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    Condividi Il 13 settembre 2026 inaugura la ricorrenza UNESCO dedicata al mondo sotterraneo. Nel centro del Harz, il HöhlenErlebnisZentrum collega le iniziative locali alla ricerca sulla grotta funeraria dell’Età del Bronzo presso Osterode. Il 13 settembre 2026 si celebra per la prima volta la Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo. La ricorrenza, proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO nel novembre 2025, nasce per richiamare l’attenzione su ambienti fragili e spes
     

Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo: a Bad Grund riflettori sulla grotta di Lichtenstein

September 12th 2026 at 14:00

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Il 13 settembre 2026 inaugura la ricorrenza UNESCO dedicata al mondo sotterraneo. Nel centro del Harz, il HöhlenErlebnisZentrum collega le iniziative locali alla ricerca sulla grotta funeraria dell’Età del Bronzo presso Osterode.

Il 13 settembre 2026 si celebra per la prima volta la Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo. La ricorrenza, proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO nel novembre 2025, nasce per richiamare l’attenzione su ambienti fragili e spesso poco visibili: cavità naturali, acquiferi carsici, paesaggi modellati dalla dissoluzione delle rocce e patrimoni biologici, geologici e culturali conservati nel sottosuolo.

La prima celebrazione internazionale si svolge a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con un convegno scientifico e una cerimonia ufficiale. Parallelamente, associazioni, musei, geoparchi e gruppi speleologici propongono iniziative in diversi Paesi. In Germania il Verband der deutschen Höhlen- und Karstforscher, VdHK, ha invitato enti e cittadini a partecipare con attività divulgative.

Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo: acqua, biodiversità e paesaggi fragili

Le grotte sono cavità sotterranee naturali abbastanza grandi da poter essere esplorate dall’uomo. Il carsismo comprende invece le forme superficiali e sotterranee che si sviluppano soprattutto dove l’acqua scioglie rocce solubili, come calcari, dolomie, gessi e salgemma. Si tratta di sistemi collegati: ciò che avviene in superficie può raggiungere rapidamente fessure, inghiottitoi, falde e cavità.

L’UNESCO segnala che paesaggi carsici e grotte coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a più di un miliardo di persone. Sono dati che collocano la Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo anche nel dibattito sulla gestione dell’acqua. La tutela non riguarda solo l’accesso alle cavità. Riguarda l’uso del suolo, la qualità delle acque, le attività estrattive, l’inquinamento e la pianificazione territoriale.

Questi ambienti ospitano specie adattate al buio, all’umidità e alla stabilità climatica. Conservano inoltre sedimenti, speleotemi e tracce che permettono di studiare l’evoluzione dei paesaggi e del clima. L’UNESCO stima che fenomeni carsici e cavità siano presenti in circa il 15-25% dei siti complessivamente inclusi nelle sue reti di Geoparchi globali, Riserve della biosfera e Patrimoni mondiali.

Bad Grund e la grotta di Lichtenstein al centro delle iniziative nel Harz

Nel massiccio dell’Harz, il HöhlenErlebnisZentrum di Bad Grund dedica le giornate d’azione di settembre 2026 alla Höhle im Lichtenstein, la grotta di Lichtenstein presso Osterode. L’iniziativa si rivolge a visitatori, famiglie, scuole, studenti e persone interessate alla storia del territorio, alle cavità e alla cultura dell’Età del Bronzo.

Il centro di Bad Grund unisce la visita guidata alla Iberger Tropfsteinhöhle, la grotta concrezionata dell’Iberg, con un museo archeologico dedicato alla cavità di Lichtenstein. La grotta è presentata come una sepoltura in grotta di circa 3.000 anni fa. Le ricerche condotte sui resti umani hanno ricostruito legami di parentela riferibili a un gruppo dell’Età del Bronzo e costituiscono uno degli elementi centrali del percorso museale.

La distinzione tra la cavità archeologica di Lichtenstein e la grotta turistica dell’Iberg è importante. Il museo consente di raccontare il contesto di Lichtenstein attraverso reperti, riproduzioni e risultati della ricerca, senza trasformare un sito delicato in uno spazio di fruizione indiscriminata. La valorizzazione può quindi accompagnarsi alla conservazione.

Il HöhlenErlebnisZentrum informa che la Iberger Tropfsteinhöhle è visitabile solo con guide formate. La struttura è aperta da martedì a domenica, dalle 10 alle 17, mentre la programmazione delle iniziative di settembre è consultabile sul sito del centro.

Lange Nacht der Höhlen e rete tedesca per il carsismo

Le iniziative tedesche si estendono oltre Bad Grund. Sabato 12 settembre è prevista la “Lange Nacht der Höhlen”, la Lunga notte delle grotte, promossa nell’ambito della programmazione del VdHK. Il programma annunciato dall’associazione prevede la possibilità di seguire la serata dal vivo alla Heimkehle e in streaming attraverso il canale YouTube del VdHK.

La scelta della vigilia collega attività pubbliche e passaggio simbolico alla data del 13 settembre. Il messaggio adottato per la prima Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo è “Erforschen – Verstehen – Bewahren”: esplorare, comprendere, conservare. Sono tre passaggi che descrivono il lavoro speleologico contemporaneo.

L’esplorazione non consiste solo nell’avanzamento in ambienti ignoti. Comprende rilievo topografico, documentazione fotografica, osservazioni geologiche, monitoraggio ambientale e raccolta di dati condotta con metodi compatibili con la fragilità dei luoghi. La comprensione richiede il confronto tra speleologi, geologi, biologi, archeologi, idrogeologi e istituzioni. La conservazione dipende poi dalla qualità delle conoscenze disponibili e dalla loro traduzione in regole di tutela.

Speleologia e valorizzazione dei siti archeologici

La speleologia svolge un ruolo concreto nella valorizzazione dei siti archeologici in grotta. Prima di tutto rende leggibile il contesto fisico del ritrovamento. Un rilievo accurato individua ingressi, pozzi, strettoie, piani di calpestio, depositi e rapporti tra i reperti e la morfologia della cavità. Senza questa lettura, un oggetto archeologico rischia di essere separato dalla storia del luogo che lo ha conservato.

La documentazione speleologica aiuta anche a pianificare la tutela. Mappe, modelli tridimensionali e monitoraggi di temperatura, umidità e circolazione dell’aria permettono di valutare i rischi per pitture, ossa, manufatti e sedimenti. Possono servire a definire percorsi controllati, aree interdette e modalità di accesso per la ricerca. In molti casi, la fruizione museale, le repliche digitali e le ricostruzioni sono strumenti preferibili alla visita diretta.

La grotta di Lichtenstein mostra come il patrimonio ipogeo possa mettere in relazione archeologia, antropologia e divulgazione. La ricerca scientifica sul sito diventa contenuto per un museo e occasione per raccontare il rapporto tra comunità antiche e paesaggi sotterranei. Questa è una valorizzazione fondata sul contesto, non sulla semplice esposizione di reperti.

Anche in Italia, dove grotte e cavità artificiali custodiscono frequentazioni preistoriche, sepolture, culti, miniere e testimonianze storiche, la Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo offre uno spunto per rafforzare collaborazioni tra gruppi speleologici, soprintendenze, parchi, musei e università. Il fine è conoscere meglio i siti, ridurre le alterazioni e rendere accessibile il loro significato al pubblico.

Dalla ricorrenza alla tutela quotidiana

La nuova giornata UNESCO non sostituisce le attività già svolte sul territorio. Offre una cornice internazionale per collegare ricerca, educazione e gestione responsabile. Per le realtà speleologiche, il 13 settembre può diventare un momento utile per presentare rilievi, monitoraggi, progetti di protezione delle acque, iniziative sulla fauna sotterranea e collaborazioni archeologiche.

Bad Grund propone in questo quadro un caso significativo. La storia della grotta di Lichtenstein viene comunicata insieme alla conoscenza dell’ambiente sotterraneo dell’Iberg. La rete tedesca del VdHK amplia il messaggio con eventi diffusi e una programmazione online. A Postumia, intanto, la prima celebrazione internazionale riunisce la dimensione scientifica e quella istituzionale.

La Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo richiama infine un principio essenziale: il sottosuolo non è una risorsa isolata. Acqua, biodiversità, geologia e tracce della storia umana appartengono allo stesso sistema. Studiare le grotte e il carsismo è quindi una condizione necessaria per conservarli e per valorizzarne con rigore il patrimonio archeologico.

Fonti

La lunga notte della speleologia

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  • Puliamo il Buio a Monte Carello: il GASP! interviene per proteggere il carsismo pugliese
    Condividi Il 12 e 13 settembre speleologi e tecnici del CAI Gioia del Colle saranno impegnati nell’Inghiottitoio di Monte Carello, tra Noci e Alberobello. La bonifica richiama l’attenzione sul legame tra grotte, falde acquifere e tutela dell’ambiente. Puliamo il Buio nell’Inghiottitoio di Monte Carello Il sottosuolo carsico torna al centro di un’azione di tutela ambientale in Puglia. Sabato 12 e domenica 13 settembre il GASP! – Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese della Sezione CAI “D
     

Puliamo il Buio a Monte Carello: il GASP! interviene per proteggere il carsismo pugliese

September 12th 2026 at 13:00

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Il 12 e 13 settembre speleologi e tecnici del CAI Gioia del Colle saranno impegnati nell’Inghiottitoio di Monte Carello, tra Noci e Alberobello. La bonifica richiama l’attenzione sul legame tra grotte, falde acquifere e tutela dell’ambiente.

Puliamo il Buio nell’Inghiottitoio di Monte Carello

Il sottosuolo carsico torna al centro di un’azione di tutela ambientale in Puglia. Sabato 12 e domenica 13 settembre il GASP! – Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese della Sezione CAI “Donato Boscia” di Gioia del Colle – svolgerà un intervento di bonifica nell’Inghiottitoio di Monte Carello.

La cavità si trova nel territorio di Noci, al confine con Alberobello, nelle vicinanze delle storiche cave di alabastro. L’iniziativa rientra in Puliamo il Buio, la campagna nazionale dedicata alla salvaguardia delle grotte e degli ambienti ipogei.

L’operazione non consiste in una semplice raccolta in superficie. I materiali da rimuovere si trovano sul fondo dell’inghiottitoio, circa 30 metri sotto l’ingresso. Gli speleologi dovranno quindi calarsi, selezionare i rifiuti e riportarli all’esterno con corde, carrucole e sistemi di recupero dei carichi.

Sono attività che richiedono pianificazione, competenze tecniche e una rigorosa gestione della sicurezza. In cavità, ogni fase della movimentazione deve limitare i rischi per gli operatori e contenere possibili ulteriori alterazioni dell’ambiente.

Carsismo pugliese, acque sotterranee e rischio rifiuti

In un territorio carsico, fratture della roccia, cavità e inghiottitoi possono trasferire rapidamente l’acqua meteorica nel sottosuolo. Questo meccanismo alimenta gli acquiferi, ma rende anche vulnerabili le falde quando nelle aree di ricarica sono presenti sostanze inquinanti.

Abbandonare rifiuti in una grotta non significa quindi sottrarli alla vista. Significa introdurre possibili contaminanti in un sistema collegato alle acque sotterranee e a ecosistemi con equilibri delicati. Oli esausti, sostanze chimiche, farmaci, componenti meccaniche e materiali contenenti amianto possono creare problemi che non restano confinati all’interno della cavità.

La vulnerabilità è legata anche alla ridotta capacità di filtrazione naturale di molti acquiferi carsici. Le acque si muovono lungo fessure e condotti, con tempi spesso più rapidi rispetto a quelli di terreni più porosi. Per questa ragione la tutela preventiva del carsismo pugliese resta essenziale per la qualità della risorsa idrica.

Il lavoro del GASP! e la bonifica delle cavità

Negli anni il GASP! riferisce di avere recuperato più di 10 quintali di materiali inquinanti da diverse cavità del territorio. Fra i rifiuti rinvenuti figurano materiali urbani e ingombranti, fusti con olio esausto, parti di motori, medicinali e amianto.

Il dato descrive un problema che la speleologia incontra spesso durante le esplorazioni e i rilievi. Le cavità naturali e gli ipogei artificiali sono stati talvolta usati come luoghi di abbandono illecito. Puliamo il Buio punta a rendere visibili queste situazioni, a documentarle e a favorire interventi di recupero e segnalazione.

La campagna è promossa dalla Società Speleologica Italiana con Legambiente. Attiva dal 2005, collega la rimozione dei rifiuti al censimento delle criticità, alla valutazione del rischio e alla sensibilizzazione delle comunità locali.

L’importanza della speleologia per la tutela dell’ambiente

La speleologia svolge una funzione che va oltre l’esplorazione. Il rilievo delle cavità, l’osservazione dei flussi idrici, la documentazione fotografica e il riconoscimento delle forme carsiche forniscono conoscenze utili per comprendere il territorio.

Queste competenze aiutano a individuare ingressi, inghiottitoi e percorsi sotterranei che possono mettere in relazione ciò che avviene in superficie con le acque di falda. Gli speleologi possono inoltre segnalare discariche, alterazioni degli habitat, rifiuti pericolosi e situazioni che richiedono l’intervento degli enti competenti.

La tutela dell’ambiente ipogeo richiede poi collaborazione. Associazioni, amministrazioni, gestori del ciclo dei rifiuti, tecnici ambientali e cittadini hanno ruoli diversi. La bonifica è necessaria quando il danno è già presente; prevenzione, controlli e corretta gestione dei rifiuti restano gli strumenti più efficaci per evitare nuovi episodi.

In questo quadro, Puliamo il Buio assume anche un valore educativo. Ricorda che il sottosuolo non è separato dal paesaggio abitato. Grotte e inghiottitoi fanno parte del ciclo dell’acqua, custodiscono biodiversità e conservano informazioni geologiche, climatiche e archeologiche.

L’incontro del 13 settembre

La mattina di domenica 13 settembre, alle 10.30, è previsto un incontro sul campo con le autorità dei Comuni di Noci e Alberobello. La presenza delle amministrazioni intende mettere in evidenza la dimensione territoriale dell’intervento.

La bonifica dell’Inghiottitoio di Monte Carello chiude così il percorso tra azione pratica e sensibilizzazione. Recuperare i rifiuti dal fondo della cavità è un passaggio concreto. La protezione durevole del carsismo pugliese dipende anche dalla conoscenza delle connessioni tra superficie, sottosuolo e acqua.

Fonti

Gioia del Colle

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  • Monitoraggio in tempo reale delle grotte: Riki-Dolphin e l’analisi dei dati arrivano sul CREG Journal
    Condividi Il sistema open source del Gruppo Speleologico Talpe del Carso trasforma le misure ambientali in serie storiche consultabili e analizzabili. Un passaggio utile per la ricerca speleologica, lo studio del microclima e la tutela degli ecosistemi sotterranei. Il monitoraggio in tempo reale delle grotte entra nel merito dell’analisi dei dati. Il Gruppo Speleologico Talpe del Carso – Jamarski Klub Kraški Krti ha pubblicato la prima parte di un articolo tecnico dedicato alla gestione delle
     

Monitoraggio in tempo reale delle grotte: Riki-Dolphin e l’analisi dei dati arrivano sul CREG Journal

September 12th 2026 at 12:00

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Il sistema open source del Gruppo Speleologico Talpe del Carso trasforma le misure ambientali in serie storiche consultabili e analizzabili. Un passaggio utile per la ricerca speleologica, lo studio del microclima e la tutela degli ecosistemi sotterranei.

Il monitoraggio in tempo reale delle grotte entra nel merito dell’analisi dei dati. Il Gruppo Speleologico Talpe del Carso – Jamarski Klub Kraški Krti ha pubblicato la prima parte di un articolo tecnico dedicato alla gestione delle informazioni raccolte dai dispositivi Riki e Dolphin. Il contributo, firmato da Luca Tringali, Alexander Debenjak, Tecla Tripari, Caterina Bearzotti e Giacomo Canciani, è apparso nel numero 135 del CREG Journal, datato settembre 2026.

Il lavoro prosegue il percorso già illustrato nell’International Journal of Speleology. In quella sede il gruppo aveva presentato l’architettura Riki-Dolphin: una soluzione open source e a basso costo per acquisire dati in cavità, anche a grande distanza dall’ingresso, e trasmetterli a un server web. La nuova pubblicazione affronta una domanda decisiva per ogni progetto di monitoraggio: come utilizzare in modo controllato e riproducibile la grande quantità di dati prodotta dalle centraline?

Monitoraggio in tempo reale delle grotte e il caso dell’Abisso Bonetti

L’esperienza parte dall’Abisso Bonetti, cavità numero 393 del Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia, nel Carso classico italiano. Il pozzo presenta una morfologia aperta e condizioni microclimatiche di particolare interesse. Le osservazioni avviate nel 2016, durante ricerche sulla fauna di artropodi di grotta, avevano già segnalato temperature invernali prossime allo zero sul fondo.

Il dato merita attenzione. In molte cavità del Carso la temperatura è relativamente stabile e si colloca intorno ai 12 °C. Nel caso dell’Abisso Bonetti, l’ingresso di aria fredda esterna in specifiche condizioni può produrre un comportamento differente. Il sistema Riki-Dolphin ha consentito di documentare in modo sistematico temperature interne inferiori a 0 °C, osservazione riportata anche nella pubblicazione internazionale del 2026.

Il monitoraggio in tempo reale delle grotte permette quindi di seguire eventi brevi, variazioni stagionali e risposte alle perturbazioni meteorologiche senza attendere il recupero periodico di un datalogger. Riki, collocato all’esterno, alimenta Dolphin mediante una batteria da 12 volt. Dolphin è installato in grotta e comunica lungo un normale cavo Ethernet, usando il protocollo Modbus su linea RS485. I dati vengono poi inoltrati mediante un trasmettitore Dragino e rete LoRaWAN. La manutenzione ordinaria può così concentrarsi sui componenti esterni.

SQLite e SQL per leggere le serie ambientali

La prima parte dell’articolo sul CREG Journal descrive la memorizzazione dei dati in un database SQLite. Si tratta di una scelta leggera e accessibile, adatta a raccogliere misure ripetute nel tempo senza dipendere da infrastrutture complesse. Attraverso interrogazioni SQL, gli autori mostrano come selezionare dati recenti, ordinare i record e controllare valori non plausibili.

Le query possono inoltre calcolare medie giornaliere delle temperature interne ed esterne. Questo passaggio riduce una serie molto fitta in valori più leggibili e facilita il confronto fra i due ambienti. I risultati possono essere visualizzati in grafici con LibreOffice. Le procedure presentate non sono limitate alle sole temperature. Possono essere adattate a parametri chimico-fisici dell’aria e dell’acqua, purché organizzati in serie temporali coerenti.

L’approccio serve anche alla verifica della qualità del dato. Soglie, controlli sui valori anomali e confronto tra sensori aiutano a distinguere un segnale ambientale da un problema di alimentazione, trasmissione o strumentazione. Questa fase è essenziale: una rete di sensori utile alla ricerca non coincide con una semplice raccolta di numeri.

Grafana, correlazioni e seconda parte dell’articolo

La seconda parte, annunciata dagli autori per un successivo numero della rivista, sarà dedicata a Grafana e a interrogazioni SQL più articolate. L’obiettivo è produrre visualizzazioni aggiornate e svolgere analisi di correlazione, regressione lineare, deviazione standard ed errore. Questi strumenti permettono di verificare, per esempio, se la temperatura in grotta varia insieme a quella esterna, con quale ritardo e con quale intensità.

Il monitoraggio in tempo reale delle grotte non sostituisce le osservazioni sul campo. Le integra. Una visita speleologica resta necessaria per installare, controllare e interpretare gli strumenti, oltre che per documentare la morfologia, la circolazione dell’aria, l’acqua e le comunità biologiche. La telemetria rende però disponibili informazioni tra una visita e l’altra. Questo limita anche la necessità di accessi ripetuti in ambienti delicati.

Perché la speleologia è necessaria alla ricerca

La speleologia mette in relazione esplorazione, rilievo, osservazione diretta e discipline scientifiche. Le grotte sono laboratori naturali per l’idrogeologia carsica, la meteorologia ipogea, la biospeleologia, la paleoclimatologia, l’archeologia e lo studio dei materiali minerali. La conoscenza della cavità è indispensabile per scegliere dove porre i sensori e per interpretare correttamente le misure.

Le ricerche sul microclima mostrano che le grotte sono più stabili della superficie, ma non sono ambienti immobili. Geometria dei passaggi, ventilazione, infiltrazione idrica, copertura rocciosa e condizioni esterne producono risposte diverse da cavità a cavità. Le serie continue aiutano a riconoscere questi meccanismi. Sono utili anche per valutare gli effetti del cambiamento climatico e della pressione antropica su ecosistemi con specie spesso rare, endemiche e vulnerabili.

In questa prospettiva, il monitoraggio in tempo reale delle grotte diventa uno strumento di ricerca e di tutela. Può sostenere decisioni sulla frequentazione, sulla gestione delle grotte turistiche, sulla protezione delle risorse idriche sotterranee e sulla conservazione della biodiversità. Il valore del progetto Riki-Dolphin risiede anche nella documentazione aperta di hardware e software, che rende il metodo verificabile e adattabile da altri gruppi e ricercatori.

Fonti

Talpe del Carso

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  • Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: a Postumia la prima celebrazione UNESCO
    Condividi La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo apre un confronto su ricerca e tutela del Carso sloveno Postumia e il Carso sloveno ospitano dal 10 al 13 settembre 2026 il programma inaugurale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, nuova ricorrenza annuale fissata dall’UNESCO al 13 settembre. Il calendario riunisce conferenza scientifica, escursioni, incontri tra speleologi e una cerimonia istituzionale nella Grotta di Postumia, prevista per sabato 12 sett
     

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: a Postumia la prima celebrazione UNESCO

September 12th 2026 at 11:00

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La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo apre un confronto su ricerca e tutela del Carso sloveno

Postumia e il Carso sloveno ospitano dal 10 al 13 settembre 2026 il programma inaugurale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, nuova ricorrenza annuale fissata dall’UNESCO al 13 settembre. Il calendario riunisce conferenza scientifica, escursioni, incontri tra speleologi e una cerimonia istituzionale nella Grotta di Postumia, prevista per sabato 12 settembre.

La ricorrenza nasce dalla proclamazione della Conferenza generale UNESCO del novembre 2025. La prima edizione pone la Slovenia al centro del dibattito internazionale, in un territorio dal quale deriva anche il termine scientifico “carsismo”. L’obiettivo è far conoscere il valore degli ambienti sotterranei e sostenere la loro protezione, lo studio e una gestione compatibile con la loro fragilità.

Conferenza di Postumia su grotte, carsismo e gestione sostenibile

Il programma scientifico porta il titolo Explore, Understand and Protect: Towards Sustainable Management of Caves and Karst. La conferenza internazionale si svolge a Postumia dal 10 al 13 settembre ed è dedicata alla ricerca sulle grotte e sul carsismo, alla conservazione e alle forme di gestione sostenibile.

La giornata di apertura è stata dedicata a un’escursione alle Grotte di Škocjan e ai laghi intermittenti di Pivka. Il percorso ha introdotto i partecipanti ai principali temi idrogeologici e geomorfologici del Carso classico. Nei giorni successivi sono previste relazioni scientifiche, presentazioni dei partecipanti, una proposta di visualizzazione 3D delle cavità e ulteriori attività sul terreno.

La cerimonia centrale nella Grotta di Postumia riunirà ricercatori, speleologi, rappresentanti dell’UNESCO, decisori pubblici e membri del corpo diplomatico. L’iniziativa si svolge con il patrocinio d’onore della presidente della Repubblica di Slovenia, Nataša Pirc Musar, e con la partecipazione di enti sloveni impegnati nella gestione del patrimonio carsico.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo non è quindi soltanto una ricorrenza celebrativa. Il suo impianto collega ricerca scientifica, formazione, conoscenza pubblica e responsabilità di chi amministra territori dove superficie e sottosuolo sono strettamente connessi.

Grotte di Skocjan, patrimonio UNESCO del Carso classico

Le Grotte di San Canziano sono state iscritte nella Lista del Patrimonio mondiale UNESCO nel 1986. Il sito conserva circa sei chilometri di gallerie sotterranee, con dislivelli superiori a 200 metri, doline di crollo, cascate e grandi ambienti ipogei modellati dal fiume Reka.

Il sistema rappresenta uno dei luoghi di riferimento per lo studio dei fenomeni carsici. L’UNESCO indica Škocjan come area fondamentale anche per l’origine di termini oggi internazionali, fra i quali “karst” e “dolina”. Il canyon sotterraneo della Reka, le cavità calcaree e le forme di contatto fra rocce permeabili e rocce impermeabili rendono il sito un caso di studio per geologi, idrogeologi e speleologi.

Il valore non è solo geologico. Il parco tutela habitat sotterranei e di dolina che ospitano specie rare, invertebrati e crostacei specializzati. Le ricerche archeologiche documentano inoltre una lunga frequentazione umana dell’area, dall’uso insediativo alle pratiche funerarie e rituali. La tutela di Škocjan richiede quindi una lettura congiunta di acqua, roccia, biodiversità e storia.

Speleologia e ricerca: conoscere il sottosuolo per proteggere le risorse

La speleologia è uno strumento essenziale per la ricerca perché permette di rilevare, descrivere e interpretare ambienti che spesso non sono osservabili dalla superficie. L’esplorazione e il rilievo delle cavità consentono di ricostruire percorsi idrici, individuare collegamenti fra inghiottitoi, falde e sorgenti, e raccogliere dati utili alla gestione delle acque sotterranee.

Il tema ha una dimensione globale. Secondo l’UNESCO, grotte e paesaggi carsici interessano quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Una contaminazione in superficie può muoversi rapidamente nel sottosuolo carsico. Per questo la conoscenza speleologica è utile per prevenire rischi legati a scarichi, attività agricole, infrastrutture e trasformazioni del territorio.

Le cavità sono anche archivi naturali. Sedimenti, concrezioni, pollini, resti faunistici e tracce archeologiche aiutano a ricostruire condizioni ambientali, climi del passato e vicende delle comunità umane. La biospeleologia studia invece organismi adattati al buio e a condizioni molto stabili, spesso vulnerabili a variazioni minime di temperatura, umidità, qualità dell’acqua e pressione antropica.

Il materiale di riferimento allegato ricorda che la speleologia si colloca nell’ambito del carsismo e che la sua evoluzione scientifica ha coinvolto, tra gli altri, idrogeologia carsica, mineralogia e speleogenesi. Questa impostazione resta attuale: il lavoro in grotta richiede competenze tecniche, documentazione accurata e confronto con discipline diverse.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo come impegno continuativo

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo intende favorire una maggiore consapevolezza presso comunità locali, scuole, gestori, ricercatori e istituzioni. L’UNESCO collega la ricorrenza agli obiettivi relativi all’acqua, agli insediamenti, al clima e alla biodiversità.

La prima celebrazione di Postumia mette in evidenza una necessità concreta: le grotte non sono realtà isolate. Ogni cavità fa parte di un bacino, di un paesaggio e di una rete ecologica. La ricerca speleologica fornisce le informazioni necessarie per trasformare la tutela in scelte operative, dalla pianificazione territoriale al monitoraggio ambientale, fino alla corretta fruizione culturale e turistica.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo proseguirà ogni 13 settembre. L’appuntamento sloveno propone una base scientifica per questa nuova ricorrenza e richiama l’attenzione sul ruolo delle comunità speleologiche nella conoscenza e nella salvaguardia del patrimonio sotterraneo.

Fonti

Postumia

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  • Cuevas de Fuentes de León: una nuova sala collega Cueva de los Postes e Cueva Nueva
    Condividi Nel sistema carsico dell’Extremadura emergono circa 100 metri di gallerie; la scoperta amplia la lettura geologica e apre nuove prospettive per l’archeologia in grotta Nel Monumento Naturale delle Cuevas de Fuentes de León, nella provincia spagnola di Badajoz, una nuova sala ha stabilito il collegamento fisico tra la Cueva de los Postes e la Cueva Nueva. La scoperta è maturata durante la campagna archeologica dell’estate 2026 e ha consentito di percorrere circa 100 metri di passaggi
     

Cuevas de Fuentes de León: una nuova sala collega Cueva de los Postes e Cueva Nueva

September 12th 2026 at 10:00

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Nel sistema carsico dell’Extremadura emergono circa 100 metri di gallerie; la scoperta amplia la lettura geologica e apre nuove prospettive per l’archeologia in grotta

Nel Monumento Naturale delle Cuevas de Fuentes de León, nella provincia spagnola di Badajoz, una nuova sala ha stabilito il collegamento fisico tra la Cueva de los Postes e la Cueva Nueva. La scoperta è maturata durante la campagna archeologica dell’estate 2026 e ha consentito di percorrere circa 100 metri di passaggi fino ad allora non esplorati.

Il dato modifica la lettura del complesso. Le due cavità non vanno più considerate soltanto come ambienti vicini: il collegamento documentato conferma che appartengono a uno stesso sistema carsico, articolato su livelli e gallerie comunicanti. Le Cuevas de Fuentes de León diventano così un caso di interesse sia per la speleologia sia per la ricostruzione delle frequentazioni umane nel sottosuolo dell’Extremadura.[web:4][web:11]

Cuevas de Fuentes de León, il passaggio emerso durante lo scavo

L’accesso alla nuova sala è stato individuato nel corso delle operazioni di scavo. Rimosso uno strato di terreno, gli operatori hanno riconosciuto una piccola apertura che proseguiva oltre il fronte di indagine. L’ampliamento controllato del varco ha reso possibile il passaggio e l’esplorazione del settore inedito.

Secondo Hipólito Collado, responsabile dell’Archeologia della Junta de Extremadura e codirettore delle ricerche, il rinvenimento nasce quindi dall’incontro tra la lettura stratigrafica dello scavo e l’esplorazione speleologica. La Cueva Nueva era stata riconosciuta nel 2025, dopo che i custodi dell’area protetta avevano osservato il transito di animali presso una piccola apertura. Nel primo ingresso fu necessario superare un salto verticale di circa 15 metri con tecnica su corda.[web:4]

La continuità ora accertata con la Cueva de los Postes dà una base concreta a un’ipotesi formulata fin dalle prime osservazioni. Non definisce ancora l’intera rete di connessioni del massiccio, ma offre nuovi elementi per aggiornare rilievi, sezioni e modelli di sviluppo delle gallerie.

Cueva Nueva: quattro sale, lago interno e concrezioni

L’esplorazione della Cueva Nueva ha permesso di distinguere quattro sale. La maggiore presenta un dislivello vicino ai 20 metri e contiene un lago sotterraneo lungo circa 15 metri. Nelle sale sono stati osservati numerosi speleotemi in buono stato di conservazione, fra cui colate e concrezioni.

Questi elementi richiedono particolare attenzione. Speleotemi, sedimenti, acque e depositi archeologici sono parti di un unico archivio sotterraneo. Un rilievo accurato consente di registrare forma e posizione delle strutture naturali; una documentazione preventiva permette anche di stabilire percorsi di lavoro e misure di protezione prima delle analisi più invasive.

Sono stati segnalati anche resti archeologici. Al momento non è stata resa nota una loro datazione né un’attribuzione culturale. La prudenza è necessaria: solo lo studio dei materiali, del contesto stratigrafico e delle eventuali associazioni con resti faunistici o antropici potrà chiarire cronologia e funzione degli spazi.[web:4][web:11]

Archeologia nelle Cuevas de Fuentes de León

Il nuovo settore si inserisce in un’area già nota per la continuità delle ricerche. Il Progetto Orígenes opera a Fuentes de León dal 2001 e nel 2026 raggiunge i 25 anni di attività. Le indagini svolte nel complesso hanno documentato una sequenza che, secondo i ricercatori, arriva dall’età romana fino al Pleistocene medio.[web:4]

Nelle cavità del monumento sono state riconosciute funzioni diverse nel tempo. Per l’età romana sono stati indicati indizi di uso rituale. Nei periodi calcolitico e neolitico sono invece attestati impieghi funerari, con sepolture, resti umani e corredi. Le fonti istituzionali dell’Extremadura ricordano, per le campagne precedenti, oggetti riferiti a corredi dell’Età del Rame: idoli tipo falange decorati, elementi in osso, conchiglie perforate, perle litiche e utensili in pietra. I materiali erano in corso di studio e restauro.[web:4][web:2]

Il valore archeologico delle Cuevas de Fuentes de León non dipende quindi da un singolo reperto. Dipende dalla possibilità di leggere insieme stratigrafie, modalità di accesso, morfologia degli ambienti, tracce di attività umana, resti animali e trasformazioni naturali. La nuova connessione può aiutare a comprendere meglio come le persone si muovevano nel sistema e quali parti fossero effettivamente accessibili nelle diverse fasi storiche.

Perché la speleologia serve alla ricerca archeologica

La speleologia è essenziale per l’archeologia ipogea perché rende conoscibile il contesto prima ancora del reperto. Un gruppo speleologico contribuisce a localizzare nuovi vuoti, affrontare passaggi stretti o verticali in sicurezza, rilevare gallerie e identificare settori vulnerabili. Senza questa base, uno scavo rischia di interpretare un deposito isolandolo dalla rete di cavità, dai percorsi dell’acqua e dalle dinamiche sedimentarie che lo hanno formato.

Nel caso delle Cuevas de Fuentes de León, il collegamento fra Cueva de los Postes e Cueva Nueva mostra in modo diretto questo rapporto. L’archeologia ha intercettato l’apertura nel corso dello scavo; la speleologia ha consentito di superarla, descrivere le nuove sale e collocarle nella struttura del carsismo. Le due discipline lavorano su domande diverse, ma complementari.

La speleologia è utile anche alla conservazione. Il rilievo topografico e fotografico, la definizione dei percorsi, l’osservazione di concrezioni e acque, la valutazione dei rischi di crollo e l’attenzione ai microambienti riducono il rischio di alterare sia gli equilibri naturali sia i depositi culturali. Il materiale didattico della Società Speleologica Italiana ricorda che le grotte conservano reperti, pitture rupestri e graffiti e che la ricerca archeologica non può prescindere dalla lunga storia della frequentazione umana degli ipogei.[file:1]

Per le Cuevas de Fuentes de León la fase successiva sarà quindi decisiva: completare la documentazione della nuova connessione, studiare senza anticipazioni i resti individuati e integrare le osservazioni geologiche, archeologiche e speleologiche in una lettura comune del sistema.

Fonti

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  • Giornata internazionale delle grotte e del Carso: il 13 settembre inaugura la ricorrenza UNESCO
    Condividi Dalla biodiversità australiana alla tutela dei sistemi carsici, una nuova data richiama l’attenzione su acqua, ricerca e patrimonio sotterraneo Domani, 13 settembre 2026, si celebra per la prima volta la Giornata internazionale delle grotte e del Carso. La ricorrenza, proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO, sarà annuale e intende rendere più visibili ambienti sotterranei spesso poco conosciuti dal grande pubblico. L’obiettivo è collegare divulgazione, studio scientifico, p
     

Giornata internazionale delle grotte e del Carso: il 13 settembre inaugura la ricorrenza UNESCO

September 12th 2026 at 09:00

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Dalla biodiversità australiana alla tutela dei sistemi carsici, una nuova data richiama l’attenzione su acqua, ricerca e patrimonio sotterraneo

Domani, 13 settembre 2026, si celebra per la prima volta la Giornata internazionale delle grotte e del Carso. La ricorrenza, proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO, sarà annuale e intende rendere più visibili ambienti sotterranei spesso poco conosciuti dal grande pubblico. L’obiettivo è collegare divulgazione, studio scientifico, protezione degli ecosistemi e gestione responsabile dei territori carsici.[web:2]

La Giornata internazionale delle grotte e del Carso arriva in un momento nel quale la conoscenza del sottosuolo assume un valore concreto. Grotte, sorgenti, acquiferi e paesaggi calcarei non sono soltanto luoghi di esplorazione. Custodiscono risorse idriche, biodiversità specializzata, dati geologici e tracce della presenza umana nel tempo.

Giornata internazionale delle grotte e del Carso: il primo appuntamento

La data del 13 settembre è stata designata dall’UNESCO come International Day of Caves and Karst, in sigla IDCK. La prima celebrazione internazionale si svolge a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre. Il programma riunisce una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale, con l’intento di porre in dialogo speleologi, ricercatori, amministratori e comunità locali.[web:2]

La scelta della Slovenia richiama anche la storia della disciplina. Il termine “carsico” deriva dal Carso, la regione storica a ridosso di Trieste nella quale si svilupparono studi sistematici sui fenomeni di dissoluzione delle rocce. Per estensione, il carsismo studia forme e processi prodotti soprattutto dall’azione dell’acqua su rocce solubili, con effetti visibili in superficie e nel sottosuolo.[file:1]

La Giornata internazionale delle grotte e del Carso non propone una celebrazione separata dalle questioni territoriali. UNESCO indica esplicitamente protezione, ricerca e gestione sostenibile come assi della nuova ricorrenza. Invita inoltre scuole, enti, associazioni e cittadini a organizzare visite, incontri, mostre e attività didattiche.[web:2]

Carso, acqua e archivi naturali nelle grotte

Un paesaggio carsico si forma nell’arco di tempi lunghi. L’acqua scioglie progressivamente rocce solubili e può modellare doline, inghiottitoi, condotti sotterranei, grotte, risorgenti e corsi d’acqua ipogei. Il calcare è il substrato più comune, ma il fenomeno può coinvolgere anche dolomia, marmo e altri materiali solubili.

La rilevanza di questi sistemi supera i confini delle aree di grotta. Secondo UNESCO, i paesaggi carsici e le cavità coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Le stesse fonti sottolineano che le grotte conservano biodiversità sotterranea, archivi geologici e testimonianze della storia culturale umana.[web:2]

Questi dati spiegano perché la Giornata internazionale delle grotte e del Carso richiami anche la tutela degli acquiferi. Nei territori carsici l’acqua può muoversi rapidamente attraverso fratture e condotti. Una contaminazione in superficie può quindi raggiungere sorgenti e falde con tempi diversi da quelli osservati in altri contesti geologici. La prevenzione richiede conoscenza del bacino di alimentazione, monitoraggi e scelte compatibili con la fragilità locale.

Le grotte sono anche laboratori di ricerca. Geomorfologia, idrogeologia, geochimica, paleontologia, mineralogia e biologia studiano processi che trovano nel sottosuolo dati difficili da osservare altrove. Il materiale didattico della Società Speleologica Italiana ricorda che molte discipline geologiche utilizzano le grotte come ambiti di indagine e che la salvaguardia richiede di limitare le attività impattanti e il campionamento distruttivo.[file:1]

Australia’s Beautiful Caves e la biodiversità sotterranea

Nel quadro delle iniziative divulgative dedicate alla Giornata internazionale delle grotte e del Carso, è stato diffuso il word search “Australia’s Beautiful Caves”. La risorsa è stata organizzata da Cathie Plowman, vicepresidente australiana dell’organizzazione promotrice, con l’obiettivo di avvicinare ragazze, ragazzi e visitatori agli animali che vivono negli ambienti sotterranei.

Il gioco propone una geografia speleologica dell’Australia attraverso grotte, archi naturali, doline e cavità visitabili. Accanto ai nomi dei siti emergono alcuni temi biologici. Sono ricordati glow worms, grilli di grotta, pipistrelli, crostacei d’acqua dolce e altri organismi legati agli ecosistemi ipogei. Il messaggio è semplice: la grotta non è uno spazio vuoto, ma un habitat con equilibri propri.

Tra gli esempi indicati figurano la Cutta Cutta Cave, nel Territorio del Nord, associata alle tradizioni del popolo Jawoyn e segnalata come habitat del ghost bat, specie minacciata e carnivora. Gunns Plains Cave, in Tasmania, viene presentata come ambiente frequentato dall’ornitorinco e dal gambero d’acqua dolce minacciato. A Marakoopa Cave sono ricordati corsi d’acqua, glow worms, fossili, cristalli di calcite e vasche di calcite.

La selezione include anche siti che aiutano a comprendere la varietà dei processi. L’Archway Cave di Abercrombie, nel Nuovo Galles del Sud, è descritta come il più grande tunnel naturale ad arco in calcare dell’emisfero meridionale. Le Undara Caves, nel Queensland, mostrano invece un sistema sviluppato in lave basaltiche, non nel calcare, collegato a un’eruzione avvenuta circa 190.000 anni fa. Il percorso ricorda quindi che il mondo delle grotte comprende origini geologiche differenti.

Educazione e tutela per le grotte e il Carso

Il word search australiano è un esempio di comunicazione accessibile. Trasforma un elenco di luoghi e specie in uno strumento per parlare di habitat, geologia e comportamenti corretti. Questa dimensione educativa è coerente con la Giornata internazionale delle grotte e del Carso, che UNESCO invita a portare anche nelle classi per spiegare carsismo, acque sotterranee e biodiversità.[web:2]

La visita a una grotta turistica può diventare parte di questo percorso se accompagnata da informazioni chiare. Occorre seguire le indicazioni dei gestori, non uscire dai percorsi consentiti, evitare di toccare le concrezioni e non disturbare gli animali. Nelle cavità non attrezzate servono competenze adeguate, pianificazione e attenzione alla conservazione.

La Giornata internazionale delle grotte e del Carso offre quindi un riferimento comune per gruppi speleologici, parchi, musei, scuole e amministrazioni. Il valore della ricorrenza sta nel rendere riconoscibile il legame tra ciò che accade in superficie e ciò che si conserva sotto terra. Acqua, fauna, paesaggio e memoria culturale appartengono allo stesso sistema.

Fonti

Australia

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  • Congresso SGI-SIMP 2026 a Padova: geoscienze, acqua e vulnerabilità dei territori carsici
    Condividi Dal 14 al 17 settembre le iniziative del Congresso SGI-SIMP 2026 riuniscono a Padova ricercatori e professionisti. Al centro: risorse minerarie, rischi naturali, transizione energetica e protezione degli acquiferi carsici. Congresso SGI-SIMP 2026, il calendario di Padova Padova ospita dal 15 al 17 settembre il Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia. Il titolo dell’edizione 2026 è “Ter(r)ra: Risorse, Risc
     

Congresso SGI-SIMP 2026 a Padova: geoscienze, acqua e vulnerabilità dei territori carsici

September 12th 2026 at 08:00

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Dal 14 al 17 settembre le iniziative del Congresso SGI-SIMP 2026 riuniscono a Padova ricercatori e professionisti. Al centro: risorse minerarie, rischi naturali, transizione energetica e protezione degli acquiferi carsici.

Congresso SGI-SIMP 2026, il calendario di Padova

Padova ospita dal 15 al 17 settembre il Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia. Il titolo dell’edizione 2026 è “Ter(r)ra: Risorse, Rischi, Rispetto”.

Le attività iniziano il 14 settembre con il PhD Day al Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova.

La distinzione delle date è utile per i partecipanti. Il congresso scientifico si svolge infatti nei tre giorni dal 15 al 17 settembre, mentre il 14 settembre è dedicato alla formazione dei dottorandi e all’apertura. Il programma pubblicato indica registrazioni, sessioni orali e poster, riunioni delle società scientifiche e quattro appuntamenti plenari distribuiti tra il 14 e il 17 settembre.

Il Congresso SGI-SIMP 2026 mette in relazione discipline che spesso vengono percepite come distanti dalla vita quotidiana. Geologia, mineralogia e petrologia intervengono nella ricerca e nella gestione delle materie prime, delle acque sotterranee, della stabilità dei versanti, della sismicità e dei paesaggi. Sono conoscenze che servono anche a valutare gli effetti territoriali delle infrastrutture e dei cambiamenti climatici.

Ter(r)ra: risorse, rischi e rispetto

Il tema scelto propone tre termini collegati. Le risorse comprendono minerali, rocce, acqua e suolo. I rischi riguardano frane, terremoti, alluvioni, erosione, dissesti e contaminazione delle falde. Il rispetto rimanda a una pianificazione che tenga conto dei tempi geologici e dei limiti fisici dei territori.

La transizione energetica richiede materiali non rinnovabili. Pannelli fotovoltaici, batterie, reti elettriche e impianti eolici dipendono da filiere minerarie e da valutazioni geologiche. Per questo il confronto sulle georisorse non riguarda solo l’estrazione. Include il riuso dei materiali, la riduzione degli impatti, la sicurezza degli approvvigionamenti e la scelta dei siti.

Il Congresso SGI-SIMP 2026 si inserisce in questo quadro. Il programma prevede nove sessioni scientifiche parallele, poster, workshop ed escursioni prima e dopo l’evento. Fra le aree tematiche figura l’osservazione della Terra, il monitoraggio ambientale e dei pericoli naturali. Sono ambiti vicini anche alla speleologia, perché la lettura delle strutture geologiche e delle acque sotterranee è essenziale per comprendere cavità, acquiferi e dinamiche carsiche.

Vulnerabilità dei territori carsici e delle falde

La vulnerabilità dei territori carsici richiede un’attenzione specifica. Nei calcari e nelle dolomie fratturati e carsificati, l’acqua può infiltrarsi attraverso fessure, doline, inghiottitoi, pozzi naturali e condotti sotterranei. Questi percorsi collegano talvolta in modo rapido la superficie agli acquiferi.

Questa stessa efficienza di drenaggio rende preziose le riserve idriche sotterranee. Può anche ridurre il tempo disponibile per intercettare un contaminante. In condizioni di carsismo profondo e completo, la capacità di filtrazione e attenuazione esercitata dal suolo e dalla zona non satura può essere molto inferiore rispetto ad altri contesti idrogeologici. Un inquinante veicolato dall’acqua può quindi raggiungere la falda più velocemente.

La vulnerabilità dei territori carsici non coincide soltanto con l’inquinamento. Include il rischio di allagamento nelle conche chiuse e presso gli inghiottitoi ostruiti, l’instabilità locale legata a cavità e fenomeni di sprofondamento, l’alterazione delle circolazioni sotterranee e il danneggiamento degli ecosistemi ipogei. Le pressioni possono derivare da scarichi, attività agricole, discariche, cave, urbanizzazione e modifiche del reticolo di drenaggio.

Una ricerca pubblicata da ISPRA sul Salento meridionale descrive bene il problema. Nelle aree dove sono presenti collegamenti rapidi fra superficie e acquifero, l’attenuazione degli inquinanti risulta bassa. Lo studio evidenzia anche come le attività umane modifichino la vulnerabilità complessiva: centri abitati, aree industriali, pozzi, canali e vore possono far crescere il livello di rischio. Le carte di vulnerabilità rappresentano quindi strumenti utili alla pianificazione, insieme al controllo delle sorgenti di pressione e alla manutenzione dei sistemi di drenaggio.

Per la speleologia, la vulnerabilità dei territori carsici è anche un tema di documentazione e responsabilità. Il rilievo delle cavità, il censimento degli ingressi assorbenti, le prove con traccianti quando autorizzate e il monitoraggio delle acque contribuiscono alla conoscenza del sistema. I dati devono dialogare con gli enti competenti, con i gestori idrici e con la pianificazione comunale e regionale.

Plenarie e formazione nel Congresso SGI-SIMP 2026

Il programma del Congresso SGI-SIMP 2026 apre il 14 settembre con Haakon Fossen, geologo noto per gli studi di geologia strutturale e tettonica. Il 15 settembre è prevista la plenaria di Max W. Schmidt. Il 16 settembre interviene il filosofo della scienza Telmo Pievani. La chiusura del 17 settembre è affidata a Massimo Lombardini, con un intervento dedicato al rapporto fra energia e geopolitica.

Il 14 settembre si svolge anche il PhD Day “Plan Projects for Your Future: AI’s potential in proposal writing assistance”. L’iniziativa è rivolta ai dottorandi in Scienze della Terra. Il programma comprende la scrittura delle proposte progettuali, le opportunità di finanziamento e un’attività pratica guidata. L’intelligenza artificiale viene presentata come supporto per bozze, strutture logiche e linguaggio, senza sostituire originalità e responsabilità del ricercatore.

L’appuntamento padovano offre dunque una sede di confronto utile anche per chi si occupa di grotte e carsismo. La protezione delle falde, la gestione del rischio e la conoscenza del sottosuolo richiedono competenze integrate. Il Congresso SGI-SIMP 2026 riporta questi temi nel dibattito delle geoscienze, con ricadute dirette sulle scelte territoriali.

Fonti

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  • Duemila Grotte, a Trieste il centenario del volume che ha dato forma al catasto carsico
    Condividi Il 15 settembre alla Sala Luttazzi il workshop “Duemila Grotte 1926-2026” ricostruirà l’eredità dell’opera di Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan, tra storia del Carso, catasti, rilievo e nuove ricerche sul Timavo. Trieste si prepara a ricordare un libro che ha segnato il modo di conoscere e descrivere il sottosuolo carsico. Martedì 15 settembre 2026, dalle 17.30, la Sala Luttazzi del Magazzino 26 ospiterà il workshop “Duemila Grotte. 1926-2026. La speleologia cent’anni dopo
     

Duemila Grotte, a Trieste il centenario del volume che ha dato forma al catasto carsico

September 12th 2026 at 07:00

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Il 15 settembre alla Sala Luttazzi il workshop “Duemila Grotte 1926-2026” ricostruirà l’eredità dell’opera di Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan, tra storia del Carso, catasti, rilievo e nuove ricerche sul Timavo.

Trieste si prepara a ricordare un libro che ha segnato il modo di conoscere e descrivere il sottosuolo carsico. Martedì 15 settembre 2026, dalle 17.30, la Sala Luttazzi del Magazzino 26 ospiterà il workshop “Duemila Grotte. 1926-2026. La speleologia cent’anni dopo”. L’ingresso del pubblico è previsto dalle 17.00. La partecipazione in sala è libera fino a esaurimento dei posti; le iscrizioni sono aperte fino al 14 settembre.

L’iniziativa è promossa nell’ambito delle attività regionali legate alla prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo. Il workshop è organizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con la Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia e la Società Alpina delle Giulie.

Il centenario di Duemila Grotte offre così l’occasione per rileggere un’opera storica e per mettere in relazione il lavoro degli esploratori del primo Novecento con i metodi di documentazione, ricerca e divulgazione oggi disponibili.

Duemila Grotte e il primo grande inventario del Carso

Pubblicato dal Touring Club Italiano nel 1926, Duemila Grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia è firmato da Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan. Il volume ha 494 pagine. Riunisce centinaia di incisioni, tavole a colori e una carta speleologica alla scala 1:100.000.

La sua struttura mantiene un interesse che va oltre la storia editoriale. La prima parte è un manuale di speleologia. Affronta il fenomeno carsico, la flora e la fauna ipogee, la paleontologia, le tecniche di esplorazione, il rilievo, la fotografia, le grotte di guerra e l’idrologia sotterranea. La seconda parte costituisce il catasto delle grotte della Venezia Giulia entro i confini dell’epoca tra le due guerre. Comprende mappe, localizzazioni, descrizioni e rilievi.

I materiali storici ricordano che il censimento descriveva 2.142 cavità, con circa 800 rilievi. Per questo Duemila Grotte è considerato uno dei passaggi fondamentali verso una catalogazione sistematica delle cavità naturali. La ristampa anastatica del 1986 rese nuovamente accessibile l’opera dopo la distruzione delle matrici originarie nei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Il volume riflette anche il ruolo della Commissione Grotte della Società Alpina delle Giulie. Il gruppo, nato nel 1883, aveva costruito nel tempo un patrimonio di osservazioni, esplorazioni e dati sul Carso classico. Eugenio Boegan, entrato nella Commissione nel 1894 e suo presidente dal 1904, contribuì a trasformare quella raccolta di conoscenze in un metodo di lavoro fondato su esplorazione, rilievo e ordinamento catastale.

Workshop Duemila Grotte: il programma alla Sala Luttazzi

I saluti istituzionali apriranno la giornata alle 17.30. Modererà Massimo Zanetti, direttore del Servizio geologico della Regione Friuli Venezia Giulia. Sono previsti interventi di Fabio Scoccimarro, Roberto Dipiazza, Sergio Orsini, Giovanni Duratti, Mauro Kraus e Massimiliano Reiter.

Alle 18.00 inizierà la sessione storica, coordinata da Giuseppe Muscio. Igor Ardetti della Commissione Grotte Eugenio Boegan proporrà l’intervento “Da un’idea giovanile al Duemila Grotte”. Seguiranno Silvo Stok su Italo Gariboldi e le grotte di guerra, Paolo Guglia sul volume del 1926 e Paolo Toffanin sul rilievo ipogeo cento anni dopo, tra interpretazione artistica e immaginazione virtuale.

Dopo la pausa, dalle 19.30, il programma guarderà alla speleologia contemporanea. Paolo Manca e Alessio Mereu presenteranno il Catasto speleologico regionale. Tom Kravanja, della Commissione Grotte Eugenio Boegan, parlerà di “Un secolo di misure in grotta”.

La seconda sessione comprenderà anche gli interventi di Luca Pisani sulla comunicazione della speleologia, Corrado Greco sulle grotte turistiche, Rosana Cerkvenik sulla speleologia di confine nelle aree di Škocjan, Marco Restaino su acque e biodiversità sotterranee, Federico Bernardini sull’archeologia carsica e la Grotta Tina jama, e Leda Cipriani sulle cavità artificiali.

Il programma restituisce la varietà di campi che già animavano Duemila Grotte e che oggi si sono ulteriormente articolati: catasto digitale, misurazioni strumentali, idrologia, archeologia, tutela, ricerca biologica e comunicazione pubblica.

Commissione Grotte Eugenio Boegan, dal catasto alle ricerche attuali

La Commissione Grotte “Eugenio Boegan” continua a rappresentare una presenza attiva nelle ricerche del Carso triestino e nelle spedizioni oltreconfine. Il suo lavoro affianca l’esplorazione alla documentazione tecnica, al rilievo, alla didattica e alla pubblicazione di risultati nelle proprie riviste e nei canali associativi.

Tra le attività recenti del gruppo emerge il progetto sull’Abisso Luciano Filipas, 87 VG. Il 23 gennaio 2026 la Commissione ha comunicato il raggiungimento di una nuova finestra sul Timavo sotterraneo nella zona di Fernetti, a 302 metri di profondità. La notizia è il risultato di una ricerca durata vent’anni nella cavità. Il 16 maggio, al centro didattico della Grotta Gigante, il sodalizio ha dedicato un incontro alla scoperta.

Il dato interessa direttamente la conoscenza dell’idrologia carsica. Il Timavo sotterraneo è infatti uno dei temi centrali degli studi sul Carso. L’individuazione di nuovi punti di accesso o osservazione può fornire elementi utili per le ricerche sulla circolazione delle acque, sulle condizioni degli ambienti ipogei e sui collegamenti tra bacini e risorgive.

Le cronache della Commissione documentano anche la prosecuzione di attività esplorative internazionali. Nel 2025 sono riprese le ricerche nello Žijovo–Kucke Planine, in Montenegro. Nel 2026 è stato rilanciato il progetto in Albania nell’area di Nikaj-Mërturi, avviato in precedenza e ora ripreso per completare il lavoro di esplorazione e documentazione.

Non manca l’impegno formativo. Nel 2026 la Commissione ha proposto un corso di avvicinamento alla speleologia. Ha inoltre sperimentato e divulgato l’uso del LiDAR integrato negli smartphone per il rilievo ipogeo. Sono attività che mostrano come il lascito di Duemila Grotte non riguardi soltanto la memoria di un’opera: riguarda la continuità di una pratica di rilevazione, confronto dei dati e restituzione delle conoscenze.

Carso, catasto e tutela delle grotte

Il workshop si inserisce in una settimana dedicata al patrimonio carsico regionale. Il 13 settembre ricorre la Giornata internazionale delle grotte e del carsismo, proclamata dall’UNESCO nel 2025. In Friuli Venezia Giulia il calendario comprende anche “Grotte aperte”, in programma il 12 e 13 settembre, con visite gratuite alle cinque grotte turistiche regionali aderenti.

La dimensione territoriale è rilevante. Secondo i dati regionali, il carsismo interessa circa il 70% delle aree montane e collinari del Friuli Venezia Giulia. Il Catasto speleologico regionale registra quasi 9.000 grotte. Le aree carsiche alimentano inoltre più di 1.200 sorgenti, molte utilizzate a fini idropotabili.

In questo quadro, Duemila Grotte conserva un valore concreto. La documentazione delle cavità permette di leggere i cambiamenti nei paesaggi, nei metodi di rilievo e nelle conoscenze idrogeologiche. Permette anche di distinguere ciò che è stato esplorato da ciò che resta da verificare.

A cento anni dalla pubblicazione, l’incontro di Trieste mette quindi al centro il rapporto tra archivi storici e banche dati attuali. Le grotte del Carso restano oggetto di ricerca scientifica, esplorazione responsabile e tutela. Il percorso avviato dalla Commissione Grotte e condensato nel libro del 1926 continua nei rilievi, nei catasti e nelle nuove esplorazioni.

Informazioni e fonti

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Informazioni e iscrizioni al workshop

Fonti consultate:

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  • “Life in the Dark”: la biologia delle grotte celebra la prima Giornata Internazionale UNESCO
    Condividi Sabato 12 settembre alle 22:00, ora italiana, la Commissione di Biologia dell’Union Internationale de Spéléologie propone un incontro online dedicato alla storia e alle nuove frontiere della ricerca sulla vita sotterranea Alla vigilia della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo dell’UNESCO, la UIS Biology Commission organizza l’incontro online “Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science”, dedicato alla biologia delle grotte e alle nuove prospe
     

“Life in the Dark”: la biologia delle grotte celebra la prima Giornata Internazionale UNESCO

September 12th 2026 at 06:00

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Sabato 12 settembre alle 22:00, ora italiana, la Commissione di Biologia dell’Union Internationale de Spéléologie propone un incontro online dedicato alla storia e alle nuove frontiere della ricerca sulla vita sotterranea

Alla vigilia della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo dell’UNESCO, la UIS Biology Commission organizza l’incontro online “Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science”, dedicato alla biologia delle grotte e alle nuove prospettive della ricerca scientifica negli ambienti sotterranei.

L’appuntamento è per sabato 12 settembre 2026 alle ore 22:00 in Italia (CEST), con una sessione online trasmessa in diretta sulla pagina Facebook della Commissione.

L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni della prima International Day of Caves and Karst, istituita dall’UNESCO e fissata ogni anno al 13 settembre. La proclamazione rappresenta un importante riconoscimento internazionale per grotte e territori carsici, ambienti presenti in tutti i continenti ma finora privi di una giornata mondiale specificamente dedicata alla loro conoscenza e tutela.

Con Life in the Dark, la Commissione UIS pone l’accento sul ruolo della biospeleologia. Lo studio degli organismi sotterranei non riguarda infatti soltanto la biodiversità delle grotte, ma si intreccia con idrologia, climatologia, geologia e sviluppo di nuove tecnologie.

Le forme di vita adattate all’oscurità permanente costituiscono inoltre modelli straordinari per comprendere i meccanismi dell’adattamento e dell’evoluzione e per indagare i limiti entro i quali la vita può esistere sulla Terra e, potenzialmente, in altri ambienti planetari.

L’evento vuole così collegare l’eredità della ricerca biospeleologica alle nuove frontiere della scienza delle grotte, portando la vita nel buio al centro della prima grande celebrazione internazionale UNESCO dedicata al mondo carsico e sotterraneo.

Biospeleologia, ricerca e riconoscimento UNESCO stanno molto bene insieme.

Quando: sabato 12 settembre 2026, ore 22:00 (ora italiana)
Dove: online, in diretta sulla pagina Facebook della UIS Biology Commission
Evento: Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science

UIS Biology Commission – Facebook

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  • Cavità nel ghiaccio del Montasio: esplorazioni e segnali di una criosfera che cambia
    Condividi La grande cavità osservata sul ghiacciaio occidentale del Montasio richiama l’attenzione su un mondo effimero di acqua e ghiaccio. Nelle vicine Alpi Giulie gli speleologi studiano da anni la criosfera sotterranea, documentando ambienti che cambiano, scompaiono e talvolta diventano accessibili proprio per effetto della fusione. Una grande cavità nel settore superiore del ghiacciaio occidentale del Montasio, nelle Alpi Giulie, è stata osservata alla fine di agosto durante la quarta ta
     

Cavità nel ghiaccio del Montasio: esplorazioni e segnali di una criosfera che cambia

September 12th 2026 at 05:00

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La grande cavità osservata sul ghiacciaio occidentale del Montasio richiama l’attenzione su un mondo effimero di acqua e ghiaccio. Nelle vicine Alpi Giulie gli speleologi studiano da anni la criosfera sotterranea, documentando ambienti che cambiano, scompaiono e talvolta diventano accessibili proprio per effetto della fusione.

Una grande cavità nel settore superiore del ghiacciaio occidentale del Montasio, nelle Alpi Giulie, è stata osservata alla fine di agosto durante la quarta tappa della Carovana dei Ghiacciai 2026 di Legambiente, salita in quota insieme agli esperti dell’Università di Udine e al Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia. Parte della struttura è crollata proprio durante il sopralluogo.

La cavità non sarebbe però una comparsa assoluta. Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente, ha ricordato che forme analoghe si sono già manifestate in passato per poi essere nuovamente colmate da neve e ghiaccio. Quella attuale viene descritta come scavata dall’acqua meteorica nella parte sommitale del ghiacciaio. È un dettaglio importante: le cavità glaciali sono strutture estremamente dinamiche, che possono modificarsi o scomparire anche in tempi relativamente brevi. Come molte cavità che si formano nel ghiaccio, anche quella osservata sul Montasio ha INFATTI carattere potenzialmente effimero e può modificarsi o scomparire in tempi relativamente brevi.

Ghiacciaio del Montasio, versante nord. Foto: Mattiap78 / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0 – 2014

Il Montasio costituisce un caso particolare. Posto a circa 1.900 metri di quota media e con un’estensione di circa sette ettari, deve la sua eccezionale resistenza all’esposizione settentrionale, all’ombra delle pareti dello Jôf di Montasio, all’alimentazione valanghiva e alla copertura detritica. Nel 2026, tuttavia, la scarsità di neve e le elevate temperature estive hanno lasciato il ghiacciaio più appiattito e annerito rispetto alle osservazioni del 2022.

Per gli speleologi la presenza di una cavità nel ghiacciaio apre inevitabilmente un interrogativo: qualcuno l’ha mai esplorata? Al momento non risultano pubblicazioni o relazioni facilmente reperibili che documentino esplorazioni speleologiche sistematiche all’interno delle cavità del ghiacciaio del Montasio. Sarebbe quindi prematuro parlare di una “grotta esplorata” o attribuirle uno sviluppo noto.

A pochi chilometri di distanza, però, il rapporto tra speleologia e ghiaccio ha una storia ben diversa. Nel massiccio del Canin, il progetto C3 – Cave’s Cryosphere and Climate, nato dalla collaborazione fra Commissione Grotte “Eugenio Boegan” della Società Alpina delle Giulie e CNR, ha unito esplorazione speleologica e ricerca scientifica in numerose cavità contenenti ghiaccio permanente. Tra queste la 1938FR, la Grotta con ghiaccio sotto il Foran dal Muss 155FR, la Grotta del Ghiaccio Gilberti 558FR, Frozen e Turbine.

Ed è proprio qui che esplorazione e cambiamento ambientale si incontrano in modo sorprendente. Nella 1938FR la riduzione del deposito di ghiaccio ha reso accessibili nuovi ambienti precedentemente nascosti, mentre nella 155FR gli speleologi hanno percorso e rilevato un lungo meandro tra roccia e ghiaccio che consente di raggiungere la base del deposito glaciale. Rilievi, fotogrammetrie, carotaggi e monitoraggi termici hanno trasformato queste esplorazioni in strumenti per comprendere l’evoluzione della criosfera sotterranea.

Il fenomeno è tutt’altro che marginale. Il progetto regionale CryoKarst censiva, alla fine del 2022, 177 cavità con depositi di ghiaccio e 666 con presenza di neve e ghiaccio in Friuli Venezia Giulia, individuando proprio il Canin fra le aree di maggiore interesse.

Bisogna però distinguere i fenomeni: nelle grotte del Canin siamo prevalentemente dentro cavità carsiche nella roccia che conservano ghiaccio; sul Montasio osserviamo invece una cavità nel settore superiore del ghiacciaio, attribuita all’azione dell’acqua meteorica e di fusione. Due mondi differenti, ma accomunati dall’acqua, dal ghiaccio e dalla rapidità delle trasformazioni.

La cavità del Montasio può quindi diventare qualcosa di più di una fotografia spettacolare. Per la speleologia rappresenta una domanda ancora aperta; per chi osserva e tutela l’ambiente montano, un’ulteriore occasione per documentare una criosfera che cambia. E, come dimostra l’esperienza del vicino Canin, esplorare può significare anche misurare, osservare e conservare memoria di ambienti destinati a non rimanere uguali a lungo.

Fonti essenziali: Legambiente, Carovana dei Ghiacciai 2026 – Ghiacciaio del Montasio, 29 agosto 2026. Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, C3 – Cave’s Cryosphere and Climate 2016–2020. Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Progetto CryoKarst.

L'articolo Cavità nel ghiaccio del Montasio: esplorazioni e segnali di una criosfera che cambia proviene da Scintilena.

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    MEDZINÁRODNÝ DEŇ JASKÝŇ A KRASU Dňa 13. septembra si po prvýkrát pripomíname Medzinárodný deň jaskýň a krasu vyhlásený UNESCO na podnet Medzinárodnej speleologickej únie (UIS) v októbri minulého roku v uzbeckom Samarkande. Kras, na ktorý sa viaže výskyt väčšiny jaskýň, zaberá až 12 % súše na Zemi. Krasová krajina má pre človeka neoceniteľný význam. Až 20 % zdrojov pitnej vody pochádza práve z krasu a túto vodu čerpá takmer štvrtina ľudskej populácie. Práve ľudská činnosť je častým zdrojom ohroz
     

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MEDZINÁRODNÝ DEŇ JASKÝŇ A KRASU
Dňa 13. septembra si po prvýkrát pripomíname Medzinárodný deň jaskýň a krasu vyhlásený UNESCO na podnet Medzinárodnej speleologickej únie (UIS) v októbri minulého roku v uzbeckom Samarkande.
Kras, na ktorý sa viaže výskyt väčšiny jaskýň, zaberá až 12 % súše na Zemi. Krasová krajina má pre človeka neoceniteľný význam. Až 20 % zdrojov pitnej vody pochádza práve z krasu a túto vodu čerpá takmer štvrtina ľudskej populácie. Práve ľudská činnosť je častým zdrojom ohrozenia pri rozmanitom hospodárskom využívaní tohto osobitého a ohrozeného typu krajiny. Len sprístupnené jaskyne na celom svete navštívi ročne až 150 miliónov návštevníkov.
Slovensko, napriek svojej relatívne malej rozlohe, je krajinou bohatou na výskyt jaskýň a krasových javov. Rozloha krasu na Slovenska je asi 2700 km2 a predstavuje asi 5,5 % jeho územia. V súčasnosti je v Zozname jaskýň Slovenskej republiky evidovaných viac než 8400 jaskýň.
„Deň jaskýň“ nám však už roky nie je neznámy, dokonca si ho každoročne pripomíname rozličnými tematickými podujatiami, v tomto roku na Važeckej jaskyni. Už v roku 2018 bol vďaka iniciatíve Medzinárodnej asociácie sprístupnených jaskýň (ISCA) 6. jún vyhlásený ako Svetový deň jaskýň a podzemného sveta. Širšie koncipovaný Medzinárodný deň jaskýň a krasu, ktorý si budeme od tohto roku pripomínať každého 13. septembra, je na medzinárodnej úrovni zastrešený UNESCO.
Foto P. Staníka našich jaskýň svetového prírodného dedičstva.











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  • EuroSpeleo Forum 2026 a Pazin, il programma di Mundus Spelaeus prende forma
    Condividi Seconda circolare per il 18° EuroSpeleo Forum e l’incontro dei speleologi croati Il 18° EuroSpeleo Forum si svolgerà dal 13 al 15 novembre 2026 a Pazin, in Istria, Croazia. L’appuntamento sarà organizzato dalla Speleological Society Istra e riunirà il Forum europeo e il Meeting of Croatian Speleologists in un unico evento, denominato “Mundus Spelaeus 2026”. La seconda circolare contiene le informazioni aggiornate sul programma preliminare, sulle iscrizioni, sulle attività scientific
     

EuroSpeleo Forum 2026 a Pazin, il programma di Mundus Spelaeus prende forma

September 11th 2026 at 14:00

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Seconda circolare per il 18° EuroSpeleo Forum e l’incontro dei speleologi croati

Il 18° EuroSpeleo Forum si svolgerà dal 13 al 15 novembre 2026 a Pazin, in Istria, Croazia. L’appuntamento sarà organizzato dalla Speleological Society Istra e riunirà il Forum europeo e il Meeting of Croatian Speleologists in un unico evento, denominato “Mundus Spelaeus 2026”. La seconda circolare contiene le informazioni aggiornate sul programma preliminare, sulle iscrizioni, sulle attività scientifiche e sulle iniziative dedicate alla fotografia e al rilievo speleologico.

La manifestazione rappresenta la prima edizione del Forum EuroSpeleo ospitata dalla Croazia. L’iniziativa è sostenuta dalla European Speleological Federation, dalla Croatian Speleological Federation, dalla Commission for Speleology della Croatian Mountaineering Association e dalla Città di Pazin. La società speleologica organizzatrice opera insieme ad associazioni e gruppi speleologici croati coinvolti nella preparazione dell’incontro.

Mundus Spelaeus 2026 tra ricerca, esplorazione e tutela delle grotte

Il programma del 18° EuroSpeleo Forum punta a favorire lo scambio di esperienze tra ricercatori, speleologi, tecnici e appassionati. Tra gli obiettivi indicati dagli organizzatori figurano la presentazione di nuove ricerche, il rafforzamento della collaborazione tra federazioni e gruppi europei, la condivisione delle conoscenze e lo sviluppo di pratiche comuni per l’esplorazione e la protezione delle grotte e delle cavità carsiche.

Il tema della tutela ambientale sarà presente in diversi momenti dell’incontro. Sono previsti un workshop sulla pulizia di grotte e abissi, un blocco di interventi dedicato all’ecologia del sottosuolo e una tavola rotonda sui problemi ambientali del torrente Pazin?ica e della Grotta di Pazin. Un ulteriore confronto riguarderà il contrasto alle discariche abusive in grotta e negli abissi.

Il programma del 18° EuroSpeleo Forum a Pazin

La giornata inaugurale di venerdì 13 novembre inizierà con l’apertura di tre esposizioni dedicate alla voragine di Rašpor, ai valori naturali, scientifici e culturali del carsismo e alle grotte e agli abissi dell’Istria. Sarà inoltre proposto un laboratorio interattivo rivolto a bambini, scuole dell’infanzia e istituti scolastici.

Nel pomeriggio sono previsti l’accoglienza dei partecipanti, l’allestimento degli stand di federazioni, associazioni e aziende del settore, oltre agli incontri istituzionali della FSE. La stessa giornata comprenderà escursioni guidate in diverse cavità istriane. Tra le mete indicate figurano Rašpor Pit, Zra?ak nade 2, Bregi Sinkhole, Radota Cave, Kumbašeja velika e Piskovica, cavità sviluppata nel flysch.

Sabato 14 novembre sarà la giornata centrale. Le sessioni di conferenze saranno articolate in blocchi dedicati alle spedizioni e alle ricerche speleologiche in Croazia, alle attività delle organizzazioni speleologiche, alle spedizioni internazionali e alla ricerca scientifica e professionale nelle grotte. Le presentazioni saranno affiancate da poster, esposizioni fotografiche e tavole di rilievo.

In serata sono previsti il programma conviviale dello Speleo Bar e una competizione di abilità su ostacoli e corde. Domenica 15 novembre si terranno incontri delle organizzazioni speleologiche croate, tavole rotonde sul catasto speleologico e sulle discariche sotterranee. Saranno inoltre organizzate visite alla Grotta di Pazin, condizionate dalle condizioni idrologiche, e alla Grotta di Piskovica, indicata nella circolare con uno sviluppo di 1.036 metri.

Iscrizioni, quote e scadenze per i partecipanti

La quota di partecipazione al 18° EuroSpeleo Forum è di 30 euro a persona per chi effettua la preiscrizione online e provvede al pagamento entro le ore 16 del 6 novembre 2026. Il pagamento deve risultare sul conto dell’organizzazione entro quella scadenza. L’iscrizione sul posto, con pagamento in contanti, prevede invece una quota di 35 euro.

La registrazione comprende l’accesso alle attività, alle conferenze, alle mostre e agli eventi del programma. È incluso anche un pasto caldo previsto sabato. I partecipanti riceveranno un kit informativo con il programma dettagliato, la mappa delle sedi e materiali dedicati alle attrattive culturali, storiche e naturalistiche dell’Istria.

Per il pernottamento sono disponibili spazi al coperto presso il centro bowling, destinati a chi porterà sacco a pelo e materassino. Sono previste anche aree per tende, camper e veicoli con tenda da tetto. Le sistemazioni commerciali nella zona di Pazin dovranno essere organizzate autonomamente.

Conferenze e poster: invio degli abstract entro il 20 ottobre

Relatori e autori di poster possono inviare gli abstract entro il 20 ottobre 2026 all’indirizzo mundusspelaeus@gmail.com. Il testo non deve superare 350 parole e va preparato utilizzando il modello allegato alla seconda circolare. Ogni relatore avrà 15 minuti per la presentazione, comprese le domande e la discussione.

I poster dovranno avere il formato standard B1, pari a 70,7 × 100 centimetri, con orientamento verticale. Devono riportare titolo, nomi completi degli autori, affiliazioni e indirizzo email del relatore. La stampa dei poster è a carico degli autori. Le presentazioni potranno riguardare ogni ambito della speleologia, dalle esplorazioni alla ricerca scientifica, dalla documentazione tecnica alla conservazione degli ambienti sotterranei.

Concorsi di fotografia speleologica e rilievo delle grotte

La competizione di fotografia speleologica accetterà immagini dedicate all’esplorazione, alla protezione di grotte e abissi e alla didattica. Le fotografie dovranno essere inviate entro il 1° novembre 2026 alle ore 23:59. Ogni partecipante potrà proporre fino a tre immagini, in formato JPG o JPEG, con risoluzione minima di 3.508 pixel sul lato maggiore e 2.480 su quello minore.

Le immagini generate o manipolate con sistemi di intelligenza artificiale non saranno ammesse. Sono accettati fotomontaggi realizzati esclusivamente con elementi prodotti dall’autore. Una giuria selezionerà dieci fotografie per l’esposizione. Durante l’evento, i partecipanti potranno votare la loro immagine preferita.

È prevista anche una selezione di rilievi topografici di grotte e abissi. Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 1° novembre 2026. La giuria sceglierà quindici disegni da esporre. La valutazione considererà la capacità di rappresentare lo spazio tridimensionale, la chiarezza delle informazioni e la qualità complessiva del rilievo.

Un appuntamento europeo per la speleologia

Il 18° EuroSpeleo Forum si presenta quindi come un appuntamento articolato, con un programma che unisce divulgazione, ricerca, tecnica, tutela ambientale e confronto tra organizzazioni. La scelta di Pazin collega l’incontro alla tradizione carsica dell’Istria e alla storia dell’esplorazione delle cavità della penisola.

La seconda circolare invita speleologi, ricercatori, associazioni, espositori e appassionati a programmare per tempo la partecipazione. Le scadenze principali riguardano l’invio degli abstract entro il 20 ottobre, le iscrizioni con quota ridotta entro il 6 novembre e la partecipazione ai concorsi fotografici e cartografici entro il 1° novembre 2026.

Fonti

Mundus

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  • Castellana Grotte, il Gruppo Puglia Grotte presenta il 52° corso di introduzione alla speleologia
    Condividi Giornata Nazionale della Speleologia: formazione, ricerca e territorio al Centro Studi Il Gruppo Puglia Grotte presenta il 52° corso di introduzione alla speleologia. L’appuntamento è fissato per domenica 13 settembre 2026, alle ore 10, al Centro Studi Viterbo di Castellana Grotte. L’iniziativa si svolge in occasione della Giornata Nazionale della Speleologia e riunisce associazioni, istituzioni, federazione e scuola. L’incontro sarà dedicato alla conoscenza del mondo sotterraneo
     

Castellana Grotte, il Gruppo Puglia Grotte presenta il 52° corso di introduzione alla speleologia

September 11th 2026 at 13:00

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Giornata Nazionale della Speleologia: formazione, ricerca e territorio al Centro Studi

Il Gruppo Puglia Grotte presenta il 52° corso di introduzione alla speleologia. L’appuntamento è fissato per domenica 13 settembre 2026, alle ore 10, al Centro Studi Viterbo di Castellana Grotte. L’iniziativa si svolge in occasione della Giornata Nazionale della Speleologia e riunisce associazioni, istituzioni, federazione e scuola.

L’incontro sarà dedicato alla conoscenza del mondo sotterraneo e al ruolo della formazione speleologica. Il programma punta a illustrare le attività di ricerca, esplorazione e documentazione delle cavità. Sarà affrontato anche il rapporto tra speleologia e valorizzazione del territorio carsico.

52° corso di introduzione alla speleologia a Castellana Grotte

Il corso rappresenta il principale appuntamento formativo annuale del Gruppo Puglia Grotte. Secondo le informazioni diffuse dall’associazione, il percorso si svolgerà dal 20 settembre all’8 novembre 2026. Le lezioni teoriche sono previste il martedì e il giovedì. I fine settimana saranno dedicati alle esercitazioni in parete e alle uscite in grotta.

Il corso è omologato dalla Società Speleologica Italiana ed è diretto da Modesto Tartarelli. Il programma comprende la progressione su corda, le tecniche esplorative, la geologia, la speleogenesi e la prevenzione degli incidenti. Sono previste anche lezioni dedicate all’ecologia, alla speleobiologia, alla cartografia e alla documentazione delle cavità.

Le attività pratiche interesseranno grotte del territorio di Castellana, del Gargano, del Matese e dell’area di Roccamorice. Prima dell’avvio ufficiale è prevista un’uscita propedeutica alle Grotte di Castellana, programmata per domenica 20 settembre. L’iniziativa è rivolta anche a chi desidera conoscere l’attività speleologica prima di iscriversi al corso.

La partecipazione all’uscita propedeutica non comporta l’iscrizione automatica al percorso formativo. Per informazioni è possibile rivolgersi alla sede del Gruppo Puglia Grotte, in via Margherita di Savoia 18, il giovedì sera. Sono disponibili anche gli indirizzi segreteria@gruppopugliagrotte.it e responsabileuscite@gruppopugliagrotte.it.

Associazioni, federazione e istituzioni insieme

L’incontro del 13 settembre è costruito come un momento di confronto tra soggetti impegnati nella conoscenza del sottosuolo. Per il Comune di Castellana Grotte interverranno la vicesindaca e assessora alla Cultura Virginia Dibello e Antonio Dimasi, responsabile dell’Ufficio tecnico-ambiente.

Per la Federazione Speleologica Pugliese è previsto l’intervento del presidente Aurelio Marangella. La Commissione nazionale Scuola di Speleologia della Società Speleologica Italiana sarà rappresentata da Luciano Luprano, coordinatore regionale per la Puglia del CNSS-SSI.

Per il Gruppo Puglia Grotte interverranno il presidente Domenico Camicia e il direttore del corso Modesto Tartarelli. È annunciata anche la partecipazione del Gruppo Speleologico Vespertilio, rappresentato dalla presidente Emanuela Derossi.

La composizione dell’incontro sottolinea il valore della collaborazione. La speleologia richiede competenze tecniche, preparazione fisica, conoscenze naturalistiche e capacità di lavorare in gruppo. La formazione iniziale serve a costruire comportamenti corretti in grotta e a ridurre i rischi durante le attività esplorative.

Gruppo Puglia Grotte: oltre cinquant’anni di attività

Il Gruppo Puglia Grotte è stato fondato nel 1971. Da oltre cinquant’anni svolge attività di ricerca ed esplorazione speleologica in Puglia, nell’Italia meridionale e in Albania. L’associazione organizza corsi di introduzione alla speleologia, corsi di specializzazione, attività per docenti e laboratori didattici destinati alle scuole.

Nel corso della sua storia ha promosso spedizioni e progetti in Marocco, Tunisia, Albania, Cuba e Portogallo. Soci del gruppo hanno partecipato anche a iniziative di ricerca in Messico, Patagonia, Antartide e Filippine. In ambito nazionale, l’attività si concentra sul territorio pugliese, sulla Murgia e su altri complessi carsici dell’Italia meridionale.

Il Gruppo Puglia Grotte cura inoltre pubblicazioni e strumenti di documentazione. Tra questi figurano il bollettino Puglia Grotte, i Quaderni di Speleologia Meridionale, una biblioteca sociale con oltre mille volumi e un archivio di rilievi topografici e cartografie. L’associazione gestisce anche il Museo Speleologico Franco Anelli delle Grotte di Castellana, in collaborazione con la società Grotte di Castellana.

Dal 2009 il gruppo collabora all’organizzazione di Speleonight, visita guidata dedicata alla conoscenza delle Grotte di Castellana. L’attività punta a presentare al pubblico alcuni aspetti dell’esperienza speleologica, mantenendo distinta la visita divulgativa dalla pratica esplorativa.

Monitoraggio biologico e nuove cavità

Tra le attività recenti documentate dal Gruppo Puglia Grotte figura il monitoraggio di Italodytes stammeri nei rami laterali delle Grotte di Castellana. L’indagine è stata svolta con il patrocinio della Società Grotte di Castellana, nel quadro della campagna della Società Speleologica Italiana dedicata all’animale di grotta dell’anno.

Il monitoraggio ha l’obiettivo di verificare presenza, consistenza e persistenza della specie nell’ambiente ipogeo. Italodytes stammeri è un organismo legato agli habitat sotterranei pugliesi. Le attività di questo tipo permettono di raccogliere dati sulla biodiversità cavernicola e sulle condizioni degli ambienti non aperti al percorso turistico.

Sul fronte esplorativo, il Gruppo Puglia Grotte è stato incaricato dall’Amministrazione comunale di Castellana Grotte di esplorare, studiare e documentare le cavità carsiche rinvenute nella cittadina. Tra queste rientrano le Grotte dell’Abate Eustasio. La cavità, individuata in area urbana, ha riportato l’attenzione sul potenziale del sottosuolo carsico locale.

Il sito ufficiale del gruppo segnala inoltre attività di ricerca di nuove cavità, tra cui una grotta in contrada Mamutte e la Grotta San Luca. Le informazioni disponibili indicano che le attività comprendono sopralluoghi, rilievi e documentazione. Non vengono riportati, nelle pagine consultate, dati completi su sviluppo, profondità o stato definitivo delle esplorazioni.

Il Gruppo Puglia Grotte porta avanti anche progetti di ricerca in altri contesti. Il Progetto Grotta del Dragone, avviato con associazioni della Basilicata nell’area del Coccovello, comprende esplorazione, rilievo, monitoraggio ambientale, campionamento delle acque e studio microbiologico e mineralogico.

La speleologia come conoscenza condivisa

Il 52° corso di introduzione alla speleologia si inserisce in questa continuità tra formazione, ricerca e divulgazione. La speleologia non riguarda soltanto la discesa in grotta. Comprende l’osservazione dei fenomeni carsici, lo studio delle acque sotterranee, la documentazione degli ambienti e la tutela della biodiversità.

Il percorso formativo di Castellana Grotte offre quindi un primo accesso a un’attività complessa. Le lezioni e le uscite permettono di affrontare gli aspetti tecnici insieme a quelli scientifici e ambientali. La Giornata Nazionale della Speleologia diventa così il contesto per presentare una disciplina basata sulla preparazione e sulla condivisione delle conoscenze.

Fonti

Ho preparato anche il file Markdown scaricabile con il testo completo dell’articolo.

Fonti
[2] Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/castellana-grotte-al-via-il-52-corso-di-speleologia-del-gruppo-puglia-grotte/09/07/
[3] 51ª Edizione del Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte https://www.scintilena.com/51a-edizione-del-corso-di-speleologia-del-gruppo-puglia-grotte/09/01/
[4] Esplorazioni Nazionali https://www.gruppopugliagrotte.it/esplorazioni/nazionali/
[5] Puglia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/puglia/
[6] TRECCHINA, DOPO ANELLI E OROFINO LA TRADIZIONE RIVIVE CON IL CORSO DI SPELEOLOGIA – Scintilena https://www.scintilena.com/trecchina-dopo-anelli-e-orofino-la-tradizione-rivive-con-il-corso-di-speleologia/10/05/
[7] Il Gruppo Puglia Grotte celebra il 50° corso di speleologia – Scintilena https://www.scintilena.com/il-gruppo-puglia-grotte-celebra-il-50-corso-di-speleologia/08/17/
[8] SSI Archivi https://www.scintilena.com/category/ssi/
[9] Novità https://www.gruppopugliagrotte.it/categories/novit%C3%A0/
[10] Gruppo Puglia Grotte APS — Ricerca · Esplorazione · Didattica … https://gruppopugliagrotte.it/
[11] Autore: Marina Abisso – Scintilena https://www.scintilena.com/author/marina-abisso/
[12] Chi siamo https://www.gruppopugliagrotte.it/home/chi-siamo/
[13] Archivi categoria: Novità https://www.gruppopugliagrotte.it/home/category/novita/
[14] Gruppo Puglia Grotte | Esplorazione | Comunicazione speleologica https://www.gruppopugliagrotte.it/home/
[15] Corsi Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/corsi/
[16] Grotte, Turismo e Ricerca Scientifica: 80 anni dalla scoperta … https://www.scintilena.com/grotte-turismo-e-ricerca-scientifica-80-anni-dalla-scoperta-delle-grotte-di-castellana/05/06/
[17] Gruppo Puglia Grotte APS — Ricerca · Esplorazione … https://www.gruppopugliagrotte.it/
[18] XVI INCONTRO DI SPELEOLOGIA REGIONALE … https://www.gruppopugliagrotte.it/eventi/spelaion2011/AttiSpelaion2011.pdf
[19] Relazioni https://www.gruppopugliagrotte.it/categories/relazioni/
[20] Esplorazione e ricerca — Gruppo Puglia Grotte APS https://www.gruppopugliagrotte.it/archivio-storico/esplorazione-e-ricerca/
[21] Contatti | Gruppo Puglia Grotte https://www.gruppopugliagrotte.it/home/chi-siamo/contatti/
[22] Progetto Grotta del Dragone https://www.gruppopugliagrotte.it/home/esplorazioni/nazionali/progetto-grotta-del-dragone/
[23] Archivio storico https://www.gruppopugliagrotte.it/archivio-storico/
[24] Pubblicazioni https://www.gruppopugliagrotte.it/pubblicazioni/
[25] Modulo_programma.doc https://www.gruppopugliagrotte.it/corso/26/programma.pdf
[26] 2015 — Gruppo Puglia Grotte APS https://www.gruppopugliagrotte.it/anni/2015/
[27] Speleological Museum Franco Anelli – Didactic journey https://www.gruppopugliagrotte.it/museo_percorso_eng.htm

Gruppo Puglia Grotte

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  • Velika Pecina, LiDAR e nuovi dati C14: la grotta di Kameno restituisce tracce dell’età del Bronzo
    Condividi Il rilievo LiDAR della Velika Pecina presso Herceg Novi costruirà un modello tridimensionale della cavità e aiuterà a leggere la relazione tra focolari, reperti e resti faunistici datati alla tarda età del Bronzo. Velika Pecina: una nuova fase di documentazione Nella grotta di Velika Pecina, vicino al villaggio di Kameno nel comune montenegrino di Herceg Novi, si è conclusa una nuova fase di documentazione archeologica. Le attività sono state svolte dall’O?rodek Bada? nad Antykie
     

Velika Pecina, LiDAR e nuovi dati C14: la grotta di Kameno restituisce tracce dell’età del Bronzo

September 11th 2026 at 12:00

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Il rilievo LiDAR della Velika Pecina presso Herceg Novi costruirà un modello tridimensionale della cavità e aiuterà a leggere la relazione tra focolari, reperti e resti faunistici datati alla tarda età del Bronzo.

Velika Pecina: una nuova fase di documentazione

Nella grotta di Velika Pecina, vicino al villaggio di Kameno nel comune montenegrino di Herceg Novi, si è conclusa una nuova fase di documentazione archeologica. Le attività sono state svolte dall’O?rodek Bada? nad Antykiem Europy Po?udniowo-Wschodniej dell’Università di Varsavia e dal Parco naturale di Orjen – Herceg Novi.

La campagna non ha previsto nuovi scavi. Il lavoro si è concentrato sul riconoscimento dell’estensione dei focolari conservati in situ e sulla preparazione delle procedure per localizzare e cartografare i materiali che non sono stati rimossi dalla loro posizione originaria. È un passaggio utile per una successiva documentazione fotogrammetrica di dettaglio.

L’obiettivo è ricostruire le relazioni spaziali fra i segni delle diverse frequentazioni della cavità. In un sito ipogeo, la posizione di un osso, di un manufatto o di un focolare può essere decisiva per distinguere fasi d’uso diverse e per interpretare le azioni svolte nello spazio sotterraneo. La morfologia articolata di Velika Pe?ina rende questo lavoro particolarmente necessario: grandi sale, accumuli di blocchi, fessure e aperture verticali rendono difficile ridurre l’ambiente a una semplice pianta bidimensionale. [web:24]

Datazioni C14 e tarda età del Bronzo

Un elemento centrale della nuova comunicazione riguarda i risultati delle datazioni al radiocarbonio sulle campionature prelevate negli scavi dell’anno precedente. Sono state ottenute due misure: 2920 ± 30 BP e 3015 ± 30 BP, dove BP indica gli anni prima del presente convenzionalmente fissato al 1950.

Dopo la calibrazione, la prima misura ricade, con probabilità del 95,4%, nell’intervallo 1214–1016 a.C. La seconda comprende più intervalli compresi fra 1390 e 1128 a.C. Le due determinazioni indicano quindi una frequentazione riferibile alla tarda età del Bronzo.

Le date non definiscono da sole la funzione della grotta. Dovranno essere messe in rapporto con gli specifici focolari, con la stratigrafia e con la distribuzione dei reperti. È proprio qui che il rilievo tridimensionale di Velika Pe?ina può rendere più solida l’interpretazione, conservando in un unico sistema di riferimento le coordinate dei contesti archeologici.

Resti faunistici nella grotta di Kameno

Durante il sopralluogo sono state registrate numerose ossa animali visibili in superficie, nelle fessure e fra i blocchi rocciosi. Il riconoscimento preliminare segnala resti attribuibili a pecora o capra e a cinghiale.

I materiali restano oggetto di studio. La loro registrazione spaziale consentirà di verificare se siano associati ai focolari o ad altri indicatori di attività umana. Potrà anche aiutare a separare depositi legati alla frequentazione preistorica da spostamenti successivi causati dalla gravità, dall’acqua, dagli animali o dalle trasformazioni naturali della cavità.

La documentazione in situ evita di perdere informazioni nel momento in cui un reperto viene recuperato. Per questo il progetto di Velika Pe?ina unisce il rilievo della grotta alla registrazione analitica delle evidenze archeologiche.

LiDAR nelle grotte: come funziona il sistema Mandeye–HDMapping

Il rilevamento di Velika Pe?ina è stato eseguito con il sistema Mandeye–HDMapping. LiDAR è l’acronimo di Light Detection and Ranging: il sensore emette impulsi laser e misura il tempo necessario al segnale per tornare allo strumento. Ripetendo queste misure durante il movimento, si ottiene una nuvola di punti, cioè un insieme molto fitto di coordinate che descrive pareti, pavimenti, soffitti, blocchi e altri elementi intercettati dal laser.

Mandeye è una soluzione mobile basata su hardware aperto e software open source. Il sistema utilizza un LiDAR Livox Mid-360, associato a un’unità inerziale, e può essere portato a mano nelle strettoie oppure montato sul casco nei tratti dove serve operare a mani libere. Il sensore non richiede illuminazione per misurare le superfici: una caratteristica adatta all’ambiente sotterraneo. [web:6]

Durante l’acquisizione, il sistema registra scansioni e movimento dello strumento. Il software HDMapping elabora la traiettoria mediante odometria LiDAR e integra le scansioni in una nuvola tridimensionale. Le elaborazioni successive servono a correggere la chiusura degli anelli del percorso, un problema noto come loop closure, a unire rilievi eseguiti in sessioni differenti e a georeferenziare i dati su punti di controllo o coordinate note. I risultati possono essere gestiti come nuvole di punti LAZ e trasformati in piante e profili sviluppati. [web:16]

Per la speleologia, il vantaggio non è la sostituzione automatica del rilievo tradizionale. La ricerca dedicata al Mandeye raccomanda infatti di affiancare la scansione mobile a una poligonale indipendente, utile come controllo e per la georeferenziazione. Nei test pubblicati, la tecnica ha permesso di coprire sia settori ampi sia passaggi stretti, accelerando la raccolta dei dati rispetto al disegno manuale in grotta. Restano necessari controllo degli errori, pulizia della nuvola di punti e verifica dell’accuratezza rispetto allo scopo del rilievo. [web:6]

Un modello 3D per le future analisi di Velika Pe?ina

Nel caso di Velika Pe?ina, la nuvola di punti permetterà di produrre un piano dettagliato e un modello 3D della cavità. Il modello potrà diventare la base per sovrapporre le future acquisizioni fotogrammetriche, la posizione dei focolari e quella dei reperti individuati fra i detriti.

La combinazione fra cronologia radiocarbonica, archeologia di superficie, fotogrammetria e LiDAR può quindi rendere confrontabili dati raccolti in momenti diversi. È un approccio rilevante soprattutto per le grotte archeologiche, dove il contesto spaziale è complesso e le evidenze possono trovarsi su più livelli, dietro blocchi o lungo fessure.

Alla campagna hanno partecipato Ma?gorzata Kot, Željko Star?evi?, Andrija Star?evi?, Dušan Mrdak, Tomasz Paw?owski e Janusz Rec?aw. Il gruppo ha inoltre ringraziato Marina ?urovi? Radonji? per il supporto al progetto. Le analisi future dovranno chiarire la sequenza delle fasi di utilizzo della grotta e il suo ruolo nel paesaggio archeologico dell’area della Bocche di Cattaro. [web:24]

Fonti

Lidar

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    Condividi Il Southeastern Cave Conservancy ha pubblicato un Piano d’Azione per il Clima dedicato a grotte e paesaggi carsici, colmando un vuoto di ricerca e gestione finora concentrato su foreste e oceani. L’iniziativa si inserisce nel contesto della prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, proclamata dall’UNESCO per il 13 settembre 2026.[1][2][3][4] Perché grotte e carsismo contano per il clima Grotte e sistemi carsici coprono circa il 20% del territorio statunitense e, su sca
     

Grotte e clima: primo piano d’azione per il carsismo e Giornata UNESCO del 13 settembre

September 11th 2026 at 11:00

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Il Southeastern Cave Conservancy ha pubblicato un Piano d’Azione per il Clima dedicato a grotte e paesaggi carsici, colmando un vuoto di ricerca e gestione finora concentrato su foreste e oceani. L’iniziativa si inserisce nel contesto della prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, proclamata dall’UNESCO per il 13 settembre 2026.[1][2][3][4]

Perché grotte e carsismo contano per il clima

Grotte e sistemi carsici coprono circa il 20% del territorio statunitense e, su scala globale, quasi un quarto delle terre emerse, fornendo acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Questi ambienti non sono semplici “vuoti” nel sottosuolo: funzionano come microrefugia a clima stabile, ospitano specie endemiche sensibili e conservano archivi geologici e archeologici fondamentali per ricostruire il clima del passato.[3][4][5]

Il processo di carsificazione, ossia la dissoluzione chimica delle rocce carbonatiche da parte di acque leggermente acide, agisce come un “pozzo di carbonio” geologico a lungo termine, rimuovendo CO? dall’atmosfera su scale temporali dell’ordine di 10.000 anni. L’efficienza di questo meccanismo dipende però dalla gestione della superficie: foreste primarie e praterie native favoriscono la sequestrazione, mentre terreni agricoli e fertilizzanti azotati possono ridurla.[4]

Il Climate Action Plan del Southeastern Cave Conservancy

Il Piano d’Azione per il Clima del Southeastern Cave Conservancy (SCCi) propone una gestione attiva dei propri 180+ siti e di quasi 5.000 acri di bacini idrografici nel sud-est degli USA. L’obiettivo è trasformare la protezione passiva in interventi mirati per aumentare la resilienza climatica di grotte, acque sotterranee e biodiversità ipogea.[3][4]

Le linee guida si articolano in quattro assi principali: gestione della superficie e della vegetazione, integrità idrologica, tutela della biodiversità e dei microclimi, monitoraggio e ricerca. Tra le misure concrete figurano il ripristino di coperture vegetali native, la creazione di zone tampone attorno a doline e inghiottitoi, la limitazione del disboscamento e degli scavi profondi per proteggere l’epicarsismo, e la promozione di pratiche agricole conservative per migliorare la capacità di ritenzione idrica dei suoli.[4]

Sul fronte idrologico, il piano invita a regolare il deflusso superficiale verso le doline, a evitare infrastrutture che convoglino grandi volumi d’acqua negli ingressi carsici e a sostenere limiti all’estrazione di acque sotterranee coerenti con i cambiamenti climatici attesi. Per la biodiversità, si propone di monitorare temperatura e umidità delle grotte, di regolare i flussi di visitatori per ridurre carico termico e CO? antropogenica e di identificare “scialuppe climatiche” (climate lifeboats): settori profondi e disaccoppiati dalle oscillazioni superficiali, da proteggere come rifugi prioritari.[4]

Il documento introduce anche un approccio di “triage” gestionale, riconoscendo che non tutte le grotte potranno essere salvate con la stessa intensità di intervento. I siti sono classificati in tre livelli: roccaforti climatiche (sistemi ampi e profondi con buona copertura forestale), riserve adattative (sensibilità moderata, gestibili con riforestazione) e siti educativi (già impattati, utili per sensibilizzare sul cambiamento climatico).[4]

Biospeleologia, pipistrelli e specie a rischio

Uno dei capitoli più rilevanti per la speleologia biologica riguarda la tutela dei chirotteri e degli artropodi cavernicoli. Molte specie di pipistrelli, tra cui quelle colpite dalla Sindrome del Naso Bianco, dipendono da zone fredde e stabili per ibernarsi: un riscaldamento anche limitato delle grotte può far consumare troppo rapidamente le riserve di grasso e portare a mortalità elevate. Alcuni artropodi endemici hanno un limite letale intorno ai 25 °C: ondate di calore che penetrano in grotte mal gestite possono cancellare intere popolazioni in pochi giorni.[4]

Il piano raccomanda di mappare con sensori termici i “cold spots” interni alle grotte, di evitare modifiche agli ingressi che alterino i flussi d’aria e di concentrare le risorse sui siti con maggiore probabilità di stabilità nei prossimi 50 anni. Queste indicazioni sono coerenti con le linee guida di conservazione già adottate in altri contesti carsici, dove si promuovono recinzioni, cartellonistica, restrizioni stagionali e mantenimento della copertura forestale per mitigare stress climatici e antropici.[4][6]

Speleotemi come archivi climatici e rischio di “rumore”

Le stalattiti e le stalagmiti funzionano come “pluviometri naturali”: analizzando gli isotopi di ossigeno e carbonio nei loro strati, è possibile ricostruire andamenti di pioggia e temperatura su scale centenarie e millenarie. I speleotemi registrano anche lo stato della vegetazione in superficie, attraverso la materia organica incorporata nel calcite.[4]

Il cambiamento climatico minaccia però la qualità di questi archivi. Eventi alluvionali estremi possono “lavare via” o contaminare i segnali chimici in formazione, mentre l’aumento della CO? atmosferica può alterare i tassi di precipitazione del calcite, rendendo più difficile leggere il record climatico futuro. Il Piano d’Azione suggerisce di limitare le visite di grandi gruppi in grotte con speleotemi di interesse scientifico, per evitare picchi di CO? dovuti al respiro umano, e di proteggere la vegetazione in superficie sopra i siti di studio per mantenere la purezza delle acque di percolazione.[4]

La Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo UNESCO

Il 13 settembre 2026 si celebrerà la prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo (International Day of Caves and Karst, IDCK), proclamata dall’UNESCO il 12 novembre 2025 su proposta della Slovenia e dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS). La data ricorda il 13 settembre 2021, quando grotte e carsismo furono presentati per la prima volta in sede UNESCO a Parigi.[1][2][5][7]

La celebrazione inaugurale si svolge a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026, con una conferenza scientifica internazionale dal titolo “Explore, Understand and Protect: Towards Sustainable Management of Caves and Karst”, escursioni a Škocjan, Planina, Rakov Škocjan e Cerknica Polje, e una cerimonia ufficiale nella Grotta di Postojna. La UIS Cave Biology Commission organizza inoltre un appuntamento online, “Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science”, in diretta Facebook il 12 settembre, dedicato alla biospeleologia e alle nuove frontiere della ricerca sotterranea.[5][8][9][10][11][12][13]

L’IDCK punta a sensibilizzare sull’importanza di grotte e carsismo per la sicurezza idrica, la biodiversità, il patrimonio culturale e l’azione climatica, sostenendo gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, in particolare quelli su acqua pulita (SDG 6), città e territori resilienti (SDG 11), azione per il clima (SDG 13) e vita sulla terra (SDG 15).[5]

L’iniziativa “L’Acqua che berremo” in Italia

In Italia, la campagna “L’Acqua che berremo”, promossa dalla Società Speleologica Italiana (SSI), mira a prevenire e mitigare gli impatti negativi sulle acque sotterranee carsiche, sensibilizzando cittadini e istituzioni sul valore di questi acquiferi per le attività umane e la biodiversità. Il progetto, finanziato attraverso un bando di Educazione Ambientale del Ministero dell’Ambiente, sostiene laboratori didattici per scuole primarie e secondarie situate nelle aree dei Parchi Nazionali, coinvolgendo federazioni e gruppi speleologici.[14][15]

Tra gli obiettivi figurano la prevenzione di opere e azioni quotidiane con impatto negativo sugli acquiferi carsici, la rimozione o mitigazione di cause di degrado (inquinanti solidi e liquidi), e il supporto a progetti multidisciplinari di ricerca sulla qualità e tutela della risorsa idrica carsica. La campagna ha prodotto materiali didattici, documentari, brochure e iniziative legate alla Giornata Mondiale dell’Acqua, con attività di mappatura degli acquiferi carsici e challenge fotografiche e video per diffondere la conoscenza del mondo sotterraneo.[14][15]

“L’Acqua che berremo” rappresenta un ponte tra la dimensione scientifica della speleologia e la divulgazione ambientale nelle scuole, in linea con le finalità della Giornata UNESCO: rendere visibile l’invisibile, mostrando come le scelte in superficie determinino la qualità e la quantità dell’acqua che arriva alle nostre case attraverso i sistemi carsici.[5][14][15]

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Grotte e clima, carsismo e cambiamento climatico, Piano d’Azione per grotte e carsismo, Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo UNESCO, acquiferi carsici e acqua potabile, biospeleologia e pipistrelli, speleotemi e archivi climatici, iniziativa “L’Acqua che berremo”.[1][2][3][4][5][14]


Fonti

Fonti
[1] Calendar https://www.unesco.org/en/events
[2] UNESCO PROCLAIMS THE INTERNATIONAL DAY OF … https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/download/14935/12805/46110
[3] The Future of Karst – SaveYourCaves.org https://saveyourcaves.org/learn/the-future-of-karst.html
[4] The Future of Karst https://saveyourcaves.org/data/TheFutureOfKarst_Final-compressed.pdf
[5] International Day of Caves and Karst https://www.caveskarstday.org/
[6] Action Plan for the https://wvdnr.gov/wp-content/uploads/2021/10/GreenbrierCFA_Plan.10.04.2021-1.pdf
[7] UNESCO proclaims International Day of Caves and Karst https://www.gov.si/en/news/2025-11-12-unesco-proclaims-international-day-of-caves-and-karst-the-initiative-came-from-slovenia/
[8] Slovenia to Celebrate UNESCO International Day of Caves and Karst for the First Time https://www.gov.si/en/news/2026-09-10-slovenia-to-celebrate-unesco-international-day-of-caves-and-karst-for-the-first-time/
[9] The Global Geoparks Network celebrates the International Day of … https://www.globalgeoparksnetwork.org/news/global-geoparks-network-celebrates-international-day-caves-and-karst
[10] First UNESCO International Day of Caves and Karst (Postojna … https://www.geomorph.org/2026/04/first-unesco-international-day-of-caves-and-karst-postojna-slovenia-10-13-september-2026/
[11] UIS Celebration of the International Day of Caves and Karst https://www.eurospeleo.eu/event/uis-celebration-of-the-international-day-of-caves-and-karst/
[12] First celebration of the UNESCO International Day of Caves and Karst https://izrkp.zrc-sazu.si/en/novice/prvo-praznovanje-unesco-mednarodnega-dneva-jam-in-krasa
[13] Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo: la UIS porta la biospeleologia in diretta Facebook – Scintilena https://www.scintilena.com/prima-giornata-mondiale-delle-grotte-e-del-carsismo-la-uis-porta-la-biospeleologia-in-diretta-facebook/09/09/
[14] Risorse scaricabili https://www.acquacheberremo.it/risorse/
[15] L’Acqua che Berremo – gli speleologi difendono la risorsa più … https://www.acquacheberremo.it/
[16] Mapping karst groundwater flow paths and delineating … https://www.usgs.gov/data/mapping-karst-groundwater-flow-paths-and-delineating-recharge-areas-fern-cave-alabama-through
[17] Department of the Interior – Mapping karst groundwater flow paths and delineating recharge areas for Fern Cave, Alabama through the use of dye tracing https://catalog.data.gov/dataset/mapping-karst-groundwater-flow-paths-and-delineating-recharge-areas-for-fern-cave-alabama-

The future of karst

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  • Serata speleologia al CAI Massa: il Gruppo Speleologico Archeologico Apuano apre le porte alle grotte delle Alpi Apuane
    Condividi Grotte delle Alpi Apuane e speleologia: appuntamento giovedì 17 settembre alla sede CAI Massa Giovedì 11 settembre alle 21:00 la sede del CAI di Massa ha ospitato una serata dedicata alla speleologia organizzata dal Gruppo Speleologico Archeologico Apuano (GSAA). L’incontro rappresenta un’occasione per avvicinare il pubblico al mondo sotterraneo delle grotte delle Alpi Apuane, uno dei distretti carsici più rilevanti d’Europa. La serata si inserisce in un più ampio contesto di divulg
     

Serata speleologia al CAI Massa: il Gruppo Speleologico Archeologico Apuano apre le porte alle grotte delle Alpi Apuane

September 11th 2026 at 10:00

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Grotte delle Alpi Apuane e speleologia: appuntamento giovedì 17 settembre alla sede CAI Massa

Giovedì 11 settembre alle 21:00 la sede del CAI di Massa ha ospitato una serata dedicata alla speleologia organizzata dal Gruppo Speleologico Archeologico Apuano (GSAA). L’incontro rappresenta un’occasione per avvicinare il pubblico al mondo sotterraneo delle grotte delle Alpi Apuane, uno dei distretti carsici più rilevanti d’Europa. La serata si inserisce in un più ampio contesto di divulgazione scientifica sulla speleologia e sul patrimonio ipogeo apuano, con l’obiettivo di stimolare curiosità e possibili nuovi approcci all’esplorazione sotterranea.

Il Gruppo Speleologico Archeologico Apuano: storia e attività

Il Gruppo Speleologico Archeologico Apuano (GSAA) è stato fondato nel 1981 e opera da oltre quattro decenni nell’ambito della ricerca, dell’esplorazione e della divulgazione speleologica nelle Alpi Apuane. Oltre all’attività di ricerca di nuove cavità e alla diffusione della conoscenza dell’ambiente ipogeo, il gruppo organizza regolarmente corsi di avvicinamento alla speleologia destinati a principianti e appassionati.

La sede operativa del GSAA si trova presso la sezione CAI di Massa, in Via della Posta 8 a Canevara, dove il gruppo si riunisce tradizionalmente ogni giovedì sera alle 21:00. Il gruppo è federato alla Federazione Speleologica Toscana e mantiene una presenza attiva sul territorio attraverso pubblicazioni, incontri pubblici e iniziative di formazione.

Alpi Apuane: un distretto carsico di rilevanza europea

Le Alpi Apuane rappresentano una delle aree carsiche più importanti d’Italia e d’Europa. Sul territorio apuano si contano quasi 2.000 grotte censite, con una concentrazione eccezionale di cavitಲ di grande sviluppo e profondità. Tra le 50 grotte più profonde della penisola, 17 sono apuane; tra le 50 più estese in lunghezza, 8 appartengono a questo distretto.

Le grotte più profonde e estese delle Alpi Apuane

Il record di profondità è detenuto dall’Abisso Paolo Roversi, situato nel territorio di Minucciano (Lucca), sulle pendici del Monte Tambura nell’area della Carcaraia. Con un dislivello di 1.350 metri, è considerata fino ad ora la grotta più profonda d’Italia , ma da fonti certe dovrebbe perdere tra poco il suo primato e la ventitreesima al mondo.

Il Complesso del Monte Corchia, nel territorio di Stazzema (Lucca), è invece la grotta più estesa d’Italia con oltre 60 chilometri di sviluppo e una profondità che supera i 1.180 metri. Una piccola parte di questo gigantesco sistema carsico è accessibile al pubblico attraverso un percorso turistico di circa due chilometri.

Altre cavità di rilievo nelle grotte delle Alpi Apuane includono:

  • Abisso Olivifer (1.215 metri di profondità)
  • Abisso Chimera (1.172 metri)
  • Complesso Saragato-Aria Ghiaccia (oltre 35 km di sviluppo, 1.250 metri di profondità)
  • Abisso Perestrojka (oltre 1.000 metri)
  • Buca del Muschio/Abisso Satanachia (1.040 metri)

Carsismo e speleologia: processi e caratteristiche

Il carsismo è il processo chimico-fisico attraverso il quale le rocce carbonatiche (principalmente calcari e dolomie) vengono dissolte dall’acqua meteorica arricchita di anidride carbonica. La reazione fondamentale può essere schematizzata come: CaCO? + H?CO? ? Ca2+ + 2HCO3-. Questo processo genera nel tempo un’estesa rete di cavitಲ sotterranee, gallerie, pozzi e sistemi di drenaggio ipogeo.

Nelle Alpi Apuane, la maggior parte delle grotte presenta un andamento prevalentemente verticale, con le tipiche caratteristiche degli abissi di alta montagna. Le grotte più profonde si spingono sino alla quota della zona satura, che oscilla prevalentemente fra i 550 e i 300 metri di altitudine.

La speleologia, dal greco spelaion (grotta) e logos (scienza), è la disciplina che studia le grotte e comprende ogni azione svolta volontariamente dall’uomo all’interno di una cavitಲ naturale. In Italia, la speleologia moderna si è sviluppata a partire dall’Ottocento con la costituzione dei primi gruppi speleologici e oggi vede la collaborazione tra strutture nazionali come la Società Speleologica Italiana e il Club Alpino Italiano.

Grotte turistiche e accessibilità nelle Alpi Apuane

Oltre agli abissi riservati agli speleologi esperti, nelle Alpi Apuane sono presenti tre grotte turistiche visitabili durante tutto l’anno: l’Antro del Corchia, la Grotta del Vento e le Grotte di Equi Terme. Questi siti offrono percorsi guidati accessibili al grande pubblico, permettendo di osservare da vicino stalattiti, stalagmiti, colate e altre concrezioni carsiche.

La Grotta del Vento, situata a Fornovolasco nel comune di Fabbriche di Vergemoli (Lucca), è recentemente stata protagonista di un ciclo di appuntamenti estivi dedicati alla divulgazione speleologica, con incontri su fotografia, racconti, scienza ed esplorazioni sotterranee.

Biospeleologia e tutela del patrimonio ipogeo

Il GSAA partecipa attivamente anche ad attività di biospeleologia, la branca della speleologia che studia la fauna e la flora delle grotte. Recentemente il gruppo ha ospitato iniziative come la “Giornata Bio Speleo” della Federazione Speleologica Toscana, con uscite sul campo in grotte dell’area apuana come la Buca della Renella e il Tanone di Torano, seguite da laboratori di analisi dei campioni raccolti.

La tutela delle grotte delle Alpi Apuane e della loro biodiversitಲ rappresenta una priorità per gli speleologi apuani, che collaborano con enti di ricerca e istituzioni per la conservazione di questo patrimonio naturale unico.

Dettagli dell’evento al CAI Massa

  • Data: giovedì 17 settembre 2026
  • Orario: 21:00
  • Luogo: Sede CAI Massa, Via della Posta 8, Canevara (Massa)
  • Organizzatore: Gruppo Speleologico Archeologico Apuano (GSAA)
  • Ingresso: libero, aperto a tutti gli interessati

La serata si propone come momento di incontro e scambio tra speleologi esperti e persone curiose di avvicinarsi per la prima volta al mondo sotterraneo. Per chi volesse approfondire, il GSAA mantiene contatti attraverso il sito web gsaapuano.blogspot.it e la pagina Facebook del gruppo.


Fonti

Gruppo Speleo Archeologico Apuano

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Speleological Rescue Operation in Bosnia and Herzegovina for an Italian Caver

Pećina Provalija (Abyss Cave), Nevesinje – 10 September 2026 The speleological rescue operation at Pećina Provalija (Abyss Cave), one of the largest cave systems in Bosnia and Herzegovina with more than 4,100 metres of explored passages, near Nevesinje, was successfully concluded at 16:00 (CEST) on 10 September. The accident occurred on the evening of 9 […]
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  • La campagna globale Cave Animal of the Year alla 27a International Conference on Subterranean Biology 2026
    Condividi La UIS Biology Commission presenta a Mangalia l’evoluzione della campagna internazionale per la tutela della fauna ipogea; in Italia la Società Speleologica Italiana ha scelto i ragni di grotta come “Animali di Grotta 2026” La UIS Biology Commission è presente alla 27a International Conference on Subterranean Biology (ICSB 2026), in corso a Mangalia, in Romania, con un poster dedicato all’evoluzione globale della campagna «Cave Animal of the Year [web:12] L’iniziativa, nata nel 2008
     

La campagna globale Cave Animal of the Year alla 27a International Conference on Subterranean Biology 2026

September 11th 2026 at 09:00

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La UIS Biology Commission presenta a Mangalia l’evoluzione della campagna internazionale per la tutela della fauna ipogea; in Italia la Società Speleologica Italiana ha scelto i ragni di grotta come “Animali di Grotta 2026”

La UIS Biology Commission è presente alla 27a International Conference on Subterranean Biology (ICSB 2026), in corso a Mangalia, in Romania, con un poster dedicato all’evoluzione globale della campagna «Cave Animal of the Year [web:12] L’iniziativa, nata nel 2008 in Germania per impulso della Verband der deutschen Höhlen- und Karstforscher e.V. (VdHK), mira a trasformare specie sotterranee spesso poco conosciute in ambasciatori della conservazione degli ambienti ipogei. [web:31]

Il poster della UIS Biology Commission a Mangalia 2026

Il poster, intitolato «The global evolution of the “Cave Animal of the Year” campaign, è firmato da Ferdinando Didonna, Ana K. Celis, Luisa Andrea Imamura e Luisa Dainelli. [web:12]

Il lavoro illustra come la campagna tedesca sia divenuta un modello replicato in dodici Paesi: Australia, Austria, Brasile, Francia, Germania, Grecia, India, Italia, Messico, Spagna, Svizzera e Stati Uniti. [web:12]

L’obiettivo è creare una «sinergia globale-locale che unisca comunità speleologiche nazionali attorno a una specie simbolo scelta annualmente, per accrescere la visibilità»» pubblica della biodiversità»» sotterranea. [web:12]

La partecipazione della UIS Biology Commission alla conferenza romena è sostenuta da Luisa Dainelli, Research Fellow del CNR di Verbania Pallanza, che rappresenta la Commissione a Mangalia. [web:12]

L’ICSB 2026 si svolge dal 7 al 12 settembre e coincide con il quarantennale della scoperta della Grotta di Movile, sito di riferimento per la biospeleologia. [web:12]

UNESCO International Day of Caves and Karst 2026: il contesto della conferenza

La conferenza di Mangalia si inserisce in una settimana densa di appuntamenti per la comunità speleologica internazionale. [web:12]

Il 13 settembre 2026 cade la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo (International Day of Caves and Karst, IDCK), proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025 su proposta della Slovenia e dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS). [web:4][web:11]

Le celebrazioni ufficiali si svolgono a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza scientifica e una cerimonia nella Grotta di Postumia. [web:2][web:8]

In questo quadro, la UIS Cave Biology Commission ha organizzato per il 12 settembre un incontro online intitolato «Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science?, trasmesso in diretta Facebook. [web:7] L’appuntamento intende collegare la memoria scientifica della biospeleologia con le nuove frontiere della ricerca e le politiche globali di conservazione. [web:7]

Animale di Grotta 2026 in Italia: i ragni Meta menardi e Meta bourneti

In Italia, la campagna «Animale di Grotta dell’Anno?è»» coordinata dalla Società Speleologica Italiana (SSI). [web:29] Per il 2026 la scelta è ricaduta su due ragni di grotta del genere Meta: Meta menardi e Meta bourneti. [web:29] Queste specie sono considerate bioindicatori sensibili alle variazioni microclimatiche degli ambienti ipogei e il loro stato di salute riflette le condizioni ecologiche delle grotte. [web:29]

La selezione dei ragni di grotta come «Animali di Grotta 2026?sottolinea il ruolo di sentinelle del cambiamento climatico svolto da queste specie negli ecosistemi sotterranei. [web:29] La campagna italiana mira a diffondere conoscenze sulla biospeleologia e a promuovere azioni di tutela della biodiversità»» ipogea attraverso eventi, comunicazioni e attività di citizen science. [web:32]

La rete internazionale «Cave Animal of the Year e la sinergia globale-locale

La campagna «Cave Animal of the Year?si basa su un meccanismo semplice ed efficace: ogni Paese partecipante sceglie ogni anno una specie sotterranea da proporre come ambasciatrice della conservazione. [web:12] Questa strategia trasforma organismi poco noti al grande pubblico in simboli di campagne educative e di sensibilizzazione. [web:12] La rete internazionale coinvolge dodici nazioni, creando un ponte tra iniziative locali e una narrazione globale sulla vita sotterranea. [web:12]

La Germania resta il Paese di origine dell’iniziativa, con la VdHK che continua a coordinare la campagna nazionale e a fornire linee guida per le edizioni internazionali. [web:31] L’Italia partecipa attivamente attraverso la SSI, che integra la campagna con progetti di ricerca, monitoraggio e divulgazione. [web:29][web:32]

Biodiversità sotterranea e conservazione: il ruolo della biospeleologia

La biospeleologia studia gli organismi che vivono in ambienti sotterranei, dalle grotte carsiche alle cavità vulcaniche, fino agli acquiferi profondi. [web:12] Questi ecosistemi ospitano specie endemiche, spesso con adattamenti estremi come la perdita della vista e la depigmentazione. [web:20] La conservazione di questi habitat è cruciale per mantenere la diversità biologica e i servizi ecosistemici associati, come la depurazione delle acque sotterranee. [web:4]

La campagna «Cave Animal of the Year contribuisce a colmare il divario tra ricerca scientifica e percezione pubblica, rendendo accessibili temi complessi come la biospeleologia e la conservazione degli ipogei. [web:12] In questo senso, la scelta di specie carismatiche o ecologicamente significative aiuta a comunicare l’importanza della tutela della vita sotterranea. [web:29]

Eventi e iniziative per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026

Oltre alla conferenza di Postojna, numerosi eventi sono previsti in tutto il mondo per celebrare la prima IDCK. [web:8] In Italia, il calendario nazionale propone attività dall’8 al 19 settembre, con escursioni, conferenze e interventi di bonifica di cavità. [web:9] I Geoparchi UNESCO sono stati invitati a partecipare con iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio carsico e alla promozione di pratiche sostenibili. [web:10]

La partecipazione della UIS Biology Commission all’ICSB 2026 e la presenza italiana alla campagna «Cave Animal of the Year si inseriscono in questo contesto di mobilitazione internazionale per la conoscenza e la protezione degli ambienti sotterranei. [web:12][web:29]

Fonti

Animale di grotta dell’anno

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  • Sul Monte Gazzo il futuro della speleologia passa dalla memoria
    Condividi Il 13 settembre, a Genova Sestri Ponente, il Museo Speleologico del Monte Gazzo porta i visitatori nella Spluga della Preta con la realtà virtuale. Ma dietro l’iniziativa c’è una storia lunga quasi sessant’anni, fatta di esplorazioni, tutela del territorio, scuole e persone che hanno custodito il Museo con passione “Nel ’59 tra le colline della Val Chiaravagna, una donna del posto ci parlò di un “pertuso con le streghe”, un buco naacosto tra le fasce, temuto e dimenticato.Curiosi, c
     

Sul Monte Gazzo il futuro della speleologia passa dalla memoria

September 11th 2026 at 08:49

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Il 13 settembre, a Genova Sestri Ponente, il Museo Speleologico del Monte Gazzo porta i visitatori nella Spluga della Preta con la realtà virtuale. Ma dietro l’iniziativa c’è una storia lunga quasi sessant’anni, fatta di esplorazioni, tutela del territorio, scuole e persone che hanno custodito il Museo con passione

“Nel ’59 tra le colline della Val Chiaravagna, una donna del posto ci parlò di un “pertuso con le streghe”, un buco naacosto tra le fasce, temuto e dimenticato.
Curiosi, ci mettemmo a cercarlo. Un piccolo foro, appena visibile, sigillato da un grande masso. Con un piccone, provammo a spostarlo….e all’improvviso fu inghiottito dal buio!
Col cuore in gola, attendemmo il rimbombo.
Dieci metri.
Un secondo rimbombo. Trenta metri.
Poi un’eco lontanissimo. Ottanta metri sotto di noi.”
Nasce così il Buranco de Strie – da Pietro Maifredi

Il Museo Speleologico del Monte Gazzo, sulla cima rosicchiata dalle cave che domina Genova Sestri Ponente, appartiene a quest’ultima categoria.

Domenica 13 settembre 2026 avrà un motivo in più per raccontarsi: proprio quest’anno si celebra infatti per la prima volta la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025 su proposta dell’Unione Internazionale di Speleologia e con il sostegno di oltre 150 organizzazioni internazionali.

Per l’occasione il Museo permetterà ai visitatori di compiere un viaggio impossibile per la maggior parte delle persone: entrare nella Spluga della Preta attraverso la realtà virtuale.

Alcuni luoghi conservano oggetti, altri cconservano storie: in altri, più rari, le storie del passato continuano a produrne di nuove.

L’installazione, gentilmente concessa dall’Associazione Culturale Benetticeras APS e messa a disposizione grazie a Francesco Sauro, resterà sul Gazzo per circa un mese. Un visore consentirà di immergersi in uno degli abissi che hanno fatto la storia della speleologia italiana e internazionale.

foto Museo Geopaleontologico di Camposilvano – con l’Associazione Benetticeras al Mineral Show di Verona

La Spluga della Preta si apre sul Corno d’Aquilio, nei Monti Lessini. Le sue esplorazioni iniziarono nel 1925 e per decenni la cavità rappresentò uno dei grandi miti del mondo sotterraneo. Generazioni di speleologi vi hanno sperimentato tecniche, materiali e modi nuovi di affrontare la verticalità.

Portarla virtualmente sul Monte Gazzo significa quindi mettere in comunicazione due luoghi lontani ma accomunati dalla stessa cultura dell’esplorazione.

Un museo nato mentre il monte cambiava

Per capire il significato dell’iniziativa bisogna però tornare indietro nel tempo.

Il Museo di Speleologia del Monte Gazzo fu inaugurato nel maggio 1969, nei locali del Santuario della Madonna della Misericordia sulla sommità del monte. Il CAI di Bolzaneto era l’artefice principale. Nel settembre 1998 venne poi riproposto nell’attuale sede, completamente rinnovato nell’allestimento.

Non è casuale che un museo dedicato alle grotte sia nato proprio qui.

Il Gazzo è un monte di dolomia, scavato dall’acqua ma anche profondamente segnato dall’attività umana e dall’estrazione della pietra. Nel corso del Novecento l’attività delle cave ha modificato pesantemente il paesaggio e alcune cavità sono state distrutte o compromesse.

Proprio la necessità di documentare e salvare almeno la memoria di quel patrimonio sotterraneo è uno degli elementi che spiegano la nascita e il valore del Museo. Rilievi, plastici, reperti e fotografie hanno consentito di conservare testimonianza di grotte che rischiavano di scomparire sotto l’avanzare delle cave.

Oggi al suo interno si trovano attrezzature che raccontano l’evoluzione della speleologia, reperti, ricostruzioni e documentazione sul carsismo del Gazzo. Durante il riallestimento venne persino alla luce una vera parete di roccia, utilizzata per ricostruire un ambiente di grotta con concrezioni provenienti dalle cavità del monte.

foto Antonio Ferrazin

L’impostazione è scientifica, ma anche profondamente didattica.

Ed è forse qui che un piccolo museo mostra la sua forza: ciò che fuori è stato in parte perduto, dentro continua a essere raccontato.

Carlo e Carmen, una vita accanto al Museo

La storia di un museo come questo non si misura soltanto attraverso date, vetrine e reperti.

Si misura anche attraverso le persone che hanno continuato ad aprirne la porta.

Una figura inseparabile dalla memoria del Museo è Carlo Marzio, presidente onorario dello Speleo Club Gianni Ribaldone, profondo conoscitore della Val Chiaravagna e del Monte Gazzo. Per lunghi anni Carlo lo ha seguito, custodito e, nei momenti in cui le energie erano poche, sostanzialmente tenuto in vita. Non per obbligo, ma con quella forma particolare di dedizione che nasce quando un luogo diventa parte della propria esistenza.

Accanto a lui c’era Carmen Decia, sua moglie, presenza dolce e discreta, compagna anche di quella lunga storia speleologica.

Il suo nome compare già nel 1975 accanto a quello di Carlo tra gli autori del primo numero di “Speleorama”, pubblicato dallo Speleo Club Gianni Ribaldone con l’Università Popolare Sestrese e dedicato proprio alle grotte della Val Chiaravagna. In quelle pagine ci sono il Buranco de Strie, l’Antro delle Marmitte, la Grotta dello Scrigno e altre cavità che appartengono alla geografia sotterranea di questo territorio.

Carlo Marzio – foto Antonio Ferrazin

Carlo e Carmen (per noi sempre viva) rappresentano così qualcosa che difficilmente entra nelle cronologie ufficiali: la cura. Quella fatta di presenza, tempo regalato, memoria trasmessa e porte aperte.

Dal Ribaldone alle scuole

Lo Speleo Club Gianni Ribaldone, nato nel 1970 da speleologi già attivi in altri gruppi genovesi, ha costruito gran parte della propria storia con il Monte Gazzo e l’Alta Val Chiaravagna. Non per niente è gruppo speleologico del CAI Sestri Ponente!

Esplorazioni, rilevamenti topografici, fotografie, documentazione delle cavità, tutela ambientale e divulgazione hanno accompagnato negli anni l’attività del gruppo.

Quella vocazione continua ancora oggi.

Loris Leporatti e Ornella Porcile seguono in particolare il rapporto del Museo con le scuole. Ed è un aspetto tutt’altro che secondario. Una grotta osservata su un rilievo, un vecchio attrezzo, una concrezione, il racconto di una discesa possono diventare per un bambino il primo incontro con la geologia, con il carsismo o semplicemente con l’idea che sotto il paesaggio visibile esista un secondo paesaggio da conoscere e rispettare.

Negli anni più recenti anche la comunicazione ha trovato nuovi strumenti: Luca Raveane ha collaborato alla pagina social del Museo, contribuendo a portarne attività e immagini fuori dalle mura della piccola sede sul monte.

Gli Amici del Chiaravagna: dalla difesa alla valorizzazione

Un ruolo importante nella vita attuale del territorio è quello dell’Associazione Amici del Chiaravagna OdV, che collabora all’iniziativa del 13 settembre.

L’associazione nasce nel 1987 in una Val Chiaravagna alle prese con problemi ambientali pesantissimi: le cave, la discarica di Scarpino, gli scarichi nel torrente, il dissesto idrogeologico.

Negli anni l’impegno è passato dalla protesta alla proposta, con iniziative rivolte non soltanto alla tutela, ma anche alla conoscenza e alla valorizzazione del Monte Gazzo, della sua biodiversità, della sua geologia e della sua storia.

È degli Amici del Chiaravagna anche il progetto dell’Area Naturalistica Monte Gazzo, che mette insieme geologia, fauna, flora, storia, sentieri e patrimonio culturale e cerca di rendere riconoscibile alla cittadinanza il valore di questo territorio.

La collaborazione con il Museo appartiene quindi a una visione più ampia: non si protegge ciò che non si conosce.

Dal passato al LiDAR: il Buranco de Strie

Ed è qui che la storia torna al presente.

Giuse Repetto, che oggi segue con particolare attenzione il Museo, sta seguendo l’evolversi del rilievo del Buranco de Strie, una cavità profondamente legata alla storia speleologica dell’Alta Val Chiaravagna e dello stesso Ribaldone. I ragazzi del GS CAI Bolzaneto, con Marco Repetto, e del Ribaldone sono gli esecutori del rilievo, con tecnologia LiDAR.

foto Marina Abisso

Non è una scelta casuale.

Il Buranco de Strie appartiene alle esplorazioni storiche del territorio e ai lunghi lavori condotti dagli speleologi nelle cavità della valle. Oggi quelle esplorazioni possono essere affiancate da strumenti che gli speleologi di allora non avrebbero potuto immaginare.

Il rilievo LIDAR permette di acquisire con grande precisione la geometria degli ambienti sotterranei e di ricostruirli in tre dimensioni.

È un modo nuovo di documentare una grotta, conservarne la memoria e renderla leggibile anche a chi non può entrarvi fisicamente.

L’idea di Giuse è che, terminato il periodo dedicato alla Spluga della Preta, il Museo possa proporre una nuova installazione costruita proprio a partire dal lavoro che sta conducendo nel Buranco de Strie.

Il cerchio, in qualche modo, si chiude.

Il visitatore entrerà prima virtualmente in uno degli abissi più celebri d’Italia e, poco dopo, potrebbe trovarsi immerso in una cavità che si apre a pochi chilometri da casa.

Un museo che non vuole diventare soltanto memoria

La giornata del 13 settembre diventa allora molto più di una ricorrenza.

Lilli e Piero – Foro Daniele Gortan

Dentro quel piccolo Museo sulla sommità del Gazzo si incontrano quasi sessant’anni di storia.

Ci sono le grotte perdute sotto le cave e quelle ancora da studiare. Le fotografie in bianco e nero e le nuvole di punti di un rilievo LIDAR. Le corde e gli attrezzi di ieri e i visori di realtà virtuale.

Ci sono gli speleologi che hanno esplorato il monte, gli Amici del Chiaravagna che continuano a difenderne e valorizzarne il patrimonio, Loris e Ornella con i bambini delle scuole, Giuse con i nuovi progetti, il CAI di Bolzaneto e il Ribaldone sempre presenti. E ci sono Carlo e Carmen, e anche i tanti altri che qui non abbiamo nominato.

Persone grazie alle quali un museo piccolo, lontano dal centro della città e raggiungibile salendo fino alla cima di un monte, ha continuato ad avere una luce accesa e qualcuno disposto ad aprirne la porta.

Forse è proprio questo il filo che unisce tutto.

Custodire non significa fermare il tempo. Significa consegnare ciò che abbiamo ricevuto a chi verrà dopo, aggiungendo qualcosa di nostro.

Al Gazzo è successo così per quasi sessant’anni.

E il 13 settembre, indossando un visore per scendere virtualmente nella Spluga della Preta, quel viaggio continuerà.

Museo Speleologico del Monte Gazzo: Piazza Santuario Gazzo, 2 Genova Sestri Ponente

https://www.museionline.info/musei/museo-di-speleologia-monte-gazzo-di-genova

Info: mail leposen@tiscali.it e poggigirap@gmail.com

Ingresso gratuito

13 settembre: apertura h 10:00

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