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Speleologia e scuole: a Gioia del Colle nasce un fumetto didattico per raccontare il carsismo e la tutela dell’ambiente

Júl 7th 2026 at 11:00

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Il Gruppo Speleologico GASP! del Club Alpino Italiano di Gioia del Colle presenta un progetto di educazione ambientale dedicato alle scuole. Al centro dell’iniziativa un fumetto didattico sulla speleologia, accompagnato da incontri con gli studenti e attività nelle grotte del territorio.

Un progetto di divulgazione della speleologia rivolto alle scuole

Giovedì 9 luglio, alle ore 20, nella sede della Sezione del Club Alpino Italiano “Donato Boscia” di Gioia del Colle, sarà presentato un nuovo progetto dedicato alla divulgazione della speleologia, del carsismo e della tutela dell’ambiente.

L’iniziativa è promossa dagli speleologi del GASP! – Gruppo Speleologico della Sezione CAI di Gioia del Colle – che illustreranno un percorso educativo destinato agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

L’incontro è aperto ai soci e ai cittadini interessati e rappresenta il momento di avvio di un’attività che punta a far conoscere il patrimonio sotterraneo attraverso strumenti didattici pensati per i più giovani.

Il fumetto didattico per avvicinare i ragazzi alla speleologia

Il cuore del progetto è un fumetto didattico sulla speleologia, realizzato dagli stessi speleologi che hanno ideato il percorso educativo. La pubblicazione sarà distribuita gratuitamente negli istituti scolastici coinvolti.

L’obiettivo è proporre un linguaggio semplice e coinvolgente per spiegare come si formano le grotte, che cosa sia il carsismo, quali organismi vivano nell’ambiente ipogeo e perché questi ecosistemi richiedano particolare attenzione.

La scelta del fumetto come strumento di comunicazione risponde all’esigenza di rendere accessibili temi scientifici complessi attraverso una narrazione adatta ai bambini e ai ragazzi, favorendo curiosità e partecipazione.

Educazione ambientale tra aula e grotte del territorio

Il progetto non si limiterà alla distribuzione del materiale didattico.

Sono previsti incontri nelle scuole durante i quali gli speleologi presenteranno il mondo sotterraneo, illustrando gli aspetti naturalistici, geologici e ambientali delle cavità naturali.

A questa fase seguiranno attività pratiche nelle grotte del territorio, permettendo agli studenti di osservare direttamente gli ambienti carsici e comprendere l’importanza della loro conservazione.

L’esperienza sul campo rappresenta un elemento centrale del progetto, perché consente di trasformare le conoscenze teoriche in un contatto diretto con un patrimonio naturale spesso poco conosciuto.

Il ruolo del GASP! e del Club Alpino Italiano nella divulgazione

Il GASP! opera all’interno della Sezione CAI di Gioia del Colle ed è affiliato alla Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano, oltre a far parte della comunità speleologica italiana. Negli ultimi anni il gruppo ha organizzato corsi di introduzione alla speleologia, attività rivolte alle famiglie e iniziative dedicate ai più giovani, affiancando all’esplorazione un costante lavoro di formazione e divulgazione. (caigioiadelcolle.it?)

La nuova proposta conferma questa attenzione verso la crescita della cultura ambientale e verso la diffusione di una conoscenza consapevole delle grotte e del paesaggio carsico.

Un invito aperto alla comunità

La serata del 9 luglio offrirà ai partecipanti la possibilità di conoscere da vicino il lavoro svolto dagli autori del progetto, gli obiettivi educativi e le attività previste durante il prossimo anno scolastico.

L’incontro si svolgerà presso la sede del Club Alpino Italiano di Gioia del Colle, in via Donato Boscia 27, con inizio alle ore 20. L’invito è rivolto ai soci del CAI e a tutti coloro che desiderano approfondire il valore della speleologia come strumento di educazione ambientale e di conoscenza del territorio.

Attraverso il fumetto, gli incontri nelle scuole e le esperienze nelle grotte, il progetto intende contribuire alla formazione di una nuova consapevolezza nei confronti degli ambienti sotterranei, promuovendo il rispetto del patrimonio carsico e delle sue caratteristiche naturali fin dai primi anni di scuola.

Fonti

  • Sezione CAI Gioia del Colle – Attività del Gruppo Speleologico GASP! (caigioiadelcolle.it?Attachment.png)
  • Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano – Scheda del GASP! (SNS-CAI?Attachment.png)

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  • GIS e speleologia: opportunità formativa per ricercatori con il corso Spatial Ecology 2026  
    Condividi Il corso GIS e speleologia di Spatial Ecology propone una formazione avanzata in geocomputazione e machine learning. Per gli speleologi iscritti a una Laurea Magistrale o a un Dottorato è prevista una quota agevolata e la possibilità di sviluppare un progetto dedicato alle grotte con potenziali sbocchi scientifici. GIS e speleologia: una proposta dedicata a studenti e ricercatori Per gli speleologi interessati all’analisi dei dati territoriali e alla programmazione open s
     

GIS e speleologia: opportunità formativa per ricercatori con il corso Spatial Ecology 2026  

Júl 7th 2026 at 10:00

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Il corso GIS e speleologia di Spatial Ecology propone una formazione avanzata in geocomputazione e machine learning.

Per gli speleologi iscritti a una Laurea Magistrale o a un Dottorato è prevista una quota agevolata e la possibilità di sviluppare un progetto dedicato alle grotte con potenziali sbocchi scientifici.

GIS e speleologia: una proposta dedicata a studenti e ricercatori

Per gli speleologi interessati all’analisi dei dati territoriali e alla programmazione open source è disponibile una proposta formativa che unisce competenze informatiche e applicazioni ambientali.

Il centro di ricerca Spatial Ecology, diretto da Giuseppe Amatulli, organizza per l’autunno 2026 il corso Geocomputation and Machine Learning for Environmental Applications, rivolto a studenti di Laurea Magistrale, dottorandi, ricercatori e professionisti che desiderano approfondire le tecniche di elaborazione dei dati geografici. (spatial-ecology.net?)

Grazie a un’iniziativa promossa all’interno della comunità speleologica, gli speleologi iscritti a un percorso universitario magistrale o di dottorato possono accedere al corso con una quota di iscrizione ridotta pari a 400 euro.

Geocomputazione e machine learning applicati alle grotte

L’obiettivo del corso è fornire strumenti avanzati per la gestione e l’analisi di dati geospaziali attraverso software open source in ambiente Linux.

Il programma affronta temi quali GIS, telerilevamento, modellazione spaziale, statistica applicata, elaborazione di grandi quantità di dati e tecniche di machine learning, con esercitazioni pratiche e sviluppo di progetti individuali. (spatial-ecology.net?)

Per gli speleologi questa formazione offre applicazioni dirette nella ricerca sul carsismo. Tra gli esempi proposti figura la realizzazione di un modello probabilistico di distribuzione delle grotte, utile per individuare aree potenzialmente interessanti dal punto di vista speleologico e pianificare future campagne di esplorazione.

Le metodologie illustrate possono inoltre essere impiegate per l’analisi del rischio ambientale, la tutela degli acquiferi carsici, la gestione dei catasti speleologici e l’integrazione di dati provenienti da rilievi sul terreno, droni e immagini satellitari.

Il progetto finale dedicato alla speleologia

Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa riguarda il progetto conclusivo.

Ogni partecipante svilupperà uno studio applicato utilizzando le competenze acquisite durante il corso.

Per gli speleologi il lavoro finale sarà incentrato su una tematica legata alle grotte o al territorio carsico.

I progetti ritenuti più significativi potranno essere ulteriormente sviluppati fino a diventare un articolo scientifico destinato alla pubblicazione su Underground Vision Magazine, rivista dell’associazione Tetide, oppure su altre riviste scientifiche specializzate.

Questa possibilità rappresenta un collegamento concreto tra formazione, ricerca e divulgazione scientifica.

Le modalità del corso Spatial Ecology 2026

Il percorso didattico si svolgerà tra settembre e novembre 2026.

Le lezioni saranno erogate online, consentendo la partecipazione anche a chi opera lontano dalla sede universitaria.

È inoltre previsto un workshop finale di cinque giorni presso l’Università degli Studi della Basilicata, a Matera, dedicato allo sviluppo dei progetti, alle esercitazioni e al confronto diretto con i docenti. Tutte le lezioni saranno registrate e rese disponibili ai partecipanti. (spatial-ecology.net?)

Il corso richiede una conoscenza di base dei sistemi GIS, della statistica e del linguaggio Python, oltre alla disponibilità di un computer portatile con sistema Linux o predisposto all’utilizzo degli strumenti open source previsti dal programma. (spatial-ecology.net?)

Un’opportunità per la ricerca speleologica

L’impiego dei GIS e delle tecniche di machine learning sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nella ricerca speleologica. L’integrazione di dati topografici, geologici, climatici e satellitari permette infatti di costruire modelli predittivi, supportare le attività di esplorazione e migliorare la conoscenza dei sistemi carsici.

Per studenti, dottorandi e giovani ricercatori impegnati nella speleologia scientifica, il corso rappresenta quindi un’occasione per acquisire competenze oggi sempre più richieste nella ricerca ambientale e nella gestione dei dati territoriali, favorendo l’incontro tra tecnologie informatiche e studio del mondo sotterraneo.

Messaggio originale:

A tutti gli speleologi appassionati di GIS e programmazione:

State frequentando un corso di Laurea Magistrale o di Dottorato in scienze ambientali o geologica e cercate un modo per potenziare le vostre competenze nell’analisi dei dati geospaziali?

Se la risposta è sì, il corso qui sotto fa proprio al caso vostro! 
Spatial Ecology (https://www.spatial-ecology.net) offre una quota di iscrizione ridotta (€400) per gli speleologi  per partecipare a un corso di alto livello su come gestire i geo-dati in modo moderno e professionale. Il corso prevede un progetto finale incentrato su un argomento speleologico (ad esempio, un geo-modello spaziale di distribuzione probabilistico delle grotte). 

I progetti finali più meritevoli avranno l’opportunità unica di essere sviluppati per un articolo scientifico per la rivista Underground Vision Magazine di https://www.tetide.org/ o su altra rivista scientifica 

Un caro saluto,
Selvaggio 


Dear Colleagues,

In view of enhancing computation skills in the geographic domain,https://www.spatial-ecology.net  is organising:

a Fall 2026 training Course: Geocomputation and Machine Learning for Environmental Applications (intermediate level) 

(https://www.spatial-ecology.net/pages/courses/2026/open_call_fall2026)

The course will be offered online with a supplementary 5-day in-person segment at the University of Basilicata, in the magnificent town of Matera, Italy.
This is a wonderful opportunity for PhD students, Post-Docs and professionals to acquire advanced computational skills with a Linux computer.

Consider that early bird discount is available if you register and pay by 30 May 2026.

Please forward to announce these opportunities within your network.

Sincerely,

Giuseppe Amatulli  & the Spatial Ecology Team

Geocomputation and Machine Learning for Environmental Applications  (intermediate level;  September, October, November, 2026)
(https://www.spatial-ecology.net/pages/courses/2026/open_call_fall2026)
On this course, students will be introduced to an array of powerful open-source geocomputation tools and machine learning methodologies in the Linux environment. Students who have never been exposed to programming in Linux will acquire confidence in using advanced open source data processing routines. Those with a programming background will find the course beneficial in improving their programming and modelling skills. We aim to equip attendees with powerful programming tools, as well as hone their abilities for independent development. This will be valuable not only for GIS related applications but also for general data processing and applied statistical computing in a number of fields. We strive to provide the best grounding for career development as a geographic data scientist.

More information and registration: www.spatial-ecology.net



-- 
___________
Dr. Giuseppe Amatulli,
Director of Spatial Ecology
g.amatulli@spatial-ecology.net

Fonti

  • Spatial Ecology – Corso “Geocomputation and Machine Learning for Environmental Applications” 2026. (spatial-ecology.net?Attachment.png)
  • Comunicazione di Giuseppe Amatulli, direttore di Spatial Ecology, relativa all’edizione autunnale 2026 del corso. (spatial-ecology.net?Attachment.png)

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  • Chiapas sotterraneo: a San Cristóbal de Las Casas un incontro dedicato all’esplorazione di grotte e abissi
    Condividi Il 14 luglio Kaleb Zárate Gálvez del Grupo Espeleológico Jaguar A.C. sarà protagonista di un incontro pubblico sulla speleologia in Chiapas, raccontando esperienze di esplorazione, ricerca e documentazione delle cavità del Messico meridionale. Speleologia in Chiapas al centro dell’incontro di San Cristóbal Martedì 14 luglio 2026, alle ore 18:00, il Restaurante Taniperla di San Cristóbal de Las Casas, nello stato messicano del Chiapas, ospiterà una conferenza dal titolo “Chiapas s
     

Chiapas sotterraneo: a San Cristóbal de Las Casas un incontro dedicato all’esplorazione di grotte e abissi

Júl 7th 2026 at 09:00

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Il 14 luglio Kaleb Zárate Gálvez del Grupo Espeleológico Jaguar A.C. sarà protagonista di un incontro pubblico sulla speleologia in Chiapas, raccontando esperienze di esplorazione, ricerca e documentazione delle cavità del Messico meridionale.

Speleologia in Chiapas al centro dell’incontro di San Cristóbal

Martedì 14 luglio 2026, alle ore 18:00, il Restaurante Taniperla di San Cristóbal de Las Casas, nello stato messicano del Chiapas, ospiterà una conferenza dal titolo “Chiapas subterráneo: una mirada desde la exploración de sus cuevas y simas”.

L’iniziativa è promossa dalla Sociedad de Científicos Anónimos San Cristóbal, organizzazione impegnata nella divulgazione scientifica attraverso incontri aperti al pubblico dedicati a discipline e temi molto diversi tra loro. La serie di appuntamenti affronta regolarmente argomenti che spaziano dalle scienze naturali all’archeologia, dalla biologia alla geologia, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra ricercatori e cittadini.  

A guidare l’incontro sarà Kaleb Zárate Gálvez, speleologo del Grupo Espeleológico Jaguar A.C., che condividerà alcune delle esperienze maturate durante le esplorazioni di grotte e grandi pozzi naturali del Chiapas.

Il ruolo del Grupo Espeleológico Jaguar nella ricerca delle grotte del Chiapas

Il Grupo Espeleológico Jaguar A.C. (GEJ) è una delle principali realtà speleologiche del Messico. L’associazione opera nella ricerca, esplorazione, documentazione e studio delle aree carsiche del Chiapas, sviluppando progetti multidisciplinari che coinvolgono geologia, idrologia, biologia e conservazione del patrimonio sotterraneo.  

L’attività del gruppo è rivolta anche alla tutela delle cavità naturali e alla diffusione della cultura speleologica. Le spedizioni condotte negli anni hanno contribuito ad ampliare la conoscenza dei sistemi carsici della regione, ancora oggi solo parzialmente esplorati. Secondo gli speleologi del gruppo, una parte significativa delle grotte del Chiapas resta infatti ancora da documentare.  

Kaleb Zárate Gálvez tra esplorazione e ricerca scientifica

Kaleb Zárate Gálvez è conosciuto nell’ambiente speleologico messicano sia per l’attività esplorativa sia per quella scientifica. Ha partecipato a studi dedicati alle cavità della Reserva Ecológica Moxviquil, nei pressi di San Cristóbal de Las Casas, contribuendo alla documentazione di numerose grotte dell’area. È inoltre autore di ricerche dedicate alla fauna cavernicola del Chiapas, in particolare agli amblipigi presenti nelle cavità della regione.  

Durante la conferenza racconterà alcune delle esperienze vissute nelle esplorazioni delle grotte e delle simas del Chiapas, illustrando le caratteristiche dell’ambiente sotterraneo e le attività di documentazione svolte dal gruppo.

Il Chiapas, una delle principali aree carsiche del Messico

Il Chiapas rappresenta una delle regioni messicane più interessanti dal punto di vista speleologico. La presenza di estesi affioramenti calcarei ha favorito lo sviluppo di vasti sistemi di grotte, fiumi sotterranei e profondi pozzi naturali.

Questi ambienti ospitano ecosistemi di elevato valore biologico, importanti risorse idriche sotterranee e numerose testimonianze archeologiche. Le attività di esplorazione e rilievo consentono di migliorare la conoscenza del territorio e di fornire dati utili alla ricerca scientifica e alla conservazione del patrimonio carsico.  

Un appuntamento dedicato alla divulgazione della speleologia

L’incontro del 14 luglio offrirà al pubblico l’occasione di conoscere da vicino il lavoro degli speleologi impegnati nelle esplorazioni del Messico meridionale, attraverso il racconto diretto delle attività svolte sul campo.

L’iniziativa conferma il valore della divulgazione scientifica come strumento per avvicinare un pubblico più ampio alla conoscenza delle grotte, dei sistemi carsici e delle ricerche che si sviluppano negli ambienti sotterranei.

Fonti

  • Grupo Espeleológico Jaguar A.C. – sito ufficiale.  
  • Sociedad de Científicos Anónimos – calendario eventi e attività di divulgazione.  
  • Chiapas Paralelo – El aporte de la espeleología en Chiapas.  
  • Unión Mexicana de Agrupaciones Espeleológicas (UMAE) – pubblicazioni di Kaleb Zárate Gálvez sulle grotte del Chiapas e sulla fauna cavernicola.  

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  • 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica CAI: a Roccagorga una settimana di perfezionamento per gli speleologi
    Condividi Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI si svolgerà dal 25 luglio al 1° agosto 2026 a Roccagorga, nei Monti Lepini. Il programma è dedicato agli speleologi che desiderano approfondire le tecniche di progressione, attrezzamento e gestione delle emergenze in ambiente ipogeo. Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica nei Monti Lepini Dal 25 luglio al 1° agosto 2026 Roccagorga, in provincia di Latina, ospiterà il 79° Corso
     

79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica CAI: a Roccagorga una settimana di perfezionamento per gli speleologi

Júl 7th 2026 at 08:00

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Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI si svolgerà dal 25 luglio al 1° agosto 2026 a Roccagorga, nei Monti Lepini. Il programma è dedicato agli speleologi che desiderano approfondire le tecniche di progressione, attrezzamento e gestione delle emergenze in ambiente ipogeo.

Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica nei Monti Lepini

Dal 25 luglio al 1° agosto 2026 Roccagorga, in provincia di Latina, ospiterà il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica, organizzato dal Gruppo Speleologico CAI Roma sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano.

L’iniziativa rappresenta uno degli appuntamenti formativi nazionali del calendario SNS-CAI ed è rivolta a speleologi già in possesso di una buona esperienza di progressione su corda. Il corso non costituisce un’attività introduttiva, ma un percorso di perfezionamento tecnico destinato a consolidare competenze già acquisite e a sviluppare metodologie operative avanzate. Il corso è inserito nel calendario ufficiale della SNS-CAI per il 2026. (SNS-CAI?)

Tecnica speleologica: obiettivi e contenuti del corso

L’obiettivo principale del 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica è perfezionare la tecnica individuale e di squadra durante la progressione in grotta.

Nel corso della settimana saranno affrontati i principali aspetti dell’attrezzamento delle vie di progressione, l’utilizzo corretto dei materiali, la scelta degli ancoraggi e le metodologie di armo avanzato. Una parte significativa del programma sarà dedicata alle manovre di emergenza su corda e alle tecniche didattiche di autosoccorso, argomenti che rivestono un ruolo centrale nella formazione degli speleologi impegnati in attività esplorative.

Alle esercitazioni pratiche si affiancheranno lezioni teoriche dedicate alle caratteristiche dei dispositivi impiegati nella progressione speleologica, al loro corretto utilizzo e alle procedure operative sviluppate dalla Scuola Nazionale di Speleologia del CAI.

Attività pratiche tra palestra di roccia e grotta

Il programma alterna giornate in palestra naturale e uscite in ambiente ipogeo.

Le esercitazioni inizieranno con il ripasso della progressione individuale e delle tecniche d’armo, per poi affrontare progressivamente le configurazioni più complesse di attrezzamento e la gestione della progressione di squadra.

Le attività in grotta consentiranno di applicare quanto appreso durante le lezioni teoriche, mentre le esercitazioni finali comprenderanno simulazioni di emergenza e prove di soccorso, con particolare attenzione all’organizzazione del lavoro di squadra e alla sicurezza operativa.

La direzione del corso si riserva la possibilità di modificare il programma in funzione delle condizioni ambientali o delle esigenze didattiche.

Requisiti di partecipazione al Corso Nazionale di Tecnica Speleologica

Il corso è riservato ai soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento annuale e con almeno sedici anni di età.

Fra i requisiti richiesti figurano una buona padronanza della progressione su corda, la conoscenza delle tecniche illustrate nel Manuale Tecnico di Speleologia MTS-S1 e un’autonoma esperienza in ambiente ipogeo.

Possono presentare domanda coloro che hanno frequentato un corso di introduzione alla speleologia organizzato dal CAI. In assenza di tale attestazione è richiesto un curriculum speleologico controfirmato da un istruttore di primo o secondo livello della Scuola Nazionale di Speleologia.

Il numero massimo di partecipanti è fissato a venti allievi, selezionati sulla base dell’esperienza documentata e con l’obiettivo di garantire un’adeguata rappresentanza territoriale dei gruppi speleologici.

Organizzazione, logistica e sicurezza

La sede logistica sarà ospitata presso l’Istituto Comprensivo Roccagorga-Maenza.

La quota di partecipazione è fissata in 330 euro e comprende vitto e alloggio dalla cena di sabato 25 luglio fino al pranzo conclusivo di sabato 1° agosto.

Ogni partecipante dovrà utilizzare la propria attrezzatura tecnica conforme agli standard previsti dalla Scuola Nazionale di Speleologia, oltre all’equipaggiamento personale necessario per affrontare grotte con temperature comprese tra 10 e 12 °C.

Come avviene in tutte le attività formative del CAI, il regolamento ricorda che la frequentazione delle grotte comporta un rischio residuo non eliminabile. Le esercitazioni vengono organizzate adottando procedure e protocolli di sicurezza consolidati, ma la consapevolezza dei rischi propri dell’ambiente ipogeo costituisce parte integrante della formazione dello speleologo.

Fonti

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  • Figurine Liebig e grotte, quando la divulgazione scientifica passava da un cartoncino
    Condividi Dalla pubblicità dell’estratto di carne alla cultura del sottosuolo, le figurine Liebig raccontano un modello di divulgazione scientifica che ha accompagnato generazioni di lettori europei e che oggi torna utile anche per leggere la storia dell’immaginario speleologico. Le figurine Liebig nacquero come supporto promozionale legato all’estratto di carne ideato da Justus von Liebig e furono distribuite dal 1872 al 1975, trasformandosi presto in un fenomeno europeo che andò oltre la se
     

Figurine Liebig e grotte, quando la divulgazione scientifica passava da un cartoncino

Júl 7th 2026 at 07:00

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Dalla pubblicità dell’estratto di carne alla cultura del sottosuolo, le figurine Liebig raccontano un modello di divulgazione scientifica che ha accompagnato generazioni di lettori europei e che oggi torna utile anche per leggere la storia dell’immaginario speleologico.

Le figurine Liebig nacquero come supporto promozionale legato all’estratto di carne ideato da Justus von Liebig e furono distribuite dal 1872 al 1975, trasformandosi presto in un fenomeno europeo che andò oltre la semplice pubblicità del prodotto. In Italia la prima serie in lingua italiana documentata risale al 1878, segno di una diffusione ormai rapida anche nel mercato nazionale.[1][2][3]

Figurine Liebig e divulgazione scientifica

La loro importanza storica non dipende solo dalla durata editoriale, ma dal modo in cui unirono immagine, testo e consumo quotidiano, portando temi di scienza, geografia, zoologia e tecnica dentro le case di famiglie che spesso non avevano altri strumenti di accesso sistematico alla conoscenza. Le figurine erano pensate come piccole tavole illustrate di alta qualità, stampate in cromolitografia fino a dodici colori, con un linguaggio visivo immediato e adatto a un pubblico ampio. Era divulgazione popolare. E funzionava.[3][1]

Figurine Liebig, serie e collezionismo europeo

Il successo passò anche dalla forma editoriale: le serie complete, spesso composte da sei figurine, rendevano semplice la raccolta, incoraggiavano lo scambio e consolidavano un’abitudine collezionistica che sarebbe rimasta viva ben oltre la fine delle emissioni. Non si trattava di un dettaglio secondario, perché la serialità trasformava un omaggio commerciale in un archivio domestico ordinato per temi, anticipando in modo elementare la logica dell’album illustrato e della consultazione per argomenti. Ancora oggi il mercato antiquario e collezionistico continua a identificare, vendere e catalogare queste serie come nuclei completi, confermando la tenuta culturale di un oggetto nato per essere effimero.[4][5][6]

Figurine Liebig, grotte e immaginario speleologico

Per il mondo delle grotte il dato più interessante è che la produzione Liebig arrivò a toccare direttamente anche l’universo speleologico, come mostrano almeno la serie italiana La Speleologia del 1956 e la serie Leggende di grotte italiane del 1958. Questa presenza non appare casuale, perché la cultura delle grotte nel Novecento si sviluppò anche grazie alla divulgazione: la storia della speleologia moderna riconosce infatti alla comunicazione e alla pubblicazione di lavori, riviste e immagini un ruolo decisivo nella crescita dell’interesse pubblico verso il sottosuolo. Le figurine Liebig, in questo quadro, agirono come un ponte visivo tra curiosità domestica e sapere specialistico, offrendo una prima familiarità con caverne, miniere, ambienti carsici e scenari sotterranei prima dell’epoca dei documentari televisivi e della rete.[6][7][8][9][10]

Grotte, scienza e valore culturale delle figurine Liebig

Il legame con la speleologia diventa ancora più leggibile se si considera quanto il mondo di grotta sia, per sua natura, un crocevia di discipline: archeologia, geologia, idrogeologia, paleontologia, biologia e storia ambientale trovano nelle cavità un campo di ricerca comune. Per questa ragione, ogni raffigurazione popolare del sottosuolo non raccontava solo un paesaggio oscuro o suggestivo, ma introduceva il pubblico a una parte concreta della conoscenza scientifica, proprio come avveniva nei percorsi divulgativi che avrebbero poi accompagnato la speleologia italiana nel Novecento. Le figurine Liebig acquistano così un valore che va oltre il collezionismo: diventano documenti utili per capire come la società europea abbia imparato a guardare le grotte, non soltanto come rifugi, miniere o luoghi leggendari, ma come oggetti di osservazione, studio e racconto culturale condiviso.[7][9]

Figurine Liebig oggi tra memoria visiva e storia delle grotte

La riscoperta attuale delle figurine Liebig interessa quindi non soltanto i collezionisti, ma anche chi studia la storia della divulgazione, della grafica editoriale e dell’immaginario naturalistico. Nel caso delle grotte, queste piccole carte mostrano come il sottosuolo sia entrato nella cultura di massa molto prima della comunicazione digitale, attraverso un supporto leggero, domestico e ripetibile. In pochi centimetri di carta passava un’idea precisa: il mondo sotterraneo meritava di essere visto, classificato e compreso.[9][1][4][6][7]

Fonti
[1] Figurine Liebig – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Figurine_Liebig
[2] La collezione Figurine Liebig di Fabrizio https://www.my-liebig-collection.it/history_2.asp
[3] Justus von Liebig https://deboraserrentino.com/2017/12/05/justus-von-liebig/
[4] 60 FIGURINE LIEBIG https://www.collectorclub.it/1320-60-figurine-liebig.html
[5] La collezione Figurine Liebig di Fabrizio – MY LIEBIG COLLECTION https://www.my-liebig-collection.it/collection.asp
[6] Figurine Liebig – Serie n. 1656 Completa (6 … https://www.emporiodimilo.it/prodotti/collezionismo-cartaceo/figurine-e-album-di-figurine/figurine-liebig-serie-n-1656-completa-6-figurine-la-speleologia-edizione-italiana-1956/
[9] Serie n. 1690 Completa (6 figurine) – Leggende di grotte italiane https://www.emporiodimilo.it/prodotti/collezionismo-cartaceo/figurine-e-album-di-figurine/figurine-liebig-serie-n-1690-completa-6-figurine-leggende-di-grotte-italiane-edizione-italiana-1958/
[10] S 1690 / LIEBIG / LEGGENDE DI GROTTE ITALIANE (ITA) MF48080 https://mariottifilatelia.com/figurine-liebig/13431-s-1690-liebig-leggende-di-grotte-italiane-ita-7927501752993.html

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  • BCRA e Cave Radio: il seminario online del 13 luglio mette a fuoco i problemi aperti delle comunicazioni in grotta
    Condividi Il nuovo incontro della serie estiva del Cave Radio & Electronics Group approfondirà antenne, impermeabilizzazione, batterie e ricerca applicata nelle grotte, con un focus sul progetto del British Cave Science Centre di Poole’s Cavern. Seminario BCRA Cave Radio: data, orario e relatore La British Cave Research Association ha annunciato il prossimo appuntamento della sua programmazione online estiva dedicata al Cave Radio. L’incontro si terrà lunedì 13 luglio alle 19:30 BST, c
     

BCRA e Cave Radio: il seminario online del 13 luglio mette a fuoco i problemi aperti delle comunicazioni in grotta

Júl 7th 2026 at 06:00

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Il nuovo incontro della serie estiva del Cave Radio & Electronics Group approfondirà antenne, impermeabilizzazione, batterie e ricerca applicata nelle grotte, con un focus sul progetto del British Cave Science Centre di Poole’s Cavern.

Seminario BCRA Cave Radio: data, orario e relatore

La British Cave Research Association ha annunciato il prossimo appuntamento della sua programmazione online estiva dedicata al Cave Radio. L’incontro si terrà lunedì 13 luglio alle 19:30 BST, cioè alle 20:30 in Italia, e sarà affidato a David Gibson, esponente del Cave Radio & Electronics Group della BCRA.

Il titolo del seminario è “Current Problems in Cave Radio”. Il formato conferma l’attenzione della BCRA per la divulgazione tecnico-scientifica accessibile anche a un pubblico non strettamente accademico, pur restando centrato su temi specialistici di grande interesse per la speleologia operativa e per la ricerca.

Current Problems in Cave Radio: i nodi tecnici ancora aperti

Il tema centrale del seminario riguarda i problemi ancora irrisolti della Cave Radio, un settore che negli ultimi decenni ha reso possibili comunicazioni attraverso la roccia in contesti dove i sistemi radio convenzionali risultano inefficaci. Anche se la trasmissione through-rock è ormai consolidata, restano diversi interrogativi tecnici che non hanno ancora una risposta definitiva.

Tra gli argomenti annunciati figurano il confronto tra antenne a loop e antenne lineari, la differenza di rendimento tra antenne accordate e non accordate e la valutazione tra antenne in ferrite e antenne ceramiche. Si tratta di questioni rilevanti non solo per chi progetta apparati, ma anche per chi li usa sul terreno in attività di soccorso, esplorazione e monitoraggio.

Nel quadro della Cave Radio rientrano anche campi di studio più ampi, come l’uso della radio broadcast per indagini geofisiche e il possibile ruolo delle proprietà anisotrope del calcare nella propagazione dei segnali. Il seminario presenterà questi temi come piste di ricerca ancora aperte, con un interesse diretto anche per tesi e progetti universitari.

Elettronica speleologica e attrezzature: impermeabilizzazione, batterie e connettori

Una parte importante dell’intervento sarà dedicata ai problemi pratici di costruzione delle apparecchiature per Cave Radio. David Gibson affronterà aspetti molto concreti come impermeabilizzazione, scelta delle batterie, interruttori e connettori, tutti elementi che incidono sulla reale affidabilità di un sistema usato in ambiente ipogeo.

Tra gli esempi più significativi compare una domanda semplice solo in apparenza: perché contenitori dichiarati impermeabili finiscono spesso per avere acqua all’interno dopo una lunga permanenza in grotta? Il punto è di particolare interesse per la speleologia tecnica, perché mette insieme fisica dell’umidità, differenze termiche, materiali e qualità costruttiva dei contenitori.

La questione non viene presentata come un dettaglio marginale. Al contrario, emerge come un problema tipico della Cave Radio e dell’elettronica speleologica, dove la resistenza all’acqua, alla condensa e all’usura incide quanto le prestazioni del segnale.

Poole’s Cavern e British Cave Science Centre: un laboratorio per la ricerca Cave Radio

Secondo la presentazione del seminario, alcuni di questi temi potrebbero essere indagati direttamente sottoterra al British Cave Science Centre ospitato a Poole’s Cavern, a Buxton. Il centro nasce come struttura di supporto alla ricerca speleologica britannica e mette a disposizione un ambiente di lavoro controllato e dati scientifici aperti.

Il British Cave Science Centre viene descritto dalla BCRA come una piattaforma per progetti di cave science e innovazione, con sistemi di monitoraggio climatico già attivi nella grotta. In questo contesto, anche problemi apparentemente minori, come la tenuta dei contenitori o il comportamento dei materiali nel lungo periodo, possono trasformarsi in casi di studio utili per studenti, tecnici e gruppi di ricerca.

Per il mondo della speleologia, la presenza di un’infrastruttura come Poole’s Cavern amplia il valore del seminario oltre la semplice conferenza online. La Cave Radio viene infatti collocata dentro una rete di sperimentazione concreta, dove comunicazioni, strumentazione e ambiente carsico si incontrano in modo diretto.

Serie estiva CREG e seminari online BCRA: come si inserisce il nuovo appuntamento

La conferenza del 13 luglio rientra nella programmazione dei seminari online della BCRA, normalmente previsti il secondo lunedì del mese su piattaforma Zoom. Durante la pausa estiva, lo spazio viene occupato dal Cave Radio & Electronics Group, gruppo di interesse speciale della BCRA attivo dal 1988 nello sviluppo e nella diffusione di tecnologie radio, elettroniche e informatiche per la speleologia.

La stessa BCRA segnala che il ciclo estivo potrebbe adottare, in alcuni casi, una formula con più interventi brevi da circa 15 minuti invece della classica lezione unica. La scelta dipenderà dalle proposte disponibili, ma indica una possibile apertura verso un formato più dinamico e adatto a condividere esperienze applicate, test sul campo e aggiornamenti tecnici.

Per gli speleologi interessati alle comunicazioni sotterranee, il seminario su “Current Problems in Cave Radio” si presenta quindi come un appuntamento utile per seguire gli sviluppi di un settore in cui molte soluzioni esistono già, ma molte domande restano ancora aperte.

Fonti

  • British Cave Research Association, pagina seminari online 2026
  • British Cave Research Association, pagina del Cave Radio & Electronics Group
  • British Cave Science Centre, informazioni sul centro di ricerca di Poole’s Cavern
  • Scintilena, articoli di aggiornamento sui seminari BCRA e sulle comunicazioni in grotta

https://www.facebook.com/share/p/1C4V3Dd1ks/?mibextid=wwXIfr

L'articolo BCRA e Cave Radio: il seminario online del 13 luglio mette a fuoco i problemi aperti delle comunicazioni in grotta proviene da Scintilena.

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  • Il Catasto speleologico: molto più di un archivio di grotte – la parola a Fabrizio Toso
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Il Catasto speleologico: molto più di un archivio di grotte – la parola a Fabrizio Toso

Júl 7th 2026 at 05:00

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Il coordinatore nazionale della Commissione Catasto Cavità Naturali della SSI ETS racconta perché il Catasto non è soltanto un archivio di dati, ma uno strumento fondamentale per la ricerca, la tutela e la storia dell’esplorazione

Dietro ogni grotta censita c’è una storia fatta di esplorazioni, rilievi, studio e passione. Il Catasto delle grotte non è soltanto un elenco di cavità naturali: è la memoria collettiva della speleologia italiana, uno strumento indispensabile per la ricerca scientifica, la tutela del territorio, la sicurezza e la conservazione del patrimonio ipogeo.

Per comprendere meglio il valore di questo patrimonio abbiamo chiesto a Fabrizio Toso, speleologo, amico, amico di Scintilena e Coordinatore nazionale della Commissione Catasto Cavità Naturali della Società Speleologica Italiana ETS, di raccontare cosa rappresenta oggi il Catasto e quali prospettive si aprono per il suo futuro.

La sede dell’Istituto Italiano di Speleologia a Postumia Grotte – da Franco Anelli, Il Catasto delle Grotte italiane presso l’Istituto Italiano di Speleologia, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1941

Ne è nato un contributo ricco di spunti, che pubblichiamo integralmente, convinti che possa essere utile non solo agli speleologi più esperti, ma anche a chi si avvicina per la prima volta al mondo dell’esplorazione sotterranea.

Articolo di Fabrizio Toso – Coordinatore della Commissione Cavità Naturali SSI ETS

Il Catasto delle delle grotte: la memoria della speleologia

La Speleologia

La speleologia è un’attività multidisciplinare che si occupa delle cavità naturali dal punto di vista della loro esplorazione, studio e tutela.

Il termine “speleologia” deriva dal greco spélaion (grotta) e lógos (studio), e significa letteralmente “studio delle grotte”. Questa pratica unisce l’attività esplorativa e sportiva alla ricerca scientifica. Le principali caratteristiche di questa disciplina includono:

  • Ricerca scientifica: Studia l’origine e l’evoluzione delle cavità naturali, i fenomeni fisici, chimici e biologici al loro interno. Contribuisce alla conoscenza del territorio e di una delle risorse più preziose, l’acqua.
  • Esplorazione e Sport: Consiste nella discesa e progressione in ambienti ipogei utilizzando tecniche e attrezzature specifiche.
  • Tutela ambientale: Ha un ruolo fondamentale nella salvaguardia del patrimonio idrogeologico carsico e degli ecosistemi sotterranei.

Gli speleologi documentano la loro attività esplorativa e scientifica dando vita a pubblicazioni, ma anche inserendo i frutti del loro appassionato lavoro nel Catasto speleologico.

Il Catasto delle grotte

Il Catasto è una sorta di memoria della speleologia. È fondamentale per mappare, proteggere e gestire in sicurezza il territorio sotterraneo e le sue risorse.

Questo archivio nasce per raccogliere la posizione geografica, le mappe e i dati scientifici di tutte le cavità naturali scoperte.

Ecco i motivi principali per cui questo strumento è così importante:

  • Protezione dell’acqua: le grotte possono ospitare enormi riserve di acqua dolce sotterranea. Sapere dove si trova questa preziosa risorsa è già molto importante, ma potrebbe diventare un aspetto vitale nel prossimo futuro.
  • Sicurezza del territorio: Segnala la presenza di vuoti nel sottosuolo. È utile per le verifiche sul territorio durante la costruzione di case, strade o ponti.
  • Tutela dell’ambiente: custodisce dati su animali che vivono o frequentano le grotte e anche su minerali unici. Tiene memoria di situazioni di degrado ambientale delle grotte. Aiuta così a salvaguardare ecosistemi molto fragili.
  • Ricerca: Offre agli scienziati di varie discipline la base per studiare vari aspetti peculiari delle grotte, la storia del clima e della Terra, gli effetti sull’uomo della permanenza in grotta, particolari formazioni di batteri o altro che trovano nelle grotte un habitat adeguato.
  • Soccorso in grotta: in caso di incidenti, avere mappe precise permette al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) di intervenire con precisione e in tempi più rapidi. Un catasto costantemente aggiornato con visite ed esplorazioni permette anche un’azione preventiva di monitoraggio e messa in sicurezza delle grotte più frequentate.

In Italia la gestione di questi archivi è organizzata a livello regionale. Nella gran parte è affidata alle organizzazioni speleologiche presenti in ogni singola regione. Possono essere federazioni di gruppi speleologici o, in alcuni casi, dei singoli gruppi. Per alcune regioni la tenuta del Catasto speleologico è favorita e regolata da apposite leggi regionali che garantiscono una stretta interazione tra l’ente regione e la comunità speleologica oltre ai fondi necessari per una sua gestione ottimale.

In conclusione, il Catasto speleologico è un importante strumento per la gestione del territorio, la conservazione della biodiversità, la ricerca scientifica, la sicurezza di speleologi ed escursionisti. La sua creazione e manutenzione richiedono un impegno costante da parte della comunità speleologica, ma i benefici che ne derivano possono essere molteplici e duraturi.

Il Catasto delle grotte, la memoria degli speleologi

Il Catasto delle grotte è anche la “scatola dei ricordi” della speleologia, perché conserva la storia di ogni singola esplorazione per ogni grotta. Non è solo una lista di dati freddi e impersonali, ma il racconto scritto della fatica e delle scoperte di intere generazioni di speleologi.

Questo archivio custodisce la memoria di chi esplora il sottosuolo. Ogni scheda catastale racconta le scoperte, riporta i nomi di chi ha individuato una cavità e di chi ne ha proseguito l’esplorazione: salva dall’oblio il loro lavoro.

Una scheda catastale può contenere:

  • Diario delle esplorazioni: può tenere traccia dei racconti scritti dagli esploratori, memorizzando la pubblicazione o le indicazioni per reperirli. Preziose memorie che descrivono le emozioni e le difficoltà della scoperta. I nomi dati alle grotte, o loro parti come per esempio le sale (come “Sala del fango” o “Abisso del vento”) tengono memoria di aneddoti e storie vissute al momento della esplorazione.
  • Testimone dell’evoluzione delle tecniche: Le vecchie mappe fatte a mano mostrano come sono cambiati nel tempo i modi di misurare e disegnare il buio. Sia le vecchie che le nuove mappe permettono di studiare nuove esplorazioni, magari favorite dall’evoluzione delle tecniche esplorative stesse e dal conseguente evolversi del modo di vedere e valutare le possibilità esplorative da parte degli speleologi.
  • Passaggio di testimone: permette ai giovani speleologi di ripartire da dove i vecchi esploratori si erano dovuti fermare.

Il Catasto Grotte come fonte privilegiata e affidabile

Il Catasto delle grotte, mantenuto costantemente aggiornato dalla comunità speleologica, risulta la fonte più sicura e ufficiale per conoscere il mondo sotterraneo.

Certo, la comunità speleologica produce costantemente pubblicazioni con studi particolareggiati su grotte oggetto di esplorazione ma col tempo di esse si possono perdere le tracce. Il Catasto speleologico, nella sua funzione di memoria, può essere un punto valido di accesso alle informazioni salvando, per ogni grotta, la sua bibliografia ovvero l’insieme delle pubblicazioni in cui se ne parla.

Consente a tutti, anche ai non specialisti, di approfondire la conoscenza di una data grotta, evitando faticose ricerche bibliografiche.

In generale i suoi dati nascono da osservazioni e misurazioni fatte sul campo da tecnici esperti e appassionati. Per questo motivo, esploratori, scienziati e amministratori possono usarlo come guida fidata.

Sono diversi i motivi per cui questo archivio va considerato una fonte autorevole e privilegiata:

Controllo degli esperti: ogni dato viene verificato da speleologi esperti, solitamente i Conservatori del Catasto, prima di essere inserito nel Catasto speleologico.

Storia degli aggiornamenti: nonostante la competenza degli speleologi che aggiornano il Catasto e dei Conservatori che effettuano i controlli, eventuali sviste possono venire alla luce studiando la storia degli aggiornamenti. Ogni Catasto è solitamente strutturato per tenere memoria del succedersi degli aggiornamenti, cosa che permette di evidenziare eventuali incongruenze.

Mappe accurate: i rilievi topografici si sono evoluti permettendo una sempre maggiore precisione. Si usano strumenti moderni che riducono al minimo gli errori di misurazione e di posizione. È in rapido sviluppo l’utilizzo di dispositivi che permettono la visualizzazione della grotta in 3D con una definizione di dettagli inimmaginabile prima.

Dati completi: riunisce in un solo posto informazioni su geologia, biologia, clima sotterraneo e storia di ogni cavità.

Aggiornamento continuo: l’archivio cresce e si corregge ogni volta che gli speleologi scoprono nuove gallerie o usano tecnologie migliori.

Valore legale: In alcuni casi le grotte considerate preziose dal punto di vista scientifico e/o naturalistico vengono inserite in zone protette (ZPS, ZCS), dando alla grotta e quindi al catasto un’importanza ufficiale per la legge.

La diffusione della cultura del Catasto

La base su cui poggia il Catasto è la passione e la competenza della comunità speleologica. Senza il contributo continuo di tutti gli speleologi il catasto, come ogni archivio abbandonato a se stesso, rischia di diventare in breve tempo obsoleto, una mera curiosità per pochi appassionati.

In Italia esistono realtà nelle quali la stretta collaborazione con gli enti regionali favorisce non poco l’aggiornamento costante del Catasto. Purtroppo non è così per tutte le regioni. Tuttavia, anche nelle regioni più virtuose l’aggiornamento del catasto è demandato a pochi speleologi. Nel corso della storia della speleologia si ha l’impressione che, partiti da un’attività prettamente scientifica, si stia andando verso la predilezione per l’aspetto sportivo della speleologia.

Questo, anche se lecito, porta come conseguenza diretta un impoverimento delle informazioni in catasto.

In alcune regioni vengono privilegiate le ripetizioni di visite a grotte conosciute senza altro scopo che un’intensa sessione di attività fisica che il più delle volte non porta a un aggiornamento del Catasto.

In alcune realtà regionali capita che le nuove leve di speleologi non sappiano dell’esistenza del Catasto delle Grotte! Le ricognizioni fatte per verificare l’ingresso di grotte conosciute o per trovarne di nuovi sono un’attività poco conosciuta e frequentata.

Come guarire da questa deriva di disinformazione?

La risposta potrebbe essere semplice: formare e informare. Solitamente i nuovi speleologi di domani iniziano il proprio percorso formativo con il corso di primo livello. In alcune realtà il Catasto speleologico non viene proprio illustrato loro, oppure è trattato sommariamente in un momento in cui la loro mente è totalmente impegnata ad assorbire le tecniche di progressione. Forse sarebbe utile prevedere in coda al corso di primo livello delle lezioni specifiche sul Catasto delle grotte, sul motivo per cui è necessario averlo e tenerlo aggiornato, sulle attività complementari a una bella sgambata in grotta quali lo studio a tavolino e la successiva realizzazione di un’esplorazione, una ricognizione di ricerca ingressi vecchi e nuovi. Il tutto sottolineando ogni volta l’importanza e l’utilità di mantenere aggiornato il catasto con i risultati ottenuti.

Scheda trasparente per la localizzazione cartografica delle grotte – da: Franco Anelli, Il Catasto delle Grotte italiane presso l’Istituto Italiano di Speleologia, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1941

Ringraziamo Fabrizio Toso per aver condiviso questa riflessione, che richiama l’attenzione su uno degli strumenti più importanti della speleologia italiana. Il Catasto vive grazie al lavoro quotidiano di tanti volontari e alla collaborazione dei gruppi speleologici: custodire questa memoria significa preservare il passato dell’esplorazione e offrire solide basi alle generazioni future.

Il Catasto non è soltanto un archivio di grotte: è la memoria della comunità speleologica. Ogni aggiornamento, ogni rilievo, ogni nuova scoperta contribuisce a costruire un patrimonio di conoscenze che appartiene a tutti e che sarà il punto di partenza per le esplorazioni di domani.

Per chi desidera approfondire il lavoro della Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI ETS, Scintilena dedica una pagina con aggiornamenti, iniziative e materiali di approfondimento: https://www.scintilena.com/docs/commissione-nazionale-catasto-cavita-naturali/

Sul sito ufficiale della Commissione sono disponibili informazioni sulle attività, sulle modalità di collaborazione e sui contatti per avvicinarsi al mondo del Catasto speleologico: https://speleo.it/site/catasto/

Per informazioni è possibile scrivere a: catasto.grotte@socissi.it

Tra le iniziative più interessanti, è già aperto il Concorso SSI 2026 – “Rilievo tra arte e tecnica”, promosso dalla Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali. L’iniziativa intende valorizzare il rilievo speleologico non soltanto come documento tecnico indispensabile per la conoscenza e la sicurezza delle cavità, ma anche come espressione di competenza, precisione e capacità di rappresentazione. Il concorso premierà gli elaborati che sapranno coniugare rigore scientifico, efficacia comunicativa e qualità grafica, contribuendo a diffondere la cultura del rilievo come patrimonio fondamentale della speleologia italiana. Per tutti i dettagli, i requisiti e le modalità di partecipazione è possibile consultare il bando completo:
https://drive.google.com/file/d/16vqlT0XMvZivTSt6xgjsLAYBqsfBnLly/view – Altre INFO qui: https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-torna-il-concorso-ssi-2026-commissione-catasto-cavita-naturali/04/14/

Immagini:

Sprugola dei Picconi (LI1611) – Pignone (SP) – una grotta perduta e ritrovata – foto M. Abisso

La sede dell’Istituto Italiano di Speleologia a Postumia Grotte. L’edificio ospitò il primo centro coordinatore del Catasto delle grotte italiane, istituito per raccogliere, organizzare e conservare la documentazione sulle cavità naturali del Paese. Da qui prese forma uno dei primi grandi progetti di censimento speleologico nazionale. Da: Franco Anelli, Il Catasto delle Grotte italiane presso l’Istituto Italiano di Speleologia, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1941

Scheda trasparente per la localizzazione cartografica delle grotte. Il modulo veniva utilizzato per riportare con precisione la posizione delle cavità naturali sulle carte topografiche dell’Istituto Geografico Militare, rappresentando uno degli elementi innovativi del Catasto delle grotte italiane negli anni Trenta e Quaranta. Da: Franco Anelli, Il Catasto delle Grotte italiane presso l’Istituto Italiano di Speleologia, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1941

Rilievo della Sprugola dei Picconi (LI1611) – Autore: Marco Corvi – Fonte: Catasto Grotte della Liguria – Gestionale Speleologico Ligure. Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA Sprugola dei Picconi

Rilievo Sprugola dei Picconi (LI1611) – Autore Marco Corvi – Catasto Grotte Liguria–Gestionale Speleologico Ligure – Creative Commons CC BY-NC-SA

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  • Giengen an der Brenz al centro della speleologia tedesca: dal 23 al 26 luglio il 64° Raduno Annuale
    Condividi Il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi arriva alla Höhlen Erlebnis Welt di Giengen-Hürben, tra Charlottenhöhle e calendario europeo della speleologia 2026 Dal 23 al 26 luglio Giengen an der Brenz ospiterà il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi, uno degli appuntamenti storici della speleologia tedesca e un evento inserito nel calendario europeo 2026 della comunità speleologica continentale. Il raduno è indicato come conferenza annuale della federazione speleolog
     

Giengen an der Brenz al centro della speleologia tedesca: dal 23 al 26 luglio il 64° Raduno Annuale

Júl 6th 2026 at 14:00

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Il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi arriva alla Höhlen Erlebnis Welt di Giengen-Hürben, tra Charlottenhöhle e calendario europeo della speleologia 2026

Dal 23 al 26 luglio Giengen an der Brenz ospiterà il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi, uno degli appuntamenti storici della speleologia tedesca e un evento inserito nel calendario europeo 2026 della comunità speleologica continentale.

Il raduno è indicato come conferenza annuale della federazione speleologica tedesca VdHK e si svolgerà a Giengen-Hürben con il motto “Cave-Human-Nature”.[1][2][3][4]

64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi a Giengen an der Brenz

Il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi si terrà presso la Höhlen Erlebnis Welt, in Lonetalstrasse 61 a Giengen-Hürben, nel Geoparco della Schwäbische Alb.

La sede scelta collega in modo diretto il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi a un’area dove la visita in grotta, la divulgazione geologica e la valorizzazione del paesaggio carsico fanno parte della stessa proposta culturale.[2][1]

La formula del 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi mantiene quindi un profilo che non riguarda solo l’incontro associativo, ma anche il rapporto fra grotte, presenza umana e ambiente, già richiamato dal motto ufficiale dell’edizione 2026.

La pagina dell’evento rimanda inoltre a successivi aggiornamenti informativi e a un sito dedicato, segno che la comunicazione organizzativa è ancora in fase di completamento a poche settimane dall’apertura del raduno.[1]

Charlottenhöhle e speleologia tedesca nel contesto di Giengen-Hürben

Il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi si svolgerà in un luogo strettamente legato alla Charlottenhöhle, cavità che secondo il servizio geologico del Baden-Württemberg raggiunge 587 metri ed è la più lunga grotta della Germania meridionale visitabile dal pubblico.

La Charlottenhöhle fu scoperta nel 1893 e prende il nome dalla regina Charlotte del Württemberg.[2]

Dal punto di vista geologico, la grotta si è formata come cavità fluviale in calcari dolomitici del Giurassico superiore. Il suo sviluppo è caratterizzato da un condotto alto e stretto, con sezioni a profilo “a buco di serratura”, intervallato da sale più ampie ricche di concrezioni e forme di deposito calcitico.

Il sito segnala anche la presenza di una lampenflora interessante, elemento che richiama un tema noto nella gestione delle grotte attrezzate e nella conservazione degli ambienti ipogei aperti alle visite.[2]

Accanto alla cavità, il percorso di accesso comprende un sentiero didattico con otto stazioni che accompagna il visitatore in una lettura del tempo geologico e storico del territorio. Questo quadro rende il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi particolarmente coerente con una sede che unisce pratica speleologica, divulgazione e attenzione al contesto naturale.[1][2]

Calendario europeo della speleologia 2026 e ruolo del raduno tedesco

La newsletter EuroSpeleo di luglio 2026 segnala il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi tra gli incontri dei prossimi mesi insieme ad altri appuntamenti europei distribuiti tra estate e autunno. Anche il calendario internazionale pubblicato da Scintilena apre la rassegna estiva proprio con il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi a Giengen an der Brenz dal 23 al 26 luglio.[3][2]

Questo inserimento nel circuito informativo europeo attribuisce al raduno tedesco un rilievo che va oltre il piano nazionale. Per il pubblico italiano interessato alla speleologia, la notizia ha un valore specifico perché mostra come i grandi appuntamenti federativi continuino a essere ospitati in luoghi dove il patrimonio carsico è leggibile anche per un pubblico più ampio.[3][1][2]

Giengen an der Brenz, Charlottenhöhle e prospettive del raduno

Nello stato attuale delle informazioni disponibili, i punti certi riguardano le date, la sede e il tema generale del 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi. Restano invece da definire nel dettaglio gli aggiornamenti organizzativi, che gli stessi promotori rinviano a comunicazioni successive.[1][2]

Per questa ragione, il 64° Raduno Annuale degli Speleologi Tedeschi si presenta già come una notizia rilevante soprattutto per il contesto che lo ospita: Giengen-Hürben, la Höhlen Erlebnis Welt e la Charlottenhöhle compongono infatti un quadro in cui la speleologia tedesca incontra la divulgazione del carsismo e la valorizzazione di una cavità storica della Germania meridionale. Nel calendario europeo 2026, il passaggio da Giengen an der Brenz assume così il profilo di una tappa da osservare con attenzione da parte di associazioni, gruppi e lettori che seguono l’evoluzione della speleologia continentale.[3][2][1]

Fonti
[2] Eventi internazionali di speleologia 2026: il calendario europeo tra … https://www.scintilena.com/eventi-internazionali-di-speleologia-2026-il-calendario-europeo-tra-congressi-spedizioni-e-raduni/07/05/
[3] EuroSpeleo Newsletter luglio 2026: la FSE mette in rete eventi … https://www.scintilena.com/eurospeleo-newsletter-luglio-2026-la-fse-mette-in-rete-eventi-progetti-e-tutela-del-carsismo/07/03/
[4] Events from September 5, 2022 – European Speleological Federation https://www.eurospeleo.eu/events/
[5] Holocene landscape evolution, palaeoclimate and human impact in the Fotsch Valley, Stubai Alps, Austria: Interrogating biomarkers, stable isotopes, macrofossils and palynological indicators from a subalpine mire archive https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/09596836231176485
[6] The anomalous polymict ordinary chondrite breccia of Elmshorn (H3?6)—Late reaccretion after collision between two ordinary chondrite parent bodies, complete disruption, and mixing possibly about 2.8?Gyr ago https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1111/maps.14193
[7] Ein frühweichselzeitliches Profil bei Rahden-Welle (nördliches Wiehengebirgsvorland, Nordrhein-Westfalen) https://www.eg-quaternary-sci-j.net/47/107/1997/egqsj-47-107-1997.pdf
[8] 64th Annual Conference of the German Speleological Federation … https://www.eurospeleo.eu/event/64th-annual-conference-of-the-german-speleological-federation-vdhk/
[9] Speläologische Ereignisse / Veranstaltungen / events……… künftige … https://www.lochstein.de/veransta.htm
[10] Charlottenhöhle: A Subterranean Spectacle https://evendo.com/locations/germany/swabia/attraction/charlottenhohle
[11] Charlottenhöhle (2025) – All You Need to Know BEFORE You Go (with Reviews) https://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g1587176-d3668198-Reviews-Charlottenhohle-Giengen_an_der_Brenz_Baden_Wurttemberg.html
[12] CHARLOTTENHÖHLE: Tutto quello che c’è da sapere (2026) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g1587176-d3668198-Reviews-Charlottenhohle-Giengen_an_der_Brenz_Baden_Wurttemberg.html
[13] ,,ta-f https://www.lfu.bayern.de/download/geologie/dgk25/dgk25_7327_giengen_an_der_brenz.pdf
[14] Höhlenerlebniswelt Giengen-Hürben: A Journey Through Time and Caves https://evendo.com/locations/germany/swabia/attraction/hohlenerlebniswelt-giengen-hurben
[15] BERGFEX: Giengen an der Brenz: Dopust Giengen an der Brenz – Putovanja Giengen an der Brenz https://hr.bergfex.com/sommer/giengen-an-der-brenz/
[16] Charlottenhöhle bei Giengen an der Brenz https://lgrbwissen.lgrb-bw.de/printpdf/23637
[17] Hikes in Giengen on the Brenz https://www.outdooractive.com/en/hikes/giengen-on-the-brenz/hikes-in-giengen-on-the-brenz/1459397/
[18] Campo Estivo Internazionale Didattico per Giovani Speleologi in Germania – Scintilena https://www.scintilena.com/campo-estivo-internazionale-didattico-per-giovani-speleologi-in-germania/02/07/

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Monte Fortin e gallerie cannoniere della Prima guerra mondiale: il sistema difensivo ipogeo dell’Isonzo torna al centro della ricerca

Júl 6th 2026 at 13:00

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Uno studio dedicato alle gallerie cannoniere di Monte Fortin ricostruisce il ruolo della batteria in caverna di Villanova di Farra nel sistema difensivo dell’Isonzo e riporta l’attenzione su uno dei principali complessi sotterranei della Prima guerra mondiale in Friuli-Venezia Giulia.

Gallerie cannoniere di Monte Fortin nel fronte dell’Isonzo

Le gallerie cannoniere di Monte Fortin, a Villanova di Farra nel comune di Farra d’Isonzo, sono al centro di un contributo scientifico firmato da Marco Meneghini e pubblicato nel nuovo numero di Opera Ipogea, dedicato a una batteria in caverna della Prima guerra mondiale inserita nel sistema difensivo dell’Isonzo.

Il complesso viene presentato come uno dei più significativi esempi di fortificazione sotterranea del fronte isontino, un dato che ne rafforza l’interesse anche per chi si occupa di speleologia e cavità artificiali.

La localizzazione sulla sommità del Monte Fortin, a 116 metri di quota, conferma il valore strategico del sito nel controllo del territorio tra la pianura friulana, il settore isontino e gli accessi verso Gorizia, come riportano anche le schede divulgative e turistiche dedicate al luogo.

In questo quadro, le gallerie cannoniere di Monte Fortin emergono non come una struttura isolata, ma come parte di una più ampia organizzazione difensiva legata alla guerra in sotterraneo sul fronte orientale italiano.

Monte Fortin tra posizione strategica e opere militari sotterranee

Il Monte Fortin viene descritto come un’altura da sempre adatta al controllo dell’area circostante, con una funzione di osservazione che nei secoli ha interessato il passaggio sull’Isonzo e i collegamenti verso le regioni orientali.

Questa continuità strategica spiega perché il rilievo sia stato nuovamente fortificato durante la Prima guerra mondiale, quando l’esercito italiano decise di realizzare opere sotterranee capaci di proteggere uomini, armamenti e collegamenti interni.

Le fonti disponibili indicano che la struttura comprende due gallerie d’accesso che collegano i lati est e ovest del monte, intersecate da una galleria principale orientata da nord a sud.

Questo schema costruttivo restituisce l’immagine di una batteria in caverna progettata per sfruttare la protezione offerta dalla roccia e, allo stesso tempo, mantenere un’organizzazione funzionale degli spazi ipogei.

Prima guerra mondiale e sistema difensivo dell’Isonzo

Secondo il riassunto dello studio, le gallerie cannoniere di Monte Fortin furono scavate dal Regio Esercito italiano nel 1917.

Non entrarono mai in servizio operativo, ma erano destinate, insieme ad altre strutture analoghe poste sulle alture attorno a Gorizia, alla difesa di questo settore del fronte in caso di sfondamento delle linee.

Il sito assume quindi un rilievo particolare nello studio del sistema difensivo dell’Isonzo, perché documenta una fase della guerra in cui la protezione sotterranea e la dispersione delle postazioni di artiglieria diventavano elementi decisivi nella progettazione militare.

Le gallerie cannoniere di Monte Fortin aiutano a leggere il passaggio da forme più tradizionali di fortificazione a opere ipogee pensate per resistere meglio al fuoco nemico e mantenere capacità operativa in contesti instabili.

Speleologia e cavità artificiali nel caso Monte Fortin

Per il mondo della speleologia, le gallerie cannoniere di Monte Fortin rappresentano un caso di interesse su più livelli.

Sul piano storico, conservano una testimonianza materiale della guerra combattuta nel sottosuolo; sul piano tecnico, mostrano come le cavità artificiali militari possano diventare oggetto di rilievo, documentazione e studio specialistico; sul piano territoriale, si inseriscono in un paesaggio che unisce memoria bellica e frequentazione culturale del territorio.

Le stesse informazioni dedicate alla visita del sito indicano che l’accesso non è sempre libero e che in diversi casi avviene su accordo con la proprietà o con i soggetti che ne curano l’apertura e la valorizzazione.

Questo aspetto richiama un tema noto a chi opera nelle cavità artificiali: la conservazione passa anche attraverso forme di fruizione controllata, soprattutto quando si tratta di ambienti sotterranei delicati e di interesse storico.

Ricerca scientifica sulle gallerie cannoniere di Monte Fortin

La pubblicazione del saggio in Opera Ipogea conferma l’attenzione della ricerca verso le cavità artificiali di interesse storico e militare, un ambito che negli ultimi anni ha acquisito maggiore visibilità anche nella divulgazione speleologica.

Il tema, peraltro, era già presente nel dibattito culturale del Goriziano, dove risultano conferenze e iniziative dedicate sia alle cavità della Prima guerra mondiale del fronte dell’Isonzo sia alle gallerie cannoniere di Monte Fortin.

Un elemento centrale del lavoro è il ricorso alla documentazione degli archivi militari, che secondo il riassunto dell’articolo permette di leggere il complesso come un modello di forte di nuova concezione e progettazione.

È proprio questo approccio a dare alle gallerie cannoniere di Monte Fortin un valore che supera l’interesse locale e le colloca nella storia delle opere sotterranee del Novecento, tra archeologia militare, studio del paesaggio e ricerca sulle cavità artificiali.

È disponibile anche il file scaricabile in formato Markdown con il testo dell’articolo: monte-fortin-gallerie-cannoniere.md.

Fonti
[1] Opera Ipogea 1/2026 in spedizione: il nuovo numero tra cavità … https://www.scintilena.com/opera-ipogea-1-2026-in-spedizione-il-nuovo-numero-tra-cavita-artificiali-archeologia-e-ricerca-speleologica/06/26/
[2] Gallerie cannoniere del Monte Fortin – Turismo Friuli Venezia Giulia https://www.turismofvg.it/it/grandeguerra-monumenti/gallerie-cannoniere-del-monte-fortin
[3] Tracce di Grande Guerra: il monte Fortin https://www.turismofvg.it/fvglivexperience/leonardo-portelli/tracce-di-grande-guerra-il-monte-fortin
[4] Monte Fortin Archivi – associazione culturale Lacus Timavi https://www.lacustimavi.it/tag/monte-fortin/
[5] Gallerie Cannoniere del Monte Fortin – The Walk of Peace https://www.thewalkofpeace.com/it/locations/underground-cannon-tunnels-on-mount-fortin/
[6] Cannoniere del MONTE FORTIN – SUPERMONTIFVG https://supermontifvg.com/2019/04/13/cannoniere-del-monte-fortin/
[7] Ciclo di Conferenze del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” https://www.scintilena.com/ciclo-di-conferenze-del-centro-ricerche-carsiche-c-seppenhofer/11/30/
[8] Scintilena, Autore presso Scintilena – Pagina 1824 di 1933 https://www.scintilena.com/author/scintilena/page/1824/
[17] Racconti dal Buio: speleosubacquea e Fontanon di Riu Neri nella … https://www.scintilena.com/racconti-dal-buio-speleosubacquea-e-fontanon-di-riu-neri-nella-puntata-del-10-marzo-su-radio-fragola/03/12/
[18] Corso LiDAR iPhone e CloudCompare al Montello: il rilievo 3D in … https://www.scintilena.com/corso-lidar-iphone-e-cloudcompare-al-montello-il-rilievo-3d-in-grotta-si-impara-a-nervesa-della-battaglia/03/13/
[19] Sullo Stelvio scoperto intatto un rifugio austriaco della … https://www.scintilena.com/sullo-stelvio-scoperto-intatto-un-rifugio-austriaco-della-prima-guerra-mondiale-in-una-grotta/11/13/
[20] Corso di Biospeleologia applicata “Tenebris vitae”, a giugno tre … https://www.scintilena.com/corso-di-biospeleologia-applicata-tenebris-vitae-a-giugno-tre-giorni-di-formazione-tra-malchina-e-abisso-di-trebiciano/05/14/
[21] Nuova Guida ai Forti della Grande Guerra: Un Viaggio tra Veneto e Trentino – Scintilena https://www.scintilena.com/nuova-guida-ai-forti-della-grande-guerra-un-viaggio-tra-veneto-e-trentino/11/12/
[22] “Racconti dal Buio” torna su Radio Fragola con una … https://www.scintilena.com/125545-2/04/28/
[23] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[24] Cavit – Scintilena https://www.scintilena.com/cavit/
[25] Coleotteri Sotterranei Piemontesi: Quarant’anni di Ricerca tra … https://www.scintilena.com/coleotteri-sotterranei-piemontesi-quarantanni-di-ricerca-tra-scoperta-e-specializzazione/01/16/
[26] LA PASSEGGIATA SUL MONTE FORTIN (FARRA D’ISONZO) http://gruppoermadavf.blogspot.com/2015/03/la-passeggiata-sul-monte-fortin-farra.html
[27] Despacho (extrato) n.º 3035/2026, de 10 de março | DR https://diariodarepublica.pt/dr/detalhe/despacho-extrato/3035-2026-1069986398
[28] 3035 ?????? https://irbank.net/3035/cap
[29] La Galleria Cannoniera di Monte Fortin – Fotografo di Guerra https://www.fotografodiguerra.it/la-galleria-cannoniera-di-monte-fortin/
[30] Genova : guida alla Selva – Barbieri, Marina – “L’Erma” di … – Torrossa https://www.torrossa.com/it/resources/an/6048623
[31] le gallerie cannoniere di Monte Fortin – Lacus Timavi https://www.lacustimavi.it/le-gallerie-cannoniere-di-monte-fortin/
[32] Monte Fortin. Le Cannoniere della Pace – Facebook https://www.facebook.com/100072490020378/?locale=gl_ES
[33] [PDF] Tempo di vacanze – Federazione Speleologica Regionale https://www.fsrfvg.it/sopraesotto/Sopra-e-sotto-il-Carso-2016-07.pdf
[34] IOSR-JBM Volume-28 ~ Issue-1 ~ January 2026 https://iosrjournals.org/iosr-jbm/pages/28(1)Series-4.html
[35] TENUTA VILLANOVA: Tutto quello che c’è da sapere (2025) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g1537392-d8421834-Reviews-Tenuta_Villanova-Farra_d_Isonzo_Province_of_Gorizia_Friuli_Venezia_Giulia.html

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  • Archeologia del rupestre a Otranto: l’ipogeo dell’episcopio racconta il sottosuolo del Salento
    Condividi Nuovo studio su insediamenti rupestri e cavità artificiali: l’ipogeo dell’episcopio di Otranto, tra stoccaggio alimentare, archeologia urbana e fotogrammetria 3D. Censimento delle cavità artificiali di Otranto e insediamenti rupestri del Salento Lo studio sull’ipogeo dell’episcopio di Otranto rientra in un progetto di archeologia del rupestre dedicato al censimento delle cavità artificiali del territorio comunale. Sono state catalogate oltre 160 cavità scavate dall’uomo,
     

Archeologia del rupestre a Otranto: l’ipogeo dell’episcopio racconta il sottosuolo del Salento

Júl 6th 2026 at 12:00

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Nuovo studio su insediamenti rupestri e cavità artificiali: l’ipogeo dell’episcopio di Otranto, tra stoccaggio alimentare, archeologia urbana e fotogrammetria 3D.


Censimento delle cavità artificiali di Otranto e insediamenti rupestri del Salento

Lo studio sull’ipogeo dell’episcopio di Otranto rientra in un progetto di archeologia del rupestre dedicato al censimento delle cavità artificiali del territorio comunale.

Sono state catalogate oltre 160 cavità scavate dall’uomo, che documentano un sistema complesso di insediamenti rupestri nel Salento e un fitto paesaggio ipogeo urbano.[1][2]

Questo lavoro si inserisce nel più ampio Catasto delle grotte e cavità artificiali della Puglia, promosso dalla Regione Puglia e dalla Federazione Speleologica Pugliese per omogeneizzare i dati e completare il quadro del patrimonio sotterraneo regionale.[3][2]


L’ipogeo dell’episcopio di Otranto: struttura e archeologia del rupestre

Tra le cavità artificiali censite, l’ipogeo dell’episcopio di Otranto è uno dei casi più significativi per l’archeologia del rupestre e per la speleologia in cavità artificiali.

Il complesso si articola in quattro ambienti principali, disposti secondo uno schema cruciforme sotto il chiostro del palazzo vescovile, nel centro storico della città.[2][1]

In una prima fase di lettura la pianta cruciforme ha suggerito una possibile funzione religiosa, ma l’assenza di altari, simboli iconografici o elementi liturgici specifici porta a privilegiare interpretazioni legate a usi funzionali e produttivi.[1]


Cisterne e nicchie: stoccaggio alimentare negli insediamenti rupestri salentini

La camera centrale dell’ipogeo dell’episcopio di Otranto presenta una volta a botte e ospita una cisterna quadrangolare in muratura, segno di una progettazione accurata del sistema idrico sotterraneo.

Le tre camere laterali sono caratterizzate da nicchie scavate direttamente nella roccia, di forma circolare, ogivale e rettangolare, interpretabili come alloggiamenti per contenitori destinati a vino, olio e altre derrate.[4][1]

Nel vano meridionale è stata individuata una seconda cisterna, di dimensioni maggiori, dotata di un sistema di troppo pieno, che testimonia competenze di idraulica applicata in ambito ipogeo e una gestione dell’acqua pensata per un uso prolungato.

Questo insieme di cisterne e nicchie colloca l’ipogeo dell’episcopio di Otranto nel quadro più generale del stoccaggio alimentare negli insediamenti rupestri del Salento, dove la stabilità microclimatica delle cavità artificiali è sfruttata per la conservazione delle risorse.[4][2][1]


Rilievo topografico e fotogrammetria 3D nel sottosuolo di Otranto

La ricerca sull’ipogeo dell’episcopio di Otranto ha adottato un approccio multidisciplinare che combina esplorazione speleologica, rilievo topografico e analisi stratigrafica delle superfici interne.

A queste metodologie si è affiancata la fotogrammetria 3D, utilizzata per ottenere una restituzione tridimensionale dell’ipogeo e per documentare in dettaglio volumi, nicchie e cisterne.[5][1]

Tecniche di fotogrammetria 3D e di rilievo digitale sono già state sperimentate in altri siti ipogei pugliesi, come la Grotta dei Cervi di Porto Badisco, dove modelli tridimensionali ad alta risoluzione hanno supportato lo studio e la conservazione degli apparati parietali.

L’applicazione di queste tecnologie all’ipogeo dell’episcopio di Otranto inserisce il caso nel dibattito più ampio sulla cartografia speleologica e sulla documentazione 3D del mondo sotterraneo, tema oggi centrale nella speleologia in cavità artificiali.[6][7][5][1]


Quattro fasi di sviluppo e problemi di cronologia

L’analisi stratigrafica delle superfici e delle strutture ha permesso di riconoscere almeno quattro fasi di sviluppo dell’ipogeo dell’episcopio di Otranto, con interventi successivi di scavo, ampliamento e adattamento degli spazi.

La mancanza di materiali datanti associati agli strati non consente una cronologia precisa, ma iscrizioni del XVIII secolo attestano una frequentazione in età moderna del complesso ipogeo.[1]

Queste fasi di trasformazione sono coerenti con quanto emerso in altri contesti di archeologia urbana e insediamenti rupestri salentini, dove le cavità artificiali mostrano una lunga storia di riusi e aggiornamenti funzionali, spesso legati a mutamenti nelle esigenze produttive e difensive delle comunità.[8][4]


Catasto delle cavità, speleologia in cavità artificiali e archeologia urbana

Il lavoro sull’ipogeo dell’episcopio di Otranto si collega direttamente al Catasto delle cavità artificiali pugliesi, che punta a censire e descrivere tutte le grotte naturali e le cavità di origine antropica della regione.

In questo quadro, l’ipogeo dell’episcopio di Otranto è una scheda significativa per comprendere il ruolo delle cavità artificiali in un tessuto urbano storico, dove sottosuolo e superficie risultano strettamente connessi.[3][2]

La speleologia in cavità artificiali, sviluppatasi in Italia a partire dalla fine dell’Ottocento e oggi strutturata in catasti e commissioni nazionali, offre gli strumenti tecnici per esplorare e rilevare questi contesti complessi, mentre l’archeologia urbana fornisce le chiavi interpretative per leggere le relazioni tra ipogeo e edifici soprastanti.

L’ipogeo dell’episcopio di Otranto diventa così un laboratorio congiunto per speleologi e archeologi del rupestre, utile a indagare le connessioni tra cavità, palazzo vescovile e più ampio sistema di cavità artificiali cittadine.[8][2][1]


Prospettive di ricerca sugli insediamenti rupestri di Otranto e del Salento

Questo primo approccio allo studio dell’ipogeo dell’episcopio di Otranto pone le basi per indagini più approfondite sugli insediamenti rupestri del Salento e sul ruolo delle cavità artificiali nella storia urbana di Otranto.

Ulteriori campagne di rilievo topografico e di fotogrammetria 3D potranno affinare la lettura delle fasi di sviluppo e delle soluzioni adottate per lo stoccaggio alimentare e la gestione idrica nel sottosuolo.[5][4][1]

Il confronto con altri siti di archeologia del rupestre nelle Serre salentine e con le schede del catasto regionale delle cavità artificiali consentirà di inserire l’ipogeo dell’episcopio di Otranto in una rete più ampia di casi studio, valorizzando il patrimonio ipogeo pugliese e offrendo nuovi temi di interesse alla comunità speleologica nazionale.[2][4]


Fonti

  • Regione Puglia, “Catasto delle grotte e delle formazioni naturali – Catasto delle Grotte e Cavità Artificiali della Puglia”.[2]
  • Federazione Speleologica Pugliese, documentazione su catasto cavità artificiali e attività speleologiche regionali.[3]
  • S. Calò, contributi su archeologia del rupestre nel Salento e insediamenti rupestri delle Serre Salentine.[4][8]
  • Progetti e studi su rilievi e modellazione 3D di cavità artificiali e siti ipogei in Puglia.[7][5]
  • Materiali didattici della Società Speleologica Italiana su speleologia in cavità artificiali e ricerca in grotta.[1]

Fonti
[2] Catasto delle grotte e delle formazioni naturali – S.I.T. – Puglia.con https://pugliacon.regione.puglia.it/web/sit-puglia-sit/catasto-delle-grotte-e-delle-formazioni-naturali
[3] Federazione Speleologica Pugliese https://www.fspuglia.it/public/documenti/SchedaCatastoPuglia.pdf
[4] Paesaggio di Pietra: la seconda edizione del libro sull’archeologia del rupestre del Salento – Scintilena https://www.scintilena.com/paesaggio-di-pietra-la-seconda-edizione-del-libro-sullarcheologia-del-rupestre-del-salento/05/02/
5 Rilievi e modellazione 3D https://www.academia.edu/7832173/Rilievi_e_modellazione_3D
[6] Mappe dall’Oscurità: come nasce la cartografia del mondo sotterraneo https://www.scintilena.com/mappe-dalloscurita-come-nasce-la-cartografia-del-mondo-sotterraneo-3/04/25/
[7] La Grotta dei Cervi di Porto Badisco in 3D https://comune.otranto.le.it/novita/la-grotta-dei-cervi-di-porto-badisco-in-3d/
[8] Italian Cadastre of Artificial Cavities https://books.google.com/books/about/Italian_Cadastre_of_Artificial_Cavities.html?id=9CdmAAAAMAAJ
[9] Corso di II livello SSI: rilievo topografico ipogeo con … https://www.scintilena.com/corso-di-ii-livello-ssi-rilievo-topografico-ipogeo-con-software-csurvey-a-dicembre-a-vicenza/11/07/
[10] Anti Atlante marocchino, cavità e memoria – Scintilena https://www.scintilena.com/anti-atlante-marocchino-cavita-e-memoria/06/25/
[11] 3D e “Citizen science” per rivelare i segreti sotterranei del … https://www.scintilena.com/3d-e-citizen-scienze-per-rivelare-i-segreti-sotterranei-del-golfo-di-orosei-il-progetto-speleosub-phreatic/10/08/
[12] Mappatura 3D delle grotte: soluzioni rapide e flessibili per … https://www.scintilena.com/mappatura-3d-delle-grotte-soluzioni-rapide-e-flessibili-per-rilievi-ipogei/07/27/
[13] Nel Sottosuolo di Cutrofiano la Ricerca Svela i Segreti delle Cavità … https://www.scintilena.com/nel-sottosuolo-di-cutrofiano-la-ricerca-svela-i-segreti-delle-cavita-ipogee-pugliesi-ora-ho-informazioni-sufficienti/01/31/
[14] Modellazione 3D di cavità artificiali per analisi geomeccanica a … https://www.scintilena.com/modellazione-3d-di-grotte-artificiali-per-analisi-geomeccanica-a-gravina-in-puglia/09/02/
[15] Cavit – Scintilena https://www.scintilena.com/cavit/01/11/
[16] Aprile ricco di novità nelle Cronache Ipogee: esplorazioni, storia e … https://www.scintilena.com/aprile-ricco-di-novita-nelle-cronache-ipogee-esplorazioni-storia-e-tutela-dellambiente-sotterraneo/05/03/
[17] Grotta Paglicci candidata a Bene dell’Umanità UNESCO – Scintilena https://www.scintilena.com/grotta-paglicci-candidata-a-bene-dellumanita-unesco-convegno-nazionale-a-rignano-garganico/03/06/
[18] VIII Convegno Nazionale Cavità Artificiali, gli Interventi e i Poster – Scintilena https://www.scintilena.com/viii-convegno-nazionale-cavita-artificiali-gli-interventi-e-i-poster/08/12/
[19] I Sotterranei di Todi: droni, rilievi 3D e intelligenza artificiale https://www.scintilena.com/i-sotterranei-di-todi-droni-rilievi-3d-e-intelligenza-artificiale/08/31/
[20] Castro (Le): Biodiversità stigofaunistica record nelle grotte del Salento https://www.scintilena.com/castro-le-biodiversita-stigofaunistica-record-nelle-grotte-del-salento/06/09/
[21] Atti e Memorie n. 54 della Commissione Grotte “Eugenio Boegan” https://www.scintilena.com/atti-e-memorie-n-54-della-commissione-grotte-eugenio-boegan-quattro-nuovi-studi-tra-storia-del-carsismo-microclimatologia-ipogea-speleologia-in-montenegro-e-batteri-fluorescenti/02/21/
[22] [PDF] Castellana, 03 – FSP – Federazione Speleologica Pugliese http://win.fspuglia.it/2012_CENSIMENTO_CHIROTTERI_ANDRANO/001.C%20-%20REPORT%20supporto%20sorveglianza%20sanitaria%20.pdf
[23] Rilievo dell’architettura – Politecnico di Bari http://rilievo.stereofot.it/home.html
[24] [PDF] Scelte e problemi del rilievo ipogeo http://marcocorvi.altervista.org/caving/notes/docs/2024-ScelteEProblemi.pdf
[25] SESSIONE 5 https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/atti/sessione5-sinkhole.pdf
[26] Alma Mater Studiorum – Università di Bologna https://amsdottorato.unibo.it/id/eprint/310/1/Girelli.pdf
[27] Slide 1 https://www.gexcel.it/images/software/RECONSTRUCTOR/2018_SuccessCase_JRC-3D-Reconstructor_Acas3D_Necropoli-Ellenistica-Napoli_it.pdf
[28] IX Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali https://www.pa.ingv.it/wp-content/uploads/Quarta-circolare-HypoPA2020.pdf
[29] [PDF] La riproducibilità digitale per un nuovo approccio alla … – iris univpm https://iris.univpm.it/retrieve/e18b8791-bc31-d302-e053-1705fe0a27c8/Tesi_Angeloni.pdf
[30] Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti … https://iris.unitn.it/retrieve/handle/11572/262580/332329/2018-GDA-Supplemento-4-18%20(estratto).pdf
[31] Tesi Dottorato_Paola Meli.pdf https://iris.unipa.it/retrieve/handle/10447/90894/97981/Tesi%20Dottorato_Paola%20Meli_CicloXXIV.pdf

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Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: l’European Cave Protection Commission (ECPC) propone nuove iniziative per la tutela del patrimonio carsico

Júl 6th 2026 at 11:00

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In vista della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026, la European Cave Protection Commission invita associazioni e federazioni speleologiche a promuovere attività dedicate alla protezione delle grotte, alla sensibilizzazione delle istituzioni e alla valorizzazione del carsismo.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: una rete di iniziative in tutta Europa

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, celebrata ogni anno il 13 settembre, rappresenta un’occasione per richiamare l’attenzione sul valore scientifico, ambientale e culturale delle grotte e dei territori carsici. Dopo il riconoscimento ufficiale della ricorrenza da parte dell’UNESCO, la comunità speleologica internazionale è impegnata nell’organizzazione di iniziative rivolte al pubblico, alle istituzioni e ai gestori del territorio. (National Speleological Society?)

In vista dell’edizione 2026, la European Cave Protection Commission (ECPC) ha predisposto un elenco di proposte destinate alle federazioni nazionali, ai gruppi speleologici e alle associazioni locali, con l’obiettivo di favorire una partecipazione diffusa e coordinata.

Tutela delle grotte e del carsismo: il dialogo con le istituzioni

Uno dei punti centrali delle proposte riguarda il coinvolgimento diretto dei rappresentanti politici. L’ECPC suggerisce di accompagnare parlamentari europei, amministratori locali e decisori pubblici all’interno delle grotte per mostrare direttamente la fragilità degli ecosistemi sotterranei e il legame tra il carsismo e la qualità delle risorse idriche.

L’iniziativa, denominata “Member of European Parliament in a Cave”, punta a far comprendere come l’inquinamento delle aree superficiali possa raggiungere rapidamente gli acquiferi carsici, compromettendo sorgenti utilizzate per l’approvvigionamento di acqua potabile.

Accanto alle visite in grotta vengono proposti incontri divulgativi rivolti a sindaci, tecnici comunali e gestori del servizio idrico. I workshop, denominati “Karst 101”, intendono illustrare in modo semplice il funzionamento degli ambienti carsici e l’importanza di una pianificazione territoriale adeguata.

Direttiva Quadro sulle Acque e protezione del carsismo

Tra le iniziative previste per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026 assume particolare rilievo la proposta di un Manifesto sull’acqua nei sistemi carsici, sviluppato insieme alla Federation Speleologique Européenne (FSE) e allo European Environmental Bureau (EEB).

L’obiettivo è chiedere che la vulnerabilità degli acquiferi carsici venga riconosciuta in maniera esplicita nell’ambito della Direttiva Quadro sulle Acque dell’Unione Europea. Più che una modifica complessiva della normativa, la proposta riguarda l’introduzione di un allegato tecnico dedicato alla vulnerabilità del carsismo, con l’utilizzo sistematico della cartografia della vulnerabilità carsica nella pianificazione e nella tutela delle acque sotterranee.

La proposta arriva in una fase in cui la normativa europea sulle acque è oggetto di revisione e consultazione, rendendo il 2026 un momento particolarmente importante per presentare contributi condivisi dalla comunità speleologica. (Environment?)

Eventi locali e attività divulgative per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

L’ECPC propone anche numerose iniziative facilmente realizzabili dai gruppi speleologici.

Tra queste figurano l’organizzazione di una Karst Night o di una Karst Day, eventi ispirati alle tradizionali serate dedicate ai pipistrelli, la traduzione nella lingua locale del filmato ufficiale dell’UIS, la distribuzione di manifesti e materiale informativo e la pubblicazione di un calendario condiviso degli eventi.

Un’altra proposta riguarda la predisposizione di linee guida che suggeriscano attività di divulgazione capaci di aumentare la visibilità della speleologia e della tutela delle grotte presso il grande pubblico.

L’ECPC invita inoltre tutti i club e le federazioni a inserire nei propri siti internet un collegamento al portale ufficiale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, contribuendo a rendere più riconoscibile l’iniziativa a livello internazionale.

Una partecipazione diffusa per valorizzare il patrimonio sotterraneo

Le proposte della European Cave Protection Commission non costituiscono un programma vincolante, ma una raccolta di idee che ogni organizzazione potrà adattare alla propria realtà territoriale.

L’obiettivo comune rimane quello di utilizzare la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo come occasione per promuovere la conoscenza del patrimonio sotterraneo, rafforzare il dialogo con le istituzioni e sensibilizzare cittadini e amministrazioni sulla necessità di proteggere gli ecosistemi carsici, fondamentali anche per la conservazione delle risorse idriche e della biodiversità.

Fonti

  • Sito ufficiale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: https://www.caveskarstday.org
  • National Speleological Society – International Day of Caves and Karst – September 13 Every Year  
  • Commissione Europea – Commission launches call for evidence on targeted revision of EU water legislation  
  • Parlamento Europeo – Targeted revision of the Water Framework Directive  

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  • Abisso Franco Milazzo, la disostruzione che riapre il dibattito nella speleologia
    Condividi Dopo il comunicato della Federazione Speleologica Toscana, il Gruppo Speleologico Lunense chiarisce le ragioni dell’intervento: al centro del confronto restano tutela, esplorazione e responsabilità condivisa Un intervento di disostruzione all’Abisso Franco Milazzo ha riacceso, nei giorni scorsi, un confronto profondo e non nuovo all’interno della comunità speleologica: fino a che punto è lecito modificare un ambiente ipogeo per consentire la prosecuzione di un’esplorazione? E chi de
     

Abisso Franco Milazzo, la disostruzione che riapre il dibattito nella speleologia

Júl 6th 2026 at 10:46

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Dopo il comunicato della Federazione Speleologica Toscana, il Gruppo Speleologico Lunense chiarisce le ragioni dell’intervento: al centro del confronto restano tutela, esplorazione e responsabilità condivisa

Un intervento di disostruzione all’Abisso Franco Milazzo ha riacceso, nei giorni scorsi, un confronto profondo e non nuovo all’interno della comunità speleologica: fino a che punto è lecito modificare un ambiente ipogeo per consentire la prosecuzione di un’esplorazione? E chi deve valutare, prima dell’intervento, il rapporto tra necessità esplorativa e impatto sull’ambiente?

Il tema è emerso pubblicamente con il comunicato diffuso il 3 luglio 2026 dalla Federazione Speleologica Toscana APS, che, venuta a conoscenza di un recente intervento in un punto definito “storico e caratteristico” dell’Abisso Milazzo, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di limitare le disostruzioni nelle cavità naturali ai soli casi realmente indispensabili e motivati da concrete finalità esplorative.

La posizione della FST è netta nel principio: la disostruzione, pur avendo consentito in passato scoperte importanti, comporta sempre una modifica dell’ambiente sotterraneo. Per questo, secondo la Federazione, dovrebbe essere considerata un’estrema soluzione, da adottare solo dopo un’attenta valutazione della reale necessità dell’intervento e del rapporto tra benefici esplorativi e impatto sull’ambiente.

Il comunicato ha avuto immediata eco nella lista Speleo-it, dove diversi interventi hanno espresso preoccupazione per il rischio di trasformare progressivamente le grotte in ambienti adattati alle esigenze di chi le percorre. Alcuni commenti hanno richiamato il valore del limite, l’autoregolamentazione, la responsabilità individuale e il dovere di non lasciare tracce. Altri hanno sottolineato come la tutela del patrimonio carsico debba essere un valore condiviso da tutta la comunità speleologica, non soltanto un principio formale.

foto: Marina Abisso

In questo quadro si è inserita la risposta del Gruppo Speleologico Lunense, intervenuto tempestivamente per chiarire la propria posizione in merito all’episodio.

Il gruppo ha precisato che l’intervento è stato “ridotto al minimo indispensabile” e che non aveva in alcun modo finalità di semplice comodità o agevolazione della normale frequentazione della grotta. La motivazione principale, secondo quanto dichiarato dal GS Lunense, era legata a un progetto esplorativo speleosubacqueo nel tratto oltre il sifone terminale della cavità.

In particolare, la necessità è nata dalle difficoltà incontrate dallo speleosubacqueo Gigi Casati, indicato dal gruppo come incaricato dell’esplorazione, nel superare una strettoia con l’attrezzatura necessaria, compreso il rebreather. L’intervento, dunque, come riferisce il Gruppo, non sarebbe stato pensato per rendere più agevole la grotta ai visitatori, ma per rendere possibile una prosecuzione esplorativa altrimenti impedita.

foto da pagina social Luigi Casati

Il Gruppo ha inoltre riconosciuto un punto delicato: in una cavità conosciuta e frequentata come l’Abisso Milazzo, sarebbe stato opportuno condividere preventivamente con la Federazione e con la comunità speleologica le ragioni dell’intervento. Una comunicazione preventiva, si legge nella risposta, avrebbe probabilmente evitato incomprensioni e giudizi formulati senza tutti gli elementi disponibili.

Allo stesso tempo, il GS Lunense ha osservato che, prima della pubblicazione di un comunicato riferito a un episodio così specifico, forse avrebbe potuto essere utile acquisire anche il punto di vista di chi aveva effettuato l’intervento: infatti, la finalità esplorativa del progetto era nota da tempo in diversi ambienti speleologici.

Il confronto, però, non si esaurisce nel singolo caso. Al contrario, l’episodio dell’Abisso Milazzo sembra aver fatto emergere una questione più ampia: sono necessari criteri condivisi per valutare gli interventi di disostruzione nelle cavità di particolare interesse?

Da una parte vi è il richiamo alla massima cautela: le grotte non sono spazi da adattare alle esigenze degli speleologi, ma ambienti naturali fragili, irripetibili, da conoscere e conservare. Dall’altra vi è la consapevolezza che la storia della speleologia è anche storia di esplorazioni rese possibili da passaggi aperti, strettoie superate, ostacoli affrontati con strumenti e tecniche diverse a seconda delle epoche.

Il nodo sta proprio qui: distinguere tra intervento necessario e adattamento arbitrario, tra esplorazione motivata e semplice comodità, tra gesto tecnico e trasformazione irreversibile. Una distinzione che non può essere affidata solo all’emotività del momento, ma nemmeno risolta con formule generiche valide per ogni situazione.

Il dibattito nato su Speleo-it lo dimostra.

C’è chi ritiene che l’allargamento di un passaggio sia giustificabile solo in casi eccezionali, per soccorso o per reali e motivate esigenze esplorative. C’è chi teme che il principio della prevenzione, se applicato senza limiti, possa diventare una giustificazione per intervenire su troppe cavità. C’è anche chi ricorda che, senza disostruzione, una parte dell’esplorazione speleologica contemporanea rischierebbe di fermarsi, soprattutto in contesti dove le prosecuzioni sono sempre più spesso selettive, strette, difficili.

In mezzo a queste posizioni, il “caso” Milazzo pone una domanda che riguarda tutti: quale metodo deve darsi oggi la comunità speleologica per decidere quando un intervento è accettabile?

foto: Marina Abisso

Il GS Lunense, nella sua risposta, ha dichiarato la propria disponibilità a un dialogo aperto e costruttivo con la Federazione Speleologica Toscana e con l’intera comunità speleologica, anche per arrivare alla definizione di criteri condivisi. È forse questo il punto più importante emerso dalla vicenda: la necessità di trasformare una polemica in un’occasione di confronto serio.

Perché tutela ed esplorazione non sono necessariamente valori contrapposti. Possono però diventarlo quando manca un percorso comune, quando le decisioni vengono prese senza condivisione preventiva, quando la comunicazione arriva dopo l’intervento e non prima.

All’ingresso della grotta, una targa affissa nel 2011 da diversi gruppi ricorda Franco Milazzo, scomparso tragicamente a soli trent’anni, con una sua frase del 16 aprile 1979: “La notte ci farà rivivere nei sogni ciò che durante il giorno è stata una magnifica realtà…”.

È forse da queste parole che si può ripartire: dalla consapevolezza che la grotta è esperienza, memoria ed esplorazione, ma anche responsabilità. La “magnifica realtà” vissuta sottoterra non è solo la meta raggiunta, ma il modo in cui la si attraversa: con preparazione, programmazione, rispetto, misura e cura.

L’Abisso Milazzo, cavità nota e frequentata da decenni, diventa così il luogo simbolico di una discussione più ampia. Non solo su una strettoia, non solo su un intervento, non solo su chi avesse ragione o torto. Ma sul modo in cui la speleologia contemporanea intende stare dentro il proprio tempo: continuare a esplorare, certo, ma farlo assumendosi fino in fondo la responsabilità del limite.

Entrare in grotta resta un privilegio. Esplorare è una delle sue forme più alte. Ogni privilegio, quando incontra un ambiente fragile, chiede misura, confronto e responsabilità.

Fonte

Comunicato della Federazione Speleologica Toscana APS, “Comunicato della Federazione Speleologica Toscana aps”, pubblicato il 3 luglio 2026 e diffuso sulla lista Speleo-it e sui canali social: https://www.speleotoscana.it/2026/07/03/comunicato-della-federazione-speleologica-toscana-aps/

Risposta del Gruppo Speleologico Lunense, firmata da Daniele Sigismondi, presidente del gruppo, diffusa sulla lista Speleo-it il 5 luglio 2026 e sui canali social

testo e foto da pagina social del GS Lunense

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  • Speleologia sulla Cvrsnica: al via la spedizione internazionale “Srce Cvrsnice” nel cuore delle Alpi Dinariche
    Condividi La spedizione speleologica Srce Cvrsnice entra nella fase operativa con l’allestimento del campo avanzato. Oltre trenta speleologi e volontari provenienti da Bosnia-Erzegovina, Croazia, Bulgaria e Polonia prenderanno parte alle esplorazioni sul massiccio della Cvrsnica, dove negli ultimi due anni sono stati individuati i principali sistemi ipogei conosciuti della montagna. Spedizione speleologica Srce Cvrsnice: iniziati i preparativi del campo avanzato Proseguono i prepar
     

Speleologia sulla Cvrsnica: al via la spedizione internazionale “Srce Cvrsnice” nel cuore delle Alpi Dinariche

Júl 6th 2026 at 10:00

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La spedizione speleologica Srce Cvrsnice entra nella fase operativa con l’allestimento del campo avanzato.

Oltre trenta speleologi e volontari provenienti da Bosnia-Erzegovina, Croazia, Bulgaria e Polonia prenderanno parte alle esplorazioni sul massiccio della Cvrsnica, dove negli ultimi due anni sono stati individuati i principali sistemi ipogei conosciuti della montagna.

Spedizione speleologica Srce Cvrsnice: iniziati i preparativi del campo avanzato

Proseguono i preparativi per la spedizione speleologica Srce Cvrsnice, uno degli appuntamenti dedicati all’esplorazione del carsismo della Bosnia-Erzegovina. Nei giorni scorsi una prima squadra di sei speleologi ha raggiunto il futuro campo base avanzato trasportando attrezzature tecniche, corde, materiali logistici e viveri necessari allo svolgimento delle attività.

Il trasporto dei materiali rappresenta una delle fasi più impegnative dell’organizzazione. Il campo è infatti situato in una zona remota del massiccio della Cvrsnica, raggiungibile solo dopo una lunga marcia in quota.

La squadra è salita fino alla cima del Plocno (2.228 metri), il punto più elevato della montagna, per poi proseguire verso il campo avanzato destinato a ospitare gli speleologi durante la spedizione.

Il Plocno costituisce il tetto della Cvrsnica e uno dei rilievi più importanti delle Alpi Dinariche. (HPD Prenj 1933 Mostar?)

Esplorazione delle grotte della ?vrsnica: una ricerca iniziata nel 2024

L’edizione 2026 rappresenta la terza spedizione consecutiva organizzata con il campo avanzato “Srce Cvrsnice”. Questa soluzione logistica permette di lavorare direttamente nelle aree carsiche più lontane dai principali accessi, riducendo i tempi di avvicinamento alle cavità.

Le spedizioni precedenti hanno prodotto risultati significativi. Nel 2024 e nel 2025 gli speleologi hanno individuato la grotta Pusanija, che con una profondità di 224 metri è attualmente la cavità più profonda conosciuta della Cvrsnica, e il sistema Radetzky, sviluppato per oltre 400 metri, oggi il più esteso del massiccio secondo le conoscenze disponibili.

Questi risultati confermano come la montagna presenti ancora vaste aree carsiche poco esplorate e con un elevato potenziale speleologico. Il substrato calcareo della Cvrsnica, caratterizzato da ampi altopiani e profonde fratture, offre infatti condizioni favorevoli allo sviluppo di nuove cavità. (Take your Backpack?)

Una spedizione internazionale dedicata alla speleologia

L’edizione di quest’anno avrà un carattere internazionale. Oltre agli speleologi della Bosnia-Erzegovina parteciperanno gruppi provenienti da Croazia, Bulgaria e Polonia.

Nel corso della spedizione sono attesi più di trenta partecipanti tra esploratori e personale di supporto logistico. La collaborazione tra squadre di diversi Paesi consente di condividere competenze tecniche, esperienze nell’esplorazione di grandi sistemi carsici e metodologie di rilievo e documentazione.

L’obiettivo principale rimane l’individuazione di nuovi ingressi, la prosecuzione delle esplorazioni nelle cavità già conosciute e il completamento della documentazione topografica delle grotte individuate.

La logistica è parte integrante della spedizione speleologica

Uno degli aspetti più complessi della spedizione riguarda la logistica. La distanza tra il campo avanzato e i punti di accesso principali, individuati nelle aree di Plocno, Boricevac e Masna Luka, richiede una pianificazione accurata del trasporto di ogni materiale.

Gli organizzatori hanno ringraziato Krešimir Krišta dell’iniziativa HIGHLANDER BiH per la donazione di una consistente quantità di prodotti alimentari destinati ai partecipanti e per il supporto fornito nel trasporto lungo la pista sterrata che conduce fino al Plocno.

Una volta completato l’allestimento del campo, inizierà la fase esplorativa vera e propria, con squadre impegnate ogni giorno nella ricerca di nuovi ingressi e nell’approfondimento delle cavità già individuate.

La Cvrsnica continua ad attirare la ricerca speleologica

Negli ultimi anni il massiccio della ?vrsnica sta attirando un interesse crescente da parte della comunità speleologica dei Balcani. La presenza di estesi affioramenti calcarei, doline, campi carsici e grandi pareti rocciose lascia ipotizzare l’esistenza di ulteriori sistemi ipogei ancora inesplorati.

La spedizione Srce Cvrsnice si inserisce in questo percorso di ricerca, con l’obiettivo di ampliare la conoscenza del patrimonio sotterraneo della montagna attraverso esplorazioni sistematiche e documentazione scientifica.

Fonti:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02iPMrz5mtkwUzexnFpeqqvdmZWDbXghP27uEcGWrhVDHcjiiBxauwB2mwzDcBthE3l&id=100063690753277

  • Pagina ufficiale della spedizione “Srce Cvrsnice” (comunicato degli organizzatori).
  • Guida escursionistica sul massiccio della Cvrsnica e sul Plo?no. (Take your Backpack?Attachment.png)

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  • Súhrn speleo noviniek (28. týždeň 2026)
    Sk_Speleo Bufet pod Malužinskou jaskyňou otvorený. 📅 2026-07-04 Photos from Správa slovenských jaskýň's post 📅 2026-07-03 ZAČIATOK PREDAJA SUVENÍROVEJ NULOVEJ BANKOVKY DOBŠINSKÁ ĽADOVÁ JASKYŇA 📅 2026-06-30 Cz_Speleo Photos from Hranická propast – ZO ČSS 7-02 Hranický kras's post 📅 2026-07-05 Dokumentace objevů a pokusy o nové 📅 2026-07-01 Zahraničie Speleologia in Croa
     

Súhrn speleo noviniek (28. týždeň 2026)

Júl 6th 2026 at 09:10
Súhrn speleo noviniek (28. týždeň 2026)

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  • Speleologi, grotte e preistoria: pubblicati gli atti del convegno di Tiggiano
    Condividi Il volume Speleologi, Grotte e Preistoria raccoglie gli interventi del convegno organizzato dal Gruppo Speleologico Tricase nel 2025, offrendo un quadro aggiornato sulle ricerche di speleoarcheologia nel Mezzogiorno e sulla tutela delle cavità carsiche. Speleologi, grotte e preistoria: un volume che conserva il lavoro del convegno La pubblicazione degli atti di un convegno rappresenta sempre un momento importante per la comunità speleologica. Se la scoperta di una nuova cavità am
     

Speleologi, grotte e preistoria: pubblicati gli atti del convegno di Tiggiano

Júl 6th 2026 at 09:00

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Il volume Speleologi, Grotte e Preistoria raccoglie gli interventi del convegno organizzato dal Gruppo Speleologico Tricase nel 2025, offrendo un quadro aggiornato sulle ricerche di speleoarcheologia nel Mezzogiorno e sulla tutela delle cavità carsiche.

Speleologi, grotte e preistoria: un volume che conserva il lavoro del convegno

La pubblicazione degli atti di un convegno rappresenta sempre un momento importante per la comunità speleologica. Se la scoperta di una nuova cavità amplia la conoscenza del territorio, la diffusione dei risultati della ricerca permette invece di conservarli e renderli disponibili a studiosi, speleologi e appassionati.

A un anno esatto dal convegno “Speleologi, Grotte e Preistoria”, svoltosi il 24 maggio 2025 a Tiggiano (Lecce), il Gruppo Speleologico Tricase ha pubblicato gli atti dell’incontro nel volume omonimo (ISBN 979-1224069225), edito da Youcanprint. Il libro conta 106 pagine e raccoglie i contributi presentati durante la giornata di studi. (Youcanprint Store?)

Speleoarcheologia e preistoria al centro del convegno

Il tema di Speleologi, grotte e preistoria nasce dall’incontro tra discipline diverse che trovano nelle cavità naturali un terreno comune di ricerca. La speleologia fornisce infatti gli strumenti per documentare e raggiungere siti spesso difficilmente accessibili, mentre archeologi, antropologi, geologi e paleontologi ricostruiscono la frequentazione umana delle grotte nel corso dei millenni.

Come ricorda il testo di presentazione del volume, gli interventi propongono una panoramica sulle più recenti ricerche speleoarcheologiche dell’Italia meridionale. Tra gli argomenti affrontati figurano le esplorazioni nelle Grotte di Pertosa-Auletta, gli studi dedicati all’Uomo di Altamura, le ricerche nella Grotta dei Cervi, nella Grotta delle Veneri e nel complesso di Santa Maria della Grotta, con particolare attenzione allo sfruttamento delle risorse naturali, alle dinamiche insediative della preistoria e alla conservazione delle cavità carsiche. (Youcanprint Store?)

Le grotte come archivio della preistoria

Le grotte costituiscono uno degli archivi naturali più preziosi per la ricostruzione della storia dell’uomo. In questi ambienti si conservano resti archeologici, depositi sedimentari, testimonianze artistiche e tracce delle attività umane che spesso non sopravvivono in contesti all’aperto.

Nel Mezzogiorno italiano sono presenti alcuni dei siti più significativi d’Europa. L’Uomo di Altamura rappresenta uno dei reperti paleoantropologici meglio conservati del continente, mentre la Grotta dei Cervi di Porto Badisco conserva uno dei più estesi complessi di arte parietale del Neolitico europeo. Le Grotte di Pertosa-Auletta continuano invece a fornire nuovi elementi sulla frequentazione umana e sull’utilizzo delle cavità in età preistorica. La ricerca speleoarcheologica continua inoltre ad evolversi grazie all’impiego di nuove metodologie di analisi dei reperti e dei contesti di scavo. (Springer?)

Un anniversario per il Gruppo Speleologico Tricase

Il convegno era stato organizzato nel maggio 2025 anche per celebrare i primi dieci anni di attività del Gruppo Speleologico Tricase. Il programma aveva riunito sette relatori provenienti da diverse realtà scientifiche, accompagnati da una mostra fotografica dedicata al mondo sotterraneo e alla ricerca speleologica. (Gruppo Speleologico Tricase?)

La pubblicazione degli atti completa oggi quel percorso, trasformando una giornata di studio in una risorsa consultabile nel tempo. Per il mondo della speleologia si tratta di un risultato significativo, perché rende disponibili contributi scientifici che potranno essere utilizzati come riferimento sia nelle future ricerche sia nelle attività di divulgazione.

Un contributo alla documentazione della speleologia italiana

La realizzazione degli atti conferma l’importanza della documentazione nella vita dei gruppi speleologici. Le esplorazioni producono conoscenza sul territorio, mentre la pubblicazione dei risultati permette di conservarla e condividerla con la comunità scientifica.

In questo senso, Speleologi, grotte e preistoria rappresenta non solo il resoconto di un convegno, ma anche una testimonianza del dialogo tra speleologia, archeologia e ricerca interdisciplinare. Un esempio di come le attività dei gruppi speleologici possano contribuire alla valorizzazione del patrimonio ipogeo e della storia più antica del territorio.

Fonti

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  • Speleologia in Croazia: oltre un chilometro di nuove gallerie esplorate nella grotta Punar u Luci
    Condividi La spedizione internazionale Punar u Luci in Croazia, sostenuta dal programma Euro Speleo Project ESP 2025-02, amplia la conoscenza del massiccio della Licka Pljesivica con nuove esplorazioni, ricerche biospeleologiche e una grotta che raggiunge i 350 metri di profondità. Euro Speleo Project ESP 2025-02: un progetto internazionale per la speleologia in Croazia La spedizione internazionale Punar u Luci 2025, inserita nel programma Euro Speleo Project ESP 2025-02, ha portato a
     

Speleologia in Croazia: oltre un chilometro di nuove gallerie esplorate nella grotta Punar u Luci

Júl 6th 2026 at 08:00

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La spedizione internazionale Punar u Luci in Croazia, sostenuta dal programma Euro Speleo Project ESP 2025-02, amplia la conoscenza del massiccio della Licka Pljesivica con nuove esplorazioni, ricerche biospeleologiche e una grotta che raggiunge i 350 metri di profondità.

Euro Speleo Project ESP 2025-02: un progetto internazionale per la speleologia in Croazia

La spedizione internazionale Punar u Luci 2025, inserita nel programma Euro Speleo Project ESP 2025-02, ha portato a importanti risultati esplorativi nel massiccio della Licka Pljesivica, nell’area di Pusto Polje, nei pressi di Gracac, in Croazia.

L’iniziativa è stata organizzata dal Dipartimento Speleologico del CMC St. Michael di Šibenik, con la collaborazione della Commissione Speleologica dell’Associazione Alpinistica Croata, dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) e dell’associazione ADIPA per gli studi biospeleologici.

Il progetto ha inoltre ricevuto il sostegno della Federazione Speleologica Europea (FSE) attraverso il programma Euro Speleo Project e il supporto tecnico dello sponsor Aventure Verticale. (eurospeleo.eu?)

L’intera spedizione si è svolta tra maggio e settembre 2025, mentre la fase operativa principale si è tenuta dal 15 al 24 agosto. Hanno preso parte alle attività 77 speleologi provenienti da Croazia, Bosnia-Erzegovina, Austria, Germania e Uruguay. (eurospeleo.eu?)

Esplorazione della grotta Punar u Luci e nuovi sviluppi topografici

L’obiettivo principale della spedizione era raggiungere il primo sifone della grotta Punar u Luci trasportando l’attrezzatura speleosubacquea lungo un percorso complesso caratterizzato da profondi pozzi e camini verticali.

Per consentire il trasporto di oltre 500 chilogrammi di materiali, gli speleologi hanno installato nuove attrezzature di progressione, predisposto un bivacco sotterraneo e realizzato un sistema di comunicazione CaveLink tra il campo base e le squadre impegnate in profondità.

Parallelamente sono proseguite le ricerche di nuovi ingressi nell’area carsica circostante. (eurospeleo.eu?)

Anche se i sommozzatori non sono riusciti a raggiungere il secondo sifone previsto dal programma, il lavoro delle squadre di esplorazione ha prodotto risultati significativi. Dopo avere attrezzato e risalito un camino, sono stati scoperti e rilevati oltre un chilometro di nuove gallerie nella grotta Punar u Luci.

Grazie a queste esplorazioni la cavità raggiunge ora circa 2,7 chilometri di sviluppo e una profondità di 350 metri, confermandosi uno dei principali sistemi carsici dell’area. (eurospeleo.eu?)

Nuove cavità e ricerche biospeleologiche nel massiccio della Licka Pljesivica

L’attività della spedizione non si è limitata alla grotta principale. Le squadre hanno esplorato anche altre cavità della zona, tra cui la nuova grotta Palezinka, sviluppata per 345 metri e profonda 191 metri.

Accanto alle esplorazioni sono stati svolti studi biospeleologici coordinati dall’associazione ADIPA, con raccolta di campioni e osservazioni dedicate alla fauna ipogea del territorio. Queste ricerche permettono di ampliare la conoscenza degli ecosistemi sotterranei della Croazia e di documentare specie adattate agli ambienti carsici profondi. (eurospeleo.eu?)

Una spedizione che conferma il valore della cooperazione internazionale

La spedizione Punar u Luci 2025 rappresenta uno degli esempi più recenti di collaborazione internazionale promossa dagli Euro Speleo Project della Federazione Speleologica Europea. L’unione di competenze provenienti da diversi Paesi ha consentito di affrontare una logistica complessa e di ottenere nuovi dati esplorativi, topografici e scientifici.

Il risultato più evidente è l’ampliamento della conoscenza della grotta Punar u Luci, con oltre un chilometro di nuovi rami esplorati. A questo si aggiungono la documentazione di nuove cavità, il completamento di rilievi topografici aggiornati e il contributo delle ricerche biologiche, elementi che arricchiscono il quadro conoscitivo del carsismo della Croazia e forniscono una base per future campagne esplorative.

Fonti

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  • Funghi entomopatogeni nelle grotte: al via il progetto europeo che coinvolge gli speleologi nella raccolta di campioni
    Condividi Il progetto europeo sui funghi entomopatogeni nelle grotte invita gli speleologi a raccogliere artropodi colonizzati da muffe per ampliare le conoscenze sulla biodiversità ipogea e sulle relazioni tra funghi e fauna cavernicola. Funghi entomopatogeni nelle grotte: un progetto coordinato a livello europeo Prenderà il via la fase operativa del progetto “Sampling entomopathogenic fungi in subterranean habitats for DNA analysis”, un’iniziativa dedicata allo studio dei funghi ento
     

Funghi entomopatogeni nelle grotte: al via il progetto europeo che coinvolge gli speleologi nella raccolta di campioni

Júl 6th 2026 at 07:00

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Il progetto europeo sui funghi entomopatogeni nelle grotte invita gli speleologi a raccogliere artropodi colonizzati da muffe per ampliare le conoscenze sulla biodiversità ipogea e sulle relazioni tra funghi e fauna cavernicola.

Funghi entomopatogeni nelle grotte: un progetto coordinato a livello europeo

Prenderà il via la fase operativa del progetto “Sampling entomopathogenic fungi in subterranean habitats for DNA analysis”, un’iniziativa dedicata allo studio dei funghi entomopatogeni nelle grotte europee. Il progetto è coordinato dal gruppo di lavoro di biospeleologia della Commissione Europea per la Protezione delle Grotte (ECPC), organismo che opera nell’ambito della Federazione Speleologica Europea (FSE).

L’obiettivo è costruire un quadro rappresentativo della presenza e della distribuzione dei funghi entomopatogeni nelle grotte del continente, attraverso l’analisi genetica di campioni raccolti direttamente dagli speleologi. Il lavoro di laboratorio sarà svolto presso l’Università di Vienna, mentre il campionamento sul campo sarà affidato alle associazioni e ai gruppi speleologici dei diversi Paesi europei. (ecology.univie.ac.at?)

Perché studiare i funghi entomopatogeni nelle grotte

Negli ecosistemi sotterranei la disponibilità di nutrienti è limitata. Per questo motivo la decomposizione degli organismi rappresenta un processo fondamentale per il mantenimento della catena alimentare.

Quando un artropode, come un insetto, un ragno, un millepiedi o altri invertebrati, muore all’interno di una grotta, viene frequentemente colonizzato da muffe e funghi. Questi microrganismi decompongono i tessuti organici, rendendo nuovamente disponibili i nutrienti per altri organismi cavernicoli, tra cui collemboli e numerosi piccoli invertebrati adattati alla vita sotterranea.

Una delle domande scientifiche che il progetto intende affrontare riguarda il numero di specie fungine che non si limitano a decomporre animali già morti, ma che sono in grado di infettare organismi vivi, provocandone la morte. I cosiddetti funghi entomopatogeni costituiscono infatti un gruppo molto diversificato, noto anche per alcune applicazioni nel controllo biologico dei parassiti agricoli. (CORDIS?)

Campionamento nelle grotte europee da aprile 2026 a marzo 2027

La fase principale della raccolta dei campioni si svilupperà da aprile 2026 a marzo 2027.

Il progetto invita gli speleologi di tutta Europa a raccogliere esclusivamente artropodi morti già ricoperti da muffe o miceli fungini presenti nelle grotte. I campioni saranno successivamente inviati ai laboratori per l’identificazione mediante analisi del DNA.

Accanto al materiale biologico sarà importante registrare informazioni sul luogo di rinvenimento, sull’ambiente esterno, sull’eventuale identificazione dell’ospite e sulle caratteristiche della cavità. Questi dati consentiranno di elaborare analisi statistiche sulla distribuzione geografica delle specie fungine e sulle relazioni tra ospite, habitat ed ecosistema.

Per facilitare il lavoro sul campo, il gruppo di biospeleologia dell’ECPC ha predisposto una guida al campionamento e una scheda digitale per la registrazione dei dati.

Un contributo alla conoscenza della biodiversità sotterranea

Il progetto rappresenta un esempio di collaborazione tra ricerca scientifica e comunità speleologica internazionale. La partecipazione diretta degli speleologi permetterà di raccogliere un numero elevato di campioni provenienti da aree geografiche molto diverse, ampliando le conoscenze sulla biodiversità fungina degli ambienti ipogei.

I risultati potranno contribuire a comprendere meglio la distribuzione dei funghi entomopatogeni nelle grotte europee, il loro ruolo ecologico nei processi di decomposizione e le eventuali relazioni con specie già note per applicazioni in agricoltura e nella lotta biologica contro insetti dannosi.

La raccolta dei dati proseguirà fino a quando sarà disponibile un quadro sufficientemente rappresentativo delle specie presenti nelle cavità europee, fornendo una base utile per futuri studi sulla biospeleologia e sulla conservazione degli ecosistemi sotterranei.

Come partecipare al progetto europeo

Le associazioni speleologiche e gli speleologi interessati possono richiedere la guida al campionamento e il modulo online scrivendo all’indirizzo biospeleo@eurospeleo.eu.

L’iniziativa è sostenuta economicamente dalla Federazione Speleologica Europea e punta a creare una rete di collaborazione scientifica tra ricercatori e speleologi volontari in tutta Europa.

Fonti

  • Ecco le fonti citate nell’articolo con i relativi link.
  1. European Cave Protection Commission (ECPC) – Progetto “Sampling entomopathogenic fungi in subterranean habitats for DNA analysis”
    Documento informativo del progetto distribuito dalla Commissione Europea per la Protezione delle Grotte (ECPC) nell’ambito della Federazione Speleologica Europea (FSE).
    Non è disponibile una pagina web pubblica dedicata. Le istruzioni e la guida al campionamento vengono richieste scrivendo a: biospeleo@eurospeleo.eu
  2. European Speleological Federation (FSE) – Sito ufficiale
    https://www.eurospeleo.eu/
  3. University of Vienna – Department of Functional and Evolutionary Ecology
    Pagina del progetto DARCO (conservazione degli ecosistemi sotterranei), che ospita anche le attività di ricerca sulla biodiversità ipogea.
    https://ecology.univie.ac.at/about-us/unit-limnology/projects/darco-2022-2026/
  4. CORDIS – BIPESCO: Biocontrol of important soil dwelling pests by improving the efficacy of insect pathogenic fungi
    Progetto europeo sui funghi entomopatogeni e le loro applicazioni nel controllo biologico.
    https://cordis.europa.eu/project/id/FAIR984105

Per questo specifico progetto di campionamento nelle grotte, al momento la principale fonte resta il comunicato della European Cave Protection Commission (ECPC). Non risulta ancora pubblicata una pagina dedicata sul sito della FSE con tutti i dettagli operativi; gli organizzatori indicano come riferimento l’indirizzo e-mail biospeleo@eurospeleo.eu per ottenere la guida al campionamento e il modulo online.

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  • Chirotteri in grotta: tre lezioni online gratuite della Federazione Speleologica Lombarda
    Condividi Riconoscimento delle specie, bioacustica e aspetti sanitari: disponibili su YouTube i video realizzati nell’ambito del progetto LIFE NatConnect2030. La conoscenza dei chirotteri è sempre più importante anche per chi frequenta le grotte. Per questo la Federazione Speleologica Lombarda (FSLo) ha reso disponibili gratuitamente sul proprio canale YouTube tre lezioni dedicate ai pipistrelli, realizzate nell’ambito del progetto europeo LIFE NatConnect2030, iniziativa dedicata alla conserv
     

Chirotteri in grotta: tre lezioni online gratuite della Federazione Speleologica Lombarda

Júl 6th 2026 at 05:00

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Riconoscimento delle specie, bioacustica e aspetti sanitari: disponibili su YouTube i video realizzati nell’ambito del progetto LIFE NatConnect2030.

La conoscenza dei chirotteri è sempre più importante anche per chi frequenta le grotte. Per questo la Federazione Speleologica Lombarda (FSLo) ha reso disponibili gratuitamente sul proprio canale YouTube tre lezioni dedicate ai pipistrelli, realizzate nell’ambito del progetto europeo LIFE NatConnect2030, iniziativa dedicata alla conservazione della biodiversità e al rafforzamento della rete Natura 2000 nel Nord Italia.

Le lezioni affrontano tre temi fondamentali per speleologi, naturalisti e appassionati:

  • Riconoscimento delle specie – come distinguere le principali specie di chirotteri presenti sul territorio.
  • Bioacustica – un’introduzione alle tecniche di identificazione attraverso gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli.
  • Aspetti sanitari – indicazioni utili per operare in sicurezza e nel rispetto degli animali durante le attività in grotta.
Rinolofo minore (Rhinolophus hipposideros) in grotta durante lo svernamento – Wikipedia Common Licenza CC BY-SA 4.0.

I video rappresentano un’opportunità di aggiornamento per tutti coloro che frequentano l’ambiente ipogeo. La tutela dei pipistrelli passa infatti anche attraverso una maggiore conoscenza della loro biologia, del loro comportamento e delle corrette modalità di osservazione, evitando disturbi soprattutto nei delicati periodi dello svernamento e della riproduzione.

La collaborazione tra speleologi e chirotterologi è ormai un elemento fondamentale delle attività di conservazione. Da anni la Federazione Speleologica Lombarda promuove il monitoraggio dei chirotteri nelle cavità naturali, contribuendo alla raccolta di dati utili alla ricerca e alla tutela di specie protette.

Le tre lezioni sono disponibili gratuitamente sul canale YouTube della Federazione Speleologica Lombarda:

Riconoscimento delle specie
https://www.youtube.com/watch?v=pNH4HJTuEEQ

Bioacustica
https://www.youtube.com/watch?v=mJ44TDDaFYs

Aspetti sanitari
https://www.youtube.com/watch?v=XqOppyearnc

Per ulteriori contenuti è possibile visitare il canale YouTube della Federazione Speleologica Lombarda:
https://www.youtube.com/@federazionespeleologicalom7110

Buona visione!

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    Přátelé, kamarádi, příznivci a obdivovatelé Hranické propasti! Chci Vás informovat o akcích, které proběhly na Propasti v červnu 2026. Vzhledem k tomu, že každá akce byla zajímavá, tak popíši každou zvlášť. Ve čtvrtek 25.6. 2026 proběhly dvě akce. Jedna akce sice neprobíhala na Propasti, ale ve studiu National Geographic Česko. Podcastové natáčení pod taktovkou Hynka Adámka s názvem Hranická propast - poslední bíle místo na mapě České republiky bylo o objevování, celkovém průzkumu a výzkumu Prop
     

Photos from Hranická propast - ZO ČSS 7-02 Hranický kras's post

Přátelé, kamarádi, příznivci a obdivovatelé Hranické propasti!
Chci Vás informovat o akcích, které proběhly na Propasti v červnu 2026. Vzhledem k tomu, že každá akce byla zajímavá, tak popíši každou zvlášť. Ve čtvrtek 25.6. 2026 proběhly dvě akce. Jedna akce sice neprobíhala na Propasti, ale ve studiu National Geographic Česko. Podcastové natáčení pod taktovkou Hynka Adámka s názvem Hranická propast - poslední bíle místo na mapě České republiky bylo o objevování, celkovém průzkumu a výzkumu Propasti v podstatě od roku 1580 - více se dozvíte v podcastu😉.
Dále jsme v podcastu představili projekt “Hranická propast 1300”, v rámci kterého budeme v roce 2027 spolupracovat s Maďarskou firmou UNEXMIN Georobotics Ltd. a potápěčským vědeckým institutem Institute of Diving Science, z.ú. Projekt je zaměřen na hloubkový průzkum Propasti za pomoci podvodního robota UNEX, který je schopen dosáhnout hloubky 1300 m - více se také dozvíte podcastu 😉. V příloze přikládám pár fotek z natáčení 😁.
Druhá akce probíhala na Propasti a byla zaměřena na naše seniory. V rámci projektu “Seniorské cestování 2026” pořádáme ve spolupráci s cestovní kanceláří PIVOŇKA pro Olomoucký kraj komentované prohlídky Hranické propasti. Tato akce byla velmi náročná, neboť i ve stínu stromu NPŘ Hůrka dosahovala teplota 35 stupňů C. Skládám velký obdiv všem účastníkům akce, kteří vystup i následnou prohlídku perfektně zvládli a důkladně prověřili znalosti našich členů, kteří prováděli komentovanou prohlídku 😁. V příloze přikládám pár fotek ať máte představu o čem píši 😉.
Chtěl bych Vám i našim stálým partnerům: www.divesoft.com, www.mesto-hranice.cz, www.lola.cz, www.olkraj.cz, www.agama-diving.cz, www.messer.cz, www.erk1466.cz, www.trespresidentes.eu. poděkovat za neustálou podporu. Samozřejmě děkuji i všem účastníkům akce za profi přístup a maximální nasazení.













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