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  • Grotta di Prohodna, gli “Occhi di Dio” aperti nella volta del carso bulgaro
    Condividi Due grandi finestre naturali illuminano dall’alto una galleria lunga 262 metri nel complesso carsico di Karlukovo. La loro forma ha reso celebre la cavità, ma dietro l’immagine spettacolare c’è una lunga storia di erosione, crolli ed evoluzione del paesaggio sotterraneo Sembrano due grandi occhi rivolti verso chi entra nella grotta. Sono le aperture naturali nella volta della Grotta di Prohodna, in Bulgaria, divenute famose con il nome di “Occhi di Dio”. L’immagine è certamente s
     

Grotta di Prohodna, gli “Occhi di Dio” aperti nella volta del carso bulgaro

Október 20th 2026 at 05:00

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Due grandi finestre naturali illuminano dall’alto una galleria lunga 262 metri nel complesso carsico di Karlukovo. La loro forma ha reso celebre la cavità, ma dietro l’immagine spettacolare c’è una lunga storia di erosione, crolli ed evoluzione del paesaggio sotterraneo

Sembrano due grandi occhi rivolti verso chi entra nella grotta. Sono le aperture naturali nella volta della Grotta di Prohodna, in Bulgaria, divenute famose con il nome di “Occhi di Dio”.

L’immagine è certamente spettacolare, ma osservata con lo sguardo dello speleologo racconta soprattutto un’altra storia: quella dell’evoluzione di una grande cavità carsica progressivamente avvicinatasi alla superficie, nella quale l’erosione e il cedimento della copertura hanno aperto vere e proprie finestre verso il cielo.

Prohodna si trova nei pressi del villaggio di Karlukovo, nel comune di Lukovit, nella Bulgaria centro-settentrionale. È inserita in uno dei paesaggi carsici più importanti del Paese e fa parte del complesso carsico di Karlukovo, area protetta come monumento naturale.

Una grotta che attraversa la montagna

Il nome Prohodna può essere tradotto come grotta di passaggio. La ragione diventa evidente osservandone la morfologia: la cavità è costituita da un’enorme galleria che attraversa il rilievo per circa 262 metri, mettendo in comunicazione due ingressi contrapposti.

Il cosiddetto ingresso piccolo raggiunge circa 35 metri di altezza, mentre quello grande arriva a circa 45 metri. Dimensioni che fanno apparire minuscole le persone che percorrono il fondo della cavità.

La galleria è ampiamente illuminata dalla luce naturale che penetra dagli ingressi e, nella parte centrale, dalle due grandi aperture presenti nella volta.

Sono proprio queste ultime a rendere Prohodna immediatamente riconoscibile.

Cosa sono realmente gli “Occhi di Dio”

In bulgaro le aperture vengono indicate anche come Oknata, cioè “le finestre”.

Viste dal fondo della grotta, la loro forma allungata e la disposizione quasi simmetrica producono una sorprendente somiglianza con due occhi. Il cielo diventa così parte della parete della cavità e l’aspetto cambia continuamente con la luce, le nuvole e le condizioni meteorologiche.

Non occorre però ricorrere a spiegazioni misteriose.

Le aperture sono il risultato dell’evoluzione naturale della volta della cavità, interessata dai processi erosivi e dall’allargamento delle discontinuità della roccia fino all’apertura verso la superficie.

Dal punto di vista geomorfologico sono quindi particolarmente interessanti perché permettono di osservare un momento dell’evoluzione di un sistema carsico nel quale il confine tra ambiente sotterraneo e superficie diventa sempre più sottile.

Il processo che crea una grotta non termina infatti quando una cavità si è formata. Acqua, fratturazione della roccia, gravità, erosione e crolli continuano lentamente a modificarne forma e dimensioni.

Gli “Occhi” sono una manifestazione molto evidente di questa trasformazione.

Un frammento sopravvissuto di un sistema più antico

Prohodna può essere letta anche come ciò che rimane di un’antica cavità progressivamente intercettata dall’abbassamento e dall’evoluzione della superficie esterna.

Gli enormi ingressi, la galleria aperta da un versante all’altro e le finestre nella volta mostrano un paesaggio carsico in una fase molto avanzata della propria evoluzione.

È una situazione particolarmente efficace anche dal punto di vista divulgativo: permette di comprendere che le grotte non sono strutture immutabili, ma elementi di un paesaggio che nasce, si sviluppa e può infine essere progressivamente smantellato dall’erosione.

Il carso di Karlukovo

La cavità non è isolata: il territorio circostante è caratterizzato da un esteso paesaggio carsico nel quale sono conosciute numerose grotte e forme superficiali. Il registro ufficiale bulgaro delle aree protette comprende Prohodna nel complesso carsico di Karlukovo, insieme alle grotte Temnata Dupka, Svirchovitsa, Bankovitsa e Haydushka.

La protezione dell’area risale al 1962.

A poca distanza da Prohodna si trova inoltre il Centro Speleologico Nazionale “Petar Tranteev”, storico punto di riferimento per la speleologia bulgara. Secondo il Comune di Lukovit, nell’area circostante sono presenti oltre 150 grotte e formazioni rocciose.

Un contesto che spiega perché Karlukovo sia strettamente legata alla storia e alle attività della speleologia del Paese.

Una grotta frequentata anche nella preistoria

La storia di Prohodna non riguarda soltanto la geologia.

Nella cavità sono state documentate tracce di frequentazione umana preistorica, attribuite al Neolitico e al Calcolitico, a testimonianza di un rapporto con questo grande ambiente naturale iniziato migliaia di anni fa.

Intorno agli “Occhi di Dio” sono nate nel tempo anche interpretazioni simboliche e racconti legati alla particolare forma delle aperture. È opportuno però distinguere questi aspetti dalla documentazione archeologica: la frequentazione preistorica della grotta è attestata, mentre diverse interpretazioni rituali associate alle aperture appartengono al campo delle ipotesi e delle tradizioni.

Due finestre per leggere l’evoluzione di una grotta

La popolarità degli “Occhi di Dio” ha trasformato Prohodna in una delle cavità più fotografate della Bulgaria: quelle due aperture attirano migliaia di visitatori. Tuttavia, possono diventare uno strumento per raccontare qualcosa di molto più ampio.

Guardandole dal basso si osserva, oltre al curioso gioco della natura, anche il punto in cui superficie e sottosuolo cominciano a incontrarsi, mentre una cavità formatasi nella roccia calcarea continua lentamente la propria evoluzione: il lato di maggiore interesse della Grotta di Prohodna, al di là dello spunto che ha dato il via all’articolo.

Didascalia foto

Gli “Occhi di Dio” visti dall’interno della Grotta di Prohodna, nel complesso carsico di Karlukovo, in Bulgaria. Le due grandi finestre naturali mettono in comunicazione la volta della cavità con la superficie. Foto Franz Maurano.

Fonti

https://eea.government.bg/zpo/en/area.jsp?NEM_Partition=1&areaID=27&categoryID=3

https://www.lukovit.bg/en/national-speleology-center-petar-tranteev

https://visitbulgaria.com/bg/%D0%BF%D0%B5%D1%89%D0%B5%D1%80%D0%B0-%D0%BF%D1%80%D0%BE%D1%85%D0%BE%D0%B4%D0%BD%D0%B0

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  • Súhrn speleo noviniek (43. týždeň 2026)
    🔦 Prehľad speleologických noviniek V Podtatranskej oblasti Kriváňa prebieha intenzívny prieskum jaskyne Belianka, na ktorom sa podieľa aj speleológ Palo Staník [2][3]. Medzinárodná expedícia Mexiko '26 naznačuje aktívny výskum v zahraničí, zatiaľ čo domáce aktivity zahŕňajú dokumentáciu podzemia s viacerými známymi osobnosťami [6][8]. Sk_Speleo FB post 📅 2026-10-18 Facebook Prieskum jaskyne Belianka (Podtatranská oblasť Kriváňa) s Paľom Staníkom 📅 2026-10-16 Facebook Prieskum
     

Súhrn speleo noviniek (43. týždeň 2026)

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Október 19th 2026 at 17:19
Súhrn speleo noviniek (43. týždeň 2026)
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V Podtatranskej oblasti Kriváňa prebieha intenzívny prieskum jaskyne Belianka, na ktorom sa podieľa aj speleológ Palo Staník [2][3]. Medzinárodná expedícia Mexiko '26 naznačuje aktívny výskum v zahraničí, zatiaľ čo domáce aktivity zahŕňajú dokumentáciu podzemia s viacerými známymi osobnosťami [6][8].

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  • Soccorso Alpino e Speleologico Umbria: aperte le selezioni per nuovi volontari
    Condividi Candidature fino al 10 novembre 2026 per persone tra 18 e 45 anni con esperienza nelle attività di montagna. Il SASU punta a rafforzare le squadre territoriali, con particolare attenzione alle aree interne della regione Il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) ha aperto le selezioni per nuovi volontari da inserire nelle proprie squadre territoriali. L’invito è rivolto a persone che praticano alpinismo, speleologia, canyoning e altre attività in ambiente montano e che inten
     

Soccorso Alpino e Speleologico Umbria: aperte le selezioni per nuovi volontari

Október 19th 2026 at 05:00

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Candidature fino al 10 novembre 2026 per persone tra 18 e 45 anni con esperienza nelle attività di montagna. Il SASU punta a rafforzare le squadre territoriali, con particolare attenzione alle aree interne della regione

Il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) ha aperto le selezioni per nuovi volontari da inserire nelle proprie squadre territoriali.

L’invito è rivolto a persone che praticano alpinismo, speleologia, canyoning e altre attività in ambiente montano e che intendono mettere la propria esperienza a disposizione del sistema di soccorso.

Le candidature sono aperte in tutta l’Umbria e dovranno essere presentate entro il 10 novembre 2026.

I requisiti richiesti

Le selezioni sono rivolte a persone di età compresa tra 18 e 45 anni che possiedano già esperienza e autonomia nella frequentazione dell’ambiente montano.

Tra i requisiti indicati figurano:

  • buona preparazione fisica e resistenza allo sforzo in montagna;
  • sicurezza e autonomia nella progressione su terreno impervio e su tratti esposti;
  • capacità di affrontare semplici passaggi di arrampicata;
  • capacità di effettuare calate in corda doppia;
  • conoscenza e corretto utilizzo dell’attrezzatura individuale di sicurezza;
  • conoscenza del territorio montano umbro;
  • equilibrio e consapevolezza nella valutazione del rischio;
  • attitudine al lavoro di squadra.

A queste capacità tecniche si aggiungono motivazione, disponibilità ad apprendere e soprattutto la possibilità di dedicare tempo alla formazione, all’addestramento e alle attività di soccorso.

Una particolare attenzione alle aree interne

Le candidature possono essere presentate da tutta la regione, ma il SASU ha indicato alcune aree nelle quali è particolarmente importante rafforzare la presenza dei volontari.

Avranno priorità le persone residenti, domiciliate o stabilmente presenti per motivi di lavoro nelle zone del Monte Cucco, del comprensorio eugubino-gualdese e territori limitrofi; Norcia, Cascia e Valnerina; aree interne del Ternano; Media Valle del Tevere.

La presenza di soccorritori che conoscono direttamente questi territori assume particolare importanza negli interventi in zone montane, impervie o difficilmente raggiungibili.

Nel 2025 soccorse e recuperate 225 persone

Il SASU è il servizio regionale umbro del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e interviene nelle operazioni di soccorso in ambiente montano, impervio e ipogeo.

Tecnici, operatori e personale sanitario – medici e infermieri – garantiscono l’operatività del servizio 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno.

Nel corso del 2025 le squadre del SASU hanno soccorso e recuperato 225 persone nelle aree interne dell’Umbria.

Un’attività che richiede non soltanto preparazione tecnica individuale, ma capacità di operare all’interno di squadre organizzate e disponibilità a mantenere nel tempo un elevato livello di formazione e addestramento.

Come presentare la candidatura

Gli interessati devono inviare la domanda di candidatura accompagnata dal curriculum delle attività svolte in montagna all’indirizzo: selezioni@sasu.it

Il termine per la presentazione delle candidature è fissato al 10 novembre 2026.

Fonti

Soccorso Alpino e Speleologico Umbria – comunicazione sulle selezioni 2026, ripresa dagli enti territoriali umbri.

Comune di Castel Giorgio – Diventa volontario del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria: aperte le selezioni per nuovi volontari

https://www.comune.castelgiorgio.tr.it/notizie/2026-selezioni-sasu.html

ANSA Umbria – Il Soccorso alpino e speleologico dell’Umbria cerca nuovi volontari

https://www.ansa.it/umbria/notizie/2026/10/09/il-soccorso-alpino-e-speleologico-dellumbria-cerca-nuovi-volontari_47bd3392-f371-47bc-b168-efbbae511cc8.html

Ed ecco un quadro delle selezioni annunciate pubblicamente, di cui abbiamo parlato fino a d oggi: non pretende di essere esaustivo delle procedure eventualmente attivate dalle singole strutture territoriali del CNSAS.

RegioneTipoData selezioniScadenza candidature
LiguriaSoccorso Speleologico7-8 novembre 202631 ottobre 2026
SiciliaSoccorso Speleologico14-15 novembre 20266 novembre 2026
UmbriaSoccorso Alpino e Speleologicosecondo convocazione10 novembre 2026
Friuli Venezia GiuliaSoccorso Speleologico6-7 febbraio 202710 gennaio 2027

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  • A Genova Julien Riel-Salvatore racconta come l’archeologia può dare nuova vita alle collezioni storiche
    Condividi Lunedì 19 ottobre 2026, all’Università di Genova, l’archeologo dell’Université de Montréal parlerà delle nuove ricerche sui materiali provenienti dal sito neolitico preceramico di Ganj Dareh, in Iran L’incontro, segnalato dall’archeologo Fabio Negrino, è accessibile anche online Tornare su reperti scavati decenni fa utilizzando nuovi metodi e ponendo nuove domande. È questa l’“archeologia dell’archeologia” al centro dell’incontro in programma lunedì 19 ottobre 2026 alle 11.15 all
     

A Genova Julien Riel-Salvatore racconta come l’archeologia può dare nuova vita alle collezioni storiche

Október 18th 2026 at 11:30

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Lunedì 19 ottobre 2026, all’Università di Genova, l’archeologo dell’Université de Montréal parlerà delle nuove ricerche sui materiali provenienti dal sito neolitico preceramico di Ganj Dareh, in Iran

L’incontro, segnalato dall’archeologo Fabio Negrino, è accessibile anche online

Tornare su reperti scavati decenni fa utilizzando nuovi metodi e ponendo nuove domande. È questa l’“archeologia dell’archeologia” al centro dell’incontro in programma lunedì 19 ottobre 2026 alle 11.15 all’Università degli Studi di Genova.

Ospite degli InPrA – Incontri di Preistoria e Antropologia sarà Julien Riel-Salvatore, professore ordinario in archeologia preistorica presso il Département d’anthropologie dell’Université de Montréal, in Canada.

Il titolo dell’incontro è “L’archeologia dell’archeologia: dare nuova vita alle collezioni storiche provenienti dal sito neolitico preceramico di Ganj Dareh (Iran)”.

Un importante sito del Neolitico preceramico sui monti Zagros

Ganj Dareh è un sito archeologico situato sui monti Zagros, nell’Iran occidentale, a circa 1.400 metri di quota.

Le sue testimonianze appartengono alle prime fasi del Neolitico e sono particolarmente importanti per lo studio delle trasformazioni economiche e sociali che accompagnarono il passaggio verso nuove forme di sussistenza e allevamento.

Il sito ha restituito importanti testimonianze relative alle prime fasi della domesticazione della capra, risalenti a circa 10.000 anni fa, oltre a strutture in mattoni crudi e numerosi reperti legati alla vita delle comunità neolitiche.

L’incontro genovese affronta anche una questione importante per l’archeologia contemporanea: quanto possono ancora raccontare le collezioni provenienti da scavi effettuati molti anni fa?

Nuove tecniche analitiche, nuovi approcci e nuove domande consentono infatti di tornare sui reperti conservati nei musei e nelle università e ottenere informazioni che non erano disponibili al momento degli scavi: archeologia dell’archeologia”, appunto.

Julien Riel-Salvatore

Julien Riel-Salvatore è professore ordinario in archeologia preistorica presso il Département d’anthropologie dell’Université de Montréal.

La sua attività scientifica riguarda la preistoria e l’archeologia, con particolare attenzione allo studio dei comportamenti umani e delle trasformazioni culturali delle società preistoriche.

Nel capoluogo ligure mostrerà come materiali già scavati e studiati possano essere nuovamente interrogati attraverso gli strumenti e le prospettive della ricerca contemporanea: anche in archeologia – è una battuta- non si butta via niente, come a Genova.

A segnalare l’appuntamento è Fabio Negrino, archeologo dell’Università di Genova, speleologo, e professore di Preistoria e Protostoria presso il DAFIST: svolge da anni attività di ricerca sul Paleolitico e sulla preistoria, con particolare attenzione anche ai siti della Liguria.

Il suo nome è legato, tra l’altro, alle ricerche archeologiche condotte all’Arma delle Manie, nel Finalese, importante sito per lo studio delle frequentazioni neandertaliane.

L’appuntamento, come abbiamo accennato, fa parte di InPrA – Incontri di Preistoria e Antropologia ed è proposto nell’ambito della Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Genova, con il coinvolgimento di DAFIST-DIRAAS e del Corso di laurea triennale in Conservazione dei Beni Culturali.

Per : partecipare:

  • l’incontro si terrà lunedì 19 ottobre 2026 alle ore 11.15, nell’Aula 8, Via Balbi 2, Genova
  • È previsto il collegamento anche online attraverso Microsoft Teams: per gli utenti dell’Università di Genova il codice di accesso è kd44zmo; gli altri interessati possono richiedere l’accesso scrivendo a Fabio Negrino:
    fabio.negrino@unige.it

    FONTI
  • Post social Fabio Negrino
  • Locandina InPrA – Università degli Studi di Genova, Scuola di Scienze Umanistiche, DAFIST-DIRAAS
  • https://www.iranicaonline.org/articles/neolithic-age-in-iran

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  • Grotte come laboratori naturali: a Cagliari il confronto tra speleologia, ricerca e didattica
    Condividi Il 22 ottobre 2026, nella Cittadella universitaria di Monserrato, un seminario riunirà studiosi e speleologi. Dall’ecologia dei geotritoni alla preistoria, le grotte come laboratori naturali collegano discipline diverse. Il caso della Grotta di Bossea mostra come queste ricerche possano svilupparsi nel tempo. Il seminario di Monserrato sulle grotte e le scienze naturali Giovedì 22 ottobre 2026, alle 15.00, l’Aula 16 della Cittadella universitaria di Monserrato ospiterà il seminar
     

Grotte come laboratori naturali: a Cagliari il confronto tra speleologia, ricerca e didattica

Október 18th 2026 at 08:00

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Il 22 ottobre 2026, nella Cittadella universitaria di Monserrato, un seminario riunirà studiosi e speleologi. Dall’ecologia dei geotritoni alla preistoria, le grotte come laboratori naturali collegano discipline diverse. Il caso della Grotta di Bossea mostra come queste ricerche possano svilupparsi nel tempo.

Il seminario di Monserrato sulle grotte e le scienze naturali

Giovedì 22 ottobre 2026, alle 15.00, l’Aula 16 della Cittadella universitaria di Monserrato ospiterà il seminario “Le Grotte e le Scienze Naturali: Attualità e Prospettive, tra Ricerca e Didattica”. L’appuntamento coinvolge il corso di laurea in Scienze Ambientali e Naturali dell’Università di Cagliari e il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano, GSAGS.

Il programma mette in relazione esplorazione, geologia, biologia, fisiologia umana e studio della preistoria. Al centro c’è un approccio comune: considerare le grotte come laboratori naturali, nei quali osservare processi attuali e leggere le tracce del passato.

L’incontro si aprirà con i saluti e l’introduzione. Alle 15.15 interverrà Nicola Sitzia, presidente del GSAGS, con “50 anni di GSAGS!”. Il cinquantenario del gruppo offrirà il punto di partenza per affrontare il rapporto tra attività associativa, conoscenza del territorio e ricerca speleologica.

Speleologia scientifica: dispendio energetico ed esplorazione geologica

Alle 15.35 Giorgia Antoni, del GSAGS, presenterà “Il dispendio energetico in ambiente ipogeo: risultati di ricerca e nuove prospettive per la speleologia scientifica”. L’intervento porterà nel seminario il tema dell’impegno fisico richiesto dalla frequentazione delle cavità e del suo studio attraverso la ricerca.

Alle 15.55 seguirà Giovanni De Falco, indicato nel programma con le affiliazioni CNR e UNICA e come presidente della Federazione Speleologica Sarda. Il suo contributo, “Grotte senza geologi, geologi senza grotte: il rapporto tra esplorazione speleologica e conoscenza geologica”, affronterà il collegamento tra osservazione diretta del sottosuolo e interpretazione scientifica.

L’accostamento dei due interventi amplia il significato della speleologia scientifica. La grotta è sia ambiente di indagine sia luogo nel quale studiare l’attività umana necessaria a condurre esplorazioni e misure.

Chirotteri, biospeleologia e geotritoni nel programma di Cagliari

Alle 16.15 Alessandro Donato, laureato in Scienze Naturali all’Università di Cagliari, parlerà di “Bioacustica applicata al monitoraggio dei Chirotteri: biologia, abitudini comportamentali e metodi di studio”. Il programma proseguirà alle 16.35 con Andrea Rinaldi, UNICA e GSAGS, che proporrà un’“Introduzione alla biospeleologia”.

Alle 16.55 Alessio Mereu, della Federazione Speleologica Sarda, presenterà “La Commissione Biospeleologica della Federazione Speleologica Sarda e lo studio dell’ecologia dei geotritoni in Sardegna”. Questi contributi porteranno l’attenzione sugli organismi che frequentano o popolano gli ambienti sotterranei e sui metodi impiegati per conoscerli.

Il rapporto tra speleologi e specialisti della fauna ha anche una ricaduta nella conservazione. Tutela Pipistrelli dedica una propria sezione alla collaborazione con il mondo speleologico, collegando la protezione dei chirotteri alla tutela delle cavità che li ospitano.[1]

Preistoria e cavità naturali: l’intervento conclusivo

Alle 17.15 Vitale Sparacello, dell’Università di Cagliari, interverrà su “L’utilizzo antropico delle cavità naturali nella preistoria: note bioantropologiche”. La discussione e le conclusioni sono previste alle 17.35.

L’intervento completerà un percorso che passa dai processi geologici agli organismi viventi, fino alla presenza umana nel passato. Le grotte come laboratori naturali comprendono infatti anche archivi sedimentari e biologici utili alla ricostruzione degli ambienti e delle frequentazioni preistoriche. Un esempio è Grotta Mora Cavorso, nel Lazio, dove lo studio di pollini e carboni ha contribuito a ricostruire l’evoluzione della vegetazione tra le fasi finali del Pleistocene e l’Olocene.[2]

La locandina riporta il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Cagliari. Compaiono inoltre la Federazione Speleologica Sarda e Sentieri nel Buio. Per informazioni sono indicati l’indirizzo rinaldi@unica.it e il numero 347 9933912.

Relazione di approfondimento: grotte come laboratori naturali per la ricerca scientifica

Dall’acqua al microclima, dalla biodiversità agli archivi del clima antico: le cavità consentono osservazioni interdisciplinari. La Grotta di Bossea, in Piemonte, offre un esempio di ricerca continuativa fondata su monitoraggi, collaborazione tra enti e attività speleologica.

Grotte come laboratori naturali: un sistema aperto da osservare

Definire le grotte come laboratori naturali significa riconoscere che al loro interno si possono studiare processi nel contesto in cui avvengono. Acqua, roccia, atmosfera e organismi interagiscono nello stesso ambiente. Le misure raccolte permettono di analizzare queste relazioni, invece di esaminare soltanto campioni separati dal luogo di origine.[3][4]

Molti settori profondi presentano oscillazioni termiche attenuate rispetto alla superficie. Questa relativa stabilità facilita alcune osservazioni di lungo periodo. Non equivale a immobilità: ventilazione, infiltrazione, piene e scambi gassosi continuano a modificare il sistema. La ricerca sul microclima ipogeo studia proprio il rapporto tra condizioni interne e sollecitazioni esterne.[4]

Il valore scientifico della cavità nasce quindi dall’incontro tra continuità e variazione. Un ambiente relativamente stabile permette di riconoscere segnali deboli. Gli eventi di pioggia e le variazioni stagionali mostrano invece come il sistema risponde al cambiamento. A Bossea, questo approccio collega le misure del torrente alle precipitazioni, alle temperature e alla composizione delle acque.[3]

Idrogeologia carsica: seguire l’acqua dentro la montagna

Le grotte offrono punti di accesso alle circolazioni sotterranee. Consentono di osservare corsi d’acqua, stillicidi e afflussi laterali, mettendo in relazione i diversi contributi che alimentano un acquifero. Nel laboratorio di Bossea le ricerche comprendono sia i grandi condotti sia i drenaggi minori e i circuiti impostati sulle fratture delle rocce.[3]

Le indagini combinano misure fisiche e chimiche con lo studio dell’assetto geologico. Le marcature mediante traccianti ottici o chimici aiutano a ricostruire i collegamenti idrici. Il monitoraggio continuativo permette poi di confrontare il comportamento dei diversi punti di misura durante le fasi di piena e di magra.[3]

Questo insieme di osservazioni chiarisce una distinzione importante. Il torrente visibile rappresenta soltanto una parte del sistema. Una quota dell’alimentazione può provenire da percorsi meno evidenti, ma significativi nel bilancio complessivo. A Bossea, i circuiti minori nelle rocce fratturate contribuiscono alla portata soprattutto nelle stagioni secche.[3]

Le grotte come laboratori naturali consentono così di passare dalla descrizione di una galleria alla comprensione del funzionamento di un acquifero. L’esplorazione individua i luoghi da osservare. Le misure permettono di interpretarli.[3]

Microclima delle grotte: temperatura, ventilazione e anidride carbonica

La meteorologia ipogea studia le condizioni dell’atmosfera sotterranea e i suoi scambi con l’esterno. Tra i parametri osservati figurano temperatura, pressione, umidità relativa, direzione e velocità delle correnti d’aria. Anche evaporazione e condensazione partecipano al funzionamento dell’ambiente.[3]

La concentrazione di anidride carbonica aggiunge un’altra dimensione. A Bossea viene studiata in relazione sia alla presenza umana sia al regime del torrente. L’osservazione congiunta dei parametri aiuta a distinguere fenomeni che, considerati separatamente, potrebbero apparire simili.[3]

Nelle cavità frequentate dal pubblico, il monitoraggio sostiene anche la gestione. Le ricerche sull’aria di grotta analizzano infatti gli effetti della frequentazione e dell’illuminazione artificiale sulle condizioni ambientali e sulle comunità microbiche. Il laboratorio naturale diventa così anche un luogo nel quale valutare il rapporto tra fruizione e conservazione.[4]

Speleotemi e paleoclima: le concrezioni come archivi ambientali

Stalattiti, stalagmiti e colate sono speleotemi: depositi minerali che possono conservare informazioni sulle condizioni nelle quali si sono formati. Le stalagmiti sono particolarmente utilizzate nelle ricostruzioni paleoclimatiche. Possono crescere per migliaia di anni, essere datate e fornire sequenze ambientali ad alta risoluzione.[5]

La loro composizione dipende dall’acqua che raggiunge la grotta. Questa risente delle precipitazioni, della temperatura, della vegetazione e dei processi che avvengono lungo il percorso di infiltrazione. Gli isotopi stabili dell’ossigeno e del carbonio, insieme agli elementi in traccia, costituiscono alcuni dei principali indicatori studiati.[5]

Un indicatore climatico non è una registrazione diretta e isolata della temperatura. Il segnale deriva da più processi collegati. Per interpretarlo servono cronologie affidabili e conoscenza del contesto ambientale. La rete di laboratori del CNR comprende preparazione di microcampioni, analisi isotopiche, studio degli elementi in traccia e datazioni uranio-torio.[5][6]

La Grotta di Ernesto, nell’Italia nordorientale, offre un esempio concreto. Uno studio sulla stalagmite ER 76 ha combinato isotopi stabili, spessore delle lamine, radiocarbonio e datazioni delle serie dell’uranio per esaminare la variabilità climatica dell’Olocene. Il lavoro mostra come più metodi concorrano alla lettura di uno stesso archivio.[7]

Biospeleologia: biodiversità e relazioni ecologiche nel sottosuolo

La biospeleologia studia gli organismi degli ambienti sotterranei e le loro relazioni con l’habitat. Le ricerche comprendono inventari faunistici, identificazione delle specie, distribuzione geografica e cicli vitali. La conoscenza della fauna acquista maggiore significato quando viene collegata alle condizioni fisiche e idrologiche della cavità.[3]

Bossea documenta questo percorso. Le ricerche biologiche furono presenti fin dalle prime fasi del laboratorio. Un inventario del 1991 riportava 50 specie animali. Le indagini successive ampliarono il quadro e portarono anche all’identificazione di specie nuove per la scienza. Questi dati descrivono tappe della ricerca, non un censimento definitivo della biodiversità attuale.[3]

La continuità delle osservazioni conta quanto la singola scoperta. Il laboratorio permette infatti di tornare negli stessi ambienti e approfondire aspetti differenti del popolamento. Lo studio dei cicli vitali dei coleotteri ipogei, documentato nella storia di Bossea, mostra come la ricerca possa andare oltre il semplice elenco delle presenze.[3]

Microbiologia delle grotte: minerali, comunità e ricerca applicata

Le cavità ospitano comunità microbiche che partecipano ai cicli degli elementi e alle trasformazioni dei minerali. La ricerca combina osservazioni ambientali, colture e strumenti molecolari. Questi approcci permettono di esaminare sia gli organismi coltivabili sia componenti delle comunità difficili da studiare con i soli metodi tradizionali.[4]

La microbiologia sotterranea riguarda anche la conservazione. Frequentazione e illuminazione possono modificare gli equilibri delle comunità presenti. Studiare tali variazioni aiuta a comprendere l’effetto delle attività umane sull’ecosistema e sulle superfici della grotta.[4]

Un ulteriore settore è la ricerca di sostanze e funzioni biologiche utilizzabili in ambito biotecnologico. Le revisioni scientifiche descrivono il microbioma delle grotte come un campo di indagine ancora ampio. Il potenziale applicativo richiede sperimentazione e va accompagnato da pratiche di campionamento sostenibili. Non coincide automaticamente con la disponibilità di prodotti o terapie.[8]

Chirotteri e geotritoni: ricerca scientifica e tutela degli habitat

Il seminario di Monserrato dedicherà spazio alla bioacustica dei chirotteri e all’ecologia dei geotritoni sardi. I due temi introducono organismi differenti e metodi di studio specifici. Condividono l’attenzione al rapporto tra presenza animale e caratteristiche dell’ambiente frequentato.

Per i pipistrelli, la collaborazione tra speleologi e chirotterologi consente di collegare le osservazioni raccolte durante l’attività in grotta alle competenze degli specialisti. Tutela Pipistrelli indica questa collaborazione come una risorsa per la conoscenza e la protezione delle cavità.[1]

La ricerca deve inoltre considerare i periodi sensibili del ciclo biologico. Nei siti di svernamento il disturbo può provocare risvegli e consumo delle riserve energetiche. La conservazione degli animali entra quindi nella pianificazione della frequentazione e delle attività di osservazione.[9]

Archeologia e bioantropologia: le grotte conservano la storia umana

Le cavità possono custodire sedimenti, resti animali e umani, carboni e pollini. L’interesse scientifico non riguarda soltanto i singoli reperti. Conta il contesto stratigrafico, cioè la posizione dei materiali e il loro rapporto con gli strati che li contengono. Lo studio integrato permette di collegare la frequentazione umana all’evoluzione dell’ambiente.[2]

A Grotta Mora Cavorso, sui Monti Simbruini, l’analisi dei pollini e dei carboni è stata affiancata allo studio della vegetazione attuale. Il confronto ha contribuito alla ricostruzione del paesaggio tra Pleistocene finale e Olocene, in una cavità con un patrimonio preistorico paleontologico e antropologico.[2]

Questo esempio chiarisce il collegamento con l’intervento di Vitale Sparacello. La bioantropologia si inserisce in una ricerca che mette insieme storia delle popolazioni, uso degli spazi e condizioni ambientali.

Grotta di Bossea: dal 1969 un laboratorio carsologico sotterraneo

La Grotta di Bossea si trova in Val Corsaglia, nel comune di Frabosa Soprana, in provincia di Cuneo. L’ingresso è a 836 metri di quota. La parte inferiore fu attrezzata per le visite nel 1874. Nel 1969 venne istituita la Stazione Scientifica, poi sviluppata nel Laboratorio Carsologico Sotterraneo di Bossea.[10]

La struttura nacque dall’iniziativa di soci del Gruppo Speleologico Alpi Marittime del CAI di Cuneo. Alle prime attrezzature seguirono strumenti e programmi più articolati. La collaborazione continuativa con il Politecnico di Torino iniziò nel 1981 e contribuì all’ampliamento delle indagini.[3]

Il quadro descritto dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente nel 2024 vede la Struttura Operativa Bossea del CAI Centrale collaborare con il DIATI del Politecnico di Torino, ARPA Piemonte, ARPA Valle d’Aosta e INRiM. Le attività comprendono idrogeologia carsica, meteorologia ipogea, radioattività naturale e biospeleologia.[10]

Bossea rappresenta dunque un esempio di interdisciplinarità costruita attraverso una sede permanente. Lo stesso sistema sotterraneo permette di osservare fenomeni diversi, mantenendo una base comune di dati ambientali.[3][10]

Idrogeologia di Bossea: grandi condotti e circuiti nelle fratture

Il sistema di Bossea presenta condizioni utili allo studio di differenti forme di drenaggio. Le osservazioni riguardano il collettore principale, le acque percolanti e gli apporti minori. Le rocce fratturate che circondano i calcari partecipano alla circolazione e contribuiscono all’alimentazione del sistema.[3]

Le ricerche hanno progressivamente integrato stazioni di misura distribuite in punti diversi della cavità. L’automazione permette acquisizioni continuative anche nei settori meno accessibili. Il Politecnico ha inoltre sviluppato la trasmissione di dati verso un elaboratore esterno consultabile via web.[3]

La serie temporale diventa parte essenziale dell’esperimento naturale. Una misura descrive un momento. Una sequenza di misure permette di seguire l’evoluzione del fenomeno e confrontarla con piogge, variazioni di portata e caratteristiche chimiche delle acque.[3]

Radon a Bossea: un tracciante degli scambi tra rocce, acqua e aria

Uno degli indirizzi di ricerca più caratteristici di Bossea riguarda il radon. Questo gas radioattivo naturale può passare dalle rocce alle acque e all’atmosfera della grotta. Le sue variazioni aiutano a studiare i meccanismi di generazione, trasporto e scambio nel sistema sotterraneo.[10]

A Bossea il quadro geologico permette di esaminare sia l’emissione dalle rocce sia il trasporto attraverso l’acqua. La successiva liberazione del gas nell’atmosfera collega il circuito idrico alla ventilazione della cavità. La lettura del dato richiede quindi il confronto con le condizioni meteorologiche e idrologiche.[3]

Scintilena ha dedicato a questa attività un approfondimento sulla collaborazione tra CAI, Politecnico e agenzie ambientali. Le conoscenze prodotte hanno interesse anche per la prevenzione sanitaria, con gli adattamenti necessari ai diversi contesti territoriali.[10][11]

Strumenti e qualità dei dati nei laboratori sotterranei

Un laboratorio in grotta richiede strumenti capaci di funzionare in condizioni impegnative. L’umidità e la condensa possono interferire con le apparecchiature. La continuità delle misure dipende quindi anche da alimentazione elettrica, manutenzione e verifica delle catene di acquisizione.[10]

Un intervento descritto da SNPA nel febbraio 2024 documenta concretamente questo lavoro a Bossea. Gli operatori ripristinarono strumenti danneggiati dalla condensa e confrontarono differenti sistemi per misurare il radon nell’acqua. Furono impiegati un dispositivo di degassificazione realizzato dai tecnici ARPA e campioni sigillati destinati alle analisi di laboratorio.[10]

Il confronto tra misure indipendenti costituisce parte della ricerca. Permette di verificare che le variazioni registrate appartengano al fenomeno studiato e non dipendano dal sistema di rilevamento. È un passaggio essenziale per trasformare l’osservazione in un risultato scientificamente utilizzabile.[10]

Didattica e volontariato: il laboratorio naturale come luogo di formazione

La storia di Bossea mette in relazione competenze scientifiche e attività volontaria. Gli operatori del CAI hanno contribuito all’installazione, alla manutenzione e al funzionamento del laboratorio. Le collaborazioni con università ed enti hanno ampliato strumenti, metodi e possibilità di interpretazione.[3]

Alla ricerca si sono affiancati convegni, pubblicazioni e corsi rivolti a docenti e operatori naturalistici. Il laboratorio ha così sviluppato una funzione didattica, oltre a quella di raccolta dei dati. La conoscenza prodotta nel sottosuolo è stata trasferita attraverso formazione e divulgazione.[3]

Il seminario del 22 ottobre a Monserrato si inserisce in questa relazione tra ricerca e didattica. Il programma porta nello stesso incontro esperienza associativa, scienze della Terra, studio degli organismi e bioantropologia. L’esempio di Bossea mostra come questo dialogo possa tradursi in osservazioni continuative, strumenti condivisi e formazione scientifica.

Fonti: programma del seminario e documentazione scientifica


Fonti
[1] La sezione speleo | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/la-sezione-speleo/
[2] Pollen record of the Late Pleistocene–Holocene stratigraphic sequence and current plant biodiversity from Grotta Mora Cavorso (Simbruini Mountains, Central Italy) https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9643123/
[3] Il laboratorio carsologico della grotta di Bossea https://csc.cai.it/il-laboratorio-carsologico-della-grotta-di-bossea/
[4] insights prehistoric caves can offer to our modern-day understanding https://link.springer.com/article/10.1007/s44274-025-00276-w
[5] Aree Tematiche – Cnr-Isp https://www.isp.cnr.it/index.php/it/earth/itemlist/category/53-aree-tematiche
[6] Speleotemi Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/keyword-laboratorio/speleotemi/
[7] Holocene climate variability in north-eastern Italy: potential influence of the NAO and solar activity recorded by speleothem data https://cp.copernicus.org/articles/8/1367/2012/cp-8-1367-2012.pdf
[8] Microbiome of caves for bioprospecting: a critical review https://journal.hep.com.cn/smab/EN/10.1007/s43393-024-00322-3
[9] Bat Week 2026: dal 24 al 31 ottobre i pipistrelli al centro della tutela delle grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/bat-week-2026-dal-24-al-31-ottobre-i-pipistrelli-al-centro-della-tutela-delle-grotte/10/15/
[10] Le ARPA e gli studi nella Grotta di Bossea – SNPA https://www.snpambiente.it/notizie/snpa/arpa-piemonte/le-arpa-e-gli-studi-nella-grotta-di-bossea/
[11] Grotta di Bossea: ARPA e CAI insieme per la ricerca sul radon https://www.scintilena.com/grotta-di-bossea-arpa-e-cai-insieme-per-la-ricerca-sul-radon/02/17/
[13] La Nostra Storia – CAI BOSSEA https://organizzazione.cai.it/struttura-operativa-bossea/chi-siamo/la-nostra-storia/
[14] Study of a complex karst system feeding: the case of Bossea cave https://www.semanticscholar.org/paper/dc6a048a3af6e51cc739d94c137a1af09255b07a
[15] STUDIO IDROGEOCHIMICO SUL CONTENUTO DI LANTANIDI NELLE ACQUE SOTTERRANEE https://www.semanticscholar.org/paper/44d228f6bfbc5baff1ba8582cefc2ad4f070e1bd
[16] Analisi delle concentrazioni di radon rilevate nella Grotta di Bossea … https://webthesis.biblio.polito.it/30350/
[17] Three pillars of sustainability in the wake of COVID-19: A systematic review and future research agenda for sustainable development https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8580193/
[18] Quei giovani degli anni 60 stregati dai segreti delle Grotte di Bossea https://www.lastampa.it/cuneo/2026/10/16/news/quei_giovani_degli_anni_60_stregati_dai_segreti_delle_grotte_di_bossea-15767305/
[19] An Integrated Approach for the Environmental Characterization of a Wide Potentially Contaminated Area in Southern Italy https://www.mdpi.com/1660-4601/14/7/693/pdf
[20] Aste di ottobre in Italia e all’estero – Finestre sull’Arte https://www.finestresullarte.info/mercato/aste-settimana-15-21-ottobre-2026
[21] An urban biorefinery for food waste and biological sludge conversion into polyhydroxyalkanoates and biogas. https://zenodo.org/record/3784607/files/Moretto%20Watres%202020%20-%201-s2.0-S0043135419311455-main.pdf
[22] Roma, dal 16 al 22 ottobre una settimana tra arte … https://www.lextra.news/roma-eventi-musei-mostre-visite-guidate-16-22-ottobre-2026/
[23] Temporary dense seismic network during the 2016 Central Italy seismic emergency for microzonation studies https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6761093/
[24] Un ottobre da record tra Parigi e New York: Monet guida le … https://insideart.eu/2026/10/16/un-ottobre-da-record-tra-parigi-e-new-york-monet-guida-le-vendite-la-lamborghini-miura-conquista-i-collezionisti/
[25] dal laboratorio sotterraneo alla fauna – Grotta di Bossea https://www.grottadibossea.com/esplora-la-grotta
[26] [PDF] Assetto geologico ed idrogeologico del Sistema Carsico di Bossea … https://iris.polito.it/retrieve/handle/11583/2869389/e384c434-c18b-d4b2-e053-9f05fe0a1d67/Assetto_Vigna%20Bossea%202020_.pdf
[27] [PDF] Fauna ipogea del sistema sotterraneo di Bossea e recenti ricerche https://iris.polito.it/retrieve/handle/11583/2938432/550877/Fauna%20ipogea%20min.pdf
[28] L’autunno a Roma con nuove mostre, visite guidate e la … https://www.revenews.it/cultura/2026/10/14/roma-eventi-culturali-16-22-ottobre-2026/
[29] Eventi astronomici 2026/2027: date e calendario del cielo https://www.sterngucker.de/it/eventi-astronomici/
[30] Notizie ed Eventi CNR https://dta.cnr.it/outreach/notizie-ed-eventi/
[31] Between history, work and passion: medieval castle, mud volcanoes and Ferrari https://iris.unimore.it/bitstream/11380/1067632/1/2015Sciarraetal.GFTsalse.pdf
[32] Carbonati biogenici Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/keyword-laboratorio/carbonati-biogenici/
[33] Olimpiadi delle Scienze, brillano gli studenti di Genzano e Velletri https://www.castellinotizie.it/2026/03/28/olimpiadi-delle-scienze-brillano-gli-studenti-di-genzano-e-velletri-vailati-e-landi-tra-i-migliori-del-lazio/
[34] Analitico Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/categoria-laboratorio/analitico/
[35] Biospeleologia, 445 specie in 16 grotte brasiliane: la biodiversità si decide nei microhabitat – Scintilena https://www.scintilena.com/biospeleologia-445-specie-in-16-grotte-brasiliane-la-biodiversita-si-decide-nei-microhabitat/10/13/
[36] Autunno dei pipistrelli https://valtellinamobile.it/autunno-dei-pipistrelli/
[37] Microfossili Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/keyword-laboratorio/microfossili/
[38] Analisi elementare Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/keyword-laboratorio/analisi-elementare/
[39] Biomarker Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/keyword-laboratorio/biomarker/
[40] Suoli e sedimenti Archivi – CNR Paleoclima https://www.paleoclima.cnr.it/keyword-laboratorio/suoli-e-sedimenti/
[41] Microrganismi delle grotte e gas serra: il clima passa anche dal sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/microrganismi-delle-grotte-e-gas-serra-il-clima-passa-anche-dal-sottosuolo/10/13/
[42] Speleologia e ricerca scientifica: le grotte come laboratori naturali … https://www.scintilena.com/speleologia-e-ricerca-scientifica-le-grotte-come-laboratori-naturali-per-decine-di-discipline/03/11/
[43] Guano di pipistrelli al Camino del Hierro: la ricerca collega … https://www.scintilena.com/guano-di-pipistrelli-al-camino-del-hierro-la-ricerca-collega-salute-pubblica-e-tutela-delle-grotte/10/13/
[44] Classificazione genetica, caratteri petrologici distintivi e valori isotopici correlati di calcari incrostanti deposti da acque scorrenti (Travertini – Calcareous Tufa – Speleotemi) http://www.socgeol.it/792/rend_online_soc_geol_it_vol_27_2013_doi_10_3301_rol_2013_17.html
[45] Ricostruzioni paleoclimatiche e paleoambientali da concrezioni di grotta https://www.semanticscholar.org/paper/fc4da3f82dad26d4e0ca2cc14d26e56f13ddb345
[46] Microbiome of caves for bioprospecting: a critical review – OUCI https://ouci.dntb.gov.ua/en/works/lebR1WJ9/
[47] The Cave Environment – jstor https://www.jstor.org/stable/1727057
[48] Pollen-based reconstruction of Holocene vegetation and climate in Southern Italy: the case of Lago di Trifoglietti https://www.clim-past.net/8/1973/2012/cp-8-1973-2012.pdf
[49] [PDF] WORKSHOP – CNR Solar http://eprints.bice.rm.cnr.it/19020/1/Voume%20abstract%20Workshop%20paleoclima%20aggiornato.pdf
[50] The last 7 millennia of vegetation and climate changes at Lago di Pergusa (central Sicily, Italy) https://cp.copernicus.org/articles/9/1969/2013/cp-9-1969-2013.pdf
[51] Il Consiglio Direttivo | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/il-consiglio-direttivo/
[52] Contrasting patterns of climatic changes during the Holocene across the Italian Peninsula reconstructed from pollen data https://cp.copernicus.org/articles/9/1233/2013/cp-9-1233-2013.pdf
[53] Burst-like swarms in the Campi Flegrei caldera accelerating unrest from 2021 to 2024 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11814350/
[54] Contenuti_italiano – Cnr-Isp https://www.isp.cnr.it/index.php/it/chi-siamo/storia/itemlist/category/1-contenuti-italiano?start=336
[55] Informazioni ipogee | aggrottiamoci https://aggrottiamoci.com/informazioni-ipogee/
[56] LINK SITI – Circolo Speleologico Romano https://www.circolospeleologicoromano.it/csr/collegamenti-esterni
[57] Vuoi fare il volontario per i pipistrelli a Roma? – Scintilena https://www.scintilena.com/vuoi-fare-il-volontario-per-i-pipistrelli-a-roma/05/12/
[58] [PDF] primo convegno italiano sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf
[59] From the Alps to the Arctic, the Politecnico Di Torino Guides Research Towards Zero Emission Scientific Bases https://ground.news/article/from-the-alps-to-the-arctic-the-politecnico-di-torino-guides-research-towards-zero-emission-scientific-bases
[60] RomaNatura dedica il calendario 2014 alle Secche di Tor Paterno https://www.tutelapipistrelli.it/2013/12/06/romanatura-dedica-il-calendario-2014-alle-secche-di-tor-paterno/
[61] Emergenza nel Mondo dei Pipistrelli: Tutela Pipistrelli Chiede Aiuto … https://www.scintilena.com/emergenza-nel-mondo-dei-pipistrelli-tutela-pipistrelli-chiede-aiuto-ai-cittadini/07/28/

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Speleoarcheologia, Lamalunga e Digital Twin: a Bari la tutela collega grotte e paesaggio

Október 18th 2026 at 07:00

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Rilievi 3D, GIS e conservazione al centro di MetroArchaeo 2026: la speleoarcheologia di Lamalunga e lo studio delle orme di dinosauro indicano strumenti condivisi per documentare il patrimonio pugliese.

MetroArchaeo 2026: dalla speleoarcheologia di Lamalunga ai siti con orme fossili

La speleoarcheologia, i modelli digitali e la gestione dei dati territoriali entrano nel confronto sulla conservazione del patrimonio pugliese. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari ha partecipato a MetroArchaeo 2026 con due contributi. Il primo riguarda il sistema carsico di Lamalunga. Il secondo affronta la diagnostica conservativa dei siti con impronte di dinosauro del territorio barese.

Il convegno internazionale IMEKO TC26, dedicato alla metrologia applicata all’archeologia e ai beni culturali, si è svolto a Bari dal 14 al 16 ottobre 2026. Il suo campo di lavoro comprende produzione, interpretazione e affidabilità delle misure. Tra i temi figurano diagnostica non distruttiva, geomatica, modellazione tridimensionale e gestione digitale delle informazioni. [web:4]

I due lavori della Soprintendenza condividono una prospettiva operativa. La documentazione scientifica viene organizzata per sostenere il monitoraggio, riconoscere le vulnerabilità e orientare la conservazione. Le testimonianze studiate restano differenti per età, natura e ambiente. Il collegamento riguarda gli strumenti di conoscenza e tutela.

Lamalunga e Uomo di Altamura: la speleoarcheologia considera l’intero sistema carsico

Il contributo “From Neanderthal to Landscape: Protection Strategies and Digital Twin Approaches for the Lamalunga Cave System (Altamura – Apulia, Southern Italy)” presenta una ricerca multidisciplinare. Il lavoro parte dall’Uomo di Altamura e amplia l’indagine alla grotta e al paesaggio circostante.

Gli autori sono F.R. Paolillo, E. Dellù, C. Annese, F. Banfi, D. Blanco, S. Urbini, I. Nicolosi, T. Rinaldi, A. Quagliariello, S. Sivilli, A. Tenore e I. Fiore.

Il fossile fu scoperto il 3 ottobre 1993 nella grotta di Lamalunga, durante esplorazioni speleologiche. Gli studi morfologici e paleogenetici lo attribuiscono a Homo neanderthalensis. Le ricerche collocano l’individuo in un intervallo generalmente indicato fra circa 172.000 e 130.000 anni fa. La cronologia deriva anche dalle datazioni delle concrezioni carbonatiche associate ai resti. [web:38][web:46]

Per la speleoarcheologia, Lamalunga mostra quanto sia importante conservare il rapporto fra reperto e ambiente. Le ossa sono inglobate nelle concrezioni. La loro posizione, i sedimenti e la geometria degli spazi concorrono alla ricostruzione del contesto. La cavità che ospita lo scheletro richiede tecniche speleologiche per essere raggiunta. [web:40]

Digital Twin e rilievi 3D per la conservazione di Lamalunga

Il progetto presentato a MetroArchaeo integra rilievi tridimensionali, indagini scientifiche e approcci Digital Twin. L’obiettivo è collegare conoscenze diverse e sviluppare strumenti per il monitoraggio dell’intero sistema.

Un gemello digitale applicato al patrimonio non coincide con una semplice immagine tridimensionale. È un ambiente informativo che può associare geometrie, documentazione, analisi e aggiornamenti. Nel quadro scientifico del convegno, questi strumenti sono collegati alla manutenzione, alla conservazione preventiva e alla valutazione degli interventi. [web:8]

Lamalunga possiede già una storia di documentazione digitale. Un lavoro pubblicato nel 2004 descriveva il rilievo topografico tridimensionale dei resti e delle loro relazioni spaziali. Nel 2023, uno studio su Communications Biology ha ricostruito virtualmente il cranio mediante laser scanning e fotogrammetria. Le parti non direttamente osservabili furono acquisite con una fotocamera montata su una sonda. [web:44][web:40]

Queste esperienze mostrano una funzione concreta della documentazione 3D. Le tecnologie consentono di studiare dettagli difficili da raggiungere e di confrontare dati senza dover osservare ogni volta direttamente tutte le superfici. [web:40]

GIS e impronte di dinosauro: la tutela della rete dei siti baresi

Il secondo contributo è il poster “GIS-Based Conservation Diagnostics and Spatial Data Integration for the Management of Open-Air Ichnological Heritage: The Bari Dinosaur Tracksites Network (Southern Italy)”. Gli autori sono F.R. Paolillo, C. Annese ed E. Dellù.

Il lavoro propone l’integrazione di informazioni territoriali e conservative attraverso sistemi GIS. Questi strumenti permettono di mettere in relazione la posizione dei siti, le osservazioni sul loro stato e le vulnerabilità individuate. Il risultato atteso è un supporto alle strategie di conservazione della rete di giacimenti.

Le impronte appartengono al patrimonio icnologico, cioè alle testimonianze delle attività degli organismi del passato. Nel territorio di Altamura, Cava Pontrelli conserva una vasta superficie con tracce di dinosauri del Cretacico superiore. La Società Paleontologica Italiana ricostruisce la scoperta del sito nel 1999 e i successivi ritrovamenti nell’area. [web:59][web:62]

Il rapporto con Lamalunga non è cronologico. Le orme dei dinosauri precedono di decine di milioni di anni il Neanderthal. I due progetti si incontrano sul piano della gestione: documentare le testimonianze, comprenderne il contesto e trasformare i dati in decisioni di tutela. La speleoarcheologia si inserisce in questo dialogo mantenendo riconoscibili le competenze archeologiche, paleoantropologiche, paleontologiche e geologiche.

Relazione di approfondimento: la speleoarcheologia tra ricerca, documentazione e conservazione

La speleoarcheologia studia le testimonianze umane negli ambienti sotterranei attraverso il rapporto fra esplorazione, archeologia e scienze della Terra. Lamalunga offre un punto di partenza per comprendere metodi, responsabilità e sviluppi della ricerca.

Speleoarcheologia: campo di studio e rapporti con le altre discipline

La speleoarcheologia può essere descritta come un ambito interdisciplinare dedicato alle tracce della presenza umana nelle grotte e nei contesti ipogei. L’interesse non si limita agli oggetti. Comprende spazi, depositi, resti biologici e trasformazioni del sottosuolo. Le attività speleologiche italiane comprendono anche lo studio delle cavità artificiali di interesse storico e antropologico. [web:30][web:80]

È utile distinguere i principali campi coinvolti:

  • L’archeologia ricostruisce le attività umane attraverso le testimonianze materiali e i loro rapporti.
  • La paleoantropologia studia i resti umani antichi e l’evoluzione delle popolazioni.
  • La paleontologia analizza gli organismi del passato; l’icnologia considera anche le tracce delle loro attività.
  • La geologia e la sedimentologia chiariscono formazione della cavità, origine dei depositi e trasformazioni del contesto.
  • La speleologia fornisce conoscenze dell’ambiente sotterraneo, documentazione topografica e competenze esplorative.

Il caso di Altamura rende visibili queste connessioni. L’attribuzione del fossile deriva da dati anatomici e genetici. La cronologia richiede lo studio dei carbonati. L’accesso e la documentazione dipendono anche dalle condizioni della grotta. Nessuna di queste componenti sostituisce le altre. [web:46][web:40]

Grotte naturali e cavità artificiali nella speleoarcheologia

Le grotte naturali possono conservare tracce di frequentazione, depositi contenenti resti umani e animali, manufatti o testimonianze simboliche. Le cavità artificiali documentano invece anche il progetto di scavo e le funzioni assegnate al sottosuolo. La distinzione riguarda l’origine dello spazio, non il suo valore storico. [web:33][web:80]

Il Catasto Nazionale Cavità Artificiali comprende opere idrauliche, insediative civili, di culto, militari, estrattive e di transito. Acquedotti, cisterne, miniere e ipogei richiedono quindi letture differenti. Forma, tecnica costruttiva e collegamenti con la superficie concorrono a interpretarne la funzione. [web:83][web:30]

Una cavità può attraversare più fasi d’uso. La ricerca deve ricostruire queste trasformazioni attraverso le evidenze disponibili. Lo studio delle strutture considera anche i rapporti fra parti costruite, modifiche e contesto territoriale, secondo l’approccio dell’archeologia dell’architettura. [web:9][web:19]

Depositi di grotta e stratigrafia: come si forma l’archivio sotterraneo

Una grotta non è un contenitore immobile. Acqua, gravità, crolli e apporti esterni possono introdurre, spostare o asportare materiali. Anche le precipitazioni carbonatiche trasformano il deposito. Per questo l’interpretazione archeologica richiede una ricostruzione dei processi di formazione. [web:33]

I sedimenti possono provenire dalle pareti della cavità oppure dall’esterno. Tra gli apporti figurano detriti di versante, materiali trasportati dai corsi d’acqua, particelle infiltrate dal suolo e depositi eolici. Le concrezioni costituiscono invece depositi chimici. La loro crescita può ricoprire reperti e superfici preesistenti. [web:33]

La stratigrafia mette in relazione queste componenti. La posizione di un oggetto acquista significato insieme al sedimento che lo contiene e alle trasformazioni subite. Un reperto trasportato dall’acqua non documenta automaticamente un’attività umana nel punto esatto del ritrovamento. La lettura del contesto deve considerare anche erosione e rideposizione. [web:33]

La tutela riguarda quindi l’intero deposito. Un sedimento apparentemente uniforme può contenere informazioni sulla storia della grotta, sulle condizioni ambientali e sulle relazioni fra resti e processi geologici. La perdita di questi rapporti riduce le possibilità di interpretazione. [web:33]

Tafonomia e micromorfologia nella ricerca speleoarcheologica

La tafonomia studia i processi che intervengono fra la morte di un organismo e la conservazione dei suoi resti. In grotta aiuta a interpretare la distribuzione delle ossa, le trasformazioni del deposito e il rapporto fra accumulo biologico e attività umana. La microstratigrafia aggiunge una lettura a scala molto fine. [web:76]

A Lamalunga lo scheletro è disarticolato e rivestito da calcite. La disposizione dei resti e le condizioni della cavità sono parte della ricerca. Il rilievo tridimensionale pubblicato nel 2004 permise di esaminare le relazioni fra elementi scheletrici anche da punti di osservazione non accessibili direttamente. [web:44][web:40]

La micromorfologia analizza la struttura dei sedimenti attraverso campioni preparati per l’osservazione microscopica. Il suo valore consiste nel collegare le componenti minute alla loro posizione nel deposito. A Denisova, questi approcci sono stati integrati anche con lo studio del DNA antico conservato nei sedimenti. [web:76][web:84]

Scavo archeologico in grotta: documentazione e competenze

Lo scavo richiede un progetto scientifico e le autorizzazioni previste. In Italia, una ricerca finalizzata al rinvenimento di beni archeologici non può essere avviata come semplice prosecuzione di un’esplorazione speleologica. La documentazione ministeriale distingue esplicitamente le ricerche autorizzate dai ritrovamenti fortuiti. [web:22][web:26]

L’attività sul campo deve mantenere collegati descrizioni, fotografie, posizione dei materiali e informazioni stratigrafiche. I sistemi informativi digitali servono proprio a organizzare questi rapporti. Un caso metodologico pubblicato nel 2023 affronta l’acquisizione e l’archiviazione dei dati durante scavi archeologici in emergenza. [web:13]

Negli ambienti sotterranei, il progetto scientifico deve confrontarsi anche con le condizioni di accesso. Il caso di Lamalunga mostra una soluzione mirata: l’impiego di sonde fotografiche ha consentito di documentare parti del cranio separate dagli operatori da una cortina di concrezioni. La tecnica di acquisizione è stata adattata al contesto. [web:40]

Datazioni nella speleoarcheologia: radiocarbonio, uranio-torio e luminescenza

Non esiste un metodo di datazione valido per tutti i materiali. La scelta dipende dal campione, dall’età attesa e dal processo che si vuole ricostruire. Le rassegne sui depositi di grotta considerano radiocarbonio, serie dell’uranio, luminescenza e risonanza di spin elettronico. [web:32]

Il radiocarbonio è utilizzabile su materiali contenenti carbonio di origine biologica, quando le condizioni di conservazione lo permettono. Il suo campo operativo arriva, in termini generali, a circa 50.000 anni. Non è quindi il metodo adatto a collocare direttamente un individuo antico quanto l’Uomo di Altamura. [web:27][web:46]

Le datazioni uranio-torio sono particolarmente importanti per i carbonati di grotta. Misurano la formazione del materiale analizzato. Se una concrezione ricopre un reperto, la relazione stratigrafica permette di ricavare un vincolo cronologico. La data della calcite non va confusa automaticamente con quella dell’evento umano. [web:27][web:40]

La luminescenza permette di costruire cronologie dei depositi sedimentari. A Denisova, le datazioni ottiche sono state integrate con reperti, resti faunistici e DNA sedimentario. Lo studio pubblicato nel 2025 utilizza complessivamente 150 età ottiche per ricostruire la sequenza pleistocenica delle diverse camere. [web:75]

Il risultato più utile nasce dall’incrocio dei metodi. Una data misura un processo specifico. La ricostruzione storica richiede che quel processo sia collegato correttamente al contesto archeologico. [web:32][web:75]

DNA antico nei sedimenti: nuove informazioni per la speleoarcheologia

I depositi possono conservare informazioni genetiche anche quando non restituiscono resti umani riconoscibili. Il DNA sedimentario amplia quindi le possibilità di ricerca. Il suo impiego richiede una stretta integrazione con stratigrafia e cronologia. [web:73][web:75]

Nel 2021, uno studio su Denisova ha analizzato 728 campioni di sedimento. DNA mitocondriale umano antico è stato recuperato in 175 campioni. I risultati hanno documentato la presenza di Denisoviani, Neanderthal e Homo sapiens in differenti fasi della sequenza. [web:73]

Le ricerche successive hanno esteso il quadro. Lo studio del 2025 integra 963 campioni di sedimento e identifica DNA mitocondriale di ominini in 213 di essi. Questi numeri riguardano campioni analizzati, non individui vissuti nella grotta. Il dato genetico deve essere interpretato insieme alle altre evidenze. [web:75]

Rilievo 3D e fotogrammetria: misurare senza separare il reperto dal contesto

La documentazione tridimensionale registra forma e relazioni spaziali. Laser scanning e fotogrammetria possono essere combinati quando le condizioni di osservazione cambiano all’interno dello stesso sito. La ricerca sul cranio di Altamura costituisce un esempio concreto di questa integrazione. [web:40]

Nello studio del 2023, la parte frontale fu acquisita con laser scanner. Le porzioni posteriori furono documentate mediante fotogrammetria con una fotocamera su sonda. I due insiemi digitali furono successivamente ricomposti attraverso un protocollo basato sul confronto morfologico. [web:40]

La distinzione fra misura e ricostruzione è essenziale. La superficie acquisita deriva da un’osservazione strumentale. Il riallineamento delle parti richiede anche procedure interpretative. Dichiarare questi passaggi rende il modello utilizzabile per confronti scientifici e non soltanto per la visualizzazione. [web:40][web:8]

GIS e Digital Twin nella gestione del patrimonio sotterraneo

Il GIS organizza le informazioni nello spazio. Nel patrimonio culturale, l’integrazione fra dati geometrici e informazioni tematiche permette di collegare elementi, materiali, alterazioni e contesto territoriale. Il modello digitale diventa così interrogabile, anziché limitarsi a rappresentare una forma. [web:47]

Il Digital Twin sviluppa ulteriormente questo orientamento. Un sistema utile alla conservazione deve collegare il modello ai dati e prevedere il loro aggiornamento. Le applicazioni discusse a MetroArchaeo comprendono monitoraggio, gestione preventiva e scenari di intervento. [web:8]

Per la speleoarcheologia, questa impostazione suggerisce una gestione unitaria delle informazioni. Il rilievo della cavità può essere collegato a schede dei reperti, documentazione delle indagini e dati conservativi. Si tratta di una direzione metodologica, non della semplice produzione di un ambiente virtuale destinato alla visita. [web:8][web:13]

La qualità del risultato dipende dalla tracciabilità. Strumenti, procedure di acquisizione e margini di incertezza devono rimanere riconoscibili. Il programma scientifico di MetroArchaeo pone proprio l’affidabilità delle misure al centro del confronto. [web:4][web:8]

Conservazione delle grotte archeologiche e tutela dei pipistrelli

La conservazione del patrimonio sotterraneo comprende anche l’ambiente che lo ospita. Le modalità di accesso devono considerare la fragilità delle testimonianze e la presenza di organismi viventi. La tutela culturale non elimina le esigenze di protezione biologica. [web:40][web:85]

Per i pipistrelli, i periodi di ibernazione e riproduzione richiedono particolare attenzione. Il disturbo invernale può provocare risvegli e consumo delle riserve energetiche. L’illuminazione diretta e la permanenza ravvicinata presso le colonie devono essere evitate. La programmazione delle attività deve rispettare le limitazioni di accesso e le esigenze dei rifugi occupati. [web:85]

La documentazione remota offre anche una possibilità di divulgazione compatibile con siti difficilmente accessibili. Modelli e ambienti virtuali possono estendere l’esperienza senza trasformare ogni luogo di ricerca in uno spazio di visita diretta. La comunicazione deve distinguere evidenze, interpretazioni e ricostruzioni. [web:8]

Ritrovamenti in grotta: obblighi di legge e ruolo degli speleologi

Lo speleologo può contribuire in modo decisivo attraverso l’osservazione, il rilievo e la segnalazione. La storia di Lamalunga mostra il rapporto fra scoperta speleologica e successivo sviluppo della ricerca paleoantropologica. Scintilena ha documentato anche le attività di assistenza e sorveglianza svolte dal CARS in relazione al sito. [web:6][web:12]

In presenza di una scoperta fortuita, l’articolo 90 del Codice dei beni culturali prevede la denuncia entro ventiquattro ore. La comunicazione può essere indirizzata alla Soprintendenza competente, al sindaco o all’autorità di pubblica sicurezza. I beni devono essere conservati temporaneamente nelle condizioni e nel luogo del rinvenimento. [web:22]

La condotta operativa conseguente è prudente: interrompere le azioni che potrebbero alterare il contesto, non raccogliere i materiali e trasmettere la segnalazione alle autorità. La rimozione non è un passaggio ordinario dell’esplorazione. La normativa ammette esigenze specifiche di sicurezza e conservazione, che non autorizzano raccolte autonome. [web:22][web:26]

Il contributo dei gruppi speleologici resta quindi distinto dallo scavo archeologico. Conoscenza degli accessi, cartografia e continuità di osservazione possono sostenere i progetti coordinati dagli enti competenti. La collaborazione conserva valore quando ruoli e responsabilità sono chiari. [web:12][web:22]

Speleoarcheologia e patrimonio paleontologico: il significato del confronto pugliese

Lamalunga e i siti con orme di dinosauro appartengono a storie differenti. Nel primo caso, la ricerca riguarda un essere umano fossile e il suo contesto carsico. Nel secondo, studia tracce biologiche impresse in superfici molto più antiche. Le impronte non costituiscono testimonianze archeologiche della presenza umana. [web:46][web:59]

La connessione riguarda la documentazione e la gestione. Entrambi i patrimoni richiedono misure affidabili, lettura del contesto e conservazione delle relazioni spaziali. Il confronto proposto a MetroArchaeo colloca questi problemi nel più ampio campo delle tecnologie applicate ai beni culturali. [web:4][web:8]

Per la speleoarcheologia, la prospettiva più produttiva è l’integrazione. L’esplorazione individua e documenta gli ambienti. L’archeologia e le scienze naturali interpretano le testimonianze. La gestione digitale collega i risultati. La tutela conserva il sito e le informazioni che ancora contiene. [web:30][web:33][web:8]

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  • Le ferite della Grotta di Shanidar: Neanderthal in Iraq
    Condividi Una nuova analisi dei resti di un Neanderthal rinvenuto nella cavità del Kurdistan iracheno documenta un trauma penetrante alla scapola: si riapre anche il tema delle deposizioni intenzionali nella grotta Una lesione nella scapola di un Neanderthal vissuto circa 75.000 anni fa potrebbe essere stata provocata da una lancia di legno. È quanto emerge dallo studio di Shanidar A, uno degli individui rinvenuti nella Grotta di Shanidar, nel Kurdistan iracheno. La ricerca, coordinata
     

Le ferite della Grotta di Shanidar: Neanderthal in Iraq

Október 18th 2026 at 06:00

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Una nuova analisi dei resti di un Neanderthal rinvenuto nella cavità del Kurdistan iracheno documenta un trauma penetrante alla scapola: si riapre anche il tema delle deposizioni intenzionali nella grotta


Una lesione nella scapola di un Neanderthal vissuto circa 75.000 anni fa potrebbe essere stata provocata da una lancia di legno.

È quanto emerge dallo studio di Shanidar A, uno degli individui rinvenuti nella Grotta di Shanidar, nel Kurdistan iracheno.

La ricerca, coordinata da Emma Pomeroy dell’Università di Cambridge e pubblicata il 15 ottobre 2026 su Scientific Reports, ha analizzato una perforazione quasi circolare, larga circa 15 millimetri, presente sulla scapola sinistra.

Le caratteristiche della frattura indicano che il trauma avvenne quando l’osso era ancora fresco.

La traiettoria ricostruita suggerisce inoltre che l’oggetto fosse penetrato dalla parte anteriore del torace verso la schiena prima di raggiungere la scapola.

La perforazione individuata sulla scapola sinistra di Shanidar A. Le analisi macroscopiche, microscopiche e µCT indicano un trauma penetrante avvenuto intorno al momento della morte, compatibile con l’impatto di una lancia di legno. Immagine: A. Pantoja-Pérez e N. Sala, da Pomeroy et al., Scientific Reports (2026) – CC BY 4.0.

Una possibile arma di legno
La forma della lesione è stata confrontata con dati sperimentali relativi all’impiego di lance.

Secondo i ricercatori, risulta compatibile con la penetrazione di una punta lignea dalla sezione arrotondata.

Una ferita di questo tipo avrebbe potuto interessare il polmone e importanti vasi sanguigni ed essere quindi letale.
Lo studio non permette però di stabilire le circostanze dell’episodio.

Gli autori considerano possibile un atto di violenza interpersonale, ma non escludono un incidente durante una battuta di caccia.
La lesione è una possibile testimonianza indiretta dell’impiego di armi interamente in legno, materiali che solo eccezionalmente riescono a conservarsi per periodi così lunghi.

Una precedente ferita al volto
Le analisi di Shanidar A hanno evidenziato anche un trauma più antico.
Un incisivo inferiore è gravemente danneggiato e altri elementi dentari mostrano alterazioni riconducibili a un forte trauma al volto.

La presenza di tartaro sulla superficie danneggiata indica che l’individuo era sopravvissuto per un certo periodo dopo la ferita.

Secondo gli studiosi, questo dato potrebbe indicare assistenza da parte degli altri membri del gruppo, come già ipotizzato per altri Neanderthal rinvenuti nella stessa grotta.


Più individui nello stesso settore della grotta
Shanidar A proviene da un piccolo settore della cavità, posto dietro un grande masso, nel quale sono stati identificati i resti di almeno cinque Neanderthal: quattro adulti e un bambino.
Le analisi stratigrafiche indicano che gli individui non furono deposti contemporaneamente. Il luogo sarebbe stato utilizzato in momenti diversi, forse nell’arco di anni o decenni.
Questo elemento contribuisce al dibattito sulla possibilità che i Neanderthal deponessero intenzionalmente i propri morti in luoghi determinati, anche se l’interpretazione dei comportamenti funerari neanderthaliani continua a essere oggetto di discussione scientifica.


Le nuove ricerche a Shanidar
La Grotta di Shanidar, sui monti Zagros, è uno dei principali siti per lo studio dei Neanderthal del Vicino Oriente.
Gli scavi condotti da Ralph Solecki tra il 1951 e il 1960 portarono alla scoperta dei resti di numerosi individui, alcuni dei quali presentavano patologie e traumi sopravvissuti a lungo.

Le ricerche sono riprese nel 2015, con un progetto diretto da Graeme Barker dell’Università di Cambridge. L’applicazione delle moderne tecniche di scavo e analisi sta permettendo di ricostruire con maggiore precisione la posizione dei resti e la successione degli eventi avvenuti nella cavità.


Il caso di Shanidar A aggiunge ora un nuovo elemento: una ferita penetrante compatibile con una lancia di legno, senza che sia ancora possibile stabilire se sia stata provocata intenzionalmente o accidentalmente.


Fonti


Pomeroy E., Hunt C.O., López-Polín L. et al., Evidence for funerary behaviour and lethal trauma in a new Neanderthal individual from Shanidar Cave, Scientific Reports, 2026.

https://www.nature.com/articles/s41598-026-69193-z


DOI
?https://doi.org/10.1038/s41598-026-69193-z


University of Cambridge, 15 ottobre 2026
?https://www.cam.ac.uk/stories/neanderthal-spear-wound-shanidar-cave


BBC News

https://www.bbc.com/news/articles/c6jrwn3y3xe9o
?

Foto di copertina: grotta di Shanidar, nel Kurdistan iracheno, uno dei principali siti per lo studio dei Neanderthal nel Vicino Oriente. Qui sono stati rinvenuti anche i resti di Shanidar A, oggetto del nuovo studio pubblicato su Scientific Reports. Foto: Osama Shukir Muhammed Amin FRCP(Glasg) / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

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  • Soccorso Speleologico CNSAS Friuli Venezia Giulia: aperte le selezioni per nuovi aspiranti volontari
    Condividi Le prove si svolgeranno il 6 e 7 febbraio 2027. Candidature entro il 10 gennaio: richieste esperienza speleologica, capacità di attrezzamento, autosoccorso e competenze di progressione in ambiente verticale e invernale Sono aperte in Friuli Venezia Giulia le selezioni per gli aspiranti volontari del Soccorso Speleologico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Le selezioni della II Delegazione – Friuli Venezia Giulia per l’anno 2027 si svolgeranno nelle giorna
     

Soccorso Speleologico CNSAS Friuli Venezia Giulia: aperte le selezioni per nuovi aspiranti volontari

Október 18th 2026 at 05:00

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Le prove si svolgeranno il 6 e 7 febbraio 2027. Candidature entro il 10 gennaio: richieste esperienza speleologica, capacità di attrezzamento, autosoccorso e competenze di progressione in ambiente verticale e invernale

Sono aperte in Friuli Venezia Giulia le selezioni per gli aspiranti volontari del Soccorso Speleologico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).

Le selezioni della II Delegazione – Friuli Venezia Giulia per l’anno 2027 si svolgeranno nelle giornate di sabato 6 e domenica 7 febbraio 2027.

Gli interessati in possesso dei requisiti richiesti dovranno presentare la domanda e la relativa documentazione entro il 10 gennaio 2027.

I requisiti per accedere alle selezioni

L’accesso al percorso richiede una preparazione speleologica già consolidata. Non si tratta infatti di un corso per avvicinarsi alla speleologia, ma di una selezione rivolta a persone che possiedono già autonomia ed esperienza nella progressione in ambiente ipogeo.

I candidati devono avere un’età compresa tra 18 e 45 anni ed essere soci del Club Alpino Italiano.

Tra le competenze richieste figurano:

  • ottima capacità di progressione in grotta;
  • ottime capacità di attrezzamento;
  • conoscenza delle tecniche di autosoccorso di base;
  • capacità di progressione in corda doppia;
  • padronanza delle tecniche di arrampicata libera fino al IV grado UIAA;
  • padronanza delle tecniche di arrampicata artificiale;
  • capacità di progressione e avvicinamento in ambiente invernale utilizzando attrezzature adeguate.

Il quadro dei requisiti evidenzia la preparazione tecnica richiesta a chi intende intraprendere il percorso per diventare volontario del Soccorso Speleologico.

Dalla speleologia al soccorso

L’attività del Soccorso Speleologico si svolge in ambienti nei quali le normali operazioni di emergenza diventano particolarmente complesse.

Pozzi, meandri, strettoie, corsi d’acqua sotterranei, grandi verticali e lunghi percorsi lontani dall’ingresso possono rendere necessario trasportare una persona infortunata per molte ore, talvolta per giorni.

Alle competenze proprie dello speleologo devono quindi aggiungersi una formazione specifica nelle tecniche di soccorso, la capacità di operare all’interno di squadre organizzate e un’attività costante di addestramento.

Le selezioni rappresentano il primo passaggio di questo percorso e servono a verificare che gli aspiranti possiedano le basi tecniche necessarie per affrontare la successiva formazione.

Informazioni e documentazione

Per informazioni sulle selezioni e per ottenere la documentazione necessaria è possibile contattare Stefano Gobessi, responsabile della Scuola regionale: tel. 348 3861322 – e-mail: stefano.gobessi@cnasas.it

Le candidature dovranno essere presentate entro e non oltre il 10 gennaio 2027.

Le selezioni degli aspiranti volontari del Soccorso Speleologico CNSAS del Friuli Venezia Giulia si svolgeranno sabato 6 e domenica 7 febbraio 2027.

Fonte

Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia APS – Selezione aspiranti soccorso speleologico CNSAS FVG ODV – 6-7 febbraio 2027

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  • SSI, a Costacciaro si sceglie il futuro della speleologia italiana
    Condividi Assemblea dei soci il 29 e 30 ottobre 2026, durante l’Incontro Internazionale di Speleologia: bilancio delle attività e rinnovo degli organi direttivi per il triennio 2027-2029. Assemblea Ordinaria dei Soci SSI ETS – 29 e 30 ottobre 2026 La Società Speleologica Italiana ETS convoca l’Assemblea Ordinaria dei Soci, che si terrà a Costacciaro (PG), presso la Sala San Marco, in occasione dell’Incontro Internazionale di Speleologia. Quando Giovedì 29 ottobre, ore 21.30 – prima
     

SSI, a Costacciaro si sceglie il futuro della speleologia italiana

Október 17th 2026 at 19:34

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Assemblea dei soci il 29 e 30 ottobre 2026, durante l’Incontro Internazionale di Speleologia: bilancio delle attività e rinnovo degli organi direttivi per il triennio 2027-2029.

Assemblea Ordinaria dei Soci SSI ETS – 29 e 30 ottobre 2026

La Società Speleologica Italiana ETS convoca l’Assemblea Ordinaria dei Soci, che si terrà a Costacciaro (PG), presso la Sala San Marco, in occasione dell’Incontro Internazionale di Speleologia.

Quando

  • Giovedì 29 ottobre, ore 21.30 – prima convocazione
  • Venerdì 30 ottobre, ore 16.00 – seconda convocazione, qualora non venga raggiunto il numero legale in prima convocazione.

Durante l’Assemblea saranno presentate le attività svolte dalla SSI nel triennio 2024-2026, le relazioni delle Commissioni e degli Uffici e gli esiti dei bandi e dei premi 2026. Si procederà inoltre allo scrutinio dei voti e all’elezione degli organi direttivi per il triennio 2027-2029.

Hanno diritto di voto i Soci e le Socie in regola con la quota associativa 2026 e iscritti da almeno tre mesi. È possibile partecipare anche per delega, secondo le modalità previste dallo Statuto.

I moduli per le deleghe sono disponibili qui: https://speleo.it/site/modulistica/

Eventuali comunicazioni da parte dei Soci e delle Socie dovranno essere inviate a: segreteria@socissi.it entro il 20 ottobre 2026.

La convocazione completa, l’ordine del giorno e i relativi allegati sono disponibili nell’area riservata ai Soci sul portale SSI.

Società Speleologica Italiana, a Costacciaro l’assemblea e lo spoglio delle Elezioni per il mandato 2027-2029

La Società Speleologica Italiana ETS riunisce i soci il 29 e 30 ottobre 2026 alla Sala San Marco. All’ordine del giorno le attività del triennio 2024-2026, le relazioni di Commissioni e Uffici, gli esiti di bandi e premi e il rinnovo degli organi sociali. Un approfondimento ricostruisce il lavoro dell’associazione tra formazione, ricerca, catasti, editoria e tutela del sottosuolo.

Assemblea SSI a Costacciaro: date, orari e sede

La Società Speleologica Italiana ETS ha convocato l’Assemblea Ordinaria dei Soci a Costacciaro, in provincia di Perugia. La riunione si terrà nella Sala San Marco, durante l’Incontro Internazionale di Speleologia. La prima convocazione è fissata per giovedì 29 ottobre 2026 alle 21.30. La seconda è prevista venerdì 30 ottobre alle 16.00, qualora nella prima non venga raggiunto il numero legale.

L’appuntamento si inserisce nel raduno internazionale in programma dal 29 ottobre al 1° novembre. Costacciaro ospiterà quindi, nello stesso periodo, incontri dedicati all’esplorazione e alla ricerca e un passaggio della vita associativa nazionale. Il tema del raduno richiama cinque elementi: aria, acqua, terra, fuoco e vuoto.[1][2]

Società Speleologica Italiana: attività 2024-2026 ed elezioni 2027-2029

Durante l’assemblea saranno presentate le attività svolte dalla SSI nel triennio 2024-2026. Seguiranno le relazioni delle Commissioni e degli Uffici e la comunicazione degli esiti dei bandi e dei premi 2026. Il programma comprende inoltre lo scrutinio dei voti e l’elezione degli organi sociali per il triennio 2027-2029.

La procedura elettorale avviata nell’estate 2026 riguarda la presidenza, il Consiglio Direttivo, il Collegio dei Probiviri e l’Organo di Controllo. Le candidature sono state raccolte dal 5 agosto al 10 settembre. Il rinnovo interessa quindi sia le funzioni di indirizzo e amministrazione sia quelle di garanzia e vigilanza interna.[3]

Le relazioni sul mandato in conclusione porteranno all’attenzione dei soci settori diversi ma collegati. La formazione prepara alla frequentazione consapevole delle grotte. I catasti organizzano i dati delle esplorazioni. Biblioteche e pubblicazioni conservano i risultati. La tutela ambientale utilizza queste conoscenze per proteggere cavità, paesaggi carsici e risorse idriche. Sono ambiti compresi nelle finalità e nelle attività istituzionali della SSI.[4][5]

Voto e deleghe all’assemblea della Società Speleologica Italiana

Hanno diritto di voto le socie e i soci in regola con la quota associativa 2026 e iscritti da almeno tre mesi. Il requisito dell’anzianità riguarda l’iscrizione nel Libro dei Soci, come stabilisce lo Statuto. È prevista la partecipazione per delega, secondo le regole associative.[5]

Ogni associato dispone di un voto. La delega può essere conferita a un altro associato che non faccia parte del Consiglio Direttivo o dell’Organo di Controllo. Ciascun delegato può ricevere al massimo tre deleghe. Per associazioni ed enti sono previste specifiche disposizioni sulla rappresentanza. La verifica della regolarità delle deleghe spetta alla presidenza dell’assemblea.[5]

I modelli sono disponibili nella sezione «Modulistica» del portale SSI. La pagina raccoglie anche i documenti per la rappresentanza dei soci collettivi, lo Statuto e il Regolamento.[6]

Assemblea SSI 2026: comunicazioni entro il 20 ottobre

Le eventuali comunicazioni delle socie e dei soci dovranno essere inviate a segreteria@socissi.it entro il 20 ottobre 2026. La convocazione completa, l’ordine del giorno e gli allegati sono disponibili nell’area riservata del portale SSI, secondo quanto indicato nell’avviso di convocazione.

L’assemblea riunirà così rendicontazione delle attività e rinnovo delle responsabilità associative. Le Commissioni hanno infatti l’obbligo di riferire al Consiglio Direttivo e all’Assemblea sul lavoro svolto. Il Regolamento prevede anche la comunicazione delle attività programmate e il coordinamento delle relative esigenze economiche.[7]

Relazione di approfondimento: il ruolo della Società Speleologica Italiana

La Società Speleologica Italiana, fondata nel 1950, opera all’incrocio tra esplorazione, ricerca, formazione e protezione ambientale. È un’associazione senza fini di lucro, apartitica e aconfessionale. Ha sede legale presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, in via Zamboni 67.[5][8]

Il suo campo di attività comprende l’ambiente carsico superficiale e sotterraneo. Include inoltre le cavità artificiali di interesse storico, culturale, sociale e antropologico. Questa impostazione collega lo studio dei processi naturali alla conoscenza delle opere realizzate dall’uomo nel sottosuolo.[5]

Lo Statuto definisce una pluralità di strumenti operativi. La SSI può organizzare corsi, convegni e congressi, pubblicare libri e riviste, promuovere borse di studio e stipulare convenzioni. Può inoltre svolgere consulenze tecnico-scientifiche, proporre linee guida e assumere iniziative di tutela giuridica dell’ambiente carsico. Queste possibilità statutarie delineano il suo raggio d’azione, dalla produzione di conoscenza al confronto con le istituzioni.[5]

Commissioni SSI e Uffici: come si organizza il lavoro speleologico

Le Commissioni sono organi interni consultivi e organizzativi. Studiano o coordinano specifici aspetti della speleologia e della vita associativa. Il Consiglio Direttivo le istituisce e ne concorda annualmente gli obiettivi. I soci possono parteciparvi mettendo a disposizione competenze e interessi attinenti alle attività previste.[7]

Ogni Commissione deve riunirsi almeno una volta all’anno. Deve inoltre rendicontare il lavoro, presentare le attività successive e diffondere informazioni attraverso i canali sociali ufficiali. I finanziamenti richiesti per i progetti sono valutati in relazione alle disponibilità della SSI. La rendicontazione economica avviene in coordinamento con la Tesoreria.[7]

Accanto alle Commissioni operano le funzioni amministrative e documentarie. La Segreteria mantiene i rapporti con i soci e cura libri e verbali associativi. La Tesoreria predispone i documenti economici e segue entrate e spese. L’addetto alla Biblioteca gestisce il patrimonio documentario e collabora alla circolazione delle pubblicazioni. Questa struttura sostiene anche corsi, incontri e attività editoriali.[7]

Formazione speleologica SSI: corsi, istruttori e sicurezza

La Commissione Nazionale Scuole di Speleologia, CNSS, promuove e coordina l’insegnamento della disciplina. Lavora all’omogeneità dei programmi, alla qualificazione degli istruttori e alla diffusione delle norme di sicurezza e rispetto ambientale. La formazione comprende quindi sia la preparazione tecnica sia il comportamento da mantenere negli ambienti sotterranei.[7]

L’organizzazione si articola su tre livelli territoriali e didattici:

  • Le scuole locali, istituite da uno o più gruppi, organizzano i corsi di primo livello e preparano gli istruttori secondo gli standard CNSS.
  • I Comitati Esecutivi Regionali coordinano gli stage di qualificazione e i corsi di secondo livello, dedicati alla specializzazione tecnica, scientifica e culturale.
  • La struttura nazionale promuove e collabora all’organizzazione dei corsi di terzo livello, su temi culturali e tecnico-scientifici.[7]

Nel percorso di riorganizzazione del mandato 2024-2026 è stata indicata anche l’informatizzazione della storia formativa degli istruttori. L’obiettivo annunciato è rendere più leggibili aggiornamenti e specializzazioni, oltre alle qualifiche sintetiche. Si tratta di un indirizzo che collega la gestione della scuola alla documentazione delle competenze.[9]

Cavità artificiali e speleosubacquea: le scuole specialistiche SSI

La Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali opera nell’ambito della relativa Commissione. Promuove metodi e tecniche per lo studio e l’esplorazione degli ambienti artificiali e confinati. Cura la specializzazione degli istruttori, aggiorna gli elenchi delle qualifiche e omologa i corsi SSI nel proprio settore.[7]

Questa attività affianca la ricerca su acquedotti, cisterne, gallerie e altri sistemi sotterranei costruiti dall’uomo. La documentazione delle strutture viene collegata alla loro funzione e al contesto storico. Il campo di interesse è espressamente compreso nelle finalità culturali e scientifiche dell’associazione.[5][7]

La Scuola Nazionale di Speleologia Subacquea segue invece la formazione specialistica nelle cavità sommerse. Nell’attività istituzionale SSI la speleosubacquea comprende anche esplorazione, ricerca e organizzazione delle informazioni su sifoni, risorgenze e grotte marine.[4][7]

Un esempio del lavoro formativo è il programma rivolto agli operatori del 4° Nucleo Sub della Guardia Costiera di Cagliari, descritto nel gennaio 2025. La prima fase ha riguardato tecniche e metodologie per le immersioni in ambienti confinati naturali e artificiali.[10]

Catasto nazionale delle grotte e WISH: la documentazione del territorio

La SSI gestisce dal 1959 il Catasto Nazionale delle Grotte d’Italia. La Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali coordina il sistema decentrato dei catasti regionali. Promuove il censimento delle cavità e criteri condivisi per raccogliere, conservare e organizzare i dati.[4][11]

Il portale WISH, Web Information System Hyperlink, raccoglie informazioni sintetiche provenienti dai catasti regionali aderenti. Permette consultazioni su scala nazionale e regionale e ricerche statistiche. Il sistema mette in relazione il lavoro locale con una visione d’insieme del patrimonio carsico italiano.[11]

Il rilievo e la scheda catastale trasformano una scoperta in documentazione utilizzabile. La biblioteca conserva le pubblicazioni che la descrivono. Il catasto organizza invece le informazioni territoriali sulla cavità. Sono strumenti complementari per ricostruire lo stato delle conoscenze e preparare ulteriori ricerche. La formazione documentaria promossa dalla SSI affronta proprio questa relazione tra archivi, bibliografia e dati speleologici.[12]

Ricerca speleologica e collaborazioni con enti pubblici

La ricerca rientra nelle finalità statutarie della Società Speleologica Italiana. L’associazione promuove studi geografici, scientifici e storici e può collaborare con università, enti pubblici e soggetti privati. Il suo contributo comprende documentazione, scambio di dati, attività formative e diffusione dei risultati.[5]

Nel quadro delle priorità rese note all’inizio del 2025 figurano le convenzioni regionali per lo scambio dei dati catastali. È richiamata anche la collaborazione con il Friuli Venezia Giulia su tutela ambientale e integrazione delle informazioni bibliografiche e catastali. Per le cavità artificiali è stato indicato il rinnovo della convenzione con ISPRA. Queste linee di lavoro collegano gli archivi speleologici alle esigenze conoscitive delle istituzioni.[9]

La pagina istituzionale delle attività documenta inoltre un percorso di studi e collaborazioni su ambienti naturali e artificiali. Tra gli esempi figurano il Progetto Trias in Val Secchia, in rapporto con il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, e il Progetto Ipodata con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Sono parte del patrimonio di esperienze tecnico-scientifiche dell’associazione.[4]

Tutela delle grotte SSI: acquiferi, monitoraggio e precauzione

La protezione ambientale è una componente costitutiva della SSI. Lo Statuto collega esplorazione e studio alla salvaguardia degli ambienti carsici e dei beni naturali e culturali presenti. Il Regolamento richiama la vulnerabilità delle cavità, delle montagne carsiche e delle acque che ne derivano.[5][7]

Il principio operativo è la massima tutela e precauzione. La frequentazione del sottosuolo deve essere consapevole e sostenibile. Ricerca, esplorazione, acquisizione dei dati, didattica ed educazione ambientale vengono quindi collocate entro un quadro di responsabilità verso i luoghi studiati.[7]

Le attività istituzionali comprendono monitoraggi e analisi di compatibilità negli ecosistemi sotterranei. Includono anche la partecipazione a procedure amministrative e il lavoro sulle linee guida per gli acquiferi carsici. Nelle priorità divulgate nel 2025 compare inoltre la sensibilizzazione sulle microplastiche e sul valore delle sorgenti carsiche per l’approvvigionamento idrico.[4][9]

Educazione ambientale SSI e divulgazione della speleologia

Nel percorso di riorganizzazione del triennio è stata annunciata la rifondazione della Commissione Didattica come Commissione Educazione Ambientale. L’obiettivo indicato è preparare interventi rivolti alle scuole di ogni ordine e grado, in collegamento con il nuovo Ufficio Stampa.[9]

L’educazione ambientale si distingue dalla formazione tecnica degli speleologi. La prima porta la conoscenza del sottosuolo verso studenti, insegnanti e pubblico. La seconda prepara alla pratica della disciplina. Entrambe trovano spazio nelle finalità educative e culturali della SSI e concorrono alla diffusione di comportamenti rispettosi dell’ambiente carsico.[5][7]

Anche il patrocinio rientra negli strumenti di divulgazione. Le linee guida presentate nel 2026 riguardano il sostegno gratuito a eventi, mostre, progetti e pubblicazioni coerenti con ricerca, tutela degli ambienti ipogei e valorizzazione del patrimonio carsico. Il patrocinio affianca così le iniziative sviluppate direttamente dalle strutture associative.[13]

Biblioteca Franco Anelli e Speleoteca: la memoria della ricerca

Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica «Franco Anelli», CIDS, raccoglie una delle maggiori biblioteche specializzate nel settore. Il patrimonio comprende monografie, periodici, stampe antiche, materiali non librari e fondi storici. I materiali appartengono alla SSI e sono depositati presso il Dipartimento BiGeA dell’Università di Bologna.[7]

La biblioteca è accessibile ai soci e alle persone interessate alla materia. I suoi ambiti comprendono carsismo, geologia, idrogeologia, mineralogia e biologia, insieme ad archeologia, paleontologia, cavità artificiali e tecnica speleologica. La consultazione dei cataloghi online affianca l’accesso in sede.[7]

Speleoteca permette di interrogare un catalogo condiviso delle biblioteche speleologiche aderenti. Nel 2026 questi strumenti sono stati al centro della seconda edizione del corso di terzo livello «Come, dove (e perché) documentarsi?», promosso dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della CNSS. Il programma comprendeva una sessione online e giornate a Bologna e San Lazzaro di Savena, con attenzione alla ricerca bibliografica e alla valorizzazione degli archivi.[12]

Editoria SSI: Speleologia e Opera Ipogea

La rivista semestrale «Speleologia», pubblicata dal 1979, documenta metodi e risultati delle ricerche italiane e internazionali. Accoglie esplorazioni e contributi tecnici e scientifici utili alla disciplina. La versione «Speleologia in Rete» rende disponibili approfondimenti e una selezione di articoli a lettura libera.[7]

«Opera Ipogea», pubblicata dal 1999, è dedicata alla speleologia in cavità artificiali. Il suo sottotitolo è «Journal of Speleology in Artificial Cavities». Alla versione cartacea si affianca quella elettronica, con identificativi DOI per i singoli articoli. Il periodico raccoglie studi e documentazione sulle opere sotterranee italiane ed estere.[4][7]

La produzione editoriale comprende anche manuali, monografie, Quaderni Didattici e le «Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia». La pagina istituzionale distingue questo lavoro dalle pubblicazioni internazionali oggi edite da altri organismi, come l’International Journal of Speleology, passato all’Union Internationale de Spéléologie.[4]

Premi SSI 2026: ricerca Badino e rilievo speleologico

Nel 2026 la SSI e l’Associazione di Esplorazioni Geografiche La Venta APS hanno promosso la terza edizione del Premio Speleologico Internazionale Giovanni Badino. Il riconoscimento sostiene progetti avanzati, conclusi o prossimi al completamento, con attenzione all’innovazione nell’esplorazione, nella documentazione, nella divulgazione e nello studio degli ambienti ipogei.[14]

Il premio prevede 2.500 euro per il progetto vincitore e la presentazione del lavoro sulle riviste «Speleologia» e «KUR». Il bando ha fissato al 26 luglio 2026 la scadenza delle candidature. L’assegnazione è prevista durante il raduno di Costacciaro. La valutazione è affidata al Comitato Scientifico SSI e a due rappresentanti del Consiglio Direttivo di La Venta.[14]

La Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali promuove inoltre il concorso «Rilievo: tra arte e tecnica» 2026. L’iniziativa valorizza accuratezza, qualità grafica e capacità comunicativa della rappresentazione delle grotte. Il rilievo viene così considerato insieme come documento tecnico, prodotto scientifico e strumento di trasmissione delle conoscenze.[11]

Relazioni internazionali SSI ed etica delle esplorazioni

La dimensione internazionale comprende accordi di collaborazione e reciprocità con organizzazioni di altri Paesi. La SSI documenta intese con la Fédération Française de Spéléologie, la Sociedad Espeleologica de Cuba e la Sociedade Brasileira de Espeleologia. Questi rapporti sostengono l’interscambio tecnico e culturale.[4]

Un riferimento etico è la Carta di Casola, sottoscritta nel 1994 per l’organizzazione e la conduzione delle spedizioni all’estero. Il Regolamento SSI richiama inoltre il rispetto delle leggi e dei principi del Codice Etico UIS. La cooperazione internazionale viene quindi associata alla responsabilità scientifica e ambientale dell’esplorazione.[4][7]

Organi sociali SSI: amministrazione, garanzie e volontariato

L’Assemblea dei Soci è l’organo sovrano e deliberativo. Il presidente esercita la rappresentanza legale. Il Consiglio Direttivo amministra l’associazione e attua gli indirizzi assembleari. Il Regolamento stabilisce otto consiglieri eletti e la nomina interna di vicepresidente, segretario e tesoriere.[5][7]

Il Collegio dei Probiviri esamina le questioni disciplinari e le presunte violazioni delle norme associative. L’Organo di Controllo vigila sulla legalità, sulla corretta amministrazione e sull’assetto economico-contabile. Sono funzioni distinte, entrambe comprese nel rinnovo delle cariche 2027-2029.[3][7]

Il volontariato sostiene numerose attività associative, comprese Commissioni e redazioni. Statuto e Regolamento prevedono un registro dei volontari e la loro assicurazione. Disciplinano inoltre i rimborsi delle spese documentate e la gestione delle risorse. Queste regole collegano l’impegno personale alla continuità organizzativa necessaria per formazione, ricerca, documentazione e tutela del sottosuolo.[5][7]


Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] Costacciaro 2026, programma online: quattro giorni di … https://www.scintilena.com/costacciaro-2026-programma-online-quattro-giorni-di-speleologia-e-171-eventi-50-gli-incontri-di-spritz-blitz-scintilens/10/14/
[3] Società Speleologica Italiana: aperte le candidature per il rinnovo delle cariche 2027-2029 – Scintilena https://www.scintilena.com/societa-speleologica-italiana-aperte-le-candidature-per-il-rinnovo-delle-cariche-2027-2029/08/17/
[4] Attività – SSI https://speleo.it/site/attivita/
[5] Statuto – SSI https://speleo.it/site/statuto/
[6] Modulistica SSI – download area – SSI https://speleo.it/site/modulistica/
[7] Il Regolamento – SSI https://speleo.it/site/regolamento/
[8] 75 anni della Società Speleologica Italiana: storia e ruolo nella … https://www.scintilena.com/75-anni-della-societa-speleologica-italiana-storia-e-ruolo-nella-speleologia-e-tutela-ambientale/06/25/
[9] Riorganizzazione della Società Speleologica Italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/riorganizzazione-della-societa-speleologica-italiana-nuove-priorita-e-progetti/01/01/
[10] Speleologia e Sicurezza: La Nuova Stagione della Società … https://www.scintilena.com/speleologia-e-sicurezza-la-nuova-stagione-della-societa-speleologica-italiana/01/22/
[11] Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali (SSI ETS) https://www.scintilena.com/docs/commissione-nazionale-catasto-cavita-naturali/
[12] Corso SSI sulla documentazione speleologica: archivi, OPAC e … https://www.scintilena.com/corso-ssi-sulla-documentazione-speleologica-archivi-opac-e-ricerca-bibliografica/04/27/
[13] Patrocinio SSI per eventi di speleologia: come richiedere il sostegno … https://www.scintilena.com/patrocinio-ssi-per-eventi-di-speleologia-come-richiedere-il-sostegno-della-societa-speleologica-italiana-ets/06/23/
[14] Torna il Premio Speleologico Internazionale Giovanni Badino https://www.scintilena.com/torna-il-premio-speleologico-internazionale-giovanni-badino-candidature-aperte-per-la-terza-edizione/06/03/
[16] Homepage – SSI https://speleo.it/site/
[17] Home page [www.speleo.fvg.it] https://www.speleo.fvg.it/
[18] Grotte di Pertosa-Auletta, la scuola entra nella montagna: scienze e archeologia nello stesso viaggio – Scintilena https://www.scintilena.com/grotte-di-pertosa-auletta-la-scuola-entra-nella-montagna-scienze-e-archeologia-nello-stesso-viaggio/10/15/
[19] ‘Stillicidio’ arriva al numero 4: esplorazioni, memoria e cultura speleologica narratae dal Gruppo Triestino Speleologi https://www.scintilena.com/stillicidio-arriva-al-numero-4-esplorazioni-memoria-e-cultura-speleologica-dal-gruppo-triestino-speleologi/10/13/
[20] Bat Week 2026: dal 24 al 31 ottobre i pipistrelli al centro della tutela delle grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/bat-week-2026-dal-24-al-31-ottobre-i-pipistrelli-al-centro-della-tutela-delle-grotte/10/15/
[21] Recuperanti di Montagne, dalle grotte ripulite a un piano contro i rifiuti sull’Altopiano https://www.scintilena.com/recuperanti-di-montagne-dalle-grotte-ripulite-a-un-piano-contro-i-rifiuti-sullaltopiano/10/17/
[22] Quasi senza fine premiato a Málaga: il Buco del Castello e la … https://www.scintilena.com/quasi-senza-fine-premiato-a-malaga-il-buco-del-castello-e-la-memoria-del-soccorso-speleologico/10/14/
[23] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[24] “Stillicidio” arriva al numero 4: il Gruppo Triestino Speleologi narra esplorazioni, memoria e cultura speleologica – Scintilena https://www.scintilena.com/stillicidio-gruppo-triestino-speleologi/10/13/
[25] Livorno, 7 febbraio 2026 https://www.unibs.it/sites/default/files/2026-02/Premio%20RODOLFO%20GIANNOTTI%2031-12-2026.pdf
[26] Digital Commons @ Univ ersity of Digital Commons @ Univ ersity of South Florida South Florida SSI news: Notiziario della Società Speleologica Italiana SSI news: Notiziario della Società Speleologica Italiana https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1021&context=ssi_news
[27] SSI news: Notiziario della Società Speleologica Italiana https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1003&context=ssi_news
[28] Speleologia, torna il concorso “Rilievo: tra arte e tecnica” 2026 https://radunocostacciaro.it/speleologia-torna-il-concorso-rilievo-tra-arte-e-tecnica-2026/
[29] International Speleology Meeting Costacciaro 2026 https://www.eurospeleo.eu/event/international-speleology-meeting-costacciaro-2026-in-italy/
[30] Società Speleologica Italiana https://www.speleo.it/
[31] Events from October 17 – May 14, 2027 – European … https://www.eurospeleo.eu/events/
[32] Costacciaro 2026 accende i motori: online la piattaforma per … https://www.scintilena.com/costacciaro-2026-accende-i-motori-online-la-piattaforma-per-partecipare-al-raduno-internazionale-di-speleologia/03/17/
[33] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[34] Costacciaro ospita la nuova Biblioteca FUGS https://www.scintilena.com/costacciaro-ospita-la-nuova-biblioteca-del-catasto-speleologico-fugs/05/20/

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Souhrn speleo novinek (42. týden 2026)

Od: dankez
Október 17th 2026 at 14:54
🔦 Přehled speleologických novinek
V Podtatranské oblasti Kriváňa proběhl speleologický průzkum jeskyně Belianka za účasti odborníka Pala Staníka [3], [4]. Mexická expedice '26 představuje první letošní významnou akci zaměřenou na objevování jeskyní [1].
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Cyril Dobrý, Rosalie Malinská, Tereza Ramba či Vica Kerekéš v podzemí

Cyril Dobrý, Rosalie Malinská, Tereza Ramba či Vica Kerekéš v podzemí. Koněpruské jeskyně a Dům přírody Českého krasu hostily po dvě noci natáčení nového akčního filmu Ztracena Afrodita. Více v reportáži Berounského deníku https://berounsky.denik.cz/zpravy-region/v-konepruskych-jeskynich-se-natacel-akcni-film-ztracena-afrodita
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