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    Condividi Le ricerche sui biofilm della Grotta Cucchiara, illustrate da Martina Cappelletti, saranno presentate a Costacciaro: analisi molecolari e geochimiche per comprendere i microrganismi delle grotte termali siciliane. La Grotta Cucchiara, nel complesso sotterraneo del Monte Kronio, in Sicilia, è al centro di una ricerca sulle comunità microbiche che colonizzano pareti e soffitto. Secondo l’annuncio attribuito a Martina Cappelletti, gli studi saranno presentati al raduno speleologico di
     

Grotta Cucchiara, la vita microbica nel caldo del Monte Kronio

Október 6th 2026 at 14:00

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Le ricerche sui biofilm della Grotta Cucchiara, illustrate da Martina Cappelletti, saranno presentate a Costacciaro: analisi molecolari e geochimiche per comprendere i microrganismi delle grotte termali siciliane.

La Grotta Cucchiara, nel complesso sotterraneo del Monte Kronio, in Sicilia, è al centro di una ricerca sulle comunità microbiche che colonizzano pareti e soffitto. Secondo l’annuncio attribuito a Martina Cappelletti, gli studi saranno presentati al raduno speleologico di Costacciaro. Il sito ufficiale indica che il Raduno Internazionale di Speleologia 2026 si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre.[1]

Grotta Cucchiara e ambiente termale

Il Monte Kronio domina Sciacca ed è conosciuto per i fenomeni termali delle Stufe di San Calogero. Il suo complesso carsico conserva anche testimonianze archeologiche. L’Antiquarium regionale espone reperti provenienti dalle ricerche condotte nel sottosuolo dagli anni Sessanta e documenta la frequentazione degli ambienti in epoca preistorica e storica. La ricerca biologica si inserisce quindi in un territorio studiato da prospettive diverse.[2]

Nella descrizione fornita per l’intervento, la Grotta Cucchiara presenta forti variazioni di temperatura e umidità. Sono indicati valori che superano i 45 °C e il 99% di umidità. Pareti e soffitto vengono descritti come ricoperti da biofilm di diverse colorazioni. Questi dati appartengono all’annuncio della ricerca e non sono accompagnati, nel materiale disponibile, da dettagli sui punti e sui tempi di misurazione.

Biofilm microbici della Grotta Cucchiara

La presenza di rivestimenti colorati costituisce il punto di partenza dell’indagine annunciata. Il lavoro intende chiarire quali microrganismi abitino la Grotta Cucchiara, come vivano nelle condizioni descritte e quale ruolo svolgano nell’ecosistema sotterraneo. Il termine biofilm indica qui i rivestimenti microbici osservati sulle superfici della cavità.

Il colore, da solo, non permette di assegnare un nome ai microrganismi presenti. Una ricerca pubblicata nel 2024 sui biofilm gialli di grotte calcaree, gessose e vulcaniche ha confrontato comunità provenienti da ambienti geologici differenti. Ha rilevato gruppi batterici ricorrenti, ma anche differenze nella composizione delle comunità. Questo confronto aiuta a inquadrare il problema, senza attribuire alla cavità siciliana risultati ottenuti altrove.[4]

Monte Kronio, microbiologia e geochimica

La ricerca combina analisi molecolari e geochimiche. L’obiettivo dichiarato è mettere in relazione le comunità microbiche con le condizioni dell’ambiente in cui vivono. Le domande riguardano sia l’adattamento alle condizioni termali sia il contributo dei microrganismi al funzionamento dell’ecosistema. Il testo disponibile non specifica protocolli, numero di campioni o risultati quantitativi.

Un precedente documentato riguarda i funghi delle grotte idrotermali del Monte Kronio. Lo studio di S. Di Piazza e colleghi, pubblicato su Webbia nel 2017, contò 160 unità tassonomiche morfologiche vitali e identificò 14 taxa. I generi più frequenti furono Penicillium, Cladosporium e Trametes. Gli autori segnalarono inoltre la prima osservazione di Metarhizium flavoviride var. flavoviride in un ambiente ipogeo.[3]

Grotta Cucchiara al raduno di Costacciaro

L’annuncio associa la presentazione a Martina Cappelletti e la colloca nel raduno di Costacciaro. Il calendario generale ufficiale conferma le quattro giornate dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, dedicate a conferenze, incontri, mostre, workshop ed escursioni. Nelle informazioni consultate non è stato possibile verificare giorno, orario e sede della singola relazione.[1][5]

Il contributo porterà all’attenzione del pubblico speleologico un tema preciso: studiare una grotta significa anche osservare le comunità microscopiche che ne abitano le superfici. Nel caso della Grotta Cucchiara, l’interesse riguarda soprattutto il rapporto tra vita microbica, condizioni termali e ambiente sotterraneo. La presentazione potrà chiarire metodi e risultati della ricerca, mantenendo distinti i dati già pubblicati dalle informazioni annunciate per il nuovo intervento.

Fonti e approfondimenti

Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] ANTIQUARIUM DI MONTE KRONIO – SCIACCA – Regione Siciliana https://parchiarcheologici.regione.sicilia.it/valle-templi/en/siti-archeologici/antiquarium-di-monte-kronio-sciacca/
[3] First mycological assessment in hydrothermal caves of Monte … https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/00837792.2017.1347368
[4] Bacterial communities forming yellow biofilms in different cave types share a common core. https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0048969724074205
[5] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[7] Microbial Diversity in Paleolithic Caves – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20607532/
[8] [PDF] Microbial diversity and metabolic potential in caves – AMS Dottorato https://amsdottorato.unibo.it/id/eprint/9467/1/Ghezzi_Daniele_tesi.pdf
[9] [PDF] Analytical techniques to study microbial biofilm on abiotic surfaces http://www.seu-roma.it/riviste/annali_igiene/open_access/articoli/8ace409bea7945271c2251d0ef793170.pdf
[10] [PDF] Archivio Istituzionale Open Access dell’Università di Torino Original … https://iris.unito.it/bitstream/2318/1524671/1/Badino_Torelli.pdf
11 First mycological assessment in hydrothermal caves of … https://www.academia.edu/108087659/First_mycological_assessment_in_hydrothermal_caves_of_Monte_Kronio_Sicily_southern_Italy_
[12] Costacciaro 2026 https://radunocostacciaro.it/costacciaro/
[13] Iscrizioni Costacciaro 2026 | Raduno Internazionale di Speleologia https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/
[14] RADUNO SPELEO 2026 – Kong Italy https://www.kong.it/it/post/raduno-speleo-2026/
[15] Come nasce il Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/costruiamo-il-raduno/
[16] Aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia … https://www.scintilena.com/aperte-le-iscrizioni-al-raduno-internazionale-di-speleologia-costacciaro-2026/07/22/
[17] Comunicazione – Costacciaro 2026 https://radunocostacciaro.it/comunicazione/
[18] Monte Kronio, o monte San Calogero (Natural Reserve) https://www.mammasicily.com/sites-of-interest-in-sicily/monte-kronio-o-monte-san-calogero-natural-reserve.html
[19] Analisi mineralogiche dei sedimenti argillosiltosi della Grotta della Bàsura https://www.semanticscholar.org/paper/bed672c10d1573afbc6bc361ba59c385a064a1e7
[21] Speleothem and biofilm formation in a granite/dolerite cave, Northern Sweden http://scholarcommons.usf.edu/ijs/vol43/iss3/7/
[22] First mycological assessment in hydrothermal caves of Monte … https://jglobal.jst.go.jp/en/detail?JGLOBAL_ID=202502263468367610
[23] Cappelletti – InFerrara https://www.inferrara.it/it/p/10/food/i-cappelletti-caplit
[24] Dominant Microbial Populations in Limestone-Corroding Stream Biofilms, Frasassi Cave System, Italy https://journals.asm.org/doi/10.1128/AEM.00715-06
[25] [PDF] 27th International Conference on Subterranean Biology https://assets.zyrosite.com/Mw5G02Z79HrdZrKN/book-of-abstracts-icsb-27-jiWSourCqOhQkrog.pdf
[26] ANALISI QUALITATIVA E QUANTITATIVA DI BIOFILM FOTOSINTETICI IN AMBIENTE RUPESTRE https://www.semanticscholar.org/paper/dc86313740104955fe0f8d97f334eeeca048315c
[28] Free living ciliated protists from the chemoautotrophic cave ecosystem of Frasassi (Italy) https://www.semanticscholar.org/paper/e06c91d48928d04a1f64c8b04686ad2914fc5bc0
[29] [PDF] cronache ipogee https://s4580f21668c43698.jimcontent.com/download/version/1756736258/module/8436118156/name/Cronache%20Ipogee%20n.6%20-%20giugno%202025%20.pdf
[30] Biomediated Precipitation of Calcium Carbonate Metastable Phases in Hypogean Environments: A Short Review http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/713851131
[31] A mycological baseline study based on a multidisciplinary … https://www.semanticscholar.org/paper/A-mycological-baseline-study-based-on-a-approach-in-Capello-Carbone/907def46b1fcae62615193b7de46f779a69f384c
[32] Cappelletti – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cappelletti
[33] Latest biofilms News https://www.nationaltribune.com.au/topics/biofilms/
[34] ScienceDaily: Search Archives https://www.sciencedaily.com/search/

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  • Grotta Acqua Nera: 300 metri nuovi e immersioni fino a 103 metri
    Condividi La campagna speleosubacquea del Gruppo Grotte Giara Modon porta la Grotta Acqua Nera di Lamon a 2.615 metri di sviluppo. Dal 19 al 23 agosto 2026, sette speleosub hanno lavorato con un campo interno, affiancando all’esplorazione campionamenti d’acqua e monitoraggi della temperatura. Grotta Acqua Nera: i risultati Trecento metri di nuove gallerie esplorate e una profondità raggiunta di 103 metri nel terzo sifone. Sono i principali risultati della campagna condotta dal 19 a
     

Grotta Acqua Nera: 300 metri nuovi e immersioni fino a 103 metri

Október 6th 2026 at 13:00

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La campagna speleosubacquea del Gruppo Grotte Giara Modon porta la Grotta Acqua Nera di Lamon a 2.615 metri di sviluppo.

Dal 19 al 23 agosto 2026, sette speleosub hanno lavorato con un campo interno, affiancando all’esplorazione campionamenti d’acqua e monitoraggi della temperatura.

Grotta Acqua Nera: i risultati

Trecento metri di nuove gallerie esplorate e una profondità raggiunta di 103 metri nel terzo sifone.

Sono i principali risultati della campagna condotta dal 19 al 23 agosto 2026 nella Grotta Acqua Nera, a Lamon, in provincia di Belluno.

Secondo il resoconto del Gruppo Grotte Giara Modon, lo sviluppo complessivo della cavità raggiunge ora 2.615 metri. Il terzo sifone si avvicina ai due chilometri di lunghezza.

La spedizione ha riunito sette speleosub. Ai componenti del gruppo si sono affiancati partecipanti provenienti da Portogallo, Spagna, Svizzera e Austria.

L’obiettivo era proseguire oltre il precedente limite esplorativo del terzo sifone. Per raggiungerlo occorreva percorrere circa 1,5 chilometri e arrivare a 54 metri di profondità. La pianificazione prevedeva una profondità massima di 120 metri e l’impiego del campo interno per più giorni. Il punto più profondo effettivamente raggiunto, riportato nel resoconto, è invece di 103 metri.

Speleosubacquea: cinque giorni di lavoro

Il programma della Grotta Acqua Nera distribuiva trasporti, immersioni e recupero dei materiali su cinque giornate. Il primo giorno era dedicato all’avvicinamento dell’attrezzatura all’ingresso. Nel secondo erano previsti il superamento del primo sifone e il trasferimento dei materiali fino al terzo.

Tre sub dovevano quindi tornare all’esterno. Gli altri quattro sarebbero rimasti al campo interno. Per il terzo giorno il programma prevedeva due esploratori in immersione e due persone impegnate nell’assistenza e nelle attività scientifiche.

La quarta giornata comprendeva una seconda immersione esplorativa, il rientro dei tre sub dall’esterno e il trasporto interno dei materiali. Era poi prevista l’uscita dell’intera squadra. Il quinto giorno era riservato al recupero dell’attrezzatura. Il gruppo riferisce di aver raggiunto gli obiettivi della campagna.

Il lavoro degli speleologi di supporto ha accompagnato l’intera organizzazione. Il trasporto fino all’ingresso e l’allestimento delle teleferiche hanno agevolato la movimentazione dei carichi. La preparazione ha incluso il reperimento dell’attrezzatura mancante, dei bidoni stagni e delle miscele respiratorie.

Durante la spedizione la pioggia ha fatto salire di oltre 1,5 metri il livello del primo sifone. Il resoconto descrive condizioni complessivamente favorevoli e alcune difficoltà risolte nel tratto successivo. L’innalzamento dell’acqua resta un elemento rilevante nella ricostruzione delle condizioni incontrate dalla squadra.

Terzo sifone verso Bus de la Lora

Oltre il precedente termine della sagola, la galleria prosegue inizialmente a 54 metri di profondità. Risale poi fino a 35 metri e torna a scendere, raggiungendo quota meno 103 metri. I nuovi 300 metri della Grotta Acqua Nera hanno quindi esteso un percorso dal profilo articolato.

Il gruppo indica una direzione principale verso il Bus de la Lora e riferisce un collegamento già noto fra le cavità.

Bus de la Lora è il nome locale associato alla Grotta di Castello Tesino. Una ricostruzione storica pubblicata da Terra da Vivere colloca quest’ultima sulla destra orografica del torrente Senaiga, al confine fra Trentino e Veneto. La stessa fonte ricorda le esplorazioni di Bortolo Da Rugna nel settembre 1927.[2]

Le difficoltà dell’immersione non dipendono soltanto dalla profondità finale. Nel tratto iniziale del terzo sifone si risale fino a circa due metri sotto la superficie nella “Stanza del Bepi”. Il percorso comprende anche una piccola campana d’aria, prima di una nuova discesa marcata.

Secondo il gruppo, questo profilo ha richiesto una decompressione a circa un chilometro dall’uscita del sifone. L’immersione di punta è durata cinque ore. La temperatura dell’acqua è rimasta costante a 9 °C. Rebreather, scooter subacquei e campo interno sono indicati come componenti determinanti dell’organizzazione.

Grotta Acqua Nera e ricerca scientifica

La campagna ha affiancato all’avanzamento esplorativo attività di documentazione e raccolta di dati. Il programma comprendeva campionamenti d’acqua e installazione di datalogger per la temperatura, incluso uno strumento subacqueo nel terzo sifone.

Il Gruppo Grotte Giara Modon inserisce questi interventi in un lavoro che comprende rilievi, raccolta di dati e analisi delle acque.

Fra i partecipanti citati nel resoconto figurano Emanuel, Belen, Mauro e Osama.

L’esplorazione della Grotta Acqua Nera proseguirà oltre il nuovo limite raggiunto. Il gruppo stima che le prossime immersioni possano durare sette-otto ore. Si tratta di una previsione operativa, non della durata delle immersioni già effettuate. La maggiore distanza da percorrere rende centrali la logistica interna, l’assistenza e la continuità delle indagini scientifiche.

Fonti

Fonti
[1] Campi Speleo Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/campi-speleo/
[2] LA GROTTA DI CASTELLO TESINO – #Tdv -terra da vivere https://www.tdv.social/grotta-castello-tesino/
[7] Grotta Acqua Nera 2026: al via la campagna esplorativa di agosto … https://www.scintilena.com/grotta-acqua-nera-2026-al-via-la-campagna-esplorativa-di-agosto-con-squadra-internazionale/08/22/
[8] Oltre la grotta dell’acqua nera 2024 https://www.cr-valsuganaetesino.net/news/oltre-la-grotta-dellacqua-nera-2024/
[9] Grotta dell’acqua nera – Escursioni e come arrivarci – Komoot https://www.komoot.com/it-it/highlight/5817462
[10] Lamon cascata del salton grotta dell’acqua nera e busa della bela https://it.wikiloc.com/percorsi-canicross/lamon-cascata-del-salton-grotta-dellacqua-nera-e-bus-della-bela-109113007
[11] GET Cultnatura https://www.gettrek.it/
[12] I migliori sentieri vicino a Grotta dell’acqua nera – AllTrails https://www.alltrails.com/it-it/poi/italy/veneto/lamon–2/grotta-dell-acqua-nera
[13] Cascata del Salton e grotta dell’acqua nera da Costa – Wikiloc https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/cascata-del-salton-e-grotta-dellacqua-nera-da-costa-167505968
[14] Book now – Grotta del Vento https://grottadelvento.com/book-now/?re-product-id=167197
[15] 0158 http://storage.lib.uchicago.edu/pres/2015/pres2015-0158.pdf
[16] VAL SENAIGA – MOUNTAINS http://montagnaamica.blogspot.com/2011/04/val-senaiga.html
[17] [PDF] LE GROTTE D’ITALIA – Biblioteca “Franco Anelli” https://bibliotecaanelli.speleo.it/wp-content/uploads/2025/02/VII_2-1933_ocr.pdf
[18] Aqua Nera | Amazon Luxury River Cruise Ship https://www.aquaexpeditions.com/cruise-ships/aqua-nera
[19] Oltre la grotta dell’acqua nera 2024 – Pro loco venete https://www.prolocovenete.it/evento/belluno/oltre-la-grotta-dellacqua-nera-2024/
[20] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[21] Riviste Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/riviste/
[22] [PDF] Scintilena – Raccolta Aprile 2026 http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/NAZ/Scintilena/2026/Scintilena2026-V24-F4-Indice.pdf
[23] Chi Siamo – Scintilena https://www.scintilena.com/chi-siamo/
[24] Domenica andiamo a difendere la Nostra Acqua – Scintilena https://www.scintilena.com/domenica-andiamo-a-difendere-la-nostra-acqua/06/06/
[25] Come Trovarci – Scintilena https://www.scintilena.com/come-trovarci/03/01/
[26] Roma sotto Roma – Scintilena https://www.scintilena.com/roma-sotto-roma/06/16/
[27] Acqua Giara: composizione, etichetta e proprietà | Bere Acqua https://www.bereacqua.org/acque/giara/

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  • Nový dekl, průlez okruhem a trochu úklidu na Ponoru
    Minulý víkend 25-28.9.2026 odstartoval už v pátek, kdy mě Dave obětavě vyzvedl v Králově Poli – a to i s bečkou nachystanou na oslavu narození mé dcery. Anička se sice po úspěšném zakončení studia geologie nepřidala podle původních předpokladů, protože ji sklátila nemoc, ale vše si vynahradila v sobotu ráno. Dorazila s parádní buchtou ve […]
     

Nový dekl, průlez okruhem a trochu úklidu na Ponoru

Október 6th 2026 at 12:54
Minulý víkend 25-28.9.2026 odstartoval už v pátek, kdy mě Dave obětavě vyzvedl v Králově Poli – a to i s bečkou nachystanou na oslavu narození mé dcery. Anička se sice po úspěšném zakončení studia geologie nepřidala podle původních předpokladů, protože ji sklátila nemoc, ale vše si vynahradila v sobotu ráno. Dorazila s parádní buchtou ve […]
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  • EuroSpeleo Youth Contest 2026: giovani speleologi invitati a raccontare il mondo sotterraneo
    Condividi Scade il 30 ottobre 2026 il termine per partecipare alla seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Contest, concorso internazionale rivolto a bambini e giovani fino a 20 anni. Fotografie, rilievi, mappe e opere artistiche saranno presentati nell’ambito del 18° EuroSpeleo Forum di Pazin, in Croazia. EuroSpeleo Youth Contest 2026, aperte le iscrizioni per i giovani speleologi È fissata al 30 ottobre 2026 la scadenza per inviare le opere alla seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Cont
     

EuroSpeleo Youth Contest 2026: giovani speleologi invitati a raccontare il mondo sotterraneo

Október 6th 2026 at 12:00

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Scade il 30 ottobre 2026 il termine per partecipare alla seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Contest, concorso internazionale rivolto a bambini e giovani fino a 20 anni. Fotografie, rilievi, mappe e opere artistiche saranno presentati nell’ambito del 18° EuroSpeleo Forum di Pazin, in Croazia.

EuroSpeleo Youth Contest 2026, aperte le iscrizioni per i giovani speleologi

È fissata al 30 ottobre 2026 la scadenza per inviare le opere alla seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Contest, il concorso internazionale dedicato ai giovani e alle loro rappresentazioni del mondo sotterraneo.

L’iniziativa è organizzata da TETIIDE APS in collaborazione con la European Speleological Federation (FSE) e con il gruppo di lavoro European Children and Young Cavers (ECYC). La FSE ha rilanciato il concorso attraverso i propri canali ufficiali, confermando il collegamento con le attività europee rivolte alle nuove generazioni di speleologi. (Tetide?)

Il tema del contest è “Underground Vision – The Unseen World”. L’obiettivo è raccogliere differenti modi di osservare e rappresentare l’ambiente sotterraneo. Fotografia, rilievo, cartografia e illustrazione diventano così strumenti per raccontare le grotte e il rapporto dei giovani con la speleologia. (Tetide?)

Fotografia, cartografia e arte per raccontare le grotte

Il concorso non è riservato alla sola fotografia speleologica. Il regolamento comprende infatti diverse forme di rappresentazione del sottosuolo: immagini, mappe, rilievi e opere artistiche.

La partecipazione è aperta ai giovani fino a 20 anni. Ogni partecipante può inviare fino a tre opere. I lavori saranno sottoposti alla valutazione di una giuria professionale con competenze nel campo della speleologia e delle tematiche affrontate dal concorso. (Tetide?)

È previsto anche un Premio del Pubblico, attraverso il quale le opere potranno essere valutate direttamente dagli spettatori. La formula consente quindi di affiancare al giudizio tecnico una componente partecipativa.

Tra i suggerimenti proposti agli aspiranti partecipanti figurano temi come la prima esperienza in grotta, la protezione dell’acqua, la fauna cavernicola, il disegno di una carta di grotta e la vita negli ambienti privi di luce. Sono inoltre incoraggiate le interpretazioni legate all’immaginazione e al modo personale con cui i giovani osservano il mondo sotterraneo. (Tetide?)

La scadenza dell’EuroSpeleo Youth Contest è il 30 ottobre 2026

Per partecipare all’EuroSpeleo Youth Contest 2026 le opere devono essere inviate entro il 30 ottobre 2026 all’indirizzo youthcontest@tetide.org.

La scadenza è particolarmente vicina rispetto alla data dell’evento internazionale nel quale saranno presentati i lavori. È quindi il momento per selezionare fotografie, completare rilievi o preparare le opere grafiche da sottoporre alla valutazione.

I vincitori riceveranno un certificato ufficiale e saranno presentati attraverso una pubblicazione dedicata. La pagina ufficiale di TETIIDE specifica inoltre che le opere saranno pubblicate sul sito dell’ECYC e che i vincitori saranno presentati nell’EuroSpeleo Youthletter. (Tetide?)

Le opere dei giovani speleologi a Pazin durante Mundus Spelaeus

La seconda edizione dell’EuroSpeleo Youth Contest sarà collegata al 18° EuroSpeleo Forum e Meeting of Croatian Speleologists, in programma a Pazin, in Istria, dal 13 al 15 novembre 2026.

L’evento, denominato Mundus Spelaeus 2026, rappresenta la prima edizione dell’EuroSpeleo Forum ospitata in Croazia. La manifestazione riunirà speleologi, ricercatori e appassionati provenienti da diversi Paesi europei e sarà dedicata a vari aspetti della speleologia e del carsismo. (Speleo?)

Il programma di Pazin costituisce quindi il contesto nel quale il lavoro dei giovani partecipanti potrà entrare in relazione con la comunità speleologica europea. La presenza del contest all’interno di un appuntamento internazionale permette inoltre di dare visibilità alle diverse modalità con cui le nuove generazioni documentano e interpretano l’ambiente sotterraneo.

Un concorso rivolto alle nuove generazioni della speleologia europea

L’EuroSpeleo Youth Contest 2026 si inserisce nelle attività dell’ECYC, il gruppo di lavoro della Federazione Speleologica Europea dedicato ai bambini e ai giovani speleologi.

La prima edizione del contest si è svolta nel 2025. La seconda edizione prosegue quindi un progetto che punta a coinvolgere direttamente i giovani nella comunicazione della speleologia, utilizzando strumenti diversi dalla sola esposizione scientifica tradizionale. La FSE presenta infatti l’edizione 2026 all’interno delle attività dell’ECYC e segnala anche la precedente edizione del 2025. (Eurospeleo?)

Il valore dell’iniziativa sta anche nella possibilità di mettere a confronto esperienze provenienti da Paesi differenti. Una fotografia può documentare una cavità. Un rilievo può raccontarne la struttura. Una carta può trasformare l’esplorazione in una rappresentazione leggibile. Un disegno può invece restituire la percezione personale di un ambiente sotterraneo.

Come partecipare all’EuroSpeleo Youth Contest 2026

I giovani interessati possono preparare fino a tre opere e inviarle a youthcontest@tetide.org entro il 30 ottobre 2026. La partecipazione è riservata a chi ha un’età massima di 20 anni.

Il concorso comprende immagini, mappe e opere artistiche legate al mondo sotterraneo. Le opere saranno sottoposte alla giuria e potranno concorrere anche al Premio del Pubblico. (Tetide?)

Per conoscere nel dettaglio le modalità di partecipazione, i materiali richiesti e gli aggiornamenti sull’iniziativa è consigliabile consultare direttamente la pagina ufficiale di TETIIDE e le comunicazioni della European Speleological Federation.

Fonti

  1. TETIIDE APS – Visioni Sotterranee – Young Contest
    https://www.tetide.org/progetti/visioni-sotterranee-young-contest/
  2. European Speleological Federation – 2nd EuroSpeleo Youth Contest 2026
    https://www.eurospeleo.eu/2026/08/15/2nd-eurospeleo-youth-contest-2026/
  3. European Speleological Federation – European Children and Young Cavers working group ECYC
    https://www.eurospeleo.eu/european-children-and-young-cavers-working-group-ecyc/
  4. Hrvatski speleološki savez – Mundus Spelaeus, 18th EuroSpeleo Forum & Meeting of Croatian Speleologists
    https://www.speleo.hr/mundus-spelaeus-en/
  5. European Speleological Federation – Mundus Spelaeus 2026
    https://www.eurospeleo.eu/2026/06/16/mundus-spelaeus-18th-eurospeleo-forum-meeting-of-croatian-speleologists/

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  • Costacciaro 2026, escursioni aperte: dal Monte Cucco alle sorgenti di Villa Scirca
    Condividi Le escursioni di Costacciaro 2026 affiancano la traversata della Grotta di Monte Cucco alla visita delle sorgenti di Villa Scirca. Prenotazioni attraverso il modulo nella sezione attività del sito del raduno. Sono aperte le prenotazioni per le due escursioni guidate annunciate nell’ambito di Costacciaro 2026. Il programma propone la traversata della Grotta di Monte Cucco e un percorso alle sorgenti di Villa Scirca, con accesso a un luogo normalmente non visitabile, secondo la comuni
     

Costacciaro 2026, escursioni aperte: dal Monte Cucco alle sorgenti di Villa Scirca

Október 6th 2026 at 11:00

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Le escursioni di Costacciaro 2026 affiancano la traversata della Grotta di Monte Cucco alla visita delle sorgenti di Villa Scirca. Prenotazioni attraverso il modulo nella sezione attività del sito del raduno.

Sono aperte le prenotazioni per le due escursioni guidate annunciate nell’ambito di Costacciaro 2026. Il programma propone la traversata della Grotta di Monte Cucco e un percorso alle sorgenti di Villa Scirca, con accesso a un luogo normalmente non visitabile, secondo la comunicazione degli organizzatori.

Il raduno si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel territorio del Parco del Monte Cucco. Il sito ufficiale presenta la manifestazione come Raduno Internazionale di Speleologia. Le visite affiancano il programma di incontri, conferenze, mostre e workshop dedicati alla comunità speleologica. [web:11][web:4]

Escursioni Costacciaro 2026: date e prenotazioni

Le escursioni di Costacciaro 2026 comprendono due itinerari distinti. Il primo attraversa il sottosuolo del massiccio. Il secondo raggiunge una sorgente legata alla storia dell’approvvigionamento idrico umbro. Date e orari riportati nell’annuncio sono i seguenti. Escursione Date del 2026 Orario annunciato Traversata della Grotta di Monte Cucco 29, 30 e 31 ottobre; 1° novembre 8:30 Le sorgenti di Villa Scirca 30 ottobre 9:00

La prenotazione avviene compilando il modulo indicato nella sezione attività del sito ufficiale. La pagina dedicata raccoglie anche altre proposte speleologiche: le due visite oggetto dell’annuncio non esauriscono quindi le attività pubblicate per il raduno. [web:6]

Monte Cucco: traversata in grotta

La traversata proposta per le escursioni di Costacciaro 2026 prevede circa 900 metri nel sottosuolo, secondo l’annuncio. Il percorso permette di osservare ambienti rocciosi, acqua e formazioni calcaree all’interno della Grotta di Monte Cucco.

Per comprendere la natura della proposta è utile distinguere la traversata da una visita con ritorno allo stesso ingresso. La descrizione del percorso turistico pubblicata su Parks.it indica un accesso dal versante orientale e un’uscita sul versante settentrionale. Sono presenti scale e passerelle metalliche, oltre ai tratti di avvicinamento e rientro a piedi. [web:3]

Villa Scirca: sorgenti e acquedotto

La seconda proposta delle escursioni di Costacciaro 2026 è prevista il 30 ottobre alle 9:00. Il percorso conduce alle sorgenti di Villa Scirca e comprende, secondo gli organizzatori, l’ingresso in un luogo normalmente non accessibile.

La visita mette al centro la storia dell’acquedotto e dell’opera di captazione. Quest’ultima raccoglie l’acqua sorgiva per destinarla all’approvvigionamento. Il Fondo Ambiente Italiano colloca la nascita dell’acquedotto negli anni Trenta, per volontà del Comune di Perugia: un riferimento coerente con l’indicazione di un’opera realizzata quasi un secolo fa. [web:18]

La scheda di educazione ambientale del Parco del Monte Cucco descrive un acquedotto lungo 45 chilometri, che rifornisce anche Perugia. La sorgente permette quindi di leggere il territorio attraverso un’infrastruttura che collega la montagna alle esigenze idriche della città. [web:19]

Le due escursioni hanno anche un legame scientifico. La documentazione ospitata dall’Ordine dei Geologi dell’Umbria ricostruisce le prove di colorazione effettuate dal Gruppo Speleologico di Perugia tra il 1970 e il 1972. Queste ricerche stabilirono il collegamento idrologico tra le acque della Grotta di Monte Cucco e la sorgente Scirca. [web:2]

Un’ulteriore prova, nel 1974, utilizzò fluoresceina immessa nel Fiume Miliani, il corso d’acqua sotterraneo della grotta. Il tracciante comparve alla sorgente dopo sei giorni. Visitare grotta e sorgente offre dunque due punti di osservazione sul medesimo sistema idrico: i percorsi sotterranei dell’acqua e il luogo in cui viene captata. [web:2]

Fonti e collegamenti

L'articolo Costacciaro 2026, escursioni aperte: dal Monte Cucco alle sorgenti di Villa Scirca proviene da Scintilena.

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  • Angel Robot a Costacciaro: il progetto di Bernabei per il soccorso nei pozzi
    Condividi Tullio Bernabei presenterà Angel Robot al raduno di speleologia di Costacciaro. Il progetto nasce dall’esperienza di Vermicino e punta a sviluppare un dispositivo per raggiungere e mettere in sicurezza i bambini intrappolati nei pozzi stretti. Angel Robot al raduno di Costacciaro Si chiama Angel Robot il progetto che Tullio Bernabei presenterà a Costacciaro, nell’ambito del raduno di speleologia. Al centro dell’iniziativa c’è un problema preciso: intervenire negli spazi in cui le
     

Angel Robot a Costacciaro: il progetto di Bernabei per il soccorso nei pozzi

Október 6th 2026 at 10:00

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Tullio Bernabei presenterà Angel Robot al raduno di speleologia di Costacciaro. Il progetto nasce dall’esperienza di Vermicino e punta a sviluppare un dispositivo per raggiungere e mettere in sicurezza i bambini intrappolati nei pozzi stretti.

Angel Robot al raduno di Costacciaro

Si chiama Angel Robot il progetto che Tullio Bernabei presenterà a Costacciaro, nell’ambito del raduno di speleologia. Al centro dell’iniziativa c’è un problema preciso: intervenire negli spazi in cui le dimensioni del pozzo impediscono a un soccorritore di raggiungere direttamente la persona intrappolata.

Il Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel territorio del Monte Cucco. La manifestazione prevede conferenze, incontri e attività dedicate all’esplorazione e alla conoscenza del sottosuolo. La presentazione di Bernabei porterà in questo contesto il tema delle tecnologie applicate al soccorso. Le date generali dell’evento sono pubblicate sul sito ufficiale; nelle informazioni consultate non risultano verificati orario e sede dell’intervento.[1][2]

Angel Robot è il nome del progetto annunciato per Costacciaro. Le precedenti dichiarazioni di Bernabei, nelle quali il dispositivo veniva immaginato con il nome di Alfredino, raccontano invece la sua origine e il legame con Vermicino. Non vanno confuse con la denominazione attuale dell’iniziativa.[3]

Vermicino e l’esperienza di Bernabei

Nel giugno 1981 Tullio Bernabei aveva 22 anni. Fu tra gli speleologi impegnati nei tentativi di salvare Alfredo Rampi, il bambino di sei anni caduto in un pozzo a Vermicino. La tragedia segnò profondamente i soccorritori che provarono a raggiungerlo e a riportarlo in superficie.[4]

A distanza di quarant’anni, Bernabei descrisse quell’esperienza come un ricordo ancora doloroso. «Sono quello che sono anche per quella vicenda», dichiarò a Sky TG24 nel 2021. Raccontò anche di aver evitato a lungo di parlare di Alfredino, perché tornare a quei giorni significava confrontarsi nuovamente con il fallimento dei tentativi di salvataggio.[3]

Da questa memoria nasce il percorso che oggi viene presentato con il nome Angel Robot. L’obiettivo è studiare strumenti capaci di aiutare i soccorritori davanti a incidenti analoghi. Il desiderio espresso da Bernabei è prevenire il ripetersi di un esito come quello di Vermicino. È la motivazione del progetto, non una garanzia di successo in ogni situazione.[3][5]

Angel Robot e soccorso nei pozzi

Raggiungere la vittima non significa necessariamente poterla estrarre subito. Nel 2022 Bernabei spiegò a Scintilena che il primo obiettivo del dispositivo doveva essere la stabilizzazione e la protezione della persona intrappolata. Il recupero avrebbe costituito un passaggio successivo, da valutare in base alle condizioni del pozzo e del ferito.[5]

Questa distinzione chiarisce il problema affrontato da Angel Robot. Quando un adulto non può scendere nel pozzo, può essere necessario realizzare un accesso alternativo. Lo scavo richiede tempo e presenta difficoltà tecniche. Un dispositivo calato dall’alto potrebbe fornire un supporto durante l’attesa, contribuendo a mettere in sicurezza il bambino prima delle successive manovre.[5][6]

La ricerca tecnica collegata all’idea di Bernabei descrive un robot teleoperato. Il controllo resta quindi nelle mani dei soccorritori. Tra gli obiettivi indicati figurano la valutazione delle condizioni ambientali, la messa in sicurezza della vittima e l’assistenza al recupero. Il dispositivo è concepito come uno strumento della squadra, non come un sostituto degli operatori.[6]

Angel Robot e ricerca universitaria

Il percorso di sviluppo ha coinvolto specialisti del Politecnico di Torino e dell’Università dell’Aquila. Una tesi magistrale di Simone Astuti, pubblicata nel 2024 nell’archivio del Politecnico, documenta la progettazione di un robot mobile per il soccorso nei pozzi ispirato all’idea di Bernabei. I relatori sono Terenziano Raparelli e Daniela Maffiodo.[6][7]

L’elaborato descrive simulazioni sperimentali in laboratorio e modifiche ai componenti. Il lavoro riguarda compattezza, stabilità e manovrabilità. Comprende inoltre la scelta di parti commerciali e i contatti necessari per realizzare e assemblare il dispositivo. L’abstract colloca le prove operative dopo il completamento dell’assemblaggio. Non attesta l’impiego del robot in un salvataggio reale.[6]

Nel luglio 2025, un articolo sul progetto indicava un fabbisogno di circa 150 mila euro per la realizzazione del prototipo. Citava anche una candidatura a un bando europeo. Le fonti consultate non permettono di stabilire se quei finanziamenti siano stati ottenuti né di ricostruire gli eventuali sviluppi successivi.[7]

La presentazione di Angel Robot a Costacciaro riguarda quindi un percorso nel quale esperienza speleologica e progettazione ingegneristica si incontrano. Per descriverlo correttamente occorre distinguere le finalità del dispositivo, le prove documentate e le capacità ancora da verificare. Il punto di partenza resta concreto: aiutare i soccorritori a intervenire dove lo spazio disponibile limita l’accesso umano.[5][6]

Fonti su Angel Robot

Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[3] Vermicino 40 anni dopo, come Alfredino ha cambiato l’Italia https://tg24.sky.it/cronaca/2021/06/19/vermicino-40-anni-dopo-alfredino
[4] Alfredino Rampi oggi si sarebbe salvato? La risposta dello … https://www.inews24.it/2024/06/13/alfredino-rampi-oggi-si-sarebbe-salvato-la-risposta-dello-speleologo-che-partecipo-ai-soccorsi/
[5] 41 anni fa Vermicino. Oggi si lavora per un robot per salvare … https://www.scintilena.com/41-anni-fa-vermicino-oggi-si-lavora-per-un-robot-per-salvare-i-bambini-caduti-nei-pozzi/06/13/
[6] Robot mobile per operazioni di soccorso in pozzi artesiani = Mobile robot for rescue operations in artesian wells https://webthesis.biblio.polito.it/34348/
[7] Il robot che vuole salvare i bambini caduti nei pozzi artesiani https://www.incontrinotizie.it/il-robot-che-vuole-salvare-i-bambini-caduti-nei-pozzi-artesiani/

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  • Sinkhole naturali in Abruzzo: il censimento sale a circa 720 fenomeni
    Condividi Una ricerca sui sinkhole naturali in Abruzzo amplia il quadro dei circa 100 casi già catalogati. Database GIS, verifiche sul terreno e analisi della suscettibilità mettono in relazione gli sprofondamenti con le caratteristiche geologiche del territorio. I sinkhole naturali in Abruzzo sono molti più di quelli riportati nel precedente inventario. Un nuovo studio ne individua circa 720, attraverso un censimento che integra fonti documentali, cartografia e immagini satellitari. Il risul
     

Sinkhole naturali in Abruzzo: il censimento sale a circa 720 fenomeni

Október 6th 2026 at 09:00

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Una ricerca sui sinkhole naturali in Abruzzo amplia il quadro dei circa 100 casi già catalogati. Database GIS, verifiche sul terreno e analisi della suscettibilità mettono in relazione gli sprofondamenti con le caratteristiche geologiche del territorio.

I sinkhole naturali in Abruzzo sono molti più di quelli riportati nel precedente inventario. Un nuovo studio ne individua circa 720, attraverso un censimento che integra fonti documentali, cartografia e immagini satellitari. Il risultato amplia la conoscenza del fenomeno, ma non indica che centinaia di nuovi sprofondamenti si siano verificati di recente. Si tratta anzitutto di un aggiornamento del quadro conoscitivo.

Sinkhole in Abruzzo: il censimento

La ricerca è intitolata Natural sinkholes of Abruzzo (central Italy): expansion of ISPRA National Database and susceptibility analysis. Il riferimento bibliografico fornito attribuisce il lavoro a D. Maceroni, S. Nisio, S. Madonna e G. Ciotoli. La scheda disponibile sul sito dei Rendiconti Online della Società Geologica Italiana ne riporta obiettivi, metodologia e risultati principali.

Il punto di partenza era un inventario di circa 100 sinkhole. Il nuovo censimento arriva a circa 720 fenomeni: un numero superiore a sette volte quello precedente. L’ampliamento riguarda l’identificazione delle forme presenti sul territorio e la loro organizzazione in una banca dati geografica. Non equivale a una misura dell’aumento della frequenza degli eventi nel tempo.

L’abstract richiama la complessità geologica e l’attività sismica dell’Abruzzo. Cita inoltre l’alta valle del fiume Aterno, il bacino del Fucino e quello di Sulmona. Numerosi casi già catalogati risultavano associati a importanti terremoti in questi territori. Questa relazione non va estesa automaticamente a tutti i fenomeni censiti.

Database GIS e rilievi territoriali

Per censire i sinkhole naturali in Abruzzo, gli autori hanno costruito un geodatabase GIS. La raccolta comprende informazioni bibliografiche, carte topografiche e immagini satellitari. Le analisi hanno considerato anche la geometria delle forme e il contesto geologico.

Il GIS permette di organizzare le informazioni in relazione alla loro posizione sul territorio. Nel lavoro, questa struttura serve a riunire le segnalazioni e a studiarne la distribuzione. Il censimento non deriva quindi da una sola campagna di osservazione, ma dall’integrazione di materiali differenti.

Un passaggio riguarda le verifiche dirette. L’abstract precisa che i rilievi sul terreno sono stati condotti sistematicamente per validare i sinkhole nelle aree di pianura. Non afferma che tutti i circa 720 fenomeni abbiano ricevuto lo stesso tipo di controllo sul campo. La distinzione è importante per descrivere correttamente la portata del risultato.

Sinkhole: crolli e dissoluzione carsica

La scheda scientifica distingue due tipologie rilevanti. La maggior parte delle forme è attribuita ai sinkhole da crollo della copertura, indicati come cover-collapse, nelle aree pianeggianti. Sono inoltre diffusi i sinkhole di dissoluzione, legati alla dissoluzione delle rocce carbonatiche.

Il dato precisa il testo di partenza: le due categorie sono entrambe rappresentate, ma l’abstract assegna la prevalenza ai fenomeni di crollo della copertura. Non fornisce, nella sintesi consultabile, il numero esatto dei casi appartenenti a ciascuna tipologia. Sarebbe quindi improprio proporre percentuali o ripartizioni dettagliate.

Per il pubblico speleologico, il collegamento con la dissoluzione dei carbonati costituisce un elemento di interesse. Lo studio dei sinkhole naturali in Abruzzo comprende infatti forme connesse ai processi carsici. L’inventario riguarda gli sprofondamenti e le depressioni identificati dalla ricerca, non un conteggio di grotte esplorate o di cavità accessibili.

Suscettibilità dei sinkhole in Abruzzo

Oltre al censimento, il lavoro presenta un’analisi probabilistica della suscettibilità. Gli autori hanno utilizzato l’algoritmo Maximum Entropy, noto come MaxEnt. Secondo l’abstract, la pendenza e la litologia emergono come i principali fattori predisponenti alla formazione dei sinkhole nella regione.

Il risultato mette dunque in relazione i fenomeni censiti con le caratteristiche del territorio. Non va letto come una previsione della data di un futuro sprofondamento. La sintesi disponibile non riporta valori di accuratezza del modello, soglie operative o una graduatoria dei comuni. Questi dettagli non possono essere ricavati dal solo abstract.

Il nuovo quadro dei sinkhole naturali in Abruzzo amplia la base documentale per lo studio degli sprofondamenti. Restano distinti tre aspetti: il numero delle forme riconosciute, la loro origine e la predisposizione dei territori a ospitarle. La ricerca affronta questi temi attraverso il censimento, la classificazione e l’analisi spaziale.

Fonti e riferimento bibliografico

Nota bibliografica: l’anno 2027, la paginazione provvisoria “XX–XX” e la licenza Creative Commons Attribution sono indicati nel materiale di partenza. Non sono stati verificati autonomamente nella scheda completa, che non è risultata recuperabile. L’anno è successivo alla data di questa verifica, 6 ottobre 2026: il riferimento non viene quindi presentato come una citazione editoriale definitiva.

Fonti
[1] Natural sinkholes of Abruzzo (central Italy): expansion of ISPRA National Database and susceptibility analysis https://www.rendicontisocietageologicaitaliana.it/297/article-4331/natural-sinkholes-of-abruzzo-central-italy-expansion-of-ispra-national-database-and-susceptibility-analysis.html
[3] Evaporite sinkholes of the Friuli Venezia Giulia region (NE Italy) https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/17445647.2017.1316321?needAccess=true

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  • Tra grotte e cascate: trent’anni di esplorazioni di Mirko Palentini a Villa Caldogno
    Condividi Giovedì 8 ottobre alle 20.30, una serata a ingresso gratuito tra speleologia e torrentismo: inaugurazione della mostra fotografica, proiezione del docufilm “Cacciatori di Cascate” e presentazione della guida “Vicenza Canyoning”. Buio e luce, roccia e acqua, silenzio e avventura. È attraverso questi contrasti che Mirko Palentini racconta oltre trent’anni trascorsi a esplorare il mondo sotterraneo e gli ambienti più selvaggi della montagna. Speleologo, torrentista e appassionato f
     

Tra grotte e cascate: trent’anni di esplorazioni di Mirko Palentini a Villa Caldogno

Október 6th 2026 at 08:00

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Giovedì 8 ottobre alle 20.30, una serata a ingresso gratuito tra speleologia e torrentismo: inaugurazione della mostra fotografica, proiezione del docufilm “Cacciatori di Cascate” e presentazione della guida “Vicenza Canyoning”.

Buio e luce, roccia e acqua, silenzio e avventura. È attraverso questi contrasti che Mirko Palentini racconta oltre trent’anni trascorsi a esplorare il mondo sotterraneo e gli ambienti più selvaggi della montagna.

Speleologo, torrentista e appassionato fotografo, Palentini porta a villa Caldogno una parte di questo lungo viaggio con una mostra fotografica e un docufilm dedicato alla speleologia e al canyoning.

L’appuntamento è per giovedì 8 ottobre alle 20.30 nel salone nobile di Villa Caldogno, dove, con ingresso gratuito, sarà presentato il docufilm, sarà illustrata la guida “Vicenza Canyoning. Torrentismo sulle Prealpi Vicentine” e verrà inaugurata la mostra fotografica.

Mirko Palentini è uno dei fondatori del gruppo CAI Vicenza Canyoning; in oltre tre decenni ha percorso ed esplorato centinaia di grotte e forre, in Italia e all’estero, documentando le sue avventure.

La mostra ripercorre proprio questa lunga esperienza, partendo dalle prime pellicole degli anni Novanta per arrivare alla fotografia digitale.

Non una semplice raccolta di immagini tecniche, ma un racconto visivo nel quale la montagna viene osservata da prospettive inconsuete: le geometrie delle sale e dei pozzi scavati nel buio, i giochi di luce, l’acqua che attraversa e modella la roccia delle forre più selvagge.

Al centro della serata ci sarà anche il documentario “Cacciatori di Cascate” realizzato a oltre trent’anni dalla prima discesa di una delle forre più spettacolari del Trentino. Un gruppo di speleologi e torrentisti veneti torna infatti a percorrere e documentare uno dei canyon più suggestivi al confine tra le province di Trento e Vicenza.

Attraverso immagini girate in ambienti isolati e difficilmente accessibili, testimonianze degli esploratori e approfondimenti storici e naturalistici, il film accompagna il pubblico lungo il percorso dell’acqua, dal monte Pasubio fino alla valle dell’Adige.

La mostra sarà visitabile tutti i sabati e le domeniche di ottobre, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.

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  • Elezioni SSI 2026, voto aperto: si decide il triennio 2027-2029
    Condividi Dal 5 al 27 ottobre le elezioni SSI 2026 rinnovano le cariche della Società Speleologica Italiana ETS. Credenziali via email da Polyas, candidature consultabili online e scrutinio previsto a Costacciaro. Sono iniziate il 5 ottobre le elezioni SSI 2026 per il rinnovo delle cariche sociali della Società Speleologica Italiana ETS. La consultazione resterà aperta fino al 27 ottobre 2026 e definirà gli organi associativi del triennio 2027-2029. Il voto si svolge online attraverso la piat
     

Elezioni SSI 2026, voto aperto: si decide il triennio 2027-2029

Október 6th 2026 at 07:00

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Dal 5 al 27 ottobre le elezioni SSI 2026 rinnovano le cariche della Società Speleologica Italiana ETS. Credenziali via email da Polyas, candidature consultabili online e scrutinio previsto a Costacciaro.

Sono iniziate il 5 ottobre le elezioni SSI 2026 per il rinnovo delle cariche sociali della Società Speleologica Italiana ETS. La consultazione resterà aperta fino al 27 ottobre 2026 e definirà gli organi associativi del triennio 2027-2029. Il voto si svolge online attraverso la piattaforma Polyas.[1]

Elezioni SSI 2026: accesso al voto

Secondo la comunicazione diffusa dall’associazione, riceveranno le credenziali i soci e le socie in regola con il pagamento della quota annuale e registrati nel database SSI. L’email arriverà da Polyas.it e conterrà le informazioni necessarie per accedere alla votazione.

La procedura non richiede quindi la presenza fisica in un seggio. Gli aventi diritto potranno utilizzare il collegamento personale ricevuto per posta elettronica durante il periodo di apertura della consultazione. Le votazioni per i diversi organi si svolgono contemporaneamente e a scrutinio segreto.

Per le elezioni SSI 2026 è utile controllare anche la cartella dello spam. Le indicazioni pubblicate segnalano inoltre che alcuni filtri di posta possono interrompere il collegamento inserendo uno spazio. In quel caso occorre ricomporre l’indirizzo prima di aprirlo nel browser. Per i dubbi tecnici sull’accesso è indicato il recapito elezioni@socissi.it

Elezioni SSI 2026: cariche e preferenze

Il rinnovo interessa la presidenza, otto posti nel Consiglio direttivo e tre nel Collegio dei probiviri. Sono inoltre previsti cinque componenti dell’Organo di controllo volontario: tre membri effettivi e due supplenti. Si tratta di votazioni distinte, riferite alle diverse responsabilità nell’organizzazione associativa.[1]

Le modalità di espressione delle preferenze, riportate nell’approfondimento di La Scintilena, prevedono una scelta per il presidente. Per il Consiglio direttivo si possono indicare fino a otto candidati. Il limite è di tre preferenze per i probiviri e di cinque per l’Organo di controllo. È prevista anche la possibilità di inviare una scheda bianca o selezionare l’astensione nell’apposita casella.[1]

La consultazione riguarda dunque più organi, non soltanto la guida dell’associazione. Presidente e Consiglio direttivo seguono l’attività dell’ente. I probiviri esercitano le funzioni statutarie relative alle controversie associative. L’Organo di controllo svolge i compiti di vigilanza previsti dalle regole applicabili.

Candidature SSI: profili e programmi

Per la presidenza risultano candidati Vincenzo Martimucci e Sergio Orsini. Le candidature al Consiglio direttivo sono 21. Per l’Organo di controllo volontario sono indicate sette persone, mentre quattro si presentano per il Collegio dei probiviri. Questi numeri si riferiscono alle candidature nelle singole categorie, non necessariamente a persone tutte differenti.

La pagina dedicata sul sito SSI raccoglie l’elenco delle candidate e dei candidati, i curricula e le motivazioni delle candidature. La documentazione permette di confrontare i percorsi associativi e speleologici prima di esprimere le preferenze. Per le elezioni SSI 2026, il sito dell’associazione costituisce il riferimento per consultare presentazioni e istruzioni operative.

La lettura dei profili accompagna la fase di voto. Consente ai soci di valutare le esperienze dichiarate e le ragioni della disponibilità a ricoprire una carica. Il comunicato invita a consultare anche le linee guida, così da conoscere le modalità della procedura prima dell’accesso alla piattaforma.

Scrutinio SSI e triennio 2027-2029

Dopo la chiusura del 27 ottobre, lo scrutinio automatico è previsto in seduta pubblica durante l’assemblea SSI al Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro. Il raduno si svolgerà nel comune umbro dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. La lettura dei risultati seguirà quindi la conclusione del voto elettronico.

La Commissione elettorale renderà disponibili i risultati provvisori sul sito SSI per 15 giorni. Gli eventuali ricorsi saranno esaminati prima della pubblicazione dei risultati definitivi e della proclamazione. Il nuovo Consiglio procederà poi all’insediamento e all’attribuzione delle funzioni interne previste.[1]

Le elezioni SSI 2026 aprono così il passaggio al mandato 2027-2029. La fase attualmente in corso resta quella della scelta dei rappresentanti: fino al 27 ottobre, gli aventi diritto possono partecipare utilizzando le credenziali ricevute.

Fonti e documentazione

Fonti
[1] Elezioni SSI 2026: candidati, voto elettronico e scrutinio a Costacciaro https://www.scintilena.com/elezioni-ssi-2026-candidati-voto-elettronico-e-scrutinio-a-costacciaro/10/02/
[7] Voto elettronico sicuro di POLYAS https://www.polyas.it/
[8] Voto elettronico online di POLYAS: tutte le informazioni https://www.polyas.it/voto-elettronico
[9] Live Voting di POLYAS https://www.polyas.it/live-voting
[10] Come creare un’elezione online nell’online voting manager – polyas https://www.polyas.it/aiuto/online-voting-manager/creare-elezione-online
[11] Esperienze dei clienti sul voto elettronico online – polyas https://www.polyas.it/esperienze-dei-clienti
[12] https://speleo.it/site/elezioni-2026-candidati/ https://speleo.it/site/elezioni-2026-candidati/
[13] https://speleo.it/site/elezioni-2026-istruzioni/ https://speleo.it/site/elezioni-2026-istruzioni/
[14] Cariche – Federazione Speleologica del Lazio https://www.speleo.lazio.it/home/cariche/

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  • Gigi Casati, quarant’anni di speleosubacquea tra tecnica, logistica e lettura delle grotte
    Condividi L’intervista di Simone Villotti per InDEPTH Magazine ripercorre il percorso di Gigi Casati: dalle sorgenti di Oliero e del Gorgazzo ai sistemi a più sifoni, con un’idea centrale della speleosubacquea come strumento per comprendere le acque sotterranee. L’intervista di InDEPTH Magazine Quarant’anni sotto la superficie non sono soltanto una sequenza di profondità raggiunte o di distanze percorse. Nell’intervista pubblicata da InDEPTH Magazine, Gigi Casati ricostruisce il propri
     

Gigi Casati, quarant’anni di speleosubacquea tra tecnica, logistica e lettura delle grotte

Október 6th 2026 at 06:00

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L’intervista di Simone Villotti per InDEPTH Magazine ripercorre il percorso di Gigi Casati: dalle sorgenti di Oliero e del Gorgazzo ai sistemi a più sifoni, con un’idea centrale della speleosubacquea come strumento per comprendere le acque sotterranee.

L’intervista di InDEPTH Magazine

Quarant’anni sotto la superficie non sono soltanto una sequenza di profondità raggiunte o di distanze percorse. Nell’intervista pubblicata da InDEPTH Magazine, Gigi Casati ricostruisce il proprio percorso nella speleosubacquea attraverso attrezzature, compagni di esplorazione, errori, trasporti e lunghe fasi di preparazione.[1]

Il colloquio, curato da Simone Villotti e pubblicato l’8 settembre 2026, parte dagli inizi. Casati cominciò l’attività subacquea nel 1978 e si avvicinò alla speleologia intorno al 1985. L’incontro del 1986 con Jean-Jacques Bolanz fu decisivo. Casati descrive Bolanz come un maestro, un amico e una figura di riferimento nella formazione della propria visione esplorativa.[1][2]

L’articolo segue un arco tecnico molto ampio. Dalle immersioni in circuito aperto con aria, alle miscele di elio, ai rebreather semi-chiusi e chiusi, fino alle configurazioni sperimentali costruite o modificate per rispondere alle caratteristiche di singole cavità. Il punto di vista espresso da Casati resta però legato alla speleologia prima che alla sola immersione.[1]

Per l’esploratore, entrare in acqua non equivale soltanto a seguire una sagola fino a un punto noto. Significa chiedersi da dove arrivi l’acqua, quale sia l’architettura della cavità, come cambino i rami del sistema e dove possa svilupparsi una prosecuzione. È una lettura idrogeologica e speleologica dell’ambiente sotterraneo.[1]

Speleosubacquea e sistemi a sifoni

Nel racconto di Casati, la speleosubacquea trova uno dei suoi campi più formativi nelle grotte con più sifoni. Qui la progressione alterna tratti sommersi e asciutti. Può richiedere di camminare, strisciare, arrampicare e trasferire bombole e materiali prima dell’immersione successiva.[1]

La frase che sintetizza questo approccio è netta: “La grotta decide cosa si può portare”. In un sistema a più sifoni non è possibile imporre all’ambiente una configurazione standard. Peso, ingombri, ridondanza, autonomia e possibilità di trasporto devono essere adattati alle strettoie, ai dislivelli e alle condizioni locali.[1]

La speleosubacquea, in questa prospettiva, richiede quindi una pianificazione che inizia fuori dall’acqua. La scelta dell’attrezzatura non può essere separata dalla conoscenza della morfologia della cavità, dei livelli idrici e delle condizioni meteorologiche del bacino di alimentazione.

Casati osserva che le grandi sorgenti permettono spesso l’impiego di numerose bombole, scooter e rebreather. Nei sifoni interni il quadro può cambiare radicalmente. La disponibilità di tecnologia amplia le possibilità operative, ma non elimina gli ostacoli fisici posti dal sistema carsico.[1]

Oliero, Elefante Bianco e Gorgazzo

Tra i luoghi centrali dell’intervista figurano le Grotte di Oliero, la sorgente dell’Elefante Bianco e la sorgente del Gorgazzo. Sono siti che segnano diverse fasi della speleosubacquea italiana e della carriera di Casati.[1][3]

A Oliero, Casati ricorda la complessità delle campagne in circuito aperto. Le piene potevano danneggiare o distruggere chilometri di sagola guida. Prima di svolgere l’esplorazione vera e propria, le squadre dovevano ripristinare la progressione, collocare bombole di emergenza e di decompressione e organizzare i gas. Secondo l’intervista, in alcuni casi la ricostruzione della linea richiedeva da uno a un chilometro e mezzo di lavoro preliminare.[1]

Nelle Grotte di Oliero Casati effettuò, verso la fine degli anni Ottanta, una penetrazione di circa 1.000-1.100 metri, con profondità massima di 65 metri e riemersione all’interno della montagna. Le fonti biografiche pubblicate da La Scintilena riportano una progressione massima personale di 2.635 metri a una profondità media di circa 50 metri e il collegamento, ottenuto nel 2005, tra Cogol dei Siori e Cogol dei Veci.[1][3]

L’Elefante Bianco rappresenta un’altra pagina importante. Casati richiama una grande immersione in circuito aperto del 2003, arrivata a circa 162 metri, sostenuta da una struttura logistica fatta di compressori, riserve di elio, tende e sistemi per movimentare il materiale. Le diverse fonti riportano inoltre la prosecuzione dell’esplorazione fino a 186-189 metri negli anni successivi, a seconda delle immersioni e dei resoconti considerati.[1][3]

Al Gorgazzo, nel 2008, Casati raggiunse i 212 metri di profondità. L’intervista descrive l’ultimo tratto dopo avere lasciato lo scooter a circa 130 metri: 120 metri di galleria percorsi pinneggiando, con l’obiettivo di contenere lo sforzo respiratorio e il tempo di fondo. La Scintilena indica per quella esplorazione una distanza di circa 440 metri dall’ingresso e l’impiego di un circuito chiuso meccanico.[1][3]

Rebreather, sicurezza e cultura di squadra

Una parte rilevante dell’intervista riguarda l’evoluzione dei rebreather. Casati riconosce che questi apparati, insieme agli scooter, alle luci e alla maggiore conoscenza della decompressione, hanno reso realizzabili o più gestibili esplorazioni che in circuito aperto avrebbero richiesto quantità molto maggiori di gas e personale.[1]

La speleosubacquea non coincide però con la disponibilità di una macchina. Casati insiste sulla differenza tra affidarsi a un apparato e conoscere le conseguenze di un suo guasto. Nell’intervista sottolinea il valore delle riserve indipendenti in circuito aperto, specie per immersioni lunghe e profonde, e la necessità di valutare l’intero sistema: configurazione, gas, profondità, flusso, diluente, volume del circuito e durata prevista.[1]

Il racconto include anche incidenti decompressivi che Casati collega soprattutto a risalite troppo rapide. Il primo avvenne durante un’immersione all’Elefante Bianco, in presenza di un problema di assetto. Il secondo viene riferito all’immersione del 2016 a Vrelo Une, conclusa alla profondità massima di 248 metri. Il punto non è proporre modelli operativi, ma ricordare che tempo e risalita devono rispettare i limiti fisiologici del subacqueo.[1]

Accanto alla tecnica emerge il tema del lavoro collettivo. Nelle spedizioni delle fasi iniziali, un gruppo poteva condividere compressori, bombole, scooter, ricambi e lavoro fisico. Casati ricorda campagne con squadre numerose e settimane di preparazione. Oggi un rebreather permette a piccoli gruppi di lavorare con maggiore autonomia. Questa trasformazione riduce alcune esigenze logistiche, ma può indebolire la dimensione della squadra e della trasmissione diretta dell’esperienza.[1]

Torretta River e il futuro dell’esplorazione

L’intervista si chiude sulle attività più recenti, fra cui il progetto di Torretta River, indicato come un sistema a più sifoni. Casati riferisce che nel terzo sifone, nel 2020, ha raggiunto circa 1.780-1.800 metri di distanza, con una profondità massima nell’ordine di 89-90 metri. A monte sono presenti due sifoni più brevi e un tratto asciutto da percorrere con il materiale.[1]

Il sistema, comprese le diramazioni esplorate da Frank Giordani, supera i due chilometri di sviluppo secondo quanto riportato nell’intervista. Le condizioni restano decisive: piogge, fusione nivale e torbidità possono interrompere una campagna. Casati descrive situazioni di visibilità ridotta a circa due metri, insufficienti per lavorare in sicurezza su linee danneggiate o per verificare una possibile prosecuzione.[1]

La speleosubacquea emerge così come attività di esplorazione, documentazione e lettura dei sistemi carsici. Non è una gara a profondità e distanza. È un lavoro lungo, in cui il risultato dipende dalla preparazione, dalla capacità di riconoscere le condizioni non favorevoli e dalla disponibilità a fermarsi.

Nel 2025, il Premio Duilio Marcante ha riconosciuto il percorso di Luigi “Gigi” Casati. La cerimonia di Genova ha richiamato anche il suo contributo alla divulgazione e alla formazione. L’intervista di InDEPTH Magazine amplia quel quadro con una testimonianza diretta: quarant’anni di speleosubacquea osservati dal punto di vista della cavità, dell’acqua e delle persone che rendono possibile l’esplorazione.[2][3]

Fonti

Fonti
[1] Gigi Casati: 40 Years of Cave Diving and Exploration https://indepthmag.com/gigi-casati-cave-diving-exploration/
[2] UISP – Subacquea https://www.uisp.it/sub/pagina/allo-speleonauta-lugi-gigi-casati-il-premio-duilio-marcante-2025
[3] Luigi Casati riceve il Premio Duilio Marcante 2025 – Scintilena https://www.scintilena.com/luigi-casati-riceve-il-premio-duilio-marcante-2025/02/17/
[5] Beyond the Walkway: Diving Italy’s Hidden Giant, Frasassi Cave https://indepthmag.com/deep-frasassi-project/
[6] Cave Archives – InDEPTH https://indepthmag.com/category/cave/
[7] Album de Fotografias – Gigi CASATI https://www.prometeoricerche.eu/GIGI/album_fotografias.htm
[8] Gigi CASATI – Speleonauta – Official Web Site – Sito Ufficiale https://www.prometeoricerche.eu/
[9] Gigi Casati a -248m alla sorgente di Vrelo Une – FIAS https://www.fias.it/magazine/47-gigi-casati-a-248m-alla-sorgente-di-vrelo-une.html
[10] Luigi “Gigi” Casati – Speleosubacqueo – Tecnica & Medicina http://www.marpola.it/tecnica%20e%20medicina/101.htm
[11] Gigi Casati: leggenda della speleologia subacquea https://www.scubaportal.it/gigi-casati-intervista-speleologia-subacquea-immersioni-estreme/
[12] Gigi Casati, la speleologia subacquea italiana raccontata tra … https://www.scintilena.com/gigi-casati-la-speleologia-subacquea-italiana-raccontata-tra-esplorazione-e-memoria/06/21/
[13] Gigi Casati: Forty Years Beneath the Surface – Threads https://www.threads.com/@indepthmagazine/post/Dd_tNsVCgq6/gigi-casati-forty-years-beneath-the-surface-for-casati-cave-diving-has-always/
[14] Luigi Casati – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Casati
[15] Gigi CASATI – Speleonauta – Official Web Site https://www.prometeoricerche.eu/GIGI/
[16] Lo speleo-sub Gigi Casati ritenta il record del Gorgazzo | MOUNT LIVE https://www.mountlive.com/lo-speleo-sub-gigi-casati-ritenta-il-record-del-gorgazzo/

L'articolo Gigi Casati, quarant’anni di speleosubacquea tra tecnica, logistica e lettura delle grotte proviene da Scintilena.

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  • Grecia, a Salonicco il 16° seminario di speleologia del Proteas
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Grecia, a Salonicco il 16° seminario di speleologia del Proteas

Október 6th 2026 at 05:00

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Il gruppo speleologico Proteas – Speleologia di Salonicco organizza la sedicesima edizione del corso dedicato alla formazione di nuovi speleologi. Tecniche di progressione, sicurezza, conoscenza dell’ambiente sotterraneo e, nella tradizione formativa dell’associazione, anche rilievo delle cavità.

La speleologia greca è organizzata, come quella italiana, in una rete di gruppi che collaborano nelle esplorazioni, nella ricerca e nella tutela dell’ambiente sotterraneo, con frequenti scambi e collaborazioni internazionali, avendo grande cura della formazione.

Un esempio: a Salonicco, in Grecia, prenderà il via il 13 ottobre 2026 la sedicesima edizione del Seminario di Speleologia e Speleo-esplorazione organizzato dal gruppo Proteas – Speleologia di Salonicco

L’iniziativa è rivolta anche a persone senza precedente esperienza e combina lezioni teoriche e attività pratiche, con l’obiettivo di fornire le conoscenze di base per muoversi in grotta in sicurezza e partecipare successivamente alle escursioni e alle spedizioni organizzate dall’associazione durante l’anno.

Il programma di questa edizione pone l’attenzione sull’attrezzatura, sulle tecniche speleologiche, sulla sicurezza e sul comportamento responsabile nell’ambiente sotterraneo.

La formazione proposta da Proteas si inserisce però in un’attività didattica ormai consolidata. Nei programmi pubblicati dall’associazione per i seminari degli anni precedenti compaiono, oltre alle tecniche di progressione e alla geologia, anche organizzazione delle spedizioni, prevenzione degli incidenti, soccorso speleologico e cartografia delle grotte. In alcune edizioni gli allievi hanno effettuato esercitazioni pratiche di rilievo e fotografia direttamente nelle cavità.

Il rilievo costituisce del resto una componente importante dell’attività esplorativa del gruppo di Salonicco. Nella documentazione pubblicata da Proteas sono presenti rilievi realizzati con strumenti digitali DistoX e DistoX2, utilizzati sia per la documentazione di singole cavità sia nell’ambito di spedizioni esplorative.

Il sito dell’associazione ospita inoltre un archivio delle grotte esplorate e documentate dal gruppo, con indicazioni relative a sviluppo, profondità e autori o anni dei rilievi.

Il 16° Seminario di Speleologia e Speleo-esplorazione è articolato su 20 appuntamenti, dal 13 ottobre al 19 novembre 2026: 13, 15, 17, 18, 20, 22, 24, 25, 27, 29 e 31 ottobre; 1, 3, 5, 7, 8, 10, 12, 16 e 19 novembre 2026.

Le lezione teoriche, che avranno inizio alle h 20 e durata di circa due ore, come nella precedente edizione verteranno su:

  • materiali e attrezzatura speleologica;
  • elementi di geologia;
  • nodi e ancoraggi;
  • teoria dell’armo;
  • organizzazione delle spedizioni;
  • cartografia/rilievo delle grotte (????????????);
  • incidenti, prevenzione e soccorso speleologico.

A queste si aggiungevano esercitazioni pratiche in grotte e palestre tecniche della Grecia settentrionale.

Il primo incontro è previsto martedì 13 ottobre 2026, alle ore 20, nella sede di Proteas, in Grigoriou Lampraki 7, a Salonicco.

I posti disponibili sono limitati e l’organizzazione ha predisposto un modulo online per le iscrizioni:

Fonti: Voria – Grecia – https://www.voria.gr/article/thessaloniki-proteas-launches-16th-speleology-seminar-underground-exploration

Informazioni: Gruppo Proteas – Speleologia di Salonicco https://proteascave.gr/seminaria/ – http://proteascave.gr/contact/

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Leoganger Steinberge 2026 – sprawozdanie z wyprawy jaskiniowej

Leoganger Steinberge 2026 – sprawozdanie z wyprawy jaskiniowej

Termin: 25.07.2026-16.08.2026

Uczestnicy: 

1

Ciszewski

Andrzej

KKTJ – kierownik

2

Ciszewski

Michał

KKTJ – zastępca kierownika

3

Browarnik

Przemysław

KKTJ

4

Czart

Marcin

KKTJ

5

Drechsler

Tomasz

KKTJ

6

Dryjanski

Miłosz

KKS

7

Dumnicka

Hanna

KKTJ

8

Gawroński

Krzysztof

KKTJ

9

Grych

Marcin

KKTJ

10

Major

Jeremiah

Speleoklub Warszawski

11

Nowacki

Henryk

KKTJ

12

Porębski

Andrzej

SDG

13

Porębski

Włodzimierz

KKTJ

14

Ragus

Joanna

Tarnogórski Klub Taternictwa Jaskiniowego

15

Służałek

Paweł

TKTJ

16

Surlas

Justyna

KKTJ

17

Szozda

Helena

KKTJ

18

Tarnawski

Dominik

Speleoklub Warszawski

19

Wasyluk

Stanisław

KKTJ

20

Włosek

Izabela

SDG

21

Wójcik

Ewa

KKTJ

22

Wypych

Bogusław

Sądecki Klub Taternictwa Jaskiniowego

23

Zabrzyjewska

Beata

Speleoklub Warszawski

24

Zabrzyjewski

Jan

Speleoklub Warszawski

25

Żurek

Mateusz

KKTJ

 

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Wyprawa Leoganer Steinber 2026 została zorganizowana jak w poprzednich latach na 3 tygodnie od ostatniego weekendu lipca. Warunki pogodowe po przyjeździe do Austrii okazały się niekorzystne. Opady oraz mgły uniemożliwiły dotarcie pierwszej ekipy do obozu w celu rozłożenia bazy od razu po przyjeździe. Na szczęście, dwa dni później pogoda się poprawiła, co umożliwiło szybkie przygotowanie obozu oraz transport śmigłowcowy. Głównymi celami wyprawy była kontynuacja eksploracji w Jaskini Furkaschacht (otwór położony na wysokości 2475 m n.p.m.), Jaskini Sezonowanej (otwór na 2361 m n.p.m.) oraz Jaskini Dżedajski Mondzioł (otwór na 2435 m n.p.m.). W tym roku pokrywa śnieżna w kotle Nebelsbergkar była jeszcze niższa niż w ubiegłym roku. W związku z tym, otworzyło się wiele otworów wcześniej niedostępnych jaskiń.

Przygotowania do działalności biwakowej w jaskini Furkaschacht zaczęliśmy od razu po dotarciu do bazy. Okazało się, że za lodowym jeziorkiem na -40 m powstała duża bariera z lodu, a poziom wody się podwyższył. Dopiero dwa dni pompowania i czerpania wody, aby umożliwić przejście. W tym roku zorganizowaliśmy jedną 3-osobową akcję biwakową w środkowej części wyprawy. Podczas biwaku na początku przeprowadziliśmy wspinaczkę w celu sprawdzenia górnego piętra Pętlowej Galerii, powyżej biwaku. Niestety ciąg boczny szybko skończył się, a kontynuacji jaskini w tym rejonie możemy poszukiwać jeszcze za ciasną dolomitową szczeliną na dnie Pikowej Studni (-479 m). W drugim i trzecim dniu działalności biwakowej skupiliśmy się na ciągach poniżej Studni Dwóch Luster. Po przejściu zwężenia, które zostało pierwszy raz pokonane w 2025 dotarliśmy do kaskadowej Studni Kukuła, która na dnie kończy się ciasną, dolomitową szczeliną, w którą wpływa ciek wodny. Na szczęście kilka metrów nad szczeliną odchodzi wysoki i ciasny meander doprowadzający do środkowej części kolejnej kaskadowej Studni z Maczugą oraz krótka galeria doprowadzająca do jej zrębu na jeszcze wyższym poziomie. Na obszernym dnie Studni z Maczugą zaobserwowaliśmy ciekawą formację – wyżłobione prawie poziome na kilkunastu metrach dno podziemnej rzeki w dolomicie. Jaskinia na tym poziomie wyraźnie przebija się przez widoczną w sąsiednich studniach warstwę tej trudno rozpuszczalnej skały. Eksplorację zakończyliśmy na głębokości 498 m na dnie kolejnej kaskadowej studni, z której odchodzi niezbadana, myta freatycznie rura z licznymi zcementowanymi osadami. Również na tej głębokości osady zawierają otoczaki kwarcowe, które widzieliśmy rok wcześniej na wyższych poziomach jaskini. Otoczaki wraz z gliną były niesione najprawdopodobniej przez wody topniejących lodowców z Wysokich Taurów, ponieważ kwarc krystaliczny nie występuje w naszym masywie.

Intensywna działalności podczas całej wyprawy była prowadzona w odkrytej w 2025 roku jaskini Dżedajski Mondzioł. Ta jaskinia o odmiennej morfologii od innych jaskiń znajdujących się na tej wysokości ponownie nas zaskoczyła. W efekcie eksploracji wspinaczkowej dotarliśmy wieloma kominami do kolejnych poziomów, a najwyższy punkt jaskini (2489 m n.p.m.) przewyższa o 1 m najwyższy punkt w jaskini Furkaschacht. W południowej części Białej Galerii został odkryty ciąg prowadzący w dół na północny-wschód, który kaskadami doprowadził do kolejnego poziomu galerii. Niestety dalsza eksploracja wymaga kopania, ze względu na dużą ilość osadów. Eksplorowaliśmy również na kontynuacji najniżej położonych ciągów jaskini w Czarnej Galerii. Niestety przełaz dający perspektywy kontynuacji głównego ciągu zakończył się zawaliskiem, a jedna akcja kopania w najniższym punkcie jaskini na ten moment nie pozwoliła przejść przez błotne namulisko.

Działaliśmy również w Jaskini Sezonowanej, położonej niedaleko obozu. Dzięki dokładnemu sprawdzeniu ciągów bocznych odchodzących od obszernej Sali Czekoladowego Psa na głębokości 130 m, przez szczeliny, a niżej zawalisko dotarliśmy do kontynuacji starszych ciągów, w których utworzyła się Sala. Najpierw wysoki, suchy meander doprowadził nas do regularnej, mytej Studni Krzysia, z której ciągi rozdzielają się. Na najwyższym piętrze, obszerniejszy ciąg prowadzi przez fragmenty bardzo szerokiego, litego meandra do kolejnych studni. Podczas kilku akcji zaobserwowaliśmy przewiew w górę, świadczący o połączeniu z wyższym otworem. Ciekawe jest również występowanie na tym piętrze kryształów aragonitu, obserwowanych również w głównym ciągu galerii Lamprechtsofen m.in. w jaskiniach CL-3 oraz PL-2. Eksplorację zakończyliśmy na głębokości około 250 m nad dnem kolejnej studni z powodu braku czasu. Pozostały również wcześniej mijane, niezjechane studnie ze słyszanym ciągiem wodnym o głębokości kilkudziesięciu metrów.

W związku z dobrą pogodą i niskim poziomem śniegu, działaliśmy w wielu nowych jaskiniach. Podczas eksploracji powierzchniowej udało się udokumentować 21 jaskiń. Najciekawszą z nich jest Jaskinia Kamienna Rzeka, będąca obszernym tunelem usytuowanym na zboczach góry Birnhorn, w którym roztopił się zalegający przez lata korek lodowy. Jaskinia kontynuuje się kruchą, szczelinową studnią, w której będzie trzeba szukać obejścia głównej linii spadku kamieni. Dotarliśmy również ścianami do jednego z najbardziej niedostępnych, zlokalizowanych wcześniej otworów. Niewidoczna ze szlaku oraz z dostępnej części grani, Jaskinia SAGIS, znaleziona na zdjęciu lotniczym, znajdującą się w górnej części północnej ściany góry Birnhorn niestety kończy się rumoszem skalnym. W części eksplorowanych jaskiń zalega na dnie śnieg lub lód, więc eksploracja będzie kontynuowana w kolejnych latach.

W sumie podczas wyprawy Leoganger Steinberge 2026 zostało wyeksplorowane i skartowane 1653 m korytarzy. Jaskinia Furkaschacht osiągnęła deniwelację 510 m (-498 m, +12 m) i długość 2380 m (nowe ciągi: 181 m). Jaskinia Dżedajski Mondzioł osiągnęła deniwelację 121 m (-68 m, +54 m) i długość 1201 m (skartowane 494 m). Jaskinia Sezonowana osiągnęła głębokość 231 m i długość 710 m (skartowane 451 m).

Kierownik wyprawy                                                              Zastępca kierownika wyprawy
Andrzej Ciszewski                                                                Michał Ciszewski

 

 

Eksploracja powierzchniowa w topniejących korkach śnieżnych - fot. Helena Szozda Eksploracja Studni Kukuła, Jaskinia Furkaschacht - fot. Dominik Tarnawski Eksploracja w Jaskinia Dżedajski Mondzioł - fot. Justyna Surlas Eksploracja zamulonych ciągów w Jaskini Dżedajski Mondzioł - fot. Jan Zabrzyjewski Jaskinia Kamienna Rzeka  - fot. Michał Ciszewski Jaskinia Kamienna Rzeka - fot. Michał Ciszewski Jaskinia Sudlische Kuchelnieder Eishohle - fot. Krzysztof Gawroński Kryształy aragonitu, Jaskinia Sezonowana - fot. Michał Ciszewski Nad Studnią Piękni i Bestia, Jaskinia Sezonowana - fot. Stanisław Wasyluk Obóz na wysokości 2300 m n.p.m. w słońcu- fot. Helena Szozda Obszerny meander, Jaskinia Sezonowana - fot. Michał Ciszewski default Pomiary w jaskini Kamienna Rzeka - fot. Ewa Wójcik Rzeka na dnie Studni z Maczugą, Jaskinia Furkaschacht - fot. Michał Ciszewski Sala Czekoladowego Psa, Jaskinia Sezonowana - fot. Michał Ciszewski Sprzęt po wyjściu z Jaskini Dżedajski Mondzioł fot. Stanisław Wasyluk Studnia Krzysia, Jaskinia Sezonowana - fot. Michał Ciszewski Studnia Kukuła, Furkaschacht -460 m - fot. Michał Ciszewski default W drodze do Rzeki (-480 m), Jaskinia Furkaschach - fot. Michał Ciszewski Widok z obozu - fot. Helena Szozda Wspinaczka w kominach, Jaskinia Dżedajski Mondzioł - fot. Marcin Grych Życie bazowe - fot. Jan Zabrzyjewski default Eksploracja powierzchniowa - fot. Helena Szozda Eksploracja powierzchniowa - fot. Henryk Nowacki 1324-0001_P_20260330_GR_Lamprechtsofen_System_2025_PL-1 1324-0132_P_20260330_AR_S-N_Furkaschacht2025_PL 1324-0132_P_20260330_GR_Furkaschacht_2025_PL

 

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  • GrindExplo 2026: rotazione dei bivacchi e disostruzione nella grotta più profonda della Romania
    Condividi Nella giornata del 30 settembre la spedizione GrindExplo 2026 ha concentrato uomini, batterie, bombole e materiali tra le quote di -420, -540 e -775 metri nell’Avenul de sub Vârful Grind, nei Monti Piatra Craiului. Una giornata tra profondità e superficie L’esplorazione sotterranea richiede una logistica continua. Il resoconto di GrindExplo 2026 del 30 settembre descrive una giornata scandita da trasporti, ricambi di squadra e attività di disostruzione nell’Avenul de sub Vârf
     

GrindExplo 2026: rotazione dei bivacchi e disostruzione nella grotta più profonda della Romania

Október 5th 2026 at 14:00

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Nella giornata del 30 settembre la spedizione GrindExplo 2026 ha concentrato uomini, batterie, bombole e materiali tra le quote di -420, -540 e -775 metri nell’Avenul de sub Vârful Grind, nei Monti Piatra Craiului.

Una giornata tra profondità e superficie

L’esplorazione sotterranea richiede una logistica continua. Il resoconto di GrindExplo 2026 del 30 settembre descrive una giornata scandita da trasporti, ricambi di squadra e attività di disostruzione nell’Avenul de sub Vârful Grind, in Romania.

Al mattino Emi è risalito dal bivacco posto a -775 metri fino a quello a -540 metri. Ha trasportato due bombole destinate alle attività nel settore profondo. Poi è tornato verso il terminus, dove ha proseguito l’allargamento di un passaggio insieme ad Alex.

La presenza di una squadra al fronte e di altre persone dedicate alla catena dei trasporti mostra il carattere collettivo di GrindExplo 2026. In cavità profonde, ogni intervento dipende dall’arrivo di energia, materiali, viveri e attrezzature tecniche. La progressione non è quindi limitata al lavoro davanti al punto esplorativo.

Avenul de sub Vârful Grind e il lavoro al terminus

L’Avenul de sub Vârful Grind si trova sul versante orientale dei Monti Piatra Craiului. L’ingresso è indicato attorno a 1.922 metri di quota. La cavità è inserita nell’area protetta del Parco Nazionale Piatra Craiului ed è conosciuta come la grotta più profonda della Romania.[1][2]

Le fonti pubblicate dal Clubul de Speologie Silex Bra?ov e dalla Federazione Rumena di Speleologia riportano per la cavità una profondità superiore agli 800 metri; dopo i rilievi resi noti nel 2025 è stato comunicato il valore di -815 metri. I valori possono variare tra i resoconti, perché le esplorazioni e la topografia dei nuovi rami aggiornano progressivamente il dato.[3][4]

La struttura dell’Avenul de sub Vârful Grind è tipicamente alpina. Comprende una successione di pozzi e tratti di collegamento, con un percorso che richiede autonomia tecnica e tempi di movimento rilevanti. Le attività di disostruzione condotte da Emi e Alex al terminus puntano ad ampliare passaggi che limitano la prosecuzione, senza che il bollettino del 30 settembre comunichi ancora un avanzamento metrico o una nuova quota.

Batterie, acqua e materiali nella GrindExplo 2026

A metà giornata Claudiu ha lasciato il bivacco di -540 metri per risalire in superficie, trasportando gli accumulatori utilizzati nei giorni precedenti. Una volta arrivato al rifugio speleologico, le batterie sono state messe in carica per essere reimmesse nel ciclo dei trasporti verso l’aven.

L’elettricità è una risorsa operativa essenziale in una spedizione come GrindExplo 2026. Alimenta lampade, strumenti e attrezzature impiegate nelle zone di lavoro. Il recupero e la ricarica degli accumulatori richiedono una gestione precisa, soprattutto quando il fronte esplorativo si trova molte centinaia di metri sotto l’ingresso.

David è rimasto al bivacco di -540 metri per una giornata di riposo. Narcis e Gabi hanno invece riordinato l’equipaggiamento presente al bivacco e ne hanno trasferito una parte verso La Gunoaie, a -420 metri. In serata era previsto anche il loro rientro in superficie.

Alina è entrata nella cavità con batterie cariche, cibo e altri materiali per gli speleologi impegnati nel sottosuolo. Ha raggiunto il bivacco di -540 metri, dove si trovava David. Nello stesso ingresso Cristina e Iris hanno effettuato una punta fino alla sorgente situata a -115 metri, con il compito di portare acqua al rifugio speleologico.

Bivacchi sotterranei e continuità dell’esplorazione

I bivacchi a -540 e -775 metri sono nodi fondamentali per l’organizzazione della GrindExplo 2026. Consentono di distribuire le permanenze, ridurre le distanze affrontate in una sola giornata e predisporre materiali vicino ai settori più impegnativi.

La giornata del 30 settembre non viene descritta come un momento isolato. È parte di una sequenza di lavoro in cui persone e attrezzature si muovono tra superficie e profondità. Il trasporto delle bombole verso il basso, la risalita degli accumulatori scarichi, la discesa delle batterie cariche e l’approvvigionamento d’acqua delineano una catena logistica indispensabile per mantenere operative le squadre.

La spedizione Grind 2026 è stata annunciata dalla Federazione Rumena di Speleologia dal 19 settembre al 4 ottobre. Tra i soggetti indicati nei materiali della spedizione figurano l’Asocia?ia Speologic? Focul Viu, il Clubul de Speologie Silex Bra?ov, la Federa?ia Român? de Speologie e il Clubul de Speologie Avenul. Il bilancio esplorativo conclusivo dipenderà dai dati raccolti e dalla documentazione topografica delle attività svolte.[2]

Fonti

Fonti
[1] Avenul de sub Vârful Grind – cea mai adânc? pe?ter? din România https://www.cjarges.ro/avenul-de-sub-varful-grind
[2] „Grind 2026” Expedition – Federa?ia Român? de Speologie https://www.frspeo.ro/grind-2026-expedition/
[3] Avenul de sub Vârful Grind – Clubul de Speologie Silex Bra?ov https://speosilex.ro/avenul-de-sub-varful-grind/
[4] Avenul de sub Vârful Grind – Masivul Piatra Craiului – Speologie.org https://www.speologie.org/avenul-de-sub-varful-grind
[6] Avenul de sub Col?ii Grindului – Wikipedia https://ro.wikipedia.org/wiki/Avenul_de_sub_Col%C8%9Bii_Grindului
[7] Recordul de adâncime din România a fost stabilit la Avenul de sub … https://www.radiobrasovfm.ro/stiri-nationale/stiri-din-actualitate/recordul-de-adancime-din-romania-a-fost-stabilit-la-avenul-de-sub-varful-grind-id201927.html
[8] În Avenul de sub Vârful Grind s-a înregistrat un nou record na?ional … https://www.radiovacanta.ro/stiri/in-avenul-de-sub-varful-grind-s-a-inregistrat-un-nou-record-national-de-adancime-65951.html
[9] În Avenul de sub Vârful Grind s-a înregistrat un nou record na?ional … https://www.radiobrasovfm.ro/stiri-din-brasov/in-avenul-de-sub-varful-grind-s-a-inregistrat-un-nou-record-national-de-adancime-id210772.html
[10] Video – Avenul de sub Vârful Grind, cea mai adâc? pe?ter? din … https://stirileprotv.ro/video/play/avenul-de-sub-varful-grind-cea-mai-adaca-pestera-din-romania-a-fost-explorata-pana-la-800-de-metri-adancime/
[11] Grind Explo 2025: Speleologia internazionale nell’Avenul de sub … https://www.scintilena.com/grind-explo-2025-speleologia-internazionale-nellavenul-de-sub-varful-grind/07/08/
[12] speologie, Avenul de sub Col?ii Grindului https://sites.google.com/site/romanianatura78/home/carpatii-meridionali/piatra-craiului/avenul-de-sub-coltii-grindului-avenul-de-sub-varful-grind-in-muntii-piatra-craiului
[13] Clubul de speologie Avenul – Brasov https://www.avenul.ro/
[14] Tab?ra de explorare „Grind 2025” | Federa?ia Român? de Speologie https://www.frspeo.ro/tabara-de-explorare-grind-2025/
[15] Proiectare profil 0 pentru Avenul de sub Vârful Grind 2024 https://www.studocu.com/ro/document/universitatea-transilvania-din-brasov/dreptul-integrat-al-mediului/grind-2024-profil-proiectat-0-scara-1-1000-pereti-pb-v1/118986186?origin=related-document

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  • Tláloc Vertical Fest 2026 a Ocuilan: due giorni di canyoning e debutto annunciato del discensore TH1
    Condividi Il 21 e 22 novembre il Tláloc Vertical Fest 2026 è annunciato a Ocuilan, nello Stato del Messico. Ocuiltlan Aventuras indica due canyon come scenario dell’iniziativa e prevede la presentazione ufficiale del dispositivo Tláloc Descensor TH1; programma, quote e modalità di iscrizione devono ancora essere pubblicati. Tláloc Vertical Fest 2026: date e sede dell’iniziativa Il Tláloc Vertical Fest 2026 è annunciato per sabato 21 e domenica 22 novembre a Ocuilan, nello Stato del Messico
     

Tláloc Vertical Fest 2026 a Ocuilan: due giorni di canyoning e debutto annunciato del discensore TH1

Október 5th 2026 at 13:00

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Il 21 e 22 novembre il Tláloc Vertical Fest 2026 è annunciato a Ocuilan, nello Stato del Messico. Ocuiltlan Aventuras indica due canyon come scenario dell’iniziativa e prevede la presentazione ufficiale del dispositivo Tláloc Descensor TH1; programma, quote e modalità di iscrizione devono ancora essere pubblicati.

Tláloc Vertical Fest 2026: date e sede dell’iniziativa

Il Tláloc Vertical Fest 2026 è annunciato per sabato 21 e domenica 22 novembre a Ocuilan, nello Stato del Messico. La comunicazione diffusa da Ocuiltlan Aventuras presenta l’appuntamento come un evento dedicato al canyoning, alle tecniche verticali e alla prova sul campo di nuove attrezzature.

Il calendario indicato è di due giornate. L’organizzazione dichiara che l’attività si svolgerà in due canyon. Non sono ancora stati resi pubblici i nomi degli itinerari, le difficoltà, le portate previste, i dislivelli dei salti né i requisiti tecnici richiesti ai partecipanti.

Queste informazioni saranno rilevanti per definire il profilo dell’evento. Nel canyoning, la scelta di percorsi e condizioni ambientali incide direttamente su equipaggiamento, composizione dei gruppi, gestione delle corde e procedure di sicurezza.

Ocuilan è un comune dello Stato del Messico nel quale il canyoning figura tra le attività di turismo d’avventura promosse a livello locale. Il portale municipale cita, fra le aree naturali del territorio, le Cascadas del Obraje: sei cascate inserite in un canyon, con salti segnalati fra circa 6 e 55 metri e accessibili con attrezzatura specifica.[1]

Canyoning a Ocuilan e contesto territoriale

Il contesto di Ocuilan offre ambienti con corsi d’acqua, cascate, boschi misti e pareti rocciose. Le informazioni turistiche del municipio menzionano esplicitamente rappel e canyoning. Questo quadro spiega la scelta della località per il Tláloc Vertical Fest 2026, pur senza consentire di identificare con certezza i due canyon previsti dal programma.[1]

Il canyoning combina progressione in forra, calate su corda, attraversamento di tratti acquatici e valutazione costante del rischio. In presenza di cascate, l’acqua può ridurre la visibilità e aumentare le difficoltà di comunicazione e manovra. Un resoconto dedicato alle Cascadas del Obraje descrive proprio le criticità della discesa sotto una forte portata, tra roccia bagnata, visibilità ridotta e necessità di controllare con precisione la corda.[2]

Per questo la diffusione preventiva dei dati tecnici e dei criteri di accesso sarà un passaggio necessario prima delle iscrizioni. I partecipanti dovranno conoscere con anticipo l’impegno dei percorsi, le condizioni stagionali e l’equipaggiamento indispensabile.

La denominazione Tláloc richiama la divinità mesoamericana associata alle sorgenti e alle piogge. Il riferimento è coerente con un evento collocato in un ambiente di canyon e cascate, ma non modifica la natura tecnica dell’iniziativa, centrata sulle pratiche verticali.[3]

Tláloc Descensor TH1: presentazione annunciata

Uno degli elementi principali comunicati per il Tláloc Vertical Fest 2026 è la presentazione ufficiale del Tláloc Descensor TH1. Secondo l’annuncio, il dispositivo sarà mostrato e potrà essere provato durante l’evento.

Al momento non risultano disponibili online schede tecniche ufficiali verificabili sul Tláloc Descensor TH1. Non sono quindi noti, in modo documentato, materiali, campo d’impiego, diametri di corda compatibili, certificazioni, istruzioni d’uso, limiti operativi o configurazioni di frenaggio.

La mancanza di questi dettagli impone prudenza nella descrizione. L’espressione “discensore” indica uno strumento destinato a controllare la discesa su corda, ma le caratteristiche effettive del TH1 dovranno essere valutate attraverso la documentazione del produttore e le eventuali certificazioni applicabili.

Una prova dimostrativa non sostituisce la formazione tecnica. L’uso di un nuovo dispositivo richiede la lettura del manuale, l’apprendimento delle manovre previste e una verifica della compatibilità con corde, connettori, imbracature e contesto operativo.

Programma, iscrizioni e dati attesi

Ocuiltlan Aventuras ha annunciato la pubblicazione successiva del programma completo, dei prezzi, delle collaborazioni, delle prove previste e dei dettagli per la registrazione. Per ora non sono disponibili indicazioni pubbliche sulla capacità massima, sui livelli di esperienza ammessi, sulla presenza di guide, sull’assicurazione o sui protocolli di emergenza.

Chi intende prendere parte al Tláloc Vertical Fest 2026 dovrà verificare gli aggiornamenti dell’organizzazione prima di pianificare il viaggio. Sarà opportuno chiedere informazioni sulle condizioni idrologiche, sulle attrezzature obbligatorie, sul materiale eventualmente fornito per la prova del Tláloc Descensor TH1 e sulle responsabilità legate alla partecipazione.

Per i praticanti di canyoning, l’appuntamento può rappresentare un momento di confronto sulle tecniche verticali e sulle attrezzature. La valutazione del dispositivo, però, dovrà basarsi su dati tecnici completi e su un impiego conforme alle istruzioni che saranno rese disponibili.

Fonti

Fonti
[1] Turismo | H. Ayuntamiento de Ocuilan http://ocuilan.edomex.gob.mx/turismo
[2] Cañonismo: Cascadas del Obraje, Ocuilán, Estado de México https://www.livethemountain.com/2020/05/20/canonismo-cascadas-del-obraje-ocuilan-estado-de-mexico/
[3] Tlaloc – Enciclopedia – Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/tlaloc_(Enciclopedia-Italiana)/
[5] Distracciones literarias https://periodicocorreo.com.mx/carton/2026/oct/02/distracciones-literarias-168074.html
[6] Tlaloc – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Tlaloc
[7] Aventura en Ocuilan. Rappel y Tirolesa – Pueblos Mágicos https://pueblosmagicos.mexicodesconocido.com.mx/touroperator/165-aventura-en-ocuilan-rappel-y-tirolesa/
[8] VerticalMovie Festival 2026 | Cinema Verticale a Roma https://www.verticalmovie.it/
[9] Ariadna Ayala comparte mapa para recorrer el Valle de Catrinas 2026 en Atlixco https://www.diariocambio.com.mx/2026/municipios/atlixco/ariadna-ayala-inaugura-valle-de-catrinas-2026-en-atlixco/
[10] Percorso Tlaloc telapon – Wikiloc https://it.wikiloc.com/percorsi-alpinismo/tlaloc-telapon-281700194
[11] Monte Tláloc Trail from San Pablo Ixayoc – AllTrails https://www.alltrails.com/it-it/sentiero/mexico/mexico/ruta-monte-tlaloc-desde-san-pablo-ixayoc

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  • Popoli indigeni e biodiversità: il ruolo dei territori tradizionali nella tutela delle foreste
    Condividi La Giornata internazionale del 9 agosto richiama l’attenzione sul legame tra diritti territoriali, conoscenze indigene, conservazione della biodiversità e gestione delle foreste. Giornata internazionale dei Popoli Indigeni: origine e significato Ogni 9 agosto ricorre la Giornata internazionale dei Popoli Indigeni del Mondo. La data ricorda la prima riunione del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle popolazioni indigene, svolta a Ginevra nel 1982. È un appuntamento dedicato a
     

Popoli indigeni e biodiversità: il ruolo dei territori tradizionali nella tutela delle foreste

Október 5th 2026 at 12:00

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La Giornata internazionale del 9 agosto richiama l’attenzione sul legame tra diritti territoriali, conoscenze indigene, conservazione della biodiversità e gestione delle foreste.

Giornata internazionale dei Popoli Indigeni: origine e significato

Ogni 9 agosto ricorre la Giornata internazionale dei Popoli Indigeni del Mondo. La data ricorda la prima riunione del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle popolazioni indigene, svolta a Ginevra nel 1982. È un appuntamento dedicato ai diritti, alle culture e alle condizioni di vita delle comunità indigene. È anche una ricorrenza utile per osservare il loro rapporto con gli ecosistemi.[1]

Le Nazioni Unite stimano in circa 476 milioni le persone indigene presenti in 90 Paesi. Rappresentano meno del 6% della popolazione mondiale e custodiscono migliaia di culture e gran parte delle circa 7.000 lingue esistenti. La loro condizione sociale resta spesso segnata da esclusione e violazioni dei diritti territoriali.[1]

Territori indigeni, foreste e biodiversità mondiale

I territori indigeni coprono circa il 28% della superficie terrestre del pianeta e comprendono l’11% delle foreste mondiali. In queste aree si concentra una parte rilevante della biodiversità ancora presente sulla Terra. Il dato non deve trasformare le comunità in semplici strumenti di conservazione. Indica invece che tutela della biodiversità e riconoscimento dei diritti indigeni sono questioni strettamente connesse.[1]

La FAO rileva che molti territori gestiti dai Popoli Indigeni coincidono con foreste ecologicamente integre. Le pratiche di governo locale delle risorse, sviluppate nel tempo e adattate ai singoli ambienti, contribuiscono a mantenere habitat, specie e funzioni ecologiche. Per le politiche ambientali, questo significa considerare i titolari dei diritti come soggetti decisionali e non soltanto come destinatari di progetti esterni.[2]

Il rapporto con la biodiversità è quindi anche un tema di gestione del paesaggio. Foreste, corsi d’acqua, zone umide, pascoli, montagne e coste sono spesso parte di territori in cui la presenza umana ha lasciato nel tempo pratiche, limiti e regole di uso delle risorse. La stessa definizione di ambiente “naturale” non può prescindere da queste storie di abitazione, utilizzo e protezione locale.[2]

Conoscenze indigene e gestione sostenibile delle risorse

Le conoscenze indigene comprendono pratiche agricole, pesca, caccia, raccolta, uso delle piante e regole comunitarie per l’accesso alle risorse. Sono sistemi diversi tra loro. Non esiste un unico modello indigeno di gestione del territorio. Il loro tratto comune è il legame costruito nel tempo con ecosistemi specifici, con lingue, istituzioni locali e trasmissione intergenerazionale del sapere.

I sistemi alimentari indigeni possono assicurare tra il 50% e l’80% dell’approvvigionamento alimentare e delle risorse in alcune comunità, secondo le Nazioni Unite. Questo dato evidenzia la loro capacità di sostenere mezzi di sussistenza locali. Evidenzia anche la dipendenza dalla continuità ecologica delle foreste, delle acque interne, dei pascoli e delle aree costiere.[1]

L’UNESCO sottolinea che i saperi locali e indigeni sono parte delle economie, delle culture e dei sistemi spirituali delle comunità. Per questo la documentazione e l’impiego di tali conoscenze nella conservazione devono rispettarne l’integrità. Il programma UNESCO LINKS lavora sul dialogo tra differenti detentori di conoscenza e sulla presenza delle conoscenze indigene nelle politiche e nelle valutazioni relative a biodiversità ed ecosistemi.[3]

La Convenzione sulla diversità biologica, nell’articolo 8(j), invita gli Stati a rispettare, preservare e mantenere conoscenze, innovazioni e pratiche delle comunità indigene e locali rilevanti per la conservazione. La loro applicazione più ampia deve avvenire con l’approvazione e il coinvolgimento dei titolari di tali saperi.[3]

Diritti territoriali contro deforestazione e crisi climatica

Cambiamento climatico, deforestazione, perdita di biodiversità, estrazione di risorse e perdita di controllo sui territori sono pressioni che colpiscono molte comunità indigene. La FAO segnala anche il rischio di estinzione delle lingue e l’erosione del sapere trasmesso tra generazioni. La perdita di una lingua può ridurre la capacità di trasmettere classificazioni locali di specie, pratiche di raccolta e memorie ambientali.[2]

La sicurezza del possesso collettivo e consuetudinario della terra viene indicata dalla FAO come un elemento decisivo per ridurre la deforestazione e rafforzare una conservazione durevole. Il riferimento non riguarda soltanto i confini. Riguarda il riconoscimento effettivo della governance delle comunità, la partecipazione alle decisioni e l’accesso equo ai benefici prodotti dalle politiche ambientali e climatiche.[2]

La Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei Popoli Indigeni afferma, nell’articolo 29, il diritto alla conservazione e alla protezione dell’ambiente e della capacità produttiva delle terre, dei territori e delle risorse. La tutela della biodiversità richiede quindi processi informati, partecipati e coerenti con i diritti umani. Nei programmi che interessano foreste e fauna, assume rilievo anche il consenso libero, previo e informato delle comunità coinvolte.[2][3]

Popoli indigeni e biodiversità nelle politiche di conservazione

Il contributo dei Popoli Indigeni alla biodiversità pone una questione concreta alle istituzioni e ai soggetti che progettano aree protette, restauri ecologici e azioni climatiche. La conservazione può produrre risultati più solidi quando integra conoscenze scientifiche, osservazioni locali e forme di governo riconosciute dalle comunità.

Questa integrazione non equivale ad appropriarsi dei saperi tradizionali. Richiede consenso, riconoscimento dei titolari e condivisione dei benefici. Le Nazioni Unite e le agenzie internazionali collocano questo approccio nel quadro più ampio degli obiettivi di sviluppo sostenibile: protezione delle foreste, contrasto alla perdita di biodiversità, sicurezza alimentare, riduzione della povertà e adattamento climatico.[2][3]

La Giornata internazionale del 9 agosto ricorda quindi che i Popoli Indigeni non sono una categoria astratta della politica ambientale. Sono comunità con diritti, competenze e responsabilità territoriali. Proteggere i territori indigeni, le foreste e la biodiversità significa riconoscere queste dimensioni insieme, senza separare la tutela della natura dalla tutela delle persone che vivono e operano nei suoi ecosistemi.

Fonti

Fonti
[1] International Day of the World’s Indigenous Peoples | United … https://www.un.org/en/observances/indigenous-day
[2] Indigenous Peoples and traditional forest-related knowledge … https://www.fao.org/forestry/our-focus/forests-people/indigenous-people-and-traditional-forest-related-knowledge/en
[3] Biodiversity and ecosystems | UNESCO https://www.unesco.org/en/links/biodiversity
[7] International Day of the World’s Indigenous Peoples https://www.indigenous.gov.au/stories/international-day-worlds-indigenous-peoples
[8] In Brief: Indigenous Peoples’ food systems https://openknowledge.fao.org/server/api/core/bitstreams/22570239-06f1-4529-a2aa-d5ed50612106/content
[9] Indigenous Peoples’ food systems – Food and Agriculture … https://openknowledge.fao.org/server/api/core/bitstreams/b4f735d8-7008-423c-b28a-300ab920c241/content/cb5131en.html
[10] Indigenous Peoples | Indigenous Peoples | FAO https://www.fao.org/indigenous-peoples/who-we-are/indigenous-peoples/en
[11] Traditional knowledge, the Convention on Biological Diversity and … https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000215781
[12] Climate Stories | Indigenous Peoples – World Bank Group https://www.worldbank.org/en/news/feature/2023/08/09/empowering-indigenous-peoples-to-protect-forests
[13] New UNESCO Report: Indigenous Knowledge, Ancestral Places https://www.iau-hesd.net/action/new-unesco-report-indigenous-knowledge-ancestral-places
[14] Efforts to conserve biodiversity must include Indigenous and local … https://www.unep-wcmc.org/en/news/efforts-to-conserve-biodiversity-must-include-indigenous-and-local-knowledge
[15] FAO and ILC join forces to enhance forest monitoring & land … https://www.landcoalition.org/en/latest/fao-and-ilc-join-forces-to-enhance-forest-monitoring-land-mapping/
[16] INDIGENOUS PEOPLES FOOD SYSTEMS FROM THE FRONT LINE OF … https://www.ideassonline.org/public/pdf/FAO-IndigenousPeoples-ENG.pdf

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  • Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026, a Málaga tre giorni di cinema per speleologia e canyoning
    Condividi Dal 10 al 12 ottobre al Cine Albéniz proiezioni in concorso, premi e una chiusura con dibattito dedicata agli ambienti sotterranei e alle forre Málaga ospiterà dal 10 al 12 ottobre 2026 la prima edizione dell’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026, rassegna cinematografica dedicata alla speleologia, alla speleosubacquea e al canyoning. Il festival si svolgerà nelle sale del Cine Albéniz e proporrà opere audiovisive incentrate sull’esplorazione sotterranea, sulle discese in forra e sug
     

Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026, a Málaga tre giorni di cinema per speleologia e canyoning

Október 5th 2026 at 11:00

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Dal 10 al 12 ottobre al Cine Albéniz proiezioni in concorso, premi e una chiusura con dibattito dedicata agli ambienti sotterranei e alle forre

Málaga ospiterà dal 10 al 12 ottobre 2026 la prima edizione dell’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026, rassegna cinematografica dedicata alla speleologia, alla speleosubacquea e al canyoning. Il festival si svolgerà nelle sale del Cine Albéniz e proporrà opere audiovisive incentrate sull’esplorazione sotterranea, sulle discese in forra e sugli ambienti naturali collegati a queste pratiche.[1][2]

L’iniziativa è organizzata dall’Asociación Española de Espeleología y Barrancos, ASEDEB. Il catalogo della manifestazione è stato reso disponibile online e riunisce il programma delle proiezioni e le schede delle opere selezionate per il concorso. I trailer dei film in gara sono inoltre indicati attraverso il canale YouTube dell’associazione.[3][4]

Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026: due ambiti di concorso

Il regolamento dell’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 prevede due categorie: “Espeleología y Espeleobuceo” e “Descenso de cañones y barranquismo”. Per entrambe sono ammesse due modalità. I cortometraggi devono avere una durata compresa tra cinque e dieci minuti. I documentari devono superare i quindici minuti.[1]

La selezione comprende quindi produzioni che affrontano sia la frequentazione e l’esplorazione delle cavità naturali, compresi gli itinerari speleosubacquei, sia l’attività nei canyon e nei torrenti incassati. Il perimetro tematico collega pratica, racconto di esplorazione, paesaggio e documentazione audiovisiva.

Le opere concorrenti dovevano essere state prodotte dopo il 1° gennaio 2023. L’iscrizione era gratuita. La data fissata per l’invio dei lavori era il 10 agosto 2026, mentre la programmazione ufficiale è stata annunciata il 10 settembre. Il bando richiedeva l’invio digitale in formato mp4, almeno in alta definizione 1920×1080.[1]

Il cinema tra divulgazione e tutela delle grotte

L’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 nasce con l’obiettivo di usare il linguaggio del cinema per rendere accessibili ambienti che restano normalmente fuori dallo sguardo del pubblico. Grotte, fiumi sotterranei, pareti di forra e paesaggi carsici richiedono tecniche di ripresa specifiche e una preparazione adeguata.

La proposta dell’organizzazione non riguarda soltanto la qualità tecnica delle immagini. Il festival dichiara di voler valorizzare i racconti legati alla collaborazione, alla perseveranza, alla responsabilità individuale e al rispetto per l’ambiente. Sono elementi centrali nelle attività di speleologia, speleosubacquea e canyoning.[1][3]

Il tema della tutela assume un rilievo preciso. Le immagini possono mostrare la complessità di ecosistemi fragili e il carattere non riproducibile di molte cavità e forre. La diffusione audiovisiva può quindi favorire conoscenza e consapevolezza senza trasformare necessariamente ogni luogo in una meta di consumo.

Premi dell’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026

Per ciascuna categoria e modalità, la giuria assegnerà premi per il miglior cortometraggio, il miglior documentario, il miglior cortometraggio di autore spagnolo e il miglior documentario di autore spagnolo. Ogni riconoscimento della giuria prevede diploma, trofeo e 1.250 euro.[1]

Sono previsti anche premi speciali del pubblico per cortometraggio e documentario, con diploma, trofeo e 625 euro. Il “Memorial José Antonio Berrocal”, assegnato dalla direzione ASEDEB a un’opera realizzata da un socio o una socia dell’associazione, punta a riconoscere la trasmissione di valori connessi allo sport in natura, al compagno di attività, all’etica e al rispetto ambientale. Il premio consiste in diploma, trofeo e materiale sportivo del valore dichiarato di 750 euro.[1]

La giuria sarà composta da tre persone con esperienza nel cinema e nelle discipline di speleologia, speleosubacquea e discesa di canyon. Una stessa opera potrà concorrere a più riconoscimenti, secondo quanto stabilito dal regolamento.[1]

Programma a Málaga e chiusura del festival

Le proiezioni ufficiali dell’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 sono distribuite nelle tre giornate dal 10 al 12 ottobre al Cine Albéniz di Málaga. I biglietti per le sessioni in concorso sono indicati al prezzo di 3 euro. Per la doppia proiezione conclusiva il prezzo comunicato è di 5 euro.[1][4]

La chiusura è programmata nel pomeriggio del 12 ottobre. Oltre alla consegna dei premi, è prevista la proiezione di un film o documentario commerciale, seguita da una tavola rotonda o da un colloquio con protagonisti dell’opera e con atleti o figure rilevanti nei temi affrontati dalla rassegna.[1]

L’Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 propone quindi un appuntamento rivolto a speleologi, torrentisti, autori e pubblico interessato alla narrazione degli ambienti sotterranei e delle forre. La presenza di un concorso strutturato, di premi e di una programmazione pubblica colloca l’iniziativa nel percorso delle rassegne che utilizzano il cinema per documentare esplorazione, tecniche e questioni di conservazione.[1][2]

Fonti

Fonti
[1] Bases de la Convocatoria – Cinema Asedeb https://cinemaasedeb.es/bases-de-la-convocatoria/
[2] Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026: il festival di … – Scintilena https://www.scintilena.com/espeleo-canyoning-cinema-asedeb-2026-il-festival-di-cinema-di-speleologia-e-canyoning-arriva-a-malaga/03/03/
[3] Cinema Asedeb – Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 https://cinemaasedeb.es/
[4] Programa – Cinema Asedeb https://cinemaasedeb.es/programa/
[6] film https://baynews9.com/events/2026/09/27/film_101
[7] Zinemaldia 2026: programa de películas del martes 22 https://www.diariovasco.com/culturas/zinemaldia/programa/zinemaldia-2026-programa-peliculas-martes-22-20260922163238-nt.html
[8] Disponible el catálogo oficial del Espeleo Canyoning Cinema … https://espeleo.com/noticia/disponible-el-catalogo-oficial-del-espeleo-canyoning-cinema-asedeb-2026/
[9] ESPELEO CANYONING CINEMA ASEDEB 2026 – festhome.com https://festhome.com/festival/espeleo-canyoning-cinema-asedeb
[10] ¡La cuenta atrás ha comenzado! Málaga acoge del 10 al 12 de … https://espeleo.com/noticia/la-cuenta-atras-ha-comenzado-malaga-acoge-del-10-al-12-de-octubre-el-espeleo-canyoning-cinema-asedeb-2026/
[11] Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 – FilmFreeway https://filmfreeway.com/EspeleoCanyoningCinemaASEDEB2026
[12] Catálogo Espeleo Canyoning Cinema ASEDEB 2026 https://heyzine.com/flip-book/53524ef2c8.html
[13] Espeleo Canyonig Cinema ASEDEB 2026 Ficha de Inscripción https://cinemaasedeb.es/wp-content/uploads/2026/05/Ficha-inscripcion-Espeleo-Canyoning-Cinema-ASEDEB-2026.pdf
[14] Blog: Film festivals https://festhome.com/en/blog/call-for-entries/page:38
[15] Prossimi Appuntamenti della Speleologia https://www.scintilena.com/prossimi-appuntamenti-della-speleologia/06/12/
[16] Film festivals: Blog https://filmmakers.festhome.com/en/blog/call-for-entries/page:13

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  • Man and Karst 2026 a Vendicari: ricerca e tutela del carsismo al centro della quarta edizione
    Condividi Dal 13 al 19 settembre, la conferenza internazionale promossa dal CIRS ETS ha riunito 80 partecipanti da dieci Paesi tra Grotta Monello, Riserva di Vendicari e geositi della Sicilia sud-orientale La quarta edizione di Man and Karst 2026 si è svolta dal 13 al 19 settembre nella Sicilia sud-orientale, con base nella Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari, nel territorio di Noto. Il convegno ha messo in relazione ricerca speleologica, idrogeologia, biodiversità sotterr
     

Man and Karst 2026 a Vendicari: ricerca e tutela del carsismo al centro della quarta edizione

Október 5th 2026 at 10:00

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Dal 13 al 19 settembre, la conferenza internazionale promossa dal CIRS ETS ha riunito 80 partecipanti da dieci Paesi tra Grotta Monello, Riserva di Vendicari e geositi della Sicilia sud-orientale

La quarta edizione di Man and Karst 2026 si è svolta dal 13 al 19 settembre nella Sicilia sud-orientale, con base nella Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari, nel territorio di Noto. Il convegno ha messo in relazione ricerca speleologica, idrogeologia, biodiversità sotterranea, archeologia e gestione del paesaggio carsico.

Secondo il bilancio fornito dagli organizzatori, Man and Karst 2026 ha registrato 80 partecipanti provenienti da Italia, Libia, Germania, Svizzera, Armenia, Croazia, Albania, Slovenia, Giordania e Stati Uniti. Il programma ha compreso 47 comunicazioni orali e 17 poster. Hanno sostenuto l’iniziativa 13 enti scientifici, 13 enti culturali e 24 sponsor privati.

L’incontro è stato promosso dal CIRS ETS, Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche di Ragusa. La scheda della Federazione Speleologica Europea indica inoltre la collaborazione di TETIDE APS e del Karst Research Institute ZRC SAZU di Postumia. La sede congressuale è stata il Centro Regionale del Germoplasma di contrada Marianelli.[1]

Il risultato dell’appuntamento riguarda la costruzione di un confronto interdisciplinare. Le grotte e il carsismo sono stati esaminati non solo come oggetti di studio speleologico, ma come sistemi che coinvolgono risorse idriche, biodiversità, stabilità del territorio, patrimonio culturale e pianificazione.

Man and Karst 2026 e la Giornata UNESCO delle Grotte e del Carsismo

L’apertura di Man and Karst 2026 ha coinciso con il 13 settembre, prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo. La ricorrenza è stata proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO come appuntamento annuale dedicato alla conoscenza, allo studio, alla tutela e alla gestione sostenibile di grotte e paesaggi carsici.[2]

La coincidenza ha inserito la conferenza siciliana in un quadro di attenzione internazionale. L’UNESCO segnala che paesaggi carsici e cavità interessano quasi un quarto delle terre emerse e contribuiscono all’approvvigionamento di acqua potabile per oltre un miliardo di persone. Si tratta di ambienti fragili, nei quali circolazione idrica sotterranea, biodiversità, archivi geologici e tracce della presenza umana restano strettamente interconnessi.[2]

Per il territorio ibleo, il tema assume un rilievo specifico. Acquiferi, sorgenti, cavità, valloni e coste carbonatiche fanno parte di una stessa rete ambientale. Le pressioni derivanti da inquinamento, uso del suolo, urbanizzazione e frequentazione non regolata possono produrre effetti rilevanti anche nel sottosuolo.

La data del 13 settembre è stata quindi scelta come punto di avvio per una settimana dedicata al rapporto tra ricerca, conservazione e comunità locali. Man and Karst 2026 ha affrontato questi aspetti attraverso contributi scientifici, attività divulgative e visite sul terreno.

Grotta Monello e carsismo ibleo

La prima giornata si è svolta nella Riserva Naturale Integrale Grotta Monello, con l’Università di Catania e l’Area Terza Missione dell’Ateneo. La visita scientifica ha interessato una cavità di riferimento per il carsismo dell’altopiano ibleo, già oggetto di studi speleogenetici e biologici.

La Riserva Naturale Integrale Grotta Monello si trova in contrada Perciata, nel territorio di Siracusa. Occupa circa 60 ettari ed è stata istituita nel 1998. La sua genesi è legata alla dissoluzione carsica prodotta dalle acque meteoriche nelle calcareniti della formazione dei Monti Climiti.[3]

La cavità è articolata su più livelli e conserva concrezioni, stalattiti, stalagmiti e colate calcitiche. Il sito ospita specie di interesse conservazionistico, fra cui l’isopode Armadillidium lagrecai, elemento che ha contribuito all’istituzione della riserva, e il chirottero Rhinolophus ferrumequinum, noto come ferro di cavallo maggiore.[3]

La fruizione turistica all’interno della grotta è vietata dal regolamento della riserva. La presenza dei partecipanti a Man and Karst 2026 ha avuto quindi un carattere scientifico e regolamentato, coerente con il regime di tutela integrale del sito.[3]

Questo passaggio ha collegato direttamente le discussioni del congresso alla realtà concreta di una grotta protetta. Qui processi geologici, fauna sotterranea, concrezioni e gestione della frequentazione impongono un approccio fondato su conoscenza e cautela.

Acque carsiche, biodiversità e archeologia

Le sessioni congressuali del 14 e 15 settembre hanno riguardato la protezione e valorizzazione del paesaggio carsico, la geomorfologia, la speleologia, la biospeleologia e la vulnerabilità idrogeologica. Il programma ha riunito contributi dalla Sicilia, dalla Croazia, dalla Libia, dalla Slovenia, da Cuba, dall’Armenia e da altri contesti internazionali.[4]

Un nucleo rilevante dell’incontro è stato dedicato all’idrogeologia. Negli acquiferi carsici, fratture, fessure e condotti possono favorire un trasferimento rapido dell’acqua e, in caso di contaminazione, anche degli inquinanti. Per questa ragione, la protezione delle falde richiede monitoraggi, controllo delle sorgenti di inquinamento e una pianificazione attenta delle attività in superficie.

Il programma ha incluso anche temi connessi a sinkhole, subsidenza, instabilità delle falesie costiere e analisi territoriale tramite telerilevamento. Sono stati annunciati contributi relativi alla cartografia geologica dell’area di Siracusa e alla lettura dei processi carsici nel Sud-Est della Sicilia.[4]

La biospeleologia ha affrontato la conservazione della fauna sotterranea, gli organismi associati al moonmilk, le ricerche sui biomi di grotta in Armenia e il rischio di diffusione del gambero rosso della Louisiana nei sistemi carsici europei e mediterranei. Tra i temi esposti nei poster figuravano anche monitoraggi di CO2 e radon in cavità, pipistrelli delle grotte della provincia di Siracusa e habitat di Meta menardi nelle grotte laviche etnee.[4]

Spazio anche all’archeologia e alla paleontologia. Il calendario comprendeva ricerche su Grotta Lazzaro a Rosolini, grotta Sbriulia, cavità della Cava di Baulì, Monte Kronio, gli ippopotami fossili di Acquedolci e l’ipogeo di Monte Rotondo a Giarratana.[4]

Escursioni e paesaggi della Sicilia sud-orientale

Le attività sul campo hanno unito le relazioni presentate in sala ai paesaggi della Sicilia sud-orientale. Il 16 settembre il programma ha previsto visite nella Riserva di Vendicari, sull’isola di Capo Passero, al Forte spagnolo e a Marzamemi, con il passaggio nella tonnara storica.[4]

Le iniziative pre e post-conferenza hanno interessato anche la Riserva della Grotta Monello, Portopalo di Capo Passero, la Valle dell’Anapo, Calcinara, Pantalica e Grotta dei Pipistrelli. Il quadro delle escursioni comprendeva inoltre Cava Grande del Cassibile con la Grotta dei Briganti e il Parco archeologico della Neapolis di Siracusa.

Questa impostazione ha permesso di osservare il carsismo nella sua dimensione territoriale. Le cavità non sono elementi isolati. Sono parte di sistemi più estesi, che includono coste, forre, falde, sorgenti, paesaggi rurali, testimonianze archeologiche e aree protette.

Con 64 contributi complessivi tra relazioni orali e poster, Man and Karst 2026 ha rappresentato un momento di confronto sul patrimonio carsico. La presenza di partecipanti da dieci Paesi ha dato alla quarta edizione una dimensione internazionale, mantenendo il Sud-Est siciliano come riferimento geografico e scientifico.

Fonti

Fonti
[1] Man and Karst 2026, International Scientific Conference https://www.eurospeleo.eu/event/man-and-karst-2026-international-scientific-conference/
[2] International Day of Caves and Karst | UNESCO https://www.unesco.org/en/days/caves-and-karst
[3] RNI Grotta Monello – Catania https://www.unict.it/it/terza-missione/riserve-naturali/rni-grotta-monello
[4] Man and Karst 2026 a Vendicari: ricerca, grotte e paesaggi carsici al … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-a-vendicari-ricerca-grotte-e-paesaggi-carsici-al-centro-dellincontro/09/08/
[7] Man and Karst 2026 in Sicily https://www.riserve-vendicari-cavagrande-pantalica.it/man-and-karst-2026-in-sicily/
[8] The Global Geoparks Network celebrates the International Day of … https://www.globalgeoparksnetwork.org/news/global-geoparks-network-celebrates-international-day-caves-and-karst
[9] UNESCO International Day of Caves and Karst https://www.caveskarstday.org/
[10] First UNESCO International Day of Caves and Karst (Postojna … https://www.geomorph.org/2026/04/first-unesco-international-day-of-caves-and-karst-postojna-slovenia-10-13-september-2026/
[11] UNESCO proclaims the International Day of Caves and Karst! https://www.eurospeleo.eu/2025/11/26/unesco-proclaims-the-international-day-of-caves-and-karst/
[12] Man and Karst 2026 a Vendicari: sette giorni dedicati a carsismo e … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-a-vendicari-sette-giorni-dedicati-a-carsismo-e-speleologia/08/01/
[13] Man and Karst International Scientific Conference 2026 https://www.socminpet.it/N337/man-and-karst-international-scientific-conference-2026.html
[14] International Day of Caves and Karst (IDCK) https://izrkp.zrc-sazu.si/en/dogodki/international-day-of-caves-and-karst-idck
[15] Man and Karst 2026 a Vendicari, in Sicilia la quarta edizione … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-a-vendicari-in-sicilia-la-quarta-edizione-dedicata-a-carsismo-e-grotte/06/30/
[16] Slovenia Press Releases https://www.einpresswire.com/channel/c:slovenia?page=3
[17] Man and Karst Vendicari: convegno internazionale carsismo acqua https://siracusapress.it/attualita/a-vendicari-la-quarta-edizione-di-man-and-karst-cento-scienziati-da-tutto-il-mondo-per-parlare-di-ambiente/

L'articolo Man and Karst 2026 a Vendicari: ricerca e tutela del carsismo al centro della quarta edizione proviene da Scintilena.

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    🔦 Prehľad speleologických noviniek Jaskyniarska skupina Spišská Belá dokumentovala nové priestory v Michalovskej jaskyni, kde prekonali úzky meander za suchých podmienok [1][7], zatiaľ čo Správa slovenských jaskýň zverejnila fotografie z prieskumov a monitoringu jaskynných systémov [2][8]. ZO ČSS 6-15 Holštejnská asistovala pri filmovom projekte, čo ukazuje prepojenie speleológie s praktickými záchrannými a logistickými úlohami [10]. Sk_Speleo Photos from Jaskyniarska skupina Spišská Belá
     

Súhrn speleo noviniek (41. týždeň 2026)

Október 5th 2026 at 09:10
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Jaskyniarska skupina Spišská Belá dokumentovala nové priestory v Michalovskej jaskyni, kde prekonali úzky meander za suchých podmienok [1][7], zatiaľ čo Správa slovenských jaskýň zverejnila fotografie z prieskumov a monitoringu jaskynných systémov [2][8]. ZO ČSS 6-15 Holštejnská asistovala pri filmovom projekte, čo ukazuje prepojenie speleológie s praktickými záchrannými a logistickými úlohami [10].

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Ponte di terra Sicilia-Malta: le indagini BRIDGES ridisegnano il paesaggio sommerso dell’ultima glaciazione con definizione al mezzo metro

Október 5th 2026 at 09:00

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La geofisica ad alta risoluzione nel Canale di Sicilia individua rilievi, lagune e depressioni dell’antico corridoio emerso tra Sicilia, Malta e Gozo

Attenzione immagine di copertina di fantasia generata dalla AI

La mappatura del fondale fra Sicilia sud-orientale, Malta e Gozo sta restituendo un quadro più articolato dell’antico ponte di terra Sicilia-Malta, emerso durante l’ultima glaciazione. La campagna oceanografica BRIDGES, conclusa a Catania nel settembre 2026, ha acquisito dati batimetrici e profili geofisici ad alta risoluzione nell’area oggi occupata dal Canale di Sicilia.[1][2]

Il risultato preliminare non descrive una superficie piatta e uniforme. I rilievi raccolti mostrano invece creste discontinue, depressioni e bacini protetti, elementi che permettono di ricostruire un paesaggio costiero sommerso molto più complesso delle carte batimetriche disponibili finora.[1][2]

Ponte di terra Sicilia-Malta durante il massimo glaciale

Circa 22.000 anni fa, nel quadro dell’Ultimo Massimo Glaciale, grandi quantità di acqua erano trattenute nelle calotte dell’emisfero settentrionale. Il livello del mare era quindi circa 120-130 metri più basso rispetto a quello attuale. Ampie parti dell’attuale fondale tra Sicilia e Malta risultavano emerse.[1][3][4]

In questa fase si sviluppò il ponte di terra Sicilia-Malta, un corridoio geografico che collegava la Sicilia sud-orientale alle isole maltesi. Le ricostruzioni indicano che il collegamento non rimase permanente: la risalita del mare legata alla deglaciazione ne determinò la progressiva sommersione. Intorno a 13.000 anni fa il collegamento terrestre era già scomparso.[1][2]

Oggi Sicilia e Malta sono divise da oltre 90 chilometri di mare. La distanza attuale non restituisce quindi la configurazione dei luoghi nel Pleistocene finale. Il ponte di terra Sicilia-Malta rappresenta un caso utile per studiare il rapporto fra variazioni del livello marino, trasformazione delle coste e distribuzione degli ambienti insulari nel Mediterraneo centrale.[1]

Campagna BRIDGES e mappatura geofisica del fondale

La ricerca è stata condotta sulla nave oceanografica Gaia Blu del CNR. Il progetto coinvolge Cnr-Ismar, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, OGS, e Università di Malta. I responsabili scientifici indicati dagli enti sono Maria Filomena Loreto, del Cnr-Ismar, ed Emanuele Lodolo, dell’OGS.[1][3]

La strumentazione di bordo ha prodotto una ricostruzione ad alta risoluzione della batimetria. Le onde acustiche hanno inoltre consentito di esplorare le prime decine di metri sotto il fondale. I carotaggi a gravità hanno recuperato sedimenti con depositi marini antichi. Questi campioni saranno esaminati in laboratorio e datati, dove possibile, con il radiocarbonio su piccoli frammenti fossili.[1][2]

Un precedente rapporto tecnico della missione aveva documentato l’uso di ecoscandaglio multibeam e profili CHIRP. Nella fase iniziale furono acquisiti 344 chilometri di batimetria a strisciata, con un modello digitale preliminare a celle di un metro. Le condizioni meteomarine avevano però limitato quella prima attività. La successiva campagna ha completato il lavoro di ricognizione e campionamento, offrendo un quadro più utile per la lettura geomorfologica del ponte di terra Sicilia-Malta.[4][5]

Rilievi, lagune e possibili barriere dell’antico paesaggio

Le nuove immagini mostrano rilievi discontinui estesi anche per decine di chilometri. Queste strutture delimitano lagune e depressioni. Secondo i ricercatori, l’assetto ricorda per alcuni aspetti le piattaforme costiere tropicali moderne: zone relativamente basse, separate da creste o barriere e accompagnate da bacini più riparati.[1][2]

Questa interpretazione richiede ulteriori verifiche. La geofisica permette di individuare forme e discontinuità, mentre la natura dei materiali e la cronologia delle singole superfici dovranno essere definite dalle analisi sedimentologiche e dalle datazioni. Per questo il ponte di terra Sicilia-Malta non va considerato una semplice strada emersa e continua. È più corretto descriverlo come un paesaggio dinamico, soggetto alle oscillazioni del mare, con settori emersi, ambienti lagunari e possibili elementi di barriera.

La nuova cartografia colma una lacuna importante. Anche in un tratto relativamente vicino alle coste italiane e maltesi, la conoscenza di dettaglio del fondale era rimasta incompleta. Le indagini dimostrano quanto la lettura dei paesaggi sommersi dipenda dalla qualità dei dati batimetrici e sismici.[1][4]

Fauna pleistocenica, archeologia e limiti interpretativi

La ricostruzione del ponte di terra Sicilia-Malta può contribuire allo studio della fauna pleistocenica del Mediterraneo centrale. Conoscere la posizione di aree emerse, passaggi, zone umide e tratti costieri permette di formulare ipotesi più solide sulle possibilità di dispersione degli animali fra Sicilia e arcipelago maltese. Resti di grandi quadrupedi rinvenuti nelle cavità maltesi rendono questa domanda rilevante per la paleontologia e la biospeleologia.[4][6]

Il dato geografico, da solo, non dimostra specifici movimenti di animali o persone. Dovrà essere confrontato con reperti fossili, cronologie affidabili e studi paleoambientali. Lo stesso vale per l’archeologia. La nuova mappa non costituisce la prova di una prima rotta umana verso Malta: le evidenze di cacciatori-raccoglitori sull’isola risalgono a circa 8.500 anni fa, quando il ponte terrestre era già sommerso.[1][2]

L’interesse della campagna BRIDGES risiede quindi nella possibilità di ricostruire un territorio scomparso e di inserirlo in una sequenza ambientale più ampia. Il ponte di terra Sicilia-Malta può aiutare a chiarire come il Mediterraneo centrale sia passato da un mosaico di terre basse, lagune e rilievi emersi all’attuale configurazione marina. Le prossime analisi dei campioni e l’integrazione con dati archeologici, paleontologici e geomorfologici saranno decisive per definire tempi e modalità di questa trasformazione.

Fonti

Fonti
[1] si conclude a Catania la campagna scientifica BRIDGES per lo … https://www.cnr.it/en/news/14614/il-mediterraneo-di-un-tempo-si-conclude-a-catania-la-campagna-scientifica-bridges-per-lo-studio-del-paesaggio-sommerso-tra-sicilia-e-malta
[2] Reconstructing the Ancient Mediterranean: the BRIDGES scientific … https://www.ogs.it/en/news/reconstructing-ancient-mediterranean-bridges-scientific-campaign-investigating-submerged
[3] The BRIDGES expedition begins to explore the ancient land bridge … https://www.ogs.it/en/news/bridges-expedition-begins-explore-ancient-land-bridge-connecting-sicily-and-malta
[4] The former Sicily-Malta land bridge https://www.ismar.cnr.it/wp-content/uploads/2026/01/TR-45.pdf
[5] [PDF] The former Sicily-Malta land bridge https://ricerca.ogs.it/retrieve/bb6db0e3-1c36-4897-b85b-38be307a4742/TR-45.pdf
[6] In search of the ancient land bridge that connected Sicily … https://uisjournal.com/in-search-of-the-ancient-land-bridge-that-connected-sicily-and-malta-22-thousand-years-ago-the-bridges-expedition/
[8] [PDF] Geomorphological evidence of the Malta?Sicily land?bridge during … https://onlinelibrary.wiley.com/doi/am-pdf/10.1002/esp.6061
[9] Submerged land bridge may have helped people cross the Mediterranean https://www.science.org/content/article/submerged-land-bridge-may-have-helped-people-cross-mediterranean
[10] Geomorphological evidence of the Malta-Sicily land-bridge … https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1002/esp.6061
[11] [PDF] Geomorphological evidence of the Malta?Sicily land?bridge during … https://iris.unimo.it/retrieve/6d973c45-b3f8-421a-9564-fa986a89e0e7/ESPL%202025%20-%20Rossi%20et%20al_Malta%E2%80%90Sicily%20LGM%20land%E2%80%90bridge.pdf
[12] Geomorphological evidence of the Malta-Sicily land-bridge during … https://iris.unimore.it/handle/11380/1373368
[13] [PDF] Holocene sea level change in Malta – Moodle@Units https://moodle2.units.it/pluginfile.php/463783/mod_resource/content/0/Furlani_et_al_2013_QI.pdf
[14] Malta e la Sicilia in era glaciale erano unite da un ponte di … https://tg24.sky.it/scienze/2026/09/28/malta-sicilia-unite
[15] «Sicilia e Malta erano collegate da una striscia di terra attraversabile a piedi»: la scoperta sul fondale del Canale di Sicilia https://www.ilmessaggero.it/scienza/sicilia_malta_ponte_di_terra_si_poteva_andare_a_piedi-9788744.html
[16] “Tra la Sicilia e Malta si andava a piedi, c’era una striscia di terra che collegava le due isole”: l’incredibile scoperta che svela un arcipelago sommerso nel mar Mediterraneo – Il Fatto Quotidiano https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/28/tra-la-sicilia-e-malta-si-andava-a-piedi-cera-una-striscia-di-sabbia-che-collegava-le-due-isole-lincredibile-scoperta-che-svela-un-arcipelago-sommerso-nel-mar-mediterraneo/8520287/
[17] N. 45 Gennaio 2026 – www.ismar.cnr.it https://www.ismar.cnr.it/n-45-gennaio-2026/
[18] 13,000 Years Ago, You Could Walk from Sicily to Malta … – Arkeonews https://arkeonews.net/13000-years-ago-you-could-walk-from-sicily-to-malta-now-scientists-are-mapping-the-lost-route/
[19] C’È stato un tempo in cui si poteva passare dalla sicilia a malta a piedi – le nuove scoperte sul… https://www.dagospia.com/cronache/c-e-in-si-poteva-passare-dalla-sicilia-malta-piedi-nuove-scoperte-sul-488248
[20] The BRIDGES expedition begins to explore the ancient land … – sis fvg https://www.sisfvg.it/en/risultati-della-ricerca/the-bridges-expedition-begins-to-explore-the-ancient-land-bridge-connecting-sicily-and-malta-between-late-2025-and-early-2026/
[21] Dalla Sicilia si arrivava a Malta camminando: il fondale del Canale racconta un ponte di terra scomparso https://www.open.online/2026/09/29/sicilia-malta-camminava-fondale-canale-ponte-terra-scomparso/
[22] Oceanographic expedition to explore the ancient Sicily/Malta land … https://timesofmalta.com/article/oceanographic-expedition-explore-ancient-sicilymalta-land-bridge.1121741
[23] La scoperta: il mare che separa Sicilia e Malta nasconde un collegamento antico https://www.libero.it/tecnologia/sicilia-malta-collegate-striscia-terra-124339
[24] [PDF] – The former Scily-malta land bridge – CNR – ISMAR https://www.ismar.cnr.it/wp-content/uploads/2026/09/TR-59.pdf
[25] Aaron Micallef’s Post – LinkedIn https://www.linkedin.com/posts/aaron-micallef-07a4197_a-lost-landscape-between-sicily-and-malta-activity-7508510969749381120-y89H

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