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Pulizia grotte a Santa Cesarea Terme: gli speleologi di Tricase rimuovono i rifiuti portati dal mare

Október 7th 2026 at 13:00

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La pulizia grotte a Santa Cesarea Terme ha coinvolto otto volontari del Gruppo Speleologico Tricase. Nei pressi del Bagno Marino Archi sono stati recuperati legname, boe, ciabatte e frammenti di polistirolo, con un intervento dedicato alla tutela della costa e alla sensibilizzazione dei bagnanti.

Pulizia grotte a Santa Cesarea

Otto persone impegnate a trasportare grandi sacchi di rifiuti dalla grotta fino alla strada. È la scena descritta dal Gruppo Speleologico Tricase nel resoconto di una domenica dedicata alla pulizia di una cavità costiera. L’intervento si è svolto nei pressi dello stabilimento balneare Bagno Marino Archi, a Santa Cesarea Terme.

Gli speleologi hanno rimosso parte dei materiali accumulati nell’invaso, dove i marosi avevano trasportato oggetti di dimensioni e natura diverse. Il lavoro ha interessato una raccolta eterogenea di rifiuti. Accanto alle tavole di legno e alle grandi boe, i volontari hanno trovato numerose ciabatte e infradito. A queste si aggiungevano abbondanti quantità di polistirolo, ormai ridotto in piccoli frammenti.

La bonifica ha avuto carattere parziale, come spiegato dallo stesso gruppo. La pulizia grotte a Santa Cesarea Terme ha quindi rimosso una parte dell’accumulo, intervenendo concretamente su un tratto del patrimonio sotterraneo costiero. La raccolta e il trasporto dei sacchi hanno costituito il nucleo dell’attività raccontata dai partecipanti.

Rifiuti marini nelle grotte costiere

Il materiale recuperato racconta il problema dei rifiuti marini attraverso oggetti immediatamente riconoscibili. Ciabatte, infradito, boe e frammenti di imballaggio diventano presenze estranee nell’ambiente della grotta. Nel caso descritto dal Gruppo Speleologico Tricase, il mare aveva convogliato questi materiali all’interno della cavità.

Il quadro nazionale aiuta a collocare l’intervento nella più ampia questione della pulizia delle coste. Secondo ISPRA, nel 2024 la mediana dei rifiuti spiaggiati sui litorali italiani è stata di 252 oggetti ogni 100 metri. Il valore risultava vicino a quello del 2023, pari a 250. La soglia europea indicata per il raggiungimento del buono stato ambientale è invece di 20 oggetti ogni 100 metri.[1]

Le plastiche monouso rappresentavano circa il 28% dei rifiuti registrati. Il monitoraggio viene svolto dalle ARPA costiere in primavera e in autunno, su 69 spiagge distribuite lungo il litorale italiano. Sono conteggiati gli oggetti di dimensioni superiori a 2,5 centimetri. Questi dati descrivono le spiagge monitorate e offrono un riferimento generale sul fenomeno dei rifiuti lungo le coste.[1]

La pulizia grotte a Santa Cesarea Terme porta l’attenzione anche sugli accumuli presenti negli spazi costieri meno visibili. L’intervento degli speleologi ha riguardato proprio uno di questi luoghi, raggiunto dai materiali trasportati dai marosi.

Speleologia e tutela delle grotte

L’attività di bonifica affianca il lavoro di conoscenza e divulgazione svolto dal Gruppo Speleologico Tricase. Nel maggio 2025, Scintilena ha raccontato il convegno organizzato per il decennale del gruppo. L’incontro ha riunito speleologi, ricercatori e istituzioni intorno alle ricerche nel sottosuolo e alle testimonianze preistoriche conservate nelle grotte.[2]

Tra gli argomenti affrontati figurava anche la conservazione delle cavità archeologiche. Il confronto comprendeva la tutela delle stratigrafie e la collaborazione tra comunità speleologica e istituzioni. La salvaguardia del patrimonio ipogeo emergeva così accanto alle attività di ricerca e alla condivisione delle conoscenze.[2]

La pulizia grotte a Santa Cesarea Terme si inserisce in questa attenzione per gli ambienti sotterranei. In questa iniziativa, il contributo del gruppo si è tradotto nella rimozione dei rifiuti e nel loro trasferimento fuori dalla cavità.

Pulizia grotte e sensibilizzazione ambientale

Il lavoro si è svolto mentre altre persone facevano il bagno nelle vicinanze. Gli otto partecipanti, impegnati nel trasporto dei sacchi fino alla strada, hanno reso visibile un’attività che spesso resta lontana dallo sguardo dei frequentatori della costa.

Nel messaggio diffuso dal gruppo, l’obiettivo dichiarato è anche quello di sensibilizzare chi ha osservato la raccolta. Il passaggio dei volontari con i rifiuti recuperati poteva suscitare domande sulla provenienza di quei materiali e sulle condizioni della grotta.

La bonifica unisce quindi un risultato materiale e un intento divulgativo. Da una parte, vengono rimossi gli oggetti accumulati nella cavità. Dall’altra, l’intervento richiama l’attenzione sulla cura degli ambienti costieri. Il resoconto del Gruppo Speleologico Tricase propone la pulizia come una forma concreta di partecipazione alla tutela delle grotte e del mare.

Fonti

Fonti
[1] MONITORAGGIO STRATEGIA MARINA – RIFIUTI MARINI SPIAGGIATI https://indicatoriambientali.isprambiente.it/it/acque-marino-costiere-e-transizione/monitoraggio-strategia-marina-rifiuti-marini-spiaggiati
[2] Speleologi, grotte e preistoria: il bilancio di dieci anni di ricerche del … https://www.scintilena.com/speleologi-grotte-e-preistoria-il-bilancio-di-dieci-anni-di-ricerche-del-gruppo-speleologico-tricase/05/30/
[3] Mare e coste — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/banche-dati/banche-dati-folder/mare
[4] Data aggiornamento scheda: 2025-12-31 – Indicatori ambientali https://indicatoriambientali.isprambiente.it/it/temi/179
[5] [PDF] Con i rifiuti abbiamo toccato il fondo e il 75% è plastica – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/files2019/area-stampa/comunicati-stampa/COMUNICATOSTAMPA9ott2.pdf
[6] Sos polistirolo in Campania, è l’8,5% di tutti i rifiuti spiaggiati in regione https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/09/18/sos-polistirolo-in-campania-e-l85-di-tutti-i-rifiuti-spiaggiati-in-regione_fea0731e-4f7d-4633-bb6a-5fcbfa70c674.html
[7] La “grotta del leone” liberata dai rifiuti dal Gruppo speleologico di … https://www.lecceprima.it/green/la-grotta-del-leone-liberata-dai-rifiuti-dal-gruppo-speleologico-di-tricase.html
[8] Ispra, il 77% dei rifiuti in mare è plastica: Sicilia discarica sottomarina https://tg24.sky.it/ambiente/2019/10/09/ispra-rifiuti-mare-plastica
[9] Grotte di Castellana: pulizia della Grave e ripartenza del Progetto … https://www.scintilena.com/grotte-di-castellana-pulizia-della-grave-e-ripartenza-del-progetto-lampenflora-per-la-tutela-del-patrimonio-carsico/07/07/
[10] Rifiuti Marini – Superset https://superset.isprambiente.it/superset/dashboard/p/Vzaw8lBwB7G/
[11] Gruppo Speleologico Tricase: GST http://www.gruppospeleotricase.it/
[12] Gruppo Speleologico Tricase – Openspeleo.org https://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-152.html
[13] Puglia Archivi – Pagina 27 di 30 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/puglia/page/27/
[14] [PDF] RIFIUTI MARINI https://strategiamarina.isprambiente.it/wp-content/uploads/2024/02/6.1-medocc_Rifiuti-marini.pdf
[15] Rifiuti in mare: abbiamo toccato il fondo – Wise Society https://wisesociety.it/ambiente-e-scienza/rifiuti-in-mare-ispra-plastica-fiumi/

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  • Shpella Shtares 2026: a Costacciaro il racconto di una grotta lunga 13,5 chilometri
    Condividi Vito Alessio Lacirignola porterà al Raduno Internazionale di Speleologia le nuove esplorazioni e gli studi della Shpella Shtares 2026. A dieci anni dalla scoperta, la cavità delle Alpi Albanesi continua ad ampliare il proprio sviluppo e le conoscenze sulla fauna sotterranea. Shpella Shtares 2026 a Costacciaro Le esplorazioni della Shpella Shtares 2026 saranno al centro di un incontro con Vito Alessio Lacirignola, del Gruppo Speleologico Martinese. La conferenza rientra nel progra
     

Shpella Shtares 2026: a Costacciaro il racconto di una grotta lunga 13,5 chilometri

Október 7th 2026 at 12:00

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Vito Alessio Lacirignola porterà al Raduno Internazionale di Speleologia le nuove esplorazioni e gli studi della Shpella Shtares 2026. A dieci anni dalla scoperta, la cavità delle Alpi Albanesi continua ad ampliare il proprio sviluppo e le conoscenze sulla fauna sotterranea.

Shpella Shtares 2026 a Costacciaro

Le esplorazioni della Shpella Shtares 2026 saranno al centro di un incontro con Vito Alessio Lacirignola, del Gruppo Speleologico Martinese. La conferenza rientra nel programma del Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro, in calendario dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. L’intervento, intitolato “Shpella Shtares 2026: nuovi studi ed esplorazioni”, presenterà il lavoro svolto ad agosto nelle Alpi Proclezie, nel nord dell’Albania.[1]

Il tema unisce avanzamento esplorativo e ricerca scientifica. La spedizione più recente ha aggiunto 1,4 chilometri di ambienti rilevati. Lo sviluppo complessivo della grotta ha così raggiunto circa 13,5 chilometri. Parallelamente sono proseguiti i monitoraggi microclimatici e i campionamenti della fauna ipogea.[2]

A Costacciaro, il racconto della Shpella Shtares 2026 porterà quindi l’attenzione su una ricerca continuativa. Le nuove prosecuzioni si inseriscono in un percorso iniziato dieci anni fa. Le osservazioni degli invertebrati troglobi affiancano la documentazione di gallerie, pozzi e collegamenti ancora da esplorare.

Shpella Shtares, dieci anni di esplorazioni

La Shpella Shtares fu scoperta nell’agosto 2016 durante la spedizione Curraj. L’individuazione dell’ingresso avvenne grazie alle indicazioni dei pastori locali, in particolare della famiglia Kolbucaj. Dal 2017 il Gruppo Speleologico Martinese ha concentrato nella cavità una parte consistente delle proprie attività in Albania.[3]

La grotta si trova presso Vrane e Madhe, nel Parco Naturale Regionale Nikaj-Mërtur. L’ingresso si apre a circa 1.400 metri di quota, alla base della cresta calcarea del Maja e Kakisë. Il contesto montano e la complessità dei passaggi hanno accompagnato l’organizzazione delle diverse campagne.[3][4]

Lo sviluppo conosciuto è cresciuto attraverso successive spedizioni e rilievi. Nel 2024 furono aggiunti 1,8 chilometri di nuovi rami e ambienti, raggiungendo la soglia dei dieci chilometri. Le campagne successive hanno ampliato ulteriormente la mappa del sistema. La Shpella Shtares 2026 rappresenta l’ultima tappa di questo lavoro sul campo.[2][5]

La spedizione di agosto si è svolta dall’8 al 23 e ha coinvolto 28 speleologi. Accanto al gruppo martinese hanno partecipato esploratori di diverse associazioni italiane. La collaborazione ha consentito di distribuire le squadre su più fronti e di sostenere le attività nelle zone più lontane dall’ingresso.[2]

Shpella Shtares 2026, nuovi rami

Una delle principali novità è il Ramo Radio Alice. È stato raggiunto nella zona della Connessione, al termine della Via di Oniro, dopo una risalita di quaranta metri. Il nuovo settore si sviluppa per circa cinquecento metri. Presenta diverse condotte e un pozzo ancora da discendere.[2]

Altri avanzamenti hanno interessato il Ramo del Mezzogiorno. Qui una risalita ha aperto l’accesso a una galleria lunga circa cento metri. La prosecuzione incontra una frana alla base di un salto verticale. Nella Sala di Morfeo è stata invece avviata una risalita di circa trenta metri.[2]

Le verifiche nel Ramo Poseidone hanno confermato collegamenti con condotte già conosciute. Nella Forra dei Ragazzi è stato superato un primo tratto bagnato. Più avanti, acqua abbondante e roccia friabile hanno fermato la progressione sotto una seconda risalita.[2]

Per sostenere le esplorazioni più remote è stato allestito un campo avanzato con amache nel Ramo Apuani in Vacanza. In quel settore sono stati rilevati circa cinquecento metri di sviluppo e discesi diversi pozzi. Il limite raggiunto è una strettoia di complessa percorrenza. I collegamenti radio e gli otto posti letto del campo base hanno supportato l’organizzazione interna.[2]

Biospeleologia e microclima della Shpella Shtares

La conferenza dedicata alla Shpella Shtares 2026 comprenderà anche gli studi sull’ambiente sotterraneo. Durante la spedizione sono stati scaricati e riposizionati i termometri di profondità. La rete è stata integrata con un sensore esterno. Due anemometri sono stati installati nella Via di Oniro per studiare la circolazione stagionale dell’aria.[2]

La ricerca biospeleologica ha raccolto campioni di diversi gruppi di invertebrati. Tra questi figurano collemboli, acari, pseudoscorpioni, miriapodi, aracnidi e altri insetti. Sono state campionate anche patine e vermicolazioni per le analisi microbiologiche.[2]

Queste attività proseguono una linea di indagine già avviata nelle precedenti campagne. Vito Alessio Lacirignola figura fra gli autori della relazione sulle prime ricerche biospeleologiche effettuate nella grotta nel 2019. Quel lavoro ha affiancato alle esplorazioni la documentazione della comunità biologica sotterranea.[6]

Nel 2022 sono state descritte tre specie di coleotteri raccolte nella cavità: Kircheria dritae, Anthroherpon shtarensis e Riberius stillicidii. Per quest’ultima è stato istituito anche il nuovo genere Riberius. Sono risultati che documentano l’interesse della Shpella Shtares per lo studio della fauna specializzata degli ambienti ipogei.[6]

L’incontro di Costacciaro collegherà questi studi alle nuove esplorazioni di agosto. Il programma di ricerca proseguirà con Shtares 2027, dedicato ai fronti rimasti aperti e alla continuità dei monitoraggi scientifici.[2]

Fonti

Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] Nuove esplorazioni nel cuore delle Alpi Albanesi: la Shpella Shtares … https://www.scintilena.com/nuove-esplorazioni-nel-cuore-delle-alpi-albanesi-la-shpella-shtares-raggiunge-lo-sviluppo-complessivo-di-135-km/09/07/
[3] Il progetto “Shtares 2026” – Scintilena https://www.scintilena.com/il-progetto-shtares-2026autore-del-thread-sebastiano-data-di-inizio-venerdi-alle-2235venerdi-alle-2235/05/18/
[4] Shpella Shtares raggiunge i 10km di sviluppo https://gsmartinese.it/2024/09/30/shpella-shtares-raggiunge-i-10km-di-sviluppo/
[5] La grotta Shpella Shtares raggiunge la soglia dei 10 km – Scintilena https://www.scintilena.com/la-shpella-shtares-raggiunge-la-soglia-dei-10-km-conclusa-la-spedizione-del-gruppo-speleologico-martinese-sulle-alpi-albanesi/09/27/
[6] Shpella Shtares, la biospeleologia accompagna l’esplorazione nelle … https://www.scintilena.com/shpella-shtares-la-biospeleologia-accompagna-lesplorazione-nelle-alpi-albanesi/08/20/
[8] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[9] International Speleology Meeting Costacciaro 2026 https://www.eurospeleo.eu/event/international-speleology-meeting-costacciaro-2026-in-italy/
[10] Speleologi di Martina Franca sulle Alpi Albanesi, partita la … https://www.buonasera24.it/gallery/cronaca/926516/speleologi-di-martina-franca-sulle-alpi-albanesi-partita-la-spedizione-shtares-2026-con-28-esploratori-le-foto.html
[11] Costacciaro 2026, attacchi informatici al sito del Raduno … https://www.scintilena.com/costacciaro-2026-attacchi-informatici-al-sito-del-raduno-early-bird-prorogato-al-10-settembre/08/31/
[12] Scintilena https://www.scintilena.com/
[13] RADUNO SPELEO 2026 – KONG https://www.kong.it/it/post/raduno-speleo-2026/
[14] Gli speleologi di Martina Franca portano un «pezzo» di città nelle … https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/2126911/gli-speleologi-di-martina-franca-portano-un-pezzo-di-citta-nelle-grotte-albanesi.html
[15] Shpella Shtares raggiunge i 5,7km di sviluppo https://gsmartinese.it/2022/12/17/shpella-shtares-raggiunge-i-5-7km-di-sviluppo/
[16] Costacciaro 2026, si sta delineando un sogno: cinque elementi per … https://www.scintilena.com/costacciaro-2026-si-sta-delineando-un-sogno-cinque-elementi-per-raccontare-il-mondo-sotterraneo/08/29/

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  • Grotte glaciovulcaniche in Islanda: Fire under Ice arriva a Costacciaro
    Condividi Andrea Benassi e il Gruppo Speleologico Sacile porteranno al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026 i risultati della spedizione Vatnajökull 2026 – Fire under Ice. Al centro dell’incontro, le grotte glaciovulcaniche in Islanda e la scoperta di Freyja Hellir, un complesso di circa 1,5 chilometri tra ghiaccio, fumarole e lava. Fire under Ice a Costacciaro 2026 Le esplorazioni delle grotte glaciovulcaniche in Islanda entrano nel programma del Raduno Internazionale di
     

Grotte glaciovulcaniche in Islanda: Fire under Ice arriva a Costacciaro

Október 7th 2026 at 11:00

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Andrea Benassi e il Gruppo Speleologico Sacile porteranno al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026 i risultati della spedizione Vatnajökull 2026 – Fire under Ice. Al centro dell’incontro, le grotte glaciovulcaniche in Islanda e la scoperta di Freyja Hellir, un complesso di circa 1,5 chilometri tra ghiaccio, fumarole e lava.

Fire under Ice a Costacciaro 2026

Le esplorazioni delle grotte glaciovulcaniche in Islanda entrano nel programma del Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro. La manifestazione si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel territorio del Parco del Monte Cucco. La conferenza «Vatnajökull 2026 – Fire under Ice» vedrà la partecipazione di Andrea Benassi e del Gruppo Speleologico Sacile. L’incontro presenterà il lavoro svolto durante la spedizione scientifica dedicata alle cavità generate dall’interazione tra attività geotermica e ghiaccio.[1]

Benassi, consigliere della Società Speleologica Italiana e partecipante alla missione, illustrerà un’esperienza che unisce esplorazione, documentazione e ricerca microbiologica. La spedizione, coordinata dal Consorzio Speleologi Ipogenici, ha coinvolto tredici speleologi. Complessivamente sono stati esplorati e documentati quasi 2,5 chilometri di nuove cavità glaciovulcaniche.[2][3]

Il contributo porterà quindi a Costacciaro non soltanto il racconto di una scoperta. Offrirà anche una lettura dei processi che modellano questi ambienti sotterranei e delle attività avviate per seguirne l’evoluzione. Rilievi, fotografie e campionamenti costituiscono parti complementari dello stesso percorso di ricerca.[3]

Grotte glaciovulcaniche tra ghiaccio e lava

La spedizione Vatnajökull 2026 ha proseguito le ricerche iniziate con la ricognizione italiana del 2025. Le attività si sono concentrate su due aree. La prima è la caldera settentrionale del Kverkfjöll, sul ghiacciaio Vatnajökull. La seconda è il distretto vulcanico della caldera del Torfa, nel comprensorio del Torfajökull, nella parte meridionale dell’Islanda.[3]

Le grotte glaciovulcaniche in Islanda si formano dove il calore geotermico incontra le masse glaciali. Fumarole, sorgenti calde e acque di fusione contribuiscono a modellare gallerie e sale. Sono ambienti diversi dalle cavità glaciali prodotte dalla sola circolazione dell’acqua: l’attività idrotermale introduce un’ulteriore componente nella loro formazione e trasformazione.[3]

Al Kverkfjöll, gli esploratori hanno installato strumenti e fotocamere per monitorare alcune cavità già visitate nel 2025. Il lavoro è stato impostato in collaborazione con un gruppo internazionale di speleologi e ricercatori nordamericani. Il confronto fra osservazioni, immagini e rilievi permette di studiare i cambiamenti delle strutture sotterranee nel corso della stagione.[3]

Freyja Hellir, 1,5 chilometri sotterranei

Nel settore del Torfa è stato scoperto e documentato il complesso Freyja Hellir, dedicato alla divinità della mitologia norrena. Con circa 1,5 chilometri di sviluppo, è la più lunga grotta glaciovulcanica attualmente esistente documentata in Islanda. Per sviluppo, occupa il secondo posto tra quelle documentate sul pianeta, dopo il complesso del monte Rainier, negli Stati Uniti.[3]

Freyja Hellir comprende gallerie e sale sviluppate tra il ghiaccio e un substrato di lava riolitica. L’elevata densità delle emissioni fumaroliche alimenta un sistema nel quale agiscono anche sorgenti calde e corsi d’acqua. Lungo il percorso sono stati osservati solchi e marmitte scavati nei depositi vulcanici e nella roccia. Queste forme aggiungono alla documentazione speleologica elementi utili per studiare la storia del drenaggio sotterraneo.[3]

Tra gli ambienti descritti figura la Sala del Graal. Qui una sorgente con acqua a quasi 60 °C, e una portata di diversi litri al secondo, contribuisce a modellare una grande cavità nel ghiaccio. L’acqua termale confluisce poi nel torrente principale. Il complesso mostra così la compresenza di fumarole, calore geotermico e circolazione idrica.[3]

Microbiologia nelle grotte glaciovulcaniche

Lo studio delle grotte glaciovulcaniche in Islanda comprende anche la ricerca sulle comunità microbiche. La spedizione ha effettuato campionamenti in diversi siti, in accordo con il Parco nazionale del Vatnajökull. I materiali raccolti sono destinati alle analisi condotte attraverso la collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca.[3][4]

Gli ambienti campionati rientrano nella categoria DOVE, acronimo di Dark Oligotrophic Volcanic Environments: ambienti vulcanici bui e poveri di nutrienti. Nei siti studiati sono presenti alte temperature e atmosfere caratterizzate da gas come idrogeno solforato, anidride carbonica e metano. Queste condizioni rendono le cavità interessanti per la ricerca sugli organismi estremofili e sui possibili analoghi planetari utilizzati negli studi di esobiologia.[3]

Le stesse caratteristiche richiedono attenzione durante l’esplorazione. Il resoconto della missione descrive l’impiego di strumenti per individuare accumuli di gas e il lavoro su tecniche, materiali e protocolli di sicurezza. La presenza del ghiaccio non esclude temperature elevate, mentre l’aspetto di una sala non permette di riconoscere ogni pericolo atmosferico.[3]

La conferenza di Costacciaro riunirà questi diversi aspetti della spedizione Fire under Ice. La scoperta di Freyja Hellir sarà presentata insieme al monitoraggio delle cavità e alle ricerche microbiologiche. Un contributo dedicato al rapporto fra esplorazione speleologica e studio degli ambienti glaciovulcanici.[3]

Fonti

Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] Islanda: il 9 luglio prende il via la spedizione glaciospeleologica … https://www.scintilena.com/islanda-il-9-luglio-prende-il-via-la-spedizione-glaciospeleologica-vatnajokull-2026-fire-under-ice/06/30/
[3] Islanda, sotto il Vatnajokull la scoperta di Freyja Hellir https://www.scintilena.com/islanda-sotto-il-vatnajokull-la-scoperta-di-freyja-hellir-la-seconda-grotta-glaciovulcanica-piu-estesa-del-pianeta/07/28/
[4] Vatnajökull 2026 – Fire under Ice https://www.speleo.lazio.it/home/2026/07/21/vatnajokull-2026-fire-under-ice/
[10] Islanda – si è conclusa la spedizione glaciospeleologica “Fire under … https://www.scintilena.com/islanda-si-conclude-la-spedizione-glaciospeleologica-fire-under-ice-2026/07/27/
[11] Grotte glaciovulcaniche in Islanda, le esplorazioni internazionali che … https://www.scintilena.com/grotte-glaciovulcaniche-in-islanda-le-esplorazioni-internazionali-che-hanno-preceduto-vatnajokull-2026/07/28/
[12] Grotte glaciovulcaniche sul Vatnajökull 2026, nuove scoperte tra … https://www.scintilena.com/grotte-glaciovulcaniche-sul-vatnajokull-2026-nuove-scoperte-tra-kverkfjoll-e-torfa/07/28/
[13] Ghiaccio bollente: esplorazioni glaciovulcaniche in Islanda – Scintilena https://www.scintilena.com/ghiaccio-bollente-esplorazioni-glaciovulcaniche-in-islanda/08/07/
[16] Vatnajokull National Park 2026 – Islanda – Tripadvisor https://www.tripadvisor.it/Tourism-g612424-Vatnajokull_National_Park_East_Region-Vacations.html
[17] Freia – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Freia
[19] Iscrizioni Costacciaro 2026 | Raduno Internazionale di Speleologia https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/
[20] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[21] Comunicazione – Costacciaro 2026 https://radunocostacciaro.it/comunicazione/
[22] International Speleology Meeting Costacciaro 2026 https://www.eurospeleo.eu/event/international-speleology-meeting-costacciaro-2026-in-italy/
[23] ATTIVITA’ 2026 OK – Costacciaro 2026 https://radunocostacciaro.it/attivita-2026-ok/
[24] Aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia … https://www.scintilena.com/aperte-le-iscrizioni-al-raduno-internazionale-di-speleologia-costacciaro-2026/07/22/
[25] Costacciaro 2026 accende i motori: online la piattaforma per … https://www.scintilena.com/costacciaro-2026-accende-i-motori-online-la-piattaforma-per-partecipare-al-raduno-internazionale-di-speleologia/03/17/
[26] RADUNO SPELEO 2026 – Kong Italy https://www.kong.it/it/post/raduno-speleo-2026/
[27] Come nasce il Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/costruiamo-il-raduno/
[29] Prossimi Appuntamenti della Speleologia https://www.scintilena.com/prossimi-appuntamenti-della-speleologia/06/12/
[30] [PDF] 2026 – CAI L’Aquila https://cailaquila.it/wp-content/uploads/2026/03/CAI26-web.pdf
[31] RADUNO SPELEO 2026 https://kongfareast.cn/en/post/raduno-speleo-2026/

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  • Tracce invisibili: a Costacciaro le grotte raccontano il passaggio umano
    Condividi La mostra fotografica di Natasha Milosevic porta al Raduno Internazionale di Speleologia il tema delle tracce lasciate nelle grotte. Una conferenza accompagnerà la presentazione del progetto, nel programma di Costacciaro 2026, dal 29 ottobre al 1° novembre. Tracce invisibili al raduno speleologico Le tracce del passaggio umano nelle grotte sono al centro di “Tracce invisibili”, la mostra fotografica di Natasha Milosevic annunciata nel programma del raduno di Costacciaro. L’esposi
     

Tracce invisibili: a Costacciaro le grotte raccontano il passaggio umano

Október 7th 2026 at 10:00

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La mostra fotografica di Natasha Milosevic porta al Raduno Internazionale di Speleologia il tema delle tracce lasciate nelle grotte. Una conferenza accompagnerà la presentazione del progetto, nel programma di Costacciaro 2026, dal 29 ottobre al 1° novembre.

Tracce invisibili al raduno speleologico

Le tracce del passaggio umano nelle grotte sono al centro di “Tracce invisibili”, la mostra fotografica di Natasha Milosevic annunciata nel programma del raduno di Costacciaro. L’esposizione sarà accompagnata da una conferenza di presentazione. Il Raduno Internazionale di Speleologia si terrà nel paese umbro dal 29 ottobre al 1° novembre 2026.[1]

Il progetto affronta un tema vicino all’esperienza di chi frequenta il sottosuolo: il rapporto tra l’esplorazione e i segni della presenza umana. Le grotte non sono soltanto luoghi da raggiungere, osservare e documentare. Sono anche ambienti nei quali il passaggio delle persone diventa parte della storia del luogo.

“Tracce invisibili” concentra l’attenzione proprio su questa relazione. Il titolo invita a spostare lo sguardo dall’immagine complessiva della cavità al tema del passaggio. Al centro della proposta non c’è soltanto la grotta fotografata, ma il rapporto che chi la attraversa stabilisce con essa.

Fotografia e grotte a Costacciaro

La presenza di una mostra fotografica nel programma si inserisce nella storia dei raduni di Costacciaro. Nel 1980, l’incontro “Costacciaro Immagini dalle Grotte” nacque dalla volontà di condividere fotografie delle esplorazioni. Le immagini, sviluppate da rullini da 35 millimetri, permettevano di raccontare esperienze e luoghi sotterranei alla comunità speleologica.[2]

“Tracce invisibili” riprende questo legame tra fotografia e racconto delle grotte, scegliendo un argomento specifico: i segni del nostro passaggio. La proposta di Natasha Milosevic porta quindi nel contesto del raduno una domanda di interesse comune. Che rapporto esiste tra il desiderio di conoscere un ambiente e la presenza di chi lo esplora?

La conferenza di presentazione affiancherà la visita alla mostra. Fotografie e incontro costituiscono due momenti dello stesso progetto: da una parte l’osservazione delle immagini, dall’altra la presentazione del tema che le riunisce. È una formula che mette in relazione il linguaggio visivo con il confronto tra persone impegnate nella frequentazione delle grotte.

Tracce nelle grotte e ricerca

Il tema delle tracce trova un riferimento concreto anche nelle ricerche sull’ambiente sotterraneo. La Scintilena ha documentato iniziative dedicate alle microplastiche nelle grotte e negli acquiferi carsici. Tra queste figura MicroplastiCave, un percorso di approfondimento e monitoraggio delle cavità lombarde.[3]

Questo contesto dà rilievo al tema proposto da “Tracce invisibili”. La presenza umana nel sottosuolo può essere affrontata attraverso linguaggi diversi. La ricerca analizza fenomeni e campioni. La fotografia offre invece un punto di osservazione, dal quale possono nascere domande e approfondimenti.

Tracce invisibili nel programma

A Costacciaro, la mostra di Natasha Milosevic propone al pubblico speleologico un percorso dedicato al passaggio umano nelle grotte. L’appuntamento unisce esposizione fotografica e conferenza di presentazione, mantenendo al centro la relazione fra persone e ambiente sotterraneo.

Il raduno offre una cornice coerente con questa proposta. Il sito ufficiale di Costacciaro 2026 prevede spazi per mostre fotografiche e rilievi, esposizioni e installazioni. Le attività si inseriscono nelle quattro giornate del Raduno Internazionale di Speleologia.[1]

“Tracce invisibili” aggiunge a questo programma un’occasione di osservazione e confronto. La mostra invita a considerare le grotte non soltanto attraverso il racconto delle esplorazioni, ma anche attraverso ciò che il passaggio umano lascia dietro di sé.

Fonti

Fonti
[1] COSTACCIARO 2026 https://www.radunocostacciaro.it/
[3] Studio e ricerca delle tracce invisibili dell’inquinamento … https://www.scintilena.com/studio-e-ricerca-delle-tracce-invisibili-dellinquinamento-plastico/04/25/
[5] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[9] RADUNO SPELEO 2026 – Kong Italy https://www.kong.it/it/post/raduno-speleo-2026/
[10] Università degli Uomini Originari di Costacciaro – Via Ghigi, 1 – 06021 Costacciaro (Pg) – info@uominioriginaricostacciaro.it https://www.uominioriginaricostacciaro.it/wp-content/uploads/2024/01/GIORNALINO-UOMINI-ORIGINARI-DI-COSTACCIARO-2023-5.pdf
[11] [PDF] 2026 – CAI L’Aquila https://cailaquila.it/wp-content/uploads/2026/03/CAI26-web.pdf

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  • Beyond the Surface: Silvia Arrica porta le grotte in mostra a Costacciaro
    Condividi La mostra fotografica Beyond the Surface, di Silvia Arrica del Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano di Cagliari, nel programma del Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro, dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Un viaggio per immagini dedicato alla varietà del mondo sotterraneo. Beyond the Surface a Costacciaro Grotte diverse, mondi diversi, un unico viaggio oltre la superficie. La mostra fotografica Beyond the Surface di Silvia Arrica porta a Costacciaro uno sguard
     

Beyond the Surface: Silvia Arrica porta le grotte in mostra a Costacciaro

Október 7th 2026 at 09:00

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La mostra fotografica Beyond the Surface, di Silvia Arrica del Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano di Cagliari, nel programma del Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro, dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Un viaggio per immagini dedicato alla varietà del mondo sotterraneo.

Beyond the Surface a Costacciaro

Grotte diverse, mondi diversi, un unico viaggio oltre la superficie. La mostra fotografica Beyond the Surface di Silvia Arrica porta a Costacciaro uno sguardo sugli ambienti sotterranei e sulle differenze che rendono ogni grotta un paesaggio da conoscere. L’esposizione fa parte del programma del raduno e rappresenta un appuntamento per chi segue la fotografia speleologica, pratica l’esplorazione o desidera avvicinarsi al sottosuolo attraverso le immagini.

Il Raduno Internazionale di Speleologia si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nell’area del Parco del Monte Cucco. Mostre, incontri, conferenze, workshop ed escursioni compongono il programma della manifestazione, che riunisce la comunità speleologica e offre spazio a diversi modi di raccontare le grotte. In questo contesto, Beyond the Surface propone il linguaggio della fotografia. [web:4][web:13]

Andare oltre ciò che appare in superficie. Le fotografie diventano il punto d’incontro tra l’esperienza di chi frequenta gli ambienti ipogei e la curiosità di chi li osserva dall’esterno. Al centro resta la pluralità delle grotte, richiamata dal messaggio che accompagna la mostra.

Silvia Arrica e fotografia speleologica

Silvia Arrica appartiene al Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano di Cagliari. Il suo lavoro fotografico trova spazio in raccolte dedicate al patrimonio sotterraneo della Sardegna e nella divulgazione speleologica. La Sardegna DigitalLibrary conserva immagini dell’autrice realizzate a Su Bentu, nel territorio di Oliena, e nella grotta del Bue Marino, a Dorgali. Tra i soggetti figurano la galleria dal fondo sabbioso e l’ambiente denominato «Il Ciclope». [web:10][web:21]

Le sue fotografie sono presenti anche nella galleria del Catasto Speleologico Regionale della Sardegna. La raccolta comprende scatti di Sa Rutta ’e Su Crabargiu, Eliches Artas e della grotta del Sorell. Altri lavori riguardano il sistema carsico della Codula Ilune e Lovettecannas. Queste presenze documentano il legame dell’autrice con la rappresentazione degli ambienti ipogei sardi. [web:26]

Anche La Scintilena ha ospitato il suo lavoro. Nel 2017 il notiziario ha pubblicato «Acqua e pietra», una fotografia della grotta di Su Palu, all’interno di un articolo dedicato alla fotografia sotterranea. Beyond the Surface porta ora il racconto fotografico di Arrica nel contesto espositivo del raduno di Costacciaro. [web:19]

Giovanni Spano e cultura speleologica

La partecipazione di Silvia Arrica si lega all’attività del Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano, con sede a Cagliari. Nella scheda del Comitato Regionale Speleologico Sardo, l’autrice figura anche tra gli Istruttori di Tecnica del gruppo. Fotografia e formazione sono quindi due componenti del suo percorso nella speleologia. [web:10]

La mostra porta al raduno questa esperienza, affidando alle immagini il compito di raccontare il sottosuolo. Il richiamo a «grotte diverse» invita a considerare gli ambienti ipogei nella loro varietà. Il viaggio evocato dal titolo non si esaurisce nel passaggio sotto terra: propone al pubblico un cambiamento di prospettiva, dal paesaggio esterno ai mondi che custodisce.

Per gli speleologi, Beyond the Surface sarà un momento di incontro attorno al racconto fotografico. Per gli altri visitatori, offrirà un punto di accesso al tema delle grotte e alla cultura dell’esplorazione. La scelta di inserire l’esposizione nel raduno avvicina questi pubblici e affianca la dimensione visiva alle altre attività della manifestazione.

Fotografia e raduno di Costacciaro

A Costacciaro, Beyond the Surface si inserisce in un programma che mette in relazione esplorazione, conoscenza e divulgazione. La presenza delle mostre accanto a conferenze ed escursioni dà alla fotografia uno spazio nel confronto tra speleologi, ricercatori, associazioni e appassionati. [web:13]

L’appuntamento con Silvia Arrica invita a dedicare tempo all’osservazione delle immagini, oltre ai racconti e alle esperienze condivise durante il raduno. «Grotte diverse. Mondi diversi» diventa così il filo conduttore di una visita dedicata al paesaggio sotterraneo. Dal 29 ottobre al 1° novembre, Costacciaro sarà la cornice di questo incontro tra fotografia e speleologia. [web:4]

Fonti

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    Trocha informací z aktuálního dění u nás v krasu: Ve středu po práci jsme se v počtu pěti lidí sešli na základně. V plánu bylo pokračovat v sondě v Termitišti v jeskyni V Jedlích. Vyrazili jsme na jistotu s tím, že sonda bude tentokrát bez vody, což se na místě také potvrdilo. Nemile nás však překvapila velikost samotné deponie vytěženého sedimentu v Termitišti, nicméně poslední zbytky volného prostoru nám na tuto akci ještě stačily. Kdo zmeškal poslední akce na pracovišti, byl překvapený hloub
     

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Trocha informací z aktuálního dění u nás v krasu: Ve středu po práci jsme se v počtu pěti lidí sešli na základně. V plánu bylo pokračovat v sondě v Termitišti v jeskyni V Jedlích. Vyrazili jsme na jistotu s tím, že sonda bude tentokrát bez vody, což se na místě také potvrdilo. Nemile nás však překvapila velikost samotné deponie vytěženého sedimentu v Termitišti, nicméně poslední zbytky volného prostoru nám na tuto akci ještě stačily.

Kdo zmeškal poslední akce na pracovišti, byl překvapený hloubkou sondy, pěkně se tu postoupilo. Pokračovali jsme tedy dál v jejím prohlubování, ono taky moc jiných možností, kudy jít, stejně není. Původní předpoklad, že se sonda rychle zalomí a půjde spíše horizontálně někam pod stěnu, se ukázal jako lichý a z prostoru se stala čistá vertikála.

Práce běžela svižným tempem, vytahali jsme osmdesát kýblů a dno sondy jsme prohloubili minimálně o tři čtvrtě metru. V sedimentech se stále střídají vrstvy šedého až modrého jemného jílu s rezavými štěrkovými sedimenty. Celková hloubka sondy se odhadem pohybuje kolem pěti metrů. Celé by to začínalo působit trochu beznadějně, kdyby ke konci pracovní akce nedošlo k zajímavému obratu: Vzduch byl sice na dně sondy po celou dobu bez problémů dýchatelný, ale přeci jen na sebe pracovník na čelbě a ten nahoře nad sondou po pár desítkách kýblů téměř neviděli přes opar. Před koncem akce se však na dně pod stěnou objevila malá volná škvíra, spíše jen jíl odsednutý od stropu. V tu chvíli Dejv zezdola zahlásil, že má pocit, že začal proudit vzduch. To se vzápětí potvrdilo i vizuálně – opar byl najednou pryč, vzduch se krásně pročistil.

Pracoviště, které pomalu začínalo vypadat docela zoufale, tak má rázem novou perspektivu. Před námi teď stojí úkol, jak vyřešit hromadu vytěžené hlíny v Termitišti. Bude to chtít větší akci, spoustu lidí a další stovky a stovky kýblů sedimentu budou muset ven z jeskyně. Za tmy tak odjíždíme domů spokojení – na malou středeční pracovku je to pěkný výkon s velmi nadějným výhledem do budoucna.













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  • Hidden Bussento a Costacciaro: il fiume sotterraneo al centro dell’incontro con Francesco Maurano
    Condividi Hidden Bussento nel programma del raduno di speleologia di Costacciaro: Francesco Maurano presenterà le esplorazioni del tratto sotterraneo del fiume Bussento, tra Caselle in Pittari e Morigerati, nel Cilento. Hidden Bussento al raduno di Costacciaro Le esplorazioni del fiume Bussento arrivano a Costacciaro con la conferenza «Hidden Bussento», affidata a Francesco Maurano. L’incontro, annunciato nella presentazione «Dentro il programma», porterà all’attenzione degli speleolog
     

Hidden Bussento a Costacciaro: il fiume sotterraneo al centro dell’incontro con Francesco Maurano

Október 7th 2026 at 08:00

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Hidden Bussento nel programma del raduno di speleologia di Costacciaro: Francesco Maurano presenterà le esplorazioni del tratto sotterraneo del fiume Bussento, tra Caselle in Pittari e Morigerati, nel Cilento.

Hidden Bussento al raduno di Costacciaro

Le esplorazioni del fiume Bussento arrivano a Costacciaro con la conferenza «Hidden Bussento», affidata a Francesco Maurano.

L’incontro, annunciato nella presentazione «Dentro il programma», porterà all’attenzione degli speleologi il lavoro condotto lungo il tratto sotterraneo del corso d’acqua cilentano.

La presentazione si inserisce nel Raduno Internazionale di Speleologia, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Costacciaro, ai piedi del Monte Cucco, ospiterà conferenze, mostre, workshop e incontri dedicati al mondo ipogeo. Il filo conduttore della manifestazione comprende cinque elementi: aria, acqua, terra, fuoco e vuoto. Il tema del Bussento unisce direttamente l’acqua allo spazio sotterraneo attraversato dalle esplorazioni.[1]

Hidden Bussento offrirà al pubblico un percorso attraverso un sistema carsico nel quale la progressione speleologica incontra l’immersione in grotta. Al centro dell’appuntamento figurano le esplorazioni di un fiume che scompare nel sottosuolo e torna alla luce alcuni chilometri più a valle.

Il Bussento sotterraneo nel Cilento

Il sistema si sviluppa tra Caselle in Pittari e Morigerati, nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il Bussento entra nell’omonimo inghiottitoio e riemerge dalla risorgenza situata nell’Oasi WWF di Morigerati. Il percorso sotterraneo è stimato in circa quattro chilometri. Questa misura descrive il collegamento tra i due estremi del sistema, non una traversata già interamente esplorata.[2]

La storia delle esplorazioni risale agli anni Cinquanta. Il Circolo Speleologico Romano e il Centro Speleologico Meridionale affrontarono allora cascate, rapide e portate elevate. La costruzione della diga Sabetta, completata nel 1959, ridusse il flusso e rese più accessibile la progressione nell’inghiottitoio fino al sifone terminale.[2]

Un sifone è un tratto di galleria completamente occupato dall’acqua. Nel Bussento questi passaggi segnano il punto di incontro tra esplorazione speleologica e attività speleosubacquea. Nell’inghiottitoio, il materiale flottante ha ostacolato a lungo i tentativi di immersione. Nel 2023, condizioni favorevoli e il lavoro di una squadra di Tetide APS hanno consentito una prima discesa fino a 22 metri di profondità.[2]

Hidden Bussento e le immersioni

Sul versante della risorgenza, le esplorazioni speleosubacquee sono riprese dal 2005. Nel 2009 un’immersione raggiunse 47 metri di profondità. Tra il 2023 e il 2025, la riattrezzatura della grotta ha consentito di proseguire oltre il precedente limite. Le immersioni hanno raggiunto 49 metri e individuato una nuova forra subacquea ascendente.[2]

Questi risultati hanno modificato la lettura del sistema. Il progetto Hidden Bussento descrive un collettore carsico con lunghi tratti sommersi in profondità. Non si tratta quindi soltanto di gallerie percorse da un fiume a superficie libera, separate da brevi passaggi allagati. Una parte rilevante dell’esplorazione si svolge in condotte completamente sommerse.[2]

La spedizione del 17-26 ottobre 2025 mostra anche il lavoro necessario prima delle immersioni. Quarantasei speleologi hanno partecipato al trasporto delle attrezzature per lo speleosub Gigi Casati. Il materiale è stato movimentato mediante teleferica e lungo il fiume sotterraneo. Francesco Papetti ha coordinato la logistica e la formazione delle squadre.[3]

Le attività hanno coinvolto i Comuni di Morigerati e Caselle in Pittari e IREN Energia, gestore della diga Sabetta. Un protocollo condiviso ha permesso di coordinare la gestione dei flussi d’acqua con le operazioni in grotta. La risalita subacquea verso le gallerie superiori non è stata completata durante quella spedizione, che ha preparato le successive fasi di ricerca.[3]

Esplorazioni e ricerca sul Bussento

Hidden Bussento procede su due fronti. Il primo riguarda l’avanzamento dalla risorgenza verso l’inghiottitoio, attraverso immersioni profonde. Il secondo comprende la ricerca di ingressi intermedi. Le attività previste includono analisi termiche del terreno, rilievi, prospezioni esterne e immagini acquisite con drone.[2]

La conferenza di Francesco Maurano porterà questo tema nel programma di Costacciaro. Il racconto delle esplorazioni riguarda sia i passaggi sommersi sia il lavoro delle squadre che rendono possibile raggiungerli. Per il pubblico del raduno, l’incontro sarà dedicato a un sistema nel quale carsismo, circolazione dell’acqua e organizzazione delle spedizioni restano strettamente collegati.

Fonti

Fonti
[1] Costacciaro 2026, si sta delineando un sogno: cinque elementi per … https://www.scintilena.com/costacciaro-2026-si-sta-delineando-un-sogno-cinque-elementi-per-raccontare-il-mondo-sotterraneo/08/29/
[2] Hidden Bussento – Tetide https://www.tetide.org/hidden-bussento/
[3] Alla scoperta del Bussento sommerso: 10 giorni di esplorazione … https://www.scintilena.com/alla-scoperta-del-bussento-sommerso-10-giorni-di-esplorazione-speleosubacquea-nella-risorgenza-di-morigerati/12/20/
[4] Grotte del Bussento e Oasi WWF, un viaggio tra natura e storia a … https://www.cilentoediano.it/2023/03/26/grotte-del-bussento-e-oasi-wwf-un-viaggio-tra-natura-e-storia-a-morigerati/
[5] Hydrogeology of continental southern Italy https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/17445647.2018.1454352?needAccess=true
[6] Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni – Parks.it https://www.parks.it/parco.nazionale.cilento/pun_dettaglio.php?id_pun=2924
[7] Inghiottitoio del Bussento – Syphonìa2024 – Tetide https://www.tetide.org/syphonia2024/escursioni/escursioni-in-grotta/inghiottitoio-del-bussento/
[8] Hidden Bussento 2026: torna l’esplorazione internazionale nel … https://www.scintilena.com/hidden-bussento-2026-torna-lesplorazione-internazionale-nel-cuore-carsico-del-cilento/04/03/
[9] Trekking sulle rive del fiume Bussento e alle grotte di Morigerati https://www.walking-trekking.it/bussento.htm
[10] Hidden Bussento Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/hidden-bussento/
[11] Obiettivo Bussento – Federazione Speleologica Campana https://www.fscampania.it/2021/06/08/obiettivo-bussento/
[12] Grotte/inghiottitoi dell’Alta Valle del Fiume Bussento https://www.itineraridelcilento.it/evidenze-della-natura/grotte-inghiottitoi-dellalta-valle-del-fiume-bussento/
[14] Costacciaro – Corso per Guida alla Grotta di Monte Cucco – Scintilena https://www.scintilena.com/costacciaro-corso-per-guida-alla-grotta-di-monte-cucco/06/04/
[15] Le escursioni e trekking migliori nei dintorni di Costacciaro – Komoot https://www.komoot.com/it-it/guide/646173/hiking-around-costacciaro
[16] I migliori percorsi di Escursionismo in Costacciaro – Wikiloc https://it.wikiloc.com/percorsi/escursionismo/italia/umbria/costacciaro

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  • Maree Ipogee, a Costacciaro 2026 i primi risultati della ricerca nelle grotte
    Condividi Il progetto Maree Ipogee arriva al Raduno Internazionale di Speleologia con una conferenza di Piero Dal Tio: al centro, il monitoraggio delle acque sotterranee e il confronto tra segnali mareali, pressione atmosferica e dinamiche degli acquiferi. Maree Ipogee a Costacciaro 2026 Dopo oltre un anno di lavoro, il progetto “Maree Ipogee” presenterà i primi risultati al raduno speleologico di Costacciaro. La conferenza annunciata, affidata a Piero Dal Tio, affronterà anche gli svilupp
     

Maree Ipogee, a Costacciaro 2026 i primi risultati della ricerca nelle grotte

Október 7th 2026 at 07:00

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Il progetto Maree Ipogee arriva al Raduno Internazionale di Speleologia con una conferenza di Piero Dal Tio: al centro, il monitoraggio delle acque sotterranee e il confronto tra segnali mareali, pressione atmosferica e dinamiche degli acquiferi.

Maree Ipogee a Costacciaro 2026

Dopo oltre un anno di lavoro, il progetto “Maree Ipogee” presenterà i primi risultati al raduno speleologico di Costacciaro. La conferenza annunciata, affidata a Piero Dal Tio, affronterà anche gli sviluppi futuri della ricerca. L’incontro rientra nel Raduno Internazionale di Speleologia, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 nel territorio del Monte Cucco.

Il progetto ha coinvolto gruppi speleologici provenienti da tutta Italia. L’obiettivo è indagare l’influenza delle maree sulle acque sotterranee raggiungibili attraverso le grotte. L’attenzione si concentra soprattutto sulle acque prive di comunicazione diretta con il mare.

Il percorso ha già avuto occasioni di divulgazione. La Scuola Nazionale di Speleologia del CAI ha inserito una presentazione di Piero Dal Tio sul progetto nel calendario “Speleo Dentro” 2026, alla data del 16 aprile.

Maree Ipogee e acque sotterranee

Il riferimento alle maree non riguarda soltanto l’innalzamento e l’abbassamento del mare. L’azione gravitazionale di Luna e Sole provoca anche piccole deformazioni della parte solida della Terra. Queste deformazioni possono modificare la pressione dell’acqua presente nei pori e nelle fratture delle rocce. Negli acquiferi, la risposta può manifestarsi attraverso oscillazioni del livello idrico.

La letteratura scientifica studia da tempo la risposta delle acque sotterranee alle maree terrestri. Il fenomeno non richiede necessariamente un collegamento idraulico con il mare. Il progetto Maree Ipogee si colloca in questo quadro, concentrando l’osservazione sugli ambienti accessibili agli speleologi. Non si tratta quindi di dimostrare per la prima volta un effetto sconosciuto in idrogeologia, ma di indagarne le manifestazioni nei siti monitorati.

Occorre distinguere meccanismi diversi. In una cavità costiera collegata al mare, le variazioni possono risentire della marea marina. In un acquifero interno, può invece essere rilevante la deformazione mareale delle rocce. Anche la pressione atmosferica modifica il comportamento dei livelli sotterranei. Separare questi contributi è essenziale per interpretare le registrazioni.[3]

Maree Ipogee: grotte e monitoraggi

Una ricostruzione pubblicata da La Scintilena il 16 maggio 2025 descrive il progetto nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Speleo Dentro” del CAI. La stessa fonte cita Villasmundo, Rotolo, Nuovi Orizzonti, Punta degli Stretti e Frasassi tra le cavità interessate dalla ricerca. Questo elenco documenta una fase precedente del lavoro e non certifica, da solo, lo stato attuale di ciascuna stazione.[4]

Punta degli Stretti viene indicata come sito di prova per strumenti e analisi, grazie alla comunicazione diretta con il mare. La sua funzione differisce quindi da quella delle cavità utilizzate per studiare acque senza collegamento marino diretto. A Frasassi, la ricostruzione segnala l’installazione di sonde nel Lago dello Svizzero. Alla Grotta Rotolo, il monitoraggio viene descritto in prossimità della falda, a circa 265 metri di profondità.[4]

La strumentazione descritta comprende registratori di pressione e temperatura, con sonde collocate in aria e in acqua. Le misure consentono di ricostruire le variazioni del livello idrico tenendo conto della pressione atmosferica. La campagna era prevista su almeno un anno, per ottenere serie temporali utili al confronto e all’analisi.[4]

Maree Ipogee: analisi e prospettive

Il metodo illustrato nella documentazione divulgativa prevede l’analisi delle frequenze attraverso la trasformata di Fourier. Questa tecnica aiuta a cercare oscillazioni che si ripetono con una determinata periodicità. Tra i segnali d’interesse compare quello lunare semidiurno, con un periodo di circa 12 ore e 25 minuti.[4]

Una periodicità riconoscibile non basta, da sola, a descrivere l’intero funzionamento di un acquifero. Le oscillazioni mareali possono essere più piccole delle variazioni dovute alla ricarica stagionale o ad altri fattori. La letteratura considera sia l’ampiezza sia lo sfasamento del segnale rispetto alla sollecitazione mareale. L’interpretazione dipende inoltre dalle caratteristiche idrauliche e geologiche del sito.[3]

Le domande indicate per il progetto Maree Ipogee riguardano il rapporto tra oscillazioni, caratteristiche geologiche e volume della falda. Comprendono anche la possibile distinzione tra acque legate al livello freatico e laghi pensili. Nei siti costieri, un ulteriore tema è la distanza alla quale si avverte l’influenza marina. Si tratta di obiettivi d’indagine, non di conclusioni già dimostrate dai risultati annunciati.[4]

A Costacciaro, la presentazione potrà mettere a confronto queste domande con le misure raccolte. Per la comunità speleologica, il punto centrale sarà conoscere i segnali osservati, i limiti dei dati e le prospettive del monitoraggio. La ricerca sulle maree nelle acque sotterranee offre infatti strumenti per studiare le proprietà degli acquiferi, purché ogni interpretazione resti collegata al contesto geologico e al modello utilizzato.[3]

Fonti

Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] Progetto Speleo Dentro – CCST 2026 – SNS-CAI https://www.sns-cai.it/evento/progetto-speleo-dentro-ccst-sns-2026/
[3] Response to Tides, Barometric Pressure and Seismic Waves https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-3-030-64308-9_5
[4] Le Maree Ipogee al centro dell’attenzione al Congresso CAI di … https://www.scintilena.com/congresso-cai-di-pordenone-il-progetto-maree-ipogee-al-centro-dellattenzione/05/16/
[5] Characterizing water level responses to barometric pressure … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0022169424012393
[6] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[7] Aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia … https://www.scintilena.com/aperte-le-iscrizioni-al-raduno-internazionale-di-speleologia-costacciaro-2026/07/22/
[8] Costacciaro 2026 https://radunocostacciaro.it/costacciaro/
[9] RADUNO SPELEO 2026 – Kong Italy https://www.kong.it/it/post/raduno-speleo-2026/
[10] Come nasce il Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/costruiamo-il-raduno/
[11] Comunicazione – Costacciaro 2026 https://radunocostacciaro.it/comunicazione/
[12] Iscrizioni Costacciaro 2026 | Raduno Internazionale di Speleologia https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/
[13] Removal of Barometric Pressure Effects and Earth Tides from … https://www.academia.edu/26158686/Removal_of_Barometric_Pressure_Effects_and_Earth_Tides_from_Observed_Water_Levels
[14] Water Level Monitoring — Upper Loup Natural Resources District https://www.upperloupnrd.org/water-level-monitoring
[15] Changes in Tidal and Barometric Response of Groundwater during … https://www.mdpi.com/2073-4441/15/7/1327

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  • La geologia dei Monti Pisani: a Pisa un incontro per il Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026
    Condividi Venerdì 9 ottobre 2026, alle h 18:00, all’Università di Pisa i professori Michele Marroni e Chiara Frassi accompagneranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani. L’appuntamento rientra nelle celebrazioni per i cento anni della speleologia pisana, 1926-2026. PISA – Un viaggio nella storia più antica del territorio, tra rocce, strutture geologiche e paesaggi che raccontano milioni di anni di trasformazioni. Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18, l’Università
     

La geologia dei Monti Pisani: a Pisa un incontro per il Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026

Október 7th 2026 at 06:00

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Venerdì 9 ottobre 2026, alle h 18:00, all’Università di Pisa i professori Michele Marroni e Chiara Frassi accompagneranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani. L’appuntamento rientra nelle celebrazioni per i cento anni della speleologia pisana, 1926-2026.

PISA – Un viaggio nella storia più antica del territorio, tra rocce, strutture geologiche e paesaggi che raccontano milioni di anni di trasformazioni. Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18, l’Università di Pisa ospiterà l’incontro “Geologia dei Monti Pisani”, dedicato alla conoscenza di uno dei complessi montuosi più significativi della Toscana settentrionale.

A condurre la serata saranno il professor Michele Marroni e la professoressa Chiara Frassi, del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. L’appuntamento si terrà nell’Aula C del Dipartimento di Scienze della Terra, in via Santa Maria 53 a Pisa.

L’iniziativa si inserisce nel programma del Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026, un importante anniversario che celebra un secolo di esplorazioni, ricerche e attività dedicate alla conoscenza del mondo sotterraneo e del territorio.

I Monti Pisani rappresentano infatti un ambiente di particolare interesse non soltanto paesaggistico, ma anche scientifico. La loro struttura conserva testimonianze fondamentali per comprendere l’evoluzione geologica dell’area e offre numerosi spunti per mettere in relazione geologia, morfologia del territorio e fenomeni carsici.

Ci si potrà avvicinare alla geologia del comprensorio attraverso il contributo dei due studiosi dell’Università di Pisa, veri esperti di geologia strutturale e tettonica, che guideranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani, approfondendo l’origine e l’evoluzione dei rilievi che caratterizzano il paesaggio tra Pisa e Lucca.

L’evento è organizzato nell’ambito delle manifestazioni per il Centenario della Speleologia Pisana, con il patrocinio del Comune di Pisa e la partecipazione delle realtà speleologiche e scientifiche coinvolte nelle celebrazioni.

Appuntamento venerdì 9 ottobre alle ore 18, nell’Aula C del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, via Santa Maria 53.

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  • Sotto il Carso comincia l’avventura: a Trieste il 44° corso di speleologia del CAT
    Condividi Dal 3 novembre al 1° dicembre 2026 la Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino propone il 44° corso di primo livello, con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche nelle grotte del Carso RIESTE – Imparare a muoversi in grotta, conoscere il carsismo, osservare la vita sotterranea e avvicinarsi alla speleologia con attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente ipogeo. È questo il percorso proposto dal 44° Corso di Speleologia di primo livello organ
     

Sotto il Carso comincia l’avventura: a Trieste il 44° corso di speleologia del CAT

Október 7th 2026 at 05:00

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Dal 3 novembre al 1° dicembre 2026 la Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino propone il 44° corso di primo livello, con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche nelle grotte del Carso

RIESTE – Imparare a muoversi in grotta, conoscere il carsismo, osservare la vita sotterranea e avvicinarsi alla speleologia con attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente ipogeo. È questo il percorso proposto dal 44° Corso di Speleologia di primo livello organizzato dalla Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino APS.

Il corso prenderà il via il 3 novembre 2026 e proseguirà fino al 1° dicembre, alternando incontri teorici nella sede del CAT di Trieste ed esercitazioni pratiche in cava e nelle grotte del Carso. L’iniziativa è rivolta anche a chi non ha precedenti esperienze speleologiche e vuole scoprire, con l’accompagnamento degli istruttori, tecniche, conoscenze e aspetti scientifici dell’esplorazione sotterranea.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Club Alpinistico Triestino.

La parola ad Alessandra Ressa.

COMUNICATO STAMPA con preghiera di pubblicazione

Scendere nel buio per scoprire un mondo nuovo: al via il nuovo corso di speleologia del Club Alpinistico Triestino

Non serve essere esperti alpinisti, né avere già messo piede in una grotta. Servono curiosità, voglia di mettersi alla prova e il desiderio di scoprire un mondo che, a pochi metri dalla superficie, cambia completamente le proprie regole. Il Club Alpinistico Triestino apre le iscrizioni al nuovo corso di primo livello di introduzione alla speleologia, un percorso pensato per chi vuole avvicinarsi al mondo sotterraneo imparando a conoscerlo, rispettarlo e viverlo in sicurezza.

C’è un momento, quando si entra per la prima volta in una grotta, in cui la luce del giorno scompare alle spalle e tutto ciò che sembrava familiare cambia improvvisamente. Il rumore dell’acqua diventa più vicino, le pareti assumono forme inattese, il buio non è più semplicemente assenza di luce e anche il proprio corpo comincia a percepire lo spazio in maniera diversa. È proprio da quella soglia che può cominciare un’avventura destinata a cambiare il modo di guardare il territorio.

Il nuovo corso di primo livello organizzato dalla Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino nasce per accompagnare passo dopo passo chi desidera compiere questo primo ingresso nel mondo sotterraneo. Non sarà soltanto un corso sulle tecniche necessarie per muoversi in grotta, ma un vero viaggio alla scoperta dell’ambiente ipogeo, delle sue origini, delle forme di vita che lo abitano, delle tracce lasciate dall’uomo e delle straordinarie caratteristiche geologiche del Carso.

La Scuola di Speleologia del CAT vanta una storia che risale al 1975 e dal 1983 organizza corsi di primo livello secondo gli standard della Società Speleologica Italiana. Nel corso degli anni la formazione si è sviluppata affiancando alle lezioni teoriche l’insegnamento delle tecniche di progressione, comprese quelle necessarie per muoversi su corda. Oggi la scuola dispone di un gruppo di istruttori e aiuto istruttori con competenze diverse e complementari, in grado di offrire agli allievi una formazione che unisce esperienza sul campo, preparazione tecnica e conoscenza scientifica.

Ed è proprio la qualità degli istruttori uno degli elementi che caratterizza il corso. Accanto agli istruttori nazionali certificati dalla Società Speleologica Italiana figurano infatti speleologi con una lunga esperienza di esplorazione e di didattica e professionisti impegnati anche nel Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia.

Per chi si avvicina per la prima volta alla speleologia, questo significa poter imparare direttamente da persone abituate ad affrontare situazioni molto diverse in ambiente sotterraneo e a trasmettere agli altri non soltanto la tecnica, ma soprattutto il concetto fondamentale che sta alla base di ogni esplorazione: in grotta l’avventura comincia dalla conoscenza e dalla sicurezza.

Durante il corso si scoprirà innanzitutto come nasce una grotta. Si parlerà di carsismo, di acqua e di roccia, dei processi che nel corso di migliaia e talvolta milioni di anni hanno scavato condotti, pozzi, gallerie e grandi sale nel sottosuolo. Ma la geologia sarà soltanto il punto di partenza, perché una grotta è un ambiente complesso nel quale si incontrano fenomeni naturali, biodiversità, storia e tracce della presenza umana.

Gli allievi impareranno a riconoscere le principali morfologie e concrezioni che si possono incontrare sottoterra, comprendendo come si sono formate e perché alcune cavità presentano caratteristiche completamente diverse da altre. Si parlerà della fauna cavernicola e degli organismi che hanno sviluppato straordinarie strategie per vivere in un ambiente privo di luce, ma anche dell’importanza della tutela di un patrimonio fragile, che può essere danneggiato in modo irreversibile da comportamenti superficiali o semplicemente inconsapevoli.

Una parte importante sarà dedicata alla tecnica di progressione in grotta. Non si tratta semplicemente di imparare a camminare in un ambiente accidentato: una grotta può richiedere di superare passaggi tecnici nei quali è necessario utilizzare correttamente il corpo e l’attrezzatura. Gli allievi saranno accompagnati nell’apprendimento delle tecniche fondamentali, affrontando progressivamente le diverse situazioni che possono presentarsi durante un’uscita.

Ma la preparazione di uno speleologo non è soltanto fisica. Muoversi sottoterra significa anche imparare a gestire la fatica, la concentrazione e le proprie reazioni davanti a situazioni nuove. Per questo il corso affronterà anche aspetti legati alla gestione della paura e della fatica, aiutando gli allievi a comprendere come affrontare con lucidità le normali difficoltà che possono emergere durante una progressione. Imparare a riconoscere i propri limiti, mantenere la calma e affrontare un passaggio con metodo fa parte della formazione tanto quanto imparare una manovra tecnica.

E poi ci sarà la parte forse più affascinante: quella che porta a capire che sotto i nostri piedi esiste un vero archivio della storia del territorio. Nel corso si parlerà infatti di archeologia in grotta, delle tracce lasciate da uomini e animali che hanno frequentato le cavità nel corso dei secoli e dei millenni, dei reperti e delle testimonianze che possono trasformare una grotta in una preziosa fonte di informazioni sul passato. La speleologia non consiste soltanto nell’entrare in una cavità, ma anche nel saper osservare ciò che si incontra e nel comprendere il valore scientifico, naturalistico e storico di quell’ambiente.

Le lezioni teoriche, ospitate nella sede del Club Alpinistico Triestino di via Raffaele Abro 5/A a Trieste, permetteranno di acquisire le conoscenze necessarie prima di affrontare le uscite pratiche. Saranno proprio queste ultime a trasformare le nozioni apprese in aula in esperienza concreta, accompagnando gli allievi nelle prime esplorazioni e permettendo loro di prendere confidenza con l’ambiente ipogeo e con le tecniche di progressione.

Le lezioni teoriche sono in programma in orario serale dal 3 novembre al 1 dicembre ogni martedì e giovedì, mentre le uscite pratiche si svolgeranno ogni domenica dall’8 al 29 novembre 2026. Per informazioni e iscrizioni scrivere a cat@cat.ts.it

(foto a cura del Club Alpinistico Triestino)

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

Via R. Abro, 5/A
34144 Trieste
cell.: 348 5164550
codice fiscale: 80016650329
e-mail:cat@cat.ts.it

Il corso sarà la porta d’ingresso verso un territorio che a Trieste e dintorni è parte del paesaggio, della storia e dell’identità stessa della città, ma che continua a custodire sotto la superficie spazi e storie ancora da conoscere.

Per chi non è mai entrato in una grotta, può essere l’occasione per scoprire la speleologia: tecnica, corde e passaggi nel buio, ma soprattutto curiosità, osservazione, conoscenza e rispetto per un ambiente straordinariamente fragile.

Basta scendere pochi metri sotto i nostri piedi per cominciare a guardare con occhi diversi anche quello che è in superficie.

Programma del 44° Corso di Speleologia

  • Martedì 3 novembre, ore 20:30 – Presentazione; ambiente ipogeo; organizzazione della speleologia; Catasto Grotte
  • Giovedì 5 novembre, ore 20:30 – Equipaggiamento individuale
  • Domenica 8 novembre – Esercitazione pratica in cava a Rupinpiccolo
  • Martedì 10 novembre, ore 20:30 – Carsismo e speleogenesi
  • Giovedì 12 novembre, ore 20:30 – Speleobiologia
  • Domenica 15 novembre – Esercitazione pratica in Grotta Ternovizza
  • Martedì 17 novembre, ore 20:30 – Cartografia e rilevamento
  • Giovedì 19 novembre, ore 20:30 – Equipaggiamento collettivo e armo
  • Domenica 22 novembre – Esercitazione pratica in Grotta Natale
  • Martedì 24 novembre, ore 20:30 – Prevenzione e primo soccorso
  • Giovedì 26 novembre, ore 20:30 – Archeologia
  • Domenica 29 novembre – Esercitazione pratica in Grotta Ercole
  • Martedì 1° dicembre, ore 20:30 – Geologia; gestione della paura e della fatica; chiusura del corso

Quota di partecipazione: 150 euro
Età minima: 14 anni
Chiusura iscrizioni: martedì 27 ottobre 2026, ore 20:30
Informazioni e iscrizioni: cat@cat.ts.it – WhatsApp 349 5128401 (Clarissa)

Fonte notizia e immagini: Alessandra Ressa

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    V týchto dňoch uplynulo 100 rokov od objavu Domice Jánom Majkom. Treba pripomenúť, že jeho pôsobenie aj v Čachtickom krase zanechalo nezmazateľné stopy. Keď koncom roka 1960 objavili koncové jazero v jaskyni Hladový prameň, nik z nás po pár desiatkach rokov netušil, že nám objavitelia nechali malé prekvapenie. Za vidinou ďalšieho objavu prehliadli nenápadný otvor pri dne chodby, presne pred vstupom do jazera. Ten sa podarilo nájsť už dávnejšie, ešte pred čerpacím pokusom, no až teraz, po takmer
     

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Október 5th 2026 at 09:43
V týchto dňoch uplynulo 100 rokov od objavu Domice Jánom Majkom. Treba pripomenúť, že jeho pôsobenie aj v Čachtickom krase zanechalo nezmazateľné stopy.

Keď koncom roka 1960 objavili koncové jazero v jaskyni Hladový prameň, nik z nás po pár desiatkach rokov netušil, že nám objavitelia nechali malé prekvapenie. Za vidinou ďalšieho objavu prehliadli nenápadný otvor pri dne chodby, presne pred vstupom do jazera. Ten sa podarilo nájsť už dávnejšie, ešte pred čerpacím pokusom, no až teraz, po takmer 66 rokoch, sa nám podarilo preniknúť dnu.

Zatiaľ je priestor krátky, s dĺžkou približne 5 metrov a výškou asi 3 metre. Pri bližšom skúmaní sa však ukázalo, že pokračuje ďalej, pričom je celý priestor kompaktný a s prievanom, čo je v jaskyni Hladový prameň nevídaná vec.

Nájdená takmer horizontálna chodba sa od koncového jazera stáča približne o 90 stupňov. Zaujímavosťou sú pre nás aj konáre stromov, ktoré sa objavujú vo vypadávajúcom materiáli z koncového závalu. Miesto sa podľa mapy nachádza niekoľko desiatok metrov pod povrchom.

Uvidíme, čím nás jaskyňa prekvapí v budúcnosti.



















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  • Grotta Cucchiara, la vita microbica nel caldo del Monte Kronio
    Condividi Le ricerche sui biofilm della Grotta Cucchiara, illustrate da Martina Cappelletti, saranno presentate a Costacciaro: analisi molecolari e geochimiche per comprendere i microrganismi delle grotte termali siciliane. La Grotta Cucchiara, nel complesso sotterraneo del Monte Kronio, in Sicilia, è al centro di una ricerca sulle comunità microbiche che colonizzano pareti e soffitto. Secondo l’annuncio attribuito a Martina Cappelletti, gli studi saranno presentati al raduno speleologico di
     

Grotta Cucchiara, la vita microbica nel caldo del Monte Kronio

Október 6th 2026 at 14:00

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Le ricerche sui biofilm della Grotta Cucchiara, illustrate da Martina Cappelletti, saranno presentate a Costacciaro: analisi molecolari e geochimiche per comprendere i microrganismi delle grotte termali siciliane.

La Grotta Cucchiara, nel complesso sotterraneo del Monte Kronio, in Sicilia, è al centro di una ricerca sulle comunità microbiche che colonizzano pareti e soffitto. Secondo l’annuncio attribuito a Martina Cappelletti, gli studi saranno presentati al raduno speleologico di Costacciaro. Il sito ufficiale indica che il Raduno Internazionale di Speleologia 2026 si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre.[1]

Grotta Cucchiara e ambiente termale

Il Monte Kronio domina Sciacca ed è conosciuto per i fenomeni termali delle Stufe di San Calogero. Il suo complesso carsico conserva anche testimonianze archeologiche. L’Antiquarium regionale espone reperti provenienti dalle ricerche condotte nel sottosuolo dagli anni Sessanta e documenta la frequentazione degli ambienti in epoca preistorica e storica. La ricerca biologica si inserisce quindi in un territorio studiato da prospettive diverse.[2]

Nella descrizione fornita per l’intervento, la Grotta Cucchiara presenta forti variazioni di temperatura e umidità. Sono indicati valori che superano i 45 °C e il 99% di umidità. Pareti e soffitto vengono descritti come ricoperti da biofilm di diverse colorazioni. Questi dati appartengono all’annuncio della ricerca e non sono accompagnati, nel materiale disponibile, da dettagli sui punti e sui tempi di misurazione.

Biofilm microbici della Grotta Cucchiara

La presenza di rivestimenti colorati costituisce il punto di partenza dell’indagine annunciata. Il lavoro intende chiarire quali microrganismi abitino la Grotta Cucchiara, come vivano nelle condizioni descritte e quale ruolo svolgano nell’ecosistema sotterraneo. Il termine biofilm indica qui i rivestimenti microbici osservati sulle superfici della cavità.

Il colore, da solo, non permette di assegnare un nome ai microrganismi presenti. Una ricerca pubblicata nel 2024 sui biofilm gialli di grotte calcaree, gessose e vulcaniche ha confrontato comunità provenienti da ambienti geologici differenti. Ha rilevato gruppi batterici ricorrenti, ma anche differenze nella composizione delle comunità. Questo confronto aiuta a inquadrare il problema, senza attribuire alla cavità siciliana risultati ottenuti altrove.[4]

Monte Kronio, microbiologia e geochimica

La ricerca combina analisi molecolari e geochimiche. L’obiettivo dichiarato è mettere in relazione le comunità microbiche con le condizioni dell’ambiente in cui vivono. Le domande riguardano sia l’adattamento alle condizioni termali sia il contributo dei microrganismi al funzionamento dell’ecosistema. Il testo disponibile non specifica protocolli, numero di campioni o risultati quantitativi.

Un precedente documentato riguarda i funghi delle grotte idrotermali del Monte Kronio. Lo studio di S. Di Piazza e colleghi, pubblicato su Webbia nel 2017, contò 160 unità tassonomiche morfologiche vitali e identificò 14 taxa. I generi più frequenti furono Penicillium, Cladosporium e Trametes. Gli autori segnalarono inoltre la prima osservazione di Metarhizium flavoviride var. flavoviride in un ambiente ipogeo.[3]

Grotta Cucchiara al raduno di Costacciaro

L’annuncio associa la presentazione a Martina Cappelletti e la colloca nel raduno di Costacciaro. Il calendario generale ufficiale conferma le quattro giornate dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, dedicate a conferenze, incontri, mostre, workshop ed escursioni. Nelle informazioni consultate non è stato possibile verificare giorno, orario e sede della singola relazione.[1][5]

Il contributo porterà all’attenzione del pubblico speleologico un tema preciso: studiare una grotta significa anche osservare le comunità microscopiche che ne abitano le superfici. Nel caso della Grotta Cucchiara, l’interesse riguarda soprattutto il rapporto tra vita microbica, condizioni termali e ambiente sotterraneo. La presentazione potrà chiarire metodi e risultati della ricerca, mantenendo distinti i dati già pubblicati dalle informazioni annunciate per il nuovo intervento.

Fonti e approfondimenti

Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] ANTIQUARIUM DI MONTE KRONIO – SCIACCA – Regione Siciliana https://parchiarcheologici.regione.sicilia.it/valle-templi/en/siti-archeologici/antiquarium-di-monte-kronio-sciacca/
[3] First mycological assessment in hydrothermal caves of Monte … https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/00837792.2017.1347368
[4] Bacterial communities forming yellow biofilms in different cave types share a common core. https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0048969724074205
[5] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[7] Microbial Diversity in Paleolithic Caves – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20607532/
[8] [PDF] Microbial diversity and metabolic potential in caves – AMS Dottorato https://amsdottorato.unibo.it/id/eprint/9467/1/Ghezzi_Daniele_tesi.pdf
[9] [PDF] Analytical techniques to study microbial biofilm on abiotic surfaces http://www.seu-roma.it/riviste/annali_igiene/open_access/articoli/8ace409bea7945271c2251d0ef793170.pdf
[10] [PDF] Archivio Istituzionale Open Access dell’Università di Torino Original … https://iris.unito.it/bitstream/2318/1524671/1/Badino_Torelli.pdf
11 First mycological assessment in hydrothermal caves of … https://www.academia.edu/108087659/First_mycological_assessment_in_hydrothermal_caves_of_Monte_Kronio_Sicily_southern_Italy_
[12] Costacciaro 2026 https://radunocostacciaro.it/costacciaro/
[13] Iscrizioni Costacciaro 2026 | Raduno Internazionale di Speleologia https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/
[14] RADUNO SPELEO 2026 – Kong Italy https://www.kong.it/it/post/raduno-speleo-2026/
[15] Come nasce il Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/costruiamo-il-raduno/
[16] Aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia … https://www.scintilena.com/aperte-le-iscrizioni-al-raduno-internazionale-di-speleologia-costacciaro-2026/07/22/
[17] Comunicazione – Costacciaro 2026 https://radunocostacciaro.it/comunicazione/
[18] Monte Kronio, o monte San Calogero (Natural Reserve) https://www.mammasicily.com/sites-of-interest-in-sicily/monte-kronio-o-monte-san-calogero-natural-reserve.html
[19] Analisi mineralogiche dei sedimenti argillosiltosi della Grotta della Bàsura https://www.semanticscholar.org/paper/bed672c10d1573afbc6bc361ba59c385a064a1e7
[21] Speleothem and biofilm formation in a granite/dolerite cave, Northern Sweden http://scholarcommons.usf.edu/ijs/vol43/iss3/7/
[22] First mycological assessment in hydrothermal caves of Monte … https://jglobal.jst.go.jp/en/detail?JGLOBAL_ID=202502263468367610
[23] Cappelletti – InFerrara https://www.inferrara.it/it/p/10/food/i-cappelletti-caplit
[24] Dominant Microbial Populations in Limestone-Corroding Stream Biofilms, Frasassi Cave System, Italy https://journals.asm.org/doi/10.1128/AEM.00715-06
[25] [PDF] 27th International Conference on Subterranean Biology https://assets.zyrosite.com/Mw5G02Z79HrdZrKN/book-of-abstracts-icsb-27-jiWSourCqOhQkrog.pdf
[26] ANALISI QUALITATIVA E QUANTITATIVA DI BIOFILM FOTOSINTETICI IN AMBIENTE RUPESTRE https://www.semanticscholar.org/paper/dc86313740104955fe0f8d97f334eeeca048315c
[28] Free living ciliated protists from the chemoautotrophic cave ecosystem of Frasassi (Italy) https://www.semanticscholar.org/paper/e06c91d48928d04a1f64c8b04686ad2914fc5bc0
[29] [PDF] cronache ipogee https://s4580f21668c43698.jimcontent.com/download/version/1756736258/module/8436118156/name/Cronache%20Ipogee%20n.6%20-%20giugno%202025%20.pdf
[30] Biomediated Precipitation of Calcium Carbonate Metastable Phases in Hypogean Environments: A Short Review http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/713851131
[31] A mycological baseline study based on a multidisciplinary … https://www.semanticscholar.org/paper/A-mycological-baseline-study-based-on-a-approach-in-Capello-Carbone/907def46b1fcae62615193b7de46f779a69f384c
[32] Cappelletti – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cappelletti
[33] Latest biofilms News https://www.nationaltribune.com.au/topics/biofilms/
[34] ScienceDaily: Search Archives https://www.sciencedaily.com/search/

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  • Grotta Acqua Nera: 300 metri nuovi e immersioni fino a 103 metri
    Condividi La campagna speleosubacquea del Gruppo Grotte Giara Modon porta la Grotta Acqua Nera di Lamon a 2.615 metri di sviluppo. Dal 19 al 23 agosto 2026, sette speleosub hanno lavorato con un campo interno, affiancando all’esplorazione campionamenti d’acqua e monitoraggi della temperatura. Grotta Acqua Nera: i risultati Trecento metri di nuove gallerie esplorate e una profondità raggiunta di 103 metri nel terzo sifone. Sono i principali risultati della campagna condotta dal 19 a
     

Grotta Acqua Nera: 300 metri nuovi e immersioni fino a 103 metri

Október 6th 2026 at 13:00

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La campagna speleosubacquea del Gruppo Grotte Giara Modon porta la Grotta Acqua Nera di Lamon a 2.615 metri di sviluppo.

Dal 19 al 23 agosto 2026, sette speleosub hanno lavorato con un campo interno, affiancando all’esplorazione campionamenti d’acqua e monitoraggi della temperatura.

Grotta Acqua Nera: i risultati

Trecento metri di nuove gallerie esplorate e una profondità raggiunta di 103 metri nel terzo sifone.

Sono i principali risultati della campagna condotta dal 19 al 23 agosto 2026 nella Grotta Acqua Nera, a Lamon, in provincia di Belluno.

Secondo il resoconto del Gruppo Grotte Giara Modon, lo sviluppo complessivo della cavità raggiunge ora 2.615 metri. Il terzo sifone si avvicina ai due chilometri di lunghezza.

La spedizione ha riunito sette speleosub. Ai componenti del gruppo si sono affiancati partecipanti provenienti da Portogallo, Spagna, Svizzera e Austria.

L’obiettivo era proseguire oltre il precedente limite esplorativo del terzo sifone. Per raggiungerlo occorreva percorrere circa 1,5 chilometri e arrivare a 54 metri di profondità. La pianificazione prevedeva una profondità massima di 120 metri e l’impiego del campo interno per più giorni. Il punto più profondo effettivamente raggiunto, riportato nel resoconto, è invece di 103 metri.

Speleosubacquea: cinque giorni di lavoro

Il programma della Grotta Acqua Nera distribuiva trasporti, immersioni e recupero dei materiali su cinque giornate. Il primo giorno era dedicato all’avvicinamento dell’attrezzatura all’ingresso. Nel secondo erano previsti il superamento del primo sifone e il trasferimento dei materiali fino al terzo.

Tre sub dovevano quindi tornare all’esterno. Gli altri quattro sarebbero rimasti al campo interno. Per il terzo giorno il programma prevedeva due esploratori in immersione e due persone impegnate nell’assistenza e nelle attività scientifiche.

La quarta giornata comprendeva una seconda immersione esplorativa, il rientro dei tre sub dall’esterno e il trasporto interno dei materiali. Era poi prevista l’uscita dell’intera squadra. Il quinto giorno era riservato al recupero dell’attrezzatura. Il gruppo riferisce di aver raggiunto gli obiettivi della campagna.

Il lavoro degli speleologi di supporto ha accompagnato l’intera organizzazione. Il trasporto fino all’ingresso e l’allestimento delle teleferiche hanno agevolato la movimentazione dei carichi. La preparazione ha incluso il reperimento dell’attrezzatura mancante, dei bidoni stagni e delle miscele respiratorie.

Durante la spedizione la pioggia ha fatto salire di oltre 1,5 metri il livello del primo sifone. Il resoconto descrive condizioni complessivamente favorevoli e alcune difficoltà risolte nel tratto successivo. L’innalzamento dell’acqua resta un elemento rilevante nella ricostruzione delle condizioni incontrate dalla squadra.

Terzo sifone verso Bus de la Lora

Oltre il precedente termine della sagola, la galleria prosegue inizialmente a 54 metri di profondità. Risale poi fino a 35 metri e torna a scendere, raggiungendo quota meno 103 metri. I nuovi 300 metri della Grotta Acqua Nera hanno quindi esteso un percorso dal profilo articolato.

Il gruppo indica una direzione principale verso il Bus de la Lora e riferisce un collegamento già noto fra le cavità.

Bus de la Lora è il nome locale associato alla Grotta di Castello Tesino. Una ricostruzione storica pubblicata da Terra da Vivere colloca quest’ultima sulla destra orografica del torrente Senaiga, al confine fra Trentino e Veneto. La stessa fonte ricorda le esplorazioni di Bortolo Da Rugna nel settembre 1927.[2]

Le difficoltà dell’immersione non dipendono soltanto dalla profondità finale. Nel tratto iniziale del terzo sifone si risale fino a circa due metri sotto la superficie nella “Stanza del Bepi”. Il percorso comprende anche una piccola campana d’aria, prima di una nuova discesa marcata.

Secondo il gruppo, questo profilo ha richiesto una decompressione a circa un chilometro dall’uscita del sifone. L’immersione di punta è durata cinque ore. La temperatura dell’acqua è rimasta costante a 9 °C. Rebreather, scooter subacquei e campo interno sono indicati come componenti determinanti dell’organizzazione.

Grotta Acqua Nera e ricerca scientifica

La campagna ha affiancato all’avanzamento esplorativo attività di documentazione e raccolta di dati. Il programma comprendeva campionamenti d’acqua e installazione di datalogger per la temperatura, incluso uno strumento subacqueo nel terzo sifone.

Il Gruppo Grotte Giara Modon inserisce questi interventi in un lavoro che comprende rilievi, raccolta di dati e analisi delle acque.

Fra i partecipanti citati nel resoconto figurano Emanuel, Belen, Mauro e Osama.

L’esplorazione della Grotta Acqua Nera proseguirà oltre il nuovo limite raggiunto. Il gruppo stima che le prossime immersioni possano durare sette-otto ore. Si tratta di una previsione operativa, non della durata delle immersioni già effettuate. La maggiore distanza da percorrere rende centrali la logistica interna, l’assistenza e la continuità delle indagini scientifiche.

Fonti

Fonti
[1] Campi Speleo Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/campi-speleo/
[2] LA GROTTA DI CASTELLO TESINO – #Tdv -terra da vivere https://www.tdv.social/grotta-castello-tesino/
[7] Grotta Acqua Nera 2026: al via la campagna esplorativa di agosto … https://www.scintilena.com/grotta-acqua-nera-2026-al-via-la-campagna-esplorativa-di-agosto-con-squadra-internazionale/08/22/
[8] Oltre la grotta dell’acqua nera 2024 https://www.cr-valsuganaetesino.net/news/oltre-la-grotta-dellacqua-nera-2024/
[9] Grotta dell’acqua nera – Escursioni e come arrivarci – Komoot https://www.komoot.com/it-it/highlight/5817462
[10] Lamon cascata del salton grotta dell’acqua nera e busa della bela https://it.wikiloc.com/percorsi-canicross/lamon-cascata-del-salton-grotta-dellacqua-nera-e-bus-della-bela-109113007
[11] GET Cultnatura https://www.gettrek.it/
[12] I migliori sentieri vicino a Grotta dell’acqua nera – AllTrails https://www.alltrails.com/it-it/poi/italy/veneto/lamon–2/grotta-dell-acqua-nera
[13] Cascata del Salton e grotta dell’acqua nera da Costa – Wikiloc https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/cascata-del-salton-e-grotta-dellacqua-nera-da-costa-167505968
[14] Book now – Grotta del Vento https://grottadelvento.com/book-now/?re-product-id=167197
[15] 0158 http://storage.lib.uchicago.edu/pres/2015/pres2015-0158.pdf
[16] VAL SENAIGA – MOUNTAINS http://montagnaamica.blogspot.com/2011/04/val-senaiga.html
[17] [PDF] LE GROTTE D’ITALIA – Biblioteca “Franco Anelli” https://bibliotecaanelli.speleo.it/wp-content/uploads/2025/02/VII_2-1933_ocr.pdf
[18] Aqua Nera | Amazon Luxury River Cruise Ship https://www.aquaexpeditions.com/cruise-ships/aqua-nera
[19] Oltre la grotta dell’acqua nera 2024 – Pro loco venete https://www.prolocovenete.it/evento/belluno/oltre-la-grotta-dellacqua-nera-2024/
[20] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[21] Riviste Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/riviste/
[22] [PDF] Scintilena – Raccolta Aprile 2026 http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/NAZ/Scintilena/2026/Scintilena2026-V24-F4-Indice.pdf
[23] Chi Siamo – Scintilena https://www.scintilena.com/chi-siamo/
[24] Domenica andiamo a difendere la Nostra Acqua – Scintilena https://www.scintilena.com/domenica-andiamo-a-difendere-la-nostra-acqua/06/06/
[25] Come Trovarci – Scintilena https://www.scintilena.com/come-trovarci/03/01/
[26] Roma sotto Roma – Scintilena https://www.scintilena.com/roma-sotto-roma/06/16/
[27] Acqua Giara: composizione, etichetta e proprietà | Bere Acqua https://www.bereacqua.org/acque/giara/

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  • Nový dekl, průlez okruhem a trochu úklidu na Ponoru
    Minulý víkend 25-28.9.2026 odstartoval už v pátek, kdy mě Dave obětavě vyzvedl v Králově Poli – a to i s bečkou nachystanou na oslavu narození mé dcery. Anička se sice po úspěšném zakončení studia geologie nepřidala podle původních předpokladů, protože ji sklátila nemoc, ale vše si vynahradila v sobotu ráno. Dorazila s parádní buchtou ve […]
     

Nový dekl, průlez okruhem a trochu úklidu na Ponoru

Október 6th 2026 at 12:54
Minulý víkend 25-28.9.2026 odstartoval už v pátek, kdy mě Dave obětavě vyzvedl v Králově Poli – a to i s bečkou nachystanou na oslavu narození mé dcery. Anička se sice po úspěšném zakončení studia geologie nepřidala podle původních předpokladů, protože ji sklátila nemoc, ale vše si vynahradila v sobotu ráno. Dorazila s parádní buchtou ve […]
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  • EuroSpeleo Youth Contest 2026: giovani speleologi invitati a raccontare il mondo sotterraneo
    Condividi Scade il 30 ottobre 2026 il termine per partecipare alla seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Contest, concorso internazionale rivolto a bambini e giovani fino a 20 anni. Fotografie, rilievi, mappe e opere artistiche saranno presentati nell’ambito del 18° EuroSpeleo Forum di Pazin, in Croazia. EuroSpeleo Youth Contest 2026, aperte le iscrizioni per i giovani speleologi È fissata al 30 ottobre 2026 la scadenza per inviare le opere alla seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Cont
     

EuroSpeleo Youth Contest 2026: giovani speleologi invitati a raccontare il mondo sotterraneo

Október 6th 2026 at 12:00

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Scade il 30 ottobre 2026 il termine per partecipare alla seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Contest, concorso internazionale rivolto a bambini e giovani fino a 20 anni. Fotografie, rilievi, mappe e opere artistiche saranno presentati nell’ambito del 18° EuroSpeleo Forum di Pazin, in Croazia.

EuroSpeleo Youth Contest 2026, aperte le iscrizioni per i giovani speleologi

È fissata al 30 ottobre 2026 la scadenza per inviare le opere alla seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Contest, il concorso internazionale dedicato ai giovani e alle loro rappresentazioni del mondo sotterraneo.

L’iniziativa è organizzata da TETIIDE APS in collaborazione con la European Speleological Federation (FSE) e con il gruppo di lavoro European Children and Young Cavers (ECYC). La FSE ha rilanciato il concorso attraverso i propri canali ufficiali, confermando il collegamento con le attività europee rivolte alle nuove generazioni di speleologi. (Tetide?)

Il tema del contest è “Underground Vision – The Unseen World”. L’obiettivo è raccogliere differenti modi di osservare e rappresentare l’ambiente sotterraneo. Fotografia, rilievo, cartografia e illustrazione diventano così strumenti per raccontare le grotte e il rapporto dei giovani con la speleologia. (Tetide?)

Fotografia, cartografia e arte per raccontare le grotte

Il concorso non è riservato alla sola fotografia speleologica. Il regolamento comprende infatti diverse forme di rappresentazione del sottosuolo: immagini, mappe, rilievi e opere artistiche.

La partecipazione è aperta ai giovani fino a 20 anni. Ogni partecipante può inviare fino a tre opere. I lavori saranno sottoposti alla valutazione di una giuria professionale con competenze nel campo della speleologia e delle tematiche affrontate dal concorso. (Tetide?)

È previsto anche un Premio del Pubblico, attraverso il quale le opere potranno essere valutate direttamente dagli spettatori. La formula consente quindi di affiancare al giudizio tecnico una componente partecipativa.

Tra i suggerimenti proposti agli aspiranti partecipanti figurano temi come la prima esperienza in grotta, la protezione dell’acqua, la fauna cavernicola, il disegno di una carta di grotta e la vita negli ambienti privi di luce. Sono inoltre incoraggiate le interpretazioni legate all’immaginazione e al modo personale con cui i giovani osservano il mondo sotterraneo. (Tetide?)

La scadenza dell’EuroSpeleo Youth Contest è il 30 ottobre 2026

Per partecipare all’EuroSpeleo Youth Contest 2026 le opere devono essere inviate entro il 30 ottobre 2026 all’indirizzo youthcontest@tetide.org.

La scadenza è particolarmente vicina rispetto alla data dell’evento internazionale nel quale saranno presentati i lavori. È quindi il momento per selezionare fotografie, completare rilievi o preparare le opere grafiche da sottoporre alla valutazione.

I vincitori riceveranno un certificato ufficiale e saranno presentati attraverso una pubblicazione dedicata. La pagina ufficiale di TETIIDE specifica inoltre che le opere saranno pubblicate sul sito dell’ECYC e che i vincitori saranno presentati nell’EuroSpeleo Youthletter. (Tetide?)

Le opere dei giovani speleologi a Pazin durante Mundus Spelaeus

La seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Contest sarà collegata al 18° EuroSpeleo Forum e Meeting of Croatian Speleologists, in programma a Pazin, in Istria, dal 13 al 15 novembre 2026.

L’evento, denominato Mundus Spelaeus 2026, rappresenta la prima edizione dell’EuroSpeleo Forum ospitata in Croazia. La manifestazione riunirà speleologi, ricercatori e appassionati provenienti da diversi Paesi europei e sarà dedicata a vari aspetti della speleologia e del carsismo. (Speleo?)

Il programma di Pazin costituisce quindi il contesto nel quale il lavoro dei giovani partecipanti potrà entrare in relazione con la comunità speleologica europea. La presenza del contest all’interno di un appuntamento internazionale permette inoltre di dare visibilità alle diverse modalità con cui le nuove generazioni documentano e interpretano l’ambiente sotterraneo.

Un concorso rivolto alle nuove generazioni della speleologia europea

L’EuroSpeleo Youth Contest 2026 si inserisce nelle attività dell’ECYC, il gruppo di lavoro della Federazione Speleologica Europea dedicato ai bambini e ai giovani speleologi.

La prima edizione del contest si è svolta nel 2025. La seconda edizione prosegue quindi un progetto che punta a coinvolgere direttamente i giovani nella comunicazione della speleologia, utilizzando strumenti diversi dalla sola esposizione scientifica tradizionale. La FSE presenta infatti l’edizione 2026 all’interno delle attività dell’ECYC e segnala anche la precedente edizione del 2025. (Eurospeleo?)

Il valore dell’iniziativa sta anche nella possibilità di mettere a confronto esperienze provenienti da Paesi differenti. Una fotografia può documentare una cavità. Un rilievo può raccontarne la struttura. Una carta può trasformare l’esplorazione in una rappresentazione leggibile. Un disegno può invece restituire la percezione personale di un ambiente sotterraneo.

Come partecipare all’EuroSpeleo Youth Contest 2026

I giovani interessati possono preparare fino a tre opere e inviarle a youthcontest@tetide.org entro il 30 ottobre 2026. La partecipazione è riservata a chi ha un’età massima di 20 anni.

Il concorso comprende immagini, mappe e opere artistiche legate al mondo sotterraneo. Le opere saranno sottoposte alla giuria e potranno concorrere anche al Premio del Pubblico. (Tetide?)

Per conoscere nel dettaglio le modalità di partecipazione, i materiali richiesti e gli aggiornamenti sull’iniziativa è consigliabile consultare direttamente la pagina ufficiale di TETIIDE e le comunicazioni della European Speleological Federation.

Fonti

  1. TETIIDE APS – Visioni Sotterranee – Young Contest
    https://www.tetide.org/progetti/visioni-sotterranee-young-contest/
  2. European Speleological Federation – 2nd EuroSpeleo Youth Contest 2026
    https://www.eurospeleo.eu/2026/08/15/2nd-eurospeleo-youth-contest-2026/
  3. European Speleological Federation – European Children and Young Cavers working group ECYC
    https://www.eurospeleo.eu/european-children-and-young-cavers-working-group-ecyc/
  4. Hrvatski speleološki savez – Mundus Spelaeus, 18th EuroSpeleo Forum & Meeting of Croatian Speleologists
    https://www.speleo.hr/mundus-spelaeus-en/
  5. European Speleological Federation – Mundus Spelaeus 2026
    https://www.eurospeleo.eu/2026/06/16/mundus-spelaeus-18th-eurospeleo-forum-meeting-of-croatian-speleologists/

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  • Costacciaro 2026, escursioni aperte: dal Monte Cucco alle sorgenti di Villa Scirca
    Condividi Le escursioni di Costacciaro 2026 affiancano la traversata della Grotta di Monte Cucco alla visita delle sorgenti di Villa Scirca. Prenotazioni attraverso il modulo nella sezione attività del sito del raduno. Sono aperte le prenotazioni per le due escursioni guidate annunciate nell’ambito di Costacciaro 2026. Il programma propone la traversata della Grotta di Monte Cucco e un percorso alle sorgenti di Villa Scirca, con accesso a un luogo normalmente non visitabile, secondo la comuni
     

Costacciaro 2026, escursioni aperte: dal Monte Cucco alle sorgenti di Villa Scirca

Október 6th 2026 at 11:00

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Le escursioni di Costacciaro 2026 affiancano la traversata della Grotta di Monte Cucco alla visita delle sorgenti di Villa Scirca. Prenotazioni attraverso il modulo nella sezione attività del sito del raduno.

Sono aperte le prenotazioni per le due escursioni guidate annunciate nell’ambito di Costacciaro 2026. Il programma propone la traversata della Grotta di Monte Cucco e un percorso alle sorgenti di Villa Scirca, con accesso a un luogo normalmente non visitabile, secondo la comunicazione degli organizzatori.

Il raduno si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel territorio del Parco del Monte Cucco. Il sito ufficiale presenta la manifestazione come Raduno Internazionale di Speleologia. Le visite affiancano il programma di incontri, conferenze, mostre e workshop dedicati alla comunità speleologica. [web:11][web:4]

Escursioni Costacciaro 2026: date e prenotazioni

Le escursioni di Costacciaro 2026 comprendono due itinerari distinti. Il primo attraversa il sottosuolo del massiccio. Il secondo raggiunge una sorgente legata alla storia dell’approvvigionamento idrico umbro. Date e orari riportati nell’annuncio sono i seguenti. Escursione Date del 2026 Orario annunciato Traversata della Grotta di Monte Cucco 29, 30 e 31 ottobre; 1° novembre 8:30 Le sorgenti di Villa Scirca 30 ottobre 9:00

La prenotazione avviene compilando il modulo indicato nella sezione attività del sito ufficiale. La pagina dedicata raccoglie anche altre proposte speleologiche: le due visite oggetto dell’annuncio non esauriscono quindi le attività pubblicate per il raduno. [web:6]

Monte Cucco: traversata in grotta

La traversata proposta per le escursioni di Costacciaro 2026 prevede circa 900 metri nel sottosuolo, secondo l’annuncio. Il percorso permette di osservare ambienti rocciosi, acqua e formazioni calcaree all’interno della Grotta di Monte Cucco.

Per comprendere la natura della proposta è utile distinguere la traversata da una visita con ritorno allo stesso ingresso. La descrizione del percorso turistico pubblicata su Parks.it indica un accesso dal versante orientale e un’uscita sul versante settentrionale. Sono presenti scale e passerelle metalliche, oltre ai tratti di avvicinamento e rientro a piedi. [web:3]

Villa Scirca: sorgenti e acquedotto

La seconda proposta delle escursioni di Costacciaro 2026 è prevista il 30 ottobre alle 9:00. Il percorso conduce alle sorgenti di Villa Scirca e comprende, secondo gli organizzatori, l’ingresso in un luogo normalmente non accessibile.

La visita mette al centro la storia dell’acquedotto e dell’opera di captazione. Quest’ultima raccoglie l’acqua sorgiva per destinarla all’approvvigionamento. Il Fondo Ambiente Italiano colloca la nascita dell’acquedotto negli anni Trenta, per volontà del Comune di Perugia: un riferimento coerente con l’indicazione di un’opera realizzata quasi un secolo fa. [web:18]

La scheda di educazione ambientale del Parco del Monte Cucco descrive un acquedotto lungo 45 chilometri, che rifornisce anche Perugia. La sorgente permette quindi di leggere il territorio attraverso un’infrastruttura che collega la montagna alle esigenze idriche della città. [web:19]

Le due escursioni hanno anche un legame scientifico. La documentazione ospitata dall’Ordine dei Geologi dell’Umbria ricostruisce le prove di colorazione effettuate dal Gruppo Speleologico di Perugia tra il 1970 e il 1972. Queste ricerche stabilirono il collegamento idrologico tra le acque della Grotta di Monte Cucco e la sorgente Scirca. [web:2]

Un’ulteriore prova, nel 1974, utilizzò fluoresceina immessa nel Fiume Miliani, il corso d’acqua sotterraneo della grotta. Il tracciante comparve alla sorgente dopo sei giorni. Visitare grotta e sorgente offre dunque due punti di osservazione sul medesimo sistema idrico: i percorsi sotterranei dell’acqua e il luogo in cui viene captata. [web:2]

Fonti e collegamenti

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  • Angel Robot a Costacciaro: il progetto di Bernabei per il soccorso nei pozzi
    Condividi Tullio Bernabei presenterà Angel Robot al raduno di speleologia di Costacciaro. Il progetto nasce dall’esperienza di Vermicino e punta a sviluppare un dispositivo per raggiungere e mettere in sicurezza i bambini intrappolati nei pozzi stretti. Angel Robot al raduno di Costacciaro Si chiama Angel Robot il progetto che Tullio Bernabei presenterà a Costacciaro, nell’ambito del raduno di speleologia. Al centro dell’iniziativa c’è un problema preciso: intervenire negli spazi in cui le
     

Angel Robot a Costacciaro: il progetto di Bernabei per il soccorso nei pozzi

Október 6th 2026 at 10:00

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Tullio Bernabei presenterà Angel Robot al raduno di speleologia di Costacciaro. Il progetto nasce dall’esperienza di Vermicino e punta a sviluppare un dispositivo per raggiungere e mettere in sicurezza i bambini intrappolati nei pozzi stretti.

Angel Robot al raduno di Costacciaro

Si chiama Angel Robot il progetto che Tullio Bernabei presenterà a Costacciaro, nell’ambito del raduno di speleologia. Al centro dell’iniziativa c’è un problema preciso: intervenire negli spazi in cui le dimensioni del pozzo impediscono a un soccorritore di raggiungere direttamente la persona intrappolata.

Il Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel territorio del Monte Cucco. La manifestazione prevede conferenze, incontri e attività dedicate all’esplorazione e alla conoscenza del sottosuolo. La presentazione di Bernabei porterà in questo contesto il tema delle tecnologie applicate al soccorso. Le date generali dell’evento sono pubblicate sul sito ufficiale; nelle informazioni consultate non risultano verificati orario e sede dell’intervento.[1][2]

Angel Robot è il nome del progetto annunciato per Costacciaro. Le precedenti dichiarazioni di Bernabei, nelle quali il dispositivo veniva immaginato con il nome di Alfredino, raccontano invece la sua origine e il legame con Vermicino. Non vanno confuse con la denominazione attuale dell’iniziativa.[3]

Vermicino e l’esperienza di Bernabei

Nel giugno 1981 Tullio Bernabei aveva 22 anni. Fu tra gli speleologi impegnati nei tentativi di salvare Alfredo Rampi, il bambino di sei anni caduto in un pozzo a Vermicino. La tragedia segnò profondamente i soccorritori che provarono a raggiungerlo e a riportarlo in superficie.[4]

A distanza di quarant’anni, Bernabei descrisse quell’esperienza come un ricordo ancora doloroso. «Sono quello che sono anche per quella vicenda», dichiarò a Sky TG24 nel 2021. Raccontò anche di aver evitato a lungo di parlare di Alfredino, perché tornare a quei giorni significava confrontarsi nuovamente con il fallimento dei tentativi di salvataggio.[3]

Da questa memoria nasce il percorso che oggi viene presentato con il nome Angel Robot. L’obiettivo è studiare strumenti capaci di aiutare i soccorritori davanti a incidenti analoghi. Il desiderio espresso da Bernabei è prevenire il ripetersi di un esito come quello di Vermicino. È la motivazione del progetto, non una garanzia di successo in ogni situazione.[3][5]

Angel Robot e soccorso nei pozzi

Raggiungere la vittima non significa necessariamente poterla estrarre subito. Nel 2022 Bernabei spiegò a Scintilena che il primo obiettivo del dispositivo doveva essere la stabilizzazione e la protezione della persona intrappolata. Il recupero avrebbe costituito un passaggio successivo, da valutare in base alle condizioni del pozzo e del ferito.[5]

Questa distinzione chiarisce il problema affrontato da Angel Robot. Quando un adulto non può scendere nel pozzo, può essere necessario realizzare un accesso alternativo. Lo scavo richiede tempo e presenta difficoltà tecniche. Un dispositivo calato dall’alto potrebbe fornire un supporto durante l’attesa, contribuendo a mettere in sicurezza il bambino prima delle successive manovre.[5][6]

La ricerca tecnica collegata all’idea di Bernabei descrive un robot teleoperato. Il controllo resta quindi nelle mani dei soccorritori. Tra gli obiettivi indicati figurano la valutazione delle condizioni ambientali, la messa in sicurezza della vittima e l’assistenza al recupero. Il dispositivo è concepito come uno strumento della squadra, non come un sostituto degli operatori.[6]

Angel Robot e ricerca universitaria

Il percorso di sviluppo ha coinvolto specialisti del Politecnico di Torino e dell’Università dell’Aquila. Una tesi magistrale di Simone Astuti, pubblicata nel 2024 nell’archivio del Politecnico, documenta la progettazione di un robot mobile per il soccorso nei pozzi ispirato all’idea di Bernabei. I relatori sono Terenziano Raparelli e Daniela Maffiodo.[6][7]

L’elaborato descrive simulazioni sperimentali in laboratorio e modifiche ai componenti. Il lavoro riguarda compattezza, stabilità e manovrabilità. Comprende inoltre la scelta di parti commerciali e i contatti necessari per realizzare e assemblare il dispositivo. L’abstract colloca le prove operative dopo il completamento dell’assemblaggio. Non attesta l’impiego del robot in un salvataggio reale.[6]

Nel luglio 2025, un articolo sul progetto indicava un fabbisogno di circa 150 mila euro per la realizzazione del prototipo. Citava anche una candidatura a un bando europeo. Le fonti consultate non permettono di stabilire se quei finanziamenti siano stati ottenuti né di ricostruire gli eventuali sviluppi successivi.[7]

La presentazione di Angel Robot a Costacciaro riguarda quindi un percorso nel quale esperienza speleologica e progettazione ingegneristica si incontrano. Per descriverlo correttamente occorre distinguere le finalità del dispositivo, le prove documentate e le capacità ancora da verificare. Il punto di partenza resta concreto: aiutare i soccorritori a intervenire dove lo spazio disponibile limita l’accesso umano.[5][6]

Fonti su Angel Robot

Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[3] Vermicino 40 anni dopo, come Alfredino ha cambiato l’Italia https://tg24.sky.it/cronaca/2021/06/19/vermicino-40-anni-dopo-alfredino
[4] Alfredino Rampi oggi si sarebbe salvato? La risposta dello … https://www.inews24.it/2024/06/13/alfredino-rampi-oggi-si-sarebbe-salvato-la-risposta-dello-speleologo-che-partecipo-ai-soccorsi/
[5] 41 anni fa Vermicino. Oggi si lavora per un robot per salvare … https://www.scintilena.com/41-anni-fa-vermicino-oggi-si-lavora-per-un-robot-per-salvare-i-bambini-caduti-nei-pozzi/06/13/
[6] Robot mobile per operazioni di soccorso in pozzi artesiani = Mobile robot for rescue operations in artesian wells https://webthesis.biblio.polito.it/34348/
[7] Il robot che vuole salvare i bambini caduti nei pozzi artesiani https://www.incontrinotizie.it/il-robot-che-vuole-salvare-i-bambini-caduti-nei-pozzi-artesiani/

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  • Sinkhole naturali in Abruzzo: il censimento sale a circa 720 fenomeni
    Condividi Una ricerca sui sinkhole naturali in Abruzzo amplia il quadro dei circa 100 casi già catalogati. Database GIS, verifiche sul terreno e analisi della suscettibilità mettono in relazione gli sprofondamenti con le caratteristiche geologiche del territorio. I sinkhole naturali in Abruzzo sono molti più di quelli riportati nel precedente inventario. Un nuovo studio ne individua circa 720, attraverso un censimento che integra fonti documentali, cartografia e immagini satellitari. Il risul
     

Sinkhole naturali in Abruzzo: il censimento sale a circa 720 fenomeni

Október 6th 2026 at 09:00

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Una ricerca sui sinkhole naturali in Abruzzo amplia il quadro dei circa 100 casi già catalogati. Database GIS, verifiche sul terreno e analisi della suscettibilità mettono in relazione gli sprofondamenti con le caratteristiche geologiche del territorio.

I sinkhole naturali in Abruzzo sono molti più di quelli riportati nel precedente inventario. Un nuovo studio ne individua circa 720, attraverso un censimento che integra fonti documentali, cartografia e immagini satellitari. Il risultato amplia la conoscenza del fenomeno, ma non indica che centinaia di nuovi sprofondamenti si siano verificati di recente. Si tratta anzitutto di un aggiornamento del quadro conoscitivo.

Sinkhole in Abruzzo: il censimento

La ricerca è intitolata Natural sinkholes of Abruzzo (central Italy): expansion of ISPRA National Database and susceptibility analysis. Il riferimento bibliografico fornito attribuisce il lavoro a D. Maceroni, S. Nisio, S. Madonna e G. Ciotoli. La scheda disponibile sul sito dei Rendiconti Online della Società Geologica Italiana ne riporta obiettivi, metodologia e risultati principali.

Il punto di partenza era un inventario di circa 100 sinkhole. Il nuovo censimento arriva a circa 720 fenomeni: un numero superiore a sette volte quello precedente. L’ampliamento riguarda l’identificazione delle forme presenti sul territorio e la loro organizzazione in una banca dati geografica. Non equivale a una misura dell’aumento della frequenza degli eventi nel tempo.

L’abstract richiama la complessità geologica e l’attività sismica dell’Abruzzo. Cita inoltre l’alta valle del fiume Aterno, il bacino del Fucino e quello di Sulmona. Numerosi casi già catalogati risultavano associati a importanti terremoti in questi territori. Questa relazione non va estesa automaticamente a tutti i fenomeni censiti.

Database GIS e rilievi territoriali

Per censire i sinkhole naturali in Abruzzo, gli autori hanno costruito un geodatabase GIS. La raccolta comprende informazioni bibliografiche, carte topografiche e immagini satellitari. Le analisi hanno considerato anche la geometria delle forme e il contesto geologico.

Il GIS permette di organizzare le informazioni in relazione alla loro posizione sul territorio. Nel lavoro, questa struttura serve a riunire le segnalazioni e a studiarne la distribuzione. Il censimento non deriva quindi da una sola campagna di osservazione, ma dall’integrazione di materiali differenti.

Un passaggio riguarda le verifiche dirette. L’abstract precisa che i rilievi sul terreno sono stati condotti sistematicamente per validare i sinkhole nelle aree di pianura. Non afferma che tutti i circa 720 fenomeni abbiano ricevuto lo stesso tipo di controllo sul campo. La distinzione è importante per descrivere correttamente la portata del risultato.

Sinkhole: crolli e dissoluzione carsica

La scheda scientifica distingue due tipologie rilevanti. La maggior parte delle forme è attribuita ai sinkhole da crollo della copertura, indicati come cover-collapse, nelle aree pianeggianti. Sono inoltre diffusi i sinkhole di dissoluzione, legati alla dissoluzione delle rocce carbonatiche.

Il dato precisa il testo di partenza: le due categorie sono entrambe rappresentate, ma l’abstract assegna la prevalenza ai fenomeni di crollo della copertura. Non fornisce, nella sintesi consultabile, il numero esatto dei casi appartenenti a ciascuna tipologia. Sarebbe quindi improprio proporre percentuali o ripartizioni dettagliate.

Per il pubblico speleologico, il collegamento con la dissoluzione dei carbonati costituisce un elemento di interesse. Lo studio dei sinkhole naturali in Abruzzo comprende infatti forme connesse ai processi carsici. L’inventario riguarda gli sprofondamenti e le depressioni identificati dalla ricerca, non un conteggio di grotte esplorate o di cavità accessibili.

Suscettibilità dei sinkhole in Abruzzo

Oltre al censimento, il lavoro presenta un’analisi probabilistica della suscettibilità. Gli autori hanno utilizzato l’algoritmo Maximum Entropy, noto come MaxEnt. Secondo l’abstract, la pendenza e la litologia emergono come i principali fattori predisponenti alla formazione dei sinkhole nella regione.

Il risultato mette dunque in relazione i fenomeni censiti con le caratteristiche del territorio. Non va letto come una previsione della data di un futuro sprofondamento. La sintesi disponibile non riporta valori di accuratezza del modello, soglie operative o una graduatoria dei comuni. Questi dettagli non possono essere ricavati dal solo abstract.

Il nuovo quadro dei sinkhole naturali in Abruzzo amplia la base documentale per lo studio degli sprofondamenti. Restano distinti tre aspetti: il numero delle forme riconosciute, la loro origine e la predisposizione dei territori a ospitarle. La ricerca affronta questi temi attraverso il censimento, la classificazione e l’analisi spaziale.

Fonti e riferimento bibliografico

Nota bibliografica: l’anno 2027, la paginazione provvisoria “XX–XX” e la licenza Creative Commons Attribution sono indicati nel materiale di partenza. Non sono stati verificati autonomamente nella scheda completa, che non è risultata recuperabile. L’anno è successivo alla data di questa verifica, 6 ottobre 2026: il riferimento non viene quindi presentato come una citazione editoriale definitiva.

Fonti
[1] Natural sinkholes of Abruzzo (central Italy): expansion of ISPRA National Database and susceptibility analysis https://www.rendicontisocietageologicaitaliana.it/297/article-4331/natural-sinkholes-of-abruzzo-central-italy-expansion-of-ispra-national-database-and-susceptibility-analysis.html
[3] Evaporite sinkholes of the Friuli Venezia Giulia region (NE Italy) https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/17445647.2017.1316321?needAccess=true

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