Pulo di Altamura, la dolina carsica che rivela il sottosuolo dell’Alta Murgia
Il Pulo di Altamura è una grande depressione carsica, modellata dalle acque e legata al crollo di antiche cavità
Il Pulo di Altamura è una delle forme carsiche più riconoscibili dell’Alta Murgia. A pochi chilometri dalla città pugliese, lungo la SP 157, l’altopiano calcareo si apre in una vasta depressione chiusa, dai versanti ripidi e dalle pareti segnate da grotte e anfratti. Non si tratta di un cratere vulcanico. È una dolina profonda circa 90 metri, cioè una forma del paesaggio prodotta nel lungo periodo dalla circolazione dell’acqua nelle rocce calcaree.
Pulo di Altamura e carsismo: l’acqua che dissolve il calcare
Il Pulo di Altamura è classificato come una dolina carsica a scodella. Il carsismo è l’insieme dei processi con cui l’acqua, resa debolmente acida dall’anidride carbonica presente nell’atmosfera e nel suolo, scioglie lentamente le rocce solubili. Nei calcari delle Murge l’acqua penetra attraverso fratture e discontinuità. Nel tempo amplia i percorsi sotterranei, mobilita sedimenti e modifica anche la superficie.
Nel caso del Pulo di Altamura, la forma regolare e le caratteristiche morfologiche hanno portato il Parco Nazionale dell’Alta Murgia a interpretare la depressione come una dolina di crollo. In questa lettura, sotto l’attuale conca esisteva una cavità ipogea o un sistema di vuoti; la volta ha perso stabilità ed è collassata. L’azione delle piogge e del ruscellamento ha poi continuato a modellare il bacino. [web:25]
Il processo non è riducibile a una sola causa. La dissoluzione chimica del calcare, l’erosione meccanica, il trasporto dei detriti e il cedimento di porzioni rocciose concorrono alla storia di queste grandi forme. Il Pulo di Altamura mostra quindi come un altopiano apparentemente uniforme possa custodire un articolato reticolo di fratture, cavità e condotti nel sottosuolo.
Due lame e la Grotta del Pulo nel sistema idrologico carsico
Il funzionamento del Pulo di Altamura è strettamente connesso alle acque meteoriche. Il Museo Archeologico Nazionale di Altamura lo descrive come il punto più basso di un’ampia area di scolo. Due lame, una proveniente da nord-est e una da nord-ovest, convogliano verso la dolina le acque delle precipitazioni. [web:27]
Nella terminologia locale pugliese, una lama è un solco erosivo nel quale l’acqua defluisce soprattutto in occasione delle piogge. Non è un corso d’acqua perenne. In territori calcarei e fratturati, infatti, una parte rilevante dell’acqua si infiltra rapidamente nel sottosuolo.
Al fondo della depressione si apre l’inghiottitoio noto come Grotta del Pulo. Il Comune di Altamura ne indica una profondità di 30 metri e specifica che la cavità è visitabile soltanto da speleologi. Il dato aiuta a comprendere il legame diretto tra carsismo epigeo e carsismo ipogeo: la grande forma visibile in superficie continua nel sistema sotterraneo, dove l’acqua trova vie di assorbimento e circolazione. [web:6]
In caso di piogge intense, lame, impluvi e fondo della dolina richiedono attenzione. Sono elementi attivi del drenaggio naturale del bacino. La fruizione del Pulo di Altamura deve quindi rispettare sentieri, segnaletica e condizioni meteorologiche.
Grotte del Pulo di Altamura e archeologia rupestre
Le cavità lungo le pareti, soprattutto sul versante settentrionale, costituiscono un patrimonio geomorfologico e archeologico. La Regione Puglia segnala le principali Grotta I e Grotta II e riferisce una frequentazione umana protratta fino al Medioevo e all’età moderna. Tra le evidenze ricordate figurano resti umani, ciottoli incisi e una conchiglia fossile del genere Cypraea. [web:4]
Le fonti comunali e del MurGeoPark collocano la presenza umana documentata nelle cavità in un arco cronologico che va dal Paleolitico superiore al Medioevo. È più corretto parlare di frequentazioni in fasi diverse, non di un uso continuo e uniforme nel tempo. Grotte e ripari possono infatti aver assolto funzioni differenti in periodi differenti: luogo di sosta, spazio di attività, deposito o contesto rituale. [web:8][web:21]
Va distinta con chiarezza la storia del Pulo di Altamura da quella dell’Uomo di Altamura. Il celebre scheletro fossile è stato scoperto nella Grotta di Lamalunga, altro sito carsico del territorio altamurano. Il Centro visite di Lamalunga propone proprio un percorso didattico dedicato al carsismo, alla speleologia e alla grotta dove il reperto è conservato; Pulo e Lamalunga sono quindi parte dello stesso contesto territoriale, ma restano siti distinti. [web:14]
Tutela del Pulo di Altamura e fruizione responsabile
Il valore del Pulo di Altamura non è soltanto paesaggistico. Il sito riunisce geologia, idrologia carsica, archeologia rupestre, flora e fauna di ambiente roccioso. La Regione Puglia segnala sul versante nord un importante sistema rupicolo, mentre il MurGeoPark lo colloca in zona A dell’area protetta, indicandone anche il microclima favorevole a specie endemiche. [web:4][web:21]
Nel 2025 il Comune di Altamura ha comunicato di aver dichiarato il geosito “zona silenziosa in aperta campagna”, nell’ambito di iniziative legate a gestione e fruizione. Il provvedimento richiama il valore naturalistico, geologico e paesaggistico dell’area e la sua appartenenza al GeoParco UNESCO MurGeoPark. [web:8]
Una visita rispettosa richiede comportamenti semplici: restare sui percorsi, non entrare nelle cavità non autorizzate, non raccogliere reperti o materiali, evitare rumori e luci invasive vicino agli anfratti. I reperti archeologici e i depositi naturali mantengono il loro significato soprattutto se conservati nel contesto in cui si trovano. Anche l’acqua merita attenzione, perché fratture e inghiottitoi possono trasferire rapidamente nel sottosuolo ciò che viene disperso in superficie.
Il Pulo di Altamura resta così una chiave di lettura dell’Alta Murgia. La sua grande conca rende visibili processi che di norma agiscono lentamente e in profondità: infiltrazione, dissoluzione del calcare, sviluppo delle cavità e trasformazione continua del paesaggio carsico.
Fonti
- Parco Nazionale dell’Alta Murgia, “La geologia”, con l’interpretazione del Pulo come dolina di crollo: https://www.parcoaltamurgia.it/la-geologia
- Regione Puglia, “Pulo di Altamura – Gravine e siti rupestri”, per localizzazione, profondità, lame, cavità e quadro storico-archeologico: https://interregaismart.regione.puglia.it/-/pulo-di-altamura-gravine-e-siti-rupestri-1
- Comune di Altamura, “Il Pulo”, per descrizione del geosito, Grotta del Pulo e indicazioni di accesso: https://www.comune.altamura.ba.it/it/vivere/il-pulo
- Musei Puglia – Museo Archeologico Nazionale di Altamura, “#Dantedì – La dolina carsica del Pulo di Altamura”, per il bacino di scolo e le due lame: https://museipuglia.cultura.gov.it/dantedi-la-dolina-carsica-del-pulo-di-altamura-dialoga-con-dante-dal-profondo-del-suo-inferno/
- Comune di Altamura, “Geoparco Unesco: tutela e valorizzazione del Pulo di Altamura”, per la zona silenziosa e il quadro di tutela: https://www.comune.altamura.ba.it/it/news/geoparco-unesco-tutela-e-valorizzazione-del-pulo-di-altamura
- MurGeoPark, “Pulo di Altamura”, per inquadramento nel geoparco e valori naturalistici: https://www.murgeopark.com/pf/pulo-di-altamura/
- Comune di Altamura, “Centro visita Lamalunga”, per distinguere il sito del Pulo dalla Grotta di Lamalunga: https://www.comune.altamura.ba.it/it/vivere/centro-visita-lamalunga
Pilo di Altamura
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