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STRAŠIDLÁ VO VAŽECKEJ JASKYNI

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Blíži sa november a do jaskýň sa na zimný spánok sťahujú netopiere, salamandry, plchy či iní zimní spachtoši. DO VAŽECKEJ JASKYNE SA VŠAK CHYSTAJÚ AJ STRAŠIDLÁ! (či tiež na zimný spánok zatiaľ nevedno). Tešia sa na Vás budúcu sobotu počas špeciálnych strašidelných prehliadok a my sa bojíme už teraz...



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  • Archeologia subacquea e patrimonio sommerso: a Napoli la X edizione di ArcheoCamp
    Condividi Il 27 ottobre 2027, a Villa Doria d’Angri, studiosi, archeologi e professionisti del mondo subacqueo si confrontano sulla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, sulle competenze legate al mare e sulle prospettive dell’archeologia sommersa NAPOLI – Archeologia subacquea, patrimonio sommerso, ricerca, turismo e nuove competenze legate al mare saranno tra i temi della X edizione di ArcheoCamp, in programma martedì 27 ottobre 2026 a Napoli, nella sede di Villa Doria d’Angri,
     

Archeologia subacquea e patrimonio sommerso: a Napoli la X edizione di ArcheoCamp

Október 25th 2026 at 04:30

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Il 27 ottobre 2027, a Villa Doria d’Angri, studiosi, archeologi e professionisti del mondo subacqueo si confrontano sulla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, sulle competenze legate al mare e sulle prospettive dell’archeologia sommersa

NAPOLI – Archeologia subacquea, patrimonio sommerso, ricerca, turismo e nuove competenze legate al mare saranno tra i temi della X edizione di ArcheoCamp, in programma martedì 27 ottobre 2026 a Napoli, nella sede di Villa Doria d’Angri, in via Francesco Petrarca 80.

La giornata, promossa dal Centro Sub Campi Flegrei e dall’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, riunirà rappresentanti del mondo universitario, delle istituzioni, dell’archeologia e delle attività subacquee per discutere delle prospettive di conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, con particolare attenzione alle risorse legate al mare.

Patrimonio culturale e archeologia sommersa

I lavori inizieranno alle 9.30, dopo i saluti istituzionali, con una prima tavola rotonda dedicata alla “Valorizzazione del patrimonio culturale: opportunità e sfide per il futuro”.

Tra i partecipanti, molto studiosi e professionisti provenienti da università, istituzioni e realtà impegnate nell’archeologia e nella tutela del patrimonio, tra cui rappresentanti del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli e dell’Istituto Italiano per l’Archeologia Marittima e delle Strutture Sommerse.

La seconda sessione, dalle 11.30 alle 13.30, sarà dedicata alle “Competenze blu per il futuro: sfide, innovazione e prospettive di sviluppo”, affronterà il rapporto tra formazione, ricerca, innovazione e nuove professionalità connesse al mare.

Attività subacquee e valorizzazione della risorsa mare

Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 16, il confronto si concentra su “L’attività sportiva e le blue competence per la valorizzazione turistica della risorsa mare”.

La tavola rotonda coinvolge esperti del settore subacqueo, universitario e della formazione, affrontando il ruolo delle competenze tecniche e della pratica subacquea nella conoscenza e nella fruizione responsabile del patrimonio sommerso.

Un tema particolarmente significativo in un territorio come quello dei Campi Flegrei, dove ambiente marino, archeologia e paesaggio costituiscono un patrimonio strettamente connesso.

La giornata si concluderà con la consegna del Premio Ulisse.

ArcheoCamp giunge quest’anno alla sua decima edizione, confermando il confronto tra discipline e professionalità diverse come uno degli strumenti per affrontare le nuove sfide legate alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico sommerso.

Fonte

Programma ufficiale della X edizione di ArcheoCamp – Centro Sub Campi Flegrei / Università degli Studi di Napoli “Parthenope”.

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  • Nelle grotte del Brasile le rane non sono lì per caso
    Condividi Uno studio pubblicato su Neotropical Biology and Conservation e ripreso da Bioengineer.org suggerisce che alcune rane brasiliane utilizzino stabilmente le grotte come habitat Per molto tempo le rane osservate nelle grotte brasiliane sono state considerate semplici presenze accidentali: animali entrati sottoterra occasionalmente, destinati prima o poi a uscire oppure a morire. Un lavoro pubblicato su Neotropical Biology and Conservation propone però di rivedere questa interpretazi
     

Nelle grotte del Brasile le rane non sono lì per caso

Október 25th 2026 at 04:00

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Uno studio pubblicato su Neotropical Biology and Conservation e ripreso da Bioengineer.org suggerisce che alcune rane brasiliane utilizzino stabilmente le grotte come habitat

Per molto tempo le rane osservate nelle grotte brasiliane sono state considerate semplici presenze accidentali: animali entrati sottoterra occasionalmente, destinati prima o poi a uscire oppure a morire.

Un lavoro pubblicato su Neotropical Biology and Conservation propone però di rivedere questa interpretazione.

Secondo gli autori, diverse specie di anuri utilizzano infatti le grotte in modo regolare. L’ambiente sotterraneo offre condizioni particolarmente favorevoli agli anfibi: umidità elevata e stabile, temperature poco variabili, disponibilità d’acqua, invertebrati di cui nutrirsi e riparo dai predatori.

Le osservazioni provengono da grotte distribuite in diverse regioni del Brasile e scavate in rocce molto differenti, dal calcare alla quarzite fino alle formazioni ferrifere.

Per questo i ricercatori propongono che almeno alcune di queste rane vengano considerate trogloxene: animali che utilizzano abitualmente l’ambiente sotterraneo per rifugiarsi, alimentarsi o riprodursi, pur non essendo necessariamente legati alle grotte per l’intero ciclo vitale.

La distinzione non è soltanto terminologica. Considerare gli anuri fauna accidentale significa attribuire loro poco peso negli studi e nelle valutazioni ambientali delle grotte brasiliane. Riconoscere invece che le cavità possono costituire un vero habitat apre nuove domande sulla loro ecologia e sulla necessità di includerli nei programmi di monitoraggio e conservazione.

Restano molte cose da capire: se alcune specie possano riprodursi stabilmente sottoterra, quanto a lungo vi rimangano e quale parte del loro ciclo vitale dipenda realmente dalle grotte.

Ma il punto di partenza cambia: quelle rane potrebbero non essersi perse affatto. Potrebbero essere esattamente dove vogliono stare.

Fonte: Sperandei V.D.F., Alvarenga D.D.A., Araújo M.S.D. & Pereira C.C. (2023). Are caves true habitats for anurans or more a favorable rocky environment? A discussion of habitat occupation by frogs in Neotropical caves. Neotropical Biology and Conservation, 18(3), 131–137. DOI: 10.3897/neotropical.18.e100778

Approfondimento: Bioengineer, “Frogs in Brazilian caves are residents, not lost visitors, study argues” https://bioengineer.org/frogs-in-brazilian-caves-are-residents-not-lost-visitors-study-argues/

Foto di copertina: Leptodactylus labyrinthicus, una delle specie di anuri segnalate nelle grotte brasiliane. Foto: Mario Barroso / Wikimedia Commons – CC BY 4.0

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    JESEŇ V JASKYNIACH Sezóna sprístupnených jaskýň sa pomaly končí a väčšina z nich bude od prvého novembra zatvorená, no nadchádzajúci posledný týždeň sezóny sa javí ako ideálny na ich návštevu. Najmä tých, ku ktorým cesta vedie krásnym jesenným lesom, čo je samo o sebe zážitok. Tu vyhrávajú Harmanecká jaskyňa neďaleko Banskej Bystrice a západoslovenská jaskyňa Driny neďaleko Trnavy. Veď posúďte sami, hoci počasie na najbližší týždeň zaručiť nevieme 🙂 (Feed generated with FetchRS
     

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JESEŇ V JASKYNIACH

Sezóna sprístupnených jaskýň sa pomaly končí a väčšina z nich bude od prvého novembra zatvorená, no nadchádzajúci posledný týždeň sezóny sa javí ako ideálny na ich návštevu. Najmä tých, ku ktorým cesta vedie krásnym jesenným lesom, čo je samo o sebe zážitok. Tu vyhrávajú Harmanecká jaskyňa neďaleko Banskej Bystrice a západoslovenská jaskyňa Driny neďaleko Trnavy. Veď posúďte sami, hoci počasie na najbližší týždeň zaručiť nevieme 🙂



















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  • Výskum, využívanie a ochrana jaskýň: 16
    https://www.sopsr.sk/vyskum-vyuzivanie-a-ochrana-jaskyn-16-vedecka-konferencia-pripomenula-100-rokov-od-objavenia-domice/?fbclid=IwY2xjawVHxf1leHRuA2FlbQIxMABwZG9mAWJyaWQRMFM0YlpQaVdaVmpIZGdLUEJzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeWZwpaB7oZRWU4G59H61PxRvQAzM62n3xAvgapV-kE4xZtYEmWlN1Our5m70_aem_mnyx_0lDWTylohwOOZjP3A V dňoch 6. až 8. októbra 2026 sa v Liptovskom Mikuláši a Rožňave uskutočnila 16. vedecká konferencia Výskum, využívanie a ochrana jaskýň. Tohtoročné podujatie bolo výnimočné aj
     

Výskum, využívanie a ochrana jaskýň: 16

https://www.sopsr.sk/vyskum-vyuzivanie-a-ochrana-jaskyn-16-vedecka-konferencia-pripomenula-100-rokov-od-objavenia-domice/?fbclid=IwY2xjawVHxf1leHRuA2FlbQIxMABwZG9mAWJyaWQRMFM0YlpQaVdaVmpIZGdLUEJzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeWZwpaB7oZRWU4G59H61PxRvQAzM62n3xAvgapV-kE4xZtYEmWlN1Our5m70_aem_mnyx_0lDWTylohwOOZjP3A


V dňoch 6. až 8. októbra 2026 sa v Liptovskom Mikuláši a Rožňave uskutočnila 16. vedecká konferencia Výskum, využívanie a ochrana jaskýň. Tohtoročné podujatie bolo výnimočné aj tým, že sa konalo pri príležitosti 100. výročia objavenia jaskyne Domica, jednej z najvýznamnejš...

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  • Costacciaro 2026, il raduno di speleologia punta sull’iscrizione online per ridurre le code
    Condividi L’iscrizione online a Costacciaro 2026 permette di anticipare registrazione e pagamento: il QR code faciliterà l’accoglienza in segreteria. Dal 29 ottobre al 1° novembre, quattro giorni di incontri, escursioni e attività nel territorio del Monte Cucco. https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/ Iscrizione online a Costacciaro 2026: la segreteria comincia da casa Anticipare l’iscrizione online per trascorrere meno tempo in segreteria e più tempo tra incontri e a
     

Costacciaro 2026, il raduno di speleologia punta sull’iscrizione online per ridurre le code

Október 24th 2026 at 08:53

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L’iscrizione online a Costacciaro 2026 permette di anticipare registrazione e pagamento: il QR code faciliterà l’accoglienza in segreteria. Dal 29 ottobre al 1° novembre, quattro giorni di incontri, escursioni e attività nel territorio del Monte Cucco.

https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/

Iscrizione online a Costacciaro 2026: la segreteria comincia da casa

Anticipare l’iscrizione online per trascorrere meno tempo in segreteria e più tempo tra incontri e attività. È l’indicazione degli organizzatori del Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro 2026, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre. La procedura digitale consente di completare prima della partenza i passaggi di registrazione e pagamento. Il QR code ricevuto servirà a rendere più rapido il riconoscimento dell’iscrizione all’arrivo.

Non è previsto l’acquisto di un biglietto per l’ingresso di un solo giorno, la quota deve intendersi come iscrizione come socio di Ippgenica, che darà accesso a tutti i luoghi del raduno.

Il richiamo riguarda soprattutto giovedì 29 pomeriggio, venerdì 30 e sabato 31 al mattino. Sono le fasce nelle quali l’organizzazione prevede il maggiore afflusso alla segreteria. Completare le operazioni in anticipo aiuta a distribuire il lavoro e a contenere gli assembramenti davanti al banco di accoglienza.

https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/

QR code e iscrizione online: come preparare l’arrivo a Costacciaro 2026

L’iscrizione online a Costacciaro 2026 si effettua attraverso la pagina dedicata del sito ufficiale. Gli organizzatori invitano a tenere a portata di mano la carta d’identità e una carta di credito o un bancomat abilitato al pagamento online. La partecipazione prevede anche l’iscrizione all’Associazione Ipogenica 2026.

Il percorso comprende quindi la registrazione dei dati, l’adesione associativa e il pagamento della quota selezionata. Prima dell’arrivo sarà utile conservare il QR code in modo da poterlo mostrare senza doverlo cercare al momento dell’accoglienza.

La procedura non elimina il passaggio in segreteria. Permette di arrivarvi con le operazioni preliminari già eseguite. È questa la funzione dell’“elimina code” indicato dagli organizzatori: spostare a prima della partenza le attività che richiedono più tempo.

https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/

Registrazione sul posto e pagamenti: la richiesta degli organizzatori

L’organizzazione manterrà la possibilità di iscriversi e pagare sul posto. L’invito resta quello di utilizzare questa soluzione soltanto quando necessario. Anche chi arriverà senza registrazione sarà indirizzato alla procedura online, con un inevitabile aumento delle operazioni da svolgere durante l’accoglienza.

L’iscrizione online a Costacciaro 2026 risponde anche a una scelta pratica. Riduce l’impiego di carta e limita i passaggi di denaro in segreteria. Consente inoltre agli addetti di concentrarsi sul controllo delle iscrizioni e sull’assistenza ai partecipanti.

La quota intera pubblicata nella pagina delle iscrizioni è di 40 euro, con iscrizione all’Associazione Ipogenica 2026. Il biglietto unico è valido per le quattro giornate del raduno. Non è previsto il ‘Biglietto Giornaliero’

https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/

Raduno di speleologia Costacciaro 2026: più tempo per incontri ed escursioni

La richiesta di anticipare la registrazione accompagna un programma articolato. Il calendario annunciato comprende 171 eventi, tra conferenze, incontri, workshop, mostre e attività. All’interno del raduno, Scintilena propone 50 appuntamenti nello spazio Spritz Blitz Scintilens, in via M. Masserelli 30, davanti al Forno.

Le escursioni comprendono la traversata della Grotta di Monte Cucco e la visita alle sorgenti di Villa Scirca. Per queste attività è prevista la prenotazione attraverso il modulo indicato nella sezione dedicata del sito. La registrazione generale al raduno e la prenotazione delle escursioni sono quindi due passaggi da considerare separatamente.

L’iscrizione online a Costacciaro 2026 diventa così una parte della preparazione del viaggio. Completare prima la procedura significa arrivare con meno adempimenti da svolgere. Il programma potrà essere consultato in anticipo per individuare gli appuntamenti di interesse e organizzare la permanenza nel borgo umbro.

Relazione sul Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro 2026

Costacciaro 2026: un raduno nazionale aperto alla comunità internazionale

Il raduno si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 nel territorio del Parco del Monte Cucco. L’appuntamento riunirà speleologi, associazioni, ricercatori, fotografi, esploratori e appassionati italiani e stranieri. Pur rappresentando un momento di incontro della comunità nazionale, la manifestazione porta la denominazione di Raduno Internazionale di Speleologia. Compare anche nel calendario della Federazione Speleologica Europea.

La sua struttura affianca contenuti scientifici e divulgativi, attività sul territorio e occasioni di confronto associativo. Non si tratta soltanto di una successione di conferenze. Il programma comprende mostre, workshop, esposizioni, presentazioni e spazi di incontro. Le diverse forme di partecipazione permettono di mettere in relazione il lavoro dei gruppi con quello di ricercatori, formatori e divulgatori.

I cinque elementi di Costacciaro 2026: aria, acqua, terra, fuoco e vuoto

Il filo conduttore dell’edizione è costituito da cinque elementi: aria, acqua, terra, fuoco e vuoto. L’impostazione offre una chiave comune per leggere temi diversi del mondo sotterraneo. L’aria richiama il respiro delle montagne. L’acqua rimanda alla trasformazione delle rocce e dei paesaggi. La terra custodisce tracce e memoria. Il fuoco introduce energia e trasformazione. Il vuoto identifica lo spazio dell’esplorazione.

Cinque testimonial accompagnano il percorso: Luca Mercalli, Simone Villotti, Antonio De Vivo, Gaetano Giudice e Robbie Shone. Il loro coinvolgimento si inserisce in una proposta che collega conoscenza scientifica, esperienza esplorativa e rappresentazione degli ambienti sotterranei.

Il tema dei cinque elementi permette di attraversare il programma senza ridurlo a un solo settore. Esplorazione, documentazione e tutela trovano posto nello stesso quadro. L’interesse per ciò che viene scoperto si affianca alle domande su come studiarlo, conservarlo e raccontarlo. Sono relazioni che ricorrono anche negli incontri dedicati all’etica, ai catasti e alla comunicazione.

Programma di Costacciaro 2026: 171 eventi tra ricerca e divulgazione

Il calendario annunciato comprende 171 eventi. Il numero riguarda l’insieme degli appuntamenti del raduno, mentre i 50 incontri di Spritz Blitz Scintilens costituiscono una parte della proposta. La distinzione permette di leggere correttamente l’articolazione della manifestazione. Lo spazio di Scintilena affianca il programma generale, senza esaurirne i contenuti.

Le attività mettono in relazione più dimensioni della speleologia:

  • esplorazioni, spedizioni e racconto delle scoperte;
  • ricerca scientifica e conoscenza degli ambienti sotterranei;
  • formazione, soccorso e riflessione sui rischi;
  • fotografia, libri e documentazione;
  • tutela ambientale, inclusione e comunicazione.

Il programma ufficiale è il riferimento per organizzare la partecipazione. La presenza di attività differenti richiede di scegliere un percorso personale tra gli appuntamenti. Per le segnalazioni relative al calendario, l’organizzazione indica l’indirizzo info@radunocostacciaro.it.

Spritz Blitz Scintilens: 50 incontri sulla speleologia a Costacciaro

Spritz Blitz Scintilens sarà ospitato in via M. Masserelli 30, davanti al Forno. Il calendario si estende dal giovedì sera alla domenica mattina. La formula privilegia il confronto diretto con persone e gruppi impegnati nell’esplorazione, nella formazione, nella ricerca e nella divulgazione.

Giovedì 29 ottobre l’apertura prevede Silvia Arrica alle 21.30 e Tullio Bernabei alle 22.30. Il primo incontro comprende fotografia, spedizioni, soccorso e Protezione civile. Il secondo porta i riferimenti a Underground Climate Change, Angel Robot e La Venta. La serata iniziale mette quindi in relazione il racconto visivo delle grotte con progetti di esplorazione e conoscenza.

Venerdì 30 ottobre la mattinata comprende Sergio Orsini, presidente della Società Speleologica Italiana, e un incontro sulla speleologia etica. Seguono la presentazione di “Abisso Ancona – Cronaca di una scoperta” e il confronto “Biblioteche, Catasti, una conoscenza da condividere”, con Graziano Ferrari, Marina Abisso e Marco Corvi.

Nel pomeriggio sono previsti appuntamenti su Speleomedit, Diversamente Speleo, CAI, SSI e scuole di speleologia. La programmazione prosegue con Toscana, Apuane, mineralizzazioni in grotta e Gessi dell’Emilia-Romagna. La serata è dedicata ai reportage e alle spedizioni, con riferimenti al Koytendag e agli ambienti estremi.

Sicurezza e formazione speleologica nel programma di Costacciaro 2026

Sabato 31 ottobre, alle 9, lo spazio di Scintilena ospiterà Giovanni Rossi e Stefano Cattabriga. Il tema comprende soccorso e primo soccorso, con riferimenti al CNSAS Emilia-Romagna e alle scuole di speleologia SSI. L’appuntamento collega l’esperienza operativa alla trasmissione delle competenze.

La formazione ricorre anche negli incontri dedicati alle scuole e alle guide delle grotte turistiche. Questi contenuti affiancano il racconto delle esplorazioni. Il programma affronta quindi non soltanto i risultati dell’attività, ma anche la preparazione e l’organizzazione che la accompagnano.

Domenica 1° novembre, alle 10, Gabriele La Rovere e Antonella Salomone presenteranno “Speleologia in cavità Artificiali Pericoli e Rischi”. Il sottosuolo realizzato dall’uomo entra così nel calendario attraverso una riflessione specifica su pericoli e rischi. Le cavità artificiali trovano spazio anche nella presentazione del libro di Paolo Guglia sulle opere idrauliche minori della periferia.

Tutela Pipistrelli e speleologia inclusiva a Costacciaro 2026

Sabato 31 ottobre, alle 12, è previsto l’incontro con Alessandra Tomassini dedicato a Tutela Pipistrelli. La presenza dell’associazione inserisce nel raduno il tema della conoscenza e della conservazione dei chirotteri. Il confronto si colloca accanto agli appuntamenti sull’etica e sulla tutela degli ambienti esplorati.

L’inclusione attraversa più momenti del calendario. Venerdì è annunciato l’incontro con Giancarlo Zanetti e Lia Sisino su Diversamente Speleo. Sabato, alle 12.30, Maria Fierli affronterà la speleologia nel Lazio e Diversamente Speleo. L’accesso alle esperienze sotterranee viene così discusso attraverso progetti e testimonianze differenti.

Tutela ambientale e partecipazione non sono presentate come questioni marginali. Compaiono accanto a esplorazione, formazione e documentazione. Questa distribuzione rende visibili le responsabilità che accompagnano la frequentazione del sottosuolo e le diverse modalità con cui la comunità può condividerne la conoscenza.

Escursioni al Monte Cucco e alle sorgenti di Villa Scirca

Le escursioni annunciate comprendono due proposte principali. La traversata della Grotta di Monte Cucco è prevista il 29, 30 e 31 ottobre e il 1° novembre, alle 8.30. La visita alle sorgenti di Villa Scirca è in calendario venerdì 30 ottobre alle 9. La prenotazione avviene tramite il modulo indicato nella sezione attività del sito ufficiale.

La traversata propone circa 900 metri nel sottosuolo. Il percorso consente di osservare ambienti rocciosi, acqua e formazioni calcaree. La visita alle sorgenti porta invece l’attenzione sulla captazione e sulla storia dell’approvvigionamento idrico. È previsto l’accesso a un luogo normalmente non visitabile.

Le due proposte hanno anche un collegamento idrogeologico. Le prove di tracciamento condotte dal Gruppo Speleologico di Perugia negli anni Settanta stabilirono il legame tra le acque della Grotta di Monte Cucco e la sorgente Scirca. Grotta e sorgente rappresentano quindi due punti di osservazione dello stesso sistema idrico.

Assemblee SSI a Costacciaro 2026: statuto ed elezioni

Il raduno ospiterà due assemblee della Società Speleologica Italiana ETS nella Sala San Marco. In seconda convocazione, venerdì 30 ottobre, l’assemblea straordinaria è fissata alle 15.30. L’assemblea ordinaria seguirà alle 16.

La straordinaria discuterà la modifica degli articoli 10 e 14 dello statuto, richiesta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’ordinaria comprenderà le relazioni sulle attività del triennio 2024-2026, le quote sociali 2027 e il rinnovo degli organi per il triennio 2027-2029.

All’ordine del giorno figurano anche gli esiti del concorso “Rilievo: tra arte e tecnica”, del bando 5×1000 e del Premio speleologico internazionale Giovanni Badino. Il calendario affianca così al confronto culturale un passaggio della vita associativa nazionale.

Fotografia, libri e comunicazione della speleologia a Costacciaro 2026

Fotografia e produzione editoriale attraversano il raduno. Nel calendario dello spazio di Scintilena compaiono libri, reportage, concorsi fotografici e incontri sulla documentazione. Biblioteche e catasti introducono il tema della conservazione delle informazioni. Le presentazioni editoriali affrontano invece la restituzione delle esperienze e delle ricerche.

Il progetto Scintilena Multilingue porta l’attenzione sulla circolazione delle notizie oltre le barriere linguistiche. Domenica sono previsti gli incontri con Luca Calzolari su “Comunicare la Speleologia” e con Massimo Goldoni su “Raccontare la montagna e le grotte”. La comunicazione diventa quindi un argomento esplicito del programma.

Iscrizioni e organizzazione del raduno: preparare la partecipazione

La preparazione dell’arrivo comprende tre operazioni distinte: iscrizione generale, consultazione del programma e prenotazione delle attività che la richiedono. Il biglietto unico copre le quattro giornate. Le escursioni annunciate prevedono un modulo dedicato.

L’appello degli organizzatori all’iscrizione anticipata si inserisce in questa organizzazione. Completare registrazione e pagamento prima della partenza riduce le operazioni da svolgere nelle ore di maggiore affluenza. Il QR code collega la procedura online all’accoglienza in segreteria.

Costacciaro 2026 riunisce nello stesso appuntamento esplorazione, conoscenza scientifica, formazione e vita associativa. Il programma consente di passare dai sistemi sotterranei del Monte Cucco alle esperienze di altri territori, dai problemi della sicurezza agli strumenti della divulgazione. La registrazione anticipata accompagna questa proposta con un obiettivo concreto: rendere più scorrevole l’arrivo dei partecipanti.

Fonti e indirizzi completi

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  • Punta Chiappa, ritrovato il “relitto fantasma” segnalato da Duilio Marcante nel 1959
    Condividi A circa 45 metri di profondità i Carabinieri Subacquei hanno individuato nove anfore romane nelle acque del Promontorio di Portofino Il sito coincide con quello scoperto da Duilio Marcante e descritto da Nino Lamboglia negli atti del Convegno internazionale di archeologia subacquea di Barcellona del 1961 Un sito archeologico sommerso cercato per oltre sessant’anni è tornato alla luce nelle acque di Punta Chiappa, a Camogli GE), all’interno dell’Area Marina Protetta di Portofino.
     

Punta Chiappa, ritrovato il “relitto fantasma” segnalato da Duilio Marcante nel 1959

Október 24th 2026 at 05:30

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A circa 45 metri di profondità i Carabinieri Subacquei hanno individuato nove anfore romane nelle acque del Promontorio di Portofino

Il sito coincide con quello scoperto da Duilio Marcante e descritto da Nino Lamboglia negli atti del Convegno internazionale di archeologia subacquea di Barcellona del 1961

Un sito archeologico sommerso cercato per oltre sessant’anni è tornato alla luce nelle acque di Punta Chiappa, a Camogli GE), all’interno dell’Area Marina Protetta di Portofino.

Durante un’attività addestrativa, i Carabinieri del Nucleo Subacquei di Genova hanno individuato un’anfora romana integra a oltre 40 metri di profondità. La segnalazione alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria ha dato avvio a successive immersioni di studio e perlustrazione, con il supporto del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea.

La prima mappatura ha permesso di censire nove anfore, concentrate in uno spazio ristretto nelle spaccature della falesia, saldate alla roccia e ricoperte da concrezioni. Due reperti particolarmente esposti sono stati recuperati per garantirne la tutela.

Ma a rendere eccezionale il ritrovamento è soprattutto la sua storia.

La scoperta di Duilio Marcante nel 1959

Le coordinate riportano infatti a un sito individuato nel novembre 1959 da Duilio Marcante, uno dei pionieri della subacquea italiana.

Durante un’immersione effettuata con i Carabinieri Sommozzatori, Marcante aveva osservato alcune anfore incastrate tra le rocce e fortemente concrezionate. Nella zona aveva inoltre individuato altri reperti e ipotizzato la presenza di un accumulo di anfore alla base della falesia, parzialmente nascosto dai sedimenti.

Dopo una prima immersione il 7 novembre, il 9 novembre la squadra tornò sul posto e recuperò due anfore integre, anche per sottrarle al rischio di trafugamento.

Nel maggio 1960 Gianni Roghi, collaboratore del Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina di Albenga diretto da Nino Lamboglia, effettuò nuove immersioni insieme a Marcante e ai Carabinieri.

Il presunto accumulo sotto i sedimenti non venne però ritrovato. Furono osservate un’anfora legata con una cima sottile e tre anfore frammentarie inglobate nelle concrezioni. Da quel momento le tracce del sito divennero sempre più incerte.

Nino Lamboglia raccontò il sito nel 1961

La vicenda entrò nella storia dell’archeologia subacquea grazie proprio a Nino Lamboglia, che la riportò negli atti del III Convegno internazionale di archeologia subacquea, svoltosi a Barcellona nel settembre 1961.

Lamboglia ricordava la segnalazione fatta da Marcante nel novembre 1959 di un “campo di anfore romane a 45 m di profondità sull’estremità di Punta Chiappa”.

La stagione, la profondità e la forte pendenza del fondale avevano reso particolarmente difficile proseguire immediatamente le ricerche. Dopo le successive verifiche, Lamboglia avanzò anche l’ipotesi che il giacimento potesse essere stato interessato da recuperi clandestini.

Per decenni il sito rimase così una presenza quasi leggendaria nella storia dell’archeologia subacquea ligure: scoperto, documentato e poi apparentemente scomparso.

Nove anfore sul fondale

Le nuove ricognizioni hanno ora riportato gli archeologi nello stesso tratto di fondale.

Secondo le prime analisi, si tratta di un carico omogeneo di anfore vinarie Dressel 1A di produzione tirrenica, databili tra la fine del II e l’inizio del I secolo a.C.

La concentrazione dei reperti fa ipotizzare la presenza di un relitto di una nave oneraria romana. Saranno però le prossime ricerche scientifiche a chiarire l’estensione e le caratteristiche del sito.

Il contesto sarà inserito tra i relitti censiti all’interno dell’Area Marina Protetta di Portofino e sarà sottoposto a monitoraggio e tutela.

Dai pionieri dell’archeologia subacquea alle ricerche di oggi

Il ritrovamento assume un significato particolare anche per la storia della ricerca subacquea italiana.

Marcante e Lamboglia furono protagonisti della stagione pionieristica in cui immersione e archeologia cominciarono a incontrarsi sistematicamente nello studio dei fondali. La Liguria ebbe un ruolo centrale in quella esperienza, con il Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina di Albenga diretto da Lamboglia.

A più di sessant’anni di distanza, nello stesso tratto di mare tornano i Carabinieri Subacquei e gli archeologi della Soprintendenza.

Un sito scoperto nel 1959, perduto per decenni e oggi nuovamente localizzato riunisce così due epoche dell’esplorazione subacquea: quella dei pionieri e quella delle moderne tecniche di documentazione e tutela del patrimonio sommerso.

Fonti

https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/10/22/scoperto-sito-archeologico-sommerso-al-largo-di-camogli_97f41876-ec19-4ee1-928e-2c33320146b8.html

https://www.rainews.it/tgr/liguria/video/2026/10/ritrovato-il-relitto-perduto-di-punta-chiappa-ac3cfff9-6e9a-4cb9-b77d-2cfed79a3381.html

https://www.lavocedigenova.it/2026/10/22/sommario/ilbellocisalvera/leggi-notizia/argomenti/attualita-4/articolo/camogli-ritrovato-il-relitto-romano-fantasma-di-punta-chiappa-era-scomparso-da-oltre-60-anni.html

https://www.finestresullarte.info/archeologia/nove-anfore-sul-fondo-del-mare-camogli-genova-riemerge-relitto-romano-perduto

IL RELITTO PERDUTO – UNA STORIA CHE RINASCE – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria
https://soprintendenzaliguria.cultura.gov.it/attivita/servizio-tecnico-di-archeologia-subacquea/il-relitto-perduto-una-storia-che-rinasce/

FILMATO SUL RITROVAMENTO visitate la pagina YouTube dello S.T.A.S. Liguria: https://www.youtube.com/channel/UCoN-3IHlD7rAsIs5ovBKYhw

Foto: Punta Chiappa, nel Promontorio di Portofino, nelle cui acque è stato nuovamente localizzato il sito archeologico sommerso segnalato da Duilio Marcante nel 1959. Foto: Twice25 & Rinina25 / Wikimedia Commons – CC BY 2.5

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  • Rodi, il progetto contro le alluvioni di Archangelos e il ruolo dell’Eforia di Speleologia
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Rodi, il progetto contro le alluvioni di Archangelos e il ruolo dell’Eforia di Speleologia

Október 24th 2026 at 05:00

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In Grecia, a Rodi, dopo le gravi inondazioni di ottobre torna al centro dell’attenzione un progetto da 5,16 milioni di euro fermo per anni nell’iter autorizzativo. Tra gli enti coinvolti anche l’Eforia di Paleoantropologia e Speleologia del Ministero greco della Cultura, chiamata a verificare gli effetti dell’intervento sul patrimonio sotterraneo e archeologico

Le violente piogge che hanno colpito Rodi il 14 ottobre 2026, provocando allagamenti, danni e la morte di una persona nella zona di Archangelos e Stegna, hanno riaperto la discussione sulla mancata realizzazione di un importante intervento di protezione dalle alluvioni.

Il progetto per Archangelos, predisposto dalla Regione dell’Egeo Meridionale, è stato completato nel 2023 e dispone di un finanziamento di circa 5,16 milioni di euro, ma i lavori non sono ancora iniziati.

Le violente piogge che hanno colpito Rodi il 14 ottobre 2026, provocando allagamenti, danni e la morte di una persona nella zona di Archangelos e Stegna, hanno riaperto la discussione sulla mancata realizzazione di un importante intervento di protezione dalle alluvioni.

Il progetto per Archangelos, predisposto dalla Regione dell’Egeo Meridionale, è stato completato nel 2023 e dispone di un finanziamento di circa 5,16 milioni di euro, ma i lavori non sono ancora iniziati.

Ne parla un articolo di Dimokratiki del 18 ottobre 2026, ma la vicenda è stata ripresa anche in altre date e da altre fonti, tra cui Kathimerini, altro quotidiano ellenico.

Entra in gioco anche il modo speleologico: la notizia vede il coinvolgimento nell’iter dell’Eforia di Paleoantropologia e Speleologia, servizio specializzato del Ministero greco della Cultura competente per la ricerca, la protezione e la gestione delle grotte e dei depositi paleontologici e archeologici.

Eforia viene dal greco Ephoreia: nell’amministrazione greca, indica un ufficio o servizio pubblico preposto alla tutela e alla gestione di un determinato patrimonio. Nel nostro caso, l’Eforia di Paleoantropologia e Speleologia è il servizio del Ministero greco della Cultura specializzato nella tutela del patrimonio paleontologico, paleoantropologico e delle grotte.

Una prima valutazione positiva, poi la richiesta di un sopralluogo

Secondo quanto ricostruito dalla stampa di Rodi sulla base delle dichiarazioni della Regione dell’Egeo Meridionale, l’Eforia di Paleoantropologia e Speleologia aveva inizialmente espresso un parere positivo sul progetto.

Successivamente il parere sarebbe stato ritirato, perché ritenuto necessario un sopralluogo nell’area interessata dai lavori.

È proprio questa fase ad avere prodotto uno dei rallentamenti contestati oggi dalla Regione. Secondo l’amministrazione regionale, per ottenere il sopralluogo sarebbe stato necessario chiedere l’intervento dell’Amministrazione Decentrata dell’Egeo, che avrebbe sollecitato per due volte l’Eforia. L’attesa avrebbe comportato un ritardo di circa sei mesi.

Si tratta, è bene precisarlo, della ricostruzione fornita dalla Regione dell’Egeo Meridionale nel dibattito seguito alle recenti alluvioni.

Anche l’archeologia interviene sul progetto

L’Eforia di Paleoantropologia e Speleologia non è stato l’unico organismo del Ministero della Cultura coinvolto.

Un altro passaggio ha riguardato l’Eforia delle Antichità del Dodecaneso, che aveva espresso un parere negativo sostenendo che alcune opere previste avrebbero avuto un impatto visivo sul paesaggio.

La Regione ha quindi sottoposto la questione al Consiglio Archeologico Centrale greco, che ha successivamente dato il proprio assenso al progetto, superando il precedente parere negativo.

Nel complesso, secondo la Regione, il procedimento per ottenere l’autorizzazione ambientale si è protratto per circa tre anni.

Un progetto ancora da realizzare

La vicenda è tornata di attualità dopo le precipitazioni eccezionali che hanno interessato Rodi lo scorso ottobre.

Archangelos presenta una situazione idrografica particolarmente delicata: due corsi d’acqua convergono all’interno dell’area urbanizzata, aumentando rapidamente la quantità d’acqua che attraversa l’abitato durante gli eventi meteorologici più intensi.

Secondo i dati riportati dalla stampa greca, nell’arco di due giorni la stazione meteorologica di Rodi ha registrato precipitazioni pari a quasi sei volte la media dell’intero mese di ottobre.

Il progetto di protezione idraulica è stato inserito nel programma di finanziamento regionale nel gennaio 2025, ma deve ancora arrivare alla fase di gara. Anche dopo il completamento delle autorizzazioni saranno necessari ulteriori adeguamenti tecnici prima dell’avvio dei lavori.

Speleologia e tutela del territorio

La vicenda mostra anche un aspetto meno conosciuto del lavoro degli organismi che si occupano di grotte.

L’Eforia di Paleoantropologia e Speleologia è una struttura del Ministero greco della Cultura, con competenze sulla tutela delle cavità naturali e dei depositi archeologici e paleontologici presenti al loro interno ed è composta da specialisti in archeologia, geologia, biologia e paleontologia.

La sua partecipazione alle procedure relative a grandi opere serve quindi a verificare l’eventuale presenza di elementi del patrimonio sotterraneo che potrebbero essere interessati dagli interventi.

Nel caso di Archangelos, resta aperto il confronto sui tempi delle procedure e sulle responsabilità dei diversi enti coinvolti. Dopo l’alluvione di ottobre 2026, una questione amministrativa rimasta per anni lontana dall’attenzione pubblica è diventata parte del dibattito sulla sicurezza idraulica dell’isola.

Fonti

Dimokratiki, 18 ottobre 2026
https://www.dimokratiki.gr/en/18-10-2026/spileologi-ke-archeologi-kratisan-3-chronia-sta-syrtaria-to-antiplimmyriko-ergo-tou-archangelou/

Dimokratiki, 17 ottobre 2026
https://www.dimokratiki.gr/en/17-10-2026/i-periferia-apanta-gia-ton-archangelo-me-meleti-tou-2023-pou-perimeni-3-chronia-tin-perivallontiki-adiodotisi/

Dimokratiki, 16 ottobre 2026
https://www.dimokratiki.gr/16-10-2026/antiplimmyriki-prostasia-archangelou-i-periferia-notiou-egeou-apanta-stin-stochopiisi-me-stichia/

Eforia di Paleoantropologia e Speleologia – Ministero della Cultura della Grecia
https://www.cavearchaeology.gr/en/i-eforia-paleoanthropologias-spileologias/

Kathimerini, 16 ottobre 2026
https://www.ekathimerini.com/news/environment/1318341/rhodes-floods-expose-years-of-permit-delays/

Foto di copertina: Archangelos, nell’isola di Rodi, l’area interessata dal progetto di protezione dalle alluvioni al centro del complesso iter autorizzativo. Foto: Bukvoed / Wikimedia Commons – CC BY 3.0

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Photos from ZO ČSS 6-11 Královopolská's post

Jeskyně jsou významným zdrojem paleontologického materiálu a tak díky práci generací jeskyňářů a vědců mohla vzniknout unikátní výstava Šelmy v proměnách času. Po včerejším otevření je až do konce příštího roku k vidění v Pavilonu Anthropos.











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  • Šelmy v proměnách času
    V rámci naší spolupráce s MZM jsme byli pozváni Martinou Roblíčkovou a Alešem Plichtou na vernisáž výstavy Šelmy v proměnách času v pavilonu Anthropos. Mohli jsme tak jako jedni z prvních nahlédnout do této unikátní expozice, jejíž hlavní část tvoří čtyři skupiny velkých šelem: medvědi, kočky, hyeny a psi. Celý článek Šelmy v proměnách času→
     

Šelmy v proměnách času

V rámci naší spolupráce s MZM jsme byli pozváni Martinou Roblíčkovou a Alešem Plichtou na vernisáž výstavy Šelmy v proměnách času v pavilonu Anthropos. Mohli jsme tak jako jedni z prvních nahlédnout do této unikátní expozice, jejíž hlavní část tvoří čtyři skupiny velkých šelem: medvědi, kočky, hyeny a psi.

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  • La Cava Romana Luxis apre le porte: il 25 ottobre un’uscita aperta anche ai neofiti
    Condividi Sottosopra Verticale ASD propone un’uscita promozionale nella “Sa Cava Romana” di Nuxis, una cavità naturale modificata in passato dall’attività estrattiva. L’iniziativa è adatta anche ai neofiti e a chi vuole vivere una prima esperienza nel mondo sotterraneo Una giornata per avvicinarsi all’ambiente sotterraneo e conoscere una grotta nella quale carsismo e attività umana hanno lasciato insieme le loro tracce. Domenica 25 ottobre 2026 Sottosopra Verticale ASD propone un’uscita promo
     

La Cava Romana Luxis apre le porte: il 25 ottobre un’uscita aperta anche ai neofiti

Október 23rd 2026 at 06:00

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Sottosopra Verticale ASD propone un’uscita promozionale nella “Sa Cava Romana” di Nuxis, una cavità naturale modificata in passato dall’attività estrattiva. L’iniziativa è adatta anche ai neofiti e a chi vuole vivere una prima esperienza nel mondo sotterraneo

Una giornata per avvicinarsi all’ambiente sotterraneo e conoscere una grotta nella quale carsismo e attività umana hanno lasciato insieme le loro tracce. Domenica 25 ottobre 2026 Sottosopra Verticale ASD propone un’uscita promozionale alla Cava Romana di Nuxis, in Sardegna.

Nonostante il nome possa far pensare a un ambiente scavato interamente dall’uomo, Sa Cava Romana è una cavità carsica naturale, sviluppata nei calcari e successivamente interessata e modificata da attività estrattive. La grotta è censita nel Catasto speleologico della Sardegna e presenta diversi ingressi, ambienti naturali e testimonianze delle lavorazioni di cava.

Anche il nome “Cava Romana” può trarre in inganno: secondo la documentazione speleologica disponibile, non sarebbe direttamente legato a un’attività estrattiva di epoca romana, ma a successive lavorazioni per l’estrazione di roccia alabastrina, i cosiddetti “onici”.

Una prima esperienza nel sottosuolo

L’iniziativa del 25 ottobre è presentata dagli organizzatori come adatta anche ai neofiti e a chi si trova alla prima esperienza, con un livello di difficoltà tecnica indicato come facile.

L’uscita permetterà così di osservare da vicino un ambiente sotterraneo nel quale le forme naturali della grotta convivono con i segni lasciati dall’uomo, offrendo anche lo spunto per comprendere la differenza tra una cavità naturale e gli ambienti modificati dalle attività estrattive.

Per partecipare sono obbligatorie le scarpe da trekking. Per informazioni sull’organizzazione dell’uscita e sulle modalità di partecipazione è possibile contattare direttamente Sottosopra Verticale ASD attraverso i riferimenti riportati nella locandina.

L’iniziativa è promossa da Sottosopra Verticale ASD, nell’ambito delle attività AICS – Comitato Provinciale di Cagliari.

Informazioni

Cava Romana Luxis – uscita promozionale
Domenica 25 ottobre 2026
Grotta “Sa Cava Romana” – Nuxis
Difficoltà tecnica: facile
Adatta anche ai neofiti
Scarpe da trekking obbligatorie
Informazioni: 346 844 0354 (Paolo)

Fonti

Locandina dell’iniziativa diffusa da Sottosopra Verticale ASD

https://www.federazionespeleologicasarda.it/content/files/2023/05/Speleologia-Sarda-56_Ott_Dic_1985.pdf

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  • Dall’Abruzzo al Texas: speleologi americani alla scoperta delle grotte abruzzesi
    Condividi Dal 23 al 26 ottobre lo Speleo Club Chieti “Alessio Carulli” ospiterà nove speleologi del Greater Houston Grotto. In programma attività nella Riserva naturale di Pietrasecca e nella Grotta della Lupa, nel Parco Nazionale della Maiella Nove speleologi provenienti dal Texas saranno in Abruzzo dal 23 al 26 ottobre 2026, ospiti dello Speleo Club Chieti “Alessio Carulli” per quattro giornate dedicate alla conoscenza e all’esplorazione di alcune delle più interessanti cavità della regione
     

Dall’Abruzzo al Texas: speleologi americani alla scoperta delle grotte abruzzesi

Október 23rd 2026 at 05:30

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Dal 23 al 26 ottobre lo Speleo Club Chieti “Alessio Carulli” ospiterà nove speleologi del Greater Houston Grotto. In programma attività nella Riserva naturale di Pietrasecca e nella Grotta della Lupa, nel Parco Nazionale della Maiella

Nove speleologi provenienti dal Texas saranno in Abruzzo dal 23 al 26 ottobre 2026, ospiti dello Speleo Club Chieti “Alessio Carulli” per quattro giornate dedicate alla conoscenza e all’esplorazione di alcune delle più interessanti cavità della regione.

La delegazione appartiene al Greater Houston Grotto, gruppo speleologico di Houston affiliato alla National Speleological Society statunitense. L’incontro offrirà agli speleologi abruzzesi e americani la possibilità di confrontare sul campo esperienze e modalità di esplorazione.

Prima tappa nelle grotte di Pietrasecca

Il programma inizierà nella Riserva naturale delle Grotte di Pietrasecca, nel territorio di Carsoli, dove gli speleologi texani, accompagnati dai soci dello Speleo Club Chieti, visiteranno la Grotta dell’Ovito e la Grotta dei Cervi.

Per questa parte dell’iniziativa lo Speleo Club Chieti ha ringraziato il Comune di Carsoli per le autorizzazioni e il sindaco di Sante Marie, Lorenzo Berardinetti, per la disponibilità di una struttura destinata all’accoglienza del gruppo.

Nella Maiella alla Grotta della Lupa

La seconda parte dell’incontro porterà gli speleologi nel Parco Nazionale della Maiella, a Roccamorice, per un’attività nella Grotta della Lupa.

La cavità è particolarmente legata alla storia recente dello Speleo Club Chieti. Scoperta nel 2015 nell’ambito delle ricerche condotte dal GRAIM nelle antiche miniere della Maiella, fu esplorata in profondità proprio dagli speleologi teatini, anche con la collaborazione di altri gruppi. Scintilena ne raccontò la scoperta già nel luglio 2015.

La Grotta della Lupa presenta ambienti meandriformi, canyon e importanti concrezionamenti ed è stata interessata negli anni da ricerche di carattere geologico, paleontologico e ambientale.

Uno scambio tra esperienze speleologiche

Lo Speleo Club Chieti, attivo dal 1963, porta nell’incontro anche la propria esperienza internazionale: nel 2025 alcuni suoi componenti hanno partecipato a una spedizione speleologica in Perù.

La visita degli speleologi del Greater Houston Grotto permetterà ora un confronto direttamente nelle grotte abruzzesi, mettendo in relazione due realtà speleologiche geograficamente molto lontane attraverso l’attività sul campo.

Fonti

Il Giornale di Chieti – Speleologia, gemellaggio tra Chieti e Texas: nove esploratori americani alla scoperta delle grotte abruzzesi, 21 ottobre 2026

Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara – GRAIM

https://sabapchpe.beniculturali.it/attivita/sub-attivita/convenzioni/graim

Scintilena – Scoperta nuova grotta in Majella; più di 1,5 km di gallerie. Grotta della Lupa, 6 luglio 2015

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  • Costa Rica, il mondo sconosciuto sotto la foresta
    Condividi Da una pubblicazione del 2023 un quadro interessante della biodiversità sotterranea Costa Rica è famoso per la sua biodiversità. Anche sotto foreste e montagne esiste un mondo molto meno conosciuto: quello delle grotte. Una recente revisione ha raccolto dati storici e osservazioni sul campo, arrivando a censire almeno 123 specie animali in 127 siti sotterranei. Sembra già molto, ma in realtà il dato è soltanto una parte del quadro: nel paese sono note oltre 435 grotte e cavit
     

Costa Rica, il mondo sconosciuto sotto la foresta

Október 23rd 2026 at 05:00

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Da una pubblicazione del 2023 un quadro interessante della biodiversità sotterranea

Costa Rica è famoso per la sua biodiversità. Anche sotto foreste e montagne esiste un mondo molto meno conosciuto: quello delle grotte.

Una recente revisione ha raccolto dati storici e osservazioni sul campo, arrivando a censire almeno 123 specie animali in 127 siti sotterranei.

Sembra già molto, ma in realtà il dato è soltanto una parte del quadro: nel paese sono note oltre 435 grotte e cavità artificiali, e solo circa il 30% è stato studiato dal punto di vista biologico.

I pipistrelli sono gli animali meglio documentati, con 36 specie registrate. Molto meno conosciuti sono invece gli invertebrati: insetti, aracnidi, crostacei, collemboli e altri piccoli organismi che spesso non sono stati identificati nemmeno fino alla specie.

Tra i casi più interessanti c’è Pseudothelphusa puntarenas, un granchio d’acqua dolce osservato soltanto sottoterra e considerato, al momento, l’unico vero abitante delle grotte formalmente descritto nel paese. In alcune cavità sono stati trovati anche pesci pallidi e con occhi ridotti, possibili segnali di adattamento alla vita nel buio.

Molte di queste grotte sono anche poco protette. Novantuno siti con presenza faunistica nota si trovano fuori dalle aree protette, esposti a disturbo, turismo, inquinamento e cambiamenti ambientali.

Per colmare le lacune, i ricercatori puntano su nuove tecniche come il DNA ambientale, che può rilevare la presenza di animali anche senza catturarli.

Il dato più interessante, alla fine, è proprio questo: in uno dei paesi più celebri al mondo per la conservazione della natura, gran parte della biodiversità sotterranea resta ancora da scoprire.

Fonte: Deleva, S., Ulloa, A., Oliveira, H. F. M., Simov, N., Didonna, F., & Chaverri, G. (2023). Cave-dwelling fauna of Costa Rica: current state of knowledge and future research perspectives. Subterranean Biology, 47, 29–62. https://doi.org/10.3897/subtbiol.47.113219

Foto di copertina: Amblypygio nella penisola di Osa, Costa Rica. Foto: Charles J. Sharp / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

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