Základné zobrazenie

  • ✇Scintilena
  • Maiorca, estate sotto osservazione per la CO2 nelle grotte
    Condividi Le misurazioni e gli studi disponibili indicano che la CO2 nelle grotte di Maiorca può aumentare in modo marcato nei mesi caldi, con effetti diretti sulla qualità dell’aria ipogea e sulla sicurezza delle progressioni speleologiche. CO2 nelle grotte di Maiorca La Federazione Balear de Espeleologia ha diffuso una comunicazione di cautela per l’estate, segnalando concentrazioni elevate di CO2 in diverse cavità di Maiorca e richiamando l’attenzione sulle misurazioni dedicate a questo
     

Maiorca, estate sotto osservazione per la CO2 nelle grotte

Júl 2nd 2026 at 14:00

Condividi

Le misurazioni e gli studi disponibili indicano che la CO2 nelle grotte di Maiorca può aumentare in modo marcato nei mesi caldi, con effetti diretti sulla qualità dell’aria ipogea e sulla sicurezza delle progressioni speleologiche.

CO2 nelle grotte di Maiorca

La Federazione Balear de Espeleologia ha diffuso una comunicazione di cautela per l’estate, segnalando concentrazioni elevate di CO2 in diverse cavità di Maiorca e richiamando l’attenzione sulle misurazioni dedicate a questo tema.

Il quadro non appare episodico, perché la letteratura speleologica balearica descrive da anni la presenza di alte concentrazioni di anidride carbonica in varie grotte dell’arcipelago. Per la speleologia isolana, la CO2 nelle grotte di Maiorca torna quindi al centro come questione stagionale, ambientale e operativa.

Dati scientifici su CO2

Uno dei casi più documentati è quello della Cova de sa Font, a sa Dragonera, dove registrazioni continue tra aprile e dicembre 2023 hanno mostrato una crescita graduale della CO2 dalla tarda primavera all’inizio dell’estate. Nello stesso sito, i valori hanno superato i 60.000 ppm per tutta l’estate e hanno raggiunto stime oltre i 70.000 ppm fino ai primi di novembre.

Il dato più rilevante è l’andamento parallelo dell’ossigeno: nello studio, la diminuzione di O2 è risultata fortemente correlata all’aumento della CO2, con minimi inferiori al 14,5 per cento durante il periodo estivo.

Ventilazione estiva a Maiorca

Gli autori dello studio interpretano la dinamica della Cova de sa Font come quella di una “trappola estiva” di aria fredda, cioè una cavità che nei mesi caldi tende a restare più confinata e a favorire l’accumulo di CO2. Il ricambio d’aria si riduce. Quando arrivano le prime irruzioni di aria fredda autunnale, lo stesso lavoro documenta un calo rapidissimo della CO2, passata da 60.000 a 2.000 ppm in meno di tre giorni alla fine di novembre 2023, segno di un rinnovo quasi completo dell’atmosfera di grotta.[2]

Sicurezza speleologica e CO2

La CO2 nelle grotte di Maiorca non riguarda una sola cavità, perché misure e segnalazioni precedenti avevano già riportato il 2 per cento di CO2 nella Cova de sa Bassa Blanca e valori superiori a 83.000 ppm in alcune sale della Cova dets Ases. Questo significa che la lettura stagionale del microclima non può essere considerata un dettaglio secondario, ma un elemento concreto della pianificazione speleologica estiva. Per chi frequenta questi ambienti, la notizia rafforza l’importanza di controlli strumentali, aggiornamento delle informazioni locali e valutazione prudente delle cavità note per aria confinata o scarsamente ventilata.[3][4][5][2]

Microclima e gestione

La diffusione di comunicazioni federali, guide dedicate all’“aria viziata” e pubblicazioni scientifiche mostra che il tema della CO2 nelle grotte di Maiorca è ormai parte stabile del dibattito tecnico sulla frequentazione ipogea dell’isola. Per il pubblico della speleologia, la notizia ha anche un valore scientifico, perché conferma quanto i microclimi sotterranei dipendano dalla forma della cavità, dalla ventilazione e dalla stagione. Nell’estate 2026, l’attenzione sulle misurazioni di CO2 nelle grotte di Maiorca riporta in primo piano un dato essenziale: in alcune cavità l’atmosfera può cambiare molto nei mesi caldi e richiede letture tecniche accurate prima dell’ingresso.[4][1][3][2]

Fonti online

Per l’inquadramento del tema, l’articolo si basa su una comunicazione federale e su contributi scientifici e tecnici già pubblicati. Le fonti principali sono le seguenti.[5][3][4][2]

Fonti
[1] Las Grutas de Mallorca y Su Atmósfera Una Guía de Aire Viciado https://www.facebook.com/federaciobalear/posts/7215ee9c/1228422972787600/
[2] Estacionalitat dels paràmetres atmosfèrics de la Cova de sa Font (sa Dragonera): un registre detallat del cicle anual dels valors de temperatura, CO2 i O2 https://raco.cat/index.php/PapersSeb/article/view/980000005822
[3] https://www.fbespeleologia.org/mediciones-de-co2-en-cuevas-de … https://www.facebook.com/federaciobalear/posts/7215ee9c/1304449685184928/
[4] [PDF] observaciones sobre la concentraci~n – de dióxido de carbono en la http://www.federaciobalearespeleologia.org/Publicaciones/PDF/13-27-38.pdf
[5] Algunes dades sobre els gasos de l’atmosfera de la Cova dets Ases … https://dialnet.unirioja.es/servlet/articulo?codigo=9790619
[7] Boletín Argentina Subterránea N° 15 – agosto2006 – Malargüe – Argentina – Página 1 https://www.scintilena.com/allegati/fade-boletin15.pdf
[8] Branche scientifiche coinvolte nello studio delle grotte https://www.scintilena.com/branche-scientifiche-coinvolte-nello-studio-delle-grotte/09/05/
[9] Quanto tempo impiega una stalattite per crescere di un … https://www.scintilena.com/quanto-tempo-impiega-una-stalattite-per-crescere-di-un-centimetro/08/18/
[10] Mani dipinte nella preistoria, il caso Sulawesi riapre il dibattito – Scintilena https://www.scintilena.com/mani/05/24/
[11] Flussi aerei sotterranei: le tecniche di tracciamento quantitativo al … https://www.scintilena.com/flussi-aerei-sotterranei-le-tecniche-di-tracciamento-quantitativo-al-centro-di-un-corso-nazionale-a-la-spezia/04/25/
[12] Noti-FE@LC https://www.scintilena.com/allegati/fealcboletin23.pdf
[13] Neve, rocce fratturate e droni: così si studia l’acqua nascosta dell … https://www.scintilena.com/neve-rocce-fratturate-e-droni-cosi-si-studia-lacqua-nascosta-dellappennino/04/29/
[14] 99 cose che non sai sulle grotte sulfuree – Scintilena https://www.scintilena.com/99-cose-che-non-sai-sulle-grotte-sulfuree/02/05/
[15] Giovanni Badino – Tributo dell’International Journal of Speleology … https://www.scintilena.com/giovanni-badino-tributo-dellinternational-journal-of-speleology-di-arrigo-cigna-e-paolo-forti/11/22/
[16] Nocera Inferiore, ipogeo sotto Santa Chiara: la scoperta che riapre … https://www.scintilena.com/nocera-inferiore-ipogeo-sotto-santa-chiara-la-scoperta-che-riapre-la-storia-del-monastero/06/12/
[17] Lascaux: Quando il Patrimonio Paleolitico Incontra la Fragilità dell … https://www.scintilena.com/lascaux-quando-il-patrimonio-paleolitico-incontra-la-fragilita-dellambiente-carsico/01/20/
[18] Nuovo libro: Impatto umano sulla grotte messicane (in inglese e … https://www.scintilena.com/nuovo-libro-impatto-umano-sulla-grotte-messicane-in-inglese-e-spagnolo/02/26/
[19] Italia preistorica in grotta: a fine Ottobre il convegno di San Lorenzo … https://www.scintilena.com/italia-preistorica-in-grotta-a-fine-ottobre-il-convegno-di-san-lorenzo-bellizzi/10/03/
[20] BOL_CFLP_2 https://www.scintilena.com/allegati/bollettinofealc2.pdf
[21] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[22] Cuevas del Drach: guía completa 2026, precios y horarios https://www.click-mallorca.com/blog/sitios/cuevas-del-drach/
[23] untitled https://sge.usal.es/archivos/geogacetas/Geo39/Geo39-24.pdf
[24] [PDF] Cavidades con aire enrarecido – Club ARA http://airerocayagua.com/documents/Cavidadesaireenrarecido.pdf
[25] document https://www.cuevascastellon.uji.es/adjuntos/valluixo_santjosep_informeclimatologia.pdf
[26] CO2. Dióxido de carbono en cavidades. Efectos. – BTTersMALLORCA https://bttersmallorca.com/2018/04/02/co2-dioxido-de-carbono-en-cavidades-efectos-2/
[27] Intoxicación por CO2 en espeleología y rescate sanitario. – G.E.P http://espeleologiapayesa.es/?p=1691
[28] climática https://mendukilo.com/wp-content/uploads/2018/07/climatica.pdf
[29] Fbe – https://www.fbespeleologia.org/mediciones-de-co2 … – Facebook https://www.facebook.com/federaciobalear/photos/httpswwwfbespeleologiaorgmediciones-de-co2-en-cuevas-de-mallorca/1304449511851612/
[30] Dinàmica de l’atmosfera dels sectors no turístics … https://www.raco.cat/index.php/PapersSeb/article/download/393112/486608
[31] [PDF] Patrones de ventilación estacional en Cueva Larga (Sierra … – RECYT https://recyt.fecyt.es/index.php/geogaceta/article/download/104506/80479/447249

L'articolo Maiorca, estate sotto osservazione per la CO2 nelle grotte proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Kentucky Speleological Survey protagonista alla NSS Convention 2026 con rilievi, catasto e tutela del patrimonio carsico
    Condividi Il Kentucky Speleological Survey presenta attività e servizi durante la NSS Convention 2026 dedicata alla speleologia e al carsismo Dal 6 al 10 luglio 2026 la città di Corydon, nell’Indiana, ospiterà l’edizione 2026 della Convention della National Speleological Society (NSS), uno dei principali appuntamenti della speleologia nordamericana. Tra le organizzazioni presenti figura il Kentucky Speleological Survey (KSS), che utilizzerà l’evento per promuovere le proprie attività di r
     

Kentucky Speleological Survey protagonista alla NSS Convention 2026 con rilievi, catasto e tutela del patrimonio carsico

Júl 2nd 2026 at 13:00

Condividi

Il Kentucky Speleological Survey presenta attività e servizi durante la NSS Convention 2026 dedicata alla speleologia e al carsismo

Dal 6 al 10 luglio 2026 la città di Corydon, nell’Indiana, ospiterà l’edizione 2026 della Convention della National Speleological Society (NSS), uno dei principali appuntamenti della speleologia nordamericana.

Tra le organizzazioni presenti figura il Kentucky Speleological Survey (KSS), che utilizzerà l’evento per promuovere le proprie attività di rilievo speleologico, gestione del catasto delle grotte e conservazione del patrimonio carsico del Kentucky. (National Speleological Society?)

Kentucky Speleological Survey e catasto delle grotte del Kentucky

Il Kentucky Speleological Survey è un’organizzazione senza scopo di lucro che opera per documentare, studiare e preservare le grotte e le aree carsiche dello Stato del Kentucky.

Il suo archivio rappresenta uno dei principali strumenti di riferimento per speleologi, ricercatori, enti pubblici, professionisti e proprietari dei terreni interessati dalla presenza di cavità naturali.

Secondo i dati diffusi dal KSS, il Kentucky conta oltre 5.100 grotte censite e nuove cavità vengono individuate ogni anno grazie all’attività dei gruppi speleologici e dei rilevatori volontari.

Il database raccoglie informazioni topografiche, dati catastali, rilievi e documentazione tecnica destinata a sostenere la ricerca scientifica, la pianificazione territoriale e la tutela ambientale. (Kentucky Speleological Survey?)

I corsi di rilievo speleologico e gli incontri tecnici

Durante la convention il Kentucky Speleological Survey sarà sponsor del corso introduttivo dedicato al rilievo topografico delle grotte, disciplina fondamentale per la documentazione delle cavità naturali.

L’associazione sosterrà inoltre la competizione di disegno dei rilievi speleologici, iniziativa che valorizza la precisione nella rappresentazione cartografica degli ambienti ipogei.

Il programma comprende anche lo State Survey Roundtable, tavola rotonda dedicata ai catasti speleologici statali. L’incontro riunirà i responsabili delle organizzazioni che gestiscono gli archivi delle grotte negli Stati Uniti per confrontarsi su metodologie di raccolta dati, digitalizzazione, aggiornamento delle informazioni e conservazione della documentazione speleologica.

Un patrimonio carsico tra i più ricchi degli Stati Uniti

Il Kentucky è riconosciuto a livello internazionale come una delle aree carsiche più importanti del continente nordamericano. Ospita infatti il sistema di Mammoth Cave, la grotta più lunga del mondo, oltre a migliaia di altre cavità distribuite su vaste aree calcaree.

In questo contesto il lavoro del Kentucky Speleological Survey assume un ruolo rilevante non soltanto per gli esploratori, ma anche per geologi, biologi, idrogeologi e amministrazioni pubbliche impegnate nella gestione delle risorse naturali. Il censimento accurato delle cavità contribuisce infatti alla protezione delle falde acquifere, degli habitat sotterranei e degli ecosistemi carsici.

Un invito alla collaborazione nella comunità speleologica

In occasione della convention il Kentucky Speleological Survey invita gli speleologi a iscriversi all’associazione e a collaborare alla raccolta di nuovi dati, all’aggiornamento dei rilievi esistenti e alla documentazione delle nuove esplorazioni.

L’obiettivo rimane quello di mantenere un archivio affidabile e costantemente aggiornato, capace di supportare la ricerca scientifica, la conservazione del patrimonio sotterraneo e una gestione responsabile delle migliaia di grotte presenti nello Stato. La partecipazione alla NSS Convention rappresenta quindi un momento di confronto tra le realtà impegnate nella documentazione del patrimonio ipogeo e nello sviluppo delle migliori pratiche per il rilievo e la tutela delle cavità naturali. (National Speleological Society?)

Fonti

L'articolo Kentucky Speleological Survey protagonista alla NSS Convention 2026 con rilievi, catasto e tutela del patrimonio carsico proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Meta menardi e Meta bourneti, nuovi Animali di Grotta della SSI
    Condividi I ragni del genere Meta protagonisti della campagna “Animale di Grotta” 2019-2026 della Società Speleologica Italiana, tra tutela della fauna ipogea, monitoraggio microclimatico e Citizen Science La campagna “Animale di Grotta” della Società Speleologica Italiana Dal 2019 la Società Speleologica Italiana ETS porta avanti la campagna “Animale di Grotta”, con l’obiettivo di valorizzare la fauna ipogea e di sensibilizzare sulla tutela degli ecosistemi sotterranei, tra i più frag
     

Meta menardi e Meta bourneti, nuovi Animali di Grotta della SSI

Júl 2nd 2026 at 12:00

Condividi

I ragni del genere Meta protagonisti della campagna “Animale di Grotta” 2019-2026 della Società Speleologica Italiana, tra tutela della fauna ipogea, monitoraggio microclimatico e Citizen Science

La campagna “Animale di Grotta” della Società Speleologica Italiana

Dal 2019 la Società Speleologica Italiana ETS porta avanti la campagna “Animale di Grotta”, con l’obiettivo di valorizzare la fauna ipogea e di sensibilizzare sulla tutela degli ecosistemi sotterranei, tra i più fragili e meno conosciuti del territorio.

La campagna è inserita nella più ampia iniziativa internazionale “Animale di grotta dell’anno”, nata in Germania nel 2009 e adottata in Italia dalla SSI in collaborazione con gruppi di ricerca biospeleologica.

Negli anni sono stati scelti organismi diversi – dal diplopode Plectogona sanfilippoi ai geotritoni del genere Speleomantes, fino alla falena dei ripari Triphosa dubitata – tutti accomunati dal legame stretto con l’ambiente ipogeo e dal ruolo di indicatori della qualità degli habitat sotterranei.

Meta menardi e Meta bourneti, ragni sentinella della zona crepuscolare

Per il ciclo 2019-2026, la campagna “Animale di Grotta” della Società Speleologica Italiana dedica un’attenzione particolare ai ragni del genere Meta, in particolare alle specie Meta menardi e Meta bourneti, ora ufficialmente riconosciute come “Animali di grotta dell’anno 2026”.

Questi aracnidi sono tipici abitanti della zona di transizione delle cavità, la cosiddetta zona crepuscolare, dove la luce di superficie sfuma progressivamente nel buio e dove le condizioni microclimatiche restano relativamente stabili durante l’anno.


Meta menardi è una specie troglofila diffusa in gran parte dell’Europa, che costruisce ampie ragnatele nei tratti iniziali delle grotte, nei tunnel artificiali e in altri ambienti sotterranei umidi; Meta bourneti, più legata a contesti mediterranei caldi, occupa nicchie simili ma mostra preferenze climatiche differenti lungo i gradienti altitudinali.[web:14][web:17]

Indicatori biologici e cambiamento climatico nelle grotte

Essendo predatori al vertice della catena alimentare nella zona crepuscolare, i ragni Meta menardi e Meta bourneti fungono da indicatori biologici sensibili delle alterazioni microclimatiche nelle cavità naturali e artificiali.[web:3][web:14] Studi condotti, ad esempio sul versante dell’Etna, hanno evidenziato una segregazione altitudinale tra le due specie, correlata a differenti intervalli di temperatura e precipitazioni: Meta menardi è associata a grotte più fredde e piovose, mentre Meta bourneti predilige ambienti più caldi e meno umidi.[web:14][web:17]
Queste caratteristiche rendono i ragni del genere Meta strumenti utili per monitorare gli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi sotterranei, dove anche lievi variazioni di temperatura e umidità possono riflettersi sulla composizione delle comunità e sulla disponibilità di prede.[web:3][web:6] In questo quadro, la campagna “Animale di Grotta” offre a gruppi speleologici e ricercatori protocolli di osservazione e materiali standardizzati per raccogliere dati comparabili nel tempo e tra diverse regioni carsiche.[web:3][web:9]

La nuova scheda riassuntiva 2019-2026 per i Soci SSI

Per i Soci SSI, la campagna “Animale di Grotta” mette ora a disposizione una scheda riassuntiva che raccoglie tutti gli “Animali di Grotta” celebrati dal 2019 al 2026, includendo quindi anche Meta menardi e Meta bourneti.[web:9][web:16] Il documento, destinato ai gruppi associati, è arricchito da disegni originali pensati per facilitare il riconoscimento delle specie e per essere utilizzati come supporto visivo durante lezioni, corsi e presentazioni al pubblico.[web:9][file:1]
La scheda rappresenta uno strumento pratico per avere in un unico colpo d’occhio l’evoluzione della campagna: dal millepiedi spazzino Plectogona sanfilippoi, al coleottero Italodytes stammeri, ai geotritoni Speleomantes, fino alla falena cavernicola Triphosa dubitata e ai ragni del genere Meta.[web:2][web:8][web:21]

Materiali didattici, Citizen Science e attività dei gruppi

La Società Speleologica Italiana invita caldamente i gruppi soci a integrare la scheda riassuntiva e i materiali della campagna “Animale di Grotta” all’interno delle proprie attività istituzionali: corsi di introduzione alla speleologia, uscite in grotta, escursioni sul territorio carsico e iniziative di divulgazione.[web:3][web:6] Le schede e i protocolli di osservazione costituiscono infatti una base per progetti di Citizen Science, in cui speleologi, studenti e pubblico interessato possono contribuire a raccogliere dati sulla fauna ipogea seguendo metodologie semplici ma scientificamente controllate.[web:6][web:11]
Questa impostazione rafforza il ruolo della comunità speleologica nella ricerca sulla biodiversità sotterranea, ponendo la campagna “Animale di Grotta” come un ponte tra esplorazione, monitoraggio ambientale e educazione scientifica rivolta alle nuove generazioni.[web:3][file:1]

Il portale animalidigrotta.speleo.it e le risorse online

Tutti i materiali relativi alla campagna “Animale di Grotta” sono raccolti nel portale ufficiale animalidigrotta.speleo.it, punto di riferimento per gruppi speleologici, ricercatori e gestori di cavità turistiche.[web:3][web:9] Nel sito è possibile consultare e scaricare la scheda identificativa del genere Meta, i poster delle passate edizioni, le guide per il monitoraggio e le presentazioni dedicate alle varie specie selezionate di anno in anno.[web:9][web:18]
Il portale consente anche di seguire gli aggiornamenti sulla campagna “Animale di Grotta”, di scaricare materiali multimediali per eventi pubblici e di accedere alle informazioni sulle iniziative collegate – dalle carte da gioco “BioSpeleo” alle attività organizzate in occasione di giornate tematiche come la Giornata mondiale della biodiversità.[web:6][web:11]

Un invito alla partecipazione e alla tutela del mondo sotterraneo

Con la scelta di Meta menardi e Meta bourneti come nuovi “Animali di Grotta”, la Società Speleologica Italiana ribadisce il legame tra speleologia, ricerca scientifica e conservazione della biodiversità sotterranea.[web:3][web:6] I ragni del genere Meta, predatori al vertice della catena alimentare nella zona crepuscolare delle cavità, diventano simbolo della necessità di monitorare con continuità gli effetti delle pressioni antropiche e del cambiamento climatico sugli ecosistemi ipogei.[web:3][web:14]

La lettera inviata ai Soci SSI invita chiaramente i gruppi ad aderire alla campagna “Animale di Grotta”, utilizzando la scheda riassuntiva 2019-2026 e gli altri materiali disponibili per rafforzare il proprio impegno nella tutela del mondo sotterraneo, attraverso attività sul campo, divulgazione e progetti condivisi di Citizen Science.[web:3][web:9]


Fonti principali: comunicazioni ufficiali della Società Speleologica Italiana ETS, portale animalidigrotta.speleo.it, articoli pubblicati su Scintilena e documenti formativi SSI sulla speleologia e sulla biodiversità sotterranea.

Fonti:
[2] La falena cavernicola o dei ripari (Triphosa dubitata) Animale di … https://www.scintilena.com/la-falena-cavernicola-o-dei-ripari-triphosa-dubitata-animale-di-grotta-dellanno-2025/11/05/
[3] Meta 2026: i ragni di grotta diventano sentinelle del … – Scintilena https://www.scintilena.com/meta-2026-i-ragni-di-grotta-diventano-sentinelle-del-cambiamento-climatico/03/30/
[4] Meta menardi e Meta bourneti: i nuovi “Animali di grotta dell’anno … https://www.scintilena.com/meta-menardi-e-meta-bourneti-i-nuovi-animali-di-grotta-dellanno-2026/01/29/
[5] Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi … https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-of-the-year/05/08/
[6] Biodiversità sotterranea, la Società Speleologica Italiana al centro … https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-i-ragni-meta-al-centro-della-giornata-mondiale/05/22/
[7] È una Farfalla l’Animale di Grotta dell’Anno” – Scintilena https://www.scintilena.com/e-una-farfalla-lanimale-di-grotta-dellanno/01/08/
[8] I Geotritoni, protagonisti della campagna “Animali di Grotta 2024” https://www.scintilena.com/i-geotritoni-protagonisti-della-campagna-animali-di-grotta-2024/04/09/
[9] La Società Speleologica Italiana distribuisce schede per … – Scintilena https://www.scintilena.com/la-societa-speleologica-aitaliana-sistribuisce-schede-per-la-sensibilizzaione-agli-animali-di-grotta/06/14/
[10] In stampa il numero 93 di Speleologia: da Frasassi all’Albania … https://www.scintilena.com/in-stampa-il-numero-93-di-speleologia-da-frasassi-allalbania-sulfurea-un-viaggio-nel-mondo-carsico/05/07/
[11] Nuove Carte da Gioco “BioSpeleo” per la Comunità Speleologica https://www.scintilena.com/nuove-carte-da-gioco-biospeleo-per-la-comunita-speleologica/09/14/
[12] I gamberi di grotta, Animale di Grotta USA 2025: e chi sarà il … https://www.scintilena.com/i-gamberi-di-grotta-animale-di-grotta-usa-2025-e-chi-sara-il-prossimo/02/26/
[13] Gamberi di grotta: simbolo della biodiversità sotterranea – Scintilena https://www.scintilena.com/gamberi-di-grotta-simbolo-della-biodiversita-sotterranea-animale-di-grotta-usa-2025/06/08/
[14] Meta menardi and M. bourneti (Araneae: Tetragnathidae) segregate along the altitudinal gradient of Mount Etna (Sicily, S–Italy) https://bioone.org/journals/the-journal-of-arachnology/volume-51/issue-2/JoA-S-22-041/Meta-menardi-and-M-bourneti-Araneae–Tetragnathidae-segregate-along/10.1636/JoA-S-22-041.short
[15] Società Speleologica Italiana ETS https://www.facebook.com/SPELEO.IT/photos/-oggi-nella-giornata-mondiale-della-biodiversit%C3%A0-vogliamo-ricordare-che-anche-il/1462017145955357/
[16] ?? Sono in distribuzione ai Gruppi associati SSI le schede … https://www.instagram.com/p/DZfDUUMj87T/
[17] [PDF] Niche differentiation in Meta bourneti and M. menardi (Araneae … https://geb.ffspeleo.fr/IMG/pdf/mammolaisaia2014.pdf
[18] Dalle Tavole illustrate dell’Ottocento al cuore delle grotte: un viaggio nella vita segreta della Triphosa dubitata – Scintilena https://www.scintilena.com/dalle-tavole-illustrate-dellottocento-al-cuore-delle-grotte-un-viaggio-nella-vita-segreta-della-triphosa-dubitata/05/09/
[19] ? È ora disponibile la risorsa ufficiale per eventi e … https://www.instagram.com/p/DJTT0mqK2l1/
[20] Partecipa al primo evento della campagna Animale di … https://www.facebook.com/SPELEO.IT/photos/-partecipa-al-primo-evento-della-campagna-animale-di-grotta-dellanno-2025-durant/1074273618063047/
[21] MONITORAGGIO SULL’ANIMALE DI GROTTA DELL’ANNO DESIGNATO DALLA SOCIETÀ SPELEOLOGICA ITALIANA https://www.grottedicastellana.it/monitoraggio-sullanimale-di-grotta-dellanno-designato-dalla-societa-speleologica-italiana/
[22] È il millepiedi spazzino l’animale di grotta dell’anno | MOUNT LIVE https://www.mountlive.com/e-il-millepiedi-spazzino-lanimale-di-grotta-dellanno/
[23] Una falena eletta animale simbolo delle grotte per il 2025 https://www.mediterraneaonline.eu/una-falena-eletta-animale-simbolo-delle-grotte-per-il-2025/

L'articolo Meta menardi e Meta bourneti, nuovi Animali di Grotta della SSI proviene da Scintilena.

Brasile, pubblicata la guida sul monitoraggio delle grotte ferrifere: un riferimento per la conservazione del patrimonio speleologico

Júl 2nd 2026 at 11:00

Condividi

La nuova “Guida de Boas Práticas para o Monitoramento Espeleológico de Cavernas Ferríferas” raccoglie l’esperienza di circa 50 autori e propone protocolli per il monitoraggio delle grotte ferrifere, con l’obiettivo di integrare ricerca scientifica, gestione ambientale e conservazione.

Il monitoraggio delle grotte ferrifere al centro della nuova pubblicazione

Il Brasile dispone di un nuovo riferimento tecnico dedicato al monitoraggio delle grotte ferrifere.

Presentato il 19 maggio 2026 presso l’Estação das Docas di Belém, nello Stato del Pará, il volume Guia de Boas Práticas para o Monitoramento Espeleológico de Cavernas Ferríferas rappresenta una delle più complete opere dedicate a questo settore della speleologia brasiliana.

Il libro è stato realizzato grazie alla collaborazione di circa cinquanta autori appartenenti a oltre venti istituzioni, riunendo esperienze maturate nella ricerca scientifica, nella gestione ambientale e nei processi di licenziamento ambientale.  

Alla presentazione hanno partecipato circa cento persone, tra rappresentanti delle autorità ambientali dello Stato del Pará, ricercatori, speleologi, consulenti ambientali, studenti dell’Instituto Tecnológico Vale e professionisti impegnati nella tutela del patrimonio speleologico.

Le grotte ferrifere rappresentano un patrimonio naturale di grande valore

Le grotte ferrifere costituiscono ambienti sotterranei molto differenti dalle più note cavità sviluppate nei calcari.

Si formano in rocce ricche di ferro, come le cangas e gli itabiriti, e sono concentrate soprattutto nella Serra dos Carajás, nello Stato del Pará, e nel Quadrilátero Ferrífero del Minas Gerais, due aree caratterizzate anche da una intensa attività mineraria.  

Negli ultimi vent’anni la conoscenza di queste cavità è cresciuta rapidamente. Secondo i dati riportati nel volume, le grotte ferrifere rappresentano oggi circa il 20% del patrimonio speleologico brasiliano conosciuto. L’incremento delle ricerche è stato favorito sia dall’evoluzione della normativa ambientale sia dagli studi richiesti nei procedimenti di autorizzazione delle attività estrattive.  

Il monitoraggio delle grotte ferrifere come strumento di gestione ambientale

Uno dei messaggi principali della pubblicazione riguarda il ruolo del monitoraggio delle grotte ferrifere come elemento fondamentale della gestione ambientale.

Gli autori evidenziano come il monitoraggio permetta di seguire nel tempo l’evoluzione di numerosi parametri ambientali, tra cui idrologia, microclima, qualità dell’aria, stabilità geomorfologica e fauna cavernicola.

La raccolta sistematica di questi dati consente di individuare tempestivamente eventuali alterazioni, verificare l’efficacia delle misure di mitigazione e fornire elementi scientifici utili ai processi decisionali.  

Il volume sottolinea inoltre che il monitoraggio non deve essere considerato esclusivamente un obbligo previsto dai procedimenti di autorizzazione ambientale, ma uno strumento permanente per migliorare la conoscenza degli ecosistemi sotterranei e orientare una gestione basata su evidenze scientifiche.

Un manuale costruito sull’esperienza di dieci anni di studi

La guida raccoglie protocolli operativi, metodologie di campionamento e buone pratiche sviluppate durante circa dieci anni di programmi di monitoraggio realizzati in oltre trecento cavità delle regioni di Carajás e del Quadrilátero Ferrífero.

Tra gli aspetti affrontati figurano il monitoraggio del microclima, delle acque sotterranee, della qualità dell’aria, della fauna ipogea, dei processi geomorfologici e degli effetti delle attività antropiche.

Gli autori precisano che il documento non vuole definire regole definitive, ma proporre procedure condivise che potranno essere aggiornate con il progresso delle conoscenze scientifiche.  

Una risorsa disponibile gratuitamente

Il Guia de Boas Práticas para o Monitoramento Espeleológico de Cavernas Ferríferas è disponibile gratuitamente in formato digitale e si rivolge a speleologi, ricercatori, consulenti ambientali, enti pubblici, studenti e professionisti impegnati nella conservazione degli ambienti sotterranei.

La pubblicazione intende favorire la diffusione delle conoscenze acquisite negli ultimi anni e contribuire alla formazione di nuove competenze nel settore della speleologia e della gestione delle cavità naturali.

Come evidenziato dagli autori, trasformare l’esperienza maturata sul campo in un’opera condivisa significa rendere accessibile un patrimonio di conoscenze destinato a sostenere le future attività di ricerca e conservazione del patrimonio speleologico brasiliano.  

Fonti

https://editorarupestre.com.br/guia-de-boas-praticas-para-o-monitoramento-espeleologico-de-cavernas-ferriferas/

  • Sociedade Brasileira de Espeleologia (SBE), notiziario n. 479 del 26 giugno 2026.  
  • Guide to Best Practices for Speleological Monitoring of Ferriferous Caves.  
  • Capitolo introduttivo del volume dedicato ai geosistemi ferruginosi e al monitoraggio speleologico.  
  • Capitolo sul monitoraggio della fauna nelle grotte ferrifere.  

L'articolo Brasile, pubblicata la guida sul monitoraggio delle grotte ferrifere: un riferimento per la conservazione del patrimonio speleologico proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Soccorso speleologico: gli studenti del Master UNIPD si esercitano in grotta con il CNSAS Veneto
    Condividi Gli studenti del Master in Prevenzione ed Emergenza in territorio montano e d’alta quota dell’Università di Padova hanno preso parte a una giornata di tirocinio dedicata al soccorso speleologico, organizzata con il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto (CNSAS). L’attività ha permesso ai partecipanti di confrontarsi direttamente con le procedure operative e sanitarie adottate negli interventi in ambiente ipogeo, uno dei contesti più complessi per il soccorso tecnico.   Formazione sul
     

Soccorso speleologico: gli studenti del Master UNIPD si esercitano in grotta con il CNSAS Veneto

Júl 2nd 2026 at 10:00

Condividi

Gli studenti del Master in Prevenzione ed Emergenza in territorio montano e d’alta quota dell’Università di Padova hanno preso parte a una giornata di tirocinio dedicata al soccorso speleologico, organizzata con il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto (CNSAS). L’attività ha permesso ai partecipanti di confrontarsi direttamente con le procedure operative e sanitarie adottate negli interventi in ambiente ipogeo, uno dei contesti più complessi per il soccorso tecnico.  

Formazione sul campo in ambiente ipogeo

L’esercitazione è iniziata con un briefing all’esterno della grotta, durante il quale sono stati illustrati gli aspetti sanitari caratteristici del soccorso speleologico. Tra gli argomenti affrontati figuravano la gestione del paziente secondo i principi della prolonged field care, l’approccio stay and play, l’organizzazione del Soccorso Speleologico a livello nazionale e regionale e le modalità di attivazione delle squadre operative.

Successivamente gli studenti sono entrati in grotta equipaggiati con l’abbigliamento e le attrezzature speleologiche, affrontando la progressione in autonomia, alcuni passaggi confinati e una ferrata sospesa, sperimentando direttamente le difficoltà tipiche dell’ambiente sotterraneo.

Simulazioni sanitarie e tecniche di evacuazione

La parte pratica ha previsto due scenari di emergenza: un caso di sindrome da schiacciamento e uno scenario medico con assistenza al paziente all’interno di una tenda di condizionamento. Ogni esercitazione è stata seguita da un debriefing finalizzato all’analisi delle procedure adottate.

Gli studenti hanno inoltre potuto esercitarsi nelle tecniche di trasporto dell’infortunato sotto la supervisione della Scuola Tecnica del CNSAS, provando sistemi di movimentazione della barella con teleferica e tecniche basate su ancoraggi umani, strumenti fondamentali negli interventi di recupero in grotta.

Il ruolo del CNSAS nella formazione

L’attività è stata resa possibile grazie alla partecipazione del personale del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, composto da due medici speleologici del CNSAS, di cui uno istruttore sanitario nazionale, un infermiere aspirante del servizio speleologico, due istruttori tecnici nazionali e un istruttore regionale della componente tecnica speleologica.

Il Master dell’Università di Padova dedica una parte consistente del proprio percorso formativo alle esercitazioni pratiche. Tra le sedi di tirocinio è infatti previsto anche il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto, dove gli studenti approfondiscono gli interventi in valanga, parete, ghiacciaio, ambiente impervio e grotta.  

Formazione multidisciplinare per le emergenze in montagna

Il Master forma professionisti delle professioni sanitarie, della prevenzione e della sicurezza chiamati a operare in ambienti montani e ad alta quota.

L’integrazione tra preparazione teorica, simulazioni realistiche e tirocini con enti specializzati rappresenta uno degli elementi distintivi del percorso, consentendo ai partecipanti di acquisire competenze operative nella gestione delle emergenze in contesti naturali complessi.  

Fonte: https://www.facebook.com/share/1Le6C9Rwan/?mibextid=wwXIfr

L'articolo Soccorso speleologico: gli studenti del Master UNIPD si esercitano in grotta con il CNSAS Veneto proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Mayang 2026, la spedizione speleologica che riapre il dossier della grande risorgenza in Papua Nuova Guinea
    Condividi Mayang 2026 riporta la speleologia internazionale nei monti Nakanaï, in Papua Nuova Guinea, con l’obiettivo di capire il percorso sotterraneo che alimenta la risorgenza di Mayang e di affiancare all’esplorazione un ampio programma scientifico sul carsismo tropicale e sulla biodiversità locale. Mayang 2026 e la grande risorgenza carsica La spedizione Mayang 2026 si è svolta sull’isola di Nuova Bretagna, in Papua Nuova Guinea, nel settore dei monti Nakanaï, un’area nota nella spele
     

Mayang 2026, la spedizione speleologica che riapre il dossier della grande risorgenza in Papua Nuova Guinea

Júl 2nd 2026 at 09:00

Condividi

Mayang 2026 riporta la speleologia internazionale nei monti Nakanaï, in Papua Nuova Guinea, con l’obiettivo di capire il percorso sotterraneo che alimenta la risorgenza di Mayang e di affiancare all’esplorazione un ampio programma scientifico sul carsismo tropicale e sulla biodiversità locale.

Mayang 2026 e la grande risorgenza carsica

La spedizione Mayang 2026 si è svolta sull’isola di Nuova Bretagna, in Papua Nuova Guinea, nel settore dei monti Nakanaï, un’area nota nella speleologia mondiale per la dimensione dei suoi sistemi carsici e per la difficoltà di accesso.

Il progetto di Centre Terre ha puntato sulla risorgenza di Mayang, considerata una delle più importanti emergenze carsiche del pianeta, con una portata stimata tra 20 e 30 metri cubi al secondo in magra e oltre 100 metri cubi al secondo in piena.[2][1]

Il nodo scientifico resta lo stesso da decenni: capire dove scorrono le acque che scompaiono nel massiccio e riemergono a Mayang.

Per questo Mayang 2026 non è stata presentata solo come una spedizione esplorativa, ma come una missione di indagine su idrologia, morfologia del karst e funzionamento di un sistema sotterraneo ancora in gran parte sconosciuto.[1][2]

Nel racconto della spedizione emerge con chiarezza che l’avvio dell’impresa è stato molto più logistico che epico. Prima ancora della foresta e dei canyon, il lavoro si è concentrato su permessi, trasporti, carichi di materiale, collegamenti aerei, carte e definizione delle ipotesi esplorative.

Questa impostazione conferma il profilo di Mayang 2026 come spedizione complessa, dove l’organizzazione pesa quanto la progressione sul terreno.

Spedizione Mayang 2026 tra logistica, autorizzazioni e comunità locali

Le fonti online descrivono una missione preparata per mesi, con una squadra composta da speleologi, subacquei e ricercatori, seguita anche da una troupe video e sostenuta da una rete di contatti istituzionali e scientifici.

La fase sul campo si è sviluppata tra il 10 gennaio e il 19 marzo 2026, con una permanenza lunga rispetto agli standard di molte spedizioni speleologiche tropicali.[2][1]

Nel testo di partenza, uno degli elementi centrali è il rapporto con il territorio abitato. L’arrivo in Papua Nuova Guinea passa da incontri ufficiali, verifiche amministrative e dialogo con i rappresentanti locali, prima ancora del trasferimento nei settori di esplorazione.

La spedizione entra infatti in un’area vissuta dalle comunità di Galowe, e il racconto insiste sul fatto che la presenza degli esploratori richiede accordi, spiegazioni e una collaborazione concreta con gli abitanti.

Questa dimensione è coerente con il progetto scientifico diffuso da Centre Terre, che collega l’esplorazione anche a temi di etnografia, gestione delle risorse e tutela del valore patrimoniale dei Nakanaï. La stessa documentazione ufficiale sottolinea inoltre la volontà di limitare l’impatto ambientale con campi leggeri, basi avanzate temporanee e una logistica calibrata sul “minor impatto” possibile in un ambiente di grande valore naturalistico.[2]

Mayang 2026 tra campi, prospezioni e risultati sul terreno

Nel racconto operativo, la spedizione prende forma con le ricognizioni in elicottero sopra una foresta fitta e con la costruzione progressiva di più campi base. Il montaggio dei campi, la raccolta dell’acqua, la distribuzione dei viveri, l’installazione delle comunicazioni e la protezione del materiale diventano il primo livello dell’esplorazione, spesso invisibile nei resoconti finali ma decisivo per tutta la missione.

Le prime uscite restituiscono una dinamica tipica delle grandi esplorazioni tropicali. I settori promettenti non si aprono subito, alcune risorgenze risultano impraticabili, altri accessi si chiudono dopo poche decine di metri, mentre l’avanzamento dipende da meteo, piena dei corsi d’acqua e disponibilità del materiale tecnico. In questo quadro, il lungo ritardo del fret marittimo con corde, ancoraggi e attrezzature rallenta in modo netto il programma iniziale.

La seconda parte di Mayang 2026 cambia passo quando il materiale arriva sul campo e consente un’azione più incisiva nelle cavità e nei canyon. Il testo segnala una progressione più concreta nell’area di Ralapusa, la riorganizzazione dei campi e l’apertura di nuovi itinerari, fino alla connessione pedestre di 5,7 chilometri tra i campi 2 e 3 e a un bilancio finale che parla di oltre 5 chilometri di reti esplorate e di una giunzione importante tra l’ingresso superiore di Valngau e Ralapussa. In parallelo restano aperte questioni di fondo, a partire dalla risorgenza di Mayang, che non ha ancora rivelato il suo collettore principale.

Speleologia, scienza e documentario in Papua Nuova Guinea

Uno degli aspetti più rilevanti di Mayang 2026 è la presenza di un programma scientifico molto ampio, che va oltre il solo obiettivo speleologico. Centre Terre ha infatti previsto attività di cartografia, misure idrologiche, osservazioni geomorfologiche, studi paleoclimatici su stalagmiti e stalattiti, campionamenti biologici nelle acque e nelle cavità, registrazioni dell’avifauna e attenzione anche a possibili evidenze archeologiche.[2]

La documentazione del progetto ricorda che i monti Nakanaï rientrano in un’area indicata come hotspot di biodiversità e già collegata, nella lista indicativa nazionale papuana, ai “Sublimes karsts of Papua New Guinea”, prospettiva che lega i dati raccolti anche a possibili percorsi di valorizzazione patrimoniale internazionale. In questo senso la spedizione non cerca soltanto nuove gallerie, ma produce informazioni utili su fauna sotterranea, ambienti acquatici, clima del passato e stato di conservazione di un massiccio ancora poco studiato.[2]

Il racconto aggiunge anche la presenza di una troupe impegnata nella realizzazione di un film destinato ad Arte. Questo elemento modifica il ritmo della spedizione, perché accanto alla progressione tecnica chiede tempi di ripresa, narrazione e documentazione del lavoro quotidiano. Ne esce un’immagine molto concreta di Mayang 2026: non una linea retta verso una scoperta finale, ma una sequenza di problemi pratici, scelte prudenti, avanzamenti parziali e risultati che preparano già una possibile ripresa del progetto nel 2028.[2]

Fonti

Fonti

https://blog.crei.ffspeleo.fr/?p=1608
[2] Spedizione Mayang 2026 in Papua Nuova Guinea – Scintilena https://www.scintilena.com/spedizione-mayang-2026-in-papua-nuova-guinea-la-grande-esplorazione-della-risorgenza-carsica-piu-imponente-del-pianeta/03/10/
[3] Olena Godlevska, la scienziata che ha portato i pipistrelli ucraini … https://www.scintilena.com/olena-godlevska-la-scienziata-che-ha-portato-i-pipistrelli-ucraini-fuori-dalloscurita/03/09/
[4] Expédition | Mayang 2026, c’est parti https://www.societe-explorateurs.org/2026/02/01/mayang-2026-cest-parti/
[5] Expédition https://centre-terre.fr/mayang2026/plaquette/CT-PNG-2026-fr.pdf
[6] Fédération Française de Spéléologie – Facebook https://www.facebook.com/groups/446005960259147/posts/1326718512187883/
[7] Centre Terre https://www.centre-terre.fr/?lang=es
[8] Fondation Iris on Instagram: ” « Objectif Mayang 2026 » de … https://www.instagram.com/reel/DOiHSbElTsG/
[9] Objectif Mayang, Projet Scientifique – Centre Terre https://www.centre-terre.fr/mayang2026-projet-scientifique.php
[10] Last push – Centre Terre – Découvrir Explorer Partager https://centre-terre.fr/mayang2026-blog.php?pageIndex=4&lang=en
[11] DESTINATION MAYANG 2026 https://www.centre-terre.fr/mayang2026/plaquette/CT-PNG-2026-V4-en.pdf
[12] Destination Mayang, The Scientific Project – Centre Terre https://centre-terre.fr/mayang2026-projet-scientifique.php?lang=en
[13] Centre – Objectif: Mayang 2026 | Destination – Facebook https://www.facebook.com/CentreTerre/photos/objectif-mayang-2026-destination-mayang-2026/1206074758229876/
[14] Centre Terre | [[FR] L’un des objectifs de l’expédition Mayang 2026 … https://www.instagram.com/p/DVVoxsoE2m4/
[15] Centre Terre | Objectif Mayang 2026 – Instagram https://www.instagram.com/reel/DSsMHAIkW9q/
[16] Expédition Objectif Mayang 2026 : Top départ ! Une trentaine de … https://www.instagram.com/reel/DTU8XUfDJ2P/
[17] dernière ligne droite ! / Mayang 2026 Objective: the final countdown … https://www.facebook.com/CentreTerre/videos/fr-objectif-mayang-2026-derni%C3%A8re-ligne-droite-mayang-2026-objective-the-final-co/1414823020084445/

https://blog.crei.ffspeleo.fr/?p=1608

L'articolo Mayang 2026, la spedizione speleologica che riapre il dossier della grande risorgenza in Papua Nuova Guinea proviene da Scintilena.

Parco Archeominerario di San Silvestro: un viaggio nella Miniera del Temperino tra geologia, archeologia e storia mineraria

Júl 2nd 2026 at 08:00

Condividi

Il Parco Archeominerario di San Silvestro propone un percorso sotterraneo tra miniera, trenino minerario, museo e villaggio medievale, offrendo un’esperienza dedicata a famiglie, appassionati di geologia e visitatori interessati al patrimonio minerario della Toscana.

Il Parco Archeominerario di San Silvestro racconta la storia delle miniere della Val di Cornia

Nel cuore della Val di Cornia, alle spalle di Campiglia Marittima, il Parco Archeominerario di San Silvestro rappresenta uno dei principali luoghi italiani dedicati alla valorizzazione del patrimonio minerario.

L’area conserva testimonianze di oltre duemila anni di attività estrattiva, dalle prime coltivazioni dei minerali in epoca etrusca fino alla chiusura delle miniere nel secondo Novecento. (MiBAC?)

Durante l’estate il parco offre anche un ambiente particolarmente gradevole grazie alla temperatura costante della Miniera del Temperino, che si mantiene intorno ai 14 °C.

Questa caratteristica rende la visita sotterranea una proposta apprezzata nelle giornate più calde, senza rinunciare all’approfondimento storico, geologico e archeologico.

La Miniera del Temperino permette di osservare l’evoluzione delle tecniche minerarie

Il percorso guidato conduce i visitatori all’interno della Miniera del Temperino, dove è possibile seguire l’evoluzione delle tecniche di estrazione del rame, del piombo, dell’argento e dello zinco utilizzate nel corso dei secoli.

La galleria, lunga circa 360 metri, attraversa antichi fronti di coltivazione e consente di osservare direttamente le mineralizzazioni presenti nella roccia. Lungo il percorso le guide illustrano la formazione geologica del giacimento, le modalità di scavo adottate nelle diverse epoche e le condizioni di lavoro dei minatori. (Musei Italiani?)

Il caschetto fornito ai visitatori diventa così parte integrante di un itinerario che avvicina il pubblico all’ambiente sotterraneo in condizioni di sicurezza.

Il Trenino Minerario ripercorre il tragitto seguito dai minerali

Uno degli elementi più caratteristici del Parco Archeominerario di San Silvestro è il viaggio a bordo del Trenino Minerario, che attraversa la Galleria Lanzi-Temperino.

Il convoglio segue il percorso utilizzato in passato per trasportare il minerale dalla Valle del Temperino agli impianti di lavorazione della Valle dei Lanzi. Il tragitto permette di comprendere il funzionamento dell’intero sistema estrattivo e restituisce un’immagine concreta dell’organizzazione del lavoro minerario. (Parchi della Val di Cornia?)

Questa esperienza è particolarmente apprezzata dalle famiglie perché unisce l’aspetto didattico alla scoperta diretta degli ambienti sotterranei.

Museo dell’Archeologia e dei Minerali e attività per i bambini

La visita inizia dal Museo dell’Archeologia e dei Minerali, ospitato nell’edificio che in passato accoglieva le macchine a vapore destinate alla produzione di energia per le miniere.

Gli allestimenti illustrano la formazione dei giacimenti metalliferi del Campigliese, espongono campioni mineralogici e presentano i reperti provenienti dagli scavi archeologici della vicina Rocca San Silvestro. Oggetti della vita quotidiana, utensili da lavoro e monete raccontano la storia della comunità che abitò questo importante centro minerario medievale. (Musei Italiani?)

Per il pubblico più giovane è disponibile il Gioco Avventura, un’attività che invita bambini e ragazzi a osservare, esplorare e risolvere piccoli enigmi durante la visita. L’iniziativa trasforma il percorso museale in un’occasione di apprendimento attraverso l’esperienza diretta.

Rocca San Silvestro completa il percorso nel paesaggio minerario

L’itinerario prosegue verso Rocca San Silvestro, villaggio medievale fondato tra il X e l’XI secolo per ospitare minatori e fonditori impegnati nello sfruttamento dei ricchi giacimenti metalliferi della zona.

Le abitazioni, la chiesa, le aree produttive e gli spazi destinati alla lavorazione dei metalli permettono di comprendere come fosse organizzata una comunità mineraria medievale. Il sito rappresenta uno degli esempi più significativi di archeologia mineraria presenti in Italia. (piccolimusei.com?)

Un patrimonio dedicato alla divulgazione della geologia e della storia mineraria

Il Parco Archeominerario di San Silvestro è oggi un punto di riferimento per la divulgazione della geologia, dell’archeologia industriale e della storia dell’attività estrattiva in Toscana. L’integrazione tra museo, miniera, trenino minerario e sito archeologico permette di comprendere il rapporto tra risorse naturali, lavoro umano e sviluppo del territorio.

L’offerta didattica comprende visite guidate, laboratori e percorsi destinati alle scuole e alle famiglie, con l’obiettivo di favorire la conoscenza del patrimonio geologico e minerario della Val di Cornia e promuoverne la conservazione. (archeologiatoscana.it?)

Fonti

L'articolo Parco Archeominerario di San Silvestro: un viaggio nella Miniera del Temperino tra geologia, archeologia e storia mineraria proviene da Scintilena.

Cuccioli di pipistrello: come crescono nelle prime settimane di vita e perché conoscerne la biologia è fondamentale per il loro recupero

Júl 2nd 2026 at 07:00

Condividi

Le nuove Linee Guida ISPRA sui chirotteri spiegano come nascite, allattamento e rapido accrescimento dei piccoli siano alla base delle corrette pratiche di conservazione e soccorso della fauna selvatica

I cuccioli di pipistrello affrontano le prime settimane di vita con una velocità di sviluppo tra le più elevate osservate nei mammiferi. Nati completamente dipendenti dalla madre, in poche settimane sono in grado di volare e raggiungere l’autonomia necessaria per affrontare la stagione estiva e prepararsi al primo inverno.

Le conoscenze scientifiche su questo processo rappresentano oggi uno degli elementi fondamentali per il recupero degli animali in difficoltà e sono raccolte nelle nuove Linee Guida per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri pubblicate da ISPRA (Manuali e Linee Guida 210/2025). (ISPRA?)

Biologia dei cuccioli di pipistrello: adattamenti già presenti alla nascita

I piccoli di molte specie di chirotteri vengono alla luce tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, periodo nel quale la disponibilità di insetti permette alle femmine di affrontare l’allattamento con un elevato fabbisogno energetico. Generalmente ogni femmina partorisce un solo piccolo all’anno, caratteristica che rende le popolazioni particolarmente vulnerabili alle perdite accidentali. (ISPRA?)

Alla nascita i cuccioli sono nudi, ciechi e incapaci di termoregolarsi autonomamente. Pur essendo completamente dipendenti dalla madre, possiedono già caratteristiche anatomiche molto sviluppate. I pollici e le unghie delle zampe posteriori consentono infatti di aggrapparsi con forza al corpo materno oppure alle superfici del rifugio, riducendo il rischio di cadute durante le prime fasi della crescita.

Nei primi giorni sono presenti anche denti decidui che facilitano l’ancoraggio durante l’allattamento e permettono al piccolo di mantenere una presa stabile mentre la madre si sposta o rimane appesa nel rifugio.

Latte dei pipistrelli: un alimento ad alta concentrazione energetica

Uno degli aspetti più interessanti della biologia dei pipistrelli riguarda la composizione del latte materno. Per sostenere un accrescimento così rapido, il latte contiene concentrazioni elevate di grassi e proteine, mentre il contenuto di lattosio è inferiore rispetto a quello di molti altri mammiferi. Questa composizione permette ai piccoli di accumulare rapidamente energia e tessuti necessari allo sviluppo del sistema muscolare e delle ali. (ISPRA?)

Il peso alla nascita può corrispondere a circa il 15-30% di quello della madre, una proporzione elevata che testimonia l’investimento riproduttivo di questi animali.

L’accrescimento procede senza rallentamenti. In molte specie europee i giovani raggiungono dimensioni vicine a quelle degli adulti e iniziano i primi voli nell’arco di tre-sei settimane, un periodo molto breve se confrontato con altri mammiferi di dimensioni analoghe. (ISPRA?)

Linee Guida ISPRA: conoscere la crescita dei chirotteri aiuta il soccorso

Le informazioni sulla crescita dei cuccioli di pipistrello non rappresentano soltanto una curiosità biologica. Sono la base scientifica sulla quale si fondano le procedure adottate dai Centri di Recupero della Fauna Selvatica, dai veterinari e dalle associazioni specializzate nel recupero dei chirotteri.

Le Linee Guida ISPRA dedicano un’intera sezione al rapporto madre-prole, alle cause di caduta dei giovani dai rifugi, alle tecniche di ricongiungimento con la colonia e ai criteri di alimentazione e riabilitazione degli individui orfani. Il documento definisce inoltre protocolli uniformi per la gestione sanitaria, l’alloggiamento temporaneo e la valutazione dell’idoneità al rilascio in natura. (ISPRA?)

Gli esperti ricordano che un giovane trovato a terra non deve essere alimentato con latte vaccino o altri alimenti domestici. Un intervento improprio può compromettere seriamente le possibilità di sopravvivenza. Per questo motivo è consigliabile rivolgersi rapidamente a personale qualificato o ai centri autorizzati.

Conservazione dei pipistrelli: ogni piccolo è importante per la popolazione

La riproduzione lenta dei pipistrelli, con un numero limitato di piccoli ogni anno, rende particolarmente importante la sopravvivenza di ogni individuo. La perdita di numerosi giovani durante una sola stagione riproduttiva può incidere sulla consistenza delle colonie locali.

Approfondire la biologia dei cuccioli significa quindi migliorare le strategie di conservazione, affinare gli interventi di recupero e aumentare le probabilità che gli animali possano tornare in libertà.

Le nuove Linee Guida ISPRA costituiscono oggi il principale riferimento tecnico-scientifico italiano per chi opera nel recupero dei chirotteri, raccogliendo conoscenze aggiornate sulla loro biologia, sulle corrette procedure di soccorso e sulle modalità di riabilitazione finalizzate al rilascio in natura. (ISPRA?)

Fonti

  • ISPRA – Linee guida per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri (Manuali e Linee Guida 210/2025). (ISPRA?Attachment.png)
  • Associazione Tutela Pipistrelli APS – Materiale divulgativo sulla biologia dei cuccioli di pipistrello. (tutelapipistrelli.it?Attachment.png)

L'articolo Cuccioli di pipistrello: come crescono nelle prime settimane di vita e perché conoscerne la biologia è fondamentale per il loro recupero proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Grotta della Bàsura: le stalagmiti raccontano uno dei più rapidi innalzamenti del mare degli ultimi 340 mila anni
    Condividi Uno studio pubblicato su Nature Communications ricostruisce il ruolo della Grotta della Bàsura di Toirano nella comprensione dei cambiamenti climatici del passato. Le concrezioni della cavità ligure hanno permesso di ricostruire uno degli episodi più rapidi di innalzamento del livello del mare, collegato a un prolungato rallentamento della circolazione oceanica atlantica. Grotta della Bàsura e speleotemi: un archivio naturale per la paleoclimatologia La Grotta della Bàsura di Toi
     

Grotta della Bàsura: le stalagmiti raccontano uno dei più rapidi innalzamenti del mare degli ultimi 340 mila anni

Júl 2nd 2026 at 06:00

Condividi

Uno studio pubblicato su Nature Communications ricostruisce il ruolo della Grotta della Bàsura di Toirano nella comprensione dei cambiamenti climatici del passato. Le concrezioni della cavità ligure hanno permesso di ricostruire uno degli episodi più rapidi di innalzamento del livello del mare, collegato a un prolungato rallentamento della circolazione oceanica atlantica.

Grotta della Bàsura e speleotemi: un archivio naturale per la paleoclimatologia

La Grotta della Bàsura di Toirano, in Liguria, torna al centro della ricerca internazionale.

Conosciuta soprattutto per il suo patrimonio archeologico e per le celebri impronte umane del Paleolitico, la cavità si conferma anche un archivio naturale di grande valore per lo studio del clima terrestre.

Un gruppo internazionale di ricercatori, con la partecipazione dell’Università di Pisa, ha pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications uno studio che utilizza gli speleotemi della Grotta della Bàsura per ricostruire gli eventi climatici verificatisi circa 340 mila anni fa, durante la cosiddetta Terminazione IV, una fase di passaggio tra un periodo glaciale e uno interglaciale. (Nature?)

Le stalagmiti conservano, infatti, variazioni isotopiche e geochimiche che riflettono le condizioni climatiche del periodo in cui si sono formate. Grazie a datazioni radiometriche ad alta precisione, il team ha potuto confrontare questi dati con le registrazioni provenienti dall’Atlantico settentrionale, ottenendo una cronologia dettagliata degli eventi climatici. (Nature?)

L’innalzamento del livello del mare durante la Terminazione IV

L’aspetto più significativo emerso dalla ricerca riguarda la velocità con cui il livello del mare aumentò durante la Terminazione IV. Secondo gli autori, in quel periodo il mare salì fino a circa cinque metri per secolo, una delle velocità più elevate documentate negli ultimi mezzo milione di anni. (Nature?)

Lo studio attribuisce questo fenomeno a un lungo rallentamento della Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC), il sistema di correnti oceaniche che trasporta calore dall’Atlantico tropicale verso le alte latitudini.

Per circa 13 mila anni, la circolazione oceanica rimase indebolita. Durante questa fase il calore continuò ad accumularsi negli oceani profondi. Quando la circolazione riprese vigore, l’energia immagazzinata venne rilasciata rapidamente, accelerando la fusione delle grandi calotte glaciali e provocando un brusco innalzamento del livello del mare. (Nature?)

La Grotta della Bàsura come laboratorio naturale sul cambiamento climatico

Secondo la professoressa Elisabetta Starnini, docente di Preistoria e Protostoria dell’Università di Pisa e componente del gruppo di ricerca, la Grotta della Bàsura rappresenta un archivio naturale di grande importanza per ricostruire la storia climatica del pianeta.

La ricercatrice evidenzia come un sito noto soprattutto per il suo eccezionale patrimonio archeologico possa offrire informazioni fondamentali anche per comprendere le interazioni tra oceani, ghiacci e atmosfera durante le grandi transizioni climatiche del passato.

Queste conoscenze contribuiscono a migliorare gli strumenti utilizzati per interpretare l’evoluzione del sistema climatico terrestre e assumono particolare interesse alla luce dell’attuale indebolimento osservato nella circolazione oceanica atlantica. (Nature?)

Una ricerca internazionale che valorizza il patrimonio carsico italiano

Lo studio nasce dalla collaborazione tra l’Accademia delle Scienze Cinese di Xi’an, la National Taiwan University e numerosi istituti di ricerca europei, con il contributo dell’Università di Pisa.

La cronologia ottenuta dagli speleotemi della Grotta della Bàsura è stata integrata con dati marini provenienti dall’Atlantico settentrionale, permettendo di ricostruire con maggiore precisione le dinamiche climatiche della Terminazione IV. (Nature?)

La ricerca conferma anche il crescente ruolo delle grotte nella paleoclimatologia.

Le concrezioni calcaree costituiscono archivi naturali ad alta risoluzione che consentono di ricostruire temperatura, precipitazioni e variazioni della circolazione atmosferica e oceanica su scale temporali di centinaia di migliaia di anni.

Per la comunità speleologica, il lavoro rappresenta un ulteriore esempio del valore scientifico delle cavità naturali italiane. Oltre all’interesse archeologico e naturalistico, siti come la Grotta della Bàsura continuano a fornire dati essenziali per comprendere i meccanismi che regolano il clima terrestre e l’evoluzione degli oceani durante le grandi transizioni climatiche del passato.

Fonti

  • Articolo scientifico pubblicato su Nature Communications: Protracted ocean circulation slowdown drove exceptional ice-sheet melting during ice age termination IV. (Nature?Attachment.png)
  • Comunicato dell’Università di Pisa del 1° luglio 2026. https://share.google/iuuV0mZr9UH441zn2

L'articolo Grotta della Bàsura: le stalagmiti raccontano uno dei più rapidi innalzamenti del mare degli ultimi 340 mila anni proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • L’emissario del Lago di Nemi, capolavoro sotterraneo dell’ingegneria antica
    Condividi Nel cuore dei Colli Albani, il piccolo borgo di Nemi si affaccia sull’omonimo lago vulcanico, celebre per il ritrovamento, tra il 1927 e il 1932, delle due monumentali navi romane attribuite all’imperatore Caligola. Esposte nel Museo delle Navi Romane, andarono distrutte in un incendio nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale. Sotto il cratere vulcanico del Lago di Nemi, si sviluppa una delle più straordinarie opere idrauliche dell’antichità: l’emissario del Lago di Nemi, una ga
     

L’emissario del Lago di Nemi, capolavoro sotterraneo dell’ingegneria antica

Júl 2nd 2026 at 05:00

Condividi

Nel cuore dei Colli Albani, il piccolo borgo di Nemi si affaccia sull’omonimo lago vulcanico, celebre per il ritrovamento, tra il 1927 e il 1932, delle due monumentali navi romane attribuite all’imperatore Caligola. Esposte nel Museo delle Navi Romane, andarono distrutte in un incendio nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale.

Sotto il cratere vulcanico del Lago di Nemi, si sviluppa una delle più straordinarie opere idrauliche dell’antichità: l’emissario del Lago di Nemi, una galleria artificiale lunga circa 1.650 metri, scavata probabilmente tra il V e il IV secolo a.C. per regolare il livello delle acque del lago e irrigare la sottostante Vallericcia. Ancora oggi la sua origine suscita interrogativi e rappresenta uno dei più importanti esempi di ingegneria sotterranea dell’Italia preromana.

L’opera attraversa l’intero bordo craterico del vulcano dei Colli Albani, passando sotto l’attuale abitato di Genzano a oltre cento metri di profondità. La precisione del tracciato continua a stupire gli studiosi: due squadre di scavatori avanzarono da estremità opposte, riuscendo a congiungere le gallerie con uno scarto di pochi metri, senza l’ausilio di pozzi intermedi, impresa eccezionale per l’epoca.

L’emissario è strettamente legato anche alla storia del santuario di Diana Nemorense. Secondo gli studiosi, il controllo del livello del lago rese possibile la realizzazione dell’area sacra sulle sue sponde, suggerendo che la galleria fosse già in funzione prima della costruzione del celebre tempio latino.

La struttura tornò protagonista anche nel Novecento, quando venne rimessa in funzione per abbassare il livello del lago durante il recupero delle celebri navi romane di Caligola. Grazie a questo antico condotto fu possibile svuotare parzialmente il bacino e riportare alla luce le imponenti imbarcazioni imperiali, poi distrutte durante la Seconda guerra mondiale.

Oggi l’emissario è visitabile nell’ambito delle iniziative del Parco regionale dei Castelli Romani, accompagnati dalla guardiaparco Debora Pelosi, che da oltre trent’anni ne racconta storia e caratteristiche. Da una di queste visite nasce il reportage della giornalista Silvia Mari de Santis, pubblicato da Dire e ripreso da Castelli Notizie, da cui prende spunto questo articolo.

Non si tratta solo un canale di drenaggio: l’emissario del Lago di Nemi è una testimonianza delle conoscenze idrauliche delle popolazioni latine e della loro capacità di realizzare grandi opere sotterranee in un contesto geologico complesso. Un patrimonio che continua a suscitare interesse tra archeologi, speleologi e appassionati di ipogei.

Fonte: Castelli Notizie, “Viaggio nell’emissario del Lago di Nemi: tutti i misteri di un’opera sotterranea straordinaria nel cuore dei Colli Albani”, 24 giugno 2026.

L'articolo L’emissario del Lago di Nemi, capolavoro sotterraneo dell’ingegneria antica proviene da Scintilena.

  • ✇European Speleological Federation
  • EuroSpeleo Newsletter, July 2026
    It is with great pleasure that the European Speleological Federation (FSE) publishes the next EuroSpeleo Newsletter of July 2026. This Newsletter will be exclusively available in electronic form and it will be distributed through the FSE mailing lists, website, Facebook and Instagram page. It is edited by the FSE Bureau and will inform member countries and individual speleologists about important events nationally and internationally as well as new developments and the initiatives of the FSE and
     

EuroSpeleo Newsletter, July 2026

It is with great pleasure that the European Speleological Federation (FSE) publishes the next EuroSpeleo Newsletter of July 2026. This Newsletter will be exclusively available in electronic form and it will be distributed through the FSE mailing lists, website, Facebook and Instagram page. It is edited by the FSE Bureau and will inform member countries and individual speleologists about important events nationally and internationally as well as new developments and the initiatives of the FSE and its member countries. This Newsletter will be released on an occasional basis.

Please spread this newsletter on the broadest way possible among caving clubs and individual speleologists and all those interested.

You can download the English version of the July 2026 newsletter and the French version of the Bulletin d’Information EuroSpeleo juillet 2026.

With cordial regards,

The FSE Bureau, July 2026

  • ✇Scintilena
  • Roberto Abiuso, il medico che portava lo stetoscopio anche nelle grotte
    Condividi La notizia della scomparsa di Roberto Abiuso è arrivata alla comunità speleologica attraverso un messaggio di Dino Bonucci sulla mailing list Speleo-IT. Poche righe, che sono in realtà un ritratto. «C’è sempre un uomo con lo stetoscopio nella vita di ognuno di noi. Ma non sempre lo si incontra nei luoghi in cui ci si aspetterebbe: un ambulatorio, un ospedale. A volte lo si scopre nei posti più impensati. Uno di quelli che hanno attraversato la mia vita è stato Roberto Abiuso, s
     

Roberto Abiuso, il medico che portava lo stetoscopio anche nelle grotte

Júl 1st 2026 at 17:50

Condividi

La notizia della scomparsa di Roberto Abiuso è arrivata alla comunità speleologica attraverso un messaggio di Dino Bonucci sulla mailing list Speleo-IT. Poche righe, che sono in realtà un ritratto.

«C’è sempre un uomo con lo stetoscopio nella vita di ognuno di noi. Ma non sempre lo si incontra nei luoghi in cui ci si aspetterebbe: un ambulatorio, un ospedale. A volte lo si scopre nei posti più impensati.

Uno di quelli che hanno attraversato la mia vita è stato Roberto Abiuso, scomparso in questi giorni. Con lui ho condiviso alcune avventure lontanissime dagli ambulatori, eppure ho sempre percepito in lui quella presenza vigile, quell’attenzione “con lo stetoscopio”. Eravamo lontanissimi dalle nostre case, ma, proprio in quelle lontananze, in qualche modo vicinissimi.

Non potrò dimenticare la sua espressione perplessa, ma calma e distaccata, con cui sembrava chiedermi, senza fretta: “Ma cosa ci stiamo facendo, esattamente, qui?”.

E addio anche a te, Roberto.»

Parole che hanno trovato eco anche nel ricordo pubblicato da Giulio Falcetta e di molti altri su vari canali, e che restituiscono bene una delle qualità più riconosciute di Roberto Abiuso: essere medico non solo per professione, ma per modo di stare accanto agli altri.

Nato a Roma nel 1950, laureato in Medicina e Chirurgia, Roberto Abiuso ha svolto per molti anni la professione di medico di famiglia a Magliano Sabina. Parallelamente ha coltivato una passione sempre più intensa per la montagna e la speleologia. Iscritto al CAI dal 1996, speleologo dal 2003, nello stesso anno entra a far parte dell’associazione La Venta, partecipando a spedizioni in Messico, nelle Filippine e in Argentina e collaborando anche alle attività editoriali dell’associazione. Nel 2005, insieme a Tullio Bernabei, è tra i fondatori del Gruppo Speleologico Sabino, di cui è stato segretario.

È proprio Tullio Bernabei, nel ricordo pubblicato da La Venta Esplorazioni Geografiche, a completare questo ritratto. Racconta di un medico che ha messo le proprie competenze al servizio della sicurezza delle spedizioni, ma anche di una persona che, con grande modestia, esitava a partecipare alle esplorazioni perché temeva di non essere abbastanza esperto come speleologo.

Una preoccupazione che, scrive Bernabei, era del tutto infondata. Roberto avrebbe dato molto alle spedizioni non solo per le sue competenze sanitarie, ma per il buon senso, la prudenza, l’ottima preparazione fisica e soprattutto per il suo carattere: il buonumore costante, l’ironia, la disponibilità verso tutti, spesso accompagnata da improvvisate strofe in rima che erano diventate un tratto distintivo della sua compagnia.

L’ultima grande spedizione condivisa con La Venta risale al 2018, in Chiapas, tra il canyon del Río La Venta e il Sumidero, un’esperienza che ricordava con particolare affetto. Negli anni successivi aveva progressivamente lasciato gli impegni associativi per dedicarsi completamente all’assistenza della compagna Teresa, con una dedizione che Bernabei definisce «una simbiosi totale» e che racconta forse meglio di ogni altra cosa la sua umanità.

Le parole di Dino Bonucci tornano allora a risuonare con ancora maggiore forza. Per molti Roberto Abiuso è stato proprio questo: un uomo che, anche lontano dagli ambulatori e dagli ospedali, continuava a portare con sé uno stetoscopio invisibile, fatto di attenzione, prudenza e cura per gli altri. Un modo di essere medico che non si interrompeva mai, nemmeno nel cuore di una grotta o durante una spedizione dall’altra parte del mondo.

L'articolo Roberto Abiuso, il medico che portava lo stetoscopio anche nelle grotte proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Mittelberg Ferner, le grotte di ghiaccio raccontano il rapido cambiamento del ghiacciaio del Tirolo
    Condividi Tra esplorazione speleoglaciale e cambiamento climatico, il Mittelberg Ferner mostra un paesaggio in continua trasformazione nel cuore della valle di Pitztal, ai piedi del Wildspitze. Mittelberg Ferner, un ghiacciaio simbolo delle Alpi Venoste Il Mittelberg Ferner, situato nella valle di Pitztal, nel Tirolo austriaco, è uno dei ghiacciai più importanti delle Alpi Venoste. Con una superficie che lo colloca al secondo posto nella regione dopo il Gepatschferner, scende dalle pen
     

Mittelberg Ferner, le grotte di ghiaccio raccontano il rapido cambiamento del ghiacciaio del Tirolo

Júl 1st 2026 at 14:00

Condividi

Tra esplorazione speleoglaciale e cambiamento climatico, il Mittelberg Ferner mostra un paesaggio in continua trasformazione nel cuore della valle di Pitztal, ai piedi del Wildspitze.

Mittelberg Ferner, un ghiacciaio simbolo delle Alpi Venoste

Il Mittelberg Ferner, situato nella valle di Pitztal, nel Tirolo austriaco, è uno dei ghiacciai più importanti delle Alpi Venoste.

Con una superficie che lo colloca al secondo posto nella regione dopo il Gepatschferner, scende dalle pendici del Wildspitze (3.770 metri), la montagna più alta del Tirolo settentrionale.

Negli ultimi anni questo ghiacciaio è diventato anche un laboratorio naturale per lo studio degli effetti del cambiamento climatico e dell’evoluzione delle cavità glaciali. Mittelbergferner Wildspitze (Meeting Organizer?)

L’articolo di Lorenzo Bordin, pubblicato sul numero 93 della rivista ‘Speleologia’ intitolato “Un altro buco nell’Acqua: viaggio nel cuore effimero del Mittelberg Ferner”, racconta proprio questa realtà: un ambiente che cambia rapidamente, dove le gallerie scavate dall’acqua di fusione nascono, si trasformano e scompaiono nel giro di poche stagioni.

Le grotte glaciali del Mittelberg Ferner sono ambienti in continua evoluzione

Le cavità che si sviluppano all’interno del Mittelberg Ferner rappresentano uno degli aspetti più interessanti della speleologia glaciale.

I torrenti di fusione scavano veri e propri sistemi sotterranei nel ghiaccio, creando gallerie, pozzi e grandi sale che possono modificarsi nel corso di pochi giorni.

Negli ultimi anni diversi gruppi di ricerca italiani e austriaci hanno documentato alcuni dei più estesi sistemi subglaciali oggi accessibili nelle Alpi.

Le esplorazioni hanno permesso di effettuare rilievi topografici, documentazione fotografica e osservazioni scientifiche utili a comprendere i processi di fusione del ghiacciaio. (Scintilena?)

L’attività speleoglaciale richiede competenze specifiche. A differenza delle grotte in roccia, le cavità glaciali sono caratterizzate da una stabilità molto limitata.

Il percorso può cambiare rapidamente e il rischio di crolli rende necessaria una costante valutazione delle condizioni ambientali.

Cambiamento climatico e ritiro del ghiacciaio del Mittelberg Ferner

Il Mittelberg Ferner rappresenta uno degli esempi più evidenti del ritiro dei ghiacciai alpini.

Gli studi geomorfologici mostrano che il ghiacciaio è in una fase di rapido assottigliamento. La fusione interessa sia la superficie sia la parte inferiore del ghiaccio, dove scorrono i torrenti subglaciali.

L’azione combinata dell’acqua e dell’aumento delle temperature favorisce la formazione di grandi vuoti interni che, con il tempo, possono collassare modificando completamente la morfologia del ghiacciaio. (Meeting Organizer?)

Le immagini satellitari e i rilievi eseguiti negli ultimi anni documentano una contrazione significativa della lingua glaciale.

Si tratta di un fenomeno osservato anche in molti altri ghiacciai delle Alpi, ma nel Mittelberg Ferner assume particolare evidenza perché l’area è facilmente accessibile ed è interessata anche dalla presenza degli impianti sciistici. (MeteoWeb?)

Tra turismo e ricerca scientifica sul ghiacciaio

La valle di Pitztal è una delle principali destinazioni alpine dedicate allo sci su ghiacciaio. Gli impianti raggiungono quote elevate e convivono con un ambiente naturale che sta cambiando rapidamente.

Da anni il rapporto tra utilizzo turistico e conservazione del ghiacciaio è al centro del dibattito. Ricercatori e associazioni ambientaliste sottolineano come il ritiro del ghiaccio stia modificando il paesaggio e aumentando l’instabilità di alcune aree, mentre il comprensorio sciistico continua a rappresentare un’importante risorsa economica per la valle. (FM4?)

In questo contesto, le esplorazioni speleoglaciali assumono anche un valore documentario. Ogni rilievo contribuisce a conservare la memoria di strutture che potrebbero non esistere più nel giro di pochi anni.

Un archivio naturale destinato a cambiare

Le grotte del Mittelberg Ferner costituiscono un patrimonio scientifico di grande interesse. Attraverso lo studio delle cavità, dei sedimenti e delle dinamiche dell’acqua di fusione, i ricercatori raccolgono dati preziosi sull’evoluzione dei ghiacciai alpini.

Il racconto di Lorenzo Bordin richiama l’attenzione proprio su questo aspetto: ogni esplorazione rappresenta l’osservazione di un ambiente effimero, destinato a trasformarsi continuamente. Le gallerie percorse oggi potrebbero essere completamente scomparse alla stagione successiva, sostituite da nuovi percorsi creati dall’acqua o cancellate dal collasso del ghiaccio.

Il Mittelberg Ferner continua così a essere uno dei luoghi più significativi per la speleologia glaciale europea, offrendo agli esploratori e ai ricercatori l’opportunità di documentare un ambiente naturale che cambia con una rapidità sempre maggiore.

Fonti

  • Articolo di Lorenzo Bordin, Un altro buco nell’Acqua: viaggio nel cuore effimero del Mittelberg Ferner.
  • Documentazione sulle esplorazioni speleoglaciali pubblicata da Scintilena. (Scintilena?Attachment.png)
  • Studi geomorfologici sul Mittelbergferner presentati alla European Geosciences Union. (Meeting Organizer?Attachment.png)
  • Studi e documentazione sul ritiro del ghiacciaio Mittelberg Ferner. (ScienceDirect?Attachment.png)

L'articolo Mittelberg Ferner, le grotte di ghiaccio raccontano il rapido cambiamento del ghiacciaio del Tirolo proviene da Scintilena.

Miniera di Raibl, nuove esplorazioni nelle gallerie storiche di Cave del Predil riportano alla luce il patrimonio minerario

Júl 1st 2026 at 13:00

Condividi

Uno studio pubblicato su Opera Ipogea documenta tre anni di esplorazioni nella Miniera di Raibl, con il censimento dei “minotemi” e una nuova ricostruzione delle gallerie storiche del Monte Re.

La Miniera di Raibl torna al centro della ricerca in archeologia mineraria

La Miniera di Raibl di Cave del Predil, nel comune di Tarvisio, rappresenta uno dei più importanti complessi minerari dell’arco alpino. Un contributo scientifico pubblicato sulla rivista Opera Ipogea presenta i risultati di una campagna di esplorazione svolta tra il 2021 e il 2024 da Marco Romano e Daniele Davolio, dedicata alla ricostruzione dei livelli minerari ancora accessibili e alla documentazione delle testimonianze dell’attività estrattiva.

L’indagine interessa i livelli superiori del Piccolo Monte Re, una parte della miniera che si sviluppa sopra il cosiddetto “livello Zero”, oggi non compresa nel percorso turistico del Parco Internazionale Geominerario di Raibl. Lo studio contribuisce ad ampliare la conoscenza di un reticolo sotterraneo che, nel suo massimo sviluppo, ha superato i 120-150 chilometri di gallerie distribuite su numerosi livelli. (cavedelpredil.it)

Esplorazioni nella Miniera di Raibl e documentazione dei minotemi

L’obiettivo principale della ricerca è stato quello di censire i cosiddetti minotemi, termine utilizzato dagli autori per indicare l’insieme delle strutture, delle attrezzature, delle opere di sostegno e degli spazi funzionali che raccontano direttamente l’organizzazione del lavoro minerario.

Nel corso delle esplorazioni sono stati documentati impianti di trasporto, sistemi di ventilazione, opere di armatura, discenderie, pozzi, officine e altri elementi conservati all’interno delle gallerie. Molti di questi manufatti risultano ancora in buono stato nonostante la chiusura definitiva della miniera, avvenuta nel 1991.

La ricerca ha consentito inoltre di aggiornare la conoscenza dell’assetto dei livelli superiori, rimasti per lungo tempo privi di una documentazione sistematica.

Oltre otto secoli di attività estrattiva

La storia della Miniera di Raibl attraversa oltre sette secoli di attività documentata. Le prime fonti scritte risalgono al XIV secolo, anche se lo sfruttamento dei giacimenti di piombo e zinco potrebbe essere ancora più antico.

Nel corso dei secoli la proprietà della miniera passò attraverso diverse gestioni fino all’acquisizione da parte degli Asburgo nel XVIII secolo. Durante l’Ottocento il sito conobbe una forte modernizzazione, culminata nel 1890 con la costruzione di una centrale idroelettrica che alimentava gli impianti minerari e rese Cave del Predil uno dei primi villaggi dell’area ad essere elettrificato. (Wikipedia)

La galleria del Bretto e il ruolo durante la Prima guerra mondiale

Tra le opere più significative figura la galleria del Bretto, realizzata tra la fine dell’Ottocento e il 1905 per consentire il drenaggio delle acque profonde della miniera.

Lunga quasi cinque chilometri e collegata al territorio oggi sloveno, questa infrastruttura ebbe anche un ruolo militare durante la Prima guerra mondiale. Nel 1917 venne utilizzata dall’esercito austro-ungarico per trasferire uomini e materiali senza essere osservati dalle postazioni italiane, nell’ambito delle operazioni che precedettero la battaglia di Caporetto. (Wikipedia)

Dalla produzione industriale al Parco Geominerario

La coltivazione del giacimento proseguì fino al 1991, quando la miniera cessò definitivamente l’attività per ragioni economiche, pur in presenza di consistenti riserve minerarie.

Oggi una parte delle gallerie è visitabile all’interno del Parco Internazionale Geominerario di Raibl, che conserva la memoria dell’attività estrattiva attraverso percorsi guidati, il museo della tradizione mineraria e iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio industriale. Nel 2026 il percorso di visita è stato ulteriormente migliorato con l’introduzione di un nuovo trenino elettrico destinato ai visitatori. (ANSA.it)

Un contributo alla conoscenza del patrimonio ipogeo

Lo studio pubblicato su Opera Ipogea evidenzia come la Miniera di Raibl rappresenti non soltanto un sito di interesse storico e industriale, ma anche un importante laboratorio per la speleologia in cavità artificiali e per l’archeologia mineraria.

La documentazione dei minotemi permette di conservare informazioni sulle tecniche estrattive, sull’organizzazione del lavoro e sull’evoluzione tecnologica della miniera. I risultati della ricerca costituiscono una base utile per futuri studi scientifici e per la valorizzazione di uno dei più estesi sistemi minerari sotterranei dell’intero arco alpino.

Excerpt

Uno studio pubblicato su Opera Ipogea ricostruisce tre anni di esplorazioni nella Miniera di Raibl di Cave del Predil, documentando i minotemi e il patrimonio storico di uno dei più importanti complessi minerari delle Alpi.

Tag: Miniera di Raibl, Cave del Predil, Tarvisio, archeologia mineraria, Opera Ipogea, miniere storiche, cavità artificiali, Friuli Venezia Giulia, speleologia, patrimonio industriale.

Fonti

Fonti

[1] Opera Ipogea 1/2026 in spedizione: il nuovo numero tra cavità … https://www.scintilena.com/opera-ipogea-1-2026-in-spedizione-il-nuovo-numero-tra-cavita-artificiali-archeologia-e-ricerca-speleologica/06/26/

[2] Parco geominerario di Raibl – Turismo Friuli Venezia Giulia https://www.turismofvg.it/industria-e-tecnologia/parco-geominerario-di-raibl

[3] Miniera di Raibl Parco Internazionale Geominerario – Musei Tarvisio https://www.museitarvisio.it/parco-internazionale-geominerario/

[4] Raibl geomineral park https://www.turismofvg.it/art-and-culture/science-and-technique-tarvisio-and-surroundings/raibl-geomineral-park?LangSetCMS=en

[5] La miniera di Raibl – Commissario straordinario per il recupero del … https://www.cavedelpredil.it/it/parco-geominerario-86896/la-miniera-di-raibl-86898

[6] Museo storico militare delle Alpi Giulie https://cultura.gov.it/luogo/museo-storico-militare-delle-alpi-giulie

[8] Speleo-escursione alla Miniera di Cave del Predil – Scintilena https://www.scintilena.com/speleo-escursione-alla-miniera-di-cave-del-predil-gallerie-turistiche-e-zona-speleologica-sotto-la-sala-santa-barbara/02/28/

[9] Padova, ESCA Sotterranea e Giornata Nazionale delle Miniere 2026 https://www.scintilena.com/padova-esca-sotterranea-e-giornata-nazionale-delle-miniere-2026-due-giorni-tra-miniere-memoria-e-esplorazioni-speleologiche/05/15/

[11] Grotte e aneddoti della Prima Guerra Mondiale nella zona del Monte Pal Piccolo: conferenza a Ronchi dei Legionari – Scintilena https://www.scintilena.com/grotte-e-aneddoti-della-prima-guerra-mondiale-nella-zona-del-monte-pal-piccolo-conferenza-a-ronchi-dei-legionari/07/13/

[12] Portatrici Carniche: Storie di Resistenza e Memoria – Scintilena https://www.scintilena.com/portatrici-carniche-storie-di-resistenza-e-memoria/02/13/

[13] Sullo Stelvio scoperto intatto un rifugio austriaco della … https://www.scintilena.com/sullo-stelvio-scoperto-intatto-un-rifugio-austriaco-della-prima-guerra-mondiale-in-una-grotta/11/13/

[15] La rivista “ALPI GIULIE” pubblica il numero di dicembre 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/la-rivista-alpi-giulie-pubblica-il-numero-di-dicembre-2023/01/05/

[16] “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio”: ricerca, clima … https://www.scintilena.com/ghiacciai-nascosti-la-vita-nelle-grotte-con-ghiaccio-ricerca-clima-ed-ecosistemi-invisibili-nelle-prealpi-venete/01/28/

[17] Friuli Venezia Giulia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/friuli-venezia-giulia/

[18] Trieste, in uscita la rivista “Atti e Memorie”, vol.48 – Scintilena https://www.scintilena.com/trieste-in-uscita-la-rivista-atti-e-memorie-vol-48/02/19/

[19] SOTTO I GHIACCI DELLE CARNICHE: Il Fontanon di Timau Rivela i … https://www.scintilena.com/sotto-i-ghiacci-delle-carniche-il-fontanon-di-timau-rivela-i-suoi-segreti-dopo-secoli-di-silenzio/01/24/

[20] SPECCHI CLIMATICI SOTTERRANEI: La Mostra “Ghiacciai … https://www.scintilena.com/specchi-climatici-sotterranei-la-mostra-ghiacciai-nascosti-rivela-i-segreti-di-ecosistemi-fragili-nelle-prealpi-venete/01/24/

[21] Miniera di Raibl – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Miniera_di_Raibl

[22] Parco Internazionale Geominerario del Raibl (2025) – All You Need to Know BEFORE You Go (with Reviews) https://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g3813685-d4721746-Reviews-Parco_Internazionale_Geominerario_del_Raibl-Cave_del_Predil_Province_of_Udine_Fr.html

[23] Parco Internazionale Geominerario – Comune di Tarvisio https://www.comune.tarvisio.ud.it/it/vivere-il-comune-38666/luoghi-49668/parco-internazionale-geominerario-38796

[24] Cave del Predil – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cave_del_Predil

[25] La miniera di Raibl a Cave del Predil nel Tarvisiano, per secoli una … https://www.facebook.com/regione.fvg.it/posts/%EF%B8%8F-la-miniera-di-raibl-a-cave-del-predil-nel-tarvisiano-per-secoli-una-delle-pi%C3%B9-/1110566821115346/

[26] Miniere d’Italia – Miniera di Raibl https://sites.google.com/view/miniere-italia/regioni/friuli-venezia-giulia/metalliferi-e-fluorite/miniera-di-raibl

[27] PARCO INTERNAZIONALE GEOMINERARIO DI RAIBL: Tutto quello che c’è da sapere https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g3813685-d4721746-Reviews-Parco_Internazionale_Geominerario_del_Raibl-Cave_del_Predil_Province_of_Udine_Fr.html

[28] La miniera di Raibl – Recensioni su Parco Internazionale … https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g3813685-d4721746-r175141791-Parco_Internazionale_Geominerario_del_Raibl-Cave_del_Predil_Province_of_Udine_F.html

[29] La lunga storia della miniera di Raibl, un nome https://www.techefriulane.it/download.aspx?s=DTMI_RTIYIlDKL8dZZ-nA3uNE-pcliahYaRlAI2WQfY1717oYDlDKfdEeD8loeUc0

[30] Cave del Predil: un suggestivo viaggio all’interno della montagna – Tarvisio https://friuli.vimado.it/musei/cave-del-predil/

L'articolo Miniera di Raibl, nuove esplorazioni nelle gallerie storiche di Cave del Predil riportano alla luce il patrimonio minerario proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Albania sulfurea: la spedizione scientifica esplora le grotte ipogeniche dei Balcani
    Condividi Albania sulfurea racconta una spedizione scientifica internazionale dedicata allo studio delle grotte ipogeniche sulfuree dell’Albania meridionale, tra geologia, microbiologia, biologia e geochimica. Le grotte ipogeniche dell’Albania al centro della ricerca scientifica Una spedizione internazionale condotta nel marzo 2025 ha documentato alcuni tra i più importanti sistemi ipogenici sulfurei dei Balcani. Le ricerche hanno interessato il complesso della Langarices e le cavità di Su
     

Albania sulfurea: la spedizione scientifica esplora le grotte ipogeniche dei Balcani

Júl 1st 2026 at 12:00

Condividi

Albania sulfurea racconta una spedizione scientifica internazionale dedicata allo studio delle grotte ipogeniche sulfuree dell’Albania meridionale, tra geologia, microbiologia, biologia e geochimica.

Le grotte ipogeniche dell’Albania al centro della ricerca scientifica

Una spedizione internazionale condotta nel marzo 2025 ha documentato alcuni tra i più importanti sistemi ipogenici sulfurei dei Balcani. Le ricerche hanno interessato il complesso della Langarices e le cavità di Sulfur Cave, Atmos Cave e Shpella Breshkë, nel sud dell’Albania, lungo il confine con la Grecia.

Dal 22 al 28 marzo 2025 un gruppo internazionale di speleologi e ricercatori ha svolto una campagna di studi in alcuni dei più importanti sistemi carsici ipogenici dell’Albania meridionale. Il racconto dell’esperienza è firmato da Andrea Seviroli ed è stato pubblicato integralmente sull’ultimo numero della rivista Speleologia della Società Speleologica Italiana.

L’area di ricerca ha interessato il complesso della Langarices, nel territorio di Përmet, e tre cavità situate lungo il corso del fiume Sarandaporo, che segna il confine naturale tra Albania e Grecia: Sulfur Cave, Atmos Cave e Shpella Breshkë (Turtle Cave). Questi ambienti rappresentano alcuni dei più significativi esempi europei di grotte ipogeniche sulfuree, formatesi grazie ai processi di speleogenesi da acido solforico (Sulfuric Acid Speleogenesis, SAS).  

Albania sulfurea e gli ambienti estremi delle grotte sulfuree

L’obiettivo della spedizione è stato quello di raccogliere dati multidisciplinari su sistemi sotterranei ancora poco conosciuti. Le attività hanno coinvolto geologi, biologi, microbiologi e geochimici, con campionamenti e osservazioni finalizzati a comprendere il funzionamento di questi ecosistemi.

Le grotte ipogeniche sulfuree sono caratterizzate dalla presenza di acque termali ricche di idrogeno solforato (H?S), elevate concentrazioni di anidride carbonica e bassi livelli di ossigeno. In queste condizioni si sviluppano comunità microbiche chemioautotrofe, che ricavano energia dalle reazioni chimiche dello zolfo invece che dalla fotosintesi. Questi ambienti costituiscono laboratori naturali di grande interesse per comprendere l’evoluzione della vita in condizioni estreme.  

Il complesso della Langarices tra i maggiori sistemi ipogenici europei

Negli ultimi anni il complesso della Langarices è diventato uno dei principali obiettivi della ricerca speleologica internazionale. Le esplorazioni hanno consentito di documentare chilometri di nuovi condotti e di riconoscere uno dei più estesi sistemi idrotermali sotterranei conosciuti nei Balcani.

Le ricerche hanno evidenziato una morfologia modellata dall’azione delle acque termali profonde e dalla condensazione dei vapori ricchi di zolfo. Lo studio della dinamica termica, della circolazione dell’aria e dei biofilm presenti sulle pareti sta contribuendo a ricostruire i processi che hanno dato origine alla cavità e che ne influenzano ancora oggi l’evoluzione.  

Le prospettive di ricerca nelle grotte ipogeniche sulfuree

Le indagini condotte durante la spedizione si inseriscono in un programma internazionale che coinvolge ricercatori provenienti da diversi Paesi europei. Le campagne degli ultimi anni hanno già portato alla scoperta di specie endemiche adattate a vivere in questi ambienti estremi e, nel 2025, è stata annunciata anche l’individuazione del più grande lago termale sotterraneo conosciuto al mondo nella stessa regione del Vromoner.  

La documentazione raccolta durante Albania sulfurea contribuirà ad ampliare le conoscenze sulla speleogenesi da acido solforico, sulla biodiversità sotterranea e sulle connessioni idrogeologiche tra le sorgenti termali superficiali e i sistemi carsici profondi. I dati scientifici rappresentano anche una base importante per la tutela di questi geositi, considerati tra i più rilevanti del sud-est europeo.  

Un racconto che unisce esplorazione e divulgazione

L’articolo di Andrea Seviroli propone il diario di una spedizione nella quale l’attività speleologica diventa supporto alla ricerca scientifica. L’esplorazione, la documentazione fotografica e video e la collaborazione tra specialisti di discipline diverse permettono di raccontare ambienti sotterranei ancora poco noti, evidenziandone il valore naturalistico e scientifico.

La spedizione Albania sulfurea conferma il crescente interesse internazionale verso le grotte ipogeniche dell’Albania, un territorio che negli ultimi anni ha restituito risultati significativi sia sul piano esplorativo sia su quello della ricerca multidisciplinare.  

Fonti

  • Articolo di Andrea Seviroli pubblicato sul sito del Gruppo Speleologico Martinese.  
  • Rivista Speleologia n. 93 della Società Speleologica Italiana.  
  • Sulphuric acid caves of Albania: state of the art, Atti del 19° Congresso Internazionale di Speleologia.  
  • Studio sulla dinamica termica del sistema ipogeo di Langarices.  

L'articolo Albania sulfurea: la spedizione scientifica esplora le grotte ipogeniche dei Balcani proviene da Scintilena.

Deep Frasassi Project: un anno di esplorazioni speleosubacquee apre nuove prospettive per il sistema carsico di Frasassi

Júl 1st 2026 at 11:00

Condividi


Il Deep Frasassi Project celebra il primo anno di attività tra esplorazione speleosubacquea, documentazione scientifica e nuove metodologie di rilievo nel sistema carsico di Frasassi.

Il Deep Frasassi Project compie il primo anno di attività

Il Deep Frasassi Project traccia un primo bilancio dopo un anno di lavoro dedicato all’esplorazione delle porzioni sommerse del sistema carsico di Frasassi, uno dei complessi ipogei più studiati d’Europa e, allo stesso tempo, uno dei più ricchi di settori ancora da indagare.

L’iniziativa, sviluppata nel corso del 2025, ha riunito speleologi subacquei, tecnici, fotografi, ricercatori e specialisti della documentazione con l’obiettivo di approfondire la conoscenza delle parti sommerse delle grotte marchigiane. Il progetto è raccontato da Simone Villotti in un ampio contributo pubblicato sul numero 93 della rivista Speleologia della Società Speleologica Italiana.  

Speleologia subacquea nelle Grotte di Frasassi

Il sistema carsico di Grotte di Frasassi rappresenta uno dei principali laboratori naturali italiani per lo studio del carsismo ipogenico e della speleogenesi legata alle acque solfuree.

Con oltre trenta chilometri di gallerie conosciute, il complesso continua a conservare numerose diramazioni sommerse accessibili esclusivamente attraverso immersioni speleosubacquee. Questi ambienti richiedono tecniche avanzate, una complessa organizzazione logistica e una pianificazione accurata di ogni fase esplorativa.  

Il Deep Frasassi Project nasce proprio con l’intento di affrontare queste difficoltà attraverso un approccio multidisciplinare che integra esplorazione, rilievo topografico, fotografia, videodocumentazione e acquisizione di dati utili alla ricerca scientifica.

Documentazione digitale e condivisione dei dati

Uno degli aspetti che caratterizzano il Deep Frasassi Project riguarda la documentazione sistematica delle immersioni.

Accanto all’esplorazione tradizionale vengono impiegate tecnologie per la produzione di immagini ad alta definizione, riprese a 360 gradi e rilievi digitali capaci di restituire una rappresentazione sempre più accurata degli ambienti sommersi.

La finalità non è soltanto raggiungere nuovi tratti della cavità, ma creare un patrimonio di dati facilmente consultabile dalla comunità speleologica e scientifica. La condivisione delle informazioni rappresenta infatti uno degli elementi centrali dell’iniziativa.  

Un progetto costruito sul lavoro di squadra

Il progetto coinvolge numerosi collaboratori con competenze differenti.

Alle attività subacquee si affiancano il supporto logistico in grotta, la gestione della sicurezza, la documentazione fotografica e video, il coordinamento delle operazioni e la collaborazione con enti e gruppi speleologici locali.

Tra i partner figura anche DAN Europe, che partecipa ad attività di monitoraggio fisiologico dei subacquei durante le immersioni in ambiente ipogeo.  

L’organizzazione del lavoro consente di affrontare immersioni lunghe e complesse, durante le quali vengono trasportate attrezzature tecniche, sistemi di illuminazione, strumenti di rilievo e apparecchiature fotografiche.

Le prospettive future del Deep Frasassi Project

Dopo il primo anno di attività, il Deep Frasassi Project guarda alle prossime campagne esplorative.

Gli obiettivi comprendono il proseguimento delle esplorazioni nei sifoni ancora non completamente documentati, l’estensione dei rilievi tridimensionali e la raccolta di nuovi dati utili allo studio dell’idrogeologia del sistema carsico.

Le informazioni raccolte potranno contribuire anche agli studi sulla formazione delle cavità di Frasassi, considerate un riferimento internazionale per la ricerca sulla speleogenesi da acido solforico e sulle interazioni tra acque profonde e circolazione carsica.  

Un contributo alla conoscenza del patrimonio sotterraneo

Il Deep Frasassi Project conferma come l’esplorazione speleosubacquea possa rappresentare uno strumento di ricerca oltre che di scoperta.

L’iniziativa mette in evidenza il valore della collaborazione tra esploratori, tecnici e ricercatori, promuovendo un modello basato sulla documentazione accurata e sulla diffusione dei risultati.

In un sistema complesso come quello di Frasassi, dove ricerca scientifica ed esplorazione procedono da decenni insieme, ogni nuova immersione contribuisce ad ampliare la conoscenza di uno dei più importanti ambienti carsici italiani, aprendo nuove prospettive per gli studi futuri e per la tutela del patrimonio sotterraneo.  

Fonti

  • Rivista Speleologia n. 93 – Società Speleologica Italiana.
  • Articolo di Simone Villotti su InDEPTH Magazine.  
  • Studi geologici sul sistema carsico di Frasassi.  

L'articolo Deep Frasassi Project: un anno di esplorazioni speleosubacquee apre nuove prospettive per il sistema carsico di Frasassi proviene da Scintilena.

  • ✇Speleologický klub ORCUS Bohumín
  • Dokumentace objevů a pokusy o nové
    Když v květnu se podařilo Monice a Martinovi “vykopat” na svazích hřebenu Lukšince po Lysou horou vstup do neznámých podzemních prostor pronikli do nevelké jeskyně nazvané Slivka. Na této akci bylo naplánováno mapování této jeskyně a pokus o nalezení případného pokračování. Tentokráte vyrážejí v pekelném vedru na svahy Lukšince Monika, Martin a Pepa. Nejdříve do objevené jeskyně Slivka. Pokusy o nalezení pokračování jeskyně, vytvořené v balvanitém svahu a suti nevedly k objevům. Navíc jsme konst
     

Dokumentace objevů a pokusy o nové

Když v květnu se podařilo Monice a Martinovi “vykopat” na svazích hřebenu Lukšince po Lysou horou vstup do neznámých podzemních prostor pronikli do nevelké jeskyně nazvané Slivka. Na této akci bylo naplánováno mapování této jeskyně a pokus o nalezení případného pokračování.

Tentokráte vyrážejí v pekelném vedru na svahy Lukšince Monika, Martin a Pepa. Nejdříve do objevené jeskyně Slivka. Pokusy o nalezení pokračování jeskyně, vytvořené v balvanitém svahu a suti nevedly k objevům. Navíc jsme konstatovali, že nepevné stěny jeskyně, s množstvím volných balvanů a suti při jakýchkoliv prolongačních pracích by hrozily zborcením.

Vstup do jeskyně Slivka

Jeskyni mapujeme- tedy poprvé se mapování ujímají Monika s Martinem.

V jeskyní Slivka

 

 

Ale ještě nekončíme. Před několika lety jsme objevili puklinovou nevelkou jeskyni Romanka. Dosud jsme se v této jeskyni nepokoušeli o nějaké prolongační práce. Proto se o to pokoušíme dnes. Jediná puklina, hluboká asi 3 metry která tvoří jeskyni, je opravdu velmi úzká. Nejdříve se pokouší prohloubit jeskyni Monika, ale kameny na dně jsou těžké a tak ji střídá Martin. Marno odklízíme kupu kamenů, jeskyně nemá pokračování.

Vstup do Romanky

 

Kopání v Romance

 

Úzké prostory v Romance

Ještě jeden objev kontrolujeme. Možný vstup do podzemí nazvaný Paznehtík, Na minulé akci se podařilo za pomocí lanového navijáku vyklidit veliké balvany a otevřela se prostora, svědící o možném dalším pokračování do podzemí. Ale chce to opravdu hodně kopání. Jenže stěny odkrytého skoro vertikálního vstupu jsou hodně nepevné a i pří této kontrole se na nás sype suť a kameny.  No Pepa moc nadějí této lokalitě nedává, ale naděje na objev  je vždy.

Vytažené kameny z Paznehtíku

 

The post Dokumentace objevů a pokusy o nové appeared first on Speleologický klub ORCUS Bohumín.

❌