Hladina vody vo vyvieračke opät poklesla
Máme možnost dokončit rozrobené veci a vytažit ostávajúci materiál.
(Feed generated with FetchRSS)


Torna a Semestene, piccolo comune del Logudoro in provincia di Sassari, lo SpeleoRock Meeting. La quarta edizione si tiene da giovedì 8 a domenica 11 ottobre 2026 con il motto “Esplorare il buio per riempire il vuoto”.
Il programma mette insieme speleologia, divulgazione scientifica, arrampicata, escursioni, cinema, musica e prodotti tipici. È rivolto agli speleologi, ma anche alle famiglie e alle scuole.
Si parte giovedì alle 21:00 con la conferenza “Pipistrelli della Sardegna” di Mauro Mucedda (Gruppo Speleologico Sassarese e Centro Pipistrelli Sardegna), della durata di circa 50 minuti.
Mucedda è uno dei più noti chirotterologi dell’isola. È tra i riferimenti del Centro per lo Studio e la Protezione dei Pipistrelli in Sardegna e ha firmato diversi studi sui rifugi sotterranei dei chirotteri, comprese le ricerche sull’uso delle miniere sarde come siti di svernamento e riproduzione, di cui Scintilena ha già parlato.
Venerdì mattina, dalle 9:00 alle 12:30, i bambini della quarta e quinta elementare saranno impegnati al Parco Avventura nella pineta. Alle 21:00 viene proiettato il film “Passi scolpiti nel vento”, presentato da Roby Chiappa dell’U.O.E.I. di Lecco (durata circa 50 minuti).
Sabato alle 9:00, a Rocca Doria, si svolge una prova di arrampicata aperta a ragazzi e adulti. In serata, alle 21:00, c’è il concerto di Antonello Matzutzi con il gruppo “N’Trusi” (circa un’ora e un quarto).
Domenica è la giornata sul campo. Alle 9:00 si parte con i mezzi verso Monte Majore, dove si può scegliere tra il trekking e la visita in grotta. Secondo il Comune di Thiesi, la grotta di Monte Majore (in sardo “Sa Korona di Monte Majore”) si apre nei calcari miocenici, vicino al monte omonimo, e si raggiunge dalla strada che collega Ittiri a Romana. È una delle cavità più conosciute del nord dell’isola.
Si torna a Semestene per la chiusura. Alle 20:00 viene proiettato il cortometraggio “La Speleologia tra Vecchio e Nuovo”, presentato da Virgilio e Carboni del T.A.G. di Thiesi. Alle 20:30 si chiude con una degustazione di prodotti tipici della Valsassina e della Valtellina, segno del legame con il gruppo lecchese che partecipa alla manifestazione.
Gli appuntamenti serali si tengono al Centro Sociale “Mariele Ventre”, in via dei Giardini 1 a Semestene. Il posto camper e il posto tenda sono gratuiti.
Per informazioni e prenotazioni:
Fonti
[1] Grotta di Monte Majore https://comune.thiesi.ss.it/luoghi/2445637/grotta-monte-majore
[2] Centro per lo studio e la protezione dei pipistrelli in Sardegna https://www.pipistrellisardegna.org/contatti.htm
[3] Le miniere della Sardegna come rifugio per i pipistrelli https://www.scintilena.com/le-miniere-della-sardegna-come-rifugio-per-i-pipistrelli/02/19/
[4] Meetings https://asbco.org/meetings/
[5] Calendar of events https://www.clarecountycleaver.net/calendar/
[6] Semestene Travel Guide — Things to Do, Best Time & Trip Planning https://roamji.com/place/semestene-it
[7] Calendar https://tampabayscouting.org/calendar
[8] Speläologische Ereignisse / Veranstaltungen / events……… künftige … https://www.lochstein.de/veransta.htm
[9] Events in Drachenwald – Society for Creative Anachronism https://drachenwald.sca.org/events/calendar/
[10] NUDIPU Events https://nudipu.org/nudipu-events/
[11] Semestene https://www.sardegnaturismo.it/en/explore/semestene
[12] Events from September 5, 2022 – May 17, 2023 – Page 2 https://www.eurospeleo.eu/events/list/page/2/
[13] Meeting – Hotel San Pietro https://parchotelsanpietro.it/en/eventi/meeting/
[14] Vivere il comune – Comune di Thiesi https://comune.thiesi.ss.it/vivere-il-comune
[15] Luoghi – Comune di Thiesi https://comune.thiesi.ss.it/luoghi
[16] Sas baddes- grotta di Monte Maiore – Thiesi https://www.caisassari.it/seniores/monte-maiore-monte-frusciu-thiesi/
[17] Cose da vedere e le attrazioni migliori nei dintorni di Thiesi | komoot https://www.komoot.com/it-it/guide/610156/cosa-da-vedere-e-attrazioni-nei-dintorni-di-thiesi
[18] Siti Archeologici Di Thiesi • ARCHEOLOGIA IN SARDEGNA https://www.donnanuragica.com/sardegna-archeologica/siti-archeologici-di-thiesi/
[19] Thiesi – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Thiesi
[20] Monte Maiore, un viaggio tra passato e natura – La Nuova Sardegna https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2021/06/09/news/monte-maiore-un-viaggio-tra-passato-e-natura-1.40373308
[21] Thiesi • Làcanas https://www.lacanas.it/novas/2012/thiesi/
[22] La Grotta di Nurighe: il T.A.G. festeggia 40 anni di ricerche … https://www.scintilena.com/la-grotta-di-nurighe-il-t-a-g-festeggia-40-anni-di-ricerche-speleologiche-tra-scoperte-paleontologiche-e-archeologia/09/12/
[23] Layout 1 https://virtualarchaeology.sardegnacultura.it/images/guide/Sassarese/_Sassarese_Francese.pdf
[24] [PDF] Elenco Comuni ricadenti nell’ex Provincia di Sassari https://www.comune.sassari.it/.galleries/doc-documenti/bonus_matrimoni_elenco_comuni_ex_provincia.pdf
[25] Direzione generale https://files.regione.sardegna.it/squidex/api/assets/redazionaleras/5cec0003-4c88-4ff5-9cbb-76f5ec7be312/elenco-aatv-in-esercizio-al-31.08.2024.pdf
[26] [PDF] elenco-aatv-in-esercizio-al-30.09.2025.pdf – Regione Sardegna https://files.regione.sardegna.it/squidex/api/assets/redazionaleras/5739bc71-affc-4084-81df-25fc0f79e1ce/elenco-aatv-in-esercizio-al-30.09.2025.pdf
[27] Monteleone Rocca Doria https://www.viki.cat/wiki/Monteleone_Rocca_Doria
[28] Cose da vedere e le attrazioni migliori nei dintorni di … https://www.komoot.com/it-it/guide/610054/cosa-da-vedere-e-attrazioni-nei-dintorni-di-monteleone-monteleone-rocca-doria
[29] Visita Monteleone Rocca Doria – Sardegna https://www.expedia.it/Monteleone-Rocca-Doria.dx6345262
[30] Elenco Comuni della Sardegna http://www.sardegnaagricoltura.it/documenti/1_5_20110708131234.pdf
[31] Monteleone Rocca Doria https://www.sardegnaturismo.it/it/esplora/monteleone-rocca-doria
[32] Semèstene – Biquipedia, a enciclopedia libre https://an.wikipedia.org/wiki/Sem%C3%A8stene
[33] [PDF] Primo soccorso https://www.pipistrellisardegna.org/documenti/primo_soccorso.pdf
[34] Relazione monitoraggio ante operam chirotterofauna Thiesi rev giu2022 https://va.mite.gov.it/File/Documento/782883
[35] Mauro Mucedda https://www.mammiferi.org/soci/mauro-mucedda/
[36] Genomic characterization of a novel bat-associated … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7088871/
[37] Piccolo, unico e in pericolo: sono passati poco più di vent’anni … https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2024/05/orecchione-sardo
[38] 1 https://www.eurobats.org/sites/default/files/documents/EPI/Final%20report%202016%20EPI%20Plecotus%20sardus.pdf
[39] Grotte sensibili con pipistrelli 2021 https://www.federazionespeleologicasarda.it/content/files/2023/05/Grotte-sensibili-con-pipistrelli-2021.pdf
[40] Parco Porto Conte, Progetto Bats: utilità, tutela e unicità dei … https://www.algheroparks.it/news-e-eventi/posts/2021/august/parco-porto-conte-progetto-bats-utilit%C3%A0-tutela-e-unicit%C3%A0-dei-chirotteri/
L'articolo Lo SpeleoRock Meeting torna a Semestene dall’8 all’11 ottobre proviene da Scintilena.
Il Soccorso Speleologico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) Sicilia ha aperto le selezioni per l’accesso al corso di formazione destinato a nuovi tecnici.
Le prove tecnico-attitudinali sono programmate per il 14 e 15 novembre. La richiesta di partecipazione dovrà essere presentata entro il 6 novembre.
L’iniziativa riguarda speleologi già in possesso di un’esperienza concreta in ambiente ipogeo.
L’ingresso nella struttura operativa rappresenta l’avvio di un percorso formativo rivolto a persone che possiedono già competenze tecniche, autonomia di progressione e disponibilità al lavoro di squadra.
Il CNSAS svolge attività di ricerca, soccorso, recupero e trasporto di infortunati, pericolanti e dispersi negli ambienti montani, ipogei e impervi.
Il Corpo opera inoltre nell’ambito della protezione civile e collabora con il sistema dell’emergenza sanitaria regionale.
In grotta, la complessità dell’ambiente richiede squadre addestrate alla progressione su corda, alla movimentazione in passaggi stretti e verticali, alla permanenza prolungata nel sottosuolo e alla gestione logistica delle operazioni.
Il Soccorso Speleologico CNSAS Sicilia si inserisce in questa rete nazionale.
La selezione serve a individuare candidati in grado di affrontare un successivo percorso di addestramento.
Le capacità personali e tecniche richieste hanno quindi una funzione operativa precisa: consentire di lavorare in sicurezza e in modo coordinato nelle cavità naturali e negli altri contesti impervi.
Secondo le indicazioni pubblicate dal Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, possono accedere alle prove i soci del Club Alpino Italiano, di età compresa fra 18 e 45 anni. È richiesto il superamento delle selezioni di ammissione.
Per il settore speleologico, i requisiti indicati comprendono:
Il Soccorso Speleologico CNSAS Sicilia richiede quindi una preparazione che unisce tecnica, resistenza e capacità relazionali.
L’efficacia di un intervento dipende dal coordinamento della squadra. Ogni operazione può richiedere turnazioni, trasporto di materiali, comunicazioni in condizioni difficili e gestione di scenari che mutano durante il soccorso.
La domanda va presentata al responsabile della Stazione CNSAS territorialmente competente. Alla richiesta devono essere allegati il curriculum dell’attività speleologica svolta negli ultimi due anni e un certificato medico.
Il curriculum è un elemento rilevante della candidatura. Deve documentare l’esperienza recente dell’aspirante tecnico, con attività coerenti rispetto alle capacità richieste per il Soccorso Speleologico. La documentazione consente alla struttura di valutare il percorso tecnico prima delle prove previste a novembre.
Per informazioni aggiuntive e per l’inoltro della candidatura è disponibile l’indirizzo segreteria@cnsas.sicilia.it. Gli interessati possono inoltre consultare la pagina “Diventa Soccorritore” del Servizio Regionale Sicilia, che riepiloga requisiti e modalità generali di accesso.
Il Soccorso Speleologico CNSAS Sicilia opera in un ambito nel quale il soccorso ordinario può non essere sufficiente. Le grotte presentano dislivelli, strettoie, tratti allagati, meandri e condizioni climatiche che rendono indispensabili competenze specialistiche. Anche il trasporto di una barella richiede tecniche e procedure specifiche.
Le selezioni del 14 e 15 novembre costituiscono perciò una fase iniziale. Chi le supererà entrerà in un percorso di formazione e aggiornamento continuo, indispensabile per operare in una struttura di soccorso specializzata. Per la comunità speleologica siciliana, l’apertura delle candidature rappresenta anche un momento di ricambio e consolidamento delle competenze disponibili sul territorio.
L'articolo Soccorso Speleologico CNSAS Sicilia: selezioni aperte per nuovi tecnici proviene da Scintilena.
La Società Speleologica Italiana ETS apre dal 5 al 27 ottobre 2026 la consultazione online per il rinnovo delle cariche sociali del triennio 2027-2029. Due candidati alla presidenza, 21 al Consiglio direttivo, sette all’Organo di controllo e quattro al Collegio dei probiviri.
La Società Speleologica Italiana ETS ha comunicato ai propri soci l’avvio delle elezioni SSI 2026 per il rinnovo delle cariche direttive e degli organi associativi nel triennio 2027-2029.
La votazione si svolgerà in modalità elettronica dal 5 ottobre al 27 ottobre 2026.
Lo scrutinio automatico e la lettura dei risultati sono previsti a Costacciaro, in provincia di Perugia, durante il Raduno Internazionale di Speleologia 2026, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre.
Le elezioni SSI 2026 riguardano il Presidente, otto Consiglieri, tre Probiviri e cinque componenti dell’Organo di controllo volontario. Quest’ultimo organo sarà composto da tre membri effettivi e due supplenti.
Le votazioni avverranno contemporaneamente e a scrutinio segreto, tramite la piattaforma online affidata a Polyas.
Gli aventi diritto riceveranno per posta elettronica una comunicazione da Polyas con le credenziali personali e il collegamento alla scheda di voto.
La SSI invita i soci a controllare anche la cartella dello spam. Alcuni sistemi antivirus o filtri di posta possono infatti spezzare il collegamento in due parti, inserendo uno spazio: in questo caso occorre ricomporre l’indirizzo copiando e incollando le parti nel browser.
Per dubbi tecnici relativi all’accesso al voto elettronico è indicato l’indirizzo elezioni@socissi.it.
Le elezioni SSI 2026 si aprono il 5 ottobre e terminano il 27 ottobre 2026.
Ogni socio potrà esprimere una preferenza per il Presidente, fino a otto preferenze per il Consiglio direttivo, fino a tre per i Probiviri e fino a cinque per l’Organo di controllo.
Sarà possibile anche inviare una scheda bianca senza scegliere candidati oppure selezionare l’astensione nell’apposita casella.
Per la presidenza della Società Speleologica Italiana ETS risultano candidati Vincenzo Martimucci e Sergio Orsini.
Per gli otto posti di Consigliere sono candidati Marina Abisso, Andrea Benassi, Emilia “Mila” Bottegal, Stefano Cattabriga, Rossana D’Arienzo, Henry De Santis, Ferdinando Didonna, Pierpaolo Fiorito, Carla Galeazzi, Lorenzo Grassi, Luca Imperio, Paolo Madonia, Michele Magnoni, Alessandro Marraffa, Fedele Messina, Francesco Murgia, Giovanni Ragone, Rosario Ruggeri, Marco Vattano, Massimiliano Werk e Massimiliano Zago.
I profili, le motivazioni e i curriculum dei candidati sono pubblicati nella pagina dedicata alle candidature sul sito della SSI. La pubblicazione consente ai soci di consultare in anticipo i percorsi associativi, professionali e speleologici delle persone in corsa prima di utilizzare il sistema di voto.
Per l’Organo di controllo volontario sono candidati Andrea Barbierato, Alessandro Casadei Turroni, Antonio Denora, Emanuela De Rossi, Cristina Donati Marchesi, Giorgio Fornasier e Fabrizio Fusconi.
Per il Collegio dei Probiviri sono candidati Federico Cendron, Carla Galeazzi, Enrico Maria Sacchi e Maria Luigia Satta.
Le cariche sottoposte al voto hanno funzioni diverse nell’assetto associativo:
Il Presidente e il Consiglio direttivo guidano l’attività dell’ente.
I Probiviri svolgono le funzioni previste dallo statuto per la gestione delle controversie associative.
L’Organo di controllo vigila secondo le attribuzioni previste dalla normativa e dalle regole interne.
Dopo la chiusura delle elezioni SSI 2026, la Commissione elettorale avvierà in seduta pubblica lo scrutinio automatico attraverso la piattaforma web.
Il report dovrà indicherà data e ora di apertura e chiusura della consultazione, elenco degli aventi diritto, elenco dei votanti e voti espressi in forma anonima.
Lo spoglio sarà svolto durante l’assemblea della SSI legata al Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro.
La sede umbra ospiterà l’evento dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Il calendario colloca quindi la lettura dei risultati immediatamente dopo la conclusione della fase di voto elettronico.
Gli eletti saranno individuati in base al maggior numero di voti ricevuti, applicando il principio della parità di genere previsto dall’articolo 8 dello Statuto SSI.
In ciascuna categoria verrà riservata alle donne una quota di posti proporzionata alla composizione associativa rilevata al 31 agosto 2026.
Se le candidature disponibili non permetteranno di raggiungere tale criterio, dovrà essere comunque indicato il maggior numero possibile di candidati appartenenti al genere meno rappresentato.
Concluso lo scrutinio, la Commissione elettorale pubblicherà sul sito ufficiale della SSI i risultati provvisori per 15 giorni e informerà i soci attraverso i canali ufficiali.
Gli eventuali ricorsi dovranno essere inviati dai soci a elezioni2026@socissi.it entro il periodo di pubblicazione dei risultati provvisori.
Nei dieci giorni successivi la Commissione esaminerà i ricorsi e pubblicherà i risultati definitivi con la proclamazione degli eletti.
Dalla data del comunicato di proclamazione, il nuovo Consiglio direttivo dovrà convocare la prima riunione di insediamento entro 20 giorni.
In quella sede saranno accettate le cariche e saranno eletti, tra i consiglieri, il Vicepresidente, il Tesoriere e il Segretario.
Le nuove cariche saranno operative dal 1° gennaio 2027, con l’eccezione del Tesoriere e dell’Organo di controllo.
Qualora uno degli eletti rinunciasse o risultasse indisponibile prima dell’insediamento, subentrerebbe il primo dei non eletti nella relativa elezione.
Le elezioni SSI 2026 rappresentano quindi il passaggio associativo che definirà la composizione degli organi della Società Speleologica Italiana per il prossimo triennio, con un procedimento integralmente digitale nella fase di voto e una restituzione pubblica dei risultati durante il raduno di Costacciaro.
L'articolo Elezioni SSI 2026: candidati, voto elettronico e scrutinio a Costacciaro proviene da Scintilena.

Si è svolta sabato 26 settembre scorso la giornata “Puliamo l’Ovito”, un’operazione straordinaria di tutela e pulizia del lago interno e dei rami attivi dell’Inghiottitoio dell’Ovito di Pietrasecca.





Nelle foto le fasi dell’intervento di pulizia
L’intervento, promosso dal Gruppo Grotte e Forre “Francesco De Marchi” del CAI L’Aquila, e realizzato nell’ambito del Protocollo d’Intesa tra la Regione Abruzzo e la Federazione Speleologica Abruzzese ETS per l’istituzione del Catasto delle Grotte e delle Aree Carsiche, ha visto la partecipazione e l’impegno in prima linea di speleologi che hanno rimosso nell’ambiente ipogeo macro-rifiuti, plastiche e residui accumulati nel tempo a causa del trasporto idrogeologico del torrente.
Un’azione fondamentale per la salvaguardia di un ecosistema delicato e unico come quello del sistema carsico abruzzese.
Un lavoro di squadra che ha permesso di estrarre ed avviare al corretto smaltimento un ingente quantitativo di materiale inquinante.
La riuscita di un’iniziativa così complessa e importante è stata possibile solo grazie alla sinergia e alla collaborazione di diverse realtà del territorio.
Con la partecipazione della S.A.S di Trieste, la Federazione Speleologica Abruzzese (FSA), i Gruppi Speleologici Federati intervenuti, l’ Associazione Pietralunare e La Pro Loco di Pietrasecca
L'articolo Puliamo l’Ovito: bonifica speleologica nell’Inghiottitoio di Pietrasecca proviene da Scintilena.

È disponibile il numero 9/2026 di Cronache Ipogee, le pagine di informazione speleologica dedicate al Friuli Venezia Giulia. Un fascicolo particolarmente ricco, che racconta un settembre segnato da un avvenimento destinato a entrare nella storia della speleologia internazionale: la prima celebrazione della Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo, fissata il 13 settembre.
Dal 10 al 13 settembre Postumia, in Slovenia, è diventata il centro della comunità speleologica internazionale con il convegno Explore, Understand and Protect: Towards Sustainable Management of Caves and Karst e con la prima celebrazione della nuova giornata internazionale, proclamata ufficialmente dalla Conferenza generale dell’UNESCO nel novembre 2025.
L’iniziativa corona un percorso avviato dall’Union Internationale de Spéléologie e punta a far conoscere a un pubblico sempre più vasto il valore scientifico, ambientale, culturale ed educativo delle grotte e dei territori carsici.
La ricorrenza ha avuto una grande eco anche sul Monte Canin. A Sella Nevea si è tenuta la conferenza Il mondo ipogeo del Canin, organizzata dal Parco Naturale delle Prealpi Giulie insieme alla Regione Friuli Venezia Giulia. Tra gli argomenti affrontati, cinquant’anni di campi speleologici del Club Alpinistico Triestino, le esplorazioni speleosubacquee alla risorgiva del Monte Sart e al Fontanone di Goriuda, la geologia del massiccio e le leggende del Canin.
Proprio il Canin torna nelle pagine del numero con il resoconto del campo speleologico 2026. Alla G1 gli esploratori sono riusciti a superare il meandro che da tempo ostacolava la progressione, senza però trovare per il momento una prosecuzione verso il fondo. Sono proseguiti anche rilievi ed esplorazioni in altre cavità.
Particolarmente interessanti sono le osservazioni sulla neve sotterranea: alcune grotte un tempo ostruite dalla neve stanno lentamente diventando accessibili, mentre altre, nella stessa zona, continuano a conservarla a lungo. Un fenomeno che gli speleologi intendono seguire nel tempo per comprenderne meglio le dinamiche.

Fra le notizie naturalistiche spicca quella proveniente dalla Kleine Berlin di Trieste, dove è stata nuovamente osservata una femmina di Charinus ioanniticus con i piccoli sul dorso. L’aracnide, appartenente all’ordine degli Amblypygi, costituisce una delle presenze zoologiche più singolari del sottosuolo urbano triestino.
La popolazione era stata studiata scientificamente a partire dal 2019 e il nuovo avvistamento conferma che questi animali non si limitano a sopravvivere nelle gallerie artificiali dell’ex rifugio antiaereo, ma riescono a completarvi il proprio ciclo biologico.
Il numero conduce poi i lettori nelle gallerie del Forte Ercole, sulle alture di Gemona del Friuli, dove strutture militari del primo Novecento, infiltrazioni d’acqua, concrezioni e presenza di pipistrelli compongono oggi un ambiente di particolare interesse anche dal punto di vista speleologico.
Spazio inoltre alla geologia e alla paleontologia dell’Alta Val Tagliamento, alla speleodidattica, alla topografia e al rilievo, alla storia della speleologia e alle numerose attività dei gruppi regionali.
42 pagine che si svolgono in un panorama particolarmente ampio: dal campo in Canin al sessantesimo anniversario del Gruppo Speleologico Pradis, dalla Risorgiva di Eolo al corso di armo sostenibile, fino agli appuntamenti di Speleorando e al Convegno Nazionale di Speleologia Grotte e carsismo
https://cronacheipogee.jimdofree.com/cronache-ipogee


L'articolo Cronache Ipogee di settembre: dal Canin alla prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo proviene da Scintilena.

Conoscere i chirotteri, imparare a riconoscerli e capire come vengono studiati e monitorati negli ambienti naturali e sotterranei. È questo l’obiettivo dell’iniziativa “Impariamo a conoscere i chirotteri”, in programma sabato 3 ottobre 2026 e organizzata dal Gruppo TAM – Tutela Ambiente Montano del CAI di Varese.
La giornata sarà condotta dalla dott.ssa Martina Spada e dal dott. Mattia Panzeri dell’Istituto OIKOS e prevede una prima parte teorica a Brinzio, seguita in serata dalla sessione pratica all’Orrido di Cunardo.
Brinzio, piccolo borgo prealpino del Varesotto documentato nelle fonti almeno dal 979, merita peraltro una visita anche per il suo nucleo storico e il paesaggio ai piedi del massiccio del Campo dei Fiori. Il paese è inoltre già familiare agli speleologi lombardi: l’1 e 2 marzo 2025 ha ospitato il 28° Raduno Regionale di Speleologia della Lombardia, organizzato dalla Federazione Speleologica Lombarda in collaborazione con il Gruppo Speleologico CAI Varese e il Gruppo Grotte I Tassi.
Brinzio conserva anche una curiosa tradizione popolare legata al suo laghetto: la leggenda della “balena di Brinzio”, nata secondo la tradizione nel Settecento, quando un grande tronco trascinato nel lago da un temporale fu scambiato dagli abitanti per un enorme cetaceo. La balena è poi diventata uno dei simboli identitari del paese. Magari, tra un pipistrello e l’altro, ci faremo raccontare dagli organizzatori anche la storia della balena di Brinzio.

Il ritrovo è fissato alle ore 15 a Brinzio, presso la struttura Wild Land, in via Dante Alighieri. Dalle 15 alle 18 saranno affrontati diversi temi legati alla biologia dei pipistrelli: riconoscimento delle specie, distribuzione dei chirotteri in Lombardia, principali tecniche di monitoraggio e problematiche legate alla loro gestione e conservazione.
Dopo un aperitivo conviviale e il trasferimento verso Cunardo, alle ore 20 inizierà la parte pratica presso l’Orrido di Cunardo, uno dei più interessanti complessi carsici del Varesotto. Il sistema, scavato nelle rocce carbonatiche della Dolomia del Salvatore, è percorso dal torrente Margorabbia e si sviluppa complessivamente per circa 800 metri, con un dislivello di 53 metri.
La parte più conosciuta è l’Antro dei Morti, grande cavità alla base di una dolina dalla quale si diramano un ramo attivo, tuttora percorso dalle acque, e un ramo fossile, posto a quota superiore e corrispondente a un antico percorso del torrente. Proprio in quest’ultimo si apre una sala significativamente chiamata “Antro dei Pipistrelli”. Sul sito del Gruppo Speleologico Prealpino si evidenzia che i rami fossili dell’Antro dei Morti ospitavano in passato importanti colonie di chirotteri durante lo svernamento, oggi quasi del tutto scomparse, secondo il gruppo, in relazione alla frequentazione umana. Un elemento che rende particolarmente significativo che si svolga proprio qui la parte pratica della giornata dedicata alla conoscenza e alla tutela dei pipistrelli.
Durante la sessione serale saranno infatti illustrate sul campo le tecniche di osservazione, cattura scientifica e rilevamento degli ultrasuoni emessi dai pipistrelli. Gli organizzatori precisano che le attività di cattura saranno svolte nel rispetto degli animali e della normativa vigente, sotto la guida dei docenti.
L’incontro rappresenta un’occasione interessante anche per gli speleologi, che durante le attività in grotta possono incontrare colonie o singoli esemplari di chirotteri. Una corretta conoscenza delle specie e dei loro periodi più delicati è infatti fondamentale per evitare disturbi e contribuire alla tutela degli ambienti ipogei.
La quota di partecipazione è di 25,00 euro per i soci CAI; per i non soci, oltre alla quota di partecipazione, è previsto un supplemento di 13,00 euro per l’assicurazione.
La quota comprende il compenso dei relatori e l’apericena prima del trasferimento verso la grotta.
È consigliato abbigliamento caldo da escursionismo — siamo pur sempre in ambiente sotterraneo — oltre a luce frontale o torcia.
L’iniziativa è patrocinata dal Parco Regionale Campo dei Fiori.
Per informazioni e contatti: Mario De Blasi, 338 8276721; Costanza Rovida, 340 4008118.
L'articolo Chirotteri e grotte: a Cunardo una giornata di formazione tra teoria, ultrasuoni e osservazione sul campo proviene da Scintilena.

Di questi tempi, basta un acquifero profondo per inventarsi un “lago sotterraneo” e riempire le homepage. Negli ultimi giorni diversi quotidiani e portali hanno titolato in modo roboante la “scoperta di un enorme lago sotterraneo al Nord Italia, grande quasi come il Garda”.
La realtà idrogeologica, però, è ben diversa: non esiste alcuna cavità allagata, ma un sistema di falde confinate in sedimenti sabbiosi, protette da uno strato argilloso.
Tra Cavarzere e Chioggia (VE), nell’ambito del progetto europeo SWAMrisk, sono stati realizzati alcuni carotaggi che hanno intercettato:
L’estensione stimata del corpo acquifero profondo è di circa 30.000 ettari (~300 km²): da qui l’analogia, usata a sproposito, con la superficie del Garda. Ma 300 km² di acquifero non significano 300 km² di “lago”: l’acqua è contenuta nei pori delle sabbie, non in una grotta o in una cavità con superficie libera.
Dal punto di vista speleologico e idrogeologico, la differenza è netta:
Titoli come “Scoperto un lago sotterraneo grande come il Garda” o “Enorme lago sotterraneo in provincia di Venezia” sono quindi tecnicamente errati e costruiti per generare click, non per informare.
Creano l’idea di una “riserva magica” pronta all’uso, mentre la realtà è quella di una risorsa da studiare, monitorare e gestire con pozzi, portate sostenibili e controlli di salinità.
La confusione tra “falda” e “lago sotterraneo” non è solo una questione terminologica:
Per chi si occupa di carsismo, grotte e acque sotterranee, la precisione conta: chiamare “lago” ciò che è una falda in sabbia significa banalizzare decenni di studi idrogeologici e speleologici.
Fonti
[1] Scoperto un ‘lago sotterraneo’ grande quasi come il Garda: acqua dolce su quasi 30mila ettari, protetta da strati argillosi https://www.ildolomiti.it/cronaca/2026/scoperto-un-lago-sotterraneo-grande-quasi-come-il-garda-acqua-dolce-su-quasi-30mila-ettari-protetta-da-strati-argillosi
[2] Sotto il Nord Italia una gigantesca riserva d’acqua dolce: si estende quanto il Garda https://www.civonline.it/news/cronaca/1355125/sotto-il-nord-italia-una-gigantesca-riserva-dacqua-dolce-si-estende-quanto-il-garda.html
[3] Veneto, Scoperto un immenso lago sotterraneo: è grande come il Garda https://newsroom24.it/notizia/2026/09/29/veneto-scoperto-un-immenso-lago-sotterraneo-e-grande-come-il-garda
[4] Enorme lago sotterraneo scoperto in provincia di Venezia … https://www.scienzenotizie.it/2026/09/30/enorme-lago-sotterraneo-scoperto-in-provincia-di-venezia-dimensioni-vicine-a-quelle-del-garda-34128416
[5] Scoperto un lago sotterraneo al Nord Italia: è grande quanto … https://www.torinocronaca.it/news/cronaca/703389/scoperto-un-lago-sotterraneo-al-nord-italia-e-grande-quanto-il-garda.html
L'articolo “Lago sotterraneo grande come il Garda”? No, è una falda. E i titoli dei giornali sono furberie acchiappaclick proviene da Scintilena.
Sabato 3 ottobre 2026, dalle 19:30 alle 20:30, La Sosta Frasassi ospiterà un nuovo appuntamento di “Racconti di Roccia”, dedicato questa volta alla storia e all’evoluzione della speleologia a Frasassi. Protagonisti della serata saranno Mauro Bolognini e Maurizio Bolognini, speleologi del Gruppo Speleologico Marchigiano CAI di Ancona e testimoni diretti della straordinaria stagione esplorativa iniziata negli anni Settanta.
L’incontro assume un significato particolare perché si svolge a pochi giorni dal 55° anniversario della scoperta della Grotta Grande del Vento, avvenuta il 25 settembre 1971 ad opera degli speleologi del Gruppo Speleologico Marchigiano CAI di Ancona.
I due ospiti appartengono alla generazione di speleologi che partecipò alle prime esplorazioni del grande sistema sotterraneo di Frasassi.
La documentazione storica del Gruppo Speleologico Marchigiano ricorda Maurizio Bolognini tra i componenti del gruppo già alla fine degli anni Sessanta. Dopo l’apertura dell’ingresso della Grotta Grande del Vento, fu scelto mediante sorteggio per effettuare la prima discesa nell’Abisso Ancona, il grande pozzo di circa 120 metri che consentì l’accesso agli ambienti profondi.
Mauro Bolognini figura invece tra gli speleologi che presero parte attivamente alle prime esplorazioni della Grotta Grande del Vento. Le fotografie conservate nell’archivio storico del GSM documentano inoltre l’attività speleologica dei fratelli Bolognini già prima della scoperta del 1971.
In occasione del cinquantesimo anniversario della scoperta, Maurizio Bolognini è stato anche relatore del convegno dedicato alle Grotte di Frasassi, intervenendo proprio con il racconto della scoperta e della prima esplorazione.
I due sono inoltre autori di “L’emozione della vita”, testimonianza dedicata alla scoperta della Grotta Grande del Vento, all’Abisso Ancona, alle prime discese, alle successive esplorazioni e alla ricerca di un secondo ingresso.
Il tema scelto per l’incontro del 3 ottobre sarà “Evoluzione della speleologia a Frasassi”. Attraverso i ricordi di Mauro e Maurizio Bolognini sarà possibile ripercorrere una pagina fondamentale della storia dell’esplorazione sotterranea italiana e osservare quanto sia cambiato il modo di andare in grotta nell’arco di oltre mezzo secolo: dalle attrezzature e dalle tecniche delle prime esplorazioni fino all’attuale conoscenza del sistema carsico.
Nel 1971 molti dei protagonisti della scoperta erano giovanissimi: secondo la documentazione storica del GSM, l’età media degli speleologi del gruppo era di circa vent’anni.
Da quell’esperienza nacque una delle pagine più conosciute della speleologia italiana. La scoperta della Grotta Grande del Vento arrivò dopo anni di ricerche e frequentazione delle cavità della Gola di Frasassi e diede impulso a una lunga stagione di esplorazioni, studi e documentazione del sistema sotterraneo.
“Racconti di Roccia” propone così un incontro con la storia raccontata direttamente da chi l’ha vissuta.
L’intervista inizierà alle 19:30 di sabato 3 ottobre. Gli organizzatori invitano il pubblico ad arrivare prima per un aperitivo o per qualche chiacchiera; durante l’intervista la cucina resterà chiusa.
L’appuntamento rappresenta un’occasione per ascoltare dalla voce di due protagonisti come siano cambiate in 55 anni l’esplorazione, le tecniche e la conoscenza delle grotte di Frasassi, mantenendo vivo il filo che lega le prime discese del 1971 alle generazioni di speleologi di oggi.
Appuntamento: sabato 3 ottobre 2026
Orario: 19:30–20:30
Evento: Racconti di Roccia – Capitolo 9
Ospiti: Mauro Bolognini e Maurizio Bolognini
Tema: Evoluzione della speleologia a Frasassi
Organizzazione: La Sosta Frasassi
La ricostruzione storica della scoperta e numerosi documenti, fotografie e testimonianze dei protagonisti sono disponibili sul sito storico del Gruppo Speleologico Marchigiano CAI di Ancona.
Scintilena – presentazione volume di Fabio Sturba “Abisso Ancona. Frasassi: cronaca di una scoperta”, testimonianza in prima persona sulle esplorazioni che portarono alla scoperta della Grotta Grande del Vento – https://www.scintilena.com/abisso-ancona-il-racconto-di-fabio-sturba-riporta-alle-origini-della-scoperta-delle-grotte-di-frasassi/07/14/
Fonte
Post Instagram La Sosta Frasassi https://www.instagram.com/p/DdwobuCK_Xv/?stkn=dzkwZGgwMGJieTl5
L'articolo Frasassi, “Racconti di Roccia” con Mauro e Maurizio Bolognini a 55 anni dalla scoperta proviene da Scintilena.

Poco tempo fa, avevamo ripreso la storia del Buso della Casara, l’antico sistema di captazione e adduzione delle acque nascosto nel sottosuolo dei Colli Euganei.
L’articolo raccontava il ritorno degli speleologi padovani nella cavità nel 2021, ma si concludeva con una domanda rimasta aperta: che cosa è successo dopo?
Scrivevamo: «Non sappiamo se e come siano poi proseguite le esplorazioni: speriamo che gli esploratori possano raccontarcelo»: la risposta è già arrivata.
Marco Fioraso, del Gruppo Speleologico Padovano CAI, ci ha inviato un nuovo contributo, scritto insieme a Marco Romano, Adriano Menin e Umberto Fortini di ESCA Padova Sotterranea.

Racconta le esplorazioni compiute negli anni successivi, il lavoro di documentazione con nuove tecnologie di rilievo e un progetto che potrebbe consentire, in futuro, di entrare virtualmente nel Buso della Casara.
Lasciamo quindi la parola agli esploratori., e in particolare a Marco Fioraso di ESCA Padova Sotterranea.
“Buso dea Casara”: l’antico acquedotto romano rivive in digitale
Nuove esplorazioni speleologiche, rilievi LiDAR e ricostruzioni tridimensionali per documentare e valorizzare uno dei più affascinanti manufatti ipogei dei Colli Euganei
Negli ultimi cinque anni si è riacceso l’interesse per uno dei manufatti sotterranei più nascosti e meglio conservati dei Colli Euganei: il “Buso della Casara”, o “Buso dea Casara”, un antico sistema di captazione e adduzione delle acque attribuito all’età romana. L’obiettivo delle nuove indagini è esplorare e documentare ciò che ancora si conserva nel sottosuolo, ma soprattutto trovare nuovi strumenti per riportare idealmente “in superficie” un’opera che, per ragioni di sicurezza e tutela, rimane difficilmente accessibile al pubblico.
Un’opera di ingegneria idraulica di duemila anni fa
Già nel 2001 il Gruppo Speleologico Padovano CAI aveva contribuito in maniera significativa alla conoscenza del Buso della Casara attraverso una documentazione fotografica, un dettagliato rilievo realizzato da Adriano Menin e una, per l’epoca avveniristica, ricostruzione tridimensionale prodotta nell’ambito di un lavoro universitario in architettura (Calore & Faggian, 2000).
Quegli studi avevano permesso di far emergere l’abilità degli antichi costruttori e di comprendere meglio le soluzioni adottate da veri e propri ingegneri idraulici ante litteram quasi duemila anni fa.
Il complesso si trova sulle pendici meridionali del Monte Vendevolo, a circa 220 metri di quota, in località Valnogaredo, nel Comune di Cinto Euganeo. Qui, lungo il solco di una piccola valle incisa nelle rocce vulcaniche1 (vedi Carta geologica dei Colli Euganei, 1980), una sorgente porta ancora oggi l’acqua in superficie. L’acqua affiora in alcune vasche dopo essere uscita da una discreta porta metallica.
È proprio ciò che si nasconde dietro quella porta ad aver nuovamente attirato l’attenzione degli speleologi.
Dentro le antiche condotte
Nel 2021 gli speleologi padovani sono tornati a esplorare le antiche condotte. A monte della strada, attraverso un accesso superiore protetto da una botola e utilizzando tecniche proprie dell’esplorazione delle cavità artificiali, è possibile calarsi per circa 15 metri in un pozzo che intercetta direttamente uno dei cunicoli scavati nella montagna.
Da qui si può seguire il corso dell’acqua verso valle per alcune decine di metri, fino a raggiungere la porta metallica dell’accesso inferiore, oppure procedere in senso opposto, risalendo il sistema verso monte.
Il cunicolo, stretto e sinuoso, si inoltra nella roccia conservando sulle pareti le tracce lasciate dagli utensili degli antichi scavatori. Le scalfitture degli scalpelli sono ancora visibili e costituiscono una testimonianza
Proseguendo nell’esplorazione si incontrano alcuni dei tratti più caratteristici e architettonicamente significativi dell’intero collettore: le volte “a cappuccina”, a sezione triangolare (vedi Menin et al., 2022).
Queste strutture furono costruite nei settori geologicamente più instabili, dove l’alterazione delle rocce vulcaniche ha prodotto banchi di argille nel substrato su cui poggiano i manufatti. È qui che l’ingegneria antica mostra con particolare evidenza la propria capacità di adattarsi alle condizioni geologiche della montagna.
Continuando verso monte si raggiungono infine i vuoti che intercettano direttamente le vene d’acqua.
È forse questo uno degli aspetti più suggestivi del “Buso della Casara”: osservare come, già in epoca antica, sia stato possibile individuare nel cuore della montagna la risorsa più preziosa, intercettarla e convogliarla verso valle attraverso un sistema sotterraneo progettato per sfruttare in modo razionale le caratteristiche naturali del territorio.
Dal rilievo tradizionale al LiDAR
Nel 2023 le attività sono proseguite grazie al neoformato gruppo ESCA – Padova Sotterranea che, facendo tesoro dell’esperienza nelle cavità artificiali dei soci fondatori Adriano Menin e Marco Romano, si è proposto di continuare il lavoro di documentazione coinvolgendo in maniera sinergica diverse realtà speleologiche.
Alle attività hanno partecipato, tra gli altri, il Gruppo Speleologico Padovano CAI, Treviso Sotterranea, il Gruppo Speleologico S. Marco e il Gruppo Naturalistico Montelliano.
Un ruolo importante è stato assunto dalle nuove tecnologie di rilievo digitale. L’impiego di sensori LiDAR ha consentito di acquisire scansioni tridimensionali degli ambienti sotterranei del Buso della Casara.
Per completare il lavoro sono state necessarie diverse uscite: durante ogni esplorazione sono state rilevate differenti porzioni del sistema, successivamente unite per ottenere una ricostruzione digitale complessiva dei vuoti.
Il risultato rappresenta non soltanto un nuovo strumento di documentazione speleologica, ma anche il punto di partenza per una diversa forma di valorizzazione del sito.
Portare il Buso della Casara al Museo di Cava Bomba
Le nuove ricostruzioni tridimensionali potrebbero infatti trovare uno spazio ideale all’interno del Museo di Cava Bomba, una delle realtà più significative per la divulgazione del patrimonio geologico e paleontologico dei Colli Euganei.
Il museo, ospitato negli edifici della storica cava di calcare, potrebbe diventare sede del materiale divulgativo e, soprattutto, multimediale prodotto dagli speleologi coinvolti nel progetto.
Nel Buso della Casara speleologia, geologia, archeologia, e architettura si incontrano nello stesso luogo, raccontando una storia antichissima di conoscenza del territorio e di utilizzo consapevole delle sue risorse.
Una futura fruizione virtuale o in realtà aumentata permetterebbe di rendere accessibile il collettore romano non soltanto alla comunità speleologica, ma anche alle migliaia di persone che frequentano i Colli Euganei senza conoscere ciò che si cela pochi metri sotto i loro passi. Un patrimonio invisibile non perché meno importante, ma semplicemente perché sotterraneo.
Un patrimonio da rendere accessibile, anche virtualmente
Insieme al collettore della “Bot” di Asolo, il “Buso della Casara” rappresenta una delle più antiche testimonianze di opere di captazione idrica presenti nel territorio veneto.
Manufatti di questo genere meritano di essere studiati, documentati e raccontati anche a chi, per motivi di sicurezza, conservazione o difficoltà tecniche, non potrà mai percorrerne fisicamente i cunicoli.
Le tecnologie di scansione tridimensionale e le esperienze immersive offrono oggi una possibilità che fino a pochi anni fa sarebbe stata difficilmente immaginabile: entrare virtualmente nel cuore della montagna, seguire il percorso dell’acqua e osservare da vicino un’opera realizzata quasi duemila anni fa.
È un modo nuovo di fare divulgazione speleologica, ma anche di restituire alla collettività una parte nascosta della storia dei Colli Euganei.
Si ringrazia il Comune di Cinto Euganeo per aver consentito l’accesso al Buso della Casara e per la disponibilità alla condivisione della proposta di valorizzazione.A cura di:
Marco Fioraso – GSP CAI
Marco Romano, Adriano Menin, Umberto Fortini – ESCA Padova Sotterranea
Note
- Lave riolitiche e basaltiche; tufi e ialoclastiti.
Note bibliografiche
- Calore F., Faggian C., 2000, La sorgente sotto il monte. Il “Buso della Casara” a Cinto Euganeo – Rilievo e rappresentazione di un acquedotto romano ipogeo, Tesi di Laurea IUAV, A.A. 1999-2000, p. 54.
- Istituto di Geologia dell’Università di Padova, Memorie di Scienze Geologiche vol. XXXIV, 1980, Carta Geologica dei Colli Euganei.
- Menin A., Davolio D., Romano M., 2022, L’antico collettore idraulico “Buso della Casara” di Cinto Euganeo (Padova, Veneto), Opera Ipogea 2, 2022, pp. 19-20 https://www.operaipogea.it/wp-content/uploads/2022/12/1-Menin-et-a-cmp.pdf

Ringraziamo Marco Fioraso, Marco Romano, Adriano Menin e Umberto Fortini per aver raccolto il nostro invito e per averci raccontato come sono proseguite le esplorazioni e le ricerche sul Buso della Casara.
Già l’articolo di poche settimane fa aveva suscitato in noi e nei lettori di Scintilena un grandissimo interesse alla Buca della Casara! Gli aggiornamenti aggiungono ora un capitolo ancora più affascinante a una storia nella quale speleologia, archeologia, geologia e nuove tecnologie si incontrano.
Particolarmente interessante è l’evoluzione del progetto: non si tratta più soltanto di esplorare e documentare il Buso della Casara, ma di trovare il modo di renderlo accessibile anche a chi non potrà percorrerne fisicamente i cunicoli.
Le scansioni LiDAR, realizzate nel corso di diverse uscite e successivamente riunite in una ricostruzione tridimensionale complessiva, aprono infatti la strada a una possibile fruizione virtuale o in realtà aumentata, con la proposta di portare il materiale multimediale anche al Museo di Cava Bomba.
È un modo molto bello di restituire alla collettività quello che gli speleologi scoprono, studiano e documentano nel sottosuolo.
Complimenti quindi a tutti coloro che stanno lavorando al progetto, e grazie per aver condiviso con noi e con i lettori di Scintilena gli sviluppi di questa storia. Continueremo a seguirla con grande interesse.
Precedenti articoli su Scintilena sul Buso della Casara:
Fonti:




L'articolo Buso della Casara: nuove esplorazioni e rilievi digitali nei Colli Euganei proviene da Scintilena.



Sabato 3 ottobre 2026, a Ormea (CN), si terrà una giornata dedicata a caselle, fornaci e ghiacciaie dell’Alta Val Tanaro, antiche opere che raccontano il rapporto tra le comunità locali, le risorse del territorio e la pietra.
L’incontro fa parte della 14ª edizione della Settimana del Pianeta Terra, in programma dal 27 settembre al 4 ottobre 2026, e si svolgerà dalle 10:00 alle 18:00 nel Salone della Croce Bianca, in viale Cagna 76 a Ormea.
Al centro della giornata saranno le antiche opere in pietra a secco dell’Alta Val Tanaro, messe anche a confronto con le note tipologie diffuse nelle valli imperiesi. Si parlerà inoltre delle strutture utilizzate in passato per la conservazione del ghiaccio, delle fornaci per la produzione della calce e del censimento delle cavità artificiali presenti sul territorio.
Giampiero Laiolo e Carlo Grippa apriranno uno degli approfondimenti dedicati a ghiacciaie e neviere dell’entroterra ligure e all’antico commercio del ghiaccio.
Prima dell’avvento della refrigerazione moderna, ghiacciaie e neviere permettevano di conservare neve e ghiaccio raccolti durante l’inverno e costituiscono oggi interessanti testimonianze delle attività e delle tecniche sviluppate dalle comunità del passato.
Vincenzo Belli concentrerà invece il proprio intervento sulla ghiacciaia di Ponte di Nava, località posta lungo l’alta valle del Tanaro.
Un altro tema centrale sarà quello delle caselle, caratteristiche costruzioni in pietra a secco.
Paolo Gollo e Nicola Ferrarese proporranno l’intervento dal titolo “Dalle caselle alle stelle – Dalla pietra a secco alle astronavi”.
Paolo Gollo, architetto, si è occupato dello studio e della divulgazione delle costruzioni in pietra a secco, mentre Nicola Ferrarese è tra gli autori del lavoro divulgativo realizzato da Wepesto sulle caselle e sul paesaggio in pietra a secco del Ponente ligure.
Particolarmente vicino ai temi di Scintilena sarà l’intervento di Davide Barberis e Aldo Acquarone, dedicato all’AGSP e al censimento delle cavità artificiali della Valle Tanaro, con particolare riferimento a caselle, ghiacciaie e fornaci.
L’AGSP – Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi, costituita nel 1979, è il riferimento associativo regionale della speleologia piemontese e cura il Catasto Speleologico Piemontese e Valdostano, nel quale vengono raccolti e organizzati i dati relativi alle cavità naturali e artificiali del territorio.
Davide Barberis è presidente dello Speleo Club Tanaro di Garessio, fa parte della Commissione Catasto Cavità Naturali della SSI ETS ed è impegnato nelle attività legate alla documentazione e al catasto speleologico regionale.
Il censimento delle opere artificiali rappresenta un importante strumento per conservare la memoria di strutture che, pur essendo spesso poco appariscenti o nascoste nel territorio, testimoniano attività produttive, tecniche costruttive e modi di vivere ormai in gran parte scomparsi.
Il programma proseguirà con Luca Fazio, che parlerà delle “tracce nascoste tra Cisano e il Pizzo Ceresa: lecci, acqua e pietra”.
Carlo Grippa e Aldo Acquarone affronteranno invece il tema della trasformazione dalla pietra calcarea alla produzione della calce viva, ricostruendo un’attività strettamente legata alla presenza delle fornaci e allo sfruttamento delle risorse geologiche locali.
A introdurre e moderare l’incontro sarà Giorgio Ferraris, sindaco di Ormea.
La giornata non si svolgerà soltanto in sala.
Alle ore 15:00 è prevista una breve escursione con visita ad alcune caselle tipiche del Comune di Ormea, offrendo ai partecipanti la possibilità di osservare direttamente sul territorio alcune delle strutture al centro dell’incontro.
L’appuntamento mette così insieme speleologia in cavità artificiali, ricerca storica, geologia, cultura della pietra a secco e conoscenza del territorio, richiamando l’attenzione su manufatti che hanno avuto funzioni differenti ma conservano importanti testimonianze della vita e delle attività delle comunità dell’Alta Val Tanaro.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale Ulmeta, con la Città di Ormea, la Sezione CAI di Ormea e Wepesto – associazione di promozione sociale.
L'articolo Caselle, fornaci e ghiacciaie dell’Alta Val Tanaro: incontro ed escursione a Ormea (CN) il 3/10/2026 proviene da Scintilena.

Naši kluci J. Sýkora, L. Michalík, M. Gerža doplnili 4 členy ZO ČSS 6-15 Holštejnská a pomáhali v jeskyni Lipovecká 26.9.2026 při natáčení filmu. A jak to probíhalo popisuje J. Sýkora
Vede nás Vlastík, vstupujeme Lipoveckou ventarolou, procházíme postupně Balvanitý dóm, Meandrový dóm, zde si dáváme cajky a proklouzneme Klíčovou dírkou na Shořelého balkón a už jsme na místě natáčení v Dómu šavlozubých veverek. Milan slaňuje až úplně dolů, má za úkol nasvětlovat scénu zespodu, já s Láďou zůstáváme o patro výše s kameramanem a umísťujeme světla. Dotáčejí se poslední scény z připravovaného filmu Viktora Kuny – „Příběh z vody a kamene“. Bohužel při transportu jedno světlo vypovědělo službu, tak voláme Milana nahoru a scéna se natáčí nadvakrát.
Po dotočení posledních záběrů jdeme na obhlídku, dále pokračujeme dolů do Jiné dimenze, proplazíme se až ke Zmrzlinovému dómu a potom ještě kousek na úplný konec Krasu. Vracíme se prozkoumat koncové partie Nové Rasovny. Jdeme zpět, posbíráme osvětlovací lampy a šplháme Dómem šavlozubých veverek k východu.
The post Pomoc s transportem při natáčení filmu – ZO ČSS 6-15 Holštejnská appeared first on Speleologický klub ORCUS Bohumín.

È aperta la partecipazione alla terza edizione di Visioni Sotterranee, concorso internazionale di immagine del mondo sotterraneo organizzato da TETIIDE APS in collaborazione con Costacciaro 2026.
L’iniziativa raccoglie opere che rappresentano il sottosuolo attraverso fotografia, rilievo, cartografia, illustrazione scientifica e storica, con l’obiettivo di valorizzare la conoscenza degli ambienti ipogei.
La scadenza per l’invio delle opere è fissata al 20 Ottobre 2026. Le opere selezionate saranno esposte durante il Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 a Costacciaro (PG), e in una galleria online dedicata.
Il concorso Visioni Sotterranee si articola in quattro categorie principali, pensate per accogliere diversi approcci alla rappresentazione del mondo sotterraneo. Ogni categoria include sotto-temi specifici per guidare i partecipanti nella scelta del soggetto.
Questa struttura consente di partecipare sia con documentazione tecnica e scientifica, sia con interpretazioni artistiche e storiche del mondo ipogeo. Il concorso Visioni Sotterranee punta a raccogliere un panorama ampio e multidisciplinare della rappresentazione sotterranea.
La partecipazione a Visioni Sotterranee è aperta a livello internazionale. Ogni autore può inviare fino a un massimo di 3 opere totali, con non più di 2 opere nella stessa categoria. Le opere devono avere una risoluzione minima di 2500 pixel sul lato maggiore ed essere in formato JPG.
L’invio avviene esclusivamente via email all’indirizzo undergroundvision@tetide.org. Ogni opera deve essere accompagnata dalle seguenti informazioni: categoria, titolo, descrizione (tecniche usate, ispirazione, luogo di realizzazione), nome dell’autore e contatti.
I partecipanti concedono a TETIIDE APS diritti non esclusivi per l’uso delle opere a fini educativi e promozionali legati al concorso. Il copyright resta in capo agli autori. La direttrice del concorso, Claudia Crema, supervisiona l’intera iniziativa.
La selezione delle opere di Visioni Sotterranee prevede un doppio sistema di valutazione: voto del pubblico e voto della giuria. Tutte le opere candidate partecipano automaticamente alla votazione per il Premio del Pubblico, mentre per ogni categoria è previsto un Premio della Giuria.
Le prime opere classificate riceveranno premi offerti dagli sponsor del concorso. Le opere selezionate saranno esposte fisicamente a Costacciaro 2026 e in una galleria online. La premiazione si terrà a chiusura del raduno, tra il 29 ottobre e il 1° novembre 2026.
Il concorso Visioni Sotterranee si inserisce in un contesto più ampio di iniziative dedicate alla conoscenza e alla tutela del patrimonio speleologico. Il sottosuolo è lo spazio più vasto e meno conosciuto del pianeta; attraverso immagini, mappe e rappresentazioni, il concorso contribuisce a documentare e comunicare la ricchezza degli ambienti ipogei.
L’abbinamento con Costacciaro 2026, raduno internazionale di speleologia, garantisce visibilità alle opere e favorisce il confronto tra autori, ricercatori e appassionati. In questo modo Visioni Sotterranee sostiene la diffusione di una cultura speleologica basata su documentazione accurata e approcci multidisciplinari.
L'articolo Visioni Sotterranee 2026: al via la terza edizione del concorso internazionale sull’immagine del mondo sotterraneo proviene da Scintilena.