell’Eremo di San Cassiano

L’Eremo di San Cassiano conserva un importante insieme di strutture rupestri. Le campagne di scavo condotte nel 1994 e nel 1995 dall’Università di Padova hanno documentato una fase altomedievale, con murature riferibili a un edificio di culto e tredici sepolture monosome scavate nella roccia.

Le tombe presentano tipologie diverse. Alcune sono rettangolari o leggermente trapezoidali. Altre mostrano forme ellittiche o un alloggio per il capo. Le analisi archeologiche e paleografiche collocano le fasi più antiche in un orizzonte compreso tra il VI e l’VIII secolo, pur con margini di prudenza nella definizione puntuale delle cronologie.

La prima citazione documentaria dell’Eremo di San Cassiano risale al 29 febbraio 1164. Il documento riguarda il “Saxo Sancti Cassiani”, concesso in feudo dal vescovo di Padova a Uguccione, conte di Vicenza. Nei secoli successivi il luogo attraversò fasi di trasformazione e abbandono. La ricostruzione dell’eremo nelle forme oggi riconoscibili viene riferita al XVII secolo, quando vi si insediarono alcuni eremiti.

Nell’area sono visibili anche tracce di edifici addossati alla parete e il cosiddetto Covolo dipinto. La lettura del sito permette quindi di osservare strutture, sepolture e superfici rocciose che restituiscono una lunga storia di uso religioso e abitativo.

Natura rupestre e Saxifraga berica a Lumignano

L’apertura dell’Eremo di San Cassiano offre l’occasione per osservare un ambiente rupestre di interesse naturalistico. Lumignano ospita pareti, anfratti e boschi con microclimi differenziati. Tra le specie segnalate nell’area figurano il falco pellegrino e il picchio muraiolo, specie legata agli ambienti rocciosi e presente sulle falesie di Lumignano nel periodo invernale.

Un elemento di particolare rilievo è la Saxifraga berica, endemismo dei Colli Berici. La Saxifraga berica è una specie casmofila, adattata a vivere su pareti calcaree, nicchie rupestri e ingressi di grotte, dove trova condizioni di ombra e umidità. Il suo areale è ristretto alla porzione sud-orientale della provincia di Vicenza.

La conservazione della Saxifraga berica richiede attenzione. Studi recenti richiamano il valore delle popolazioni isolate e la sensibilità della specie alla frammentazione degli habitat. La Saxifraga berica è inclusa nell’allegato II della Direttiva Habitat e il suo ambiente rientra nel quadro del sito Natura 2000 dei Colli Berici. Per chi visita l’Eremo di San Cassiano, la presenza della Saxifraga berica rende evidente il legame tra tutela delle pareti, frequentazione responsabile e conoscenza scientifica.

Come raggiungere l’Eremo di San Cassiano

Per raggiungere l’Eremo di San Cassiano è indicato il sentiero 3-4, con partenza da via Brojo a Lumignano. Il sentiero numero 3 dalla piazza di Lumignano risulta interdetto a causa di smottamenti, fino a nuova comunicazione dell’amministrazione comunale.

Il tracciato non è adatto ai passeggini. Sono raccomandate scarpe con suola adeguata al terreno e alla presenza di tratti di sentiero. I visitatori sono invitati a mantenere un comportamento rispettoso del complesso rupestre, delle strutture archeologiche e della flora delle pareti.

Per informazioni, il Club Speleologico Proteo Vicenza indica l’indirizzo csproteo@gmail.com e i recapiti 329 0432599 e 335 7433194.

Fonti

Fonti
[1] Menù – EREMO DI SAN CASSIANO https://sites.google.com/site/clubspeleologicoproteo/eremodisancassiano
[2] LONGARE (VI), S. Cassiano di Lumignano – CARE (IT) https://care.huma-num.fr/it/index.php?title=LONGARE_(VI),_S._Cassiano_di_Lumignano
[3] [PDF] Caratterizzazione ecologica di Saxifraga berica (Bég.) D.A. Webb https://thesis.unipd.it/retrieve/2f1895a8-aab2-4a48-b59b-97cd6a6ec5cb/Soso_Martina.pdf
[4] Pareti di Lumignano | Birdingplaces https://www.birdingplaces.eu/it/birdingplaces/italy/pareti-di-lumignano
[6] Picchio muraiolo – eBird https://ebird.org/species/wallcr1?siteLanguage=it
[7] Corso di Speleologia con il Club Speleologico Proteo di Vicenza … https://www.scintilena.com/corso-di-speleologia-con-il-club-speleologico-proteo-di-vicenza-programma-uscite/09/03/
[8] Saxifraga berica (Bég.) D.A.Webb – Sassifraga dei Colli Berici https://www.actaplantarum.org/forum/viewtopic.php?t=131009
[9] Il picchio muraiolo, la farfalla delle rocce – Naturalisti Vicentini https://www.naturalistivicentini.it/post/il-picchio-muraiolo-la-farfalla-delle-rocce
[10] Saxifraga berica | sentieridimontagna.it https://www.sentieridimontagna.it/pagina-iniziale/fiori-di-montagna/saxifragae/saxifraga-berica/
[11] Sassifraga dei Colli Berici – Club Aquile Rampanti https://www.clubaquilerampanti.it/Sassifraga%20dei%20Colli%20Berici.htm
[12] Picchio muraiolo – Uomo e natura https://www.uomoenatura.it/project/picchio-muraiolo/
[13] Eremo di San Cassiano https://it.wikipedia.org/wiki/Eremo_di_San_Cassiano
[14] Eremo di San Cassiano a Lumignano nei Colli Berici https://dobbiamoandare.com/2022/02/18/eremo-di-san-cassiano-lumignano-colli-berici/
[15] Utente:Claudio Gioseffi/Sandbox 54 – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Claudio_Gioseffi/Sandbox_54
[16] Lumignano: Monte della Croce, Eremo di San Cassiano e Broion (Colli Berici – VI) http://www.ledolomitiraccontano.it/lumignano-vi/

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  • Mostra fotografia speleologica a Cascina: Speleofotocontest porta le immagini ipogee alla Libreria Spazio Y
    Condividi Dal 24 al 30 ottobre una selezione dall’archivio di Speleofotocontest sarà esposta a Cascina. Il programma comprende l’inaugurazione con un talk e, il 30 ottobre, la proiezione del film “La montagna vuota” di Roberto Tronconi sull’Antro del Corchia. Mostra fotografia speleologica tra grotte, roccia e luce La mostra fotografia speleologica promossa dalla Federazione Speleologica Toscana sarà ospitata dalla Libreria Spazio Y di Cascina, in provincia di Pisa, dal 24 al 30 ottobre. L
     

Mostra fotografia speleologica a Cascina: Speleofotocontest porta le immagini ipogee alla Libreria Spazio Y

Október 3rd 2026 at 07:00

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Dal 24 al 30 ottobre una selezione dall’archivio di Speleofotocontest sarà esposta a Cascina. Il programma comprende l’inaugurazione con un talk e, il 30 ottobre, la proiezione del film “La montagna vuota” di Roberto Tronconi sull’Antro del Corchia.

Mostra fotografia speleologica tra grotte, roccia e luce

La mostra fotografia speleologica promossa dalla Federazione Speleologica Toscana sarà ospitata dalla Libreria Spazio Y di Cascina, in provincia di Pisa, dal 24 al 30 ottobre. L’esposizione presenterà una selezione di immagini provenienti dall’archivio di Speleofotocontest.

Il progetto propone al pubblico ambienti che, per loro natura, restano fuori dalla visione quotidiana. Grotte, pareti rocciose, concrezioni e spazi sotterranei saranno al centro di un percorso dedicato al rapporto tra esplorazione e fotografia. L’ingresso è gratuito.

La fotografia in grotta richiede tempi, tecniche e attenzione specifici. La luce artificiale non serve soltanto a rendere leggibile uno spazio buio. Può documentare morfologie, dimensioni e particolari degli ambienti carsici. Può anche restituire il lavoro di progressione e di ricerca svolto dagli speleologi.

La mostra fotografia speleologica si inserisce nel lavoro di divulgazione che la Federazione Speleologica Toscana ha già sviluppato attraverso esposizioni dedicate al patrimonio ipogeo. Nel 2025, la federazione aveva presentato a Livorno “Bellezza e Fragilità – Immagini rubate al buio”, con fotografie di cavità naturali e richiami alla necessità di tutelare ecosistemi sotterranei delicati.[1]

Federazione Speleologica Toscana e incontro del 24 ottobre

L’inaugurazione della mostra fotografia speleologica è fissata per venerdì 24 ottobre alle 18.30. Al taglio del nastro seguirà un talk dedicato alla speleologia e alla fotografia in ambiente sotterraneo.

L’appuntamento potrà offrire un contesto per leggere le immagini oltre il loro valore estetico. Ogni fotografia speleologica è infatti legata a una cavità, a una fase esplorativa, a una scelta tecnica e alle condizioni di tutela del luogo ripreso. La documentazione visiva può contribuire alla conoscenza delle forme carsiche e alla trasmissione della memoria delle esplorazioni.

La sede dell’iniziativa è la Libreria Spazio Y, in via Tosco-Romagnola 137 a Cascina. La libreria si presenta come realtà indipendente e spazio culturale della città; l’indirizzo e il riferimento alla fermata “Cascina – Via Tosco Romagnola 137” sono indicati anche nelle sue informazioni di contatto.[2][3]

La montagna vuota e l’Antro del Corchia

Il secondo appuntamento è previsto per giovedì 30 ottobre alle 18.30. Sarà proiettato “La montagna vuota”, film di Roberto Tronconi dedicato all’Antro del Corchia e alla sua storia esplorativa.

Il documentario ricostruisce il lungo rapporto tra gli speleologi e il complesso del Monte Corchia, nelle Alpi Apuane. Le prime testimonianze documentarie delle esplorazioni della Buca di Eolo, allora detta anche Ventajola, risalgono al 1840 e sono attribuite ad Angelo Simi e al figlio Emilio. Nel 1960 una spedizione congiunta dello Speleo Club Milano e del Gruppo Speleologico Bolognese raggiunse per la prima volta il fondo allora conosciuto del complesso.[4]

“La montagna vuota” raccoglie immagini e testimonianze sulle campagne esplorative sviluppate in particolare fra gli anni Sessanta e Settanta. Nel racconto trovano spazio Franco Utili, legato alla conoscenza storica del Corchia, e Andrea Gobetti, chiamato a riflettere sul significato contemporaneo dell’andare in grotta.[4]

Antro del Corchia, un sistema carsico delle Alpi Apuane

L’Antro del Corchia è tra i principali sistemi carsici italiani. Fonti di promozione territoriale indicano oltre 53 chilometri di gallerie e pozzi e collocano la cavità a Levigliani, frazione del comune di Stazzema, nel cuore delle Alpi Apuane. La documentazione della Federazione Speleologica Toscana riferisce uno sviluppo superiore ai 70 chilometri e una profondità di circa 1.187 metri, valori che possono variare nel tempo con il progredire delle esplorazioni e delle revisioni topografiche.[4][5]

Una parte del sistema è accessibile con visita guidata attraverso un itinerario attrezzato di circa due chilometri. Il percorso turistico, aperto nel 2001, utilizza un accesso artificiale realizzato presso una cava di marmo dismessa, così da non impiegare gli ingressi naturali della grotta.[5]

La proiezione permette quindi di affiancare alla mostra fotografia speleologica una narrazione storica del lavoro sul campo. Le immagini dell’archivio e il film sul Corchia riportano l’attenzione su due elementi centrali della speleologia: documentare gli ambienti sotterranei e conoscerne la storia senza separarla dalla loro conservazione.

Informazioni sulla mostra fotografia speleologica

  • Quando: dal 24 al 30 ottobre.
  • Dove: Libreria Spazio Y, via Tosco-Romagnola 137, Cascina (PI).
  • 24 ottobre, ore 18.30: inaugurazione della mostra e talk su speleologia e fotografia in ambiente sotterraneo.
  • 30 ottobre, ore 18.30: proiezione di “La montagna vuota” di Roberto Tronconi.
  • Ingresso: gratuito.

Fonti

Fonti
[1] Bellezza e Fragilità – Immagini rubate al buio – https://www.speleotoscana.it/2025/09/10/bellezza-e-fragilita-immagini-rubate-al-buio/
[2] Contatti – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/contact/
[3] La libreria – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/about-us/
[4] La Montagna Vuota – – Federazione Speleologica Toscana https://www.speleotoscana.it/2021/11/06/la-montagna-vuota/
[5] Antro del Corchia – Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/antro-del-corchia/
[7] Parco Alpi Apuane: Antro del Corchia – parks.it https://www.parks.it/parco.alpi.apuane/Epun_dettaglio.php?id_pun=260
[8] Corchia, la montagna vuota: premiato il film del maremmano … https://www.ilgiunco.net/2020/02/20/corchia-la-montagna-vuota-premiato-il-film-del-maremmano-roberto-tronconi/
[9] Maremma Magazine – OTTOBRE 2017 – Numero 8 – [CS Edizioni srl] https://www.maxisoft.it/mdm/maremmamagazine/magazine.php?flash=no&rivista=1_1_78
[10] [PDF] Il CORCHIA, la montagna vuota – # Nuove Direzioni # http://www.nuovedirezioni.it/public/pubblicazioni/interi/10/Nd53_Antro_Del_Corchia_NUOVO_02.pdf
[11] 194 Complesso carsico dell’Antro del Corchia https://parcapuane.toscana.it/apuane_geopark/schede_geositi/complesso_carsico_antro_corchia.pdf
[12] Antro del Corchia – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Antro_del_Corchia
[13] Grotta Antro del Corchia – CorchiaPark https://www.corchiapark.it/cosa-fare/grotta-antro-del-corchia/
[14] Corchia La Montagna Vuota – Il film disponibile in visione gratuita https://www.scintilena.com/corchia-la-montagna-vuota-il-film-disponibile-in-visione-gratuita/11/07/
[15] Corchia – Prima proiezione ufficiale del film “La Montagna Vuota” di … https://www.scintilena.com/corchia-prima-proiezione-ufficiale-del-film-la-montagna-vuota-di-roberto-tronconi-il-16-luglio-a-levigliani/07/02/
[16] L’ANTRO DEL CORCHIA – Terre di Lunigiana https://www.terredilunigiana.com/natura/antrodelcorchia.php
[17] [PDF] «Vioz» – Teca digitale CAI https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/Lo%20scarpone/Lo%20scarpone_1996_10_10.pdf
[18] [PDF] 187 13eme en lutte. Tredicesimo in lotta. Parigi. Francia. GC https://www.centrodocpistoia.it/pdfextra/bibliotecaRiviste.pdf
[19] [PDF] Fuoco & Fiamme https://www.luigifilocamo.it/Appennino/Appennino_1998_1.pdf
[20] Spazio Y – Turismo Roma https://www.turismoroma.it/en/places/spazio-y
[21] Libreria Spazio Y – Libreria indipendente a Cascina – https://www.libreriaspazioy.it/
[22] Home – Spazio Y https://spazioy.com/
[23] Spazio Y – Contemporary art venues https://luoghidelcontemporaneo.cultura.gov.it/en/esplora/spazio-y_en/
[24] LIBRERIA SPAZIO Y: Tutto quello che c’è da sapere (2026) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g793691-d34607836-Reviews-Libreria_Spazio_Y-Cascina_Province_of_Pisa_Tuscany.html
[25] A Cascina apre Spazio Y: la nuova libreria indipendente tra lettura e … https://www.cascinanotizie.it/cascina-apre-spazio-y-la-nuova-libreria-indipendente-tra-lettura-e-cultura-condivisa
[26] Book club – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/book-club/
[27] Chi siamo – Spazio Y https://spazioy.com/chi-siamo-2/
[28] Eventi – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/blog-list/
[29] Contatti – Spazio Y https://spazioy.com/contact/
[30] Libreria Spazio Y (Cascina, Italy): Hours, Address – Tripadvisor https://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g793691-d34607836-Reviews-Libreria_Spazio_Y-Cascina_Province_of_Pisa_Tuscany.html
[31] Spazio Y https://luoghidelcontemporaneo.cultura.gov.it/esplora/spazio-y/

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  • Alpi Albanesi, ritorno a Shpella Kakverrit: nuove ricerche seguendo l’aria
    Condividi Il Gruppo Speleologico Faentino torna nella grande dolina di Kakverrit, già esplorata dal 2009. Oltre 600 metri della galleria principale rilevati e prospezioni in quota alla ricerca degli ingressi alti del sistema Dal 13 al 21 settembre 2026 una squadra di speleologi italiani e albanesi è tornata nelle Alpi Albanesi per riprendere le ricerche a Shpella Kakverrit (shpella in albanese significa “grotta”), cavità che da anni richiama l’attenzione degli esploratori per la notevole circ
     

Alpi Albanesi, ritorno a Shpella Kakverrit: nuove ricerche seguendo l’aria

Október 3rd 2026 at 06:00

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Il Gruppo Speleologico Faentino torna nella grande dolina di Kakverrit, già esplorata dal 2009. Oltre 600 metri della galleria principale rilevati e prospezioni in quota alla ricerca degli ingressi alti del sistema

Dal 13 al 21 settembre 2026 una squadra di speleologi italiani e albanesi è tornata nelle Alpi Albanesi per riprendere le ricerche a Shpella Kakverrit (shpella in albanese significa “grotta”), cavità che da anni richiama l’attenzione degli esploratori per la notevole circolazione d’aria che attraversa i suoi ambienti sotterranei.

La spedizione, organizzata dal Gruppo Speleologico Faentino, prosegue una storia esplorativa iniziata molti anni fa in una delle aree carsiche più promettenti dell’Albania settentrionale. Il gruppo faentino frequenta il Paese dal 1995 e Kakverrit era già stata oggetto delle sue ricerche nel 2009.

https://www.parchiromagna.it/pdf/Rivista1-2013

La cavità si apre nei pressi di Curraj i Epërm, a circa 1.600 metri di quota, sul fondo di una grande dolina carsica. Una guida speleologica del territorio di Tropojë, che descrive la grotta, parla una potente corrente d’aria, indizio di possibili prosecuzioni e di un sistema più esteso di quanto conosciuto, e segnala nelle vicinanze, a circa 1.800 metri di quota, un pozzo di una cinquantina di metri individuato durante precedenti ricognizioni.

Kakverrit, una storia esplorativa lunga oltre trent’anni

La CGEB di Trieste conosceva Kakverrit già dagli anni Novanta. In Progressione la Commissione ricostruisce le proprie campagne in Albania e indica il 1994 come l’anno in cui, durante la seconda spedizione CGEB nel Paese, furono individuate diverse cavità dell’area, tra cui proprio Kakverrit.

Nel 2009 furono poi gli speleologi del Gruppo Speleologico Faentino a esplorare e rilevare Shpella Kakverrit: Ipogea riporta la data del 19 luglio 2009 insieme ai nomi degli esploratori coinvolti. La cavità venne descritta come una grande dolina di crollo, con pareti alte una trentina di metri e un piccolo lago sul fondo. All’interno, una condotta laterale interessata da un’intensa circolazione d’aria terminava contro una frana, lasciando intuire la possibile presenza di importanti volumi sotterranei oltre gli ostacoli conosciuti.

Nel 2014, durante la spedizione CGEB “Nikaj-Merturi”, gli speleologi triestini “rivisitarono” Kakverrit — è proprio il termine utilizzato nel resoconto dell’epoca — e riuscirono a forzare una frana dalla quale proveniva una fortissima corrente d’aria diretta verso un grande camino superiore. Nella stessa campagna venne inoltre individuato, nei pressi della dolina, un nuovo pozzo di circa 50 metri a quota 1.800.

Nel 2017 altre ricognizioni tornarono a concentrarsi sulle quote superiori alla dolina, alla ricerca di ingressi che potessero intercettare il sistema dall’alto. Anche allora furono esaminati diversi pozzi, confermando l’interesse dell’area per future campagne esplorative.

Shpella e Kakverit. Foto: GSF, da “Guida alle grotte del territorio di Tropojë”, 2019 – https://tropoje.gov.al/storage/2019/12/1Guida-Shpellat-Tropoje.pdf

La spedizione del settembre 2026

Alla spedizione hanno partecipato Ivano Fabbri, Lorenzo Brandolini e Alessandro Pirazzini, Andrea Ferrucci e Giacomo Benini del Gruppo Speleologico Faentino, insieme a Marco “Marchino” Frati, speleologo versiliese e istruttore nazionale CAI, a Maurizio “Jack” Rizzotto, del Gruppo Speleologico E.A. Martel di Genova, e allo speleologo albanese Dionis Bica, del Soccorso Alpino albanese.

Raggiungere Kakverrit continua a essere parte rilevante dell’esplorazione. Dopo il viaggio attraverso l’Albania settentrionale, dalla zona di Curraj i Epërm il materiale è stato trasportato con l’aiuto di tre cavalli: circa 120 chilogrammi di attrezzature e viveri, per un avvicinamento di circa sei ore e 700 metri di dislivello.

Una volta allestito il campo nella grande dolina, il lavoro si è concentrato sulla documentazione della cavità e, soprattutto, sulla circolazione d’aria che da anni costituisce uno dei principali interrogativi di Kakverrit.

Durante la spedizione sono stati eseguiti il rilievo dettagliato di oltre 600 metri della galleria principale, misure di temperatura e dei flussi d’aria e osservazioni sulla fauna ipogea. Il tentativo di seguire la corrente verso una possibile prosecuzione si è nuovamente arrestato davanti a un settore interessato da una complessa frana.

Il dato dei 600 metri va letto con attenzione: non rappresenta necessariamente nuovo sviluppo esplorato. Le fonti precedenti attribuiscono infatti a Shpella Kakverrit circa un chilometro di sviluppo complessivo. I 600 metri indicati per la campagna 2026 si riferiscono quindi al tratto della galleria principale oggetto del nuovo rilievo, non alla lunghezza complessiva della cavità.

Alla ricerca degli ingressi alti

La corrente d’aria continua a suggerire che una delle chiavi dell’esplorazione possa trovarsi sopra la parte attualmente conosciuta della grotta.

Per questo una parte importante della spedizione è stata dedicata alle battute esterne alle quote più elevate. Sono stati individuati diversi pozzi e fratture verticali, alcuni con presenza di ghiaccio, che potranno diventare obiettivo delle prossime campagne.

Foto Maurizio Rizzotto

L’ipotesi non nasce oggi: la ricerca di ingressi superiori accompagna Kakverrit almeno dalle campagne del decennio scorso. Il pozzo individuato a circa 1.800 metri nel 2014 e le successive ricognizioni del 2017 mostrano come la comprensione della circolazione d’aria e l’individuazione di collegamenti dall’alto siano da tempo uno dei fili conduttori delle esplorazioni.

Non solo speleologia

Anche dal punto di vista naturalistico la dolina costituisce un ambiente particolare. Il Gruppo Speleologico Faentino aveva già segnalato il piccolo specchio d’acqua sul fondo e la presenza di anfibi, mentre altre documentazioni ricordano la presenza di chirotteri all’interno della cavità.

Le osservazioni biologiche hanno fatto parte anche della campagna 2026, insieme alle attività di rilievo e alle misurazioni microclimatiche.

La nuova spedizione non chiude dunque il problema Kakverrit. Al contrario, la forte circolazione d’aria, gli ostacoli ancora irrisolti all’interno e i possibili ingressi individuati alle quote superiori lasciano aperte diverse linee di ricerca.

Dopo oltre quindici anni dalle prime esplorazioni faentine, la grande dolina delle Alpi Albanesi continua insomma a fare il suo lavoro, quello che aveva fatto fin dall’inizio: soffiare aria e porre domande agli speleologi.

Le Alpi Albanesi continuano intanto a richiamare l’interesse della speleologia italiana su più fronti. Poche settimane prima della spedizione a Kakverrit, il Gruppo Speleologico Martinese era rientrato dalla campagna Shtares 2026, condotta in un’area vicina ma distinta, dove le nuove esplorazioni hanno portato la Shpella Shtares a circa 13,5 chilometri di sviluppo.

Due zone diverse, dunque, ma accomunate da un territorio carsico ancora ricchissimo di possibilità esplorative.

Ivano Fabbri racconta: «L’opportunità che esiste in quella zona è unica al mondo. Non ci sono strade, ci si sposta con i muli e si esplora un mare di pozzi. È come tornare alla speleologia degli anni Cinquanta».

Parole che restituiscono bene il fascino di queste esplorazioni nelle Alpi Albanesi: un territorio ancora aspro e remoto, dove ogni avanzamento richiede fatica, capacità di adattamento e grande spirito di squadra.

Complimenti a tutti gli esploratori che stanno portando avanti queste ricerche. Ivano lancia anche un invito agli speleologi motivati, di buona volontà e con spirito di adattamento, a unirsi alle prossime esplorazioni, condividendo non solo la fatica e la ricerca, ma anche amicizia, collaborazione e rispetto reciproco.

Fonti e approfondimenti

Scintilena, 19 settembre 2014 – “Albania, rientro della spedizione CGEB Nikaj-Merturi 2014” – articolo sulla rivisitazione di Kakverrit, del superamento della frana interessata dalla forte corrente d’aria e delle prospezioni alle quote superiori.
https://www.scintilena.com/albania-rientro-della-spedizione-cgeb-nikaj-merturi-2014/09/19/

Gruppo Speleologico Faentino – Ipogea 2016 – esplorazioni del Gruppo Speleologico Faentino a Shpella Kakverrit, compresa la campagna del 2009, con la descrizione della grande dolina, della cavità e della forte circolazione d’aria.
https://www.gsfaentino.it/media/attachments/2020/11/29/ipogea-2016web.pdf

La Venta, 13 settembre 2017 – “Resoconto della spedizione Shtares 2017”
Documenta anche le ricognizioni nella zona di Kakverrit e la ricerca di possibili ingressi alle quote superiori. La Venta
https://www.laventa.it/it/blog/658-resoconto-della-spedizione-shtares-2017

Commissione Grotte “E. Boegan” – Progressione n. 64, a. 36, n. 1-2/2017
Ricostruisce le precedenti campagne della CGEB in Albania e permette di risalire all’individuazione di Kakverrit nel 1994. Boegan
https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2018/03/Progressione.64.pdf

Comune di Tropojë – Guida alle grotte del territorio, 2019
Contiene la scheda di Shpella e Kakverit con dati di sviluppo, profondità, quota e indicazioni sulle precedenti esplorazioni.
https://tropoje.gov.al/storage/2019/12/1Guida-Shpellat-Tropoje.pdf

Gruppo Speleologico Faentino – Ipogea 2021
Approfondimenti sull’attività esplorativa del gruppo in Albania e sugli aspetti naturalistici delle cavità investigate.
https://www.gsfaentino.it/media/attachments/2022/01/09/Ipogea21.pdf

Il Resto del Carlino, 29 settembre 2026 – “Gli speleologi faentini sulle Alpi Albanesi”
Fonte per la spedizione del settembre 2026, i partecipanti, l’avvicinamento, le attività di rilievo e le prospezioni in quota.
https://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/gli-speleologi-faentini-sulle-alpi-f50f5950

Alpi Albanesi, area di Nikaj-Mërtur. Shpella Shtares, nello stesso settore carsico della abbastanza vicina Shpella Kakverrit, presenta morfologie tipiche del carsismo alpino. Foto di Norma Damiano

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