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La Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia torna domenica 11 ottobre 2026 al Palazzetto Loro Piana. Ingresso gratuito, oltre 120 metri di esposizione e uno spazio dedicato alla speleologia. Un approfondimento spiega origine, varietà e valore scientifico delle mineralizzazioni in grotta.
Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia: data, sede e organizzazione
Domenica 11 ottobre 2026 il Palazzetto dello Sport Loro Piana di Borgosesia ospiterà la 25ª Mostra Minerali e Fossili.
La manifestazione si svolgerà in via Marconi 5.
L’organizzazione è del Gruppo Speleologico Mineralogico Valsesiano, con il patrocinio del Comune di Borgosesia.
L’appuntamento compare anche nei calendari mineralogici nazionali e nella programmazione turistica della Valsesia.[1][2][3]
La giornata sarà dedicata ai minerali, ai fossili e alle attività speleologiche del gruppo. L’ingresso sarà gratuito.
La mostra aprirà dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 18.
Davanti al palazzetto è disponibile un parcheggio, utile per raggiungere la sede della manifestazione.[2][4][5]
Minerali e fossili: oltre 120 metri di tavoli espositivi
La Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia proporrà oltre 120 metri di tavoli espositivi.
Saranno presenti numerosi espositori provenienti da diverse parti d’Italia.
Il pubblico potrà osservare gli esemplari e confrontarsi con chi coltiva interessi mineralogici e paleontologici.
Per i bambini sono previste piccole sorprese.[1][4]
L’iniziativa affiancherà il patrimonio mineralogico alla conoscenza del mondo sotterraneo.
Sono ambiti distinti, ma collegati dallo studio delle rocce e della loro storia.
Le grotte conservano depositi chimici, sedimenti e testimonianze degli ambienti del passato.
La ricerca speleologica utilizza questi elementi per ricostruire processi geologici e trasformazioni del territorio.[6]
Speleologia in Valsesia: fotografie, corsi e attività per famiglie
Alla Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia sarà presente lo stand del Gruppo Speleologico Mineralogico Valsesiano.
Fotografie e video presenteranno le escursioni in grotta.
I visitatori potranno ricevere informazioni sui corsi, sulle iniziative “Speleo Famiglie” e sulle uscite previste dal gruppo.[4]
Lo spazio speleologico consentirà di collegare l’osservazione dei minerali alla conoscenza degli ambienti nei quali si sviluppano alcuni depositi.
Una stalattite, per esempio, non è una specie minerale. È una forma di deposito, che può essere costituita da calcite o da altri minerali.
Questa distinzione aiuta a comprendere la varietà delle concrezioni sotterranee.[7]
Mineralizzazioni in grotta: il collegamento scientifico con la mostra
Il tema delle mineralizzazioni in grotta amplia il quadro della manifestazione.
Le concrezioni non sono soltanto elementi del paesaggio sotterraneo.
Sono anche archivi della circolazione delle acque, della chimica ambientale e, in condizioni adatte, del clima del passato.
Il loro studio coinvolge mineralogia, idrogeologia, geochimica e microbiologia.[8]
Calcite e aragonite appartengono ai minerali più familiari agli speleologi.
Accanto ai carbonati si incontrano gesso, fosfati e numerose altre specie.
La loro formazione dipende dalle rocce attraversate dalle acque, dai sedimenti presenti e dalle condizioni fisiche e chimiche della cavità.[9]
Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia: orari e contatti
Per informazioni sulla Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia è disponibile il numero 348 2721041, utilizzabile anche tramite WhatsApp.
Il contatto e-mail indicato è d.beltrametti@gmail.com.
Il calendario del Gruppo Mineralogico Lombardo riporta anche l’indirizzo info@gsmv.it e il sito dell’associazione.[3]
L’appuntamento riunirà appassionati, famiglie e persone interessate alla conoscenza dei minerali e dei fossili.
Lo stand del gruppo offrirà anche informazioni per avvicinarsi alle attività speleologiche attraverso le iniziative associative.[4]
Mineralizzazioni in grotta: relazione su processi, minerali, ricerca e conservazione
Dalla deposizione della calcite ai cristalli di gesso, dai fosfati del guano agli archivi climatici: le mineralizzazioni in grotta documentano le relazioni tra acqua, roccia, atmosfera sotterranea e organismi.
Mineralizzazioni in grotta e speleotemi: le distinzioni fondamentali
Le mineralizzazioni in grotta comprendono situazioni geologiche diverse.
Una cavità può intercettare minerali già presenti nella roccia.
Può anche ospitare nuovi depositi, formati dalle acque e dalle reazioni sviluppate nell’ambiente sotterraneo.
Distinguere queste origini è essenziale per ricostruire la storia del sito.[9][10]
Un caso documentato a Lechuguilla, nel Nuovo Messico, chiarisce la differenza.
Uno studio del 2026 descrive barite e celestina sia in vene idrotermali della roccia, anteriori alla grotta, sia in speleotemi.
Le vene vengono intercettate dalla cavità.
I depositi secondari registrano invece processi di formazione avvenuti nel suo ambiente.[10]
Il termine speleotema identifica un deposito attraverso la sua forma e il suo modo di presentarsi. “Calcite” indica una specie minerale.
“Stalattite” indica una tipologia di speleotema.
Stalattiti di composizione diversa possono condividere una forma simile.
Cristalli dello stesso minerale possono costruire forme molto differenti.[7]
La varietà è ampia. La rassegna di Bogdan P. Onac e Paolo Forti, pubblicata nel 2011, riportava circa 350 minerali osservati in grotta.
Il numero descrive il quadro conosciuto allora, non un inventario aggiornato al 2026.
La ricchezza dipende dalle rocce attraversate dai fluidi e dai materiali presenti nelle cavità.[9]
Acqua, anidride carbonica e calcite: come nascono le concrezioni
Nelle grotte carbonatiche, l’acqua mette in relazione superficie e sottosuolo.
Durante l’infiltrazione si arricchisce di anidride carbonica e può dissolvere il calcare.
Trasporta così calcio e bicarbonato verso la cavità.
Quando perde anidride carbonica, può diventare sovrasatura rispetto alla calcite e depositarla.[7][11][12]
La relazione chimica complessiva può essere rappresentata come equilibrio:
[
\mathrm{CaCO_3 + CO_2 + H_2O \rightleftharpoons Ca^{2+} + 2HCO_3^-}
]
La direzione verso destra descrive la dissoluzione del carbonato di calcio.
Quella inversa rappresenta la sua precipitazione, con liberazione di anidride carbonica.
Il passaggio non è automatico.
Dipende dalla composizione dell’acqua e dalle condizioni di scambio con l’atmosfera sotterranea.[9][11]
Il degassamento svolge un ruolo centrale in molti speleotemi carbonatici.
L’evaporazione può contribuire, ma non va considerata la spiegazione universale.
Anche temperatura, umidità, ventilazione e alimentazione idrica influenzano il sistema.
Per interpretare un deposito occorre quindi studiare insieme l’acqua e il microclima della grotta.[7][9]
Calcite, aragonite e carbonati di magnesio nelle grotte
Calcite e aragonite condividono la formula (\mathrm{CaCO_3}), ma possiedono strutture cristalline differenti.
Sono polimorfi del carbonato di calcio. La calcite domina molti depositi comuni.
L’aragonite può produrre aggregati aghiformi e ramificati.
L’aspetto, da solo, non basta a identificarla: forme aghiformi possono essere composte anche da altri minerali.[7][13]
Le associazioni carbonatiche comprendono inoltre dolomite, idromagnesite e altre specie.
A Lechuguilla sono state documentate associazioni con calcite, dolomite, aragonite, huntite e idromagnesite.
La composizione riflette la disponibilità degli elementi e l’evoluzione delle soluzioni.
Non tutte le grotte ospitano la stessa associazione mineralogica.[9][10]
Un esempio diverso arriva dalla grotta Ryongmun, nella Corea del Nord.
Una ricerca del 2024 descrive depositi recenti di moonmilk prevalentemente costituiti da idromagnesite.
Il caso mostra perché un deposito bianco e soffice non debba essere identificato automaticamente come calcite.[14]
Stalattiti, stalagmiti, eccentriche e perle di grotta
Il movimento dell’acqua contribuisce a determinare la forma degli speleotemi.
Il gocciolamento costruisce depositi diversi rispetto allo scorrimento lungo una parete.
La crescita per capillarità produce altre geometrie. Anche l’ambiente sommerso ospita forme proprie.[7]
Le principali tipologie comprendono:
- Stalattiti: crescono dal soffitto. I sottili tubi iniziali, detti cannule, mantengono un canale interno attraversato dall’acqua.
- Stalagmiti: crescono dal pavimento, dove arrivano le gocce. Non possiedono il tubo centrale caratteristico delle cannule.
- Colonne: si formano quando stalattite e stalagmite si congiungono.
- Colate e drappi: derivano dall’acqua che scorre sulle superfici. La deposizione può seguire pareti, pendii e soffitti inclinati.
- Eccentriche: crescono in direzioni variabili. Minuscoli canali e alimentazione capillare consentono lo sviluppo di forme contorte.
- Coralloidi: comprendono noduli e aggregati dall’aspetto coralliforme. Possono formarsi sia all’aria sia sott’acqua.
- Perle di grotta: sono concrezioni a strati concentrici, sviluppate attorno a un nucleo in piccole vasche.[7]
Le perle non devono necessariamente ruotare per diventare tonde.
La deposizione può procedere in modo simile nelle diverse direzioni.
L’agitazione dell’acqua non equivale quindi a una continua levigatura meccanica.
Anche questo dettaglio distingue la crescita chimica dall’abrasione di un ciottolo.[7]
La forma va inoltre separata dalla natura del materiale.
Il boxwork è un esempio utile.
Vene minerali più resistenti possono restare in rilievo quando la roccia circostante viene rimossa.
Il risultato è una struttura reticolare, legata all’erosione differenziale, non una normale concrezione costruita dal gocciolamento.[7]
Gesso e solfati: evaporazione, ossidazione e grotte sulfuree
Il gesso è un solfato di calcio idrato, con formula (\mathrm{CaSO_4\cdot2H_2O}).
In grotta può costruire croste, aghi, aggregati fibrosi e forme simili a fiori.
Nella Mammoth Cave questi depositi caratterizzano soprattutto settori relativamente asciutti.
L’acqua di infiltrazione e la chimica locale restano fondamentali per la loro alimentazione.[7][12][15]
La presenza di solfati può dipendere anche dall’ossidazione di minerali solfurati o dalle reazioni sviluppate in ambienti sulfurei.
In questi sistemi, formazione della cavità e deposizione minerale possono essere strettamente collegate.
I processi ossidativi modificano l’acidità e rendono disponibili componenti che partecipano alla nascita di nuovi minerali.[9][11]
Non esiste quindi un’unica origine del gesso di grotta.
Ambiente idrotermale, evaporazione e reazioni tra fluidi e rocce possono contribuire in modi differenti.
Per riconoscere il percorso corretto servono dati geologici e geochimici.
La sola osservazione dei cristalli non ricostruisce l’intera sequenza.[9][15]
Altri solfati possono essere ancora più sensibili alle variazioni ambientali.
Nella Mammoth Cave, mirabilite ed epsomite compaiono in settori asciutti e possono dissolversi quando arriva aria più umida.
Il deposito osservato in una visita può quindi cambiare durante l’anno.[12]
Fosfati del guano: il contributo dei pipistrelli alla mineralogia
I depositi di guano introducono nella grotta materia organica e componenti chimici che alimentano nuove reazioni.
Durante la decomposizione si generano fluidi e gas acidi.
Questi interagiscono con roccia, concrezioni e sedimenti.
Possono produrre fosfati e favorire la formazione di solfati e nitrati.[16]
Uno studio del 2019 ha esaminato 22 grotte europee.
Le analisi hanno riconosciuto 17 fosfati e gesso come prodotti secondari associati alla decomposizione del guano.
Le specie più comuni appartenevano al gruppo dell’apatite.
Alcuni minerali rari derivavano dall’interazione con argille, sedimenti fluviali o pirite.[16]
Tra i siti segnalati per la ricchezza dei fosfati figurano Corona ’e sa Craba, in Italia, e il sistema Domica-Baradla, tra Slovacchia e Ungheria.
Il risultato lega mineralogia, biospeleologia e storia dei depositi organici.
Le colonie di pipistrelli partecipano così alla trasformazione geochimica dell’ambiente sotterraneo.[16]
Questi materiali sono anche oggetti di ricerca paleoambientale.
La loro tutela rientra nella protezione complessiva delle grotte, che comprende patrimonio geologico e componenti biologiche.
Conservare la cavità significa mantenere le relazioni fra depositi, organismi e acque.[16][17]
Microrganismi e moonmilk: la biomineralizzazione sotterranea
Le grotte non sono ambienti biologicamente inerti.
I microrganismi partecipano ai cicli degli elementi e possono favorire dissoluzione e precipitazione.
Alcuni processi microbici producono acidità.
Altri modificano le condizioni locali e promuovono la formazione di carbonati o l’ossidazione dei metalli.[8][18]
Il termine biomineralizzazione descrive il rapporto tra attività biologica e formazione di minerali.
Nei sistemi sotterranei, cellule e sostanze prodotte dai microrganismi possono offrire superfici per la nucleazione.
Il metabolismo può modificare pH e condizioni chimiche.
Studi sperimentali hanno osservato cristalli di carbonato associati alle cellule batteriche.[13][19]
Il moonmilk, o latte di monte, è un deposito molto fine, soffice quando umido e polverulento quando asciutto.
Non identifica una sola specie minerale. Può presentare composizioni differenti.
In alcuni campioni prevale la calcite; in altri sono presenti carbonati di magnesio.[7][14]
La presenza di microrganismi non dimostra, da sola, che abbiano costruito l’intero deposito.
Occorre distinguere colonizzazione e partecipazione alla crescita.
La ricerca confronta struttura dei cristalli, comunità microbiche e risultati sperimentali.
Il quadro descrive interazioni fra processi biologici e abiotici, non una spiegazione esclusivamente batterica.[19]
Colori dei minerali di grotta: ferro, manganese e sostanze organiche
Il colore di una concrezione non coincide necessariamente con la sua composizione principale.
Una matrice carbonatica può incorporare particelle o ricevere rivestimenti sottili.
Ossidi di ferro, composti del manganese e sostanze organiche possono contribuire alle tonalità.
Per questo il colore va interpretato insieme alle analisi.[7][8][20]
Uno studio pubblicato sull’International Journal of Speleology ha analizzato concrezioni colorate della grotta Cigalère, nei Pirenei francesi.
Le indagini sono state condotte in situ con fluorescenza a raggi X portatile.
Non sono stati prelevati campioni. Il metodo ha permesso di studiare i depositi rispettando le esigenze di conservazione.[20]
I risultati propongono associazioni tra alcune colorazioni e rivestimenti contenenti ematite, goethite, jarosite o ossidi di manganese.
Per determinate porzioni blu del gesso viene proposta la presenza di rame nella struttura.
Le tonalità gialle di alcuni carbonati potrebbero dipendere da sostanze umiche, non rilevate con quella tecnica.[20]
Naica e Lechuguilla: mineralizzazioni idrotermali e associazioni rare
Le mineralizzazioni in grotta non si limitano alle cavità alimentate da acque meteoriche fredde.
I sistemi idrotermali ospitano condizioni differenti. Naica, in Messico, rappresenta uno dei casi più studiati.
I grandi cristalli di gesso si svilupparono in acque calde ricche di calcio e solfato.[9][15]
Il meccanismo è legato al raffreddamento delle acque attraverso l’intervallo di stabilità di anidrite e gesso.
L’anidrite, priva di acqua nella struttura, iniziò a dissolversi mentre il gesso poteva crescere.
L’alimentazione mantenne una debole sovrasaturazione per tempi prolungati.
La stabilità delle condizioni favorì l’accrescimento dei grandi cristalli.[15]
Lechuguilla offre un esempio diverso. L’inventario del 2026 documenta speleotemi di barite e celestina con forme sia subaeree sia sommerse.
Comprende stalattiti, stalagmiti, colate, coralloidi, croste e cristalli di vasca.
Le associazioni coinvolgono carbonati, solfati, silice, fluorite e altre specie.[10]
Questi casi mostrano che la forma non dipende soltanto dal minerale. Conta anche il modo in cui il fluido raggiunge il deposito.
Una stessa famiglia morfologica può essere costruita da composizioni differenti e in condizioni geochimiche molto diverse.[7][10]
Carbonati criogenici: quando il congelamento produce minerali
Il congelamento può favorire la deposizione di carbonati.
Durante la formazione del ghiaccio, i soluti si concentrano nell’acqua residua.
In determinate condizioni precipita carbonato di calcio.
Si formano così i carbonati criogenici di grotta, distinti dalle normali concrezioni da gocciolamento.[21][22]
La letteratura distingue tradizionalmente depositi fini associati al congelamento rapido e depositi più grossolani legati al congelamento lento.
Nei secondi, piccole raccolte d’acqua possono gelare sotto una copertura di ghiaccio.
Le condizioni di scambio con l’esterno influenzano le firme isotopiche dei cristalli.[21][22]
La classificazione continua a svilupparsi.
Una ricerca del 2025 su grotte glaciali alpine ha documentato una classe intermedia, con granulometria prevalentemente inferiore a un millimetro.
I dati indicano che dimensioni e composizione isotopica non sempre seguono una separazione rigida fra due categorie.[23]
Questi depositi aiutano a studiare il permafrost e le trasformazioni della criosfera.
La loro presenza non equivale semplicemente a un clima sempre più freddo.
Alcuni richiedono l’arrivo di acqua liquida in cavità gelate, anche durante fasi di degradazione del permafrost.[22][24]
Speleotemi e paleoclima: gli archivi custoditi nelle concrezioni
La crescita degli speleotemi può conservare una successione temporale di informazioni ambientali.
Gli strati incorporano variazioni isotopiche, elementi in traccia e materiali trasportati dalle acque.
Il loro studio permette di indagare idrologia, vegetazione e cambiamenti climatici.[8]
Le datazioni uranio-torio offrono un riferimento cronologico per molti depositi carbonatici.
Le tecniche di spettrometria di massa hanno migliorato la precisione e ridotto la quantità di materiale necessaria.
Le età ottenute possono essere confrontate con i segnali geochimici lungo la crescita dello speleotema.[8]
Gli isotopi dell’ossigeno non costituiscono un semplice indicatore universale della temperatura.
Possono riflettere anche quantità e provenienza delle precipitazioni, circolazione atmosferica e dinamiche del monsone.
Gli isotopi del carbonio e gli elementi in traccia possono registrare vegetazione, bilancio idrico e funzionamento del sistema carsico.[8]
Per ricostruzioni solide occorre conoscere il contesto locale.
Il confronto fra indicatori diversi aiuta a separare i processi sovrapposti.
Anche inclusioni d’acqua, composti organici e proprietà magnetiche possono aggiungere informazioni.
Una concrezione diventa così un archivio da leggere con metodi complementari.[8]
Analisi delle mineralizzazioni in grotta: metodi e monitoraggio
La ricerca combina osservazioni sul terreno e strumenti di laboratorio.
La diffrazione a raggi X identifica le fasi cristalline.
La microscopia elettronica studia morfologie e relazioni tra cristalli e microrganismi.
Le analisi elementari misurano composizione ed elementi in traccia.[13]
Ogni metodo risponde a una domanda diversa.
Conoscere gli elementi presenti non equivale sempre a identificare una specie minerale.
Il lavoro sulla Cigalère mostra il valore delle misure non distruttive e i loro limiti interpretativi.
Alcune componenti, come le sostanze umiche, richiedono strumenti differenti.[20]
Alle analisi dei solidi si affianca lo studio delle condizioni ambientali.
Temperatura, acidità, condizioni ossidoriduttive e caratteristiche dei fluidi controllano molti processi minerogenetici.
Il monitoraggio aiuta a collegare il deposito all’ambiente che lo alimenta.
Una misura isolata fornisce soltanto una parte della storia.[9]
Conservazione delle mineralizzazioni in grotta e del sistema carsico
La protezione dei depositi deve mantenere anche il loro contesto.
Le linee guida IUCN del 2022 comprendono geodiversità, patrimonio geologico ed ecologia delle grotte.
La tutela riguarda inoltre le acque carsiche e gli ecosistemi di superficie collegati al sottosuolo.[17]
Molti speleotemi sono fragili.
Il contatto può spezzare strutture delicate e alterarne le superfici.
Nella Mammoth Cave, il National Park Service ricorda che concrezioni carbonatiche e gessose hanno richiesto migliaia di anni per formarsi.
I danni non sono recuperabili nei tempi di una visita o di una generazione.[12]
La conservazione richiede quindi di evitare raccolte e danneggiamenti.
Nella ricerca, il campionamento va ridotto e sostituito con indagini non distruttive quando queste rispondono alla domanda scientifica.
Lo studio della Cigalère dimostra che è possibile ottenere informazioni mineralogiche senza asportare gli esemplari.[12][20]
La mineralogia espositiva e l’osservazione speleologica possono convivere con questa distinzione.
Una concrezione mantiene valore scientifico perché conserva posizione, successione degli strati e rapporto con le acque.
Studiare le mineralizzazioni in grotta significa interpretare queste relazioni senza separarle dal luogo in cui si sono sviluppate.[8][17]
Fonti consultate
Mostra Minerali e Fossili a Borgosesia
Mineralizzazioni in grotta: letteratura scientifica e fonti
- “Microbial roles in cave biogeochemical cycling” (2022).[18]
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9554484/
- “Cave morphology and moonmilk deposits of Ryongmun Cavern, Democratic People’s Republic of Korea: A Study for the Conservation of Natural Heritage” (2024).[14]
https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/12455
- “Non-destructive characterization of variously colored gypsum and aragonite/calcite speleothems from the Cigalère Cave (Ariège, France)”, International Journal of Speleology, 55(1).[20]
https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol55/iss1/1
- “Exceptional variety of baryte-celestine-series speleothems in Lechuguilla Cave (New Mexico, USA)” (2026), International Journal of Speleology, 55(1).[10]
https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol55/iss1/7
- “Naica’s Crystal Cave Captivates Chemists” (2018).[15]
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6311688/
- “Speleothems in subglacial caves: An emerging archive of glacial climate history and mountain glacier dynamics”.[11]
https://publications.pik-potsdam.de/rest/items/item_31396_1/component/file_31397/content
- “Cryogenic carbonates in cave environments: A review” (2008).[21]
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1040618207000766
- “Cryogenic cave carbonate and implications for thawing permafrost at Winter Wonderland Cave, Utah, USA” (2021).[22][24]
https://www.nature.com/articles/s41598-021-85658-9
- “Cryogenic cave carbonates: New insights from alpine ice caves” (2025).[23]
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0009254125001986
- Gillieson, D.; Gunn, J.; Auler, A.; Bolger, T. (2022) — “Guidelines for cave and karst protection: second edition”, IUCN.[17]
https://iucn.org/resources/jointly-published/guidelines-cave-and-karst-protection-second-edition
Fonti
[1] 25° mostra minerali e fossili Borgosesia — Italiano https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/calendario-eventi/2026/25deg-mostra-minerali-e-fossili-borgosesia
[2] 25° mostra minerali e fossili Borgosesia – Visit Valsesia … https://visitvalsesiavercelli.it/partecipa/eventi-e-news/eventi/25-mostra-minerali-e-fossili-borgosesia/
[3] Mostre e Manifestazioni Mineralogiche Ottobre 2026 https://www.gmlmilano.it/mostre-e-manifestazioni-mineralogiche-2026-10.html
[4] Borgosesia: 25^ mostra di Minerali e Fossili, domenica 11 Ottobre … https://www.eventivalsesia.info/eventi/borgosesia-25-mostra-di-minerali-e-fossili-domenica-11-ottobre/
[5] Homepage – Gruppo Speleologico Mineralogico Valsesiano https://www.gsmv.it/
[7] Speleothems – Caves and Karst (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/subjects/caves/speleothems.htm
[8] Speleothems – Elements Magazine http://www.elementsmagazine.org/speleothems/
[9] Minerogenetic mechanisms occurring in the cave environment: an overview https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol40/iss2/1/
[10] Exceptional variety of baryte-celestine-series speleothems in Lechuguilla Cave (New Mexico, USA) https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol55/iss1/7
[11] Speleothems in subglacial caves: An emerging archive of glacial climate history and mountain glacier dynamics https://publications.pik-potsdam.de/rest/items/item_31396_1/component/file_31397/content
[12] Stalactites, Stalagmites, and Cave Formations – National Park Service https://www.nps.gov/maca/learn/nature/stalactites-stalagmites-and-cave-formations.htm
[13] Microbial Diversity and Mineralogical-Mechanical Properties of Calcitic Cave Speleothems in Natural and in Vitro Biomineralization Conditions https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5810276/
[14] Cave morphology and moonmilk deposits of Ryongmun Cavern, Democratic People’s Republic of Korea: A Study for the Conservation of Natural Heritage https://ojs.zrc-sazu.si/carsologica/article/view/12455
[15] Naica’s Crystal Cave Captivates Chemists – PMC – NIH https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6311688/
[16] Guano-related phosphate-rich minerals in European caves – IRIS https://cris.unibo.it/handle/11585/683354
[17] Guidelines for cave and karst protection : second edition – IUCN.org https://iucn.org/resources/jointly-published/guidelines-cave-and-karst-protection-second-edition
[18] Microbial roles in cave biogeochemical cycling https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9554484/
[19] Microbial Diversity and Mineralogical-Mechanical Properties of … https://www.frontiersin.org/journals/microbiology/articles/10.3389/fmicb.2018.00040/full
[20] Non-destructive characterization of variously colored gypsum and aragonite/calcite speleothems from the Cigalère Cave (Ariège, France) https://digitalcommons.usf.edu/ijs/vol55/iss1/1
[21] Cryogenic carbonates in cave environments: A review https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1040618207000766
[22] Cryogenic cave carbonate and implications for thawing permafrost at Winter Wonderland Cave, Utah, USA https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7979826/
[23] Cryogenic cave carbonates: New insights from alpine ice caves https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0009254125001986
[24] Cryogenic cave carbonate and implications for thawing … https://www.nature.com/articles/s41598-021-85658-9
[25] Speleothems | Springer Nature Link https://link.springer.com/rwe/10.1007/978-1-4020-9212-1_225
[26] Distinct Microbial Communities in the Soils, Waters, and … https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1029/2022JG006866
[27] HOW SPELEOTHEMS GROW: AN INTRODUCTION TO THE ONTOGENY OF CAVE MINERALS https://www.semanticscholar.org/paper/823495ec125f2a846d3825a0d8354f8262db18ec
[28] Petrographic, mineralogical and geochemical characteristics of … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0037073826000990
[29] Modern aragonite formation at near-freezing conditions in an alpine cave, Carnic Alps, Austria https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0009254116301991
[30] Monohydrocalcite, hydromagnesite, nesquehonite, dolomite, aragonite, and calcite in speleothems of the Fränkische Schweiz, Western Germany http://link.springer.com/10.1007/BF00386107
[31] Giornate FAI d’Autunno 2026: i luoghi da visitare nell’Alto Piemonte il 10 e 11 ottobre https://radiogold.it/news-alto-piemonte/448585-giornate-fai-dautunno-2026-i-luoghi-visitare-nellalto-piemonte-10-11-ottobre/
[32] Aragonite–Calcite Speleothems: Identifying Original and Diagenetic Features https://pubs.geoscienceworld.org/jsedres/article/84/4/245/145389/Aragonite-Calcite-Speleothems-Identifying-Original
[33] [PDF] Minerogenetic Mechanisms Occurring in the Cave environment https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=4397&context=kip_articles
[34] Cavity?filling dolomite speleothems and submarine cements in the Ediacaran Dengying microbialites, South China: Responses to high?frequency sea?level fluctuations in an ‘aragonite–dolomite sea’ https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/sed.12605
[35] Roma Mineral Show new – Gruppo Mineraleologico Romano https://gminromano.it/roma-mineral-show/
[36] Microbial Diversity and Mineralogical-Mechanical Properties of Calcitic Cave Speleothems in Natural and in Vitro Biomineralization Conditions http://journal.frontiersin.org/article/10.3389/fmicb.2018.00040/full
[37] Weathering of host rock and corrosion over speleothems in Castañar cave, Spain: an example of a complex meteoric environment http://link.springer.com/10.1007/s13146-010-0039-9
[38] Minerogenetic mechanisms occurring in the cave environment: an overview http://scholarcommons.usf.edu/ijs/vol40/iss2/1/
[39] [PDF] PECULIAR MINEROGENETIC CAVE ENVIRONMENTS Of MExICO https://iris.unimore.it/bitstream/11380/303919/1/document-3.pdf
[40] Exploring Microbial Biosignatures in Mn-Deposits of Deep Biosphere: A Preliminary Cross-Disciplinary Approach to Investigate Geomicrobiological Interactions in a Cave in Central Italy https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/feart.2021.590257/pdf
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[42] Microbial Diversity and Mineralogical-Mechanical Properties of Calcitic Cave Speleothems in Natural and in Vitro Biomineralization Conditions https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmicb.2018.00040/pdf
[43] Comune di Borgosesia – Home Page https://comune.borgosesia.vc.it/
[44] [PDF] Minerogenetic mechanisms occurring in the cave environment https://www.semanticscholar.org/paper/Minerogenetic-mechanisms-occurring-in-the-cave-an-Onac-Forti/6ca4f67c69c2dc7cc298f6ac709e3d1fe1042de8
[45] Microbial Ecosystems in Movile Cave: An Environment of Extreme Life https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10672346/
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[49] Microbial Ecosystems in Movile Cave: An Environment of Extreme Life https://www.mdpi.com/2075-1729/13/11/2120/pdf?version=1698306387
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[53] Indice delle testimonianze manoscritte e a stampa https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/9783110697179-046/pdf
[54] L’autunno svela le bellezze nascoste del Fai https://www.lastampa.it/vercelli/2026/10/04/news/l_autunno_svela_le_bellezze_nascoste_del_fai-15756314/
[55] Dal Castello Rosso di Ceva alla Bolla del Lingotto: il Piemonte apre le porte alla storia con le Giornate FAI d’Autunno https://radiogold.it/news-wonderland/448436-giornate-fai-autunno-2026-piemonte-cuneo-torino-castelli-luoghi-aperti/
[56] Borgosesia Overview | Goal.com Nigeria https://www.goal.com/en-ng/team/borgosesia/a929p0x58oqtqw94l4yocz513
[57] Cave of the Crystals – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Cave_of_the_Crystals
[58] Borgosesia S.p.A.: Notizie in altre lingue | BO | IT0003217335 | MarketScreener Italia https://it.marketscreener.com/quotazioni/azione/BORGOSESIA-S-P-A-92032/attualita-altre-lingue/
[59] Borgosesia S.p.A.: report finanziari (10 anni), dati finanziari | MarketScreener Italia https://it.marketscreener.com/quotazioni/azione/BORGOSESIA-S-P-A-92032/finanza-rapporti/
[60] 25° mostra minerali e fossili Borgosesia – Buzz Event Map https://buzzeventmap.com/event/4685dace-cae6-483c-adb7-4351486f35ee
[61] 22^ Mostra minerali e fossili – MONTEROSA SKI https://monterosaski.eu/eventi/22-mostra-minerali-e-fossili-24869
[62] [PDF] The Formation of Natural Gypsum Megacrystals in Naica (Mexico) http://www.garciaruiz.net/Naica/Naica/Literatura_files/supplementary.pdf
[63] Crystals formation – Naica, The giant Crystal’s Cave http://naica.org.mx/crystalsformation
[64] First investigations of fine-grained cryogenic cave carbonates from a High-Arctic permafrost karst system in Greenland https://meetingorganizer.copernicus.org/EGU21/EGU21-14642.html
[65] Speleothems (Cave Formations) – National Park Service https://www.nps.gov/wica/learn/nature/cave-formations-speleothems.htm
[66] Clumped isotope thermometry of cryogenic cave carbonates https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0016703713006509
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[68] Holocene climate change, permafrost and cryogenic carbonate formation: insights from a recently deglaciated, high-elevation cave in the Austrian Alps https://cp.copernicus.org/articles/10/1349/2014/cp-10-1349-2014.pdf
[69] Speleothems (Cave Formations) – Great Basin National Park (U.S. … https://www.nps.gov/grba/learn/nature/speleothems-cave-formations.htm
[70] Alpine permafrost thawing during the Medieval Warm Period identified from cryogenic cave carbonates https://tc.copernicus.org/articles/7/1073/2013/tc-7-1073-2013.pdf
[71] Coarsely crystalline cryogenic cave carbonate – a new archive to estimate the Last Glacial minimum permafrost depth in Central Europe https://cp.copernicus.org/articles/8/1821/2012/cp-8-1821-2012.pdf
[72] Formation of cryogenic carbonates: experimental validation in … https://ui.adsabs.harvard.edu/abs/2023EGUGA..25.9506S/abstract
[73] First investigations of an ice core from Eisriesenwelt cave (Austria) https://tc.copernicus.org/articles/5/81/2011/tc-5-81-2011.pdf
[74] Settings of cryogenic cave carbonate formation – NASA/ADS https://ui.adsabs.harvard.edu/abs/2023EGUGA..2514557D/abstract
[75] Bacterial diversity and geomicrobiology of Winter Wonderland ice cave, Utah, USA https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/mbo3.1426
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[77] Bacterial diversity and geomicrobiology of Winter Wonderland ice cave, Utah, USA https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11241547/
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