Základné zobrazenie

  • ✇Scintilena
  • Grotta Scaloria: la tomografia elettrica individua nuove cavità nel sito preistorico della Puglia
    Condividi Uno studio sulla Grotta Scaloria dimostra come la tomografia elettrica pseudo-3D possa individuare cavità ancora inesplorate, offrendo nuovi strumenti per la ricerca archeologica e speleologica nel complesso carsico di Manfredonia. Grotta Scaloria: un sito archeologico di riferimento per il Neolitico mediterraneo La Grotta Scaloria, situata nei pressi di Manfredonia, in provincia di Foggia, rappresenta uno dei più importanti siti preistorici del Mediterraneo. Da oltre ottant’
     

Grotta Scaloria: la tomografia elettrica individua nuove cavità nel sito preistorico della Puglia

Júl 11th 2026 at 11:00

Condividi

Uno studio sulla Grotta Scaloria dimostra come la tomografia elettrica pseudo-3D possa individuare cavità ancora inesplorate, offrendo nuovi strumenti per la ricerca archeologica e speleologica nel complesso carsico di Manfredonia.

Grotta Scaloria: un sito archeologico di riferimento per il Neolitico mediterraneo

La Grotta Scaloria, situata nei pressi di Manfredonia, in provincia di Foggia, rappresenta uno dei più importanti siti preistorici del Mediterraneo. Da oltre ottant’anni è oggetto di ricerche archeologiche che hanno documentato frequentazioni risalenti al Paleolitico e soprattutto al Neolitico, con ritrovamenti che hanno contribuito a ricostruire le pratiche rituali e la vita delle comunità preistoriche dell’Italia meridionale.

Il complesso è costituito da due ambienti principali, noti come Scaloria Alta e Scaloria Bassa, collegati ad altre cavità del sistema carsico, tra cui la Grotta di Occhipinto. Nel corso del tempo gli studiosi hanno ipotizzato che il reticolo sotterraneo possa essere più esteso rispetto alle parti finora esplorate, rendendo necessario il ricorso a tecniche di indagine non invasive. (DOI?)

Tomografia elettrica pseudo-3D per individuare nuove cavità

Lo studio pubblicato sulla rivista Archaeological and Anthropological Sciences da Michael Maerker, Ivano Rellini, Luigi Mucerino e Patrizio Torrese ha valutato l’efficacia della tomografia elettrica di resistività pseudo-3D (Electrical Resistivity Tomography, ERT) nell’individuazione di cavità sotterranee.

La metodologia misura la resistività elettrica del sottosuolo. Le cavità riempite d’aria presentano valori di resistività molto elevati rispetto alle rocce circostanti e possono quindi essere riconosciute come anomalie geofisiche.

Prima delle misure sul campo, i ricercatori hanno sviluppato modelli sintetici per verificare il comportamento della tecnica in differenti configurazioni geologiche. Questa fase ha consentito di definire il miglior assetto operativo prima dell’acquisizione dei dati reali. (DOI?)

I risultati dello studio sulla Grotta Scaloria

L’indagine ha evidenziato diverse anomalie ad alta resistività compatibili con la presenza di vuoti sotterranei. Una delle principali è stata individuata a circa nove metri di profondità.

I dati geofisici sono stati confrontati con perforazioni stratigrafiche già eseguite nell’area. In uno dei sondaggi una cavità intercettata tra gli otto e i nove metri di profondità coincide con l’anomalia individuata dalla tomografia elettrica, confermando l’affidabilità del metodo.

Secondo gli autori, le anomalie potrebbero corrispondere a una grande cavità, a più cavità comunicanti oppure a volumi caratterizzati da elevata porosità. In ogni caso, i risultati suggeriscono la presenza di settori del sistema carsico della Grotta Scaloria ancora sconosciuti e mai esplorati direttamente. (DOI?)

Un supporto per archeologia e speleologia

L’impiego della tomografia elettrica offre vantaggi significativi nelle aree archeologiche sensibili. Le informazioni ottenute permettono infatti di pianificare eventuali campagne di scavo limitando gli interventi invasivi e riducendo il rischio di danneggiare depositi archeologici o strutture naturali.

Per la speleologia, l’individuazione preliminare di possibili cavità costituisce uno strumento utile nella programmazione delle esplorazioni e nella comprensione dell’evoluzione dei sistemi carsici, integrando le osservazioni dirette con dati geofisici.

Gli autori evidenziano che l’approccio sperimentato a Grotta Scaloria può essere applicato anche ad altri contesti caratterizzati da cavità naturali e siti archeologici complessi, migliorando la progettazione delle future indagini geologiche e archeologiche. (DOI?)

Una prospettiva per le future ricerche

Lo studio conferma il valore delle tecniche geofisiche nella ricerca interdisciplinare. La combinazione tra archeologia, geologia e speleologia permette di acquisire nuove informazioni sul sottosuolo senza ricorrere immediatamente allo scavo.

Nel caso della Grotta Scaloria, la presenza di anomalie compatibili con cavità inesplorate apre nuove prospettive per la conoscenza del complesso carsico e della sua frequentazione preistorica. Le future indagini potranno verificare sul campo le interpretazioni fornite dalla tomografia elettrica, contribuendo ad ampliare la conoscenza di uno dei più importanti siti archeologici ipogei della Puglia.

Fonti

L'articolo Grotta Scaloria: la tomografia elettrica individua nuove cavità nel sito preistorico della Puglia proviene da Scintilena.

Dalle “caverne” alla Speleologia: come nacquero i termini speleologia, stalattite e stalagmite e chi costruì la scienza delle grotte

Júl 11th 2026 at 10:00

Condividi

Dal Rinascimento a Martel: l’origine dei termini speleologia, stalattite e stalagmite e le opere che hanno fondato la ricerca scientifica sulle grotte e sui bacini carsici


Origine del termine speleologia

La parola speleologia nasce dall’unione dei termini greci spelaion (grotta) e logos (studio, scienza), e viene adottata in epoca moderna per indicare la disciplina che studia le grotte e i fenomeni carsici. Nel lessico scientifico europeo, è nel XIX secolo che il termine comincia a comparire con continuità, in particolare nell’opera di Édouard?Alfred Martel, considerato il padre della speleologia moderna.[1][2][3]

Fonti divulgative e storiche concordano nel collocare la piena affermazione della parola speleologia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando la cavità sotterranea viene riconosciuta non più come semplice curiosità naturale o luogo di mito, ma come ambiente di studio integrato tra geologia, idrologia, biologia e archeologia. In questa fase, il termine si stabilizza come etichetta disciplinare e inizia a essere usato nei titoli di manuali, riviste e istituzioni.[2][4]

In italiano e in francese, la forma moderna speleologia / spéléologie si lega direttamente alla tradizione accademica che fa capo a Martel e alle società speleologiche di fine Ottocento. La radice rimane però la stessa: l’idea di un “discorso sulla grotta”, una scienza che nasce dalla necessità di dare sistematicità a esplorazioni un tempo episodiche.[3][5][1]

Origine dei termini stalattite e stalagmite

I termini stalattite e stalagmite derivano entrambi da radici greche che richiamano il gesto di gocciolare. Le fonti etimologiche indicano per stalattite un legame con stalaktós (“gocciolante”), mentre stalagmite viene fatto risalire a stàlagma (“goccia”, “gocciolamento”), in un quadro linguistico che associa direttamente il nome al processo di stillicidio.[6][7]

Nel vocabolario Treccani, stalagmite è definita come concrezione minerale di calcite o aragonite che si accresce dal pavimento di una cavità per precipitazione di carbonato di calcio da gocce d’acqua mineralizzata. La voce rimanda esplicitamente alla parentela con le stalattiti, formazioni analoghe ma pendenti dalla volta, e richiama l’origine greca comune dei due termini.[7][6]

Le enciclopedie etimologiche e i repertori storici mostrano che i termini entrano nel latino e nelle lingue moderne tra XVII e XVIII secolo come voci scientifiche, cioè come parole costruite in ambito erudito per descrivere fenomeni osservati nelle grotte. La loro diffusione è collegata alla nascita della mineralogia e della geologia sistematica: non nascono nel linguaggio quotidiano, ma arrivano attraverso trattati, repertori naturalistici e opere di storia naturale.[8][6]

Dalle leggende al metodo scientifico

Per comprendere il contesto in cui nascono questi termini, occorre guardare alla storia lunga del rapporto tra uomo e grotte. Nel Medioevo europeo le cavità sotterranee sono spesso considerate luoghi d’eccellenza per speculazioni sovrannaturali: ingressi all’Inferno, dimore di demoni, spazi marginali frequentati da eremiti, alchimisti, briganti. La grotta è più “scenario mitico” che oggetto di studio.[9]

La svolta avviene tra Rinascimento e Seicento, quando la curiosità naturalistica, la mineralogia e le prime forme di idrologia sotterranea iniziano a trasformare le cavità in laboratori naturali. È in questo clima che emergono autori come Georg Agricola, Vannoccio Biringuccio, Ulisse Aldrovandi, Athanasius Kircher, Johann Weikhard Valvasor, Antonio Vallisneri e, più tardi, Lazzaro Spallanzani.[10][11][9]

I precursori: minerali, metalli e sottosuolo

Georg Agricola e la nascita della mineralogia

Georg Agricola (1494–1555) è considerato uno dei fondatori della mineralogia e della metallurgia moderna. Il suo contributo alla futura speleologia sta nel metodo: osservazione diretta delle miniere, classificazione sistematica di fossili e minerali, descrizione del sottosuolo non più come spazio mitico ma come insieme di corpi e processi.[12][13][14]

Tra le sue opere principali:

  • De natura fossilium (1546), una delle prime classificazioni scientifiche dei minerali, che affronta forma, composizione e giacitura.[12]
  • De re metallica (1556), trattato sulle tecniche estrattive, la ventilazione delle miniere, il drenaggio e il rapporto tra acque sotterranee e lavori minerari.[15][12]

Benché non parli di “speleologia”, Agricola contribuisce a creare il lessico e l’attenzione per cavità e vene minerali che saranno fondamentali per ogni studio successivo sulle grotte.[14]

Vannoccio Biringuccio e la Pirotechnia

Vannoccio Biringuccio (1480–ca. 1539), metallurgista senese, è noto per la Pirotechnia (1540), considerata uno dei testi fondatori sulle arti del fuoco e dei metalli. L’opera descrive forni, fonderie, miniere, tecniche di fusione e, indirettamente, ambienti sotterranei legati alla ricerca di minerali.[16][17]

Biringuccio non scrive trattati sulle grotte come oggetto autonomo, ma partecipa alla stessa trasformazione culturale: il sottosuolo è un luogo da indagare con strumenti, misure e pratica tecnica. Questo approccio sperimentale e artigianale sarà ripreso da generazioni di naturalisti.[18]

Ulisse Aldrovandi e gli speleotemi

Nel XVII secolo, Ulisse Aldrovandi (1522–1605) rappresenta una figura di raccordo tra la tradizione enciclopedica rinascimentale e la nascente storia naturale moderna. Nel Museum metallicum, pubblicato postumo nel 1648, Aldrovandi descrive gli speleotemi con il nome di “stelechiiti”, portando in un repertorio sistematico concrezioni provenienti da cavità del bolognese.[11][10]

Questo inserimento degli speleotemi in un contesto di mineralogia generale anticipa l’uso di termini come stalattite e stalagmite, e contribuisce a spostare le grotte dall’area della curiosità verso quella della classificazione scientifica.[10]

Athanasius Kircher e il \”Mundus Subterraneus\”

La Terra come organismo complesso

Con Athanasius Kircher (1602–1680) il mondo sotterraneo entra al centro di un grande progetto enciclopedico. Il Mundus subterraneus (1665) è generalmente considerato uno dei primi trattati sistematici sul sottosuolo: dodici libri che cercano di descrivere cavità, acque, vulcani, minerali, fossili e persino le forme di vita nascoste.[19][20]

Kircher vede le grotte come laboratori naturali dove si manifestano forze interne della Terra: percorsi di acque, correnti d’aria, interazioni tra fuoco e rocce. La sua descrizione è spesso mescolata a immagini fantasiose, ma introduce un principio chiave: il sottosuolo è un sistema, non un insieme di vuoti casuali.[20][21]

Concrezioni e linguaggi

Nelle sezioni dedicate alle cavità e ai fenomeni di stillicidio, Kircher descrive forme che corrispondono a ciò che oggi chiamiamo stalattiti e stalagmiti, anche se la terminologia non è ancora stabilizzata. Le edizioni moderne e i commenti mostrano come la sua opera abbia contribuito a far entrare nel repertorio scientifico immagini e concetti che poi verranno fissati da mineralogia e speleologia.[22][23][24]

Valvasor e il paesaggio carsico sloveno

\”Die Ehre des Herzogtums Crain\” e il lago di Cerknica

Johann Weikhard Valvasor (1641–1693) è noto per la monumentale Die Ehre des Herzogtums Crain (1689), dedicata al ducato di Carniola. Il valore speleologico del volume sta nell’attenzione al carsismo sloveno, ai fenomeni di inghiottitoi, risorgive e laghi intermittenti.[25][26]

Il caso più celebre è il lago di Cerknica (Cerkniško jezero): Valvasor ne studia l’intermittenza, osservando come il bacino si riempia e si svuoti in relazione a un reticolo di condotti e cavità sotterranee. Questo lavoro gli vale l’ingresso nella Royal Society di Londra, riconoscimento significativo del suo contributo alla nascente idrologia sotterranea.[27][28][29]

Cartografia e descrizione

Valvasor non produce mappe speleologiche nel senso moderno, ma costruisce una geografia del sottosuolo attraverso testi, incisioni e confronti stagionali. Il suo lavoro sul lago di Cerknica e sui sistemi carsici contribuisce a mostrare come il paesaggio carsico sia il prodotto di una circolazione sotterranea complessa, anticipando molte delle domande che la speleologia affronterà in seguito.[30][31]

Vallisneri e le acque sotterranee

Contro i \”lambicchi\” sotterranei

Nel primo Settecento, Antonio Vallisneri (1661–1730) porta una svolta decisiva nel dibattito sull’origine delle sorgenti. Nel suo testo Lezione accademica intorno all’origine delle fontane, Vallisneri contesta le teorie che attribuiscono le sorgenti a grandi serbatoi sotterranei alimentati da maree o da misteriosi lambicchi, e mostra, con osservazioni ed esperimenti, che le acque perenni derivano perlopiù da piogge infiltrate nel sottosuolo.[32][33][34]

Questa interpretazione, fondata su sopralluoghi montani e su esplorazioni di cavità, è una delle pietre miliari dell’idrologia sotterranea: le grotte diventano luoghi in cui seguire il percorso dell’acqua, non solo spazi chiusi.[35]

Influenze filosofiche e metodo

Vallisneri si muove in un contesto influenzato dal cartesianesimo, ma ne fa un uso critico. Adotta l’idea di spiegare i fenomeni naturali con cause fisiche, rifiuta qualità occulte, ma insiste sulla necessità di confrontare le teorie con esperienze e osservazioni reali. In questo senso, il suo contributo alla storia della speleologia è metodologico: le cavità vengono lette con l’occhio del medico-naturalista che misura, annota e verifica.[36][37][35]

Spallanzani e la natura come laboratorio

Lazzaro Spallanzani (1729–1799) è noto soprattutto per i suoi esperimenti sulla generazione spontanea e sulla fisiologia, ma le sue lettere di viaggio mostrano un’attenzione costante al paesaggio montano e alle acque. Nel solco aperto da Vallisneri, Spallanzani tratta la natura – e quindi anche le cavità – come un immenso laboratorio, dove ogni fenomeno deve essere verificato con esperimenti e controlli.[38][39][40]

Pur non essendo un “biospeleologo” in senso stretto, contribuisce a consolidare l’idea che anche gli ambienti sotterranei e le acque ipogee siano degni di osservazione sperimentale rigorosa.[41]

La biospeleologia: dal \”cucciolo di drago\” al proteo

Valvasor, Laurenti e il Proteus anguinus

Un capitolo importante nella storia della biospeleologia è quello del Proteus anguinus, anfibio cavernicolo delle acque carsiche della Carniola. Nella Die Ehre des Herzogtums Crain, Valvasor descrive creature delle acque sotterranee del Carso sloveno nel clima di una zoologia ancora piena di meraviglia, associandole talvolta all’immaginario del “piccolo drago”.[42][43][44]

La svolta scientifica arriva nel 1768 con Josephus Nicolaus Laurenti, che pubblica la prima descrizione formale del proteo e gli attribuisce il nome Proteus anguinus, inserendolo nel quadro zoologico degli anfibi urodeli. Il passaggio dalla zoologia fantastica alla zoologia delle grotte segna l’avvio di una vera e propria biospeleologia, anche se la parola arriverà molto più tardi.[45][46][42]

Pionieri della biospeleologia

Le sintesi storiche citano, tra i pionieri della biospeleologia, oltre a Laurenti, anche naturalisti ottocenteschi che si dedicano alla fauna delle cavità, in particolare in area alpina e carsica. L’interesse per protei, troglobionti e comunità ipogee si consolida nel corso dell’Ottocento e viene formalizzato da riviste e società scientifiche nel secolo successivo.[46][45]

Martel e la speleologia moderna

Édouard?Alfred Martel

Édouard?Alfred Martel (1859–1938) è generalmente riconosciuto come il padre della speleologia moderna. Avvocato di formazione, si dedica all’esplorazione sistematica delle cavità in Europa e nel mondo, considera la speleologia un ramo della geografia fisica e dell’idrologia, e fonda nel 1895 la Société de Spéléologie, prima organizzazione speleologica europea.[47][2][3]

Tra le sue opere principali:

  • La Spéléologie, ou science des cavernes (1900), uno dei primi testi che usa apertamente il termine speleologia nel titolo.[3]
  • La Spéléologie au XXe siècle (1905), rassegna e bibliografia delle ricerche sotterranee dei primi anni del secolo.[3]
  • L’Évolution souterraine (1908), dedicato ai processi di formazione e trasformazione del mondo ipogeo.[3]
  • Le Nouveau traité des eaux souterraines (1922), che collega direttamente speleologia e idrologia sotterranea.[3]

Martel esplora centinaia di cavità, dai gouffre francesi ai sistemi carsici europei, contribuendo a fissare tecniche, metodologie e linguaggi che resteranno centrali nella disciplina.[5][2]

Pietre miliari italiane

In Italia, la speleologia moderna si struttura tra la seconda metà dell’Ottocento e il Novecento. La scoperta e l’esplorazione sistematica della Grotta di Trebiciano nel 1841 da parte di Antonio Federico Lindner, nell’ambito delle ricerche per l’approvvigionamento idrico di Trieste, è considerata un momento fondativo.[48]

La fondazione dell’Istituto Italiano di Speleologia nel 1927 presso le grotte di Postumia, poi spostato in Puglia e a Bologna, segna il primo riconoscimento istituzionale dell’attività speleologica italiana. Nel 1950 nasce la Società Speleologica Italiana, che coordina ricerche, catasti e campagne di studio.[11][48]

Più recentemente, figure come Arrigo Cigna sono riconosciute come padri della speleologia scientifica contemporanea, in particolare per l’idrologia dei sistemi carsici e la modellazione degli acquiferi.[49][50]

Quadro cronologico sintetico

  • XVI secolo – Agricola, Biringuccio: mineralogia e metallurgia, descrizione tecnica del sottosuolo.[17][12]
  • Inizio XVII secolo – Aldrovandi: speleotemi nel Museum metallicum.[10][11]
  • 1665 – Kircher, Mundus subterraneus: primo grande trattato sul mondo sotterraneo.[19][20]
  • 1689 – Valvasor, Die Ehre des Herzogtums Crain: carsismo sloveno, lago di Cerknica, fenomeni ipogei.[26][51]
  • Prima metà XVIII secolo – Vallisneri: origine meteorica delle sorgenti, esplorazioni montane e speleologiche.[33][32]
  • Seconda metà XVIII secolo – Spallanzani: natura come laboratorio, consolidamento del metodo sperimentale.[40][41]
  • 1768 – Laurenti: descrizione scientifica del Proteus anguinus, avvio della zoologia delle grotte.[43][42]
  • XIX secolo – Adelsberg/Postojna e altri grandi sistemi carsici entrano nell’orizzonte della ricerca sistematica e del turismo scientifico.[52][2]
  • Fine XIX – inizio XX secolo – Martel: definizione della speleologia come disciplina, fondazione di società speleologiche, testi programmatici.[5][3]
  • XX secolo – Nascita e sviluppo della Società Speleologica Italiana, consolidamento della speleologia scientifica, crescita della biospeleologia.[45][48][11]
  • XXI secolo – Speleologia come disciplina multidisciplinare che integra geologia, biologia, idrologia, archeologia e conservazione.[50][1]

Conclusione

L’origine dei termini speleologia, stalattite e stalagmite è inseparabile dalla storia del modo in cui gli uomini hanno guardato alle grotte. Si passa da una fase in cui le cavità sono luoghi di mito e timore a una fase in cui diventano oggetti di studio, prima per ragioni minerarie e idrauliche, poi per una vera curiosità scientifica.[9][10]

I precursori – da Agricola a Biringuccio, da Aldrovandi a Kircher, Valvasor, Vallisneri e Spallanzani – costruiscono il contesto in cui la speleologia potrà nascere. La formalizzazione del termine e della disciplina arriva con Martel, e si consolida nel Novecento grazie a istituzioni, società speleologiche, catasti e una crescente attenzione ai sistemi carsici e alla biospeleologia.[2][9][10][3]

Per chi oggi si occupa di speleologia, risalire a queste radici significa comprendere che ogni stalattite e ogni stalagmite non sono solo forme minerali, ma anche il risultato di un lungo percorso culturale che ha trasformato le grotte da “regno del diavolo” in laboratorio naturale del pianeta.[50][9]


Fonti


[1] Origini, evoluzione e significato della parola ‘Speleologia’ – Scintilena https://www.scintilena.com/origini-evoluzione-e-significato-della-parola-speleologia/03/18/
[2] Nel Cuore della Terra: Il Viaggio della Speleologia dal … – Scintilena https://www.scintilena.com/nel-cuore-della-terra-il-viaggio-della-speleologia-dal-passato-al-futuro/09/20/
[3] Édouard-Alfred Martel https://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89douard-Alfred_Martel
[4] Nuovo Numero di Acta Carsologica Disponibile Online – Scintilena https://www.scintilena.com/nuovo-numero-di-acta-carsologica-disponibile-online/11/07/
[5] Alla scoperta del mondo sotterraneo – mglobba https://mglobba.altervista.org/allascopertadelmondosotterraneo.html
[6] Stalattiti e stalagmiti – Enciclopedia https://www.treccani.it/enciclopedia/stalattiti-e-stalagmiti_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/
[7] Stalagmite – Significato ed etimologia – Vocabolario https://www.treccani.it/vocabolario/stalagmite/
[8] stalactite – Etimologia, Origine e Significato https://www.etymonline.com/it/word/stalactite
[9] Dalle Leggende al Metodo Scientifico: La Speleologia nel … https://www.scintilena.com/dalle-leggende-al-metodo-scientifico-la-speleologia-nel-rinascimento/01/22/
[10] Storia delle esplorazioni speleologiche in Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/storia-delle-esplorazioni-speleologiche-in-italia/05/12/
[11] GUIDA DIVULGATIVA ALLA SPELEOLOGIA – Scintilena https://www.scintilena.com/guida-accademico-divulgativa-alla-speleologia/01/21/
[12] Agricola, Georg – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/georg-agricola/
[13] Georgius Agricola | Biography & Facts – Britannica https://www.britannica.com/biography/Georgius-Agricola
[14] Mineralogia e metallurgia – Enciclopedia https://www.treccani.it/enciclopedia/mineralogia-e-metallurgia_(Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco)/
[15] De re metallica – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/De_re_metallica
[16] BIRINGUCCIO, Vannoccio – Enciclopedia https://www.treccani.it/enciclopedia/vannoccio-biringuccio_(Enciclopedia-Italiana)/
[17] Vannoccio Biringuccio | Renaissance, Metallurgy & Chemistry | Britannica https://www.britannica.com/biography/Vannoccio-Biringuccio
[18] Vannoccio Biringuccio https://www.minerbook.it/mineralogisti-storici/vannoccio-biringuccio/
[19] Anthanasius Kircher e il Mundus Subterraneus https://www.speleoclubroma.org/scr/2020/05/08/anthanasius-kircher-e-il-mundus-subterraneus/
[20] Book Review: Mundus Subterraneus https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1084&context=ijs
[21] Signs and symbols in Kircher’s Mundus Subterraneus http://georegister.org/publications/2011_kircherfull.pdf
[22] Full text of “Athanasii Kircheri e Soc. Jesu Mundus subterraneus https://archive.org/stream/athanasiikircher00kirc_4/athanasiikircher00kirc_4_djvu.txt
[23] Vol 1 Book 4 – Wichita State University https://www.wichita.edu/academics/fairmount_las/geology/wparcell/Kircher/Mundus/Vol1Bk04.php
[24] Der MUNDUS SUBTERRANEUS des Athanasius Kircher https://opus.bibliothek.uni-augsburg.de/opus4/frontdoor/deliver/index/docId/117236/file/Roth+Stumb%C3%B6ck,+Der+Mundus+Subterraneus+des+Athanasius+Kircher+Endfassung.pdf
[25] Valvasor, Johann Weikhard – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/johann-weikhard-valvasor/
[26] Die Ehre dess Hertzogthums Crain – Wikipedia https://de.wikipedia.org/wiki/Die_Ehre_dess_Hertzogthums_Crain
[27] il lago di Circonio Slovenia il fenomeno Carsico https://www.scintilena.com/il-lago-di-circonio-slovenia-il-fenomeno-carsico/10/04/
[28] Related Articles: https://www.terreincognitemagazine.it/janez-vajkard-valvasor-linventore-delle-guide-turistiche/
[29] Johann Weichart Valvasor https://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Weichart_Valvasor
[30] ‘Die Ehre Deß Hertzogthums Crain: Das ist, Wahre, … https://www.digitale-sammlungen.de/en/details/bsb10805531
[31] Bidovec 2008 web 2.indd https://tile.loc.gov/storage-services/master/gdc/gdcebookspublic/20/20/71/92/14/2020719214/2020719214.pdf
[32] Vallisneri, Antonio – Enciclopedia https://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-vallisneri_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Scienze)/
[33] Contro i lambicchi. Antonio Vallisneri e l’origine delle sorgenti https://research.uniupo.it/it/publications/contro-i-lambicchi-antonio-vallisneri-e-lorigine-delle-sorgenti/
[34] Contro i lambicchi. Antonio Vallisneri e l’origine delle sorgenti https://www.acquesotterranee.net/acque/article/download/011-12-0011/187/373
[35] 17-Federzoni 325-343 https://www.cisge.it/ojs/index.php/Volumi/article/download/820/824/
[36] Antonio Vallisneri – Edizione Nazionale delle Opere https://www.vallisneri.it/presentazione.shtml
[37] I segni del tempo: teorie e storie della terra – Enciclopedia https://www.treccani.it/enciclopedia/i-segni-del-tempo-teorie-e-storie-della-terra_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Scienze)/
[38] Spallanzani, Lazzaro – Enciclopedia https://www.treccani.it/enciclopedia/lazzaro-spallanzani_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Scienze)/
[39] Lazzaro Spallanzani | Italian Physiologist & Microbiologist | Britannica https://www.britannica.com/biography/Lazzaro-Spallanzani
[40] Lazzaro Spallanzani in “Il Contributo Italiano alla Storia del Pensiero … https://www.academia.edu/18528683/Lazzaro_Spallanzani_in_Il_Contributo_Italiano_alla_Storia_del_Pensiero_Ottava_Appendice_Enciclopedia_Italiana_Treccani_Roma_2013
[41] Spallanzani, Lazzaro – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/lazzaro-spallanzani/
[42] Proteus anguinus https://it.wikipedia.org/wiki/Proteus_anguinus
[43] History of research on Proteus anguinus Laurenti 1768 in Slovenia / Zgodovina raziskovanja ?loveške ribice (Proteus anguinus Laurenti 1768) v Sloveniji https://ojs.sazu.si/folia_bio_geo/article/view/7544
[44] A tu per tu con i cuccioli di drago nelle Grotte di Postumia https://www.slovely.eu/grotte-postumia-cuccioli-di-drago/
[45] Gli abitatori delle grotte – Biospeleologia del Friuli https://www.faunaitalia.it/fstoch/pdf/Stoch,%202008e.pdf
[46] Biospelologia – Storia https://digilander.libero.it/enrlana/biosp1.htm
[47] La storia della speleologia https://www.gsmv.it/index.php/speleologia/la-storia-della-speleologia.html
[48] Evoluzione della Speleologia in Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/evoluzione-della-speleologia-in-italia-dalle-origini-al-riconoscimento-internazionale-xix-secolo-2009/01/26/
[49] La speleologia italiana piange Arrigo Cigna: addio al padre della … https://www.scintilena.com/la-speleologia-italiana-piange-arrigo-cigna-addio-al-padre-della-speleologia-scientifica-moderna/03/07/
[50] Speleologia Scientifica: Custode degli Acquiferi Carsici e delle … https://www.scintilena.com/speleologia-scientifica-custode-degli-acquiferi-carsici-e-delle-acque-sotterranee/09/05/
[51] Die Ehre deß Herzogthums Crain : das ist wahre gruendliche und recht eigendliche Belegen- und Beschaffenheit dieses in manchen alten und neuen Geschicht-Bu?chern zwar ru?hmlich beru?hrten, doch bishero nie annoch recht beschriebenen Ro?misch-keyserlichen herrlichen Erblandes / 1 = [Buch 1-4] : Valvasor, Johann Weikhard von : Free Download, Borrow, and Streaming : Internet Archive https://archive.org/details/bub_gb_ho5OAAAAcAAJ
[52] Storia della Speleologia https://www.scintilena.com/storia-della-speleologia-2/03/17/

L'articolo Dalle “caverne” alla Speleologia: come nacquero i termini speleologia, stalattite e stalagmite e chi costruì la scienza delle grotte proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Fotografia speleologica: ad Arredondo torna l’VIII International Cave Photographers Meeting
    Condividi Dal 18 al 25 luglio 2026 la Cantabria ospita l’VIII International Cave Photographers Meeting, appuntamento dedicato alla fotografia speleologica internazionale. Il 22 luglio è in programma una proiezione tridimensionale del La Salle 3D International Team. La fotografia speleologica protagonista in Cantabria Dal 18 al 25 luglio 2026 il comune di Arredondo, nella regione spagnola della Cantabria, ospiterà l’VIII International Cave Photographers Meeting, incontro internazionale
     

Fotografia speleologica: ad Arredondo torna l’VIII International Cave Photographers Meeting

Júl 11th 2026 at 09:00

Condividi

Dal 18 al 25 luglio 2026 la Cantabria ospita l’VIII International Cave Photographers Meeting, appuntamento dedicato alla fotografia speleologica internazionale. Il 22 luglio è in programma una proiezione tridimensionale del La Salle 3D International Team.

La fotografia speleologica protagonista in Cantabria

Dal 18 al 25 luglio 2026 il comune di Arredondo, nella regione spagnola della Cantabria, ospiterà l’VIII International Cave Photographers Meeting, incontro internazionale dedicato alla fotografia speleologica e alla documentazione del patrimonio sotterraneo.

L’evento richiama fotografi, speleologi e appassionati provenienti da diversi Paesi con l’obiettivo di condividere tecniche di ripresa, esperienze sul campo e nuove modalità di divulgazione degli ambienti ipogei. La scelta di Arredondo non è casuale: il territorio si trova nel cuore di una delle aree carsiche più importanti della Spagna, caratterizzata da numerosi sistemi sotterranei che da decenni rappresentano un punto di riferimento per l’esplorazione speleologica internazionale. (La Salle – 3D International Team?)

Proiezione 3D dedicata alle grotte il 22 luglio

Tra gli appuntamenti del programma spicca la serata di mercoledì 22 luglio, quando alle 20:45 sarà presentata una proiezione tridimensionale curata dal La Salle 3D International Team.

Il gruppo internazionale è conosciuto per la realizzazione di audiovisivi stereoscopici dedicati alle grotte, agli ambienti naturali e ai siti archeologici. Le immagini vengono prodotte con tecniche fotografiche che consentono di percepire la profondità degli ambienti sotterranei, offrendo al pubblico una rappresentazione fedele di sale, concrezioni, ghiacciai ipogei, cavità vulcaniche e altri contesti difficilmente accessibili. (La Salle – 3D International Team?)

Il lavoro del La Salle 3D International Team

Fondato nel 2009 e costituito come associazione culturale internazionale nel 2010, il La Salle 3D International Team riunisce fotografi specializzati nella documentazione tridimensionale di ambienti naturali, con una particolare attenzione alle grotte.

L’attività del gruppo comprende fotografie stereoscopiche, produzioni audiovisive, documentari e modelli tridimensionali ottenuti anche attraverso tecniche di fotogrammetria. Le immagini vengono utilizzate durante conferenze, mostre, eventi divulgativi e all’interno di grotte turistiche, consentendo di mostrare al pubblico luoghi normalmente non visitabili senza produrre impatti sugli ambienti naturali. (La Salle – 3D International Team?)

Tra gli audiovisivi realizzati figurano produzioni dedicate alle grotte di ghiaccio, ai cristalli ipogei, ai paesaggi carsici, alle cavità laviche dell’Etna, al sottosuolo di Napoli e alla Grotta Chauvet, esempi che testimoniano l’ampiezza dei temi affrontati dal team. (La Salle – 3D International Team?)

Un incontro dedicato alla divulgazione della speleologia

L’VIII International Cave Photographers Meeting rappresenta un momento di confronto tra professionisti e appassionati della fotografia speleologica. La documentazione fotografica continua infatti ad avere un ruolo fondamentale nella ricerca scientifica, nella conservazione della memoria delle esplorazioni e nella divulgazione del patrimonio carsico.

Le immagini realizzate in ambiente sotterraneo richiedono competenze specifiche, dalla gestione dell’illuminazione artificiale alla sicurezza durante le riprese, fino alla post-produzione e, nel caso della fotografia stereoscopica, alla preparazione di contenuti destinati alla visione tridimensionale.

L’appuntamento di Arredondo conferma il crescente interesse verso strumenti capaci di raccontare il mondo sotterraneo con linguaggi innovativi, favorendo la diffusione della cultura speleologica anche presso un pubblico non specializzato.

Fonti

  • La Salle 3D International Team – Pagina ufficiale:  https://www.lasalle3d.com?Attachment.png
  • Elenco degli audiovisivi 3D del La Salle Team:  Elenco audiovisivi?Attachment.png
  • Informazioni sul La Salle 3D International Team:  Chi siamo?Attachment.png

L'articolo Fotografia speleologica: ad Arredondo torna l’VIII International Cave Photographers Meeting proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Rift Valley etiope: i satelliti osservano una gigantesca intrusione di magma senza eruzione
    Condividi Nella Rift Valley etiope i satelliti hanno seguito in tempo reale una rara intrusione di magma lunga circa 50 chilometri. Lo studio, coordinato dall’Università di Pisa, mostra come 1,4 chilometri cubi di magma si siano propagati nel sottosuolo senza raggiungere la superficie. La Rift Valley etiope sotto osservazione dallo spazio Un raro fenomeno geologico è stato documentato grazie all’osservazione satellitare nella Rift Valley etiope, dove circa 1,4 chilometri cubi di magma
     

Rift Valley etiope: i satelliti osservano una gigantesca intrusione di magma senza eruzione

Júl 11th 2026 at 08:00

Condividi

Nella Rift Valley etiope i satelliti hanno seguito in tempo reale una rara intrusione di magma lunga circa 50 chilometri. Lo studio, coordinato dall’Università di Pisa, mostra come 1,4 chilometri cubi di magma si siano propagati nel sottosuolo senza raggiungere la superficie.

La Rift Valley etiope sotto osservazione dallo spazio

Un raro fenomeno geologico è stato documentato grazie all’osservazione satellitare nella Rift Valley etiope, dove circa 1,4 chilometri cubi di magma si sono spostati nel sottosuolo per quasi 50 chilometri senza provocare un’eruzione vulcanica.

L’evento si è sviluppato tra dicembre 2024 e marzo 2025 nell’area del sistema vulcanico Fentale-Dofen, all’interno del Main Ethiopian Rift. Il monitoraggio è stato condotto da un gruppo internazionale di ricercatori coordinato da Carolina Pagli, docente del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, che ha integrato dati satellitari radar, osservazioni geodetiche e rilievi sul terreno per seguire l’evoluzione del fenomeno. (PMC?)

Intrusione di magma: un fenomeno diverso da un’eruzione vulcanica

L’evento osservato non corrisponde a un’eruzione. Il magma è rimasto confinato in profondità, formando un lungo dicco magmatico che ha progressivamente aperto fratture nella crosta terrestre senza raggiungere la superficie.

Pur in assenza di colate laviche, il movimento del magma ha prodotto effetti rilevanti. I satelliti hanno registrato deformazioni del terreno dell’ordine di alcuni metri, mentre la rete sismica ha rilevato migliaia di terremoti associati alla propagazione dell’intrusione. La fase principale si è protratta per circa due mesi, dal 17 dicembre 2024 al 15 febbraio 2025, all’interno di una sequenza che è proseguita fino al marzo 2025. (PMC?)

Il ruolo dei satelliti nel monitoraggio della Rift Valley etiope

Le immagini radar acquisite dai satelliti con tecnologia InSAR hanno permesso di misurare con elevata precisione gli spostamenti della superficie terrestre. Questa tecnica consente di individuare deformazioni anche di pochi centimetri, rendendo possibile seguire il percorso del magma in profondità quasi in tempo reale.

In una regione dove l’accesso sul terreno è complesso, il monitoraggio satellitare ha fornito informazioni fondamentali per comprendere l’evoluzione della crisi geologica e valutare i possibili scenari futuri. L’integrazione tra osservazioni da satellite e dati raccolti sul campo rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per lo studio dei sistemi vulcanici attivi. (PMC?)

Un laboratorio naturale per comprendere la dinamica dei continenti

La Rift Valley etiope costituisce uno dei principali laboratori naturali per lo studio della separazione delle placche tettoniche. In quest’area la placca africana si sta lentamente dividendo, favorendo la risalita del magma dal mantello terrestre.

Le intrusioni magmatiche profonde contribuiscono alla progressiva deformazione della crosta e rappresentano uno dei meccanismi attraverso cui, nel corso di milioni di anni, può formarsi un nuovo bacino oceanico. Studi recenti evidenziano come questi processi avvengano in modo episodico, alternando lunghi periodi di quiete a fasi di intensa attività magmatica. (Nature?)

Una ricerca coordinata dall’Università di Pisa

Il lavoro coordinato dall’Università di Pisa conferma il valore dell’osservazione della Terra dallo spazio nello studio dei fenomeni geologici di grande scala. La possibilità di seguire il movimento del magma mentre avviene permette ai ricercatori di migliorare i modelli che descrivono il comportamento dei sistemi vulcanici e di comprendere meglio le relazioni tra attività sismica, deformazione del suolo e dinamica del magma.

Le informazioni raccolte durante questa crisi magmatica rappresentano inoltre una base importante per affinare i sistemi di monitoraggio e contribuire alla valutazione del rischio nelle aree vulcaniche attive del pianeta.

Fonti

L'articolo Rift Valley etiope: i satelliti osservano una gigantesca intrusione di magma senza eruzione proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Grotta Scura di Bolognano: nasce una palestra speleologica certificata dedicata a Enzo Bevilacqua
    Condividi La nuova palestra speleologica della Grotta Scura a Bolognano sarà inaugurata l’11 luglio. Il progetto dello Speleo Club Chieti punta su sicurezza, tutela ambientale e formazione, con un sistema di ancoraggi certificato e condiviso con gli enti competenti. Una palestra speleologica per la formazione in Abruzzo Sabato 11 luglio 2026 lo Speleo Club Chieti “Alessio Carulli” APS-ETS inaugurerà la nuova palestra speleologica realizzata presso la Grotta Scura, nel territorio di Bol
     

Grotta Scura di Bolognano: nasce una palestra speleologica certificata dedicata a Enzo Bevilacqua

Júl 11th 2026 at 07:00

Condividi

La nuova palestra speleologica della Grotta Scura a Bolognano sarà inaugurata l’11 luglio. Il progetto dello Speleo Club Chieti punta su sicurezza, tutela ambientale e formazione, con un sistema di ancoraggi certificato e condiviso con gli enti competenti.

Una palestra speleologica per la formazione in Abruzzo

Sabato 11 luglio 2026 lo Speleo Club Chieti “Alessio Carulli” APS-ETS inaugurerà la nuova palestra speleologica realizzata presso la Grotta Scura, nel territorio di Bolognano, in provincia di Pescara. Il ritrovo è previsto alle 9.30 al campo sportivo “Vincenzo Marulli” di Santa Maria del Monte, da dove i partecipanti raggiungeranno la cavità per la cerimonia inaugurale.

La struttura sarà intitolata a Enzo Bevilacqua, socio fondatore dello Speleo Club Chieti, scomparso nel 2022 e ricordato come una delle figure che hanno contribuito maggiormente alla crescita dell’associazione e della speleologia abruzzese.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra lo Speleo Club Chieti, il Comune di Bolognano, il Parco Nazionale della Maiella e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara, con l’obiettivo di coniugare attività formativa, sicurezza e tutela di un sito di elevato valore naturalistico e archeologico. (speleoclubchieti.it?)

La Grotta Scura tra tutela del patrimonio e attività speleologica

La Grotta Scura è utilizzata da oltre cinquant’anni come luogo di addestramento per corsi di speleologia ed esercitazioni tecniche. Nel tempo ha contribuito alla formazione di centinaia di speleologi ed è stata impiegata anche dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico per simulazioni di intervento in ambiente ipogeo.

La cavità rappresenta anche un importante sito archeologico, con testimonianze di frequentazione umana risalenti al Neolitico, ed è inserita tra i geositi del Parco Nazionale della Maiella con il complesso Grotta Scura – Grotta del Mortaio. Per questo motivo ogni intervento è stato progettato nel rispetto delle esigenze di conservazione del patrimonio naturale e culturale. (parcomajella.it?)

Riqualificazione completa e ancoraggi certificati

Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda la completa riqualificazione degli ancoraggi presenti nella cavità.

Sono stati rimossi circa 350 vecchi spit e altri sistemi installati nel corso dei decenni senza una progettazione unitaria. I fori sono stati chiusi utilizzando materiale lapideo reperito sul posto e polvere di calcare naturale, limitando l’impatto visivo sulla roccia.

Successivamente sono stati installati soltanto gli ancoraggi necessari alle vie di esercitazione.

Secondo quanto comunicato dallo Speleo Club Chieti, il progetto è stato sviluppato rispondendo alle richieste formulate dagli enti responsabili della tutela del sito. I nuovi ancoraggi sono stati sottoposti a prove di estrazione eseguite da uno studio specializzato, corredate da relazione tecnica strumentale. L’intervento comprende inoltre una relazione geologica sull’ammasso roccioso, la progettazione degli armi, istruzioni dettagliate per l’armo delle vie e prescrizioni di sicurezza predisposte da una guida speleologica riconosciuta.

L’intera documentazione tecnica è stata consegnata agli enti competenti ed è disponibile per chi ne faccia richiesta secondo le procedure previste.

Lo Speleo Club Chieti evidenzia inoltre che, sulla base delle informazioni raccolte attraverso la rete nazionale dei gruppi e delle scuole della Società Speleologica Italiana e del Club Alpino Italiano, non risultano altre palestre speleologiche realizzate o riqualificate con un analogo percorso di certificazione tecnica. L’associazione precisa che eventuali esperienze analoghe sarebbero accolte con interesse, nell’ottica di favorire la condivisione delle buone pratiche all’interno della comunità speleologica.

Regole di utilizzo e sicurezza

La palestra speleologica potrà essere utilizzata esclusivamente previa autorizzazione degli enti competenti.

La regolamentazione prevede infatti il nulla osta del Parco Nazionale della Maiella, della Soprintendenza e del Comune di Bolognano. Parallelamente è stato potenziato il sistema di segnaletica informativa e sono in corso gli interventi di sistemazione del sentiero di accesso, finanziati grazie a un contributo del Parco.

L’impostazione adottata mira a garantire un utilizzo controllato della cavità, conciliando le esigenze formative con la conservazione del sito archeologico e naturalistico.

Un luogo dedicato alla formazione delle nuove generazioni

La palestra rappresenta uno strumento fondamentale per i corsi di primo livello organizzati dalle scuole riconosciute dalla Società Speleologica Italiana, dal Club Alpino Italiano e dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

In questo ambiente gli allievi possono apprendere le tecniche di progressione su corda, acquisire familiarità con le procedure di sicurezza e sviluppare una corretta cultura del rispetto dell’ambiente ipogeo prima di affrontare cavità con livelli di difficoltà maggiori.

L’inaugurazione della palestra si inserisce nel percorso ultrassessantennale dello Speleo Club Chieti, protagonista di numerose esplorazioni e attività scientifiche in Abruzzo. Tra queste figurano le ricerche nell’Abisso Pietrolungo in Maiella, la scoperta della Grotta della Lupa nel 2015, l’organizzazione dei raduni internazionali di speleologia di Lettomanoppello e il progetto “Diversamente Speleo”, ospitato proprio alla Grotta Scura nel 2025, dedicato all’accessibilità dell’ambiente sotterraneo.

La nuova struttura rappresenta quindi un investimento rivolto alla formazione dei futuri speleologi, ponendo particolare attenzione alla sicurezza, alla qualità delle installazioni e alla tutela di uno dei siti più significativi del patrimonio carsico abruzzese.

Fonti

L'articolo Grotta Scura di Bolognano: nasce una palestra speleologica certificata dedicata a Enzo Bevilacqua proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Il profilo delle Apuane: a Sesto Fiorentino una serata di confronto tra ambiente, alpinismo e futuro della montagna
    Condividi Il 16 luglio il CAI Giovani Sesto Fiorentino organizza un incontro con Apuane Libere, il CAI Toscana e rappresentanti delle istituzioni per riflettere sul presente e sul futuro delle Alpi Apuane. Partecipazione gratuita su prenotazione. È stata diffusa la locandina ufficiale de “Il profilo delle Apuane”, l’incontro promosso dal CAI Giovani Sesto Fiorentino che mercoledì 16 luglio, alle ore 21.00, riunirà al Circolo ACLI Gl’Incontri di Sesto Fiorentino voci provenienti dal mondo dell
     

Il profilo delle Apuane: a Sesto Fiorentino una serata di confronto tra ambiente, alpinismo e futuro della montagna

Júl 11th 2026 at 06:00

Condividi

Il 16 luglio il CAI Giovani Sesto Fiorentino organizza un incontro con Apuane Libere, il CAI Toscana e rappresentanti delle istituzioni per riflettere sul presente e sul futuro delle Alpi Apuane. Partecipazione gratuita su prenotazione.

È stata diffusa la locandina ufficiale de “Il profilo delle Apuane”, l’incontro promosso dal CAI Giovani Sesto Fiorentino che mercoledì 16 luglio, alle ore 21.00, riunirà al Circolo ACLI Gl’Incontri di Sesto Fiorentino voci provenienti dal mondo dell’alpinismo, della tutela ambientale e delle istituzioni.

La serata nasce come un dialogo dedicato alle Alpi Apuane, un territorio straordinario ma da anni al centro del dibattito per il delicato equilibrio tra attività estrattive, conservazione ambientale e fruizione della montagna.

Ad aprire il confronto saranno Mauro Chessa, presidente della Commissione TAM (Tutela Ambiente Montano) del CAI Toscana e geologo, e Gianluca Briccolani, fondatore e attivista dell’associazione Apuane Libere, che racconteranno le Apuane attraverso esperienze, dati e riflessioni.

Seguirà una tavola rotonda con gli interventi di Benedetta Barsi, presidente del CAI Toscana, e Lorenzo Falchi, consigliere regionale della Toscana, per approfondire il rapporto tra tutela del territorio, politiche ambientali e futuro della catena apuana.

L’incontro sarà moderato da Anna Alaia e Matilde Belardinelli del CAI Giovani Sesto Fiorentino. È inoltre previsto il saluto istituzionale dell’assessore del Comune di Sesto Fiorentino Massimiliano Kalmeta.

L’evento è patrocinato dal Comune di Sesto Fiorentino ed è gratuito, con partecipazione su prenotazione attraverso il modulo online:

https://forms.gle/g7dw8njRGwM5dZTe8

Informazioni

  • Evento: Il profilo delle Apuane
  • Data: Mercoledì 16 luglio
  • Ora: 21.00
  • Luogo: Circolo ACLI Gl’Incontri, via Gramsci 705, Sesto Fiorentino
  • Ingresso: gratuito con prenotazione

Sarà una serata importante, di confronti aperto su uno dei territori simbolo dell’Appennino settentrionale tra associazioni, Club Alpino Italiano e istituzioni sul tema della tutela e del futuro delle Apuane, montagne martiri.

L'articolo Il profilo delle Apuane: a Sesto Fiorentino una serata di confronto tra ambiente, alpinismo e futuro della montagna proviene da Scintilena.

Nuovi spazi di partecipazione attiva: un’opportunità anche per le associazioni, tra cui le realtà del CAI e del mondo della speleologia

Júl 11th 2026 at 05:00

Condividi

Le associazioni non sono soltanto organizzazioni di volontariato: spesso sono il cuore delle comunità locali. Una sede sociale, un rifugio, un centro visite, una casa di montagna o una struttura recuperata possono diventare luoghi di incontro, formazione, cultura e partecipazione.

È in questa prospettiva che parliamo di un bando: la Fondazione Compagnia di San Paolo ha pubblicato le Linee Guida per “Nuovi Spazi di Partecipazione Attiva”, un’iniziativa rivolta agli enti del Terzo Settore di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta per sostenere la nascita o il consolidamento di spazi capaci di generare valore sociale nei territori.

Per il mondo della montagna, comprendendo in esse speleologia e CAI (ma non solo), l’iniziativa offre interessanti spunti di riflessione.

Un’opportunità per le associazioni del territorio

Molte sezioni del CAI e numerose realtà speleologiche gestiscono a diverso titolo sedi, rifugi, basi logistiche, centri di documentazione o spazi aperti al pubblico. Luoghi che ospitano corsi, conferenze, incontri culturali, attività con le scuole, iniziative di educazione ambientale e momenti di aggregazione.

Negli ultimi anni queste attività hanno assunto un ruolo sempre più importante. Le associazioni non sono soltanto realtà sportive o tecniche, ma veri e propri presìdi culturali e sociali, capaci di mantenere vivo il legame tra le comunità e il territorio.

Le Linee Guida della Fondazione sembrano riconoscere proprio questo valore, mettendo al centro non soltanto il recupero degli spazi fisici, ma soprattutto la loro capacità di produrre partecipazione, inclusione e collaborazione.

Una visione che parla anche alla montagna

Per il Club Alpino Italiano il tema richiama direttamente il lavoro svolto dalle sezioni e dalla TAM – Tutela Ambiente Montano, impegnate nella promozione della cultura della montagna, della sostenibilità e della cittadinanza attiva.

Anche il mondo della speleologia può ritrovarsi in questa impostazione. Le sedi e i luoghi in uso a realtà speleologiche sono spesso luoghi di formazione, ricerca scientifica, divulgazione e accoglienza dei nuovi appassionati. In molti casi rappresentano punti di riferimento per scuole, amministrazioni locali, enti parco e comunità.

La collaborazione tra associazioni, istituzioni e territori è uno degli elementi maggiormente valorizzati dall’iniziativa, in sintonia con il modo di operare di molte realtà che da anni costruiscono reti di volontariato attorno alla conoscenza e alla tutela del patrimonio naturale.

Oltre il finanziamento: per saperne di più

Più che un semplice sostegno economico, le Linee Guida propongono un modello di sviluppo nel quale gli spazi associativi diventano strumenti di partecipazione civica.

Per le realtà che operano in montagna può essere l’occasione per ripensare le proprie sedi come luoghi aperti al territorio: spazi dove fare cultura, promuovere l’educazione ambientale, coinvolgere i giovani, organizzare attività scientifiche e rafforzare il rapporto con le comunità locali.

In un momento in cui molte aree montane affrontano lo spopolamento e la progressiva riduzione dei servizi, valorizzare questi presìdi significa contribuire alla vitalità dei territori e alla costruzione di nuove forme di cittadinanza attiva.

Le Linee Guida “Nuovi Spazi di Partecipazione Attiva” della Fondazione Compagnia di San Paolo, con la descrizione dell’iniziativa, i destinatari e le modalità di partecipazione, sono disponibili sul sito della Fondazione:

  • https://www.compagniadisanpaolo.it/it/contributi/linee-guida-per-nuovi-spazi-di-partecipazione-attiva/

Per le associazioni del mondo della montagna, sopra e sotto, può rappresentare un’interessante occasione per sviluppare progetti che uniscano tutela ambientale, cultura, partecipazione e valorizzazione del territorio.

Le montagne hanno bisogno non solo di sentieri, rifugi e grotte esplorate, ma anche di comunità vive. Ogni spazio associativo che riesce a coinvolgere nuove persone diventa un presidio di cultura, conoscenza e tutela del territorio.

Attenzione: il prossimo 16 luglio, dalle ore 14.30 alle ore 16.00, è previsto un webinar di approfondimento, utile a illustrare aspetti tecnici e opportunità offerte dalle linee guida. Per prendere parte all’evento online si invita a registrarsi al questo link: https://actingout-it.zoom.us/webinar/register/WN_iRQRD0MPREaXXgwyOd-0uA#/registration

L'articolo Nuovi spazi di partecipazione attiva: un’opportunità anche per le associazioni, tra cui le realtà del CAI e del mondo della speleologia proviene da Scintilena.

  • ✇Správa slovenských jaskýň on Facebook
  • Photos from Správa slovenských jaskýň's post
    ZO SÉRIE 100 ROKOV OBJAVENIA DOMICE STOROČNÝ ZÁPAS S POVODŇAMI A PODZEMNÁ PLAVBA Podzemný tok Styx a jeho prítok Domický potok, ktoré pretekajú Domicou, slúžili ako zdroj vody už jej pravekým obyvateľom. Ich korytá sú často úplne suché, no v čase prívalových dažďov sa nimi občas valia aj povodňové vody zaplavujúce jaskyňu. Od sprístupnenia ju, presnejšie jej prevádzku, sužujú občasné povodne, ktoré majú na vybavenie jaskyne často ničivý dopad. 11. júna 1963 prívalová voda valiaca sa vchodom uv
     

Photos from Správa slovenských jaskýň's post

ZO SÉRIE 100 ROKOV OBJAVENIA DOMICE
STOROČNÝ ZÁPAS S POVODŇAMI A PODZEMNÁ PLAVBA

Podzemný tok Styx a jeho prítok Domický potok, ktoré pretekajú Domicou, slúžili ako zdroj vody už jej pravekým obyvateľom. Ich korytá sú často úplne suché, no v čase prívalových dažďov sa nimi občas valia aj povodňové vody zaplavujúce jaskyňu. Od sprístupnenia ju, presnejšie jej prevádzku, sužujú občasné povodne, ktoré majú na vybavenie jaskyne často ničivý dopad. 11. júna 1963 prívalová voda valiaca sa vchodom uväznila v jaskyni 11 návštevníkov so sprievodcom, ktorí tam museli čakať do večera.
Preto sa v jaskyni a jej okolí vykonali viaceré opatrenia na zamedzene povodní, niektoré účinné a dobré, iné menej šťastné. V okolí jaskyne sú od r. 1968 vybudované protizáplavové nádrže – poldre, od r. 1984 je postavený súčasný vstupný objekt na betónovom monolite, ktorý chráni vchod pred prívalmi povodňových vôd valiacich sa z okolitých svahov na dno lievika, ktorým je vchod jaskyne. Lenže príroda je vždy nakoniec silnejšia a tak Domicu povodne ani v súčasnosti neobchádzajú.

Výkyvy hydrologického režimu sa najviac prejavujú na zriedkavom fungovaní ikonickej atrakcie Domice, podzemnej plavby na kanáli dlhom až 140 m, ktoré s problémami funguje už od r. 1932. Buď je vody nedostatok a kanál je suchý, ako je tomu teraz, alebo ho povodňové vody zanášajú sedimentom. Preto sa žiaľ nie každý rok podarí plavbu spustiť.

Historické fotografie: Slovenské múzeum ochrany prírody a jaskyniarstva
Ďalšie foto P. Staník a M. Rengevič













(Feed generated with FetchRSS)
  • ✇Scintilena
  • Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo: un nuovo riconoscimento internazionale insieme al CAI e SSI
    Condividi La speleologia italiana si mobilita per la Giornata UNESCO La prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo promossa dall’UNESCO coinvolgerà la Società Speleologica Italiana e il Club Alpino Italiano. Gruppi speleologici, scuole e associazioni sono invitati a organizzare iniziative dedicate alla tutela delle grotte, del carsismo e delle risorse idriche. Domenica 13 settembre 2026 sarà celebrata per la prima volta la Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo
     

Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo: un nuovo riconoscimento internazionale insieme al CAI e SSI

Júl 10th 2026 at 10:00

Condividi

La speleologia italiana si mobilita per la Giornata UNESCO

La prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo promossa dall’UNESCO coinvolgerà la Società Speleologica Italiana e il Club Alpino Italiano. Gruppi speleologici, scuole e associazioni sono invitati a organizzare iniziative dedicate alla tutela delle grotte, del carsismo e delle risorse idriche.

Domenica 13 settembre 2026 sarà celebrata per la prima volta la Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo (International Day of Caves and Karst – IDCK), istituita dall’UNESCO su proposta dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS). La ricorrenza rappresenta un riconoscimento internazionale del ruolo che grotte e paesaggi carsici svolgono nella tutela dell’ambiente, nella ricerca scientifica e nella conservazione delle risorse idriche. (UNESCO?)

I sistemi carsici occupano circa il 25% delle terre emerse e costituiscono una delle principali riserve mondiali di acqua dolce. Oltre un miliardo di persone dipende direttamente dalle falde acquifere sviluppate in questi territori, che ospitano anche ecosistemi unici, importanti archivi paleoclimatici e un patrimonio naturale e culturale di grande valore. (Caves Karst Day?)

Società Speleologica Italiana e CAI rilanciano le Giornate della Speleologia

In Italia la Società Speleologica Italiana (SSI) e il Club Alpino Italiano (CAI) hanno annunciato una campagna nazionale che accompagnerà l’intero periodo di settembre e ottobre, con il momento centrale previsto nella settimana del 13 settembre.

L’iniziativa si inserisce nel percorso delle storiche Giornate Nazionali della Speleologia, che assumono ora una dimensione internazionale grazie alla nascita della Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo.

L’obiettivo è valorizzare il lavoro svolto quotidianamente dai gruppi speleologici sul territorio, mettendo in evidenza il contributo della speleologia alla ricerca scientifica, alla tutela ambientale e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Grotte e carsismo: spazio alle iniziative dei gruppi locali

Il programma nazionale punta sul coinvolgimento diretto dei soci, delle scuole di speleologia e delle associazioni territoriali, chiamati a organizzare attività aperte al pubblico.

Tra le iniziative proposte figurano:

  • visite e open day in grotte, aree carsiche e grotte marine;
  • giornate di pulizia ambientale nell’ambito del progetto “Puliamo il Buio”;
  • conferenze dedicate alla ricerca scientifica, all’idrogeologia, ai cambiamenti climatici e allo studio delle concrezioni;
  • laboratori didattici e attività divulgative per bambini e famiglie;
  • mostre fotografiche, proiezioni di documentari e incontri dedicati alla cultura del mondo sotterraneo;
  • campagne di comunicazione sui social network, con racconti delle esplorazioni, rilievi cartografici e attività di divulgazione.

L’intenzione è quella di consentire a ogni gruppo di partecipare secondo le proprie possibilità, contribuendo alla rete internazionale di eventi che si svolgeranno in numerosi Paesi.

La tutela dell’acqua al centro della Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo

Uno dei messaggi principali della manifestazione riguarda il legame tra grotte, carsismo e risorse idriche.

Le aree carsiche rappresentano infatti importanti sistemi di ricarica delle falde acquifere, ma risultano particolarmente vulnerabili all’inquinamento e ai cambiamenti nell’uso del territorio. La maggiore conoscenza di questi ambienti costituisce quindi uno strumento fondamentale per la loro conservazione e per una gestione sostenibile delle risorse naturali.

La scelta dell’UNESCO di dedicare una giornata internazionale a questi temi punta proprio ad aumentare la consapevolezza pubblica sul valore dei sistemi carsici e sul contributo della speleologia alla ricerca scientifica, alla protezione della biodiversità e alla salvaguardia del patrimonio naturale. (Caves Karst Day?)

Come partecipare alla mobilitazione nazionale

Nel corso delle prossime settimane saranno pubblicati il calendario degli eventi regionali, le modalità di adesione per i gruppi speleologici e le informazioni dedicate al pubblico.

La piattaforma nazionale raccoglierà progressivamente tutte le iniziative organizzate sul territorio italiano, permettendo di seguire la partecipazione delle diverse realtà speleologiche alla prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo, che sarà celebrata contemporaneamente in numerosi Paesi del mondo. (UIS?)

Fonti

13 settembre, la speleologia italiana si prepara alla prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo

La Società Speleologica Italiana e il Club Alpino Italiano stanno preparando una campagna nazionale legata alla prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo, fissata per il 13 settembre 2026.

L’obiettivo è trasformare la ricorrenza in una rete di iniziative diffuse sul territorio, con il coinvolgimento diretto di gruppi locali, scuole e singoli soci.

La ricorrenza nasce dopo la proclamazione UNESCO dell’International Day of Caves and Karst, avvenuta il 12 novembre 2025 a Samarcanda.[1][2]

La mobilitazione italiana si inserisce in un quadro più ampio che punta a dare visibilità a grotte e paesaggi carsici come risorse strategiche per l’acqua, la ricerca e la tutela ambientale.[3][1]

Il valore di grotte e carsismo

La scelta del 13 settembre richiama un tema che supera il perimetro della sola speleologia.

Secondo il sito ufficiale della ricorrenza, grotte e carsismo coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone.

Le stesse fonti sottolineano anche il ruolo di questi ambienti come archivi geologici e climatici, oltre che come habitat per biodiversità sotterranea.[3]

Nel materiale di riferimento del progetto SSI emerge una linea coerente: il carsismo è una branca della scienza che studia i fenomeni carsici, mentre la speleologia ne rappresenta uno dei campi applicativi e di ricerca più riconoscibili.

Questo inquadramento aiuta a leggere la giornata del 13 settembre non come una semplice ricorrenza simbolica, ma come un momento di divulgazione scientifica e di sensibilizzazione pubblica.[4][3]

Le iniziative italiane

Il testo diffuso da SSI e CAI invita i soci a proporre azioni concrete per tutto il mese di settembre, con un picco nella settimana del 13.

Tra le iniziative indicate ci sono open day in grotta, incontri pubblici, conferenze, laboratori per bambini, mostre fotografiche, proiezioni e campagne digitali.

Il progetto “Puliamo il Buio” resta uno degli strumenti operativi più riconoscibili, perché unisce attività di pulizia, documentazione e sensibilizzazione sull’inquinamento degli ambienti ipogei.[5][4]

Il richiamo alla partecipazione dal basso è centrale.

La campagna punta sui gruppi territoriali, sulle sezioni locali e sulle scuole di speleologia, con l’idea che ogni iniziativa possa collegare il lavoro sul campo agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU.

Il portale nazionale indicato nel comunicato sarà il punto di raccolta di calendari, adesioni e aggiornamenti.[4][3]

Un contesto internazionale

La prima celebrazione ufficiale della giornata si terrà a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026, con conferenza internazionale, escursioni e una cerimonia dedicata all’IDCK.

Il sito ufficiale della ricorrenza indica che il programma include sessioni scientifiche, visite a siti carsici sloveni e la celebrazione ufficiale nella grotta di Postojna.[6][7][8][3]

Questo passaggio rafforza anche il peso della diplomazia scientifica portata avanti dalla UIS, che ha lavorato con istituzioni slovene e con l’UNESCO per ottenere il riconoscimento della giornata.

Per la comunità speleologica italiana, la ricorrenza offre un’occasione di coordinamento con una rete internazionale già attiva su educazione, conservazione e turismo sostenibile.[1][3]

Le ragioni della campagna

Nel documento di riferimento della SSI emerge con chiarezza la necessità di collegare esplorazione e tutela.

Le grotte sono descritte come ambienti fragili, con valore scientifico, ecologico e strategico, ma anche come luoghi esposti alla pressione antropica e all’inquinamento.

Per questo la campagna del 13 settembre punta su azioni visibili e replicabili, capaci di parlare a pubblici diversi senza ridurre la speleologia a un ambito di nicchia.[4]

La linea scelta da SSI e CAI mette insieme divulgazione, responsabilità ambientale e partecipazione territoriale.

In questo senso la nuova giornata internazionale diventa anche un test per misurare quanto la speleologia italiana riesca a muoversi come comunità diffusa, connessa e riconoscibile sul piano pubblico.[3][4]

Fonti

Fonti
[1] UNESCO proclaims the International Day of Caves and Karst https://www.scintilena.com/unesco-proclaims-the-international-day-of-caves-and-karst/11/13/
[2] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo – Scintilena https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-unesco-proclama-il-13-settembre-come-data-mondiale/11/13/
[3] Unesco https://www.caveskarstday.org/unesco
[5] Puliamo il Buio: La Speleologia al Servizio dell’Ambiente – Scintilena https://www.scintilena.com/puliamo-il-buio-la-speleologia-al-servizio-dellambiente/09/13/
[6] Postojna ospita la prima Giornata UNESCO delle grotte e del carsismo https://www.scintilena.com/postojna-ospita-la-prima-giornata-unesco-delle-grotte-e-del-carsismo/06/15/
[7] Settembre 2026: Postumia ospiterà la prima celebrazione mondiale … https://www.scintilena.com/septembre-2026-postojna-ospita-la-prima-celebrazione-mondiale-della-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/01/16/
[8] First UNESCO International Day of Caves and Karst (Postojna … https://www.geomorph.org/2026/04/first-unesco-international-day-of-caves-and-karst-postojna-slovenia-10-13-september-2026/
[9] Il Global Geoparks Network sostiene la prima Giornata … – Scintilena https://www.scintilena.com/il-global-geoparks-network-sostiene-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/06/18/
[10] 13 Settembre: il Mondo Celebra le Grotte — Postojna ospita la prima … https://www.scintilena.com/13-settembre-il-mondo-celebra-le-grotte-postojna-ospita-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/04/12/
[11] Giornata di avvicinamento alla speleologia con il CAI Jesi il 13 giugno https://www.scintilena.com/giornata-di-avvicinamento-alla-speleologia-con-il-cai-jesi-il-13-giugno/05/22/
[12] Puliamo il Buio alle Gole del Nera – Narni, 19 ottobre 2025 – Scintilena https://www.scintilena.com/puliamo-il-buio-alle-gole-del-nera-narni-19-ottobre-2025/10/17/
[13] Etna 2026, speleologia in ambiente vulcanico – Corso nazionale CAI https://www.scintilena.com/etna-2026-speleologia-in-ambiente-vulcanico-corso-nazionale-cai/02/18/
[14] 13 settembre: proposta per la Giornata Internazionale UNESCO … https://www.scintilena.com/13-settembre-proposta-per-la-giornata-internazionale-unesco-delle-grotte-e-del-carsismo/07/01/
[15] “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: la SSI ETS ha rilanciato ad aprile il … https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-la-ssi-ets-rilancia-il-concorso-2026-dedicato-ai-cartografi-speleologi/05/16/
[16] storia e ruolo nella speleologia e tutela ambientale – Scintilena https://www.scintilena.com/75-anni-della-societa-speleologica-italiana-storia-e-ruolo-nella-speleologia-e-tutela-ambientale/06/25/
[17] Man and Karst 2026 a Vendicari, in Sicilia la quarta edizione … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-a-vendicari-in-sicilia-la-quarta-edizione-dedicata-a-carsismo-e-grotte/06/30/
[18] Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: torna nel 2026 il … – Scintilena https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-torna-il-concorso-ssi-2026-commissione-catasto-cavita-naturali/04/14/
[19] UNESCO proclaims the International Day of Caves and Karst! https://www.eurospeleo.eu/2025/11/26/unesco-proclaims-the-international-day-of-caves-and-karst/
[20] UNESCO International Day of Caves and Karst https://www.caveskarstday.org/
[21] Global Geoparks Network https://www.facebook.com/globalgeoparksnetwork/posts/the-global-geoparks-network-celebrates-the-international-day-of-caves-and-karst-/1464860119014957/
[22] Events from September 5, 2022 – May 17, 2023 https://www.eurospeleo.eu/events/
[23] VII GIORNATA AQUILANA DELLA SPELEOLOGIA – CAI L’Aquila https://cailaquila.it/attivita-cai-laquila/vii-giornata-aquilana-della-speleologia/
[24] Karst in (lime)stone: Sept events to promote Ipoh’s unique natural heritage https://www.thestar.com.my/news/nation/2026/07/08/karst-in-limestone-sept-events-to-promote-ipoh039s-unique-natural-heritage
[25] [PDF] PROGRAMMA ATTIVITÀ 2026 – Club Alpino Italiano – CAI https://organizzazione.cai.it/gr-umbria/wp-content/uploads/sites/65/2026/02/programma-2026-cai-umbria.pdf
[26] [PDF] CALENDARIO ATTIVITÀ 2026 – CAI Esperia https://www.caiesperia.it/images/doc/calendario_2026.pdf
[27] Programma 2026 http://www.caiascoli.it/download/programma-2026.pdf
[28] Scuola Nazionale Di Speleologia (SNS) https://www.sns-cai.it/event_listing_category/speleologia/page/2/
[29] Prossimi Appuntamenti della Speleologia – Scintilena https://www.scintilena.com/prossimi-appuntamenti-della-speleologia/06/12/
[30] Il Monte Amiata – PROGRAMMA 2026 https://organizzazione.cai.it/sez-siena/wp-content/uploads/sites/48/2025/12/Programma-CAI-Siena-2026.pdf

L'articolo Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo: un nuovo riconoscimento internazionale insieme al CAI e SSI proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Neanderthal e Homo sapiens: in una grotta della Turchia emergono tracce di una possibile cultura condivisa
    Condividi Uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences analizza la grotta di Üça??zl? II nel sud della Turchia e propone una nuova interpretazione dei rapporti tra Neanderthal e Homo sapiens, evidenziando una lunga continuità culturale durante il Paleolitico. La grotta di Üça??zl? II al centro della ricerca sull’evoluzione umana Una ricerca internazionale condotta nella grotta di Üça??zl? II, sulla costa mediterranea della Turchia meridionale, propone nuove evid
     

Neanderthal e Homo sapiens: in una grotta della Turchia emergono tracce di una possibile cultura condivisa

Júl 10th 2026 at 09:00

Condividi

Uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences analizza la grotta di Üça??zl? II nel sud della Turchia e propone una nuova interpretazione dei rapporti tra Neanderthal e Homo sapiens, evidenziando una lunga continuità culturale durante il Paleolitico.

La grotta di Üça??zl? II al centro della ricerca sull’evoluzione umana

Una ricerca internazionale condotta nella grotta di Üça??zl? II, sulla costa mediterranea della Turchia meridionale, propone nuove evidenze sul rapporto tra Neanderthal e Homo sapiens.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), suggerisce che le due specie umane non abbiano condiviso soltanto lo stesso territorio, ma anche alcune tradizioni culturali.

La grotta si trova nella regione del Levante settentrionale, uno dei principali corridoi attraversati dalle popolazioni umane durante le migrazioni dall’Africa verso l’Eurasia. In questo contesto geografico, Neanderthal e Homo sapiens vissero nella stessa area in periodi successivi, lasciando testimonianze archeologiche che oggi permettono di ricostruire le loro modalità di vita. (EurekAlert!)

Una sequenza archeologica che copre oltre 30.000 anni

Le analisi stratigrafiche indicano che la grotta fu frequentata dai Neanderthal tra circa 77.000 e 59.000 anni fa. In seguito, a partire da circa 59.000 anni fa e fino a 47.000 anni fa, il sito venne occupato da gruppi di Homo sapiens.

Gli archeologi hanno rimosso i sedimenti con una metodologia estremamente dettagliata, procedendo millimetro dopo millimetro. Questo approccio ha consentito di distinguere con precisione i livelli attribuiti alle due popolazioni e di confrontarne i reperti. L’identificazione della successione delle occupazioni è stata possibile soprattutto grazie ai resti fossili, in particolare ai denti rinvenuti durante gli scavi. (EurekAlert!)

Strumenti litici e strategie di caccia mostrano una forte continuità

Uno degli elementi più rilevanti riguarda i quasi 20.000 strumenti litici recuperati nel sito. La maggior parte è costituita da raschiatoi e altri utensili che presentano caratteristiche molto simili nei livelli attribuiti ai Neanderthal e in quelli successivi di Homo sapiens.

Anche la fauna rinvenuta racconta una storia analoga. Cervi, capre selvatiche e cinghiali compaiono in entrambe le fasi di occupazione, suggerendo strategie di caccia comparabili e un utilizzo delle stesse risorse ambientali.

Secondo gli autori dello studio, questa continuità non può essere spiegata soltanto dalla presenza dello stesso ambiente naturale. I dati indicano una trasmissione di conoscenze e comportamenti che potrebbe essere il risultato di contatti diretti oppure di una tradizione culturale condivisa sviluppatasi nel tempo. (EurekAlert!)

Le conchiglie ornamentali rafforzano l’ipotesi di una cultura condivisa

Tra i reperti più significativi figurano numerose conchiglie marine della specie Columbella rustica. Non presentano caratteristiche che ne facciano pensare a un utilizzo alimentare. Molte mostrano invece perforazioni intenzionali e alterazioni compatibili con il loro impiego come elementi ornamentali.

L’uso di questi piccoli gusci come pendagli o perline compare sia nei livelli occupati dai Neanderthal sia in quelli attribuiti agli esseri umani moderni. Questo dato rappresenta uno degli aspetti più interessanti della ricerca, perché riguarda il comportamento simbolico e non semplicemente le tecniche di sopravvivenza.

Il coordinatore scientifico Naoki Morimoto dell’Università di Kyoto osserva che i risultati indicano un profondo livello di interazione culturale. Secondo i ricercatori, le due popolazioni non si limitarono ad adattarsi allo stesso ambiente, ma potrebbero aver condiviso anche preferenze simboliche e pratiche culturali. (EurekAlert!)

Un contributo al dibattito sulle relazioni tra Neanderthal e Homo sapiens

La ricerca non dimostra che Neanderthal e Homo sapiens abbiano abitato contemporaneamente la grotta di Üça??zl? II. Le occupazioni risultano infatti successive. Lo studio non afferma neppure l’esistenza di una cultura identica nel significato moderno del termine.

Gli autori evidenziano invece una continuità sorprendente nei comportamenti osservati durante oltre 20.000 anni di frequentazione del sito. Il confronto con altri importanti siti paleolitici del Levante e dell’Europa mostra che Üça??zl? II costituisce un caso particolarmente significativo per comprendere le relazioni tra le due specie umane.

Le conclusioni contribuiscono al dibattito scientifico sulle interazioni tra Neanderthal e Homo sapiens, già documentate sul piano genetico dagli episodi di incrocio tra le due popolazioni. Questa ricerca amplia il quadro suggerendo che, oltre allo scambio genetico, possano essersi verificati anche processi di trasmissione culturale durante una fase cruciale dell’evoluzione umana. (EurekAlert!)

Fonti

L'articolo Neanderthal e Homo sapiens: in una grotta della Turchia emergono tracce di una possibile cultura condivisa proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Soccorso in forra a Valstagna: il CNSAS forma i tecnici del Nord e Centro Italia
    Condividi Tre giorni di addestramento specializzato per gli operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Il soccorso in forra torna protagonista a Valstagna Dal 3 al 5 luglio 2026, il campo slalom di Valstagna, in provincia di Vicenza, ha ospitato un’attività formativa dedicata al soccorso in forra. L’evento è stato organizzato e gestito dal CNSAS nazionale — il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico — e ha coinvolto tecnici provenienti da diversi Servizi region
     

Soccorso in forra a Valstagna: il CNSAS forma i tecnici del Nord e Centro Italia

Júl 10th 2026 at 08:00

Condividi

Tre giorni di addestramento specializzato per gli operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico


Il soccorso in forra torna protagonista a Valstagna

Dal 3 al 5 luglio 2026, il campo slalom di Valstagna, in provincia di Vicenza, ha ospitato un’attività formativa dedicata al soccorso in forra. L’evento è stato organizzato e gestito dal CNSAS nazionale — il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico — e ha coinvolto tecnici provenienti da diversi Servizi regionali del Centro e del Nord Italia.

Tra i partecipanti figurano anche tre tecnici della squadra forra regionale del CNSAS lombardo. La loro presenza ha contribuito a consolidare la rete operativa tra i diversi Servizi regionali coinvolti.


Tre moduli formativi per il soccorso in forra: gestione del rischio, acque vive e gommoni

Il programma formativo si è articolato in tre moduli distinti, ciascuno dedicato a un aspetto specifico dell’intervento in ambiente acquatico. Le aree tematiche affrontate sono:

  • Gestione del rischio acquatico: analisi degli scenari, valutazione dei pericoli e protocolli di sicurezza per gli operatori.
  • Interventi in acque vive: tecniche operative per il soccorso in corrente, coordinamento della squadra e gestione dell’infortunato.
  • Utilizzo dei gommoni: impiego dei natanti in contesti di emergenza, con particolare attenzione agli scenari alluvionali.

Questi tre ambiti rappresentano i pilastri della preparazione tecnica richiesta a ogni operatore specializzato nel soccorso in forra. La formazione continua su questi temi è considerata un requisito irrinunciabile per mantenere operative le competenze sul campo.


Il modulo gommoni: un requisito indispensabile per gli scenari alluvionali

Tra i tre moduli, quello dedicato all’impiego dei gommoni ha assunto un rilievo particolare. Si tratta di un requisito indispensabile per chi opera in scenari alluvionali, dove la mobilità in acqua diventa determinante per l’efficacia dell’intervento.

I partecipanti hanno avuto modo di mettere in pratica le tecniche di manovra, ormeggio e utilizzo dei natanti in condizioni simulate di emergenza. La scelta di Valstagna come sede non è casuale: il campo slalom garantisce condizioni d’acqua controllate ma tecnicamente impegnative, adatte a una formazione realistica.


Affiatamento operativo tra i Servizi regionali del CNSAS

Uno degli obiettivi centrali di questa iniziativa è stato il rafforzamento del rapporto tra i tecnici di soccorso in forra provenienti da regioni diverse. La condivisione di procedure, linguaggi operativi e approcci metodologici è considerata un fattore determinante per la qualità degli interventi in emergenza reale.

Il confronto tra operatori di diverse aree geografiche permette di allineare le pratiche e di identificare soluzioni comuni a problemi ricorrenti. Questo tipo di incontro formativo risponde a un’esigenza concreta: garantire che le squadre regionali possano collaborare in modo efficace quando l’intervento lo richiede.


Formazione continua come standard nel soccorso alpino e speleologico

Il CNSAS struttura la propria attività formativa secondo un modello di aggiornamento periodico. Le competenze tecniche legate al soccorso in forra — e in particolare quelle relative all’ambiente acquatico — richiedono esercitazione regolare per essere mantenute a standard operativo.

L’appuntamento di Valstagna si inserisce in questo quadro. Non si tratta di un corso una tantum, ma di un passaggio all’interno di un percorso formativo strutturato che accompagna i tecnici nel tempo. La gestione del rischio acquatico, la capacità di operare in acque vive e l’utilizzo dei gommoni sono competenze che si affinano con la pratica ripetuta e con il confronto tra pari.

L’attività del luglio 2026 conferma il ruolo del CNSAS come soggetto di riferimento nella formazione specialistica per il soccorso in ambiente verticale e acquatico in Italia.


Fonte: comunicazione ufficiale CNSAS Lombardia


L'articolo Soccorso in forra a Valstagna: il CNSAS forma i tecnici del Nord e Centro Italia proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Alle Isole Canarie torna il Simposio Internazionale di Vulcanospeleologia tra Lanzarote e Tenerife
    Condividi Il 22° International Symposium on Vulcanospeleology (ISV22) si svolgerà alle Isole Canarie dal 1° all’8 novembre 2026. Il programma prevede escursioni nelle grotte vulcaniche di Lanzarote e le sessioni scientifiche a Tenerife, con la partecipazione di ricercatori e speleologi provenienti da tutto il mondo. Vulcanospeleologia protagonista alle Isole Canarie La Commissione per le Grotte Vulcaniche dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) ha annunciato il 22° International Sy
     

Alle Isole Canarie torna il Simposio Internazionale di Vulcanospeleologia tra Lanzarote e Tenerife

Júl 10th 2026 at 07:00

Condividi

Il 22° International Symposium on Vulcanospeleology (ISV22) si svolgerà alle Isole Canarie dal 1° all’8 novembre 2026. Il programma prevede escursioni nelle grotte vulcaniche di Lanzarote e le sessioni scientifiche a Tenerife, con la partecipazione di ricercatori e speleologi provenienti da tutto il mondo.

Vulcanospeleologia protagonista alle Isole Canarie

La Commissione per le Grotte Vulcaniche dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) ha annunciato il 22° International Symposium on Vulcanospeleology (ISV22), l’appuntamento biennale dedicato allo studio delle grotte vulcaniche, in programma alle Isole Canarie nel novembre 2026.

L’evento rappresenta uno dei principali incontri internazionali dedicati alla vulcanospeleologia e riunirà ricercatori, speleologi e studiosi provenienti da numerosi Paesi per presentare i risultati delle ricerche più recenti, confrontarsi sulle tecniche di esplorazione e discutere la conservazione degli ambienti ipogei di origine vulcanica.  

Il programma tra Lanzarote e Tenerife

Il programma sarà articolato in due fasi.

Dal 1° al 3 novembre è prevista un’escursione facoltativa sull’isola di Lanzarote, dedicata alla visita di grotte vulcaniche e di altri siti geologici di particolare interesse. Dal 4 all’8 novembre il simposio proseguirà a Tenerife, dove si svolgeranno le conferenze scientifiche, gli incontri della Commissione UIS, la cena ufficiale e due giornate di escursioni sul terreno.  

Gli organizzatori ricordano che, per motivi logistici, i partecipanti dovranno provvedere autonomamente alla prenotazione dei voli, degli alloggi e di parte degli spostamenti tra le isole. Il contributo di iscrizione comprenderà invece i trasferimenti durante le escursioni ufficiali a Tenerife, alcuni pasti e le attività previste dal programma scientifico.  

Grotte vulcaniche normalmente non accessibili

Uno degli aspetti più attesi dell’ISV22 sarà la possibilità di visitare alcune grotte vulcaniche normalmente chiuse al pubblico.

Gli organizzatori stanno lavorando con le autorità locali per ottenere le autorizzazioni necessarie all’accesso in cavità che, per ragioni di tutela ambientale o di proprietà, non sono abitualmente visitabili. In alcuni casi il numero dei partecipanti sarà limitato proprio per garantire la conservazione degli ambienti sotterranei.  

Le Isole Canarie costituiscono uno dei territori più importanti al mondo per lo studio della vulcanospeleologia. I lunghi tunnel di lava, le cavità generate dalle eruzioni basaltiche e la varietà degli ambienti sotterranei rendono l’arcipelago un laboratorio naturale per la ricerca scientifica e per l’aggiornamento tecnico degli speleologi.  

Ricerca scientifica e confronto internazionale

Durante il simposio saranno presentati contributi dedicati alla geologia vulcanica, alla speleogenesi dei tubi lavici, alla biospeleologia, alla conservazione delle grotte vulcaniche e alle tecniche di rilievo e documentazione.

L’incontro offrirà anche uno spazio di confronto tra ricercatori impegnati nello studio delle cavità vulcaniche presenti in diversi continenti, favorendo lo scambio di esperienze e la nascita di nuove collaborazioni internazionali. La riunione della Commissione UIS sarà inoltre l’occasione per discutere le future attività e l’organizzazione delle prossime edizioni del simposio.  

Iscrizioni aperte per tutti gli interessati

La Commissione UIS invita speleologi, ricercatori, studenti e appassionati a partecipare all’ISV22. Tutte le informazioni sul programma, sulle modalità di iscrizione, sulle escursioni e sugli aggiornamenti organizzativi sono disponibili sul sito ufficiale del simposio.

Fonti

Ecco le fonti utilizzate per integrare la notizia e i relativi link:

  1. Sito ufficiale del 22nd International Symposium on Vulcanospeleology (ISV22)
    https://www.vulcanospeleology.org/sym22/22ndsymposia.html
  2. UIS Commission on Volcanic Caves – Newsletter “Vulcano 86” (aprile 2026)
    https://www.vulcanospeleology.org/newsletters/Vulcano86%20Apr%202026.pdf
  3. UIS Commission on Volcanic Caves – Newsletter “Vulcano 85” (settembre 2025)
    https://www.vulcanospeleology.org/newsletters/Vulcano85%20Sep%202025.pdf
  4. Pagina principale della UIS Commission on Volcanic Caves
    https://www.vulcanospeleology.org/

Queste fonti riportano il programma del simposio, le informazioni organizzative, le escursioni previste a Lanzarote e Tenerife, le modalità di partecipazione e gli aggiornamenti ufficiali dell’evento.

L'articolo Alle Isole Canarie torna il Simposio Internazionale di Vulcanospeleologia tra Lanzarote e Tenerife proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Quando i resti raccontano la grotta: accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale
    Condividi Nell’archeologia delle grotte, distinguere accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale richiede lettura stratigrafica, tafonomia e confronto con casi come Scaloria e Occhiopinto. Nell’archeologia di grotta, la domanda non riguarda solo che cosa sia stato trovato, ma come quel materiale sia arrivato in quel punto. Le cavità conservano molto bene i depositi, perché sono ambienti stabili e a bassa energia, capaci di trattenere a lungo tracce fisiche, biologiche e cult
     

Quando i resti raccontano la grotta: accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale

Júl 10th 2026 at 06:00

Condividi

Nell’archeologia delle grotte, distinguere accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale richiede lettura stratigrafica, tafonomia e confronto con casi come Scaloria e Occhiopinto.

Nell’archeologia di grotta, la domanda non riguarda solo che cosa sia stato trovato, ma come quel materiale sia arrivato in quel punto.

Le cavità conservano molto bene i depositi, perché sono ambienti stabili e a bassa energia, capaci di trattenere a lungo tracce fisiche, biologiche e culturali.

Per questo vengono spesso descritte come archivi del tempo, dove nello stesso deposito possono convivere clima, fauna, tecniche, alimentazione e simbolismo.[1][2]

Accumulo alimentare nelle grotte

Un accumulo alimentare nasce dal consumo o dalla lavorazione del cibo. Il suo riconoscimento dipende dall’insieme degli indizi: ossa con segni di taglio, frammenti bruciati, gusci, semi carbonizzati, residui organici e concentrazioni collocate vicino a focolari o aree di attività. Un focolare cambia la lettura.

In questo quadro, la posizione dei resti è decisiva. Materiali combusti accanto a un punto di fuoco suggeriscono preparazione e consumo, mentre scarichi laterali o marginali possono indicare l’abbandono dei residui dopo il pasto. Il singolo reperto non basta.

Deposito naturale e processi tafonomici

Il deposito naturale segue una logica diversa. Qui i materiali arrivano per trasporto d’acqua, crolli, sedimentazione, attività animale o altri processi ambientali non intenzionali. Conta il contesto.

La speleologia scientifica ricorda che le grotte funzionano spesso come trappole di accumulo per sedimenti fisici e chimici, e anche per resti animali di individui caduti accidentalmente o trascinati all’interno senza un’azione umana diretta. In presenza di rosicchiamenti, abrasioni, corrosioni digestive o rimaneggiamenti da ruscellamento, l’ipotesi di deposito naturale diventa più solida. La tafonomia serve proprio a questo.[1]

Contesto rituale nelle grotte di Scaloria e Occhiopinto

Il contesto rituale entra in gioco quando la deposizione appare selettiva, non funzionale e legata a un gesto simbolico. Succede quando gli oggetti sono scelti, ordinati, collocati in spazi profondi o difficili da raggiungere, oppure associati ad acqua, offerte e pratiche che non si spiegano con la vita quotidiana. Anche la profondità della cavità pesa.

Le ricerche richiamate su Scaloria e Occhiopinto mostrano bene questo passaggio interpretativo, perché la raccolta delle acque sotterranee è stata collegata a riti di passaggio, offerte e pratiche cultuali. Il Ministero della Cultura descrive per Grotta Scaloria un rituale neolitico fondato sulla deposizione di vasi presso grandi stalagmiti spezzate artificialmente, o su loro tronconi, usati per raccogliere l’acqua di stillicidio. La pubblicazione complessiva del progetto dedicato a Scaloria segnala inoltre un uso insieme rituale e quotidiano delle camere superiore e inferiore, un dato che invita a non ridurre una grotta a una sola funzione.[3][4][5]

Come distinguere accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale

La distinzione tra accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale nasce quindi dall’incrocio di più livelli di lettura. Stratigrafia, distribuzione spaziale, tracce d’uso, presenza di focolari, selezione dei materiali e segni post-deposizionali devono essere valutati insieme, senza scorciatoie. Un osso bruciato, da solo, non decide nulla.

Il caso di Scaloria aiuta a chiarire il metodo. In una grotta possono coesistere pratiche pratiche e simboliche, e proprio per questo l’archeologo deve separare consumo, trasporto naturale e deposizione intenzionale prima di proporre una sintesi storica. Per il pubblico della speleologia, la lezione è netta: nelle cavità il significato dei resti non dipende dall’oggetto isolato, ma dalla relazione tra spazio, acqua, sedimento e gesto umano.[2][5][3][1]

Fonti
[2] Grotte archivi del tempo – Scintilena https://www.scintilena.com/grotte-archivi-del-tempo/07/08/
[3] Raccolta delle acque nelle grotte Scaloria-Occhiopinto: tra ritualità e … https://www.scintilena.com/raccolta-delle-acque-nelle-grotte-scaloria-occhiopinto-tra-ritualita-e-memoria/05/16/
[4] La memoria dell’acqua. A Manfredonia, Grotta Scaloria … https://cultura.gov.it/evento/la-memoria-dellacqua-a-manfredonia-grotta-scaloria-racconta
[5] The Archaeology of Grotta Scaloria: Ritual in Neolithic Southeast Italy https://escholarship.org/uc/item/2560t87t
[6] Manfredonia entra nella candidatura UNESCO delle grotte carsiche … https://www.scintilena.com/manfredonia-entra-nella-candidatura-unesco-delle-grotte-carsiche-preistoriche-grotta-scaloria-protagonista/03/18/
[7] SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino, una giornata per … https://www.scintilena.com/speleobimbo-2026-alla-grotta-del-colle-di-rapino-una-giornata-per-avvicinare-i-piu-giovani-al-mondo-sotterraneo/06/14/
[8] Grotta Scaloria – Manfredonia (FG) https://www.preistoriainitalia.it/scheda/grotta-scaloria-manfredonia-fg/
[9] Grotta Scaloria e l’antico rito dell’Acqua sul Gargano https://www.puglia.info/puglia/grotta-scaloria-fg-161
[10] CULTO NEOLITICO DELLE ACQUE E RECENTI SCAVI … https://dig.ucla.edu/scaloria/sites/default/files/2021-09/Scaloria_appendix03.pdf
[11] Scaloria Cave – Manfredonia (FG) – Prehistory in Italy https://www.preistoriainitalia.it/en/scheda/grotta-scaloria-manfredonia-fg/
[12] The cult of bones in Grotta Scaloria – Manfredonia (FG) https://www.preistoriainitalia.it/en/2022/02/13/il-culto-delle-ossa-a-grotta-scaloria/
[13] La storia dell’uomo nella Puglia Preistorica / Grotta Scaloria https://www.netik.it/rupestreIris/index.php?page=det_apt_02_puglia_preistorica_03
[14] The Archaeology of Grotta Scaloria. The Ground and Polished Stone Assemblage https://www.academia.edu/32290486/The_Archaeology_of_Grotta_Scaloria_The_Ground_and_Polished_Stone_Assemblage
[15] Micromorphological investigations at Scaloria Cave (Puglia, South-east Italy): new evidences of multifunctional use of the space during the Neolithic https://www.academia.edu/41929966/Micromorphological_investigations_at_Scaloria_Cave_Puglia_South_east_Italy_new_evidences_of_multifunctional_use_of_the_space_during_the_Neolithic
[16] The Archaeology of Grotta Scaloria – DIG – UCLA https://dig.ucla.edu/scaloria/node/1
[17] Manfredonia, intervento Gruppo Archeo-Speleologico per Grotta Occhiopinto (ST) https://www.youtube.com/watch?v=35sDm9wQY_8
[18] Scaloria Cave – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Scaloria_Cave
[19] LE ULTIME INDAGINI ARCHEOLOGICHE A GROTTA … https://www.facebook.com/61553617765697/posts/le-ultime-indagini-archeologiche-a-grotta-scaloria-manfredoniagrotta-scaloria-%C3%A8-/122182971920120592/
[20] SISTEMA GROTTA SCALORIA-OCCHIOPINTO | I Luoghi … https://fondoambiente.it/luoghi/sistema-grotta-scaloria-occhiopinto

L'articolo Quando i resti raccontano la grotta: accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Bardineto celebra la montagna: al Festival del Libro spazio anche alla speleologia
    Condividi Dal 17 al 19 luglio tre giornate dedicate alla cultura della montagna. Tra gli appuntamenti dedicati al mondo sotterraneo, gli interventi degli speleologi Gabriele Cristiani e Giovanni Revetria, oltre alla partecipazione del Gruppo Speleologico Savonese, per tre incontri dedicati alla conoscenza e alla divulgazione del patrimonio ipogeo Dal 17 al 19 luglio 2026 Bardineto (SV) ospiterà il Festival del Libro di Montagna, una manifestazione dedicata alla cultura, alla natura e all’ambi
     

Bardineto celebra la montagna: al Festival del Libro spazio anche alla speleologia

Júl 10th 2026 at 05:00

Condividi

Dal 17 al 19 luglio tre giornate dedicate alla cultura della montagna. Tra gli appuntamenti dedicati al mondo sotterraneo, gli interventi degli speleologi Gabriele Cristiani e Giovanni Revetria, oltre alla partecipazione del Gruppo Speleologico Savonese, per tre incontri dedicati alla conoscenza e alla divulgazione del patrimonio ipogeo

Dal 17 al 19 luglio 2026 Bardineto (SV) ospiterà il Festival del Libro di Montagna, una manifestazione dedicata alla cultura, alla natura e all’ambiente montano che riunirà scrittori, naturalisti, alpinisti, speleologi ed esperti del territorio.

Tra gli appuntamenti di maggiore interesse per il mondo della speleologia, venerdì 17 luglio alle ore 16.30 è previsto l’intervento di Gabriele Cristiani, speleologo ed esperto faunistico, che porterà al pubblico la propria esperienza nello studio degli ambienti naturali e sotterranei.

Alle ore 18.00 sarà protagonista il Gruppo Speleologico Savonese, che presenterà le proprie attività esplorative e di ricerca, offrendo l’occasione di conoscere più da vicino il patrimonio ipogeo della Liguria e il lavoro svolto dagli speleologi sul territorio.

Sabato 18 luglio alle ore 14.00 sarà ospite Giovanni Revetria, speleologo, autore e divulgatore, che presenterà il suo libro Tra sogno e realtà, un’occasione per riflettere sul rapporto tra esplorazione, esperienza e racconto.

Alle ore 18.00 sarà invece protagonista il Gruppo Speleologico Savonese, che presenterà le proprie attività esplorative e di ricerca, offrendo l’occasione di conoscere più da vicino il patrimonio ipogeo della Liguria e il lavoro svolto dagli speleologi sul territorio.

Il Festival propone un ricco programma che, nelle tre giornate, affronterà numerosi temi legati alla montagna: dalla letteratura all’alpinismo, dalla fauna alla micologia, dalla meteorologia alla valorizzazione dei piccoli borghi, fino alla proiezione di documentari e film dedicati all’ambiente montano.

L’iniziativa è organizzata con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Bardineto, in collaborazione con la Biblioteca di Bardineto, il Club del Libro, la Croce Verde Bardineto e il Consorzio Altopiano Bardinetese.

Per gli appassionati di speleologia sarà un’occasione per incontrare esploratori e studiosi del territorio, condividendo esperienze e racconti in un contesto dedicato alla cultura della montagna in tutte le sue forme.

Festival del Libro di Montagna
– Bardineto (SV)
– 17-18-19 luglio 2026

Tra gli appuntamenti dedicati al mondo sotterraneo:

  • Sabato 18 luglio, ore 14.00Giovanni Revetria, speleologo e autore, presenta Tra sogno e realtà
  • Venerdì 17 luglio, ore 16.30Gabriele Cristiani, esperto faunistico e speleologo
  • Venerdì 17 luglio, ore 18.00Gruppo Speleologico Savonese

L'articolo Bardineto celebra la montagna: al Festival del Libro spazio anche alla speleologia proviene da Scintilena.

  • ✇Speleologický klub ORCUS Bohumín
  • S kamarády Speleoklubu Bielsko-Biała opět po 37 letech
    Se speleology Speleoklubu Bielsko-Biała jsme spolupracovali od roku 1980. Vždyť to jsou jeskyňáři, kteří se snaží o objevování jeskyní v Beskydském pseudokrasu – stejně jako my, akorát na polské straně. Ale nejen v pseudokrasových jeskyních Moravskoslezských Beskyd jsme se potkávali. Společné sestupy do propastí Vysokých Tater, společná expedice při pokusu o nalezení pokračování systému Spluga della Preta (-990 m), výzkumná expedice na hřebenech Západního Kavkazu…. Výzkum na hřebenu Laganaki na
     

S kamarády Speleoklubu Bielsko-Biała opět po 37 letech

Se speleology Speleoklubu Bielsko-Biała jsme spolupracovali od roku 1980. Vždyť to jsou jeskyňáři, kteří se snaží o objevování jeskyní v Beskydském pseudokrasu – stejně jako my, akorát na polské straně. Ale nejen v pseudokrasových jeskyních Moravskoslezských Beskyd jsme se potkávali. Společné sestupy do propastí Vysokých Tater, společná expedice při pokusu o nalezení pokračování systému Spluga della Preta (-990 m), výzkumná expedice na hřebenech Západního Kavkazu….

Výzkum na hřebenu Laganaki na Západním Kavkaze v roce 1989 byla naše poslední větší výprava. Pak ještě účast Lubka na výpravě v Norsku v r. 1996…  Ale nyní se naše spolupráce se členy Speleoklubu Bielsko-Biała opět rozjela. Zvláště po tom, co jsme zjistili, jak významné a rozsáhlé objevy pseudokrasových jeskyní se jim v posledních letech daří. Hlavně díky aktivitách Pawła Gądka a jeskyňářům kolem něho. 

Jeskyňáři Speleoklubu Bielsko Biala na společné expedici v systému Spluga della Preta

Nejdříve společné sestupy do vertikálních jeskyní na Wyžinie, kam vyrazili Monika, Roman a Milan. To byla rozcvička na další speleoalpinistickou akci, tentokráte  náročnější v  systému Wielka Litworowa (-300 m) ve Vysokých Tatrách na konci měsíce srpna. Do jeskyní na Wyžinie nás samozřejmě doprovází nerozlučná dvojka Jurek a Jurek, neboli Jerzy a Jerzy, kteří v minulosti byli s námi na řadě společných akcí. Stále skvělí jeskyňáři.

V propastech na Wyžinie

 

 

Monika s Milanem

 

 

Naši kamarádi a průvodci Jurek a Jurek

 

 

A do pseudokrasu Beskidu  Małego vyrazil Pepa s Lubkem. Podívat se na některé neznámé jeskyně.

Pepa s Lubkem

 

 

Wietrzna Dziura

 

 

 

The post S kamarády Speleoklubu Bielsko-Biała opět po 37 letech appeared first on Speleologický klub ORCUS Bohumín.

Prima vittima nella grotta di Chichicazapan: proseguono le operazioni di soccorso a Cuetzalan dopo l’alluvione improvvisa

Júl 9th 2026 at 14:36

Condividi

Le squadre di soccorso continuano le operazioni nella grotta di Chichicazapan, nello stato messicano di Puebla. Dopo il recupero di una vittima, tre persone risultano ancora disperse. L’intervento è condizionato dall’innalzamento del livello del fiume sotterraneo causato dalle forti piogge.

Grotta di Chichicazapan: una piena improvvisa intrappola sette visitatori

Si aggrava il bilancio dell’incidente avvenuto nella grotta di Chichicazapan, situata nel comune di Cuetzalan del Progreso, nello Stato di Puebla, in Messico. Le autorità hanno confermato il recupero del corpo senza vita di un uomo di 31 anni, appartenente alla famiglia rimasta intrappolata nella cavità dopo l’improvviso innalzamento del livello del fiume sotterraneo provocato dalle intense precipitazioni che hanno interessato la regione.  

L’emergenza è iniziata il 7 luglio, quando sette persone stavano visitando la grotta di Chichicazapan. L’aumento repentino della portata dell’acqua ha bloccato il gruppo all’interno della cavità. Uno dei partecipanti è riuscito a uscire autonomamente e ha raggiunto il comando della polizia municipale per dare l’allarme. Le difficoltà nelle comunicazioni, dovute all’assenza di energia elettrica e di copertura telefonica causata dal maltempo, hanno rallentato l’attivazione dei soccorsi.  

Soccorso speleologico con tecniche di immersione e progressione su corda

Nelle prime ore dell’emergenza tre persone sono state tratte in salvo. Le operazioni di ricerca sono poi proseguite con l’impiego di personale specializzato in speleologia, tecniche di progressione su corda, immersione in ambiente ipogeo e localizzazione acustica.

La Protezione Civile dello Stato di Puebla ha attivato un Sistema di Comando degli Incidenti per coordinare le numerose squadre impegnate sul posto. Partecipano all’intervento tecnici della Protezione Civile, operatori di emergenza, soccorritori provenienti da diversi comuni della Sierra Norte e specialisti in buceo e rapel.  

Le condizioni della grotta rendono complesse le ricerche

Le ricerche nella grotta di Chichicazapan sono rese particolarmente difficili dall’innalzamento continuo del livello dell’acqua. La presenza del fiume sotterraneo in piena limita l’accesso ai rami più profondi della cavità e costringe i responsabili dell’intervento a sospendere temporaneamente le operazioni quando le condizioni meteorologiche aumentano il rischio per i soccorritori.

Le autorità hanno scelto di non consentire l’ingresso di volontari non inseriti nel dispositivo ufficiale di soccorso, ritenendo che il livello di pericolo richieda esclusivamente personale addestrato e dotato delle attrezzature necessarie per operare in un ambiente ipogeo allagato.  

Restano tre persone disperse nella grotta di Chichicazapan

Al momento risultano ancora disperse tre persone. Le squadre di ricerca rimangono sul posto in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche, indispensabile per riprendere in sicurezza l’esplorazione dei tratti sommersi della cavità.

L’episodio richiama l’attenzione sui rischi legati alla frequentazione delle grotte durante periodi di precipitazioni intense. Nei sistemi carsici il livello dei corsi d’acqua sotterranei può aumentare rapidamente, trasformando in pochi minuti gallerie normalmente percorribili in condotti completamente allagati. Per questo motivo la programmazione delle visite deve sempre tenere conto delle previsioni meteorologiche e delle caratteristiche idrologiche della cavità.

Fonti

L'articolo Prima vittima nella grotta di Chichicazapan: proseguono le operazioni di soccorso a Cuetzalan dopo l’alluvione improvvisa proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Escursione notturna Monte Penna, il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino torna al Rifugio sotto le stelle
    Condividi Sabato 18 luglio 2026 un itinerario serale sui monti di Gualdo Tadino porterà i partecipanti fino al Rifugio Monte Penna, punto di riferimento storico per le attività del gruppo speleologico umbro Escursione notturna Monte Penna: il programma del 18 luglio 2026 Il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino ha organizzato per sabato 18 luglio 2026 l’iniziativa “Al rifugio Monte Penna, sotto le stelle”, una escursione serale pensata per attraversare alcuni dei principali rilievi dell’ar
     

Escursione notturna Monte Penna, il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino torna al Rifugio sotto le stelle

Júl 9th 2026 at 14:00

Condividi

Sabato 18 luglio 2026 un itinerario serale sui monti di Gualdo Tadino porterà i partecipanti fino al Rifugio Monte Penna, punto di riferimento storico per le attività del gruppo speleologico umbro

Escursione notturna Monte Penna: il programma del 18 luglio 2026

Il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino ha organizzato per sabato 18 luglio 2026 l’iniziativa “Al rifugio Monte Penna, sotto le stelle”, una escursione serale pensata per attraversare alcuni dei principali rilievi dell’area montana gualdese e raggiungere nella notte il Rifugio Monte Penna.

Il ritrovo è fissato alle ore 20 in piazza Baden-Powell, nell’area del supermercato Gala di Gualdo Tadino, con un primo spostamento a Sascupo di Rigali per lasciare le auto utili al recupero finale. Alle 20.30 è previsto il secondo punto di incontro al piazzale di Santo Stefano, sotto l’Eremo del Serra Santa, da cui inizierà il cammino.

L’escursione notturna Monte Penna si inserisce in una attività che unisce cammino, osservazione dell’ambiente montano e momento conviviale conclusivo al rifugio. La proposta mantiene una formula già presente in altre iniziative del gruppo, spesso costruite attorno al Monte Penna e alla sua rete di sentieri.

Percorso Monte Penna: tappe, quote e difficoltà del tracciato

Il percorso annunciato segue l’itinerario Piazzale Santo Stefano, Eremo del Serra Santa, Pian delle Vescole, Monte Nero, Valle del Pero, cime di Bosco Tonno, Monte Penna e infine Rifugio Monte Penna. Le quote indicate nel programma oscillano tra i 1.200 e i 1.400 metri, con partenza da quota 1.300 metri e arrivo al rifugio a quota 1.200 metri.

Secondo le indicazioni diffuse dagli organizzatori, il tracciato è di media difficoltà e richiede circa tre ore e mezza di percorrenza. I dislivelli sono alternati tra salita e discesa, senza tratti definiti eccessivi, e lo sviluppo avviene su sentieri e prati.

Per l’escursione notturna Monte Penna sono richiesti scarponi o scarpe da montagna, abbigliamento adatto, acqua, luce frontale e un ricambio da usare una volta arrivati al rifugio. Si tratta di una dotazione coerente con una uscita in ambiente montano serale, dove orientamento, visibilità e protezione termica hanno un ruolo centrale.

Rifugio Monte Penna e speleologia in Umbria: il legame con il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino

Il Rifugio Monte Penna occupa da anni una posizione stabile nelle attività del Gruppo Speleologico Gualdo Tadino. Il sito del gruppo ricorda che il Comune di Gualdo Tadino affidò la gestione del rifugio all’associazione con delibera del febbraio 2012, e da allora la struttura è stata sistemata e resa disponibile per le iniziative sul territorio.[1]

Il rapporto tra il gruppo e il Monte Penna è anche parte della sua storia associativa più recente. Nel 2026 Scintilena ha ricordato che il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino ha celebrato i cinquant’anni di attività, richiamando proprio il legame con il Rifugio Monte Penna e con la Grotta della Miniera come luoghi simbolici del suo percorso.[2]

Nello stesso approfondimento si legge anche che il gruppo fu tra i fondatori della Federazione Umbra Gruppi Speleologici, organismo che coordina la speleologia regionale e la gestione del Catasto Speleologico Umbro. Il patrocinio della Federazione Umbra Gruppi Speleologici, indicato nel programma dell’evento, colloca quindi l’escursione notturna Monte Penna dentro una rete associativa già consolidata nel panorama della speleologia in Umbria.[2]

Rifugio Monte Penna: pernottamento, spuntino e prenotazioni

Una volta raggiunto il Rifugio Monte Penna, i partecipanti potranno scegliere se rientrare nella notte oppure fermarsi fino al giorno successivo. Il programma segnala la disponibilità di 12 posti letto su prenotazione, con necessità di portare il sacco a pelo, ed è anche prevista la possibilità di montare la tenda nel prato accanto alla struttura.

Alle ore 24 è prevista una “riunione tecnica” con spuntino di mezzanotte, per la quale è richiesto un contributo di 15 euro da versare sul posto. La prenotazione va effettuata entro venerdì 17 luglio contattando Peppe al numero 333 343 9751.

Il rientro viene indicato in circa un’ora e mezza di discesa dal rifugio alle Cave di Sascupo, dove saranno poi recuperate le auto lasciate all’inizio della serata. Anche in altre iniziative recenti del gruppo il Rifugio Monte Penna è stato utilizzato come punto di arrivo e momento logistico finale, confermando una continuità organizzativa nelle uscite del sodalizio gualdese.[3]

Sicurezza escursione notturna Monte Penna: meteo, responsabilità e organizzazione

Nel programma viene specificato che lo svolgimento dell’evento e il tracciato potranno subire modifiche in base alle condizioni meteo e alle valutazioni degli accompagnatori. È una indicazione importante per una escursione notturna Monte Penna, perché la percorrenza serale in ambiente appenninico richiede adattamento alle condizioni reali del terreno e della visibilità.

Gli organizzatori precisano anche che ogni partecipante resta responsabile per sé stesso e per eventuali minori affidati alla propria tutela. La formula chiarisce il quadro dell’iniziativa e richiama l’attenzione su prudenza personale, equipaggiamento adeguato e rispetto delle indicazioni fornite durante la salita.

Per il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino, che presenta sul proprio sito attività legate a speleologia, torrentismo, trekking e protezione civile, l’appuntamento del 18 luglio si colloca dunque nel solco di una presenza continuativa sul territorio montano del comprensorio. L’escursione notturna Monte Penna propone così una uscita accessibile a camminatori abituati ai sentieri, con una forte connessione tra paesaggio appenninico, cultura associativa e frequentazione del Rifugio Monte Penna.[4][5][1][2]

Fonti
[1] GSGT – Dove trovarci http://www.gsgt.it/brico.html
[2] Cinquant’anni sotto terra: il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino … https://www.scintilena.com/cinquantanni-sotto-terra-il-gruppo-speleologico-gualdo-tadino-celebra-mezzo-secolo-di-esplorazioni/04/10/
[3] Speleologia in Umbria: il Gruppo di Gualdo Tadino apre le gallerie … https://www.scintilena.com/speleologia-in-umbria-il-gruppo-di-gualdo-tadino-apre-le-gallerie-minerarie/04/30/
[9] Pillole di Raduno: Il vuoto è il quinto elemento di Costacciaro 2023 https://www.scintilena.com/pillole-di-raduno-il-vuoto-e-il-quinto-elemento-di-costacciaro-2023/07/18/
[10] Gas tossici e roccia instabile: la corsa contro il tempo nella miniera d … https://www.scintilena.com/gas-tossici-e-roccia-instabile-la-corsa-contro-il-tempo-nella-miniera-doro-del-laos/05/29/
[11] I mulini ad acqua dell’Amerino: a Stifone la presentazione del … https://www.scintilena.com/i-mulini-ad-acqua-dellamerino-a-stifone-la-presentazione-del-volume-che-racconta-secoli-di-archeologia-fluviale/03/12/
[12] Nuova scoperta nell’Abisso ‘Però prometteva bene’ nel Ramo del … https://www.scintilena.com/nuova-scoperta-nellabisso-pero-prometteva-bene-nel-ramo-del-cuore-il-racconto-dellultima-esplorazione/06/12/
[13] Fuori Pista: un’escursione verso le grotte con il Gruppo Speleologico … https://www.scintilena.com/fuori-pista-unescursione-verso-le-grotte-con-il-gruppo-speleologico-gualdo-tadino/05/07/
[14] escursione alla Cava del Ferro e Grotta della Miniera a Gualdo Tadino https://www.scintilena.com/una-giornata-da-minatore-tra-archeologia-e-cavita-artificiali-escursione-alla-cava-del-ferro-e-grotta-della-miniera-a-gualdo-tadino/05/24/
[15] Didattica speleologica da Aprile a Gualdo Tadino (PG) – Scintilena https://www.scintilena.com/montagne-in-movimento-didattica-speleologica-da-aprile-a-gualdo-tadino/03/30/
[16] Anello dei monti Serra Santa, Nero, Penna e Fringuello (E/EE) https://escursionismo360.blogspot.com/2024/06/anello-dei-monti-serra-santa-nero-penna.html
[17] Speleo Gualdo Tadino (@gsgualdotadino) https://www.facebook.com/gsgualdotadino/?locale=it_IT
[18] Calendario delle uscite 2026 – CAI Gualdo Tadino https://caigualdotadino.it/?p=10625
[19] Le nostre grotte – GSGT http://www.gsgt.it/grotte.html
[20] CAI Gualdo Tadino https://caigualdotadino.it/?p=6806
[21] Rifugio monte Penna – Gualdo Tadino http://rifugiomontepenna.blogspot.com
[22] Rifugi CAI Umbria – UTECNARNI https://utecnarni.altervista.org/rifugi-cai-umbria/
[23] Escursione notturna al Monte Penna con la luna piena … https://gualdonews.it/2025/08/07/escursione-notturna-al-monte-penna-con-la-luna-piena-appuntamento-il-9-agosto-con-il-gruppo-speleo/
[24] La nostra storia – CAI Gualdo Tadino https://caigualdotadino.it/?page_id=2663

L'articolo Escursione notturna Monte Penna, il Gruppo Speleologico Gualdo Tadino torna al Rifugio sotto le stelle proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Sistema Vanilla Farm: prosegue l’esplorazione di un nuovo complesso di cenotes nella giungla del Messico
    Condividi Il Sistema Vanilla Farm continua a rivelare nuovi passaggi sommersi nella penisola dello Yucatán. Il progetto guidato da Jack Cleary e Tamara Adame unisce esplorazione speleosubacquea, documentazione scientifica e ricerca archeologica. Sistema Vanilla Farm: un progetto di esplorazione speleosubacquea in crescita Nel cuore della giungla dello stato di Quintana Roo, in Messico, il Sistema Vanilla Farm rappresenta una delle più recenti aree di interesse per la speleologia subacquea
     

Sistema Vanilla Farm: prosegue l’esplorazione di un nuovo complesso di cenotes nella giungla del Messico

Júl 9th 2026 at 13:00

Condividi

Il Sistema Vanilla Farm continua a rivelare nuovi passaggi sommersi nella penisola dello Yucatán. Il progetto guidato da Jack Cleary e Tamara Adame unisce esplorazione speleosubacquea, documentazione scientifica e ricerca archeologica.

Sistema Vanilla Farm: un progetto di esplorazione speleosubacquea in crescita

Nel cuore della giungla dello stato di Quintana Roo, in Messico, il Sistema Vanilla Farm rappresenta una delle più recenti aree di interesse per la speleologia subacquea internazionale. Il progetto di esplorazione, sostenuto anche dall’azienda SeaYa con i propri sistemi di illuminazione, è coordinato dagli speleosubacquei Jack Cleary e Tamara Adame.

Secondo le informazioni diffuse dal team, il sistema comprende attualmente cinque cenotes collegati tra loro. Le cavità sono caratterizzate da ampi ambienti di roccia calcarea, acque limpide, ricche concrezioni e numerosi elementi di interesse archeologico. Le fotografie realizzate durante le immersioni mostrano gallerie ancora poco conosciute e ambienti che conservano condizioni naturali quasi intatte.  

Esplorazione del Sistema Vanilla Farm tra rilievi e ricerca

L’esplorazione del Sistema Vanilla Farm è iniziata nel novembre 2024. Da allora il lavoro si è concentrato sulla posa delle linee guida, sul rilievo topografico e sulla documentazione dei nuovi rami della grotta.

Nel corso delle campagne successive gli esploratori hanno raggiunto oltre 40.000 piedi (circa 12 chilometri) di gallerie rilevate. Una parte importante del lavoro consiste nel ritornare nelle zone già percorse per verificare passaggi secondari, individuare eventuali prosecuzioni e controllare possibili collegamenti con altri sistemi carsici della regione.  

Le immersioni richiedono una complessa organizzazione logistica. In molti casi è necessario utilizzare ingressi differenti rispetto a quelli iniziali per raggiungere le estremità delle linee già posate, riducendo i tempi di percorrenza sott’acqua.

Cenotes e ricerca scientifica nello Yucatán

I cenotes della penisola dello Yucatán costituiscono una delle più estese reti di grotte sommerse del pianeta. Oltre al valore speleologico, questi ambienti rappresentano un patrimonio scientifico di grande importanza.

Nel Sistema Vanilla Farm il gruppo di ricerca documenta anche reperti archeologici, installa fototrappole per il monitoraggio della fauna e sperimenta nuove tecnologie dedicate all’esplorazione delle cavità sommerse. Gli esploratori sottolineano inoltre come la conoscenza della superficie, della vegetazione e della morfologia della giungla sia indispensabile per individuare nuovi accessi naturali alle grotte.  

L’attività contribuisce anche ad ampliare la conoscenza dell’acquifero carsico dello Yucatán, un sistema idrico fondamentale sia dal punto di vista ambientale sia per la tutela delle risorse d’acqua dolce della regione.

Speleologia subacquea e tutela del patrimonio sotterraneo

Il Sistema Vanilla Farm si trova in un’area interessata da una rapida espansione urbanistica e turistica. Per questo motivo gli esploratori evidenziano l’importanza di documentare il sistema prima che eventuali trasformazioni del territorio possano modificarne le caratteristiche ambientali.

La raccolta di dati topografici, biologici e archeologici costituisce una base utile anche per future iniziative di conservazione. La documentazione delle cavità permette infatti di conoscere meglio un ambiente sotterraneo ancora in larga parte inesplorato e di fornire elementi utili alla sua gestione e protezione.  

Un progetto sostenuto dalla collaborazione internazionale

Il supporto tecnico fornito da SeaYa riguarda l’impiego di sistemi di illuminazione specificamente progettati per le immersioni in grotta, dove affidabilità e autonomia rappresentano requisiti essenziali.

Il progetto coinvolge inoltre una rete di collaboratori impegnati nella documentazione fotografica, nel rilievo delle cavità e nello sviluppo di nuove metodologie di esplorazione. L’obiettivo resta quello di ampliare progressivamente la conoscenza del Sistema Vanilla Farm, uno dei nuovi complessi di cenotes che stanno attirando l’attenzione della comunità internazionale della speleologia subacquea.


Fonti

L'articolo Sistema Vanilla Farm: prosegue l’esplorazione di un nuovo complesso di cenotes nella giungla del Messico proviene da Scintilena.

Grotta della Dragonara, la cisterna romana di Miseno torna al centro del racconto del Parco archeologico dei Campi Flegrei

Júl 9th 2026 at 12:00

Condividi

La Grotta della Dragonara di Miseno, nel territorio di Bacoli, riapre l’attenzione su uno dei siti idraulici più significativi dei Campi Flegrei, tra architettura romana scavata nel tufo, fenomeni di bradisismo e percorsi di visita su prenotazione.

La rubrica “Attraversando il Parco archeologico dei Campi Flegrei” dedica una nuova tappa alla Grotta della Dragonara e la presenta come uno dei luoghi che meglio spiegano il rapporto tra infrastrutture antiche, paesaggio costiero e conservazione del patrimonio nell’area flegrea. Il monumento si trova all’estremità orientale della spiaggia di Miseno ed è inserito ufficialmente tra i siti del Parco archeologico dei Campi Flegrei nel comune di Bacoli.

Grotta della Dragonara a Miseno, dove si trova il sito archeologico

La Grotta della Dragonara è scavata nella parete di tufo del promontorio di Miseno, in una posizione che la collega in modo diretto alla fascia costiera e agli altri monumenti dell’area archeologica flegrea. Il Parco la identifica come un sito di Misenum, oggi Bacoli, e ne conferma la visita solo su richiesta, con ingresso libero ma prenotazione obbligatoria. Si entra attraversando una passerella metallica.

Cisterna romana e architettura della Grotta della Dragonara

Dal punto di vista architettonico, la Grotta della Dragonara è una cisterna romana a pianta quadrangolare, divisa in cinque navate da file di piloni ricavati nel tufo, rivestiti in opera reticolata e coperti dall’intonaco idraulico usato per impermeabilizzare le strutture destinate all’acqua. Le misure indicate dal Parco parlano di circa 60 metri di lunghezza e 6 metri di larghezza, con una copertura interamente a botte e tre grandi aperture superiori dotate di scale, impiegate per l’immissione dell’acqua e per le manutenzioni ordinarie. All’interno si sviluppano anche gallerie laterali che si intrecciano come un piccolo labirinto, elemento che rafforza il carattere tecnico e insieme paesaggistico della Grotta della Dragonara.

Età augustea, acqua e villa di Lucullo nei Campi Flegrei

La datazione in età augustea collega la Grotta della Dragonara alla grande stagione costruttiva di Miseno, quando il controllo dell’acqua era decisivo per il funzionamento del porto e delle residenze sul promontorio. La lettura più diffusa la inserisce nel sistema idrico legato alla flotta misenate, mentre altre interpretazioni, riportate anche da fonti divulgative sul sito, la mettono in rapporto con le vicine strutture residenziali attribuite dalla tradizione alla villa di Lucullo, poco distante dalla più nota Piscina Mirabile. In questo quadro, la Grotta della Dragonara diventa un punto utile per leggere l’organizzazione del paesaggio antico di Miseno, dove serbatoi, ville marittime e infrastrutture costiere formavano un sistema integrato.

Bradisismo e conservazione della Grotta della Dragonara

Uno degli aspetti più evidenti dello stato attuale del monumento è il semisommerso causato dal bradisismo, fenomeno che nei Campi Flegrei continua a incidere sulla quota dei siti costieri e sulla loro fruizione. Per questa ragione il percorso interno è stato adattato con una passerella in ferro, così da rendere accessibile la visita senza intervenire in modo invasivo sulla struttura antica. Anche le informazioni pratiche diffuse dal Parco confermano che la gestione del sito avviene con accesso contingentato e prenotazione, segno di una valorizzazione che procede insieme alla tutela.

Storia del monumento e memoria culturale della Grotta della Dragonara

La Grotta della Dragonara ha mantenuto una presenza costante anche nella memoria storica successiva all’età romana, tanto che nel medioevo era ricordata come “Bagno del Finocchio”, nome associato alle coltivazioni presenti nell’area circostante. Nei secoli più recenti il sito è entrato nei percorsi culturali dedicati ai Campi Flegrei e oggi torna a essere raccontato come un luogo utile per comprendere, in modo semplice e concreto, la continuità tra archeologia dell’acqua, trasformazioni della costa e identità storica di Miseno.

Fonti
[1] Grotta della Dragonara – Parco Archeologico Campi Flegrei https://pafleg.cultura.gov.it/it/4388/localit/61/grotta-della-dragonara
[2] Parco Archeologico dei Campi Flegrei – Cultura Campania https://cultura.regione.campania.it/-/parco-archeologico-dei-campi-flegrei
[3] Subterranea of Italy: Grotta della Dragonara https://www.showcaves.com/english/it/subterranea/Dragonara.html
[4] info – Parco Archeologico dei Campi Flegrei https://pafleg.cultura.gov.it/it/7/info
[5] Miseno: the Dragonara Cave https://movery.it/en/campania/bacoli/grotta-della-dragonara/
[6] CAMPI FLEGREI – LA TERRA ARDENTE https://pafleg.cultura.gov.it/it/4405/news/641/campi-flegrei-la-terra-ardente
[8] L’VIII Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea ai … https://www.scintilena.com/lviii-convegno-nazionale-di-archeologia-subacquea-ai-campi-flegrei-tre-giorni-tra-pozzuoli-e-baia/03/01/
[9] Campania Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/campania/
[10] vulcanospeleologia Archivi – Pagina 5 di 5 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/vulcanospeleologia/page/5/
[12] Scavi archeologici aperti al pubblico nelle Grotte di Pertosa … https://www.scintilena.com/scavi-archeologici-aperti-al-pubblico-nelle-grotte-di-pertosa-auletta/11/14/
[13] Corso “Progressione, armo e sicurezza in cavità artificiali” al via in … https://www.scintilena.com/corso-progressione-armo-e-sicurezza-in-cavita-artificiali-al-via-in-campania-ad-ottobre-2018/09/28/
[14] Nuovo studio rivoluziona la datazione del cranio di Petralona https://www.scintilena.com/nuovo-studio-rivoluziona-la-datazione-del-cranio-di-petralona-286-000-anni-svelano-segreti-dellevoluzione-umana-europea/09/01/
[15] L’Antro della Sibilla di Cuma: Un Viaggio nel Mondo degli … https://www.scintilena.com/lantro-della-sibilla-di-cuma-un-viaggio-nel-mondo-degli-oracoli-antichi/09/27/
[16] Scoperto un giacimento del paleolitico medio nella Grotta di Tiberio … https://www.scintilena.com/scoperto-un-giacimento-del-paleolitico-medio-nella-grotta-di-tiberio-a-sperlonga/12/05/
[17] Speleologia internazionale: tutto pronto per il congresso UIS a Belo … https://www.scintilena.com/speleologia-internazionale-tutto-pronto-per-il-congresso-uis-a-belo-horizonte/01/22/
[18] Conferenza su Plinio il Vecchio e le Grotte: Un Viaggio Attraverso la … https://www.scintilena.com/conferenza-su-plinio-il-vecchio-e-le-grotte-un-viaggio-attraverso-la-scienza-antica-e-le-tecnologie-moderne/08/31/
[19] Napoli Sotterranea – Scintilena https://www.scintilena.com/napoli-sotterranea/10/10/
[20] Alla scoperta di Grotta Bella: un gioiello speleo-archeologico in Umbria – Scintilena https://www.scintilena.com/alla-scoperta-di-grotta-bella-un-gioiello-speleo-archeologico-in-umbria/06/30/
[21] Scintilena https://www.scintilena.com/page/336/
[22] Calabria 2014 – L’intensa attività speleologica di agosto – Scintilena https://www.scintilena.com/calabria-2014-lintensa-attivita-speleologica-di-agosto/12/07/
[23] Miseno : la caverne de Dragonara – movery.it https://movery.it/fr/campania/bacoli/grotta-della-dragonara/
[24] La grotta della Dragonara https://www.youtube.com/watch?v=cK28YhU4ObQ
[25] GROTTA DELLA DRAGONARA: Tutto quello che c’è da sapere (2025) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g1078128-d6704423-Reviews-Grotta_Della_Dragonara-Bacoli_Province_of_Naples_Campania.html
[26] Parco Archeologico Campi Flegrei: Home https://pafleg.cultura.gov.it/
[27] Hidden Gems in Miseno Most Visitors Never Discover https://www.thetraveler.org/hidden-gems-in-miseno-most-visitors-never-discover/
[28] STORIA DEI CAMPI FLEGREI https://campiflegrei.it/mobile/grotta%20della%20dragonara.html
[29] ITINERARIO CENTRO STORICO (ODEION-TOMBA … https://pafleg.cultura.gov.it/it/4559/completamento-della-messa-in-sicurezza-restauro-e-valorizzazione-dei-siti-archeologici-del-parco-archeologico-dei-campi-flegrei-in-bacoli-itinerario-centro-storico-odeion-tomba-agrippina-cento-camerelle-piscina-mirabilis-e-itinerario-miseno-teatro-miseno-sacello-degli-augustali-e-grotta-della-dragonara
[30] [PDF] Parco archeologico dei Campi Flegrei https://pafleg.authorityonline.eu/DOC/delibera-a-contrarre/Determine%202023/56%20DET.%20PON.pdf
[31] La Grotta della DRAGONARA (Miseno) BACOLI.Pacosmart https://www.youtube.com/watch?v=6Ne8xsaIyTQ

L'articolo Grotta della Dragonara, la cisterna romana di Miseno torna al centro del racconto del Parco archeologico dei Campi Flegrei proviene da Scintilena.

❌