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I Neanderthal sarebbero sopravvissuti per decine di migliaia di anni , il nuovo quadro genetico

Jún 29th 2026 at 11:00

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Uno studio sui genomi antichi ridisegna le ipotesi sulla fine dei Neanderthal

Una nuova analisi di 27 genomi di Neanderthal ad alta qualità provenienti dall’Europa occidentale suggerisce che, verso gli ultimi 45.000 anni della loro storia, questi ominini fossero geneticamente sani e inseriti in gruppi ampi e ben collegati, riducendo il peso dell’ipotesi che li voleva vittime di piccole popolazioni isolate e dell’inbreeding. Il risultato, pubblicato su Science, sposta l’attenzione da un declino genetico “interno” a un quadro più complesso, nel quale contano anche ambiente, competizione e dinamiche demografiche.[1][2]

Genomi Neanderthal e popolazioni connesse

Lo studio ha confrontato dati antichi e moderni e ha ricostruito la storia dell’ascendenza neanderthaliana lungo oltre 50.000 anni, mostrando che la maggior parte dei segnali genetici oggi osservabili deriva da un periodo esteso di contatti tra Neanderthal e primi Homo sapiens avvenuto circa 47.000 anni fa e durato circa 7.000 anni. La ricerca indica anche che la selezione naturale, positiva e negativa, agì rapidamente su quelle varianti dopo il passaggio genetico. Per gli ultimi Neanderthal dell’Europa occidentale, però, non emergono i segni di un collasso dovuto a consanguineità estrema.[2][1]

Cosa cambia per la speleologia

Il tema interessa da vicino anche la speleologia, perché molte delle prove più importanti sulla preistoria umana arrivano da grotte e cavità carsiche, ambienti che conservano resti, sedimenti e tracce biologiche in modo eccezionale. Nelle grotte si sono accumulati dati fondamentali su frequentazioni umane, fauna e clima, e proprio l’ambiente ipogeo consente oggi di leggere con maggiore precisione le fasi della presenza neanderthaliana. In questo senso, la ricerca genetica conferma ancora una volta il ruolo delle grotte come archivi naturali della storia umana.[3][4][5][6]

Le grotte come archivi del passato

Il materiale speleologico e paleoantropologico raccolto in cavità europee continua a mostrare che i Neanderthal sfruttavano territori ampi e non necessariamente frammentati in microgruppi chiusi. Le ricerche più recenti su siti come la grotta di Stajnia e altri contesti europei hanno rafforzato il quadro di una presenza articolata, con movimenti e contatti più complessi di quanto si pensasse in passato. Per la comunità speleologica questo significa che ogni nuova cavità esplorata può contenere informazioni utili non solo alla geologia, ma anche alla storia evolutiva di Neanderthal e Homo sapiens.[4][6][7][8][3]

Implicazioni per la ricerca

Il nuovo lavoro non chiude il caso sull’estinzione dei Neanderthal, ma indebolisce una spiegazione univoca basata solo sulla debolezza genetica delle popolazioni finali. Il quadro che emerge è quello di un gruppo umano capace di resistere a lungo, adattarsi agli ambienti del Pleistocene e mantenere reti di relazione più ampie di quanto ipotizzato. Per la speleologia scientifica, la lezione è chiara: la tutela delle grotte e il rigore nelle indagini restano decisivi, perché è lì che si conservano molte delle prove che permettono di riscrivere la preistoria.[6][1][2][3]

Fonti

  • Science, “Neanderthal ancestry through time: Insights from genomes of ancient and present-day humans”.[1]
  • Nature, “Earliest modern human genomes constrain timing of Neanderthal admixture”.[9]
  • Scintilena, materiali su DNA antico, grotte e preistoria umana.[7][8][4][6]
  • Documento di riferimento sulla speleologia e la ricerca scientifica presente nello spazio.[3]

Fonti
[1] Neanderthal ancestry through time: Insights from genomes … – Science https://www.science.org/doi/10.1126/science.adq3010
[2] Genome of Neandertals Reveals Inbreeding https://www.science.org/content/article/genome-neandertals-reveals-inbreeding
[4] Uomo di Altamura – Disponibile il programma di ricerca KARST … https://www.scintilena.com/uomo-di-altamura-disponibile-il-programma-di-ricerca-karst-2017-2019/04/03/
[5] Grotta Chauvet: l’arte paleolitica sigillata per 21.000 anni – Scintilena https://www.scintilena.com/grotta-chauvet-la-cattedrale-darte-paleolitica-rimasta-sigillata-per-21-000-anni/05/09/
[6] Wogan Cavern: la grotta sotto il castello medievale che … – Scintilena https://www.scintilena.com/wogan-cavern-la-grotta-sotto-il-castello-medievale-che-potrebbe-riscrivere-la-preistoria-britannica/04/17/
[7] DNA antico dalla Grotta di Stajnia ricostruito DNA Neanderthal https://www.scintilena.com/dna-antico-dalla-grotta-di-stajnia-ricostruito-il-profilo-genetico-del-piu-antico-gruppo-di-neanderthal-delleuropa-centro-orientale/04/24/
[8] I resti della grotta bulgara rivelano sorprese sul primo Homo … https://www.scintilena.com/i-resti-della-grotta-bulgara-rivelano-sorprese-sul-primo-homo-sapiens-in-europa/05/08/
[9] Earliest modern human genomes constrain timing of Neanderthal … https://www.nature.com/articles/s41586-024-08420-x
[10] L’evoluzione del sangue: come il sistema immunitario ha … https://www.scintilena.com/levoluzione-del-sangue-come-il-sistema-immunitario-ha-favorito-homo-sapiens-rispetto-ai-neanderthal/02/09/
[11] SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino, una giornata per … https://www.scintilena.com/speleobimbo-2026-alla-grotta-del-colle-di-rapino-una-giornata-per-avvicinare-i-piu-giovani-al-mondo-sotterraneo/06/14/
[12] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[13] I primi Sapiens d’Europa si incrociavano regolarmente con i … https://www.scintilena.com/i-primi-umani-deuropa-si-incrociavano-regolarmente-con-i-neandertal-rivelano-studi-del-2021/09/09/
[14] [PDF] Raccolta Agosto 2018 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2018_8_Raccolta_Scintilena_Agosto.pdf
[15] Insights from genomes of ancient and present-day humans – PMC https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12184710/
[16] Neanderthals Were Inbreeding. Did it Help Cause Their Extinction? https://www.discovermagazine.com/neanderthals-were-inbreeding-did-it-help-cause-their-extinction-284
[17] Neanderthal genome shows early human interbreeding, inbreeding https://phys.org/news/2013-12-neanderthal-genome-early-human-interbreeding.html
[18] Our Neanderthal heritage dates back 45,000 years – Le Monde https://www.lemonde.fr/en/science/article/2024/12/13/our-neanderthal-heritage-dates-back-45-000-years_6736019_10.html
[19] A new timeline for Neanderthal interbreeding with modern humans https://news.berkeley.edu/2024/12/12/a-new-timeline-for-neanderthal-interbreeding-with-modern-humans/
[20] DNA yields secrets of human pioneer https://www.bbc.com/news/science-environment-29649499
[21] Inbreeding, Allee effects and stochasticity might be … https://pdfs.semanticscholar.org/f4dc/7b5ad23d600d22357d94c08c31562808670c.pdf

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  • Massimo Goldoni ricorda Leonida Boldori, il primo presidente della Società Speleologica Italiana
    Condividi Settantasei anni fa. il 25 giugno, nasceva la SSI: dal Convegno di Verona del 1950 all’eredità di una comunità che continua a fare storia Il 25 giugno 1950 è una delle date più importanti nella storia della speleologia italiana. Quel giorno, trentatré speleologi, in rappresentanza dei gruppi grotte di Bergamo, Bologna, Brescia, Cremona, Como, Genova, Lovere, Milano, Pavia, Trento, Trieste, Udine, Verona e Vicenza, si ritrovarono al Museo Civico di Storia Naturale di Verona per un Co
     

Massimo Goldoni ricorda Leonida Boldori, il primo presidente della Società Speleologica Italiana

Jún 29th 2026 at 11:00

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Settantasei anni fa. il 25 giugno, nasceva la SSI: dal Convegno di Verona del 1950 all’eredità di una comunità che continua a fare storia

Il 25 giugno 1950 è una delle date più importanti nella storia della speleologia italiana. Quel giorno, trentatré speleologi, in rappresentanza dei gruppi grotte di Bergamo, Bologna, Brescia, Cremona, Como, Genova, Lovere, Milano, Pavia, Trento, Trieste, Udine, Verona e Vicenza, si ritrovarono al Museo Civico di Storia Naturale di Verona per un Convegno Speleologico destinato a cambiare il futuro della disciplina nel nostro Paese.

A ricordare questo anniversario è stato Massimo Goldoni, giornalista, speleologo, storico e profondo conoscitore della storia della speleologia italiana, con un interessante post pubblicato sui social: è una preziosa occasione per riportare l’attenzione sulla nascita della Società Speleologica Italiana e sulla figura del suo primo presidente, Leonida Boldori, nome che appartiene alle radici della nostra comunità.

Durante il convegno veronese, Mario Pavan illustrò il progetto di una partecipazione organizzata della speleologia italiana al Congresso Internazionale che si sarebbe svolto a Parigi nel 1952. Ma soprattutto lanciò una proposta destinata a lasciare il segno: riunire gli speleologi italiani in una società nazionale.

Lo statuto fu discusso dai presenti e approvato all’unanimità. Nacque così ufficialmente la Società Speleologica Italiana.

L’assemblea elesse Leonida Boldori presidente, Renzo Scossiroli vicepresidente, Mario Pavan segretario, Ruggero Tomaselli amministratore, mentre Gaetano Appoggi, Luigi Fantini e Pio Sgualdino furono nominati revisori dei conti.

Quella decisione, maturata in una sala del Museo Civico di Verona, pose le basi di una realtà destinata a diventare il punto di riferimento della speleologia nazionale, favorendo il confronto tra gruppi, la crescita della ricerca scientifica, la documentazione del patrimonio carsico, la formazione e la tutela delle cavità naturali.

Il ricordo proposto da Massimo Goldoni offre anche l’occasione per riflettere sull’importanza della memoria storica. La speleologia italiana è fatta di esplorazioni e di scoperte, ma anche di persone che hanno saputo costruire relazioni, condividere esperienze e dare vita a una comunità nazionale. Leonida Boldori appartiene a quella generazione di pionieri che comprese quanto fosse importante superare i confini dei singoli gruppi per dare voce a una speleologia unita.

La ricorrenza era stata celebrata anche in occasione del 70° anniversario della Società Speleologica Italiana. Nel 2020 la SSI ETS aveva infatti realizzato un video dedicato ai primi settant’anni della Società, affidando a Leonardo Latella il racconto delle origini dell’associazione e del suo sviluppo nel tempo. Un documento che conserva ancora oggi tutto il suo valore storico e divulgativo e che rappresenta un utile approfondimento per chi desidera conoscere le radici della speleologia organizzata italiana.

A distanza di 76 anni, quella giornata del 25 giugno 1950 continua a ricordarci che la forza della speleologia non risiede soltanto nelle esplorazioni o nelle scoperte scientifiche, ma anche nella capacità di costruire una comunità capace di condividere idee, esperienze e progetti. È probabilmente questa la più importante eredità lasciata da Leonida Boldori e dai fondatori della Società Speleologica Italiana.

Per approfondire

In occasione del 70° anniversario, la SSI ETS realizzò un video nel quale l’allora presidente Leonardo Latella ripercorreva la storia dei primi settant’anni della Società, dalla fondazione del 1950 fino ai giorni nostri.

Il filmato è ancora oggi disponibile sulla pagina Facebook della SSI e costituisce una preziosa testimonianza della memoria storica dell’associazione:
https://www.facebook.com/watch/?v=264141637987556

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  • Sotto Paganica, la speleologia aquilana apre le porte a laboratori e fotografia ipogea
    Condividi Dal 3 al 5 luglio il Palazzo Ducale ospita la mostra “L’Abruzzo nascosto”, mentre domenica 5 luglio sono previsti laboratori per bambini e un’uscita sezionale CAI dedicata alla conoscenza del sottosuolo. Speleologia aquilana e divulgazione La VII Giornata Aquilana della Speleologia torna domenica 5 luglio a Paganica con un programma che unisce divulgazione, attività didattiche e fotografia ipogea. L’iniziativa coinvolge il CAI dell’Aquila, il Gruppo Speleologico Aquilano, il Muse
     

Sotto Paganica, la speleologia aquilana apre le porte a laboratori e fotografia ipogea

Jún 29th 2026 at 10:00

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Dal 3 al 5 luglio il Palazzo Ducale ospita la mostra “L’Abruzzo nascosto”, mentre domenica 5 luglio sono previsti laboratori per bambini e un’uscita sezionale CAI dedicata alla conoscenza del sottosuolo.

Speleologia aquilana e divulgazione

La VII Giornata Aquilana della Speleologia torna domenica 5 luglio a Paganica con un programma che unisce divulgazione, attività didattiche e fotografia ipogea. L’iniziativa coinvolge il CAI dell’Aquila, il Gruppo Speleologico Aquilano, il Museo di Speleologia V. Rivera e il Gruppo Grotte e Forre Francesco de Marchi. Anche il materiale grafico dell’evento conferma il legame tra esplorazione sotterranea e valorizzazione del territorio abruzzese.[1][2]

L’appuntamento si inserisce in una tradizione che punta a far conoscere la speleologia aquilana a un pubblico ampio, con attenzione anche ai più giovani. Il titolo dell’iniziativa richiama l’idea di un altro mondo sotto i piedi, immagine che sintetizza bene il senso della giornata. La proposta unisce attività divulgative e momento escursionistico, con un taglio rivolto sia alle famiglie sia agli appassionati.[2][1]

Laboratori per bambini a Paganica

I laboratori didattici a tema speleologico si svolgeranno presso il Palazzo Ducale di Paganica alle 10.00 e alle 11.30 e sono rivolti ai bambini. Le attività sono curate dal Gruppo Speleologico Aquilano e dal Museo di Speleologia V. Rivera. L’obiettivo è avvicinare i più piccoli ai segreti della Terra con un linguaggio semplice e accessibile.[1][2]

Il programma mette al centro la speleologia aquilana come strumento educativo e di lettura del paesaggio. In questo contesto, i laboratori diventano un primo contatto con il mondo delle cavità naturali, delle forme carsiche e della protezione dell’ambiente sotterraneo. La presenza di figure specializzate garantisce un approccio coerente con la divulgazione scientifica.[2][1]

L’Abruzzo nascosto in mostra

Dal 3 al 5 luglio il Palazzo Ducale di Paganica ospita la mostra fotografica “L’Abruzzo nascosto”, curata da uPIX Fotografia Ipogea. L’esposizione è parte integrante della VII Giornata Aquilana della Speleologia e accompagna le attività previste per il fine settimana. L’accesso alla mostra è libero e aperto a tutti.[3][2]

La fotografia ipogea viene usata come strumento di racconto del mondo sotterraneo abruzzese. Le immagini aiutano a mostrare ambienti difficili da raggiungere e a valorizzare il patrimonio speleologico della regione. La mostra fotografica L’Abruzzo nascosto si inserisce così in un percorso di conoscenza che affianca osservazione, ricerca e divulgazione.[3][2]

Uscita sezionale e iscrizioni

Il programma comprende anche un’uscita sezionale CAI curata dal Gruppo Grotte e Forre Francesco de Marchi, riservata ai maggiorenni. Il ritrovo e la partenza sono fissati presso il B&B Il Parco ad Assergi. L’iscrizione va effettuata entro mercoledì 1 luglio alle 19.30.[2]

La quota di partecipazione è di 10 euro, con assicurazione obbligatoria, mentre è previsto un contributo libero di 5 euro per caschetto e luce. L’incontro informativo si terrà mercoledì 1 luglio alle 19.30 presso la sede CAI dell’Aquila. Per informazioni sono disponibili la mail ggfaq@cailaquila.it e il numero 348 922 6464, da contattare dopo le 19.[2]

Un calendario per il territorio

La VII Giornata Aquilana della Speleologia mette insieme formazione, immagini e pratica sul campo. Il Palazzo Ducale di Paganica diventa il centro di un fine settimana dedicato alla conoscenza del sottosuolo. Per chi segue la speleologia aquilana, il programma offre un’occasione concreta per osservare, ascoltare e approfondire il rapporto tra territorio e ambiente ipogeo.[2]

Scarica il file .md con il report

Fonti
[2] VII GIORNATA AQUILANA DELLA SPELEOLOGIA https://cailaquila.it/attivita-cai-laquila/vii-giornata-aquilana-della-speleologia/
[3] L’Abruzzo nascosto torna a Pagannica: mostra fotografica uPIX nei … https://www.scintilena.com/labruzzo-nascosto-torna-a-pagannica-mostra-fotografica-upix-nei-locali-del-palazzo-ducale/06/20/
[5] Speleo Search Directory – Scintilena https://www.scintilena.com/utec/old/utec/directory/dirgruppiabruzzo.htm
[6] Museo di Speleologia V. Rivera: la scoperta del mondo sotterraneo … https://www.scintilena.com/museo-di-speleologia-v-rivera-la-scoperta-del-mondo-sotterraneo-dellabruzzo-e-la-sua-chiusura-forzata/04/20/
[7] Grotte di Stiffe: 60 anni di attività del Gruppo Speleologico Aquilano https://www.scintilena.com/grotte-di-stiffe-il-gruppo-speleologico-aquilano-celebra-60-anni-di-attivita-con-un-opuscolo-illustrato/05/08/
[8] Addio ad Alfonso Lucrezi, pioniere della speleologia abruzzese https://www.scintilena.com/addio-ad-alfonso-lucrezi-pioniere-della-speleologia-abruzzese/01/15/
[9] Indirizzi dell’Abruzzo – Scintilena http://www.scintilena.com/speleoit/indirizzi/abruzzo/abruzzo.html
[10] Speleologia Subacquea Sotto Carsoli c’è un “mondo sommerso” https://www.scintilena.com/speleo-subacquea-della-sotto-carsoli-ce-un-mondo-sommerso-oltre-30-speleologi-sfidano-il-sifone-finale-della-grotta-grande-dei-cervi/01/25/
[11] Esplorazioni alle Grotte di Stiffe buoni risultati del 2022 – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazioni-alle-grotte-di-stiffe-buoni-risultati-del-2022/08/30/
[12] Abruzzo speleologico: grotte, carsismo e acque sotterranee nella … https://www.scintilena.com/abruzzo-speleologico-grotte-carsismo-e-acque-sotterranee-nella-regione-dei-grandi-massicci/03/05/
[13] Cave-O-Zines: Prototipo di biblioteca virtuale delle riviste … https://www.scintilena.com/cave-o-zines-prototipo-di-biblioteca-virtuale-delle-riviste-speleologiche-italiane/12/20/
[14] [PDF] museo di speleologia « v. rivera http://www.gruppospeleologicoaquilano.it/wp-content/uploads/2017/02/QUADERNI-DEL-MUSEO-DI-SPELEOLOGIA-V.-RIVERA-1-web.pdf
[15] title E se sotto i nostri piedi si trovasse un altro mondo? Venite a … https://www.instagram.com/p/DaCsR6ol6C3/
[16] Museo di Speleologia Vincenzo Rivera http://www.gruppospeleologicoaquilano.it/museo-di-speleologia-vincenzo-rivera/
[17] CAI L’Aquila sito Ufficiale https://cailaquila.it
[18] Visita Grotte di Stiffe https://www.gruppospeleologicoaquilano.it
[19] Cai L’Aquila – Facebook https://www.facebook.com/caiaq/
[20] È stato pubblicato in collaborazione con il Museo di Speleologia V … https://www.facebook.com/GSA.gruppospeleologicoaquilano/posts/%C3%A8-stato-pubblicato-in-collaborazione-con-il-museo-di-speleologia-v-rivera-lopusc/614353687387072/
[21] Museo di Speleologia «Vincenzo Rivera» | Touring Club Italiano https://www.touringclub.it/destinazioni/san-demetrio-ne-vestini/vedere/1533-museo-di-speleologia-vincenzo-rivera
[22] Museo di Speleologia ‘V. Rivera’ (L’Aquila) – Hotel Villa Elena https://www.hotelvillaelena.it/tortoreto/museo-di-speleologia-v-rivera-laquila/36-122.html
[23] IMG_4496.jpeg https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/attachments/images/10794614/b55ef1bb-8987-4221-9e74-9d46505898dd/IMG_4496.jpeg?AWSAccessKeyId=ASIA2F3EMEYE7TIJCVTL&Signature=5EcgBdD0%2FcgGLo2OyfSDwNwIUo4%3D&x-amz-security-token=IQoJb3JpZ2luX2VjENX%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FwEaCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIQCV8IKw57NG2KY7985LaIoRCye6GCNnzs%2BhUk9RM%2BDT2AIgOB14IYdjgAlKfrwdERPdP%2FplrcqxSK2Xid6JEvMfGBAq%2FAQInf%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDBHqfTZYH%2BFpWsWQxSrQBCuldNGOosc4wvwsJ6XAmCmKkfBIahFGXTkRHDSfKAYd97tKFDYIFYP%2B2qHN1i0NxkhGek1sR0LaLoPwTta%2FFFxVT6ooRKLJsf7RahYMCjoq1PNJGS4y6mM3AuEMxiHIlN5fNuAdkFoEppW9NwUFyJnW8sN%2BXHs6o%2BNQmGVmaYaMsIiAfi8hw7SU8myY8fzPGvPWJGrGhWkcEGfzUYAWAyiAH7SJLYoeeY8NDm11lpCiYi62Yw8pKPggHNHQkPcZljHi8LcA3m2dGTCvfOaDtqHa0xd3BFFL96mj71aASsy7b6SbqChcvQF6T0FFqRjITeCuN2ZfVMhgDbTj5IbKkTvkYVryygBAH%2FRHKVtIgwjlvOtckcVi%2F2AybQpAPI9CAbb0c%2FdTeEVFMnKJIjjDJGJN2uD7cfpnuJ3MOrY%2B99X6ikk9%2Fegd%2F0E1zv6Bsyxl3vRo7eJUgWVjjFxFoGYzjnO29UXm3C8I1oNcU5lNRJrSmjvIegSCyx8WD25TT4QPvV14kxSbSuBGXtESnJSvG4FiH1AtOUFOYhb1lq%2FPhVBESJ%2FTpFH6qKSBWcc%2Bi0jZguuL%2F9bD3gS9Xpi9DWF1YlXH6uDGItfb2Nh26x7IfwFL6VmTOK4Wspsk9eP8Ln3faSjZQdEYls6Wtnc%2Fnvh75gMlqvpT6W2MNcC%2BDbCILuoLScViSSrNF8SutASgQ1GL8z5m6M0hoJu7%2BOOvkdWCkyV9d07RAKm8cnEaagllTfhHtWTEm7LftRIcgfhqvY1rNOB9a52ry4wLNbqfPbbE3jow9v%2BF0gY6mAE0cBFTO1lHh6D3D2xopwCdllVi0H8yHrox1bUB3DGV7NN%2F7yPOAFIkVa2Knk9dFZctxtxu46TCGGs9%2BD%2FkUnHki6WQbT2%2BMDyA4CKEuUnnm5k2bqrGstePWjztGM%2FCM5ZI3%2BpU8mP8VvmtwQkuKtYYpsCylLkWyBf05s%2Bd2RfGq6Gaji5JinyQHLqpien6iQ1wV6xvBQEE8Q%3D%3D&Expires=1782678749

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  • Súhrn speleo noviniek (27. týždeň 2026)
    V najbližších dňoch sa otvára pracovná pozícia sprievodcu v Dobšinskej ľadovej jaskyni, ktorú ponúka Štátna ochrana prírody SR. Na úvodnom stretnutí bude dlhoročný správca Važeckej jaskyne Milan Orfánus prezentovať historické a geologické informácie o jaskyni a jej okolí. V správe Správy slovenských jaskýň a InDEPTH Magazine nájdete aktuálne fotografie z jaskynných lokalít, vrátane ponuky ochladzovacích priestorov v Jeskyni ČR. Posledným bodom je speleo‑geodetické okénko „Prehľad klasických tech
     

Súhrn speleo noviniek (27. týždeň 2026)

Jún 29th 2026 at 09:10
Súhrn speleo noviniek (27. týždeň 2026)
V najbližších dňoch sa otvára pracovná pozícia sprievodcu v Dobšinskej ľadovej jaskyni, ktorú ponúka Štátna ochrana prírody SR. Na úvodnom stretnutí bude dlhoročný správca Važeckej jaskyne Milan Orfánus prezentovať historické a geologické informácie o jaskyni a jej okolí. V správe Správy slovenských jaskýň a InDEPTH Magazine nájdete aktuálne fotografie z jaskynných lokalít, vrátane ponuky ochladzovacích priestorov v Jeskyni ČR. Posledným bodom je speleo‑geodetické okénko „Prehľad klasických technológií“, ktoré sumarizuje bežné metódy merania a mapovania podzemných priestorov.

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  • Gruppo Speleologico CAI Perugia, escursione nella Forra di Rio Freddo: appuntamento il 12 luglio
    Condividi Forra di Rio Freddo e Monte Cucco, una proposta tra speleologia e torrentismo Il Gruppo Speleologico CAI Perugia propone per domenica 12 luglio 2026 una giornata nella Forra di Rio Freddo, nel Parco Naturale del Monte Cucco, con partenza da Pascelupo (PG) e prenotazione obbligatoria. L’iniziativa unisce cammino in ambiente montano, passaggi attrezzati e progressione in forra, in un contesto già noto per il suo interesse naturalistico e speleologico.[1][2] La proposta si colloca i
     

Gruppo Speleologico CAI Perugia, escursione nella Forra di Rio Freddo: appuntamento il 12 luglio

Jún 29th 2026 at 09:00

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Forra di Rio Freddo e Monte Cucco, una proposta tra speleologia e torrentismo

Il Gruppo Speleologico CAI Perugia propone per domenica 12 luglio 2026 una giornata nella Forra di Rio Freddo, nel Parco Naturale del Monte Cucco, con partenza da Pascelupo (PG) e prenotazione obbligatoria. L’iniziativa unisce cammino in ambiente montano, passaggi attrezzati e progressione in forra, in un contesto già noto per il suo interesse naturalistico e speleologico.[1][2]

La proposta si colloca in un’area che la letteratura locale e le cronache specializzate descrivono come uno dei luoghi più significativi del Monte Cucco. La Forra di Rio Freddo è infatti una gola scavata dal torrente omonimo, con pareti rocciose, cascate e laghetti che la rendono adatta a un’attività di avvicinamento al canyoning e alla lettura del paesaggio carsico.[3][4]

Il percorso previsto

Secondo le informazioni diffuse, i partecipanti affronteranno prima circa 50 minuti di sentiero di montagna per raggiungere l’ingresso della forra. Da lì inizierà il tratto più tecnico, con pareti rocciose, piccoli salti d’acqua e passaggi attrezzati, sempre sotto la guida degli esperti del GS CAI Perugia.[2][1]

Il gruppo prevede l’installazione di corde e teleferiche per garantire la progressione in sicurezza. La formula ricalca altre uscite organizzate dal sodalizio perugino, che negli ultimi mesi ha proposto anche attività di speleologia urbana e percorsi legati alla conoscenza del sottosuolo e delle acque del territorio.[5]

Un ambiente carsico da leggere sul campo

La Forra di Rio Freddo è considerata un ambiente di grande interesse per chi segue la speleologia e il torrentismo. La gola segna il confine tra Umbria e Marche, e il suo sviluppo si inserisce in un sistema naturale modellato dall’azione dell’acqua e dalla struttura calcarea del Monte Cucco.[4][6]

Il valore dell’escursione non sta solo nella componente sportiva. La visita consente anche di osservare da vicino l’interazione tra acqua, roccia e vegetazione, in un tratto dell’Appennino umbro-marchigiano dove il paesaggio conserva un carattere selvaggio e poco urbanizzato.[7][4]

Informazioni utili

L’organizzazione ha comunicato che orari e dettagli operativi saranno forniti agli iscritti. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria, con iscrizioni via mail all’indirizzo gite@speleopg.it.[2]

Per chi partecipa, resta centrale l’aspetto della sicurezza. In un ambiente come la Forra di Rio Freddo, la progressione richiede attenzione, materiali adeguati e accompagnamento esperto, elementi che il Gruppo Speleologico CAI Perugia indica come parte integrante dell’uscita.[1][3]

Interesse speleologico dell’iniziativa

L’appuntamento si inserisce in una linea di attività che porta la speleologia fuori dal solo ambito esplorativo e la avvicina alla divulgazione territoriale. La Forra di Rio Freddo, oltre a essere un luogo frequentato dal torrentismo, rappresenta un punto di contatto tra paesaggio carsico, mobilità verticale e conoscenza dell’ambiente sotterraneo del Monte Cucco.[8][4]

Per il pubblico interessato alla speleologia, la giornata del 12 luglio offre quindi un’occasione per osservare sul campo un ambiente di transizione tra superficie e sottosuolo, con il supporto di una realtà speleologica che opera da tempo nel territorio perugino.[5][1]

Fonti
[1] Avventura sul Monte Cucco: La Forra di Rio Freddo Invita alla … https://www.scintilena.com/avventura-nel-cuore-del-monte-cucco-la-forra-di-rio-freddo-invita-alla-scoperta/06/30/
[2] Gruppo Speleologico CAI Perugia – Facebook https://www.facebook.com/gruppospeleo.caiperugia/?locale=it_IT
[3] Escursione alla Forra di Rio Freddo: un’avventura nel … – Scintilena https://www.scintilena.com/escursione-alla-forra-di-rio-freddo-unavventura-nel-parco-naturale-del-monte-cucco/07/08/
[4] Forra di Rio Freddo – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Forra_di_Rio_Freddo
[5] Cunicoli di Monte Pacciano: alla scoperta delle origini delle acque … https://www.scintilena.com/cunicoli-di-monte-pacciano-alla-scoperta-delle-origini-delle-acque-di-perugia/05/07/
[6] Forra di Riofreddo | Turismo Marche https://letsmarche.it/-/forra-di-riofreddo-2
[7] Forra di Rio Freddo — LodView – Open Data Umbria http://dati.regione.umbria.it/risorsa/attrattori/4854244
[8] Forra del RIO FREDDO. Nel parco del Monte Cucco. https://www.youtube.com/watch?v=VUeUz6m1ULc
[10] Esplorazione speleologica e tesori sotterranei: il Monte Cucco … https://www.scintilena.com/esplorazione-speleologica-e-tesori-sotterranei-il-monte-cucco-protagonista-in-una-mostra-fotografica/10/01/
[11] Raduno internazionale di Speleologia Costacciaro 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/raduno-internazionale-di-speleologia-costacciaro-2023-le-escursioni-previste/10/15/
[12] 20° Raduno Internazionale di Canyoning AIC – Scintilena https://www.scintilena.com/20-raduno-internazionale-di-canyoning-aic-unesperienza-indimenticabile-tra-le-meraviglie-dellalto-adige/06/08/
[13] Scintilena Luglio 2025: le scoperte e le esplorazioni speleologiche … https://www.scintilena.com/scintilena-luglio-2025-le-scoperte-e-le-esplorazioni-speleologiche-piu-seguite/07/19/
[14] Corso Nazionale su Progettazione, Costruzione e Test di Materiali … https://www.scintilena.com/corso-nazionale-su-progettazione-costruzione-e-test-di-materiali-alpinistici-unopportunita-formativa-per-gli-appassionati-di-montagna/06/30/
[15] Canyoning Archivi – Pagina 3 di 14 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/canyoning/page/3/
[16] Canyon of Dolomites a Santa Croce: una base attrezzata per il … https://www.scintilena.com/canyon-of-dolomites-a-santa-croce-una-base-attrezzata-per-il-canyoning-nelle-dolomiti/07/13/
[17] La Forra di Rio Freddo – UmbriaIN https://umbriain.it/pages/blog_dettaglio.php?idblog=176&titolo=La_Forra_di_Rio_Freddo
[18] Calendario – Cai Perugia https://www.caiperugia.it/index.php/calendario
[19] PARCO DEL MONTE CUCCO | FORRA DI RIO FREDDO https://www.tramontanaguide.com/escursioni
[20] [PDF] Parco Regionale del Monte Cucco – Regione Umbria https://www.regione.umbria.it/documents/18/7279983/Habitat+del+Parco+del+Monte+Cucco/769318ea-c192-42a5-ae07-56e84619f759

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  • MANDEYE LiDAR in grotte tra Romania, Serbia e Bulgaria
    Condividi Negli ultimi due mesi sono stati scansionati e elaborati chilometri di gallerie in tempi brevi grazie al LiDAR MANDEYE, con rilievi in Romania, Serbia e Bulgaria che hanno restituito modelli 3D coerenti e leggibili. Rilievi 3D nelle grotte balcaniche Negli ultimi due mesi il lavoro di scansione speleologica con il LiDAR MANDEYE ha coperto diversi chilometri di gallerie, con oltre 30 chilometri di traiettoria di misura complessiva tra andata, ritorno e integrazioni di dettagli
     

MANDEYE LiDAR in grotte tra Romania, Serbia e Bulgaria

Jún 29th 2026 at 08:00

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Negli ultimi due mesi sono stati scansionati e elaborati chilometri di gallerie in tempi brevi grazie al LiDAR MANDEYE, con rilievi in Romania, Serbia e Bulgaria che hanno restituito modelli 3D coerenti e leggibili.

Rilievi 3D nelle grotte balcaniche

Negli ultimi due mesi il lavoro di scansione speleologica con il LiDAR MANDEYE ha coperto diversi chilometri di gallerie, con oltre 30 chilometri di traiettoria di misura complessiva tra andata, ritorno e integrazioni di dettaglio. Il dato conferma la rapidità del sistema, progettato per l’uso in grotta e pensato per un rilievo mobile ad alta precisione.

L’attività ha interessato cavità in Romania, Serbia e Bulgaria. Le acquisizioni hanno permesso di documentare più ambienti sotterranei senza problemi tecnici rilevanti. Le nuvole di punti ottenute sono risultate pulite e in grado di restituire bene pianta e profilo delle cavità.

Topolni?a, Prohodna e Temnata Dupka

Tra i risultati più significativi figura il rilievo del principale condotto attivo e idrico della grotta rumena di Topolni?a. Si tratta di una cavità estesa, oltre i 20 chilometri di sviluppo, per la quale sono previsti ulteriori segmenti di scansione nei prossimi lavori.

In Bulgaria è stata invece documentata la grotta di Prohodna, una cavità nota nel paesaggio carsico locale e utile come confronto per la resa degli spazi più aperti. Nello stesso contesto, nei precedenti sopralluoghi è stata scansionata anche una parte della grande Temnata Dupka, grotta multilivello con una rete complessa di gallerie e passaggi.

La qualità dei modelli ottenuti mostra che il sistema MANDEYE può essere impiegato sia in cavità ampie sia in tratti più stretti. Questo aspetto è rilevante per la speleologia di rilievo, perché consente di documentare contesti diversi senza cambiare impostazione di lavoro.

Il ruolo del LiDAR MANDEYE

Il sistema MANDEYE è stato sviluppato per rendere più rapido il rilievo sotterraneo e ridurre i tempi di acquisizione sul campo. Il principio operativo si basa sulla scansione mobile, che permette di raccogliere dati mentre ci si sposta in grotta. In questo modo il lavoro sul terreno diventa più fluido e meno dipendente dalla compilazione manuale degli appunti.

Le scansioni balcaniche mostrano un altro vantaggio del LiDAR MANDEYE: la possibilità di usare il rilievo 3D come controllo reciproco rispetto alla topografia tradizionale. Il risultato finale è una documentazione più robusta, con maggiore capacità di confronto tra misure e interpretazione morfologica.

Ricadute per la speleologia

Per la speleologia questa esperienza segnala un passaggio importante. Il rilievo laser mobile consente di documentare grandi sistemi in tempi ridotti, offrendo materiali utili per l’analisi, la pianificazione delle esplorazioni e la conservazione della conoscenza scientifica.

Il caso di Topolni?a è particolarmente interessante perché apre la strada a successive campagne di scansione su ulteriori condotti di una grotta molto estesa. Anche i risultati ottenuti in Serbia e Bulgaria indicano che il sistema può adattarsi a scenari diversi, compresi ambienti complessi o accessi interrotti da sifoni.

In questo quadro, il LiDAR MANDEYE si inserisce tra gli strumenti che stanno cambiando la cartografia ipogea. Il suo uso non sostituisce il rilievo speleologico classico, ma lo affianca con un livello di dettaglio che accelera la lettura delle cavità e amplia le possibilità di studio.

Contesto tecnico e prospettive

La letteratura recente sul Mandeye LiDAR conferma che la scansione mobile può produrre modelli riproducibili e adatti alla generazione di piante e profili tradizionali a partire da nuvole di punti 3D. Il caso riportato rafforza questa indicazione e mostra un’applicazione concreta in più grotte dell’area balcanica.[1]

L’esperienza maturata in queste campagne suggerisce che la combinazione tra esplorazione e rilievo laser stia diventando una pratica sempre più centrale nella speleologia moderna. Per grotte come Topolni?a, Prohodna e Temnata Dupka, la documentazione 3D offre una base utile sia per la ricerca sia per i successivi interventi di rilievo.[2][3]

Fonti consultate

  • Scintilena, notiziario di speleologia.[4]
  • Redovnikovi? L. et al., The affordable DIY Mandeye LiDAR system for surveying caves.[1]
  • Schede informative su Topolni?a Cave, Prohodna e Temnata Dupka.[3][2]

https://webapp.atis.cloud/prism/share/gzsb4jk7ex65lhbeajurn4?versionId=0e0322b8-f601-4fd0-ab6d-90e4dee851fc

Fonti
[1] “Affordable Mandeye LiDAR: Ground plans and extended cave … https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol53/iss3/7/
[2] Topolni?a Cave – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Topolni%C8%9Ba_Cave
[3] Prohodna – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Prohodna
[4] Mappe dall’Oscurità: come nasce la cartografia del mondo sotterraneo https://www.scintilena.com/mappe-dalloscurita-come-nasce-la-cartografia-del-mondo-sotterraneo-3/04/25/
[6] Soluzioni a basso costo per la mappatura 3D delle grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/soluzioni-a-basso-costo-per-la-mappatura-3d-delle-grotte-confronto-tra-rgb-d-e-tecnologie-laser/07/27/
[7] XVIIIth International Symposium of Biospeleology – Scintilena https://www.scintilena.com/xviiith-international-symposium-of-biospeleology/06/06/
[8] BALKAN CAMP 2010 – ROMANIA – Scintilena https://www.scintilena.com/balkan-camp-2010-romania/04/23/
[9] Si è svolto in Montenegro il settimo Balkan Cavers Camp – Scintilena https://www.scintilena.com/si-e-svolto-in-montenegro-il-settimo-balkan-cavers-camp/07/23/
[10] 12°esimo simposio internazionale di soccorso speleologico in Bulgaria: Com’è andata – Scintilena https://www.scintilena.com/12%C2%B0esimo-simposio-internazionale-di-soccorso-speleologico-in-bulgaria-come-andata/05/16/
[11] Controversie, Conflitti e Accordi sulla Protezione delle Grotte https://www.scintilena.com/controversie-conflitti-e-accordi-sulla-protezione-delle-grotte-la-sfida-della-tutela-del-patrimonio-speleologico-mondiale/07/27/
[12] Una luce nel buio – Notiziario di speleologia e del sottosuolo https://www.scintilena.com/page/498/?c=13
[13] [PDF] Raccolta Agosto 2018 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2018_8_Raccolta_Scintilena_Agosto.pdf
[14] Siti Speleo in Inglese – Scintilena https://www.scintilena.com/siti-speleo-in-inglese/03/05/
[15] Surveying caves – ScienceDirect.com https://www.sciencedirect.com/science/chapter/edited-volume/abs/pii/B9780128141243001230
[16] Deep paradises: Topolni?a Cave in Mehedin?i County – a monumental miracle of nature, with karst formations unique in the world https://www.imperialtransilvania.com/2024/01/22/read-more/argomenti/places-of-interest-1/articolo/deep-paradises-topolnita-cave-in-mehedinti-county-a-monumental-miracle-of-nature-with-karst-fo.html
[17] Prohodna Cave, Bulgaria | Leon de Leeuw https://www.leondeleeuw.net/travel-bulgaria-prohodna-cave
[18] MapsHD/HDMapping – GitHub https://github.com/MapsHD/HDMapping
[19] The Topolni?a Cave http://surprising-romania.blogspot.com/2009/05/topolni-cave.html
[20] The affordable DIY Mandeye LiDAR system for surveying caves, and … https://www.semanticscholar.org/paper/The-affordable-DIY-Mandeye-LiDAR-system-for-caves,-Redovnikovi%C4%87-Jakopec/647eecd3954f143001eb209aef419209c40fab05
[21] The dark silence of the underworld – explore Topolnita cave! https://www.transylvania-tours.ro/nature-adventure/the-dark-silence-of-the-underworld-explore-topolnita-cave

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  • Taranto, visita guidata tra Città Vecchia e ipogei: apertura estiva tra storia sotterranea e turismo culturale
    Condividi Città Vecchia di Taranto e ipogei del centro storico al centro di un percorso guidato domenica 5 luglio, con accessi limitati, prenotazione obbligatoria e attenzione alla fruizione sostenibile degli ambienti ipogei. Visita guidata a Taranto tra centro storico e ipogei Domenica 5 luglio alle 18:00 è in programma a Taranto una visita guidata alla Città Vecchia e a due ipogei del centro storico. L’iniziativa propone un itinerario di circa due ore, con ritrovo alle 18:30 all’Info Poi
     

Taranto, visita guidata tra Città Vecchia e ipogei: apertura estiva tra storia sotterranea e turismo culturale

Jún 29th 2026 at 07:00

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Città Vecchia di Taranto e ipogei del centro storico al centro di un percorso guidato domenica 5 luglio, con accessi limitati, prenotazione obbligatoria e attenzione alla fruizione sostenibile degli ambienti ipogei.

Visita guidata a Taranto tra centro storico e ipogei

Domenica 5 luglio alle 18:00 è in programma a Taranto una visita guidata alla Città Vecchia e a due ipogei del centro storico. L’iniziativa propone un itinerario di circa due ore, con ritrovo alle 18:30 all’Info Point accanto al Ponte Girevole, lato Città Vecchia. Il biglietto costa 12 euro, mentre l’ingresso è gratuito per i bambini sotto i 12 anni.[1]

L’accesso agli ipogei è soggetto a capienza limitata, per questo la prenotazione è obbligatoria al numero 3887848371 o 3388524409. È possibile acquistare il ticket anche tramite il link indicato nell’annuncio, mentre per gruppi ridotti possono essere concordate altre date o turni aggiuntivi.[1]

Ipogei di Taranto e storia del sottosuolo

Il percorso si inserisce in un contesto che richiama la lunga storia del sottosuolo tarantino. Gli ipogei della Città Vecchia derivano da antiche attività di cava avviate già in età greca, quando il banco roccioso veniva scavato per ricavare materiale da costruzione e ambienti sotterranei destinati a usi diversi. Questi spazi furono impiegati nel tempo per funzioni produttive, abitative, culturali e di ricovero per animali.[1]

Nel testo di riferimento si sottolinea che alcuni di questi ambienti conservano tagli di cava, blocchi di età greca e resti di epoca romana e medievale. Per chi si occupa di speleologia, il valore del percorso non sta solo nell’aspetto storico, ma anche nella lettura delle cavità artificiali come parte integrante del paesaggio urbano ipogeo.[1]

Ipogei del centro storico e speleologia urbana

La visita ai due ipogei del centro storico richiama anche un tema centrale per la speleologia: la conoscenza delle cavità artificiali. Nelle fonti del materiale di riferimento, la speleologia in cavità artificiali è descritta come una branca specifica sviluppatasi tra Otto e Novecento, con particolare attenzione al rilievo, al censimento e allo studio degli ambienti sotterranei creati dall’uomo.[1]

In questa prospettiva, gli ipogei di Taranto non sono solo spazi da visitare, ma anche documenti materiali della relazione tra città, roccia e lavoro umano. Il loro interesse riguarda la stratificazione storica e la conservazione di elementi architettonici e archeologici che raccontano l’uso del sottosuolo nel tempo.[1]

Accessibilità e sicurezza

L’organizzazione segnala che, per la conformazione degli ambienti, i tour agli ipogei sono sconsigliati a persone con disabilità motorie. Questa indicazione è legata alla natura degli spazi sotterranei, che spesso presentano passaggi stretti, dislivelli e condizioni di percorrenza non uniformi.[1]

L’attenzione alla sicurezza è coerente con la fragilità degli ambienti ipogei, dove la frequentazione deve essere regolata per ridurre gli impatti e preservare le caratteristiche originarie. Anche nel materiale di riferimento sulla speleologia si insiste sul controllo delle visite e sull’importanza di un uso responsabile delle cavità, soprattutto quando si tratta di ambienti delicati o di valore storico.[1]

Turismo sotterraneo a Taranto

L’iniziativa di Taranto si colloca nel quadro del turismo sotterraneo e della valorizzazione del patrimonio ipogeo urbano. La proposta unisce divulgazione storica e fruizione guidata, con l’obiettivo di mostrare al pubblico una parte meno visibile della città vecchia. Per i visitatori interessati alla speleologia, rappresenta anche un’occasione per osservare come il sottosuolo venga letto oggi non solo in chiave archeologica, ma anche come risorsa culturale.[1]

Nel complesso, la visita guidata del 5 luglio mette in evidenza il rapporto tra Città Vecchia di Taranto, ipogei del centro storico e tutela degli spazi sotterranei. Per la richiesta di piccoli gruppi e per le visite in lingue diverse è indicato il contatto email tarantograndtour@gmail.com, da usare con congruo anticipo.[1]

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  • Piemonte, il nuovo Portale dei Geositi porta online 53 monumenti geologici
    Condividi Mappa interattiva, schede scientifiche e geo-itinerari per leggere il territorio Il Piemonte ha reso disponibile il Portale dei Geositi, uno strumento digitale che consente di esplorare il patrimonio geologico regionale attraverso una mappa interattiva, l’elenco completo dei siti censiti e le relative schede descrittive. Il progetto mette insieme informazioni scientifiche, criteri di riconoscimento e caratteristiche dei singoli luoghi, con una funzione utile sia per la divulgazione
     

Piemonte, il nuovo Portale dei Geositi porta online 53 monumenti geologici

Jún 29th 2026 at 06:00

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Mappa interattiva, schede scientifiche e geo-itinerari per leggere il territorio

Il Piemonte ha reso disponibile il Portale dei Geositi, uno strumento digitale che consente di esplorare il patrimonio geologico regionale attraverso una mappa interattiva, l’elenco completo dei siti censiti e le relative schede descrittive. Il progetto mette insieme informazioni scientifiche, criteri di riconoscimento e caratteristiche dei singoli luoghi, con una funzione utile sia per la divulgazione sia per la pianificazione territoriale.[1][2]

Geositi Piemonte e valore scientifico del territorio

I geositi sono luoghi di particolare interesse scientifico, paesaggistico e culturale. In pratica, possono essere affioramenti rocciosi, siti fossiliferi o forme del paesaggio che raccontano la storia geologica di un’area e ne rappresentano i processi evolutivi. Nel caso piemontese, il nuovo Catasto regionale dei geositi censisce 53 siti, oggi consultabili online con dati georeferenziati e contenuti di lettura immediata.[2][1]

La Regione Piemonte ha spiegato che si tratta di “monumenti” geologici da tutelare, perché utili alla comprensione della storia del territorio e alla sua conservazione. Tra gli esempi richiamati nel lancio figurano le “terre ballerine” di Montaldo Dora, le Rocche del Tanaro, i fossili del Pliocene in Valle Botto e la caldera del supervulcano della Valsesia.[2]

Portale dei Geositi Piemonte: come funziona

Il Portale dei Geositi consente di consultare una mappa interattiva e di aprire le schede dei singoli luoghi, con elementi utili per riconoscerli e inquadrarli dal punto di vista scientifico. La piattaforma è stata sviluppata come supporto alla diffusione della conoscenza geologica e alla gestione del territorio, con il coinvolgimento di più soggetti istituzionali.[1][2]

Al progetto hanno lavorato strutture della Regione Piemonte, il Museo Regionale di Scienze Naturali, l’Università di Torino e Arpa Piemonte. La scelta di affidarsi a un gruppo multidisciplinare segnala una linea di lavoro che unisce ricerca, cartografia e divulgazione, con un’attenzione particolare alla lettura del paesaggio e alla sua fragilità.[2]

Itinerari geologici e divulgazione

Accanto al Portale dei Geositi, resta attivo anche il sito “Itinerari geologici in Piemonte”, che propone percorsi escursionistici e contenuti multimediali pensati per un pubblico ampio. L’iniziativa amplia il ruolo della conoscenza geologica, perché affianca alla catalogazione dei luoghi la possibilità di visitarli e comprenderli sul campo.[3]

Nel panorama della speleologia e del carsismo, strumenti di questo tipo sono rilevanti anche perché rafforzano il legame tra superfice e sottosuolo. La lettura dei geositi aiuta infatti a interpretare contesti che spesso includono cavità, fenomeni carsici, assetti stratigrafici e segni di lunga evoluzione geomorfologica.[4]

Un supporto per tutela e pianificazione

Il Portale dei Geositi non è solo un archivio consultabile. È anche uno strumento che può sostenere le decisioni sulla pianificazione territoriale, perché rende più accessibili le informazioni sui siti da considerare nella gestione del paesaggio e delle attività umane. In un quadro più ampio, questa accessibilità facilita anche il lavoro di divulgazione, didattica e sensibilizzazione verso il valore del patrimonio geologico.[1][2]

Per il pubblico interessato alla speleologia, l’interesse è duplice. Da un lato c’è la possibilità di conoscere meglio il contesto geologico in cui si inseriscono molte cavità naturali. Dall’altro emerge una visione più completa del territorio, in cui il sottosuolo non è un mondo separato, ma parte della stessa storia che modella rilievi, rocce, sorgenti e paesaggi.[4]

Fonti essenziali

  • Regione Piemonte, “Nel nuovo Geoportale del Piemonte 53 monumenti geologici da tutelare”.[2]
  • Regione Piemonte, “Nasce il Geoportale dei Geositi del Piemonte”.[1]
  • Arpa Piemonte, “Itinerari geologici in Piemonte”.[3]
  • Materiale di riferimento sul rapporto tra speleologia, grotte e ricerca scientifica.[4]

Fonti
[1] Nasce il Geoportale dei Geositi del Piemonte https://www.regione.piemonte.it/web/temi/protezione-civile-difesa-suolo-opere-pubbliche/geologia-prevenzione-rischio-geologico/cartografia-geologica/nasce-geoportale-dei-geositi-piemonte
[2] Nel nuovo Geoportale del Piemonte 53 “monumenti” geologici da … https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/nel-nuovo-geoportale-piemonte-53-monumenti-geologici-tutelare
[3] Itinerari geologici in Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/secure_apps/geoitinerari_piemonte/
[5] Piemonte, online il Catasto dei Geositi: il patrimonio geologico … https://www.scintilena.com/piemonte-online-il-catasto-dei-geositi-il-patrimonio-geologico-regionale-entra-nel-webgis/06/20/
[6] Noli all’Età della Pietra: tra grotte e scoperte – Scintilena https://www.scintilena.com/noli-alleta-della-pietra-tra-grotte-e-scoperte/06/03/
[7] Islanda Sotterranea: Dai Tunnel di Lava alla Camera Magmatica Più … https://www.scintilena.com/islanda-sotterranea-dai-tunnel-di-lava-alla-camera-magmatica-piu-profonda-del-mondo-una-mappa-per-esploratori/05/06/
[8] Piemonte Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/piemonte/
[9] I Geoturisti: il nuovo progetto di geoturismo che racconta l’Italia … https://www.scintilena.com/i-geoturisti-il-nuovo-progetto-di-geoturismo-che-racconta-litalia-geologica-attraverso-i-social/03/08/
[10] L’abisso del Gargano: La Grava di Campolato tra geologia e folklore https://www.scintilena.com/labisso-del-gargano-la-grava-di-campolato-tra-geologia-e-folklore/02/17/
[11] Geologia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/geologia/
[12] Mappe sotterranee al servizio della sicurezza: quando la cartografia … https://www.scintilena.com/mappe-sotterranee-al-servizio-della-sicurezza-quando-la-cartografia-delle-grotte-diventa-strumento-di-prevenzione/10/06/
[13] Grava di San Leonardo, il documentario che racconta la voragine … https://www.scintilena.com/grava-di-san-leonardo-il-documentario-che-racconta-la-voragine-del-gargano-tra-bellezza-e-degrado/02/21/
[14] al CAI di Lanzo Torinese una serata con il geologo Luca Paro https://www.scintilena.com/geodiversita-e-geositi-del-piemonte-al-cai-di-lanzo-torinese-una-serata-con-il-geologo-luca-paro/05/19/
[15] Catasto Regionale Geositi – Arpa Piemonte https://www.geoportale.piemonte.it/geonetwork/geonetwork/api/records/arlpa_to:07-12-12-D_2026-05-22-16:00
[16] Geositi Piemonte https://webgis.arpa.piemonte.it/geositi-piemonte/
[17] Finalmente online il nuovo Portale dei Geositi del Piemonte! Un … https://www.instagram.com/p/DZaTC1MGekR/
[18] GEOportale Piemonte https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/territorio/infrastruttura-geografica-cartografia/geoportale-piemonte
[19] Geositi: manifestazione di Interesse https://www.regione.piemonte.it/web/temi/protezione-civile-difesa-suolo-opere-pubbliche/geologia-prevenzione-rischio-geologico/geositi-manifestazione-interesse
[20] Geoportale Piemonte: Home https://www.geoportale.piemonte.it
[21] GeoPortale Piemonte | Servizionline https://servizi.regione.piemonte.it/catalogo/geoportale-piemonte

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  • Grotte archeologiche su Radio Fragola: indagine, tutela e valorizzazione al centro della nuova puntata
    Condividi Martedì 30 giugno “Racconti dal Buio” dedica un’ora alle grotte archeologiche con l’archeologo Roberto Micheli, funzionario della Sabap FVG, per approfondire ricerca, protezione dei siti ipogei e procedure da seguire in caso di ritrovamenti fortuiti Martedì 30 giugno, dalle 20 alle 21, la trasmissione “Racconti dal Buio” di Radio Fragola propone una puntata dedicata alle grotte archeologiche, con un focus su indagine, tutela e valorizzazione dei siti ipogei di interesse storico e ar
     

Grotte archeologiche su Radio Fragola: indagine, tutela e valorizzazione al centro della nuova puntata

Jún 29th 2026 at 05:00

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Martedì 30 giugno “Racconti dal Buio” dedica un’ora alle grotte archeologiche con l’archeologo Roberto Micheli, funzionario della Sabap FVG, per approfondire ricerca, protezione dei siti ipogei e procedure da seguire in caso di ritrovamenti fortuiti

Martedì 30 giugno, dalle 20 alle 21, la trasmissione “Racconti dal Buio” di Radio Fragola propone una puntata dedicata alle grotte archeologiche, con un focus su indagine, tutela e valorizzazione dei siti ipogei di interesse storico e archeologico. Ospite della serata sarà il dottor Roberto Micheli, indicato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia come responsabile dell’Area funzionale II dedicata al patrimonio archeologico e come funzionario archeologo in servizio presso la sede di Trieste.[1]

Grotte archeologiche e ricerca archeologica nel programma della puntata

La trasmissione affronterà il tema delle grotte archeologiche seguendo più linee di approfondimento. Il testo di presentazione annuncia un percorso che toccherà l’evoluzione dei metodi di ricerca archeologica nel tempo, i casi di cavità oggetto di scavi scientifici, le forme di tutela delle cavità archeologiche e alcuni esempi di valorizzazione dei siti ipogei.

Il tema si inserisce bene nel profilo editoriale di “Racconti dal Buio”, una rubrica che, secondo la presentazione pubblicata da Radio Fragola, esplora il mondo sotterraneo mettendo in relazione geologia, biologia, storia e archeologia, con episodi costruiti attorno a incontri con esperti e a temi che vanno dagli scavi archeologici alla protezione delle acque sotterranee e della fauna ipogea . In questo contesto, la scelta di dedicare una puntata alle grotte archeologiche conferma l’attenzione della rubrica verso il sottosuolo come archivio naturale e culturale .

Tutela delle grotte archeologiche e ruolo della Sabap FVG

Uno degli aspetti più utili della serata riguarda la tutela delle grotte archeologiche e il comportamento corretto in caso di rinvenimenti occasionali. La puntata, come annunciato, spiegherà come ci si deve muovere quando emergono reperti archeologici in modo fortuito e a quali uffici della Soprintendenza vadano inoltrate le segnalazioni.

Sul piano istituzionale, il riferimento è la Sabap FVG, che pubblica sul proprio sito l’articolazione degli uffici, i recapiti delle sedi di Trieste, Udine e Aquileia e l’elenco dei funzionari di zona per il territorio regionale. Nella stessa documentazione ufficiale Roberto Micheli compare sia come responsabile dell’area patrimonio archeologico sia come funzionario archeologo, con contatti dedicati e orari di reperibilità telefonica indicati per il pubblico. Questo dato rafforza il taglio pratico della puntata, che non si limiterà alla divulgazione sulle grotte archeologiche, ma offrirà anche indicazioni concrete sul rapporto tra cittadini, speleologi, ricercatori e amministrazione di tutela.[1]

Valorizzazione delle grotte archeologiche tra divulgazione e ascolto radiofonico

Nel programma è previsto anche un passaggio dedicato alla valorizzazione dei siti ipogei, tema centrale quando si parla di grotte archeologiche accessibili, studiate e restituite al pubblico senza perdere il necessario equilibrio con la conservazione. Per il mondo speleologico, il punto è rilevante perché mette in relazione frequentazione delle cavità, ricerca scientifica, protezione del contesto e qualità della comunicazione.

Anche il formato radiofonico scelto da “Racconti dal Buio” va in questa direzione. La pagina del programma lo descrive come uno spazio di sessanta minuti costruito per raccontare il mondo sotterraneo in modo accessibile, con attenzione speciale a Trieste e al rapporto tra esplorazione, scienza e divulgazione . Per chi segue i temi delle grotte archeologiche, la puntata del 30 giugno si presenta quindi come un’occasione informativa utile sia per comprendere il lavoro archeologico in ambiente ipogeo sia per orientarsi fra tutela e segnalazioni.

Radio Fragola, ascolto in streaming e contatti della rubrica sulle grotte archeologiche

La trasmissione va in onda ogni martedì dalle 20 alle 21 sulle frequenze FM 104.6-104.8 per la provincia di Trieste e in streaming sul sito di Radio Fragola, mentre le puntate precedenti sono raccolte nella pagina dedicata a “Racconti dal Buio”. La stessa pagina ospita già gli episodi pubblicati nel 2026 e presenta la rubrica come un percorso di approfondimento sul mondo sotterraneo aperto a discipline diverse .

Per questa nuova serata dedicata alle grotte archeologiche, il contatto diretto con la rubrica durante la diretta avverrà via WhatsApp al numero indicato nel materiale di presentazione. Sul versante istituzionale, chi avesse necessità di individuare l’ufficio competente può consultare la pagina della Sabap FVG con l’organizzazione interna e quella che riporta territorio e funzionari di riferimento, disponibili rispettivamente su Sabap FVG – articolazione uffici e Sabap FVG – territorio e funzionari. Per l’ascolto e l’archivio delle puntate resta invece il riferimento di Radio Fragola – Racconti dal Buio .[1]

L'articolo Grotte archeologiche su Radio Fragola: indagine, tutela e valorizzazione al centro della nuova puntata proviene da Scintilena.

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  • Il turismo distrugge L’ arte rupestre di Altamira: la denuncia del 1975 che cambiò la gestione della grotta
    Condividi La grotta di Altamira al centro di una denuncia fotografica, della stampa e poi di una nuova politica di conservazione. La vicenda di Francisco Santamatilde resta un passaggio chiave nella storia della tutela delle pitture rupestri. La denuncia sulla grotta di Altamira Nel 1975 Francisco Santamatilde individuò un segnale preciso: i colori dei bisonti e dei cervi di Altamira apparivano meno intensi rispetto a fotografie scattate dieci anni prima. Dopo avere confrontato le imma
     

Il turismo distrugge L’ arte rupestre di Altamira: la denuncia del 1975 che cambiò la gestione della grotta

Jún 28th 2026 at 14:00

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La grotta di Altamira al centro di una denuncia fotografica, della stampa e poi di una nuova politica di conservazione. La vicenda di Francisco Santamatilde resta un passaggio chiave nella storia della tutela delle pitture rupestri.

La denuncia sulla grotta di Altamira

Nel 1975 Francisco Santamatilde individuò un segnale preciso: i colori dei bisonti e dei cervi di Altamira apparivano meno intensi rispetto a fotografie scattate dieci anni prima.

Dopo avere confrontato le immagini e averne discusso con esperti, portò il caso alla stampa nell’ottobre di quell’anno.

La rivista Sábado Gráfico pubblicò il servizio con le sue fotografie e l’articolo “Altamira, una reliquia universal que se pierde”.[1]

La denuncia arrivò in un clima politico delicato in Spagna. Per evitare possibili rappresaglie, il nome di Santamatilde non fu reso pubblico subito e venne menzionato solo anni dopo.

La scelta rifletteva la tensione del periodo e il peso che poteva avere una presa di posizione su un tema di interesse culturale e istituzionale.[1]

Le immagini di Santamatilde

Santamatilde lavorava da anni sulla grotta di Altamira e aveva già costruito un archivio fotografico utile al confronto nel tempo.

Le sue immagini permisero di mostrare che il problema non riguardava soltanto un’impressione visiva, ma un deterioramento osservabile.

La documentazione fotografica diventò così uno strumento centrale nella discussione pubblica sulla conservazione della grotta di Altamira.[1]

Il suo lavoro si inseriva in una lunga attività di studio e valorizzazione del patrimonio di Cantabria.

La denuncia non nacque come gesto isolato, ma come esito di osservazioni maturate nel tempo, dentro una pratica fotografica attenta ai dettagli e alle trasformazioni del sito.[1]

La risposta delle istituzioni

Dopo la pubblicazione del servizio, diversi collettivi e mezzi di comunicazione rilanciarono l’allarme sullo stato di conservazione della grotta di Altamira.

Gli organismi ufficiali continuarono inizialmente a negare la gravità del problema.

La situazione cambiò solo dopo la svolta politica del 1976, quando un nuovo direttore generale del Patrimonio Artistico e Culturale avviò una commissione d’inchiesta.[1]

La commissione propose prima di limitare l’ingresso dei visitatori e poi di chiudere la grotta per approfondire lo studio delle condizioni ambientali e conservative.

Da quel momento prese forma una gestione della grotta di Altamira orientata in primo luogo alla protezione delle pitture rupestri.[1]

Conservazione e uso turistico

La vicenda segnò un passaggio importante nella storia della grotta di Altamira.

La priorità non fu più soltanto l’accesso del pubblico, ma la tutela del bene archeologico.

Questa impostazione influenzò in modo duraturo il rapporto tra visita turistica e conservazione, tema ancora centrale nella gestione dei siti preistorici.[2][1]

Altamira è oggi nota anche per le restrizioni all’accesso e per le continue valutazioni sul rapporto tra afflusso umano e stato di conservazione.

La storia della denuncia di Santamatilde aiuta a leggere queste scelte come il risultato di un processo lungo, nato da osservazioni tecniche, pressione civile e decisioni istituzionali successive.[2][1]

La mostra su Santamatilde

Il Museo de Altamira dedica a Francisco Santamatilde una mostra temporanea che ne valorizza il ruolo nella difesa delle pitture rupestri.

L’esposizione ricorda il fotografo nel centenario della nascita e riprende il contesto della sua denuncia pubblica del 1975.[3]

L’iniziativa richiama anche il valore della documentazione fotografica nella tutela dei beni sotterranei e preistorici.

Le ultime settimane per visitare #SantamatildeExpo confermano l’interesse verso una vicenda che unisce speleologia, archeologia e conservazione del patrimonio.[3]

Fonti e riferimento

Le informazioni di questo articolo derivano dal materiale fornito nel testo, dalla scheda biografica su Francisco Santamatilde e dalla pagina ufficiale del Museo de Altamira dedicata alla mostra.[3][1]

Fonti
[1] [PDF] Francisco Santamatilde – Turismo Santander https://turismo.santander.es/ruta-ilustres/pdfs/ilustre-36.pdf
[2] Riaprono al pubblico le Grotte di Altamira – Scintilena https://www.scintilena.com/riaprono-al-pubblico-le-grotte-di-altamira/02/27/
[3] Francisco Santamatilde: el fotógrafo que salvó Altamira https://www.cultura.gob.es/mnaltamira/que-hacer/exposicion-temporales/santamatilde.html
[6] Le pitture rupestri di Altamira – Le origini dell’Arte in mostra … https://www.scintilena.com/le-pitture-rupestri-di-altamira-le-origini-dellarte-in-mostra-al-museo-nazionale-ungherese/12/30/
[7] Joan Miró e le grotte di Altamira: quando l’arte rupestre … – Scintilena https://www.scintilena.com/now-i-have-sufficient-information-to-write-a-comprehensive-article-let-me-compose-it-following-the-space-instructions/03/11/
[8] Carta degli antichi acquedotti: gli speleologi italiani … – Scintilena https://www.scintilena.com/carta-degli-antichi-acquedotti-gli-speleologi-italiani-mappano-duemila-anni-di-ingegneria-idraulica/05/04/
[9] Great Blue Hole vs Taam Ja’: la guerra dei record tra le doline … https://www.scintilena.com/great-blue-hole-vs-taam-ja-la-guerra-dei-record-tra-le-doline-sommerse-che-nessuno-riesce-a-misurare-davvero/05/01/
[10] Pozzo del Merro: a 30 km da Roma c’è un abisso carsico … – Scintilena https://www.scintilena.com/pozzo-del-merro-a-30-km-da-roma-ce-un-abisso-carsico-allagato-senza-fondo-conosciuto/04/15/
[11] SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima … https://www.scintilena.com/speleomedit-in-italiano-il-ministero-della-cultura-finanzia-la-prima-panoramica-sulle-grotte-del-mediterraneo/04/27/
[12] Dalle Leggende al Metodo Scientifico: La Speleologia nel … https://www.scintilena.com/dalle-leggende-al-metodo-scientifico-la-speleologia-nel-rinascimento/01/22/
[13] [PDF] Raccolta Agosto 2018 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2018_8_Raccolta_Scintilena_Agosto.pdf
[14] Iconografia claustrale e spazi liturgici https://hrcak.srce.hr/file/447865
[15] Francisco Santamatilde se suma a la Ruta Ilustres de … https://www.periodicofiltracion.es/santander/francisco-santamatilde-suma-ruta-ilustres-santander-dia-internacional-fotografo/20250220162437022965.amp.html
[16] No te pierdas la exposición “Francisco Santamatilde: el fotógrafo … https://www.facebook.com/museodealtamira/videos/no-te-pierdas-la-exposici%C3%B3n-francisco-santamatilde-el-fot%C3%B3grafo-que-salv%C3%B3-altami/1671583090642899/
[17] Home https://www.cultura.gob.es/mnaltamira/en/home.html
[18] Hoy inauguramos nuestro espacio Vínculos “Matilde Múzquiz … https://www.instagram.com/p/DG5sG0gqr6-/
[19] Museo Nacional y Centro de Investigación de Altamira – Wikipedia, la enciclopedia libre https://es.wikipedia.org/wiki/Museo_Nacional_y_Centro_de_Investigaci%C3%B3n_de_Altamira
[20] National Museum and Research Center of Altamira – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/National_Museum_and_Research_Center_of_Altamira
[21] National Museum and Resea…ntillana Del Mar https://lospueblosmasbonitosdeespana.org/patrimonio/santillana-del-mar/museo-nacional-y-centro-de-investigacion-de-altamira?lang=en
[22] National Museum and Research Centre of Altamira https://artsandculture.google.com/partner/museo-de-altamira

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  • In Palestina la scoperta di una nuova grotta preistorica sigillata apre una importantissima finestra sul Pleistocene
    Condividi Grotta preistorica, Poriya, Israele e ritrovamenti del Pleistocene al centro di una scoperta che unisce archeologia, speleologia e tutela del patrimonio sotterraneo. Scoperta in area infrastrutturale Una grotta preistorica rarissima, datata a circa 300.000 anni fa, è stata individuata a Poriya, nel nord di Israele, durante lavori infrastrutturali che hanno intercettato un vuoto sotterraneo profondo e articolato. Il sito era rimasto sigillato per centinaia di millenni e non ri
     

In Palestina la scoperta di una nuova grotta preistorica sigillata apre una importantissima finestra sul Pleistocene

Jún 28th 2026 at 13:00

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Grotta preistorica, Poriya, Israele e ritrovamenti del Pleistocene al centro di una scoperta che unisce archeologia, speleologia e tutela del patrimonio sotterraneo.

Scoperta in area infrastrutturale

Una grotta preistorica rarissima, datata a circa 300.000 anni fa, è stata individuata a Poriya, nel nord di Israele, durante lavori infrastrutturali che hanno intercettato un vuoto sotterraneo profondo e articolato.

Il sito era rimasto sigillato per centinaia di millenni e non risultava alterato da frequentazioni moderne.

Per gli archeologi dell’Autorità israeliana per le antichità, insieme a speleologi e geologi, si tratta di un contesto di grande interesse per lo studio del passato remoto della regione.

La grotta è stata riconosciuta come un deposito chiuso e stratificato, capace di conservare informazioni utili sul Pleistocene.

La sua apertura casuale ha permesso di avviare un’indagine rapida, con controlli immediati sullo stato dei sedimenti e sulla stabilità del vuoto.

La combinazione tra conservazione eccezionale e contesto geologico delicato rende il sito particolarmente rilevante per la speleologia scientifica.

Reperti e indicatori ambientali

Le prime analisi hanno documentato resti faunistici antichissimi appartenenti a specie oggi estinte, insieme a sedimenti e concrezioni utili a ricostruire il clima del Pleistocene.

Sono emersi anche indizi di un ecosistema sotterraneo rimasto isolato per periodi lunghissimi. Questi dati aiutano a definire le condizioni ambientali in cui si muovevano i gruppi umani e animali del periodo.

La presenza di ossa di fauna preistorica apre la strada a studi su dieta, ambiente e dinamiche di occupazione del territorio.

I sedimenti possono restituire informazioni su umidità, temperatura e fasi di deposizione. Anche le concrezioni sono considerate archivi naturali, perché conservano tracce del lungo equilibrio chimico e idrologico della cavità.

Perché il sito conta

Secondo gli archeologi, la grotta offre una finestra molto rara sugli ecosistemi e sul clima di 300.000 anni fa.

Il sito potrebbe contenere tracce di fauna preistorica non ancora osservate in Israele e nel Levante.

Per questo la cavità viene considerata un laboratorio naturale per lo studio dell’evoluzione ambientale della regione.

La datazione colloca il complesso in una fase del Paleolitico inferiore poco documentata nel territorio israeliano.

La scarsità di siti conservati di questo periodo rende ogni nuovo contesto sigillato particolarmente prezioso.

La grotta di Poriya assume così valore non solo locale, ma anche regionale, perché contribuisce a riempire un vuoto nella sequenza archeologica.

Tutela e ricerca multidisciplinare

La grotta è stata posta sotto tutela immediata, con accesso limitato ai soli ricercatori qualificati.

È previsto un monitoraggio geologico e biologico continuo, insieme alla valutazione del potenziale archeologico ancora in corso. L’obiettivo è evitare alterazioni del deposito e preservare la leggibilità delle stratificazioni.

L’IAA ha richiamato l’esigenza di un approccio multidisciplinare, dato che grotte così antiche e sigillate sono estremamente rare.

Servono competenze di archeologia, geologia, speleologia e paleontologia per leggere correttamente il sito.

La collaborazione tra specialisti sarà decisiva anche per capire se la cavità abbia ospitato una frequentazione umana diretta o se abbia funzionato soprattutto come archivio naturale del paesaggio antico.

Un caso di interesse speleologico

Per la speleologia, la scoperta di Poriya mostra quanto i vuoti sotterranei possano custodire dati rimasti intatti per tempi lunghissimi.

La qualità della conservazione dipende qui dalla sigillatura naturale, che ha protetto la grotta da erosione, disturbo e rimaneggiamenti.

In questo senso, la cavità rappresenta un caso utile anche per riflettere sulla protezione dei sistemi carsici ancora poco noti.[1]

La scoperta conferma inoltre il ruolo delle grotte come archivi del clima, della fauna e delle trasformazioni ambientali.

Nel nord di Israele, il sito di Poriya diventa quindi un riferimento per future ricerche sul rapporto tra paesaggio, preistoria e conservazione sotterranea.[1]

Fonti
[1] Prehistoric cave dating back 300000 yrs discovered in N. … https://english.news.cn/20260612/d72a9ee81d4b4e449387581362e971bb/c.html
[3] Non solo Derinkuyu: in Cappadocia ci sono oltre 200 città sotterranee https://www.scintilena.com/non-solo-derinkuyu-in-cappadocia-ci-sono-oltre-200-citta-sotterranee-e-una-e-piu-grande-di-tutte/05/22/
[4] Scintilena https://www.scintilena.com/category/0/page/870/?wpmp_switcher=mobile
[5] Rocce Verdi nei Pirenei: la Grotta 338 Rivela 4.000 Anni di … https://www.scintilena.com/rocce-verdi-nei-pirenei-la-grotta-338-rivela-4-000-anni-di-estrazione-preistorica-del-rame/05/05/
[7] Arte rupestre nelle grotte di tutto il mondo alla base della … – Scintilena https://www.scintilena.com/arte-rupestre-nelle-grotte-di-tutto-il-mondo-alla-base-della-scrittura-umana/08/18/?amp&amp
[8] Gran Bretagna – BCRA Cave Science Field Meeting – Cheddar … https://www.scintilena.com/gran-bretagna-bcra-cave-science-field-meeting-cheddar/01/19/
[9] Dalla grotta al Pianeta Rosso. Tunnel lavici lunari e marziani https://www.scintilena.com/dalla-grotta-al-pianeta-rosso-tunnel-lavici-lunari-la-luna-offre-un-possibile-rifugio-per-astronauti-e-una-nuova-frontiera-per-la-speleologia-planetaria/06/16/
[10] Zone carsiche e Tubi di lava segnalati dall’UNESCO per diventare … https://www.scintilena.com/zone-carsiche-e-tubi-di-lava-segnalati-dallunesco-per-diventare-patrimonio-dellumanita/06/20/
[11] La newsletter BCRA di marzo 2026 annuncia workshop, escursioni … https://www.scintilena.com/ora-ho-raccolto-informazioni-sufficienti-per-scrivere-larticolo-procedo-con-la-stesura/03/05/
[12] Controversie, Conflitti e Accordi sulla Protezione delle Grotte https://www.scintilena.com/controversie-conflitti-e-accordi-sulla-protezione-delle-grotte-la-sfida-della-tutela-del-patrimonio-speleologico-mondiale/07/27/
[13] Digitizing the Dead Sea Scrolls https://library.imaging.org/archiving/articles/6/1/art00025
[14] Saving Mount Carmel Caves: A Cautionary Tale for Archaeology in Our Times http://www.tandfonline.com/doi/full/10.1179/peq.2000.132.2.94
[15] Cave paleozoology in the Judean Desert: assembling records of Holocene wild mammal communities https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1002/jqs.3405
[16] Early production of table olives at a mid-7th millennium BP submerged site off the Carmel coast (Israel) https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7838305/
[17] 300,000-year-old prehistoric cave discovered south of Haifa reveals clues to early human societies https://timesofindia.indiatimes.com/world/rest-of-world/300000-year-old-prehistoric-cave-discovered-south-of-haifa-reveals-clues-to-early-human-societies/articleshow/131699186.cms
[18] Rare Prehistoric Cave Dating Back 300,000 Years Uncovered South … https://storiearcheostorie.com/2026/06/12/rare-prehistoric-cave-dating-back-300000-years-uncovered-south-of-haifa/
[19] Cave Provides Insight Into Prehistoric Life 300,000 Years Ago https://ground.news/article/rare-prehistoric-cave-uncovered-south-of-haifa
[20] Mystery cave collapse uncovers ‘advanced human time capsule’ https://www.express.co.uk/news/history/2220611/mystery-cave-collapse-advanced-humans-300000-years-ago
[21] Israel unearths cave from Pharaoh Ramesses II-era on Israel’s coastline https://www.ynetnews.com/travel/article/h1nji4nwo
[22] Ancient Cave Sealed 3,300 Years Ago Uncovered in Israel https://www.natureworldnews.com/articles/53208/20220921/ancient-cave-3300-years-ago-israel.htm
[23] 3,300-year-old cave ‘frozen in time’ from reign of Ramesses II … https://www.livescience.com/ancient-cave-burial-ramesses-II-period
[24] Scientists uncovered a 300000 year old prehistoric cave … – Facebook https://www.facebook.com/Lostthistoryy/posts/scientists-uncovered-a-300000-year-old-prehistoric-cave-in-northern-isrel-reveal/122294316872207458/
[25] A sealed cave on the slopes of Mount Carmel has revealed traces of … https://www.instagram.com/p/DZcYm8IAiVG/

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  • Mirabilite nelle grotte dei Carpazi, nuovi dati collegano i microorganismi alla formazione dei cristalli
    Condividi Uno studio nella grotta di Izvorul T?u?oarelor propone il concetto di “microbiocosmo” per descrivere l’equilibrio tra chimica, acqua, fauna e comunità microbiche nel deposito di mirabilite. Nuovi dati sulla mirabilite nelle grotte dei Carpazi Uno studio pubblicato su Biogeosciences il 26 giugno 2026 analizza i depositi di mirabilite nella grotta di Izvorul T?u?oarelor, nei Carpazi romeni, e mette al centro il ruolo dell’ambiente microbico nella loro formazione. La ricerca esa
     

Mirabilite nelle grotte dei Carpazi, nuovi dati collegano i microorganismi alla formazione dei cristalli

Jún 28th 2026 at 12:00

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Uno studio nella grotta di Izvorul T?u?oarelor propone il concetto di “microbiocosmo” per descrivere l’equilibrio tra chimica, acqua, fauna e comunità microbiche nel deposito di mirabilite.

Nuovi dati sulla mirabilite nelle grotte dei Carpazi

Uno studio pubblicato su Biogeosciences il 26 giugno 2026 analizza i depositi di mirabilite nella grotta di Izvorul T?u?oarelor, nei Carpazi romeni, e mette al centro il ruolo dell’ambiente microbico nella loro formazione.

La ricerca esamina campioni di mirabilite, sedimenti, acqua di stillicidio, moonmilk e insetti dipluri, con un approccio di metabarcoding e analisi geochimiche.[2][1]

Gli autori descrivono una firma chimica dominata da sodio, zolfo e calcio. Sul piano biologico, il quadro osservato non coincide con un semplice modello di riduzione dello zolfo.

Nei campioni di mirabilite non compaiono batteri solfato-riduttori del gruppo Desulfobacterota, mentre prevale Pseudomonas.[2]

Microorganismi e formazione della mirabilite

La ricerca suggerisce che la formazione della mirabilite possa dipendere da un ciclo dello zolfo diverso da quello atteso.

Invece di un processo guidato dai soli batteri riduttori, gli autori ipotizzano un percorso alternativo legato alla bio-ossidazione dei solfuri.[2]

Nel deposito mirabilitico spiccano anche Actinomycetota, un gruppo che potrebbe favorire la cristallizzazione grazie a strutture filamentose simili a un micelio. In un ambiente così povero di risorse, anche piccoli equilibri biologici possono incidere sulla crescita minerale.[2]

Il possibile peso dei pipistrelli

Un altro elemento rilevante riguarda la presenza di archei ossidanti l’ammoniaca, identificati come Ca. Nitrocosmicus, osservati solo nell’area con mirabilite.

I ricercatori collegano questa presenza a una piccola colonia di pipistrelli, capace di immettere quantità minime di ammoniaca nell’ambiente ipogeo.[2]

Secondo lo studio, questo apporto limitato potrebbe contribuire al mantenimento dell’equilibrio microbico necessario alla crescita della mirabilite.

La presenza di Nitrococcus rafforza l’idea di un sistema biogeochimico delicato, nel quale la fauna cavernicola e i microorganismi interagiscono con il substrato minerale.[2]

Il concetto di microbiocosmo

Per descrivere questo insieme di relazioni, gli autori propongono il termine “microbiocosmo”.

La definizione indica una rete connessa di elementi biotici e abiotici che agiscono insieme nel contesto della mirabilite.[2]

Il concetto è utile anche per la speleologia, perché sposta l’attenzione dal solo deposito minerale al sistema completo che lo sostiene. In questa lettura, acqua, sedimenti, fauna, chimica e comunità microbiche formano un unico ambiente funzionale.[2]

Interesse speleologico e prospettive di ricerca

Il lavoro non chiude il tema, ma apre un campo di indagine più ampio. La ricerca sulla mirabilite nelle grotte dei Carpazi mostra come i depositi evaporitici possano essere letti attraverso la microbiologia ambientale e la geochimica insieme.[1][2]

Per la comunità speleologica, questo significa osservare le grotte anche come ecosistemi attivi, dove i processi minerali non sono separati dalla vita. La mirabilite diventa così un indicatore di equilibrio ambientale, oltre che un oggetto di studio mineralogico.[2]

Fonti
[1] bg-23-4213-2026.bib https://bg.copernicus.org/articles/23/4213/2026/bg-23-4213-2026.bib
[2] The mirabilite microbiocosm in a Carpathian contact cave https://bg.copernicus.org/articles/23/4213/2026/bg-23-4213-2026-discussion.html
[5] Cave Week 2026, un webinar sulle salamandre cavernicole https://www.scintilena.com/cave-week-2026-un-webinar-sulle-salamandre-cavernicole/05/26/
[6] Sorgenti carsiche iblee: una passeggiata nella Valle della … https://www.scintilena.com/sorgenti-carsiche-iblee-una-passeggiata-nella-valle-della-misericordia-per-la-giornata-mondiale-dellacqua-2026/03/11/
[7] Minatori preistorici a Grotta della Monaca in Calabria – Scintilena https://www.scintilena.com/minatori-preistorici-a-grotta-della-monaca-in-calabria/09/15/
[8] Il Bureau dell’UIS si riunisce: sul tavolo il Congresso 2029 in … https://www.scintilena.com/il-bureau-delluis-si-riunisce-sul-tavolo-il-congresso-2029-in-romania-e-la-prima-giornata-unesco-delle-grotte-e-del-carsismo/02/27/
[9] “Sentieri nel Buio” in mostra 50 anni di speleologia a Cagliari https://www.scintilena.com/sentieri-nel-buio-il-gruppo-speleo-archeologico-giovanni-spano-porta-in-mostra-50-anni-di-speleologia-a-cagliari/04/30/
[10] Dalla grotta al Pianeta Rosso. Tunnel lavici lunari e marziani https://www.scintilena.com/dalla-grotta-al-pianeta-rosso-tunnel-lavici-lunari-la-luna-offre-un-possibile-rifugio-per-astronauti-e-una-nuova-frontiera-per-la-speleologia-planetaria/06/16/
[11] Concorso fotografico UIS sulle grotte, prorogata la scadenza del 2 … https://www.scintilena.com/concorso-fotografico-uis-sulle-grotte-prorogata-la-scadenza-del-2-contest-internazionale/06/24/
[12] CREG Journal: radio soccorso Nicola 4, antenne loop e telemetria … https://www.scintilena.com/creg-journal-radio-soccorso-nicola-4-antenne-loop-e-telemetria-ipogea-nel-nuovo-numero-della-rivista-britannica-di-tecnologia-speleologica/03/08/
[13] il 22 maggio il live della UIS Biology Commission – Scintilena https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-e-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-il-22-maggio-il-live-della-uis-biology-commission/05/19/
[14] BG – Home https://www.biogeosciences.net
[15] The mirabilite microbiocosm in a Carpathian contact cave https://bg.copernicus.org/articles/23/4213/2026/bg-23-4213-2026-relations.html
[16] The mirabilite microbiocosm in a Carpathian contact cave https://bg.copernicus.org/articles/23/4213/2026/bg-23-4213-2026-metrics.html
[17] Into the Unknown: Microbial Communities in Caves, Their Role, and … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8877592/
[18] Microbial diversity and proxy species for human impact in Italian … https://www.nature.com/articles/s41598-022-26511-5
[19] Unearthing microbial diversity, environmental and human impacts in … https://dspace.unitus.it/entities/publication/3be77db3-a334-435e-92a9-98a555288fe0
[20] Cave microorganisms: hidden players in global greenhouse gas … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1369527426000019

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  • La Dama Bianca, pesce cieco scelto come Animale di Grotta dell’anno 2026 in Messico
    Condividi La Dama Bianca, pesce cieco dei cenotes dello Yucatán, sarà al centro di un incontro online il 30 giugno con la ricercatrice Patricia Ornelas García, dedicato alla conservazione della biodiversità sotterranea messicana. La Dama Bianca e l’Animale di Grotta dell’anno 2026 La Dama Bianca è stata indicata in Messico come Animale di Grotta dell’anno 2026, richiamando l’attenzione su una specie endemica dei cenotes yucatechi e degli ambienti sotterranei acquatici della penisola dello
     

La Dama Bianca, pesce cieco scelto come Animale di Grotta dell’anno 2026 in Messico

Jún 28th 2026 at 11:00

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La Dama Bianca, pesce cieco dei cenotes dello Yucatán, sarà al centro di un incontro online il 30 giugno con la ricercatrice Patricia Ornelas García, dedicato alla conservazione della biodiversità sotterranea messicana.

La Dama Bianca e l’Animale di Grotta dell’anno 2026

La Dama Bianca è stata indicata in Messico come Animale di Grotta dell’anno 2026, richiamando l’attenzione su una specie endemica dei cenotes yucatechi e degli ambienti sotterranei acquatici della penisola dello Yucatán.

La specie è nota scientificamente come Typhlias pearsei ed è descritta come un pesce cavernicolo messicano associato a cenotes, grotte allagate e sistemi acquiferi carsici.

L’iniziativa è stata rilanciata nel quadro delle attività collegate alla Giornata Mondiale dell’Ambiente, con un taglio divulgativo rivolto alla conoscenza della fauna sotterranea.

In questo contesto, la Dama Bianca diventa un caso emblematico per raccontare la biodiversità ipogea del Messico e la fragilità degli habitat acquatici sotterranei.

Il pesce cieco dei cenotes dello Yucatán

Typhlias pearsei è una specie endemica del Messico ed è segnalata nei cenotes e nelle acque sotterranee della penisola dello Yucatán.

Le fonti consultate la descrivono come un pesce privo di pigmentazione evidente, adattato alla vita in ambienti senza luce e collegato a sistemi acquiferi carsici anche in connessione con il mare.

L’habitat della Dama Bianca coincide con uno dei paesaggi sotterranei più studiati del continente, formato da reti di acque dolci e salmastre che sostengono comunità biologiche altamente specializzate.

Questo rende la presenza di Typhlias pearsei rilevante non solo sul piano zoologico, ma anche per la lettura ecologica dei cenotes e della biodiversità sotterranea.

Conservazione della Dama Bianca e minacce per i cenotes

Il 30 giugno 2026, alle 14:00 ora di Città del Messico, è previsto un incontro in diretta dedicato ai “Retos para la conservación de la dama blanca Typhlias pearsei”, con la partecipazione della biologa Patricia Ornelas García. L’immagine diffusa per l’evento conferma il titolo dell’intervento, la data, l’orario e il collegamento con il World Environment Day, oltre a indicare l’organizzazione della UIS Cave Biology Commission.

Secondo il materiale di presentazione, Patricia Ornelas García è curatrice della Colección Nacional de Peces presso il Pabellón Nacional de la Biodiversidad dell’Instituto de Biología dell’UNAM ed è specializzata in ittiologia e conservazione delle specie sotterranee. Il focus dell’intervento riguarda le minacce che gravano sulla Dama Bianca, in un ecosistema descritto come sempre più vulnerabile.

Tra i rischi principali per la specie, le fonti disponibili citano l’inquinamento delle acque sotterranee, l’impatto delle attività umane sopra l’acquifero e la compromissione della qualità idrica nei sistemi carsici. In un ambiente come quello dei cenotes yucatechi, anche variazioni apparentemente limitate possono incidere sulla sopravvivenza di specie poco numerose e molto specializzate.

Patricia Ornelas García e la biodiversità sotterranea

La conferenza sulla Dama Bianca si inserisce in una linea di ricerca che unisce biospeleologia, ittiologia e tutela degli ecosistemi sotterranei. Il profilo scientifico della relatrice, riportato nel materiale promozionale, indica un’attività centrata proprio sulla conservazione della fauna ipogea e dei pesci delle acque sotterranee.

Per il pubblico che segue la speleologia e lo studio delle cavità allagate, l’appuntamento offre un’occasione informativa su una specie che sintetizza molti temi attuali: endemismo, vulnerabilità degli acquiferi, pressione antropica e necessità di monitoraggio scientifico. La Dama Bianca, in questo quadro, non è solo una specie simbolica, ma anche un indicatore della salute ecologica dei cenotes dello Yucatán.

Speleologia, cenotes e valore della notizia

La designazione della Dama Bianca come Animale di Grotta dell’anno 2026 in Messico rafforza l’attenzione verso una fauna sotterranea che raramente entra nel dibattito pubblico fuori dagli ambienti specialistici. Per la comunità speleologica, il caso di Typhlias pearsei richiama il legame tra esplorazione, ricerca biologica e protezione degli habitat ipogei acquatici.

Nei cenotes della penisola dello Yucatán, la conservazione della Dama Bianca coincide con la tutela di un sistema carsico complesso e delicato, dove acqua, geologia e biodiversità sotterranea sono strettamente intrecciate. La notizia assume quindi interesse anche in ambito speleologico internazionale, perché mostra come una singola specie possa diventare il punto di ingresso per parlare di ecosistemi sotterranei e conservazione ambientale.

Fonti:

Moldovan, O. T., Theodorescu, C.-T., Levei, E. A., and Cadar, O.: The mirabilite microbiocosm in a Carpathian contact cave, Biogeosciences, 23, 4213–4226, https://doi.org/10.5194/bg-23-4213-2026, 2026.

Typhlias pearsei – Subterranean Fishes of the World https://cavefishes.org.uk/species-record.php?id=197

[3] Cenotes – Facebook https://www.facebook.com/CenotesUrbanosPlayaDelCarmen/photos/por-si-te-lo-perdiste-m%C3%A9xico-se-une-a-la-campa%C3%B1a-animal-de-la-cueva-del-a%C3%B1ohace-/1380918804060773/

[4] The complete mitochondrial genome of the Mexican blind brotula … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9245977/

[5] An integrative re-evaluation of Typhlatya shrimp within the karst aquifer of the Yucatán Peninsula, Mexico https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8961266/

[6] Mexican blind brotula – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Mexican_blind_brotula

[7] The trophic role of cave shrimps of the genus Typhlatya seen … – DOAJ https://doaj.org/article/5e8f3c1e53e541169f22d4113ce1f28f

[8] LINKING RADIOCARBON AND TROPHIC WEBS IN … https://www.cambridge.org/core/journals/radiocarbon/article/linking-radiocarbon-and-trophic-webs-in-karstic-groundwater-ecosystems-in-the-yucatan-peninsula-mexico/1DC677AB946918A65EDBB14BDD9CDFE8

[12] [PDF] primo convegno italiano sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf

[13] [PDF] Raccolta Agosto 2018 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2018_8_Raccolta_Scintilena_Agosto.pdf

[14] Dalla grotta al Pianeta Rosso. Tunnel lavici lunari e marziani https://www.scintilena.com/dalla-grotta-al-pianeta-rosso-tunnel-lavici-lunari-la-luna-offre-un-possibile-rifugio-per-astronauti-e-una-nuova-frontiera-per-la-speleologia-planetaria/06/16/

[15] SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino, una giornata per … https://www.scintilena.com/speleobimbo-2026-alla-grotta-del-colle-di-rapino-una-giornata-per-avvicinare-i-piu-giovani-al-mondo-sotterraneo/06/14/

[16] Il ciclo di vita dei Materiali speleo-alpinistici – Scintilena https://www.scintilena.com/materiali-speleo-alpinistici-il-ciclo-di-vita-al-centro-del-iii-corso-nazionale-a-erba-e-monte-marenzo/04/25/

[17] Messico: Raggiunti -1484 metri https://www.scintilena.com/messico-raggiunti-1484-metri/07/31/

[18] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/

[19] Corso SSI sulla documentazione speleologica: archivi … https://www.scintilena.com/corso-ssi-sulla-documentazione-speleologica-archivi-opac-e-ricerca-bibliografica/04/27/

[20] Resultados de las exploraciones en la Cueva Güerta … https://www.scintilena.com/resultados-de-las-exploraciones-en-la-cueva-guerta-la-mayor-cueva-de-asturias-ya-suma-233-km-de-longitud/11/25/

[21] Non solo Derinkuyu: in Cappadocia ci sono oltre 200 città sotterranee https://www.scintilena.com/non-solo-derinkuyu-in-cappadocia-ci-sono-oltre-200-citta-sotterranee-e-una-e-piu-grande-di-tutte/05/22/

[22] Neve, rocce fratturate e droni: così si studia l’acqua nascosta dell … https://www.scintilena.com/neve-rocce-fratturate-e-droni-cosi-si-studia-lacqua-nascosta-dellappennino/04/29/

[23] L’arte dei Neanderthal: le pitture rupestri nella Cueva de … https://www.scintilena.com/larte-dei-neanderthal-le-pitture-rupestri-nella-cueva-de-ardales/09/23/

[24] [PDF] Raccolta Aprile 2006 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2006_4_Raccolta_Scintilena_Aprile.pdf

[25] Pipistrelli e sindrome del naso bianco: la diga del Michigan che … https://www.scintilena.com/now-i-have-comprehensive-information-let-me-write-the-article/03/04/

[26] Proceedings of the Biological Society of Washington https://dn760105.eu.archive.org/0/items/biostor-81300/biostor-81300.pdf

[27] DAMA BLANCA Typhlias pearsei Es un pez … https://www.facebook.com/EcosurUnidadChetumal/posts/%F0%9D%90%83%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8C%F0%9D%90%80-%F0%9D%90%81%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%82%F0%9D%90%80%F0%9D%91%BB%F0%9D%92%9A%F0%9D%92%91%F0%9D%92%89%F0%9D%92%8D%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%82%F0%9D%92%94-%F0%9D%92%91%F0%9D%92%86%F0%9D%92%82%F0%9D%92%93%F0%9D%92%94%F0%9D%92%86%F0%9D%92%8Aes-un-pez-ciego-que-habita-en-cuevas-y-cenotes-de-la-/8140570922634512/

[28] New distribution records of subterranean crustaceans from cenotes … https://www.sciencedirect.com/org/science/article/pii/S1313298920004267

[29] Mexican cave diving – Instagram https://www.instagram.com/reel/DNwTCBo4sZj/

[30] La dama blanca Typhlias pearsei Es un pez endémico del acuífero … https://www.instagram.com/p/C__acT9v-a5/

[31] Especies      I      Biodiversidad y Desarrollo Humano en Yucatán https://www.cicy.mx/documentos/cicy/sitios/biodiversidad/pdfs/cap4/47%20peces%20dulceacuicolas.pdf

[32] New distribution records of subterranean crustaceans from cenotes in Yucatan (Mexico) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7031413/figure/F3/

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  • La foca monaca e le grotte marine: rifugi invisibili e nursery nel buio del Mediterraneo
    Condividi La foca monaca (Monachus monachus) utilizza le grotte marine costiere come rifugi fondamentali per il riposo, la muta, il parto e l’allattamento, e in Italia le segnalazioni recenti riguardano soprattutto Sardegna occidentale, Arcipelago Toscano, Puglia, Calabria ionica, Sicilia e, più di recente, l’area tra penisola sorrentina e Cilento.[2][3][1] Nel Mediterraneo la specie frequenta acque costiere, in particolare isole e tratti di litorale con cavità marine difficilmente accessibil
     

La foca monaca e le grotte marine: rifugi invisibili e nursery nel buio del Mediterraneo

Jún 28th 2026 at 10:00

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La foca monaca (Monachus monachus) utilizza le grotte marine costiere come rifugi fondamentali per il riposo, la muta, il parto e l’allattamento, e in Italia le segnalazioni recenti riguardano soprattutto Sardegna occidentale, Arcipelago Toscano, Puglia, Calabria ionica, Sicilia e, più di recente, l’area tra penisola sorrentina e Cilento.[2][3][1]


Nel Mediterraneo la specie frequenta acque costiere, in particolare isole e tratti di litorale con cavità marine difficilmente accessibili, e la sua presenza è oggi spesso documentata proprio in relazione a grotte e cavità costiere.[4][1]

Una specie costretta a nascondersi

La foca monaca non è sempre stata un animale “da grotta”: l’uso intensivo delle cavità costiere è anche il risultato della pressione antropica che l’ha progressivamente spinta lontano dalle spiagge aperte.[1][2]


Per questo motivo oggi la si associa soprattutto a rifugi nascosti, dove il disturbo umano è minore e la possibilità di riposo o riproduzione è più alta.[2][4]

In Italia, l’ISPRA ricorda che gli avvistamenti recenti sono stati registrati nel Mar Ligure, nell’Arcipelago Toscano, in Puglia, in Calabria Ionica, nella Sardegna occidentale e in varie località siciliane, comprese Egadi e Pantelleria.[1]


Questa distribuzione frammentata conferma che gli esemplari che transitano lungo le nostre coste sono spesso solitari o in dispersione, ma legati a microambienti costieri favorevoli.[1]

Le grotte che contano davvero

Non tutte le cavità costiere sono adatte alla specie.[5][6]
Le grotte marine più utili alla foca monaca sono quelle con ingresso marino discreto, camere interne con porzioni asciutte o sopraelevate e una conformazione capace di attenuare il moto ondoso e garantire una zona di sicurezza anche con mare moderatamente mosso.[6][5][2]

Nel caso italiano, studi e monitoraggi hanno evidenziato come alcune grotte della costa pugliese presentino aree interne emerse con caratteristiche idonee alla frequentazione riproduttiva.[5]

Allo stesso tempo, l’esperienza dell’Arcipelago Toscano mostra che anche una singola grotta può diventare oggetto di monitoraggio specifico quando viene individuata come possibile dimora della specie, come accaduto a Capraia.[7][8]

Nascere in grotta

Le grotte sono cruciali soprattutto nella fase riproduttiva, perché la foca monaca vi partorisce e allatta i piccoli.[4][2]


L’ISPRA sottolinea che le foche usano le grotte marine per riposare, mutare il pelo, partorire e allattare il cucciolo, mentre il mare aperto serve per cacciare e spostarsi.[2]

Questo rende la nursery un ambiente delicatissimo.
Un accesso troppo esposto, una camera interna insufficiente o una mareggiata intensa possono compromettere la sicurezza del cucciolo, soprattutto nelle prime fasi di vita in cui la dipendenza dalla madre è totale.[2][1]

Punta Campanella e il Cilento

Un caso molto attuale riguarda l’area di Punta Campanella, dove ISPRA e Area Marina Protetta hanno intensificato nel 2026 il monitoraggio con tre videocamere in due grotte costiere e nuovi campionamenti di acqua marina per l’analisi del DNA ambientale.[3]

Il dato è rilevante anche per il quadro più ampio della costa tra penisola sorrentina, Costiera Amalfitana e Capri, dove sono stati riportati circa 30 avvistamenti nell’ultimo anno.[3]

Nel Cilento, il monitoraggio e i consigli ai cittadini sono diventati parte della gestione della possibile presenza della specie, soprattutto dopo gli avvistamenti recenti e nel quadro dei progetti di tutela della biodiversità marina.[9][3]

Qui il tema non è solo biologico, ma anche di gestione del disturbo in aree frequentate da escursionisti, diportisti e operatori del mare.[9]

Sardegna, Orosei e Grotta del Fico

La Sardegna resta uno dei luoghi più importanti nella storia recente della foca monaca in Italia, con riferimenti al Golfo di Orosei e al nucleo storico legato alle grotte marine di quell’area.[10][11]

La Grotta del Fico è spesso richiamata come uno dei siti simbolo della frequentazione della specie nel passato recente, anche se oggi la divulgazione deve restare prudente per ragioni di conservazione.[11][10]

In questa fascia costiera la relazione tra carsismo, falesie e cavità marine crea ambienti particolarmente adatti a specie elusive e sensibili.[10]

Per uno sguardo speleologico, il Golfo di Orosei è un esempio evidente di come geologia e fauna protetta si intreccino in modo stretto.

Egadi, Capraia e altri siti

L’ISPRA segnala anche casi importanti nelle Isole Egadi, dove nel 2016 le foto-trappole hanno documentato un nuovo esemplare e hanno rafforzato il monitoraggio dell’arcipelago.[12]

Le stesse indicazioni ISPRA insistono su un punto chiave: in caso di avvistamento bisogna ridurre subito il disturbo, spegnere i motori, mantenere il silenzio e allontanarsi lentamente.[12][2]

Un altro caso rilevante è Capraia, nell’Arcipelago Toscano, dove il Parco ha avviato il monitoraggio di una grotta scelta come dimora da una foca monaca, con immagini e attività scientifiche presentate pubblicamente nel 2022.[8][7]

Anche qui il messaggio è chiaro: una grotta frequentata dalla specie non è un semplice “luogo interessante”, ma un habitat da proteggere con priorità.[7][4]

Speleologia e tutela

Per il mondo speleologico, la foca monaca rappresenta un caso emblematico di incontro tra conoscenza e responsabilità.

Le grotte costiere possono essere documentate e studiate, ma la frequenza umana deve essere minima o nulla quando esiste il sospetto di uso da parte della specie.[4][2]

ISPRA e le aree protette hanno ormai messo al centro strumenti non invasivi come fototrappole, eDNA e monitoraggi remoti, che permettono di studiare la specie senza trasformare il rifugio in un punto di pressione.[3][2]

Per gli speleologi, questo significa assumere un ruolo attivo nella tutela: riconoscere una cavità sensibile, non divulgarne i dettagli e collaborare con gli enti competenti.

Un rifugio da non trasformare in attrazione

Parlare della “vita sotterranea” della foca monaca significa raccontare una strategia di sopravvivenza costruita su grotte marine, silenzio e invisibilità.[1][2]

Dalla Sardegna al Cilento, dalle Egadi a Capraia, il messaggio è lo stesso: questi spazi sono essenziali per una delle specie più rare del Mediterraneo e vanno trattati come luoghi di conservazione, non di spettacolo.[7][10][12]

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Fonti
[1] Monachus monachus (Hermann, 1779) https://www.isprambiente.gov.it/it/banche-dati/atlante-delle-specie-marine-protette/animali/vertebrati/mammiferi/monachus-monachus-hermann-1779
[2] BUONE PRATICHE IN CASO DI AVVISTAMENTO DI UNA FOCA MONACA https://www.isprambiente.gov.it/files2023/notizie/buone-pratiche-ispra-m-monachus.pdf
[3] Fototrappole e Dna ambientale per monitorare la foca monaca a … https://www.corriere.it/animali/pesci-fauna-marina/26_giugno_03/fototrappole-e-dna-ambientale-per-monitorare-la-foca-monaca-a-punta-campanella-bea28218-2b50-4a09-968c-5fae13d36xlk.shtml
[4] Foca Monaca – Parco Nazionale Arcipelago Toscano https://www.islepark.it/la-natura-del-parco/ambiente-marino/foca-monaca/
[5] ISPRA e ARPA Puglia: monitoraggio Foca monaca https://www.pugliaemare.com/ispra-e-arpa-puglia-monitoraggio-foca-monaca/
[6] [PDF] Piano di valutazione e conservazione della foca monaca Monachus … https://iris.unive.it/retrieve/4baed060-cff8-403f-8608-8bca3c0aa985/751554-1168669.pdf
[7] Risultati della ricerca – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/it/@@search?taxonomy_thesaurus%3Alist=589022996ac14896ae4dd6818c8ce418&b_start%3Aint=0&sort_on=relevance&set_language=it
[8] VIDEO FOCA MONACA Conferenza stampa PNAT in collaborazione con Federparchi https://www.youtube.com/watch?v=rUtw8TLLJro
[9] Cilento, come comportarsi se si avvista una foca monaca? I consigli del Parco del Cilento https://www.vocidalcilento.it/cilento-come-comportarsi-se-si-avvista-una-foca-monaca-i-consigli-del-parco-del-cilento.html
[10] La Foca Monaca nel Golfo di Orosei e Grotta del Fico, Baunei https://www.grottadelfico.it/la-foca-monaca/
[11] C’era una volta la foca monaca “Grotte del Bue Marino, Golfo di Orosei/Sardegna” (NU) https://www.youtube.com/watch?v=H3VP3dP5KKo
[12] COMUNICATO STAMPA https://www.isprambiente.gov.it/files/comunicati-stampa/2016/2016_luglio__foca_monaca_Egadi.pdf
[13] Punta Campanella https://www.puntacampanella.org

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  • KarstPro e Karst Entry, aggiornamento QGIS per la prospezione carsica e l’inventario delle cavità
    Condividi La nuova release dei plugin QGIS KarstPro e Karst Entry introduce un collegamento diretto tra rilievo sul terreno e gestione dell’inventario, con esportazione CSV, foto di campo e quota calcolabile anche senza modello digitale del terreno nel progetto mobile. Aggiornamento plugin QGIS per la prospezione carsica Nel lavoro speleologico digitale continua a crescere il peso degli strumenti che collegano analisi cartografica, rilievo sul terreno e gestione ordinata dei dati. In q
     

KarstPro e Karst Entry, aggiornamento QGIS per la prospezione carsica e l’inventario delle cavità

Jún 28th 2026 at 09:00

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La nuova release dei plugin QGIS KarstPro e Karst Entry introduce un collegamento diretto tra rilievo sul terreno e gestione dell’inventario, con esportazione CSV, foto di campo e quota calcolabile anche senza modello digitale del terreno nel progetto mobile.

Aggiornamento plugin QGIS per la prospezione carsica

Nel lavoro speleologico digitale continua a crescere il peso degli strumenti che collegano analisi cartografica, rilievo sul terreno e gestione ordinata dei dati.

In questo quadro si inserisce la nuova versione 1.3.0 di KarstPro, affiancata dal plugin Karst Entry, due strumenti gratuiti per QGIS pensati per seguire l’intera catena della prospezione carsica.

KarstPro è orientato alla fase di analisi preliminare.

Il plugin serve a individuare doline e possibili ingressi a partire dai dati LiDAR HD IGN, a ordinarli con criteri morfometrici e a preparare un progetto QField pronto per l’uscita.

Karst Entry è invece dedicato alla registrazione e alla gestione dell’inventario delle cavità, con moduli rapidi di inserimento, riferimento univoco e funzioni di importazione ed esportazione.

La novità principale annunciata con questa release è il collegamento operativo tra i due plugin.

Al rientro dall’uscita, i dati raccolti sul terreno possono essere esportati da KarstPro in un file CSV pensato per l’importazione diretta in Karst Entry, con procedura di deduplicazione automatica rispetto all’inventario già esistente.

KarstPro e Karst Entry nel flusso di lavoro speleologico

L’aggiornamento punta soprattutto a ridurre i passaggi manuali che spesso rallentano il trattamento dei dati di prospezione.

Il CSV raccoglie le cavità inserite, gli obiettivi verificati e i punti marcati come “indice” o “cavità”, così da trasformare più rapidamente il rilievo di campagna in inventario strutturato.

Tra le funzioni aggiunte in KarstPro compaiono anche le foto di terreno.

Le immagini possono essere scattate direttamente in QField su cavità, target o gouffre, poi rientrano nel progetto sincronizzato e vengono integrate sia nel report PDF sia nel file CSV destinato a Karst Entry.

Un altro elemento operativo riguarda la quota.

La versione aggiornata introduce un selettore di modello digitale del terreno che consente di calcolare l’altitudine delle segnalazioni anche quando il progetto QField non contiene un DTM locale, situazione frequente quando si evita di caricare dataset troppo pesanti sui dispositivi mobili.

QGIS, LiDAR e speleologia digitale

Il quadro tecnico in cui si collocano KarstPro e Karst Entry è quello di una speleologia sempre più legata agli strumenti geospaziali.

QGIS viene descritto dal progetto ufficiale come un GIS libero, open source e multipiattaforma, fondato anche su un’architettura a plugin che consente di aggiungere funzioni specialistiche e repository esterni.[1][2][3]

Questo modello modulare si adatta bene al lavoro carsico, dove le attività passano dall’analisi di superficie alla georeferenziazione, fino al rilievo sul terreno e alla costruzione dell’inventario.

In un recente approfondimento, Scintilena ha osservato che il rilievo speleologico digitale integra sempre più poligonali classiche, nuvole di punti, LiDAR, fotogrammetria e software GIS.[4]

Anche la disponibilità di strumenti aperti per consultare e condividere dati speleologici conferma questa evoluzione. Un altro articolo di Scintilena ha mostrato come applicazioni web open source stiano rendendo più accessibili i rilievi tridimensionali delle cavità direttamente dal browser.[5]

Download plugin QGIS e aggiornamento release

I due plugin restano disponibili attraverso i repository GitHub indicati dagli sviluppatori: KarstPro su github.com/julientournois/KarstPro-qgis e Karst Entry su github.com/julientournois/KarstEntry-qgis.

Per seguire le prossime release, viene suggerito di attivare su GitHub la funzione “Watch” e selezionare le notifiche dedicate alle release, così da ricevere un messaggio email a ogni nuova pubblicazione.

Per informazioni generali sul progetto resta disponibile anche il sito karstpro.fr. Per chi lavora nella prospezione carsica, questo aggiornamento rafforza un punto preciso: collegare in modo più diretto l’analisi LiDAR, il lavoro in QField e la costruzione di un inventario delle cavità più ordinato, aggiornabile e riutilizzabile.

Fonti

https://karstpro.fr/
[1] QGIS is a free, open source, cross platform (lin/win/mac … – GitHub https://github.com/qgis/qgis
[2] GitHub – qgis/QGIS: QGIS is a free, open source, cross platform (lin/win/mac) geographical information system (GIS) https://github.com/qgis/QGIS
[3] 29.1. Les Extensions de QGIS https://docs.qgis.org/3.34/fr/docs/user_manual/plugins/plugins.html
[4] Dalla poligonale alla nuvola di punti – Scintilena https://www.scintilena.com/dalla-poligonale-alla-nuvola-di-punti/06/11/
[5] 3D Cave Viewer: quando la speleologia entra nel browser – Scintilena https://www.scintilena.com/3d-cave-viewer-quando-la-speleologia-entra-nel-browser/04/27/
[7] [PDF] primo convegno italiano sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf
[8] SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino, una giornata per … https://www.scintilena.com/speleobimbo-2026-alla-grotta-del-colle-di-rapino-una-giornata-per-avvicinare-i-piu-giovani-al-mondo-sotterraneo/06/14/
[9] Feed RSS – Scintilena https://www.scintilena.com/feed/
[10] BOL_CFLP_2 https://www.scintilena.com/allegati/bollettinofealc2.pdf
[11] Concorso di cartografia al 16° ICS di Brno https://www.scintilena.com/concorso-di-cartografia-16ics/03/01/
[12] Classifica delle grotte più lunghe d’Italia http://www.scintilena.com/speleoit/atlas/longest_caves.html
[13] Lascaux: Quando il Patrimonio Paleolitico Incontra la Fragilità dell … https://www.scintilena.com/lascaux-quando-il-patrimonio-paleolitico-incontra-la-fragilita-dellambiente-carsico/01/20/
[14] Glossario Speleologico UIS – Lettera ‘B’ https://www.scintilena.com/glossario-speleologico-uis-lettera-b/07/22/
[15] Perché le AI Generative Falliscono in Geografia: Errori di … – Scintilena https://www.scintilena.com/perche-le-ai-generative-falliscono-in-geografia-errori-di-localizzazione-prossimita-e-allucinazioni/05/01/
[16] Vulnerabilità Climatica e Lacune nella Conservazione di … – Scintilena https://www.scintilena.com/nowhere-to-hide-vulnerabilita-climatica-e-lacune-nella-conservazione-di-zopherobatrus-un-raro-coleottero-troglobio/05/08/
[17] Classifica delle grotte più profonde d´Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/speleoit/atlas/deepest_caves.html
[18] L’idrodinamica endoglaciale: cosa succede davvero dentro un … https://www.scintilena.com/lidrodinamica-endoglaciale-cosa-succede-davvero-dentro-un-ghiacciaio-alpino-quando-nevica-o-fa-caldo/05/02/
[19] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[20] QGIS Plugins¶ https://api.qgis.org/qgisdata/2.8/fr/docs/user_manual/plugins/plugins.html
[21] QGIS_portable_3x/README.md at master – GitHub https://github.com/pigreco/QGIS_portable_3x/blob/master/README.md
[22] PaPRIKa Toolbox — QGIS Python Plugins Repository https://plugins.qgis.org/plugins/Paprika/
[23] Home https://github.com/ctu-geoforall-lab/qgis-plugins-repository/wiki/Home/855795a53da35eb133063a77d923efafe8357f1a
[24] infordata-sistemi/karst-firewall-50 – GitHub https://github.com/infordata-sistemi/karst-firewall-50
[25] All Plugins — QGIS Python Plugins Repository https://plugins.qgis.org/plugins/
[26] Official repository of pyArchInit since Python 3 porting – GitHub https://github.com/pyarchinit/pyarchinit
[27] [PDF] two karst geomorphology modules and three virtual capstone p https://d-nb.info/1239828586/34
[28] Installation et mise à jour [QGIRéférentiels] http://piece-jointe-carto.developpement-durable.gouv.fr/NAT002/QGIS/plugins/doc/qgireferentiels/co/Installation.html
[29] QGIS Hub Plugin – Documentation – GitHub Pages https://qgis.github.io/QGIS-Hub-Plugin/
[30] A QGIS Plugin Based on the PaPRIKa Method for Karst Aquifer … https://ngwa.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/gwat.12855
[31] QGIS Data Versioning with Kart – FOSS4G Oceania 2022 https://pgrsc.org/wp-content/uploads/2023/07/LT-2-5-5-Hamish-Campbell_QGIS-Data-Versioning-with-Kart.pdf

https://karstpro.fr/

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  • CaveFinder: quando il LiDAR va a caccia di grotte
    Condividi La Balkan Speleological Union presenta una piattaforma che utilizza modelli digitali del terreno e dati LiDAR per aiutare gli speleologi a individuare nuovi obiettivi di esplorazione. Funziona anche in Europa e in Italia. La tecnologia entra sempre più spesso nello zaino degli speleologi. Dopo GPS, droni, rilievi digitali e fotogrammetria, un nuovo strumento promette di affiancare il lavoro di ricerca sul terreno: si chiama CaveFinder.app ed è una piattaforma progettata per individu
     

CaveFinder: quando il LiDAR va a caccia di grotte

Jún 28th 2026 at 08:06

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La Balkan Speleological Union presenta una piattaforma che utilizza modelli digitali del terreno e dati LiDAR per aiutare gli speleologi a individuare nuovi obiettivi di esplorazione. Funziona anche in Europa e in Italia.

La tecnologia entra sempre più spesso nello zaino degli speleologi. Dopo GPS, droni, rilievi digitali e fotogrammetria, un nuovo strumento promette di affiancare il lavoro di ricerca sul terreno: si chiama CaveFinder.app ed è una piattaforma progettata per individuare aree che potrebbero ospitare cavità naturali, utilizzando dati LiDAR e modelli digitali del terreno.

Il progetto è stato presentato il 24 giugno 2026 durante un incontro online organizzato dalla Balkan Speleological Union (BSU). A illustrarne il funzionamento è stato Zach Engelbert, direttore della National Speleological Society (NSS) statunitense, uno degli sviluppatori della piattaforma.

L’idea è semplice: sfruttare la grande quantità di dati topografici oggi disponibili per aiutare gli speleologi a pianificare le proprie esplorazioni. CaveFinder analizza automaticamente modelli digitali del terreno ottenuti da rilievi LiDAR e da altre banche dati geografiche, individuando depressioni, doline, lineamenti geomorfologici e altre anomalie che potrebbero indicare la presenza di un ingresso naturale.

Negli Stati Uniti il sistema utilizza principalmente i dati LiDAR del programma USGS 3DEP, mentre nel resto del mondo si appoggia a modelli digitali del terreno come Copernicus DEM, ALOS World 3D e SRTM, sfruttando automaticamente anche eventuali dati LiDAR pubblici disponibili. Questo significa che CaveFinder può essere utilizzato anche in Europa e in Italia, adattandosi alla qualità dei dati disponibili nelle diverse aree.

Naturalmente non si tratta di un’applicazione che “trova le grotte” in modo automatico. Gli stessi sviluppatori lo sottolineano chiaramente: CaveFinder non può creare grotte dove non esistono. Il software propone aree promettenti, ma ogni indicazione deve essere verificata sul campo. L’interpretazione geomorfologica, la conoscenza del territorio e l’esperienza dello speleologo restano elementi insostituibili.

La piattaforma offre anche strumenti per organizzare le uscite, esportare i dati in formato GPX, KML, CSV e GeoJSON e integrare le informazioni con software GIS. È disponibile una versione gratuita, che consente un numero limitato di analisi, e una versione professionale con funzionalità avanzate.

Anche in Italia il LiDAR è ormai uno strumento sempre più diffuso negli studi geomorfologici, archeologici e ambientali. La possibilità di “leggere” il terreno anche sotto la copertura forestale ha rivoluzionato il modo di osservare il paesaggio, mettendo in evidenza doline, paleoalvei, terrazzamenti e altre forme spesso invisibili durante una normale ricognizione.

Per la speleologia, CaveFinder potrebbe diventare l’evoluzione di questo approccio.

Se fino a pochi anni fa la ricerca di nuove cavità si basava soprattutto sull’interpretazione delle carte topografiche, delle fotografie aeree e sull’esperienza maturata sul terreno, oggi è possibile integrare tutto questo con strumenti di analisi digitale che aiutano a selezionare le aree più promettenti.

Il fascino della scoperta, tanto, resta immutato: nessun algoritmo può sostituire il momento in cui uno speleologo raggiunge una dolina, libera un piccolo ingresso nascosto dalla vegetazione o dai detriti e scopre che sotto i propri piedi si apre davvero una nuova cavità.

La tecnologia cambia gli strumenti, ma lo spirito dell’esplorazione resta lo stesso.

Per approfondire

La registrazione della presentazione organizzata dalla Balkan Speleological Union è disponibile online, così come il sito del progetto CaveFinder.app, dove è possibile provare gratuitamente la piattaforma e conoscere nel dettaglio le tecnologie utilizzate.

CaveFinder in breve:

  • Funziona anche in Europa.
  • Utilizza LiDAR e modelli digitali del terreno pubblici.
  • Esporta GPX, KML, CSV e GeoJSON.
  • È disponibile una versione gratuita e una Pro.
  • Non trova automaticamente le grotte: individua i luoghi con maggiore probabilità di ospitare un ingresso, da verificare sempre sul campo
  • https://cavefinder.app/

Certo che, leggendo i testi e provando CaveFinder, viene spontaneo pensare che sarebbe davvero interessante un webinar dedicato, magari organizzato dalla Commissione Catasto Cavità Naturali della Società Speleologica Italiana.

Zach Engelbert rappresenta bene una nuova generazione di speleologi: esploratore, esperto di GIS, LiDAR, cartografia digitale e analisi geospaziale, interpreta una speleologia in cui l’esperienza sul terreno si integra sempre più con l’analisi dei dati.

Negli Stati Uniti si parla ormai di cave prospecting: la ricerca sistematica di nuove cavità attraverso l’elaborazione di grandi quantità di informazioni geografiche, prima ancora di indossare il casco. Da noi lo si è sempre fatto con carte topografiche, geologia, fotografie aeree e tanta esperienza sul terreno. Poi sono arrivati TopoDroid, i software GIS, i droni, il LiDAR e molti altri strumenti che hanno cambiato il modo di preparare un’esplorazione. CaveFinder sembra essere un ulteriore passo in questa evoluzione, che mette tutta questa esperienza al servizio di un algoritmo.

Sarebbe interessante approfondire il progetto direttamente con il suo ideatore. Quanto dell’algoritmo nasce dall’esperienza degli speleologi e quanto dall’intelligenza artificiale? Quante nuove grotte sono già state individuate grazie a questo sistema? Può diventare uno strumento utile anche per la speleologia europea e per il Catasto Grotte italiano? E, soprattutto, come conciliare una tecnologia così potente con la necessità di tutelare il patrimonio ipogeo e la riservatezza delle localizzazioni?

Domande che, ne siamo certi, potrebbero stimolare un confronto molto interessante all’interno della comunità speleologica.

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  • Sotto i nostri piedi, a Nardò un incontro su tutela archeologica e speleologia
    Condividi Il Gruppo Speleologico Neretino presenta il 5 luglio al Castello Acquaviva un appuntamento dedicato a aree ipogee, ricerca archeologica e valorizzazione del territorio. Il Gruppo Speleologico Neretino presenta per domenica 5 luglio 2026, nell’atrio del Castello Acquaviva di Nardò, l’incontro «Sotto i nostri piedi». L’appuntamento è dedicato alla tutela, alla valorizzazione e alla fruizione delle aree archeologiche e speleologiche del territorio neretino. La serata si inserisce in un
     

Sotto i nostri piedi, a Nardò un incontro su tutela archeologica e speleologia

Jún 28th 2026 at 08:00

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Il Gruppo Speleologico Neretino presenta il 5 luglio al Castello Acquaviva un appuntamento dedicato a aree ipogee, ricerca archeologica e valorizzazione del territorio.

Il Gruppo Speleologico Neretino presenta per domenica 5 luglio 2026, nell’atrio del Castello Acquaviva di Nardò, l’incontro «Sotto i nostri piedi». L’appuntamento è dedicato alla tutela, alla valorizzazione e alla fruizione delle aree archeologiche e speleologiche del territorio neretino. La serata si inserisce in un percorso di studio e divulgazione che il gruppo porta avanti da anni.

L’iniziativa si aprirà alle 19 con i saluti istituzionali del consigliere con delega alla Cultura, Francesco Plantera. L’introduzione sarà affidata ad Antonio D’Elia, del Gruppo Speleologico Neretino. Seguiranno tre interventi di taglio scientifico, costruiti per offrire un quadro aggiornato sulle ricerche in corso e sulle criticità legate alla tutela del patrimonio.

Serena Strafella, della SABAP Br-Le-Ta, interverrà su «Attività di tutela archeologica ipogea ed epigea: esperienze e criticità». Il tema richiama il rapporto tra contesti sotterranei e superfici archeologiche, con attenzione alle pratiche di salvaguardia. Giovanna Cera, dell’Università del Salento, presenterà le novità sulle ricerche archeologiche nel sito messapico di località «Li Schiavoni», con un focus su un luogo di culto di età ellenistica. Antonio Saponara, sempre dell’Università del Salento, parlerà invece di analisi territoriale come strumento di tutela e della prospettiva di una carta archeologica digitale di Nardò.

Il programma mostra la volontà di collegare speleologia, archeologia e strumenti digitali. In questo quadro, la speleologia non è solo esplorazione, ma anche conoscenza del territorio e supporto alla tutela. La carta archeologica digitale, infatti, può diventare una base utile per orientare studi, protezione e future scelte di valorizzazione.

L’incontro si svolgerà nel centro storico di Nardò, in una sede che richiama il dialogo tra memoria, ricerca e paesaggio culturale. L’evento è promosso con il sostegno di realtà istituzionali e associative che condividono l’obiettivo di leggere e proteggere il patrimonio locale.

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  • Yellowstone, esplosione idrotermale a Biscuit Basin: nuovo pericolo dal sottosuolo in ebollizione
    Condividi Una piccola esplosione idrotermale a Biscuit Basin il 13 giugno 2026 ha aperto nuove fratture e formato una vasca bollente che ha spruzzato acqua fino a 6–9 metri, ricordando come il rischio principale non sia la lava ma l’acqua calda nascosta nel sottosuolo Il 13 giugno 2026 una piccola esplosione idrotermale si è verificata a Biscuit Basin, all’interno del parco nazionale di Yellowstone, pochi metri a nord della vasca nota come Black Diamond Pool, con emissione di un pennacchio sc
     

Yellowstone, esplosione idrotermale a Biscuit Basin: nuovo pericolo dal sottosuolo in ebollizione

Jún 28th 2026 at 07:00

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Una piccola esplosione idrotermale a Biscuit Basin il 13 giugno 2026 ha aperto nuove fratture e formato una vasca bollente che ha spruzzato acqua fino a 6–9 metri, ricordando come il rischio principale non sia la lava ma l’acqua calda nascosta nel sottosuolo


Il 13 giugno 2026 una piccola esplosione idrotermale si è verificata a Biscuit Basin, all’interno del parco nazionale di Yellowstone, pochi metri a nord della vasca nota come Black Diamond Pool, con emissione di un pennacchio scuro e alterazione delle caratteristiche termali locali. Questo episodio evidenzia come l’acqua sotterranea surriscaldata possa rappresentare un pericolo improvviso e potente nell’area del supervulcano di Yellowstone.[1][2]

Nuove fratture e aperture nel terreno


L’esplosione ha creato tre gruppi di ventilazione nella zona interessata e una frattura lunga circa 61 piedi (circa 18,5 metri) riempita di acqua quasi bollente, mentre altre fratture lineari raggiungevano i 49 piedi (circa 15 metri) in alcuni punti. Nei giorni successivi i geologi hanno osservato un collasso del suolo che ha prodotto una nuova vasca larga circa 21 per 17 piedi (circa 6,4 × 5,2 m), con acqua grigia e carica di sedimenti sospesi.[3][4]

Bolle, spruzzi e cambi rapidi

La nuova vasca è stata rilevata in ebollizione vigorosa e, nelle osservazioni successive, ha mostrato episodi intermittenti di spruzzi che hanno raggiunto altezze stimate tra i 20 e i 30 piedi (6–9 metri), comportamento che in alcuni momenti ha ricordato attività simile a quella di un geyser. Telecamere di monitoraggio e stazioni sismiche temporanee sono state impiegate per registrare segnali legati all’evoluzione dei nuovi condotti e per documentare l’evento ripreso la mattina del 13 giugno.[4][5][3]

Cause e differenza rispetto a un’eruzione vulcanica

Le esplosioni idrotermali avvengono quando l’acqua sotterranea surriscaldata si trasforma rapidamente in vapore, lanciando acqua, fango, rocce e detriti in superficie; non sono guidate dall’ascesa di nuovo magma ma dalla plumbing idrotermale superficiale e superiore, il che le rende imprevedibili e potenzialmente molto pericolose per chi si trovi nelle vicinanze. Yellowstone è famoso per la presenza di un grande apparato magmatico, ma questo episodio sottolinea che il rischio più immediato per i visitatori e per il parco può provenire dall’acqua bollente nascosta sotto la superficie più che da eruzioni magmatiche.[1][4]

Impatto ambientale e misure di sicurezza


L’esplosione ha reso il Firehole River torbido e grigio per la presenza di sedimenti sospesi trasportati dalle correnti, indicando un impatto diretto sull’idrologia locale. Biscuit Basin era già chiuso al pubblico dopo un’esplosione precedente nel 2024, e la chiusura ha evitato feriti nell’episodio del 13 giugno; le autorità e il Yellowstone Volcano Observatory continuano il monitoraggio della zona e l’installazione di sensori per valutare l’evoluzione dei nuovi apparati superficiali.[4][1]

Cosa significa per speleologia e ricerca ipogea


Per la comunità speleologica l’evento è un richiamo sull’importanza di conoscere le dinamiche dei sistemi idrotermali e delle loro interazioni con il sottosuolo: fratture e collassi possono aprire collegamenti rapidi tra riserve d’acqua sotterranee e superficie, alterando percorsi idrici e la stabilità del terreno in tempi molto brevi. Le osservazioni strumentali dell’evento forniscono dati utili per comprendere la frequenza e i segnali precedenti a tali esplosioni, informazioni preziose per la prevenzione e per la gestione dei siti termali visitati.[5][3][1]

Fonti

  • U.S. Geological Survey / Yellowstone Volcano Observatory, comunicato “Oops, it did it again: Another small hydrothermal explosion at Biscuit Basin”.[2]
  • USGS multimedia e immagini che mostrano la posizione dei nuovi elementi emersi dopo l’esplosione del 13 giugno 2026.[3]
  • Video e registrazioni delle telecamere di monitoraggio che riprendono l’esplosione e l’attività successiva a Biscuit Basin.[5]
  • Resoconti giornalistici e aggiornamenti che sintetizzano i dettagli sulle dimensioni delle fratture, le temperature misurate e l’attività del nuovo bacino.[4]

Fonti
[1] Yellowstone Volcano Observatory | U.S. Geological Survey https://www.usgs.gov/observatories/yvo
[2] Oops, it did it again: Another small hydrothermal explosion at Biscuit Basin https://www.usgs.gov/observatories/yvo/news/oops-it-did-it-again-another-small-hydrothermal-explosion-biscuit-basin
[3] Locations of new features associated with June 13, 2026, small … https://www.usgs.gov/media/images/locations-new-features-associated-june-13-2026-small-hydrothermal-explosion-biscuit
[4] Another hydrothermal explosion has occurred at Yellowstone … https://abcnews.com/US/hydrothermal-explosion-occurred-yellowstone-national-park/story?id=134130918
[5] Video of small hydrothermal explosion at Biscuit Basin on June 13 … https://www.usgs.gov/media/videos/video-small-hydrothermal-explosion-biscuit-basin-june-13-2026
[9] Panico a Yellowstone: Eruzione Anomala di un Geyser a Biscuit Basin https://www.scintilena.com/panico-a-yellowstone-eruzione-anomala-di-un-geyser-a-biscuit-basin/07/25/
[10] Pubblicato il nuovo bollettino dell’Unione Internazionale … – Scintilena https://www.scintilena.com/pubblicato-il-nuovo-bollettino-dellunione-internazionale-di-speleologia/02/20/
[11] Python Cave e Virus di Marburg: cosa rivela lo studio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/python-cave-e-virus-di-marburg-cosa-rivela-lo-studio-2026/05/04/
[12] Scintilena https://www.scintilena.com/page/215/
[13] Quei 32 misteriosi simboli identici in centinaia di grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/quei-32-misteriosi-simboli-identici-in-centinaia-di-grotte-la-donna-che-li-ha-decifrati-sara-alla-convention-speleologica-dellanno/03/03/
[14] Bracken Cave Preserve: la più grande colonia di pipistrelli … https://www.scintilena.com/bracken-cave-preserve-al-via-la-stagione-2026-per-visitare-la-piu-grande-colonia-di-pipistrelli-al-mondo/04/28/
[15] Scintilena – Raccolta Luglio 2023 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[16] La newsletter BCRA di marzo 2026 annuncia workshop, escursioni … https://www.scintilena.com/ora-ho-raccolto-informazioni-sufficienti-per-scrivere-larticolo-procedo-con-la-stesura/03/05/
[17] DNA Barcoding per la Determinazione delle Specie di Grotta https://www.scintilena.com/dna-barcoding-per-la-determinazione-delle-specie-di-grotta-nuove-metodologie-nella-biospeleologia/12/16/
[18] Nel Sottosuolo di Cutrofiano la Ricerca Svela i Segreti delle Cavità … https://www.scintilena.com/nel-sottosuolo-di-cutrofiano-la-ricerca-svela-i-segreti-delle-cavita-ipogee-pugliesi-ora-ho-informazioni-sufficienti/01/31/
[19] Microplastiche nei Sistemi Carsici: l’Inquinamento Silenzioso che … https://www.scintilena.com/microplastiche-nei-sistemi-carsici-linquinamento-silenzioso-che-raggiunge-il-cuore-della-terra/04/26/
[20] Primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio https://www.scintilena.com/primo-soccorso-e-gestione-emergenze-in-grotta-a-casola-valsenio-2026/04/25/
[21] “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio”: ricerca, clima … https://www.scintilena.com/ghiacciai-nascosti-la-vita-nelle-grotte-con-ghiaccio-ricerca-clima-ed-ecosistemi-invisibili-nelle-prealpi-venete/01/28/
[22] Yellowstone Volcano Observatory – News | U.S. Geological Survey https://www.usgs.gov/observatories/yvo/news
[23] USGS – Yellowstone Volcano Observatory monthly update Friday … https://www.facebook.com/USGSVolcanoes/photos/yellowstone-volcano-observatory-monthly-updatefriday-may-1-2026-222-pm-mdthttpsw/1389021836605614/
[24] The New Norris Hot Spring (Yellowstone Monthly Update … https://www.usgs.gov/media/videos/new-norris-hot-spring-yellowstone-monthly-update-march-2026
[25] USGS Volcanoes’s post – Facebook https://www.facebook.com/USGSVolcanoes/posts/in-the-early-morning-hours-of-june-13-2026-a-small-hydrothermal-explosion-occurr/1435297365311394/
[26] YELLOWSTONE VOLCANO OBSERVATORY MONTHLY … https://www.facebook.com/USGSVolcanoes/posts/yellowstone-volcano-observatory-monthly-updatejanuary-2-2026-230-pm-msthttpswwwu/1288392406668558/
[27] Another blast hits Yellowstone. What just happened at Biscuit Basin? https://www.usatoday.com/story/travel/experience/national-parks/2026/06/24/yellowstone-hydrothermal-explosion-biscuit-basin/90680923007/
[28] Yellowstone Volcano Observatory – Multimedia – USGS.gov https://www.usgs.gov/observatories/yvo/multimedia
[29] USGS Volcanoes – Facebook https://www.facebook.com/USGSVolcanoes/posts/yellowstone-volcano-observatory-monthly-updatefriday-may-1-2026-222-pm-mdt-april/1389021853272279/
[30] Yellowstone Is Now Doing The One Thing Scientists Warned About – And It’s Terrifying https://www.youtube.com/watch?v=gYBx1M7trHQ
[31] What just happened at Biscuit Basin in Yellowstone National Park … https://www.facebook.com/USGSVolcanoes/videos/what-just-happened-at-biscuit-basin-in-yellowstone-national-park-kaboom-visitors/388728547160112/

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  • Journées Nationales de Spéléologie 2026 in Belgio, il mondo sotterraneo apre al pubblico il 3 e 4 ottobre
    Condividi Subito dopo l’estate, la spéléologia belga torna al centro con le Journées Nationales de la Spéléologie, in programma il 3 e 4 ottobre 2026 tra Vallonia e Bruxelles. L’iniziativa punta a far conoscere la speleologia al grande pubblico attraverso attività diffuse sul territorio. Un appuntamento diffuso sul territorio Le Journées Nationales de la Spéléologie sono presentate come un evento che, in linea di principio, si svolge ogni primo fine settimana di ottobre. L’edizione 2026 è
     

Journées Nationales de Spéléologie 2026 in Belgio, il mondo sotterraneo apre al pubblico il 3 e 4 ottobre

Jún 28th 2026 at 06:00

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Subito dopo l’estate, la spéléologia belga torna al centro con le Journées Nationales de la Spéléologie, in programma il 3 e 4 ottobre 2026 tra Vallonia e Bruxelles. L’iniziativa punta a far conoscere la speleologia al grande pubblico attraverso attività diffuse sul territorio.

Un appuntamento diffuso sul territorio

Le Journées Nationales de la Spéléologie sono presentate come un evento che, in linea di principio, si svolge ogni primo fine settimana di ottobre. L’edizione 2026 è fissata per il 3 e 4 ottobre e coinvolgerà diversi luoghi della Vallonia e di Bruxelles.[1]

L’obiettivo resta quello di avvicinare i visitatori al mondo sotterraneo con iniziative guidate e momenti di scoperta. La formula è pensata per un pubblico ampio, non solo per gli speleologi già esperti.[2][1]

La giornata nazionale della speleologia

Il materiale promozionale mostra chiaramente il richiamo alla giornata nazionale della speleologia come evento di divulgazione aperta. Nell’immagine allegata compaiono due speleologi in risalita su corda, con casco e lampada frontale, a sottolineare il carattere tecnico ma accessibile dell’attività.[3]

Il messaggio visivo insiste anche sull’idea di partecipazione e di lavoro di squadra, elementi che restano centrali nella speleologia. La presenza di attrezzatura tecnica richiama un’attività che richiede preparazione, prudenza e accompagnamento da parte di operatori esperti.[3]

Programma e partecipazione

Al momento, il programma non è ancora stato pubblicato. L’organizzazione segnala che l’aggiornamento arriverà prossimamente, mentre restano già indicati il periodo e i contatti pratici dell’iniziativa.[1]

La comunicazione ufficiale invita il pubblico a portare “spirito di squadra”, casco e lampada frontale. Questo approccio lascia intendere che le attività saranno costruite per far provare l’ambiente ipogeo in sicurezza, con la presenza di speleologi che metteranno a disposizione la propria esperienza.[1]

La rete speleologica belga

L’evento è promosso dall’Union Belge de Spéléologie, che sul proprio portale raccoglie informazioni, appuntamenti e riferimenti della comunità speleologica belga. Il sito conferma anche l’appuntamento del 3 e 4 ottobre 2026 e riporta i contatti della manifestazione.[2][1]

La dimensione nazionale delle giornate conta perché permette di coordinare attività in più aree e di presentare la speleologia come disciplina di esplorazione, studio e divulgazione. In questo quadro, la giornata nazionale della speleologia diventa un momento di contatto tra associazioni, appassionati e curiosi.[2][1]

Significato per il pubblico

Per il pubblico, queste giornate rappresentano un’occasione per conoscere da vicino grotte, tecniche di progressione e lavoro dei gruppi speleologici. Il richiamo al mondo sotterraneo, nel linguaggio dell’iniziativa, resta centrato sulla scoperta gratuita e sull’accompagnamento da parte di persone esperte.[1]

L’immagine allegata rafforza questo messaggio, mostrando la componente tecnica della disciplina senza trasformarla in spettacolo. La giornata nazionale della speleologia si presenta così come un evento di divulgazione, orientato alla conoscenza del sottosuolo e alla familiarizzazione con un ambiente fragile.[3][1]

Fonti

  • Union Belge de Spéléologie, Journées Nationales de la Spéléologie 2026.[1]
  • Portale speleo belga, Union Belge de Spéléologie.[2]
  • [1] Journées Nationales de la Spéléologie 2026 https://speleoubs.be/agenda/journees-nationales-de-la-speleologie-2026
  • [2] Union Belge de Spéléologie https://speleoubs.be
  • [5] [PDF] Raccolta Luglio 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
  • [6] Pubblicato il nuovo bollettino dell’Unione Internazionale … – Scintilena https://www.scintilena.com/pubblicato-il-nuovo-bollettino-dellunione-internazionale-di-speleologia/02/20/
  • [7] Calendario Eventi Mondiali UIS Union International de Spéléologie https://www.scintilena.com/calendario-eventi-mondiali-uis-union-international-de-speleologie-programma-2025-2026/07/16/
  • [8] Journées Nationales de la Spéléologie et du Canyonisme … https://www.scintilena.com/journees-nationales-de-la-speleologie-et-du-canyonisme-in-francia/09/10/
  • [9] Berger 2026: iscrizioni chiuse in tempi record per il raduno … https://www.scintilena.com/berger-2026-iscrizioni-chiuse-in-tempi-record-per-il-raduno-speleologico-internazionale-al-gouffre-berger/03/09/
  • [10] Campo Speleo di Cittareale 2026: tre giorni di esplorazione nella … https://www.scintilena.com/campo-speleo-di-cittareale-2026-tre-giorni-di-esplorazione-nella-valle-di-san-rufo/04/14/
  • [11] 5° Simposio di Speleologia del Medio Oriente – Aprile 2026 in Libano https://www.scintilena.com/5-simposio-di-speleologia-del-medio-oriente-aprile-2026-in-libano/08/31/
  • [12] A Kranj il 19° Incontro Europeo del Soccorso Speleologico – Scintilena https://www.scintilena.com/a-kranj-il-19-incontro-europeo-del-soccorso-speleologico/04/26/
  • [13] Mappe dall’Oscurità: Come Nasce la Cartografia del Mondo … https://www.scintilena.com/mappe-dalloscurita-come-nasce-la-cartografia-del-mondo-sotterraneo-2/03/11/
  • [14] Speleomíting 2026: conferenza speleologica annuale in Slovacchia … https://www.scintilena.com/speleomiting-2026-conferenza-speleologica-annuale-in-slovacchia-il-21-marzo/02/13/
  • [15] Fotografia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/fotografia/
  • [16] La Gouffre Berger compie 70 anni: il Vercors celebra il primo https://www.scintilena.com/la-gouffre-berger-compie-70-anni-il-vercors-celebra-il-primo-1000-al-mondo/04/17/
  • [17] Risorgiva di Eolo: superati i sifoni terminali, esplorati 300 metri di … https://www.scintilena.com/risorgiva-di-eolo-superati-i-sifoni-terminali-esplorati-300-metri-di-nuove-gallerie-oltre-il-limite-noto/03/01/
  • [18] Kranj ospiterà il 19° incontro europeo del soccorso speleologico https://www.scintilena.com/kranj-ospitera-il-19-incontro-europeo-del-soccorso-speleologico/06/18/
  • [19] Journées Nationales de la Spéléologie et du Canyonisme ad ottobre in Francia – Scintilena https://www.scintilena.com/journees-nationales-de-la-speleologie-et-du-canyonisme-ad-ottobre-in-francia/09/18/
  • [20] Les 27 et 28 juin 2026 ce sont les Journées Nationales … – Instagram https://www.instagram.com/reel/DZXiYLWI3Cl/
  • [21] Union Belge de Spéléologie | Namur – Facebook https://www.facebook.com/speleoUBS/?locale=fr_FR
  • [22] Journée Nationale de la Spéléologie – 27 juin 2026 – CDS 79 https://www.cds79-speleo.fr/journee-nationale-de-la-speleologie-27-juin-2026/
  • [23] speleo – Portail spéléologique de Belgique http://www.speleo.be
  • [24] 1986….2026 https://ffspeleo.fr/index.php?alias=
  • [25] Groupe Spéléologique de Charleroi: Accueil https://www.gsc-asbl.be
  • [26] Journées nationales de la spéléologie et du canyonisme et Journées du Patrimoine (souterrain) – Journées nationales de la Spéléologie et du Canyon https://jnsc.ffspeleo.fr/agenda/jnsc/
  • [27] JNSC 2025 – Journées nationales de la Spéléologie et du … https://jnsc.ffspeleo.fr/agenda/jnsc/jnsc-2025/
  • [28] Fédération Française de Spéléologie | Lyon – Facebook https://www.facebook.com/FFSpeleologie/
  • [29] Journées de la Spéléologie Scientifique https://speleoubs.be/informations-pratiques/journees-de-la-speleologie-scientifique
  • [30] JNSC – CDS Haute-Garonne – CDS31 https://cds31.net/pratiquer/jnsc/
  • [31] CDS 69 | Comité Départemental de Spéléologie du Rhône https://www.csr-rhonealpes.fr/cds69/

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