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  • La geologia dei Monti Pisani: a Pisa un incontro per il Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026
    Condividi Venerdì 9 ottobre 2026, alle h 18:00, all’Università di Pisa i professori Michele Marroni e Chiara Frassi accompagneranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani. L’appuntamento rientra nelle celebrazioni per i cento anni della speleologia pisana, 1926-2026. PISA – Un viaggio nella storia più antica del territorio, tra rocce, strutture geologiche e paesaggi che raccontano milioni di anni di trasformazioni. Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18, l’Università
     

La geologia dei Monti Pisani: a Pisa un incontro per il Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026

Október 7th 2026 at 06:00

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Venerdì 9 ottobre 2026, alle h 18:00, all’Università di Pisa i professori Michele Marroni e Chiara Frassi accompagneranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani. L’appuntamento rientra nelle celebrazioni per i cento anni della speleologia pisana, 1926-2026.

PISA – Un viaggio nella storia più antica del territorio, tra rocce, strutture geologiche e paesaggi che raccontano milioni di anni di trasformazioni. Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18, l’Università di Pisa ospiterà l’incontro “Geologia dei Monti Pisani”, dedicato alla conoscenza di uno dei complessi montuosi più significativi della Toscana settentrionale.

A condurre la serata saranno il professor Michele Marroni e la professoressa Chiara Frassi, del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. L’appuntamento si terrà nell’Aula C del Dipartimento di Scienze della Terra, in via Santa Maria 53 a Pisa.

L’iniziativa si inserisce nel programma del Centenario della Speleologia Pisana, 1926-2026, un importante anniversario che celebra un secolo di esplorazioni, ricerche e attività dedicate alla conoscenza del mondo sotterraneo e del territorio.

I Monti Pisani rappresentano infatti un ambiente di particolare interesse non soltanto paesaggistico, ma anche scientifico. La loro struttura conserva testimonianze fondamentali per comprendere l’evoluzione geologica dell’area e offre numerosi spunti per mettere in relazione geologia, morfologia del territorio e fenomeni carsici.

Ci si potrà avvicinare alla geologia del comprensorio attraverso il contributo dei due studiosi dell’Università di Pisa, veri esperti di geologia strutturale e tettonica, che guideranno il pubblico alla scoperta della storia geologica dei Monti Pisani, approfondendo l’origine e l’evoluzione dei rilievi che caratterizzano il paesaggio tra Pisa e Lucca.

L’evento è organizzato nell’ambito delle manifestazioni per il Centenario della Speleologia Pisana, con il patrocinio del Comune di Pisa e la partecipazione delle realtà speleologiche e scientifiche coinvolte nelle celebrazioni.

Appuntamento venerdì 9 ottobre alle ore 18, nell’Aula C del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, via Santa Maria 53.

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  • Sotto il Carso comincia l’avventura: a Trieste il 44° corso di speleologia del CAT
    Condividi Dal 3 novembre al 1° dicembre 2026 la Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino propone il 44° corso di primo livello, con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche nelle grotte del Carso RIESTE – Imparare a muoversi in grotta, conoscere il carsismo, osservare la vita sotterranea e avvicinarsi alla speleologia con attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente ipogeo. È questo il percorso proposto dal 44° Corso di Speleologia di primo livello organ
     

Sotto il Carso comincia l’avventura: a Trieste il 44° corso di speleologia del CAT

Október 7th 2026 at 05:00

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Dal 3 novembre al 1° dicembre 2026 la Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino propone il 44° corso di primo livello, con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche nelle grotte del Carso

RIESTE – Imparare a muoversi in grotta, conoscere il carsismo, osservare la vita sotterranea e avvicinarsi alla speleologia con attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente ipogeo. È questo il percorso proposto dal 44° Corso di Speleologia di primo livello organizzato dalla Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino APS.

Il corso prenderà il via il 3 novembre 2026 e proseguirà fino al 1° dicembre, alternando incontri teorici nella sede del CAT di Trieste ed esercitazioni pratiche in cava e nelle grotte del Carso. L’iniziativa è rivolta anche a chi non ha precedenti esperienze speleologiche e vuole scoprire, con l’accompagnamento degli istruttori, tecniche, conoscenze e aspetti scientifici dell’esplorazione sotterranea.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Club Alpinistico Triestino.

La parola ad Alessandra Ressa.

COMUNICATO STAMPA con preghiera di pubblicazione

Scendere nel buio per scoprire un mondo nuovo: al via il nuovo corso di speleologia del Club Alpinistico Triestino

Non serve essere esperti alpinisti, né avere già messo piede in una grotta. Servono curiosità, voglia di mettersi alla prova e il desiderio di scoprire un mondo che, a pochi metri dalla superficie, cambia completamente le proprie regole. Il Club Alpinistico Triestino apre le iscrizioni al nuovo corso di primo livello di introduzione alla speleologia, un percorso pensato per chi vuole avvicinarsi al mondo sotterraneo imparando a conoscerlo, rispettarlo e viverlo in sicurezza.

C’è un momento, quando si entra per la prima volta in una grotta, in cui la luce del giorno scompare alle spalle e tutto ciò che sembrava familiare cambia improvvisamente. Il rumore dell’acqua diventa più vicino, le pareti assumono forme inattese, il buio non è più semplicemente assenza di luce e anche il proprio corpo comincia a percepire lo spazio in maniera diversa. È proprio da quella soglia che può cominciare un’avventura destinata a cambiare il modo di guardare il territorio.

Il nuovo corso di primo livello organizzato dalla Scuola di Speleologia Ennio Gherlizza del Club Alpinistico Triestino nasce per accompagnare passo dopo passo chi desidera compiere questo primo ingresso nel mondo sotterraneo. Non sarà soltanto un corso sulle tecniche necessarie per muoversi in grotta, ma un vero viaggio alla scoperta dell’ambiente ipogeo, delle sue origini, delle forme di vita che lo abitano, delle tracce lasciate dall’uomo e delle straordinarie caratteristiche geologiche del Carso.

La Scuola di Speleologia del CAT vanta una storia che risale al 1975 e dal 1983 organizza corsi di primo livello secondo gli standard della Società Speleologica Italiana. Nel corso degli anni la formazione si è sviluppata affiancando alle lezioni teoriche l’insegnamento delle tecniche di progressione, comprese quelle necessarie per muoversi su corda. Oggi la scuola dispone di un gruppo di istruttori e aiuto istruttori con competenze diverse e complementari, in grado di offrire agli allievi una formazione che unisce esperienza sul campo, preparazione tecnica e conoscenza scientifica.

Ed è proprio la qualità degli istruttori uno degli elementi che caratterizza il corso. Accanto agli istruttori nazionali certificati dalla Società Speleologica Italiana figurano infatti speleologi con una lunga esperienza di esplorazione e di didattica e professionisti impegnati anche nel Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia.

Per chi si avvicina per la prima volta alla speleologia, questo significa poter imparare direttamente da persone abituate ad affrontare situazioni molto diverse in ambiente sotterraneo e a trasmettere agli altri non soltanto la tecnica, ma soprattutto il concetto fondamentale che sta alla base di ogni esplorazione: in grotta l’avventura comincia dalla conoscenza e dalla sicurezza.

Durante il corso si scoprirà innanzitutto come nasce una grotta. Si parlerà di carsismo, di acqua e di roccia, dei processi che nel corso di migliaia e talvolta milioni di anni hanno scavato condotti, pozzi, gallerie e grandi sale nel sottosuolo. Ma la geologia sarà soltanto il punto di partenza, perché una grotta è un ambiente complesso nel quale si incontrano fenomeni naturali, biodiversità, storia e tracce della presenza umana.

Gli allievi impareranno a riconoscere le principali morfologie e concrezioni che si possono incontrare sottoterra, comprendendo come si sono formate e perché alcune cavità presentano caratteristiche completamente diverse da altre. Si parlerà della fauna cavernicola e degli organismi che hanno sviluppato straordinarie strategie per vivere in un ambiente privo di luce, ma anche dell’importanza della tutela di un patrimonio fragile, che può essere danneggiato in modo irreversibile da comportamenti superficiali o semplicemente inconsapevoli.

Una parte importante sarà dedicata alla tecnica di progressione in grotta. Non si tratta semplicemente di imparare a camminare in un ambiente accidentato: una grotta può richiedere di superare passaggi tecnici nei quali è necessario utilizzare correttamente il corpo e l’attrezzatura. Gli allievi saranno accompagnati nell’apprendimento delle tecniche fondamentali, affrontando progressivamente le diverse situazioni che possono presentarsi durante un’uscita.

Ma la preparazione di uno speleologo non è soltanto fisica. Muoversi sottoterra significa anche imparare a gestire la fatica, la concentrazione e le proprie reazioni davanti a situazioni nuove. Per questo il corso affronterà anche aspetti legati alla gestione della paura e della fatica, aiutando gli allievi a comprendere come affrontare con lucidità le normali difficoltà che possono emergere durante una progressione. Imparare a riconoscere i propri limiti, mantenere la calma e affrontare un passaggio con metodo fa parte della formazione tanto quanto imparare una manovra tecnica.

E poi ci sarà la parte forse più affascinante: quella che porta a capire che sotto i nostri piedi esiste un vero archivio della storia del territorio. Nel corso si parlerà infatti di archeologia in grotta, delle tracce lasciate da uomini e animali che hanno frequentato le cavità nel corso dei secoli e dei millenni, dei reperti e delle testimonianze che possono trasformare una grotta in una preziosa fonte di informazioni sul passato. La speleologia non consiste soltanto nell’entrare in una cavità, ma anche nel saper osservare ciò che si incontra e nel comprendere il valore scientifico, naturalistico e storico di quell’ambiente.

Le lezioni teoriche, ospitate nella sede del Club Alpinistico Triestino di via Raffaele Abro 5/A a Trieste, permetteranno di acquisire le conoscenze necessarie prima di affrontare le uscite pratiche. Saranno proprio queste ultime a trasformare le nozioni apprese in aula in esperienza concreta, accompagnando gli allievi nelle prime esplorazioni e permettendo loro di prendere confidenza con l’ambiente ipogeo e con le tecniche di progressione.

Le lezioni teoriche sono in programma in orario serale dal 3 novembre al 1 dicembre ogni martedì e giovedì, mentre le uscite pratiche si svolgeranno ogni domenica dall’8 al 29 novembre 2026. Per informazioni e iscrizioni scrivere a cat@cat.ts.it

(foto a cura del Club Alpinistico Triestino)

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

Via R. Abro, 5/A
34144 Trieste
cell.: 348 5164550
codice fiscale: 80016650329
e-mail:cat@cat.ts.it

Il corso sarà la porta d’ingresso verso un territorio che a Trieste e dintorni è parte del paesaggio, della storia e dell’identità stessa della città, ma che continua a custodire sotto la superficie spazi e storie ancora da conoscere.

Per chi non è mai entrato in una grotta, può essere l’occasione per scoprire la speleologia: tecnica, corde e passaggi nel buio, ma soprattutto curiosità, osservazione, conoscenza e rispetto per un ambiente straordinariamente fragile.

Basta scendere pochi metri sotto i nostri piedi per cominciare a guardare con occhi diversi anche quello che è in superficie.

Programma del 44° Corso di Speleologia

  • Martedì 3 novembre, ore 20:30 – Presentazione; ambiente ipogeo; organizzazione della speleologia; Catasto Grotte
  • Giovedì 5 novembre, ore 20:30 – Equipaggiamento individuale
  • Domenica 8 novembre – Esercitazione pratica in cava a Rupinpiccolo
  • Martedì 10 novembre, ore 20:30 – Carsismo e speleogenesi
  • Giovedì 12 novembre, ore 20:30 – Speleobiologia
  • Domenica 15 novembre – Esercitazione pratica in Grotta Ternovizza
  • Martedì 17 novembre, ore 20:30 – Cartografia e rilevamento
  • Giovedì 19 novembre, ore 20:30 – Equipaggiamento collettivo e armo
  • Domenica 22 novembre – Esercitazione pratica in Grotta Natale
  • Martedì 24 novembre, ore 20:30 – Prevenzione e primo soccorso
  • Giovedì 26 novembre, ore 20:30 – Archeologia
  • Domenica 29 novembre – Esercitazione pratica in Grotta Ercole
  • Martedì 1° dicembre, ore 20:30 – Geologia; gestione della paura e della fatica; chiusura del corso

Quota di partecipazione: 150 euro
Età minima: 14 anni
Chiusura iscrizioni: martedì 27 ottobre 2026, ore 20:30
Informazioni e iscrizioni: cat@cat.ts.it – WhatsApp 349 5128401 (Clarissa)

Fonte notizia e immagini: Alessandra Ressa

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    V týchto dňoch uplynulo 100 rokov od objavu Domice Jánom Majkom. Treba pripomenúť, že jeho pôsobenie aj v Čachtickom krase zanechalo nezmazateľné stopy. Keď koncom roka 1960 objavili koncové jazero v jaskyni Hladový prameň, nik z nás po pár desiatkach rokov netušil, že nám objavitelia nechali malé prekvapenie. Za vidinou ďalšieho objavu prehliadli nenápadný otvor pri dne chodby, presne pred vstupom do jazera. Ten sa podarilo nájsť už dávnejšie, ešte pred čerpacím pokusom, no až teraz, po takmer
     

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Október 5th 2026 at 09:43
V týchto dňoch uplynulo 100 rokov od objavu Domice Jánom Majkom. Treba pripomenúť, že jeho pôsobenie aj v Čachtickom krase zanechalo nezmazateľné stopy.

Keď koncom roka 1960 objavili koncové jazero v jaskyni Hladový prameň, nik z nás po pár desiatkach rokov netušil, že nám objavitelia nechali malé prekvapenie. Za vidinou ďalšieho objavu prehliadli nenápadný otvor pri dne chodby, presne pred vstupom do jazera. Ten sa podarilo nájsť už dávnejšie, ešte pred čerpacím pokusom, no až teraz, po takmer 66 rokoch, sa nám podarilo preniknúť dnu.

Zatiaľ je priestor krátky, s dĺžkou približne 5 metrov a výškou asi 3 metre. Pri bližšom skúmaní sa však ukázalo, že pokračuje ďalej, pričom je celý priestor kompaktný a s prievanom, čo je v jaskyni Hladový prameň nevídaná vec.

Nájdená takmer horizontálna chodba sa od koncového jazera stáča približne o 90 stupňov. Zaujímavosťou sú pre nás aj konáre stromov, ktoré sa objavujú vo vypadávajúcom materiáli z koncového závalu. Miesto sa podľa mapy nachádza niekoľko desiatok metrov pod povrchom.

Uvidíme, čím nás jaskyňa prekvapí v budúcnosti.



















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  • Grotta Cucchiara, la vita microbica nel caldo del Monte Kronio
    Condividi Le ricerche sui biofilm della Grotta Cucchiara, illustrate da Martina Cappelletti, saranno presentate a Costacciaro: analisi molecolari e geochimiche per comprendere i microrganismi delle grotte termali siciliane. La Grotta Cucchiara, nel complesso sotterraneo del Monte Kronio, in Sicilia, è al centro di una ricerca sulle comunità microbiche che colonizzano pareti e soffitto. Secondo l’annuncio attribuito a Martina Cappelletti, gli studi saranno presentati al raduno speleologico di
     

Grotta Cucchiara, la vita microbica nel caldo del Monte Kronio

Október 6th 2026 at 14:00

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Le ricerche sui biofilm della Grotta Cucchiara, illustrate da Martina Cappelletti, saranno presentate a Costacciaro: analisi molecolari e geochimiche per comprendere i microrganismi delle grotte termali siciliane.

La Grotta Cucchiara, nel complesso sotterraneo del Monte Kronio, in Sicilia, è al centro di una ricerca sulle comunità microbiche che colonizzano pareti e soffitto. Secondo l’annuncio attribuito a Martina Cappelletti, gli studi saranno presentati al raduno speleologico di Costacciaro. Il sito ufficiale indica che il Raduno Internazionale di Speleologia 2026 si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre.[1]

Grotta Cucchiara e ambiente termale

Il Monte Kronio domina Sciacca ed è conosciuto per i fenomeni termali delle Stufe di San Calogero. Il suo complesso carsico conserva anche testimonianze archeologiche. L’Antiquarium regionale espone reperti provenienti dalle ricerche condotte nel sottosuolo dagli anni Sessanta e documenta la frequentazione degli ambienti in epoca preistorica e storica. La ricerca biologica si inserisce quindi in un territorio studiato da prospettive diverse.[2]

Nella descrizione fornita per l’intervento, la Grotta Cucchiara presenta forti variazioni di temperatura e umidità. Sono indicati valori che superano i 45 °C e il 99% di umidità. Pareti e soffitto vengono descritti come ricoperti da biofilm di diverse colorazioni. Questi dati appartengono all’annuncio della ricerca e non sono accompagnati, nel materiale disponibile, da dettagli sui punti e sui tempi di misurazione.

Biofilm microbici della Grotta Cucchiara

La presenza di rivestimenti colorati costituisce il punto di partenza dell’indagine annunciata. Il lavoro intende chiarire quali microrganismi abitino la Grotta Cucchiara, come vivano nelle condizioni descritte e quale ruolo svolgano nell’ecosistema sotterraneo. Il termine biofilm indica qui i rivestimenti microbici osservati sulle superfici della cavità.

Il colore, da solo, non permette di assegnare un nome ai microrganismi presenti. Una ricerca pubblicata nel 2024 sui biofilm gialli di grotte calcaree, gessose e vulcaniche ha confrontato comunità provenienti da ambienti geologici differenti. Ha rilevato gruppi batterici ricorrenti, ma anche differenze nella composizione delle comunità. Questo confronto aiuta a inquadrare il problema, senza attribuire alla cavità siciliana risultati ottenuti altrove.[4]

Monte Kronio, microbiologia e geochimica

La ricerca combina analisi molecolari e geochimiche. L’obiettivo dichiarato è mettere in relazione le comunità microbiche con le condizioni dell’ambiente in cui vivono. Le domande riguardano sia l’adattamento alle condizioni termali sia il contributo dei microrganismi al funzionamento dell’ecosistema. Il testo disponibile non specifica protocolli, numero di campioni o risultati quantitativi.

Un precedente documentato riguarda i funghi delle grotte idrotermali del Monte Kronio. Lo studio di S. Di Piazza e colleghi, pubblicato su Webbia nel 2017, contò 160 unità tassonomiche morfologiche vitali e identificò 14 taxa. I generi più frequenti furono Penicillium, Cladosporium e Trametes. Gli autori segnalarono inoltre la prima osservazione di Metarhizium flavoviride var. flavoviride in un ambiente ipogeo.[3]

Grotta Cucchiara al raduno di Costacciaro

L’annuncio associa la presentazione a Martina Cappelletti e la colloca nel raduno di Costacciaro. Il calendario generale ufficiale conferma le quattro giornate dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, dedicate a conferenze, incontri, mostre, workshop ed escursioni. Nelle informazioni consultate non è stato possibile verificare giorno, orario e sede della singola relazione.[1][5]

Il contributo porterà all’attenzione del pubblico speleologico un tema preciso: studiare una grotta significa anche osservare le comunità microscopiche che ne abitano le superfici. Nel caso della Grotta Cucchiara, l’interesse riguarda soprattutto il rapporto tra vita microbica, condizioni termali e ambiente sotterraneo. La presentazione potrà chiarire metodi e risultati della ricerca, mantenendo distinti i dati già pubblicati dalle informazioni annunciate per il nuovo intervento.

Fonti e approfondimenti

Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] ANTIQUARIUM DI MONTE KRONIO – SCIACCA – Regione Siciliana https://parchiarcheologici.regione.sicilia.it/valle-templi/en/siti-archeologici/antiquarium-di-monte-kronio-sciacca/
[3] First mycological assessment in hydrothermal caves of Monte … https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/00837792.2017.1347368
[4] Bacterial communities forming yellow biofilms in different cave types share a common core. https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0048969724074205
[5] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[7] Microbial Diversity in Paleolithic Caves – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20607532/
[8] [PDF] Microbial diversity and metabolic potential in caves – AMS Dottorato https://amsdottorato.unibo.it/id/eprint/9467/1/Ghezzi_Daniele_tesi.pdf
[9] [PDF] Analytical techniques to study microbial biofilm on abiotic surfaces http://www.seu-roma.it/riviste/annali_igiene/open_access/articoli/8ace409bea7945271c2251d0ef793170.pdf
[10] [PDF] Archivio Istituzionale Open Access dell’Università di Torino Original … https://iris.unito.it/bitstream/2318/1524671/1/Badino_Torelli.pdf
11 First mycological assessment in hydrothermal caves of … https://www.academia.edu/108087659/First_mycological_assessment_in_hydrothermal_caves_of_Monte_Kronio_Sicily_southern_Italy_
[12] Costacciaro 2026 https://radunocostacciaro.it/costacciaro/
[13] Iscrizioni Costacciaro 2026 | Raduno Internazionale di Speleologia https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/
[14] RADUNO SPELEO 2026 – Kong Italy https://www.kong.it/it/post/raduno-speleo-2026/
[15] Come nasce il Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/costruiamo-il-raduno/
[16] Aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia … https://www.scintilena.com/aperte-le-iscrizioni-al-raduno-internazionale-di-speleologia-costacciaro-2026/07/22/
[17] Comunicazione – Costacciaro 2026 https://radunocostacciaro.it/comunicazione/
[18] Monte Kronio, o monte San Calogero (Natural Reserve) https://www.mammasicily.com/sites-of-interest-in-sicily/monte-kronio-o-monte-san-calogero-natural-reserve.html
[19] Analisi mineralogiche dei sedimenti argillosiltosi della Grotta della Bàsura https://www.semanticscholar.org/paper/bed672c10d1573afbc6bc361ba59c385a064a1e7
[21] Speleothem and biofilm formation in a granite/dolerite cave, Northern Sweden http://scholarcommons.usf.edu/ijs/vol43/iss3/7/
[22] First mycological assessment in hydrothermal caves of Monte … https://jglobal.jst.go.jp/en/detail?JGLOBAL_ID=202502263468367610
[23] Cappelletti – InFerrara https://www.inferrara.it/it/p/10/food/i-cappelletti-caplit
[24] Dominant Microbial Populations in Limestone-Corroding Stream Biofilms, Frasassi Cave System, Italy https://journals.asm.org/doi/10.1128/AEM.00715-06
[25] [PDF] 27th International Conference on Subterranean Biology https://assets.zyrosite.com/Mw5G02Z79HrdZrKN/book-of-abstracts-icsb-27-jiWSourCqOhQkrog.pdf
[26] ANALISI QUALITATIVA E QUANTITATIVA DI BIOFILM FOTOSINTETICI IN AMBIENTE RUPESTRE https://www.semanticscholar.org/paper/dc86313740104955fe0f8d97f334eeeca048315c
[28] Free living ciliated protists from the chemoautotrophic cave ecosystem of Frasassi (Italy) https://www.semanticscholar.org/paper/e06c91d48928d04a1f64c8b04686ad2914fc5bc0
[29] [PDF] cronache ipogee https://s4580f21668c43698.jimcontent.com/download/version/1756736258/module/8436118156/name/Cronache%20Ipogee%20n.6%20-%20giugno%202025%20.pdf
[30] Biomediated Precipitation of Calcium Carbonate Metastable Phases in Hypogean Environments: A Short Review http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/713851131
[31] A mycological baseline study based on a multidisciplinary … https://www.semanticscholar.org/paper/A-mycological-baseline-study-based-on-a-approach-in-Capello-Carbone/907def46b1fcae62615193b7de46f779a69f384c
[32] Cappelletti – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cappelletti
[33] Latest biofilms News https://www.nationaltribune.com.au/topics/biofilms/
[34] ScienceDaily: Search Archives https://www.sciencedaily.com/search/

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  • Grotta Acqua Nera: 300 metri nuovi e immersioni fino a 103 metri
    Condividi La campagna speleosubacquea del Gruppo Grotte Giara Modon porta la Grotta Acqua Nera di Lamon a 2.615 metri di sviluppo. Dal 19 al 23 agosto 2026, sette speleosub hanno lavorato con un campo interno, affiancando all’esplorazione campionamenti d’acqua e monitoraggi della temperatura. Grotta Acqua Nera: i risultati Trecento metri di nuove gallerie esplorate e una profondità raggiunta di 103 metri nel terzo sifone. Sono i principali risultati della campagna condotta dal 19 a
     

Grotta Acqua Nera: 300 metri nuovi e immersioni fino a 103 metri

Október 6th 2026 at 13:00

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La campagna speleosubacquea del Gruppo Grotte Giara Modon porta la Grotta Acqua Nera di Lamon a 2.615 metri di sviluppo.

Dal 19 al 23 agosto 2026, sette speleosub hanno lavorato con un campo interno, affiancando all’esplorazione campionamenti d’acqua e monitoraggi della temperatura.

Grotta Acqua Nera: i risultati

Trecento metri di nuove gallerie esplorate e una profondità raggiunta di 103 metri nel terzo sifone.

Sono i principali risultati della campagna condotta dal 19 al 23 agosto 2026 nella Grotta Acqua Nera, a Lamon, in provincia di Belluno.

Secondo il resoconto del Gruppo Grotte Giara Modon, lo sviluppo complessivo della cavità raggiunge ora 2.615 metri. Il terzo sifone si avvicina ai due chilometri di lunghezza.

La spedizione ha riunito sette speleosub. Ai componenti del gruppo si sono affiancati partecipanti provenienti da Portogallo, Spagna, Svizzera e Austria.

L’obiettivo era proseguire oltre il precedente limite esplorativo del terzo sifone. Per raggiungerlo occorreva percorrere circa 1,5 chilometri e arrivare a 54 metri di profondità. La pianificazione prevedeva una profondità massima di 120 metri e l’impiego del campo interno per più giorni. Il punto più profondo effettivamente raggiunto, riportato nel resoconto, è invece di 103 metri.

Speleosubacquea: cinque giorni di lavoro

Il programma della Grotta Acqua Nera distribuiva trasporti, immersioni e recupero dei materiali su cinque giornate. Il primo giorno era dedicato all’avvicinamento dell’attrezzatura all’ingresso. Nel secondo erano previsti il superamento del primo sifone e il trasferimento dei materiali fino al terzo.

Tre sub dovevano quindi tornare all’esterno. Gli altri quattro sarebbero rimasti al campo interno. Per il terzo giorno il programma prevedeva due esploratori in immersione e due persone impegnate nell’assistenza e nelle attività scientifiche.

La quarta giornata comprendeva una seconda immersione esplorativa, il rientro dei tre sub dall’esterno e il trasporto interno dei materiali. Era poi prevista l’uscita dell’intera squadra. Il quinto giorno era riservato al recupero dell’attrezzatura. Il gruppo riferisce di aver raggiunto gli obiettivi della campagna.

Il lavoro degli speleologi di supporto ha accompagnato l’intera organizzazione. Il trasporto fino all’ingresso e l’allestimento delle teleferiche hanno agevolato la movimentazione dei carichi. La preparazione ha incluso il reperimento dell’attrezzatura mancante, dei bidoni stagni e delle miscele respiratorie.

Durante la spedizione la pioggia ha fatto salire di oltre 1,5 metri il livello del primo sifone. Il resoconto descrive condizioni complessivamente favorevoli e alcune difficoltà risolte nel tratto successivo. L’innalzamento dell’acqua resta un elemento rilevante nella ricostruzione delle condizioni incontrate dalla squadra.

Terzo sifone verso Bus de la Lora

Oltre il precedente termine della sagola, la galleria prosegue inizialmente a 54 metri di profondità. Risale poi fino a 35 metri e torna a scendere, raggiungendo quota meno 103 metri. I nuovi 300 metri della Grotta Acqua Nera hanno quindi esteso un percorso dal profilo articolato.

Il gruppo indica una direzione principale verso il Bus de la Lora e riferisce un collegamento già noto fra le cavità.

Bus de la Lora è il nome locale associato alla Grotta di Castello Tesino. Una ricostruzione storica pubblicata da Terra da Vivere colloca quest’ultima sulla destra orografica del torrente Senaiga, al confine fra Trentino e Veneto. La stessa fonte ricorda le esplorazioni di Bortolo Da Rugna nel settembre 1927.[2]

Le difficoltà dell’immersione non dipendono soltanto dalla profondità finale. Nel tratto iniziale del terzo sifone si risale fino a circa due metri sotto la superficie nella “Stanza del Bepi”. Il percorso comprende anche una piccola campana d’aria, prima di una nuova discesa marcata.

Secondo il gruppo, questo profilo ha richiesto una decompressione a circa un chilometro dall’uscita del sifone. L’immersione di punta è durata cinque ore. La temperatura dell’acqua è rimasta costante a 9 °C. Rebreather, scooter subacquei e campo interno sono indicati come componenti determinanti dell’organizzazione.

Grotta Acqua Nera e ricerca scientifica

La campagna ha affiancato all’avanzamento esplorativo attività di documentazione e raccolta di dati. Il programma comprendeva campionamenti d’acqua e installazione di datalogger per la temperatura, incluso uno strumento subacqueo nel terzo sifone.

Il Gruppo Grotte Giara Modon inserisce questi interventi in un lavoro che comprende rilievi, raccolta di dati e analisi delle acque.

Fra i partecipanti citati nel resoconto figurano Emanuel, Belen, Mauro e Osama.

L’esplorazione della Grotta Acqua Nera proseguirà oltre il nuovo limite raggiunto. Il gruppo stima che le prossime immersioni possano durare sette-otto ore. Si tratta di una previsione operativa, non della durata delle immersioni già effettuate. La maggiore distanza da percorrere rende centrali la logistica interna, l’assistenza e la continuità delle indagini scientifiche.

Fonti

Fonti
[1] Campi Speleo Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/campi-speleo/
[2] LA GROTTA DI CASTELLO TESINO – #Tdv -terra da vivere https://www.tdv.social/grotta-castello-tesino/
[7] Grotta Acqua Nera 2026: al via la campagna esplorativa di agosto … https://www.scintilena.com/grotta-acqua-nera-2026-al-via-la-campagna-esplorativa-di-agosto-con-squadra-internazionale/08/22/
[8] Oltre la grotta dell’acqua nera 2024 https://www.cr-valsuganaetesino.net/news/oltre-la-grotta-dellacqua-nera-2024/
[9] Grotta dell’acqua nera – Escursioni e come arrivarci – Komoot https://www.komoot.com/it-it/highlight/5817462
[10] Lamon cascata del salton grotta dell’acqua nera e busa della bela https://it.wikiloc.com/percorsi-canicross/lamon-cascata-del-salton-grotta-dellacqua-nera-e-bus-della-bela-109113007
[11] GET Cultnatura https://www.gettrek.it/
[12] I migliori sentieri vicino a Grotta dell’acqua nera – AllTrails https://www.alltrails.com/it-it/poi/italy/veneto/lamon–2/grotta-dell-acqua-nera
[13] Cascata del Salton e grotta dell’acqua nera da Costa – Wikiloc https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/cascata-del-salton-e-grotta-dellacqua-nera-da-costa-167505968
[14] Book now – Grotta del Vento https://grottadelvento.com/book-now/?re-product-id=167197
[15] 0158 http://storage.lib.uchicago.edu/pres/2015/pres2015-0158.pdf
[16] VAL SENAIGA – MOUNTAINS http://montagnaamica.blogspot.com/2011/04/val-senaiga.html
[17] [PDF] LE GROTTE D’ITALIA – Biblioteca “Franco Anelli” https://bibliotecaanelli.speleo.it/wp-content/uploads/2025/02/VII_2-1933_ocr.pdf
[18] Aqua Nera | Amazon Luxury River Cruise Ship https://www.aquaexpeditions.com/cruise-ships/aqua-nera
[19] Oltre la grotta dell’acqua nera 2024 – Pro loco venete https://www.prolocovenete.it/evento/belluno/oltre-la-grotta-dellacqua-nera-2024/
[20] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[21] Riviste Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/riviste/
[22] [PDF] Scintilena – Raccolta Aprile 2026 http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/NAZ/Scintilena/2026/Scintilena2026-V24-F4-Indice.pdf
[23] Chi Siamo – Scintilena https://www.scintilena.com/chi-siamo/
[24] Domenica andiamo a difendere la Nostra Acqua – Scintilena https://www.scintilena.com/domenica-andiamo-a-difendere-la-nostra-acqua/06/06/
[25] Come Trovarci – Scintilena https://www.scintilena.com/come-trovarci/03/01/
[26] Roma sotto Roma – Scintilena https://www.scintilena.com/roma-sotto-roma/06/16/
[27] Acqua Giara: composizione, etichetta e proprietà | Bere Acqua https://www.bereacqua.org/acque/giara/

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  • Nový dekl, průlez okruhem a trochu úklidu na Ponoru
    Minulý víkend 25-28.9.2026 odstartoval už v pátek, kdy mě Dave obětavě vyzvedl v Králově Poli – a to i s bečkou nachystanou na oslavu narození mé dcery. Anička se sice po úspěšném zakončení studia geologie nepřidala podle původních předpokladů, protože ji sklátila nemoc, ale vše si vynahradila v sobotu ráno. Dorazila s parádní buchtou ve […]
     

Nový dekl, průlez okruhem a trochu úklidu na Ponoru

Október 6th 2026 at 12:54
Minulý víkend 25-28.9.2026 odstartoval už v pátek, kdy mě Dave obětavě vyzvedl v Králově Poli – a to i s bečkou nachystanou na oslavu narození mé dcery. Anička se sice po úspěšném zakončení studia geologie nepřidala podle původních předpokladů, protože ji sklátila nemoc, ale vše si vynahradila v sobotu ráno. Dorazila s parádní buchtou ve […]
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  • EuroSpeleo Youth Contest 2026: giovani speleologi invitati a raccontare il mondo sotterraneo
    Condividi Scade il 30 ottobre 2026 il termine per partecipare alla seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Contest, concorso internazionale rivolto a bambini e giovani fino a 20 anni. Fotografie, rilievi, mappe e opere artistiche saranno presentati nell’ambito del 18° EuroSpeleo Forum di Pazin, in Croazia. EuroSpeleo Youth Contest 2026, aperte le iscrizioni per i giovani speleologi È fissata al 30 ottobre 2026 la scadenza per inviare le opere alla seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Cont
     

EuroSpeleo Youth Contest 2026: giovani speleologi invitati a raccontare il mondo sotterraneo

Október 6th 2026 at 12:00

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Scade il 30 ottobre 2026 il termine per partecipare alla seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Contest, concorso internazionale rivolto a bambini e giovani fino a 20 anni. Fotografie, rilievi, mappe e opere artistiche saranno presentati nell’ambito del 18° EuroSpeleo Forum di Pazin, in Croazia.

EuroSpeleo Youth Contest 2026, aperte le iscrizioni per i giovani speleologi

È fissata al 30 ottobre 2026 la scadenza per inviare le opere alla seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Contest, il concorso internazionale dedicato ai giovani e alle loro rappresentazioni del mondo sotterraneo.

L’iniziativa è organizzata da TETIIDE APS in collaborazione con la European Speleological Federation (FSE) e con il gruppo di lavoro European Children and Young Cavers (ECYC). La FSE ha rilanciato il concorso attraverso i propri canali ufficiali, confermando il collegamento con le attività europee rivolte alle nuove generazioni di speleologi. (Tetide?)

Il tema del contest è “Underground Vision – The Unseen World”. L’obiettivo è raccogliere differenti modi di osservare e rappresentare l’ambiente sotterraneo. Fotografia, rilievo, cartografia e illustrazione diventano così strumenti per raccontare le grotte e il rapporto dei giovani con la speleologia. (Tetide?)

Fotografia, cartografia e arte per raccontare le grotte

Il concorso non è riservato alla sola fotografia speleologica. Il regolamento comprende infatti diverse forme di rappresentazione del sottosuolo: immagini, mappe, rilievi e opere artistiche.

La partecipazione è aperta ai giovani fino a 20 anni. Ogni partecipante può inviare fino a tre opere. I lavori saranno sottoposti alla valutazione di una giuria professionale con competenze nel campo della speleologia e delle tematiche affrontate dal concorso. (Tetide?)

È previsto anche un Premio del Pubblico, attraverso il quale le opere potranno essere valutate direttamente dagli spettatori. La formula consente quindi di affiancare al giudizio tecnico una componente partecipativa.

Tra i suggerimenti proposti agli aspiranti partecipanti figurano temi come la prima esperienza in grotta, la protezione dell’acqua, la fauna cavernicola, il disegno di una carta di grotta e la vita negli ambienti privi di luce. Sono inoltre incoraggiate le interpretazioni legate all’immaginazione e al modo personale con cui i giovani osservano il mondo sotterraneo. (Tetide?)

La scadenza dell’EuroSpeleo Youth Contest è il 30 ottobre 2026

Per partecipare all’EuroSpeleo Youth Contest 2026 le opere devono essere inviate entro il 30 ottobre 2026 all’indirizzo youthcontest@tetide.org.

La scadenza è particolarmente vicina rispetto alla data dell’evento internazionale nel quale saranno presentati i lavori. È quindi il momento per selezionare fotografie, completare rilievi o preparare le opere grafiche da sottoporre alla valutazione.

I vincitori riceveranno un certificato ufficiale e saranno presentati attraverso una pubblicazione dedicata. La pagina ufficiale di TETIIDE specifica inoltre che le opere saranno pubblicate sul sito dell’ECYC e che i vincitori saranno presentati nell’EuroSpeleo Youthletter. (Tetide?)

Le opere dei giovani speleologi a Pazin durante Mundus Spelaeus

La seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Contest sarà collegata al 18° EuroSpeleo Forum e Meeting of Croatian Speleologists, in programma a Pazin, in Istria, dal 13 al 15 novembre 2026.

L’evento, denominato Mundus Spelaeus 2026, rappresenta la prima edizione dell’EuroSpeleo Forum ospitata in Croazia. La manifestazione riunirà speleologi, ricercatori e appassionati provenienti da diversi Paesi europei e sarà dedicata a vari aspetti della speleologia e del carsismo. (Speleo?)

Il programma di Pazin costituisce quindi il contesto nel quale il lavoro dei giovani partecipanti potrà entrare in relazione con la comunità speleologica europea. La presenza del contest all’interno di un appuntamento internazionale permette inoltre di dare visibilità alle diverse modalità con cui le nuove generazioni documentano e interpretano l’ambiente sotterraneo.

Un concorso rivolto alle nuove generazioni della speleologia europea

L’EuroSpeleo Youth Contest 2026 si inserisce nelle attività dell’ECYC, il gruppo di lavoro della Federazione Speleologica Europea dedicato ai bambini e ai giovani speleologi.

La prima edizione del contest si è svolta nel 2025. La seconda edizione prosegue quindi un progetto che punta a coinvolgere direttamente i giovani nella comunicazione della speleologia, utilizzando strumenti diversi dalla sola esposizione scientifica tradizionale. La FSE presenta infatti l’edizione 2026 all’interno delle attività dell’ECYC e segnala anche la precedente edizione del 2025. (Eurospeleo?)

Il valore dell’iniziativa sta anche nella possibilità di mettere a confronto esperienze provenienti da Paesi differenti. Una fotografia può documentare una cavità. Un rilievo può raccontarne la struttura. Una carta può trasformare l’esplorazione in una rappresentazione leggibile. Un disegno può invece restituire la percezione personale di un ambiente sotterraneo.

Come partecipare all’EuroSpeleo Youth Contest 2026

I giovani interessati possono preparare fino a tre opere e inviarle a youthcontest@tetide.org entro il 30 ottobre 2026. La partecipazione è riservata a chi ha un’età massima di 20 anni.

Il concorso comprende immagini, mappe e opere artistiche legate al mondo sotterraneo. Le opere saranno sottoposte alla giuria e potranno concorrere anche al Premio del Pubblico. (Tetide?)

Per conoscere nel dettaglio le modalità di partecipazione, i materiali richiesti e gli aggiornamenti sull’iniziativa è consigliabile consultare direttamente la pagina ufficiale di TETIIDE e le comunicazioni della European Speleological Federation.

Fonti

  1. TETIIDE APS – Visioni Sotterranee – Young Contest
    https://www.tetide.org/progetti/visioni-sotterranee-young-contest/
  2. European Speleological Federation – 2nd EuroSpeleo Youth Contest 2026
    https://www.eurospeleo.eu/2026/08/15/2nd-eurospeleo-youth-contest-2026/
  3. European Speleological Federation – European Children and Young Cavers working group ECYC
    https://www.eurospeleo.eu/european-children-and-young-cavers-working-group-ecyc/
  4. Hrvatski speleološki savez – Mundus Spelaeus, 18th EuroSpeleo Forum & Meeting of Croatian Speleologists
    https://www.speleo.hr/mundus-spelaeus-en/
  5. European Speleological Federation – Mundus Spelaeus 2026
    https://www.eurospeleo.eu/2026/06/16/mundus-spelaeus-18th-eurospeleo-forum-meeting-of-croatian-speleologists/

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  • Costacciaro 2026, escursioni aperte: dal Monte Cucco alle sorgenti di Villa Scirca
    Condividi Le escursioni di Costacciaro 2026 affiancano la traversata della Grotta di Monte Cucco alla visita delle sorgenti di Villa Scirca. Prenotazioni attraverso il modulo nella sezione attività del sito del raduno. Sono aperte le prenotazioni per le due escursioni guidate annunciate nell’ambito di Costacciaro 2026. Il programma propone la traversata della Grotta di Monte Cucco e un percorso alle sorgenti di Villa Scirca, con accesso a un luogo normalmente non visitabile, secondo la comuni
     

Costacciaro 2026, escursioni aperte: dal Monte Cucco alle sorgenti di Villa Scirca

Október 6th 2026 at 11:00

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Le escursioni di Costacciaro 2026 affiancano la traversata della Grotta di Monte Cucco alla visita delle sorgenti di Villa Scirca. Prenotazioni attraverso il modulo nella sezione attività del sito del raduno.

Sono aperte le prenotazioni per le due escursioni guidate annunciate nell’ambito di Costacciaro 2026. Il programma propone la traversata della Grotta di Monte Cucco e un percorso alle sorgenti di Villa Scirca, con accesso a un luogo normalmente non visitabile, secondo la comunicazione degli organizzatori.

Il raduno si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel territorio del Parco del Monte Cucco. Il sito ufficiale presenta la manifestazione come Raduno Internazionale di Speleologia. Le visite affiancano il programma di incontri, conferenze, mostre e workshop dedicati alla comunità speleologica. [web:11][web:4]

Escursioni Costacciaro 2026: date e prenotazioni

Le escursioni di Costacciaro 2026 comprendono due itinerari distinti. Il primo attraversa il sottosuolo del massiccio. Il secondo raggiunge una sorgente legata alla storia dell’approvvigionamento idrico umbro. Date e orari riportati nell’annuncio sono i seguenti. Escursione Date del 2026 Orario annunciato Traversata della Grotta di Monte Cucco 29, 30 e 31 ottobre; 1° novembre 8:30 Le sorgenti di Villa Scirca 30 ottobre 9:00

La prenotazione avviene compilando il modulo indicato nella sezione attività del sito ufficiale. La pagina dedicata raccoglie anche altre proposte speleologiche: le due visite oggetto dell’annuncio non esauriscono quindi le attività pubblicate per il raduno. [web:6]

Monte Cucco: traversata in grotta

La traversata proposta per le escursioni di Costacciaro 2026 prevede circa 900 metri nel sottosuolo, secondo l’annuncio. Il percorso permette di osservare ambienti rocciosi, acqua e formazioni calcaree all’interno della Grotta di Monte Cucco.

Per comprendere la natura della proposta è utile distinguere la traversata da una visita con ritorno allo stesso ingresso. La descrizione del percorso turistico pubblicata su Parks.it indica un accesso dal versante orientale e un’uscita sul versante settentrionale. Sono presenti scale e passerelle metalliche, oltre ai tratti di avvicinamento e rientro a piedi. [web:3]

Villa Scirca: sorgenti e acquedotto

La seconda proposta delle escursioni di Costacciaro 2026 è prevista il 30 ottobre alle 9:00. Il percorso conduce alle sorgenti di Villa Scirca e comprende, secondo gli organizzatori, l’ingresso in un luogo normalmente non accessibile.

La visita mette al centro la storia dell’acquedotto e dell’opera di captazione. Quest’ultima raccoglie l’acqua sorgiva per destinarla all’approvvigionamento. Il Fondo Ambiente Italiano colloca la nascita dell’acquedotto negli anni Trenta, per volontà del Comune di Perugia: un riferimento coerente con l’indicazione di un’opera realizzata quasi un secolo fa. [web:18]

La scheda di educazione ambientale del Parco del Monte Cucco descrive un acquedotto lungo 45 chilometri, che rifornisce anche Perugia. La sorgente permette quindi di leggere il territorio attraverso un’infrastruttura che collega la montagna alle esigenze idriche della città. [web:19]

Le due escursioni hanno anche un legame scientifico. La documentazione ospitata dall’Ordine dei Geologi dell’Umbria ricostruisce le prove di colorazione effettuate dal Gruppo Speleologico di Perugia tra il 1970 e il 1972. Queste ricerche stabilirono il collegamento idrologico tra le acque della Grotta di Monte Cucco e la sorgente Scirca. [web:2]

Un’ulteriore prova, nel 1974, utilizzò fluoresceina immessa nel Fiume Miliani, il corso d’acqua sotterraneo della grotta. Il tracciante comparve alla sorgente dopo sei giorni. Visitare grotta e sorgente offre dunque due punti di osservazione sul medesimo sistema idrico: i percorsi sotterranei dell’acqua e il luogo in cui viene captata. [web:2]

Fonti e collegamenti

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  • Angel Robot a Costacciaro: il progetto di Bernabei per il soccorso nei pozzi
    Condividi Tullio Bernabei presenterà Angel Robot al raduno di speleologia di Costacciaro. Il progetto nasce dall’esperienza di Vermicino e punta a sviluppare un dispositivo per raggiungere e mettere in sicurezza i bambini intrappolati nei pozzi stretti. Angel Robot al raduno di Costacciaro Si chiama Angel Robot il progetto che Tullio Bernabei presenterà a Costacciaro, nell’ambito del raduno di speleologia. Al centro dell’iniziativa c’è un problema preciso: intervenire negli spazi in cui le
     

Angel Robot a Costacciaro: il progetto di Bernabei per il soccorso nei pozzi

Október 6th 2026 at 10:00

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Tullio Bernabei presenterà Angel Robot al raduno di speleologia di Costacciaro. Il progetto nasce dall’esperienza di Vermicino e punta a sviluppare un dispositivo per raggiungere e mettere in sicurezza i bambini intrappolati nei pozzi stretti.

Angel Robot al raduno di Costacciaro

Si chiama Angel Robot il progetto che Tullio Bernabei presenterà a Costacciaro, nell’ambito del raduno di speleologia. Al centro dell’iniziativa c’è un problema preciso: intervenire negli spazi in cui le dimensioni del pozzo impediscono a un soccorritore di raggiungere direttamente la persona intrappolata.

Il Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel territorio del Monte Cucco. La manifestazione prevede conferenze, incontri e attività dedicate all’esplorazione e alla conoscenza del sottosuolo. La presentazione di Bernabei porterà in questo contesto il tema delle tecnologie applicate al soccorso. Le date generali dell’evento sono pubblicate sul sito ufficiale; nelle informazioni consultate non risultano verificati orario e sede dell’intervento.[1][2]

Angel Robot è il nome del progetto annunciato per Costacciaro. Le precedenti dichiarazioni di Bernabei, nelle quali il dispositivo veniva immaginato con il nome di Alfredino, raccontano invece la sua origine e il legame con Vermicino. Non vanno confuse con la denominazione attuale dell’iniziativa.[3]

Vermicino e l’esperienza di Bernabei

Nel giugno 1981 Tullio Bernabei aveva 22 anni. Fu tra gli speleologi impegnati nei tentativi di salvare Alfredo Rampi, il bambino di sei anni caduto in un pozzo a Vermicino. La tragedia segnò profondamente i soccorritori che provarono a raggiungerlo e a riportarlo in superficie.[4]

A distanza di quarant’anni, Bernabei descrisse quell’esperienza come un ricordo ancora doloroso. «Sono quello che sono anche per quella vicenda», dichiarò a Sky TG24 nel 2021. Raccontò anche di aver evitato a lungo di parlare di Alfredino, perché tornare a quei giorni significava confrontarsi nuovamente con il fallimento dei tentativi di salvataggio.[3]

Da questa memoria nasce il percorso che oggi viene presentato con il nome Angel Robot. L’obiettivo è studiare strumenti capaci di aiutare i soccorritori davanti a incidenti analoghi. Il desiderio espresso da Bernabei è prevenire il ripetersi di un esito come quello di Vermicino. È la motivazione del progetto, non una garanzia di successo in ogni situazione.[3][5]

Angel Robot e soccorso nei pozzi

Raggiungere la vittima non significa necessariamente poterla estrarre subito. Nel 2022 Bernabei spiegò a Scintilena che il primo obiettivo del dispositivo doveva essere la stabilizzazione e la protezione della persona intrappolata. Il recupero avrebbe costituito un passaggio successivo, da valutare in base alle condizioni del pozzo e del ferito.[5]

Questa distinzione chiarisce il problema affrontato da Angel Robot. Quando un adulto non può scendere nel pozzo, può essere necessario realizzare un accesso alternativo. Lo scavo richiede tempo e presenta difficoltà tecniche. Un dispositivo calato dall’alto potrebbe fornire un supporto durante l’attesa, contribuendo a mettere in sicurezza il bambino prima delle successive manovre.[5][6]

La ricerca tecnica collegata all’idea di Bernabei descrive un robot teleoperato. Il controllo resta quindi nelle mani dei soccorritori. Tra gli obiettivi indicati figurano la valutazione delle condizioni ambientali, la messa in sicurezza della vittima e l’assistenza al recupero. Il dispositivo è concepito come uno strumento della squadra, non come un sostituto degli operatori.[6]

Angel Robot e ricerca universitaria

Il percorso di sviluppo ha coinvolto specialisti del Politecnico di Torino e dell’Università dell’Aquila. Una tesi magistrale di Simone Astuti, pubblicata nel 2024 nell’archivio del Politecnico, documenta la progettazione di un robot mobile per il soccorso nei pozzi ispirato all’idea di Bernabei. I relatori sono Terenziano Raparelli e Daniela Maffiodo.[6][7]

L’elaborato descrive simulazioni sperimentali in laboratorio e modifiche ai componenti. Il lavoro riguarda compattezza, stabilità e manovrabilità. Comprende inoltre la scelta di parti commerciali e i contatti necessari per realizzare e assemblare il dispositivo. L’abstract colloca le prove operative dopo il completamento dell’assemblaggio. Non attesta l’impiego del robot in un salvataggio reale.[6]

Nel luglio 2025, un articolo sul progetto indicava un fabbisogno di circa 150 mila euro per la realizzazione del prototipo. Citava anche una candidatura a un bando europeo. Le fonti consultate non permettono di stabilire se quei finanziamenti siano stati ottenuti né di ricostruire gli eventuali sviluppi successivi.[7]

La presentazione di Angel Robot a Costacciaro riguarda quindi un percorso nel quale esperienza speleologica e progettazione ingegneristica si incontrano. Per descriverlo correttamente occorre distinguere le finalità del dispositivo, le prove documentate e le capacità ancora da verificare. Il punto di partenza resta concreto: aiutare i soccorritori a intervenire dove lo spazio disponibile limita l’accesso umano.[5][6]

Fonti su Angel Robot

Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[3] Vermicino 40 anni dopo, come Alfredino ha cambiato l’Italia https://tg24.sky.it/cronaca/2021/06/19/vermicino-40-anni-dopo-alfredino
[4] Alfredino Rampi oggi si sarebbe salvato? La risposta dello … https://www.inews24.it/2024/06/13/alfredino-rampi-oggi-si-sarebbe-salvato-la-risposta-dello-speleologo-che-partecipo-ai-soccorsi/
[5] 41 anni fa Vermicino. Oggi si lavora per un robot per salvare … https://www.scintilena.com/41-anni-fa-vermicino-oggi-si-lavora-per-un-robot-per-salvare-i-bambini-caduti-nei-pozzi/06/13/
[6] Robot mobile per operazioni di soccorso in pozzi artesiani = Mobile robot for rescue operations in artesian wells https://webthesis.biblio.polito.it/34348/
[7] Il robot che vuole salvare i bambini caduti nei pozzi artesiani https://www.incontrinotizie.it/il-robot-che-vuole-salvare-i-bambini-caduti-nei-pozzi-artesiani/

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  • Sinkhole naturali in Abruzzo: il censimento sale a circa 720 fenomeni
    Condividi Una ricerca sui sinkhole naturali in Abruzzo amplia il quadro dei circa 100 casi già catalogati. Database GIS, verifiche sul terreno e analisi della suscettibilità mettono in relazione gli sprofondamenti con le caratteristiche geologiche del territorio. I sinkhole naturali in Abruzzo sono molti più di quelli riportati nel precedente inventario. Un nuovo studio ne individua circa 720, attraverso un censimento che integra fonti documentali, cartografia e immagini satellitari. Il risul
     

Sinkhole naturali in Abruzzo: il censimento sale a circa 720 fenomeni

Október 6th 2026 at 09:00

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Una ricerca sui sinkhole naturali in Abruzzo amplia il quadro dei circa 100 casi già catalogati. Database GIS, verifiche sul terreno e analisi della suscettibilità mettono in relazione gli sprofondamenti con le caratteristiche geologiche del territorio.

I sinkhole naturali in Abruzzo sono molti più di quelli riportati nel precedente inventario. Un nuovo studio ne individua circa 720, attraverso un censimento che integra fonti documentali, cartografia e immagini satellitari. Il risultato amplia la conoscenza del fenomeno, ma non indica che centinaia di nuovi sprofondamenti si siano verificati di recente. Si tratta anzitutto di un aggiornamento del quadro conoscitivo.

Sinkhole in Abruzzo: il censimento

La ricerca è intitolata Natural sinkholes of Abruzzo (central Italy): expansion of ISPRA National Database and susceptibility analysis. Il riferimento bibliografico fornito attribuisce il lavoro a D. Maceroni, S. Nisio, S. Madonna e G. Ciotoli. La scheda disponibile sul sito dei Rendiconti Online della Società Geologica Italiana ne riporta obiettivi, metodologia e risultati principali.

Il punto di partenza era un inventario di circa 100 sinkhole. Il nuovo censimento arriva a circa 720 fenomeni: un numero superiore a sette volte quello precedente. L’ampliamento riguarda l’identificazione delle forme presenti sul territorio e la loro organizzazione in una banca dati geografica. Non equivale a una misura dell’aumento della frequenza degli eventi nel tempo.

L’abstract richiama la complessità geologica e l’attività sismica dell’Abruzzo. Cita inoltre l’alta valle del fiume Aterno, il bacino del Fucino e quello di Sulmona. Numerosi casi già catalogati risultavano associati a importanti terremoti in questi territori. Questa relazione non va estesa automaticamente a tutti i fenomeni censiti.

Database GIS e rilievi territoriali

Per censire i sinkhole naturali in Abruzzo, gli autori hanno costruito un geodatabase GIS. La raccolta comprende informazioni bibliografiche, carte topografiche e immagini satellitari. Le analisi hanno considerato anche la geometria delle forme e il contesto geologico.

Il GIS permette di organizzare le informazioni in relazione alla loro posizione sul territorio. Nel lavoro, questa struttura serve a riunire le segnalazioni e a studiarne la distribuzione. Il censimento non deriva quindi da una sola campagna di osservazione, ma dall’integrazione di materiali differenti.

Un passaggio riguarda le verifiche dirette. L’abstract precisa che i rilievi sul terreno sono stati condotti sistematicamente per validare i sinkhole nelle aree di pianura. Non afferma che tutti i circa 720 fenomeni abbiano ricevuto lo stesso tipo di controllo sul campo. La distinzione è importante per descrivere correttamente la portata del risultato.

Sinkhole: crolli e dissoluzione carsica

La scheda scientifica distingue due tipologie rilevanti. La maggior parte delle forme è attribuita ai sinkhole da crollo della copertura, indicati come cover-collapse, nelle aree pianeggianti. Sono inoltre diffusi i sinkhole di dissoluzione, legati alla dissoluzione delle rocce carbonatiche.

Il dato precisa il testo di partenza: le due categorie sono entrambe rappresentate, ma l’abstract assegna la prevalenza ai fenomeni di crollo della copertura. Non fornisce, nella sintesi consultabile, il numero esatto dei casi appartenenti a ciascuna tipologia. Sarebbe quindi improprio proporre percentuali o ripartizioni dettagliate.

Per il pubblico speleologico, il collegamento con la dissoluzione dei carbonati costituisce un elemento di interesse. Lo studio dei sinkhole naturali in Abruzzo comprende infatti forme connesse ai processi carsici. L’inventario riguarda gli sprofondamenti e le depressioni identificati dalla ricerca, non un conteggio di grotte esplorate o di cavità accessibili.

Suscettibilità dei sinkhole in Abruzzo

Oltre al censimento, il lavoro presenta un’analisi probabilistica della suscettibilità. Gli autori hanno utilizzato l’algoritmo Maximum Entropy, noto come MaxEnt. Secondo l’abstract, la pendenza e la litologia emergono come i principali fattori predisponenti alla formazione dei sinkhole nella regione.

Il risultato mette dunque in relazione i fenomeni censiti con le caratteristiche del territorio. Non va letto come una previsione della data di un futuro sprofondamento. La sintesi disponibile non riporta valori di accuratezza del modello, soglie operative o una graduatoria dei comuni. Questi dettagli non possono essere ricavati dal solo abstract.

Il nuovo quadro dei sinkhole naturali in Abruzzo amplia la base documentale per lo studio degli sprofondamenti. Restano distinti tre aspetti: il numero delle forme riconosciute, la loro origine e la predisposizione dei territori a ospitarle. La ricerca affronta questi temi attraverso il censimento, la classificazione e l’analisi spaziale.

Fonti e riferimento bibliografico

Nota bibliografica: l’anno 2027, la paginazione provvisoria “XX–XX” e la licenza Creative Commons Attribution sono indicati nel materiale di partenza. Non sono stati verificati autonomamente nella scheda completa, che non è risultata recuperabile. L’anno è successivo alla data di questa verifica, 6 ottobre 2026: il riferimento non viene quindi presentato come una citazione editoriale definitiva.

Fonti
[1] Natural sinkholes of Abruzzo (central Italy): expansion of ISPRA National Database and susceptibility analysis https://www.rendicontisocietageologicaitaliana.it/297/article-4331/natural-sinkholes-of-abruzzo-central-italy-expansion-of-ispra-national-database-and-susceptibility-analysis.html
[3] Evaporite sinkholes of the Friuli Venezia Giulia region (NE Italy) https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/17445647.2017.1316321?needAccess=true

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  • Tra grotte e cascate: trent’anni di esplorazioni di Mirko Palentini a Villa Caldogno
    Condividi Giovedì 8 ottobre alle 20.30, una serata a ingresso gratuito tra speleologia e torrentismo: inaugurazione della mostra fotografica, proiezione del docufilm “Cacciatori di Cascate” e presentazione della guida “Vicenza Canyoning”. Buio e luce, roccia e acqua, silenzio e avventura. È attraverso questi contrasti che Mirko Palentini racconta oltre trent’anni trascorsi a esplorare il mondo sotterraneo e gli ambienti più selvaggi della montagna. Speleologo, torrentista e appassionato f
     

Tra grotte e cascate: trent’anni di esplorazioni di Mirko Palentini a Villa Caldogno

Október 6th 2026 at 08:00

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Giovedì 8 ottobre alle 20.30, una serata a ingresso gratuito tra speleologia e torrentismo: inaugurazione della mostra fotografica, proiezione del docufilm “Cacciatori di Cascate” e presentazione della guida “Vicenza Canyoning”.

Buio e luce, roccia e acqua, silenzio e avventura. È attraverso questi contrasti che Mirko Palentini racconta oltre trent’anni trascorsi a esplorare il mondo sotterraneo e gli ambienti più selvaggi della montagna.

Speleologo, torrentista e appassionato fotografo, Palentini porta a villa Caldogno una parte di questo lungo viaggio con una mostra fotografica e un docufilm dedicato alla speleologia e al canyoning.

L’appuntamento è per giovedì 8 ottobre alle 20.30 nel salone nobile di Villa Caldogno, dove, con ingresso gratuito, sarà presentato il docufilm, sarà illustrata la guida “Vicenza Canyoning. Torrentismo sulle Prealpi Vicentine” e verrà inaugurata la mostra fotografica.

Mirko Palentini è uno dei fondatori del gruppo CAI Vicenza Canyoning; in oltre tre decenni ha percorso ed esplorato centinaia di grotte e forre, in Italia e all’estero, documentando le sue avventure.

La mostra ripercorre proprio questa lunga esperienza, partendo dalle prime pellicole degli anni Novanta per arrivare alla fotografia digitale.

Non una semplice raccolta di immagini tecniche, ma un racconto visivo nel quale la montagna viene osservata da prospettive inconsuete: le geometrie delle sale e dei pozzi scavati nel buio, i giochi di luce, l’acqua che attraversa e modella la roccia delle forre più selvagge.

Al centro della serata ci sarà anche il documentario “Cacciatori di Cascate” realizzato a oltre trent’anni dalla prima discesa di una delle forre più spettacolari del Trentino. Un gruppo di speleologi e torrentisti veneti torna infatti a percorrere e documentare uno dei canyon più suggestivi al confine tra le province di Trento e Vicenza.

Attraverso immagini girate in ambienti isolati e difficilmente accessibili, testimonianze degli esploratori e approfondimenti storici e naturalistici, il film accompagna il pubblico lungo il percorso dell’acqua, dal monte Pasubio fino alla valle dell’Adige.

La mostra sarà visitabile tutti i sabati e le domeniche di ottobre, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.

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  • Elezioni SSI 2026, voto aperto: si decide il triennio 2027-2029
    Condividi Dal 5 al 27 ottobre le elezioni SSI 2026 rinnovano le cariche della Società Speleologica Italiana ETS. Credenziali via email da Polyas, candidature consultabili online e scrutinio previsto a Costacciaro. Sono iniziate il 5 ottobre le elezioni SSI 2026 per il rinnovo delle cariche sociali della Società Speleologica Italiana ETS. La consultazione resterà aperta fino al 27 ottobre 2026 e definirà gli organi associativi del triennio 2027-2029. Il voto si svolge online attraverso la piat
     

Elezioni SSI 2026, voto aperto: si decide il triennio 2027-2029

Október 6th 2026 at 07:00

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Dal 5 al 27 ottobre le elezioni SSI 2026 rinnovano le cariche della Società Speleologica Italiana ETS. Credenziali via email da Polyas, candidature consultabili online e scrutinio previsto a Costacciaro.

Sono iniziate il 5 ottobre le elezioni SSI 2026 per il rinnovo delle cariche sociali della Società Speleologica Italiana ETS. La consultazione resterà aperta fino al 27 ottobre 2026 e definirà gli organi associativi del triennio 2027-2029. Il voto si svolge online attraverso la piattaforma Polyas.[1]

Elezioni SSI 2026: accesso al voto

Secondo la comunicazione diffusa dall’associazione, riceveranno le credenziali i soci e le socie in regola con il pagamento della quota annuale e registrati nel database SSI. L’email arriverà da Polyas.it e conterrà le informazioni necessarie per accedere alla votazione.

La procedura non richiede quindi la presenza fisica in un seggio. Gli aventi diritto potranno utilizzare il collegamento personale ricevuto per posta elettronica durante il periodo di apertura della consultazione. Le votazioni per i diversi organi si svolgono contemporaneamente e a scrutinio segreto.

Per le elezioni SSI 2026 è utile controllare anche la cartella dello spam. Le indicazioni pubblicate segnalano inoltre che alcuni filtri di posta possono interrompere il collegamento inserendo uno spazio. In quel caso occorre ricomporre l’indirizzo prima di aprirlo nel browser. Per i dubbi tecnici sull’accesso è indicato il recapito elezioni@socissi.it

Elezioni SSI 2026: cariche e preferenze

Il rinnovo interessa la presidenza, otto posti nel Consiglio direttivo e tre nel Collegio dei probiviri. Sono inoltre previsti cinque componenti dell’Organo di controllo volontario: tre membri effettivi e due supplenti. Si tratta di votazioni distinte, riferite alle diverse responsabilità nell’organizzazione associativa.[1]

Le modalità di espressione delle preferenze, riportate nell’approfondimento di La Scintilena, prevedono una scelta per il presidente. Per il Consiglio direttivo si possono indicare fino a otto candidati. Il limite è di tre preferenze per i probiviri e di cinque per l’Organo di controllo. È prevista anche la possibilità di inviare una scheda bianca o selezionare l’astensione nell’apposita casella.[1]

La consultazione riguarda dunque più organi, non soltanto la guida dell’associazione. Presidente e Consiglio direttivo seguono l’attività dell’ente. I probiviri esercitano le funzioni statutarie relative alle controversie associative. L’Organo di controllo svolge i compiti di vigilanza previsti dalle regole applicabili.

Candidature SSI: profili e programmi

Per la presidenza risultano candidati Vincenzo Martimucci e Sergio Orsini. Le candidature al Consiglio direttivo sono 21. Per l’Organo di controllo volontario sono indicate sette persone, mentre quattro si presentano per il Collegio dei probiviri. Questi numeri si riferiscono alle candidature nelle singole categorie, non necessariamente a persone tutte differenti.

La pagina dedicata sul sito SSI raccoglie l’elenco delle candidate e dei candidati, i curricula e le motivazioni delle candidature. La documentazione permette di confrontare i percorsi associativi e speleologici prima di esprimere le preferenze. Per le elezioni SSI 2026, il sito dell’associazione costituisce il riferimento per consultare presentazioni e istruzioni operative.

La lettura dei profili accompagna la fase di voto. Consente ai soci di valutare le esperienze dichiarate e le ragioni della disponibilità a ricoprire una carica. Il comunicato invita a consultare anche le linee guida, così da conoscere le modalità della procedura prima dell’accesso alla piattaforma.

Scrutinio SSI e triennio 2027-2029

Dopo la chiusura del 27 ottobre, lo scrutinio automatico è previsto in seduta pubblica durante l’assemblea SSI al Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro. Il raduno si svolgerà nel comune umbro dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. La lettura dei risultati seguirà quindi la conclusione del voto elettronico.

La Commissione elettorale renderà disponibili i risultati provvisori sul sito SSI per 15 giorni. Gli eventuali ricorsi saranno esaminati prima della pubblicazione dei risultati definitivi e della proclamazione. Il nuovo Consiglio procederà poi all’insediamento e all’attribuzione delle funzioni interne previste.[1]

Le elezioni SSI 2026 aprono così il passaggio al mandato 2027-2029. La fase attualmente in corso resta quella della scelta dei rappresentanti: fino al 27 ottobre, gli aventi diritto possono partecipare utilizzando le credenziali ricevute.

Fonti e documentazione

Fonti
[1] Elezioni SSI 2026: candidati, voto elettronico e scrutinio a Costacciaro https://www.scintilena.com/elezioni-ssi-2026-candidati-voto-elettronico-e-scrutinio-a-costacciaro/10/02/
[7] Voto elettronico sicuro di POLYAS https://www.polyas.it/
[8] Voto elettronico online di POLYAS: tutte le informazioni https://www.polyas.it/voto-elettronico
[9] Live Voting di POLYAS https://www.polyas.it/live-voting
[10] Come creare un’elezione online nell’online voting manager – polyas https://www.polyas.it/aiuto/online-voting-manager/creare-elezione-online
[11] Esperienze dei clienti sul voto elettronico online – polyas https://www.polyas.it/esperienze-dei-clienti
[12] https://speleo.it/site/elezioni-2026-candidati/ https://speleo.it/site/elezioni-2026-candidati/
[13] https://speleo.it/site/elezioni-2026-istruzioni/ https://speleo.it/site/elezioni-2026-istruzioni/
[14] Cariche – Federazione Speleologica del Lazio https://www.speleo.lazio.it/home/cariche/

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  • Gigi Casati, quarant’anni di speleosubacquea tra tecnica, logistica e lettura delle grotte
    Condividi L’intervista di Simone Villotti per InDEPTH Magazine ripercorre il percorso di Gigi Casati: dalle sorgenti di Oliero e del Gorgazzo ai sistemi a più sifoni, con un’idea centrale della speleosubacquea come strumento per comprendere le acque sotterranee. L’intervista di InDEPTH Magazine Quarant’anni sotto la superficie non sono soltanto una sequenza di profondità raggiunte o di distanze percorse. Nell’intervista pubblicata da InDEPTH Magazine, Gigi Casati ricostruisce il propri
     

Gigi Casati, quarant’anni di speleosubacquea tra tecnica, logistica e lettura delle grotte

Október 6th 2026 at 06:00

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L’intervista di Simone Villotti per InDEPTH Magazine ripercorre il percorso di Gigi Casati: dalle sorgenti di Oliero e del Gorgazzo ai sistemi a più sifoni, con un’idea centrale della speleosubacquea come strumento per comprendere le acque sotterranee.

L’intervista di InDEPTH Magazine

Quarant’anni sotto la superficie non sono soltanto una sequenza di profondità raggiunte o di distanze percorse. Nell’intervista pubblicata da InDEPTH Magazine, Gigi Casati ricostruisce il proprio percorso nella speleosubacquea attraverso attrezzature, compagni di esplorazione, errori, trasporti e lunghe fasi di preparazione.[1]

Il colloquio, curato da Simone Villotti e pubblicato l’8 settembre 2026, parte dagli inizi. Casati cominciò l’attività subacquea nel 1978 e si avvicinò alla speleologia intorno al 1985. L’incontro del 1986 con Jean-Jacques Bolanz fu decisivo. Casati descrive Bolanz come un maestro, un amico e una figura di riferimento nella formazione della propria visione esplorativa.[1][2]

L’articolo segue un arco tecnico molto ampio. Dalle immersioni in circuito aperto con aria, alle miscele di elio, ai rebreather semi-chiusi e chiusi, fino alle configurazioni sperimentali costruite o modificate per rispondere alle caratteristiche di singole cavità. Il punto di vista espresso da Casati resta però legato alla speleologia prima che alla sola immersione.[1]

Per l’esploratore, entrare in acqua non equivale soltanto a seguire una sagola fino a un punto noto. Significa chiedersi da dove arrivi l’acqua, quale sia l’architettura della cavità, come cambino i rami del sistema e dove possa svilupparsi una prosecuzione. È una lettura idrogeologica e speleologica dell’ambiente sotterraneo.[1]

Speleosubacquea e sistemi a sifoni

Nel racconto di Casati, la speleosubacquea trova uno dei suoi campi più formativi nelle grotte con più sifoni. Qui la progressione alterna tratti sommersi e asciutti. Può richiedere di camminare, strisciare, arrampicare e trasferire bombole e materiali prima dell’immersione successiva.[1]

La frase che sintetizza questo approccio è netta: “La grotta decide cosa si può portare”. In un sistema a più sifoni non è possibile imporre all’ambiente una configurazione standard. Peso, ingombri, ridondanza, autonomia e possibilità di trasporto devono essere adattati alle strettoie, ai dislivelli e alle condizioni locali.[1]

La speleosubacquea, in questa prospettiva, richiede quindi una pianificazione che inizia fuori dall’acqua. La scelta dell’attrezzatura non può essere separata dalla conoscenza della morfologia della cavità, dei livelli idrici e delle condizioni meteorologiche del bacino di alimentazione.

Casati osserva che le grandi sorgenti permettono spesso l’impiego di numerose bombole, scooter e rebreather. Nei sifoni interni il quadro può cambiare radicalmente. La disponibilità di tecnologia amplia le possibilità operative, ma non elimina gli ostacoli fisici posti dal sistema carsico.[1]

Oliero, Elefante Bianco e Gorgazzo

Tra i luoghi centrali dell’intervista figurano le Grotte di Oliero, la sorgente dell’Elefante Bianco e la sorgente del Gorgazzo. Sono siti che segnano diverse fasi della speleosubacquea italiana e della carriera di Casati.[1][3]

A Oliero, Casati ricorda la complessità delle campagne in circuito aperto. Le piene potevano danneggiare o distruggere chilometri di sagola guida. Prima di svolgere l’esplorazione vera e propria, le squadre dovevano ripristinare la progressione, collocare bombole di emergenza e di decompressione e organizzare i gas. Secondo l’intervista, in alcuni casi la ricostruzione della linea richiedeva da uno a un chilometro e mezzo di lavoro preliminare.[1]

Nelle Grotte di Oliero Casati effettuò, verso la fine degli anni Ottanta, una penetrazione di circa 1.000-1.100 metri, con profondità massima di 65 metri e riemersione all’interno della montagna. Le fonti biografiche pubblicate da La Scintilena riportano una progressione massima personale di 2.635 metri a una profondità media di circa 50 metri e il collegamento, ottenuto nel 2005, tra Cogol dei Siori e Cogol dei Veci.[1][3]

L’Elefante Bianco rappresenta un’altra pagina importante. Casati richiama una grande immersione in circuito aperto del 2003, arrivata a circa 162 metri, sostenuta da una struttura logistica fatta di compressori, riserve di elio, tende e sistemi per movimentare il materiale. Le diverse fonti riportano inoltre la prosecuzione dell’esplorazione fino a 186-189 metri negli anni successivi, a seconda delle immersioni e dei resoconti considerati.[1][3]

Al Gorgazzo, nel 2008, Casati raggiunse i 212 metri di profondità. L’intervista descrive l’ultimo tratto dopo avere lasciato lo scooter a circa 130 metri: 120 metri di galleria percorsi pinneggiando, con l’obiettivo di contenere lo sforzo respiratorio e il tempo di fondo. La Scintilena indica per quella esplorazione una distanza di circa 440 metri dall’ingresso e l’impiego di un circuito chiuso meccanico.[1][3]

Rebreather, sicurezza e cultura di squadra

Una parte rilevante dell’intervista riguarda l’evoluzione dei rebreather. Casati riconosce che questi apparati, insieme agli scooter, alle luci e alla maggiore conoscenza della decompressione, hanno reso realizzabili o più gestibili esplorazioni che in circuito aperto avrebbero richiesto quantità molto maggiori di gas e personale.[1]

La speleosubacquea non coincide però con la disponibilità di una macchina. Casati insiste sulla differenza tra affidarsi a un apparato e conoscere le conseguenze di un suo guasto. Nell’intervista sottolinea il valore delle riserve indipendenti in circuito aperto, specie per immersioni lunghe e profonde, e la necessità di valutare l’intero sistema: configurazione, gas, profondità, flusso, diluente, volume del circuito e durata prevista.[1]

Il racconto include anche incidenti decompressivi che Casati collega soprattutto a risalite troppo rapide. Il primo avvenne durante un’immersione all’Elefante Bianco, in presenza di un problema di assetto. Il secondo viene riferito all’immersione del 2016 a Vrelo Une, conclusa alla profondità massima di 248 metri. Il punto non è proporre modelli operativi, ma ricordare che tempo e risalita devono rispettare i limiti fisiologici del subacqueo.[1]

Accanto alla tecnica emerge il tema del lavoro collettivo. Nelle spedizioni delle fasi iniziali, un gruppo poteva condividere compressori, bombole, scooter, ricambi e lavoro fisico. Casati ricorda campagne con squadre numerose e settimane di preparazione. Oggi un rebreather permette a piccoli gruppi di lavorare con maggiore autonomia. Questa trasformazione riduce alcune esigenze logistiche, ma può indebolire la dimensione della squadra e della trasmissione diretta dell’esperienza.[1]

Torretta River e il futuro dell’esplorazione

L’intervista si chiude sulle attività più recenti, fra cui il progetto di Torretta River, indicato come un sistema a più sifoni. Casati riferisce che nel terzo sifone, nel 2020, ha raggiunto circa 1.780-1.800 metri di distanza, con una profondità massima nell’ordine di 89-90 metri. A monte sono presenti due sifoni più brevi e un tratto asciutto da percorrere con il materiale.[1]

Il sistema, comprese le diramazioni esplorate da Frank Giordani, supera i due chilometri di sviluppo secondo quanto riportato nell’intervista. Le condizioni restano decisive: piogge, fusione nivale e torbidità possono interrompere una campagna. Casati descrive situazioni di visibilità ridotta a circa due metri, insufficienti per lavorare in sicurezza su linee danneggiate o per verificare una possibile prosecuzione.[1]

La speleosubacquea emerge così come attività di esplorazione, documentazione e lettura dei sistemi carsici. Non è una gara a profondità e distanza. È un lavoro lungo, in cui il risultato dipende dalla preparazione, dalla capacità di riconoscere le condizioni non favorevoli e dalla disponibilità a fermarsi.

Nel 2025, il Premio Duilio Marcante ha riconosciuto il percorso di Luigi “Gigi” Casati. La cerimonia di Genova ha richiamato anche il suo contributo alla divulgazione e alla formazione. L’intervista di InDEPTH Magazine amplia quel quadro con una testimonianza diretta: quarant’anni di speleosubacquea osservati dal punto di vista della cavità, dell’acqua e delle persone che rendono possibile l’esplorazione.[2][3]

Fonti

Fonti
[1] Gigi Casati: 40 Years of Cave Diving and Exploration https://indepthmag.com/gigi-casati-cave-diving-exploration/
[2] UISP – Subacquea https://www.uisp.it/sub/pagina/allo-speleonauta-lugi-gigi-casati-il-premio-duilio-marcante-2025
[3] Luigi Casati riceve il Premio Duilio Marcante 2025 – Scintilena https://www.scintilena.com/luigi-casati-riceve-il-premio-duilio-marcante-2025/02/17/
[5] Beyond the Walkway: Diving Italy’s Hidden Giant, Frasassi Cave https://indepthmag.com/deep-frasassi-project/
[6] Cave Archives – InDEPTH https://indepthmag.com/category/cave/
[7] Album de Fotografias – Gigi CASATI https://www.prometeoricerche.eu/GIGI/album_fotografias.htm
[8] Gigi CASATI – Speleonauta – Official Web Site – Sito Ufficiale https://www.prometeoricerche.eu/
[9] Gigi Casati a -248m alla sorgente di Vrelo Une – FIAS https://www.fias.it/magazine/47-gigi-casati-a-248m-alla-sorgente-di-vrelo-une.html
[10] Luigi “Gigi” Casati – Speleosubacqueo – Tecnica & Medicina http://www.marpola.it/tecnica%20e%20medicina/101.htm
[11] Gigi Casati: leggenda della speleologia subacquea https://www.scubaportal.it/gigi-casati-intervista-speleologia-subacquea-immersioni-estreme/
[12] Gigi Casati, la speleologia subacquea italiana raccontata tra … https://www.scintilena.com/gigi-casati-la-speleologia-subacquea-italiana-raccontata-tra-esplorazione-e-memoria/06/21/
[13] Gigi Casati: Forty Years Beneath the Surface – Threads https://www.threads.com/@indepthmagazine/post/Dd_tNsVCgq6/gigi-casati-forty-years-beneath-the-surface-for-casati-cave-diving-has-always/
[14] Luigi Casati – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Casati
[15] Gigi CASATI – Speleonauta – Official Web Site https://www.prometeoricerche.eu/GIGI/
[16] Lo speleo-sub Gigi Casati ritenta il record del Gorgazzo | MOUNT LIVE https://www.mountlive.com/lo-speleo-sub-gigi-casati-ritenta-il-record-del-gorgazzo/

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  • Grecia, a Salonicco il 16° seminario di speleologia del Proteas
    Condividi Il gruppo speleologico Proteas – Speleologia di Salonicco organizza la sedicesima edizione del corso dedicato alla formazione di nuovi speleologi. Tecniche di progressione, sicurezza, conoscenza dell’ambiente sotterraneo e, nella tradizione formativa dell’associazione, anche rilievo delle cavità. La speleologia greca è organizzata, come quella italiana, in una rete di gruppi che collaborano nelle esplorazioni, nella ricerca e nella tutela dell’ambiente sotterraneo, con frequenti
     

Grecia, a Salonicco il 16° seminario di speleologia del Proteas

Október 6th 2026 at 05:00

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Il gruppo speleologico Proteas – Speleologia di Salonicco organizza la sedicesima edizione del corso dedicato alla formazione di nuovi speleologi. Tecniche di progressione, sicurezza, conoscenza dell’ambiente sotterraneo e, nella tradizione formativa dell’associazione, anche rilievo delle cavità.

La speleologia greca è organizzata, come quella italiana, in una rete di gruppi che collaborano nelle esplorazioni, nella ricerca e nella tutela dell’ambiente sotterraneo, con frequenti scambi e collaborazioni internazionali, avendo grande cura della formazione.

Un esempio: a Salonicco, in Grecia, prenderà il via il 13 ottobre 2026 la sedicesima edizione del Seminario di Speleologia e Speleo-esplorazione organizzato dal gruppo Proteas – Speleologia di Salonicco

L’iniziativa è rivolta anche a persone senza precedente esperienza e combina lezioni teoriche e attività pratiche, con l’obiettivo di fornire le conoscenze di base per muoversi in grotta in sicurezza e partecipare successivamente alle escursioni e alle spedizioni organizzate dall’associazione durante l’anno.

Il programma di questa edizione pone l’attenzione sull’attrezzatura, sulle tecniche speleologiche, sulla sicurezza e sul comportamento responsabile nell’ambiente sotterraneo.

La formazione proposta da Proteas si inserisce però in un’attività didattica ormai consolidata. Nei programmi pubblicati dall’associazione per i seminari degli anni precedenti compaiono, oltre alle tecniche di progressione e alla geologia, anche organizzazione delle spedizioni, prevenzione degli incidenti, soccorso speleologico e cartografia delle grotte. In alcune edizioni gli allievi hanno effettuato esercitazioni pratiche di rilievo e fotografia direttamente nelle cavità.

Il rilievo costituisce del resto una componente importante dell’attività esplorativa del gruppo di Salonicco. Nella documentazione pubblicata da Proteas sono presenti rilievi realizzati con strumenti digitali DistoX e DistoX2, utilizzati sia per la documentazione di singole cavità sia nell’ambito di spedizioni esplorative.

Il sito dell’associazione ospita inoltre un archivio delle grotte esplorate e documentate dal gruppo, con indicazioni relative a sviluppo, profondità e autori o anni dei rilievi.

Il 16° Seminario di Speleologia e Speleo-esplorazione è articolato su 20 appuntamenti, dal 13 ottobre al 19 novembre 2026: 13, 15, 17, 18, 20, 22, 24, 25, 27, 29 e 31 ottobre; 1, 3, 5, 7, 8, 10, 12, 16 e 19 novembre 2026.

Le lezione teoriche, che avranno inizio alle h 20 e durata di circa due ore, come nella precedente edizione verteranno su:

  • materiali e attrezzatura speleologica;
  • elementi di geologia;
  • nodi e ancoraggi;
  • teoria dell’armo;
  • organizzazione delle spedizioni;
  • cartografia/rilievo delle grotte (????????????);
  • incidenti, prevenzione e soccorso speleologico.

A queste si aggiungevano esercitazioni pratiche in grotte e palestre tecniche della Grecia settentrionale.

Il primo incontro è previsto martedì 13 ottobre 2026, alle ore 20, nella sede di Proteas, in Grigoriou Lampraki 7, a Salonicco.

I posti disponibili sono limitati e l’organizzazione ha predisposto un modulo online per le iscrizioni:

Fonti: Voria – Grecia – https://www.voria.gr/article/thessaloniki-proteas-launches-16th-speleology-seminar-underground-exploration

Informazioni: Gruppo Proteas – Speleologia di Salonicco https://proteascave.gr/seminaria/ – http://proteascave.gr/contact/

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Leoganger Steinberge 2026 – sprawozdanie z wyprawy jaskiniowej

Leoganger Steinberge 2026 – sprawozdanie z wyprawy jaskiniowej

Termin: 25.07.2026-16.08.2026

Uczestnicy: 

1

Ciszewski

Andrzej

KKTJ – kierownik

2

Ciszewski

Michał

KKTJ – zastępca kierownika

3

Browarnik

Przemysław

KKTJ

4

Czart

Marcin

KKTJ

5

Drechsler

Tomasz

KKTJ

6

Dryjanski

Miłosz

KKS

7

Dumnicka

Hanna

KKTJ

8

Gawroński

Krzysztof

KKTJ

9

Grych

Marcin

KKTJ

10

Major

Jeremiah

Speleoklub Warszawski

11

Nowacki

Henryk

KKTJ

12

Porębski

Andrzej

SDG

13

Porębski

Włodzimierz

KKTJ

14

Ragus

Joanna

Tarnogórski Klub Taternictwa Jaskiniowego

15

Służałek

Paweł

TKTJ

16

Surlas

Justyna

KKTJ

17

Szozda

Helena

KKTJ

18

Tarnawski

Dominik

Speleoklub Warszawski

19

Wasyluk

Stanisław

KKTJ

20

Włosek

Izabela

SDG

21

Wójcik

Ewa

KKTJ

22

Wypych

Bogusław

Sądecki Klub Taternictwa Jaskiniowego

23

Zabrzyjewska

Beata

Speleoklub Warszawski

24

Zabrzyjewski

Jan

Speleoklub Warszawski

25

Żurek

Mateusz

KKTJ

 

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Wyprawa Leoganer Steinber 2026 została zorganizowana jak w poprzednich latach na 3 tygodnie od ostatniego weekendu lipca. Warunki pogodowe po przyjeździe do Austrii okazały się niekorzystne. Opady oraz mgły uniemożliwiły dotarcie pierwszej ekipy do obozu w celu rozłożenia bazy od razu po przyjeździe. Na szczęście, dwa dni później pogoda się poprawiła, co umożliwiło szybkie przygotowanie obozu oraz transport śmigłowcowy. Głównymi celami wyprawy była kontynuacja eksploracji w Jaskini Furkaschacht (otwór położony na wysokości 2475 m n.p.m.), Jaskini Sezonowanej (otwór na 2361 m n.p.m.) oraz Jaskini Dżedajski Mondzioł (otwór na 2435 m n.p.m.). W tym roku pokrywa śnieżna w kotle Nebelsbergkar była jeszcze niższa niż w ubiegłym roku. W związku z tym, otworzyło się wiele otworów wcześniej niedostępnych jaskiń.

Przygotowania do działalności biwakowej w jaskini Furkaschacht zaczęliśmy od razu po dotarciu do bazy. Okazało się, że za lodowym jeziorkiem na -40 m powstała duża bariera z lodu, a poziom wody się podwyższył. Dopiero dwa dni pompowania i czerpania wody, aby umożliwić przejście. W tym roku zorganizowaliśmy jedną 3-osobową akcję biwakową w środkowej części wyprawy. Podczas biwaku na początku przeprowadziliśmy wspinaczkę w celu sprawdzenia górnego piętra Pętlowej Galerii, powyżej biwaku. Niestety ciąg boczny szybko skończył się, a kontynuacji jaskini w tym rejonie możemy poszukiwać jeszcze za ciasną dolomitową szczeliną na dnie Pikowej Studni (-479 m). W drugim i trzecim dniu działalności biwakowej skupiliśmy się na ciągach poniżej Studni Dwóch Luster. Po przejściu zwężenia, które zostało pierwszy raz pokonane w 2025 dotarliśmy do kaskadowej Studni Kukuła, która na dnie kończy się ciasną, dolomitową szczeliną, w którą wpływa ciek wodny. Na szczęście kilka metrów nad szczeliną odchodzi wysoki i ciasny meander doprowadzający do środkowej części kolejnej kaskadowej Studni z Maczugą oraz krótka galeria doprowadzająca do jej zrębu na jeszcze wyższym poziomie. Na obszernym dnie Studni z Maczugą zaobserwowaliśmy ciekawą formację – wyżłobione prawie poziome na kilkunastu metrach dno podziemnej rzeki w dolomicie. Jaskinia na tym poziomie wyraźnie przebija się przez widoczną w sąsiednich studniach warstwę tej trudno rozpuszczalnej skały. Eksplorację zakończyliśmy na głębokości 498 m na dnie kolejnej kaskadowej studni, z której odchodzi niezbadana, myta freatycznie rura z licznymi zcementowanymi osadami. Również na tej głębokości osady zawierają otoczaki kwarcowe, które widzieliśmy rok wcześniej na wyższych poziomach jaskini. Otoczaki wraz z gliną były niesione najprawdopodobniej przez wody topniejących lodowców z Wysokich Taurów, ponieważ kwarc krystaliczny nie występuje w naszym masywie.

Intensywna działalności podczas całej wyprawy była prowadzona w odkrytej w 2025 roku jaskini Dżedajski Mondzioł. Ta jaskinia o odmiennej morfologii od innych jaskiń znajdujących się na tej wysokości ponownie nas zaskoczyła. W efekcie eksploracji wspinaczkowej dotarliśmy wieloma kominami do kolejnych poziomów, a najwyższy punkt jaskini (2489 m n.p.m.) przewyższa o 1 m najwyższy punkt w jaskini Furkaschacht. W południowej części Białej Galerii został odkryty ciąg prowadzący w dół na północny-wschód, który kaskadami doprowadził do kolejnego poziomu galerii. Niestety dalsza eksploracja wymaga kopania, ze względu na dużą ilość osadów. Eksplorowaliśmy również na kontynuacji najniżej położonych ciągów jaskini w Czarnej Galerii. Niestety przełaz dający perspektywy kontynuacji głównego ciągu zakończył się zawaliskiem, a jedna akcja kopania w najniższym punkcie jaskini na ten moment nie pozwoliła przejść przez błotne namulisko.

Działaliśmy również w Jaskini Sezonowanej, położonej niedaleko obozu. Dzięki dokładnemu sprawdzeniu ciągów bocznych odchodzących od obszernej Sali Czekoladowego Psa na głębokości 130 m, przez szczeliny, a niżej zawalisko dotarliśmy do kontynuacji starszych ciągów, w których utworzyła się Sala. Najpierw wysoki, suchy meander doprowadził nas do regularnej, mytej Studni Krzysia, z której ciągi rozdzielają się. Na najwyższym piętrze, obszerniejszy ciąg prowadzi przez fragmenty bardzo szerokiego, litego meandra do kolejnych studni. Podczas kilku akcji zaobserwowaliśmy przewiew w górę, świadczący o połączeniu z wyższym otworem. Ciekawe jest również występowanie na tym piętrze kryształów aragonitu, obserwowanych również w głównym ciągu galerii Lamprechtsofen m.in. w jaskiniach CL-3 oraz PL-2. Eksplorację zakończyliśmy na głębokości około 250 m nad dnem kolejnej studni z powodu braku czasu. Pozostały również wcześniej mijane, niezjechane studnie ze słyszanym ciągiem wodnym o głębokości kilkudziesięciu metrów.

W związku z dobrą pogodą i niskim poziomem śniegu, działaliśmy w wielu nowych jaskiniach. Podczas eksploracji powierzchniowej udało się udokumentować 21 jaskiń. Najciekawszą z nich jest Jaskinia Kamienna Rzeka, będąca obszernym tunelem usytuowanym na zboczach góry Birnhorn, w którym roztopił się zalegający przez lata korek lodowy. Jaskinia kontynuuje się kruchą, szczelinową studnią, w której będzie trzeba szukać obejścia głównej linii spadku kamieni. Dotarliśmy również ścianami do jednego z najbardziej niedostępnych, zlokalizowanych wcześniej otworów. Niewidoczna ze szlaku oraz z dostępnej części grani, Jaskinia SAGIS, znaleziona na zdjęciu lotniczym, znajdującą się w górnej części północnej ściany góry Birnhorn niestety kończy się rumoszem skalnym. W części eksplorowanych jaskiń zalega na dnie śnieg lub lód, więc eksploracja będzie kontynuowana w kolejnych latach.

W sumie podczas wyprawy Leoganger Steinberge 2026 zostało wyeksplorowane i skartowane 1653 m korytarzy. Jaskinia Furkaschacht osiągnęła deniwelację 510 m (-498 m, +12 m) i długość 2380 m (nowe ciągi: 181 m). Jaskinia Dżedajski Mondzioł osiągnęła deniwelację 121 m (-68 m, +54 m) i długość 1201 m (skartowane 494 m). Jaskinia Sezonowana osiągnęła głębokość 231 m i długość 710 m (skartowane 451 m).

Kierownik wyprawy                                                              Zastępca kierownika wyprawy
Andrzej Ciszewski                                                                Michał Ciszewski

 

 

Eksploracja powierzchniowa w topniejących korkach śnieżnych - fot. Helena Szozda Eksploracja Studni Kukuła, Jaskinia Furkaschacht - fot. Dominik Tarnawski Eksploracja w Jaskinia Dżedajski Mondzioł - fot. Justyna Surlas Eksploracja zamulonych ciągów w Jaskini Dżedajski Mondzioł - fot. Jan Zabrzyjewski Jaskinia Kamienna Rzeka  - fot. Michał Ciszewski Jaskinia Kamienna Rzeka - fot. Michał Ciszewski Jaskinia Sudlische Kuchelnieder Eishohle - fot. Krzysztof Gawroński Kryształy aragonitu, Jaskinia Sezonowana - fot. Michał Ciszewski Nad Studnią Piękni i Bestia, Jaskinia Sezonowana - fot. Stanisław Wasyluk Obóz na wysokości 2300 m n.p.m. w słońcu- fot. Helena Szozda Obszerny meander, Jaskinia Sezonowana - fot. Michał Ciszewski default Pomiary w jaskini Kamienna Rzeka - fot. Ewa Wójcik Rzeka na dnie Studni z Maczugą, Jaskinia Furkaschacht - fot. Michał Ciszewski Sala Czekoladowego Psa, Jaskinia Sezonowana - fot. Michał Ciszewski Sprzęt po wyjściu z Jaskini Dżedajski Mondzioł fot. Stanisław Wasyluk Studnia Krzysia, Jaskinia Sezonowana - fot. Michał Ciszewski Studnia Kukuła, Furkaschacht -460 m - fot. Michał Ciszewski default W drodze do Rzeki (-480 m), Jaskinia Furkaschach - fot. Michał Ciszewski Widok z obozu - fot. Helena Szozda Wspinaczka w kominach, Jaskinia Dżedajski Mondzioł - fot. Marcin Grych Życie bazowe - fot. Jan Zabrzyjewski default Eksploracja powierzchniowa - fot. Helena Szozda Eksploracja powierzchniowa - fot. Henryk Nowacki 1324-0001_P_20260330_GR_Lamprechtsofen_System_2025_PL-1 1324-0132_P_20260330_AR_S-N_Furkaschacht2025_PL 1324-0132_P_20260330_GR_Furkaschacht_2025_PL

 

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    Condividi Nella giornata del 30 settembre la spedizione GrindExplo 2026 ha concentrato uomini, batterie, bombole e materiali tra le quote di -420, -540 e -775 metri nell’Avenul de sub Vârful Grind, nei Monti Piatra Craiului. Una giornata tra profondità e superficie L’esplorazione sotterranea richiede una logistica continua. Il resoconto di GrindExplo 2026 del 30 settembre descrive una giornata scandita da trasporti, ricambi di squadra e attività di disostruzione nell’Avenul de sub Vârf
     

GrindExplo 2026: rotazione dei bivacchi e disostruzione nella grotta più profonda della Romania

Október 5th 2026 at 14:00

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Nella giornata del 30 settembre la spedizione GrindExplo 2026 ha concentrato uomini, batterie, bombole e materiali tra le quote di -420, -540 e -775 metri nell’Avenul de sub Vârful Grind, nei Monti Piatra Craiului.

Una giornata tra profondità e superficie

L’esplorazione sotterranea richiede una logistica continua. Il resoconto di GrindExplo 2026 del 30 settembre descrive una giornata scandita da trasporti, ricambi di squadra e attività di disostruzione nell’Avenul de sub Vârful Grind, in Romania.

Al mattino Emi è risalito dal bivacco posto a -775 metri fino a quello a -540 metri. Ha trasportato due bombole destinate alle attività nel settore profondo. Poi è tornato verso il terminus, dove ha proseguito l’allargamento di un passaggio insieme ad Alex.

La presenza di una squadra al fronte e di altre persone dedicate alla catena dei trasporti mostra il carattere collettivo di GrindExplo 2026. In cavità profonde, ogni intervento dipende dall’arrivo di energia, materiali, viveri e attrezzature tecniche. La progressione non è quindi limitata al lavoro davanti al punto esplorativo.

Avenul de sub Vârful Grind e il lavoro al terminus

L’Avenul de sub Vârful Grind si trova sul versante orientale dei Monti Piatra Craiului. L’ingresso è indicato attorno a 1.922 metri di quota. La cavità è inserita nell’area protetta del Parco Nazionale Piatra Craiului ed è conosciuta come la grotta più profonda della Romania.[1][2]

Le fonti pubblicate dal Clubul de Speologie Silex Bra?ov e dalla Federazione Rumena di Speleologia riportano per la cavità una profondità superiore agli 800 metri; dopo i rilievi resi noti nel 2025 è stato comunicato il valore di -815 metri. I valori possono variare tra i resoconti, perché le esplorazioni e la topografia dei nuovi rami aggiornano progressivamente il dato.[3][4]

La struttura dell’Avenul de sub Vârful Grind è tipicamente alpina. Comprende una successione di pozzi e tratti di collegamento, con un percorso che richiede autonomia tecnica e tempi di movimento rilevanti. Le attività di disostruzione condotte da Emi e Alex al terminus puntano ad ampliare passaggi che limitano la prosecuzione, senza che il bollettino del 30 settembre comunichi ancora un avanzamento metrico o una nuova quota.

Batterie, acqua e materiali nella GrindExplo 2026

A metà giornata Claudiu ha lasciato il bivacco di -540 metri per risalire in superficie, trasportando gli accumulatori utilizzati nei giorni precedenti. Una volta arrivato al rifugio speleologico, le batterie sono state messe in carica per essere reimmesse nel ciclo dei trasporti verso l’aven.

L’elettricità è una risorsa operativa essenziale in una spedizione come GrindExplo 2026. Alimenta lampade, strumenti e attrezzature impiegate nelle zone di lavoro. Il recupero e la ricarica degli accumulatori richiedono una gestione precisa, soprattutto quando il fronte esplorativo si trova molte centinaia di metri sotto l’ingresso.

David è rimasto al bivacco di -540 metri per una giornata di riposo. Narcis e Gabi hanno invece riordinato l’equipaggiamento presente al bivacco e ne hanno trasferito una parte verso La Gunoaie, a -420 metri. In serata era previsto anche il loro rientro in superficie.

Alina è entrata nella cavità con batterie cariche, cibo e altri materiali per gli speleologi impegnati nel sottosuolo. Ha raggiunto il bivacco di -540 metri, dove si trovava David. Nello stesso ingresso Cristina e Iris hanno effettuato una punta fino alla sorgente situata a -115 metri, con il compito di portare acqua al rifugio speleologico.

Bivacchi sotterranei e continuità dell’esplorazione

I bivacchi a -540 e -775 metri sono nodi fondamentali per l’organizzazione della GrindExplo 2026. Consentono di distribuire le permanenze, ridurre le distanze affrontate in una sola giornata e predisporre materiali vicino ai settori più impegnativi.

La giornata del 30 settembre non viene descritta come un momento isolato. È parte di una sequenza di lavoro in cui persone e attrezzature si muovono tra superficie e profondità. Il trasporto delle bombole verso il basso, la risalita degli accumulatori scarichi, la discesa delle batterie cariche e l’approvvigionamento d’acqua delineano una catena logistica indispensabile per mantenere operative le squadre.

La spedizione Grind 2026 è stata annunciata dalla Federazione Rumena di Speleologia dal 19 settembre al 4 ottobre. Tra i soggetti indicati nei materiali della spedizione figurano l’Asocia?ia Speologic? Focul Viu, il Clubul de Speologie Silex Bra?ov, la Federa?ia Român? de Speologie e il Clubul de Speologie Avenul. Il bilancio esplorativo conclusivo dipenderà dai dati raccolti e dalla documentazione topografica delle attività svolte.[2]

Fonti

Fonti
[1] Avenul de sub Vârful Grind – cea mai adânc? pe?ter? din România https://www.cjarges.ro/avenul-de-sub-varful-grind
[2] „Grind 2026” Expedition – Federa?ia Român? de Speologie https://www.frspeo.ro/grind-2026-expedition/
[3] Avenul de sub Vârful Grind – Clubul de Speologie Silex Bra?ov https://speosilex.ro/avenul-de-sub-varful-grind/
[4] Avenul de sub Vârful Grind – Masivul Piatra Craiului – Speologie.org https://www.speologie.org/avenul-de-sub-varful-grind
[6] Avenul de sub Col?ii Grindului – Wikipedia https://ro.wikipedia.org/wiki/Avenul_de_sub_Col%C8%9Bii_Grindului
[7] Recordul de adâncime din România a fost stabilit la Avenul de sub … https://www.radiobrasovfm.ro/stiri-nationale/stiri-din-actualitate/recordul-de-adancime-din-romania-a-fost-stabilit-la-avenul-de-sub-varful-grind-id201927.html
[8] În Avenul de sub Vârful Grind s-a înregistrat un nou record na?ional … https://www.radiovacanta.ro/stiri/in-avenul-de-sub-varful-grind-s-a-inregistrat-un-nou-record-national-de-adancime-65951.html
[9] În Avenul de sub Vârful Grind s-a înregistrat un nou record na?ional … https://www.radiobrasovfm.ro/stiri-din-brasov/in-avenul-de-sub-varful-grind-s-a-inregistrat-un-nou-record-national-de-adancime-id210772.html
[10] Video – Avenul de sub Vârful Grind, cea mai adâc? pe?ter? din … https://stirileprotv.ro/video/play/avenul-de-sub-varful-grind-cea-mai-adaca-pestera-din-romania-a-fost-explorata-pana-la-800-de-metri-adancime/
[11] Grind Explo 2025: Speleologia internazionale nell’Avenul de sub … https://www.scintilena.com/grind-explo-2025-speleologia-internazionale-nellavenul-de-sub-varful-grind/07/08/
[12] speologie, Avenul de sub Col?ii Grindului https://sites.google.com/site/romanianatura78/home/carpatii-meridionali/piatra-craiului/avenul-de-sub-coltii-grindului-avenul-de-sub-varful-grind-in-muntii-piatra-craiului
[13] Clubul de speologie Avenul – Brasov https://www.avenul.ro/
[14] Tab?ra de explorare „Grind 2025” | Federa?ia Român? de Speologie https://www.frspeo.ro/tabara-de-explorare-grind-2025/
[15] Proiectare profil 0 pentru Avenul de sub Vârful Grind 2024 https://www.studocu.com/ro/document/universitatea-transilvania-din-brasov/dreptul-integrat-al-mediului/grind-2024-profil-proiectat-0-scara-1-1000-pereti-pb-v1/118986186?origin=related-document

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  • Tláloc Vertical Fest 2026 a Ocuilan: due giorni di canyoning e debutto annunciato del discensore TH1
    Condividi Il 21 e 22 novembre il Tláloc Vertical Fest 2026 è annunciato a Ocuilan, nello Stato del Messico. Ocuiltlan Aventuras indica due canyon come scenario dell’iniziativa e prevede la presentazione ufficiale del dispositivo Tláloc Descensor TH1; programma, quote e modalità di iscrizione devono ancora essere pubblicati. Tláloc Vertical Fest 2026: date e sede dell’iniziativa Il Tláloc Vertical Fest 2026 è annunciato per sabato 21 e domenica 22 novembre a Ocuilan, nello Stato del Messico
     

Tláloc Vertical Fest 2026 a Ocuilan: due giorni di canyoning e debutto annunciato del discensore TH1

Október 5th 2026 at 13:00

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Il 21 e 22 novembre il Tláloc Vertical Fest 2026 è annunciato a Ocuilan, nello Stato del Messico. Ocuiltlan Aventuras indica due canyon come scenario dell’iniziativa e prevede la presentazione ufficiale del dispositivo Tláloc Descensor TH1; programma, quote e modalità di iscrizione devono ancora essere pubblicati.

Tláloc Vertical Fest 2026: date e sede dell’iniziativa

Il Tláloc Vertical Fest 2026 è annunciato per sabato 21 e domenica 22 novembre a Ocuilan, nello Stato del Messico. La comunicazione diffusa da Ocuiltlan Aventuras presenta l’appuntamento come un evento dedicato al canyoning, alle tecniche verticali e alla prova sul campo di nuove attrezzature.

Il calendario indicato è di due giornate. L’organizzazione dichiara che l’attività si svolgerà in due canyon. Non sono ancora stati resi pubblici i nomi degli itinerari, le difficoltà, le portate previste, i dislivelli dei salti né i requisiti tecnici richiesti ai partecipanti.

Queste informazioni saranno rilevanti per definire il profilo dell’evento. Nel canyoning, la scelta di percorsi e condizioni ambientali incide direttamente su equipaggiamento, composizione dei gruppi, gestione delle corde e procedure di sicurezza.

Ocuilan è un comune dello Stato del Messico nel quale il canyoning figura tra le attività di turismo d’avventura promosse a livello locale. Il portale municipale cita, fra le aree naturali del territorio, le Cascadas del Obraje: sei cascate inserite in un canyon, con salti segnalati fra circa 6 e 55 metri e accessibili con attrezzatura specifica.[1]

Canyoning a Ocuilan e contesto territoriale

Il contesto di Ocuilan offre ambienti con corsi d’acqua, cascate, boschi misti e pareti rocciose. Le informazioni turistiche del municipio menzionano esplicitamente rappel e canyoning. Questo quadro spiega la scelta della località per il Tláloc Vertical Fest 2026, pur senza consentire di identificare con certezza i due canyon previsti dal programma.[1]

Il canyoning combina progressione in forra, calate su corda, attraversamento di tratti acquatici e valutazione costante del rischio. In presenza di cascate, l’acqua può ridurre la visibilità e aumentare le difficoltà di comunicazione e manovra. Un resoconto dedicato alle Cascadas del Obraje descrive proprio le criticità della discesa sotto una forte portata, tra roccia bagnata, visibilità ridotta e necessità di controllare con precisione la corda.[2]

Per questo la diffusione preventiva dei dati tecnici e dei criteri di accesso sarà un passaggio necessario prima delle iscrizioni. I partecipanti dovranno conoscere con anticipo l’impegno dei percorsi, le condizioni stagionali e l’equipaggiamento indispensabile.

La denominazione Tláloc richiama la divinità mesoamericana associata alle sorgenti e alle piogge. Il riferimento è coerente con un evento collocato in un ambiente di canyon e cascate, ma non modifica la natura tecnica dell’iniziativa, centrata sulle pratiche verticali.[3]

Tláloc Descensor TH1: presentazione annunciata

Uno degli elementi principali comunicati per il Tláloc Vertical Fest 2026 è la presentazione ufficiale del Tláloc Descensor TH1. Secondo l’annuncio, il dispositivo sarà mostrato e potrà essere provato durante l’evento.

Al momento non risultano disponibili online schede tecniche ufficiali verificabili sul Tláloc Descensor TH1. Non sono quindi noti, in modo documentato, materiali, campo d’impiego, diametri di corda compatibili, certificazioni, istruzioni d’uso, limiti operativi o configurazioni di frenaggio.

La mancanza di questi dettagli impone prudenza nella descrizione. L’espressione “discensore” indica uno strumento destinato a controllare la discesa su corda, ma le caratteristiche effettive del TH1 dovranno essere valutate attraverso la documentazione del produttore e le eventuali certificazioni applicabili.

Una prova dimostrativa non sostituisce la formazione tecnica. L’uso di un nuovo dispositivo richiede la lettura del manuale, l’apprendimento delle manovre previste e una verifica della compatibilità con corde, connettori, imbracature e contesto operativo.

Programma, iscrizioni e dati attesi

Ocuiltlan Aventuras ha annunciato la pubblicazione successiva del programma completo, dei prezzi, delle collaborazioni, delle prove previste e dei dettagli per la registrazione. Per ora non sono disponibili indicazioni pubbliche sulla capacità massima, sui livelli di esperienza ammessi, sulla presenza di guide, sull’assicurazione o sui protocolli di emergenza.

Chi intende prendere parte al Tláloc Vertical Fest 2026 dovrà verificare gli aggiornamenti dell’organizzazione prima di pianificare il viaggio. Sarà opportuno chiedere informazioni sulle condizioni idrologiche, sulle attrezzature obbligatorie, sul materiale eventualmente fornito per la prova del Tláloc Descensor TH1 e sulle responsabilità legate alla partecipazione.

Per i praticanti di canyoning, l’appuntamento può rappresentare un momento di confronto sulle tecniche verticali e sulle attrezzature. La valutazione del dispositivo, però, dovrà basarsi su dati tecnici completi e su un impiego conforme alle istruzioni che saranno rese disponibili.

Fonti

Fonti
[1] Turismo | H. Ayuntamiento de Ocuilan http://ocuilan.edomex.gob.mx/turismo
[2] Cañonismo: Cascadas del Obraje, Ocuilán, Estado de México https://www.livethemountain.com/2020/05/20/canonismo-cascadas-del-obraje-ocuilan-estado-de-mexico/
[3] Tlaloc – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/tlaloc_(Enciclopedia-Italiana)/
[5] Distracciones literarias https://periodicocorreo.com.mx/carton/2026/oct/02/distracciones-literarias-168074.html
[6] Tlaloc – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Tlaloc
[7] Aventura en Ocuilan. Rappel y Tirolesa – Pueblos Mágicos https://pueblosmagicos.mexicodesconocido.com.mx/touroperator/165-aventura-en-ocuilan-rappel-y-tirolesa/
[8] VerticalMovie Festival 2026 | Cinema Verticale a Roma https://www.verticalmovie.it/
[9] Ariadna Ayala comparte mapa para recorrer el Valle de Catrinas 2026 en Atlixco https://www.diariocambio.com.mx/2026/municipios/atlixco/ariadna-ayala-inaugura-valle-de-catrinas-2026-en-atlixco/
[10] Percorso Tlaloc telapon – Wikiloc https://it.wikiloc.com/percorsi-alpinismo/tlaloc-telapon-281700194
[11] Monte Tláloc Trail from San Pablo Ixayoc – AllTrails https://www.alltrails.com/it-it/sentiero/mexico/mexico/ruta-monte-tlaloc-desde-san-pablo-ixayoc

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