Arte rupestre post-paleolitica: nuove ricerche e metodi digitali
Il volume nato dall’incontro di Camaiore riunisce dati da molte regioni italiane, casi di studio in cavità e all’aperto, tecniche di documentazione 3D, analisi diagnostiche e applicazioni dell’intelligenza artificiale.
L’arte rupestre post-paleolitica italiana torna al centro di una pubblicazione che raccoglie ricerche territoriali e riflessioni metodologiche. Il volume, curato da Anna Maria Tosatti, Francesco Marco Paolo Carrera, Renata Grifoni Cremonesi e Dario Sigari, deriva dal XII Incontro Annuale di Preistoria e Protostoria. L’appuntamento si svolse il 19 e 20 maggio 2023 al Museo Civico Archeologico di Camaiore, in provincia di Lucca.
Gli Atti sono pubblicati nel 2026 nella collana Access Archaeology di Archaeopress. Il libro propone un quadro articolato di incisioni, pitture e altre manifestazioni grafiche realizzate dalla preistoria recente alle fasi storiche. L’attenzione riguarda anche le condizioni materiali dei supporti rocciosi, la tutela e le difficoltà di interpretazione.
Arte rupestre post-paleolitica tra territori e contesti
L’espressione arte rupestre post-paleolitica comprende testimonianze molto diverse per cronologia, tecnica e significato. Nel volume sono esaminati siti dell’area apuana e versiliese, del Trentino, della Calabria, della Sicilia, dell’Abruzzo, del Gargano, delle Marche e della Valcamonica. Lo sguardo si estende anche alla Sardegna e a contesti fuori dall’Italia, come la Grotta dei Nuotatori nel Gilf Kebir egiziano.
La ricognizione geografica non è soltanto un catalogo di località. I contributi mettono in relazione segni, rocce, percorsi, visibilità e paesaggi. Alcune evidenze sono collocate in aree aperte e in punti di transito. Altre sono associate a ripari e cavità con caratteristiche topografiche specifiche. Per chi studia gli ambienti sotterranei, questo aspetto è rilevante: la posizione di una parete dipinta o incisa può concorrere a definire la funzione del luogo e le modalità di frequentazione.
Gli autori invitano a non ricondurre automaticamente ogni segno al solo ambito rituale. Le ipotesi considerate includono l’organizzazione territoriale, il pastoralismo, l’orientamento, la memoria di eventi e pratiche connesse alla vita delle comunità. Le attribuzioni restano complesse, soprattutto quando mancano dati stratigrafici o cronologie dirette.
Rilievo 3D e analisi per l’arte rupestre post-paleolitica
Una parte consistente degli Atti è dedicata agli strumenti di documentazione. Fotografia controllata, modelli tridimensionali e procedure digitali permettono di registrare superfici difficili da leggere a occhio nudo. La documentazione 3D è affrontata come metodo operativo, con attenzione agli usi possibili e ai limiti dei diversi procedimenti.
Le tecnologie non sostituiscono l’osservazione sul campo. Possono però rendere confrontabili rilievi eseguiti in tempi diversi e favorire una lettura più precisa delle sovrapposizioni. Questo è utile nei siti esposti agli agenti atmosferici, ma anche in ripari e cavità, dove luce, umidità, concrezioni e geometria delle pareti condizionano la registrazione dei segni.
Il volume presenta inoltre indagini chimico-fisiche, analisi petrologiche e proposte per distinguere lineazioni naturali da tracce di origine antropica. La distinzione è essenziale. Una frattura, una vena minerale o un’alterazione della roccia possono infatti assumere aspetti simili a un’incisione. Per l’arte rupestre post-paleolitica, la verifica della natura del segno deve quindi integrare rilievo, geologia e confronto con il contesto archeologico.
Intelligenza artificiale e documentazione delle superfici
Tra i contributi compare DigiRock, progetto dedicato al riconoscimento, alla digitalizzazione e all’analisi dell’arte di Grotta Poesia attraverso l’intelligenza artificiale. Il caso mostra una direzione di ricerca in crescita: sistemi capaci di assistere il ricercatore nella selezione delle immagini, nel riconoscimento delle tracce e nell’organizzazione di grandi quantità di dati.
L’uso di questi strumenti richiede banche dati affidabili, protocolli trasparenti e controlli specialistici. Un algoritmo può sostenere l’analisi preliminare, non attribuire da solo cronologia o significato a una figura. La qualità delle fotografie, l’illuminazione, le deformazioni della superficie e i criteri con cui vengono classificati i segni incidono sui risultati.
Nel caso di superfici rupestri fragili, una procedura digitale ben documentata può anche ridurre interventi diretti e consentire verifiche successive. Il dato conservato deve restare leggibile e riutilizzabile. Questa esigenza accomuna archeologi, geologi, restauratori e studiosi delle cavità.
Tutela, monitoraggio e prospettive di ricerca
Gli Atti richiamano la necessità di documentare rapidamente le nuove segnalazioni e di monitorare i siti già conosciuti. L’arte rupestre post-paleolitica è esposta a erosione, crescita biologica, alterazioni della roccia e, in alcuni casi, pressioni dovute alla frequentazione. La conoscenza sistematica costituisce quindi una base per definire priorità di tutela.
Il quadro emerso a Camaiore conferma il valore di un’impostazione interdisciplinare. Le scoperte sul territorio acquistano significato quando sono accompagnate da rilievi ripetibili, analisi dei materiali e studio del paesaggio. Anche le cavità e i ripari richiedono questa integrazione, perché il supporto roccioso e la morfologia del luogo sono parte della testimonianza.
La pubblicazione prosegue una serie di incontri dedicati all’arte rupestre in Italia e mette a disposizione materiali utili per ricerche future. Il confronto tra casi regionali, tecniche di acquisizione e proposte interpretative offre una base di lavoro per aggiornare carte archeologiche, programmi di monitoraggio e pratiche di divulgazione rivolte al pubblico.
Fonti
- Archaeopress Publishing – catalogo Access Archaeology
- Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria
- Atti del XII Incontro Annuale di Preistoria e Protostoria, Nuove scoperte e progressi nelle metodologie di rilievo e analisi dell’arte rupestre post-paleolitica in Italia, a cura di Anna Maria Tosatti, Francesco Marco Paolo Carrera, Renata Grifoni Cremonesi e Dario Sigari, 2026. https://scholar.google.it/scholar_url?url=https://air.unimi.it/bitstream/2434/1270935/2/Grotta%2520dei%2520Nuotatori.pdf&hl=it&sa=X&d=11503702030146899426&ei=F5GlaojvF_evieoPoseWoAE&scisig=AIVdB-xg-npyM-X5wSqy0cmahSfB&oi=scholaralrt&hist=w0-f5c4AAAAJ:5322517497421247222:AIVdB-wg1Bp4ELb_urgrdxQQemTu&html=&pos=0&folt=kw-top
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