Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo: Bellamar, Cuba, e una collaborazione speleologica che guarda alla tutela
Foto di copertina di Antonio Danieli
Il 13 settembre segna la prima Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo. Dalle cavità di Matanzas, il caso di Bellamar richiama il valore della ricerca condivisa, della documentazione e della protezione delle acque sotterranee.
La Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo
Il 13 settembre 2026 si celebra per la prima volta la Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo. La ricorrenza è stata proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO nel novembre 2025. La proposta era stata avanzata dalla Slovenia su iniziativa dell’Unione Internazionale di Speleologia, che ha sede a Postojna.
La scelta della data porta per la prima volta il tema delle cavità naturali e dei paesaggi carsici nel calendario delle giornate internazionali UNESCO. Il messaggio non riguarda solo l’esplorazione. Riguarda soprattutto la conoscenza degli acquiferi, della biodiversità sotterranea, degli archivi geologici e delle tracce culturali conservate nel sottosuolo.
Secondo UNESCO, i paesaggi carsici e le grotte interessano quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Sono ambienti fragili. Possono subire gli effetti dell’inquinamento, delle trasformazioni del suolo, delle estrazioni e di una fruizione non regolata.
La prima celebrazione internazionale è in programma a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre. Il calendario comprende una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale. La Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo diventa quindi anche un momento utile per collegare ricerca, educazione, gestione del territorio e tutela.
Grotte di Bellamar e carsismo di Matanzas
Nel quadro della Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo, le Cuevas de Bellamar, presso Matanzas, a Cuba, offrono un esempio concreto del rapporto tra grotte, patrimonio e comunità locali. Il complesso si trova nell’area carsica dell’altopiano di Bellamar, non lontano dalla baia di Matanzas.
La cavità turistica di Bellamar ha una lunga storia. Un resoconto speleologico internazionale ricorda che la prosecuzione della grotta fu individuata nel 1861 durante attività minerarie e che l’apertura al pubblico risale al 1862. Gli interventi di visita hanno lasciato segni materiali: scale, barriere, impianti e modifiche delle superfici mostrano quanto sia delicato conciliare accessibilità e conservazione.
Le Grotte di Bellamar sono note per le concrezioni di calcite e per l’interesse paleontologico, faunistico e archeologico richiamato nella documentazione del progetto. La crescita e la trasformazione delle forme minerali, in ambienti aerei, sommersi o misti, rendono questi spazi un laboratorio per lo studio dei processi carsici. La loro lettura deve comprendere anche la circolazione dell’acqua e gli scambi fra superficie e sottosuolo.
Antonio Núñez Jiménez e la speleologia cubana
Il percorso storico di Bellamar è legato ad Antonio Núñez Jiménez, figura centrale della speleologia cubana. La documentazione di spedizione lo indica come fondatore nel 1940 della Sociedad Espeleológica de Cuba. Le sue pubblicazioni contribuirono a far conoscere la varietà dei karst tropicali dell’isola e a consolidare l’attività speleologica nel Paese.
Il testo di riferimento segnala l’arrivo di Núñez Jiménez a Bellamar nel 1947 per ricerche universitarie. Ricorda inoltre il contributo di speleologi di Matanzas e l’attività del Grupo Espeleológico Félix Rodríguez de la Fuente, attivo dalla fine degli anni Ottanta in nuove esplorazioni. Questi elementi delineano una storia costruita da più generazioni, tra ricerca scientifica, esplorazione, rilievo e divulgazione.
La Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo richiama proprio questa continuità. Una grotta non è un insieme di sale isolate. È parte di un sistema fisico e biologico. Ogni dato raccolto, dal rilievo topografico al monitoraggio delle acque, può contribuire alla sua gestione.
Proyecto Bellamar, Italia e Cuba
Dal 2003 il Proyecto Bellamar ha riunito il Gruppo Speleologico San Marco di Venezia, il Comité Espeleológico de Matanzas e altre realtà cubane, italiane e francesi. Il progetto ha avuto il patrocinio, tra gli altri, della Società Speleologica Italiana e della Sociedad Espeleológica de Cuba. Le attività hanno incluso esplorazioni, documentazione fotografica e audiovisiva 3D, comunicazione pubblica e azioni educative.
Il Gruppo Speleologico San Marco descrive un lavoro rivolto anche alla vulnerabilità delle risorse idriche sotterranee. Nel 2014 è stato realizzato presso Bellamar un Centro polifunzionale di educazione ambientale dedicato a carsismo e permacultura. Inizi? quindi una collaborazione didattica tra l’IIS Levi Ponti di Mirano e l’Istituto Politécnico Ernest Telman di Matanzas. Nell’ambito del percorso fu predisposto un laboratorio per analisi chimico-fisiche delle acque carsiche.
Il progetto rappresenta un caso utile per la Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo. La tutela non si limita alla cavità visitabile. Richiede di osservare l’altopiano, le sorgenti, le falde, le pratiche agricole e gli insediamenti che insistono sul bacino di alimentazione.
Le immagini citate nel testo di partenza sono attribuite al Proyecto Bellamar e ad Antonio Danieli, Michel Renda ed Esteban Grau. Il loro uso documentario restituisce un aspetto spesso decisivo nella tutela: rendere visibili ambienti sotterranei che, per loro natura, restano nascosti alla maggior parte delle persone.
Ricerca, tutela e responsabilità
La Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo invita a considerare il carsismo come un patrimonio naturale con ricadute dirette sulla vita delle comunità. La speleologia può offrire rilievi, osservazioni idrologiche, dati biologici e strumenti di comunicazione. Le istituzioni e i gestori del territorio possono trasformare queste conoscenze in misure di protezione.
Bellamar mostra anche l’importanza della cooperazione internazionale. La presenza di speleologi cubani, italiani, francesi e di altre provenienze ha prodotto documentazione e attività formative. Perché questo patrimonio resti leggibile nel tempo, ogni intervento dovrebbe basarsi su dati verificabili, monitoraggi ripetuti e valutazioni attente degli impatti.
In questa prospettiva, il 13 settembre non è soltanto una ricorrenza. È un richiamo alla responsabilità verso le cavità, le acque sotterranee e i paesaggi carsici da cui dipendono ecosistemi e persone.
Fonti
- UNESCO, “International Day of Caves and Karst”: https://www.unesco.org/en/days/caves-and-karst
- Governo della Repubblica di Slovenia, “UNESCO proclaims International Day of Caves and Karst”: https://www.gov.si/en/news/2025-11-12-unesco-proclaims-international-day-of-caves-and-karst-the-initiative-came-from-slovenia/
- Proyecto Bellamar, presentazione del progetto: https://www.proyectobellamar.com/english-1/
- Gruppo Speleologico San Marco, “Proyecto Bellamar”: https://www.speleosanmarco.it/bellamar
- Jean-Philippe Grandcolas, “Compte rendu d’expédition – Proyecto Bellamar 2012 – Cuba”: http://clan.des.tritons.free.fr/publications/explo_tritons/CR.Proyector.Bellamar_2012.pdf
Cuba
L'articolo Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo: Bellamar, Cuba, e una collaborazione speleologica che guarda alla tutela proviene da Scintilena.




