La miniera di Praborna e il segreto del cristallo veneziano: dalle Alpi al cannocchiale di Galileo
Un Quaderno dell’Accademia delle Scienze di Torino ricostruisce la storia mineraria del Vallone di Saint-Marcel e il suo legame con la produzione del vetro cristallo e con l’ottica del Seicento
Il giacimento minerario nel Vallone di Saint-Marcel
Nel Vallone di Saint-Marcel, in Valle d’Aosta, si trova la miniera di Praborna, un sito che custodisce un patrimonio mineralogico riconosciuto a livello internazionale. Il giacimento si colloca alla base del versante sinistro del vallone, a circa 1.900 metri di quota, all’interno delle unità ofiolitiche del Piemonte, formazioni di origine oceanica risalenti al periodo giurassico. La miniera di Praborna è nota e sfruttata almeno dal 1415, con un’attività estrattiva che si è protratta, in modo discontinuo, fino ai primi decenni del Novecento. Il minerale principale estratto è la braunite, un ossido di manganese che qui raggiunge concentrazioni particolarmente elevate. Il sito è inoltre la località di riferimento per diverse varietà mineralogiche, tra cui la piemontite, l’alurgite e il violano, quest’ultimo osservabile quasi esclusivamente in questo giacimento alpino.
Il manganese di Praborna e la nascita del cristallo veneziano
Per secoli il manganese estratto dalla miniera di Praborna ha avuto un ruolo nella produzione del cristallo veneziano, il celebre vetro trasparente messo a punto a Murano attorno al 1450 dal maestro vetraio Angelo Barovier. Il biossido di manganese veniva impiegato come agente decolorante: neutralizzava le tinte verdognole e giallastre dovute alle impurità di ferro presenti nella silice fusa, ottenendo così un vetro incolore e limpido, paragonabile al cristallo di rocca. La Repubblica di Venezia concesse a Barovier, attorno al 1455, l’esclusiva sulla produzione di questo materiale, che da allora venne chiamato anche “cristallo veneziano”. Il manganese proveniente dal Piemonte, secondo diverse fonti storiche e mineralogiche, contribuì a questa produzione, rappresentando un anello della filiera che collegava le miniere alpine alle fornaci muranesi.
Il legame con le osservazioni astronomiche di Galileo Galilei
La tradizione mineraria di Praborna si intreccia, secondo le fonti storiche, anche con le osservazioni astronomiche di Galileo Galilei. Le lenti dei primi cannocchiali richiedevano vetro di qualità ottica elevata, privo di bolle e di colorazioni parassite. Il cristallo veneziano, grazie alla purezza raggiunta con il processo di decolorazione al manganese, offriva caratteristiche più adatte alla realizzazione di strumenti ottici rispetto ai vetri comuni dell’epoca. Questo passaggio, dalla miniera di Praborna alle lenti utilizzate per le osservazioni del cielo, viene ricostruito nel volume dedicato al sito, che unisce la storia della geologia mineraria a quella della scienza rinascimentale.
Il Quaderno n. 47 dell’Accademia delle Scienze di Torino
Il percorso storico e scientifico della miniera di Praborna è raccontato nel Quaderno n. 47 dell’Accademia delle Scienze di Torino. Il volume è frutto di una ricerca decennale condotta da tre geologi, che hanno incrociato il lavoro sul territorio con lo studio degli archivi storici. Il testo ricostruisce le vicende estrattive del sito, dal 1415 fino all’abbandono novecentesco, e ne descrive il patrimonio mineralogico, riconosciuto come uno dei più significativi delle Alpi occidentali per la varietà e la qualità degli esemplari rinvenuti. Il volume approfondisce anche i legami tra la miniera di Praborna e l’industria vetraria veneziana, ricostruendo la filiera che portava il manganese dal Piemonte alle fornaci di Murano.
Come consultare il volume online
Il Quaderno n. 47 dell’Accademia delle Scienze di Torino, dedicato alla miniera di Praborna, è consultabile online sul sito dell’Accademia. La pubblicazione si inserisce in un percorso di approfondimento sul sito già avviato dall’Accademia, che nel 2025 ha dedicato un convegno al tema, intitolato “Il segreto del cristallo veneziano: la miniera di Praborna”, con presentazioni sugli aspetti culturali, storici, tecnologici e scientifici del giacimento.
Fonti
- Accademia delle Scienze di Torino, pagina del volume: https://www.accademiadellescienze.it/book/3dbe7e55-b035-4fa0-80e6-6a9ffea56315
- Accademia delle Scienze di Torino, convegno “Il segreto del cristallo veneziano: la miniera di Praborna”: https://www.accademiadellescienze.it/iniziative/2025/il-segreto-del-cristallo-veneziano-la-miniera-di-praborna
- Regione Autonoma Valle d’Aosta, “La miniera di Chuc-Servette”: https://www.regione.vda.it/gestione/riviweb/templates/aspx/environnement.aspx?pkArt=1341
- Mindat, “Piemontite – Prabornaz Mine”: https://www.mindat.org/a/best_piemontite
- Alex Strekeisen, “Piemontite – Praborna mine”: https://www.alexstrekeisen.it/english/meta/piemontite1.php
- Italian Gemological Review, “Gems of Italy: Violano”: https://www.rivistaitalianadigemmologia.com/en/2025/03/17/gems-of-italy-violano/
- Wikipedia, “Vetro” (sezione sull’invenzione del cristallo di Angelo Barovier): https://it.wikipedia.org/wiki/Vetro
- Il Bo Live (Università di Padova), “Il profumo del vetro”: https://ilbolive.unipd.it/it/news/vetro-murano-reportage
- Museo del Vetro di Murano, “Fra Trecento e Seicento. L’età dell’oro”: https://museovetro.visitmuve.it/it/il-museo/percorsi-e-collezioni/vetro-xv-xvi-xvii-secolo/
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