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    Condividi Di Agnese Wilde Il quaderno di vetta del Corno Grande sul Gran Sasso è stato ritrovato ridotto in pezzi da qualcuno che ne ha divelto la copertina, strappato le pagine e poi lo ha lasciato alle intemperie che hanno terminato il lavoro: l’intera memoria di una montagna buttata via, cancellata per sempre. I resti del quaderno sono stati recuperati da Vincenzo Brancadoro che li ha trasportati alla sezione Aquilana del CAI, dove verranno conservati. Appresa la notizia, il prim
     

Distrutto il quaderno di vetta del Gran Sasso. Esiste ancora la nostra poesia?

November 3rd 2026 at 07:00

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Di Agnese Wilde

Il quaderno di vetta del Corno Grande sul Gran Sasso è stato ritrovato ridotto in pezzi da qualcuno che ne ha divelto la copertina, strappato le pagine e poi lo ha lasciato alle intemperie che hanno terminato il lavoro: l’intera memoria di una montagna buttata via, cancellata per sempre.

I resti del quaderno sono stati recuperati da Vincenzo Brancadoro che li ha trasportati alla sezione Aquilana del CAI, dove verranno conservati.

Appresa la notizia, il primo pensiero che ho avuto è stato: §trønzo. Il secondo è stato “dobbiamo riscriverlo” e ho iniziato a contattare i miei amici per organizzare. Il terzo pensiero è stato per la nostra poesia che era lassù. Quella che avevamo scritto in quell’avventura in un autunno che era di molti gradi e poche parole mentre noi eravamo un fiume in piena e avevamo deciso di unirle insieme.

Dove è finita la nostra poesia? Chissà se è sopravvissuta ed è al sicuro, se è diventata pure lei unostraccio illeggibile. Esiste ancora la nostra poesia? E se è diventata un brandello, allora non esiste più? Credevo che una cosa esistesse solo se una penna la può raccontare, eppure la posso sentire ancora, è dentro di me e di te. Non era solo lassù.

Io e i miei amici ci siamo incontrati e mentre eravamo lì davanti ai nostri calici parlavamo dell’accaduto. Eravamo tutti indignati e arrabbiati, io per prima, eppure c’era qualcosa che continuava a ronzarmi in testa. Il fatto è questo: pensiamo tutti che sia stato qualche vandalo, magari qualche ragazzino irrispettoso della montagna, che è arrivato lì e ha distrutto i nostri ricordi, la nostra poesia. “Oramai la montagna è fin troppo frequentata da gentaccia” dice uno di noi. “Non è neppure la prima volta che succede in questo periodo”.

Poche settimane prima infatti, nel Bivacco Piergiorgio Desiati (1815m) il registro di vetta è stato danneggiato e le pagine utilizzate per accendere un fuoco. Un’ondata di vandalismo che travolge la montagna.

Il pensiero continua a ronzare in testa. Non riesco a capire. Perché un vandalo dovrebbe farsi 3000 metri, arrivare fin lassù e davanti a tanta bellezza pensare invece a stracciare via la memoria intera di una montagna? E soprattutto: come è possibile, dio, che un essere umano riesca ad arrivare in vetta con quello stato d’animo? Senza che un minimo, un minimo dico, la nostra montagna lo acquieti?

Non riesco a capire, la mia mente non riesce a concepire un qualcosa del genere. Sarà che io sono convinta che non esiste persona al mondo capace di amare la montagna ed essere al tempo stesso una pessima persona. Magari uno può amare la montagna ed essere un tipo particolare (anzi, certamente lo sarà) oppure essere un po’ difficile ma non certo una pessima persona.Voglio dire non sto giustificando il tipo, se lo incontrassi gli direi anche io sei uno §trønzo. Però misto anche interrogando se, forse, non possa essere stato un modo per comunicare qualcosa.

Qualcos’altro, come una forma di metaforica protesta.

Lo dico perché proprio mentre scrivo fuori dal mio posto di lavoro c’è una di quelle manifestazioni per cui i ragazzi in questi giorni hanno anche spaccato le vetrine. Mi sono sempre ripromessa che non sarei diventata una di quei vecchi bigotti incapaci di capire i giovani e così come mi sono messa davanti alle immagini delle città depredate e ai municipi in fiamme sforzandomi di capire (e capendo) la rabbia dei giovanissimi, così allo stesso modo io guardo il nostro libro distrutto e mi chiedo: e se non fosse un solo atto di vandalismo? E se fosse lo stesso? Che cosa potrebbe cercare di comunicarci? Perché distruggere la memoria di una montagna? Perché si può essere così stufi e arrabbiati con la memoria di una montagna? La voleva cancellare o ne voleva forse una nuova? Curiosa questa idea… una nuova memoria per la montagna.

Ci rifletto.

Io, forse, un senso l’ho trovato. O forse l’ho voluto trovare, perché per me non può esistere uno che arriva a 3000 metri per distruggere la montagna. Non riesco ad accettare che uno arrivi a 3000 metri senza essere folgorato e placato da quella bellezza. Ma forse hanno ragione i miei amici, forse è stato solo un povero §trønzo, uno spostato o uno il cui tormento interiore è così acceso che neppure una vetta del genere è stata capace di spegnerglielo.

Eppure, anche in questo caso, il nostro vandalo mi lascia questa riflessione: che fine ha fatto la nostra poesia?

Solo perché lui l’ha stracciata allora non c’è più? Cos’è che davvero permetteva a quella poesia, alla memoria della montagna, di esistere?

“Allora Agne, andata per il primo weekend di marzo?” Andata per il primo weekend di marzo.”Ma.. riscriviamo la stessa?” O ne scriviamo una nuova?

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  • Speleologia Veneta, il numero 25 prende forma: circa 350 pagine per raccontare il sottosuolo
    Condividi Prenotazioni aperte fino al 14 novembre 2026 per Speleologia Veneta, la rivista della Federazione Speleologica Veneta. Uscita prevista nei primi giorni di dicembre. Dalle esplorazioni agli acquiferi carsici, un percorso editoriale iniziato nel 1984 e sviluppato attraverso rivista, aggiornamenti catastali e allegati scientifici. Speleologia Veneta 25: uscita a dicembre e prenotazioni entro il 14 novembre È in fase di impaginazione e revisione il numero 25 di Speleologia Veneta, la
     

Speleologia Veneta, il numero 25 prende forma: circa 350 pagine per raccontare il sottosuolo

November 3rd 2026 at 06:00

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Prenotazioni aperte fino al 14 novembre 2026 per Speleologia Veneta, la rivista della Federazione Speleologica Veneta. Uscita prevista nei primi giorni di dicembre. Dalle esplorazioni agli acquiferi carsici, un percorso editoriale iniziato nel 1984 e sviluppato attraverso rivista, aggiornamenti catastali e allegati scientifici.

Speleologia Veneta 25: uscita a dicembre e prenotazioni entro il 14 novembre

È in fase di impaginazione e revisione il numero 25 di Speleologia Veneta, la rivista della Federazione Speleologica Veneta. La pubblicazione è prevista per i primi giorni di dicembre 2026. Il nuovo volume avrà circa 350 pagine, con una consistenza particolarmente ampia rispetto alla produzione precedente.

La redazione ha aperto le prenotazioni al prezzo di 17,00 euro per copia. La scadenza è fissata al 14 novembre 2026. Le richieste serviranno anche a definire il numero di esemplari da stampare.

Per prenotare una o più copie occorre scrivere a pgasparetto@libero.it, indicando:

  • nome e cognome;
  • indirizzo postale completo per la spedizione;
  • numero di copie desiderate.

Le spedizioni avverranno, ove possibile, attraverso il servizio Piego di libri di Poste Italiane per invii inferiori a 2 chilogrammi. Per quelli di peso superiore è previsto il corriere espresso. Il costo esatto della spedizione e le modalità di pagamento saranno comunicati dopo la stampa. L’annuncio della redazione invita quindi a prenotare entro la scadenza, sostenendo la produzione e la diffusione della rivista.

Speleologia Veneta dal 1984: dalle fotocopie alla nuova serie

La storia di Speleologia Veneta comincia nel 1984. La pubblicazione nasce come foglio informativo interno fotocopiato. Contiene brevi notizie e i verbali dell’Assemblea dei delegati dei gruppi veneti. Fino al 1990 escono sei numeri in questa veste essenziale, pensata soprattutto per la comunicazione associativa. [web:2]

Il passaggio alla stampa tipografica arriva con i primi finanziamenti. La nuova serie si apre nel 1993, come documenta il catalogo della Federazione. Al primo volume si affianca un supplemento dedicato agli elenchi catastali delle grotte e delle aree carsiche del Veneto, firmato da Paolo Mietto. La rivista amplia così la propria funzione: non soltanto informazione interna, ma anche pubblicazione di dati sul patrimonio sotterraneo regionale. [web:2][web:24]

Un’altra tappa riguarda la veste grafica. Dal numero 5, uscito nel 1997, la pubblicazione diventa interamente a colori. Il cambiamento accompagna la volontà della Federazione di costruire un bollettino accurato, alimentato dai contributi degli autori veneti. I rinnovi della redazione introducono nel tempo nuove impostazioni e diverse modalità di organizzazione dei contenuti. [web:2]

La redazione di Speleologia Veneta e la crescita degli autori

La formazione degli autori costituisce uno degli obiettivi dichiarati della rivista. Le diverse redazioni hanno cercato di coinvolgere un numero crescente di speleologi nella scrittura delle proprie esperienze e ricerche. Il lavoro editoriale offre quindi uno sbocco alle attività dei gruppi e favorisce la loro trasformazione in documentazione consultabile. [web:2]

Nel percorso della testata si sono succeduti, come direttori responsabili, Federico Lanaro, Enrico Gleria, Giancarlo Marchetto e Paolo Gasparetto. Sono nomi legati a fasi differenti della sua evoluzione. La continuità del progetto risiede nell’attenzione agli autori e nella volontà di raccogliere il lavoro svolto sul territorio. [web:2]

La figura di Federico “Ico” Lanaro mostra il rapporto fra esplorazione e pubblicazione. Nel 1993 raccontò su Speleologia Veneta la Spurga del Viperotto, con l’articolo “Il Faedo ha un abisso: la Spurga del Viperotto”. Alla scrittura affiancava fotografie e rilievi. La sua attività documenta un modo di fare speleologia nel quale l’esplorazione prosegue attraverso il racconto e la rappresentazione delle cavità. [web:20]

Gli allegati scientifici di Speleologia Veneta: una seconda linea editoriale

Accanto alla rivista si sviluppa una produzione di supplementi e allegati. Dal 2007 l’allegato, pubblicato in precedenza in modo sporadico, assume una propria programmazione. La finalità dichiarata è ospitare ricerche ed eventi importanti della speleologia veneta, lasciando alla rivista una struttura più agile e leggibile. [web:2]

Le due linee editoriali rispondono quindi a esigenze complementari. La testata raccoglie contributi diversi, notizie e resoconti. I volumi tematici permettono di organizzare materiali estesi attorno a uno stesso argomento, progetto o incontro. Questa articolazione emerge anche dal catalogo delle pubblicazioni federali. [web:2][web:24]

Fra i titoli figurano gli “Atti del terzo incontro di Speleologia Veronese”, allegato scientifico numero 5 del 2007. Seguono il volume del 2009 sul progetto IN.A.C. e quello del 2010 dedicato a “Ramaloch 2007”. Nel catalogo compare anche “L’acqua che berremo”, del 2011, con il sottotitolo “Speleologi e istituzioni difendono la risorsa più preziosa”. Il programma editoriale collega così ricerca, confronto fra gruppi e divulgazione delle questioni ambientali. [web:24]

Catasto delle grotte del Veneto: la documentazione nelle pubblicazioni

La componente catastale accompagna la nuova serie fin dall’inizio. Al supplemento del 1993 si aggiunge, nel 2005, il volume “Elenchi catastali delle grotte del Veneto – X aggiornamento generale”, ancora a firma di Paolo Mietto. La pubblicazione degli aggiornamenti costituisce una parte riconoscibile dell’attività editoriale federale. [web:24]

Il catasto e la rivista svolgono funzioni distinte, ma collegate. Gli elenchi ordinano le informazioni sulle cavità. Gli articoli ospitano invece descrizioni, interpretazioni e resoconti delle attività. La presenza di entrambi nel catalogo permette di affiancare la registrazione del patrimonio carsico alla narrazione delle ricerche che ne ampliano la conoscenza. [web:24][web:25]

Questa relazione è visibile anche nella produzione recente. Nel volume 24 trovano spazio le nuove esplorazioni del periodo 2020-2024, curate da Francesco Sauro, e le ricerche sul Monte Baldo raccontate da Andrea Ceradini. La rivista conserva quindi una funzione di aggiornamento sulle attività esplorative regionali. [web:25]

Acquiferi carsici e progetto IN.A.C.: la ricerca pubblicata da Speleologia Veneta

Un esempio articolato della produzione scientifica è l’allegato numero 6 del 2009, “IN.A.C. – Inquinamento Acque carsiche”. Il volume conta 192 pagine. Il suo indice riunisce strumenti di misura, organizzazione dei dati, idrogeologia, qualità delle acque e indagini biologiche. [web:26]

Una prima parte affronta il confronto fra datalogger di temperatura, cioè strumenti che registrano le misure nel tempo. Un altro contributo riguarda il GIS delle sorgenti del progetto: un sistema informativo geografico che associa dati e cartografia. Il lavoro comprende la scelta del software, il sistema di riferimento e la struttura delle tabelle. La pubblicazione affianca così i risultati delle indagini alle modalità impiegate per raccogliere e organizzare le informazioni. [web:26]

I casi territoriali comprendono i Monti Lessini veronesi e l’altopiano Faedo-Casaron. Altri contributi riguardano la sorgente Copacan presso Lumignano, le sorgenti dell’Oliero e alcune sorgenti dell’Altopiano dei Sette Comuni. Il volume ospita anche uno studio sulle temperature delle sorgenti della Vena d’Oro, nelle Prealpi Bellunesi. [web:26]

La ricerca si estende alle acque ipogee del Bus de la Genziana e del Bus del Pal, sul Cansiglio. Include inoltre metodi di raccolta dei protozoi negli ambienti sotterranei e nelle risorgive. Due contributi affrontano i protozoi delle acque carsiche del Montello, anche come possibili indicatori di qualità. Il monitoraggio fisico e chimico viene quindi affiancato dall’osservazione biologica. [web:26]

Un capitolo presenta il lavoro condotto dal Liceo Scientifico di Asiago con protocolli IN.A.C. La sua presenza documenta anche una collaborazione fra ricerca speleologica e scuola. La raccolta non si limita a descrivere luoghi: mette in circolazione esperienze, procedure e bibliografie. [web:26]

Speleologia Veneta 24: esplorazioni, sorgenti e ghiacciai ipogei

Il volume 24, pubblicato nel 2024, offre un quadro recente degli interessi della testata. Conta 222 pagine e alterna sezioni dedicate a eventi, incontri, articoli di approfondimento e attività dei gruppi. Vi figurano l’inaugurazione della biblioteca “Francesco Dal Cin”, uno stage per istruttori e aiuto istruttori e gli atti di “Tutti giù in Lessinia 2023”. [web:25]

L’idrogeologia occupa uno spazio specifico con i contributi di Alessio Fileccia sulla sorgente del Meschio. Un articolo presenta i risultati del monitoraggio 2017-2020. Un secondo riferisce della ripresa delle esplorazioni dopo trent’anni, con aggiornamenti all’ottobre 2022. Le due prospettive affiancano lo studio del bacino di alimentazione alla frequentazione esplorativa della sorgente. [web:25]

Il numero comprende anche “Lo stato di salute di alcuni ghiacciai ipogei dell’Altopiano di Asiago, 25 anni dopo”, di Jacopo Zannoni. La presenza del contributo estende l’attenzione editoriale agli ambienti sotterranei con ghiaccio e al loro confronto nel tempo. Nella stessa pubblicazione trovano spazio temi di circolazione dell’acqua e dinamica dell’ambiente ipogeo. [web:25]

Cavità artificiali, mappe digitali e psicologia nella rivista

Speleologia Veneta non si limita alle grotte naturali. Il volume 24 comprende uno studio sugli antichi acquedotti sotterranei di Asolo, firmato da Massimiliano Zago, Daniele Davolio, Marcello Pellegrini, Roberto Sordi e Marco Sordi. La sezione dedicata alla speleologia artificiale raccoglie quindi ricerche sul sottosuolo costruito dall’uomo. [web:25]

Un altro contributo presenta “Il Buio in tasca”, di Daniele Davolio e Marco Romano. Il sottotitolo, “Mappe digitali per una speleologia diffusa e condivisa”, esplicita l’attenzione agli strumenti digitali e alla condivisione della documentazione. [web:25]

La sezione “Speleologia e Psyche” allarga ulteriormente il campo. Un articolo affronta caratteristiche e abilità di esperti e non esperti nell’ambiente ipogeo. Un secondo, di Tommaso De Vivo, riguarda la rappresentazione mentale del corpo negli speleologi. La rivista ospita così anche studi sull’esperienza umana della grotta, accanto a esplorazione, geologia e ricerca sulle acque. [web:25]

Recensioni, riferimenti ai gruppi veneti, laboratori di biologia sotterranea e incarichi federali completano il volume. La testata mantiene quindi un collegamento fra approfondimento e vita associativa, senza ridurre la propria funzione al resoconto delle sole esplorazioni. [web:25]

Fonti e documentazione

Speleologia Veneta

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  • Grotta Chauvet, una sottile pellicola di calcite protegge i disegni di 37.000 anni fa
    Condividi Una tecnica basata sulla fluorescenza ultravioletta ha permesso di studiare le pareti senza toccarle, lavorando fino a 2,5 metri di distanza. Sui disegni è emerso un velo traslucido di calcite, mentre alcune tracce potrebbero conservare l’impronta termica di carboni ancora incandescenti Una pellicola quasi invisibile di calcite ricopre parte dei celebri disegni paleolitici della Grotta Chauvet, in Francia. Depositata naturalmente dall’acqua sulla superficie calcarea, potrebbe aver c
     

Grotta Chauvet, una sottile pellicola di calcite protegge i disegni di 37.000 anni fa

November 3rd 2026 at 05:00

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Una tecnica basata sulla fluorescenza ultravioletta ha permesso di studiare le pareti senza toccarle, lavorando fino a 2,5 metri di distanza. Sui disegni è emerso un velo traslucido di calcite, mentre alcune tracce potrebbero conservare l’impronta termica di carboni ancora incandescenti

Una pellicola quasi invisibile di calcite ricopre parte dei celebri disegni paleolitici della Grotta Chauvet, in Francia. Depositata naturalmente dall’acqua sulla superficie calcarea, potrebbe aver contribuito a proteggere per millenni alcune delle più antiche manifestazioni artistiche conosciute.

A rivelarla è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica ACS Omega da un gruppo di ricercatori francesi coordinato da Philippe Walter, del Laboratoire d’Archéologie Moléculaire et Structurale della Sorbonne Université e del CNRS.

Il risultato è interessante anche per il metodo utilizzato.

Nella Grotta Chauvet non ci si può semplicemente avvicinare a una parete per effettuare una misura. Il pavimento conserva impronte e altre testimonianze paleolitiche estremamente fragili e gli spostamenti dei ricercatori sono rigidamente limitati.

Gli scienziati hanno quindi sviluppato uno strumento capace di analizzare le superfici decorate senza contatto e da distanze fino a circa 2,5 metri, utilizzando la spettroscopia di fluorescenza ultravioletta.

Una luce invisibile per leggere la parete

Il principio consiste nell’illuminare una piccolissima porzione della superficie con radiazione ultravioletta e analizzare la fluorescenza emessa dai materiali.

La difficoltà, a Chauvet, è distinguere due materiali apparentemente molto simili: il calcare della parete e la calcite depositata successivamente dall’acqua.

Entrambi sono costituiti principalmente da carbonato di calcio.

La fluorescenza ultravioletta permette però di riconoscerli grazie alle differenti impurità, in particolare organiche, incorporate nella matrice minerale.

Per effettuare le misure i ricercatori hanno lavorato dalle passerelle predisposte all’interno della grotta, utilizzando un sistema ottico montato su un lungo supporto.

Sono stati raccolti 60 spettri di fluorescenza sulle pareti decorate, in condizioni tipicamente ipogee: temperatura intorno ai 13 °C e umidità relativa prossima al 100%.

Il velo sopra i cavalli

Le analisi si sono concentrate soprattutto nel Secteur des Chevaux, nella Sala Hillaire, comprendente il celebre Pannello dei Cavalli, l’Alcova dei Leoni e il Pannello delle Renne.

Sul Pannello dei Cavalli la spettroscopia ha permesso di riconoscere un sottile deposito traslucido di calcite sovrapposto ai disegni realizzati con carbone.

A occhio nudo questa copertura può essere praticamente invisibile.

La sua presenza è importante perché permette di ricostruire la storia della parete dopo la realizzazione delle figure e di comprendere meglio i processi che ne hanno determinato l’eccezionale conservazione.

La calcite può infatti aver funzionato, almeno in alcune zone, come una sorta di vernice naturale, isolando e proteggendo le tracce sottostanti.

Il fenomeno non è però uniforme.

Nell’Alcova dei Leoni i ricercatori hanno osservato una notevole variabilità nella distribuzione delle concrezioni. In alcuni punti, inoltre, la presenza stessa del carbone sembra aver influenzato la deposizione successiva del carbonato di calcio.

La parete decorata appare quindi come qualcosa che ha continuato a trasformarsi lentamente per migliaia di anni.

Disegnavano anche con carboni incandescenti?

Lo studio ha fatto emergere anche un secondo indizio, forse ancora più curioso.

In corrispondenza di alcune tracce nere e di zone associate all’impiego di torce, la luce ultravioletta ha prodotto una particolare fluorescenza arancione.

Per comprenderne l’origine, i ricercatori hanno effettuato esperimenti su campioni di riferimento.

Il riscaldamento di calcare e calcite ha prodotto un segnale simile a quello osservato sulle pareti di Chauvet.

Da qui nasce un’ipotesi affascinante: alcuni segni potrebbero essere stati realizzati utilizzando carboni molto caldi o ancora incandescenti, capaci di alterare termicamente il carbonato di calcio della superficie.

Gli autori dello studio mantengono però molta cautela.

La fluorescenza arancione rappresenta un indizio compatibile con un’alterazione provocata dal calore, non una dimostrazione definitiva della tecnica utilizzata dagli artisti paleolitici.

Una grotta chiusa per millenni

La Grotta Chauvet-Pont d’Arc, nelle gole dell’Ardèche, nel sud-est della Francia, è stata scoperta il 18 dicembre 1994 dagli speleologi Jean-Marie Chauvet, Éliette Brunel e Christian Hillaire.

Al suo interno sono conservate centinaia di rappresentazioni di animali: leoni delle caverne, rinoceronti, mammut, bisonti, cavalli e altre specie.

Parte delle decorazioni risale a circa 37.000 anni fa.

L’eccezionale stato di conservazione non dipende soltanto dalla calcite individuata sulle superfici. Antichi crolli hanno sigillato l’accesso alla grotta durante il Paleolitico superiore, isolandone gli ambienti per millenni.

Oggi Chauvet è uno dei siti di arte preistorica più protetti al mondo. L’accesso è fortemente limitato e persino gli scienziati devono muoversi lungo percorsi prestabiliti per evitare qualsiasi alterazione del suolo, delle impronte e delle pareti.

Pannello dei Leoni nella Caverne du Pont-d’Arc, riproduzione della Grotta Chauvet: al centro un cavallo circondato da leoni, rinoceronti, bisonti e mammut. Foto Claude Valette / Wikimedia Commons.

Studiare senza toccare

È forse proprio questo l’aspetto più interessante della nuova ricerca.

La tecnica messa a punto dal gruppo francese consente di ottenere informazioni sulla successione degli strati presenti sulle pitture senza prelevare materiale e senza entrare in contatto con la parete.

La fluorescenza permette inoltre di distinguere il calcare originario dalle concrezioni successive, nonostante entrambi siano costituiti da calcite.

Sapere dove si trovano questi sottilissimi veli minerali e come stanno evolvendo può diventare importante anche per controllare nel tempo lo stato di conservazione delle opere, soprattutto in relazione alle variazioni microclimatiche.

A Chauvet, insomma, la roccia non è soltanto il supporto sul quale gli uomini del Paleolitico hanno lasciato cavalli, leoni e rinoceronti.

In alcuni punti, nei millenni successivi, la grotta ha continuato lentamente a lavorare sopra quei disegni, depositando su di essi un sottilissimo velo di pietra.

Fonti

Boulard Y., Guillou T., Fritz C., Tosello G., Jaber M., Walter P. – In Situ Ultraviolet Fluorescence Spectroscopy for the Characterization of Translucent Calcite Coatings over Prehistoric Cave Art – ACS Omega – 29 settembre 2026
https://doi.org/10.1021/acsomega.6c05061

American Chemical Society – A glowing clue to how ancient cave artworks survived – 28 ottobre 2026
https://www.acs.org/pressroom/presspacs/2026/october/glowing-clue-to-how-ancient-cave-artworks-survived.html

PubMed – In Situ Ultraviolet Fluorescence Spectroscopy for the Characterization of Translucent Calcite Coatings over Prehistoric Cave Art – 2026
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42889610/

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  • “Rilievo: tra arte e tecnica”, a Costacciaro premiati i migliori rilievi speleologici del 2026
    Condividi Era Bianca di Riccardo Temponi vince la terza edizione del concorso promosso dalla Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI. Sul podio anche il Complesso del Colle dei Signori e l’Abisso Generale Marietto, mentre il pubblico premia Grotta Barone Un rilievo speleologico non è soltanto una successione di misure e punti topografici. È il risultato dell’esplorazione, dell’osservazione e dell’interpretazione di una cavità; uno strumento tecnico e scientifico che permette d
     

“Rilievo: tra arte e tecnica”, a Costacciaro premiati i migliori rilievi speleologici del 2026

November 3rd 2026 at 04:00

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Era Bianca di Riccardo Temponi vince la terza edizione del concorso promosso dalla Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI. Sul podio anche il Complesso del Colle dei Signori e l’Abisso Generale Marietto, mentre il pubblico premia Grotta Barone

Un rilievo speleologico non è soltanto una successione di misure e punti topografici. È il risultato dell’esplorazione, dell’osservazione e dell’interpretazione di una cavità; uno strumento tecnico e scientifico che permette di trasformare lo spazio sotterraneo percorso dagli speleologi in qualcosa che possa essere letto, studiato, confrontato e conservato.

Proprio su questo incontro fra precisione e rappresentazione si è giocata la terza edizione del concorso “Rilievo: tra arte e tecnica”, promosso dalla Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della Società Speleologica Italiana ETS.

La proclamazione dei vincitori si è svolta sabato 31 ottobre alle 19.30, durante il Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro, alla presenza del presidente della SSI Sergio Orsini e di un folto pubblico. Alla fine, anche un brindisi per festeggiare vincitori e partecipanti.

Dieci rilievi, quattro criteri di valutazione

Undici gli elaborati presentati al concorso; dieci quelli ammessi alla valutazione della Commissione giudicatrice, composta da Raffaella Zerbetto, Alessandro Uggeri e Giampaolo Pinto.. Un elaborato non ha potuto concorrere alla graduatoria finale per ragioni esclusivamente legate alla rispondenza alle prescrizioni del bando, indipendenti dalla qualità del lavoro presentato.

Quattro i criteri presi in considerazione: leggibilità, estetica, completezza e originalità.

Non soltanto, quindi, precisione del tratto e presenza delle informazioni necessarie alla comprensione della cavità, ma anche equilibrio compositivo, chiarezza, utilizzo della simbologia, integrazione dei dati geologici e ambientali e capacità di sperimentare nuove soluzioni grafiche e tecnologiche.

Una valutazione particolarmente complessa perché le cavità rappresentate erano molto diverse fra loro. Un piccolo sistema sotterraneo, un grande complesso plurichilometrico e un abisso prevalentemente verticale pongono infatti problemi cartografici differenti e richiedono differenti capacità di sintesi.

Primo premio a Era Bianca

Il primo premio è stato assegnato a Era Bianca, rilievo di Riccardo Temponi.

La Commissione ha riconosciuto nella tavola un equilibrio particolarmente riuscito fra rigore tecnico, veste grafica e inquadramento geologico.

Pianta e sezione permettono di seguire lo sviluppo della cavità mantenendo una lettura complessiva molto chiara, mentre l’impiego misurato del colore evidenzia acqua e caratteristiche litologiche senza appesantire il disegno.

Il rilievo integra inoltre dati catastali, coordinate, quota, sviluppo e dislivello con informazioni sul regime idrico, sulla circolazione dell’aria e sul contesto geologico.

Un esempio particolarmente efficace di come informazioni molto diverse possano convivere all’interno della stessa tavola senza comprometterne la leggibilità.

Secondo il Complesso del Colle dei Signori

Il secondo premio è andato al Complesso del Colle dei Signori, rappresentato da Enrico Massa.

Qui la difficoltà è soprattutto nelle dimensioni e nell’articolazione del sistema: oltre 6,9 chilometri di sviluppo e 560 metri di profondità.

Piante e sezioni schematiche, affiancate da codici colore differenti, permettono di orientarsi all’interno di un complesso sviluppato su più livelli e di percepirne immediatamente l’estensione.

La Commissione ha premiato proprio questa capacità di sintesi: riuscire a rendere leggibile un sistema ipogeo di grande sviluppo senza perdere la percezione della sua complessità.

Terzo l’Abisso Generale Marietto

Il terzo premio è stato assegnato all’Abisso Generale Marietto, rilievo di Simon Beatrice.

In questo caso è la verticalità a diventare protagonista.

La disposizione affiancata della sezione sviluppata e della pianta consente di seguire con immediatezza la successione dei pozzi e di comprenderne la posizione reciproca.

La Commissione ha inoltre sottolineato la contestualizzazione della cavità nel particolare ambiente periglaciale della Vedretta Piana, a 2.861 metri di quota, un settore interessato dal ritiro glaciale e quindi in rapida evoluzione.

Tre menzioni speciali

Accanto ai primi tre classificati, la Commissione ha deciso di attribuire tre menzioni speciali, riconoscendo caratteristiche particolarmente significative di altrettanti elaborati.

Henry De Santis, con Arma del Galusso, è stato segnalato per la pulizia grafica e l’elevata leggibilità della rappresentazione classica in bianco e nero.

Vincenzo Martimucci, con Grotta Le Solagne, ha ricevuto la menzione per la sperimentazione tecnologica applicata al rilievo: fotogrammetria a 360°, nuvola di punti e successiva elaborazione digitale.

Luca Dada, con Abisso della Venere, è stato invece premiato per l’efficace utilizzo dei codici colore, capaci di distinguere i diversi rami e rendere comprensibili le sovrapposizioni di un sistema articolato.

Tre lavori molto diversi, che mostrano quanto ampio sia oggi il ventaglio degli strumenti disponibili per rappresentare una grotta: dal segno essenziale in bianco e nero alla fotogrammetria e alle nuvole di punti.

Il pubblico sceglie Grotta Barone

Alla valutazione tecnica della Commissione si è aggiunto il voto dei partecipanti al Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro.

Il maggior numero di preferenze è andato al rilievo di Enrico Massa, seguito da quello di Riccardo Temponi. Poiché entrambi avevano già ottenuto un premio dalla Commissione e i riconoscimenti non erano cumulabili, la graduatoria è stata fatta scorrere.

Il Premio del pubblico è stato quindi assegnato a Grotta Barone, rilievo di Antonio Bambina.

Una tavola particolarmente ricca, nella quale trovano spazio piante morfologiche e idrologiche, profili longitudinali, numerose sezioni trasversali, inquadramento cartografico e altre informazioni sulla cavità.

Una sala piena di grotte

Gli elaborati sono stati esposti durante il raduno nella Sala Uomini Originari di Costacciaro, per permettere agli speleologi di osservarli da vicino, confrontare tecniche e linguaggi e scegliere il proprio preferito.

Il confronto fra le tavole è uno degli aspetti più interessanti del concorso.

Rappresentare una cavità significa infatti risolvere problemi molto differenti. C’è chi deve raccontare chilometri di gallerie sovrapposte, chi una successione di grandi verticali, chi pochi metri di ambiente sotterraneo nei quali ogni dettaglio morfologico acquista importanza.

C’è chi sceglie il bianco e nero, chi utilizza il colore per separare livelli e rami, chi integra informazioni geologiche e idrologiche e chi sperimenta fotogrammetria, nuvole di punti e restituzioni tridimensionali.

Le tecnologie cambiano, ma rimane identica la domanda: come trasformare una grotta, spazio tridimensionale percorso fisicamente dagli esploratori, in una rappresentazione che possa essere compresa anche da chi non vi è mai entrato?

Qui che il titolo del concorso della Società Speleologica trova il suo significato più profondo: tra arte e tecnica.

Il premio più grande è il lavoro di tutti

La graduatoria individua necessariamente vincitori, menzioni e un premio del pubblico. Non racconta però da sola il lavoro che sta dietro agli elaborati presentati.

Ogni rilievo nasce da ore trascorse sottoterra, misure, appunti, capisaldi, controlli, ritorni nella cavità e molto lavoro successivo davanti a un tavolo o a un computer.

La stessa Commissione giudicatrice ha sottolineato quanto sia stata meditata la valutazione prima di arrivare alla scelta finale.

Per questo il ringraziamento della SSI ETS e della Commissione Catasto Cavità Naturali va a tutti i partecipanti alla terza edizione di “Rilievo: tra arte e tecnica”.

I lavori presentati testimoniano impegno, competenza e passione e contribuiscono, indipendentemente dalla posizione in classifica, alla valorizzazione del rilievo speleologico come strumento di documentazione, conoscenza e rappresentazione delle cavità naturali.

Una punta esplorativa può durare qualche ora o qualche giorno, e una scoperta può riempire per qualche giorno le conversazioni degli speleologi, ma un rilievo inserito a catasto, invece, raccontare la grotta per sempre.

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Premio Giovanni Badino e 5×1000 SSI 2026: dalla vita estrema di Frasassi ai giovani e all’archeologia sotterranea

November 3rd 2026 at 04:00

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Project STYX di Beatrice Rivoira vince la terza edizione del Premio Badino con una ricerca nelle acque sulfuree del sistema carsico marchigiano. Il Bando 5×1000 della Società Speleologica Italiana sosterrà invece Speleo Young 2027 di Francesco Maurano e il progetto di Massimo Pozzo dedicato all’incontro tra archeologia e speleologia

Tre progetti molto diversi, ma con un elemento comune: utilizzare la speleologia come strumento di ricerca, conoscenza e formazione.

La Società Speleologica Italiana ETS ha annunciato nell’Assemblea annuale dei soci, che ha avuto luogo al Raduno di Costacciaro 2026, i risultati 2026 del Premio Speleologico Internazionale Giovanni Badino e del bando finanziato attraverso il 5×1000, presentati in occasione dell’Incontro Internazionale di Speleologia di Costacciaro.

A vincere la terza edizione del Premio Badino è Project STYX: Sulfur. Water. Life., coordinato da Beatrice Rivoira insieme a un gruppo internazionale di ricercatori.

Per il bando 5×1000 sono stati selezionati “Summer Camp Speleo Young 2027”, presentato da Francesco Maurano, e “Archeologia e Speleologia: due mondi in connessione”, presentato da Massimo Pozzo.

Project STYX: nelle acque sulfuree di Frasassi alla ricerca della vita

Il progetto vincitore del Premio Giovanni Badino nasce da una collaborazione scientifica ed esplorativa avviata nel 2023 nel sistema carsico di Frasassi.

Il nome scelto, STYX – Sulfur. Water. Life., riassume bene il campo di ricerca: zolfo, acqua e vita. Beatrice Rivoira ne ha parlato con entusiasmo e competenza al Raduno 2026 a Costacciaro sabato 31 ottobre al Teatro Tenda.

Le indagini riguardano ambienti sotterranei isolati, sulfurei e permanentemente stratificati, raggiunti utilizzando avanzati autorespiratori a circuito chiuso. Qui esplorazione e ricerca scientifica procedono insieme.

L’obiettivo è studiare la vita microbica presente nelle falde acquifere carsiche, in condizioni ambientali molto particolari, e comprenderne le implicazioni anche nel campo dell’astrobiologia, la disciplina che studia le possibilità e le condizioni della vita nell’universo.

Il connubio tra esplorazione estrema e ricerca geobiologica ha condotto Project STYX direttamente al primo posto.

Il Premio Badino assegna al progetto di Beatrice Rivoira e del suo gruppo un contributo di 2.500,00 euro.

Alla terza edizione di quella che è stata una competizione decisamente internazionale sono arrivati otto progetti: la metà delle candidature proveniva da speleologi stranieri o era collegata a istituzioni estere.

Gli argomenti affrontati danno anche un’idea di quanto si sia ampliato oggi il campo della ricerca speleologica: digitalizzazione tridimensionale delle grotte, formazione delle pisoliti, cavità glaciali e glaciovulcaniche, evoluzione del permafrost, cambiamento climatico negli ambienti ipogei, organismi estremofili, maree termiche atmosferiche e climatologia dei tubi di lava.

Al secondo posto si è classificato ESCAPE, di Théophile Cailhol e Charlotte Honiat, dedicato all’esplorazione delle grotte subglaciali e all’evoluzione del permafrost nel massiccio della Vanoise, nelle Alpi francesi.

Terzo posto ex aequo per ThermoKarst di Claudio Pastore, sulla risposta termica dei sistemi carsici e delle grotte al cambiamento climatico, e VICE di Linda Sobolewski, dedicato alle cavità subglaciali di Kverkfjöll sotto la calotta glaciale del Vatnajökull, in Islanda.

Un premio nel nome di Giovanni Badino

Il riconoscimento, arrivato alla terza edizione, è promosso e finanziato dalla Società Speleologica Italiana ETS insieme all’Associazione di Esplorazioni Geografiche La Venta APS. Porta il nome di Giovanni Badino, fisico, speleologo ed esploratore che ha legato profondamente la ricerca scientifica all’esplorazione delle grotte.

Giovanni Badino – foto da Wikipedia

Non sorprende quindi che il progetto premiato nel 2026 si collochi proprio su quella frontiera dove entrare in ambienti difficili non rappresenta il punto di arrivo, ma il mezzo per porre nuove domande scientifiche.

SSI e La Venta hanno già annunciato l’intenzione di proseguire con una quarta edizione del premio.

Il 5×1000 SSI investe sull’educazione ambientale

Accanto al Premio Badino, SSI ha comunicato anche i risultati del bando 5×1000 2026.

La Società, riconosciuta come associazione di protezione ambientale, ha destinato al bando i 2.547,81 euro ricevuti attraverso il 5×1000 nel 2025.

Il tema scelto quest’anno è l’educazione ambientale, con particolare attenzione ai programmi capaci di coinvolgere le comunità locali e soprattutto i giovani nella conoscenza e nella salvaguardia degli ambienti ipogei.

I progetti che sono stati selezionati sono due.

Speleo Young 2027: portare i ragazzi sottoterra per conoscere e proteggere

Il primo è “Summer Camp Speleo Young 2027”, presentato da Francesco Franz Maurano.

Il nome si inserisce in un’esperienza che ha già alle spalle diverse edizioni. Speleo Young è nato nel 2023 e propone a ragazzi e ragazze un incontro diretto con la speleologia, il carsismo e gli ambienti naturali.

L’edizione 2026, organizzata da Tetide APS a Morigerati, nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ha coinvolto giovani tra i 12 e i 17 anni.

Il programma ha affiancato alle escursioni in grotta attività di torrentismo, tecniche speleologiche, cartografia, orientamento e topografia, insieme a incontri sull’ecologia, sugli animali cavernicoli, sulla salvaguardia degli ecosistemi e sul rapporto tra uomo e grotte.

Non si tratta quindi soltanto di far conoscere ai più giovani l’esperienza dell’esplorazione.

L’idea è utilizzare la grotta come luogo nel quale imparare a osservare il territorio, comprenderne la fragilità e acquisire consapevolezza sulla tutela dell’acqua e degli ecosistemi sotterranei.

Francesco Maurano fa inoltre parte dell’European Children and Young Cavers Working Group della Federazione Speleologica Europea, nato per favorire il coinvolgimento di bambini e giovani nella speleologia e lo scambio di esperienze educative tra i diversi Paesi europei.

Il finanziamento SSI permetterà a questa esperienza di proseguire con Speleo Young 2027.

Archeologia e speleologia, due discipline che si incontrano sottoterra

Il secondo progetto finanziato attraverso il 5×1000 è “Archeologia e Speleologia: due mondi in connessione”, presentato da Massimo Pozzo.

La SSI non ha ancora pubblicato i dettagli operativi del progetto, ma il titolo indica con chiarezza il terreno sul quale intende muoversi: il rapporto tra ricerca speleologica e archeologica negli ambienti sotterranei. È un campo sul quale Pozzo e Underland hanno già lavorato. Tra le esperienze documentate c’è quella della Grotta Altro Pianet, in provincia di Bergamo, studiata attraverso la collaborazione tra speleologi e archeologi con l’impiego anche della fotogrammetria.

Ancora più significativo è quanto avvenuto nella grotta Cambio Programma, sull’Altopiano di Cariadeghe, nel Bresciano. Durante le esplorazioni condotte da Underland e Gruppo Grotte Brescia sono stati individuati resti scheletrici umani, dando origine nel 2022 a un intervento archeologico di emergenza e successivamente a uno studio interdisciplinare pubblicato dal Ministero della Cultura.

Sono casi che mostrano concretamente perché archeologia e speleologia abbiano bisogno di dialogare: lo speleologo può essere il primo a raggiungere un ambiente rimasto isolato per secoli o millenni e a riconoscere la presenza di tracce archeologiche. Da quel momento, però, modalità di accesso, documentazione, protezione e studio dei reperti richiedono competenze specifiche e una stretta collaborazione con archeologi e istituzioni preposte alla tutela.

Il progetto selezionato dalla SSI potrà sviluppare proprio l’incontro tra due mondi che, sotto terra, spesso percorrono gli stessi spazi.

Tre modi diversi di guardare nel buio

Dalle acque sulfuree di Frasassi ai ragazzi che imparano a conoscere una grotta, fino alle tracce lasciate dall’uomo negli ambienti sotterranei, i progetti premiati nel 2026 raccontano tre direzioni molto diverse della speleologia contemporanea.

Esplorare resta fondamentale. Ma ciò che viene trovato può diventare ricerca sulla vita in condizioni estreme, educazione ambientale, conoscenza archeologica e tutela.

Il fil rouge delle iniziative non ha interruzioni: entriamo nel sottosuolo per riportarne fuori conoscenza.

Fonti

Società Speleologica Italiana ETS – Premio speleologico internazionale Giovanni Badino 2026 – I vincitori – 30 ottobre 2026
https://speleo.it/site/premio-speleologico-internazionale-giovanni-badino-2026-vincitori/

Società Speleologica Italiana ETS – Bando 2026 per l’erogazione del cinque per mille riservato ai Soci della SSI ETS: i vincitori – 30 ottobre 2026
https://speleo.it/site/bando-2026-per-lerogazione-del-cinque-per-mille-riservato-ai-soci-della-ssi-ets-i-vincitori/

Tetide APS – Summer Camp Speleo Young 2026 – 2026
https://www.tetide.org/esperienze/summer-camp-speleo-young-2026/

Federazione Speleologica Europea – European Children and Young Cavers Working Group
https://www.eurospeleo.eu/european-children-and-young-cavers-working-group-ecyc/

XXIII Congresso Nazionale di Speleologia – La Grotta Altro Pianet (BG): tutela e valorizzazione del paesaggio archeologico sotterraneo – Cristina Longhi, Massimo Pozzo, Marco Tremari – 2022
https://www.congressospeleo2020.it/wp-content/uploads/2023/11/ormea2.pdf

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  • Elezioni SSI 2026, Orsini presidente: affluenza fra le più alte degli ultimi anni
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Elezioni SSI 2026, Orsini presidente: affluenza fra le più alte degli ultimi anni

November 2nd 2026 at 12:59

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Le Elezioni SSI 2026 si chiudono con il 35,02% di partecipazione e oltre 1.170 votanti. Sergio Orsini confermato alla presidenza della Società Speleologica Italiana ETS. Il rinnovo delle cariche accompagna le attività dell’associazione nella ricerca, nella formazione, nella documentazione e nella tutela del patrimonio sotterraneo.

Sergio Orsini è stato eletto presidente della Società Speleologica Italiana ETS con 630 voti, contro i 452 ottenuti da Vincenzo Martimucci. Lo scrutinio delle Elezioni SSI 2026 si è svolto il 30 ottobre a Costacciaro, durante l’Assemblea dei soci, nell’ambito del raduno internazionale di speleologia.

L’affluenza ha raggiunto il 35,02% dei 3.352 aventi diritto, con oltre 1.170 socie e soci partecipanti. La consultazione si colloca fra quelle con la partecipazione più elevata degli ultimi anni, sia per numero di votanti sia per percentuale sul corpo elettorale.

Il rinnovo riguarda la presidenza, gli otto componenti elettivi del Consiglio direttivo, i cinque membri dell’Organo di controllo e i tre probiviri. Le elezioni definiscono gli organi associativi per il triennio 2027-2029.[radunocostacciaro]

Elezioni SSI 2026 e partecipazione

Il dato dell’affluenza costituisce uno degli elementi principali delle Elezioni SSI 2026. Oltre un terzo degli aventi diritto ha partecipato alla scelta delle persone chiamate a guidare e presidiare il funzionamento dell’associazione.

Il confronto con due precedenti consultazioni restituisce la dimensione della partecipazione. Nel 2017 votarono 738 soci su 3.235 aventi diritto, pari a circa il 22,81%. Nel 2020 i votanti furono 864 su 2.662, corrispondenti a circa il 32,46%, secondo i rispettivi risultati del 2017 e risultati del 2020.

Rispetto a entrambe queste tornate, il 2026 presenta un numero maggiore di partecipanti e una percentuale superiore. Il risultato assume rilievo anche per l’ampiezza della base elettorale: gli aventi diritto sono stati 3.352.

Il voto riguarda una realtà nazionale articolata. La SSI riunisce competenze esplorative, scientifiche, didattiche e documentarie, che trovano espressione nelle commissioni, nelle scuole e nelle collaborazioni territoriali, come descritto nelle pagine ufficiali dedicate alla formazione e al Catasto nazionale.

Elezioni SSI 2026: la presidenza

La votazione per la presidenza ha assegnato 630 preferenze a Sergio Orsini e 452 a Vincenzo Martimucci. Il distacco fra i due candidati è di 178 voti.

Candidato alla presidenzaVoti
Sergio Orsini630
Vincenzo Martimucci452

Orsini prosegue così alla guida della Società Speleologica Italiana. Il suo nome compare già come presidente nei risultati ufficiali della consultazione del 2020.

Elezioni SSI 2026: il direttivo

Per gli otto posti del Consiglio direttivo, Marina Abisso ha ottenuto il maggior numero di preferenze, con 547 voti. Seguono Emilia Bottegal, conosciuta anche come Mila, con 493 voti, e Carla Galeazzi con 381.

Nelle prime otto posizioni figurano anche Andrea Benassi, Rossana D’Arienzo, Ferdinando Didonna, Stefano Cattabriga e Marco Vattano. La composizione definitiva dovrà tenere conto della scelta di Carla Galeazzi, risultata eletta anche fra i probiviri.

Candidato al Consiglio direttivoVoti
Marina Abisso547
Emilia Bottegal, Mila493
Carla Galeazzi*381
Andrea Benassi359
Rossana D’Arienzo350
Ferdinando Didonna333
Stefano Cattabriga328
Marco Vattano298
Alessandro Marraffa282
Luca Imperio274
Pierpaolo Fiorito265
Massimiliano Werk257
Francesco Murgia246
Giovanni Ragone215
Fedele Messina202
Massimiliano Zago192
Michele Magnoni157
Paolo Madonia127
Henry De Santis126
Lorenzo Grassi118
Rosario Ruggeri71

Carla Galeazzi dovrà optare per una sola carica.

SSI: controllo e probiviri

Per l’Organo di controllo, che prevede cinque componenti, le prime posizioni sono occupate da Cristina Donati Marchesi, Emanuela De Rossi, Giorgio Fornasier, Alessandro Casadei Turroni e Andrea Barbierato.

Candidato all’Organo di controlloVoti
Cristina Donati Marchesi625
Emanuela De Rossi472
Giorgio Fornasier412
Alessandro Casadei Turroni397
Andrea Barbierato378
Fabrizio Fusconi325
Antonio Denora286

Nella votazione per i tre probiviri, Maria Luigia Satta ha raccolto 625 preferenze. Seguono Federico Cendron con 582, Carla Galeazzi con 519 ed Enrico Maria Sacchi con 434.

Candidato al Collegio dei probiviriVoti
Maria Luigia Satta625
Federico Cendron582
Carla Galeazzi*519
Enrico Maria Sacchi434

Anche per questa graduatoria, l’esito definitivo terrà conto dell’opzione di Carla Galeazzi.

I risultati completi delle Elezioni SSI 2026 sono pubblicati nella pagina ufficiale dello scrutinio.

Società Speleologica Italiana: le radici

Il rinnovo delle cariche si inserisce nella storia di un’associazione che collega esplorazione, ricerca e protezione dell’ambiente sotterraneo. La SSI fu costituita il 25 giugno 1950 al Museo Civico di Storia Naturale di Verona, raccogliendo un percorso associativo avviato nel 1903, come ricostruisce la storia ufficiale della Società.

Fin dalla ricostituzione, l’associazione ha sviluppato rapporti con l’Istituto Italiano di Speleologia e con l’ambiente universitario bolognese. Questo legame ha contribuito a mantenere vicine l’attività dei gruppi e la ricerca sul carsismo, secondo la medesima ricostruzione storica.

La Società Speleologica Italiana è riconosciuta come associazione di protezione ambientale. Dal 2022 è inoltre Ente del Terzo Settore ed è membro dell’Union Internationale de Spéléologie e della Federazione Speleologica Europea, come riportato nella presentazione storica e istituzionale.

Questi diversi ambiti definiscono il suo ruolo. La SSI opera nella comunità speleologica, ma interviene anche nella conservazione degli ambienti ipogei, nella diffusione delle conoscenze e nel confronto con le istituzioni.

SSI e ricerca speleologica

L’attività scientifica della SSI comprende il sostegno a progetti, la valutazione delle proposte di ricerca e il collegamento fra discipline differenti. Nel 2022 è stato istituito un Comitato scientifico, con funzioni di supporto al Consiglio direttivo e alle commissioni, secondo la pagina ufficiale dedicata.

Il Comitato contribuisce alle posizioni associative sulle questioni ambientali. Collabora inoltre alla preparazione di documenti e alla valutazione dei progetti presentati ai bandi, fra cui il Premio internazionale Giovanni Badino e quelli finanziati con il cinque per mille, come precisato nella descrizione delle sue funzioni.

La ricerca sostenuta dall’associazione attraversa geologia, climatologia sotterranea, biospeleologia e documentazione digitale. La varietà dei progetti presentati al Premio Badino 2026 comprende anche ambienti glaciali, cavità laviche e organismi estremofili, secondo il resoconto ufficiale del premio.

SSI: scuole e formazione

La formazione è affidata alla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia, la CNSS-SSI. Il suo lavoro comprende tecnica, ricerca esplorativa e scientifica, documentazione, prevenzione degli incidenti e rispetto ambientale, secondo la presentazione della Commissione.

L’organizzazione si sviluppa su tre livelli territoriali. Le scuole locali realizzano corsi di base e approfondimento; i comitati regionali promuovono qualificazione e specializzazione; la struttura nazionale organizza corsi specialistici e coordina la produzione didattica, come descrive la struttura della CNSS.

L’insegnamento non si esaurisce nelle manovre su corda. Comprende anche la capacità di osservare, rilevare e documentare una grotta, collocando la progressione tecnica all’interno di una pratica rispettosa dell’ambiente, in coerenza con gli obiettivi didattici della CNSS.

Un esempio recente è il corso del 2026 dedicato alla documentazione speleologica. Le attività hanno affrontato archivi, organizzazione delle biblioteche e ricerca bibliografica, con appuntamenti online e in presenza nell’area bolognese, come riportato da Scintilena.

Catasto SSI e conoscenza territoriale

Il Catasto Nazionale delle Grotte d’Italia raccoglie e mantiene aggiornate informazioni sulla posizione, sulle dimensioni e sui rilievi delle cavità naturali. La sua organizzazione si basa sul lavoro dei catasti regionali e dei rispettivi curatori, secondo la descrizione ufficiale del Catasto.

Questo patrimonio documentario collega le esplorazioni alla conoscenza del territorio. I dati riguardano anche le aree carsiche, le sorgenti associate e la vulnerabilità delle risorse idriche, come specificato nella pagina del Catasto nazionale.

Il rilievo speleologico assume quindi una funzione che supera il resoconto della singola uscita. Diventa una base per successive ricerche e per la lettura dei sistemi sotterranei.

La Commissione Catasto promuove anche il concorso “Rilievo: tra arte e tecnica”. L’iniziativa richiama l’attenzione sulla rappresentazione delle grotte e sulla qualità della documentazione prodotta dagli speleologi, come indicato fra le attività della Commissione.

Cavità artificiali: SSI e ISPRA

Un altro settore riguarda gli ambienti sotterranei realizzati o modificati dall’uomo. La SSI gestisce dal 1989 il Catasto delle Cavità Artificiali attraverso una rete di curatori regionali, secondo la presentazione della collaborazione con ISPRA.

La convenzione stipulata nel 2020 con ISPRA ha portato alla realizzazione del Geodatabase Nazionale delle Cavità Artificiali, disponibile online dal 2023. L’archivio raccoglie ubicazioni, documentazione, planimetrie, sezioni e relazioni di sopralluogo.[isprambiente.gov]

Il progetto dedica attenzione alle caratteristiche geologiche e morfometriche, oltre che agli aspetti di pericolosità. Le informazioni possono sostenere la gestione del territorio e gli interventi di mitigazione del rischio.[isprambiente.gov]

Si tratta di un collegamento concreto fra attività speleologica e utilità pubblica. La documentazione del sottosuolo antropico contribuisce alla conoscenza di strutture spesso poco visibili e alla valutazione delle loro condizioni.[isprambiente.gov]

Documentazione SSI e patrimonio bibliografico

La conservazione dei risultati è un altro asse dell’attività associativa. Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica “Franco Anelli”, le biblioteche e gli strumenti di catalogazione permettono di consultare studi, relazioni e pubblicazioni prodotti in epoche diverse, come illustrato nell’approfondimento di Scintilena sulla documentazione speleologica.

Il progetto Speleoteca riunisce cataloghi di biblioteche specializzate e facilita la ricerca bibliografica. Offre uno strumento per ricostruire le conoscenze disponibili prima di avviare nuove esplorazioni o approfondimenti scientifici, secondo lo stesso articolo dedicato al corso SSI.

Questa attività riguarda anche la memoria dei gruppi. Rilievi, bollettini, fotografie e resoconti di spedizione costituiscono un patrimonio che deve essere ordinato e reso consultabile, come spiegato nell’approfondimento sulla formazione documentaria.

Editoria SSI e divulgazione speleologica

La produzione editoriale comprende le riviste Speleologia e Opera Ipogea. Le pubblicazioni ospitano contributi sulle esplorazioni e sugli studi del mondo sotterraneo, offrendo spazi differenti alla documentazione delle attività.[scintilena]

Anche il raduno di Costacciaro ha ospitato questo versante del lavoro associativo. Il programma SSI prevedeva un punto dedicato a libri e riviste, curato dal CIDS “Franco Anelli”, con il numero 94 di Speleologia in consultazione, secondo il programma ufficiale della presenza SSI.

La divulgazione passa inoltre attraverso incontri, corsi e strumenti audiovisivi. A Costacciaro era prevista per il 31 ottobre l’anteprima nazionale del documentario “Hidden Waters – Le acque nascoste”, inserita nel programma associativo del raduno.

Puliamo il Buio e tutela

La protezione degli ambienti ipogei trova un’applicazione operativa in Puliamo il Buio, la campagna promossa dalla SSI con Legambiente. Le attività comprendono rimozione dei rifiuti, documentazione del degrado e sensibilizzazione sul patrimonio sotterraneo.[scintilena]

L’iniziativa coinvolge gruppi e federazioni territoriali. Gli interventi richiedono competenze speleologiche quando i materiali si trovano in pozzi, inghiottitoi o settori raggiungibili soltanto con tecniche specifiche.[scintilena]

Nel 2026 le attività hanno interessato, fra gli altri luoghi, Tuvixeddu a Cagliari, l’inghiottitoio di Monte Carello fra Noci e Alberobello e la Buca di Pianiza dell’Alpe Sant’Antonio nel territorio di Molazzana.[speleotoscana][scintilena][scintilena]

La campagna non si limita alla pulizia. Punta a individuare le situazioni di rischio, documentarle e contribuire alla definizione di soluzioni per la bonifica e la prevenzione.[speleotoscana]

SSI e cambiamento climatico sotterraneo

Fra i progetti scientifici figura Underground Climate Change, UCC. Avviata alla fine del 2023, l’iniziativa di citizen science studia gli effetti del cambiamento climatico nelle grotte, secondo la presentazione ufficiale SSI.

Il progetto costruisce una rete di monitoraggio e una banca dati delle temperature di aria, acqua e roccia. Il lavoro comprende il recupero delle misure storiche e l’organizzazione di rilevamenti confrontabili nel tempo, come descritto dalla SSI e nell’approfondimento di Scintilena.[scintilena]

Alla fine del 2025 la rete contava oltre venti stazioni in funzione. Gli obiettivi riguardano la comprensione del riscaldamento sotterraneo e delle sue conseguenze sugli ecosistemi e sulle riserve idropotabili, secondo la scheda ufficiale UCC.

Il tema si inserisce in un settore scientifico in sviluppo. Uno studio pubblicato nel 2026 su Scientific Reports propone un protocollo di controllo della qualità delle temperature in grotta, sperimentato su dati di diciannove cavità piemontesi.[link.springer]

Biospeleologia SSI e tutela dei pipistrelli

La conoscenza della fauna sotterranea costituisce un ulteriore ambito di attività. La formazione specialistica permette agli speleologi di contribuire alle osservazioni senza separare la raccolta dei dati dalla conservazione degli habitat.

Un precedente documentato è il corso di biospeleologia sul monitoraggio dei chirotteri organizzato a Bari nel 2014 nell’ambito della CNSS-SSI. L’iniziativa coinvolse la Federazione Speleologica Pugliese, il Laboratorio Ipogeo Salentino di Biospeleologia, Tutela Pipistrelli e il Gruppo Speleologico Vespertilio, come riportato da Tutela Pipistrelli.

Il programma affrontava biologia, ecologia e tecniche non invasive per osservare le popolazioni. Prevedeva inoltre il coinvolgimento dei gruppi nella costruzione di una rete di monitoraggio regionale, secondo il programma del corso.

Nel 2026 l’attenzione divulgativa alla fauna di grotta ha riguardato anche i ragni Meta menardi e Meta bourneti, scelti dalla SSI come animali di grotta dell’anno. Le due specie consentono di affrontare il rapporto fra distribuzione, microclima e cambiamento climatico.[scintilena]

Premio Badino e ricerca finanziata

La SSI sostiene la ricerca anche attraverso contributi economici. Il Premio speleologico internazionale Giovanni Badino, promosso con l’associazione La Venta APS, è arrivato nel 2026 alla terza edizione, secondo il comunicato sui vincitori.

Sono stati presentati otto progetti. Il riconoscimento è stato assegnato a “Project STYX: Sulfur. Water. Life.”, presentato da Beatrice Rivoira con un gruppo internazionale di ricerca, come riportato nei risultati ufficiali del premio.

Il progetto riguarda il sistema carsico di Frasassi e lo studio della vita microbica in ambienti sotterranei sulfurei. Il contributo assegnato è di 2.500 euro, secondo il resoconto SSI.

Le candidature hanno affrontato anche permafrost, grotte subglaciali, risposta termica dei sistemi carsici e digitalizzazione tridimensionale. Il quadro mostra la varietà delle discipline che oggi concorrono alla ricerca speleologica, documentata nella graduatoria del Premio Badino 2026.

Cinque per mille ed educazione

Un altro strumento di sostegno è il bando finanziato con il cinque per mille. L’edizione 2026 ha destinato 2.547,81 euro, ricevuti nel 2025, a progetti di educazione ambientale rivolti alle comunità locali e soprattutto ai più giovani, secondo la comunicazione ufficiale sui vincitori.

I due progetti selezionati sono “Summer Camp Speleo Young 2027”, presentato da Francesco Maurano, e “Archeologia e Speleologia: due mondi in connessione”, presentato da Massimo Pozzo. La valutazione è stata affidata al Comitato scientifico, integrato da un componente del Consiglio direttivo, come indicato nei risultati del bando.

Il finanziamento collega così le risorse associative alla divulgazione e alla conoscenza degli ambienti ipogei. L’obiettivo dichiarato è coinvolgere le comunità nella loro salvaguardia, secondo i contenuti del bando 2026.

SSI e rappresentanza istituzionale

L’attività della Società Speleologica Italiana comprende anche il confronto con le istituzioni. Nel luglio 2026 la SSI ha portato il proprio contributo all’esame del disegno di legge n. 1499 sulla promozione e valorizzazione delle Grotte d’Italia, attraverso l’audizione del presidente Sergio Orsini presso la 9ª Commissione del Senato.[scintilena]

Questo ambito affianca il lavoro svolto sul terreno. La conoscenza accumulata attraverso esplorazioni, rilievi e studi entra nel confronto sui provvedimenti che riguardano il patrimonio carsico e sotterraneo.[scintilena][isprambiente.gov]

Sul piano internazionale, l’appartenenza alla UIS e alla Federazione Speleologica Europea colloca la SSI nelle reti di collaborazione della disciplina, come indicato nella presentazione istituzionale dell’associazione.

Le Elezioni SSI 2026 rinnovano quindi gli organi di una struttura impegnata su più fronti. Alla guida associativa si collegano scuole, archivi, catasti, progetti scientifici e campagne ambientali: attività che accompagnano il passaggio al triennio 2027-2029.[radunocostacciaro]

Fonti e approfondimenti


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Súhrn speleo noviniek (45. týždeň 2026)

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Súhrn speleo noviniek (45. týždeň 2026)

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V Gruzii prebehla úspešná expedícia Rača 2026, počas ktorej speleológovia objavili nové jaskynné priestory [2], zatiaľ čo v Česku tím vyčistil deponiu v jaskyni V Jedlích [4]. Zároveň bolo potvrdené prepojenie jaskýň Žánova díra a Kyklop, čo predstavuje významný posun v mapovaní lokálneho krasu [8].

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  • Sa Marchesa, nuovi spazi per il turismo speleo-archeologico: accordo sul recupero delle ex aree minerarie
    Condividi Il Parco Geominerario della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno firmato la convenzione per riqualificare gli ex spogliatoi della miniera. Il recupero delle ex aree minerarie rafforza l’accoglienza nel sito di Sa Marchesa, collegato alla Grotta di Acquacadda. Il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno sottoscritto una convenzione per recuperare l’edificio degli spogliatoi dell’ex miniera di Sa Marchesa, in località Acquacadda. L’intervento prev
     

Sa Marchesa, nuovi spazi per il turismo speleo-archeologico: accordo sul recupero delle ex aree minerarie

November 2nd 2026 at 05:00

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Il Parco Geominerario della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno firmato la convenzione per riqualificare gli ex spogliatoi della miniera. Il recupero delle ex aree minerarie rafforza l’accoglienza nel sito di Sa Marchesa, collegato alla Grotta di Acquacadda.

Il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno sottoscritto una convenzione per recuperare l’edificio degli spogliatoi dell’ex miniera di Sa Marchesa, in località Acquacadda. L’intervento prevede una sala convegni, una reception e un’area espositiva, a servizio del complesso geo-speleologico e archeologico del Sulcis.[1][2]

Sa Marchesa, la convenzione

La firma si è svolta nella sede del Parco a Serbariu, a Carbonia. Erano presenti il commissario straordinario Roberto Curreli e il sindaco di Nuxis Romeo Ghilleri.[2][1]

L’accordo interessa un edificio legato alla vita quotidiana dei lavoratori della miniera. Gli spogliatoi di Sa Marchesa sono documentati anche nel Catalogo generale dei beni culturali, che conserva una scheda dedicata al fabbricato.[3]

Il recupero delle ex aree minerarie assume così una dimensione concreta. Gli ambienti destinati ai servizi dei minatori saranno riutilizzati per accogliere il pubblico e ospitare attività culturali, mantenendo il collegamento con la storia del luogo.[2][3]

Turismo speleo-archeologico e accoglienza

La reception, la sala convegni e gli spazi espositivi aggiungeranno nuove funzioni al sito di Sa Marchesa. Il complesso ospita già iniziative dedicate alla conoscenza del sottosuolo e alla valorizzazione delle cavità naturali e artificiali.[4][2]

Nel 2023, proprio a Sa Marchesa, si è svolto il convegno sulle cavità artificiali e sul turismo sostenibile promosso dallo Speleo Club Nuxis. L’iniziativa ha riunito esperienze di ricerca e gestione dei siti ipogei, inserendo il patrimonio minerario in una riflessione più ampia sulla fruizione culturale del territorio.[4]

Il recupero delle ex aree minerarie si collega quindi a un’attività divulgativa già presente. La nuova destinazione degli spogliatoi offrirà ulteriori ambienti per svilupparla.[2][4]

Acquacadda, ricerca nella grotta

La Grotta di Acquacadda rappresenta una componente centrale del sito. Le indagini dell’Università di Cagliari, dirette da Riccardo Cicilloni, sono riprese nel settembre 2019 con metodologie archeologiche e archeometriche.[5]

Le campagne di scavo contribuiscono a ricostruire le frequentazioni preistoriche della cavità. Alle attività partecipano ricercatori e studenti, nel quadro di una collaborazione che coinvolge il territorio di Nuxis.[6][7][8]

Lo Speleo Club Nuxis svolge un ruolo nella gestione e nella divulgazione del complesso di Sa Marchesa. L’incontro tra ricerca universitaria, conoscenza speleologica e attività culturali costituisce uno degli elementi che caratterizzano il sito.[9][5][4]

Acquacadda è Monumento naturale

La valorizzazione del complesso si accompagna a un recente riconoscimento di tutela. Con il decreto dell’assessora regionale della Difesa dell’ambiente del 22 aprile 2026, n. 10, è stato istituito il Monumento naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu”.[10]

Il provvedimento protegge l’integrità della cavità e vieta l’asportazione di concrezioni, minerali e cristalli. Riserva inoltre attenzione al rinolofo maggiore e al rinolofo minore, presenti nella grotta.[11]

La gestione, la conservazione e la valorizzazione del Monumento naturale sono affidate al Comune di Nuxis. Le attività devono rispettare le esigenze degli habitat e delle specie, evitando disturbi alla fauna.[11]

Patrimonio minerario e territorio

Il recupero delle ex aree minerarie consente di conservare edifici, attrezzature e testimonianze del lavoro, attribuendo loro nuove funzioni pubbliche. In questo percorso, Sa Marchesa affianca la memoria estrattiva alla ricerca preistorica e alla conoscenza dell’ambiente sotterraneo.[12][13][5][4]

Il Sulcis offre già un riferimento nella Grande Miniera di Serbariu. Il recupero del complesso ha reso disponibili strutture museali e didattiche dedicate alla storia del carbone, alle tecniche estrattive e alla vita dei minatori.[12]

A Nuxis, la riqualificazione degli spogliatoi si inserisce in questa prospettiva. Il recupero delle ex aree minerarie passa anche da edifici di servizio che possono tornare a essere utilizzati, questa volta per l’accoglienza, lo studio e la divulgazione.[3][2]

Fonti della notizia


Recupero delle ex aree minerarie: bonifica, manutenzione e turismo speleo-archeologico in Italia

Il recupero delle ex aree minerarie come patrimonio culturale e ambientale. Sicurezza, ricerca, conservazione e gestione continuativa sono componenti complementari del turismo speleo-archeologico.

Recuperare il paesaggio minerario

Una miniera dismessa non coincide soltanto con le sue gallerie. Il patrimonio comprende edifici industriali, impianti, documenti, macchinari, infrastrutture e testimonianze delle comunità che vi hanno lavorato.[14]

Il recupero delle ex aree minerarie riguarda quindi un paesaggio costruito nel tempo. A San Silvestro, in Toscana, il progetto del parco archeominerario è nato proprio con l’obiettivo di valorizzare un territorio segnato dall’estrazione, non un singolo monumento isolato.[15]

Questa impostazione offre un criterio utile anche per gli interventi di dimensioni più contenute. La proposta di recupero può partire da un edificio e ricostruire, attraverso di esso, i rapporti tra sottosuolo, lavoro e insediamento.

Turismo speleo-archeologico e conoscenza

Il turismo speleo-archeologico può mettere in relazione ambienti sotterranei, tracce delle attività umane e trasformazioni del territorio. Esperienze come San Silvestro affiancano gallerie minerarie, musei, insediamenti medievali e percorsi di interesse geologico e naturalistico.[16]

La distinzione tra grotta naturale, scavo minerario e cavità modificata dall’uomo deve restare chiara nel racconto al pubblico. Nel Campigliese sono documentati anche ambienti nei quali le forme naturali si intrecciano con l’attività degli antichi minatori.[17]

Una proposta divulgativa coerente può utilizzare queste differenze come chiave di lettura. Il visitatore viene accompagnato a riconoscere l’origine degli ambienti, le tecniche di scavo e le successive trasformazioni.

Patrimonio minerario e tutela

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio comprende, all’articolo 10, comma 4, lettera h, i siti minerari di interesse storico o etnoantropologico. Il recupero deve quindi considerare, secondo il regime applicabile al singolo bene, anche le esigenze di conservazione del patrimonio culturale.[18][19]

La ricerca archeologica può fornire una base decisiva alla progettazione. Il caso di San Silvestro mostra un percorso avviato dagli scavi universitari e dalle ricognizioni territoriali, poi sviluppato nella costituzione del parco.[15]

Sul piano operativo, è opportuno che il progetto distingua ciò che deve essere conservato, ciò che può essere adattato e ciò che richiede ulteriori indagini. Questa distinzione consente di assegnare una funzione ai manufatti senza ridurli a semplici contenitori.

Bonifica delle ex aree minerarie

La bonifica ambientale e il restauro edilizio affrontano questioni differenti. La disciplina nazionale sui siti contaminati considera le matrici ambientali e il rischio sanitario e ambientale, mentre la sicurezza dei siti minerari richiede anche verifiche delle strutture e degli ambienti di visita.[20][21]

Per le strutture di deposito dei rifiuti estrattivi, ISPRA considera sia il rischio statico-strutturale sia quello ecologico-sanitario. La valutazione comprende, tra gli altri elementi, le caratteristiche dei materiali depositati, la stabilità e gli interventi di contenimento o drenaggio.[22]

Il recupero delle ex aree minerarie deve perciò fondarsi su valutazioni specifiche. Le condizioni di un sito non possono essere trasferite automaticamente a un altro.

Nel caso di Sa Marchesa, la convenzione descritta riguarda la riqualificazione degli spogliatoi e le loro nuove destinazioni. Le considerazioni sulle bonifiche sviluppate in questa relazione riguardano il quadro generale della riconversione mineraria.[2]

Bonifica e destinazioni d’uso

La normativa ambientale utilizza anche l’analisi di rischio sito-specifica per definire gli obiettivi degli interventi sui siti contaminati. La destinazione futura dell’area deve quindi essere considerata insieme alle condizioni ambientali e alle modalità di esposizione delle persone.[20]

Una proposta di recupero può distinguere gli spazi destinati all’accoglienza, quelli riservati alla ricerca e quelli non accessibili al pubblico. La pianificazione per ambiti consente di collegare ciascuna funzione alle verifiche necessarie.

L’obiettivo operativo non dovrebbe essere l’apertura indistinta dell’intero complesso. È preferibile individuare un sistema di fruizione compatibile con le caratteristiche effettive dei luoghi.

Sicurezza delle gallerie minerarie

ISPRA e la rete ReMi hanno pubblicato indicazioni tecniche dedicate alla messa in sicurezza dei siti minerari dismessi valorizzati per finalità culturali. Il documento raccoglie pratiche e riferimenti maturati anche attraverso l’esperienza delle regioni.[21]

Per gli ambienti sotterranei, la progettazione affronta stabilità, ventilazione, gestione delle acque, impianti e condizioni di esercizio. Le indicazioni considerano sia gli interventi preliminari sia la successiva gestione in sicurezza.[23]

L’accessibilità fisica di una galleria non equivale quindi alla sua idoneità alla visita. Il percorso turistico deve essere individuato e gestito attraverso una valutazione tecnica coerente con l’uso previsto.[23]

Manutenzione delle ex miniere

La manutenzione è parte della gestione del sito, non una fase separata dalla valorizzazione. Le indicazioni ReMi collegano la progettazione degli interventi alle condizioni di esercizio e alla continuità dei controlli.[23]

Per un sito aperto al pubblico, una proposta di piano manutentivo dovrebbe comprendere almeno:

  • Controlli delle opere di consolidamento e delle strutture.
  • Verifica dei drenaggi e dei punti di raccolta dell’acqua.
  • Manutenzione di impianti, illuminazione e comunicazioni.
  • Controllo di parapetti, passerelle e pavimentazioni.
  • Verifica della segnaletica e delle attrezzature di emergenza.
  • Registrazione delle anomalie e degli interventi eseguiti.

Le frequenze devono essere stabilite dai responsabili tecnici in relazione al sito. Il piano dovrebbe anche indicare chi effettua i controlli, chi valuta i risultati e chi dispone eventuali limitazioni all’accesso.

Acque e paesaggio minerario

La gestione delle acque compare tra gli aspetti tecnici affrontati nelle indicazioni sulla sicurezza delle miniere dismesse. Anche negli inventari dei depositi estrattivi, drenaggi e sistemi di copertura sono considerati elementi rilevanti per la stabilità delle strutture.[22][23]

Il progetto di recupero dovrebbe quindi leggere insieme superficie e sottosuolo. Una proposta operativa può prevedere la documentazione dei percorsi dell’acqua, dei drenaggi storici e degli interventi successivi.

La manutenzione non dovrebbe limitarsi agli ambienti più visibili. Anche le opere di servizio meritano una collocazione esplicita nel programma gestionale.

Conservare gli edifici minerari

Gli edifici di servizio raccontano aspetti del lavoro che la sola visita in galleria non può rappresentare. A Serbariu, il recupero museale comprende la lampisteria, la sala argani e gli ambienti dedicati alla storia del carbone e dei minatori.[12]

In Val Germanasca, l’offerta integra percorsi sotterranei, esposizione permanente, archivio storico, laboratori e centro di accoglienza. Queste esperienze mostrano una valorizzazione distribuita tra fabbricati e sottosuolo.[24][12]

Per gli interventi futuri, una scelta progettuale utile consiste nel mantenere riconoscibile la funzione originaria degli ambienti. Spogliatoi, officine e sale macchine possono ospitare nuovi servizi senza perdere il proprio significato documentario.

Ricerca speleologica e archeologia

Il contributo speleologico può affiancare la documentazione dei manufatti e la ricerca storica. A Nuxis, le attività sulle cavità artificiali sono state inserite in un programma dedicato al turismo sostenibile speleologico e archeologico.[4]

La ricerca universitaria aggiunge strumenti per ricostruire cronologie, frequentazioni e trasformazioni degli ambienti. Ad Acquacadda, il progetto dell’Università di Cagliari utilizza metodologie archeologiche e archeometriche.[5]

Un programma di recupero può prevedere un archivio comune di rilievi, fotografie, documenti e risultati scientifici. La proposta dovrebbe assegnare anche criteri di aggiornamento e responsabilità per la conservazione dei dati.

Pipistrelli nelle miniere dismesse

Grotte, miniere, fortificazioni e gallerie svolgono un ruolo nel ciclo biologico di numerose specie europee di pipistrelli. Possono essere utilizzate come rifugi invernali, riproduttivi o temporanei.[25]

In Italia, i chirotteri e i loro siti di riproduzione e riposo sono tutelati da un insieme di norme nazionali e internazionali. La progettazione degli interventi deve quindi considerare anche gli utilizzi faunistici degli ambienti artificiali.[26][27][28][25]

La gestione può richiedere limitazioni stagionali o l’esclusione dalla visita di determinati settori. Le indicazioni EUROBATS prevedono misure differenziate secondo l’importanza del rifugio e le modalità con cui viene utilizzato dai pipistrelli.[28]

Acquacadda e tutela ambientale

Ad Acquacadda, il decreto regionale richiama espressamente la protezione del rinolofo maggiore e del rinolofo minore. Le attività ammesse devono rispettare le esigenze di conservazione delle specie e degli habitat.[11]

Il recupero degli edifici esterni e la protezione della grotta possono essere progettati come componenti complementari. Una proposta coerente può concentrare negli spazi di superficie l’accoglienza, le conferenze e parte dell’attività espositiva.

Questa organizzazione offre anche un criterio divulgativo. Il pubblico può ricevere informazioni sul sito prima dell’eventuale accesso agli ambienti più sensibili.

Accessibilità del patrimonio minerario

L’accessibilità deve essere descritta attraverso caratteristiche concrete. Il progetto può distinguere percorsi esterni, edifici, tratti sotterranei e contenuti consultabili senza ingresso in miniera.

Gli strumenti digitali possono ampliare le modalità di conoscenza anche dove le tracce minerarie sono scomparse o gli ambienti non sono visitabili. Uno studio sulle miniere di lignite umbre propone archivi georeferenziati, modelli tridimensionali e realtà aumentata per ricostruire questi paesaggi.[29]

Per i siti in recupero, la proposta dovrebbe comprendere informazioni chiare su distanze, pendenze, fondo, ostacoli e condizioni ambientali. L’obiettivo è consentire una scelta consapevole dell’esperienza di visita.

Esperienze italiane di recupero

Le esperienze italiane mostrano modi diversi di collegare conservazione, ricerca e fruizione. Il confronto è utile per individuare funzioni trasferibili, senza riprodurre automaticamente lo stesso modello in territori differenti.[30] Sito Patrimonio valorizzato Elemento di interesse San Silvestro, Toscana Miniere, musei, villaggio medievale e sentieri. [16] Il progetto nasce dalla ricerca archeologica e considera l’intero paesaggio storico. [15] Serbariu, Sardegna Edifici minerari, collezioni, macchinari e percorso sotterraneo. [12] La storia industriale viene collegata alla vita dei minatori e alla città di Carbonia. [12] Val Germanasca, Piemonte Miniere Paola e Gianna, archivio, esposizioni e laboratori. [24] L’esperienza ecomuseale integra lavoro minerario, geologia e cultura della valle. [13]

A San Silvestro, il percorso unisce tecniche estrattive di epoche diverse e insediamento medievale. In Val Germanasca, ScopriMiniera e ScopriAlpi sviluppano rispettivamente il tema del lavoro minerario e quello dell’interpretazione geologica.[13][16]

Comunità e lavoro locale

La riconversione turistica delle miniere riguarda anche il rapporto con le comunità residenti. Una ricerca pubblicata nel 2025 dall’Università di Macerata considera partecipazione, accessibilità, sostenibilità e gestione nei siti ReMi di Marche, Toscana e Sardegna.[30]

Lo studio evidenzia differenze regionali e modelli di sviluppo locale non uniformi. Il progetto della Val Germanasca indica tra le proprie finalità la conservazione del patrimonio culturale e la creazione di opportunità lavorative per la popolazione della valle.[13][30]

Per i nuovi interventi, una proposta gestionale può prevedere il coinvolgimento di ex lavoratori, associazioni, scuole e operatori locali. Le testimonianze orali dovrebbero essere raccolte come documentazione, con attenzione alla loro conservazione e contestualizzazione.

Reti territoriali e turismo

Il collegamento con altre risorse culturali è presente nell’esperienza della Val Germanasca, dove il tema minerario si estende alla storia e alla cultura del territorio. Anche la ricerca sulle miniere umbre considera itinerari capaci di mettere in relazione diversi punti di interesse.[29][13]

Una proposta per le ex aree minerarie può quindi comprendere collegamenti con musei, siti archeologici, sentieri e servizi di ospitalità. L’organizzazione dovrebbe privilegiare itinerari comprensibili e tempi di visita realistici.

Nel Sulcis, questo criterio può essere applicato mantenendo distinte le identità dei singoli luoghi. Sa Marchesa può essere raccontata attraverso il rapporto tra miniera, grotta, ricerca preistorica e attività speleologica, senza uniformarla ad altri complessi.[5][4]

Gestione economica e continuità

La sostenibilità dei siti riconvertiti non può essere valutata soltanto attraverso l’attrattività turistica. La ricerca dell’Università di Macerata utilizza indicatori che comprendono anche accessibilità, partecipazione e sostenibilità.[30]

Un modello economico proposto per il recupero dovrebbe distinguere le spese iniziali dai costi ricorrenti. Tra questi ultimi andrebbero considerati personale, manutenzione, monitoraggi, servizi, aggiornamento degli allestimenti e conservazione delle collezioni.

Le entrate da biglietti possono essere affiancate, nel piano gestionale, da attività didattiche, servizi culturali e sostegno pubblico. La ripartizione dovrebbe derivare dalle funzioni del sito e da ipotesi di gestione esplicite, non da previsioni automatiche di crescita dei visitatori.

Programmare il recupero minerario

Sulla base dei temi tecnici e gestionali descritti, un possibile percorso operativo può essere articolato in fasi:

  1. Conoscenza del sito: ricognizione di edifici, gallerie, documenti, impianti e valori ambientali.
  2. Valutazioni specialistiche: esame degli aspetti strutturali, ambientali, archeologici e faunistici.
  3. Definizione delle funzioni: individuazione degli spazi pubblici, scientifici, tecnici e non accessibili.
  4. Progettazione integrata: coordinamento tra conservazione, sicurezza, eventuale bonifica e servizi.
  5. Organizzazione della gestione: responsabilità, personale, procedure e risorse.
  6. Piano di manutenzione: controlli, registrazioni, interventi e criteri di sospensione delle visite.
  7. Verifica dei risultati: valutazione periodica delle condizioni del patrimonio e della qualità della fruizione.

La proposta non configura una sequenza amministrativa valida per ogni situazione. Le autorizzazioni e gli adempimenti devono essere definiti secondo le caratteristiche e il regime giuridico del singolo sito.

Indicatori per il turismo minerario

Il monitoraggio può utilizzare una pluralità di indicatori, come proposto anche dalla ricerca sulla sostenibilità dei siti minerari riconvertiti. Una griglia gestionale dovrebbe affiancare ai dati di affluenza le condizioni del patrimonio e la continuità della manutenzione.[30] Ambito Indicatori proposti Conservazione Stato dei manufatti, aggiornamento della documentazione, interventi programmati ed eseguiti Sicurezza Verifiche effettuate, anomalie registrate, aggiornamento delle procedure Ambiente Risultati dei monitoraggi previsti per il sito, condizioni dei rifugi faunistici Accessibilità Informazioni disponibili, percorsi utilizzabili, contenuti alternativi Cultura Attività didattiche, ricerche, incontri e collaborazione con le scuole Comunità Partecipazione locale, raccolta delle testimonianze, collaborazioni territoriali Gestione Copertura dei costi ricorrenti, continuità del personale, risorse per la manutenzione

La griglia può essere adattata alla dimensione del complesso. Per una piccola struttura di accoglienza, gli obiettivi saranno diversi da quelli di una miniera-museo con un percorso sotterraneo esteso.

Sa Marchesa come progetto territoriale

La convenzione di Nuxis assegna agli ex spogliatoi funzioni di accoglienza, esposizione e incontro. Queste destinazioni si affiancano a un sito già interessato da ricerca archeologica, attività speleologiche e iniziative sul turismo sostenibile.[4][5][2]

Il successivo sviluppo del progetto può utilizzare tali funzioni per rendere leggibile il rapporto tra patrimonio minerario e ambiente naturale. L’allestimento può distinguere la storia della miniera, i risultati degli scavi e le misure di tutela della grotta.

La continuità gestionale dovrebbe essere prevista insieme al recupero edilizio. Per Sa Marchesa, come per altri siti italiani, la proposta è considerare manutenzione, divulgazione e conservazione come parti dello stesso servizio culturale.

Fonti dell’approfondimento


Fonti
[1] Roberto Curreli Archivi https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/tag/roberto-curreli/
[2] Parco Geominerario Archivi https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/category/turismo-2/parco-geominerario/
[3] Servizi e Spogliatoi 1 Miniera Sa Marchesa Nuxis, 1955/00/00 https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/SARDEGNA/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/2000207463
[4] Nuxis – Convegno – Le cavità artificiali per un turismo … https://www.federazionespeleologicasarda.it/nuxis-convegno-le-cavita-artificiali-per-un-turismo-sostenibile/
[5] Acquacadda di Nuxis – unica.it – Università di Cagliari https://web.unica.it/unica/it/dip_letterelebc_scavi_3.page
[6] gli studenti di archeologia visitano la grotta di Acquacadda https://www.scintilena.com/alla-scoperta-del-patrimonio-nascosto-gli-studenti-di-archeologia-visitano-la-grotta-di-acquacadda/01/17/
[7] Nuove Scoperte Archeologiche a Nuxis: La Grotta di Acquacadda https://www.gazzettasarda.com/contenuto/0/35/650068/nuove-scoperte-archeologiche-a-nuxis-la-grotta-di-acquacadda
[8] Nelle grotte di Nuxis si scavano 5mila anni di storia https://www.rainews.it/tgr/sardegna/video/2025/07/grotte-nuxisacquacaddascavi-archeologici-nuxisscavi-archeologici-unica-7588df4d-c490-43f6-811e-c88c105e5e11.html
[9] Speleo Club Nuxis: il presidente Roberto Curreli traccia … https://www.tuttomotorienews.it/speleo-club-nuxis-il-presidente-roberto-curreli-traccia-il-bilancio-2023/
[10] Su Montixeddu”, sito in Comune di Nuxis. https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/tutti-gli-atti/177754686081367
[11] Istituito il Monumento naturale “Grotta di Acquacadda – Su … https://www.regione.sardegna.it/notizie/istituito-il-monumento-naturale-grotta-di-acquacadda-su-montixeddu-nel-comune-di-nuxis
[12] La Grande Miniera di Serbariu e il Museo del Carbone https://www.museodelcarbone.it/la-visita/il-museo-del-carbone/
[13] Ecomuseo EM&VG – Ecomuseo Miniere https://www.ecomuseominiere.it/ecomuseo/progetto-ecomuseo-val-germanasca/
[14] Who we are https://parcogeominerario.sardegna.it/en/who-we-are
[15] Storia del Parco Archeominerario di San Silvestro https://www.parchivaldicornia.it/parchi-archeologici/parco-archeominerario-di-san-silvestro/storia/
[16] Parco Archeominerario di San Silvestro, Campiglia Marittima https://www.parchivaldicornia.it/parchi-archeologici/parco-archeominerario-di-san-silvestro/
[17] New studies on the ancient mines of the Archeological Mines … https://www.scintilena.com/new-studies-on-the-ancient-mines-of-the-archeological-mines-park-of-san-silvestro-tuscany/04/02/
[18] Gli strumenti per la tutela dei paesaggi sotterranei. La … – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files/progetti/remi/guideri.pdf
[19] DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 – Normattiva https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:2004;42~art10!vig
[20] DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152~art240-com1-leta
[21] Indicazioni per la messa in sicurezza dei siti minerari dismessi – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/documenti-tecnici/indicazioni-per-la-messa-in-sicurezza-dei-siti-minerari-dismessi
[22] Inventario nazionale delle strutture di deposito di rifiuti … – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files2023/pubblicazioni/rapporti/rapporto-inventario-strutture-deposito-rev-3782022.pdf
[23] re-mi-a4-doc-tecnico-sicurezza-miniere-dismesse … – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/files2021/pubblicazioni/documenti-tecnici/re-mi-a4-doc-tecnico-sicurezza-miniere-dismesse-rev8-quater-con-paolucci-2-1.pdf
[24] Visite https://www.ecomuseominiere.it/visite/
[25] Conservation of Key Underground sites: the database https://www.eurobats.org/activities/intersessional_working_groups/underground_sites
[26] Pipistrelli, comunicare il valore della biodiversità senza … https://www.scintilena.com/pipistrelli-comunicare-il-valore-della-biodiversita-senza-alimentare-paure-e-pregiudizi/07/14/
[27] Workshop Nazionale sui Chirotteri al Parco dei Monti Lucretili https://www.scintilena.com/workshop-nazionale-sui-chirotteri-al-parco-dei-monti-lucretili-a-palombara-sabina-la-formazione-sulle-linee-guida-ispra-per-il-recupero-e-la-riabilitazione-dei-pipistrelli/04/27/
[28] Protecting and managing underground sites for bats https://www.eurobats.org/sites/default/files/documents/pdf/Meeting_of_Parties/MoP5_Inf_50_UndergroundSites.pdf
[29] Ghost Mines for Geoheritage Enhancement in the Umbria … https://www.mdpi.com/2076-3263/13/7/208
[30] “Miniere di turisti”: l’analisi della sostenibilità e delle prospettive di … https://rivisteopen.unimc.it/index.php/cap-cult/article/view/3719
[32] [PDF] Raccolta Maggio 2019 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2019_5_Raccolta-Scintilena-Maggio1.pdf
[33] Sardegna Speleologica – on-line i bollettini della rivista della Federazione Speleologica Sarda. – Scintilena https://www.scintilena.com/sardegna-speleologica-on-line-i-bollettini-della-rivista-della-federazione-speleologica-sarda/12/03/
[34] Convegno sulle cavità artificiali per promuovere un turismo sostenibile https://www.scintilena.com/convegno-sulle-cavita-artificiali-per-promuovere-un-turismo-sostenibile/10/15/
[35] Parco Geominerario della Sardegna alla Riunione ReMi-ISPRA https://www.scintilena.com/parco-geominerario-della-sardegna-alla-riunione-remi-ispra-confronto-sul-futuro-del-patrimonio-minerario-europeo/07/01/
[36] Raccolta Dicembre 2020 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2020_12_Raccolta_Scintilena_Dicembre.pdf
[37] Raccolta Maggio 2017 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2017_5_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[38] La Miniera Abbandonata non è una Rovina: è un Organismo che … https://www.scintilena.com/la-miniera-abbandonata-non-e-una-rovina-e-un-organismo-che-cambia/04/28/
[39] Nuove Scoperte Archeologiche nel Sito Geo Speleo … https://www.scintilena.com/nuove-scoperte-archeologiche-nel-sito-geo-speleo-archeologico-di-sa-marchesa/07/01/
[40] Raccolta Maggio 2011 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2011_05_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[41] Parco Geominerario e Università di Cagliari: al via il Piano … https://www.scintilena.com/parco-geominerario-e-universita-di-cagliari-al-via-il-piano-socio-economico-e-il-dottorato-pnrr/04/09/
[42] Nuova Campagna di Scavi nella Grotta di Acquacadda … https://www.scintilena.com/nuova-campagna-di-scavi-nella-grotta-di-acquacadda-presentata-nel-sito-archeologico-sa-marchesa/09/09/
[43] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/435/
[44] Sa Marchesa ospita il convegno sulle grotte turistiche in … https://www.scintilena.com/sa-marchesa-ospita-il-convegno-sulle-grotte-turistiche-in-sardegna/12/05/
[45] Raccolta Dicembre 2017 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2017_12_Raccolta_Scintilena_Dicembre.pdf
[46] Raccolta Giugno 2014 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2014_06_Raccolta_Scintilena_Giugno.pdf
[47] Sito Geo Speleo Archeologico “Sa Marchesa” https://www.sitosamarchesa.it/images/brochure/opuscolo%20ITA%20ok%200612.pdf
[48] Grotta di Acquacadda – Campagna scavi archeologici 2023 https://www.federazionespeleologicasarda.it/grotta-acquacadda-campagna-scavi-2023/
[49] Grotta Acqua Cadda Su Montixeddu – portal.sardegnasira.it https://portal.sardegnasira.it/grotta-acqua-cadda-su-montixeddu
[50] Istituito il Monumento naturale Grotta di Acquacadda – “Su Montixeddu”, nel Comune di Nuxis https://portal.sardegnasira.it/-/istituito-il-monumento-naturale-grotta-di-acquacadda-su-montixeddu-nel-comune-di-nuxis
[51] SITO GEO SPELEO ARCHEOLOGICO SA MARCHESA … https://www.fossilieminerali.it/musei/sito-geo-speleo-archeologico-sa-marchesa-speleo-club-nuxis-comune-di-nuxis/
[52] Il Sulcis del carbone e dei metalli – GEEG https://www.geeg.it/2026/09/30/il-sulcis-del-carbone-e-dei-metalli/
[53] Gli scavi archeologici nella Grotta di Acquacadda (Nuxis) a servizio dell’ … https://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=63338
[54] Tariffe https://www.sitosamarchesa.it/index.php/tariffe
[55] Sito Geo Speleo Archeologico Sa Marchesa – Idese https://idese.cultura.gov.it/place/sito-sa-marchesa/
[56] Riccardo Cicilloni Archivi – Pagina 2 di 5 – La Provincia del Sulcis Iglesiente https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/tag/riccardo-cicilloni/page/2/
[57] Nuxis, Museo e sito geospeleologico Sa Marchesa https://www.sardegnacultura.it/articolo/nuxis-museo-e-sito-geospeleologico-sa-marchesa
[58] Sa Marchesa Geological Speleological Archaeological Site – Idese https://idese.cultura.gov.it/en/place/sa-marchesa-geological-speleological-archaeological-site/
[59] Il Dottor Roberto Curreli è il nuovo Commissario … https://parcogeominerario.sardegna.it/il-dottor-roberto-curreli—il-nuovo-commissario-straordinario-del-parco-geominerario-storico-e-ambientale-della-sardegnaUXB4L
[60] Siglata la convenzione tra il Parco Geominerario e … https://parcogeominerario.sardegna.it/siglata-la-convenzione-tra-il-parco-geominerario-e-il-comune-di-nuxis-per-il-recupero-degli-spogliatoi-dell-ex-miniera-di-sa-marchesaUF6ZP
[61] Sito Geo Speleo Archeologico Sa Marchesa https://www.sitosamarchesa.com/
[62] Terza Giornata Nazionale sulle Miniere – Il programma in … https://www.scintilena.com/terza-giornata-nazionale-sulle-miniere-il-programma-in-umbria/05/26/
[63] Esplorazione Mineraria in Italia: Quattordici Progetti per l … – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazione-mineraria-in-italia-quattordici-progetti-per-lautonomia-delle-materie-prime/08/02/
[64] Giornata Nazionale delle Miniere 2026 a Domusnovas, tra trekking … https://www.scintilena.com/giornata-nazionale-delle-miniere-2026-a-domusnovas-tra-trekking-museo-mineralogico-e-convegno-su-san-michele/05/17/
[65] Agordo ai tempi delle miniere: storia, misteri ed esplorazione nella … https://www.scintilena.com/agordo-ai-tempi-delle-miniere-storia-misteri-ed-esplorazione-nella-valle-imperina/08/24/
[66] L’importanza del catasto Speleologico https://www.scintilena.com/limportanza-del-catasto-speleologico-uno-strumento-multidisciplinare-per-la-tutela-del-territorio/01/25/
[67] Flash Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/flash/
[68] Cavità Artificiali Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/cavita-artificiali/
[69] La Cava Romana Luxis apre le porte: il 25 ottobre un’uscita … https://www.scintilena.com/la-cava-romana-luxis-apre-le-porte-il-25-ottobre-unuscita-aperta-anche-ai-neofiti/10/23/
[70] Sardegna Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/sardegna/
[71] Grotta del Monte Cucco, speleologa bloccata a 150 metri di … https://www.scintilena.com/monte-cucco-speleologa-bloccata-a-150-metri-di-profondita-soccorsa-nella-notte/10/31/
[72] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[73] Tanari Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/tanari/
[74] Tuvixeddu, niente tunnel sotto la necropoli: il sottosuolo … https://www.scintilena.com/tuvixeddu-niente-tunnel-sotto-la-necropoli-il-sottosuolo-archeologico-ferma-il-progetto/10/28/
[75] Linee guida per la gestione e valorizzazione di siti e parchi … – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/linee-guida-per-la-gestione-e-valorizzazione-di
[76] BOLLETTINO UFFICIALE https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/programma-regionale-valorizzazione-patrimonio-minerario-dismesso-lombardia.pdf
[77] ACCESSO AI DATI https://portalesgi.isprambiente.it/en/dissemination-activities/
[78] Presentazione standard di PowerPoint https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/file/2-presentazione-lo-pumo-regione-lombardia-xii-riunione-di-rete-giugno-2021.pdf
[79] DEL23-2Allegato https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/2018-05-08-dgr-23-2-allegato-alle-direttive-per-il-rilascio-autorizzazione-riutilizzo-patrimonio-minerario.pdf
[80] Bollettino Ufficiale https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/delibera-regione-lombardia-xi-5708-catasto-miniere-dismesse.pdf
[81] LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO https://www.isprambiente.gov.it/files/eventi/eventi-2015/il-recupero-e-la-valorizzazione-dei-siti-di-miniera-dismessi/presentazione_domenico_savoca.pdf
[82] ReMi Project – National Network of Italian Mining Parks and Museums https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/mines-and-quarries/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums
[83] Progetto di legge regionale per la tutela e valorizzazione dei … https://www.isprambiente.gov.it/files/progetti/suolo-e-territorio/risorse-minerarie/02_Progetto_L_R_tutela_sitiminerari_dismessi.pdf
[84] News in highlight — English – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/mines-and-quarries/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums/news-in-highlight
[85] ReMi Project – National Network of Italian Mining Parks and … https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/mines-and-quarries/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums
[86] LE BANCHE DATI — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/banche-dati
[87] homepage https://www.isprambiente.gov.it/en
[88] Notizie in primo piano — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/notizie-in-primo-piano
[89] Progetto ReMi – Rete Nazionale dei Parchi e Musei Minerari … https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani
[90] Contatti | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/contatti/
[91] Le miniere della Sardegna come rifugio per i pipistrelli https://www.scintilena.com/le-miniere-della-sardegna-come-rifugio-per-i-pipistrelli/02/19/
[92] Pipistrelli in Italia: cosa dice la legge e come proteggere specie e rifugi https://www.scintilena.com/pipistrelli-in-italia-cosa-dice-la-legge-e-come-proteggere-specie-e-rifugi/07/30/
[93] Pipistrelli e grotte: la scienza conferma gli effetti del … https://www.scintilena.com/pipistrelli-e-grotte-la-scienza-conferma-gli-effetti-del-disturbo-umano-sulle-colonie-in-ibernazione/03/12/
[94] Raccolta Gennaio 2021 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2021_1_Raccolta_Scintilena_Gennaio.pdf
[95] Pipistrelli in Lombardia: il Piano d’Azione nasce dalla … https://www.scintilena.com/pipistrelli-in-lombardia-il-piano-dazione-nasce-dalla-partecipazione-e-dai-nuovi-monitoraggi/08/23/
[96] Come riconoscere il guano di pipistrello? https://www.tutelapipistrelli.it/2014/04/08/4433/
[97] Tutela Pipistrelli https://www.tutelapipistrelli.it/
[98] Come costruire una bat box: guida pratica per realizzare … https://www.scintilena.com/come-costruire-una-bat-box-guida-pratica-per-realizzare-rifugi-per-pipistrelli/07/03/
[99] Come comportarsi | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/come-comportarsi/
[100] Pipistrelli, cosa dice la legge in Italia | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2012/09/28/pipistrelli-cosa-dice-la-legge-in-italia/
[101] Come aiutare i pipistrelli: acqua, habitat e meno disturbo https://www.scintilena.com/come-aiutare-i-pipistrelli-acqua-habitat-e-meno-disturbo/07/03/
[102] Diversità e ruolo ecologico dei pipistrelli https://www.scintilena.com/diversita-e-ruolo-ecologico-dei-pipistrelli-2/05/10/
[103] [PDF] Il Programma Nazionale di Esplorazione – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/file/15-12-2025-riunione-rete-decennale-fumanti.pdf
[104] Doc XV, n. 365 https://www.camera.it/temiap/2025/06/05/OCD177-8096.pdf
[105] Tabella%201%2030_06_2025.xlsx https://indicatoriambientali.isprambiente.it/sites/default/files/indicatori_ambientali/2025-07-16/Tabella%201%2030_06_2025.xlsx
[106] [PDF] Dati sull’ambiente – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files2020/pubblicazioni/stato-ambiente/annuario-2020/dati_ambiente.pdf
[107] ACCESSO AI DATI https://portalesgi.isprambiente.it/en/elenco-base-dati/10/
[108] Geology, soil and contaminated sites – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/en/activities/soil-and-territory
[109] Parco Geominerario https://parcogeominerario.sardegna.it/
[110] English https://www.isprambiente.gov.it/en/@@search?taxonomy_thesaurus:list=s4f5quvdn7&set_language=en&b_start:int=460&sort_on=relevance
[111] Choose the zones https://parcogeominerario.sardegna.it/singolo-comune-en/86
[112] Choose the zones https://parcogeominerario.sardegna.it/guida-scelta-en/57
[113] News & Eventi https://parcogeominerario.sardegna.it/category/news-eventi/
[114] e me l’ovrare appaga https://library.oapen.org/bitstream/20.500.12657/55594/1/9788855182195.pdf
[115] Burladores e Convitati a Napoli tra Sei e Settecento, da Perrucci ad Abri (e oltre) https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=14599.pdf
[116] La fraseografia genovese e le più recenti innovazioni in GEPHRAS e GEPHRAS2 https://bop.unibe.ch/linguistik-online/article/download/10782/13931
[117] Due lettere inedite di Giorgio Orelli https://bop.unibe.ch/versants/article/download/8993/11971
[118] Per un commento di “Entrebescar” (1982) di Rossi Precerutti [pp. 174-199] https://riviste.unimi.it/index.php/inopera/article/view/27711
[119] La fattoria più profonda del mondo a 1100 metri: miniere inglesi diventano laboratori agricoli – Scintilena https://www.scintilena.com/la-fattoria-piu-profonda-del-mondo-a-1100-metri-miniere-inglesi-diventano-laboratori-agricoli/08/25/
[120] [PDF] Raccolta Giugno 2021 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2021_6_Raccolta_Scintilena_Giugno.pdf
[121] Sicurezza in cavità urbane e ipogei: norme, rischi e … https://www.scintilena.com/sicurezza-in-cavita-urbane-e-ipogei-norme-rischi-e-strumenti-per-lavorare-nel-sottosuolo/06/11/
[122] Bonifica della Voragine di San Lorenzo nel Carso triestino https://www.scintilena.com/bonifica-della-voragine-di-san-lorenzo-il-club-alpinistico-triestino-restituisce-valore-a-una-storica-cavita-del-carso/07/05/
[123] On line consultabili gli ATTI del Atti del XXI Congresso … https://www.scintilena.com/on-line-consultabili-gli-atti-del-atti-del-xxi-congresso-nazionale-di-speleologia-diffusione-delle-conoscenze/08/27/
[124] Giornate di Speleologia Urbana nella Trieste sotterranea dal … https://www.scintilena.com/giornate-di-speleologia-urbana-nella-trieste-sotterranea-dal-5-al-30-novembre/11/01/
[125] Esplorati gli antichi acquedotti di Montefiascone (VT) https://www.scintilena.com/esplorati-gli-antichi-acquedotti-di-montefiascone-vt/03/18/
[126] Abisso del Bifurto, Cerchiara rende omaggio agli speleologi … https://www.scintilena.com/abisso-del-bifurto-cerchiara-rende-omaggio-agli-speleologi-che-raggiunsero-il-fondo-nel-1962/10/30/
[127] BOLLETTINO UFFICIALE https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/programma-regionale-valorizzazione-patrimonio-minerario-dismesso-lombardia-1.pdf
[128] Relazione di Piano https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_385_20180802114418.pdf
[129] ISPRA, Quaderni – 8/2014 https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/Quad_AS_8_14.pdf
[130] Remi https://www.etsy.com/market/remi
[131] Rémi P | LinkedIn https://www.linkedin.com/in/r%C3%A9mi-p-8295a3150
[132] Catalogue Remi Confection/LOTUS BLANC 2025-2026 – Calaméo https://www.calameo.com/books/00056900423f190235f71
[133] [PDF] recupero e valorizzazione delle miniere dismesse – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00009100/9196-qas-3-ultimo-corretto.pdf
[134] Le miniere in Italia – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/files2020/notizie/miniere.pdf
[135] ISPRA pubblica “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati … https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2023/08/ispra-pubblica-il-rapporto-lo-stato-delle-bonifiche-dei-siti-contaminati-in-italia-secondo-rapporto-sui-dati-regionali
[136] [PDF] la laveria di su zurfuru – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00003900/3979-c2738-m2-u1.pdf
[137] Linee Guida – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/manuali-lineeguida/MLG_148_17_LGVAS.pdf
[138] Online il Rapporto “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia” https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2025/12/online-il-rapporto-lo-stato-delle-bonifiche-dei-siti-contaminati-in-italia
[139] Listino Prezzi 2026 – Il Sogno di Remì – Locazione turistica https://ilsognodiremi.com/listino-prezzi/
[140] 1200 (75 of 113) – Nola and Remi water shoot Aug 2026 https://alloutdoor.smugmug.com/Mike-Reid-Photography-Promotional-Dance-Team/Nola-and-Remi-water-shoot-Aug-2026/i-r5kdSx6
[141] Congressi Archivi – Pagina 9 di 14 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/congressi/page/9/
[142] Archeologia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/archeologia/
[143] Autore: Marina Abisso https://www.scintilena.com/author/marina-abisso/
[144] Nuxis Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/nuxis/
[145] Corso di Speleologia in Cavità Artificiali a Nuxis – Scintilena https://www.scintilena.com/corso-di-speleologia-in-cavita-artificiali-a-nuxis/09/03/
[146] Grotte turistiche della Sardegna: confronto tra esperienze https://www.scintilena.com/grotte-turistiche-della-sardegna-confronto-tra-esperienze/11/22/
[147] Convegno Internazionale sulla Gestione del Patrimonio … https://www.scintilena.com/convegno-internazionale-sulla-gestione-del-patrimonio-culturale-in-sardegna/11/12/
[148] Recupero e Riabilitazione dei Chirotteri: il Workshop di … https://www.scintilena.com/recupero-e-riabilitazione-dei-chirotteri-il-workshop-di-tutela-pipistrelli-diventa-gratuito-per-soci-ed-enti-partner/05/04/
[149] Dalla Regione 4,28 milioni di euro per la bonifica dell’area … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/08/dalla-regione-428-milioni-di-euro-per-la-bonifica-dellarea-ex-mineraria-di-sa-marchesa-a-nuxis/
[150] Dalla Regione 4,2 milioni per bonificare l’ex miniera di Nuxis https://cagliarinews.it/area-vasta/dalla-regione-nuxis-bonifica-ex-miniera-24-agosto-2026/
[151] Parco archeominerario di San Silvestro https://www.parchivaldicornia.it/images/ufficio_stampa/Parco_SS.pdf
[152] Il Parco Archeominerario di San Silvestro – San Vincenzo https://visitsanvincenzo.it/it/cosa-fare/da-vedere/il-parco-archeominerario-di-san-silvestro/
[153] Miniere d’Italia – Recupero museale TOS https://sites.google.com/view/miniere-italia/regioni/toscana/recupero-museale-tos
[154] Parco Archeominerario di San Silvestro – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/parco-archeominerario-di-san-silvestro
[155] Rifiuti e bonifiche: 11,3 milioni per impianti, risanamento … https://www.regione.sardegna.it/notizie/rifiuti-e-bonifiche-11-3-milioni-per-impianti-risanamento-ambientale
[156] TOUR COMPLETO DEL PARCO DI SAN SILVESTRO – Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/export/shared/make/documenti/tour-completo-del-parco-di-san-silvestro_dwe.pdf
[157] I PARCHI DELLA VAL DI CORNIA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00004600/4605-il-progetto-di-tutela-3-cornia.pdf
[158] Parco Archeominerario di San Silvestro | Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/san-silvestro-archaeological-mines-park/
[159] www.visittuscany.com · en · attractionsSan Silvestro Archaeological Mines Park – Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/en/attractions/san-silvestro-archaeological-mines-park/
[160] Sottoscritta la convenzione tra il GeoParco e comune di … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/10/sottoscritta-la-convenzione-tra-il-geoparco-e-comune-di-nuxis-per-il-recupero-delledificio-che-ospitava-gli-spogliatoi-dellex-miniera-di-sa-marchesa-in-localita-acquacadda/
[161] Parco archeominerario di San Silvestro https://cultura.gov.it/luogo/parco-archeominerario-di-san-silvestro
[162] Parco archeominerario di San Silvestro https://www.archeologiatoscana.it/it/musei/73-parco-archeominerario-di-san-silvestro
[163] The enhancement of the Viterbo Porticoes Museum and the creation of a public/private network for the definition of territorial enhancement projects https://siev.org/10-39-2026/
[164] Le eccellenze storico-minerarie della Sardegna sud-occidentale entrano nella European Route of Industrial Heritage (ERIH) – Scintilena https://www.scintilena.com/le-eccellenze-storico-minerarie-della-sardegna-sud-occidentale-entrano-nella-european-route-of-industrial-heritage-erih/06/26/
[165] Marchesini Tappezzeria di Renato e Rossella Reggiani Snc https://www.unioncamere.gov.it/imprese-storiche/marchesini-tappezzeria-di-renato-e-rossella-reggiani-snc
[166] Salumificio Marchese S.r.l. – Pozzaglio ed Uniti – Pagine Bianche https://www.paginebianche.it/scheda/pozzaglio-ed-uniti/salumificio-marchese.14517140
[167] Archeologia Archivi – Pagina 24 di 83 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/archeologia/page/24/?wpmp_switcher=desktop
[168] Addio a Gianguido Guasco, “Grotta”: il ricordo dello … https://www.scintilena.com/addio-a-gianguido-guasco-grotta-il-ricordo-dello-speleologo-imperiese/10/30/
[169] Centro Italiano della Cultura del Carbone, Grande Miniera di … https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/miniera-serbariu
[170] Museo del carbone – Ministero della cultura https://cultura.gov.it/luogo/museo-del-carbone
[171] Grande Mine de Serbariu à Carbonia : histoire du travail – Italia.it https://www.italia.it/fr/sardaigne/carbonia/patrimoine-culturel/grande-mine-de-serbariu
[172] Museo del carbone – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_carbone
[173] Inaugurazione del Centro italiano della cultura del carbone https://cultura.gov.it/comunicato/inaugurazione-del-centro-italiano-della-cultura-del-carbone-1
[174] Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna https://www.parks.it/parco.geominerario.sardegna/nov.php
[175] Italian Centre for Coal Mining Culture https://www.coe.int/en/web/cultural-routes/-/italian-centre-for-coal-mining-culture
[176] Accordi centri concessioni.xlsx https://web.unica.it/unica/protected/500461/0/def/ref/GNC474079/
[177] Riccardo Cicilloni Archivi – Pagina 3 di 5 – La Provincia del Sulcis Iglesiente https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/tag/riccardo-cicilloni/page/3/
[178] Museo del Carbone – Grande Miniera di Serbariu https://www.museodelcarbone.it/
[179] Riconversione della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia https://rivista.clionet.it/volume-10-2026/riconversione-della-grande-miniera-di-serbariu-a-carbonia-il-museo-del-carbone/
[180] Italian National Radon Action Plan: New Challenges for Risk Assessment https://www.mdpi.com/2073-4433/15/7/846/pdf?version=1721281577
[181] Radon Hazard in Central Italy: Comparison among Areas with Different Geogenic Radon Potential https://www.mdpi.com/1660-4601/19/2/666/pdf
[182] Radon Survey in Bank Buildings of Campania Region According to the Italian Transposition of Euratom 59/2013 https://www.mdpi.com/2075-1729/11/6/533/pdf
[183] Prali, riaprono le miniere di talco dell’Ecomuseo della Val Germanasca https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/682493/prali-riaprono-le-miniere-di-talco-dellecomuseo-della-val-germanasca.html
[184] ECOMUSEO DELLE MINIERE E DELLA VAL GERMANASCA https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g2059208-d2308265-Reviews-or180-Ecomuseo_delle_Miniere_e_della_Val_Germanasca-Prali_Province_of_Turin_Pied.html
[185] Raccolta Aprile 2009 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2009_04_Raccolta_Scintilena_Aprile.pdf
[186] Scintilena – Raccolta Luglio 2023 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[187] Giornata Mondiale dell’Acqua 2026: dalla “bancarotta idrica” globale alle falde carsiche che ci tengono in vita – Scintilena https://www.scintilena.com/giornata-mondiale-dellacqua-2026-dalla-bancarotta-idrica-globale-alle-falde-carsiche-che-ci-tengono-in-vita/03/22/
[188] Sotto i Tuoi Piedi: Il Tesoro Invisibile dell’Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/sotto-i-tuoi-piedi-il-tesoro-invisibile-dellitalia/05/08/
[189] Le Aree Carsiche nel Mirino: Vulnerabilità, Inquinamento e Tutela https://www.scintilena.com/le-aree-carsiche-nel-mirino-vulnerabilita-inquinamento-e-tutela-di-un-patrimonio-idrico-nazionale/04/24/
[190] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[191] Diffida alle Grotte di Castellana: richiesta sospensione attività … https://www.scintilena.com/diffida-alle-grotte-di-castellana-richiesta-sospensione-attivita-turistiche-da-tutela-pipistrelli/01/01/
[192] Raccolta Gennaio 2026 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2020/03/Annales-Scintilena-Gennaio-2026.pdf
[193] Ecomuseo Regionale delle Miniere e della Val Germanasca https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/ecomuseo-regionale-delle-miniere-di-prali-e-della-val-germanasca
[194] Ecomuseum of Mines and Germanasca Valley https://www.outdooractive.com/en/poi/province-of-turin/ecomuseum-of-mines-and-germanasca-valley/806544499/
[195] Ecomuseo delle Miniere e della Valle Germanasca | Museum https://turismotorino.org/en/visit/things-to-do-and-things-to-see/museums-and-heritage/ecomuseo-delle-miniere-e-della-valle-germanasca
[196] Scopriminiera – Ecomuseo regionale delle miniere e della Valle Germanasca https://cultura.gov.it/luogo/scopriminiera-ecomuseo-regionale-delle-miniere-e-della-valle-germanasca
[197] MINING ECO-MUSEUM | Hotel Salei https://hotelsalei.it/en/attivita_post/mining-eco-museum/
[198] Risultati ricerca per radon – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/@@search?SearchableText=radon&sort_on=sortable_title&b_start:int=70
[199] [PDF] Didattica 2025-2026.indd – Scopriminiera https://www.ecomuseominiere.it/wp-content/uploads/2025/09/Didattica-2025-2026-1.pdf
[200] Da sabato 14 marzo nuovamente visitabili le ex miniere di talco dell … https://www.cittametropolitana.torino.it/comunicazione/da-sabato-14-marzo-nuovamente-visitabili-le-ex-miniere-di-talco-dellecomuseo-di-prali
[201] 2 https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&art.idGruppo=0&art.flagTipoArticolo=0&art.codiceRedazionale=15G00043&art.idArticolo=2&art.idSottoArticolo=1&art.idSottoArticolo1=10&art.dataPubblicazioneGazzetta=2015-03-23&art.progressivo=0
[202] LA RIDUZIONE DEL RADON IN AMBIENTI CONFINATI … https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/eventi/2024/10/rischio-radon-e-interventi-di-efficientamento-energetico/dimenno.pdf
[203] Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia … https://www.isprambiente.gov.it/files/sostanze-pericolose/d.-lgs-152-2006.pdf
[204] Normattiva – Il portale della legge vigente https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006;152~art65
[205] DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 https://www.normattiva.it/eli/stato/DECRETO_LEGISLATIVO/2006/04/03/152/CONSOLIDATED/20250827
[206] https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?!vig=urn:ni… https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?!vig=urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152&art=242
[207] Decreto Legislativo 152/2006 – Normattiva https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152!vig
[208] L’Unione europea quale cerniera tra la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e gli ordinamenti degli stati membri tra graduale implementazione normativa, ‘approccio cosmetico’ e adesione sostanziale al modello sociale di disabilità https://www.medra.org/servlet/MRService?hdl=10.3280/CEU2024-002001
[209] La convenzione di Palermo venticinque anni dopo: tra visioni, obiettivi conseguiti, promesse mancate, crisi del diritto internazionale e un futuro incerto https://riviste.unimi.it/index.php/cross/article/view/30601
[210] La convenzione 2005 dell’UNESCO come quadro strategico e sinergico per strutturare le azioni del Piano Mattei https://antropologiaeteatro.unibo.it/article/view/23579
[211] Il fattore temporale nell’acquisizione transfrontaliera delle e-evidence: il bilanciamento operato nel secondo Protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest https://riviste.fupress.net/index.php/nuovagiuridica/article/view/3409
[212] Heritage Walks: la Convenzione di Faro per un patrimonio culturale vivente http://www.urbanisticainformazioni.it/Heritage-Walks-la-Convenzione-di-Faro-per-un-patrimonio-culturale.html
[213] La Convenzione tra la Santa Sede e l’Italia in materia di scambio di informazioni tributarie. Il richiamo (non casuale) al Trattato Lateranense sulla corretta applicazione delle esenzioni tributarie https://www.semanticscholar.org/paper/7cda09d57f2e408d8af2d1ec3eb25cfee0ef73b1
[214] La Convenzione tra la Santa Sede e l’Italia in materia di scambio di informazioni tributarie, in Riv. Il Tributario, Milano, Giuffrè (ISSN 2465-2512) https://www.semanticscholar.org/paper/ad4519705bae41750bafd7bafdd91198f4fe1b8d
[215] Il provvedimento che attua la Convenzione di Bruxelles del 2000: una lunga gestazione e un destino incerto https://www.semanticscholar.org/paper/da3a9f8e8d29259b93b3415df9ad1ec4a0d2aca2
[216] [PDF] Raccolta Maggio 2013 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2013_05_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[217] Giovedì 26 giugno il sito geo-speleologico archeologico Sa … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/06/giovedi-26-giugno-il-sito-geo-speleologico-archeologico-sa-marchesa-a-nuxis-ha-ospitato-la-prima-conferenza-di-dopo-gli-scavi/
[218] Convegno “Le grotte turistiche in Sardegna. Esperienze a confronto” https://www.tuttomotorienews.it/convegno-le-grotte-turistiche-in-sardegna-esperienze-a-confronto-limportanza-di-fare-rete/
[219] Dalla Regione 330.000 euro al comune di Nuxis per la … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2022/12/dalla-regione-330-000-euro-al-comune-di-nuxis-per-la-valorizzazione-del-sito-preistorico-di-acqua-cadda-nuxis-ex-miniera-di-sa-marchesa/
[220] Inaugurato il Meeting Nazionale dei Geoparchi Italiani a … https://www.scintilena.com/inaugurato-il-meeting-nazionale-dei-geoparchi-italiani-a-petralia-sottana/12/05/
[221] Archeologia Archivi – Pagina 79 di 95 https://www.scintilena.com/category/archeologia/page/79/
[222] Il decreto dell’assessora della Difesa dell’Ambiente n. 10/2026, ha istituito ufficialmente il Monumento Naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/05/il-decreto-dellassessora-della-difesa-dellambiente-n-10-2026-ha-istituito-ufficialmente-il-monumento-naturale-grotta-di-acquacadda-su-montixeddu/
[223] Al via lunedì 23 giugno, per il sesto anno consecutivo, gli scavi archeologici presso il sito della Grotta di Acquacadda, a Sa Marchesa (Nuxis) https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/06/al-via-lunedi-23-giugno-per-il-sesto-anno-consecutivo-gli-scavi-archeologici-presso-il-sito-della-grotta-di-acquacadda-a-sa-marchesa-nuxis/
[224] Mercoledì 9 luglio, a Sa Marchesa (Nuxis), s’è tenuta una conferenza sul progetto “Argentaria” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/07/mercoledi-9-luglio-a-sa-marchesa-nuxis-se-tenuta-una-conferenza-sul-progetto-argentaria/
[225] Inizia lunedì 1 luglio, a Nuxis, la seconda annualità del secondo triennio della campagna di scavi nella grotta di Acquacadda https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2024/06/inizia-lunedi-1-luglio-a-nuxis-la-seconda-annualita-del-secondo-triennio-della-campagna-di-scavi-nella-grotta-di-acquacadda/
[226] Sabato 9 dicembre il sito Geo Speleo Archeologico Sa Marchesa, a Nuxis, ospiterà il convegno “Grotte turistiche in Sardegna. Esperienze a confronto” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2023/12/sabato-9-dicembre-il-sito-geo-speleo-archeologico-sa-marchesa-a-nuxis-ospitera-il-convegno-grotte-turistiche-in-sardegna-esperienze-a-confronto/
[227] Si conclude domani, nella miniera di Sa Marchesa, a Nuxis, la prima campagna di scavi nella grotta di Acquacadda (nota anche grotta di Su Montixeddu). https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2019/09/si-conclude-domani-nella-miniera-di-sa-marchesa-a-nuxis-la-prima-campagna-di-scavi-nella-grotta-di-aacquacadda-nota-anche-grotta-di-su-pontixeddu/
[228] Da venerdì 21 a domenica 23 ottobre, a Sa Marchesa (Nuxis), il 1° convegno internazionale “Le grotte nella preistoria: scavi, studi e valorizzazione” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2022/10/da-venerdi-21-a-domenica-23-ottobre-a-sa-marchesa-nuxis-il-1-convegno-internazionale-le-grotte-nella-preistoria-scavi-studi-e-valorizzazione/
[229] Stamane la studentessa Francesca Mereu ha conseguito la laurea magistrale in Archeologia con una tesi sulla Grotta di Acquacadda (Nuxis), relatore il professor Riccardo Cicilloni https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/07/stamane-la-studentessa-francesca-mereu-ha-conseguito-la-laurea-magistrale-in-archeologia-con-una-tesi-sulla-grotta-di-acquacadda-nuxis-relatore-il-professor-riccardo-cicilloni/

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  • Ojos de Cristal, 16 chilometri nel quarzo del Monte Roraima e una vita microbica fuori dal comune
    Condividi Nel grande sistema sotterraneo venezuelano, sviluppato nelle antichissime rocce quarzitiche del tepui, le esplorazioni hanno rivelato oltre 16 chilometri di gallerie. Nelle zone più interne una comunità batterica analizzata risultava composta fino all’84% da Ktedonobacterales, mai identificati prima in una grotta Una grotta lunga più di 16 chilometri scavata non nel calcare, ma nelle durissime rocce quarzitiche di una delle montagne più spettacolari del Sud America. Sulle sue pareti
     

Ojos de Cristal, 16 chilometri nel quarzo del Monte Roraima e una vita microbica fuori dal comune

November 2nd 2026 at 04:00

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Nel grande sistema sotterraneo venezuelano, sviluppato nelle antichissime rocce quarzitiche del tepui, le esplorazioni hanno rivelato oltre 16 chilometri di gallerie. Nelle zone più interne una comunità batterica analizzata risultava composta fino all’84% da Ktedonobacterales, mai identificati prima in una grotta

Una grotta lunga più di 16 chilometri scavata non nel calcare, ma nelle durissime rocce quarzitiche di una delle montagne più spettacolari del Sud America. Sulle sue pareti, in un ambiente apparentemente poverissimo di nutrienti, vivono comunità microbiche molto diverse da quelle conosciute nelle comuni cavità carbonatiche: è la Cueva Ojos de Cristal, conosciuta nella letteratura scientifica anche come Roraima Sur Cave, nel massiccio del Monte Roraima, in Venezuela.

La storia è tornata in questi giorni sulle pagine di EcoNews, anche se le esplorazioni e le ricerche microbiologiche risalgono agli anni precedenti. Vale comunque la pena ripercorrerla, perché Ojos de Cristal rappresenta un caso particolare sia per la speleologia sia per la geomicrobiologia.

Una grotta nel quarzo

Il Monte Roraima è un tepui alto circa 2.700 metri, formato prevalentemente da arenarie quarzose cementate da silice. Si trova nell’area di confine tra Venezuela, Guyana e Brasile.

L’ambiente è molto diverso dai grandi sistemi carsici calcarei ai quali siamo abituati: l’acqua riesce tuttavia a svolgere un ruolo importante anche qui. La dissoluzione dei cementi silicei e l’azione dell’acqua lungo fratture e livelli più vulnerabili della roccia hanno contribuito alla formazione di sistemi sotterranei estesi e complessi.

Tra questi c’è Ojos de Cristal, occhi di cristallo (dalle piccole cavità presenti sul pavimento di alcuni passaggi, nelle quali si trovano cristalli di quarzo arrotondati): la piccola entrata è stata individuata nel 2002 da speleologi slovacchi e cechi. Le successive campagne hanno progressivamente ampliato la conoscenza della cavità.

Nel 2005 risultavano esplorati 10.820 metri con 18 ingressi. Nel 2006 lo sviluppo era salito a 15,28 chilometri e nel 2007, dopo il collegamento con altre cavità, il sistema ha raggiunto 16,14 chilometri, con un dislivello di 73 metri e 23 ingressi conosciuti.

La sorpresa sulle pareti

Ojos de Cristal ha attirato anche l’attenzione dei microbiologi.

La quarzite è una roccia povera di nutrienti e ha una capacità di tamponare l’acidità molto inferiore rispetto alle rocce carbonatiche. I ricercatori si aspettavano quindi un ambiente sotterraneo con una modesta attività biologica.

Le analisi hanno mostrato una situazione diversa.

Uno studio pubblicato nel 2014 su Frontiers in Microbiology, coordinato dalla microbiologa Hazel Barton, ha analizzato campioni provenienti da tre punti della grotta situati a circa 55, 90 e 300 metri dall’ingresso.

Gli studiosi hanno rilevato una notevole attività microbica sulle superfici rocciose.

Procedendo verso l’interno, la composizione delle comunità cambiava in maniera evidente.

Fino all’84% di Ktedonobacterales

Vicino all’ingresso erano soprattutto Actinomycetales e Alphaproteobacteria a caratterizzare le comunità batteriche.

Nei due siti più interni la situazione era completamente diversa.

Tra l’82 e l’84% delle sequenze batteriche analizzate apparteneva a un particolare gruppo dei Ktedonobacterales, all’interno dei Chloroflexi.

Il dato non significa che l’84% di tutti i batteri presenti nell’intera grotta appartenga a questo gruppo: riguarda i campioni analizzati nei settori più profondi dello studio.

All’epoca della ricerca si trattava della prima identificazione di membri della classe Ktedonobacterales in un ambiente di grotta.

Anche gli archei hanno riservato sorprese. Nei campioni esaminati dominavano organismi appartenenti al gruppo Thaumarchaeota I.1c, precedentemente associato soprattutto ad ambienti acidi.

Da dove arriva l’energia

Rimane una domanda fondamentale: come può svilupparsi una comunità microbica così attiva in un ambiente apparentemente tanto povero?

Una parte della risposta potrebbe arrivare dall’acqua.

Il corso d’acqua che entra nella grotta attraversa prima la vegetazione superficiale e può quindi trasportare carbonio ed energia all’interno del sistema sotterraneo.

Anche la geochimica della roccia sembra avere un ruolo importante. La scarsa capacità della quarzite di tamponare l’acidità e il basso pH dell’ambiente potrebbero favorire alcune comunità microbiche rispetto ad altre.

Lo studio ha inoltre osservato sui granuli di quarzo tracce compatibili con processi di dissoluzione chimica associati all’attività microbica.

Un laboratorio naturale nel cuore del tepui

Ojos de Cristal mostra quanto possano essere diversi gli ecosistemi sotterranei quando cambia la roccia che li ospita.

Gran parte delle conoscenze sulla microbiologia delle grotte proviene infatti da cavità sviluppate nei calcari. Le grotte quarzitiche dei tepui presentano condizioni geochimiche differenti e possono ospitare comunità altrettanto particolari.

A oltre vent’anni dall’inizio delle esplorazioni, Ojos de Cristal conserva così due storie strettamente legate: quella degli speleologi che hanno seguito il vuoto per oltre sedici chilometri e quella, invisibile, dei microrganismi che riescono a vivere sulle pareti di quarzo nel buio del Monte Roraima.

Fonti

Barton H.A. et al. – Frontiers in Microbiology – Microbial diversity in a Venezuelan orthoquartzite cave is dominated by the Chloroflexi (Class Ktedonobacterales) and Thaumarchaeota Group I.1c – 26 novembre 2014
https://www.frontiersin.org/journals/microbiology/articles/10.3389/fmicb.2014.00615/full

PubMed – National Library of Medicine – Microbial diversity in a Venezuelan orthoquartzite cave is dominated by the Chloroflexi (Class Ktedonobacterales) and Thaumarchaeota Group I.1c – 2014
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25505450/

EcoNews – Slovak cavers say they mapped 10 miles of the quartzite cave Ojos de Cristal on Venezuela’s Mount Roraima, and up to 84 percent of its deep bacteria belonged to a class never before identified in a cave – 25 ottobre 2026
https://www.ecoticias.com/en/slovak-cavers-say-they-mapped-10-miles-of-the-quartzite-cave-ojos-de-cristal-on-venezuelas-mount-roraima-and-up-to-84-percent-of-its-deep-bacteria-belonged-to-a-class-never-before-identified-in-a-cave/52546/

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  • DNA dalle pareti delle grotte, nuove prospettive per studiare la presenza umana nella preistoria
    Condividi Alba Bossoms torna sul metodo sperimentale per recuperare DNA umano antico dalle superfici delle grotte. Tra i reperti analizzati anche un “aerografo” in osso proveniente da Altamira Lo scorso luglio Scintilena aveva raccontato lo studio pubblicato su Nature Communications sulla possibilità di recuperare DNA umano antico direttamente dalle pareti delle grotte, comprese superfici associate all’arte rupestre (https://www.scintilena.com/dna-antico-e-arte-rupestre-dalle-pareti-delle-gro
     

DNA dalle pareti delle grotte, nuove prospettive per studiare la presenza umana nella preistoria

November 2nd 2026 at 04:00

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Alba Bossoms torna sul metodo sperimentale per recuperare DNA umano antico dalle superfici delle grotte. Tra i reperti analizzati anche un “aerografo” in osso proveniente da Altamira

Lo scorso luglio Scintilena aveva raccontato lo studio pubblicato su Nature Communications sulla possibilità di recuperare DNA umano antico direttamente dalle pareti delle grotte, comprese superfici associate all’arte rupestre (https://www.scintilena.com/dna-antico-e-arte-rupestre-dalle-pareti-delle-grotte-una-nuova-traccia-umana/07/03/).

Ora Alba Bossoms, tra gli autori della ricerca, torna sull’argomento in un’intervista pubblicata da Storica National Geographic, soffermandosi sulle prospettive ma anche sui limiti di una tecnica ancora sperimentale.

Un caso particolarmente curioso riguarda un “aerografo” preistorico in osso proveniente dalla grotta di Altamira, probabilmente utilizzato per soffiare il pigmento sulle pareti. Proprio perché poteva essere entrato in contatto con la bocca, i ricercatori speravano di recuperarvi DNA umano antico. Il tentativo, però, non ha dato il risultato atteso: la contaminazione moderna e le condizioni di conservazione possono rendere difficile distinguere e recuperare le tracce genetiche più antiche.

È uno dei problemi che la ricerca dovrà affrontare. Il prossimo passo sarà capire dove e in quali condizioni il DNA riesca a conservarsi meglio, sviluppando tecniche di campionamento sempre meno invasive.

L’obiettivo non è ancora identificare l’autore di una specifica pittura rupestre, ma ottenere nuove informazioni su chi frequentava le grotte preistoriche, anche quando ossa e altri resti umani sono assenti.

Foto di copertina:

Bisonte nella grotta di Altamira, in Cantabria. Le superfici delle grotte con arte paleolitica sono oggi al centro di nuove ricerche sulla possibilità di recuperare tracce di DNA umano antico. Foto: Daniel Villafruela / Wikimedia Commons – CC BY-SA 3.0

Fonti

https://www.storicang.it/a/alba-bossoms-antropologa-potremmo-aver-scoperto-nuovo-modo-per-studiare-presenza-umana-nella-preistoria_18764

https://www.nature.com/articles/s41467-026-74234-2

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  • Giornate di Speleologia Urbana nella Trieste sotterranea dal 5 al 30 novembre
    Condividi Con il Club Alpinistico Triestino propone la dodicesima edizione della manifestazione Tornano a Trieste, dal 5 al 30 novembre 2026 in poi, le Giornate di Speleologia Urbana del CAT. La parola ad Alessandra Ressa: COMUNICATO STAMPA Giornate di Speleologia Urbana: dal 5 al 30 novembre alla scoperta della Trieste sotterranea Il Club Alpinistico Triestino propone la dodicesima edizione della manifestazione con conferenze e visite guidate dedicate alle gallerie antiaeree e a
     

Giornate di Speleologia Urbana nella Trieste sotterranea dal 5 al 30 novembre

November 1st 2026 at 04:55

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Con il Club Alpinistico Triestino propone la dodicesima edizione della manifestazione

Tornano a Trieste, dal 5 al 30 novembre 2026 in poi, le Giornate di Speleologia Urbana del CAT.

La parola ad Alessandra Ressa:

COMUNICATO STAMPA

Giornate di Speleologia Urbana: dal 5 al 30 novembre alla scoperta della Trieste sotterranea

Il Club Alpinistico Triestino propone la dodicesima edizione della manifestazione con conferenze e visite guidate dedicate alle gallerie antiaeree e ai bunker della Seconda guerra mondiale.

Trieste, 28 ottobre – Gallerie antiaeree, ricoveri pubblici e bunker raccontano una pagina significativa della storia di Trieste durante la Seconda guerra mondiale. Per approfondire la conoscenza di queste strutture e del loro contesto storico, il Club Alpinistico Triestino organizza dal 5 al 30 novembre 2026 la dodicesima edizione delle Giornate di Speleologia Urbana, con un ricco programma di incontri e visite guidate aperti al pubblico.

La prima giornata sarà giovedì 5 novembre alle 20, nella sede del CAT, in via Raffaele Abro 5/A, a Trieste, con la presentazione degli appuntamenti a cura del direttore della rassegna Lucio Mircovich e a seguire la conferenza I bombardamenti aerei alleati sulla provincia di Trieste, tenuta da Maurizio Radacich.

Venerdì 6 novembre, alle 20, è prevista una visita alla galleria antiaerea di via Pendice Scoglietto, con ritrovo all’incrocio tra via Cologna e via Pendice dello Scoglietto. Accompagneranno i partecipanti Maurizio Bressan, Marino Codiglia, Dean Leonardelli e Lucio Mircovich.

Giovedì 12 novembre, alle 20, il programma proseguirà alla Kleine Berlin, in via Fabio Severo. Dopo l’introduzione di Maurizio Radacich, seguirà la visita guidata con Lucio Mircovich, Maurizio Bressan, Marino Codiglia e Dean Leonardelli.

Mercoledì 18 novembre, alle 20, sempre alla Kleine Berlin, Maurizio Radacich terrà la conferenza I ricoveri pubblici in galleria della provincia di Trieste, dedicata alle strutture realizzate per proteggere la popolazione durante i bombardamenti.

Giovedì 19 novembre, alle 20, si visiterà la galleria antiaerea di Scala al Monticello, con ritrovo davanti all’ingresso del Centro Commerciale Il Giulia. La visita sarà condotta da Maurizio Bressan, Marino Codiglia, Dean Leonardelli e Lucio Mircovich.

Mercoledì 25 novembre, alle 20, la Kleine Berlin ospiterà la conferenza I ricoveri della Ferriera di Servola, a cura di Silvio Masè e Marco Brogi, dedicata alle strutture di protezione legate allo storico polo industriale triestino.

Sabato 28 novembre, alle 14.30, lo staff del CAT accompagnerà i partecipanti alla scoperta dei bunker di Opicina, con ritrovo nel piazzale dell’Obelisco.

La manifestazione si concluderà lunedì 30 novembre, alle 20, nella sede del Club Alpinistico Triestino, con la conferenza I bunker tedeschi nella provincia di Trieste, a cura di Maurizio Bressan. Al termine saranno consegnati gli attestati di partecipazione.

Le visite permetteranno di conoscere direttamente strutture sotterranee spesso poco accessibili, approfondendone la funzione e il ruolo nella storia del territorio.

La partecipazione alle visite è subordinata all’iscrizione, con un massimo di 25 persone. La quota è di 50 euro per gli adulti e di 25 euro per i bambini sotto i 10 anni. Per le escursioni è consigliato un abbigliamento adeguato alla visita in galleria; la durata delle escursioni è di circa due ore, salvo imprevisti.

Le iscrizioni si effettuano presso la sede del CAT, in via Raffaele Abro 5/A, il martedì dalle 21 alle 23 oppure direttamente prima delle presentazioni. Il modulo è disponibile sul sito www.cat.ts.it e, una volta compilato, può essere inviato a cat@cat.ts.it, indirizzo al quale rivolgersi anche per informazioni. La quota comprende l’iscrizione al CAT e il materiale divulgativo previsto dall’iniziativa.

Con questa dodicesima edizione, il Club Alpinistico Triestino rinnova il proprio impegno nella divulgazione e nella valorizzazione del patrimonio sotterraneo cittadino, offrendo al pubblico l’opportunità di esplorare luoghi che conservano importanti testimonianze del passato.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

Via R. Abro, 5/A
34144 Trieste
cell.: 348 5164550
codice fiscale: 80016650329
e-mail:cat@cat.ts.it
pec:cat.trieste@pec.csvfvg.it
http://www.cat.ts.it

Ufficio Stampa: Alessandra Ressa +39 348 3515270

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  • Vizi preistorici? Incredibile ma vero: a Sulawesi piante psicoattive già 25.000 anni fa
    Condividi Le analisi dei denti di due cacciatori-raccoglitori di Sulawesi rivelano l’uso abituale della noce di areca, una pianta neuroattiva, fino a 25.000 anni fa Uno studio pubblicato su Science Advances parla di due cacciatori-raccoglitori vissuti a migliaia di anni di distanza. Il più antico è datato tra circa 25.000 e 16.000 anni fa, mentre il secondo tra circa 7.600 e 6.300 anni fa. Entrambi presentano sui denti profonde scanalature, compatibili con l’abitudine di trattenere e succh
     

Vizi preistorici? Incredibile ma vero: a Sulawesi piante psicoattive già 25.000 anni fa

November 1st 2026 at 04:00

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Le analisi dei denti di due cacciatori-raccoglitori di Sulawesi rivelano l’uso abituale della noce di areca, una pianta neuroattiva, fino a 25.000 anni fa

Uno studio pubblicato su Science Advances parla di due cacciatori-raccoglitori vissuti a migliaia di anni di distanza. Il più antico è datato tra circa 25.000 e 16.000 anni fa, mentre il secondo tra circa 7.600 e 6.300 anni fa.

Entrambi presentano sui denti profonde scanalature, compatibili con l’abitudine di trattenere e succhiare a lungo noci di areca intere. A rafforzare questa interpretazione sono state le analisi biomolecolari, che hanno individuato nei tessuti dentali tracce compatibili con la presenza di arecolina, il principale alcaloide neuroattivo dell’areca.

I ricercatori hanno anche condotto esperimenti dimostrando che mantenere a lungo una noce intera a contatto con la saliva può liberare arecolina in quantità sufficienti a produrre effetti fisiologici.

La noce di areca, seme della palma Areca catechu, ha effetti prevalentemente stimolanti dovuti soprattutto all’arecolina, un alcaloide che agisce sul sistema nervoso. Oggi viene spesso consumata nel cosiddetto betel quid, insieme a foglie di betel e calce spenta, ed è considerata una delle sostanze psicoattive più diffuse al mondo, con centinaia di milioni di consumatori soprattutto in Asia e nel Pacifico.

Frutti della palma Areca catechu, dai cui semi si ricava la cosiddetta noce di areca, contenente l’alcaloide psicoattivo arecolina. Foto: Dinesh Valke / Wikimedia Commons – CC BY-SA 2.0

Perché succhiavano le noci di areca?

La risposta rimane incerta. Entrambi gli individui soffrivano di importanti problemi dentali e gli autori considerano possibile che l’areca venisse utilizzata anche per le sue proprietà analgesiche.

Non è però possibile stabilire se questa fosse la ragione principale. Potrebbero aver avuto importanza anche gli effetti neuroattivi della pianta o motivazioni che i resti archeologici non permettono di ricostruire.

L’abitudine aveva inoltre conseguenze pesanti: la durezza delle noci provocava una progressiva usura dei denti e, in uno degli individui, le scanalature arrivavano fino alla cavità pulpare.

Una pratica precedente all’agricoltura

Il dato più interessante riguarda l’antichità del comportamento. I due individui erano cacciatori-raccoglitori preagricoli e il più antico testimonia questa pratica già nel Pleistocene superiore.

La scoperta suggerisce quindi che l’uso abituale di una pianta neuroattiva possa avere radici molto più antiche di quanto documentato finora.

Gli studiosi invitano comunque alla prudenza. I resti appartengono a soli due individui e non dimostrano che il comportamento fosse diffuso nell’intera popolazione di Sulawesi né che la pratica sia stata trasmessa senza interruzioni per migliaia di anni.

L’usura e le molecole rimaste nei denti possono restituire comportamenti quotidiani avvenuti decine di migliaia di anni fa, altrimenti difficili da riconoscere.

Che dire? Al prossimo Raduno inviteremo anche qualche cacciatore-raccoglitore… così, tanto per farli stare in buona compagnia.

Fonti

Science Advances – Betel nut sucking is the earliest recorded evidence for the habitual use of a neuroactive plant drug – 9 settembre 2026
https://doi.org/10.1126/sciadv.aei1901

Pikaia – Sulawesi: le più antiche tracce di droga? – 2026
https://pikaia.eu/sulawesi-piu-antiche-tracce-droga/

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O uplynulém víkendu se v krasu sešla partička pracantů s hlavním cílem pořešit přerostlou deponii v jeskyni V Jedlích

O uplynulém víkendu se v krasu sešla partička pracantů s hlavním cílem pořešit přerostlou deponii v jeskyni V Jedlích. A byli úspěšní. Z Termitiště se jim podařilo přesunout blíže k povrchu parádních 304 kýblů. Teď je tam dost místa na pár dalších prolongačních akcí v sondě. Kromě toho se V Jedlích bádalo také v Silvestrově chodbě a jedna menší akce proběhla i v jeskyni U Jedelské cesty, kde se podařilo postoupit odhadem o metr.



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Kam v neděli na výlet?

Kam v neděli na výlet? V jeskyních nefouká a neprší ;) A v neděli 1. listopadu bude všech 13 otevřeno ještě jako v říjnu! Viz https://www.caves.cz/sluzby-a-nabidky/oteviraci-doba-jeskyni?datum=2026-11-01 - nejen Bozkovské dolomitové jeskyně na snímku...



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  • Grotta del Monte Cucco, speleologa bloccata a 150 metri di profondità: soccorsa nella notte tra il 30 e il 31 ottobre
    Condividi Colta da sfinimento durante la risalita nella Grotta del Monte Cucco, è stata raggiunta e assistita dalle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico di Umbria e Marche. L’uscita intorno alle 5 del mattino, senza necessità di ricovero. Una lunga notte di lavoro nel cuore del Monte Cucco, dove tecnici e sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico sono intervenuti per assistere una speleologa che, durante la risalita, non era più in grado di proseguire autonomamente a causa dello sfini
     

Grotta del Monte Cucco, speleologa bloccata a 150 metri di profondità: soccorsa nella notte tra il 30 e il 31 ottobre

Október 31st 2026 at 15:38

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Colta da sfinimento durante la risalita nella Grotta del Monte Cucco, è stata raggiunta e assistita dalle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico di Umbria e Marche. L’uscita intorno alle 5 del mattino, senza necessità di ricovero.

Una lunga notte di lavoro nel cuore del Monte Cucco, dove tecnici e sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico sono intervenuti per assistere una speleologa che, durante la risalita, non era più in grado di proseguire autonomamente a causa dello sfinimento.

L’intervento si è svolto in condizioni ambientali impegnative, con nebbia fitta e forte vento all’esterno, mentre sottoterra le squadre hanno raggiunto la donna a circa 150 metri di profondità e l’hanno accompagnata verso l’uscita attraverso i pozzi della cavità.

Riportiamo di seguito le parole diffuse via social dal Soccorso Alpino e Speleologico Umbria:

COMUNICATO CNSAS

L’allarme è scattato intorno all’una di questa notte, quando il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) è stato attivato per una speleologa colta da sfinimento durante la risalita, a circa 150 metri di profondità nella Grotta del Monte Cucco.

Raggiunta la località Pian del Monte nel Comune di Sigillo, in condizioni di nebbia fitta e forte vento, due squadre composte da tecnici e operatori del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria – CNSAS e Soccorso Alpino e Speleologico Marche – CNSAS sono entrate nella grotta. I soccorritori hanno raggiunto la donna nei rami sinistri del Baratro, alla base dell’omonimo pozzo, dove la stanchezza le aveva impedito di proseguire autonomamente verso l’uscita.

Dopo averla rifocillata, le squadre l’hanno assistita nella risalita dei pozzi, utilizzando paranchi e tecniche di soccorso speleologico.

Nel frattempo, una squadra ha accompagnato all’esterno i suoi compagni di esplorazione, per poi ricondurli alle auto parcheggiate a Pian del Monte. Con l’uscita di questo primo gruppo sono giunte anche le prime informazioni sulle condizioni della speleologa e sull’avvio delle operazioni di recupero.

Ulteriori squadre, composte da tecnici e sanitari, sono rimaste pronte a intervenire a supporto dei colleghi qualora fosse stato necessario.

Intorno alle 5:00 di questa mattina la speleologa, accompagnata dai soccorritori, ha raggiunto l’esterno della grotta. È stata quindi valutata dai sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico, che hanno riscontrato soltanto la stanchezza accumulata, senza evidenziare problematiche tali da richiedere il trasferimento in ospedale.

Un intervento concluso positivamente grazie alla preparazione, alla disponibilità e al lavoro coordinato dei tecnici e dei sanitari coinvolti. Operare nel soccorso speleologico significa muoversi in ambienti complessi, spesso per ore e in condizioni difficili, mettendo competenza ed esperienza al servizio di chi si trova in difficoltà.

Un sentito plauso al Soccorso Alpino e Speleologico Umbria e Marche per la professionalità e l’impegno dimostrati anche in questa operazione.

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  • Cave bear claw marks are scratched into the walls beside them
    Cave bear claw marks are scratched into the walls beside them. 🐾🕳️ The Grotta della Bàsura at Toirano was opened in 1950. A 2019 study identified a small group including children who crawled through on hands and knees carrying torches. ⏳🔬 Charcoal marks and handprints survive. Tours run daily. 🔦✨(Feed generated with FetchRSS)
     

Cave bear claw marks are scratched into the walls beside them

Október 30th 2026 at 11:13



Cave bear claw marks are scratched into the walls beside them. 🐾🕳️

The Grotta della Bàsura at Toirano was opened in 1950. A 2019 study identified a small group including children who crawled through on hands and knees carrying torches. ⏳🔬

Charcoal marks and handprints survive. Tours run daily. 🔦✨

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