Velika Pecina, LiDAR e nuovi dati C14: la grotta di Kameno restituisce tracce dell’età del Bronzo
Il rilievo LiDAR della Velika Pecina presso Herceg Novi costruirà un modello tridimensionale della cavità e aiuterà a leggere la relazione tra focolari, reperti e resti faunistici datati alla tarda età del Bronzo.
Velika Pecina: una nuova fase di documentazione
Nella grotta di Velika Pecina, vicino al villaggio di Kameno nel comune montenegrino di Herceg Novi, si è conclusa una nuova fase di documentazione archeologica. Le attività sono state svolte dall’O?rodek Bada? nad Antykiem Europy Po?udniowo-Wschodniej dell’Università di Varsavia e dal Parco naturale di Orjen – Herceg Novi.
La campagna non ha previsto nuovi scavi. Il lavoro si è concentrato sul riconoscimento dell’estensione dei focolari conservati in situ e sulla preparazione delle procedure per localizzare e cartografare i materiali che non sono stati rimossi dalla loro posizione originaria. È un passaggio utile per una successiva documentazione fotogrammetrica di dettaglio.
L’obiettivo è ricostruire le relazioni spaziali fra i segni delle diverse frequentazioni della cavità. In un sito ipogeo, la posizione di un osso, di un manufatto o di un focolare può essere decisiva per distinguere fasi d’uso diverse e per interpretare le azioni svolte nello spazio sotterraneo. La morfologia articolata di Velika Pe?ina rende questo lavoro particolarmente necessario: grandi sale, accumuli di blocchi, fessure e aperture verticali rendono difficile ridurre l’ambiente a una semplice pianta bidimensionale. [web:24]
Datazioni C14 e tarda età del Bronzo
Un elemento centrale della nuova comunicazione riguarda i risultati delle datazioni al radiocarbonio sulle campionature prelevate negli scavi dell’anno precedente. Sono state ottenute due misure: 2920 ± 30 BP e 3015 ± 30 BP, dove BP indica gli anni prima del presente convenzionalmente fissato al 1950.
Dopo la calibrazione, la prima misura ricade, con probabilità del 95,4%, nell’intervallo 1214–1016 a.C. La seconda comprende più intervalli compresi fra 1390 e 1128 a.C. Le due determinazioni indicano quindi una frequentazione riferibile alla tarda età del Bronzo.
Le date non definiscono da sole la funzione della grotta. Dovranno essere messe in rapporto con gli specifici focolari, con la stratigrafia e con la distribuzione dei reperti. È proprio qui che il rilievo tridimensionale di Velika Pe?ina può rendere più solida l’interpretazione, conservando in un unico sistema di riferimento le coordinate dei contesti archeologici.
Resti faunistici nella grotta di Kameno
Durante il sopralluogo sono state registrate numerose ossa animali visibili in superficie, nelle fessure e fra i blocchi rocciosi. Il riconoscimento preliminare segnala resti attribuibili a pecora o capra e a cinghiale.
I materiali restano oggetto di studio. La loro registrazione spaziale consentirà di verificare se siano associati ai focolari o ad altri indicatori di attività umana. Potrà anche aiutare a separare depositi legati alla frequentazione preistorica da spostamenti successivi causati dalla gravità, dall’acqua, dagli animali o dalle trasformazioni naturali della cavità.
La documentazione in situ evita di perdere informazioni nel momento in cui un reperto viene recuperato. Per questo il progetto di Velika Pe?ina unisce il rilievo della grotta alla registrazione analitica delle evidenze archeologiche.
LiDAR nelle grotte: come funziona il sistema Mandeye–HDMapping
Il rilevamento di Velika Pe?ina è stato eseguito con il sistema Mandeye–HDMapping. LiDAR è l’acronimo di Light Detection and Ranging: il sensore emette impulsi laser e misura il tempo necessario al segnale per tornare allo strumento. Ripetendo queste misure durante il movimento, si ottiene una nuvola di punti, cioè un insieme molto fitto di coordinate che descrive pareti, pavimenti, soffitti, blocchi e altri elementi intercettati dal laser.
Mandeye è una soluzione mobile basata su hardware aperto e software open source. Il sistema utilizza un LiDAR Livox Mid-360, associato a un’unità inerziale, e può essere portato a mano nelle strettoie oppure montato sul casco nei tratti dove serve operare a mani libere. Il sensore non richiede illuminazione per misurare le superfici: una caratteristica adatta all’ambiente sotterraneo. [web:6]
Durante l’acquisizione, il sistema registra scansioni e movimento dello strumento. Il software HDMapping elabora la traiettoria mediante odometria LiDAR e integra le scansioni in una nuvola tridimensionale. Le elaborazioni successive servono a correggere la chiusura degli anelli del percorso, un problema noto come loop closure, a unire rilievi eseguiti in sessioni differenti e a georeferenziare i dati su punti di controllo o coordinate note. I risultati possono essere gestiti come nuvole di punti LAZ e trasformati in piante e profili sviluppati. [web:16]
Per la speleologia, il vantaggio non è la sostituzione automatica del rilievo tradizionale. La ricerca dedicata al Mandeye raccomanda infatti di affiancare la scansione mobile a una poligonale indipendente, utile come controllo e per la georeferenziazione. Nei test pubblicati, la tecnica ha permesso di coprire sia settori ampi sia passaggi stretti, accelerando la raccolta dei dati rispetto al disegno manuale in grotta. Restano necessari controllo degli errori, pulizia della nuvola di punti e verifica dell’accuratezza rispetto allo scopo del rilievo. [web:6]
Un modello 3D per le future analisi di Velika Pe?ina
Nel caso di Velika Pe?ina, la nuvola di punti permetterà di produrre un piano dettagliato e un modello 3D della cavità. Il modello potrà diventare la base per sovrapporre le future acquisizioni fotogrammetriche, la posizione dei focolari e quella dei reperti individuati fra i detriti.
La combinazione fra cronologia radiocarbonica, archeologia di superficie, fotogrammetria e LiDAR può quindi rendere confrontabili dati raccolti in momenti diversi. È un approccio rilevante soprattutto per le grotte archeologiche, dove il contesto spaziale è complesso e le evidenze possono trovarsi su più livelli, dietro blocchi o lungo fessure.
Alla campagna hanno partecipato Ma?gorzata Kot, Željko Star?evi?, Andrija Star?evi?, Dušan Mrdak, Tomasz Paw?owski e Janusz Rec?aw. Il gruppo ha inoltre ringraziato Marina ?urovi? Radonji? per il supporto al progetto. Le analisi future dovranno chiarire la sequenza delle fasi di utilizzo della grotta e il suo ruolo nel paesaggio archeologico dell’area della Bocche di Cattaro. [web:24]
Fonti
- Archeowie?ci, “Najnowsze wie?ci z Velika Pe?ina”, 10 settembre 2026. URL: https://archeowiesci.pl/najnowsze-wiesci-z-velika-pecina/
- Redovnikovi?, L., Jakopec, A., B?dkowski, J., Jageti?, J., “The affordable DIY Mandeye LiDAR system for surveying caves, and how to convert 3D clouds into traditional cave ground plans and extended profiles”, International Journal of Speleology, 53(3), 2024. URL: https://www.ippt.pan.pl/repository/open/o9343.pdf
- MapsHD, repository del software HDMapping e documentazione tecnica. URL: https://github.com/MapsHD/HDMapping
- Post Facebook indicato nel materiale di partenza. URL: https://www.facebook.com/share/p/14sdK4jMP1n/?mibextid=wwXIfr
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