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“Forest, il futuro ha radici antiche”: il 28 luglio all’arena estiva Cinema Italia di Sarzana (SP) il nuovo documentario sul lavoro forestale nel bosco del Monte Meletta

Júl 26th 2026 at 06:00

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Dopo Marmolada e Tra Natura e Quota, CineBlend torna a raccontare il rapporto tra uomo e montagna con un film dedicato al lavoro forestale. Prima uscita ligure a Sarzana (SP) il 28 luglio 2026

Dopo Marmolada e Tra Natura e Quota, di cui abbiamo scritto, una nuova produzione CineBlend dedicata al mondo dell’ambiente, della foresta e della montagna.

Si intitola Forest – Il futuro ha radici antiche, e sarà presentato in anteprima ligure a Sarzana (SP), la stessa città che aveva ospitato la prima uscita di Tra Natura e Quota. Sarà infatti proiettato lunedì 28 luglio alle 21.30 all’arena estiva Cinema Italia. Introdurrà la proiezione Claudia Venturi, operatrice TAM – Tutela Ambiente Montano del CAI Sarzana.

Il documentario, prodotto da Cineblend e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon, porta lo spettatore nel bosco, raccontandolo non soltanto come patrimonio naturale, ma anche come luogo di lavoro, formazione e responsabilità. Protagonisti sono due ragazze e due ragazzi, che affrontano per la prima volta il percorso per diventare operatori forestali, guidati dai fratelli Michele e Giorgio Sambugaro.

La realtà del lavoro forestale si svela nello straordinario bosco del Monte Meletta,: con il nome Melette si intende il gruppo di rilievi montuosi, tondeggianti e per la maggior parte prativi, situati nella parte nord orientale dell’Altopiano di Asiago e paralleli alla dorsale del Monte Fior. Sono rilievi la cui altezza varia dai 1400 ai 1800 metri, caratterizzati da formazioni rocciose molto particolari.

Fotogramma del documentario CineBlend

Qui si snoda il sentiero dei Puche, ad esempio: Puche è un termine deriva dal cimbro (Puche=Faggio) e individua specificità nel panorama della silvicoltura del Veneto. La particolarità della forma degli alberi, simile in molti casi a quella di enormi candelabri, deriva dalla pratica della capitozzatura, tecnica ora completamente abbandonata, che consisteva nel taglio del tronco all’altezza di 2-3 metri per stimolare la pianta all’emissione di nuove fronde e polloni.

Forest mette in luce il valore sociale e culturale e le criticità ambientale della foresta del Monte Meletta, soprattutto dopo le conseguenze della tempesta Vaia. Nel percorso didatttico, emergono gli aspetti tecnici della gestione del bosco: il riconoscimento delle piante, le tecniche di taglio, il lavoro in pendenza, l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e, soprattutto, la cultura della cultura della sicurezza, tema centrale dell’intero progetto.

Lo spettatore è condotto a conoscere le moderne attività forestali: si svela così un settore complesso, profondamente radicato (è il caso did irlo) nell’immaginario collettivo, ma in realtà davvero poco conosciuto nelle reali dinamiche.

Forest propone anche una riflessione sul ruolo del bosco nel mondo contemporaneo. È risorsa da utilizzare, è ambiente da conservare, ma soprattutto ecosistema complesso, che richiede conoscenze scientifiche, competenze professionali e una gestione consapevole. A questo contribuiscono anche gli interventi di esperti e studiosi che affiancano il racconto dei giovani protagonisti.

I pericoli del bostrico, il piccolo coleottero responsabile dei gravi danni che negli ultimi anni hanno colpito gli abeti delle Alpi, sono raccontati nel docufilm Forest – Il futuro ha radici antiche. Foto: CineBlend

Formazione, stabilità, sicurezza, dialogo con e tra donne e uomini che lavorano per le foreste, cambiamento climatico, gestione sostenibili: tutti temi straordinariamente importanti e attuali.

Con Forest, CineBlend prosegue un percorso narrativo che mette al centro la montagna, il territorio e le persone che lo vivono e lo custodiscono, raccontando il lavoro come esperienza di crescita personale e come strumento per costruire un rapporto più consapevole con l’ambiente.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra CineBlend e alcune aziende da tempo impegnate nello sviluppo di tecnologie e attrezzature per il lavoro forestale in sicurezza, tra cui AKU, Cifort, Benincà, Monchiero e Vibram.

“Un patrimonio – scrivono gli autori – che merita di essere conosciuto e compreso, per accrescere la consapevolezza del ruolo fondamentale che i boschi e la loro gestione sostenibile svolgono per l’ambiente e per la società”.

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  • Ricerca biospeleologica alle Grotte di Sant’Angelo: al via un nuovo studio sul patrimonio sotterraneo
    Condividi Il Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici” avvia un’indagine multidisciplinare nel complesso carsico di Cassano allo Ionio. I risultati saranno presentati nell’autunno 2026 E’ stata avviata una nuova ricerca biospeleologica nel complesso delle Grotte di Sant’Angelo, a Cassano allo Ionio (CS), con l’obiettivo di approfondire la conoscenza delle forme di vita che popolano questo importante ambiente sotterraneo. L’iniziativa rientra nelle attività del Centro Regionale di S
     

Ricerca biospeleologica alle Grotte di Sant’Angelo: al via un nuovo studio sul patrimonio sotterraneo

Júl 26th 2026 at 05:30

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Il Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici” avvia un’indagine multidisciplinare nel complesso carsico di Cassano allo Ionio. I risultati saranno presentati nell’autunno 2026

E’ stata avviata una nuova ricerca biospeleologica nel complesso delle Grotte di Sant’Angelo, a Cassano allo Ionio (CS), con l’obiettivo di approfondire la conoscenza delle forme di vita che popolano questo importante ambiente sotterraneo.

L’iniziativa rientra nelle attività del Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici”, realtà calabrese che da anni promuove ricerche speleologiche e speleoarcheologiche e che gestisce le Grotte di Sant’Angelo di Cassano allo Ionio, nell’ambito di un programma di tutela, ricerca e valorizzazione del sito.

L’indagine è dedicata allo studio della fauna ipogea, composta spesso da organismi di piccole dimensioni e difficilmente osservabili a occhio nudo, distribuiti nei diversi settori del sistema carsico. La ricerca rientra in un più ampio programma multidisciplinare promosso dal Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici”, finalizzato ad approfondire la conoscenza scientifica e a valorizzare il patrimonio naturalistico delle Grotte di Sant’Angelo.

Le attività sul campo, svoltesi nel fine settimana scorso, sono state coordinate dal biospeleologo Totò Inguscio, con il supporto tecnico del Gruppo Speleologico Tricase e di altri Gruppi locali. La collaborazione tra specialisti e speleologi ha consentito di avviare le operazioni di campionamento e osservazione nei diversi ambienti della cavità.

I risultati delle ricerche saranno resi pubblici nel corso del prossimo autunno e contribuiranno ad arricchire le conoscenze su uno dei più importanti complessi carsici della Calabria, confermando il ruolo della speleologia come strumento di ricerca scientifica, tutela e valorizzazione del patrimonio sotterraneo.

Fonte testo e foto: pagina social del Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici” – Via Lucania 3 – Roseto Capo Spulico (CS)

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  • Al via il XXIV Corso di Speleologia dello Speleo Club Ibleo: lezioni anche da remoto
    Condividi Dal 18 settembre all’11 ottobre 2026 torna a Ragusa il corso di primo livello della Scuola Ragusana di Speleologia, con attività teoriche e pratiche tra le grotte più significative della Sicilia Lo Speleo Club Ibleo, con sede a Ragusa, in via Umberto Giordano 57, organizza la XXIV edizione del Corso di Speleologia di primo livello, in programma dal 18 settembre all’11 ottobre 2026. L’iniziativa, promossa dalla Scuola Ragusana di Speleologia e riconosciuta dalla Società Speleologica
     

Al via il XXIV Corso di Speleologia dello Speleo Club Ibleo: lezioni anche da remoto

Júl 26th 2026 at 05:00

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Dal 18 settembre all’11 ottobre 2026 torna a Ragusa il corso di primo livello della Scuola Ragusana di Speleologia, con attività teoriche e pratiche tra le grotte più significative della Sicilia

Lo Speleo Club Ibleo, con sede a Ragusa, in via Umberto Giordano 57, organizza la XXIV edizione del Corso di Speleologia di primo livello, in programma dal 18 settembre all’11 ottobre 2026. L’iniziativa, promossa dalla Scuola Ragusana di Speleologia e riconosciuta dalla Società Speleologica Italiana attraverso la Commissione Nazionale Scuole di Speleologia, è rivolta a quanti desiderano avvicinarsi al mondo dell’esplorazione sotterranea.

Il corso alternerà lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, offrendo ai partecipanti una panoramica completa sulle tecniche di progressione in grotta, l’attrezzatura, il carsismo, la biospeleologia, il rilievo ipogeo e le nozioni di primo soccorso. Le lezioni teoriche potranno essere seguite anche da remoto, per agevolaare la partecipazione di chi proviene da altre località.

Le uscite sul campo accompagneranno gli allievi in alcuni dei più interessanti ambienti carsici della Sicilia.

Il programma prevede attività nella Grotta Pillirina a Capo Murro di Porco (Siracusa), esercitazioni in palestra di roccia alla Cava d’Ispica e alla Dolina Olivella di Noto, la visita al Pozzo Canseria, un fine settimana alla Zubbia Camilleri di Cattolica Eraclea e la conclusione all’Abisso del Vento di Isnello, nelle Madonie.

Per informazioni:

  • Fabrizio 328 4220663
  • mail a speleoclubibleo@gmail.com
  • Speleo Club Ibleo: Ragusa – via Umberto Giordano 57 – aperto il venerdì dalle h 21:30

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  • Progetto Holtas: esplorazione, scienza e collaborazione internazionale nel cuore dell’Albania
    Condividi Dalla Shpella Avullit alle cavità sulfuree del canyon di Holtas, la prima spedizione di speleologi italiani ed europei È online il resoconto della prima spedizione del Progetto Holtas, l’iniziativa che vede impegnati speleologi e ricercatori italiani e internazionali nell’esplorazione del canyon di Holtas, in Albania, nella prefettura di Elbasan. Il progetto nasce dalla collaborazione tra diversi gruppi speleologici, con la presenza ispiratrice di Michele Sivelli, e si è sviluppa
     

Progetto Holtas: esplorazione, scienza e collaborazione internazionale nel cuore dell’Albania

Júl 25th 2026 at 05:30

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Dalla Shpella Avullit alle cavità sulfuree del canyon di Holtas, la prima spedizione di speleologi italiani ed europei

È online il resoconto della prima spedizione del Progetto Holtas, l’iniziativa che vede impegnati speleologi e ricercatori italiani e internazionali nell’esplorazione del canyon di Holtas, in Albania, nella prefettura di Elbasan.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra diversi gruppi speleologici, con la presenza ispiratrice di Michele Sivelli, e si è sviluppato grazie al coordinamento scientifico di Jo De Waele (Università di Bologna) e Luca Pisani (Società Speleologica Italiana ETS), con l’obiettivo di studiare un sistema carsico ancora ricco di potenzialità esplorative e scientifiche.

Fulcro delle attività è la Shpella Avullit, un imponente abisso che raggiunge i -476 metri di profondità: vi è stato allestito un campo interno a -400 metri, dopo lunghe ore di progressione. Da qui le squadre hanno condotto rilievi topografici, documentazione fotografica e campionamenti geochimici e microbiologici.

Veduta aerea del Canyon di Holtas con le sorgenti sulfuree in evidenza. Sulla sinistra, il gruppo di speleologi all’ingresso della Shpella Kaceverrit. Foto Vittorio Crobu

Particolare interesse rivestono gli ambienti legati alle acque sulfuree, dove comunità di batteri chemiosintetici sostengono ecosistemi sotterranei complessi e indipendenti dalla luce solare. Le ricerche, svolte in collaborazione con l’Università di Bologna, l’Université Libre de Bruxelles e altri centri di ricerca, stanno portando alla descrizione di nuove specie, tra cui diversi Niphargus e altri organismi adattati alla vita ipogea.

Parallelamente alle attività in profondità, sono proseguite le esplorazioni esterne, con l’individuazione e il rilievo di nuove cavità nel canyon e nelle aree circostanti, confermando il grande potenziale ancora inesplorato del territorio.

Analisi geochimica delle sorgenti sulfuree, con le tipiche colonie batteriche bianche (streamers) che popolano questi rivoli. (foto di Vittorio Crobu)

Il progetto ha coinvolto numerosi gruppi speleologici, tra cui il Gruppo Speleologico Martinese, il Gruppo Speleologico Faentino, il Gruppo Speleologico Bolognese–Unione Speleologica Bolognese, il Gruppo Speleologico CAI Padova, ASPROS (Urzulei), il Gruppo Speleologico Paletnologico “G. Chierici” di Reggio Emilia, La Nottola Aps-Asd e il GS Redan di Bruxelles, in un esempio concreto di collaborazione internazionale.

Non solo esplorazione e ricerca, ma anche condivisione: la spedizione si è sviluppata in un clima di forte partecipazione, tra lavoro sul campo e momenti di vita comune, a stretto contatto con il territorio e le comunità locali che hanno accolto gli speleologi.

Ramo Stargate della Shpella Avullit, a -400m. La galleria principale presenta una forma a fuso inclinato. (foto di Vittorio Crobu)

Il racconto completo della spedizione è disponibile sul sito del Gruppo Speleologico Martinese: https://gsmartinese.it/2026/06/25/progetto-holtas-prima-spedizione/

Il lago visto dalla sponda opposta. Sulla sinistra, a livello dello specchio d’acqua, è presente un ramo laterale che trova prosecuzione in spazi angusti. (foto di Francesco De Salve)

È un progetto che merita il plauso a tutti i partecipanti, per l’impegno, la competenza e lo spirito di collaborazione, tutti pregi che continuano a rendere la speleologia una straordinaria avventura condivisa.

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  • Un campo da tennis trenta metri sottoterra: valorizzazione o spettacolarizzazione?
    Condividi Le immagini della salina di Ocnele Mari trasformata in parte in campi da tennis rilanciano una domanda che riguarda tutti: come raccontare e rendere fruibile il patrimonio sotterraneo senza snaturarlo? “Speleotennis?”, ha scritto chi mi ha inviato questa immagine. In tempi di febbre da tennis, con la “Sinner-mania” che contagia tutti, ecco che i campi spuntano ovunque, anche sottotterra. Succede in Romania, nella salina di Ocnele Mari, dove una vasta camera sotterranea ospita og
     

Un campo da tennis trenta metri sottoterra: valorizzazione o spettacolarizzazione?

Júl 25th 2026 at 05:00

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Le immagini della salina di Ocnele Mari trasformata in parte in campi da tennis rilanciano una domanda che riguarda tutti: come raccontare e rendere fruibile il patrimonio sotterraneo senza snaturarlo?

“Speleotennis?”, ha scritto chi mi ha inviato questa immagine.

In tempi di febbre da tennis, con la “Sinner-mania” che contagia tutti, ecco che i campi spuntano ovunque, anche sottotterra. Succede in Romania, nella salina di Ocnele Mari, dove una vasta camera sotterranea ospita oggi impianti sportivi e altre strutture dedicate al tempo libero.

Un modo decisamente insolito per fare sport: forse il termine “Speleotennis” non è poi così campato in aria!

L’impianto sportivo è diventato in questi giorni protagonista di numerosi post sui social.

L’impatto visivo è indubbiamente sorprendente. Le pareti di salgemma, modellate da decenni di attività estrattiva, fanno da sfondo ai campi da tennis, suscitando curiosità e commenti. Sui social, c’è chi considera questa riconversione un esempio originale di recupero turistico e chi, invece, si interroga sul significato di trasformare un ambiente sotterraneo in uno spazio dedicato ad attività che potrebbero svolgersi ovunque.

La salina di Ocnele Mari è uno dei più antichi siti di estrazione del sale della Romania. Dopo la progressiva dismissione di parte delle aree minerarie, alcune grandi camere sono state recuperate e destinate al turismo. Oggi il complesso comprende un museo minerario, una chiesa sotterranea, aree ricreative e strutture sportive, diventando una delle attrazioni turistiche più note del Paese.

La salina non è una grotta naturale, ma una miniera di sale riconvertita in parte a uso turistico. La riflessione proposta non riguarda il mondo della speleologia romena o balcanica, da sempre impegnato nella conoscenza, nell’esplorazione e nella tutela del patrimonio carsico, ma il più generale rapporto tra valorizzazione turistica e spettacolarizzazione degli ambienti sotterranei.

Il recupero di una miniera dismessa rappresenta certamente un’opportunità per conservarne la memoria e restituire questi spazi alla collettività. Tuttavia, miniere e grotte non sono semplicemente grandi volumi vuoti da riempire con nuove attività. Sono luoghi che raccontano la storia della Terra, del lavoro dell’uomo e dell’evoluzione del paesaggio. La loro forza risiede proprio nell’identità che li rende unici.

Le immagini provenienti dalla Romania offrono quindi uno spunto interessante per interrogarsi sul confine tra recupero e spettacolarizzazione. Un equilibrio non sempre facile da trovare, ma fondamentale se si vuole che il patrimonio ipogeo continui a essere conosciuto e rispettato per ciò che realmente rappresenta.

Fonte: immagine da post pubblicato sui social da DNA Tennis

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  • “Due squadre, un’unica missione: esplorare l’ignoto”. Piceno Cave torna in esplorazione
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“Due squadre, un’unica missione: esplorare l’ignoto”. Piceno Cave torna in esplorazione

Júl 25th 2026 at 04:30

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Con un post carico di entusiasmo, Alex Cecchini racconta il nuovo fine settimana di esplorazioni del gruppo: il 25 e 26 luglio 2026, due squadre saranno impegnate su rami diversi della cavità per proseguire ricerca, rilievi e documentazione

“Due squadre. Un’unica missione: esplorare l’ignoto.”

Con queste parole Alex Cecchini ha annunciato sui social il nuovo fine settimana di attività di Piceno Cave, che oggi e domani, 25 e 26 luglio, tornerà a lavorare con Piceno Cave, quindi presumibilmente nella Grotta Lunga di Acquasanta Terme, una delle più interessanti cavità del territorio piceno.

Il programma prevede l’impiego di due squadre con obiettivi differenti ma complementari. Una sarà impegnata nell’esplorazione del ramo recentemente individuato, mentre l’altra proseguirà il lavoro lungo il ramo attivo della grotta, continuando le attività di rilievo, documentazione e ricerca nel corso delle due giornate.

L’esplorazione si inserisce in un progetto più ampio che vede gli speleologi impegnati a seguire una marcata corrente d’aria individuata nelle profondità della Grotta Lunga, possibile indizio della presenza di nuovi ambienti ancora inesplorati. Per raggiungere il fronte esplorativo gli operatori affrontano un lungo percorso sotterraneo, tra pozzi, strettoie e meandri, lavorando a oltre 100 metri di profondità e a circa quattro ore dall’ingresso della cavità.

Per proseguire le attività sono necessarie attrezzature specifiche dedicate alla disostruzione e alla sicurezza, indispensabili per avanzare verso il possibile proseguimento della grotta e documentarne gli sviluppi. Per questo Piceno Cave ha lanciato anche un appello a chi desideri sostenere il progetto attraverso contributi, collaborazioni o sponsorizzazioni.

Nel suo messaggio, Alex Cecchini rinnova inoltre l’invito a chi desidera avvicinarsi alla speleologia e condividere l’esperienza dell’esplorazione. Scintilena raccoglie con piacere questo invito e lo rilancia: la scoperta del mondo sotterraneo continua a vivere grazie all’impegno di speleologi esperti, ma anche all’arrivo di nuovi appassionati pronti a mettersi in gioco.

Chi desidera avvicinarsi alle attività di Piceno Cave, partecipare all’esplorazione o ricevere maggiori informazioni, può contattare Alex Cecchini tramite messenger, come indicato nel post di Facebook, o ai recapiti indicati sulla pagina di Piceno Cave

(Da sottolineare che il “domani” della locandina è oggi, il 25 luglio 2026).

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  • Bat Night all’Oasi Lipu di Arcola: una serata alla scoperta dei pipistrelli
    Condividi Sabato 25 luglio 2026, l’Oasi Lipu di Arcola ospiterà “Bat Night”, una serata al buio dedicata alla conoscenza dei pipistrelli e del loro ruolo negli ecosistemi. L’evento, organizzato dal Comune di Arcola, dalla Lipu e dall’Ente Parco di Montemarcello-Magra-Vara, si svolgerà presso il Centro Visite “D. Barcellone” dell’Oasi Lipu di Arcola, con ritrovo alle ore 21.00. La serata si aprirà con un incontro divulgativo condotto da Denise Trombin e Anastasia Cella, esperte di chirotte
     

Bat Night all’Oasi Lipu di Arcola: una serata alla scoperta dei pipistrelli

Júl 24th 2026 at 05:30

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Sabato 25 luglio 2026, l’Oasi Lipu di Arcola ospiterà “Bat Night”, una serata al buio dedicata alla conoscenza dei pipistrelli e del loro ruolo negli ecosistemi.

L’evento, organizzato dal Comune di Arcola, dalla Lipu e dall’Ente Parco di Montemarcello-Magra-Vara, si svolgerà presso il Centro Visite “D. Barcellone” dell’Oasi Lipu di Arcola, con ritrovo alle ore 21.00.

La serata si aprirà con un incontro divulgativo condotto da Denise Trombin e Anastasia Cella, esperte di chirotteri.

A seguire, i partecipanti prenderanno parte a un’escursione notturna lungo i sentieri dell’Oasi, durante la quale sarà possibile osservare il funzionamento del bat detector, utilizzato per rendere udibili gli ultrasuoni emessi dai chirotteri, e assistere a una dimostrazione delle tecniche di monitoraggio dei pipistrelli.

Saranno inoltre predisposte alcune reti mist net per un tentativo di ‘cattura’ temporanea, effettuato esclusivamente a fini scientifici e secondo le autorizzazioni previste, così da mostrare da vicino le metodologie impiegate dai ricercatori.

Denise Trombin è biologa, speleologa e biospeleologa del Gruppo Speleologico Lunense della Spezia e collabora con l’associazione Tutela Pipistrelli. Svolge attività professionale nel campo della conservazione della biodiversità, con particolare riferimento allo studio e al monitoraggio dei chirotteri attraverso metodi bioacustici, e si occupa di fauna ipogea e valutazioni ambientali.

Anastasia Cella è naturalista e studiosa di chirotteri. Da anni è impegnata nel monitoraggio dei pipistrelli, nella divulgazione scientifica e nelle attività di conservazione con Tutela Pipistrelli APS. Ha collaborato alla redazione delle Linee guida ISPRA dedicate al recupero e alla riabilitazione dei chirotteri, contribuendo alla diffusione delle buone pratiche per la tutela di queste specie protette.

La partecipazione è a offerta libera; la prenotazione è gradita.

È necessario indossare calzature comode, un abbigliamento adatto alle temperature serali e portare una torcia.

Per informazioni e prenotazioni: oasi.arcola@lipu.it – 349 0956080 (anche WhatsApp)

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Puliamo il Buio 2026 con la Federazione Speleologica Toscana: alla Buca di Pianizza, sulle Apuane, per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Júl 24th 2026 at 05:00

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Il 13 settembre 2026, in occasione della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo istituita dall’UNESCO, i volontari saranno impegnati nella rimozione dei rifiuti abbandonati all’ingresso della cavità, nel comune di Molazzana (Lucca)

La Federazione Speleologica Toscana APS aderisce anche quest’anno a Puliamo il Buio con un’iniziativa che coniuga tutela ambientale e sensibilizzazione. L’appuntamento è fissato per il 13 settembre alla Buca di Pianizza dell’Alpe Sant’Antonio, nel territorio comunale di Molazzana (Lucca), dove i volontari interverranno per rimuovere i rifiuti accumulati nel tempo nella parte iniziale della grotta.

L’operazione sarà realizzata in collaborazione con il Comune di Molazzana, che provvederà al conferimento dei materiali raccolti, per la positiva sinergia tra gli speleologi e l’amministrazione locale nella salvaguardia del patrimonio naturale.

La Buca di Pianizza dell’Alpe Sant’Antonio (Catasto FST n. 2385 T/LU) si apre a 910 metri di quota nel cuore delle Alpi Apuane. È una cavità in calcare con uno sviluppo spaziale di 120 metri e un dislivello di 40 metri, caratterizzata da una fessura discendente e da un inghiottitoio occasionale. La scheda catastale, aggiornata nel 2023, segnala la presenza di rifiuti non recenti nella prima parte della grotta, rendendo ancora più significativo l’intervento di bonifica promosso dalla Federazione Speleologica Toscana.

La data scelta coincide con la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO su iniziativa dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS). Come già annunciato dalla UIS, la comunità speleologica mondiale è stata invitata a organizzare iniziative il 13 settembre, per celebrare e promuovere il valore delle grotte e del carsismo (. La Federazione Speleologica Toscana ha raccolto con entusiasmo questo invito, scegliendo di contribuire con un’azione concreta di tutela del patrimonio sotterraneo.

I dettagli organizzativi dell’iniziativa saranno resi noti nelle prossime settimane. Per il momento, la Federazione invita speleologi, associazioni e volontari a riservare la data sul proprio calendario.

Un plauso alla Federazione Speleologica Toscana per aver risposto prontamente all’appello della UIS, con una giornata di celebrazione in un’occasione concreta di tutela del patrimonio ipogeo.

Iniziative come Puliamo il Buio ricordano che la conservazione delle grotte passa anche attraverso l’impegno diretto di chi le frequenta e le conosce.

Rilievo dal Catasto Speleogico Toscano: Buca di Pianizza dell’Alpe Sant’Antonio (Catasto FST n. 2385 T/LU), nelle Alpi Apuane

Curiosità archeologiche

L’area della Pianizza conserva anche interessanti testimonianze di archeologia rupestre. Sono documentate incisioni di importanza rilevante, tra le quali una (raffigurante un antico gioco da tavoliere o alquerque, associato a incisioni di pennati e a due rosoni a sei petali – vd https://www.centro-studi-triplice-cinta.com/alquerque/esemplari-italiani-italian-exemplars/toscana/), è stata descritta da Gilberto Calandri nel 1985 sul Bollettino del GS Imperiese CAI) e un’altra, studiata da Stefano Pucci (https://www.youtube.com/watch?v=k-Sqy1IE-dQ) , è orientata con i punti cardinali. Costituiscono un’ulteriore testimonianza della ricchezza storica e culturale di quest’area delle Alpi Apuane, che l’iniziativa del 13 settembre 2026 contribuirà a valorizzare e preservare.

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Jeskyně Výpustek u Křtin v Moravském krasu je kompletně bezbariérová - pro vozíčkáře i třeba rodiny s kočárky

Jeskyně Výpustek u Křtin v Moravském krasu je kompletně bezbariérová - pro vozíčkáře i třeba rodiny s kočárky. A prohlídku jde spojit i se Santiniho kostelem a o víkendech i arboretem ve Křtinách. Více přibližuje reportáž DVTV:
https://www.dvtv.cz/dvtv/videos/kazde-dobrodruzstvi-stoji-za-to-rika-bikerka-na-voziku-navstivime-jeskyni-kde-meli-naciste-fabriku-i-terapii-zeleni



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  • Tensione superficiale: perché le gocce d’acqua diventano sferiche
    Condividi La tensione superficiale guida la forma delle gocce e partecipa ai processi che collegano acqua, aria, roccia e concrezioni negli ambienti carsici. Tensione superficiale e molecole d’acqua Una piccola goccia appesa a una volta non è solo un dettaglio visivo dell’ambiente sotterraneo. È l’espressione della tensione superficiale, una proprietà fisica dell’acqua dovuta alla coesione tra le sue molecole. La coesione indica l’attrazione tra molecole della stessa sostanza; nel caso del
     

Tensione superficiale: perché le gocce d’acqua diventano sferiche

Júl 23rd 2026 at 07:00

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La tensione superficiale guida la forma delle gocce e partecipa ai processi che collegano acqua, aria, roccia e concrezioni negli ambienti carsici.

Tensione superficiale e molecole d’acqua

Una piccola goccia appesa a una volta non è solo un dettaglio visivo dell’ambiente sotterraneo. È l’espressione della tensione superficiale, una proprietà fisica dell’acqua dovuta alla coesione tra le sue molecole. La coesione indica l’attrazione tra molecole della stessa sostanza; nel caso dell’acqua, questa attrazione è particolarmente rilevante.[1]

All’interno di un liquido, le attrazioni esercitate dalle molecole vicine si compensano in larga parte. Sulla superficie, invece, le molecole non hanno acqua al di sopra e sono richiamate verso quelle laterali e sottostanti. Si crea così una superficie che oppone resistenza a una deformazione o alla penetrazione di un oggetto.[1]

Non si tratta di una vera pellicola solida. È un effetto delle forze molecolari. Eppure è sufficiente a far galleggiare, se deposta con cura, una piccola graffetta metallica, nonostante la densità del metallo sia superiore a quella dell’acqua.[1]

Gocce sferiche in ambiente carsico

La tensione superficiale nelle grotte tende a ridurre l’area della superficie libera di una massa d’acqua. A parità di volume, la sfera è la geometria che presenta la minore superficie esterna. Per questo le gocce piccole assumono una forma quasi sferica, anche se gravità, contatto con la roccia, flusso d’aria e peso della goccia possono deformarle.

Nelle cavità carsiche la forma della goccia dipende quindi da un equilibrio. La coesione dell’acqua la raccoglie. L’adesione alla roccia la trattiene. La gravità la allunga verso il basso fino al distacco. L’USGS distingue i due concetti: la coesione è l’attrazione acqua-acqua, mentre l’adesione è l’attrazione dell’acqua verso altre sostanze.[2]

La scena ricorda fenomeni osservabili anche in superficie. Gli insetti pattinatori sfruttano la tensione superficiale e le loro zampe idrofobiche per restare sull’acqua. Nelle grotte, lo stesso principio regola il comportamento del sottile confine tra acqua e aria prima che la goccia cada o scorra sulla parete.[3]

Dalle gocce alle concrezioni

La tensione superficiale ha un ruolo diretto nei primi stadi di crescita di alcune stalattiti. Il National Park Service statunitense descrive come una goccia possa raccogliersi sul soffitto per condensazione o per acqua infiltrata attraverso una frattura. Quando perde anidride carbonica, il carbonato può precipitare e formare una sottile pellicola minerale attorno alla goccia.

Con l’aumento del peso, la goccia oscilla. La pellicola minerale tende a risalire e ad aderire al soffitto anche grazie alla tensione superficiale. Quando l’acqua cade, resta un piccolo bordo minerale: il primo anello di una cannula, o soda straw. La ripetizione del processo lascia tracce minime di minerale e costruisce gradualmente un tubo cavo.

Questo passaggio aiuta a leggere le concrezioni come archivi di processi lenti. Le stalattiti comuni sono in genere composte da calcite, anche se possono essere costituite da altri minerali. La deposizione delle concrezioni avviene nelle parti della cavità sopra il livello di falda, dove la grotta è nella zona aerata.

Condensa, microclima e roccia

La tensione superficiale nelle grotte è anche legata alla presenza di condensa. In una cavità, temperatura, umidità, circolazione dell’aria, geometria e aperture condizionano il microclima. Il National Cave and Karst Research Institute segnala che questi fattori definiscono l’ambiente atmosferico della grotta e le sue variazioni.[4]

La condensazione su pareti più fredde può contribuire alla dissoluzione del calcare o del gesso. Uno studio teorico sulla corrosione da condensazione rileva che l’acqua condensata può equilibrarsi rapidamente con l’anidride carbonica dell’aria di grotta e agire sulle superfici rocciose; vicino agli ingressi, variazioni giornaliere e stagionali possono rendere il fenomeno più significativo.[5]

La stessa acqua può quindi partecipare a processi diversi. In certe condizioni deposita minerali e alimenta una concrezione. In altre, può favorire la corrosione della roccia o di una formazione già esistente. L’esito dipende dalla composizione dell’acqua, dal contenuto di anidride carbonica, dalla temperatura e dal contesto microclimatico.

Un dettaglio utile per la speleologia

Osservare le gocce consente di riconoscere la relazione continua tra infiltrazione, condensa e morfologia. La tensione superficiale non spiega da sola l’evoluzione di una cavità, ma chiarisce un meccanismo fisico presente nella nascita delle gocce, nel loro distacco e nella crescita di sottili depositi minerali.

Per chi documenta una grotta, questo significa considerare le gocce come parte del sistema e non come un elemento accessorio. Le condizioni dell’aria e dell’acqua possono cambiare con le stagioni, con l’apertura di nuovi passaggi e con la presenza umana. Rilevare temperatura, umidità, punti di stillicidio e stato delle concrezioni aiuta a descrivere il microambiente con maggiore precisione.

Fonti

Fonti
[2] Adhesion and Cohesion of Water | U.S. Geological Survey https://www.usgs.gov/water-science-school/science/adhesion-and-cohesion-water
[3] Surface Tension and Water | U.S. Geological Survey – USGS https://www.usgs.gov/water-science-school/science/surface-tension-and-water
[4] Cave Environment – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/about-caves/cave-environment/
[5] Condensation Corrosion: A Theoretical Approach https://digitalcommons.usf.edu/kip_articles/1167/
[6] National Cave and Karst Management Symposium 2025 https://www.scintilena.com/national-cave-and-karst-management-symposium-2025-un-appuntamento-cruciale-per-la-speleologia-mondiale/09/01/
[7] Cave Types https://nckri.org/about-caves/types/
[8] Borneo Caves Sculpted by Bat Guano: A Major Discovery in Tropical Karst Formation – Scintilena https://www.scintilena.com/borneo-caves-sculpted-by-bat-guano-a-major-discovery-in-tropical-karst-formation/01/02/
[9] Springs – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/about-karst/springs/
[10] Speleogenesi da Acido Solforico nel Plavecký Karst – Scintilena https://www.scintilena.com/speleogenesi-da-acido-solforico-nel-plavecky-karst-le-grotte-ipogene-della-slovacchia-occidentale/01/10/
[11] [PDF] Teacher’s Guide to: – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/wp-content/uploads/2021/04/Teachers_Guide_to_MysteryofBlackWaterCave.pdf
[12] Una miniera di risorse nella libreria digitale di karst Information Portal – Scintilena https://www.scintilena.com/una-miniera-di-risorse-nella-libreria-digitale-di-karst-information-portal/04/14/
[13] Sinkholes – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/about-karst/sinkholes/
[14] KarstLink, Linked data for caves and karst databases – Scintilena https://www.scintilena.com/karstlink-linked-data-for-caves-and-karst-databases/03/16/
[15] Scintilena https://www.scintilena.com/
[16] Glossario Speleologico UIS – Lettera ‘B’ https://www.scintilena.com/glossario-speleologico-uis-lettera-b/07/22/
[17] Cave Week – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/cave-week/
[18] La speleologia applicata alla ricerca idrogeologica – Scintilena https://www.scintilena.com/la-speleologia-applicata-alla-ricerca-idrogeologica/03/21/
[19] Protection & Management – National Cave and Karst Research Institute https://nckri.org/karst/protection-management/
[20] Understanding the Hydrology of Karst http://www.geologia-croatica.hr/index.php/GC/article/download/gc.2010.11/110
[21] Drop impact on wet granular beds: water-content effects on the cratering https://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/2404/2404.01631.pdf
[22] Ultra-sharp pinnacles sculpted by natural convective dissolution https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7519309/
[23] Numerical research on disastrous mechanism of seepage instability of karst collapse column considering variable mass effect https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11183256/
[24] The USGS Water Science School https://intothebigblue.weebly.com/uploads/4/0/8/3/40837051/cohesion_adhesion_surface_tension_and_capillary_action_reading.pdf
[25] [PDF] THE PROBLEM OF CONDENSATION IN KARST STUDIES https://caves.org/wp-content/uploads/Publications/JCKS/v60/V60N1-Dublyansky.pdf
[26] Speleothems – Caves and Karst (U.S. National Park Service) https://www.nps.gov/subjects/caves/speleothems.htm
[27] Surface Tension and Water | U.S. Geological Survey – USGS.gov https://www.usgs.gov/media/videos/surface-tension-and-water
[28] Understanding Water Surface Tension | PDF – Scribd https://www.scribd.com/document/321081757/Surface-Tension-Water-Properties-USGS-Water-Science-School
[29] The role of condensation in the evolution of dissolutional forms in gypsum caves: Study case in the karst of Sorbas (SE Spain) https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0169555X14003535
[30] [PDF] SPELEOTHEM DESTRUCTION IN THE CAVES OF THE MORAVIAN … https://www.ssj.sk/en/user_files/Z05_25.pdf
[31] Study case in the karst of Sorbas (SE Spain) https://publications.cnr.it/api/v1/documents/download/186729
[32] Measurements of water-film thickness on cave walls and … https://essopenarchive.org/doi/pdf/10.22541/essoar.173385841.17491562/v1?onload=true
[33] CAVES 2013: Karst for astronauts 5 (Cave morphologies) https://www.youtube.com/watch?v=6U6xOHjK7JI

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  • Schiodatura al Procinto: CAI Firenze e CAI Lucca richiamano al rispetto della storia
    Condividi Dalla condanna per la rimozione degli ancoraggi della via Dolfi-Melucci al confronto nella comunità apuana su etica, sicurezza e conservazione degli itinerari storici Continua a far discutere la recente schiodatura della via Dolfi-Melucci al Procinto, sulle Alpi Apuane. Dopo la presa di posizione del CAI Firenze, che ha condannato l’atto annunciando il ripristino della chiodatura, anche la comunità alpinistica locale si è espressa in modo compatto attraverso un documento promosso da
     

Schiodatura al Procinto: CAI Firenze e CAI Lucca richiamano al rispetto della storia

Júl 23rd 2026 at 05:30

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Dalla condanna per la rimozione degli ancoraggi della via Dolfi-Melucci al confronto nella comunità apuana su etica, sicurezza e conservazione degli itinerari storici

Continua a far discutere la recente schiodatura della via Dolfi-Melucci al Procinto, sulle Alpi Apuane. Dopo la presa di posizione del CAI Firenze, che ha condannato l’atto annunciando il ripristino della chiodatura, anche la comunità alpinistica locale si è espressa in modo compatto attraverso un documento promosso dal CAI Lucca.

La via, aperta il 25 settembre 1955 da Giancarlo Dolfi e Paolo Melucci, rappresenta un itinerario storico e formativo per generazioni di arrampicatori. La rimozione degli ancoraggi, avvenuta in forma anonima e senza alcuna rivendicazione, è stata definita un gesto distruttivo che incide sulla fruibilità di un percorso considerato patrimonio collettivo.

Secondo quanto emerso, la schiodatura non impedisce la salita, ma ne restringe l’accesso a un numero più limitato di alpinisti con maggiore esperienza e capacità di protezione autonoma. Proprio su questo punto si è sviluppato il confronto tra le diverse sensibilità presenti nel mondo dell’arrampicata e dell’alpinismo.

Nel corso di un incontro online promosso dal CAI Lucca, al quale hanno partecipato istruttori, guide alpine e appassionati, è emersa la volontà di affrontare la questione attraverso il dialogo. Tra i temi discussi, il rapporto tra autorialità della via e uso collettivo nel tempo, il ruolo delle protezioni moderne e la distinzione tra approccio alpinistico e arrampicatorio.

Alcuni interventi hanno sottolineato la possibilità di una manutenzione conservativa degli itinerari, mentre altri hanno richiamato la necessità di valutazioni caso per caso, evitando posizioni rigide. È stata inoltre ricordata la posizione favorevole di Giancarlo Dolfi a interventi che mantenessero le vie frequentabili e sicure.

Come primo passo concreto, è stata decisa una perlustrazione della via per valutarne le condizioni attuali e individuare eventuali interventi mirati, con l’obiettivo di garantire la percorribilità senza snaturare le caratteristiche dell’itinerario.

L’episodio si inserisce in un dibattito più ampio che negli ultimi anni ha interessato diverse aree montane italiane, dove interventi analoghi hanno riacceso il confronto sull’etica dell’arrampicata e sulla tutela delle vie storiche.

Perché il rispetto della montagna passa anche dal rispetto della sua storia.

Fonti: comunicati del CAI Firenze e del CAI Lucca

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  • Victor Ferrer racconta il primo giorno dell’VIII International Cave Photographers Meeting
    Condividi In Cantabria sessanta fotografi speleologi sono impegnati nella documentazione delle grandi cavità dell’Alto Asón, mentre gli organizzatori coordinano l’evento È entrato nel vivo l’VIII International Cave Photographers Meeting, il raduno internazionale dedicato alla fotografia speleologica in corso ad Arredondo, in Cantabria (Spagna). Dopo la presentazione dell’evento già pubblicata da Scintilena, arrivano ora i primi aggiornamenti direttamente dagli organizzatori. A raccontare l
     

Victor Ferrer racconta il primo giorno dell’VIII International Cave Photographers Meeting

Júl 23rd 2026 at 05:30

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In Cantabria sessanta fotografi speleologi sono impegnati nella documentazione delle grandi cavità dell’Alto Asón, mentre gli organizzatori coordinano l’evento

È entrato nel vivo l’VIII International Cave Photographers Meeting, il raduno internazionale dedicato alla fotografia speleologica in corso ad Arredondo, in Cantabria (Spagna). Dopo la presentazione dell’evento già pubblicata da Scintilena, arrivano ora i primi aggiornamenti direttamente dagli organizzatori.

A raccontare l’avvio delle attività è Victor Ferrer, tra i più noti fotografi speleologici spagnoli (e non solo) e componente dello staff organizzativo.

In un post pubblicato sui social, Ferrer esprime la propria soddisfazione per la riuscita della prima giornata, durante la quale i sessanta partecipanti hanno documentato alcune delle più importanti cavità della zona: Cayuela, Coventosa, Cuevamur, El Mortero de Astrana, La Gándara e Cueva Fresca.

Victor racconta di non aver potuto partecipare alle escursioni fotografiche. Il suo compito, insieme ad Antonio Danieli e Jaume Ferreres, è infatti quello di garantire il corretto svolgimento dell’evento, occupandosi dell’organizzazione dei pasti e del coordinamento degli ingressi e delle uscite dei gruppi dalle grotte, un lavoro indispensabile per gestire in sicurezza una manifestazione di queste dimensioni.

Nel suo messaggio brilla una nota di entusiasmo anche per ben altro motivo: la vittoria della Spagna per 1-0 contro il Brasile, che ha contribuito a rendere la giornata ancora più memorabile!

L’VIII International Cave Photographers Meeting, in programma fino al 25 luglio, è uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla fotografia speleologica: ha richiamato, come sempre, fotografi ed esperti da numerosi Paesi con l’obiettivo di documentare e valorizzare il patrimonio carsico ipogeo.

Fonte testo e foto: post Facebook Victor Ferrer

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  • Chieti, torna “Percorsi dell’acqua”: viaggio serale tra il serbatoio romano e la via tecta dell’antica Teate
    Condividi Sabato 25 luglio 2026 visite guidate gratuite, su prenotazione, alla scoperta dei percorsi sotterranei della città. Quattro turni per esplorare uno dei luoghi più affascinanti del patrimonio archeologico teatino CHIETI – Dopo il successo della precedente edizione, torna a grande richiesta “Percorsi dell’acqua. Dal foro ai quartieri orientali di Teate”, la visita guidata che permetterà di scoprire alcuni degli ambienti sotterranei più suggestivi dell’antica città romana. L’iniziat
     

Chieti, torna “Percorsi dell’acqua”: viaggio serale tra il serbatoio romano e la via tecta dell’antica Teate

Júl 23rd 2026 at 05:00

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Sabato 25 luglio 2026 visite guidate gratuite, su prenotazione, alla scoperta dei percorsi sotterranei della città. Quattro turni per esplorare uno dei luoghi più affascinanti del patrimonio archeologico teatino

CHIETI – Dopo il successo della precedente edizione, torna a grande richiesta “Percorsi dell’acqua. Dal foro ai quartieri orientali di Teate”, la visita guidata che permetterà di scoprire alcuni degli ambienti sotterranei più suggestivi dell’antica città romana.

L’iniziativa, inserita nel Piano di Valorizzazione 2026 del Ministero della Cultura, si svolgerà sabato 25 luglio, dalle 20 alle 24, con apertura straordinaria delle cisterne romane di via Gizzi e della via tecta all’interno di Palazzo de Mayo.

L’evento offrirà ai partecipanti l’opportunità di esplorare il serbatoio romano sottostante Palazzo Olivieri, con ingresso da via Gizzi, e di percorrere l’antica strada coperta che collegava il foro ai quartieri orientali dell’antica Teate, in un itinerario che racconta l’ingegneria idraulica e l’organizzazione urbana della città romana.

L’iniziativa è organizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara, in collaborazione con lo Speleo Club di Chieti e l’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”, con il patrocinio del Comune di Chieti.

La partecipazione è gratuita, ma è prevista la prenotazione obbligatoria. Sono programmati quattro turni di visita (20-21, 21-22, 22-23 e 23-24), con un massimo di 15 partecipanti per ciascun turno.

Gli organizzatori raccomandano di indossare abbigliamento comodo e scarpe chiuse. Per motivi di sicurezza la visita è riservata ai partecipanti di età pari o superiore ai 12 anni. È inoltre richiesto di presentarsi 30 minuti prima dell’orario prenotato presso il punto di ritrovo in via Gizzi, per la firma della manleva.

Poiché il percorso proposto coincide con quello già effettuato durante le Giornate Europee dell’Archeologia del 14 giugno scorso, la Soprintendenza invita, ove possibile, a lasciare spazio a chi non ha ancora avuto l’opportunità di partecipare.

Le prenotazioni sono aperte fino a esaurimento dei posti disponibili.

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  • Malužinská jaskyňa | Úžasný podzemný klenot
    Malužinská - Bocianska dolina je zatiaľ jedinou dolinou kde sa dajú navštíviť 3 podzemné unikáty. Malužinská jaskyňa je známa svojou krásou a rôznymi významnými prvkami. Jej najväčší priestor je tzv. Vysoký dóm s výškou až 14 metrov a dĺžkou približne 33 metrov. Jaskyňa je vytvorená v dolomitoch a je známa svojou prítomnosťou pulimentu, červenohnedej plastickej hliny, ktorá sa kedysi používala pri výrobe rámov na obraz. Prístup k jaskyni je trochu športovo-adrenalínový, najprv približne desaťm
     

Malužinská jaskyňa | Úžasný podzemný klenot

Malužinská - Bocianska dolina je zatiaľ jedinou dolinou kde sa dajú navštíviť 3 podzemné unikáty.

Malužinská jaskyňa je známa svojou krásou a rôznymi významnými prvkami. Jej najväčší priestor je tzv. Vysoký dóm s výškou až 14 metrov a dĺžkou približne 33 metrov. Jaskyňa je vytvorená v dolomitoch a je známa svojou prítomnosťou pulimentu, červenohnedej plastickej hliny, ktorá sa kedysi používala pri výrobe rámov na obraz. Prístup k jaskyni je trochu športovo-adrenalínový, najprv približne desaťminútová túra do kopca, potom zostup úzkou chodbou a schodiskom - mlynárske schody. Jaskyňa je otvorená od marca do novembra a odporúča sa objednať sa vopred na tel.: 0907 474 508

Štôlňa Zubaustollen je sprístupnená baňa nachádzajúca sa v obci Malužiná, na začiatku Malužinskej doliny. Otvorená je od 3. júna 2022 a je známa svojou farebnou výzdobou a čarovným jazierkom. Prehliadky sú limitované na 10 osôb a je potrebné rezervovať telefonicky alebo e-mailom. Vstupenky sa zakúpia na recepcii Speleocampu Malužiná, kde návštevníci dostanú aj potrebnú výstroj, ako sú baterky a šiltovky. Cesta k bani trvá približne 25 minút pešo a je otvorená celoročne. 0907 474 508
https://maluzinskajaskyna.sk/

Štôlňa Salvátor sa nachádza v obci Vyšná Boca a bola otvorená pre verejnosť v roku 2018. Štôlňa ponúka prehliadku histórie baníctva v regióne a technológie ťažby zlata a striebro. Vstup do podzemia je možný len so sprievodcom, ktorý prevedie návštevníkov úzkymi chodbami a zachovanými banskými dielami. Štôlňa je horizontálna, čo umožňuje pohodlný prístup do srdca hory, kde teplota dosahuje stabilných 6 až 8 stupňov Celzia.
V štôlni sa v minulosti ťažilo zlato a striebro. 0917 581 851


Nachádza sa nad obcou Malužiná, na ľavej strane Bocianskej doliny, na severnej strane Nízkych Tatier. Je vytvorená v dolomitoch.

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  • Aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026!
    Condividi I cinque elementi tornano a guidare l’avventura: dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 il cuore del Monte Cucco aspetta la grande comunità della speleologia. È il momento di iscriversi e iniziare a costruire insieme il Raduno! Ci siamo, finalmente! Dopo tanta attesa è arrivato uno dei momenti più belli: sono ufficialmente aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre nel magnifico scenario del Parco del
     

Aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026!

Júl 22nd 2026 at 16:35

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I cinque elementi tornano a guidare l’avventura: dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 il cuore del Monte Cucco aspetta la grande comunità della speleologia.

È il momento di iscriversi e iniziare a costruire insieme il Raduno!

Ci siamo, finalmente!

Dopo tanta attesa è arrivato uno dei momenti più belli: sono ufficialmente aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre nel magnifico scenario del Parco del Monte Cucco. (Raduno 2026).

Il Raduno torna nel luogo dove la passione per il mondo sotterraneo incontra natura, ricerca, amicizia e condivisione. E lo fa riprendendo il filo conduttore che aveva conquistato tutti nel 2023: i cinque elementi.

Aria, respiro e orientamento nel buio, soffio che accompagna la fermentazione e dà vita ai lieviti.
Acqua, forza paziente che scolpisce la roccia, nutrimento della vite e anima della birra.
Terra, corpo vivo della montagna, ma anche il suolo che nutre la vite, l’orzo e il luppolo.
Fuoco, luce che rende visibile l’oscurità, sole che porta a maturazione l’uva, calore che trasforma i malti, accompagna la distillazione del rum e, alla fine della giornata, accende il Gran Pampel.
Vuoto, la dimensione più profonda del mondo sotterraneo, ma anche il bicchiere che si svuota allo SpeleoBar. È ciò che gli speleologi cercano e attraversano. È lo spazio che si riempie di racconti. Un bicchiere vuoto è semplicemente l’inizio del prossimo pieno

Cinque simboli che raccontano l’essenza della speleologia e accompagnano chi esplora, osserva e si lascia sorprendere dal mondo nascosto sotto i nostri piedi.

Anche nel 2026, Costacciaro sarà il punto d’incontro di speleologi, associazioni, ricercatori, fotografi, esploratori e appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero, pronti a vivere quattro giorni ricchi di incontri, conferenze, mostre, workshop, escursioni e tante occasioni per stare insieme.

Le novità iniziano già dalla comunicazione: sui canali social del Raduno era stato pubblicato da poco un video intrigante che anticipava l’atmosfera dell’evento e accompagna l’apertura delle iscrizioni.

E ora: via alle emozioni!

Come partecipare

Da oggi è possibile iscriversi direttamente online:

Iscrizioni:
https://radunocostacciaro.it/registrazione-partecipanti-2/

Per iscriversi, è necessaria l’iscrizione all’Associazione Ipogenica 2026.

– Early Bird (la traduciamo “non aspettare l’ultimo giorno”) + Associazione Ipogenica 2026 + maglietta d’autore: € 50,00

– Early Bird + Associazione Ipogenica 2026: € 35,00

– Bambini e ragazzi (0-15 anni): partecipazione gratuita, con registrazione in segreteria all’arrivo

Chi desidera organizzare una mostra, una conferenza, un workshop, un’esposizione, un’attività o contribuire in qualsiasi altro modo alla manifestazione può proporre la propria iniziativa attraverso:

Costruiamo il Raduno:
https://radunocostacciaro.it/costruiamo-il-raduno/

Per organizzare al meglio il soggiorno sono già disponibili tutte le informazioni dedicate all’accoglienza:

Accoglienza 2026:
https://radunocostacciaro.it/accoglienza-2026/

Per tutte le novità, gli aggiornamenti e le informazioni sul Raduno:

Sito ufficiale:
https://radunocostacciaro.it/

Il conto alla rovescia è iniziato.

Costacciaro 2026 non sarà soltanto un Raduno: sarà il luogo dove ritrovarsi, condividere esperienze, costruire nuovi progetti e vivere, ancora una volta, la magia dei cinque elementi.

Noi ci saremo. E voi?

Saranno 47 gli ospiti che in tre giorni si alterneranno sulle nostre poltroncine, nel salottino di Costacciaro Spritz Blitz Scintilens, a raccontare e a raccontarsi tra amici.

Faremo i turni di notte incontrarli tutti e sarà un piacere immenso!

Pagina Instagram

https://www.instagram.com/reel/DbFxXXtOxy7/?igsh=MTlkcnlvb296emY5Mg==

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  • Cuore di Ferro: alla Miniera della Manina una serata dedicata alla memoria mineraria e alla speleologia
    Condividi Al Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, una serata tra racconti, fotografia e cultura dell’esplorazione sotterranea per riscoprire la storia delle miniere della Val di Scalve. Miniera della Manina e Val di Scalve: un patrimonio da riscoprire Sabato 29 agosto 2026 il Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, ospiterà “Cuore di Ferro”, un appuntamento dedicato alla memoria delle miniere della Val di Scalve e al mondo dell’esplorazione sotterranea.
     

Cuore di Ferro: alla Miniera della Manina una serata dedicata alla memoria mineraria e alla speleologia

Júl 22nd 2026 at 07:00

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Al Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, una serata tra racconti, fotografia e cultura dell’esplorazione sotterranea per riscoprire la storia delle miniere della Val di Scalve.

Miniera della Manina e Val di Scalve: un patrimonio da riscoprire

Sabato 29 agosto 2026 il Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, ospiterà “Cuore di Ferro”, un appuntamento dedicato alla memoria delle miniere della Val di Scalve e al mondo dell’esplorazione sotterranea.

L’iniziativa si svolgerà a circa 1.800 metri di quota, in un luogo che per secoli ha rappresentato uno dei principali centri estrattivi della Lombardia. Le miniere della Manina hanno infatti avuto un ruolo importante nello sviluppo economico della valle, grazie all’estrazione del minerale di ferro, attività documentata già in epoca romana e proseguita nei secoli fino alla definitiva chiusura degli impianti negli anni Settanta del Novecento. Ancora oggi sono visibili gli imbocchi delle gallerie, le discariche minerarie e altre strutture legate all’antica attività estrattiva. 

Il Rifugio Case Rosse dei Minatori al centro dell’iniziativa

La manifestazione si svolgerà presso il Rifugio Case Rosse dei Minatori, ricavato dagli edifici che un tempo ospitavano i lavoratori delle miniere. Oggi la struttura rappresenta un punto di riferimento per gli escursionisti che percorrono il Sentiero delle Orobie Orientali e per chi desidera conoscere la storia industriale della Val di Scalve. 

L’ambientazione contribuirà a creare un collegamento diretto con il passato del territorio, offrendo ai partecipanti la possibilità di immergersi nei luoghi dove generazioni di minatori hanno lavorato in condizioni spesso difficili.

Speleologia in cavità artificiali e memoria del lavoro minerario

Il programma della serata unirà divulgazione, testimonianze e valorizzazione del patrimonio minerario.

Sono previsti momenti dedicati ai racconti sulla vita quotidiana dei minatori, accompagnati da musica e testimonianze che ripercorreranno la storia dell’attività estrattiva locale.

Uno spazio significativo sarà riservato anche alla mostra fotografica dedicata al mondo ipogeo e alle esplorazioni nelle miniere, con immagini che documentano l’attività di ricerca e di studio nelle cavità artificiali.

La scelta di dedicare l’iniziativa alla speleologia in miniera evidenzia un settore della disciplina che negli ultimi decenni ha assunto crescente rilevanza scientifica. Le cavità artificiali rappresentano infatti un patrimonio storico, archeologico e culturale che consente di ricostruire le tecniche estrattive, l’organizzazione del lavoro e l’evoluzione delle attività produttive.

La collaborazione tra enti speleologici e realtà del territorio

L’evento è promosso dalla Scuola Nazionale Speleologica Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana, dalla Commissione Cavità Artificiali SSI, dal Museo Etnografico di Schilpario, dal Gruppo Alpinistico Celadina, dalla Federazione Speleologica Lombarda e dal Comune di Vilminore di Scalve – Nona.

La collaborazione tra associazioni speleologiche, istituzioni culturali e amministrazioni locali punta a valorizzare un patrimonio che unisce archeologia industriale, ricerca storica ed esplorazione delle cavità artificiali.

Un appuntamento dedicato alla cultura delle miniere

“Cuore di Ferro” propone un’occasione di approfondimento per speleologi, appassionati di storia mineraria, escursionisti e visitatori interessati a conoscere uno dei luoghi simbolo dell’attività estrattiva lombarda.

L’iniziativa intende mantenere viva la memoria del lavoro nelle miniere della Manina, raccontando il rapporto tra uomo e montagna attraverso testimonianze, immagini e documentazione storica. La scelta del Rifugio Case Rosse, situato a breve distanza dagli antichi imbocchi minerari, permette di vivere l’esperienza nel contesto originale in cui questa storia si è sviluppata.

Fonti

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    Condividi Cinque anni di ricerche hanno portato alla pubblicazione di un’opera che documenta il più ampio repertorio di incisioni rupestri conosciute nell’Alta Valle dell’Orba L’Alta Valle dell’Orba, al confine tra Liguria e Piemonte, è un territorio ricco di testimonianze storiche e archeologiche. Conosciuta anche per la tragedia della diga di Ortiglieto del 1935, la valle conserva un patrimonio meno noto, ma di grandissimo interesse: quello delle rocce incise. A questo tema è dedicato i
     

Esce “Tracce d’antico in valle d’Orba”, il nuovo volume di Enrico Di Iorio dedicato alle rocce incise

Júl 22nd 2026 at 06:00

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Cinque anni di ricerche hanno portato alla pubblicazione di un’opera che documenta il più ampio repertorio di incisioni rupestri conosciute nell’Alta Valle dell’Orba

L’Alta Valle dell’Orba, al confine tra Liguria e Piemonte, è un territorio ricco di testimonianze storiche e archeologiche. Conosciuta anche per la tragedia della diga di Ortiglieto del 1935, la valle conserva un patrimonio meno noto, ma di grandissimo interesse: quello delle rocce incise.

A questo tema è dedicato il nuovo volume di Enrico Di Iorio, “Tracce d’antico in valle d’Orba”, frutto di cinque anni di ricerche sul campo.

Il libro documenta il più vasto repertorio oggi conosciuto delle incisioni rupestri dell’Alta Valle dell’Orba: 35 rocce incise, oltre 320 fotografie delle incisioni e quasi 500 immagini complessive distribuite in 312 pagine.

Roccia incisa dell’Alta Valle dell’Orba. Immagine condivisa da Sergio Siravo Severi

L’opera amplia e sostituisce il precedente volume “Alta Valle dell’Orba – Preistoria ed Età Romana”, ormai esaurito, presentando nuovi ritrovamenti, una documentazione aggiornata e un quadro più completo delle testimonianze incise presenti sul territorio.

Le incisioni rupestri sono una preziosa testimonianza della frequentazione umana di queste montagne: un patrimonio di grande interesse per tutti, archeologi, geologi, speleologi e studiosi del paesaggio.

Il volume è disponibile presso le edicole di Martina e Olba San Pietro, frazioni del Comune di Urbe (Savona).

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