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    Condividi Erkin Lika, tra i fondatori dell’Associazione Speleologica Albanese, è stato ritrovato senza vita dopo un incidente avvenuto nei pressi del Ponte di Vasha Si sono concluse tragicamente le ricerche di Erkin Lika, un giovane speleologo albanese scomparso durante un’attività su corda nei pressi del Ponte di Vasha, in Albania. Dopo ore di ricerche, il suo corpo è stato recuperato dai sommozzatori nelle acque del fiume. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di sabato 11 luglio 2026, m
     

Speleologia in lutto: muore il giovane speleologo albanese Erkin Lika

Júl 14th 2026 at 10:03

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Erkin Lika, tra i fondatori dell’Associazione Speleologica Albanese, è stato ritrovato senza vita dopo un incidente avvenuto nei pressi del Ponte di Vasha

Si sono concluse tragicamente le ricerche di Erkin Lika, un giovane speleologo albanese scomparso durante un’attività su corda nei pressi del Ponte di Vasha, in Albania. Dopo ore di ricerche, il suo corpo è stato recuperato dai sommozzatori nelle acque del fiume.

L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di sabato 11 luglio 2026, mentre il corpo di Erkin Lika è stato recuperato dopo ore di ricerche. Il ritrovamento è stato reso noto lunedì 13 luglio 2026.

Secondo le prime ricostruzioni diffuse dalle autorità, Erkin sarebbe precipitato accidentalmente in un corso d’acqua durante l’attività. Le informazioni preliminari indicano che potrebbe essere finito in una cavità del fiume, circostanza che avrebbe reso impossibile il soccorso. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

Residente a Tirana, Erkin lavorava come specialista nelle reti in fibra ottica. Al di fuori della sua professione, era conosciuto per la sua profonda passione per la natura, la fotografia, l’alpinismo e l’esplorazione speleologica.

Era molto impegnato nel mondo della speleologia: era uno speleologo esperto e qualificato, che aveva seguito percorsi di formazione con il Club Alpino Italiano e la Società Speleologica Italiana.

Era tra i fondatori dell’Associazione Speleologica Albanese e faceva parte del Soccorso in montagna albanese

Faceva inoltre parte della comunità albanese del soccorso e della ricerca in ambiente montano, dove contribuiva alle attività di organizzazione, collaborazione ed esplorazione sul campo. Era conosciuto anche per la sua passione per la fotografia naturalistica e per l’impegno nella documentazione degli ambienti naturali.

Nel 2026 aveva preso parte alla spedizione internazionale nel sistema ipogenico della Lengarices, in Albania meridionale: l’ultima spedizione del Consorzio Speleologi Ipogenici (CSI), che ha portato alla scoperta di nuovi settori e all’estensione del sistema oltre i 14 chilometri di sviluppo, consolidandone il primato di più estesa cavità carsica attualmente conosciuta dell’Albania. Ne avevamo parlato non molto tempo fa, grazie a un bel resoconto di Lazzaro, al secolo Cristian Monticone (https://www.scintilena.com/albania-dove-la-speleologia-continua-a-scrivere-nuove-pagine-di-esplorazione/06/02/). Ai compagni di esplorazione siamo particolarmente vicini.

Artur Gruni, presidente di Federata Shqiptare e Alpinizmit dhe Turizmit Malor, che ringraziamo per la foto di copertina (da post social), nel piangere la morte prematura dell’alpinista Erkin Lika, lo ricorda con parole molto belle:

Erkin era un giovane appassionato di escursioni in montagna e di ultimi tempi ed esplorazione delle grotte!

Ha anche fatto parte del gruppo di ricerca per il soccorso in montagna albanese!

In qualità di presidente di Federata Shqiptare e Alpinizmit dhe Turizmit Malor a nome di tutta la comunità Alpinistica, esprimo Sentite Condoglianze alla sua famiglia e agli amici!

R.I.P Lika Erkin

Un profondo dolore avvolge i familiari, gli amici e l’intera comunità speleologica albanese.

Scintilena e la speleologia italiana si unisce al cordoglio per la perdita del giovane speleologo che, con passione, competenza e generosità, ha contribuito alla crescita dell’esplorazione, nel segno della collaborazione internazionale.

Fonte: JOQ Albania
Link: https://joq-albania.com/artikull/1377467.html

Per approfondire l’esplorazione di Lengarices: Scintilena https://www.scintilena.com/albania-dove-la-speleologia-continua-a-scrivere-nuove-pagine-di-esplorazione/06/02/

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  • Abisso Ancona: il racconto di Fabio Sturba riporta alle origini della scoperta delle Grotte di Frasassi
    Condividi “Abisso Ancona. Frasassi: cronaca di una scoperta” è il libro di Fabio Sturba che ricostruisce, attraverso la testimonianza diretta di uno degli esploratori, la storia della scoperta delle Grotte di Frasassi, oggi il complesso turistico sotterraneo più visitato delle Marche. Un libro che racconta la nascita delle Grotte di Frasassi Tra i volumi dedicati alla storia della speleologia italiana, “Abisso Ancona. Frasassi: cronaca di una scoperta” di Fabio Sturba occupa un posto p
     

Abisso Ancona: il racconto di Fabio Sturba riporta alle origini della scoperta delle Grotte di Frasassi

Júl 14th 2026 at 10:00

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“Abisso Ancona. Frasassi: cronaca di una scoperta” è il libro di Fabio Sturba che ricostruisce, attraverso la testimonianza diretta di uno degli esploratori, la storia della scoperta delle Grotte di Frasassi, oggi il complesso turistico sotterraneo più visitato delle Marche.

Un libro che racconta la nascita delle Grotte di Frasassi

Tra i volumi dedicati alla storia della speleologia italiana, “Abisso Ancona. Frasassi: cronaca di una scoperta” di Fabio Sturba occupa un posto particolare. L’autore non è uno storico esterno ai fatti, ma uno dei protagonisti delle prime esplorazioni che portarono alla scoperta della Grotta Grande del Vento di Frasassi nel settembre del 1971.

Pubblicato da Affinità Elettive nella seconda edizione del 2021, il volume di 180 pagine ripercorre gli avvenimenti che hanno portato alla scoperta di uno dei sistemi carsici più importanti d’Europa. (Feltrinelli?)

La cronaca di una scoperta vissuta in prima persona

Il punto di forza del libro è la narrazione diretta. Fabio Sturba descrive il percorso che ha portato un gruppo di giovani speleologi del Gruppo Speleologico Marchigiano CAI di Ancona a superare il celebre “Passaggio del Vento”, aprendo la strada all’esplorazione dell’immenso complesso sotterraneo di Frasassi.

Il racconto alterna episodi tecnici, ricordi personali e riflessioni maturate negli anni. Ne emerge la dimensione umana dell’esplorazione, fatta di intuizioni, lavoro di squadra, preparazione e determinazione. La scoperta della grotta viene raccontata come un processo graduale, nel quale ogni piccolo avanzamento permette di comprendere meglio l’ambiente che si sta esplorando. (FRASASSI G.S.M.?)

Un contributo alla memoria della speleologia italiana

Uno degli aspetti più interessanti dell’opera è il valore documentario. Nel corso dei decenni la storia della scoperta delle Grotte di Frasassi è stata spesso raccontata con versioni differenti. Fabio Sturba ricostruisce gli eventi confrontando ricordi, testimonianze e documentazione disponibile, con l’obiettivo di restituire una cronaca il più possibile fedele ai fatti.

L’autore affronta anche alcuni episodi che negli anni sono stati oggetto di interpretazioni diverse, offrendo il punto di vista di chi partecipò direttamente alle prime fasi dell’esplorazione. Questa scelta rende il volume interessante non solo per gli speleologi, ma anche per chi desidera approfondire la storia della scoperta di Frasassi attraverso la voce di uno dei protagonisti. (Il Resto del Carlino?)

Una lettura consigliata agli appassionati di speleologia

Il linguaggio utilizzato è scorrevole e accessibile anche ai lettori che non praticano la speleologia. I passaggi dedicati alle tecniche esplorative sono inseriti nel racconto senza appesantire la lettura, mentre le emozioni vissute durante le prime discese emergono con naturalezza.

Per gli speleologi il libro rappresenta anche una testimonianza storica di un periodo in cui le esplorazioni venivano affrontate con materiali e tecniche molto diverse da quelle attuali. Per il pubblico generale costituisce invece l’occasione per comprendere come sia nata una delle principali attrazioni naturalistiche italiane.

Perché leggere “Abisso Ancona”

Le Grotte di Frasassi sono oggi conosciute da milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. Meno nota è la vicenda umana che ha portato alla loro scoperta. Il libro di Fabio Sturba colma questa distanza, riportando l’attenzione sui protagonisti di quell’impresa e sulle difficoltà affrontate durante le prime esplorazioni.

“Abisso Ancona” non è soltanto il racconto di una scoperta speleologica. È anche una testimonianza sul valore della ricerca, della collaborazione e della curiosità che caratterizzano l’attività degli esploratori. Per questo motivo rappresenta una lettura consigliata a chiunque sia interessato alla storia delle Grotte di Frasassi, della speleologia italiana e delle grandi esplorazioni sotterranee.

Fonti

  • Scheda del volume e descrizione editoriale. (Feltrinelli?Attachment.png)
  • Scheda dell’autore sul sito storico del Gruppo Speleologico Marchigiano CAI Ancona. (FRASASSI G.S.M.?Attachment.png)
  • Intervista a Fabio Sturba sulla ricostruzione della scoperta delle Grotte di Frasassi. (Il Resto del Carlino?Attachment.png)

URL delle fonti (per esteso):

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  • La protezione delle grotte ZEC nelle Baleari e il caso critico della Cova des Pas de Vallgornera
    Condividi Le iniziative della Federació Balear d’Espeleologia per la protezione delle grotte ZEC e la salvaguardia della Cova des Pas de Vallgornera La gestione del patrimonio sotterraneo nelle isole Baleari vive una stagione di conflitti senza precedenti. Nell’arcipelago si contano oltre settemila cavità catalogate. Tra queste, ben trenta godono dello status di Zona di Speciale Conservazione. Tali aree rientrano nella rete europea Natura 2000. Al centro della disputa si trova
     

La protezione delle grotte ZEC nelle Baleari e il caso critico della Cova des Pas de Vallgornera

Júl 14th 2026 at 09:00

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Le iniziative della Federació Balear d’Espeleologia per la protezione delle grotte ZEC e la salvaguardia della Cova des Pas de Vallgornera

La gestione del patrimonio sotterraneo nelle isole Baleari vive una stagione di conflitti senza precedenti.

Nell’arcipelago si contano oltre settemila cavità catalogate.

Tra queste, ben trenta godono dello status di Zona di Speciale Conservazione.

Tali aree rientrano nella rete europea Natura 2000.

Al centro della disputa si trovano le azioni della Federació Balear d’Espeleologia.

Questo ente denuncia danni fisici e minacce ecologiche.

Gli equilibri tra gruppi speleologici e autorità locali appaiono oggi gravemente compromessi.

La protezione delle grotte ZEC richiede interventi rapidi e rigorosi. La famosa Cova des Pas de Vallgornera rappresenta il fulcro di questa accesa controversia. [1][2][3][4][5][6][7][8][9][10][11][12][13][14]

Il blocco cautelare della Cova des Pas de Vallgornera e il dibattito sulla protezione delle grotte ZEC

A luglio del 2024, la Conselleria de Medi Natural ha preso una decisione drastica. L’accesso alla Cova des Pas de Vallgornera è stato sospeso in via cautelare. Il provvedimento è giunto dopo una denuncia formale del 23 giugno 2024.

La Federació Balear d’Espeleologia ha documentato gravi danni nella cavità.

In particolare, i danneggiamenti hanno colpito la galleria denominata “sa finestra”. Molti speleotemi sono stati distrutti in modo irreparabile.

L’ente ha accusato i membri della Societat Espeleològica Balear. Essi sarebbero entrati nella galleria senza tracciare il percorso. Di contro, gli accusati respingono fermamente gli addebiti.

Il caso è ora in mano al Gruppo Speciale di Attività Subacquee della Guardia Civil.

Le indagini dovranno chiarire le responsabilità. Questo scontro evidenzia le difficoltà nella gestione dei permessi per la protezione delle grotte ZEC.

La Cova des Pas de Vallgornera possiede uno sviluppo superiore ai 74 chilometri.

Si tratta del sistema carsico più lungo dell’isola di Maiorca. Per accedere a questo labirinto serve un’autorizzazione governativa specifica.

Le esplorazioni non autorizzate minacciano la conservazione degli speleotemi. La protezione delle grotte ZEC impone un controllo severo sugli ingressi. 

L’emergenza dell’inquinamento organico e le prospettive di protezione delle grotte ZEC

I problemi ecologici della Cova des Pas de Vallgornera non riguardano solo le rotture fisiche delle rocce. Esiste un pericolo silenzioso legato alla contaminazione idrica.

A fine 2024, la Federació Balear d’Espeleologia ha lanciato un allarme per la presenza di batteri fecali.

La fonte dell’inquinamento si trova nella soprastante urbanizzazione “Es Pas”. Questo quartiere residenziale sorge nel territorio di Llucmajor.

La zona è priva di una rete fognaria pubblica da oltre dodici anni. Le abitazioni utilizzano fosse biologiche e pozzi neri. I reflui organici filtrano direttamente nelle gallerie allagate della Cova des Pas de Vallgornera. 

Già nel 2012 i subacquei avevano osservato colonie di anellidi policheti e spugne. Questi organismi indicano una forte presenza di materia organica nell’acqua.

La Federació Balear d’Espeleologia ha minacciato azioni legali estreme. L’ente intende chiedere la declassificazione urbanistica dell’area.

Le denunce sono state inviate al Consell de Mallorca e al governo regionale. Nel febbraio del 2025, la protesta è arrivata alla Commissione Ambiente dell’Unione Europea.

Gli speleologi accusano le istituzioni locali di inazione. La Cova des Pas de Vallgornera rischia un degrado biologico irreversibile. La protezione delle grotte ZEC deve includere la salvaguardia degli acquiferi sotterranei.

Cavità Protetta (Codice ZEC)

Comune di Ubicazione

Sviluppo e Caratteristiche Fisiche

Principale Criticità Ambientale Rilevata

Azioni Amministrative e Legali Intraprese

Cova des Pas de Vallgornera (ES5310049)

Llucmajor

Oltre 74 km di gallerie labirintiche, in parte allagate. Miocene Superiore.

Rottura di speleotemi in “sa finestra”. Contaminazione fecale da scarichi urbani.

Chiusura cautelare (luglio 2024). Denuncia all’Unione Europea (febbraio 2025).

Cova des Ases (ES5310043)

Felanitx

Circa 3 km di sviluppo totale, connessa al mare. Sifoni sommersi.

Distruzione di uno speleotema freatico unico. Presenza di rifiuti e attrezzature.

Esposto al SEPRONA (agosto 2025). Sanzione governativa e causa legale (maggio 2026).

Il caso della Cova des Ases e le sfide gestionali per la protezione delle grotte ZEC

Le dispute ambientali coinvolgono anche la costa orientale dell’isola. Ad agosto del 2025, una nuova denuncia ha riguardato la Cova des Ases. Questa grotta si trova a Portocolom, nel comune di Felanitx. La Federació Balear d’Espeleologia ha allertato il servizio SEPRONA della Guardia Civil. Le accuse denunciano la distruzione di uno speleotema freatico unico. Anche in questo sito sono stati rinvenuti rifiuti e attrezzature abbandonate. La federazione incolpa nuovamente la Societat Espeleològica Balear. Essa avrebbe operato senza i necessari avalli tecnici previsti dalla legge. 

La situazione è precipitata a maggio del 2026. Il governo delle Baleari ha inflitto una multa alla stessa Federació Balear d’Espeleologia.

L’accusa è di essere entrati nella Cova des Ases senza il dovuto permesso. Il presidente Guillem Mulet ha confermato l’ingresso. Egli ha spiegato che la visita mirava a documentare lo stato di degrado. Gli speleologi volevano raccogliere i rifiuti lasciati all’interno.

Di conseguenza, la federazione ha avviato una causa legale contro la Conselleria de Medi Natural. L’ente accusa il governo di punire chi difende il territorio. La protezione delle grotte ZEC rischia di trasformarsi in un labirinto burocratico. 

Analisi scientifica e direttive europee per la protezione delle grotte ZEC

I sistemi carsici sono ecosistemi estremamente sensibili. La Direttiva Habitat 92/43/CEE impone agli Stati europei una tutela rigorosa. Le grotte non sfruttate turisticamente appartengono alla categoria di habitat 8310. La Cova des Pas de Vallgornera ospita una fauna fossile di eccezionale rilievo. Tra i ritrovamenti spiccano i resti del Myotragus aff. kopperi. La conservazione di queste prove paleontologiche richiede microclimi stabili. L’ingresso dell’uomo altera la temperatura e l’umidità interna. Anche il semplice calpestio può distruggere i microrganismi del suolo. 

Per questo motivo, la protezione delle grotte ZEC rappresenta una priorità scientifica. Gli speleologi devono seguire regole etiche ferree. Il codice di minimo impatto deve guidare ogni esplorazione. La cooperazione tra scienziati e amministratori è fondamentale. I conflitti burocratici finiscono per danneggiare gli ambienti ipogei. Le decisioni future definiranno il destino ecologico delle Baleari. 

Documentazione ufficiale e collegamenti esterni

La documentazione cartografica, i decreti amministrativi e le relazioni scientifiche alla base di questo saggio sono disponibili presso i portali ufficiali degli enti coinvolti. Per approfondimenti, si rimanda ai seguenti collegamenti telematici riportati per esteso:

1, https://www.ultimahora.es/noticias/part-forana/2024/07/15/2203515/medio-ambiente-medi-natural-suspende-manera-cautelar-acceso-cueva-del-pas-vallgonera.html (Medi Natural suspende de manera cautelar el acceso a la cueva del Pas de Vallgonera)

2, https://www.fbespeleologia.org/documentos-fbe (Documentos Fbe | Federación Balear De Espeleología | Palma)

3, https://www.fbespeleologia.org/inventario-cavidades-fbe (INVENTARIO CAVIDADES FBE | My Site 1 – Federación Balear De Espeleología)

4, https://www.fbespeleologia.org/documentos-fbe (Documentos Fbe | Federación Balear De Espeleología | Palma)

5, https://www.fbespeleologia.org/inventario-cavidades-fbe (INVENTARIO CAVIDADES FBE | My Site 1 – Federación Balear De Espeleología)

6, https://www.fbespeleologia.org/documentos-fbe (Documentos Fbe | Federación Balear De Espeleología | Palma)

7, https://www.fbespeleologia.org/inventario-cavidades-fbe (INVENTARIO CAVIDADES FBE | My Site 1 – Federación Balear De Espeleología)

8, https://www.ultimahora.es/noticias/part-forana/2024/07/15/2203515/medio-ambiente-medi-natural-suspende-manera-cautelar-acceso-cueva-del-pas-vallgonera.html (Medi Natural suspende de manera cautelar el acceso a la cueva del Pas de Vallgonera)

9, https://www.ultimahora.es/noticias/part-forana/2024/12/29/2297845/piden-desclasificacion-pas-por-contaminacion-causa-vallgonera.html (Piden la desclasificación d’Es Pas por la contaminación que causa en Vallgonera)

10, https://www.ultimahora.es/noticias/part-forana/2024/07/15/2203515/medio-ambiente-medi-natural-suspende-manera-cautelar-acceso-cueva-del-pas-vallgonera.html (Medi Natural suspende de manera cautelar el acceso a la cueva del Pas de Vallgonera)

11, https://www.ultimahora.es/noticias/part-forana/2024/12/29/2297845/piden-desclasificacion-pas-por-contaminacion-causa-vallgonera.html (Piden la desclasificación d’Es Pas por la contaminación que causa en Vallgonera)

12, https://www.ultimahora.es/noticias/part-forana/2024/07/15/2203515/medio-ambiente-medi-natural-suspende-manera-cautelar-acceso-cueva-del-pas-vallgonera.html (Medi Natural suspende de manera cautelar el acceso a la cueva del Pas de Vallgonera)

13, https://ib3.org/denuncien-la-destruccio-duna-galeria-protegida-a-la-cova-des-ases-a-felanitx (Denuncien la destrucció d’una galeria protegida a la cova des Ases, a Felanitx – IB3)

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  • Pipistrelli, comunicare il valore della biodiversità senza alimentare paure e pregiudizi
    Condividi Una comunicazione efficace per la tutela dei pipistrelli dovrebbe puntare sulla loro utilità ecologica, sull’esperienza diretta e su messaggi positivi, evitando di ripetere stereotipi e false credenze. È la conclusione della tesi di Floor Abbestee, Using bats as a case study to formulate an approach to communication for the conservation of animals with a negative image, datata 29 maggio 2026. I Chirotteri sono spesso raccontati attraverso immagini consolidate: vampiri, oscurità,
     

Pipistrelli, comunicare il valore della biodiversità senza alimentare paure e pregiudizi

Júl 14th 2026 at 08:00

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Una comunicazione efficace per la tutela dei pipistrelli dovrebbe puntare sulla loro utilità ecologica, sull’esperienza diretta e su messaggi positivi, evitando di ripetere stereotipi e false credenze.

È la conclusione della tesi di Floor Abbestee, Using bats as a case study to formulate an approach to communication for the conservation of animals with a negative image, datata 29 maggio 2026.

I Chirotteri sono spesso raccontati attraverso immagini consolidate: vampiri, oscurità, malattie, presagi.

Eppure questa narrazione rischia di oscurare il loro ruolo negli ecosistemi e di tradursi in disturbo delle colonie, distruzione dei rifugi e ostilità verso animali che, in Europa, sono soggetti a una rigorosa protezione normativa.

La Commissione europea ricorda che la distruzione dei pipistrelli e dei loro siti di rifugio è vietata, salvo specifiche deroghe autorizzate.[1]

Una reputazione più negativa della realtà

Il lavoro di Abbestee analizza la letteratura sulle relazioni tra persone e pipistrelli, con particolare riferimento ai Paesi Bassi, e mette in discussione un’assunzione ricorrente: quella di una generale impopolarità dei Chirotteri.

Le indagini citate nella tesi mostrano invece atteggiamenti spesso neutrali, più che apertamente ostili. La distanza dall’animale, la scarsa conoscenza, le rappresentazioni mediatiche e alcune tradizioni culturali possono però rendere più facile l’attecchimento di paure e superstizioni.

Il tema è diventato particolarmente evidente durante la pandemia da COVID-19. Le linee guida pubblicate nel 2020 da Douglas MacFarlane e Ricardo Rocha avvertivano che messaggi di conservazione formulati in modo improprio potevano persino rafforzare l’associazione tra pipistrelli e zoonosi, alimentando persecuzioni anziché prevenirle.[2][3]

Servizi invisibili ma concreti

In Europa i pipistrelli sono prevalentemente insettivori. La loro attività di predazione contribuisce al controllo naturale degli insetti, compresi gruppi che possono avere rilevanza per l’agricoltura, per i boschi e per il benessere umano.

La ricerca internazionale considera l’insettivoria dei pipistrelli un importante servizio ecosistemico nelle aree agricole; ridurre le popolazioni di insetti fitofagi può contribuire a limitare i danni alle colture e la dipendenza dagli insetticidi. A scala globale, inoltre, diverse specie svolgono funzioni di impollinazione e dispersione dei semi, essenziali per il funzionamento e la rigenerazione di molti ecosistemi.[4][5]

Per questo, secondo la tesi, la comunicazione non dovrebbe limitarsi a chiedere protezione per una specie “in pericolo”, ma dovrebbe rendere visibile il legame tra i pipistrelli e la vita quotidiana: un predatore notturno di insetti, un indicatore della qualità ambientale, un componente della biodiversità urbana, rurale e forestale.

Non negare il rischio, ma spiegarlo

Affrontare in modo corretto la questione sanitaria resta necessario. I pipistrelli, come molti altri animali selvatici, possono ospitare agenti patogeni; ciò non autorizza però a considerarli colpevoli di epidemie o a trattarli come un pericolo indistinto.

L’Istituto Superiore di Sanità spiega che la rabbia è una zoonosi trasmessa attraverso il contatto con saliva infetta, ad esempio con morsi, graffi, ferite o mucose. Una volta comparsi i sintomi, la malattia ha un decorso fatale; dopo una possibile esposizione occorre lavare accuratamente la parte interessata e rivolgersi senza ritardo ai servizi sanitari per la valutazione della profilassi post-esposizione.[6]

Il messaggio corretto, quindi, non è “non esiste alcun rischio”, ma: non toccare mai un pipistrello a mani nude, non improvvisare recuperi, contattare personale competente e seguire le indicazioni sanitarie in caso di contatto. La prevenzione, sottolineano anche le comunicazioni scientifiche sviluppate dopo il COVID-19, passa dalla riduzione delle interazioni non necessarie con la fauna selvatica, non dalla persecuzione degli animali.[5][7]

La strategia: curiosità, esperienza, soluzioni

Abbestee evidenzia come l’esposizione a immagini, video, incontri divulgativi e attività sul campo possa migliorare l’atteggiamento verso i pipistrelli. Un principio utile anche per associazioni speleologiche, gruppi naturalistici, enti locali e gestori di aree protette.

Le campagne dovrebbero quindi privilegiare:

  • Il racconto del ruolo ecologico dei pipistrelli e del controllo degli insetti.
  • Attività di ascolto dell’ultrasuono, bat-night, uscite crepuscolari e divulgazione nei quartieri dove sono presenti colonie.
  • Indicazioni chiare su come comportarsi quando un pipistrello entra in casa o utilizza un edificio come rifugio.
  • Messaggi pratici e orientati alle soluzioni, soprattutto durante lavori edilizi, ristrutturazioni, interventi di efficientamento energetico e gestione del verde.
  • Un linguaggio che non ripeta inutilmente stereotipi su vampiri, virus o “animali pericolosi”, perché la ripetizione può consolidare proprio l’associazione che si vorrebbe correggere.

In Italia, il Ministero dell’Ambiente ricorda che tutte le specie di pipistrelli presenti nell’Unione europea sono protette dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE. La tutela non può quindi essere considerata un ostacolo burocratico nei cantieri o nelle ristrutturazioni: richiede piuttosto pianificazione, controlli specialistici e soluzioni compatibili con il mantenimento dei rifugi.[8]

Un modello anche per altre specie

Il caso dei pipistrelli può offrire un metodo replicabile per la comunicazione su animali con un’immagine pubblica problematica, come serpenti, ragni o grandi carnivori. La prima regola è evitare il linguaggio colpevolizzante; la seconda è costruire un rapporto tra conoscenza, emozione positiva e azioni concrete.

Raccontare un pipistrello soltanto attraverso ciò che spaventa significa rinunciare a spiegare ciò che fa ogni notte. Comunicarne il valore, senza minimizzare le corrette precauzioni sanitarie, può invece trasformare una presenza spesso ignorata in un alleato riconoscibile della biodiversità.

Fonti

Fonti
[1] Wild Birds and Habitats Directives – European Commission https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_03_1109
[2] Guidelines for communicating about bats to prevent … https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0006320720307084
[3] Guidelines for communicating about bats to prevent … https://www.biology.ox.ac.uk/publication/1303146/europe-pubmed-central
[4] Novel perspectives on bat insectivory highlight the value of this ecosystem service in farmland: Research frontiers and management implications https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0167880918303013
[5] Covid: Why bats are not to blame, say scientists https://www.bbc.com/news/science-environment-54246473
[6] Rabbia – ISS -Epicentro – Istituto Superiore di Sanità https://www.epicentro.iss.it/rabbia/
[7] Global response of conservationists across mass media likely … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9110911/
[8] Pipistrelli e gestione forestale https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/dpn_eurobats_pipistrelli_gestione_forestale-pdf-1
[9] [PDF] Action Plan for the Conservation of All Bat Species in the European … https://www.iucnbsg.org/uploads/6/5/0/9/6509077/eu_bats_action_plan.pdf
[10] [DOC] Species_protection_Guidance_d… https://circabc.europa.eu/sd/a/94c135a3-6ed1-4a2c-b402-1caf36b894d6/Species_protection_Guidance_document-revised%20draft.docx
[11] ‘Have we all gone bats?’ – The Strict Protection of Wildlife under the Habitats Directive and Tourism Development: Some Lessons from Ireland https://arrow.tudublin.ie/cgi/viewcontent.cgi?article=1025&context=tfschhmtart
[12] Journal of Bat Research & Conservation https://secemu.org/wp-content/uploads/2022/05/Downs_et_al_2021.pdf
[13] EUROBATS https://www.eurobats.org/sites/default/files/ImplementationGuide_v.3.pdf
[14] Rabbia – la profilassi post-esposizione (2009) – ISS -Epicentro https://www.epicentro.iss.it/rabbia/consultazioneEcdc09
[15] Commission Notice Guidance document on the strict protection of … https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/dab5274d-5891-11ec-91ac-01aa75ed71a1/language-en
[16] The strict protection of animal species of Community … http://www.europarc.org/wp-content/uploads/2021/10/AnimalStrictProtectionGuidance.pdf
[17] STRICT PROTECTION OF ANIMAL SPECIES https://www.npws.ie/sites/default/files/files/article-12-guidance-final.pdf
[18] EUR-Lex – C(2021)7301 – EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=intcom:C(2021)7301
[19] Waking up Bats, Hazing Wolves and Draining Snake Lakes https://brill.com/view/journals/jeep/20/3-4/article-p217_003.xml?language=en
[20] Council Directive 92/43/EEC of 21 May 1992 – GOV.UKassets.publishing.service.gov.uk › media › Annex-A-Habitats-Directive https://assets.publishing.service.gov.uk/media/5a7ce7bee5274a2c9a484d58/Annex-A-Habitats-Directive.pdf
[21] Making Complaints to the European Court of Justice https://www.batlife-europe.info/_webedit/uploaded-files/All%20Files/Publications%20and%20Resources/Making%20complaints%20to%20the%20European%20Court%20of%20Justice%20-%20BK.pdf
[22] Guidelines for communicating about bats to prevent persecution in … https://intelligent-earth.ox.ac.uk/publication/1303146/dimensions
[23] 19, media coverage of bats and related Web searches https://iris.unito.it/bitstream/2318/1890479/1/COVID-19,%20media%20coverage%20of%20bats%20and%20related%20Web%20searches.pdf
[24] Proteggere i pipistrelli – Ministero dell’Ambiente e … https://www.mase.gov.it/portale/proteggere-i-pipistrelli
[25] 1 https://air.unimi.it/retrieve/d029d836-981b-4413-a362-4549fb157788/ms_mass+media&conservation_rev.pdf
[26] Pipistrelli, cosa dice la legge in Italia https://www.tutelapipistrelli.it/2012/09/28/pipistrelli-cosa-dice-la-legge-in-italia/
[27] Riferimenti e Leggi — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/fauna-ambiente-uomo/gestione-della-fauna-e-pareri/riferimenti-e-leggi
[28] [PDF] Flying-foxes and Microbats: A Public Health Communication Guide … https://wildlifehealthaustralia.com.au/Portals/0/ResourceCentre/BatHealth/Public%20Health%20Communication%20Guide.pdf
[29] Strategia europea e https://www.mase.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/life/1_Pettiti_Direttiva%20Habitat.pdf
[30] Direttiva Habitat — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/servizi/direttiva_habitat

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  • Minacce e conservazione degli ecosistemi sotterranei: lo studio globale di Nanni et al. su Biological Conservation
    Condividi Un’indagine internazionale basata sul parere di esperti individua le principali minacce per gli ecosistemi sotterranei e le misure di conservazione ritenute più efficaci, offrendo alla comunità speleologica uno strumento operativo per proteggere grotte, acquiferi e ambienti ipogei. Ecosistemi sotterranei e conservazione globale Gli ecosistemi sotterranei ospitano una biodiversità altamente specializzata e forniscono servizi ecosistemici cruciali, dal ruolo negli acquiferi car
     

Minacce e conservazione degli ecosistemi sotterranei: lo studio globale di Nanni et al. su Biological Conservation

Júl 14th 2026 at 07:00

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Un’indagine internazionale basata sul parere di esperti individua le principali minacce per gli ecosistemi sotterranei e le misure di conservazione ritenute più efficaci, offrendo alla comunità speleologica uno strumento operativo per proteggere grotte, acquiferi e ambienti ipogei.


Ecosistemi sotterranei e conservazione globale

Gli ecosistemi sotterranei ospitano una biodiversità altamente specializzata e forniscono servizi ecosistemici cruciali, dal ruolo negli acquiferi carsici alla regolazione dei cicli idrologici e climatici. Studi recenti hanno mostrato che gli ambienti sotterranei contribuiscono a una larga quota dei servizi ecosistemici riconosciuti a livello internazionale, pur essendo poco considerati nelle principali agende di conservazione.[3][4][5][1]

Nonostante l’estensione planetaria di grotte, falde e acquiferi, gli ecosistemi sotterranei rimangono spesso invisibili nelle politiche ambientali e nelle reti di aree protette, che guardano soprattutto alla superficie. Per la speleologia, interessata da anni alla tutela delle grotte e delle aree carsiche, emerge la necessità di strumenti che colleghino l’esperienza sul campo a una visione globale delle pressioni e delle priorità di conservazione degli ecosistemi sotterranei.[6][7][8][9][10]


Metodologia dello studio su ecosistemi sotterranei

Lo studio “An expert-based global assessment of threats and conservation measures for subterranean ecosystems”, firmato da Veronica Nanni, Elena Piano, Pedro Cardoso, Marco Isaia e Stefano Mammola, è stato pubblicato su Biological Conservation (vol. 283, art. 110136). Gli autori hanno progettato un sondaggio globale rivolto a esperti di ecosistemi sotterranei, con l’obiettivo di quantificare l’importanza delle diverse minacce antropiche e di valutare l’efficacia percepita delle principali misure di conservazione.[2][11][12][1][3]

Il questionario ha raccolto 279 risposte da 155 esperti, che lavorano su ecosistemi sotterranei in differenti regioni, in grotte terrestri, acquiferi, sistemi ipogei fluviali e ambienti salmastri. La scelta di ricorrere a esperti risponde alla scarsità di dati quantitativi e di programmi di monitoraggio a lungo termine per gli ecosistemi sotterranei, dove accessibilità limitata e carenza di studi rendono difficile valutare in modo diretto minacce e trend di biodiversità.[13][14][15][1]


Minacce principali agli ecosistemi sotterranei

Secondo i risultati dello studio, le minacce percepite come più rilevanti per gli ecosistemi sotterranei sono tre: cambiamenti dell’habitat di superficie, distruzione diretta degli ambienti ipogei e cambiamento climatico. Fra i cambiamenti di superficie rientrano urbanizzazione, deforestazione, agricoltura intensiva e attività minerarie, che alterano la copertura del suolo e la ricarica degli acquiferi, con effetti diretti sulla qualità e sulla quantità delle acque sotterranee.[4][11][16][1][2]

La distruzione diretta degli habitat sotterranei comprende inquinamento delle acque, sbarramento dei corsi d’acqua, realizzazione di dighe, captazioni e scavi che modificano profondamente la struttura fisica degli ecosistemi sotterranei. Anche pratiche non regolamentate, come la frequentazione intensiva delle grotte o interventi tecnici invasivi, possono compromettere il fragile equilibrio di questi sistemi, come già segnalato in documenti tecnici della speleologia italiana.[9][17][1][6]

Il cambiamento climatico emerge come terza grande minaccia, agendo su scala globale e locale con l’alterazione dei regimi termici e idrologici che sostengono gli ecosistemi sotterranei. Una meta?analisi successiva ha mostrato come gli effetti del riscaldamento globale su questi ambienti siano multilivello e dipendano dal contesto, ma spesso risultino negativi per le specie adattate a condizioni stabili.[5][18][19][1]


Cambiamento climatico e vulnerabilità degli ecosistemi sotterranei

Le grotte e gli acquiferi carsici sono caratterizzati da un microclima stabile, che ha favorito l’evoluzione di specie con tolleranze termiche ristrette e bassa capacità di dispersione. Per questi motivi gli ecosistemi sotterranei appaiono particolarmente vulnerabili a variazioni di temperatura, cambiamenti di portata e alterazioni dei tempi di ricarica delle falde, che possono ridurre la resilienza delle comunità ipogee.[18][19][13]

Gli esperti intervistati da Nanni e colleghi concordano sul fatto che il cambiamento climatico agisce in sinergia con le pressioni locali, amplificando le conseguenze di inquinamento, distruzione di habitat e disturbi umani sugli ecosistemi sotterranei. Nella prospettiva della conservazione degli ecosistemi sotterranei, diventa quindi centrale integrare le politiche climatiche con misure di gestione del territorio in superficie.[10][1][2][5]


Misure prioritarie per la conservazione degli ecosistemi sotterranei

Il sondaggio evidenzia che le misure di conservazione ritenute più efficaci per gli ecosistemi sotterranei sono la protezione del territorio (aree protette e pianificazione), la legislazione ambientale e l’educazione pubblica. Interventi focalizzati su singole specie, come programmi di conservazione tasson?specifici, risultano percepiti come meno incisivi su scala globale rispetto alle azioni che agiscono sulla matrice territoriale e sui processi.[11][15][1][2]

Una delle raccomandazioni chiave riguarda la creazione e la gestione di aree protette che includano esplicitamente gli ecosistemi sotterranei, superando l’approccio che tutela soprattutto habitat superficiali. Un’analisi recente ha mostrato che solo una piccola frazione degli ecosistemi sotterranei conosciuti rientra attualmente nella rete mondiale di aree protette, e spesso in modo accidentale, senza obiettivi gestionali dedicati agli ecosistemi sotterranei.[8][4][10]


Educazione ambientale e ruolo della speleologia nella conservazione

L’educazione e la consapevolezza pubblica vengono indicate dagli esperti come elementi essenziali per sostenere la conservazione degli ecosistemi sotterranei, perché la tutela procede solo se cittadini e decisori comprendono il valore del sottosuolo. Iniziative come gli Anni Internazionali delle Grotte e del Carsismo e gli eventi divulgativi sulla biodiversità sotterranea puntano a colmare il divario fra ricerca su ecosistemi sotterranei e opinione pubblica.[7][20][21][1][4]

La speleologia organizzata, in Italia e altrove, ha già sviluppato linee guida per un’esplorazione sostenibile, proposte per il monitoraggio delle grotte turistiche e indicazioni su parchi e riserve carsiche, con richiami espliciti alla protezione degli ecosistemi sotterranei. La cornice offerta da Biological Conservation consente di collegare queste esperienze locali a una visione globale delle minacce e delle soluzioni per la conservazione degli ecosistemi sotterranei.[2][3][6][9]


Evidenza scientifica ed esperti nella conservazione degli ecosistemi sotterranei

Il lavoro di Nanni et al. dialoga con la rassegna “Towards evidence?based conservation of subterranean ecosystems”, che ha analizzato 708 pubblicazioni e 1.954 interventi di conservazione, mostrando come molti consigli operativi per ecosistemi sotterranei si basino ancora su giudizi di esperti non supportati da test quantitativi. La combinazione di valutazioni esperte strutturate e di un crescente corpo di studi statistici può aiutare a individuare interventi più efficaci per la conservazione degli ecosistemi sotterranei.[15][22][5][7]

Per la conservazione degli ecosistemi sotterranei, gli autori sottolineano la necessità di standardizzare la raccolta dati, documentare gli interventi e favorire meta?analisi che valutino in modo comparativo l’efficacia delle diverse misure. Una migliore integrazione fra comunità speleologica, ricercatori e gestori di aree protette potrebbe rendere la conservazione degli ecosistemi sotterranei parte stabile delle strategie ambientali nazionali e internazionali.[19][23][8][10][15]


Implicazioni pratiche per grotte e acquiferi carsici

Per chi opera sul campo, lo studio suggerisce che la conservazione degli ecosistemi sotterranei debba estendersi oltre l’ingresso delle grotte, includendo bacini di alimentazione, uso del suolo e qualità delle acque che alimentano gli ambienti ipogei. Questo approccio è coerente con le raccomandazioni di documenti speleologici che richiamano una protezione attiva delle aree carsiche e un turismo speleologico regolato e monitorato.[16][1][4][6][9]

La conservazione degli ecosistemi sotterranei può tradursi in pratiche concrete, come valutazioni di impatto ambientale su infrastrutture che interessano il carsismo, regolazione dei flussi turistici nelle grotte, controllo degli scarichi e monitoraggio del microclima e delle comunità biologiche. Per la comunità speleologica, questo studio offre una base conoscitiva per dialogare con amministrazioni e gestori, portando il tema degli ecosistemi sotterranei all’interno delle decisioni sul territorio.[17][1][6]


Fonti

Nanni, V., Piano, E., Cardoso, P., Isaia, M., & Mammola, S. (2023). An expert-based global assessment of threats and conservation measures for subterranean ecosystems. Biological Conservation, 283, 110136.[87]http://dx.doi.org/10.1016/j.biocon.2023.110136

  • Towards evidence?based conservation of subterranean ecosystems.[22][7][15]
  • Subterranean environments contribute to three?quarters of ecosystem services.[4][5]
  • Climate change going deep: The effects of global climatic alterations on cave ecosystems.[18]
  • A global meta?analysis reveals multilevel and context?dependent effects of climate change on subterranean ecosystems.[19]
  • Perspectives and pitfalls in preserving subterranean biodiversity through protected areas.[8][10]
  • Materiali storici e tecnici sulla speleologia e sulla protezione delle aree carsiche.[6]

Fonti
[1] An expert-based global assessment of threats and conservation measures for subterranean ecosystems http://biorxiv.org/lookup/doi/10.1101/2023.01.09.523190
[2] An expert-based global assessment of threats and … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0006320723002379
[3] An expert-based global assessment of threats and … https://iris.unito.it/handle/2318/1907430
[4] Il 75% dei servizi ecosistemici del pianeta nasce nel buio – Scintilena https://www.scintilena.com/il-75-dei-servizi-ecosistemici-del-pianeta-nasce-nel-buio-lo-studio-che-cambia-tutto/03/02/
[5] Subterranean environments contribute to three?quarters of … https://digital.csic.es/bitstream/10261/424786/1/Biological%20Reviews_2026_Mammola_Subterranean%20environments%20contribute.pdf
[7] Towards evidence?based conservation of subterranean ecosystems https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/brv.12851
[8] Perspectives and pitfalls in preserving subterranean biodiversity through protected areas https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11332058/
[9] Conservazione Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/ambiente/conservazione/
[10] Perspectives and pitfalls in preserving subterranean … https://www.nature.com/articles/s44185-023-00035-1
[11] An expert-based global assessment of threats and … – HELDA https://helda.helsinki.fi/bitstreams/fdbc286b-6778-4177-a4a3-59c3742eb7bd/download
[12] Veronica Nanni – Associazione Teriologica Italiana https://www.mammiferi.org/soci/veronica-nanni/
[13] Collecting eco?evolutionary data in the dark: Impediments to subterranean research and how to overcome them https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8207145/
[14] An expert-based global assessment of threats and … https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2023.01.09.523190v1
[15] Towards evidence?based conservation of subterranean ecosystems https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/brv.12851
[16] La Sfida Globale per la Conservazione degli Ecosistemi Ipogei https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-la-sfida-globale-per-la-conservazione-degli-ecosistemi-ipogei/09/18/
[17] Biological Conservation https://iris.unito.it/retrieve/1d63370f-33f4-405a-b863-faeca0a0832e/2023_Biol_Cons_Expert_based_Nanni_et_al.pdf
[18] Climate change going deep: The effects of global climatic alterations on cave ecosystems http://journals.sagepub.com/doi/10.1177/2053019619851594
[19] A global meta-analysis reveals multilevel and context-dependent effects of climate change on subterranean ecosystems https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2590332223004050
[20] Biodiversità sotterranea e clima: l’UIS annuncia una diretta globale … https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-e-clima-luis-annuncia-una-diretta-globale-per-il-30-giugno/06/26/
[21] Giornata internazionale della biodiversità 2026: la speleologia … https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-la-speleologia-celebra-la-conservazione-delle-grotte/05/18/
[22] Towards evidence?based conservation of subterranean ecosystems https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9545027/
[23] Karst Field Studies Program a Giugno e Luglio in Kentucky – Scintilena https://www.scintilena.com/karst-field-studies-program-a-giugno-e-luglio-in-kentucky/05/25/
[24] The deep subterranean environment as a potential model system in ecological, biogeographical and evolutionary research https://subtbiol.pensoft.net/article/23530/download/pdf/
[25] Let research on subterranean habitats resonate! https://subtbiol.pensoft.net/article/59960/download/pdf/
[26] 25th International Conference on Subterranean Biology at Cluj … https://www.scintilena.com/25th-international-conference-on-subterranean-biology-at-cluj-napoca-in-romania-in-july-2022/12/10/
[27] Borneo Caves Sculpted by Bat Guano: A Major Discovery in Tropical Karst Formation – Scintilena https://www.scintilena.com/borneo-caves-sculpted-by-bat-guano-a-major-discovery-in-tropical-karst-formation/01/02/
[28] La Ruta de las Alas e Refugio IKA: il corridoio di grotte che … https://www.scintilena.com/la-ruta-de-las-alas-e-refugio-ika-il-corridoio-di-grotte-che-puo-salvare-un-pipistrello-fantasma/02/06/
[29] Vulnerabilità Climatica e Lacune nella Conservazione di … – Scintilena https://www.scintilena.com/nowhere-to-hide-vulnerabilita-climatica-e-lacune-nella-conservazione-di-zopherobatrus-un-raro-coleottero-troglobio/05/08/
[30] Bracken Cave Preserve: la più grande colonia di pipistrelli … https://www.scintilena.com/bracken-cave-preserve-al-via-la-stagione-2026-per-visitare-la-piu-grande-colonia-di-pipistrelli-al-mondo/04/28/
[31] Le Omics Rivoluzionano la Biologia Sotterranea: Grotte e Acquiferi … https://www.scintilena.com/le-omics-rivoluzionano-la-biologia-sotterranea-grotte-e-acquiferi-sotto-la-lente-molecolare/04/29/
[32] Brandon Hill Cave salva: la raccolta fondi per proteggere i pipistrelli … https://www.scintilena.com/brandon-hill-cave-salva-la-raccolta-fondi-per-proteggere-i-pipistrelli-di-utila-e-un-successo/02/20/
[33] Pipistrelli neotropicali, lo studio di Biological Conservation mappa le lacune di conoscenza – Scintilena https://www.scintilena.com/pipistrelli-neotropicali-lo-studio-di-biological-conservation-mappa-le-lacune-di-conoscenza/06/21/
[34] “Mezza Europa”: lo speciale del Journal for Nature Conservation … https://www.scintilena.com/now-i-have-enough-information-to-write-the-article-let-me-compose-the-news-piece-according-to-the-space-instructions/03/09/
[35] An expert-based global assessment of threats and conservation measures for subterranean ecosystems https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2023.01.09.523190v1.full.pdf
[36] Stefano Mammola, PhD – Publications CNR API https://publications.cnr.it/api/v1/author/cv/5430
[37] Elena Piano – ORCID https://orcid.org/0000-0002-4685-7240
[38] An expert-based assessment of global threats and conservation … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2351989420308313

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  • La Società Speleologica Italiana in audizione al Senato sul DDL dedicato alle Grotte d’Italia
    Condividi Il presidente Sergio Orsini rappresenterà la SSI ETS davanti alla 9ª Commissione permanente per portare il contributo della comunità speleologica all’esame del disegno di legge n. 1499 BOLOGNA – La Società Speleologica Italiana ETS parteciperà mercoledì 15 luglio 2026, alle h 10:00, a un’audizione presso la 9ª Commissione permanente del Senato della Repubblica, impegnata nell’esame del disegno di legge n. 1499, intitolato “Disposizioni per la promozione e la valorizzazione delle Gro
     

La Società Speleologica Italiana in audizione al Senato sul DDL dedicato alle Grotte d’Italia

Júl 14th 2026 at 06:00

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Il presidente Sergio Orsini rappresenterà la SSI ETS davanti alla 9ª Commissione permanente per portare il contributo della comunità speleologica all’esame del disegno di legge n. 1499

BOLOGNA – La Società Speleologica Italiana ETS parteciperà mercoledì 15 luglio 2026, alle h 10:00, a un’audizione presso la 9ª Commissione permanente del Senato della Repubblica, impegnata nell’esame del disegno di legge n. 1499, intitolato “Disposizioni per la promozione e la valorizzazione delle Grotte d’Italia” (qui il fascicolo con il testo https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/59189.pdf)

Tra gli auditi, oltre alla SSI ETS, ci sono Assoturismo, Federturismo e il Consiglio nazionale dei Geologi.

A rappresentare l’associazione sarà il presidente Sergio Orsini, chiamato a intervenire nel corso di un confronto istituzionale dedicato a un provvedimento che punta a rafforzare la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio carsico nazionale.

LA SSI ha diffuso un comunicato che descrive il DDL: il disegno di legge prevede, tra le principali misure, l’istituzione di una banca dati nazionale delle “Grotte d’Italia”, la creazione di un tavolo permanente presso il Ministero del Turismo, la promozione di studi, attività di ricerca e iniziative di valorizzazione delle cavità naturali, con particolare attenzione allo sviluppo di un turismo sostenibile.

L’audizione è un momento fondamentale nel processo di produzione delle norme. La Società Speleologica Italiana ETS metterà a disposizione della Commissione oltre settant’anni di esperienza scientifica e tecnica maturata nello studio, nella documentazione, nell’esplorazione e nella tutela del patrimonio ipogeo del Paese.

Al termine dell’audizione, la SSI renderà note le proprie osservazioni e i contributi presentati nell’ambito dell’esame del provvedimento. E anche questo é un passo fondamentale, perchè le audizioni non sono pubbliche.

É fondamentale per la nostra comunita il riconoscimento del ruolo svolto dalla Società Speleologica Italiana ETS quale interlocutore scientifico e tecnico sui temi della conoscenza, della conservazione e della gestione delle grotte italiane, nella fase in cui si sta definendo un quadro normativo dedicato a questo patrimonio naturale.

Fonti:

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  • S’Edera supera i 18 chilometri: il grande fiume continua a sfidare gli esploratori
    Condividi Dopo l’avvio della campagna esplorativa e la grande operazione logistica, raccontati anche da Scintilena, una mail a Speleo-it di Davide Godani comunica il grande traguardo raggiunto dal Progetto S’EDERA 2026: il sistema carsico supera i 18 chilometri di sviluppo e il Settimo Sifone continua a svelare nuovi ambienti L’Assalto Finale del Progetto S’EDERA 2026 segna un nuovo storico traguardo. Il Settimo Sifone avanza fino a 450 metri rilevati, mentre nuove scoperte oltre il Pozzo Cio
     

S’Edera supera i 18 chilometri: il grande fiume continua a sfidare gli esploratori

Júl 14th 2026 at 05:00

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Dopo l’avvio della campagna esplorativa e la grande operazione logistica, raccontati anche da Scintilena, una mail a Speleo-it di Davide Godani comunica il grande traguardo raggiunto dal Progetto S’EDERA 2026: il sistema carsico supera i 18 chilometri di sviluppo e il Settimo Sifone continua a svelare nuovi ambienti

L’Assalto Finale del Progetto S’EDERA 2026 segna un nuovo storico traguardo. Il Settimo Sifone avanza fino a 450 metri rilevati, mentre nuove scoperte oltre il Pozzo CiockColata alimentano il sogno di intercettare il grande collettore del sistema carsico

C’è un nuovo, straordinario capitolo nella storia dell’esplorazione di Sa Rutta ‘e S’Edera. Il Progetto S’EDERA 2026 – The Main River raggiunge un risultato che resterà negli annali della speleologia: il sistema carsico supera ufficialmente i 18 chilometri di sviluppo.

Un traguardo costruito con il lavoro di squadra, la determinazione e la passione di decine di speleologi che hanno trasformato l’Assalto Finale in una vera e propria staffetta collettiva. Tutto è iniziato con il trasporto delle prime sei bombole fino alla Grande Marmitta, per poi proseguire con un continuo passaggio di consegne che ha permesso di portare il materiale fino al Primo Sifone, preparando il terreno per la nuova punta esplorativa.

La ricompensa è arrivata sott’acqua. Nel Settimo Sifone gli speleosub hanno superato il limite raggiunto nella precedente spedizione, estendendo il rilievo della direttrice principale di The Main River da 310 a ben 450 metri. Una breve riemersione aveva fatto sperare nella fine del tratto allagato, ma il fiume principale è ricomparso subito dopo, continuando il suo percorso attraverso ambienti sempre più vasti e spettacolari. La grotta, ancora una volta, ha dimostrato di avere molto da raccontare.

Le novità non finiscono qui. L’esplorazione del Pozzo oltre CiockColata ha aperto nuovi scenari con una progressione di circa 120 metri fino a una diaclasi in salita. Ancora più significativa la scoperta di materiale organico proveniente dall’esterno, della presenza di insetti e di una fortissima circolazione d’aria: indizi preziosi che potrebbero guidare le future ricerche dall’esterno durante la stagione invernale.

L’obiettivo è ambizioso: intercettare il grande collettore in punti più avanzati oppure trovare un accesso diretto agli ambienti compresi tra il Sesto e il Settimo Sifone. È un sogno che oggi appare più concreto grazie ai sacrifici, alla costanza e alla straordinaria collaborazione di tutta la squadra.

Sa Rutta ‘e S’Edera continua a difendere i suoi segreti. Ma gli esploratori, dopo aver conquistato un nuovo storico traguardo, dimostrano di avere ancora entusiasmo, energie e determinazione per spingersi sempre più lontano.

Ed ora la parola a Davide, di cui riportiamo integralmente l’intero post inviato a Speleo-it:

“Buongiorno a tutti!

Questa volta, più che mai, abbiamo veramente la percezione di aver portato avanti questa operazione TUTTI INSIEME.

Segue resoconto dell’ennesimo pazzesca puntata del Progetto S’EDERA 2026 – THE MAIN RIVER (L’ASSALTO FINALE).

L’Assalto Finale, infatti, ha avuto inizio domenica 5, con l’ingresso delle prime sei bombole fino alla Grande Marmitta.

Da lì è partita una staffetta fatta di tantissime persone che si sono messe in gioco e hanno dato il 100% di quello che avevano da offrire per far arrivare quelle bombole fino al Primo Sifone, pronte per la punta esplorativa.

Grazie ancora a tutti.

Grazie a tutti quelli che decidono di mettersi in gioco.

Grazie allo zoccolo duro che, quest’anno, puntata dopo puntata, permette a questo progetto di andare avanti.

Grazie per la fiducia, grazie per i sacrifici, grazie per tutti gli sforzi che stanno portando al risultato di cui oggi siamo così fieri.

FINALMENTE IL SISTEMA CARSICO DI S’EDERA HA SUPERATO I 18 CHILOMETRI!!!! 

E adesso veniamo alle news che hanno portato a questo fantastico risultato.

Questa volta dobbiamo dividere il racconto in due parti.

L’ESPLORAZIONE SPELEOSUBACQUEA:

Abbiamo raggiunto e superato il limite della scorsa puntata nel Settimo Sifone.

Vi ricordiamo che avevamo steso il rilievo fino a 310 metri.

Dopo una primissima riemersione, avvenuta dopo circa 25 metri e che, per qualche istante, ci ha illuso, abbiamo ritrovato il fiume principale.

Abbiamo così portato l’estensione percorsa e rilevata (della sola direttrice principale di The Main River) a esattamente 450 metri!!!!

La grotta continua ad andare sott’acqua.

Nella parte finale, le profondità sempre minori ci hanno più volte illuso di un’imminente riemersione.

Ma la riemersione non è arrivata.

Il fiume principale continua nella sua maestosità, attraversando ambienti sempre più grandi e imponenti.

L’ESPLORAZIONE DEL POZZO SOPRA ciockCOLATA:

Dopo la punta nel Settimo Sifone, ci siamo dedicati al Pozzo oltre CiockColata.

Dopo il salto, una corsa di 120 metri, interrotta da una diaclasi in salita.

La cosa più interessante di questa zona è stata però il ritrovamento di materiale organico proveniente dall’esterno e insetti (oltre a una circolazione d’aria spaventosa). 

Affinare il rilievo della diramazione oltre Cioccolata e il continuo avanzamento del rilievo nel Settimo Sifone saranno preziosissimi per i lavori invernali di ricerca esterna.

L’obiettivo sarà provare a intercettare il collettore in zone più avanzate o cercare di accedere direttamente negli ambienti compresi tra il Sesto e il Settimo Sifone.

Questo è il sogno.

Il sogno che speriamo di riuscire a portare avanti dopo tutti i sacrifici che stiamo facendo dentro questa incredibile, faticosa, instancabile grotta.

Sa Rutta ‘e S’Edera sembra ancora non volersi arrendere.

E, a quanto pare, nemmeno NOI

Grazie a TUTTI/E!!!!

La ComSub”

Come scriveva Antoine de Saint-Exupéry: «Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini per raccogliere il legno… insegna loro la nostalgia del mare vasto e infinito».

A S’Edera sembra essere accaduto proprio questo.

Un sogno condiviso ha saputo unire tante persone, trasformando fatica, fiducia e sacrificio in una nuova pagina di storia della speleologia.

Complimenti a tutti!

Le grandi esplorazioni nascono sempre da un grande «insieme».

I 18 chilometri sono un grandissimo risultato, ma il vero risultato è il gruppo che è riuscito a costruirli, che ha grandi sogni, e li racconta.

Grazie, e ancora complimenti!

Tutti insieme – immagine prese, come le altre dell’articolo, dal filmato della Federazione Speleologica Sarda

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  • Grotta Turbine, scoperto un nuovo tipo di concrezionamento carbonatico sul Monte Canin
    Condividi Studio sui micro-ventagli di calcite nella Grotta Turbine tra condensazione, ghiaccio ed evaporazione Nella Grotta Turbine, sul Monte Canin, è stato osservato un concrezionamento carbonatico di piccole dimensioni e attivo. Le forme si trovano sulla roccia nuda, nel settore alto di una galleria. La cavità si apre a 2.225 metri di quota sul Monte Ursic, nel massiccio del Canin.[1] Il rinvenimento è stato segnalato durante le esplorazioni condotte nell’area dal Circolo Speleolog
     

Grotta Turbine, scoperto un nuovo tipo di concrezionamento carbonatico sul Monte Canin

Júl 13th 2026 at 14:00

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Studio sui micro-ventagli di calcite nella Grotta Turbine tra condensazione, ghiaccio ed evaporazione

Nella Grotta Turbine, sul Monte Canin, è stato osservato un concrezionamento carbonatico di piccole dimensioni e attivo.

Le forme si trovano sulla roccia nuda, nel settore alto di una galleria. La cavità si apre a 2.225 metri di quota sul Monte Ursic, nel massiccio del Canin.[1]

Il rinvenimento è stato segnalato durante le esplorazioni condotte nell’area dal Circolo Speleologico e Idrologico Friulano.

Il Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia riferisce il complesso con il nome “Frozen Turbine” e identifica queste forme come “micro-ventagli” criogenici. La documentazione indicata dal Catasto porta le firme di Paolo Forti e Giuseppe Muscio.[1]

Concrezionamento carbonatico Grotta Turbine: forme piccole e attive

Le strutture osservate sono costituite da calcite. Per la forma ricordano i ventagli di grotta descritti in alcuni ambienti tropicali del Borneo. La somiglianza riguarda l’aspetto esterno, non la formazione.

Nel caso della Grotta Turbine, il concrezionamento carbonatico non sembra dipendere dal normale stillicidio ricco di bicarbonato di calcio.

Il quadro proposto punta invece sull’evaporazione di sottili film d’acqua. La crescita avviene in un ambiente freddo, condizione che rende il processo di interesse per lo studio dei depositi ipogei d’alta quota.[2]

Il termine coralloidi indica concrezioni minute, spesso ramificate o mammellonate, che crescono sulle pareti.

I nuovi coralloidi del Canin assumono qui un disegno a micro-ventaglio. La loro geometria può quindi convergere visivamente con quella di altri speleotemi, anche quando acqua, aria e substrato agiscono in modo diverso.

Condensazione ed evaporazione nella Grotta Turbine

L’ipotesi di genesi descrive un apporto d’acqua legato alla condensazione. Dalle parti profonde della cavità risale aria relativamente più calda e umida. Quando incontra pareti più fredde, l’umidità può condensare sulla roccia.[2]

Nel periodo estivo si aggiunge un secondo contributo. È la fusione del ghiaccio posto a contatto con il sottile spessore di roccia sopra la galleria. L’acqua così disponibile non formerebbe colate abbondanti. Resterebbe in pellicole sottili, da cui l’evaporazione concentra i soluti fino alla precipitazione della calcite.[2]

Questo punto distingue il concrezionamento carbonatico Grotta Turbine da molte concrezioni note al pubblico speleologico. Stalattiti e stalagmiti si sviluppano in genere quando l’acqua di percolazione perde anidride carbonica e deposita carbonato di calcio. Qui il meccanismo prospettato è l’evaporazione, pur in una cavità con temperature rigide.[3][2]

Il Canin come laboratorio carsico d’alta quota

Nel massiccio del Canin il concrezionamento risulta in generale poco diffuso, anche a quote inferiori. Per questo la presenza di forme attive nella Grotta Turbine merita verifiche mineralogiche, morfologiche e microclimatiche. Lo studio è stato avviato dal CSIF con Paolo Forti, docente dell’Università di Bologna, per definire origine, ritmo di accrescimento e condizioni ambientali.[1][2]

Il Canin è già un’area rilevante per le ricerche su grotte e criosfera. Un precedente lavoro sul progetto C3 ha documentato nella zona la calcite criogenica grossolana in situ all’interno del ghiaccio ipogeo. Quel deposito deriva da processi connessi al congelamento dell’acqua; il concrezionamento carbonatico Grotta Turbine segnalato ora viene invece attribuito alla condensazione e alla successiva evaporazione.[2]

La distinzione è importante. Calcite criogenica e micro-ventagli possono coesistere nello stesso contesto montano, ma registrano dinamiche fisiche differenti. Misure continuative di temperatura, umidità, circolazione dell’aria e presenza del ghiaccio potranno chiarire la stabilità del fenomeno nelle diverse stagioni.

Ricerca e tutela della Grotta Turbine

La scoperta amplia le informazioni sui processi attivi nelle cavità del Canin. Non costituisce solo un dato descrittivo: le concrezioni possono conservare indicazioni sulle condizioni idrologiche e climatiche locali. La loro piccola scala richiede inoltre prudenza nelle frequentazioni e nella documentazione fotografica.

Per il concrezionamento carbonatico Grotta Turbine, le prossime analisi potranno verificare la composizione dei depositi e il ruolo relativo di condensazione, fusione del ghiaccio ed evaporazione. Il lavoro consentirà di distinguere un caso locale da un processo più diffuso nelle grotte alpine fredde.

La segnalazione e l’approfondimento sono attribuiti al dottor Giuseppe Muscio del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano. Le fotografie sono di Adalberto D’Andrea, CSIF.[1][2]

Fonti

Fonti

https://www.facebook.com/share/p/1DKcjeTMro/?mibextid=wwXIfr
[1] Complesso Frozen Turbine – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/complessi/complesso/47/complesso-frozen-turbine
[2] ?Un nuovo tipo di concrezionamento carbonatico scoperto … https://www.instagram.com/p/DVxnY7hCeZI/
[3] Depositi Chimici Grotte – Speleologia https://www.speleo.fvg.it/index_htm_files/Quaderni%20SSI%2007%20-%20Depositi%20Chimici%20Grotte.pdf
[5] Scintilena https://www.scintilena.com/page/591/?c=3
[6] Mondo Sotterraneo 2024: disponibile il nuovo numero della storica rivista speleologica – Scintilena https://www.scintilena.com/mondo-sotterraneo-2024-disponibile-il-nuovo-numero-della-storica-rivista-speleologica/01/29/
[7] [PDF] Raccolta Agosto 2018 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2018_8_Raccolta_Scintilena_Agosto.pdf
[8] Il progetto C3 (Cave’s Cryosphere and Climate) della CGEB Trieste … https://www.scintilena.com/il-progetto-c3-caves-cryosphere-and-climate-della-cgeb-trieste-da-i-primi-risultati-sul-canin/10/17/
[9] Sul Monte Canin speleologi italiani e sloveni tracciano le … https://www.scintilena.com/sul-monte-canin-speleologi-italiani-e-sloveni-tracciano-le-acque-dalle-grotte-alle-sorgenti-con-il-progetto-internazionale-tracerkanin/10/01/
[10] Il re Canin e il suo regno sotterraneo – Scintilena https://www.scintilena.com/il-re-canin-e-il-suo-regno-sotterraneo/06/24/
[11] Il Ghiaccio Nascosto delle Alpi Giulie Svela le Sue Origini nella … https://www.scintilena.com/il-ghiaccio-nascosto-delle-alpi-giulie-svela-le-sue-origini-nella-piccola-eta-glaciale/04/10/
[12] Nuove Esplorazioni sul Monte Canin: Scoperto un Pozzo di … https://www.scintilena.com/nuove-esplorazioni-sul-monte-canin-scoperto-un-pozzo-di-53-metri/09/28/
[13] Esplorazioni Speleologiche in Canin: Il Club Alpinistico Triestino Riapre il Campo Estivo – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazioni-speleologiche-in-canin-il-club-alpinistico-triestino-riapre-il-campo-estivo/07/30/
[14] Il ghiaccio della Grotta del Leupa rivela le sue origini – Scintilena https://www.scintilena.com/il-ghiaccio-della-grotta-del-leupa-rivela-le-sue-origini-i-depositi-ipogei-del-massiccio-del-canin-datati-alla-fine-della-piccola-era-glaciale/03/18/
[15] La speleologia isontina: il Carso goriziano e … molto altro – Scintilena https://www.scintilena.com/la-speleologia-isontina-il-carso-goriziano-e-molto-altro/12/10/
[16] Primavera 2024: Il Circolo Speleologico e Idrologico … https://www.scintilena.com/primavera-2024-il-circolo-speleologico-e-idrologico-friulano-di-udine-apre-le-porte-al-mondo-sotterraneo/04/09/
[17] Una miniera di risorse nella libreria digitale di karst Information Portal – Scintilena https://www.scintilena.com/una-miniera-di-risorse-nella-libreria-digitale-di-karst-information-portal/04/14/
[18] Scintilena – il giornale quotidiano della speleologia italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/page/139/?wpmp_switcher=mobile
[19] Società Adriatica di Speleologia: online la rassegna delle attività 2022?2024 – Scintilena https://www.scintilena.com/societa-adriatica-di-speleologia-online-la-rassegna-delle-attivita-2022-2024/06/20/
[20] LE CONCREZIONI DI SALE NELLE GROTTE DEL MONTE … http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/BiblioPersone/BiblioBuzio/RivMineralIt1984-V02-p045-048-FortiBuzioFrumkin.pdf
[21] Il carsismo nelle evaporiti dell’Emilia-Romagna https://geoportale.regione.emilia-romagna.it/archivio-cartografico/materiali-scaricabili/edizione-08/lezione-evaporiti-prof-forti.pdf/@@download/file/Lezione%20evaporiti%20prof%20Forti.pdf
[22] Circolo Speleologico Idrologico Friulano | Udine https://www.facebook.com/csif1897/?locale=it_IT
[23] Circolo Speleologico Idrologico Friulano Udine https://www.facebook.com/groups/csif.it/
[24] Circolo Speleologico Idrologico Friulano https://www.csif.it/
[25] Opera 1-2 2006.indd http://www.operaipogea.it/wp-content/uploads/2017/01/Opera_Ipogea_2006_1_2_ocr_web.pdf
26 Ricostruzioni paleoclimatiche e paleoambientali da … https://www.academia.edu/1806199/Ricostruzioni_paleoclimatiche_e_paleoambientali_da_concrezioni_di_grotta
[27] Condensation corrosion alters the oxygen and carbon isotope ratios of speleothem and limestone surfaces https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666277921000010
[28] [PDF] mondo sotterraneo – Circolo Speleologico Idrologico Friulano https://www.csif.it/Archivi/CSIF/Files/Mondo%20sotterraneo2008.pdf
[29] [PDF] Oxygen isotopes in calcite grown under cave-analogue conditions https://ora.ox.ac.uk/objects/uuid:cee4c514-4a7e-48a3-af44-30448a200586/files/m8bb3ba5ebc8fa55ed1306e30ab082c00
[30] [PDF] CAVE SEDIMENTS AND PALEOCLIMATE https://caves.org/wp-content/uploads/Publications/JCKS/v69/cave-69-01-76.pdf

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  • Conservazione del carsismo nelle Filippine: a Palawan il confronto tra ricerca e speleologia
    Condividi Il 18 luglio 2026, al Rurungan Compound, l’incontro “Bridging the Chasm” riunirà ricercatori, esploratori e comunità locali per discutere la conservazione del carsismo e la tutela delle grotte di Palawan. Conservazione del carsismo a Palawan Palawan ospiterà sabato 18 luglio 2026 “Bridging the Chasm: Merging Science & Fieldcraft for Karst Conservation”. L’appuntamento è programmato dalle 9 alle 16 al Rurungan Compound. La registrazione inizierà alle 8. L’iniziativa è facil
     

Conservazione del carsismo nelle Filippine: a Palawan il confronto tra ricerca e speleologia

Júl 13th 2026 at 13:00

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Il 18 luglio 2026, al Rurungan Compound, l’incontro “Bridging the Chasm” riunirà ricercatori, esploratori e comunità locali per discutere la conservazione del carsismo e la tutela delle grotte di Palawan.

Conservazione del carsismo a Palawan

Palawan ospiterà sabato 18 luglio 2026 “Bridging the Chasm: Merging Science & Fieldcraft for Karst Conservation”. L’appuntamento è programmato dalle 9 alle 16 al Rurungan Compound. La registrazione inizierà alle 8.

L’iniziativa è facilitata da Palawan Speleological Inc. e si rivolge a ricercatori, speleologi, gestori ambientali, educatori, studenti, operatori della conservazione e comunità locali. Il programma propone un confronto tra dati scientifici ed esperienza diretta sul terreno.

La conservazione del carsismo è il tema dichiarato della giornata. Il formato prevede presentazioni, riflessioni collettive e momenti formativi. È annunciato anche un intervento di narrazione acustica affidato a Tay Ems Lucasan.

Grotte di Palawan e tutela

Il contesto territoriale rende rilevante l’incontro. Il Palawan Council for Sustainable Development ha pubblicato una risoluzione che elenca grotte e formazioni carsiche identificate, valutate e classificate nella provincia tra il 2012 e il 2014.[1]

Le grotte sono tutelate nelle Filippine dalla Republic Act No. 9072, la legge nazionale dedicata alla gestione e alla protezione delle cavità e delle loro risorse. La norma attribuisce al Dipartimento dell’Ambiente e delle Risorse Naturali il compito di sviluppare un programma nazionale, in coordinamento con enti del turismo, musei, autorità storiche e amministrazioni locali.[2][3]

Il patrimonio carsico di Palawan comprende anche siti di rilevanza archeologica. Il Tabon Cave Complex si trova nella formazione carsica di Lipuun Point, nel barangay di Panitian, comune di Quezon; l’area è una riserva istituita nel 1972 e affidata alla protezione del National Museum of the Philippines.[4]

Questi elementi spiegano perché la conservazione del carsismo non riguarda soltanto la morfologia delle cavità. Coinvolge le acque sotterranee, la biodiversità, i depositi e le testimonianze culturali conservate nel sottosuolo.

Programma sulla speleologia

La sessione mattutina sarà dedicata al significato delle grotte. Nel pomeriggio è prevista una riflessione condivisa su scienza ipogea, patrimonio e responsabilità comuni. La chiusura sarà affidata al momento acustico con Tay Ems Lucasan.

Tra i temi annunciati figurano la comprensione dell’ambiente carsico, il significato culturale delle grotte, i principi del rilievo speleologico, il contributo degli esploratori alla ricerca e alla tutela, oltre ai fondamenti della sicurezza in grotta.

Il rilievo è un passaggio operativo importante. Documentare ingressi, sviluppi, pozzi e corsi d’acqua consente di condividere informazioni verificabili tra esploratori, ricercatori e amministrazioni. Anche la sicurezza viene trattata come parte della pratica di campo, non come un aspetto separato dalla tutela.

Le grotte costituiscono inoltre ambienti di interesse per archeologia, biologia, idrogeologia, geologia, paleontologia e studi climatici. La ricerca deve quindi essere accompagnata da procedure capaci di limitare il campionamento distruttivo e l’impatto della frequentazione.

Comunità e conoscenze locali

L’incontro dichiara di voler valorizzare citizen science, conoscenze indigene e partecipazione delle comunità. Si tratta di un punto centrale per la conservazione del carsismo, perché molte minacce nascono o si manifestano fuori dagli ingressi delle grotte: trasformazioni del suolo, estrazione di risorse, inquinamento e pressione turistica incidono sui bacini carsici e sulle acque.

Nelle Filippine, il programma nazionale per la gestione delle grotte è stato presentato dal DENR come uno strumento che coinvolge amministrazioni, università, esperti e portatori d’interesse. In un forum nazionale dedicato a grotte e sistemi carsici, il Dipartimento ha indicato biodiversità e risorse idriche potabili tra le ragioni della protezione.[3]

L’esperienza prevista a Palawan si colloca quindi in una cornice più ampia. La conservazione del carsismo richiede dati, procedure di accesso, formazione e dialogo con chi vive e lavora nei territori. La speleologia può offrire rilievi, osservazioni e supporto tecnico. Le decisioni di gestione richiedono anche istituzioni capaci di tradurre queste conoscenze in misure concrete.

Iscrizioni e partecipazione

La quota di iscrizione è fissata a 100 pesos filippini. Sono disponibili cinque posti gratuiti per studenti, assegnati in ordine di prenotazione. I posti complessivi sono indicati come limitati.

Per aderire, gli organizzatori invitano a contattare Khylle al numero 0956 6292 279. Le informazioni operative, inclusi orari e disponibilità, possono essere soggette ad aggiornamenti da parte della segreteria dell’evento.

Fonti

Fonti
[1] PCSD RESOLUTION NO. 15-522 https://pcsd.gov.ph/pcsd-resolution-no-15-522/
[2] REPUBLIC ACT NO. 9072 – AN ACT TO MANAGE AND … https://elibrary.judiciary.gov.ph/thebookshelf/showdocs/2/4217
[3] DENR HOLDS FORUM HIGHLIGHTING PH CAVES, KARST SYSTEMS https://denr.gov.ph/news-events/denr-holds-forum-highlighting-ph-caves-karst-systems/
[4] Tabon Cave Complex – National Museum https://www.nationalmuseum.gov.ph/our-museums/regional-area-and-site-museums/tabon-cave-complex/
[6] Caving in the world: Croazia – Croatia – Hrvatska – Scintilena https://www.scintilena.com/caving-in-the-world-croazia-croatia/09/15/
[7] Le grotte paleocarsiche delle Torricelle: un viaggio di 30 … – Scintilena https://www.scintilena.com/le-grotte-paleocarsiche-delle-torricelle-un-viaggio-di-30-milioni-di-anni-sotto-le-colline-di-verona/03/02/
[8] SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima … https://www.scintilena.com/speleomedit-in-italiano-il-ministero-della-cultura-finanzia-la-prima-panoramica-sulle-grotte-del-mediterraneo/04/27/
[9] E’ ancora tempo di nuovi viaggiatori – Nel 2003 così parlava l’allora Presidente SSI Mauro Chiesi – Scintilena https://www.scintilena.com/e-ancora-tempo-di-nuovi-viaggiatori-nel-203-cosi-parlava-il-presidente-ssi-mauro-chiesi/08/03/
[10] Siti Speleo in Inglese – Scintilena https://www.scintilena.com/siti-speleo-in-inglese/03/05/
[11] International Speleology Meeting Urzulei – ICNUSSA 2019 – Traces … https://www.scintilena.com/international-speleology-meeting-urzulei-icnussa-2019-traces/03/25/
[12] Calabria 2014 – L’intensa attività speleologica di agosto – Scintilena https://www.scintilena.com/calabria-2014-lintensa-attivita-speleologica-di-agosto/12/07/
[13] SAMAR 2025 – Il Gruppo Grotte Brescia nelle profondità delle … https://www.scintilena.com/samar-2025-il-gruppo-grotte-brescia-nelle-profondita-delle-filippine/04/29/
[14] Speleogenesi da Acido Solforico nel Plavecký Karst – Scintilena https://www.scintilena.com/speleogenesi-da-acido-solforico-nel-plavecky-karst-le-grotte-ipogene-della-slovacchia-occidentale/01/10/
[15] Velež 2026: sul massiccio calcareo bosniaco parte la … – Scintilena https://www.scintilena.com/velez-2026-sul-massiccio-calcareo-bosniaco-parte-la-grande-spedizione-speleologica-internazionale/04/15/
[16] Flussi aerei sotterranei: le tecniche di tracciamento quantitativo al … https://www.scintilena.com/flussi-aerei-sotterranei-le-tecniche-di-tracciamento-quantitativo-al-centro-di-un-corso-nazionale-a-la-spezia/04/25/
[17] Cave-O-Zines: Prototipo di biblioteca virtuale delle riviste speleologiche italiane – Scintilena https://www.scintilena.com/cave-o-zines-prototipo-di-biblioteca-virtuale-delle-riviste-speleologiche-italiane/12/20/
[18] CAVE MANAGEMENT, PROTECTION AND … https://bmb.gov.ph/downloads/BPKMD/proposed_p/cmpcsap_2019-2028.pdf
[19] [PDF] protection of karst in the philippines varstvo krasa na filipinih https://scispace.com/pdf/protection-of-karst-in-the-philippines-kvu3tom3wg.pdf
[20] Puerto Princesa’s Hundred Caves as eco-tourism site https://pcsd.gov.ph/puerto-princesas-hundred-caves-as-eco-tourism-site/
[21] We’re hopping off to our next island destination—Palawan; … https://www.facebook.com/nationalmuseumofthephilippines/posts/were-hopping-off-to-our-next-island-destinationpalawan-more-specifically-in-the-/727056652782950/
[22] Protection of Karst in the Philippines Varstvo Kra https://www.scribd.com/document/670906530/Protection-of-Karst-in-the-Philippines-Varstvo-Kra
[23] ~!DV O 8 2021 https://faolex.fao.org/docs/pdf/phi211476.pdf
[24] Recent explorations in the Saint Paul Karst (Palawan, Philippines) https://www.laventa.it/documenti/recent-explorations-in-the-saint-paul-karst_96362.pdf
[25] La Venta: Puerto Princesa Underground River Cave – Scintilena https://www.scintilena.com/la-venta-puerto-princesa-underground-river-cave-video-e-risultati-ricerche-biospeleologiche/12/28/
[26] List of Upcoming Cave and Karst Meetings – Scintilena https://www.scintilena.com/list-of-upcoming-cave-and-karst-meetings/07/11/
[27] Surface and Subsurface Karst Geomorphology – Scintilena https://www.scintilena.com/surface-and-subsurface-karst-geomorphology/03/04/
[28] 2021-Full-Journal-TPS-132-December-2021-with-DOIs.pdf https://palawanscientist.org/wp-content/uploads/2024/07/2021-Full-Journal-TPS-132-December-2021-with-DOIs.pdf

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  • Abisso Puppappera a -600 metri: nuove esplorazioni sull’Arera
    Condividi L’Abisso Puppappera, nel carsismo del Monte Arera a Oltre il Colle, raggiunge -600 metri e si ferma davanti a un pozzo ancora da esplorare. Le attività coinvolgono il Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole e la Banda Pischelli. Abisso Puppappera: la quota di -600 metri L’Abisso Puppappera ha raggiunto la profondità ufficiale di -600 metri. La comunicazione è stata diffusa da Giorgio Pannuzzo attraverso Facebook, al termine delle recenti uscite estive nelle zone alte dell’Arera
     

Abisso Puppappera a -600 metri: nuove esplorazioni sull’Arera

Júl 13th 2026 at 12:00

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L’Abisso Puppappera, nel carsismo del Monte Arera a Oltre il Colle, raggiunge -600 metri e si ferma davanti a un pozzo ancora da esplorare. Le attività coinvolgono il Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole e la Banda Pischelli.

Abisso Puppappera: la quota di -600 metri

L’Abisso Puppappera ha raggiunto la profondità ufficiale di -600 metri. La comunicazione è stata diffusa da Giorgio Pannuzzo attraverso Facebook, al termine delle recenti uscite estive nelle zone alte dell’Arera.

Il valore segna un avanzamento di 70 metri nell’arco di circa due settimane rispetto alla quota di -530 metri resa nota nel novembre 2025. In quell’occasione il superamento della soglia dei -530 metri era stato indicato come il punto di arrivo della stagione esplorativa.

La progressione si è arrestata alla sommità di un pozzo inesplorato, stimato in circa 30 metri. Saranno le prossime discese, insieme al rilievo topografico, a definire sviluppo, andamento e reale continuità di questo settore dell’Abisso Puppappera.

Monte Arera e carsismo di Oltre il Colle

L’Abisso Puppappera si apre nel carso del Monte Arera, nel territorio di Oltre il Colle, in provincia di Bergamo. L’ingresso è collocato a circa 1.850 metri di quota, tra le poche cavità dell’area con accesso a quote medio-alte; le valutazioni precedenti indicavano un potenziale verticale vicino ai 1.400 metri.[1]

Il dato più singolare della nuova punta riguarda la geometria della cavità. Il fondo raggiunto a -600 metri risulterebbe distante meno di 20 metri in pianta dall’ingresso. Si tratta di una configurazione che evidenzia lo sviluppo prevalentemente verticale e la complessità del reticolo di fratture attraversato dall’Abisso Puppappera.

Le cavità verticali permettono anche di osservare le successioni rocciose e le principali discontinuità della montagna. Fratture e piani di stratificazione possono guidare il passaggio dell’acqua e contribuire allo sviluppo dei sistemi carsici.[1]

Esplorazioni dell’Abisso Puppappera

La storia recente dell’Abisso Puppappera mostra una crescita rapida. Nel settembre 2024 le esplorazioni avevano superato quota -190 metri, dopo il rinvenimento di un pozzo di oltre 20 metri e di altri salti, incluso un P60.[2]

Nel novembre 2024 il rilievo aveva certificato -349 metri nel ramo sinistro, mentre il ramo destro aveva raggiunto circa -280 metri. La cavità era stata esplorata per la prima volta nel 1985 dal Gruppo Speleologico Valseriana Talpe fino a -55 metri, prima della ripresa delle ricerche da parte delle Nottole e di altri speleologi.[1]

Il passaggio da -530 a -600 metri conferma quindi la continuità delle esplorazioni dell’Abisso Puppappera. L’esito del nuovo pozzo potrà modificare ancora il profilo noto della grotta e richiederà un aggiornamento accurato della documentazione topografica.

Le Nottole e la collaborazione speleologica

Alle attività hanno preso parte i giovani del Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole. Con loro hanno lavorato gli speleologi della Banda Pischelli, gruppo già impegnato con le Nottole nelle esplorazioni del labirinto di Fonteno, nell’ambito del Progetto Sebino.

La collaborazione tra gruppi consente di distribuire trasporti, attrezzamento, progressione e rilievo. In cavità profonde la preparazione tecnica resta centrale, perché al dislivello si uniscono la gestione delle corde, dei materiali e dei tempi di permanenza sotterranea.

Per l’Abisso Puppappera la stagione estiva offre una finestra operativa nelle zone alte dell’Arera. Le condizioni meteorologiche e l’accessibilità della montagna continueranno a incidere sul calendario delle prossime punte.

Prossimi passi per l’Abisso Puppappera

La priorità è la discesa del pozzo stimato in 30 metri. Solo l’esplorazione diretta permetterà di verificare se il salto conduca a un fondo, a nuovi meandri o ad ulteriori verticali.

Ogni avanzamento dovrà essere accompagnato da rilievi, note descrittive e attenzione all’ambiente ipogeo. La documentazione prodotta dagli speleologi è una base essenziale sia per le future esplorazioni sia per eventuali studi scientifici sulla cavità.[1]

Fonti

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Fonti
[2] Nuove Scoperte nel Carso del Monte Arera – Scintilena https://www.scintilena.com/nuove-scoperte-nel-carso-del-monte-arera/09/24/
[3] L’Abisso Puppappera: Nuove Scoperte e Prospettive di Esplorazione https://www.scintilena.com/labisso-puppappera-nuove-scoperte-e-prospettive-di-esplorazione/10/15/
[4] Nuove Scoperte Speleologiche sul Monte Arera – Scintilena https://www.scintilena.com/nuove-scoperte-speleologiche-sul-monte-arera/11/19/
[5] Negli abissi dell’Arera, la speleologia torna protagonista a Oltre il … https://www.scintilena.com/negli-abissi-dellarera-la-speleologia-torna-protagonista-a-oltre-il-colle/06/19/
[6] L’Abisso Puppappera continua a crescere: la grotta raggiunge -530 … https://www.scintilena.com/labisso-puppappera-continua-a-crescere-la-grotta-raggiunge-530-metri-di-profondita/11/11/
[7] Il Nottolario https://www.nottole.it/nottolario.html
[8] NOTT https://www.nottole.it/pubblicazioni/Nottolario_numero12_2005.pdf
[9] M.Arera (BG) L’abisso Puppappera, lo scorso sabato ha … https://www.facebook.com/Scintilena/posts/marera-bglabisso-puppappera-lo-scorso-sabato-ha-visto-in-azione-due-squadre-nei-/1127288279403707/
[10] Nuovo P60 Motorboat. Abisso Puppappera, val d’Arera. … https://www.facebook.com/nottole/posts/nuovo-p60-motorboat-abisso-puppappera-val-darera-oltre-il-colle-bg-esplorazioni-/896301922521857/
[11] 110734324 https://profilesarchive.com/110734324
[12] La Conca di Oltre il Colle https://www.oltreilcolleturismo.it/
[13] Escursione al Pizzo Arera coi SALISCENDI della BASSA https://www.youtube.com/watch?v=1rFqKoQ–mU
[14] Uscita Speleo al Pizzo Arera – caicarpi.it https://www.caicarpi.it/wp/uscita-speleo-al-pizzo-arera/
[15] speleologic bergamas https://www.nottole.it/pubblicazioni/Nottolario_numero9_1997.pdf
[16] Escursioni itinerari trekking a Oltre il Colle – MAGA: Menna, Arera, Grem e Alben https://www.oltreilcolle.provinciabergamasca.com/escursioni-oltreilcolle.html
[17] gruppo speleologico bergamasco le nottole https://www.nottole.it/cinquantesimo.html

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  • Soccorso Speleologico Cagliari: Open Day e prova pratica per nuovi volontari
    Condividi La Stazione Cagliari Speleo del CNSAS Sardegna propone due appuntamenti il 21 e il 26 luglio per presentare il Soccorso Speleologico e avvicinare speleologi autonomi alle attività di soccorso in grotta. Soccorso Speleologico Cagliari, incontro il 21 luglio La Stazione Cagliari Speleo organizza un Open Day dedicato a chi desidera conoscere da vicino il Soccorso Speleologico Cagliari e il percorso che porta a diventare soccorritore volontario. L’incontro è fissato per martedì 21 lu
     

Soccorso Speleologico Cagliari: Open Day e prova pratica per nuovi volontari

Júl 13th 2026 at 11:00

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La Stazione Cagliari Speleo del CNSAS Sardegna propone due appuntamenti il 21 e il 26 luglio per presentare il Soccorso Speleologico e avvicinare speleologi autonomi alle attività di soccorso in grotta.

Soccorso Speleologico Cagliari, incontro il 21 luglio

La Stazione Cagliari Speleo organizza un Open Day dedicato a chi desidera conoscere da vicino il Soccorso Speleologico Cagliari e il percorso che porta a diventare soccorritore volontario. L’incontro è fissato per martedì 21 luglio, alle ore 20:30, nella base del Soccorso Speleologico in viale Monastir 81, a Cagliari.[1]

L’appuntamento illustrerà la struttura del servizio, la gestione degli interventi e il ruolo dei tecnici che operano in ambiente ipogeo. Sarà anche un momento di confronto diretto con la comunità speleologica locale.[1]

L’iniziativa si rivolge a praticanti che intendono mettere le proprie competenze al servizio della sicurezza collettiva. Il Soccorso Speleologico Cagliari cerca infatti nuovi speleologi disponibili a intraprendere un percorso di formazione, addestramento e responsabilità operativa.[1]

Prova pratica in grotta il 26 luglio

Dopo l’Open Day è prevista una prova pratica in grotta, in programma sabato 26 luglio. La giornata consentirà ai partecipanti di osservare e sperimentare alcune attività affrontate dai soccorritori durante un intervento.[1]

La partecipazione alla prova è riservata a chi avrà preso parte all’incontro del 21 luglio e possiederà l’assicurazione SSI. È un requisito collegato alla necessità di svolgere l’attività in un ambiente naturale che richiede preparazione e autonomia.[1]

Per candidarsi al percorso di avvicinamento al Soccorso Speleologico Cagliari, gli organizzatori indicano alcuni criteri: età compresa tra 18 e 45 anni, pratica speleologica da almeno due anni e capacità di muoversi in grotta in modo autonomo.[1]

La rete del CNSAS Sardegna

La Stazione di Cagliari fa parte dell’VIII Delegazione Speleologica del Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna. La delegazione opera sull’intero territorio regionale attraverso quattro stazioni: Cagliari, Sassari, Nuoro e Iglesias.[2]

Il sistema regionale è inserito nella rete nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Il CNSAS è organizzato in servizi regionali, delegazioni e stazioni operative, che costituiscono i nuclei territoriali incaricati di portare soccorso.[2]

In Sardegna, le delegazioni alpina e speleologica raccolgono circa 250 soccorritori. La componente speleologica interviene negli ambienti sotterranei e nelle situazioni che richiedono conoscenze tecniche specifiche di progressione, attrezzamento e recupero in cavità.[2]

Formazione per il soccorso in grotta

Diventare volontari del CNSAS Sardegna richiede competenze speleologiche già consolidate. Tra le capacità indicate dall’organizzazione figurano la progressione su corda e in meandro, l’attrezzamento, l’arrampicata e il movimento in grotta.[3]

Le prove di ammissione valutano quindi l’esperienza maturata dal candidato. La domanda deve essere presentata alla stazione competente per territorio, con un curriculum dell’attività speleologica degli ultimi due anni e un certificato medico.[3]

Il Soccorso Speleologico Cagliari non è soltanto una risposta alle emergenze. È una struttura composta da speleologi che mantengono allenamento, tecnica e capacità di lavorare in squadra. La formazione continua è necessaria perché un recupero in grotta può richiedere coordinamento, comunicazioni e gestione di scenari complessi.

L’edizione precedente dell’Open Day, svolta due anni fa, aveva registrato la partecipazione di oltre 50 speleologi. Cinque di loro hanno poi scelto di entrare nella squadra della Stazione Cagliari Speleo.[1]

Per informazioni è possibile contattare il Capo Stazione Cagliari Speleo al numero 347 494 6682 oppure scrivere all’indirizzo cscagliarispeleo@cnsas.sardegna.it.[1]

Fonti

Fonti
[1] OPEN DAY – STAZIONE CAGLIARI SPELEO – Scintilena https://www.scintilena.com/open-day-stazione-cagliari-speleo/07/04/
[2] Struttura Soccorso Alpino e Speleologico https://cnsas.sardegna.it/il-sass/la-struttura/
[3] Per essere soccorritori – CNSAS SARDEGNA – Soccorso … https://cnsas.sardegna.it/il-sass/per-essere-volontari/
[4] Soccorso Speleologico – CNSAS https://www.cnsas.it/soccorso-speleologico/
[6] Soccorso Speleologico in grotta: la XII Delegazione SAER affronta il … https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-in-grotta-la-xii-delegazione-saer-affronta-il-simulato-reale-allabisso-primo-peroni/04/25/
[7] Soccorso Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/soccorso/
[8] Aperte le Selezioni per Volontari del CNSAS Puglia e Basilicata https://www.scintilena.com/diventare-soccorritori-in-grotta-aperte-le-selezioni-per-volontari-del-cnsas-puglia-e-basilicata/02/05/
[9] Soccorso speleologico invernale alla Voragine della Ciuaiera https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-invernale-alla-voragine-della-ciuaiera-15-tecnici-cnsas-sfidano-neve-e-profondita/04/14/
[10] Esercitazione Speleo CNSAS: Recupero da 530 Metri di Profondità … https://www.scintilena.com/esercitazione-speleo-cnsas-recupero-da-530-metri-di-profondita-nel-complesso-abisso-saragato/10/01/
[11] Corso di Speleologia a Cagliari – Scintilena https://www.scintilena.com/corso-di-speleologia-a-cagliari-formazione-e-pratica-per-nuovi-esploratori/02/12/
[12] Diventa Volontario del CNSAS: Aperte le Selezioni in Umbria https://www.scintilena.com/diventa-volontario-del-cnsas-aperte-le-selezioni-in-umbria/10/01/
[13] Soccorso Speleologico del Piemonte in esercitazione – Scintilena https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-monte-mondole-recupero-simulato-da-160-metri-concluso-in-dieci-ore/06/16/
[14] Stage di Avvicinamento alla Speleologia a Gubbio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/stage-di-avvicinamento-alla-speleologia-a-gubbio-2026/05/12/
[15] Esercitazione degli speleosub del CNSAS ad Amaseno (Fr) https://www.scintilena.com/esercitazione-degli-speleosub-del-cnsas-ad-amaseno-fr/09/03/
[16] Addestramento di soccorso speleologico in Lessinia – Scintilena https://www.scintilena.com/addestramento-di-soccorso-speleologico-in-lessinia/07/05/
[17] Sardegna Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/sardegna/
[18] Maxi esercitazione di soccorso speleologico nell’Abisso del Laresot … https://www.scintilena.com/maxi-esercitazione-di-soccorso-speleologico-nellabisso-del-laresot-sulle-dolomiti-di-brenta/08/29/
[19] Speleologo in salvo dopo 16 ore: il comunicato del CNSAS sull … https://www.scintilena.com/si-e-concluso-positivamente-nelle-prime-ore-di-oggi-lintervento-del-soccorso-alpino-e-speleologico-nella-grotta-dei-cinghiali-volanti-nel-territorio-comunale-di-garessio/06/01/
[20] Il Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna https://cnsas.sardegna.it/wp-content/uploads/2019/06/IL-CNSAS-Sardegna.pdf
[21] Dati statistici 2023 https://cnsas.sardegna.it/wp-content/uploads/2024/03/Presentazione-statistiche-2023_def_compressed-1.pdf
[22] CNSAS Sardegna – Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna https://cnsas.sardegna.it/
[23] Contatti – CNSAS SARDEGNA – Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna https://cnsas.sardegna.it/contatti/
[24] Soccorso Alpino e Speleologico https://www.caicagliari.it/la-sezione-di-cagliari/soccorso-alpino-e-speleologico/
[25] [PDF] del CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO https://www.sasc.it/pdf/pubblicazioni-CNSAS/CNSAS-nr17-dic-2000.pdf
[26] Montagna – CNSAS SARDEGNA – Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna https://cnsas.sardegna.it/dove-operiamo/soccorso-in-montagna/
[27] Grotta S. Barbara, esercitazione soccorso speleo – CNSAS Sardegna https://www.youtube.com/watch?v=Vmdzf14lvOQ
[28] [PDF] lpino – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico https://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2021/08/Rivista-CNSAS-agosto-2021_web_compressed-1.pdf
[29] norme e leggi 2006 https://www.sasc.it/pdf/pubblicazioni-CNSAS/CNSAS-linee-guida-nr-47-aprile-2010.pdf
[30] aprile 2008 https://www.sasc.it/pdf/pubblicazioni-CNSAS/CNSAS-nr-61-agosto-2015.pdf

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  • Baia del Tempo, a Nardò un nuovo incontro dedicato alla preistoria e alle ricerche nelle grotte della costa
    Condividi La Baia del Tempo torna protagonista a Nardò con un appuntamento al Castello degli Acquaviva dedicato alla preistoria, alle grotte della costa neretina e ai più recenti risultati delle ricerche archeologiche condotte dalle Università di Bologna e Siena. La Baia del Tempo racconta la preistoria del Mediterraneo Prosegue a Nardò il ciclo di incontri culturali dedicati alla Baia del Tempo, iniziativa che mette al centro il patrimonio archeologico e speleologico della costa neret
     

Baia del Tempo, a Nardò un nuovo incontro dedicato alla preistoria e alle ricerche nelle grotte della costa

Júl 13th 2026 at 09:00

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La Baia del Tempo torna protagonista a Nardò con un appuntamento al Castello degli Acquaviva dedicato alla preistoria, alle grotte della costa neretina e ai più recenti risultati delle ricerche archeologiche condotte dalle Università di Bologna e Siena.

La Baia del Tempo racconta la preistoria del Mediterraneo

Prosegue a Nardò il ciclo di incontri culturali dedicati alla Baia del Tempo, iniziativa che mette al centro il patrimonio archeologico e speleologico della costa neretina.

Dopo il primo appuntamento, il nuovo incontro offrirà al pubblico l’occasione di conoscere gli sviluppi più recenti delle ricerche scientifiche che interessano uno dei comprensori preistorici più studiati del Mediterraneo.

La costa di Nardò conserva infatti alcuni tra i più importanti siti del Paleolitico europeo. Le numerose cavità naturali presenti lungo il litorale, tra cui Grotta del Cavallo, Grotta Uluzzo C e Grotta Mario Bernardini, hanno restituito testimonianze fondamentali per ricostruire le fasi della presenza dei Neanderthal e dei primi Homo sapiens nell’Europa meridionale.

Le ricerche condotte negli ultimi decenni hanno contribuito a ridefinire le conoscenze sulle migrazioni umane e sull’evoluzione culturale del Paleolitico. (NardòNews24?)

Le grotte della costa neretina al centro della ricerca archeologica

Gli studi nelle grotte della costa di Nardò proseguono senza interruzioni dagli anni Sessanta e continuano ancora oggi grazie alla collaborazione tra gruppi di ricerca italiani e internazionali.

Le campagne di scavo coordinate dalle Università di Bologna e Siena stanno approfondendo aspetti legati alla stratigrafia dei depositi, alla cronologia delle frequentazioni umane, allo studio dei reperti litici, dei resti faunistici e delle tracce ambientali conservate nei sedimenti.

L’applicazione di metodologie sempre più avanzate, tra cui rilievi digitali, analisi geoarcheologiche e nuove tecniche di laboratorio, consente di ottenere dati più dettagliati sulla vita delle comunità preistoriche che hanno frequentato questo tratto di costa migliaia di anni fa.

I risultati di queste ricerche vengono regolarmente presentati nei principali congressi scientifici internazionali dedicati all’archeologia preistorica, confermando il ruolo di Nardò nel panorama della ricerca mondiale. (NardòNews24?)

Il Castello degli Acquaviva ospita l’incontro scientifico

L’appuntamento si svolgerà nella cornice del Castello degli Acquaviva di Nardò.

Nel corso dell’incontro saranno illustrati gli sviluppi più recenti emersi dalle campagne di ricerca. A presentare i risultati saranno il dottor Gabriele Terlato dell’Università di Bologna e il dottor Juan Ochado Tomás dell’Università di Siena, impegnati direttamente nelle attività di studio sul territorio.

L’iniziativa offrirà una panoramica sulle tecniche di indagine utilizzate durante gli scavi e sulle prospettive future della ricerca archeologica nelle grotte della costa neretina, con particolare attenzione alla ricostruzione dell’ambiente e delle modalità di occupazione umana durante il Paleolitico.

Il contributo del Gruppo Speleologico Neretino

Un ruolo significativo nelle attività di ricerca è svolto dal Gruppo Speleologico Neretino, che da anni collabora con gli archeologi nelle operazioni di documentazione e nelle attività sul campo.

La conoscenza dell’ambiente ipogeo e il supporto logistico fornito dagli speleologi consentono di operare in sicurezza all’interno delle cavità e di proseguire le indagini in siti che richiedono competenze specifiche.

La collaborazione tra ricercatori universitari e speleologi rappresenta un elemento consolidato delle attività di studio della costa di Nardò e contribuisce alla tutela e alla valorizzazione di un patrimonio che riveste un’importanza internazionale.

Un patrimonio da conoscere e valorizzare

La Baia del Tempo si propone come momento di divulgazione rivolto sia agli appassionati di archeologia e speleologia sia ai cittadini interessati a conoscere meglio il proprio territorio.

Attraverso il dialogo tra studiosi e pubblico, l’iniziativa punta a rendere accessibili i risultati della ricerca scientifica e a rafforzare la consapevolezza del valore delle grotte della costa neretina, luoghi che continuano a fornire nuove informazioni sulla preistoria del Mediterraneo e sull’evoluzione delle prime popolazioni umane.

Fonti

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  • 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica: prorogate al 20 luglio le iscrizioni per il corso sui Monti Lepini
    Condividi Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI si svolgerà a Roccagorga, nei Monti Lepini, dal 25 luglio al 1° agosto 2026. Restano ancora posti disponibili e il termine per le iscrizioni è stato prorogato al 20 luglio. Proroga delle iscrizioni al Corso Nazionale di Tecnica Speleologica C’è ancora tempo per partecipare al 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica, uno degli appuntamenti formativi del calendario della Scuola Nazional
     

79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica: prorogate al 20 luglio le iscrizioni per il corso sui Monti Lepini

Júl 13th 2026 at 08:00

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Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI si svolgerà a Roccagorga, nei Monti Lepini, dal 25 luglio al 1° agosto 2026. Restano ancora posti disponibili e il termine per le iscrizioni è stato prorogato al 20 luglio.

Proroga delle iscrizioni al Corso Nazionale di Tecnica Speleologica

C’è ancora tempo per partecipare al 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica, uno degli appuntamenti formativi del calendario della Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano. Gli organizzatori hanno comunicato la proroga del termine per la presentazione delle domande di iscrizione, fissando la nuova scadenza al 20 luglio 2026.

La decisione consente agli speleologi interessati di avere qualche giorno in più per aderire all’iniziativa, che si svolgerà dal 25 luglio al 1° agosto a Roccagorga, in provincia di Latina, nel territorio carsico dei Monti Lepini, area conosciuta per la presenza di numerose cavità naturali utilizzate da anni per la formazione speleologica.  

Una settimana di formazione tecnica nei Monti Lepini

Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica è organizzato dal Gruppo Speleologico CAI Roma sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI. La direzione del corso è affidata all’istruttore nazionale Nicola Landi, mentre la segreteria è curata da Salvatore Di Bartolo, come riportato nella locandina ufficiale.

Il programma prevede una settimana intensiva di attività che alterna lezioni teoriche, esercitazioni in palestra di roccia e uscite in grotta. I partecipanti avranno modo di approfondire le tecniche di progressione su corda, l’attrezzamento degli itinerari, le manovre di squadra e le procedure di sicurezza, fino alle esercitazioni dedicate alla gestione delle emergenze in ambiente ipogeo.  

Il corso è rivolto a speleologi già esperti

Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica rappresenta un percorso di perfezionamento tecnico destinato a speleologi che possiedono già una buona esperienza di progressione in grotta e desiderano consolidare le proprie competenze.

Le attività si svilupperanno nelle cavità e nelle palestre naturali dei Monti Lepini, un contesto che offre numerose possibilità didattiche grazie alla varietà delle strutture verticali e degli ambienti carsici presenti sul territorio. Il numero dei partecipanti rimane limitato per garantire un adeguato rapporto tra istruttori e allievi durante tutte le esercitazioni.  

Ancora posti disponibili fino al 20 luglio

La proroga delle iscrizioni offre un’ulteriore opportunità agli speleologi interessati a partecipare a questo appuntamento nazionale. Restano infatti ancora alcuni posti disponibili.

Il ritrovo dei partecipanti è previsto nel pomeriggio di sabato 25 luglio presso la sede logistica di Roccagorga, da dove prenderà avvio il programma formativo che si concluderà sabato 1° agosto con il debriefing finale e la consegna degli attestati.  

Fonti

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  • Soccorso speleologico in Turchia: recuperato senza vita un cercatore di tesori nella grotta di Corum
    Condividi Il soccorso speleologico in Turchia ha operato in una grotta verticale della provincia di Corum, dove un uomo impegnato in uno scavo illegale è stato raggiunto dopo un intervento reso complesso dalla presenza di gas tossici e dal rischio di esplosivi. Soccorso speleologico in Turchia: l’intervento nella provincia di Corum Si è conclusa con il ritrovamento del corpo senza vita di un uomo l’operazione di soccorso speleologico in Turchia avviata nella provincia di Corum, nell’An
     

Soccorso speleologico in Turchia: recuperato senza vita un cercatore di tesori nella grotta di Corum

Júl 13th 2026 at 07:00

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Il soccorso speleologico in Turchia ha operato in una grotta verticale della provincia di Corum, dove un uomo impegnato in uno scavo illegale è stato raggiunto dopo un intervento reso complesso dalla presenza di gas tossici e dal rischio di esplosivi.

Soccorso speleologico in Turchia: l’intervento nella provincia di Corum

Si è conclusa con il ritrovamento del corpo senza vita di un uomo l’operazione di soccorso speleologico in Turchia avviata nella provincia di Corum, nell’Anatolia settentrionale. L’intervento è stato coordinato dalla Federazione Speleologica Turca (Türkiye Ma?arac?l?k Federasyonu – TMF), attraverso la Commissione Nazionale di Soccorso Speleologico (MKK), in collaborazione con AFAD, Gendarmeria, personale sanitario UMKE e squadre di soccorso minerario.

L’incidente è avvenuto dopo che cinque persone erano entrate in una grotta con l’obiettivo di effettuare uno scavo clandestino alla ricerca di reperti o tesori. Durante le operazioni uno degli uomini è rimasto bloccato nelle parti profonde della cavità. I compagni hanno dato l’allarme nella mattinata del 9 luglio 2026, facendo partire una complessa operazione di ricerca e soccorso. (Türkiye Gazetesi?)

Gas tossici e grotta verticale: le difficoltà del soccorso speleologico

Il soccorso speleologico in Turchia si è svolto in una cavità caratterizzata da sviluppo verticale, strettoie e gallerie di difficile percorrenza. I primi tentativi effettuati dalle squadre locali sono stati interrotti quando le misurazioni hanno evidenziato una concentrazione di ossigeno scesa fino al 14%, accompagnata dalla presenza di gas pericolosi.

Secondo la Federazione Speleologica Turca, l’analisi geologica del sito ha evidenziato la possibilità di accumuli di anidride carbonica (CO?) e idrogeno solforato (H?S), favoriti dalla presenza di rocce vulcaniche recenti e strutture tettoniche che potevano convogliare i gas verso il fondo della cavità.

Per ridurre il rischio è stato installato un sistema di ventilazione forzata che ha immesso aria fresca nella grotta. Contemporaneamente sono state sospese le attività di brillamento nelle miniere vicine, così da evitare ulteriori pericoli per gli operatori impegnati sottoterra.

Tecniche SRT e dispositivi respiratori per raggiungere il punto dell’incidente

Le squadre specializzate della MKK, provenienti da Istanbul, Ankara e altre città turche, hanno predisposto una progressione mediante tecniche SRT (Single Rope Technique), installando stazioni di controbilanciamento per garantire la sicurezza della discesa e dell’eventuale recupero.

Gli operatori hanno utilizzato autorespiratori a pressione positiva, bombole, maschere protettive e strumenti multigas per monitorare continuamente la qualità dell’aria. Una rete di comunicazione a più livelli ha consentito di mantenere il collegamento costante tra gli speleologi all’interno della grotta e il centro di coordinamento esterno.

Alle 16:06 del 10 luglio le squadre hanno raggiunto il livello inferiore della cavità. Pochi minuti dopo è stato confermato il decesso della persona dispersa. (ÇorumTime Haber?)

La presenza di esplosivi ha imposto la sospensione delle operazioni

Durante l’ispezione del punto in cui è stato rinvenuto il corpo, i soccorritori hanno individuato materiali esplosivi lasciati dagli autori dello scavo clandestino. Secondo quanto comunicato dalla Federazione Speleologica Turca e riportato anche dall’agenzia Anadolu, le pareti risultavano interessate dalla presenza di ordigni o cariche artigianali predisposte per ampliare artificialmente la cavità.

La valutazione del rischio ha portato alla sospensione delle operazioni di recupero del corpo. Gli operatori hanno smontato tutte le installazioni tecniche e lasciato la grotta senza incidenti. Le successive attività saranno affidate alle autorità giudiziarie e agli enti pubblici competenti, dopo la messa in sicurezza dell’area. (ÇorumTime Haber?)

Il coordinamento tra enti specializzati

La cronologia diffusa dalla Federazione Speleologica Turca evidenzia una rapida mobilitazione delle squadre specializzate. Dopo la richiesta di intervento, è stato costituito un gruppo di comando dedicato, sono stati organizzati i trasferimenti dei tecnici da diverse regioni del Paese ed è stato istituito un tavolo operativo con AFAD, Gendarmeria e autorità locali.

L’operazione rappresenta un esempio di coordinamento tra strutture di protezione civile, soccorso speleologico e soccorso minerario in un ambiente caratterizzato da elevati rischi ambientali, nei quali la presenza di gas tossici e di materiali esplosivi ha richiesto procedure particolarmente rigorose.

Fonti

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  • Esplorazione del fiume sotterraneo Reka/Timavo: scoperti oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah
    Condividi Esplorazione del fiume sotterraneo Reka/Timavo: oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah La spedizione internazionale Reka Exploration 2026 amplia di oltre 800 metri la Jama 1 v Kanjaducah sul Carso di Sezana. La scoperta del Lipiski rov porta la cavità a diventare la più lunga del Sežanski Kras e offre nuovi dati sul percorso sotterraneo del fiume Reka/Timavo. Reka Exploration 2026 conclude una nuova fase di esplorazione Si è conclusa con risultati sign
     

Esplorazione del fiume sotterraneo Reka/Timavo: scoperti oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah

Júl 13th 2026 at 06:00

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Esplorazione del fiume sotterraneo Reka/Timavo: oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah

La spedizione internazionale Reka Exploration 2026 amplia di oltre 800 metri la Jama 1 v Kanjaducah sul Carso di Sezana. La scoperta del Lipiski rov porta la cavità a diventare la più lunga del Sežanski Kras e offre nuovi dati sul percorso sotterraneo del fiume Reka/Timavo.

Reka Exploration 2026 conclude una nuova fase di esplorazione

Si è conclusa con risultati significativi la spedizione speleologica Reka Exploration 2026, organizzata dal Jamarsko društvo Sežana sul Carso sloveno. L’obiettivo della campagna era approfondire la conoscenza del percorso sotterraneo del fiume Reka, che dopo essersi inabissato nelle Grotte di San Canziano prosegue il suo cammino nel sottosuolo fino a riemergere in Italia come sorgenti del Timavo, uno dei più importanti sistemi idrogeologici del Carso classico. (sezana.si?)

Alla spedizione hanno preso parte circa 70 speleologi provenienti da Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Germania. La collaborazione internazionale ha consentito di sviluppare un’intensa attività esplorativa e di rilievo topografico all’interno della Jama 1 v Kanjaducah, una delle cavità più importanti dell’area di Sežana.

Jama 1 v Kanjaducah supera gli 800 metri di nuove esplorazioni

Il principale risultato della spedizione riguarda la scoperta del Lipiški rov, un nuovo ramo che, insieme ai sifoni esplorati durante la campagna, ha incrementato lo sviluppo della grotta di oltre 800 metri.

Grazie a questo avanzamento, la Jama 1 v Kanjaducah diventa la cavità più estesa del Sežanski Kras, un traguardo che conferma il potenziale esplorativo di questa porzione del Carso classico, ancora oggi capace di riservare nuove scoperte nonostante oltre un secolo di ricerche speleologiche.

Il Jamarsko društvo Sežana ha diffuso anche una prima bozza del rilievo topografico della cavità e alcune fotografie del nuovo ramo esplorato, documentando il lavoro svolto durante la spedizione.

Il sistema Reka-Timavo continua a rappresentare una sfida per la speleologia

Il corso sotterraneo del Reka-Timavo costituisce da decenni uno dei principali obiettivi della speleologia nel Carso sloveno e italiano. Comprendere il collegamento tra il punto di assorbimento del fiume nelle Grotte di San Canziano e le risorgive del Timavo rappresenta una delle questioni più rilevanti dell’idrogeologia carsica europea.

Ogni nuova esplorazione contribuisce a migliorare la conoscenza della morfologia delle gallerie percorse dall’acqua e permette di acquisire dati utili sia per la ricerca scientifica sia per la tutela delle risorse idriche sotterranee.

Il territorio di Sežana si trova infatti nel cuore del Carso classico, l’area geografica che ha dato origine al termine “carsismo” e che continua a essere un riferimento internazionale per gli studi speleologici e idrogeologici.

Collaborazione internazionale per le esplorazioni del Carso

La partecipazione di speleologi provenienti da cinque Paesi conferma il carattere internazionale delle esplorazioni dedicate al sistema del Reka-Timavo. Operazioni di questo tipo richiedono competenze diversificate, dalla progressione in ambiente ipogeo al rilievo topografico, fino alle immersioni speleosubacquee nei sifoni.

Il Jamarsko društvo Sežana ha espresso soddisfazione per la conclusione della spedizione e si è congratulato con tutti i partecipanti per il risultato raggiunto. Le nuove informazioni raccolte saranno ora analizzate e integrate nella documentazione topografica della cavità, contribuendo alla ricostruzione sempre più dettagliata del complesso sistema sotterraneo del Carso di Sežana.

Fonti

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Anguille e grotte costiere: uno studio apre nuove prospettive sulla conservazione della specie

Júl 13th 2026 at 05:00

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Due osservazioni nelle Grotte di Borgio Verezzi hanno dato il via a una ricerca pubblicata su ‘Environmental Biology of Fishes’: il possibile ruolo degli ambienti carsici costieri nel ciclo vitale dell’anguilla europea

Ad aprile 2025, a Borgio Subterranea, era stata presentata una ricerca sul ciclo vitale dell’anguilla europea negli ambienti carsici. che sarà pubblicata a breve negli Atti dell’Incontro ligure.

Un post social di Valentina Balestra, ora, informa sulla pubblicazione in un articolo su ‘Environmental Biology of Fishes’, che indaga il possibile ruolo degli ambienti carsici costieri nel ciclo vitale dell’anguilla europea.

Le Grotte di Borgio Verezzi potrebbero rappresentare un ambiente di particolare interesse per la conservazione dell’anguilla europea ( _Anguilla anguilla_ ), specie considerata in forte declino. È quanto emerge da uno studio preliminare pubblicato sulla rivista internazionale *Environmental Biology of Fishes* (Springer Nature), frutto della collaborazione tra Biologia Sotterranea Piemonte – Gruppo di Ricerca, DISAFA dell’Università di Torino, DIATI del Politecnico di Torino, Cesbin, Arpal e Grotte di Borgio Verezzi.

La ricerca è nata in seguito a due osservazioni di anguille nel settore non turistico delle grotte liguri, un dato che ha spinto i ricercatori ad approfondire il possibile utilizzo degli ambienti carsici costieri da parte della specie.

Le indagini hanno confermato la presenza dell’anguilla nei bacini idrografici collegati al sistema carsico, comprese aree caratterizzate da corsi d’acqua temporanei e da possibili flussi idrici sotterranei. I campionamenti hanno inoltre permesso di individuare esemplari appartenenti a differenti fasi del ciclo vitale, suggerendo che questi ambienti possano svolgere un ruolo più importante di quanto finora ipotizzato.

Tra le ipotesi che saranno approfondite nelle prossime fasi della ricerca vi è quella che le grotte possano costituire una via di risalita tra il mare e l’entroterra attraverso le connessioni carsiche, oppure un habitat favorevole all’alimentazione e alla crescita della specie.

Lo studio rappresenta un primo contributo alla comprensione del rapporto tra anguilla europea e sistemi carsici costieri del Mediterraneo, evidenziando la necessità di ulteriori indagini per chiarire le dinamiche ecologiche di questi ambienti e il loro potenziale valore per la conservazione della specie.

Le fotografie che accompagnano il lavoro e questo articolo, sono di Valentina Balestra, Davide Barberis e Bartolomeo Vigna.

Fonte scientifica:

Actis Dato et al. (2026). “The role of coastal karst environments for the conservation of Anguilla anguilla (Linnaeus, 1758) in the Mediterranean area”. Environmental Biology of Fishes. DOI: 10.1007/s10641-026-01875-z

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