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    Condividi A due anni dal primo appello, la grotta continua a essere frequentata senza un sistema efficace di tutela La FST sollecita Comune e comunità locale ad avviare una gestione responsabile degli accessi A oltre due anni dal primo appello lanciato sulla situazione della Grotta di Punta degli Stretti, la Federazione Speleologica Toscana torna a denunciare una condizione di forte preoccupazione. Nonostante le rassicurazioni ricevute e la disponibilità inizialmente manifestata dall’Ammin
     

Punta degli Stretti, l’allarme resta: la Federazione Speleologica Toscana chiede interventi concreti

Júl 5th 2026 at 06:00

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A due anni dal primo appello, la grotta continua a essere frequentata senza un sistema efficace di tutela

La FST sollecita Comune e comunità locale ad avviare una gestione responsabile degli accessi

A oltre due anni dal primo appello lanciato sulla situazione della Grotta di Punta degli Stretti, la Federazione Speleologica Toscana torna a denunciare una condizione di forte preoccupazione. Nonostante le rassicurazioni ricevute e la disponibilità inizialmente manifestata dall’Amministrazione comunale, secondo la Federazione non sono stati adottati provvedimenti concreti per garantire la tutela di uno degli ambienti ipogei più delicati e preziosi del territorio.

La FST aveva accolto positivamente l’apertura a un percorso condiviso, arrivando a presentare una proposta progettuale pensata per coniugare valorizzazione e conservazione del sito. Un contributo costruito sulla base di competenze tecniche, conoscenze scientifiche e decenni di esperienza nello studio del patrimonio carsico toscano. Tuttavia, denuncia la Federazione, quel progetto è rimasto senza seguito.

Nel frattempo, la Grotta di Punta degli Stretti continua a essere meta di un flusso costante di visitatori, spesso accompagnati da operatori improvvisati o da soggetti che propongono escursioni in assenza di un quadro regolamentato. La Federazione ricorda infatti che in Toscana non esiste una figura professionale riconosciuta di guida speleologica, elemento che rende ancora più urgente una riflessione sulla sicurezza, sulla competenza e sulla responsabilità nella gestione delle visite.

A destare ulteriore allarme è anche la promozione turistica del sito. Diversi portali e canali di valorizzazione del territorio continuano a presentare la grotta come una semplice attrazione da visitare, fornendo indicazioni dettagliate per l’accesso ma senza adeguate informazioni sulla fragilità dell’ambiente sotterraneo, sulle regole di comportamento necessarie e sulle criticità naturalistiche presenti.

La Grotta di Punta degli Stretti non può essere considerata una meta turistica qualunque. Si tratta di un ambiente naturale estremamente sensibile, dove ogni accesso non controllato può contribuire ad alterazioni difficili, se non impossibili, da recuperare. Il valore geologico, biologico e paesaggistico del sito richiede una gestione attenta, competente e continuativa.

Per questo la Federazione Speleologica Toscana rinnova il proprio appello alla Comunità di Monte Argentario e all’Amministrazione comunale affinché si passi dalle dichiarazioni di principio a una politica concreta di tutela. Tra le priorità indicate vi sono la definizione di un sistema di gestione degli accessi, una corretta informazione rivolta ai visitatori, il coinvolgimento delle competenze scientifiche e speleologiche del territorio e l’adozione di strumenti efficaci per garantire la conservazione della grotta.

La FST conferma la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per individuare soluzioni equilibrate e sostenibili. Tuttavia, dopo due anni di attesa, ritiene non più rinviabile un deciso cambio di passo.

La tutela del patrimonio naturale, sottolinea la Federazione, non può essere affidata soltanto alle buone intenzioni. Servono responsabilità, scelte coraggiose e interventi concreti, prima che i danni diventino irreversibili.

Fonte: Federazione Speleologica Toscana APS, comunicato “Punta degli Stretti: due anni dopo, resta la situazione di allarme”, pubblicato il 4 luglio 2026

Link: https://www.speleotoscana.it/2026/07/04/punta-degli-stretti-due-anni-dopo-resta-la-situazione-di-allarme/

il precedente comunicato:

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  • Dalle grotte allo spazio: concluso in Italia il corso CAVES dell’Agenzia Spaziale Europea
    Condividi Cinque astronauti provenienti da tre agenzie spaziali si sono addestrati sottoterra per prepararsi alle future missioni di esplorazione planetaria. Si è conclusa in Italia l’edizione 2026 di CAVES (Cooperative Adventure for Valuing and Exercising Human Behaviour and Performance Skills), il programma di addestramento dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che utilizza l’ambiente ipogeo come palestra naturale per sviluppare competenze fondamentali nelle future missioni di esplorazione.
     

Dalle grotte allo spazio: concluso in Italia il corso CAVES dell’Agenzia Spaziale Europea

Júl 5th 2026 at 05:00

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Cinque astronauti provenienti da tre agenzie spaziali si sono addestrati sottoterra per prepararsi alle future missioni di esplorazione planetaria.

Si è conclusa in Italia l’edizione 2026 di CAVES (Cooperative Adventure for Valuing and Exercising Human Behaviour and Performance Skills), il programma di addestramento dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che utilizza l’ambiente ipogeo come palestra naturale per sviluppare competenze fondamentali nelle future missioni di esplorazione.

Cinque astronauti provenienti da tre diverse agenzie spaziali hanno trascorso diversi giorni sottoterra affrontando un ambiente complesso, isolato e privo di riferimenti esterni. L’obiettivo non è imparare la speleologia, ma acquisire capacità indispensabili nello spazio: lavoro di squadra, gestione dello stress, problem solving, comunicazione e capacità di prendere decisioni in condizioni difficili.

Perché proprio una grotta?

Le grotte rappresentano uno dei migliori analoghi terrestri delle future missioni sulla Luna e su Marte. L’assenza di luce naturale, l’isolamento, l’orientamento in un ambiente sconosciuto, le comunicazioni limitate e la necessità di pianificare ogni attività rendono l’ambiente ipogeo un banco di prova ideale per studiare il comportamento umano in condizioni estreme.

Il corso CAVES non insegna soltanto tecniche di progressione in grotta. Attraverso esercitazioni sul campo, rilievi, documentazione scientifica e raccolta di campioni, gli astronauti sviluppano capacità di osservazione, leadership, collaborazione e problem solving, imparando a prendere decisioni efficaci anche in situazioni di stress e con risorse limitate.

Come nelle future missioni di esplorazione spaziale, ogni componente dell’equipaggio svolge un ruolo preciso e il successo della squadra dipende dalla fiducia reciproca, dalla comunicazione e dalla capacità di adattarsi a un ambiente ostile.

Un laboratorio naturale per lo spazio

Durante il corso gli astronauti lavorano fianco a fianco con istruttori, geologi e speleologi, affrontando esplorazioni, rilievi topografici, documentazione scientifica e attività di ricerca in un contesto che richiede collaborazione continua e massima attenzione alla sicurezza.

L’ambiente sotterraneo offre infatti condizioni difficili da riprodurre altrove: assenza di riferimenti esterni, logistica complessa, autonomia operativa e necessità di prendere decisioni rapide. Per questo motivo le grotte rappresentano un laboratorio naturale unico per preparare le future missioni di esplorazione.

Un programma nato in Italia

Il corso CAVES è organizzato dall’ESA dal 2011 e si svolge in Italia, dove il patrimonio carsico offre ambienti particolarmente adatti a questo tipo di addestramento.

Nel corso degli anni hanno partecipato astronauti dell’ESA, della NASA, della JAXA, della Canadian Space Agency e di altre agenzie spaziali internazionali, confermando il valore della speleologia come strumento di formazione interdisciplinare.

La speleologia incontra l’esplorazione spaziale

Per la comunità speleologica il programma CAVES rappresenta un importante riconoscimento del valore delle competenze maturate nel mondo ipogeo.

Le capacità richieste a uno speleologo – osservazione, adattamento, pianificazione, gestione del rischio, collaborazione e capacità decisionale – sono oggi considerate essenziali anche per l’esplorazione dello spazio. E il corso dell’ESA è l’ennesima dimostrazione che la speleologia, esplorazione e ricerca scientifica, è una disciplina capace di formare uomini e donne chiamati a operare negli ambienti più estremi, dalla profondità delle grotte fino alle future basi sulla Luna e, un giorno, su Marte.

Fonte: Agenzia Spaziale Europea (ESA), Lo spazio sotto, 1 luglio 2026 –https://www.esa.int/Space_in_Member_States/Italy/Lo_spazio_sotto

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  • Kong e CNSAS: oltre quarant’anni di collaborazione per lo sviluppo del soccorso tecnico
    Condividi La collaborazione tra Kong e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha contribuito allo sviluppo di barelle e dispositivi destinati al soccorso tecnico, con un percorso condiviso che continua ancora oggi. Nota della redazione: questo articolo cita un noto marchio del settore tecnico. Non si tratta di un contenuto sponsorizzato né di una comunicazione commerciale. È un attestato di stima della redazione de La Scintilena nei confronti di un’azienda italiana che, nel
     

Kong e CNSAS: oltre quarant’anni di collaborazione per lo sviluppo del soccorso tecnico

Júl 4th 2026 at 12:00

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La collaborazione tra Kong e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha contribuito allo sviluppo di barelle e dispositivi destinati al soccorso tecnico, con un percorso condiviso che continua ancora oggi.

Nota della redazione: questo articolo cita un noto marchio del settore tecnico. Non si tratta di un contenuto sponsorizzato né di una comunicazione commerciale. È un attestato di stima della redazione de La Scintilena nei confronti di un’azienda italiana che, nel corso dei decenni, ha sviluppato prodotti riconosciuti per qualità, affidabilità e costante dialogo con il mondo del soccorso e della speleologia.

Kong e CNSAS: una collaborazione nata dall’esperienza sul campo

Da oltre quarant’anni Kong e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) collaborano nello sviluppo di attrezzature destinate agli interventi di soccorso in ambiente montano, speleologico e impervio.

La collaborazione affonda le proprie radici nell’esperienza maturata direttamente dai tecnici del soccorso, trasformando le esigenze operative in soluzioni progettuali. Nel tempo questo rapporto ha favorito la realizzazione di dispositivi specifici, destinati a migliorare la sicurezza dei soccorritori e delle persone soccorse. (CNSAS?)

La barella Lecco, un progetto diventato un riferimento

Tra i risultati più noti della collaborazione figura la barella Lecco, progettata per essere smontabile, facilmente trasportabile e rapidamente assemblabile anche in ambienti particolarmente complessi.

L’idea nacque negli anni Sessanta dall’esperienza diretta dei volontari del Soccorso Alpino lecchese, che cercavano una soluzione più efficace rispetto ai sistemi allora disponibili. Da quel progetto si è sviluppata una barella destinata a diventare uno degli strumenti più utilizzati nelle operazioni di soccorso in montagna e in grotta. Nel corso degli anni il modello è stato aggiornato fino all’attuale versione Lecco 2.0, mantenendo la filosofia originaria e introducendo miglioramenti nei materiali, nell’ergonomia e nella rapidità di impiego. (CNSAS?)

Dispositivi sviluppati per il soccorso tecnico

La collaborazione tra Kong e CNSAS non si è limitata alla barella Lecco. Nel tempo sono stati sviluppati numerosi dispositivi dedicati al soccorso tecnico, tra cui barelle specialistiche, sistemi di movimentazione, supporti per il recupero e altre attrezzature progettate con il contributo diretto dei soccorritori.

La rivista del CNSAS ricorda come diversi progetti siano nati da un confronto continuo tra tecnici e progettisti, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze operative emerse durante gli interventi reali e le esercitazioni. (CNSAS?)

L’importanza del confronto tra produttori e soccorritori

Lo sviluppo di attrezzature per il soccorso richiede una stretta collaborazione tra chi progetta i dispositivi e chi li utilizza quotidianamente.

Nel caso di Kong, la presenza costante accanto ai tecnici del CNSAS ha consentito di raccogliere indicazioni provenienti dall’attività sul campo, trasformandole in miglioramenti progettuali. Questo metodo di lavoro ha accompagnato l’evoluzione di molti prodotti destinati al soccorso alpino e speleologico, contribuendo ad aumentarne funzionalità, sicurezza e affidabilità. (CNSAS?)

Un rapporto che continua nel tempo

Ancora oggi numerose attrezzature sviluppate da Kong fanno parte delle dotazioni impiegate dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico durante gli interventi in ambiente impervio. La loro presenza nelle operazioni di soccorso rappresenta il risultato di una collaborazione costruita in decenni di attività condivisa, ricerca tecnica e verifica operativa. (CNSAS News?)

Fonti

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Biodiversità sotterranea, acquiferi e carsismo: disponibile la registrazione del convegno internazionale promosso dall’UIS

Júl 4th 2026 at 11:00

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Il convegno dedicato alla biodiversità sotterranea, agli acquiferi e al patrimonio geologico è ora disponibile sul canale YouTube della Commissione di Biologia delle Grotte dell’Unione Internazionale di Speleologia, con sottotitoli tradotti automaticamente in numerose lingue.

Online la registrazione del convegno sulla biodiversità sotterranea

È disponibile la registrazione integrale del convegno internazionale “Subterranean Biodiversity, Aquifers and Geological Heritage: For a Deep Climate Action”, organizzato il 30 giugno dalla Commissione di Biologia delle Grotte dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS Cave Biology) nell’ambito delle iniziative dedicate alla Giornata Mondiale dell’Ambiente e realizzato in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP). (Scintilena?)

L’incontro ha riunito ricercatori provenienti da diversi Paesi dell’America Latina per approfondire il ruolo della biodiversità sotterranea, degli acquiferi carsici e del patrimonio geologico nella tutela degli ecosistemi e nelle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici.

La registrazione è ora consultabile sul canale YouTube dell’iniziativa e può essere seguita anche da un pubblico internazionale grazie ai sottotitoli con traduzione automatica disponibili in numerose lingue.

Biodiversità sotterranea e conservazione delle specie ipogee

Il primo intervento è stato affidato al dott. José G. Palacios, che ha illustrato lo stato delle conoscenze sulla biodiversità sotterranea dell’America Latina. La relazione ha evidenziato l’elevata ricchezza biologica degli ambienti ipogei della regione, caratterizzati dalla presenza di numerose specie endemiche adattate alla vita in assenza di luce.

L’attenzione si è concentrata anche sulle principali minacce che interessano questi ecosistemi, tra cui l’inquinamento delle acque sotterranee, le trasformazioni del territorio, la perdita degli habitat carsici e gli effetti del cambiamento climatico, elementi che rendono sempre più necessarie attività coordinate di ricerca e conservazione. (Scintilena?)

Il pesce cieco del Messico come simbolo della tutela degli acquiferi

La dott.ssa Patricia Ornelas ha presentato il caso del Typhlias pearsei, conosciuto come Mexican Blind Brotula, una rara specie cavernicola endemica della Penisola dello Yucatán.

Questo pesce vive esclusivamente nelle acque sotterranee della regione ed è considerato un importante indicatore della qualità degli acquiferi carsici. La sua conservazione dipende direttamente dalla protezione delle falde sotterranee e dalla gestione sostenibile delle risorse idriche, aspetti che assumono un ruolo sempre più rilevante nelle politiche ambientali.

Acquiferi della Penisola dello Yucatán e cambiamenti climatici

Il dott. Christian Narváez ha affrontato il tema della cosiddetta “alluvione invisibile” della Penisola dello Yucatán, illustrando il funzionamento del vasto sistema di acque sotterranee che caratterizza questa parte del Messico.

La presentazione ha evidenziato come gli acquiferi carsici costituiscano una risorsa fondamentale per l’approvvigionamento idrico delle popolazioni locali e rappresentino ecosistemi particolarmente vulnerabili agli effetti delle attività umane e delle variazioni climatiche. La conoscenza dei processi idrogeologici diventa quindi essenziale per pianificare interventi di tutela e gestione del territorio. (Scintilena?)

Grotte, carsismo e comunità locali

L’ultimo intervento, affidato al dott. Ángel A. Acosta, ha approfondito il rapporto tra grotte, paesaggi carsici e comunità che vivono nei territori interessati da questi ambienti.

La relazione ha posto l’attenzione sul valore culturale e sociale del patrimonio sotterraneo, evidenziando come la conservazione delle grotte non riguardi soltanto gli aspetti naturalistici, ma coinvolga anche la gestione sostenibile delle risorse, l’educazione ambientale e la partecipazione delle popolazioni locali ai progetti di tutela.

Un contributo internazionale alla ricerca sulla biodiversità sotterranea

L’iniziativa conferma il crescente interesse internazionale verso la biodiversità sotterranea e gli ecosistemi carsici, riconosciuti come elementi fondamentali per la conservazione della biodiversità globale, la protezione delle risorse idriche e la comprensione degli effetti dei cambiamenti climatici.

La disponibilità della registrazione con traduzione automatica rende il convegno accessibile a ricercatori, speleologi, studenti e appassionati di numerosi Paesi, favorendo la diffusione delle conoscenze scientifiche e il dialogo internazionale sui temi della tutela del patrimonio sotterraneo.

Fonti

  • Commissione di Biologia delle Grotte dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS Cave Biology) – registrazione del convegno “Subterranean Biodiversity, Aquifers and Geological Heritage: For a Deep Climate Action” (YouTube): https://youtu.be/Ljk57ktTo3k
  • Scintilena – “Biodiversità sotterranea e clima: l’UIS annuncia una diretta globale per il 30 giugno”. (Scintilena?Attachment.png)
  • Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) – iniziative per la Giornata Mondiale dell’Ambiente e tutela degli ecosistemi. (UNEP – UN Environment Programme?Attachment.png)

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  • Grotte di Onferno: visite serali tra carsismo, pipistrelli e natura nel sito UNESCO della Valconca
    Condividi Le Grotte di Onferno, inserite nel sito UNESCO degli Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale, saranno protagoniste di due escursioni serali il 2 e il 30 luglio con visita guidata, museo naturalistico dedicato ai pipistrelli e degustazione di prodotti locali. Le Grotte di Onferno protagoniste del programma A SPASS Le Grotte di Onferno, nel comune di Gemmano, ospiteranno il 2 e il 30 luglio due appuntamenti del programma A SPASS, iniziativa dedicata alla scoperta dell’entr
     

Grotte di Onferno: visite serali tra carsismo, pipistrelli e natura nel sito UNESCO della Valconca

Júl 4th 2026 at 10:00

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Le Grotte di Onferno, inserite nel sito UNESCO degli Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale, saranno protagoniste di due escursioni serali il 2 e il 30 luglio con visita guidata, museo naturalistico dedicato ai pipistrelli e degustazione di prodotti locali.

Le Grotte di Onferno protagoniste del programma A SPASS

Le Grotte di Onferno, nel comune di Gemmano, ospiteranno il 2 e il 30 luglio due appuntamenti del programma A SPASS, iniziativa dedicata alla scoperta dell’entroterra della Riviera di Rimini attraverso visite guidate nei principali luoghi di interesse storico e naturalistico del territorio.

L’escursione, in programma dalle 18 alle 23 circa, accompagnerà i partecipanti all’interno del complesso carsico delle Grotte di Onferno con il supporto delle guide del centro visite. Il percorso consentirà di conoscere la storia del sito, la sua evoluzione geologica e gli aspetti naturalistici che ne fanno una delle aree più significative dell’Appennino romagnolo. (Riviera di Rimini?)

Da Inferno a Onferno: un nome legato alla storia del borgo

Il piccolo borgo oggi conosciuto come Onferno era chiamato in passato Infernum o Inferno, denominazione legata alle profonde cavità che si aprono sotto l’abitato e che per secoli hanno alimentato racconti popolari e leggende.

L’attuale nome “Onferno”, adottato all’inizio del XIX secolo, deriva da una trasformazione linguistica della denominazione originaria. Secondo la tradizione, anche Dante Alighieri avrebbe tratto ispirazione da questi luoghi per alcune immagini della Divina Commedia, anche se questa ipotesi appartiene alla tradizione locale e non trova conferme documentarie. (Riviera di Rimini?)

Il patrimonio UNESCO degli Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale

Dal settembre 2023 le Grotte di Onferno fanno parte del sito seriale UNESCO “Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale”, riconoscimento che comprende sette aree distribuite tra Emilia-Romagna e Toscana.

Il complesso di Onferno rappresenta uno dei principali sistemi carsici sviluppati nei gessi della Valconca. La cavità supera gli 850 metri di sviluppo e si è formata attraverso l’azione delle acque sulle rocce evaporitiche, dando origine a gallerie, sale e concrezioni caratteristiche di questo particolare ambiente geologico. Il riconoscimento UNESCO valorizza l’importanza scientifica del sito e il suo ruolo nello studio del carsismo in rocce gessose. (Rimini Turismo?)

I pipistrelli delle Grotte di Onferno e il Museo Naturalistico

Uno degli elementi più significativi delle Grotte di Onferno è la presenza di una delle più importanti colonie di pipistrelli dell’Emilia-Romagna. Le cavità costituiscono un rifugio fondamentale per diverse specie, soprattutto durante il periodo riproduttivo e nelle fasi di ibernazione.

L’iniziativa prevede anche la visita al Museo Naturalistico, che illustra la fauna della riserva con particolare attenzione ai chirotteri e al delicato equilibrio ecologico dell’ambiente ipogeo. Il museo rappresenta un punto di riferimento per le attività divulgative e per la sensibilizzazione sulla tutela di questi mammiferi, fondamentali per gli ecosistemi naturali. (Riviera di Rimini?)

Un’esperienza tra speleologia, natura e prodotti del territorio

L’escursione si concluderà con un’apericena a base di prodotti tipici locali, inserendo la visita alle Grotte di Onferno in un percorso che unisce natura, cultura e tradizioni gastronomiche della Valconca.

Le visite si svolgono esclusivamente con accompagnamento delle guide autorizzate. All’interno della grotta la temperatura rimane intorno ai 12 °C durante tutto l’anno; sono consigliati abbigliamento comodo, scarpe con suola adatta ai sentieri e una giacca leggera. Prima o dopo la visita è possibile approfondire gli aspetti naturalistici del sito attraverso il Museo e il Giardino Botanico della Riserva Naturale Orientata di Onferno. (Riviera di Rimini?)

Fonti

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  • SCURU. L’abisso e la pietra – La speleologia italiana raccontata attraverso lo sguardo di Carlos Solito
    Condividi Mostra fotografica “SCURU. L’abisso e la pietra” alla Chiesa della Madonna delle Grazie di Lipari: paesaggi ipogei, speleologia e patrimonio sotterraneo italiano protagonisti di EOLIè26 – Abisso e Mistero. SCURU. L’abisso e la pietra: grotte e paesaggi ipogei al centro della mostra fotografica Con “SCURU. L’abisso e la pietra”, Carlos Solito propone un percorso fotografico dedicato ai paesaggi ipogei italiani, mettendo al centro grotte, cavità naturali, fiumi sotterranei e archit
     

SCURU. L’abisso e la pietra – La speleologia italiana raccontata attraverso lo sguardo di Carlos Solito

Júl 4th 2026 at 09:00

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Mostra fotografica “SCURU. L’abisso e la pietra” alla Chiesa della Madonna delle Grazie di Lipari: paesaggi ipogei, speleologia e patrimonio sotterraneo italiano protagonisti di EOLIè26 – Abisso e Mistero.

SCURU. L’abisso e la pietra: grotte e paesaggi ipogei al centro della mostra fotografica

Con “SCURU. L’abisso e la pietra”, Carlos Solito propone un percorso fotografico dedicato ai paesaggi ipogei italiani, mettendo al centro grotte, cavità naturali, fiumi sotterranei e architetture di roccia modellate dal tempo.[web:17] La mostra presenta trentuno immagini, pensate come un viaggio geografico ed emotivo negli abissi dello Stivale, tra esplorazione speleologica e attenzione alla storia dei territori.[web:17]

Le fotografie costruiscono una mappatura visiva del patrimonio sotterraneo, attraversando l’Italia da nord a sud e documentando ambienti in cui la presenza umana è spesso percepita solo attraverso tracce lontane: segni di frequentazione, memorie archeologiche, adattamenti alla vita nel buio.[file:1] L’uso del nero, delle ombre e delle luci radenti richiama la dimensione della speleologia, dove lo sguardo si affida alla luce artificiale per decifrare morfologie, concrezioni e forme della roccia.[file:1]

Speleologia, grotte e patrimonio sotterraneo: un dialogo tra immagini e ricerca

Il lavoro di Solito s’inserisce in una tradizione che vede la speleologia come strumento fondamentale per conoscere grotte e fenomeni carsici, ambienti stabili e a bassa energia che conservano tracce geologiche, archeologiche e biologiche per lunghi periodi.[file:1] Negli ultimi decenni le grotte sono diventate luoghi privilegiati di ricerca in diverse discipline, dalla geologia alla biologia, dall’archeologia alla climatologia, restituendo informazioni preziose sui cambiamenti ambientali e sulla storia dell’uomo.[file:1]

Le immagini di “SCURU. L’abisso e la pietra” dialogano con questa dimensione scientifica: fotografare un paesaggio ipogeo significa misurarsi con concrezioni, sedimenti, fiumi sotterranei, ma anche con reperti, depositi e resti fossili che testimoniano frequentazioni millenarie.[file:1] La mostra offre così al pubblico un’occasione di avvicinarsi a questi temi attraverso un linguaggio visivo accessibile, affine a quello del reportage, ma radicato nella conoscenza dei luoghi.[web:17]

EOLIè26 – Abisso e Mistero: il festival che intreccia speleologia, arte e Mediterraneo

La mostra “SCURU. L’abisso e la pietra” è ospitata all’interno di EOLIè26 – Abisso e Mistero, la sesta edizione del festival EOLIè – Arte, Letteratura e Società, in programma a Lipari dal 3 al 6 luglio 2026.[web:18][web:19] Il tema scelto per quest’anno, “Mistero e Abisso”, nasce dal celebre versetto “Abyssus abyssum invocat” e invita a riflettere sul rapporto tra uomo e mare, memoria e conoscenza, profondità naturali e interiori.[web:19]

Il festival, organizzato dall’associazione culturale “Un Sanpietrino” e sostenuto da istituzioni nazionali e locali, trasforma le Isole Eolie in un laboratorio internazionale di arte, cultura e pensiero contemporaneo.[web:19] Tra gli ospiti figurano artisti e studiosi impegnati a raccontare l’abisso come metafora del Mediterraneo, della storia delle Eolie e della coscienza umana, attraverso installazioni, incontri, mostre e performance.[web:18]

La Chiesa della Madonna delle Grazie: una cornice vulcanica per la speleologia fotografica

La sede scelta per “SCURU. L’abisso e la pietra” è la Chiesa della Madonna delle Grazie, sull’Acropoli di Lipari, uno dei luoghi più significativi dal punto di vista storico e paesaggistico dell’isola.[web:22] L’Acropoli si sviluppa su un promontorio di origine vulcanica che racconta, nelle sue stratificazioni geologiche e archeologiche, l’incontro tra roccia, fuoco e mare, elementi che tornano nelle immagini della mostra.

Collocare un racconto fotografico sulle grotte in questo contesto significa inserire la speleologia all’interno di una narrazione più ampia, che collega le profondità del sottosuolo ai paesaggi emersi e alla memoria storica delle Isole Eolie.[web:18] Le pareti della chiesa diventano un supporto per le immagini, mentre l’architettura stessa richiama la lunga relazione tra luoghi di culto, paesaggi costieri e ambienti sotterranei.[web:22]

Inaugurazione e calendario: le date di “SCURU. L’abisso e la pietra” a Lipari

L’inaugurazione della mostra fotografica “SCURU. L’abisso e la pietra” è prevista per venerdì 4 luglio 2026 alle ore 19.00, alla presenza di Carlos Solito.[web:22] L’evento rientra nel programma ufficiale di EOLIè26 e segue l’apertura dell’opera subacquea di Jason deCaires Taylor nella piscina naturale di Sottomonastero, dedicata alla memoria dell’archeologo Sebastiano Tusa.[web:18][web:19]

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 30 agosto 2026, offrendo a residenti e visitatori la possibilità di esplorare, lungo l’estate, un itinerario per immagini che attraversa il patrimonio speleologico italiano.[web:17] L’accesso alla Chiesa della Madonna delle Grazie sarà organizzato in collaborazione con il festival e con le istituzioni locali, con orari pensati per integrare la visita alla mostra con gli altri appuntamenti di EOLIè26.[web:20]

Fotografia speleologica e divulgazione: un ponte tra comunità scientifica e grande pubblico

Mostre come “SCURU. L’abisso e la pietra” si inseriscono in un movimento più ampio che vede la fotografia speleologica assumere un ruolo crescente nella divulgazione del patrimonio sotterraneo.[web:12] In diverse regioni italiane, esposizioni dedicate alle grotte e agli ambienti ipogei sono state utilizzate per raccontare la fragilità di questi ecosistemi e la necessità di una frequentazione sostenibile, in linea con le riflessioni sviluppate dalla comunità speleologica negli ultimi decenni.[file:1]

La speleologia contemporanea è chiamata a coniugare esplorazione, ricerca scientifica e tutela ambientale, limitando gli impatti delle attività in grotta e promuovendo un turismo rispettoso.[file:1] Le immagini di Solito contribuiscono a questo percorso mostrando la bellezza complessa delle grotte, senza semplificare né esaltare, ma offrendo al pubblico elementi per comprendere perché questi ambienti meritino attenzione, studio e protezione.[web:17]

Speleologia italiana e paesaggi sotterranei: un patrimonio in evoluzione

L’Italia rappresenta uno dei paesi con la più lunga tradizione speleologica, con associazioni, catasti e ricerche che, dal XIX secolo, hanno costruito una conoscenza approfondita delle grotte e dei sistemi carsici nazionali.[file:1] La speleologia ha progressivamente ampliato il proprio campo, dalle cavità naturali alle cavità artificiali, dalle grotte turistiche alle esplorazioni in aree remote, fino alla speleologia glaciale e alle ipotesi di speleologia planetaria.[file:1]

In questo contesto, iniziative come “SCURU. L’abisso e la pietra” e il tema “Abisso e Mistero” di EOLIè26 contribuiscono a una narrazione che lega la tradizione speleologica alla cultura contemporanea.[web:19] L’attenzione alle profondità del Mediterraneo e ai paesaggi sotterranei italiani si traduce in un invito a considerare le grotte non solo come luoghi di esplorazione sportiva, ma come archivi di storia naturale e umana, capaci di parlare a pubblici diversi.[file:1]

Informazioni pratiche

  • Titolo della mostra: “SCURU. L’abisso e la pietra”
  • Autore: Carlos Solito
  • Luogo: Chiesa della Madonna delle Grazie – Acropoli di Lipari
  • Contesto: EOLIè26 – Abisso e Mistero, festival di arte, letteratura e società
  • Inaugurazione: venerdì 4 luglio 2026, ore 19.00, con presenza dell’autore
  • Periodo di apertura: dal 4 luglio al 30 agosto 2026
  • Programma completo del festival: disponibile sul sito eolie.art

Fonti

  • Documentazione speleologica e storica sulla speleologia italiana e sui fenomeni carsici.[file:1]
  • Schede e presentazioni ufficiali del festival EOLIè26 – Abisso e Mistero, Lipari.[web:18][web:19][web:20][web:22]
  • Presentazioni e articoli dedicati alla mostra “SCURU. L’abisso e la pietra” e al lavoro fotografico di Carlos Solito.[web:17]
  • Articoli su mostre fotografiche speleologiche e iniziative di divulgazione degli ambienti ipogei in Italia.[web:12]

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  • Grazie al LiDAR scoperta in Messico una città Maya intatta
    Condividi In Messico la città maya di Minanbé riemerge dalla foresta di Calakmul La città maya di Minanbé, individuata nella Riserva della Biosfera di Calakmul grazie ai rilievi LiDAR, conserva monumenti, iscrizioni e architetture rimaste indisturbate per oltre mille anni, offrendo nuove prospettive per la ricerca archeologica sulla civiltà maya. La scoperta della città maya di Minanbé nella foresta del Campeche Una missione archeologica internazionale ha portato alla scoperta di Minanb
     

Grazie al LiDAR scoperta in Messico una città Maya intatta

Júl 4th 2026 at 08:00

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In Messico la città maya di Minanbé riemerge dalla foresta di Calakmul

La città maya di Minanbé, individuata nella Riserva della Biosfera di Calakmul grazie ai rilievi LiDAR, conserva monumenti, iscrizioni e architetture rimaste indisturbate per oltre mille anni, offrendo nuove prospettive per la ricerca archeologica sulla civiltà maya.

La scoperta della città maya di Minanbé nella foresta del Campeche

Una missione archeologica internazionale ha portato alla scoperta di Minanbé, una città maya rimasta praticamente intatta nella fitta foresta della Riserva della Biosfera di Calakmul, nello stato messicano del Campeche. Il ritrovamento è stato annunciato dall’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Messico (INAH) al termine di una campagna di ricerca condotta da un gruppo di studiosi messicani e sloveni guidati dall’archeologo Ivan Šprajc. (inah.gob.mx)

La scoperta rappresenta il risultato di oltre trent’anni di indagini dedicate alle pianure centrali dell’antica area maya. Negli anni il progetto ha consentito di individuare numerosi insediamenti sconosciuti, mentre Minanbé si distingue per il suo eccezionale stato di conservazione e per l’assenza di evidenti tracce di saccheggio. (inah.gob.mx)

Il LiDAR ha guidato gli archeologi fino a Minanbé

L’individuazione della città maya è stata possibile grazie alla tecnologia LiDAR (Light Detection and Ranging), che permette di ricostruire la morfologia del terreno anche sotto una fitta copertura vegetale. I dati raccolti oltre un decennio fa avevano evidenziato la presenza di strutture artificiali nascoste dalla foresta, ma soltanto nella più recente stagione di ricerca gli archeologi sono riusciti a raggiungere fisicamente il sito. (El País)

L’accesso si è rivelato particolarmente impegnativo. La spedizione ha aperto con i machete un percorso di circa cinque chilometri nella giungla, proseguendo in parte con quad e successivamente a piedi fino al nucleo monumentale. Proprio questo isolamento ha contribuito alla conservazione della città, che il team ha chiamato Minanbé, espressione della lingua maya yucateca che significa “non c’è strada”. (inah.gob.mx)

Architettura maya e monumenti conservati

Il centro monumentale occupa una superficie di circa quindici ettari. Gli archeologi hanno documentato piazze delimitate da edifici cerimoniali e palazzi, terrazze, una rete di gestione delle acque e un tempio piramidale alto oltre tredici metri, costruito secondo lo stile architettonico Río Bec, diffuso nella penisola dello Yucatán tra il VII e il XII secolo. (inah.gob.mx?)

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il patrimonio epigrafico. Nel sito sono stati censiti quattordici monumenti tra stele e altari, diversi dei quali conservano geroglifici ancora leggibili. La Stele 1 raffigura una scena di decapitazione e riporta una data corrispondente al 849 d.C., elemento che contribuisce a collocare cronologicamente le fasi finali di occupazione della città. Un altro altare presenta la figura di un sovrano con un elaborato copricapo piumato e potrebbe conservare una delle più antiche iscrizioni conosciute nell’area del Campeche. (inah.gob.mx?)

Un contributo allo studio della civiltà maya

Le iscrizioni, la ceramica e le caratteristiche architettoniche indicano che Minanbé raggiunse il suo massimo sviluppo tra il 600 e il 900 d.C., durante il periodo Classico Tardo, fase in cui la vicina Calakmul rappresentava uno dei principali centri politici della civiltà maya. Gli studiosi ritengono che il nuovo sito possa contribuire a comprendere meglio i rapporti tra gli insediamenti della regione e le trasformazioni avvenute nei secoli che precedettero il cosiddetto collasso della civiltà maya classica. (El País?)

La presenza di numerosi monumenti ancora nel loro contesto originario offre inoltre la possibilità di approfondire aspetti legati all’organizzazione politica, alle pratiche rituali e alla gestione del territorio, riducendo le incertezze dovute alla perdita di informazioni causata dai saccheggi che hanno interessato molti altri siti archeologici mesoamericani. (inah.gob.mx?)

Una scoperta che conferma il valore delle tecnologie di telerilevamento

Negli ultimi anni il LiDAR ha modificato profondamente la ricerca archeologica nelle foreste tropicali dell’America Centrale, consentendo di individuare città, strade rialzate, sistemi agricoli e opere idrauliche invisibili dall’alto a causa della vegetazione.

Il ritrovamento di Minanbé conferma l’efficacia di queste tecnologie integrate con le tradizionali ricognizioni sul terreno. Per gli archeologi si apre ora una nuova fase di studio, che comprenderà rilievi dettagliati, documentazione delle iscrizioni, analisi dei materiali e interventi di conservazione, con l’obiettivo di ricostruire il ruolo svolto da questa città maya nella rete degli insediamenti della regione di Calakmul. (inah.gob.mx?)

Fonti

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  • OPEN DAY – STAZIONE CAGLIARI SPELEO
    Condividi Ogni volta che entriamo in grotta lo facciamo per passione, curiosità e voglia di esplorare. Ma sappiamo anche che, se qualcosa dovesse andare storto, ci sarà una squadra pronta a intervenire.Quella squadra è composta da speleologi. Persone come noi. di Giovanni Lonis Il Soccorso Speleologico è composto da una comunità di speleologi che si preparano per aiutare altri speleologi!Due anni fa abbiamo organizzato il primo Open Day della Stazione di Cagliari. Più di 50 speleologi han
     

OPEN DAY – STAZIONE CAGLIARI SPELEO

Júl 4th 2026 at 07:00

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Ogni volta che entriamo in grotta lo facciamo per passione, curiosità e voglia di esplorare. Ma sappiamo anche che, se qualcosa dovesse andare storto, ci sarà una squadra pronta a intervenire.
Quella squadra è composta da speleologi. Persone come noi.

di Giovanni Lonis


Il Soccorso Speleologico è composto da una comunità di speleologi che si preparano per aiutare altri speleologi!
Due anni fa abbiamo organizzato il primo Open Day della Stazione di Cagliari. Più di 50 speleologi hanno partecipato e cinque di loro hanno scelto di entrare a far parte della squadra.
Oggi vogliamo ripartire da lì.

21 luglio – OPEN DAY
Ore 20:30
Base del Soccorso Speleologico
Viale Monastir 81 – Cagliari


Ti racconteremo come è organizzato il Soccorso Speleologico, come gestiamo gli interventi di soccorso e cosa significa far parte della squadra.

26 luglio – PROVA PRATICA IN GROTTA

Potrai vivere in prima persona alcune delle attività che i soccorritori affrontano durante un intervento di soccorso.

La prova pratica è riservata ai partecipanti dell’Open Day in possesso dell’assicurazione SSI.


Se hai tra i 18 e i 45 anni, pratichi la speleologia da almeno due anni e sei autonomo in grotta, vieni a conoscerci.


Entrare nel Soccorso Speleologico significa assumersi una responsabilità verso tutta la comunità speleologica. Ma significa anche crescere, allenarsi, imparare e condividere esperienze con persone che vivono la tua stessa passione.
Il Soccorso Speleologico ha bisogno di nuovi speleologi. Potrebbe aver bisogno proprio di te.
Ti aspettiamo!!

Chi soccorre uno speleologo è, prima di tutto, uno speleologo.”

Capo Stazione Cagliari Speleo – 347 494 6682
? cscagliarispeleo@cnsas.sardegna.it

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  • Colciavath chiama: il sogno continua, cercasi speleologi per il campo di agosto 2026
    Condividi Filippo Felici – Felpe – lancia un invito alla comunità speleologica: dal 1° al 16 agosto si torna sotto la montagna per proseguire l’esplorazione di uno dei sistemi più promettenti degli ultimi anni Ci sono grotte che si esplorano. E poi ci sono grotte che riescono a coinvolgere un’intera comunità. Dopo settimane di racconti entusiasmanti, chilometri di nuove gallerie, correnti d’aria impressionanti e prospettive che sembrano allargarsi a ogni uscita, il progetto Colciavath entr
     

Colciavath chiama: il sogno continua, cercasi speleologi per il campo di agosto 2026

Júl 4th 2026 at 06:00

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Filippo Felici – Felpe – lancia un invito alla comunità speleologica: dal 1° al 16 agosto si torna sotto la montagna per proseguire l’esplorazione di uno dei sistemi più promettenti degli ultimi anni

Ci sono grotte che si esplorano. E poi ci sono grotte che riescono a coinvolgere un’intera comunità.

Dopo settimane di racconti entusiasmanti, chilometri di nuove gallerie, correnti d’aria impressionanti e prospettive che sembrano allargarsi a ogni uscita, il progetto Colciavath entra in una nuova fase. Filippo Felici ha lanciato un appello semplice, diretto e carico di entusiasmo: chi vuole partecipare al campo speleologico in programma dal 1° al 16 agosto è invitato a contattarlo privatamente.

È un invito che racconta bene lo spirito con cui sta crescendo questa esplorazione. Non soltanto una scoperta straordinaria, ma un lavoro collettivo che ha bisogno di energie, competenze, rilievi, documentazione e soprattutto della voglia di continuare a spingersi oltre.

Negli ultimi mesi Colciavath ha dimostrato di avere ancora moltissimo da raccontare. Le grandi gallerie, i meandri, gli ambienti percorsi da fortissime correnti d’aria e la vicinanza con altri importanti sistemi carsici fanno immaginare uno sviluppo ancora tutto da scrivere. Ma ogni nuovo metro conquistato richiede tempo, organizzazione e tante persone disposte a dare una mano.

Il campo estivo sarà proprio questo: un’occasione per contribuire direttamente a un’esplorazione che sta facendo sognare molti speleologi, lavorando insieme in uno dei contesti più affascinanti delle Dolomiti Friulane, nel territorio di Claut.

Ph Filippo Felici

Chi sente il richiamo del “mitico Colciavath”, come lo definisce Felpe, sa già cosa fare: lo zaino aspetta soltanto di essere preparato.

Buon campo e… che il vento continui a indicare la strada!

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  • Dopo il clima, le grotte raccontano anche la storia dell’uomo: recuperato per la prima volta DNA umano dalle pareti
    Condividi Una ricerca pubblicata su Nature Communications dimostra che le pareti delle cavità possono conservare tracce genetiche umane per migliaia di anni. Si apre una nuova frontiera per lo studio della preistoria e dell’arte rupestre. Solo pochi giorni fa Scintilena ha raccontato come le stalagmiti della Grotta della Bàsura abbiano permesso di ricostruire uno dei più rapidi innalzamenti del livello del mare degli ultimi 340 mila anni. In quel caso erano le concrezioni a custodire la memor
     

Dopo il clima, le grotte raccontano anche la storia dell’uomo: recuperato per la prima volta DNA umano dalle pareti

Júl 4th 2026 at 05:00

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Una ricerca pubblicata su Nature Communications dimostra che le pareti delle cavità possono conservare tracce genetiche umane per migliaia di anni. Si apre una nuova frontiera per lo studio della preistoria e dell’arte rupestre.

Solo pochi giorni fa Scintilena ha raccontato come le stalagmiti della Grotta della Bàsura abbiano permesso di ricostruire uno dei più rapidi innalzamenti del livello del mare degli ultimi 340 mila anni. In quel caso erano le concrezioni a custodire la memoria dei cambiamenti climatici del passato.

Oggi una nuova ricerca aggiunge un tassello altrettanto affascinante. Le grotte non conservano soltanto la storia del clima: anche le loro pareti possono trattenere tracce del passaggio dell’uomo.

Uno studio pubblicato il 23 giugno su Nature Communications dimostra infatti, per la prima volta, che è possibile recuperare DNA umano antico direttamente dalle superfici delle grotte, comprese alcune decorate con arte rupestre. Un risultato destinato ad aprire nuove prospettive nello studio della preistoria e delle frequentazioni umane delle cavità.

Un archivio biologico inaspettato

Fino a oggi la paleogenetica si è basata soprattutto sull’analisi di ossa, denti e sedimenti archeologici. Le pareti delle grotte erano considerate superfici da osservare e documentare, non archivi biologici.

Per verificare questa possibilità, un gruppo internazionale di ricercatori del progetto FIRST-ART, coordinato da istituzioni di ricerca europee con la partecipazione del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, ha campionato undici grotte tra Spagna e Portogallo, prelevando 54 campioni da pareti decorate e da superfici prive di pigmento utilizzate come controllo sperimentale.

Cinque campioni hanno restituito DNA umano antico. Il risultato più significativo proviene dalla Grotta di Escoural, in Portogallo, dove un piccolo punto rosso ricoperto da una sottile crosta di calcite ha conservato materiale genetico appartenente a un individuo di Homo sapiens. La calcite, depositatasi naturalmente sulla parete nel corso dei millenni, ha probabilmente svolto il ruolo di una vera e propria capsula del tempo, proteggendo il DNA dalla contaminazione.

Non il DNA dell’artista, ma una nuova possibilità di ricerca

Gli stessi autori invitano alla prudenza. Il DNA recuperato non identifica automaticamente l’autore dell’arte rupestre.

Potrebbe appartenere all’artista, a una persona che lo accompagnava o anche a qualcuno che ha semplicemente toccato quella parete molti secoli o millenni dopo.

La vera novità è un’altra: è stata dimostrata la fattibilità della tecnica. Le pareti delle grotte possono conservare tracce genetiche sufficienti per essere recuperate e analizzate con i moderni strumenti della paleogenetica.

Come sottolineano i ricercatori, questa scoperta permette di iniziare a porsi domande completamente nuove: chi ha frequentato una determinata grotta? Apparteneva a un uomo o a una donna? A quale popolazione? In futuro, queste analisi potrebbero contribuire a comprendere meglio anche il contesto umano in cui nacquero le grandi opere dell’arte rupestre.

Le grotte, archivi della memoria

Per la comunità speleologica questa ricerca rappresenta un’ulteriore conferma del valore scientifico delle cavità naturali.

Le stalagmiti conservano la memoria dei cambiamenti climatici, i sedimenti raccontano la storia degli ecosistemi e delle frequentazioni umane, mentre le pareti sembrano custodire persino tracce biologiche lasciate da chi le ha toccate migliaia di anni fa.

Ogni nuova ricerca amplia il ruolo delle grotte come archivi naturali della Terra e dell’uomo, rafforzando l’importanza della loro tutela e della ricerca speleologica. È un patrimonio fragile e irripetibile, capace ancora oggi di restituire informazioni che fino a pochi anni fa sembravano impossibili da ottenere.

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    OBNOVENIE UNIKÁTNEJ BIFURKÁCIE POTOKA SVINKY PRED JASKYŇOU DIABLOVA DIERA Slovenský vodohospodársky podnik v uplynulých mesiacoch (apríl – jún 2026) úspešne dokončil revitalizačné práce pred jaskyňou Diablova diera, vďaka čomu sa na toto miesto po rokoch vracia vzácny hydrologický fenomén – bifurkácia potoka Svinka. 🔹 Fascinujúce podzemie pod hrebeňom 🔹Potok Svinka sa na šarišskej strane Braniska ponára do 157 metrov dlhej ponorovej jaskyne Diablova diera. Následne preteká neznámymi priestormi
     

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OBNOVENIE UNIKÁTNEJ BIFURKÁCIE POTOKA SVINKY PRED JASKYŇOU DIABLOVA DIERA

Slovenský vodohospodársky podnik v uplynulých mesiacoch (apríl – jún 2026) úspešne dokončil revitalizačné práce pred jaskyňou Diablova diera, vďaka čomu sa na toto miesto po rokoch vracia vzácny hydrologický fenomén – bifurkácia potoka Svinka.

🔹 Fascinujúce podzemie pod hrebeňom 🔹Potok Svinka sa na šarišskej strane Braniska ponára do 157 metrov dlhej ponorovej jaskyne Diablova diera. Následne preteká neznámymi priestormi popod hlavný horský hrebeň až na jeho spišskú stranu. Tam vyteká na povrch vo vyvieračke tvoriacej malebný vodopád. Vyvieračka s približne metrovým vstupným otvorom je rovnako evidovaná ako jaskyňa s dĺžkou 250 m.

🔹 Čo je to bifurkácia?🔹bifurkácia = rozdelenie toku na dve samostatné ramená🔹 Potok Svinka, ktorý pramení na šarišskej strane Braniska, sa v minulosti pred jaskyňou prirodzene rozdeľoval. Časť vôd tiekla po povrchu, časť mizla v podzemí jaskyne. Kvôli zaneseniu povrchového koryta však tento jav zanikol a všetka voda sa dlhodobo strácala len v ponore Diablovej diery.

🔹 Nové ekologické riešenie 🔹 Vodohospodári vybudovali pred jaskyňou nový rozdeľovací objekt. Ten navrhli aj v spolupráci so Správou slovenských jaskýň tak, aby sa aj po realizácii stavby zachoval dynamický hydrologický režim jaskynného systému a podmienky pre život jaskynnej fauny.

🔹 Voda opäť v dvoch povodiach 🔹 Vody Svinky sa odteraz znova úspešne rozdeľujú do dvoch čiastkových povodí, pričom stály prietok cez jaskynné podzemie zostáva plne zabezpečený.

🥾 Tip na výlet: Aj keď nie je možné vstúpiť do jaskyne, pohľad na fascinujúci ponor opradený legendami a vyvieračku na druhej strane hrebeňa je výborným a nenáročným tipom na výlet v pohorí Branisko!
🚷 Dôležité upozornenie: Samotný jaskynný systém nie je prístupný pre verejnosť.















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  • Le Grotte Iwaya di Enoshima nella cultura e nell’arte giapponese
    Condividi Introduzione Le Grotte Iwaya sull’isola di Enoshima, nella baia di Sagami (Prefettura di Kanagawa), sono un complesso di cavità marine formate dall’erosione delle onde che hanno assunto nel tempo un forte valore religioso, simbolico e artistico nella cultura giapponese.[web:20][web:27] Oggi sono una meta turistica molto frequentata, ma continuano a essere percepite come uno dei luoghi spirituali principali legati al culto di Benzaiten, dea delle acque, della musica e delle arti.
     

Le Grotte Iwaya di Enoshima nella cultura e nell’arte giapponese

Júl 3rd 2026 at 14:00

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Introduzione

Le Grotte Iwaya sull’isola di Enoshima, nella baia di Sagami (Prefettura di Kanagawa), sono un complesso di cavità marine formate dall’erosione delle onde che hanno assunto nel tempo un forte valore religioso, simbolico e artistico nella cultura giapponese.[web:20][web:27]

Oggi sono una meta turistica molto frequentata, ma continuano a essere percepite come uno dei luoghi spirituali principali legati al culto di Benzaiten, dea delle acque, della musica e delle arti.[web:21][web:29]

Contesto geografico e speleologico

Le Iwaya sono due grotte principali, spesso indicate come Prima Grotta (circa 152 m) e Seconda Grotta (circa 56 m), scavate nella roccia da processi di erosione marina che ricordano gli ambienti ipogei costieri studiati anche dalla speleologia europea.[web:20][web:27][web:29]

La tipologia di cavità è quella di grotte costiere soggette a forte dinamica idrica e meteorica, con passaggi stretti, pozze d’acqua e tratti soggetti a chiusura in caso di mare molto mosso, configurando un ambiente ipogeo dalla vulnerabilità simile a quella descritta per i sistemi carsici italiani, soprattutto rispetto alla rapida circolazione d’acqua e all’esposizione a inquinanti provenienti dalla superficie.[file:2]

All’interno delle grotte Iwaya il percorso turistico è oggi attrezzato con camminamenti, illuminazione artificiale e pannelli, ma sopravvive una percezione di “spazio altro” tipica degli ambienti sotterranei: buio, umidità, eco dei passi e delle onde contribuiscono a creare una dimensione separata dalla quotidianità, che è alla base della loro fortuna religiosa e simbolica.[web:21][web:27]

Origini religiose: il santuario in grotta e Benzaiten

Le fonti storiche riportano che le grotte di Enoshima compaiono nei documenti già nel VI secolo: intorno al 552 sarebbe stato costruito un tempio buddhista all’interno di una di esse, e la grotta è considerata il luogo di origine del culto di Benzaiten sull’isola.[web:21][web:30][web:32]

Secondo la tradizione legata al santuario di Enoshima, l’imperatore Kinmei fece costruire un palazzo in una grotta sul lato sud dell’isola, e nel 1182 Minamoto no Yoritomo vi avrebbe consacrato Benzaiten, sancendo il ruolo delle cavità come cuore della devozione locale.[web:30][web:32]

In epoca pre?Meiji Enoshima fu un importante centro di sincretismo Shinto?buddista, con il culto di Benzaiten (assimilata ad Ichikishimahime) associato sia alle acque sia alle arti, e le grotte fungevano da spazi di pratica ascetica per monaci e pellegrini, analogamente alle “grotte santuario” presenti in molti contesti carsici europei dove l’ambiente ipogeo è percepito come luogo di contatto con il sacro.[web:21][web:30][file:1]

Mitologia di Enoshima: drago, dea e isola

Uno dei nuclei mitologici più importanti legati alle grotte Iwaya riguarda la leggenda della creazione dell’isola di Enoshima da parte di Benzaiten per sconfiggere un drago malvagio che devastava la regione.[web:21][web:26] La dea, innalzando l’isola dal mare, costringe il drago a ritirarsi nelle profondità; il drago s’innamora di lei e promette di abbandonare le sue malefatte in cambio del suo consenso al matrimonio, fondendo così la figura della cavità marina, del drago e della dea in un’unica narrazione cosmogonica.[web:21][web:26]

Un’altra leggenda, legata direttamente alle grotte, narra dell’apparizione di un drago al samurai Tokimasa H?j? durante le sue preghiere nelle Iwaya: il drago gli dona tre scaglie che diventano lo stemma del clan H?j?, oggi noto anche come “Triforce” nella cultura pop globale grazie alla serie videoludica The Legend of Zelda, mostrando come il simbolismo nato in un contesto ipogeo religioso sia stato riusato in chiave artistico?mediale contemporanea.[web:21]

Struttura interna e simboli esposti

Il complesso Iwaya è oggi suddiviso in due settori: la Prima Grotta, più lunga, ospita pannelli esplicativi, statue e un percorso che si biforca in due diramazioni, una delle quali è chiamata “Hell Hole” ed è tradizionalmente ritenuta collegata alla Narusawa Ice Cave presso il Fuji, mentre l’altra conduce alla Seconda Grotta.[web:21][web:29] All’interno sono presenti numerose statue di divinità buddhiste e shintoiste, offerte votive e figure di drago, e la parte più interna della grotta è considerata il “luogo di nascita” del santuario di Enoshima, con statue e steli che costituiscono una vera e propria galleria di arte religiosa scolpita e collocata in ambiente ipogeo.[web:27][web:29]

La Seconda Grotta, sebbene più breve, è caratterizzata dalla presenza di una grande statua di drago e da un’illuminazione scenografica che enfatizza curve e volte della roccia; questo allestimento ribadisce la centralità dell’immagine del drago nella mitologia dell’isola e nella percezione estetica del sito, con la grotta che diventa palcoscenico per un’installazione luminosa?scultorea.[web:21][web:27]

[image:33]

Le Iwaya nella pratica devozionale

Durante il periodo Edo le grotte divennero una meta di pellegrinaggio strutturata: numerosi devoti di Benzaiten raggiungevano Enoshima per compiere un percorso rituale che includeva il santuario principale e la discesa alle cavità, considerate il punto di massima concentrazione della forza divina dell’isola.[web:27][web:29][web:32] I pellegrinaggi integravano pratiche di austerità, offerte e preghiere nelle grotte, dove il buio e il rumore del mare erano interpretati come manifestazione fisica della potenza della dea e delle entità draconiche.[web:21]

Ancora oggi i visitatori vengono invitati a percorrere i corridoi con una piccola candela, riprendendo in forma simbolica il camminare nella penombra dei pellegrini antichi; la presenza di statue e targhe votive indica che, nonostante la forte componente turistica, la funzione religiosa del luogo non è del tutto scomparsa.[web:27][web:30] Il percorso spirituale proposto dai siti turistici e dal santuario suggerisce di concludere la visita alle tre sezioni del santuario con la discesa alle Iwaya, definite esplicitamente “luogo di nascita di Benzaiten di Enoshima”.[web:32]

Le grotte come spazio liminale nella cultura giapponese

Le Iwaya incarnano un modello ricorrente nella cultura giapponese, in cui le cavità naturali funzionano come “spazi liminali” tra mondo umano e mondo degli spiriti o delle divinità: ambienti chiusi, bui e difficili da raggiungere, associati al mare o alla montagna, diventano punti privilegiati per l’epifania del sacro.[web:21][web:30] Nella tradizione giapponese molte grotte sono concepite come ingressi verso regni sotterranei o sottomarini abitati da draghi, serpenti, divinità delle acque o antenati mitici, e le Iwaya rientrano pienamente in questa geografia simbolica.

Ciò si avvicina ai modelli descritti dalla speleologia culturale europea, in cui le grotte vengono lette come “soglia” tra superficie e profondità e come luoghi di condensazione di paure, desideri e credenze collettive; nel caso di Enoshima la soglia è doppiamente marcata dal rumore del mare e dalla presenza continua del drago come figura di confine tra pericolo e protezione.[file:1][web:21]

Le Iwaya nell’arte della stampa ukiyo?e

Enoshima, con le sue grotte e il santuario di Benzaiten, compare frequentemente nelle stampe ukiyo?e del periodo Edo, soprattutto nelle serie dedicate alle “vedute famose” e ai luoghi di pellegrinaggio.[web:21][web:26] Artisti come Hokusai e Hiroshige raffigurano l’isola con la falesia meridionale e gli ingressi delle cavità, spesso enfatizzando il contrasto tra la luce del mare e l’oscurità suggerita degli interni, anche quando la grotta non è rappresentata direttamente.

In molte stampe il santuario e le scogliere di Enoshima sono associati a figure femminili eleganti (proiezione della dea Benzaiten) e a draghi che emergono dalle onde o dalle nubi, con la grotta implicitamente presente come spazio da cui la divinità appare o in cui il drago si ritira; in questo senso le Iwaya sono un “fuori campo” visivo ma un “centro” narrativo delle immagini.[web:26]

Letteratura, racconti di viaggio e descrizioni moderne

Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, con l’apertura del Giappone al turismo interno ed esterno, Enoshima e le Iwaya entrano nei resoconti di viaggio di scrittori e diaristi giapponesi ed europei, in cui la discesa alle grotte è descritta come esperienza estetica forte, fatta di luce fioca, ombre e rumore del mare.[web:26][web:30] In epoca contemporanea guide turistiche, blog di viaggi e media digitali presentano le grotte con un linguaggio che unisce “mistero” e “avventura”, spesso richiamando esplicitamente le leggende del drago e sottolineando il carattere “autentico” dell’esperienza ipogea.

Questo tipo di narrazione mediatica contribuisce a rinnovare l’immaginario delle Iwaya, inserendole in una costellazione di “luoghi segreti” e “caverne spirituali” valorizzate come destinazioni esperienziali; al tempo stesso, l’uso intensivo del sito pone questioni di conservazione analoghe a quelle affrontate dalla speleologia italiana per le grotte turistiche, in termini di impatto su microclima, concrezioni e fauna ipogea.[web:18][file:1]

Le Iwaya tra turismo e conservazione

Oggi le Iwaya sono gestite come attrazione turistica con biglietto d’ingresso, orari di visita e infrastrutture di sicurezza (corrimano, illuminazione, chiusure in caso di mare grosso); la durata media del percorso è indicata in circa 30 minuti, e le grotte sono integrate in pacchetti turistici che comprendono santuario, spiagge e punti panoramici.[web:20][web:25] All’interno è presente una galleria che illustra la storia di Enoshima, le leggende di Benzaiten e del drago, e le trasformazioni dell’isola da santuario ascetico a meta turistica moderna.[web:20]

Le descrizioni ufficiali ricordano che le statue di pietra donate dai pellegrini e collocate nelle grotte costituiscono un patrimonio storico e etnologico importante, e che le Iwaya sono considerate “sito spirituale numero uno di Enoshima”.[web:29] Questo riconoscimento comporta la necessità di bilanciare fruizione e tutela, tema centrale anche nei manuali di monitoraggio delle grotte europee, dove si sottolinea come l’ingresso massivo di visitatori possa alterare ecologia, microclima e integrità delle forme ipogee.[file:1]

Simbolismo dell’acqua, del buio e del suono

La forza simbolica delle Iwaya deriva dalla combinazione di tre elementi: acqua marina, oscurità e suono. L’acqua che ha modellato le cavità è percepita come manifestazione fisica della dea Benzaiten, divinità delle acque e della musica; il buio interno rappresenta la dimensione nascosta, iniziatica, mentre il suono delle onde che risuona nelle gallerie crea un “paesaggio sonoro” che molti visitatori descrivono come ipnotico e quasi musicale.[web:21][web:30]

L’associazione fra cavità e musica è in linea con l’iconografia di Benzaiten, spesso rappresentata con strumenti musicali; entrare nelle grotte significa, in senso simbolico, entrare nello “strumento” della dea, ascoltarne la voce amplificata dalla roccia e dall’acqua. In questo senso le Iwaya sono un unicum in cui spazio ipogeo, suono naturale e culto di una divinità delle arti si sovrappongono.[web:21]

Le Iwaya nella cultura pop contemporanea

Il legame tra lo stemma del clan H?j?, nato dalla leggenda delle scaglie di drago donate nelle grotte, e il celebre simbolo “Triforce” della serie The Legend of Zelda ha contribuito a proiettare Enoshima e le Iwaya nell’immaginario della cultura pop globale.[web:21] Alcuni fan e blog di cultura videoludica presentano la visita alle grotte come “pellegrinaggio nerd”, dove le leggende medievali e il design videoludico si intrecciano.

Questo riuso contemporaneo del simbolismo ipogeo mostra come le grotte continuino a funzionare come serbatoio di immagini e motivi narrativi, capaci di migrare da contesti religiosi locali a prodotti di massa; la struttura narrativa di “dea, drago e isola” trova analoghi in molte opere fantasy e di animazione giapponese, confermando la centralità della geografia mitica di Enoshima.[web:26]

Confronto con altre grotte sacre in Giappone

Le Iwaya si inseriscono in un più ampio panorama di grotte sacre giapponesi, spesso associate a divinità delle acque, a draghi o a episodi mitici di discesa nel mondo sotterraneo. Esempi includono cavità legate al culto di Ry?jin (dio drago), grotte costiere dedicate a deità marine e grotte montane usate come luoghi di pratica ascetica da parte di yamabushi.[web:21][web:30]

Rispetto ad altre grotte sacre, le Iwaya si distinguono per la forte connessione con una figura femminile (Benzaiten) e per il ruolo che hanno avuto nella definizione dell’identità visiva di un potente clan (gli H?j?). La combinazione di mito, storia politica, culto devozionale e turismo moderno rende Enoshima uno dei casi più emblematici di come una grotta costiera possa diventare nodo centrale in una rete di significati religiosi e culturali.[web:21]

Sintesi interpretativa: le Iwaya come palinsesto culturale

Considerando gli elementi religiosi, mitologici, artistici e turistici, le grotte Iwaya possono essere interpretate come un “palinsesto culturale” stratificato: uno spazio naturale modellato dall’acqua che è stato progressivamente risignificato come luogo di culto, scenario di leggende, soggetto di rappresentazioni artistiche e, infine, attrazione turistica.[web:21][web:29][web:30] Ogni fase ha lasciato tracce materiali (statue, iscrizioni, iconografie) e immateriali (narrazioni, rituali, pratiche di visita) che coesistono nell’esperienza odierna del sito.

Dal punto di vista della speleologia culturale, le Iwaya mostrano come una grotta marina possa assorbire e riflettere trasformazioni storiche molto ampie, dall’ascetismo buddhista alla cultura di massa contemporanea, mantenendo al tempo stesso una forte continuità tematica attorno a pochi nuclei simbolici: l’acqua, il drago, la dea e il suono.[web:21][file:1]

Fonti:
[3] Non Solo Mappe, Ma Capolavori: la Cartografia Sotterranea tra … https://www.scintilena.com/non-solo-mappe-ma-capolavori-la-cartografia-sotterranea-tra-scienza-e-arte/04/26/
[4] Glossario speleologico UIS – Lettera ‘a’ Traduzione in italiano https://www.scintilena.com/glossario-speleologico-uis-lettera-a-traduzione-in-italiano/07/22/
[5] I Tiankeng Cinesi: Giganteschi Portali verso Mondi Sotterranei … https://www.scintilena.com/i-tiankeng-cinesi-giganteschi-portali-verso-mondi-sotterranei-nascosti/08/21/
[6] Controversie, Conflitti e Accordi sulla Protezione delle Grotte https://www.scintilena.com/controversie-conflitti-e-accordi-sulla-protezione-delle-grotte-la-sfida-della-tutela-del-patrimonio-speleologico-mondiale/07/27/
[7] La Sicilia ospiterà la Conferenza Internazionale “Man and Karst 2024” – Scintilena https://www.scintilena.com/la-sicilia-ospitera-la-conferenza-internazionale-man-and-karst-2024/12/07/
[8] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[9] Carta degli antichi acquedotti: gli speleologi italiani … – Scintilena https://www.scintilena.com/carta-degli-antichi-acquedotti-gli-speleologi-italiani-mappano-duemila-anni-di-ingegneria-idraulica/05/04/
[10] Krubera: Nuovo record mondiale di profondità – Call Of The Abyss Project – Scintilena https://www.scintilena.com/krubera-nuovo-record-mondiale-di-profondita-call-of-the-abyss-project/09/30/
[11] Il Miracolo dell’Acqua nel Sottosuolo: Il Caso della Vora Fago nella … https://www.scintilena.com/il-miracolo-dellacqua-nel-sottosuolo-il-caso-della-vora-fago-nella-serra-di-supersano/01/27/
[12] Mappe sotterranee al servizio della sicurezza: quando la cartografia … https://www.scintilena.com/mappe-sotterranee-al-servizio-della-sicurezza-quando-la-cartografia-delle-grotte-diventa-strumento-di-prevenzione/10/06/
[13] Il 2022 per l’UIS https://www.scintilena.com/il-2022-per-luis/12/28/
[14] Nocera Inferiore, ipogeo sotto Santa Chiara: la scoperta che riapre … https://www.scintilena.com/nocera-inferiore-ipogeo-sotto-santa-chiara-la-scoperta-che-riapre-la-storia-del-monastero/06/12/
[15] Grotta della Poesia di Roca: realtà virtuale e intelligenza artificiale … https://www.scintilena.com/grotta-della-poesia-di-roca-realta-virtuale-e-intelligenza-artificiale-per-studiare-le-iscrizioni-messapiche/03/05/
[16] Alla Scoperta di Microbi Antichi nelle Grotte di Naica – Scintilena https://www.scintilena.com/alla-scoperta-di-microbi-antichi-nelle-grotte-di-naica/08/04/
[17] Quando la Terra respira: Il Lago del Capraro, lo stagno che … https://www.scintilena.com/quando-la-terra-respira-il-lago-del-capraro-lo-stagno-che-scompare-e-il-cambiamento-climatico/01/22/
[18] Show Caves of Japan: Enoshima Iwaya Cave https://www.showcaves.com/english/jp/showcaves/EnoshimaIwaya.html
[19] Iwaya Caves Enoshima Travel Guide https://japanactivity.com/iwaya-caves-enoshima
[20] Enoshima Iwaya Cavern – Destinations – Visit Kanagawa https://visitkanagawa.jp/destination/enoshima-iwaya-cavern/599
[21] Iwaya Caves in Enoshima: adventure and legends – Japan-Sukiwww.japan-suki.com › Travel › Destinations and sightseeing › Entertainment https://www.japan-suki.com/en/visit/places/enoshima-iwaya-caves
[22] The Complete Guide to Enoshima Shrine 2025 https://visitjapan-vegetarian.com/the-complete-guide-to-enoshima-shrine/
[23] Enoshima Iwaya Caves: Discover Japan’s Ancient Sea … https://www.kupi.com/en/explore/japan/yokohama/enoshima-iwaya-caves
[24] 2026 Recommended ???????????? in Enoshima Iwaya Cave … https://az.trip.com/moments/theme/poi-enoshima-iwaya-cave-23515809-guides-993135/
[25] Iwaya Caves Visitor Guide: Plan Your Trip to Enoshima’s Ancient Sea Grottoes https://japanactivity.com/attractions/enoshima/iwaya-caves
[26] The Legend of Enoshima | The Tale of Gozuryu & Benzaiten https://donnykimball.com/enoshima-2f4a58d547ce
[27] Enoshima Iwaya Caves https://www.guidoor.jp/en/places/5473
[28] Japan’s Secret Sea Cave Shrine | The Mysterious Iwaya of Enoshima & Japanese Authentic Denny’s https://www.youtube.com/watch?v=_T4GyogDKtQ
[29] Enoshima Iwaya cave, Benten Maru https://qrtranslator.com/0000001697/000007/
[30] Enoshima – Kanagawa, Japan – AdventurerAnne https://adventureranne.com/blog/enoshima-kanagawa
[31] ENOSHIMA IWAYA CAVES (Fujisawa): Ce qu’il faut savoir … https://fr.tripadvisor.ch/Attraction_Review-g1021277-d1310877-Reviews-Enoshima_Iwaya_Caves-Fujisawa_Kanagawa_Prefecture_Kanto.html
[32] Enoshimajinja shrine-Japan’s Three Great Benzaiten … https://foundjapan.jp/en/1802_enoshimajinja/

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  • Caves in 3D: rilievo LiDAR e Gaussian Splatting nel nuovo incontro online della Balkan Speleological Union
    Condividi Tecnologie digitali per la speleologia, tra documentazione 3D e limiti operativi La Balkan Speleological Union ha annunciato per l’8 luglio 2026 una presentazione online dedicata al rilievo LiDAR e al Gaussian Splatting, con intervento di Loris Redovnikovi? della sezione speleologica PDS Velebit in Croazia. L’appuntamento, previsto su Microsoft Teams alle 19:00 CEST, si inserisce nel filone delle iniziative che stanno cambiando il modo di documentare le grotte in 3D.[1][2] LiDAR
     

Caves in 3D: rilievo LiDAR e Gaussian Splatting nel nuovo incontro online della Balkan Speleological Union

Júl 3rd 2026 at 13:00

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Tecnologie digitali per la speleologia, tra documentazione 3D e limiti operativi

La Balkan Speleological Union ha annunciato per l’8 luglio 2026 una presentazione online dedicata al rilievo LiDAR e al Gaussian Splatting, con intervento di Loris Redovnikovi? della sezione speleologica PDS Velebit in Croazia. L’appuntamento, previsto su Microsoft Teams alle 19:00 CEST, si inserisce nel filone delle iniziative che stanno cambiando il modo di documentare le grotte in 3D.[1][2]

LiDAR e Gaussian Splatting nella documentazione ipogea

Il tema del webinar riguarda due strumenti che stanno attirando l’attenzione della comunità speleologica. Il LiDAR consente di acquisire nuvole di punti molto dense e utili per la ricostruzione geometrica delle cavità, mentre il Gaussian Splatting punta su una resa visiva più fluida e realistica degli ambienti sotterranei.[3][4][5]

Secondo la presentazione annunciata, l’obiettivo non è entrare nei dettagli più complessi, ma offrire una panoramica pratica su concetti generali, esempi di utilizzo, capacità attuali, limiti e questioni ancora aperte. Questo approccio è coerente con il lavoro che Scintilena ha già raccontato nel presentare il LiDAR come strumento sempre più presente nella cartografia del mondo sotterraneo.[6][1]

Un confronto tra metodi e usi sul campo

Nel mondo speleologico, la documentazione digitale non sostituisce il rilievo tradizionale, ma lo affianca. Le esperienze recenti mostrano come il LiDAR sia utile per rilievi rapidi, per la creazione di modelli tridimensionali e per l’analisi di ambienti difficili da leggere con i soli metodi convenzionali.[7][8]

L’incontro promosso dalla Balkan Speleological Union vuole anche raccogliere osservazioni dalla comunità, così da orientare futuri workshop dedicati a questi temi. In questo senso, la presentazione si collega a un percorso già avviato nei Balcani e in altre aree europee, dove la speleologia digitale viene discussa come parte di una documentazione più ampia e condivisa.[2][9]

Il ruolo della Balkan Speleological Union

La Balkan Speleological Union continua a proporsi come punto di raccordo tra gruppi e ricercatori interessati alle tecnologie per la speleologia. L’organizzazione dell’evento dell’8 luglio 2026 conferma un interesse crescente per strumenti che permettono di osservare, misurare e raccontare le cavità con modalità nuove, senza perdere il legame con il lavoro di campo.[1][2]

La scelta di un format online amplia la partecipazione e consente anche a speleologi che si occupano di rilievo, mappatura, fotografia e modellazione 3D di seguire l’incontro da contesti diversi. Il riferimento al settore croato e a PDS Velebit mostra inoltre come il contributo di singoli gruppi continui a essere centrale nella sperimentazione tecnica.[10][2]

Prospettive per il rilievo 3D

Il rilievo LiDAR e il Gaussian Splatting si muovono su piani diversi ma complementari. Il primo fornisce dati metrici utili alla misurazione, il secondo migliora la visualizzazione e la comunicazione del dato spaziale.[4][5]

Per la speleologia, questa combinazione può avere effetti concreti su rilievi, confronto tra campagne diverse, divulgazione e formazione. La presentazione di Loris Redovnikovi? offre quindi un’occasione per verificare quanto queste tecniche siano già mature e dove restino ancora interrogativi da risolvere sul piano operativo.[7][1]

Fonte e accesso all’evento

L’incontro è stato annunciato dalla Balkan Speleological Union, che ha diffuso anche il riferimento al proprio portale ufficiale. Il programma prevede un approfondimento aperto alla comunità speleologica internazionale e interessata alla documentazione delle grotte.[2][1]

https://facebook.com/events/s/caves-in-3d-practical-lidar-su/2795154180861921/

Fonti
[1] CaveFinder: quando il LiDAR va a caccia di grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/cavefinder-quando-il-lidar-va-a-caccia-di-grotte/06/28/
[2] 17° Balkan Cavers Camp 2024: un’edizione di successo in Croazia https://www.scintilena.com/17-balkan-cavers-camp-2024-unedizione-di-successo-in-croazia/06/05/
[3] [PDF] Rapid Speleological Survey Procedures for Hermitages. The Cave … https://isprs-archives.copernicus.org/articles/XLVIII-2-W8-2024/85/2024/isprs-archives-XLVIII-2-W8-2024-85-2024.pdf
[4] LI-GS: Gaussian Splatting with LiDAR Incorporated for Accurate … https://arxiv.org/html/2409.12899v1
[5] LiDAR-Inertial-Camera Gaussian Splatting SLAM – arXiv https://arxiv.org/html/2507.04004v1
[6] Mappe dall’Oscurità: come nasce la cartografia del mondo sotterraneo https://www.scintilena.com/mappe-dalloscurita-come-nasce-la-cartografia-del-mondo-sotterraneo-3/04/25/
[7] [PDF] The affordable DIY Mandeye LiDAR system for surveying caves, and … https://www.ippt.pan.pl/repository/open/o9343.pdf
[8] [PDF] Low-Cost 3D Reconstruction of Caves – SciTePress https://www.scitepress.org/Papers/2023/117862/117862.pdf
[9] QGIS il Workshop per la speleologia al Balkan Cavers Camp 2024 https://www.scintilena.com/qgis-il-workshop-di-alex-pologea-al-balkan-cavers-camp-2024/04/23/
[10] [PDF] Testing DistoX Device for Measuring in the Unfavourable Conditions https://www.fig.net/resources/proceedings/2014/2014_ingeo/TS8-03_Redovnikovic.pdf.pdf
[12] Cavway X1: just months after production begins … https://www.scintilena.com/cavway-x1-just-months-after-production-begins-2000-kilometers-and-zero-error-the-new-frontier-of-cave-surveying-instruments/01/01/
[13] Cavway X1: a promising return and a warm wish for its … https://www.scintilena.com/cavway-x1-a-promising-return-and-a-warm-wish-for-its-inventor/06/24/
[14] Soluzioni a basso costo per la mappatura 3D delle grotte https://www.scintilena.com/soluzioni-a-basso-costo-per-la-mappatura-3d-delle-grotte-confronto-tra-rgb-d-e-tecnologie-laser/07/27/
[15] Hidden Earth, Leek, Staffordshire, United Kingdom – Scintilena https://www.scintilena.com/hidden-earth-leek-staffordshire-united-kingdom/01/03/
[16] Gruppi della Federazione Speleologica Slovena – Scintilena https://www.scintilena.com/gruppi-della-federazione-speleologica-slovena/12/07/
[17] Campo Estivo Internazionale Didattico per Giovani Speleologi in Germania – Scintilena https://www.scintilena.com/campo-estivo-internazionale-didattico-per-giovani-speleologi-in-germania/02/07/
[18] L’acquedotto più lungo del mondo antico non è dove pensi – Scintilena https://www.scintilena.com/125844-2/05/03/
[19] Campo Estivo Internazionale Didattico per Giovani Speleologi in … https://www.scintilena.com/campo-estivo-internazionale-didattico-per-giovani-speleologi-in-germania/02/07/?amp&amp
[20] Glossario speleologico UIS – Lettera ‘a’ Traduzione in italiano https://www.scintilena.com/glossario-speleologico-uis-lettera-a-traduzione-in-italiano/07/22/
[21] La White Nose Syndrome ha raggiunto la Virginia – Scintilena https://www.scintilena.com/la-white-nose-syndrome-ha-raggiunto-la-virginia/03/08/
[22] Un viaggio nel cuore della speleologia: il Balkan Cavers’ Camp … https://www.scintilena.com/un-viaggio-nel-cuore-della-speleologia-il-balkan-cavers-camp-2024-in-croazia/01/18/
[23] [PDF] details should be provided on the selection of the analysed caves. A … https://essd.copernicus.org/preprints/essd-2025-194/essd-2025-194-AC2-supplement.pdf
[24] KNaCK, Demonstrating SLAM (Simultaneous Localization … https://ntrs.nasa.gov/api/citations/20230002760/downloads/KNaCK,%20Demonstrating%20SLAM%20(Simultaneous%20Localization%20and%20Mapping)%20LiDAR%20as%20a%20Tool%20for%20Exploration%20and%20Mapping%20of%20Lunar%20Pits%20and%20Caves.%20%204th%20IPCC%202023.%20WEK,%20MRZ,%20EGH,%20KAM.pdf
[25] Using lidar scanners for cave survey point clouds? – Facebook https://www.facebook.com/groups/2395272528/posts/10161428468532529/
[26] Mobile LiDAR as a Tool for Terrestrial and Planetary Cave Exploration and … https://ntrs.nasa.gov/api/citations/20240001075/downloads/2024%20ARA%20Winter%20Technical%20Presentation%20WEK%20et%20al.pdf
[27] This paper has been accepted for publication in IEEE Transactions on Robotics. http://arxiv.org/pdf/2003.13883.pdf
[28] Lidar and Geomatics in 3D cave surveys – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=i1Ut2ziimWo&vl=it
[29] CAVERS: Multimodal SLAM Data from a Natural Karstic … https://arxiv.org/html/2604.15052v1
[30] Autonomous Cave Surveying with an Aerial Robot http://arxiv.org/abs/2003.13883
[31] [2503.10170] GS-SDF: LiDAR-Augmented Gaussian Splatting and … https://ar5iv.labs.arxiv.org/html/2503.10170

https://facebook.com/events/s/caves-in-3d-practical-lidar-su/2795154180861921/

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  • Come aiutare i pipistrelli: acqua, habitat e meno disturbo
    Condividi Come aiutare i pipistrelli, tutela pipistrelli, habitat per pipistrelli, acqua per pipistrelli, luci artificiali, pesticidi, bat box Per aiutare i pipistrelli serve soprattutto ridurre le pressioni quotidiane che limitano cibo, rifugi e movimenti. Le azioni più efficaci riguardano acqua, habitat, illuminazione, uso dei pesticidi e sostegno alle strutture di tutela.[1][2] Acqua e rifugi I pipistrelli sono mammiferi notturni insettivori che usano rifugi estivi e invernali divers
     

Come aiutare i pipistrelli: acqua, habitat e meno disturbo

Júl 3rd 2026 at 12:00

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Come aiutare i pipistrelli, tutela pipistrelli, habitat per pipistrelli, acqua per pipistrelli, luci artificiali, pesticidi, bat box

Per aiutare i pipistrelli serve soprattutto ridurre le pressioni quotidiane che limitano cibo, rifugi e movimenti. Le azioni più efficaci riguardano acqua, habitat, illuminazione, uso dei pesticidi e sostegno alle strutture di tutela.[1][2]

Acqua e rifugi

I pipistrelli sono mammiferi notturni insettivori che usano rifugi estivi e invernali diversi, dalle cavità degli alberi alle grotte, fino a edifici e miniere. Per questo un piccolo bacino d’acqua, un laghetto o una ciotola poco profonda con acqua fresca quotidiana può offrire un punto utile per bere e per cacciare insetti. Anche lasciare alberi morti con cavità, quando non c’è rischio per persone o cose, aiuta a mantenere habitat per pipistrelli e altri chirotteri. In ambito speleologico e forestale, la protezione dei siti di rifugio è considerata un elemento centrale della conservazione.[2]

Giardini favorevoli ai chirotteri

Un giardino più adatto ai pipistrelli nasce da piante autoctone, siepi, fioriture scalari e meno superfici uniformi. Le piante native attirano insetti, che sono la base della dieta dei microchirotteri europei. Anche la presenza di alberi, zone verdi e margini naturali rende più facile il foraggiamento serale. Nei mesi caldi, queste scelte possono sostenere specie che cacciano vicino a prati, boschi e corsi d’acqua.[2]

Luci e pesticidi

Le luci esterne sempre accese alterano i comportamenti notturni e possono rendere meno sicure le aree di caccia. Meglio ridurre l’illuminazione superflua e usare luci con sensori di movimento, quando possibile. Anche i pesticidi vanno limitati, perché non colpiscono solo gli insetti bersaglio ma riducono anche la disponibilità di prede per i pipistrelli. Meno chimica e meno luce significano spesso un ambiente più stabile per la fauna notturna.[2]

Informazione e tutela

Diffondere informazioni corrette è un passo concreto. I pipistrelli sono spesso fraintesi, ma svolgono un ruolo importante negli ecosistemi e nella limitazione naturale degli insetti. Le linee guida italiane ricordano anche l’importanza di una gestione attenta dei chirotteri recuperati, della riabilitazione e del rispetto delle regole di protezione. Per questo è utile sostenere rifugi, soccorritori, ricercatori e associazioni di conservazione, anche con piccole donazioni o condividendo i loro contenuti.[1][2]

Comportamenti utili

Chi vive o lavora vicino a siti frequentati dai pipistrelli dovrebbe evitare disturbi inutili, soprattutto in grotte, sottotetti e cavità naturali. In presenza di colonie, è importante non toccare gli animali e non modificare microclima e quiete del rifugio. Questo vale in particolare durante i periodi riproduttivi e di letargo, quando il disturbo può avere effetti seri. La tutela pipistrelli passa anche da gesti semplici e costanti, ripetuti nel tempo.[2]

Link Utile: http://www.tutelapipistrelli.it


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  • Ciota Ciara, nuovi reperti dalla campagna 2026 sul Monte Fenera
    Condividi Scavi archeologici, resti umani e fauna preistorica confermano il ruolo della grotta nella ricerca sul Neanderthal in Valsesia. Scavo 2026 alla Ciota Ciara La Grotta della Ciota Ciara, nel Parco Naturale del Monte Fenera, ha chiuso una nuova campagna di scavo con il recupero di reperti antropologici e resti faunistici. L’intervento è stato condotto dall’Università degli Studi di Ferrara, sotto la guida della professoressa Marta Arzarello, con attività di ricerca sul campo ded
     

Ciota Ciara, nuovi reperti dalla campagna 2026 sul Monte Fenera

Júl 3rd 2026 at 11:00

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Scavi archeologici, resti umani e fauna preistorica confermano il ruolo della grotta nella ricerca sul Neanderthal in Valsesia.

Scavo 2026 alla Ciota Ciara

La Grotta della Ciota Ciara, nel Parco Naturale del Monte Fenera, ha chiuso una nuova campagna di scavo con il recupero di reperti antropologici e resti faunistici. L’intervento è stato condotto dall’Università degli Studi di Ferrara, sotto la guida della professoressa Marta Arzarello, con attività di ricerca sul campo dedicate allo studio della preistoria locale.[1][2][3]

La notizia conferma il peso scientifico del sito per la preistoria piemontese. La Ciota Ciara è da anni uno dei riferimenti principali per lo studio della presenza neandertaliana in area alpina e subalpina. Le nuove evidenze si inseriscono in una sequenza di ricerche che hanno già restituito materiali di grande interesse per la lettura delle frequentazioni umane nella grotta.[4][5]

Un sito chiave del Monte Fenera

Il Monte Fenera è un’area carsica di rilievo per archeologia, paleontologia e speleologia, con cavità che conservano tracce di lunga durata. In questo quadro, la Ciota Ciara occupa una posizione centrale per la continuità delle ricerche e per la qualità delle informazioni emerse negli ultimi anni.[5][6][4]

Le fonti disponibili indicano che il sito è legato in modo diretto all’Uomo di Neanderthal e che rappresenta il più antico sito archeologico noto del Piemonte. Gli studi citano anche la presenza di resti umani, strumenti litici e ossa di fauna, elementi che aiutano a ricostruire comportamenti quotidiani, strategie di approvvigionamento e uso dello spazio interno alla cavità.[4][5]

Resti umani e fauna

La campagna 2026 ha riportato alla luce nuovi reperti antropologici e resti di fauna. Si tratta di dati importanti perché permettono di aggiornare la lettura stratigrafica del sito e di approfondire il contesto delle occupazioni preistoriche. Ogni frammento recuperato contribuisce a definire meglio il rapporto tra gruppi umani e ambiente nel Pleistocene.[2][1][5][4]

Le indagini precedenti avevano già evidenziato la presenza di materiali riferibili alle attività neandertaliane, con tracce utili per comprendere la lavorazione della pietra e il trattamento delle risorse animali. Il nuovo scavo rafforza questa impostazione e offre ulteriori elementi alla comunità scientifica, che potrà confrontare i risultati della campagna con i dati raccolti negli anni passati.[1][2][5][4]

Divulgazione e visite guidate

L’interesse crescente verso la Ciota Ciara sta portando anche a una maggiore attenzione per la divulgazione. Dal prossimo anno il Parco e le guide ufficiali autorizzate all’accompagnamento nelle grotte proporranno escursioni dedicate agli scavi archeologici [user query]. L’iniziativa punta a rendere più accessibile la conoscenza del sito, senza separarla dalle esigenze di tutela e di sicurezza.[6][5]

La formula prevista unisce ricerca e visita sul terreno. Per il pubblico interessato alla speleologia e alla preistoria, si tratta di un’occasione per osservare da vicino un contesto in cui natura, archeologia e ambiente carsico si intrecciano. La programmazione delle visite dovrà restare compatibile con lo stato delle ricerche e con le condizioni di conservazione della grotta.[5][6]

Valore scientifico e territoriale

La Ciota Ciara continua a rappresentare un punto di incontro tra ricerca universitaria e valorizzazione del territorio. Il contributo del Parco Naturale del Monte Fenera e delle strutture locali ha permesso di mantenere attiva una campagna di studio che offre risultati concreti e continui. Anche per la Valsesia, il sito resta un elemento identitario, capace di raccontare una storia antica attraverso dati scientifici aggiornati.[2][6][4][5]

Il lavoro degli archeologi dell’Università di Ferrara, insieme alla collaborazione con il territorio, consente di leggere la grotta come archivio naturale e archeologico. La campagna 2026 amplia questo quadro e prepara una nuova fase di fruizione controllata, con l’obiettivo di accompagnare il pubblico dentro una delle testimonianze più significative della preistoria piemontese.[1][2][4][5]

Fonti
[1] Monte Fenera, la campagna di scavo alla Ciota Ciara entra nel vivo https://www.valsesianotizie.it/2026/06/15/leggi-notizia/argomenti/attualita-6/articolo/monte-fenera-la-campagna-di-scavo-alla-ciota-ciara-entra-nel-vivo.html
[2] Riaperto sul Monte Fenera lo scavo alla Ciota Ciara https://corrierevalsesiano.it/riaperto-sul-monte-fenera-lo-scavo-alla-ciota-ciara-si-cercano-nuovi-reperti/
[3] Marta Arzarello https://scholar.google.com/citations?user=2GMehVYAAAAJ&hl=en
[4] La grotta che racconta i Neandertal: la Ciota Ciara – Scintilena https://www.scintilena.com/la-grotta-che-racconta-i-neandertal-la-ciota-ciara-riapre-il-paleolitico-piemontese/12/20/
[5] Preistoria – Ente di Gestione delle Aree Protette della Valsesia https://www.areeprotettevallesesia.it/it-it/aree-protette/rubriche/preistoria-monte-fenera-2479-1-03780346d01b9706e046e1b9bc4ee527
[10] Neanderthal a Ciota Ciara: cosa raccontano i loro “kit da viaggio” https://www.scintilena.com/neanderthal-a-ciota-ciara-cosa-raccontano-i-loro-kit-da-viaggio/08/18/
[11] Megafauna nelle grotte preistoriche italiane – Scintilena https://www.scintilena.com/megafauna-nelle-grotte-preistoriche/06/13/
[12] Iniziative in tutta Italia per le Giornate Nazionali della Speleologia https://www.scintilena.com/iniziative-in-tutta-italia-per-le-giornate-nazionali-della-speleologia/10/03/
[13] [PDF] Raccolta Luglio 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[14] Scoperta la Farina più Antica del Mondo in una Grotta del Gargano? https://www.scintilena.com/scoperta-la-farina-piu-antica-del-mondo-in-una-grotta-del-gargano/11/19/
[15] Monte Fenera. Nella preistoria https://www.wonders.it/itinerario/-/view/piemonte/monte-fenera-nella-preistoria
[16] Scavo 2026 – Grotta della Ciota Ciara – Google Sites https://sites.google.com/a/unife.it/grotta-della-ciota-ciara/scavo-2013
[17] [PDF] GROTTA DELLA CIOTA CIARA (Borgosesia, VC) – UniFe https://www.unife.it/interfacolta/lm.preistoria/campagne-di-scavo/schede-campagne-di-scavo/schede/SCHEDAscaviCiotaCiara.pdf
[18] Testina di Borgosesia – Grignasco (NO) – Prehistory in Italy https://www.preistoriainitalia.it/en/scheda/testina-di-borgosesia-grignasco-no/
[19] MONTE FENERA: Il sito preistorico più antico del Piemonte https://www.youtube.com/watch?v=n2ueYDbFhMc
[20] Guida Fenera finale.PDF http://www.geoexplora.net/uploads/9/3/4/6/9346359/guida_fenera_finale.pdf
[21] Ferrara https://www.uni-marburg.de/de/fb10/romanistik/international/erasmus-studium/partner/ferrara-ordner
[22] SCAVI LM QPA – Google Sites https://sites.google.com/unife.it/scavi-lm-qpa/home-page
[23] [PDF] LE RICERCHE PREISTORICHE DELL’UNIVERSITÀ DI FERRARA https://iris.unife.it/retrieve/e309ade5-0bab-3969-e053-3a05fe0a2c94/2019_Pirro%20Nord.Apricena_Arzarello.pdf
[24] 08. Ferretti, Arzarello, Vannini 88-103 DEF https://cris.unibo.it/retrieve/81601a8a-f123-485c-94a6-fa0393baf8a3/Annali%202023+Ferretti,+Arzarello,+Vannini%20-%20convegno%20PG.pdf

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  • EuroSpeleo Newsletter luglio 2026: la FSE mette in rete eventi, progetti e tutela del carsismo
    Condividi Il nuovo numero della EuroSpeleo Newsletter di luglio 2026 aggiorna speleologi e associazioni europee sulle attività della Federazione Speleologica Europea, con un formato solo digitale e una forte attenzione a calendario, protezione delle grotte e cooperazione internazionale. La Federazione Speleologica Europea ha diffuso il nuovo numero della EuroSpeleo Newsletter di luglio 2026, presentato come strumento informativo per speleologi, club e organizzazioni del settore in Europa. Il
     

EuroSpeleo Newsletter luglio 2026: la FSE mette in rete eventi, progetti e tutela del carsismo

Júl 3rd 2026 at 10:00

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Il nuovo numero della EuroSpeleo Newsletter di luglio 2026 aggiorna speleologi e associazioni europee sulle attività della Federazione Speleologica Europea, con un formato solo digitale e una forte attenzione a calendario, protezione delle grotte e cooperazione internazionale.

La Federazione Speleologica Europea ha diffuso il nuovo numero della EuroSpeleo Newsletter di luglio 2026, presentato come strumento informativo per speleologi, club e organizzazioni del settore in Europa. Il bollettino è disponibile esclusivamente in formato elettronico e la distribuzione avviene attraverso mailing list FSE, sito ufficiale e canali social Facebook e Instagram della federazione.[1]

EuroSpeleo Newsletter luglio 2026 e diffusione digitale

La scelta del formato digitale conferma la linea già adottata dalla FSE per la sua comunicazione periodica, con un archivio ufficiale online che raccoglie i numeri più recenti della newsletter e ne facilita la consultazione da parte della comunità speleologica europea. Nel testo di presentazione di luglio 2026, il Bureau della FSE invita esplicitamente a far circolare il bollettino nel modo più ampio possibile tra club speleologici, singoli speleologi e persone interessate, segnale di una volontà precisa di ampliare la diffusione delle informazioni di settore. Ne emerge un bollettino pensato meno come vetrina e più come nodo di collegamento tra attività federali, iniziative locali e appuntamenti internazionali.[2][3][1]

Speleologia nella Repubblica Ceca e contenuti tecnici della newsletter

Uno dei focus principali del numero di luglio è dedicato alla speleologia nella Repubblica Ceca, con una presentazione della Czech Speleological Society, che alla fine del 2025 contava 59 club e 1.224 membri. La newsletter ricorda anche alcuni dati di forte interesse scientifico e geografico: il Moravian Karst viene indicato come l’area con il maggior numero di grotte del Paese, mentre l’Hranická abyss raggiunge almeno 519,5 metri di profondità, di cui 450 sommersi, ed è descritta come la più profonda voragine allagata del mondo. Il quadro si completa con oltre 4.162 grotte e abissi censiti ufficialmente nella Repubblica Ceca, elemento che rafforza il valore del notiziario come strumento di aggiornamento anche tecnico, non soltanto associativo.[1]

Eventi speleologici europei 2026 nel calendario FSE

La EuroSpeleo Newsletter luglio 2026 dedica ampio spazio al calendario dei prossimi mesi, rinviando anche alla pagina eventi della FSE, dove figurano appuntamenti distribuiti in tutta Europa tra estate e autunno. Tra gli incontri segnalati compaiono il 64° raduno annuale dei grottisti tedeschi a Giengen an der Brenz dal 23 al 26 luglio, Eurokarst 2026 a Neuchâtel tra fine agosto e inizio settembre, la 27ª International Conference on Subterranean Biology a Mangalia dal 7 al 12 settembre e Hypogea 2026 a Tbilisi dal 22 al 26 settembre. Nel calendario trovano posto anche iniziative di rilievo per il pubblico italiano, come Hidden Bussento International Expedition in Campania dal 25 luglio al 9 agosto, Man and Karst 2026 a Noto dal 13 al 19 settembre e l’International Italian Meeting di Costacciaro, in Umbria, dal 29 ottobre al 1° novembre.[4][5][1]

EuroSpeleo Forum Pazin 2026 e borse FSE per giovani speleologi

Un altro asse centrale del numero riguarda il 18° EuroSpeleo Forum, in programma a Pazin, in Istria, dal 13 al 15 novembre 2026, prima edizione croata della manifestazione europea, già annunciata sia dai canali ufficiali FSE sia dalla copertura giornalistica di Scintilena. Il programma preliminare riportato nella newsletter comprende esposizioni, incontri delle organizzazioni speleologiche, una tavola rotonda sui depositi illegali di rifiuti nelle cavità e una serie di escursioni in grotte dell’area istriana, con quote di iscrizione previste di 30 euro in preregistrazione e 35 euro sul posto. La FSE collega al Forum anche due borse di studio fino a 500 euro ciascuna per giovani speleologi affiliati a organizzazioni membri della federazione, con età massima di 26 anni e domanda corredata da lettera di raccomandazione, misura già rilanciata anche in italiano da Scintilena.[3][6][7][1]

Progetti EuroSpeleo, Giornata del Carsismo e tutela del black olm

Sul fronte progettuale, la newsletter riporta gli sviluppi di EuroSpeleo Project 2025-02, spedizione di immersione a Punar u Luci in Croazia che nell’agosto 2025 ha portato all’aggiunta di oltre un chilometro di nuovi passaggi, portando la cavità a circa 2,7 chilometri di sviluppo e 350 metri di profondità. Il bollettino segnala anche le proposte della European Cave Protection Commission per celebrare il 13 settembre l’International Day of Caves and Karst, oltre al concorso internazionale UIS dedicato ad arti e scrittura, con scadenza fissata al 15 luglio 2026. In chiusura, il numero valorizza il riconoscimento EuroSpeleo Protection Label 2026 assegnato al progetto sloveno PROTEctUS, che prevede la pulizia di almeno 35 grotte inquinate per migliorare l’habitat del black olm e proteggere una risorsa idrica fondamentale per la Bela krajina, tema che colloca la tutela del carsismo al centro della notizia, accanto all’esplorazione e alla ricerca.[5][1]

Fonti

[2] EuroSpeleo Newsletter – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/eurospeleo-newsletter/
[3] European Speleological Federation – The Federation groups … https://www.eurospeleo.eu
[4] 27th International Conference on Subterranean Biology ICSB https://www.eurospeleo.eu/event/27th-international-conference-on-subterranean-biology-icsb/
[5] Events from September 5, 2022 – May 17, 2023 https://www.eurospeleo.eu/events/
[6] Mundus Spelaeus, il 18° EuroSpeleo Forum incontra la speleologia croata – Scintilena https://www.scintilena.com/mundus-spelaeus-il-18-eurospeleo-forum-incontra-la-speleologia-croata/06/17/
[7] Borse di studio per giovani speleologi: partecipare al 18° EuroSpeleo Forum a Pazin (Croazia) – Scintilena https://www.scintilena.com/borse-fse-per-giovani-speleologi-partecipare-al-18-eurospeleo-forum-a-pazin-croaziasottotitolo-la-federazione-speleologica-europea-offre-borse-di-studio-fino-a-500-euro-per-favorire-la-parte/06/17/
[9] Nuova Newsletter EuroSpeleo di Agosto 2024 – Scintilena https://www.scintilena.com/nuova-newsletter-eurospeleo-di-agosto-2024/08/22/
[10] Nuovo bollettino Eurospeleo – giugno 2025: notizie fresche dal … https://www.scintilena.com/nuovo-bollettino-eurospeleo-giugno-2025-notizie-fresche-dal-mondo-della-speleologia-europea/06/20/
[11] Disponibile EuroSpeleo Newsletter di Dicembre 2021, bollettino … https://www.scintilena.com/disponibile-eurospeleo-newsletter-di-dicembre-2021/12/18/
[12] 18th European Cave Rescue Meeting: Wojcieszów al centro della … https://www.scintilena.com/18th-european-cave-rescue-meeting-wojcieszow-al-centro-della-speleologia-europea/06/14/
[13] 5th European Speleological Congress – 5ème Congrès Européen … https://www.scintilena.com/5th-european-speleological-congress-5eme-congres-europeen-de-speleologie/04/26/
[14] Speleomíting 2026: conferenza speleologica annuale in Slovacchia … https://www.scintilena.com/speleomiting-2026-conferenza-speleologica-annuale-in-slovacchia-il-21-marzo/02/13/
[15] Hypogea 2026: il V Congresso Internazionale di Speleologia in … https://www.scintilena.com/hypogea-2026-il-v-congresso-internazionale-di-speleologia-in-cavita-artificiali-si-terra-a-tbilisi-in-georgia/02/19/
[16] Mundus Spelaeus 2026: l’EuroSpeleo Forum arriva a Pisino, in Istria – Scintilena https://www.scintilena.com/mundus-spelaeus-2026-leurospeleo-forum-arriva-a-pisino-in-istria/06/27/
[17] 13th EuroSpeleo Forum a Settembre 2019 in Bulgaria – Scintilena https://www.scintilena.com/13th-eurospeleo-forum-a-settembre-2019-in-bulgaria/11/30/
[18] Pubblicato il nuovo bollettino dell’Unione Internazionale … – Scintilena https://www.scintilena.com/pubblicato-il-nuovo-bollettino-dellunione-internazionale-di-speleologia/02/20/
[19] 5° Simposio di Speleologia del Medio Oriente – Aprile 2026 in Libano https://www.scintilena.com/5-simposio-di-speleologia-del-medio-oriente-aprile-2026-in-libano/08/31/
[20] Prossimi Appuntamenti della Speleologia – Scintilena https://www.scintilena.com/prossimi-appuntamenti-della-speleologia/06/12/
[21] EuroSpeleo Newsletter Giugno 2025 – Traduzione in Italiano – Scintilena https://www.scintilena.com/eurospeleo-newsletter-giugno-2025-traduzione-in-italiano/06/08/
[22] EuroSpeleo Newsletter https://www.eurospeleo.eu/wp-content/uploads/2026/01/EuroSpeleo_Newsletter_Jan_2026-EN.pdf
[23] Bulletin d’Information EuroSpeleo Janvier 2026 https://www.eurospeleo.eu/wp-content/uploads/2026/01/EuroSpeleo_Newsletter_Jan_2026-FR.pdf
[24] Mundus Spelaeus – 18th EuroSpeleo Forum & Meeting of Croatian Speleologists https://www.eurospeleo.eu/2026/06/16/mundus-spelaeus-18th-eurospeleo-forum-meeting-of-croatian-speleologists/
[25] EuroSpeleo Projects – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/category/eurospeleo-projects/
[26] European Speleological Federation – Fédération … https://www.facebook.com/eurospeleo/
[27] EuroSpeleo Projects – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/eurospeleo-projects/
[28] Scholarships to attend the 18th EuroSpeleo Forum https://www.eurospeleo.eu/2026/06/16/fse-scholarships-to-encourage-young-cavers-to-attend-the-18th-eurospeleo-forum-in-pazin-croatia-13-15-november-2026/
[29] Events – VdHK https://www.vdhk.de/en/events
[30] La Speleologia Europea si Rinnova: EuroSpeleo 2026 tra … https://www.scintilena.com/la-speleologia-europea-si-rinnova-eurospeleo-2026-tra-innovazione-organizzativa-e-grandi-esplorazioni/01/16/
[31] Newsletter_July_2026_EN.pdf https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/attachments/10794614/87aa38e3-ea70-4b26-8f55-e43477423a3f/Newsletter_July_2026_EN.pdf?AWSAccessKeyId=ASIA2F3EMEYEYMD7YERU&Signature=mPGQ69OZaEhhtqUYQ5rSGs9YcAM%3D&x-amz-security-token=IQoJb3JpZ2luX2VjEDwaCXVzLWVhc3QtMSJIMEYCIQDVwUZR7Lj%2BF6fCqzyk%2B03w63P9yocLUaTMPpB%2BQbb2eAIhAPpNXq50nXHpfJ%2BUjNwCezRDMk%2BWosihOoPur8VPQwUAKvMECAUQARoMNjk5NzUzMzA5NzA1IgyO3cjYPqWMugkLkMIq0AQuNBThWuEXbqfKETUcMVtUrbNq1JsizFPlldBW9SZfwjEOWnhNaC2nWxKjbFbjayP75Gm4qoFe6MB%2F0Hd%2FLAZ9ZHqeRULqDnWAjVFjzTBwbBkmmng2M%2B7nfhAgiBryZijtQwYeOkfg4ckYzwLXNfGgXWamLAHbyDhFBE2RLaj27%2FlF54KEkpfbRnYvTxcW1lTLHNQjni4zg%2BC%2B%2Bq13nQomkPNUHxj49PLJObZQ1T9WPwHvJWOCV5Ly2IMTzTSO0vG48n0SyUhpx3z5SGetDUGbJzOXqyE8JnKRuicl7R8tYWXtVaq7bUiNfmZ8zEhDzY15xfg9lPeN4UAIWlAOlUqWXKvUQduCStevgbW19LXx2Hw68e1gUb6KL705sTbT2UN%2FCgHumEfUZTSYZ2hBK6RBxcu2ecuiYDJxG1t1fs%2F31guucAbuWu5oPCdSQF%2BnUwLXxhrGkBGgO8faXNjFC4a%2FzOSI6avjrdloMISlFPCpb9ms6c%2BNncFbfD7zESHo9YvrFjoM6Yc1b8NxSW7y6Y1BmWxZk3GYjys2IMMw%2Bk%2Fr4ZXL2c0uNXA72NI8pFxGqNACz847%2Fv83x8rP1naWmKbXF6lnSSHlTFFuaKy3vR7ctkXV72M7e8oZ9JV%2Ba09clrG9XOnArBuAEz1oRla4xqH5S36908u6UBffnsN15lfYj6EXu9SLdyYb8Kcop0dM2nCl2ZmC%2BIY%2FOmW7nLV4xir6HT245dorNiQoIJzOIx2BrIZfIPIR1kqdwov2%2FNGfxUR8U4fjKZhFJ%2B6%2FWR72bhdpMKXnnNIGOpcBb0jYxxyOgipGjrOr4wO0yhtoYUaKeSJPh8x5DuiRxwKlSVLaZpt5ZH6bk9xn9h44QfgvCZ52ARWmzN83pfdYom58fJLAuIz87VeTl0BPZwNix%2BBkAbhNJjusgqamcAm7hwtVxG4TKFpKc%2B1fZx1uodFNiS2eTljFkQAQGd50dAp3I%2FY68%2Fm5ID5qM8VzFpImWXZTIouj8Q%3D%3D&Expires=1783051937

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  • Esplorazione di grotte sommerse oltre i 200 metri: InDEPTH Magazine dedica la copertina a Bart?omiej Pita?a
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Esplorazione di grotte sommerse oltre i 200 metri: InDEPTH Magazine dedica la copertina a Bart?omiej Pita?a

Júl 3rd 2026 at 09:00

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Il numero di luglio 2026 di InDEPTH Magazine approfondisce l’esplorazione delle grotte sommerse oltre i 200 metri, la medicina subacquea, la sicurezza dei gas respiratori e la conservazione dell’ambiente marino attraverso il contributo di ricercatori ed esploratori internazionali.

Esplorazione di grotte sommerse: oltre la profondità, il significato dell’immersione

Il numero di luglio 2026 di InDEPTH Magazine, rivista internazionale dedicata alla subacquea tecnica e alle immersioni orientate alla ricerca e all’esplorazione, pone al centro della copertina un tema che interessa da vicino anche il mondo della speleologia: l’esplorazione delle grotte sommerse oltre i 200 metri. (InDEPTH?)

Il protagonista dell’articolo principale è lo speleosub polacco Bart?omiej Pita?a, autore di alcune delle immersioni più impegnative in cavità sommerse degli ultimi anni. I numeri riportati in copertina – 255, 287 e 292 metri – rappresentano profondità raggiunte durante le sue esplorazioni, ma il messaggio dell’articolo è diverso da quello dei record.

Secondo la rivista, la profondità non costituisce l’obiettivo finale dell’immersione. È semplicemente la direzione in cui conduce la grotta. Il lavoro dell’esploratore si basa invece su preparazione, pianificazione, disciplina, logistica e sulla capacità di comprendere lo scopo della spedizione prima ancora dell’ingresso in acqua.

Speleologia subacquea: la preparazione prima della discesa

L’articolo dedicato a Bart?omiej Pita?a descrive il percorso necessario per affrontare immersioni in grotte sommerse oltre i 200 metri, un’attività che richiede anni di esperienza, progressione tecnica e una gestione accurata del rischio.

La pianificazione comprende l’analisi dettagliata della cavità, la scelta delle miscele respiratorie, la definizione delle strategie di decompressione, la gestione delle emergenze e l’organizzazione logistica dell’intera spedizione. In questo contesto la profondità rappresenta una conseguenza dell’esplorazione e non il suo obiettivo principale.

L’approccio proposto dalla rivista si inserisce nella tradizione della speleologia esplorativa, nella quale la conoscenza dell’ambiente ipogeo prevale sulla ricerca della prestazione.

Medicina subacquea e malattia da decompressione

Tra gli approfondimenti del numero di luglio trova spazio anche una delle questioni più discusse nella medicina subacquea: perché alcuni subacquei sviluppano la malattia da decompressione pur avendo rispettato le procedure previste.

L’argomento viene affrontato analizzando i limiti degli attuali modelli decompressivi e il ruolo dei fattori fisiologici individuali, ricordando come la sicurezza nelle immersioni tecniche dipenda da numerose variabili e non esclusivamente dal rispetto degli algoritmi di decompressione. (InDEPTH?)

Sicurezza dei gas respiratori e gestione delle operazioni

Un altro contributo richiama l’attenzione sull’importanza dell’analisi delle miscele respiratorie prima di ogni immersione.

L’articolo evidenzia come ogni bombola debba essere verificata sistematicamente, con particolare attenzione alla possibile presenza di monossido di carbonio e agli effetti negativi dell’eccessiva fiducia nelle procedure consolidate.

La rivista dedica inoltre spazio alla gestione delle attrezzature e dei sistemi operativi nelle attività subacquee professionali, sottolineando l’importanza di una corretta amministrazione delle risorse durante spedizioni ed esplorazioni complesse.

Conservazione marina e formazione della nuova generazione

Il numero di luglio affronta anche il tema della conservazione degli ecosistemi marini. Un servizio racconta il lavoro svolto da subacquei tecnici impegnati nel recupero delle comunità di corallo del Parco Marino di Portofino, dove vengono applicate tecniche operative sviluppate nell’ambito delle immersioni profonde.

Accanto agli aspetti scientifici e ambientali, la rivista inaugura anche una nuova rubrica dedicata ai giovani istruttori di subacquea tecnica. Il primo protagonista è Florian Symoens, presentato come rappresentante della nuova generazione di professionisti impegnati nella formazione e nella diffusione di pratiche operative basate sull’esperienza diretta.

Un numero dedicato alla cultura dell’esplorazione

Con il fascicolo di luglio 2026, InDEPTH Magazine conferma la propria linea editoriale orientata all’approfondimento delle immersioni tecniche, della ricerca scientifica e dell’esplorazione.

I temi affrontati spaziano dalle grotte sommerse oltre i 200 metri alla medicina subacquea, dalla sicurezza dei gas respiratori alla gestione delle operazioni, fino alla conservazione degli ambienti marini. Il filo conduttore è la valorizzazione dell’esperienza, della preparazione e del metodo come elementi fondamentali per affrontare ambienti complessi in sicurezza, un approccio che trova molti punti di contatto con la cultura della speleologia.

Fonti

L'articolo Esplorazione di grotte sommerse oltre i 200 metri: InDEPTH Magazine dedica la copertina a Bart?omiej Pita?a proviene da Scintilena.

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