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Un complesso ipogeo polifunzionale nel cuore della Carnia
La Grotta presso la Centrale di Timau, censita al Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia con il numero 165 (locale 89 FR), rappresenta uno dei casi più articolati di cavità carsica dell’alta valle del But. Il sito combina elementi naturali, possibili tracce di attività estrattive antiche e una marcata trasformazione militare durante la Prima guerra mondiale, con ulteriori interventi negli anni Trenta.[1][2][3]
Il complesso si apre alla base della parete del Gamspitz, circa un chilometro a nord-ovest dell’abitato di Timau (frazione di Paluzza, provincia di Udine), a circa 50 metri sopra la Strada Statale 52 bis che sale al Passo di Monte Croce Carnico. L’ingresso principale è posto a 985 metri s.l.m. e si presenta come una galleria orizzontale chiusa da una porta in calcestruzzo attribuita al periodo bellico.[1][2][4]
Dati catastali e nuove misure: 380 metri ufficiali, oltre 750 nel rilievo recente
Secondo la scheda ufficiale del Catasto Speleologico Regionale FVG, lo sviluppo planimetrico registrato della Grotta presso la Centrale di Timau è di 380 metri, con un dislivello positivo e totale di 48 metri. Le descrizioni storiche e alcune sintesi divulgative riportavano in passato uno sviluppo complessivo di circa 200 metri, di cui 60 metri riferibili al settore bellico.[1][2]
Un rilievo topografico aggiornato, realizzato tra il 2024 e il 2025 dalla collaborazione tra Gruppo Triestino Speleologi, Società di Studi Carsici “A.F. Lindner” e Gruppo Speleologico “Michele Gortani” del CAI di Tolmezzo, ha documentato nuovi rami e ha portato lo sviluppo totale del sistema a oltre 750 metri.
Morfologia interna: settori fortificati, feritoie e passaggi verticali
L’impianto interno della grotta è articolato, con tratti orizzontali e verticali alternati e più livelli sovrapposti. Dopo una scalinata d’ingresso si raggiunge un ampio vano impostato su due piani, da cui si diramano gallerie in parte chiaramente artificiali. Due gallerie laterali conducono a veri e propri appostamenti fortificati, definiti nelle fonti locali come “malloppi”, affacciati verso l’esterno e concepiti per il controllo della valle.[2][3]
La documentazione catastale segnala sette aperture naturali semimurate, disposte allo stesso livello lungo circa 50 metri di parete e trasformate in feritoie. Queste aperture combinano la fratturazione originaria della roccia con la funzione difensiva, permettendo osservazione e tiro restando protetti dalla massa rocciosa. La comunicazione tra i piani avviene mediante barre di ferro piegate a U e infisse nella roccia, mentre un grande “finestrone” naturale, posto circa 30 metri sopra l’ingresso, è stato utilizzato come osservatorio e conserva evidenze di reticolato difensivo e reperti metallici. Due camini molto inclinati proseguono verso l’alto; il rilievo storico ipotizza possibili sbocchi in parete fino a circa 60 metri sopra l’ingresso.[1][2][3]
Carsismo, idrogeologia e il dibattito su “grotta naturale o miniera”
La genesi della Grotta di Timau è discussa da oltre un secolo. Studi ottocenteschi e primo-novecenteschi, richiamati anche dal Geoparco delle Alpi Carniche, citano ricerche di Olinto e Giovanni Marinelli, Lazzarini, De Gasperi e Michele Gortani. Una parte della tradizione interpretativa ha letto le cavità come antiche gallerie minerarie per calcopirite, in un’area nota per mineralizzazioni di rame e argento.[3][5]
Altre ricostruzioni propongono invece un sistema prevalentemente naturale, in parte ampliato o riutilizzato dall’uomo. La formulazione più prudente, coerente con le evidenze disponibili, è che il sito sia inserito in un sistema idrogeologico carsico associato al Fontanon, con tratti prossimi all’ingresso chiaramente artificializzati e opere belliche riconoscibili, mentre le tracce di frequentazione e scavo più antichi non bastano da sole a definire in modo conclusivo estensione, cronologia e scopo di eventuali attività minerarie.[3][5]
La scheda catastale registra il sito tra gli aspetti culturali di interesse archeologico e paleontologico, segnalando sei tacche scavate nella roccia (forse per grossi pali lignei), scritte a lapis attribuite a militari degli anni Trenta, tre scalpelli di antica fattura presso il finestrone, e chiodi in ferro sagomati a mano e ricoperti di calcite in gallerie cieche. Si tratta di segnalazioni e ipotesi di contesto, non di una datazione archeologica conclusiva: per trasformarle in prova sarebbero necessari studio stratigrafico, analisi tecnologica e confronto con materiali datati.[1][2][3]
Il Fontanon di Timau: una sorgente carsica strategica
La grotta sorge immediatamente sopra il Fontanon di Timau, risorgiva perenne alla base della parete della Creta di Timau. Uno studio idrogeologico preliminare, presentato negli atti del XXI Congresso nazionale di speleologia, ha rilevato portate complessive variabili da circa 250 a 3.000 litri al secondo, con una media annua di circa 1.250 litri al secondo; la risposta ai picchi di pioggia estivi e autunnali risultava dell’ordine di 14 ore.[1][6]
Ricerche più recenti, incluse quelle diffuse nel 2024–2026, indicano che la portata massima del Fontanon può superare i 5.000 litri al secondo, riflettendo un vasto bacino di alimentazione sotterraneo che si estende per oltre dieci chilometri a nord-est, attraversando le formazioni calcaree del Massiccio Coglians–Cjanevate e infiltrandosi anche oltre il confine austriaco, per poi riemergere presso Timau. Le acque della sorgente si riversano nel Torrente Bût dopo una ripida discesa tra i massi di un deposito morenico localmente cementato.[3][5][7][8]
La scheda catastale associa il punto d’ingresso ad areniti e siltiti del Flysch (Carbonifero superiore), mentre il paesaggio della risorgiva e il sistema idrico regionale coinvolgono anche corpi carbonatici carsificabili.[1][3]
La grotta nel fronte carnico della Grande Guerra
Dal maggio 1915 all’ottobre 1917 il fronte della Carnia collegava la guerra di montagna del Cadore e del Trentino con il settore del Fella e delle Prealpi Giulie. La valle del But e il Passo di Monte Croce Carnico erano cruciali: un’avanzata austro-ungarica oltre il valico avrebbe potuto aprire la direttrice verso le valli del But e del Chiarsò e, insieme alla val Fella, una via d’ingresso nell’Italia nord-orientale.[3]
Il tratto dell’Alto But comprendeva, fra gli altri, Coglians, Cresta Collinetta, Passo di Monte Croce Carnico, Pal Piccolo, Freikofel, Pal Grande e Pizzo di Timau. La grotta non era in prima linea di cresta, ma occupava una posizione di controllo e riparo nel fondovalle avanzato, sopra la strada e vicino a un’infrastruttura idrica ed energetica. Questo spiega il valore tattico di feritoie e osservatorio: dominare visivamente e difendere una direttrice di transito, con protezione offerta dalla roccia.[2][3]
Nel periodo 1915–1917 la cavità fu parzialmente adattata a fortino: ingresso in calcestruzzo, appostamenti, feritoie, scale e opere murarie costituiscono le testimonianze materiali principali di questa fase. Negli anni Trenta il settore iniziale fu ulteriormente riadattato per scopi militari; le scritte a lapis sono attribuite a questa fase. Oggi il sito è considerato patrimonio speleologico e storico-militare, cavità attrezzata ma non classificata come grotta turistica.[2][3]
Nella guerra alpina le cavità offrivano vantaggi concreti: mascheramento, protezione relativa da tiro e bombardamento, deposito, ricovero e possibilità di osservazione. Tuttavia non erano spazi “sicuri” in senso assoluto: umidità, gelo, ventilazione scarsa, caduta massi, difficoltà di collegamento e vulnerabilità degli imbocchi rendevano l’uso quotidiano duro e rischioso. Il caso Timau è rilevante perché conserva insieme la funzione passiva di riparo e quella attiva di opera difensiva.[3]
Le Portatrici Carniche e la logistica del fronte Alto But
Il settore Alto But dipendeva da rifornimenti lungo sentieri e mulattiere, in un ambiente dove le rotabili non raggiungevano le posizioni di quota. Le Portatrici di Timau e Paluzza operarono dall’agosto 1915 all’ottobre 1917 trasportando a spalla viveri, munizioni, medicinali e materiali verso il fronte. Inserire la grotta in questo quadro evita una lettura esclusivamente tecnico-militare: ogni postazione dipendeva da una rete di lavoro, logistica e popolazione civile.[3]
Valore patrimoniale e criteri per una tutela consapevole
La Grotta presso la Centrale di Timau è contemporaneamente patrimonio geologico e idrogeologico, in relazione alla risorgiva del Fontanon; documento della storia delle esplorazioni speleologiche carniche; possibile contesto minerario e archeologico da verificare; manufatto storico-militare della Grande Guerra e del riarmo degli anni Trenta; elemento paesaggistico della memoria locale di Timau.[3][5]
Il Catasto FVG segnala il sito alla Regione per futura tutela paesaggistica. Tale indicazione va intesa come un’opportunità e non come garanzia sufficiente: la conservazione richiede documentazione, controllo degli accessi, manutenzione conservativa e interpretazione non invasiva.[1]
Tra i rischi da considerare vi sono gli infortuni nei rami verticali, il danneggiamento delle strutture storiche, l’alterazione dell’ambiente ipogeo e l’inquinamento del sistema idrico. Nei sistemi carsici l’acqua e gli eventuali contaminanti possono transitare rapidamente; la vicinanza alla statale e a una risorsa idrica strategica richiede attenzione a sversamenti, gestione delle acque e trasformazioni del bacino.[3][6]
Criteri operativi per una valorizzazione corretta includono: affidare le visite ai soli rami non tecnici e alle condizioni effettivamente sicure, con guide speleologiche abilitate quando necessario; separare fisicamente e narrativamente il percorso di fruizione dai settori fragili, verticali o d’interesse archeologico; rilevare in 3D cavità e strutture belliche prima di qualunque intervento di consolidamento o apertura al pubblico; registrare fotogrammetricamente scritte, tacche, murature, scale e feritoie, senza “ripulire” né restaurare senza un progetto conservativo; integrare monitoraggio dell’acqua, delle condizioni microclimatiche e delle frequentazioni con la tutela della sorgente del Fontanon; collegare l’interpretazione del sito al Museo “La Zona Carnia nella Grande Guerra” di Timau e agli itinerari di Pal Piccolo, Pal Grande e Passo di Monte Croce, evitando di isolare la grotta dal sistema territoriale.[3][5]
Fonti
- Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia, scheda n. 165 – Grotta presso la Centrale di Timau
https://catastogrotte.regione.fvg.it/schedacompleta/165-Grotta_presso_la_Centrale_di_Timau
https://catastogrotte.regione.fvg.it/scheda/165-Grotta_presso_la_Centrale_di_Timau
- Catasto storico delle grotte – Commissione Grotte Eugenio Boegan, stampa scheda 165
https://www.catastogrotte.it/main/stampa_grotta/165/
https://www.catastogrotte.it/grotta/165/grotta-presso-la-centrale-di-timau
- Geoparco delle Alpi Carniche, “Il Fontanon e le grotte di Timau”
https://www.geoparcoalpicarniche.org/it/geotrails/il-fontanon-e-le-grotte-di-timau/
- Mocchiutti, A.; Muscio, G., “Il Fontanon di Timau (Paluzza, Udine, Italia): dati preliminari sulle caratteristiche idrogeologiche della sorgente”, Atti XXI Congresso Nazionale di Speleologia, 2011
https://www.openstarts.units.it/bitstream/10077/9092/1/66_Sessione-IX-Sessione-esplorazione-ricerca_Mocchiutti-Muscio.pdf
- Corrado Venturini, “Fontanon di Timau”
https://www.corradoventurini.it/cor/fontanon-di-timau/
https://www.corradoventurini.it/cor/wp-content/uploads/2013/05/Geositi006_fontanon_timau.pdf
- Scintilena, “Sotto i ghiacci delle Carniche: Il Fontanon di Timau rivela i suoi segreti dopo secoli di silenzio” (24 gennaio 2026)
https://www.scintilena.com/sotto-i-ghiacci-delle-carniche-il-fontanon-di-timau-rivela-i-suoi-segreti-dopo-secoli-di-silenzio/01/24/
- Museo “La Zona Carnia nella Grande Guerra”, Timau – La situazione bellica
https://www.museograndeguerratimau.com/la_situazione_bellica.html
- Benedetti, G.; Busolini, C.; Cella, G. D.; Torre, A., Timau: grotte, carsismo e miniere, Quaderni di cultura timavese, n. 8, 2004.
- Benedetti, G., La grotta presso la centrale di Timau – 89 F.R., Bollettino del Gruppo Triestino Speleologi, n. 10, 1990.
- ArTS / Università di Trieste, “Geochemical characterization of the Timau Karst aquifer” (2024)
https://arts.units.it/handle/11368/3075602
Fonti
[1] 165 | Grotta presso la Centrale di Timau https://catastogrotte.regione.fvg.it/schedacompleta/165-Grotta_presso_la_Centrale_di_Timau
[2] 165 | Grotta presso la Centrale di Timau https://catastogrotte.regione.fvg.it/scheda/165-Grotta_presso_la_Centrale_di_Timau
[3] SOTTO I GHIACCI DELLE CARNICHE: Il Fontanon di Timau Rivela i … https://www.scintilena.com/sotto-i-ghiacci-delle-carniche-il-fontanon-di-timau-rivela-i-suoi-segreti-dopo-secoli-di-silenzio/01/24/
[4] prcs 165 grotta presso la centrale di timau https://www.catastogrotte.it/main/stampa_grotta/165/1
[5] La sorgente e le grotte del Fontanon – Geoparco Alpi Carniche https://www.geoparcoalpicarniche.org/it/geotrails/il-fontanon-e-le-grotte-di-timau/
[6] [PDF] Il Fontanon di Timau (Paluzza, Udine, Italia): dati preliminari sulle … https://www.openstarts.units.it/bitstream/10077/9092/1/66_Sessione-IX-Sessione-esplorazione-ricerca_Mocchiutti-Muscio.pdf
[7] Fontanon di Timau – % – Corrado Venturini https://www.corradoventurini.it/cor/fontanon-di-timau/
[8] Fontanon di Timau | Corrado Venturini https://www.corradoventurini.it/cor/wp-content/uploads/2013/05/Geositi006_fontanon_timau.pdf
[10] Geochemical characterization of the Timau Karst aquifer – ArTS https://arts.units.it/handle/11368/3075602
[11] Hydrogeology of continental southern Italy https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/17445647.2018.1454352?needAccess=true
[12] CSR/CN/0 https://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/ambiente-territorio/geologia/FOGLIA33/allegati/20210323_Decreto1750.pdf
[13] La Carta idrografica d’Italia come fonte per la storia degli opifici idraulici alla fine dell’Ottocento. Il caso toscano https://www.bsgi.it/index.php/bsgi/article/download/1302/924
[14] Catasto Speleologico Regionale – Regione Autonoma Friuli … https://catastogrotte.regione.fvg.it/cartografia?id=165-Grotta_presso_la_Centrale_di_Timau
[15] PRCS 7197 CONDOTTA SOPRA LA CENTRALE DI TIMAU Stampa https://www.catastogrotte.it/grotta/7197
[16] PRCS 165 GROTTA PRESSO LA CENTRALE DI TIMAU https://www.catastogrotte.it/main/stampa_grotta/165/
[17] Il Fontanon di T imau è la più importante risorgiva carsica … https://www.faunaitalia.it/fstoch/pdf/Stoch,%202004b.pdf
[18] PRCS 165 GROTTA PRESSO LA CENTRALE DI TIMAU Stampa https://www.catastogrotte.it/grotta/165/grotta-presso-la-centrale-di-timau
https://www.facebook.com/share/1C8jdeUs7q/?mibextid=wwXIfr Roberto Cavasin Fotografo di Guerra – Timau
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