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    Condividi La Grotta di Bianfu nello Yunnan diventa il secondo sito più ricco di fossili di Denisoviano al mondo, dopo la Grotta di Denisova in Siberia, grazie al ritrovamento di un radio e altri resti umani del tardo Pleistocene medio. Una scoperta che cambia la mappa dei Denisoviani Una scoperta eccezionale arriva dalla Cina sud?occidentale: nella Grotta di Bianfu, nello Yunnan, i ricercatori hanno identificato il primo radio di Denisoviano mai trovato, insieme ad altri resti uman
     

Grotta di Bianfu: scoperto il primo osso dell’avambraccio di un Denisoviano in Cina

September 10th 2026 at 11:00

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La Grotta di Bianfu nello Yunnan diventa il secondo sito più ricco di fossili di Denisoviano al mondo, dopo la Grotta di Denisova in Siberia, grazie al ritrovamento di un radio e altri resti umani del tardo Pleistocene medio.


Una scoperta che cambia la mappa dei Denisoviani

Una scoperta eccezionale arriva dalla Cina sud?occidentale: nella Grotta di Bianfu, nello Yunnan, i ricercatori hanno identificato il primo radio di Denisoviano mai trovato, insieme ad altri resti umani risalenti al tardo Pleistocene medio.

I Denisoviani sono un gruppo di ominidi arcaici noti quasi solo grazie al DNA. I fossili sono rarissimi, soprattutto quelli postcraniali. Per questo la scoperta di cinque resti denisoviani — tra cui due ossa parietali, un radio e due denti — è considerata un passo fondamentale per capire come vivevano e come erano fatti questi antichi parenti dell’uomo moderno.


Il metodo innovativo del team di Fu Qiaomei

Il team guidato da Fu Qiaomei (IVPP, Accademia Cinese delle Scienze) ha utilizzato una strategia innovativa per identificare i resti:

  • Pre?screening morfologico per selezionare i frammenti più promettenti tra oltre 60.000 frammenti ossei.
  • ZooMS, una tecnica proteomica che identifica le specie tramite peptidi del collagene.
  • Analisi paleoproteomiche complete su osso, dentina e smalto.

Tutti e cinque i campioni mostrano varianti proteiche specifiche dei Denisoviani, confermate anche da alberi filogenetici coerenti con i dati genomici. L’estrazione di DNA antico non è stata possibile, ma le proteine hanno permesso l’identificazione con sicurezza.


Il radio di Bianfu: un fenotipo a mosaico

Il frammento di radio (BFD771) è particolarmente importante: ha caratteristiche simili ai Neanderthal nella parte prossimale, ma la forma generale ricorda gli esseri umani moderni.

Un vero fenotipo a mosaico, che suggerisce adattamenti biomeccanici e comportamentali unici. Secondo i ricercatori, questa conformazione “probabilmente forniva vantaggi funzionali per una manipolazione leggera e precisa”.


La Grotta di Bianfu: cronologia e contesto ambientale

La Grotta di Bianfu, datata tra 167.000 e 134.000 anni fa, diventa così il secondo sito più ricco di fossili denisoviani al mondo, dopo la celebre Grotta di Denisova in Siberia.

Durante lo stadio glaciale MIS 6, il clima relativamente mite dello Yunnan potrebbe aver favorito la sopravvivenza a lungo termine di queste popolazioni. Gli scavi hanno restituito anche più di 1.300 utensili litici e ossa animali con tracce di taglio, che raccontano le strategie di sussistenza dei Denisoviani nella regione.


Il sito di Denisova: la culla della scoperta

La Grotta di Denisova, situata nei Monti Altai in Siberia meridionale, è il luogo dove nel 2008 fu scoperto il primo resto attribuibile a questo gruppo di ominidi: un osso del dito di una mano.

Da allora, la Grotta di Denisova è rimasta l’unico sito con evidenze genetiche e fossili certe di Denisoviani, insieme a Neanderthal e umani moderni. Il nuovo ritrovamento nella Grotta di Bianfu amplia notevolmente la distribuzione geografica conosciuta di questi antichi umani.


Implicazioni per l’evoluzione umana

Questa scoperta colma una lacuna geografica cruciale e apre nuove prospettive sulla distribuzione, l’anatomia e l’evoluzione dei Denisoviani.

La Grotta di Bianfu conferma che i Denisoviani non erano confinati solo alla Siberia e all’altopiano tibetano, ma occupavano anche regioni più meridionali dell’Asia orientale.


Fonti

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  • Križna Jama, nuovi passaggi sommersi e ricerca biologica: la spedizione sostenuta da XDEEP
    Condividi La ricognizione speleosubacquea tra Križna Jama e Nova Križna Jama ha raggiunto 153 metri di profondità, aperto nuovi fronti esplorativi e raccolto dati utili sul patrimonio paleontologico e sulla fauna delle acque sotterranee. Esplorazione Križna Jama: la domanda sulla connessione tra le cavità Una spedizione internazionale di speleosubacquea ha riportato nuovi risultati dal sistema carsico sloveno formato da Križna Jama e Nova Križna Jama. Il quesito iniziale era preciso: verif
     

Križna Jama, nuovi passaggi sommersi e ricerca biologica: la spedizione sostenuta da XDEEP

September 10th 2026 at 10:00

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La ricognizione speleosubacquea tra Križna Jama e Nova Križna Jama ha raggiunto 153 metri di profondità, aperto nuovi fronti esplorativi e raccolto dati utili sul patrimonio paleontologico e sulla fauna delle acque sotterranee.

Esplorazione Križna Jama: la domanda sulla connessione tra le cavità

Una spedizione internazionale di speleosubacquea ha riportato nuovi risultati dal sistema carsico sloveno formato da Križna Jama e Nova Križna Jama. Il quesito iniziale era preciso: verificare l’eventuale esistenza di un collegamento sommerso tra le due cavità.

Al termine di due settimane di attività, l’obiettivo non risulta risolto in modo definitivo. L’esplorazione ha però individuato nuovi passaggi e nuove direzioni di ricerca. Nella Nova Križna Jama i subacquei hanno raggiunto la profondità di 153 metri. È un avanzamento rispetto ai 124 metri ottenuti nel 2009 dal subacqueo speleologico sloveno Simon Burja.

Nella Križna Jama sono stati esplorati ambienti sommersi non frequentati in precedenza. Il gruppo ha inoltre documentato sale con ricche concrezioni. Le attività hanno incluso l’osservazione di resti di orso delle caverne sommersi e il prelievo di dati scientifici in settori che restano difficili da raggiungere anche per specialisti esperti.

Maja Karmen Muši?, responsabile della spedizione, ha sottolineato che ogni nuovo rinvenimento ha aperto ulteriori possibilità di prosecuzione. La ricerca sulla possibile connessione tra Križna Jama e Nova Križna Jama resta quindi un tema aperto, da affrontare con future campagne e con una pianificazione compatibile con la fragilità dell’ambiente ipogeo.

Križna Jama e Nova Križna Jama: dati biologici dalle acque profonde

La spedizione Križna Jama ha avuto anche una componente biologica. La biologa Maja Zagmajster, dell’Università di Lubiana, ha fornito consulenza nella fase di preparazione e nel campionamento delle acque sotterranee. I partecipanti hanno ricevuto indicazioni sulle tecniche di osservazione, raccolta e conservazione degli organismi rinvenuti durante le immersioni.

I campioni raccolti dovranno essere esaminati e determinati. Il loro interesse non dipende solo dall’eventuale presenza di specie non ancora segnalate. Anche dati relativi a specie già note possono chiarire le profondità frequentate, la distribuzione e le condizioni ecologiche degli habitat sommersi.

La Križna Jama è considerata una delle cavità più ricche al mondo per biodiversità sotterranea. Sono state registrate 60 specie strettamente legate al mondo ipogeo. Per Nova Križna Jama, invece, la campagna ha permesso di ottenere i primi dati sulle specie acquatiche. La vicinanza e la possibile connessione idrologica fra le due grotte facevano ipotizzare una composizione faunistica simile, ma mancavano dati diretti.

La spedizione non ha osservato il proteo, Proteus anguinus. La sua presenza nella Križna Jama era stata riportata da una segnalazione storica mai confermata. Il mancato avvistamento in questa campagna non equivale a una prova assoluta di assenza, ma rafforza il quadro attuale, nel quale la specie non viene considerata parte accertata della fauna della cavità.

Orso delle caverne e tutela del patrimonio di Križna Jama

La Križna Jama è nota per i laghi sotterranei, le barriere di concrezione e i depositi paleontologici. Le ricerche storiche hanno portato alla raccolta di oltre 2.000 ossa e frammenti appartenenti a più di cento orsi delle caverne. Oggi la presenza di resti ossei in situ rappresenta un elemento di grande valore scientifico e conservazionistico.

La documentazione dei resti sommersi effettuata durante la spedizione amplia la conoscenza della distribuzione di questo patrimonio nei rami allagati. Il dato richiede prudenza operativa. In grotte come Križna Jama, l’accesso subacqueo, il rilievo e l’eventuale campionamento devono ridurre al minimo il disturbo a sedimenti, concrezioni, fauna e reperti.

L’interesse scientifico della spedizione nasce anche dall’incontro tra competenze diverse. I subacquei possono raggiungere zone precluse agli speleobiologi che lavorano dalle rive o nei tratti asciutti. I ricercatori, a loro volta, definiscono obiettivi e protocolli che trasformano l’immersione esplorativa in un’occasione di raccolta di dati verificabili.

XDEEP Exploration Support Program: che cosa fa l’attività di XDEEP

Il sostegno alla spedizione è arrivato dall’XDEEP Exploration Support Program. XDEEP è un’azienda europea che progetta e produce attrezzatura per immersioni tecniche. Attraverso il programma, avviato nel 2012, sostiene esploratori, ricercatori e soggetti impegnati nella conservazione dell’ambiente acquatico. Secondo l’azienda, l’iniziativa ha sponsorizzato oltre 40 progetti esplorativi in diverse aree del mondo.

L’attività di XDEEP non consiste soltanto nella fornitura di materiali. Il programma seleziona progetti che puntano a conoscere, documentare e proteggere ambienti sommersi quali grotte allagate, miniere, laghi e relitti. Il supporto può comprendere attrezzature progettate per immersioni complesse, confronto tecnico con i team e sviluppo di soluzioni nate dalle esigenze riscontrate sul campo.

Nel modello descritto da XDEEP, il rapporto fra produttore e speleosubacquei è bidirezionale. Le necessità emerse durante immersioni profonde e di lunga penetrazione contribuiscono alla progettazione e alla verifica dell’equipaggiamento in condizioni operative severe. Per una spedizione come quella di Križna Jama, nella quale i sub restano per molte ore lontani dall’uscita e affrontano obblighi di decompressione, affidabilità, configurazione e gestione della ridondanza sono aspetti centrali della sicurezza.

Il risultato della campagna slovena non chiude quindi la ricerca sulla connessione tra Križna Jama e Nova Križna Jama. Definisce invece nuove priorità: proseguire l’esplorazione dei passaggi individuati, studiare i campioni biologici raccolti e proteggere un sistema sotterraneo che unisce valore carsico, biodiversità e paleontologia.

Fonti

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  • 35° Corso di Speleologia a Faenza: il Gruppo Speleologico Faentino apre le iscrizioni
    Condividi Dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026 lezioni, palestra di roccia e grotte per avvicinarsi al carsismo della Romagna Il Gruppo Speleologico Faentino organizza il 35° Corso di primo livello di speleologia, in programma dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi in modo strutturato all’ambiente sotterraneo, alle grotte e alle tecniche di progressione su corda. La presentazione pubblica è fissata per giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 21. L’inco
     

35° Corso di Speleologia a Faenza: il Gruppo Speleologico Faentino apre le iscrizioni

September 10th 2026 at 09:00

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Dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026 lezioni, palestra di roccia e grotte per avvicinarsi al carsismo della Romagna

Il Gruppo Speleologico Faentino organizza il 35° Corso di primo livello di speleologia, in programma dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi in modo strutturato all’ambiente sotterraneo, alle grotte e alle tecniche di progressione su corda.

La presentazione pubblica è fissata per giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 21. L’incontro si terrà nella sede del Gruppo Speleologico Faentino, ospitata dal Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza, in via Medaglie d’Oro 51.

Il corso è omologato dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana. Il programma annunciato unisce lezioni teoriche, attività in palestra di roccia e uscite in grotta. La formula consente di affrontare gli argomenti di base prima della pratica in ambiente.

La quota indicata è di 200 euro, con riduzione prevista per gli studenti. Le informazioni e le iscrizioni fanno riferimento a Carlotta, al numero 338 991 9155, all’indirizzo info@gsfaentino.it e al sito del gruppo.

Corso di speleologia: grotte, acque sotterranee e mondi verticali

Il 35° Corso di Speleologia propone un’introduzione a diversi aspetti della disciplina. Il materiale diffuso dal Gruppo Speleologico Faentino indica tra i temi l’esplorazione, la geografia del mondo sotterraneo, le immagini e la documentazione, le acque sotterranee, i gessi e le rocce carsiche.

Spazio è previsto anche per il carsismo, la vita nelle grotte e la conoscenza degli ambienti verticali. La parte tecnica riguarda attrezzature, manovre e modalità di progressione. Nelle attività pratiche la palestra di roccia permette di apprendere e verificare le manovre in un contesto controllato. Le uscite in grotta collegano invece l’apprendimento tecnico all’osservazione diretta degli ambienti carsici.

Un corso di speleologia di primo livello non coincide con una semplice visita guidata. Offre le basi per leggere il territorio e per muoversi con preparazione in un ambiente che richiede attenzione, metodo e rispetto. La distinzione è importante soprattutto nei Gessi della Vena del Gesso romagnola, dove acque, fratture, crolli e morfologie evolvono in tempi geologicamente rapidi.

Il corso di speleologia prosegue una proposta formativa che il gruppo realizza periodicamente attraverso la propria Scuola di Speleologia.

Gruppo Speleologico Faentino: una storia nata nel 1966

Il Gruppo Speleologico Faentino è la realtà nata dalla fusione, avvenuta nel 1966, di due gruppi cittadini costituiti dieci anni prima: il Gruppo Speleologico “Città di Faenza” e il Gruppo Speleologico “Vampiro”. Le loro ricerche si inserirono nella storia esplorativa dei Gessi di Monte Mauro e del sistema carsico Rio Stella-Rio Basino, uno dei riferimenti della speleologia romagnola.

Tra il 1957 e il 1964 gli speleologi faentini completarono la traversata sotterranea tra l’Inghiottitoio del Rio Stella e la Grotta risorgente del Rio Basino. Quel lavoro contribuì alla conoscenza del sistema e fu accompagnato da rilievi e pubblicazioni. Nel tempo il Gruppo Speleologico Faentino ha continuato a svolgere esplorazioni, rilievi, ricerche e attività divulgative.

La sede presso il Museo Civico di Scienze Naturali “Domenico Malmerendi” colloca il gruppo in un contesto utile anche per la conservazione della documentazione e per il dialogo con il pubblico. La storia della speleologia faentina è legata anche a Paolo Biondi, tra i protagonisti della fondazione del gruppo nel 1966 e per anni impegnato nella valorizzazione della Vena del Gesso, del museo e della Grotta Tanaccia.

Esplorazioni nei Gessi di Monte Mauro e ricerca speleologica

L’attività del Gruppo Speleologico Faentino comprende l’esplorazione delle cavità, la loro documentazione topografica e lo studio del carsismo gessoso. Nei decenni successivi alla fondazione, le ricerche del gruppo hanno riguardato varie aree dei Gessi di Monte Mauro, nella Vena del Gesso romagnola.

Tra i risultati ricordati nella letteratura specialistica figura la scoperta, nel 1990, dell’Abisso Luciano Bentini, allora denominato F10. La cavità venne esplorata fino a circa 200 metri di profondità e le ricerche hanno proseguito nel tempo. Il Gruppo Speleologico Faentino ha inoltre lavorato nell’area dell’Abisso Vincenzo Ricciardi, esplorato nell’autunno 1992, e in altre cavità del settore di Monte Mauro e Monte della Volpe.

Le ricerche locali non riguardano soltanto l’avanzamento esplorativo. Rilievi, osservazioni geologiche, studio delle acque, biospeleologia e tutela fanno parte di un approccio multidisciplinare. Nel Progetto Stella-Basino, promosso dalla Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna tra il 2007 e il 2010 con il contributo di numerosi gruppi, lo sviluppo conosciuto del sistema carsico Stella-Basino è passato da 1.500 a 4.800 metri grazie alle nuove esplorazioni e al rilievo aggiornato.

In questo quadro, il Gruppo Speleologico Faentino svolge un’attività che unisce formazione, ricerca sul campo, memoria delle esplorazioni e divulgazione. Il 35° Corso di Speleologia rappresenta la porta di ingresso per chi intende conoscere questa pratica con un percorso organizzato.

Date, costi e contatti del 35° Corso di Speleologia

  • Presentazione: giovedì 8 ottobre 2026, ore 21
  • Sede della presentazione: Gruppo Speleologico Faentino, Museo Civico di Scienze Naturali, via Medaglie d’Oro 51, Faenza (RA)
  • Svolgimento del corso: dal 15 ottobre al 12 dicembre 2026
  • Struttura: lezioni teoriche, palestra di roccia e uscite in grotta
  • Omologazione: Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana
  • Quota: 200 euro, con sconto studenti
  • Telefono: 338 991 9155, Carlotta
  • E-mail: info@gsfaentino.it
  • Sito: www.gsfaentino.it

Fonti

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Anche Descent Magazine celebra la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: il 13 settembre debutta la ricorrenza UNESCO

September 10th 2026 at 08:00

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La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo riunisce ricerca, tutela e divulgazione. Descent Magazine segnala gli appuntamenti del Regno Unito e la conferenza di Postumia, mentre il nuovo numero racconta esplorazioni recenti.

La prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo si terrà domenica 13 settembre 2026.

La data apre una ricorrenza annuale proclamata dall’UNESCO il 12 novembre 2025. L’iniziativa era stata proposta dall’Unione Internazionale di Speleologia, con il sostegno della Slovenia e delle istituzioni scientifiche del Carso sloveno.

Il programma centrale si svolgerà a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre. La conferenza internazionale porta il titolo Explore, Understand and Protect: Towards Sustainable Management of Caves and Karst. Riunirà ricercatori, speleologi, educatori, gestori di aree carsiche e professionisti della conservazione. Sono previste sessioni scientifiche, escursioni in siti carsici sloveni e una cerimonia ufficiale nella Grotta di Postumia il 12 settembre. [web:6][web:18]

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo punta a rendere più visibili ambienti spesso conosciuti soltanto attraverso la loro dimensione esplorativa o turistica. Il sito ufficiale ricorda il peso dei sistemi carsici per le risorse idriche, la biodiversità sotterranea, gli archivi geologici e il patrimonio culturale. La ricorrenza collega quindi divulgazione, studio, gestione del territorio e protezione delle cavità. [web:6]

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: il valore della data UNESCO

Il 13 settembre è stato scelto anche per ricordare la prima presentazione di grotte e carsismo presso la sede UNESCO di Parigi, avvenuta nel 2021. La proclamazione del 2025 ha trasformato quel percorso in una giornata internazionale permanente. Dal 2026 la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata ogni anno.

Per le comunità speleologiche, il significato pratico della data consiste nella possibilità di proporre attività locali. Il portale IDCK invita associazioni, scuole, gestori di grotte, geoparchi e istituzioni a condividere i propri eventi. L’obiettivo è favorire una partecipazione diffusa, anche fuori dai grandi appuntamenti scientifici.

La tutela è un tema centrale. Il carsismo concentra acque sotterranee, ospita comunità biologiche specializzate e conserva informazioni sulle trasformazioni ambientali del passato. La corretta fruizione delle grotte richiede quindi attenzione agli accessi, ai rifiuti, al disturbo della fauna e alle alterazioni fisiche delle cavità. La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo offre un’occasione di comunicazione pubblica su questi aspetti.

Eventi speleologici nel Regno Unito e attività online

Nelle note diffuse da Descent Magazine sono indicati anche appuntamenti britannici collegati alla giornata. Il Technical Speleological Group prevede per il 13 settembre un pomeriggio al Castleton Village Hall. Sono annunciati stand e interventi rivolti anche a chi non pratica speleologia. I temi comprendono geologia, fauna ed esplorazione sotterranea.

La Derbyshire Caving Association ha invitato speleologi e club a organizzare pulizie delle grotte. L’iniziativa mette in primo piano un gesto concreto di protezione degli ambienti ipogei. La comunicazione di Descent cita inoltre una sessione online della UIS Biology Commission, intitolata Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science, e una lunga diretta serale organizzata in lingua tedesca dall’associazione VdHK.

Queste attività traducono la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo in azioni con pubblici diversi. Conferenze e interventi scientifici possono aggiornare il confronto fra specialisti. Le giornate divulgative e le pulizie coinvolgono invece persone, gruppi locali e frequentatori delle aree carsiche.

Descent Magazine: informazione sull’esplorazione sotterranea

Descent Magazine è una rivista britannica dedicata alla speleologia e all’esplorazione del sottosuolo. Pubblica con cadenza normalmente bimestrale, nei mesi di febbraio, aprile, giugno, agosto, ottobre e dicembre. È edita da Stalactite Publishing e dichiara una linea fondata su contributi “scritti da speleologi per speleologi”. [web:30][web:31]

L’attività di Descent Magazine è quindi editoriale e documentaria. La testata raccoglie e diffonde resoconti di esplorazioni, rilievi, scoperte, conservazione, attività di soccorso e temi tecnici. Le pagine disponibili sul sito mostrano, per esempio, articoli su spedizioni a Mulu e Meghalaya, nuove aperture nelle Three Counties, tutela di grotte e pipistrelli e interventi di soccorso. La rivista mantiene anche un catalogo di arretrati e una rete di abbonamenti con distribuzione internazionale. [web:17][web:12]

Il notiziario ricevuto segnala l’uscita di Descent n. 311. Fra i contenuti è annunciato l’aggiornamento sulle esplorazioni a Weekend Explorers, nella Scanty Lardos Pot, accompagnato da una fotografia di Emma Wilson realizzata da Paul “Beardy” Swire. Il richiamo mostra una funzione tipica della rivista: rendere conoscibili esplorazioni e risultati che altrimenti resterebbero limitati ai singoli gruppi.

Descent sarà inoltre presente con uno stand a Hidden Earth, il principale convegno speleologico nazionale britannico, previsto al Llangollen Pavilion. Il sito dell’evento elenca la rivista tra gli sponsor e conferma la sede di Llangollen per il 2026. La partecipazione in fiera permette alla testata di incontrare lettori, associazioni, autori e fornitori di attrezzature, oltre a distribuire una selezione dei numeri più recenti. [web:13]

Pubblicazioni e confronto nella comunità speleologica

La newsletter di Descent richiama anche le nuove uscite di Caves & Karst Science e del CREG Journal, disponibili nella sezione delle pubblicazioni recenti della British Cave Research Association. La presenza di riviste divulgative, periodici tecnici e sedi congressuali compone una rete utile alla circolazione delle conoscenze.

In questo contesto, la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo può offrire un punto di raccordo internazionale. L’appuntamento di Postumia rappresenta il momento scientifico principale. Le attività nei territori, le iniziative online e il lavoro editoriale di testate come Descent permettono di trasferire al pubblico le esperienze di ricerca, esplorazione e tutela.

Fonti

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  • Docufilm Salafossa, il pubblico riporta al centro la miniera del Comelico
    Condividi Docufilm Salafossa e attività esplorative: oltre 300 spettatori alla prima di Santo Stefano di Cadore. Il lavoro speleologico sui dodici livelli si intreccia ora con sicurezza, tutela e ipotesi di valorizzazione. La prima del docufilm Salafossa Il docufilm Salafossa – L’ultima miniera del Cadore ha richiamato un pubblico numeroso al Cinema Piave di Santo Stefano di Cadore. Più di 300 spettatori hanno reso esaurita la proiezione delle 16 e hanno occupato circa metà della sala
     

Docufilm Salafossa, il pubblico riporta al centro la miniera del Comelico

September 10th 2026 at 07:00

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Docufilm Salafossa e attività esplorative: oltre 300 spettatori alla prima di Santo Stefano di Cadore. Il lavoro speleologico sui dodici livelli si intreccia ora con sicurezza, tutela e ipotesi di valorizzazione.

La prima del docufilm Salafossa

Il docufilm Salafossa – L’ultima miniera del Cadore ha richiamato un pubblico numeroso al Cinema Piave di Santo Stefano di Cadore. Più di 300 spettatori hanno reso esaurita la proiezione delle 16 e hanno occupato circa metà della sala nella replica delle 18.

La partecipazione ha accompagnato il ritorno pubblico di un luogo centrale nella storia industriale del Comelico. Salafossa è un complesso minerario sotterraneo legato all’estrazione di piombo e zinco, attivo nella sua fase più produttiva dal 1959 al 1986. Sorge nell’area di Presenaio, in comune di San Pietro di Cadore, sulla sinistra orografica del Piave. Le strutture oggi rimaste sono considerate una testimonianza di archeologia industriale, anche se in condizioni compromesse.

Alla presentazione erano presenti il presidente della Provincia di Belluno e della Fondazione Dolomiti UNESCO, sindaci del territorio, presidenti delle Regole montane e il presidente dell’Ordine dei Geologi della provincia di Belluno. Quest’ultimo ha illustrato al pubblico le condizioni statiche del sito. Un passaggio rilevante, perché lega la prospettiva culturale del docufilm Salafossa alla necessità di valutazioni tecniche puntuali.

Sul palco sono saliti anche speleologi veneti impegnati nel progetto e una decina di ex minatori e operai. Il loro incontro, dopo molti decenni, ha riportato nel racconto della miniera l’esperienza delle persone che ne hanno sostenuto il lavoro quotidiano.

Attività esplorative Salafossa

Le recenti attività esplorative Salafossa costituiscono la base documentaria del film. Il progetto è nato da circa tre anni di esplorazioni, rilievi fotografici e raccolta di testimonianze condotti dal Gruppo Speleologico San Marco con la Regola di San Pietro di Cadore e Treviso Sotterranea. Le fonti disponibili descrivono un sistema di dodici livelli e circa 15 chilometri di gallerie ancora documentabili.

Nel 2025, il materiale prodotto durante le attività esplorative Salafossa è confluito nella mostra fotografica “Salafossa, l’ultima miniera del Cadore”, ospitata a Villa Poli De Pol di San Pietro di Cadore. Quel percorso ha consentito di presentare immagini degli ambienti minerari, delle strutture e della storia sociale del sito. Furono inoltre anticipate una monografia e il documentario poi arrivato in sala.

Il programma della prima aveva incluso una visita speleologica mattutina ai dodici livelli della miniera. Le esplorazioni non sono quindi riducibili alla sola ripresa cinematografica. Hanno prodotto una conoscenza diretta degli spazi e delle loro condizioni, offrendo una documentazione utile alla memoria del lavoro minerario e a qualsiasi discussione futura sul recupero del complesso.

Sicurezza della miniera Salafossa

Le attività esplorative Salafossa si svolgono in un quadro delicato. Ad agosto 2026 la Regione Veneto ha chiesto alla Regola di Presenaio di chiudere gli accessi ai sotterranei per ragioni di sicurezza. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, fino a quel momento gli ingressi erano stati autorizzati a gruppi di speleologi qualificati, impegnati anche nella fotografia e nella documentazione dei tratti accessibili.

La miniera ha chiuso definitivamente nel 1986, dopo una fase segnata anche dalla frana del 1980. La lunga assenza di attività produttiva e manutenzione impone di separare con chiarezza l’interesse esplorativo dalla fruizione libera. La scheda dell’Ecomuseo delle Dolomiti Piave indica che gli imbocchi e l’area non sono consigliati per l’accesso, mentre le strutture restano osservabili dalle strade prospicienti.

Per il futuro, le condizioni statiche, gli accessi, la bonifica e la gestione del rischio dovranno essere verificati dagli enti competenti. Il valore delle immagini e dei rilievi non sostituisce queste procedure. Può però contribuire a individuare le priorità di conoscenza e conservazione.

Valorizzazione del Comelico

Il Progetto Salafossa prosegue con nuove presentazioni del docufilm Salafossa in altre sedi. Il percorso annunciato con Regole e amministrazioni locali punta a fare divulgazione e a valutare una valorizzazione turistica del sito. Non si tratta di un esito automatico. Per trasformare una miniera dismessa in un luogo visitabile servono studi, risorse, soluzioni di messa in sicurezza e un modello gestionale continuativo.

In questo quadro, l’apporto speleologico può essere concreto. Le attività esplorative Salafossa hanno già messo in relazione ambiente sotterraneo, archeologia industriale, fotografie e memorie orali. Il docufilm amplia la platea di questo patrimonio. La prossima fase dipenderà dalla capacità di conciliare tutela delle persone, conservazione dei manufatti e identità della valle del Comelico.

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🏆 O co se hraje?
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Vyhlášení vítězů: 30. 9. 2026
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Prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: gli eventi in tutta Italia

September 10th 2026 at 06:00

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Il 13 settembre 2026 si celebra per la prima volta la ricorrenza proclamata dall’UNESCO. Dalle visite in grotta alle conferenze, dalla tutela delle acque alla biospeleologia, numerose iniziative animano le Giornate della Speleologia in tutta Italia

Il 13 settembre 2026 sarà celebrata per la prima volta la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo – International Day of Caves and Karst, proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025 per accrescere la conoscenza degli ambienti carsici e sotterranei e promuoverne la protezione, lo studio e la gestione sostenibile.

In Italia la nuova ricorrenza internazionale si intreccia con le Giornate Nazionali della Speleologia, portando per alcuni giorni “in superficie” il lavoro degli speleologi. Il calendario 2026 raccoglie iniziative distribuite in numerose regioni: dalle visite guidate nelle cavità alle conferenze, dalle attività dedicate ai bambini agli incontri scientifici, fino al monitoraggio della fauna sotterranea, alla tutela delle risorse idriche e alla bonifica delle grotte.

La scelta dell’UNESCO sottolinea anche il valore globale dei territori carsici. Secondo l’organizzazione, grotte e paesaggi carsici interessano quasi un quarto della superficie terrestre e assicurano acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Sono inoltre scrigni di biodiversità sotterranea, archivi geologici e luoghi che conservano testimonianze della storia umana.

Dalle grotte alla tutela dell’acqua: gli appuntamenti in Italia

Le manifestazioni hanno già preso il via l’8 settembre a Bari, con la presentazione del volume Viaggi sotto le Murge – Le radici del paesaggio al Museo di Scienze della Terra dell’Università di Bari. Nei prossimi giorni il programma entrerà nel vivo.

In Puglia, venerdì 11 settembre, alla Grotta del Trullo di Putignano si terrà il Progetto Caves, incontro scientifico e divulgativo dedicato alla valutazione degli ambienti carsici attraverso metodologie isotopiche e geomorfologiche. Domenica 13 settembre, a Castellana Grotte, l’incontro La speleologia: conoscere, condividere, divulgare metterà a confronto associazioni, Federazione Speleologica Pugliese, scuole di speleologia e istituzioni sul ruolo della formazione, della ricerca e della diffusione delle conoscenze.

In Sardegna, l’11 settembre, il Parco di Monte Atzei a Narcao ospiterà un’escursione attraverso la foresta del Rio Cannedu e alcune cavità naturali. Particolare attenzione sarà dedicata alla fauna ipogea e ai pipistrelli, che potranno essere individuati sul campo attraverso l’impiego di un Bat Detector. L’iniziativa è curata da Sulcis Underground.

Sicilia: acqua, grotte e “Man and Karst”

Particolarmente ricco il programma della Sicilia. L’11 settembre, nella sede CAI di Catania, la conferenza Gocce nel Buio affronterà il rapporto fra fenomeni carsici, salvaguardia delle falde acquifere e gestione sostenibile del turismo sotterraneo.

Il 13 settembre, il Gruppo Grotte Catania – CAI Catania accompagnerà i partecipanti alla Grotta Mastropietro e alla Grotta Genovese II per una giornata di avvicinamento diretto all’attività speleologica. Nello stesso giorno, a Palermo, la Riserva Naturale Orientata Grotta della Molara proporrà Tutti in grotta appassionatamente, con visite guidate per piccoli gruppi insieme agli speleologi di ANS Le Taddarite.

Dal 13 al 19 settembre, nella Riserva di Vendicari, a Noto, si svolgerà inoltre la quarta edizione di Man and Karst – Uomo e Carsismo in Sicilia, dedicata alla tutela e alla gestione sostenibile dei paesaggi carsici, degli ecosistemi ipogei e del patrimonio culturale collegato al carsismo.

Il programma siciliano proseguirà il 19 settembre alla Grotta Conza di Palermo con Le grotte: storie di acque, di rocce e di uomini: visite nel tratto fruibile della cavità, laboratori sulle rocce e sulla formazione delle grotte e un approfondimento dedicato al rapporto fra presenza umana e mondo sotterraneo, dalla preistoria alla speleologia moderna.

Nel Lazio tra speleologia, paleontologia e mito

A San Felice Circeo, sabato 12 settembre, il Gruppo Grotte Roma Niphargus proporrà la conferenza La Grotta Spaccata di Torre Paola: da Ulisse alle cavità naturali del Circeo.

L’incontro sarà dedicato all’esplorazione della grande cavità del promontorio del Circeo, attraversando speleologia, testimonianze del passato, paleontologia e suggestioni legate ai miti omerici.

Emilia-Romagna: visite alla Tana della Mussina

Domenica 13 settembre ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia, saranno organizzati accompagnamenti alla Tana della Mussina. Due sessioni permetteranno di visitare la cavità durante la giornata; nel tardo pomeriggio è prevista anche la proiezione di un video dedicato al sito UNESCO dei Gessi Messiniani di Borzano.

Friuli-Venezia Giulia: dal Carso ai cento anni di “Duemila Grotte”

Numerose anche le iniziative in Friuli-Venezia Giulia.

Il 13 settembre il Club Alpinistico Triestino aprirà straordinariamente la Caverna III di Basovizza, dove sarà allestita una mostra didattica sui pipistrelli e saranno proposte attività di osservazione di reperti biologici, insieme ad approfondimenti sulla speleogenesi, sulla flora e sulla storia della cavità.

Nello stesso giorno, a San Quirino, nel Pordenonese, l’Unione Speleologica Pordenonese CAI parteciperà alla Festa delle Associazioni con una mostra sulla speleologia, laboratori per bambini e ragazzi e un ponte tibetano aperto ai partecipanti.

Un appuntamento di particolare significato storico è previsto invece il 15 settembre a Trieste: “Duemila Grotte”. 1926–2026. La speleologia, cent’anni dopo. Il workshop, promosso dalla Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia, celebrerà il centenario dello storico volume ripercorrendo un secolo di evoluzione tecnica, scientifica ed esplorativa della speleologia del Carso.

Nelle Marche la scoperta delle grotte raccontata ai bambini

Dal 14 al 16 settembre, le biblioteche comunali di Cerreto d’Esi, Sassoferrato e Mergo, nelle Marche, dedicheranno tre pomeriggi ai bambini dai cinque anni e alle loro famiglie.

Attraverso una versione adattata del racconto della scoperta delle Grotte di Frasassi, letture e laboratori affronteranno i temi dell’esplorazione, della collaborazione, della tutela della natura e degli organismi che abitano il sottosuolo.

Veneto: gli acquiferi carsici e la bonifica di una grotta

In Veneto la Giornata Internazionale mette in evidenza in modo particolare il rapporto fra speleologia, acqua e tutela del territorio.

Il 13 settembre a Valbrenta, nell’area di Ponte Subiolo, il Gruppo Grotte Giara Modon proporrà l’open day Esplorare, capire e proteggere gli acquiferi carsici. Il percorso toccherà la sorgente di Fontana Moretti, il Laghetto di Ponte Subiolo — l’“Elefante Bianco”, cavità subacquea esplorata fino a -292 metri secondo il programma dell’evento — e la grotta fossile di Ponte Subiolo. L’obiettivo è mostrare al pubblico il funzionamento delle riserve d’acqua carsiche e sensibilizzare sui rischi legati all’inquinamento e ai cambiamenti climatici.

Sempre nel Vicentino, il 12 e 13 settembre, sull’Altopiano dei Sette Comuni, è previsto un intervento concreto di bonifica di una cavità contenente rifiuti, accompagnato dal rilievo topografico della grotta.

Il programma veneto proseguirà il 15 settembre alle Grotte di Oliero con la presentazione della nuova guida La fabbrica dell’acqua – Guida alle grotte di Oliero.

Il 19 settembre appuntamento anche sui Monti Alburni

Le iniziative continueranno oltre la data ufficiale del 13 settembre. Sabato 19 settembre, a Sant’Angelo a Fasanella, è previsto un open day alla Grotta Fra’ Gentile, sui Monti Alburni.

L’attività, organizzata congiuntamente dal G.S. Melandro, dal GASP della Sezione CAI Gioia del Colle e dalla Sezione CAI Castrovillari, unirà la visita della cavità al monitoraggio degli ambienti ipogei e della fauna presente.

Una giornata internazionale per rendere visibile il mondo sotterraneo

La prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo offre così anche alla speleologia italiana un’occasione per raccontarsi fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori.

Non soltanto esplorazione: il calendario mette insieme ricerca scientifica, tutela dell’acqua, biodiversità, educazione ambientale, memoria storica, formazione e conservazione del territorio. Temi che spiegano perché la protezione delle grotte e dei sistemi carsici riguardi molto più di ciò che accade sotto terra.

L’UNESCO indica tra gli obiettivi della nuova giornata proprio la sensibilizzazione del pubblico e dei decisori, la cooperazione scientifica ed educativa, la tutela delle risorse idriche e della biodiversità e la promozione di forme sostenibili di fruizione dei territori carsici.

Il calendario delle Giornate Nazionali della Speleologia 2026 è pubblicato online e potrà essere consultato per programmi, modalità di partecipazione, prenotazioni e contatti dei singoli organizzatori.

Programma aggiornato degli eventi delle Giornate della Speleologia 2026

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Michal Pavlíček, Dan Bárta - podzimní koncerty v jeskyni Výpustek | CAVESOUNDS

Určitě nevíte, že naši kolegové v jeskyni Výpustek pořádají koncerty se skvělou atmosférou!


Nenechte si ujít jedinečné podzimní koncerty v jeskyni Výpustek. V říjnu vystupí Michal Pavlíček a trio, v listopadu Dan Bárta a Vít Křišťan.

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  • Anche la National Speleological Society invita a celebrare la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo
    Condividi Anche la National Speleological Society statunitense rilancia l’invito alla comunità speleologica internazionale: il 13 settembre 2026, in occasione della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, gruppi, associazioni e speleologi sono chiamati a organizzare iniziative locali di divulgazione, conoscenza e tutela degli ambienti carsici Scrive la NSS: “Find information about the event, get free downloadable resources you can share, and register your event at https://w
     

Anche la National Speleological Society invita a celebrare la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

September 10th 2026 at 05:00

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Anche la National Speleological Society statunitense rilancia l’invito alla comunità speleologica internazionale: il 13 settembre 2026, in occasione della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, gruppi, associazioni e speleologi sono chiamati a organizzare iniziative locali di divulgazione, conoscenza e tutela degli ambienti carsici

Scrive la NSS: “Find information about the event, get free downloadable resources you can share, and register your event at https://www.caveskarstday.org

Anche la National Speleological Society (NSS) degli Stati Uniti si prepara alla prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, in programma il 13 settembre 2026, invitando speleologi e associazioni a contribuire con attività organizzate nelle proprie comunità.

Nel messaggio diffuso sui propri canali, la NSS sottolinea che il successo della giornata dipenderà proprio dalla diffusione di iniziative locali in tutto il mondo.

L’invito è a raccontare l’esplorazione e le scoperte scientifiche, parlare di speleologia, spiegare la vulnerabilità delle acque sotterranee nei territori carsici e coinvolgere il pubblico nella protezione di grotte e carsismo.

Le iniziative possono assumere forme molto diverse: visite in grotta, conferenze e incontri divulgativi, attività di pulizia e tutela, oppure semplicemente occasioni per far conoscere l’importanza e la fragilità degli ambienti sotterranei.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, proclamata dall’UNESCO nel 2025, sarà celebrata quest’anno per la prima volta. Sul portale internazionale sono disponibili informazioni, fotografie e materiali scaricabili ed è possibile registrare gli eventi organizzati per il 13 settembre.

International Day of Caves and Karst – sito ufficiale

Fonte: National Speleological Society (NSS) – post social

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  • Saqqara, scavata la mastaba di Yunmin e Iti: due cappelle della V dinastia tornano alla luce
    Condividi La mastaba di Saqqara, nota dall’Ottocento, è stata indagata da una missione egiziano-spagnola. Rilievi, iscrizioni e colori conservati aprono nuove prospettive sulla necropoli di Mariette e sulla vita amministrativa dell’Antico Regno. Mastaba di Saqqara: lo scavo nella necropoli di Mariette Una mastaba di Saqqara conosciuta in superficie da oltre un secolo e mezzo è stata oggetto di uno scavo archeologico sistematico. La scoperta riguarda la tomba doppia di Yunmin e di suo padre
     

Saqqara, scavata la mastaba di Yunmin e Iti: due cappelle della V dinastia tornano alla luce

September 9th 2026 at 14:00

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La mastaba di Saqqara, nota dall’Ottocento, è stata indagata da una missione egiziano-spagnola. Rilievi, iscrizioni e colori conservati aprono nuove prospettive sulla necropoli di Mariette e sulla vita amministrativa dell’Antico Regno.

Mastaba di Saqqara: lo scavo nella necropoli di Mariette

Una mastaba di Saqqara conosciuta in superficie da oltre un secolo e mezzo è stata oggetto di uno scavo archeologico sistematico. La scoperta riguarda la tomba doppia di Yunmin e di suo padre Iti, nella necropoli di Mariette, nel settore settentrionale del vasto complesso funerario di Saqqara, a ovest del Cairo.

La ricerca è stata svolta dalla missione egiziano-spagnola nata dalla collaborazione fra l’Universitat Autònoma de Barcelona e il Consiglio Supremo delle Antichità egiziano. Il cantiere è attivo dal 2023. La prima campagna sul terreno è iniziata nel 2024, mentre gli ultimi lavori si sono svolti tra aprile e giugno 2026.

La mastaba di Saqqara risale alla fine della V dinastia, nel periodo del faraone Djedkare Isesi. Le cronologie riportate nelle comunicazioni istituzionali collocano questa fase dell’Antico Regno fra il 2494 e il 2345 a.C. Il monumento era stato riconosciuto nell’area esplorata da Auguste Mariette nel XIX secolo, ma non era mai stato scavato e documentato in modo approfondito.

Il caso mostra il valore delle indagini condotte anche in paesaggi archeologici studiati da lungo tempo. La lettura della topografia, delle strutture emergenti e dei rapporti fra edifici ha portato infatti a definire meglio non solo la tomba, ma anche il contesto urbano della necropoli.

Yunmin e Iti: funzionari dell’Antico Regno

La mastaba di Saqqara ha una piattaforma di medie dimensioni e due cappelle funerarie aperte sul lato orientale. La cappella settentrionale era destinata a Yunmin, mentre quella meridionale apparteneva a Iti.

Yunmin ricopriva incarichi di rilievo nell’amministrazione egizia. Le fonti lo identificano come giudice, direttore della corte e capo degli scribi incaricati di esaminare petizioni e reclami. La sua figura offre quindi un riferimento diretto alla gestione delle controversie e delle richieste rivolte all’apparato statale.

Iti, padre di Yunmin, era invece uno scriba collegato alla gestione delle terre agricole e delle offerte. La tomba congiunta permette di osservare, nello stesso monumento, due livelli dell’amministrazione e un possibile percorso di ascesa sociale dalla sfera territoriale a quella centrale.

La cappella di Yunmin conserva una facciata scolpita con testi funerari, una formula d’offerta e l’immagine del proprietario in posa formale. Questi elementi associavano il defunto alle pratiche cultuali necessarie alla sua commemorazione.

Rilievi e colori della mastaba di Saqqara

Le pareti della cappella di Yunmin sono decorate con rilievi di buona qualità. Le scene raffigurano attività agricole e processioni di portatori di offerte dirette alla tomba. Sono presenti anche animali, fra cui asini.

Un dato rilevante riguarda la conservazione della policromia. Diverse decorazioni hanno mantenuto i colori originali dopo più di quattro millenni. Nella cappella di Iti sono state individuate una falsa porta e pitture con scene di offerte; in questo ambiente una parte più ampia dei pigmenti risulta sbiadita.

La falsa porta era un elemento centrale dell’architettura funeraria egizia. Rappresentava il punto di passaggio simbolico attraverso il quale il defunto poteva ricevere offerte e partecipare al culto. Testi, immagini e architettura formavano quindi un unico dispositivo rituale.

La mastaba di Saqqara aggiunge dati sulle tecniche decorative, sui modelli architettonici e sulle forme di autorappresentazione delle élite della tarda V dinastia. Le immagini agricole non sono semplici scene di vita quotidiana. Nel contesto funerario evocano anche la continuità delle risorse e delle offerte destinate al proprietario della tomba.

Saqqara come paesaggio funerario e urbano

Il lavoro della missione non si concentra soltanto sui due ambienti funerari. Gli archeologi stanno analizzando l’organizzazione dello spazio circostante, il rapporto tra edifici e percorsi, le dinamiche del paesaggio e l’uso delle aree della necropoli.

In questa prospettiva, Saqqara non appare come una somma di tombe isolate. Era uno spazio frequentato per la costruzione dei monumenti, per il deposito delle offerte e per lo svolgimento dei culti funerari. Lo studio delle strade, delle aree aperte e delle relazioni tra mastabe può chiarire come questo settore sia stato progettato e utilizzato nel tempo.

Le ricognizioni cartografiche e la ricostruzione dell’assetto della necropoli hanno già indicato una mastaba non nota in precedenza e tracce di altre due strutture vicine. Le future campagne potranno verificare natura, cronologia e connessioni di questi edifici.

La documentazione completa delle cappelle di Yunmin e Iti e gli interventi di conservazione annunciati saranno essenziali per proteggere le superfici decorate. Il rinvenimento conferma che la ricerca a Saqqara può ancora offrire informazioni significative, anche nei settori registrati dalla tradizione archeologica ottocentesca.

Fonti

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  • Grotta del Vento, il 13 settembre tra esplorazione e memoria per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo
    Condividi Alla Grotta del Vento dimostrazioni speleologiche, materiali storici e una visita-racconto per la prima edizione UNESCO della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo Domenica 13 settembre 2026 la Grotta del Vento, a Fornovolasco nel Parco delle Alpi Apuane, dedica un’intera giornata alla speleologia. L’appuntamento coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO e celebrata ogni anno il 13 settembre. Il programma annunc
     

Grotta del Vento, il 13 settembre tra esplorazione e memoria per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

September 9th 2026 at 13:00

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Alla Grotta del Vento dimostrazioni speleologiche, materiali storici e una visita-racconto per la prima edizione UNESCO della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Domenica 13 settembre 2026 la Grotta del Vento, a Fornovolasco nel Parco delle Alpi Apuane, dedica un’intera giornata alla speleologia. L’appuntamento coincide con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO e celebrata ogni anno il 13 settembre.

Il programma annunciato mette insieme tecnica di progressione, osservazione dell’esplorazione verticale, documentazione storica e racconto delle prime campagne nella cavità. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione dello Speleo Club Garfagnana. L’obiettivo dichiarato è riportare l’attenzione sul rapporto tra una grotta turistica, la ricerca e la storia delle persone che ne hanno ampliato la conoscenza.

La Grotta del Vento è situata nel territorio di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca. La cavità presenta gallerie vadose e freatiche, tratti interessati dall’acqua e zone ricche di concrezioni. Il suo nome è legato alla forte corrente d’aria che, in estate, fuoriesce dall’ingresso inferiore.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, il quadro UNESCO

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo nasce da una proclamazione della Conferenza generale UNESCO, avvenuta nel novembre 2025. Il 2026 è quindi l’anno della prima celebrazione.

L’UNESCO indica le grotte e i paesaggi carsici come sistemi fragili, importanti per le risorse idriche, la biodiversità sotterranea, gli archivi geologici e le testimonianze della storia umana. Secondo l’Organizzazione, i paesaggi carsici coprono quasi un quarto delle terre emerse e contribuiscono all’approvvigionamento idrico potabile di oltre un miliardo di persone.

La ricorrenza invita istituzioni, comunità, scuole, geoparchi e associazioni a proporre visite, mostre e incontri pubblici. A Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre è previsto il programma internazionale inaugurale, con un convegno scientifico e una cerimonia ufficiale.

In questo contesto, la giornata alla Grotta del Vento collega un’iniziativa locale a una mobilitazione internazionale dedicata alla conoscenza e alla gestione responsabile del carsismo.

Grotta del Vento e tecnica speleologica nel programma del mattino

Le attività inizieranno dalle ore 10 nel piazzale della Grotta del Vento. Sono previste dimostrazioni sulle tecniche di progressione speleologica e sull’impiego delle attrezzature usate negli ambienti sotterranei.

Gli speleologi accompagneranno il pubblico nell’osservazione di materiali e procedure. L’impostazione è divulgativa. Le dimostrazioni non sostituiscono una formazione tecnica, che richiede corsi, istruttori qualificati e contesti adeguati.

Durante le visite nella cavità saranno effettuate calate nei pozzi più profondi, organizzate in modo da risultare osservabili dai visitatori. Il pubblico potrà vedere da vicino la progressione su corda e comprendere il ruolo della tecnica nell’esplorazione verticale.

La proposta richiama un aspetto centrale della speleologia: l’avanzamento nelle grotte non dipende soltanto dalla scoperta di nuovi passaggi. Richiede pianificazione, lettura dell’ambiente, conoscenza delle attrezzature, lavoro di squadra e attenzione alla sicurezza.

Memoria delle esplorazioni della Grotta del Vento

Per tutta la giornata il piazzale ospiterà fotografie, documenti, attrezzature e altri materiali relativi alle esplorazioni della Grotta del Vento. L’esposizione ricostruirà fasi, protagonisti e strumenti della conoscenza della cavità.

La storia nota della Grotta del Vento comprende le prime frequentazioni dalla fine dell’Ottocento. Nel 1961 il Gruppo Speleologico Bolognese del CAI superò il sifone iniziale durante una fase di siccità e esplorò 640 metri di gallerie. Nel settembre 1964 il Gruppo Speleologico Lucchese del CAI arrivò a 1.110 metri, realizzando rilievo topografico, documentazione fotografica e uno studio geomorfologico preliminare.

La valorizzazione turistica iniziò nel 1965. Il primo itinerario fu aperto nel 1967. Negli anni successivi le esplorazioni hanno portato lo sviluppo conosciuto a oltre quattro chilometri e mezzo, mentre restano diramazioni di difficile accesso.

Questo patrimonio documentario aiuta a leggere la grotta come luogo naturale e come archivio della pratica speleologica. Fotografie e attrezzature mostrano anche i cambiamenti intervenuti nelle tecniche di rilievo, comunicazione e sicurezza.

Visita serale alla Grotta del Vento tra testi e racconti

Alle ore 19 è annunciata una visita serale speciale. Il percorso sarà accompagnato da letture di testi, memorie e racconti dei primi esploratori, direttamente negli ambienti che furono teatro delle loro ricognizioni.

La formula proposta è quella di una visita-racconto. Le letture saranno integrate nel percorso e non presentate come appuntamento separato. L’intento è offrire ai partecipanti elementi per collocare difficoltà, intuizioni e risultati delle esplorazioni nel loro contesto fisico.

Il calendario estivo pubblicato sul sito della Grotta del Vento segnala anche esposizioni e dimostrazioni pratiche per il 13 settembre, oltre a proiezioni e conferenze alle ore 21. La pagina consultata non specifica se le attività serali costituiscano un programma unico o due momenti distinti. Per la partecipazione è quindi opportuno verificare orari e prenotazione direttamente con la struttura, al numero 0583 722024.

Attività didattiche e divulgative recenti alla Grotta del Vento

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo arriva al termine di un ciclo estivo dedicato alla divulgazione. Il 23 agosto, con lo Speleo Club Garfagnana, lo speleologo e fotografo Andrea Moretti ha presentato un incontro dedicato alla documentazione delle grotte, con interventi di Pietro Taddei e Vittorio Verole-Bozzello.

Il 28 agosto la sala multifunzionale ha ospitato “Le nuvole e la grotta”. L’incontro ha collegato l’alluvione della Garfagnana del 1996, meteorologia, cambiamenti climatici e microclima sotterraneo. Era previsto l’intervento del meteorologo Valerio Capecchi del Consorzio LaMMA, insieme a Vittorio Verole-Bozzello.

Il 4 settembre il programma ha affiancato l’inaugurazione della sistemazione paesaggistica davanti alla Sorgente del Tinello a un approfondimento sulla speleologia subacquea. Il tema comprendeva la sorgente e le esplorazioni più recenti nei sifoni della Garfagnana.

Accanto agli incontri pubblici, la Grotta del Vento mantiene proposte per gruppi e scuole su prenotazione. Il sito mette a disposizione materiali introduttivi sul carsismo regionale e una pubblicazione dedicata all’origine, all’evoluzione e agli aspetti scientifici della cavità. Sono strumenti pensati per preparare o proseguire in classe la visita.

La giornata del 13 settembre riunisce quindi attività pratiche, memoria storica e divulgazione. La Grotta del Vento diventa il punto di partenza per avvicinare il pubblico alle tecniche speleologiche e ai processi che formano il carsismo, senza separare l’esperienza della visita dalla conoscenza del territorio.

Fonti

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  • Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo: la UIS porta la biospeleologia in diretta Facebook
    Condividi La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata il 13 settembre 2026. Alla vigilia, la Commissione Biologia dell’UIS propone l’incontro online “Life in the Dark”, dedicato alla ricerca biospeleologica, a Emil Racovi?? e alle politiche di tutela degli ecosistemi sotterranei. Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, un debutto internazionale Il 13 settembre 2026 si celebrerà la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, denominata dall’UN
     

Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo: la UIS porta la biospeleologia in diretta Facebook

September 9th 2026 at 12:00

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La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata il 13 settembre 2026. Alla vigilia, la Commissione Biologia dell’UIS propone l’incontro online “Life in the Dark”, dedicato alla ricerca biospeleologica, a Emil Racovi?? e alle politiche di tutela degli ecosistemi sotterranei.

Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, un debutto internazionale

Il 13 settembre 2026 si celebrerà la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, denominata dall’UNESCO International Day of Caves and Karst (IDCK). La ricorrenza è stata proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO il 12 novembre 2025 e avrà cadenza annuale.

La data richiama l’attenzione sul valore ambientale, scientifico, idrico e culturale delle grotte e dei paesaggi carsici. L’UNESCO ricorda che questi territori coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Sono anche archivi geologici, habitat di biodiversità specializzata e luoghi in cui restano tracce della storia umana.

La prima celebrazione internazionale si svolgerà a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale. Il calendario mondiale non si limiterà alla Slovenia. Associazioni, scuole, enti di gestione, grotte turistiche e comunità locali sono invitati a proporre iniziative e a inserirle nella mappa globale coordinata dall’Unione Internazionale di Speleologia.

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo colloca quindi la speleologia in un contesto più ampio. Ricerca, educazione, gestione sostenibile dell’acqua e conservazione della natura diventano parti della stessa discussione.

UIS Cave Biology Commission: “Life in the Dark” il 12 settembre

In questo quadro si inserisce l’appuntamento online della UIS Cave Biology Commission, intitolato “Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science”. L’incontro è annunciato per sabato 12 settembre 2026, alla vigilia della ricorrenza UNESCO, in diretta Facebook Live.

Per il pubblico dell’Europa centrale l’orario indicato è le 22.00 CEST. La comunicazione riporta anche le 13.00 PDT/MST per Pacifico e Arizona e le 14.00 CST per Città del Messico. Ulteriori dettagli sul programma e sui relatori saranno comunicati dalla Commissione.

Il titolo dell’incontro delinea tre direzioni. La prima è la memoria scientifica della biospeleologia. La seconda riguarda le nuove frontiere dello studio della vita sotterranea. La terza guarda al rapporto tra conoscenza biologica e politiche globali di conservazione.

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo offre così anche uno spazio per rendere più visibili discipline che spesso operano lontano dall’attenzione pubblica. La biologia sotterranea non riguarda solo le grandi cavità visitabili. Comprende reti di fessure, sedimenti, falde, sorgenti e ambienti acquatici sotterranei, spesso difficili da osservare e delimitare.

Emil Racovi?? e l’eredità della biospeleologia

La serata renderà omaggio a Emil Racovi??, figura centrale nella nascita della biospeleologia. Il biologo ed esploratore romeno pubblicò nel 1907 l’“Essai sur les problèmes biospéologiques”, testo che contribuì a definire lo studio scientifico delle forme di vita degli ambienti sotterranei. Nel 1920 fondò a Cluj il primo istituto di speleologia al mondo.

Richiamare Racovi?? significa collegare la storia della disciplina alle domande attuali. Le tecniche di campionamento, la genetica, l’analisi del DNA ambientale, il rilievo tridimensionale e i modelli ecologici ampliano oggi le possibilità di indagine. Restano importanti anche l’osservazione sul campo, la documentazione accurata e la collaborazione tra speleologi, tassonomisti, idrogeologi e gestori del territorio.

Per molte specie sotterranee, la distribuzione ristretta e la difficoltà di rilevamento rendono le conoscenze ancora incomplete. Questa condizione incide sulle scelte di protezione. Una cavità nota può rappresentare solo una piccola parte di un sistema ecologico connesso al suolo, alle acque di infiltrazione e al bacino di alimentazione.

Biodiversità sotterranea e politiche di protezione

Uno dei dati richiamati nell’annuncio riguarda il divario tra valore ecologico e protezione effettiva. Una ricerca pubblicata su npj Biodiversity stima che solo il 6,9% dei paesaggi carsici e vulcanici che ospitano habitat sotterranei si sovrapponga alle aree protette, a fronte di circa il 17% della superficie terrestre e delle acque interne coperta da tali aree.

Lo studio evidenzia un punto decisivo per la tutela delle grotte e del carsismo: gli ecosistemi sotterranei hanno una struttura tridimensionale. La sola delimitazione in superficie non garantisce necessariamente la protezione di falde, cavità, fratture e habitat collegati. Le pressioni esterne possono arrivare nel sottosuolo attraverso l’uso del suolo, l’inquinamento, le captazioni idriche, le attività estrattive e le modifiche del regime delle acque.

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo può dunque favorire un confronto tra ricerca e decisioni pubbliche. La tutela non coincide con il solo divieto di accesso a una grotta. Richiede conoscenza dei sistemi idrogeologici, monitoraggi, gestione dei flussi di visita e attenzione ai bacini di ricarica.

I video messaggi UIS su Facebook

Accanto agli appuntamenti scientifici, la UIS sta dando spazio alla partecipazione della comunità speleologica internazionale. Sulla pagina Facebook dell’Unione Internazionale di Speleologia sono in pubblicazione video messaggi inviati da membri UIS di diversi Paesi. I contributi invitano a celebrare la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo e a diffonderne le finalità.

L’iniziativa offre una testimonianza diretta della rete mondiale che opera nello studio, nell’esplorazione e nella difesa degli ambienti ipogei. Per gruppi e singoli speleologi può essere anche un invito a raccontare iniziative locali, esperienze di ricerca e attività educative legate al 13 settembre.

La diretta “Life in the Dark” del 12 settembre aggiunge a questo percorso un focus specifico sulla biodiversità. Il passaggio dalla storia della biospeleologia alle questioni di conservazione mostra come la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo intenda connettere patrimonio scientifico, responsabilità ambientale e partecipazione pubblica.

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  • Speleo Club Nuoro a Sa Nurre de su Hoda: il 27 settembre una giornata nel Supramonte di Oliena
    Condividi Il 27 settembre lo Speleo Club Nuoro propone una visita a Sa Nurre de su Hoda, conosciuta nel Catasto speleologico sardo come Voragine di Tiscali. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi alla speleologia attraverso un’uscita guidata in un ambiente carsico del Supramonte di Oliena. Speleo Club Nuoro e Sa Nurre de su Hoda Domenica 27 settembre 2026 lo Speleo Club Nuoro annuncia una giornata dedicata alla conoscenza del mondo sotterraneo a Sa Nurre de su Hoda, nella valle
     

Speleo Club Nuoro a Sa Nurre de su Hoda: il 27 settembre una giornata nel Supramonte di Oliena

September 9th 2026 at 11:00

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Il 27 settembre lo Speleo Club Nuoro propone una visita a Sa Nurre de su Hoda, conosciuta nel Catasto speleologico sardo come Voragine di Tiscali. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi alla speleologia attraverso un’uscita guidata in un ambiente carsico del Supramonte di Oliena.

Speleo Club Nuoro e Sa Nurre de su Hoda

Domenica 27 settembre 2026 lo Speleo Club Nuoro annuncia una giornata dedicata alla conoscenza del mondo sotterraneo a Sa Nurre de su Hoda, nella valle di Lanaitho, nel territorio di Oliena. La proposta mette insieme cammino di avvicinamento, osservazione dell’ambiente carsico e visita della cavità.

L’appuntamento è a numero chiuso. Le informazioni operative e le prenotazioni fanno riferimento a Tony, al numero 334 175 9529. La limitazione dei posti è un elemento rilevante per la gestione di una grotta: consente di organizzare gruppi dimensionati alle caratteristiche del percorso e di accompagnare i partecipanti con attenzione.

La giornata dello Speleo Club Nuoro è presentata come un primo contatto con la speleologia. Non coincide con un corso tecnico e non sostituisce una formazione strutturata. Può offrire, però, l’occasione per comprendere come si osserva una cavità, quali sono le regole di comportamento e perché la frequentazione degli ambienti ipogei richiede preparazione, accompagnamento e rispetto.

Sa Nurre de su Hoda nel Supramonte di Oliena

Sa Nurre de su Hoda è una vasta cavità conosciuta anche con le denominazioni di Voragine di Tiscali e, nella tradizione locale riportata dalle fonti turistiche, sa ’onchedda ’e corojos o ’onchedda ’e sa chessa. È registrata nel Catasto speleologico regionale della Sardegna come cavità 0088 SA/NU. La scheda catastale la descrive come formata da grandi gallerie, con accesso superiore a pozzo e accesso inferiore attraverso un cunicolo disagevole. [web:32]

Le descrizioni disponibili indicano due ingressi noti. Quello alto è associato a un salto verticale di circa 85 metri; quello basso conduce invece alla parte interna attraverso un passaggio stretto. Per questo, la visita a Sa Nurre de su Hoda non va interpretata come un accesso libero e privo di vincoli. Le modalità di ingresso, l’attrezzatura necessaria e le decisioni sullo svolgimento dell’uscita spettano agli organizzatori e alle autorizzazioni previste per il sito.

La cavità è collocata nell’area del Troccos de Corojos, lungo i percorsi della valle di Lanaitho. Indicazioni escursionistiche pubblicate online riportano un avvicinamento di circa 1,2 chilometri e 100 metri di dislivello, oltre alla presenza di un cancello presso l’accesso basso. Le stesse informazioni richiamano la necessità di chiedere autorizzazione per l’ingresso. [web:3]

Il raggio di luce e le tracce archeologiche

Tra gli aspetti che rendono riconoscibile Sa Nurre de su Hoda c’è il fascio solare che attraversa un’apertura superiore e raggiunge la grande sala per un intervallo limitato della giornata. Il sito turistico del Comune di Oliena riferisce che il fenomeno dura circa un’ora al giorno. [web:4]

Il periodo più favorevole per l’effetto di luce è generalmente indicato fra primavera inoltrata ed estate. La data del 27 settembre cade quindi oltre la finestra stagionale segnalata dalle fonti consultate. I partecipanti non dovrebbero considerare il raggio solare come un elemento garantito del programma. La visita conserva comunque interesse per le morfologie, le concrezioni e per la lettura del paesaggio sotterraneo.

Sa Nurre de su Hoda ha anche rilievo storico. Il Comune di Oliena segnala il ritrovamento di resti ceramici attribuiti all’età nuragica e romana e di oggetti bronzei riferibili al vestiario nuragico. [web:4] Il contesto di Lanaitho e Tiscali restituisce quindi una relazione di lunga durata tra gruppi umani, rilievi calcarei, risorse idriche e ripari naturali.

Speleologia, sicurezza e tutela della grotta

La speleologia comprende studio e frequentazione consapevole delle cavità naturali. In una visita introduttiva, l’osservazione non riguarda solo le dimensioni della sala o la presenza delle concrezioni. Conta anche riconoscere la fragilità di ciò che si incontra: depositi calcarei, sedimenti, microclima, eventuale fauna cavernicola e testimonianze archeologiche possono essere alterati da comportamenti non corretti.

Lo Speleo Club Nuoro propone Sa Nurre de su Hoda in un’area dove geologia, fotografia sotterranea e biospeleologia sono stati già temi di visite specialistiche. Nel programma del raduno nazionale di Urzulei del 2019, la Voragine di Tiscali figurava infatti tra le cavità affrontate con chiavi di lettura geologiche, fotografiche e biospeleologiche. [web:34]

Per chi partecipa, il punto essenziale è seguire le indicazioni degli accompagnatori, utilizzare l’equipaggiamento richiesto e non raccogliere materiali. Non vanno toccate o danneggiate le concrezioni. Non vanno lasciati rifiuti. Le fotografie devono essere compatibili con le indicazioni fornite sul posto, soprattutto per evitare disturbo alla fauna e agli altri visitatori.

L’esperienza può anche chiarire la differenza fra una visita guidata e l’attività speleologica autonoma. La progressione in grotta, la gestione delle corde, l’orientamento e le procedure di emergenza richiedono apprendimento progressivo. In una precedente iniziativa formativa documentata da Scintilena, lo Speleo Club Nuoro aveva organizzato il XXII Corso di Speleologia con otto lezioni teoriche e quattro pratiche, dedicate anche a geologia, sicurezza, attrezzatura e progressione su corda. [web:15]

Attività recenti dello Speleo Club Nuoro

Le ricerche svolte per questa notizia non hanno restituito, nelle fonti web pubblicamente indicizzate consultate, comunicati recenti e verificabili su nuove scoperte speleologiche attribuite allo Speleo Club Nuoro nel 2026. Non sarebbe corretto trasformare in notizia esplorazioni non documentate da una fonte identificabile.

L’uscita del 27 settembre rappresenta quindi l’aggiornamento operativo disponibile nel materiale fornito. La precedente attività reperita con dettagli è il corso di speleologia pubblicato da Scintilena, segno di un impegno del gruppo anche nella formazione di nuovi frequentatori delle cavità. Eventuali aggiornamenti su esplorazioni, rilievi, ricerche o iniziative di tutela potranno essere integrati quando il club li renderà pubblici attraverso canali verificabili.

Per ora, Sa Nurre de su Hoda resta al centro dell’appuntamento di fine settembre. Nel Supramonte di Oliena, la giornata proposta dallo Speleo Club Nuoro porta l’attenzione su una grotta in cui natura, carsismo e storia locale richiedono una lettura attenta e rispettosa.

Informazioni

  • Data: domenica 27 settembre 2026
  • Luogo: Sa Nurre de su Hoda, Supramonte di Oliena
  • Organizzazione: Speleo Club Nuoro
  • Prenotazioni e informazioni: Tony, 334 175 9529
  • Posti: limitati

Fonti

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  • Giornata internazionale delle grotte e del carso: alla Heimkehle il debutto tedesco del 12 e 13 settembre
    Condividi La Giornata internazionale delle grotte e del carso entra nel programma della NaturErlebnisHöhle Heimkehle, nel Südharz: visite, attività per famiglie, divulgazione sui pipistrelli, escursioni e una lunga notte dedicata al mondo sotterraneo. La NaturErlebnisHöhle Heimkehle di Uftrungen, nel comune tedesco di Südharz, ospiterà il 12 e 13 settembre 2026 un appuntamento dedicato alla prima celebrazione della Giornata internazionale delle grotte e del carso. L’iniziativa è promossa
     

Giornata internazionale delle grotte e del carso: alla Heimkehle il debutto tedesco del 12 e 13 settembre

September 9th 2026 at 10:00

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La Giornata internazionale delle grotte e del carso entra nel programma della NaturErlebnisHöhle Heimkehle, nel Südharz: visite, attività per famiglie, divulgazione sui pipistrelli, escursioni e una lunga notte dedicata al mondo sotterraneo.

La NaturErlebnisHöhle Heimkehle di Uftrungen, nel comune tedesco di Südharz, ospiterà il 12 e 13 settembre 2026 un appuntamento dedicato alla prima celebrazione della Giornata internazionale delle grotte e del carso. L’iniziativa è promossa sul posto dalla grotta turistica, dal Biosphärenreservat Karstlandschaft Südharz e dal Verband der deutschen Höhlen- und Karstforscher (VdHK), l’associazione tedesca di speleologi e studiosi del carsismo.

Il cuore della ricorrenza cade domenica 13 settembre. La data è stata proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025 come International Day of Caves and Karst. Il 2026 sarà quindi il primo anno di celebrazione internazionale. L’obiettivo dichiarato è accrescere la conoscenza pubblica delle cavità naturali e dei paesaggi carsici, delle loro risorse idriche, della biodiversità e del loro valore geologico e culturale.

Giornata internazionale delle grotte e del carso, una nuova ricorrenza UNESCO

La Giornata internazionale delle grotte e del carso è nata da una proposta dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS), sostenuta dalla Slovenia e approvata durante la Conferenza generale dell’UNESCO a Samarcanda il 12 novembre 2025. Il 13 settembre è stato scelto anche in riferimento alla prima presentazione delle grotte e del carso all’UNESCO, avvenuta in quella data nel 2021.

La ricorrenza richiama temi che vanno oltre la frequentazione speleologica. I sistemi carsici costituiscono riserve e vie di circolazione delle acque sotterranee. Conservano archivi climatici e sedimentari. Ospitano fauna specializzata e spesso vulnerabile. Sono inoltre luoghi di interesse archeologico, storico e paesaggistico.

Il VdHK ha invitato associazioni, federazioni regionali, grotte turistiche e singoli gruppi a partecipare con escursioni, conferenze, attività divulgative e iniziative rivolte alle amministrazioni. In Germania, la Giornata internazionale delle grotte e del carso sarà affiancata il sabato da una “Lange Nacht der Höhlen”, una lunga notte delle grotte in parte proposta anche in collegamento streaming.

Heimkehle e il carsismo del Südharz

La sede scelta per l’appuntamento è la Heimkehle, presso Uftrungen, nell’area del Südharz, in Sassonia-Anhalt. La cavità ha uno sviluppo complessivo indicato in 2.000 metri, dei quali circa 700 sono attrezzati per la visita. Il percorso turistico attraversa il Kleiner Dom, il Riegelgang, il Großer Dom, alto 22 metri, il Riesentunnel e la Thyrahalle, dove si trova il Thyrasee.

La Heimkehle è una grotta carsica, memoriale e sito utilizzato dai pipistrelli. La sua storia impone anche una lettura civile del luogo. Durante la seconda guerra mondiale 1.500 detenuti del sottocampo di Dora furono costretti a realizzare impianti produttivi nella grotta. Un memoriale nel Kleiner Dom ricorda le vittime del regime nazista. Il riconoscimento di Geotopo nazionale, attribuito nel 2019, si affianca quindi alla dimensione naturalistica e alla memoria storica.

Il centro informativo esterno ospita una mostra Natura 2000 con postazioni interattive dedicate ad ambiente, tutela della natura, sostenibilità e specie protette. Questo contesto rende la Heimkehle un luogo adatto a tradurre i temi della Giornata internazionale delle grotte e del carso in attività aperte a pubblici diversi.

Programma alla Heimkehle tra visite, pipistrelli e divulgazione

Secondo il programma diffuso dagli organizzatori, sabato 12 settembre le visite tematiche sotterranee sono previste alle 10, alle 12, alle 14 e alle 16. La proposta delle 14 sarà una visita con torcia; ai partecipanti viene chiesto di portare una propria lampada. Alle 10.30 e alle 14.30 la geologa e speleologa Christel Völker condurrà escursioni in superficie dedicate alle forme carsiche attorno alla Heimkehle.

Dalle 10 alle 17 sarà aperto un punto informativo con conferenze e film dedicati a grotte e carso, realizzati in cooperazione con il VdHK. Il programma per bambini e famiglie comprende osservazioni con lente a bicchiere, attività sulle rocce, laboratori sui pipistrelli e presentazioni di grotte tridimensionali in ambiente virtuale. Alle 19.30 è annunciato, davanti alla grotta, un incontro serale sul mondo dei pipistrelli con il biologo Marcus Fritze. Dal tardo pomeriggio si inserirà la Lange Nacht der Höhlen, con contenuti condivisi anche attraverso il canale YouTube del VdHK.

Domenica 13 settembre, giornata centrale della Giornata internazionale delle grotte e del carso, il centro informativo resterà attivo dalle 10 alle 17. Le visite sotterranee manterranno gli orari delle 10, 12, 14 e 16. La visita di mezzogiorno avrà come tema “La Heimkehle come monumento”; alle 14 tornerà la formula con torcia. Le escursioni di Christel Völker sulle manifestazioni carsiche locali sono previste alle 10.30 e alle 14.30.

Alle 14.30, davanti all’ingresso della Heimkehle, è in calendario un concerto per pianoforte eseguito da Stephan Hohlweg su un pianoforte mobile. Il programma intreccia così divulgazione geologica, conoscenza degli ambienti sotterranei, educazione ambientale e memoria del sito.

Per la visita ordinaria, la Heimkehle comunica l’obbligo del casco, il divieto di accesso ai bambini sotto i tre anni e il divieto di introdurre cani nella grotta e nel centro informativo. Le partenze ordinarie nel periodo aprile-ottobre sono indicate alle 10, 12, 14 e 16; l’ultima visita richiede prenotazione. Le informazioni operative e le eventuali limitazioni delle visite tematiche vanno verificate prima della partenza presso la gestione della grotta.

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  • Grotte del Canin, a Sella Nevea il convegno sul grande sistema carsico delle Alpi Giulie
    Condividi Il 13 settembre 2026 il Parco delle Prealpi Giulie riunisce geologi e speleologi italiani, sloveni e ungheresi per la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo Foto di copertina di Paolo Manca Chiusaforte (UD), 13 settembre 2026 – Le Grotte del Canin saranno al centro di un incontro pubblico dedicato alla geologia, alla ricerca e a decenni di esplorazioni sotterranee. Domenica 13 settembre, dalle ore 10.00, il Centro Polifunzionale di Sella Nevea ospiterà il c
     

Grotte del Canin, a Sella Nevea il convegno sul grande sistema carsico delle Alpi Giulie

September 9th 2026 at 09:00

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Il 13 settembre 2026 il Parco delle Prealpi Giulie riunisce geologi e speleologi italiani, sloveni e ungheresi per la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Foto di copertina di Paolo Manca

Chiusaforte (UD), 13 settembre 2026 – Le Grotte del Canin saranno al centro di un incontro pubblico dedicato alla geologia, alla ricerca e a decenni di esplorazioni sotterranee.

Domenica 13 settembre, dalle ore 10.00, il Centro Polifunzionale di Sella Nevea ospiterà il convegno “Il mondo ipogeo del Canin”. L’ingresso è gratuito.

L’iniziativa è organizzata dal Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie con il Club Alpinistico Triestino.

È realizzata con il contributo del Servizio geologico della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, ai sensi della legge regionale 15/2016. Il convegno è inserito nella prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, ricorrenza UNESCO fissata ogni anno al 13 settembre.

La data collega l’appuntamento di Sella Nevea a un programma internazionale che avrà uno dei suoi momenti principali a Postumia, in Slovenia. Per il Canin il collegamento è anche geografico e scientifico: il massiccio è condiviso fra Italia e Slovenia e le sue reti sotterranee sono il risultato di una lunga attività esplorativa condotta oltre confine.

Grotte del Canin e geodiversità delle Alpi Giulie

Il Monte Canin è formato in prevalenza da rocce carbonatiche. Calcari e dolomie si sono deposti in ambiente marino circa 200 milioni di anni fa. In particolare, l’estensione e la purezza dei Calcari del Dachstein costituiscono una base favorevole allo sviluppo del carsismo.

L’acqua meteorica penetra nelle fratture e nei piani di stratificazione. Nel tempo allarga i percorsi e costruisce un paesaggio fatto di campi solcati, doline, pozzi, gallerie e grandi risorgive. Sull’altipiano del Foran dal Muss questa morfologia raggiunge una delle espressioni più evidenti delle Alpi Giulie. Il Parco segnala qui la presenza congiunta di fenomeni carsici superficiali e profondi.

Le Grotte del Canin non sono quindi soltanto cavità da esplorare. Sono parte di un sistema idrogeologico di alta quota. Le acque assorbite dall’altipiano riemergono anche in Val Raccolana. Il Fontanon di Goriuda, geosito di interesse nazionale, è una risorgiva perenne posta al contatto fra la Dolomia Principale e i sovrastanti calcari del Dachstein. A questa sorgente sarà dedicato uno degli interventi della mattinata, insieme alla Risorgiva del Monte Sart.

Il Sistema del Monte Canin, quasi 90 chilometri rilevati

Uno dei temi di maggiore rilievo riguarda la dimensione del reticolo ipogeo. Il Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia definisce il Sistema del Monte Canin come l’unione del Complesso Foran del Muss e del Complesso Col delle Erbe. La connessione fra la Grotta Clemente e la cavità Rotule Spezzate, realizzata nel 2019, ha collegato i due complessi.

Lo sviluppo spaziale complessivo è stimato vicino ai 90 chilometri. Il dato rende il Sistema del Monte Canin il più lungo d’Italia secondo il Catasto regionale. La stessa scheda segnala un punto importante per la lettura del record: la distinzione fra una grotta a più ingressi, un complesso e un macro-complesso non dispone di standard nazionali o internazionali univoci. La denominazione adottata conserva perciò anche la storia autonoma dei due grandi complessi esplorati.

Le Grotte del Canin raccontano una ricerca iniziata alla fine degli anni Sessanta e proseguita per generazioni. L’evoluzione delle tecniche su corda e l’impiego di bivacchi speleologici hanno reso possibili campagne sempre più articolate su un massiccio vasto, severo e ricco di ingressi. Il confronto fra rilievi, dati catastali ed esplorazioni continua a essere essenziale per definire la struttura del sistema e i suoi rapporti con le risorgenze.

Il programma del convegno sulle Grotte del Canin

Dopo i saluti del sindaco di Chiusaforte Fabrizio Fuccaro e della presidente del Parco naturale delle Prealpi Giulie Anna Micelli, la mattinata si aprirà con Paolo Manca e Massimo Zanetti del Servizio geologico regionale. Il loro intervento sarà dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico del Friuli Venezia Giulia.

Il geologo Andrea Mocchiutti affronterà la geologia e la geomorfologia del Monte Canin con l’intervento “La fantasia dell’acqua e della roccia”. Franco Gherlizza e Clarissa Brun, per il Club Alpinistico Triestino, ripercorreranno cinquant’anni di campi speleologici del CAT sul Canin.

Il Gruppo speleologico ungherese “Gortani” presenterà trentatré anni di attività nel massiccio. Jure Ti?ar, del Club speleologico Novo Mesto, parlerà invece delle esplorazioni slovene con “Una montagna, due versanti, abissi infiniti”. Franco Riosa e Franco Gherlizza illustreranno le ricerche speleosubacquee alla Risorgiva del Monte Sart e al Fontanon di Goriuda. Gherlizza proporrà anche un intervento dedicato al Monte Canin nelle leggende. La moderazione è affidata al geologo Giuseppe Muscio. Al termine è previsto un momento conviviale.

Grotte del Canin, conoscenza e tutela

La prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo nasce per accrescere l’attenzione sugli ambienti ipogei, sui paesaggi carsici e sulle risorse idriche collegate. Per un’area come il Canin, dove il carsismo di superficie e quello profondo formano un sistema continuo, divulgazione e tutela dipendono dalla qualità delle conoscenze disponibili.

Il convegno di Sella Nevea propone quindi un quadro che unisce geologia, catasto, esplorazione, speleosubacquea e memoria delle associazioni. Le Grotte del Canin saranno raccontate da chi ne ha studiato strutture, acque e percorsi, senza separare il patrimonio naturale dalla storia delle ricerche che ne hanno ampliato la conoscenza.

Informazioni pratiche

  • Evento: Il mondo ipogeo del Canin
  • Quando: domenica 13 settembre 2026, ore 10.00
  • Dove: Centro Polifunzionale, Sella Nevea, Chiusaforte (UD)
  • Ingresso: gratuito
  • Informazioni: info@parcoprealpigiulie.it
  • Sito dell’ente: https://www.parcoprealpigiulie.it/

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Stage di speleologia a Varese: il Gruppo Speleologico Prealpino porta i principianti dal CAI Carnago alle grotte del Campo dei Fiori

September 9th 2026 at 08:00

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Dal 1° al 4 ottobre 2026, teoria, palestra di roccia ad Arcisate e uscita in grotta compongono lo stage di speleologia del Gruppo Speleologico Prealpino. L’iniziativa si inserisce nelle attività di ricerca, divulgazione e tutela del carsismo varesino.

Stage di speleologia: tre appuntamenti tra Carnago, Arcisate e Campo dei Fiori

Il Gruppo Speleologico Prealpino e la sezione CAI di Carnago propongono uno stage di speleologia in tre giornate, destinato a chi desidera avvicinarsi in modo guidato all’ambiente ipogeo. Il calendario è fissato per giovedì 1°, sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026.

Il primo incontro si terrà il 1° ottobre, dalle 21 alle 23.30. La serata teorica affronterà la storia della speleologia, le attrezzature personali e collettive, i materiali e le nozioni di carsismo e speleogenesi. Spazio anche alla lettura delle forme carsiche, sia in superficie sia sottoterra, e al ruolo dell’esplorazione nella conoscenza delle cavità.

Lo stage di speleologia propone quindi un percorso progressivo. Prima si acquisiscono riferimenti tecnici e ambientali. Poi si passa alla pratica controllata. L’ultima tappa è la grotta.

Palestra di roccia ad Arcisate: le manovre prima della grotta

Sabato 3 ottobre i partecipanti si ritroveranno alla palestra di roccia di Arcisate. Sotto la supervisione degli istruttori CAI, il programma prevede l’impiego di imbragatura e attrezzatura specifica, con esercizi di salita e discesa su corda e le principali manovre in parete.

Questa fase è centrale per uno stage di speleologia rivolto a esordienti. La progressione verticale richiede infatti familiarità con dispositivi, corde e procedure. La palestra permette di esercitarsi in un ambiente esterno, prima dell’ingresso in cavità dove spazi, umidità, buio e morfologie rendono la gestione dei movimenti più complessa.

La domenica successiva, 4 ottobre, è prevista l’escursione nelle grotte del Monte Campo dei Fiori. Gli allievi saranno accompagnati dagli speleologi. Dovranno presentarsi con abbigliamento adeguato; le attrezzature tecniche e la copertura assicurativa sono comprese nella quota di 85 euro. Possono iscriversi persone che abbiano compiuto 15 anni. Per i minorenni è richiesta l’autorizzazione di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Grotte del Campo dei Fiori e carsismo varesino

La scelta del Campo dei Fiori colloca lo stage di speleologia in uno dei principali contesti carsici della provincia di Varese. Nel parco sono censite oltre 130 grotte, per uno sviluppo complessivo di gallerie stimato in circa trenta chilometri. Il patrimonio comprende cavità note al pubblico e settori che restano invece riservati alla pratica speleologica e alla ricerca.

Tra le cavità più conosciute figura la Grotta Remeron, sulle pendici del monte nel territorio di Comerio. La sua porzione visitabile è distinta dalle parti che richiedono preparazione e competenze speleologiche. Questa separazione chiarisce un punto essenziale della frequentazione responsabile: una grotta non è un ambiente ricreativo privo di rischi, ma un sistema geologico, idrologico e biologico da conoscere e rispettare.

Carsismo significa anche acque sotterranee. Le fratture e i condotti dei calcari regolano percorsi spesso poco visibili dalla superficie. La loro protezione dipende dalla qualità dell’intero bacino di alimentazione. Per questo le attività formative collegano la tecnica di progressione alla conoscenza del territorio.

Gruppo Speleologico Prealpino: esplorazioni, documentari e divulgazione

Fondato ad Arcisate nel 2002 su iniziativa di Guglielmo Ronaghi, il Gruppo Speleologico Prealpino opera nella Valceresio, sul Campo dei Fiori e in altre aree carsiche del Varesotto. La sua attività comprende ricerca, esplorazione e studio delle cavità naturali e delle acque ipogee.

Accanto alle uscite esplorative, il Gruppo Speleologico Prealpino sviluppa iniziative per scuole, associazioni, gruppi e famiglie. Organizza visite guidate in grotta, percorsi didattici e interventi sulla tutela degli ambienti sotterranei. Collabora inoltre con enti locali e associazioni nel recupero di siti ipogei di interesse storico-culturale, compresi i rifugi antiaerei di Varese.

Tra gli aggiornamenti più recenti legati alla documentazione delle esplorazioni vi è la disponibilità online di Luci nel buio – Storia ed esplorazioni della Grotta Remeron. Il documentario, ideato da Ronaghi e realizzato dalla speleologa e regista Claudia Crema, è strutturato in cinque capitoli. Ripercorre circa un secolo di esplorazioni della Remeron e tratta anche gli studi su idrogeologia ed ecosistemi della cavità.

Nel 2026 il Gruppo Speleologico Prealpino ha inoltre partecipato alla formazione specialistica con il Corso nazionale di biospeleologia ed ecologia degli ambienti ipogei, organizzato a Clivio dal 15 al 17 maggio con il Gruppo Grotte CAI Carnago. Ad agosto e settembre, nell’ambito del Festival del Benessere in Natura del Parco Campo dei Fiori, le guide del gruppo hanno condotto due appuntamenti di “Voci di pietra” all’Orrido di Cunardo. Le attività hanno associato l’esplorazione guidata all’ascolto dell’ambiente sotterraneo.

Iscrizioni e prospettive dopo lo stage di speleologia

Lo stage di speleologia può costituire un primo orientamento, non una sostituzione di una formazione continuativa. Dopo l’esperienza, gli interessati possono valutare l’ingresso nel Gruppo Speleologico Prealpino e la partecipazione alle sue iniziative annuali. L’obiettivo dichiarato dal sodalizio resta unire pratica, ricerca e divulgazione, mantenendo al centro la tutela delle grotte e delle acque carsiche.

Per informazioni e iscrizioni: Gruppo Speleologico Prealpino, telefono 331 3721046, e-mail info@speleoprealpino.it.

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  • Puliamo il Buio e Puliamo il Mondo: rifiuti rimossi dal canyon del Temete alle Conche di Laviano
    Condividi L’anteprima nazionale di Puliamo il Mondo 2026 nell’Alta Valle del Sele chiude con oltre 20 sacchi raccolti. L’intervento nel canyon conferma il legame tra Puliamo il Buio, speleologia, canyoning e tutela delle acque. Puliamo il Mondo 2026 nelle Conche di Laviano Il canyon del torrente Temete, nelle Conche di Laviano, è stato al centro della sesta e ultima anteprima nazionale di Puliamo il Mondo 2026. L’iniziativa si è svolta nell’Alta Valle del Sele, in provincia di Salerno, e h
     

Puliamo il Buio e Puliamo il Mondo: rifiuti rimossi dal canyon del Temete alle Conche di Laviano

September 9th 2026 at 07:00

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L’anteprima nazionale di Puliamo il Mondo 2026 nell’Alta Valle del Sele chiude con oltre 20 sacchi raccolti. L’intervento nel canyon conferma il legame tra Puliamo il Buio, speleologia, canyoning e tutela delle acque.

Puliamo il Mondo 2026 nelle Conche di Laviano

Il canyon del torrente Temete, nelle Conche di Laviano, è stato al centro della sesta e ultima anteprima nazionale di Puliamo il Mondo 2026. L’iniziativa si è svolta nell’Alta Valle del Sele, in provincia di Salerno, e ha coinvolto volontari e volontarie dell’Associazione Italiana Canyoning, Legambiente, il Comune di Laviano e realtà locali.

L’azione ha interessato un ambiente inciso dall’acqua e difficile da raggiungere. Per lavorare in sicurezza sono state necessarie competenze specifiche e attrezzature tecniche proprie della progressione in canyon. La scelta operativa ha permesso di intervenire anche nei tratti dove il recupero dei materiali non sarebbe stato possibile con una normale attività di raccolta lungo sentieri o sponde.

Il bilancio comunicato dagli organizzatori supera i 20 sacchi di rifiuti. Dal canyon del Temete sono stati rimossi pneumatici di camion e trattori, reti metalliche, pezzi di ferro, bottiglie, flaconi e una vecchia impastatrice per cemento. Si tratta di materiali diversi per volume, peso e possibile impatto, rinvenuti in un corso d’acqua inserito in un paesaggio naturale di pregio.

Rifiuti nel torrente Temete e tutela delle acque

Il recupero alle Conche di Laviano richiama il percorso che i rifiuti possono compiere nei sistemi idrici. Gli oggetti lasciati in prossimità di impluvi, torrenti e forre non restano necessariamente nel punto di abbandono. Le piene li possono spostare verso valle, frammentarli o trascinarli nei fiumi, fino agli ambienti costieri e marini.

Pneumatici, metalli e rifiuti plastici richiedono tempi e modalità di gestione differenti. La loro presenza dentro un canyon aumenta anche la complessità del recupero. I volontari devono valutare accessi, ancoraggi, calate, movimentazione dei carichi e sicurezza del gruppo. In questi contesti la prevenzione dell’abbandono resta quindi la misura più efficace.

L’intervento nelle Conche di Laviano mostra anche il valore del canyoning come competenza applicata alla cura del territorio. Le tecniche di progressione in forra consentono di raggiungere tratti stretti, salti e pozze che costituiscono barriere fisiche alla raccolta. La collaborazione tra praticanti, associazioni ambientali e istituzioni locali rende possibile trasformare una segnalazione di degrado in un’azione concreta e documentata.

Puliamo il Buio nelle Giornate Nazionali della Speleologia

L’esperienza campana si collega ai temi affrontati da Puliamo il Buio, la campagna promossa dalla Società Speleologica Italiana e da Legambiente per la salvaguardia degli ambienti ipogei. Puliamo il Buio porta l’attenzione nelle grotte naturali, nelle cavità artificiali, negli inghiottitoi e nelle aree carsiche, dove l’abbandono dei rifiuti può rimanere nascosto per lungo tempo.

L’iniziativa non si limita alla rimozione dei materiali. Puliamo il Buio punta anche a individuare e documentare le situazioni di degrado, a rendere visibile il problema e a diffondere conoscenze sul patrimonio sotterraneo. Grotte e carsismo ospitano habitat specializzati e, in molti territori, svolgono un ruolo rilevante per la ricarica e la protezione delle acque sotterranee.

Nel 2026, Puliamo il Buio entra inoltre nel calendario delle iniziative connesse alle Giornate Nazionali della Speleologia. La mobilitazione italiana di settembre e ottobre, promossa dalla Società Speleologica Italiana e dal Club Alpino Italiano, si sviluppa attorno al 13 settembre, data della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo istituita dall’UNESCO. Tra le attività previste figurano visite, incontri scientifici, laboratori, mostre e giornate di pulizia ambientale.

Da Cagliari a Molazzana, interventi nei luoghi nascosti

Le attività del 2026 hanno già offerto esempi diversi di Puliamo il Buio. Il 6 giugno a Tuvixeddu, a Cagliari, il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano e Legambiente Sardegna hanno effettuato una pulizia nella cavità di una dolina e nelle aree circostanti. Il resoconto dell’iniziativa indica 62 sacchi raccolti e il recupero di un’automobile abbandonata, oltre a rifiuti ingombranti, pneumatici e altri materiali.

Il 13 settembre è programmato un altro intervento alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, nel comune di Molazzana, in provincia di Lucca. La Federazione Speleologica Toscana aderisce a Puliamo il Buio nel giorno della prima ricorrenza internazionale dedicata a grotte e carsismo. L’appuntamento sottolinea un punto comune alle diverse iniziative: conoscere un ambiente sotterraneo o incassato significa anche riconoscerne le fragilità e contribuire alla sua tutela.

Le Conche di Laviano non sono una cavità carsica. Il caso del Temete conserva però una chiara continuità con Puliamo il Buio. Canyon, torrenti, inghiottitoi e grotte fanno parte di sistemi nei quali acqua, roccia e rifiuti possono entrare in relazione diretta. Per questo gli interventi nei luoghi meno visibili hanno anche un valore informativo: riportano in superficie un problema che, senza il lavoro sul campo, resterebbe spesso fuori dallo sguardo pubblico.

Puliamo il Buio, prevenzione e responsabilità territoriale

Puliamo il Mondo e Puliamo il Buio operano su scale e ambienti differenti, con un obiettivo condiviso: contrastare l’abbandono dei rifiuti e rafforzare la responsabilità verso i luoghi frequentati. L’attività svolta a Laviano chiude il ciclo delle anteprime nazionali 2026 di Puliamo il Mondo con un intervento in un’area dove l’impegno tecnico è parte essenziale del risultato.

La rimozione dei rifiuti non sostituisce le politiche di prevenzione, il conferimento corretto e il controllo del territorio. Può però fornire indicazioni utili sulle criticità locali e coinvolgere cittadini, praticanti e amministrazioni in una lettura più attenta di torrenti, forre e ambienti sotterranei. In questa prospettiva, Puliamo il Buio resta uno strumento di tutela che unisce speleologia, monitoraggio e divulgazione.

Fonti

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Lecco, dalle grotte nei ghiacciai alla speleologia: serata sulla glaciospeleologia e corso di avvicinamento

September 9th 2026 at 06:00

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Il 29 settembre 2026 Mauro Inglese, Paola Tognini e Andrea Ferrario raccontano le esplorazioni del Progetto Speleologia Glaciale. Dal 14 al 18 ottobre il Gruppo Speleologico Lecchese CAI apre invece le porte ai nuovi speleologi con uno stage introduttivo

Il Gruppo Speleologico Lecchese CAI Lecco propone tra settembre e ottobre 2026 due appuntamenti dedicati al mondo sotterraneo: una serata sulla speleologia glaciale, per conoscere le cavità che si formano all’interno dei ghiacciai alpini, e uno stage/corso di avvicinamento alla speleologia, rivolto a chi desidera provare per la prima volta tecniche e ambienti della speleologia.

“Grotte glaciali, un mondo che scompare” : primo appuntamento il 29 settembre alle ore 21.00

Il primo appuntamento è in programma martedì 29 settembre alle ore 21.00, presso la sede CAI Lecco, in via Papa Giovanni XXIII 11.

La serata, dal titolo “Grotte glaciali, un mondo che scompare”, vedrà la partecipazione di Mauro Inglese, Paola Tognini e Andrea Ferrario, protagonisti da molti anni delle attività del Progetto Speleologia Glaciale.

Attraverso immagini, esperienze di esplorazione e osservazioni condotte sul campo, l’incontro accompagnerà il pubblico dentro un ambiente tanto spettacolare quanto effimero: quello delle cavità endoglaciali e subglaciali, forme che possono nascere, trasformarsi profondamente o scomparire nell’arco di tempi molto brevi.

Il Progetto Speleologia Glaciale, attivo dal 2008, riunisce speleologi provenienti da diversi gruppi italiani e svolge attività di esplorazione, documentazione e monitoraggio delle cavità presenti nei ghiacciai alpini. Le osservazioni effettuate negli anni, tra l’altro sui ghiacciai dei Forni e del Morteratsch, permettono di seguire dall’interno alcuni dei profondi cambiamenti che interessano le masse glaciali alpine.

La serata è organizzata dal Gruppo Speleologico Lecchese, in collaborazione con il Progetto Speleologia Glaciale, nell’ambito della rassegna Monti Sorgenti 2026 del CAI Lecco.

I relatori

Mauro Inglese, speleologo del Gruppo Grotte Milano CAI-SEM, è da molti anni impegnato nella documentazione fotografica e nello studio delle cavità glaciali. Fa parte del gruppo di lavoro lombardo dedicato alla glaciospeleologia e ha partecipato alle attività del Progetto Speleologia Glaciale fin dalle sue prime fasi.

Paola Tognini, geologa e speleologa del Gruppo Grotte Milano CAI-SEM, ha svolto attività accademica nel campo della geografia fisica e della geomorfologia ed è impegnata da decenni nello studio del carsismo e della speleologia glaciale. Le sue prime ricerche in questo settore risalgono agli anni Novanta.

Andrea Ferrario, speleologo del Gruppo Grotte CAI Saronno e Istruttore di Speleologia CAI, pratica speleologia glaciale dal 2008 e ha partecipato a numerosi campi esplorativi sui ghiacciai dell’arco alpino. È stato presidente della Federazione Speleologica Lombarda.

I tre speleologi hanno condiviso nel tempo numerose attività di ricerca e divulgazione e sono stati tra gli autori del lavoro dedicato alla speleologia glaciale pubblicato nel 2012 sulla rivista Speleologia della Società Speleologica Italiana ETS.

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Dal 14 al 18 ottobre uno stage di avvicinamento alla speleologia: secondo appuntamento

Pochi giorni dopo la serata, il Gruppo Speleologico Lecchese passerà dalla divulgazione alla pratica con lo stage/corso di avvicinamento alla speleologia, in programma dal 14 al 18 ottobre 2026.

L’iniziativa è aperta a soci CAI e non soci a partire dai 15 anni — per i minorenni è necessaria l’autorizzazione dei genitori — ed è pensata per chi desidera scoprire il mondo ipogeo e acquisire le prime conoscenze sulla progressione in grotta.

Il corso prevede un massimo di 10 partecipanti.

La prima lezione si terrà mercoledì 14 ottobre alle ore 20.00 nella sede CAI Lecco e affronterà, tra gli altri argomenti, esposizione al rischio e sua mitigazione, materiali, carsismo e speleogenesi.

Sabato 17 ottobre è prevista una giornata pratica in palestra esterna, dedicata alla conoscenza delle attrezzature e alle tecniche di progressione. La partecipazione a questa esercitazione è obbligatoria per prendere parte all’uscita successiva.

Domenica 18 ottobre gli allievi entreranno infatti in una cavità della zona per una giornata pratica in grotta.

L’organizzazione mette a disposizione imbragatura completa, attrezzatura per la progressione su corda, casco e lampade frontali. Ai partecipanti sono richiesti abbigliamento e calzature adatti all’ambiente di grotta, guanti e zaino.

Il costo complessivo è di 70,00 euro, sia per i soci, sia per i non soci CAI, ed è comprensivo del noleggio dell’attrezzatura e dell’utilizzo del materiale di gruppo.

Al termine viene rilasciato un attestato della Scuola Nazionale di Speleologia CAI, con una frequenza minima richiesta del 70%.

Iscrizioni alllo stage entro il 9 ottobre 2026, online attraverso il modulo predisposto dal Gruppo Speleologico Lecchese:

Modulo di iscrizione: https://forms.gle/eSUgRA1mygUK7SPh7

Per informazioni è possibile contattare il Gruppo Speleologico Lecchese all’indirizzo speleologia@cai.lecco.it.

Sono due appuntamenti diversi, ma strettamente collegati: prima il racconto di un ambiente sotterraneo fragile e in continua trasformazione, quello scavato dall’acqua nel ghiaccio; poi l’occasione di indossare casco e imbrago e compiere i primi passi nel mondo della speleologia. Con l’auspicio di visitare successivamente anche gli ambienti speloglaciali!

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Dentro l’oro nero di Liguria: le cave di ardesia raccontano il sottosuolo di Uscio, nell’immediato entroterra di Recco (GE)

September 9th 2026 at 05:00

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Sabato 12 settembre un’escursione sulle alture di Uscio, tra i monti Tugio e Rosso, porterà alla riscoperta delle antiche cave di ardesia. Un viaggio tra geologia, paesaggio, storia del lavoro e cavità artificiali, alla scoperta dell’“oro nero” della Liguria.

Il sottosuolo non racconta soltanto la storia scritta dall’acqua e dai fenomeni carsici. Esistono cavità nelle quali alla geologia si sovrappone un’altra storia, quella lasciata dall’uomo: gallerie, fronti di scavo e vuoti sotterranei aperti per seguire e conquistare la roccia.

È il mondo delle antiche cave, materia particolarmente vicina a chi frequenta e studia gli ambienti ipogei.

Sabato 12 settembre 2026, sulle alture di Uscio, nell’entroterra ligure, un’escursione ad anello condurrà alla riscoperta delle vecchie cave di ardesia situate alle pendici dei monti Tugio e Rosso.

“U pan che dorme”, il pane che dorme, è il titolo dell’evento: è un’espressione entrata nella storia dell’ardesia della Val Fontanabuona. Intorno al 1870 don Giovanni Battista Arata, parroco di Orero, incoraggiava i suoi parrocchiani ad aprire nuove cave ricordando loro che “qui sotto c’è del pane che dorme”. Quel pane era l’ardesia nascosta nella montagna: una risorsa che, una volta estratta, diventava lavoro e sostentamento per intere famiglie. Il “pane che dorme” era dunque la pietra ancora custodita nel sottosuolo, destinata a diventare l’“oro nero” della Liguria.

Protagonista della giornata sarà proprio l’ardesia, il celebre “oro nero di Liguria”, una roccia che per secoli ha segnato profondamente il paesaggio, l’economia, l’architettura e la cultura di questo territorio.

Dietro una lastra di ardesia si nasconde molto più di un materiale da costruzione. C’è una lunga storia geologica, ma c’è anche quella degli uomini che hanno imparato a riconoscere gli strati migliori, a entrare nella montagna, a estrarre la pietra e infine a lavorarla.

L’escursione permetterà di conoscere diversi aspetti di questo patrimonio, dall’estrazione alla lavorazione dell’ardesia, osservando al tempo stesso il territorio che circonda le cave, i suoi sentieri e le tracce lasciate nel paesaggio dalle attività del passato.

Ad accompagnare i partecipanti saranno la prof.ssa Clara Manzamilla, geologa, e la Guida Ambientale Escursionistica Fabio Casazza (Scarpinate).

Per gli speleologi e, più in generale, per chi si interessa al mondo sotterraneo, le antiche cave rappresentano ambienti di grande fascino. Qui la roccia conserva contemporaneamente due memorie: quella della propria formazione geologica e quella dell’attività umana che l’ha attraversata e trasformata.

I vuoti di cava diventano così veri e propri documenti del territorio. Le pareti, i fronti di estrazione, gli accessi e le tracce degli antichi lavori consentono di leggere una storia che dalla superficie continua sottoterra.

Sarà l’occasione, dunque, di camminare insieme sulle alture di Uscio, ma anche per guardare il paesaggio ligure anche dall’interno, seguendo le tracce di quella pietra scura che è diventata uno dei simboli della regione.

Informazioni sull’escursione

L’appuntamento è fissato per sabato 12 settembre alle ore 10:00, con partenza dalla Pieve di Uscio.

Il percorso è un anello di circa 7 chilometri, con un dislivello positivo di circa 380 metri. La durata prevista è di circa 6 ore, comprese le soste dedicate agli interventi e la pausa pranzo.

È richiesto equipaggiamento adeguato: scarpe da trekking con suola scolpita, borraccia e pranzo al sacco.

L’evento è organizzato da Tigullio Verticale, con il patrocinio del Comune di Uscio.

La prenotazione è obbligatoria. I posti disponibili sono al massimo 25.

Informazioni e prenotazioni:
Fabio Casazza – Scarpinate
Tel. 331 2851961

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