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Súhrn speleo noviniek (45. týždeň 2026)

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  • Sa Marchesa, nuovi spazi per il turismo speleo-archeologico: accordo sul recupero delle ex aree minerarie
    Condividi Il Parco Geominerario della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno firmato la convenzione per riqualificare gli ex spogliatoi della miniera. Il recupero delle ex aree minerarie rafforza l’accoglienza nel sito di Sa Marchesa, collegato alla Grotta di Acquacadda. Il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno sottoscritto una convenzione per recuperare l’edificio degli spogliatoi dell’ex miniera di Sa Marchesa, in località Acquacadda. L’intervento prev
     

Sa Marchesa, nuovi spazi per il turismo speleo-archeologico: accordo sul recupero delle ex aree minerarie

November 2nd 2026 at 05:00

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Il Parco Geominerario della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno firmato la convenzione per riqualificare gli ex spogliatoi della miniera. Il recupero delle ex aree minerarie rafforza l’accoglienza nel sito di Sa Marchesa, collegato alla Grotta di Acquacadda.

Il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e il Comune di Nuxis hanno sottoscritto una convenzione per recuperare l’edificio degli spogliatoi dell’ex miniera di Sa Marchesa, in località Acquacadda. L’intervento prevede una sala convegni, una reception e un’area espositiva, a servizio del complesso geo-speleologico e archeologico del Sulcis.[1][2]

Sa Marchesa, la convenzione

La firma si è svolta nella sede del Parco a Serbariu, a Carbonia. Erano presenti il commissario straordinario Roberto Curreli e il sindaco di Nuxis Romeo Ghilleri.[2][1]

L’accordo interessa un edificio legato alla vita quotidiana dei lavoratori della miniera. Gli spogliatoi di Sa Marchesa sono documentati anche nel Catalogo generale dei beni culturali, che conserva una scheda dedicata al fabbricato.[3]

Il recupero delle ex aree minerarie assume così una dimensione concreta. Gli ambienti destinati ai servizi dei minatori saranno riutilizzati per accogliere il pubblico e ospitare attività culturali, mantenendo il collegamento con la storia del luogo.[2][3]

Turismo speleo-archeologico e accoglienza

La reception, la sala convegni e gli spazi espositivi aggiungeranno nuove funzioni al sito di Sa Marchesa. Il complesso ospita già iniziative dedicate alla conoscenza del sottosuolo e alla valorizzazione delle cavità naturali e artificiali.[4][2]

Nel 2023, proprio a Sa Marchesa, si è svolto il convegno sulle cavità artificiali e sul turismo sostenibile promosso dallo Speleo Club Nuxis. L’iniziativa ha riunito esperienze di ricerca e gestione dei siti ipogei, inserendo il patrimonio minerario in una riflessione più ampia sulla fruizione culturale del territorio.[4]

Il recupero delle ex aree minerarie si collega quindi a un’attività divulgativa già presente. La nuova destinazione degli spogliatoi offrirà ulteriori ambienti per svilupparla.[2][4]

Acquacadda, ricerca nella grotta

La Grotta di Acquacadda rappresenta una componente centrale del sito. Le indagini dell’Università di Cagliari, dirette da Riccardo Cicilloni, sono riprese nel settembre 2019 con metodologie archeologiche e archeometriche.[5]

Le campagne di scavo contribuiscono a ricostruire le frequentazioni preistoriche della cavità. Alle attività partecipano ricercatori e studenti, nel quadro di una collaborazione che coinvolge il territorio di Nuxis.[6][7][8]

Lo Speleo Club Nuxis svolge un ruolo nella gestione e nella divulgazione del complesso di Sa Marchesa. L’incontro tra ricerca universitaria, conoscenza speleologica e attività culturali costituisce uno degli elementi che caratterizzano il sito.[9][5][4]

Acquacadda è Monumento naturale

La valorizzazione del complesso si accompagna a un recente riconoscimento di tutela. Con il decreto dell’assessora regionale della Difesa dell’ambiente del 22 aprile 2026, n. 10, è stato istituito il Monumento naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu”.[10]

Il provvedimento protegge l’integrità della cavità e vieta l’asportazione di concrezioni, minerali e cristalli. Riserva inoltre attenzione al rinolofo maggiore e al rinolofo minore, presenti nella grotta.[11]

La gestione, la conservazione e la valorizzazione del Monumento naturale sono affidate al Comune di Nuxis. Le attività devono rispettare le esigenze degli habitat e delle specie, evitando disturbi alla fauna.[11]

Patrimonio minerario e territorio

Il recupero delle ex aree minerarie consente di conservare edifici, attrezzature e testimonianze del lavoro, attribuendo loro nuove funzioni pubbliche. In questo percorso, Sa Marchesa affianca la memoria estrattiva alla ricerca preistorica e alla conoscenza dell’ambiente sotterraneo.[12][13][5][4]

Il Sulcis offre già un riferimento nella Grande Miniera di Serbariu. Il recupero del complesso ha reso disponibili strutture museali e didattiche dedicate alla storia del carbone, alle tecniche estrattive e alla vita dei minatori.[12]

A Nuxis, la riqualificazione degli spogliatoi si inserisce in questa prospettiva. Il recupero delle ex aree minerarie passa anche da edifici di servizio che possono tornare a essere utilizzati, questa volta per l’accoglienza, lo studio e la divulgazione.[3][2]

Fonti della notizia


Recupero delle ex aree minerarie: bonifica, manutenzione e turismo speleo-archeologico in Italia

Il recupero delle ex aree minerarie come patrimonio culturale e ambientale. Sicurezza, ricerca, conservazione e gestione continuativa sono componenti complementari del turismo speleo-archeologico.

Recuperare il paesaggio minerario

Una miniera dismessa non coincide soltanto con le sue gallerie. Il patrimonio comprende edifici industriali, impianti, documenti, macchinari, infrastrutture e testimonianze delle comunità che vi hanno lavorato.[14]

Il recupero delle ex aree minerarie riguarda quindi un paesaggio costruito nel tempo. A San Silvestro, in Toscana, il progetto del parco archeominerario è nato proprio con l’obiettivo di valorizzare un territorio segnato dall’estrazione, non un singolo monumento isolato.[15]

Questa impostazione offre un criterio utile anche per gli interventi di dimensioni più contenute. La proposta di recupero può partire da un edificio e ricostruire, attraverso di esso, i rapporti tra sottosuolo, lavoro e insediamento.

Turismo speleo-archeologico e conoscenza

Il turismo speleo-archeologico può mettere in relazione ambienti sotterranei, tracce delle attività umane e trasformazioni del territorio. Esperienze come San Silvestro affiancano gallerie minerarie, musei, insediamenti medievali e percorsi di interesse geologico e naturalistico.[16]

La distinzione tra grotta naturale, scavo minerario e cavità modificata dall’uomo deve restare chiara nel racconto al pubblico. Nel Campigliese sono documentati anche ambienti nei quali le forme naturali si intrecciano con l’attività degli antichi minatori.[17]

Una proposta divulgativa coerente può utilizzare queste differenze come chiave di lettura. Il visitatore viene accompagnato a riconoscere l’origine degli ambienti, le tecniche di scavo e le successive trasformazioni.

Patrimonio minerario e tutela

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio comprende, all’articolo 10, comma 4, lettera h, i siti minerari di interesse storico o etnoantropologico. Il recupero deve quindi considerare, secondo il regime applicabile al singolo bene, anche le esigenze di conservazione del patrimonio culturale.[18][19]

La ricerca archeologica può fornire una base decisiva alla progettazione. Il caso di San Silvestro mostra un percorso avviato dagli scavi universitari e dalle ricognizioni territoriali, poi sviluppato nella costituzione del parco.[15]

Sul piano operativo, è opportuno che il progetto distingua ciò che deve essere conservato, ciò che può essere adattato e ciò che richiede ulteriori indagini. Questa distinzione consente di assegnare una funzione ai manufatti senza ridurli a semplici contenitori.

Bonifica delle ex aree minerarie

La bonifica ambientale e il restauro edilizio affrontano questioni differenti. La disciplina nazionale sui siti contaminati considera le matrici ambientali e il rischio sanitario e ambientale, mentre la sicurezza dei siti minerari richiede anche verifiche delle strutture e degli ambienti di visita.[20][21]

Per le strutture di deposito dei rifiuti estrattivi, ISPRA considera sia il rischio statico-strutturale sia quello ecologico-sanitario. La valutazione comprende, tra gli altri elementi, le caratteristiche dei materiali depositati, la stabilità e gli interventi di contenimento o drenaggio.[22]

Il recupero delle ex aree minerarie deve perciò fondarsi su valutazioni specifiche. Le condizioni di un sito non possono essere trasferite automaticamente a un altro.

Nel caso di Sa Marchesa, la convenzione descritta riguarda la riqualificazione degli spogliatoi e le loro nuove destinazioni. Le considerazioni sulle bonifiche sviluppate in questa relazione riguardano il quadro generale della riconversione mineraria.[2]

Bonifica e destinazioni d’uso

La normativa ambientale utilizza anche l’analisi di rischio sito-specifica per definire gli obiettivi degli interventi sui siti contaminati. La destinazione futura dell’area deve quindi essere considerata insieme alle condizioni ambientali e alle modalità di esposizione delle persone.[20]

Una proposta di recupero può distinguere gli spazi destinati all’accoglienza, quelli riservati alla ricerca e quelli non accessibili al pubblico. La pianificazione per ambiti consente di collegare ciascuna funzione alle verifiche necessarie.

L’obiettivo operativo non dovrebbe essere l’apertura indistinta dell’intero complesso. È preferibile individuare un sistema di fruizione compatibile con le caratteristiche effettive dei luoghi.

Sicurezza delle gallerie minerarie

ISPRA e la rete ReMi hanno pubblicato indicazioni tecniche dedicate alla messa in sicurezza dei siti minerari dismessi valorizzati per finalità culturali. Il documento raccoglie pratiche e riferimenti maturati anche attraverso l’esperienza delle regioni.[21]

Per gli ambienti sotterranei, la progettazione affronta stabilità, ventilazione, gestione delle acque, impianti e condizioni di esercizio. Le indicazioni considerano sia gli interventi preliminari sia la successiva gestione in sicurezza.[23]

L’accessibilità fisica di una galleria non equivale quindi alla sua idoneità alla visita. Il percorso turistico deve essere individuato e gestito attraverso una valutazione tecnica coerente con l’uso previsto.[23]

Manutenzione delle ex miniere

La manutenzione è parte della gestione del sito, non una fase separata dalla valorizzazione. Le indicazioni ReMi collegano la progettazione degli interventi alle condizioni di esercizio e alla continuità dei controlli.[23]

Per un sito aperto al pubblico, una proposta di piano manutentivo dovrebbe comprendere almeno:

  • Controlli delle opere di consolidamento e delle strutture.
  • Verifica dei drenaggi e dei punti di raccolta dell’acqua.
  • Manutenzione di impianti, illuminazione e comunicazioni.
  • Controllo di parapetti, passerelle e pavimentazioni.
  • Verifica della segnaletica e delle attrezzature di emergenza.
  • Registrazione delle anomalie e degli interventi eseguiti.

Le frequenze devono essere stabilite dai responsabili tecnici in relazione al sito. Il piano dovrebbe anche indicare chi effettua i controlli, chi valuta i risultati e chi dispone eventuali limitazioni all’accesso.

Acque e paesaggio minerario

La gestione delle acque compare tra gli aspetti tecnici affrontati nelle indicazioni sulla sicurezza delle miniere dismesse. Anche negli inventari dei depositi estrattivi, drenaggi e sistemi di copertura sono considerati elementi rilevanti per la stabilità delle strutture.[22][23]

Il progetto di recupero dovrebbe quindi leggere insieme superficie e sottosuolo. Una proposta operativa può prevedere la documentazione dei percorsi dell’acqua, dei drenaggi storici e degli interventi successivi.

La manutenzione non dovrebbe limitarsi agli ambienti più visibili. Anche le opere di servizio meritano una collocazione esplicita nel programma gestionale.

Conservare gli edifici minerari

Gli edifici di servizio raccontano aspetti del lavoro che la sola visita in galleria non può rappresentare. A Serbariu, il recupero museale comprende la lampisteria, la sala argani e gli ambienti dedicati alla storia del carbone e dei minatori.[12]

In Val Germanasca, l’offerta integra percorsi sotterranei, esposizione permanente, archivio storico, laboratori e centro di accoglienza. Queste esperienze mostrano una valorizzazione distribuita tra fabbricati e sottosuolo.[24][12]

Per gli interventi futuri, una scelta progettuale utile consiste nel mantenere riconoscibile la funzione originaria degli ambienti. Spogliatoi, officine e sale macchine possono ospitare nuovi servizi senza perdere il proprio significato documentario.

Ricerca speleologica e archeologia

Il contributo speleologico può affiancare la documentazione dei manufatti e la ricerca storica. A Nuxis, le attività sulle cavità artificiali sono state inserite in un programma dedicato al turismo sostenibile speleologico e archeologico.[4]

La ricerca universitaria aggiunge strumenti per ricostruire cronologie, frequentazioni e trasformazioni degli ambienti. Ad Acquacadda, il progetto dell’Università di Cagliari utilizza metodologie archeologiche e archeometriche.[5]

Un programma di recupero può prevedere un archivio comune di rilievi, fotografie, documenti e risultati scientifici. La proposta dovrebbe assegnare anche criteri di aggiornamento e responsabilità per la conservazione dei dati.

Pipistrelli nelle miniere dismesse

Grotte, miniere, fortificazioni e gallerie svolgono un ruolo nel ciclo biologico di numerose specie europee di pipistrelli. Possono essere utilizzate come rifugi invernali, riproduttivi o temporanei.[25]

In Italia, i chirotteri e i loro siti di riproduzione e riposo sono tutelati da un insieme di norme nazionali e internazionali. La progettazione degli interventi deve quindi considerare anche gli utilizzi faunistici degli ambienti artificiali.[26][27][28][25]

La gestione può richiedere limitazioni stagionali o l’esclusione dalla visita di determinati settori. Le indicazioni EUROBATS prevedono misure differenziate secondo l’importanza del rifugio e le modalità con cui viene utilizzato dai pipistrelli.[28]

Acquacadda e tutela ambientale

Ad Acquacadda, il decreto regionale richiama espressamente la protezione del rinolofo maggiore e del rinolofo minore. Le attività ammesse devono rispettare le esigenze di conservazione delle specie e degli habitat.[11]

Il recupero degli edifici esterni e la protezione della grotta possono essere progettati come componenti complementari. Una proposta coerente può concentrare negli spazi di superficie l’accoglienza, le conferenze e parte dell’attività espositiva.

Questa organizzazione offre anche un criterio divulgativo. Il pubblico può ricevere informazioni sul sito prima dell’eventuale accesso agli ambienti più sensibili.

Accessibilità del patrimonio minerario

L’accessibilità deve essere descritta attraverso caratteristiche concrete. Il progetto può distinguere percorsi esterni, edifici, tratti sotterranei e contenuti consultabili senza ingresso in miniera.

Gli strumenti digitali possono ampliare le modalità di conoscenza anche dove le tracce minerarie sono scomparse o gli ambienti non sono visitabili. Uno studio sulle miniere di lignite umbre propone archivi georeferenziati, modelli tridimensionali e realtà aumentata per ricostruire questi paesaggi.[29]

Per i siti in recupero, la proposta dovrebbe comprendere informazioni chiare su distanze, pendenze, fondo, ostacoli e condizioni ambientali. L’obiettivo è consentire una scelta consapevole dell’esperienza di visita.

Esperienze italiane di recupero

Le esperienze italiane mostrano modi diversi di collegare conservazione, ricerca e fruizione. Il confronto è utile per individuare funzioni trasferibili, senza riprodurre automaticamente lo stesso modello in territori differenti.[30] Sito Patrimonio valorizzato Elemento di interesse San Silvestro, Toscana Miniere, musei, villaggio medievale e sentieri. [16] Il progetto nasce dalla ricerca archeologica e considera l’intero paesaggio storico. [15] Serbariu, Sardegna Edifici minerari, collezioni, macchinari e percorso sotterraneo. [12] La storia industriale viene collegata alla vita dei minatori e alla città di Carbonia. [12] Val Germanasca, Piemonte Miniere Paola e Gianna, archivio, esposizioni e laboratori. [24] L’esperienza ecomuseale integra lavoro minerario, geologia e cultura della valle. [13]

A San Silvestro, il percorso unisce tecniche estrattive di epoche diverse e insediamento medievale. In Val Germanasca, ScopriMiniera e ScopriAlpi sviluppano rispettivamente il tema del lavoro minerario e quello dell’interpretazione geologica.[13][16]

Comunità e lavoro locale

La riconversione turistica delle miniere riguarda anche il rapporto con le comunità residenti. Una ricerca pubblicata nel 2025 dall’Università di Macerata considera partecipazione, accessibilità, sostenibilità e gestione nei siti ReMi di Marche, Toscana e Sardegna.[30]

Lo studio evidenzia differenze regionali e modelli di sviluppo locale non uniformi. Il progetto della Val Germanasca indica tra le proprie finalità la conservazione del patrimonio culturale e la creazione di opportunità lavorative per la popolazione della valle.[13][30]

Per i nuovi interventi, una proposta gestionale può prevedere il coinvolgimento di ex lavoratori, associazioni, scuole e operatori locali. Le testimonianze orali dovrebbero essere raccolte come documentazione, con attenzione alla loro conservazione e contestualizzazione.

Reti territoriali e turismo

Il collegamento con altre risorse culturali è presente nell’esperienza della Val Germanasca, dove il tema minerario si estende alla storia e alla cultura del territorio. Anche la ricerca sulle miniere umbre considera itinerari capaci di mettere in relazione diversi punti di interesse.[29][13]

Una proposta per le ex aree minerarie può quindi comprendere collegamenti con musei, siti archeologici, sentieri e servizi di ospitalità. L’organizzazione dovrebbe privilegiare itinerari comprensibili e tempi di visita realistici.

Nel Sulcis, questo criterio può essere applicato mantenendo distinte le identità dei singoli luoghi. Sa Marchesa può essere raccontata attraverso il rapporto tra miniera, grotta, ricerca preistorica e attività speleologica, senza uniformarla ad altri complessi.[5][4]

Gestione economica e continuità

La sostenibilità dei siti riconvertiti non può essere valutata soltanto attraverso l’attrattività turistica. La ricerca dell’Università di Macerata utilizza indicatori che comprendono anche accessibilità, partecipazione e sostenibilità.[30]

Un modello economico proposto per il recupero dovrebbe distinguere le spese iniziali dai costi ricorrenti. Tra questi ultimi andrebbero considerati personale, manutenzione, monitoraggi, servizi, aggiornamento degli allestimenti e conservazione delle collezioni.

Le entrate da biglietti possono essere affiancate, nel piano gestionale, da attività didattiche, servizi culturali e sostegno pubblico. La ripartizione dovrebbe derivare dalle funzioni del sito e da ipotesi di gestione esplicite, non da previsioni automatiche di crescita dei visitatori.

Programmare il recupero minerario

Sulla base dei temi tecnici e gestionali descritti, un possibile percorso operativo può essere articolato in fasi:

  1. Conoscenza del sito: ricognizione di edifici, gallerie, documenti, impianti e valori ambientali.
  2. Valutazioni specialistiche: esame degli aspetti strutturali, ambientali, archeologici e faunistici.
  3. Definizione delle funzioni: individuazione degli spazi pubblici, scientifici, tecnici e non accessibili.
  4. Progettazione integrata: coordinamento tra conservazione, sicurezza, eventuale bonifica e servizi.
  5. Organizzazione della gestione: responsabilità, personale, procedure e risorse.
  6. Piano di manutenzione: controlli, registrazioni, interventi e criteri di sospensione delle visite.
  7. Verifica dei risultati: valutazione periodica delle condizioni del patrimonio e della qualità della fruizione.

La proposta non configura una sequenza amministrativa valida per ogni situazione. Le autorizzazioni e gli adempimenti devono essere definiti secondo le caratteristiche e il regime giuridico del singolo sito.

Indicatori per il turismo minerario

Il monitoraggio può utilizzare una pluralità di indicatori, come proposto anche dalla ricerca sulla sostenibilità dei siti minerari riconvertiti. Una griglia gestionale dovrebbe affiancare ai dati di affluenza le condizioni del patrimonio e la continuità della manutenzione.[30] Ambito Indicatori proposti Conservazione Stato dei manufatti, aggiornamento della documentazione, interventi programmati ed eseguiti Sicurezza Verifiche effettuate, anomalie registrate, aggiornamento delle procedure Ambiente Risultati dei monitoraggi previsti per il sito, condizioni dei rifugi faunistici Accessibilità Informazioni disponibili, percorsi utilizzabili, contenuti alternativi Cultura Attività didattiche, ricerche, incontri e collaborazione con le scuole Comunità Partecipazione locale, raccolta delle testimonianze, collaborazioni territoriali Gestione Copertura dei costi ricorrenti, continuità del personale, risorse per la manutenzione

La griglia può essere adattata alla dimensione del complesso. Per una piccola struttura di accoglienza, gli obiettivi saranno diversi da quelli di una miniera-museo con un percorso sotterraneo esteso.

Sa Marchesa come progetto territoriale

La convenzione di Nuxis assegna agli ex spogliatoi funzioni di accoglienza, esposizione e incontro. Queste destinazioni si affiancano a un sito già interessato da ricerca archeologica, attività speleologiche e iniziative sul turismo sostenibile.[4][5][2]

Il successivo sviluppo del progetto può utilizzare tali funzioni per rendere leggibile il rapporto tra patrimonio minerario e ambiente naturale. L’allestimento può distinguere la storia della miniera, i risultati degli scavi e le misure di tutela della grotta.

La continuità gestionale dovrebbe essere prevista insieme al recupero edilizio. Per Sa Marchesa, come per altri siti italiani, la proposta è considerare manutenzione, divulgazione e conservazione come parti dello stesso servizio culturale.

Fonti dell’approfondimento


Fonti
[1] Roberto Curreli Archivi https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/tag/roberto-curreli/
[2] Parco Geominerario Archivi https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/category/turismo-2/parco-geominerario/
[3] Servizi e Spogliatoi 1 Miniera Sa Marchesa Nuxis, 1955/00/00 https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/SARDEGNA/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/2000207463
[4] Nuxis – Convegno – Le cavità artificiali per un turismo … https://www.federazionespeleologicasarda.it/nuxis-convegno-le-cavita-artificiali-per-un-turismo-sostenibile/
[5] Acquacadda di Nuxis – unica.it – Università di Cagliari https://web.unica.it/unica/it/dip_letterelebc_scavi_3.page
[6] gli studenti di archeologia visitano la grotta di Acquacadda https://www.scintilena.com/alla-scoperta-del-patrimonio-nascosto-gli-studenti-di-archeologia-visitano-la-grotta-di-acquacadda/01/17/
[7] Nuove Scoperte Archeologiche a Nuxis: La Grotta di Acquacadda https://www.gazzettasarda.com/contenuto/0/35/650068/nuove-scoperte-archeologiche-a-nuxis-la-grotta-di-acquacadda
[8] Nelle grotte di Nuxis si scavano 5mila anni di storia https://www.rainews.it/tgr/sardegna/video/2025/07/grotte-nuxisacquacaddascavi-archeologici-nuxisscavi-archeologici-unica-7588df4d-c490-43f6-811e-c88c105e5e11.html
[9] Speleo Club Nuxis: il presidente Roberto Curreli traccia … https://www.tuttomotorienews.it/speleo-club-nuxis-il-presidente-roberto-curreli-traccia-il-bilancio-2023/
[10] Su Montixeddu”, sito in Comune di Nuxis. https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/tutti-gli-atti/177754686081367
[11] Istituito il Monumento naturale “Grotta di Acquacadda – Su … https://www.regione.sardegna.it/notizie/istituito-il-monumento-naturale-grotta-di-acquacadda-su-montixeddu-nel-comune-di-nuxis
[12] La Grande Miniera di Serbariu e il Museo del Carbone https://www.museodelcarbone.it/la-visita/il-museo-del-carbone/
[13] Ecomuseo EM&VG – Ecomuseo Miniere https://www.ecomuseominiere.it/ecomuseo/progetto-ecomuseo-val-germanasca/
[14] Who we are https://parcogeominerario.sardegna.it/en/who-we-are
[15] Storia del Parco Archeominerario di San Silvestro https://www.parchivaldicornia.it/parchi-archeologici/parco-archeominerario-di-san-silvestro/storia/
[16] Parco Archeominerario di San Silvestro, Campiglia Marittima https://www.parchivaldicornia.it/parchi-archeologici/parco-archeominerario-di-san-silvestro/
[17] New studies on the ancient mines of the Archeological Mines … https://www.scintilena.com/new-studies-on-the-ancient-mines-of-the-archeological-mines-park-of-san-silvestro-tuscany/04/02/
[18] Gli strumenti per la tutela dei paesaggi sotterranei. La … – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files/progetti/remi/guideri.pdf
[19] DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 – Normattiva https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:2004;42~art10!vig
[20] DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152~art240-com1-leta
[21] Indicazioni per la messa in sicurezza dei siti minerari dismessi – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/documenti-tecnici/indicazioni-per-la-messa-in-sicurezza-dei-siti-minerari-dismessi
[22] Inventario nazionale delle strutture di deposito di rifiuti … – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files2023/pubblicazioni/rapporti/rapporto-inventario-strutture-deposito-rev-3782022.pdf
[23] re-mi-a4-doc-tecnico-sicurezza-miniere-dismesse … – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/files2021/pubblicazioni/documenti-tecnici/re-mi-a4-doc-tecnico-sicurezza-miniere-dismesse-rev8-quater-con-paolucci-2-1.pdf
[24] Visite https://www.ecomuseominiere.it/visite/
[25] Conservation of Key Underground sites: the database https://www.eurobats.org/activities/intersessional_working_groups/underground_sites
[26] Pipistrelli, comunicare il valore della biodiversità senza … https://www.scintilena.com/pipistrelli-comunicare-il-valore-della-biodiversita-senza-alimentare-paure-e-pregiudizi/07/14/
[27] Workshop Nazionale sui Chirotteri al Parco dei Monti Lucretili https://www.scintilena.com/workshop-nazionale-sui-chirotteri-al-parco-dei-monti-lucretili-a-palombara-sabina-la-formazione-sulle-linee-guida-ispra-per-il-recupero-e-la-riabilitazione-dei-pipistrelli/04/27/
[28] Protecting and managing underground sites for bats https://www.eurobats.org/sites/default/files/documents/pdf/Meeting_of_Parties/MoP5_Inf_50_UndergroundSites.pdf
[29] Ghost Mines for Geoheritage Enhancement in the Umbria … https://www.mdpi.com/2076-3263/13/7/208
[30] “Miniere di turisti”: l’analisi della sostenibilità e delle prospettive di … https://rivisteopen.unimc.it/index.php/cap-cult/article/view/3719
[32] [PDF] Raccolta Maggio 2019 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2019_5_Raccolta-Scintilena-Maggio1.pdf
[33] Sardegna Speleologica – on-line i bollettini della rivista della Federazione Speleologica Sarda. – Scintilena https://www.scintilena.com/sardegna-speleologica-on-line-i-bollettini-della-rivista-della-federazione-speleologica-sarda/12/03/
[34] Convegno sulle cavità artificiali per promuovere un turismo sostenibile https://www.scintilena.com/convegno-sulle-cavita-artificiali-per-promuovere-un-turismo-sostenibile/10/15/
[35] Parco Geominerario della Sardegna alla Riunione ReMi-ISPRA https://www.scintilena.com/parco-geominerario-della-sardegna-alla-riunione-remi-ispra-confronto-sul-futuro-del-patrimonio-minerario-europeo/07/01/
[36] Raccolta Dicembre 2020 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2020_12_Raccolta_Scintilena_Dicembre.pdf
[37] Raccolta Maggio 2017 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2017_5_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[38] La Miniera Abbandonata non è una Rovina: è un Organismo che … https://www.scintilena.com/la-miniera-abbandonata-non-e-una-rovina-e-un-organismo-che-cambia/04/28/
[39] Nuove Scoperte Archeologiche nel Sito Geo Speleo … https://www.scintilena.com/nuove-scoperte-archeologiche-nel-sito-geo-speleo-archeologico-di-sa-marchesa/07/01/
[40] Raccolta Maggio 2011 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2011_05_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[41] Parco Geominerario e Università di Cagliari: al via il Piano … https://www.scintilena.com/parco-geominerario-e-universita-di-cagliari-al-via-il-piano-socio-economico-e-il-dottorato-pnrr/04/09/
[42] Nuova Campagna di Scavi nella Grotta di Acquacadda … https://www.scintilena.com/nuova-campagna-di-scavi-nella-grotta-di-acquacadda-presentata-nel-sito-archeologico-sa-marchesa/09/09/
[43] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/435/
[44] Sa Marchesa ospita il convegno sulle grotte turistiche in … https://www.scintilena.com/sa-marchesa-ospita-il-convegno-sulle-grotte-turistiche-in-sardegna/12/05/
[45] Raccolta Dicembre 2017 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2017_12_Raccolta_Scintilena_Dicembre.pdf
[46] Raccolta Giugno 2014 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2014_06_Raccolta_Scintilena_Giugno.pdf
[47] Sito Geo Speleo Archeologico “Sa Marchesa” https://www.sitosamarchesa.it/images/brochure/opuscolo%20ITA%20ok%200612.pdf
[48] Grotta di Acquacadda – Campagna scavi archeologici 2023 https://www.federazionespeleologicasarda.it/grotta-acquacadda-campagna-scavi-2023/
[49] Grotta Acqua Cadda Su Montixeddu – portal.sardegnasira.it https://portal.sardegnasira.it/grotta-acqua-cadda-su-montixeddu
[50] Istituito il Monumento naturale Grotta di Acquacadda – “Su Montixeddu”, nel Comune di Nuxis https://portal.sardegnasira.it/-/istituito-il-monumento-naturale-grotta-di-acquacadda-su-montixeddu-nel-comune-di-nuxis
[51] SITO GEO SPELEO ARCHEOLOGICO SA MARCHESA … https://www.fossilieminerali.it/musei/sito-geo-speleo-archeologico-sa-marchesa-speleo-club-nuxis-comune-di-nuxis/
[52] Il Sulcis del carbone e dei metalli – GEEG https://www.geeg.it/2026/09/30/il-sulcis-del-carbone-e-dei-metalli/
[53] Gli scavi archeologici nella Grotta di Acquacadda (Nuxis) a servizio dell’ … https://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=63338
[54] Tariffe https://www.sitosamarchesa.it/index.php/tariffe
[55] Sito Geo Speleo Archeologico Sa Marchesa – Idese https://idese.cultura.gov.it/place/sito-sa-marchesa/
[56] Riccardo Cicilloni Archivi – Pagina 2 di 5 – La Provincia del Sulcis Iglesiente https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/tag/riccardo-cicilloni/page/2/
[57] Nuxis, Museo e sito geospeleologico Sa Marchesa https://www.sardegnacultura.it/articolo/nuxis-museo-e-sito-geospeleologico-sa-marchesa
[58] Sa Marchesa Geological Speleological Archaeological Site – Idese https://idese.cultura.gov.it/en/place/sa-marchesa-geological-speleological-archaeological-site/
[59] Il Dottor Roberto Curreli è il nuovo Commissario … https://parcogeominerario.sardegna.it/il-dottor-roberto-curreli—il-nuovo-commissario-straordinario-del-parco-geominerario-storico-e-ambientale-della-sardegnaUXB4L
[60] Siglata la convenzione tra il Parco Geominerario e … https://parcogeominerario.sardegna.it/siglata-la-convenzione-tra-il-parco-geominerario-e-il-comune-di-nuxis-per-il-recupero-degli-spogliatoi-dell-ex-miniera-di-sa-marchesaUF6ZP
[61] Sito Geo Speleo Archeologico Sa Marchesa https://www.sitosamarchesa.com/
[62] Terza Giornata Nazionale sulle Miniere – Il programma in … https://www.scintilena.com/terza-giornata-nazionale-sulle-miniere-il-programma-in-umbria/05/26/
[63] Esplorazione Mineraria in Italia: Quattordici Progetti per l … – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazione-mineraria-in-italia-quattordici-progetti-per-lautonomia-delle-materie-prime/08/02/
[64] Giornata Nazionale delle Miniere 2026 a Domusnovas, tra trekking … https://www.scintilena.com/giornata-nazionale-delle-miniere-2026-a-domusnovas-tra-trekking-museo-mineralogico-e-convegno-su-san-michele/05/17/
[65] Agordo ai tempi delle miniere: storia, misteri ed esplorazione nella … https://www.scintilena.com/agordo-ai-tempi-delle-miniere-storia-misteri-ed-esplorazione-nella-valle-imperina/08/24/
[66] L’importanza del catasto Speleologico https://www.scintilena.com/limportanza-del-catasto-speleologico-uno-strumento-multidisciplinare-per-la-tutela-del-territorio/01/25/
[67] Flash Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/flash/
[68] Cavità Artificiali Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/cavita-artificiali/
[69] La Cava Romana Luxis apre le porte: il 25 ottobre un’uscita … https://www.scintilena.com/la-cava-romana-luxis-apre-le-porte-il-25-ottobre-unuscita-aperta-anche-ai-neofiti/10/23/
[70] Sardegna Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/sardegna/
[71] Grotta del Monte Cucco, speleologa bloccata a 150 metri di … https://www.scintilena.com/monte-cucco-speleologa-bloccata-a-150-metri-di-profondita-soccorsa-nella-notte/10/31/
[72] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[73] Tanari Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/tanari/
[74] Tuvixeddu, niente tunnel sotto la necropoli: il sottosuolo … https://www.scintilena.com/tuvixeddu-niente-tunnel-sotto-la-necropoli-il-sottosuolo-archeologico-ferma-il-progetto/10/28/
[75] Linee guida per la gestione e valorizzazione di siti e parchi … – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/linee-guida-per-la-gestione-e-valorizzazione-di
[76] BOLLETTINO UFFICIALE https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/programma-regionale-valorizzazione-patrimonio-minerario-dismesso-lombardia.pdf
[77] ACCESSO AI DATI https://portalesgi.isprambiente.it/en/dissemination-activities/
[78] Presentazione standard di PowerPoint https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/file/2-presentazione-lo-pumo-regione-lombardia-xii-riunione-di-rete-giugno-2021.pdf
[79] DEL23-2Allegato https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/2018-05-08-dgr-23-2-allegato-alle-direttive-per-il-rilascio-autorizzazione-riutilizzo-patrimonio-minerario.pdf
[80] Bollettino Ufficiale https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/delibera-regione-lombardia-xi-5708-catasto-miniere-dismesse.pdf
[81] LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO https://www.isprambiente.gov.it/files/eventi/eventi-2015/il-recupero-e-la-valorizzazione-dei-siti-di-miniera-dismessi/presentazione_domenico_savoca.pdf
[82] ReMi Project – National Network of Italian Mining Parks and Museums https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/mines-and-quarries/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums
[83] Progetto di legge regionale per la tutela e valorizzazione dei … https://www.isprambiente.gov.it/files/progetti/suolo-e-territorio/risorse-minerarie/02_Progetto_L_R_tutela_sitiminerari_dismessi.pdf
[84] News in highlight — English – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/mines-and-quarries/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums/news-in-highlight
[85] ReMi Project – National Network of Italian Mining Parks and … https://www.isprambiente.gov.it/en/projects/soil-and-territory/mines-and-quarries/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums/remi-project-national-network-of-italian-mining-parks-and-museums
[86] LE BANCHE DATI — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/banche-dati
[87] homepage https://www.isprambiente.gov.it/en
[88] Notizie in primo piano — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/notizie-in-primo-piano
[89] Progetto ReMi – Rete Nazionale dei Parchi e Musei Minerari … https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani
[90] Contatti | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/contatti/
[91] Le miniere della Sardegna come rifugio per i pipistrelli https://www.scintilena.com/le-miniere-della-sardegna-come-rifugio-per-i-pipistrelli/02/19/
[92] Pipistrelli in Italia: cosa dice la legge e come proteggere specie e rifugi https://www.scintilena.com/pipistrelli-in-italia-cosa-dice-la-legge-e-come-proteggere-specie-e-rifugi/07/30/
[93] Pipistrelli e grotte: la scienza conferma gli effetti del … https://www.scintilena.com/pipistrelli-e-grotte-la-scienza-conferma-gli-effetti-del-disturbo-umano-sulle-colonie-in-ibernazione/03/12/
[94] Raccolta Gennaio 2021 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2021_1_Raccolta_Scintilena_Gennaio.pdf
[95] Pipistrelli in Lombardia: il Piano d’Azione nasce dalla … https://www.scintilena.com/pipistrelli-in-lombardia-il-piano-dazione-nasce-dalla-partecipazione-e-dai-nuovi-monitoraggi/08/23/
[96] Come riconoscere il guano di pipistrello? https://www.tutelapipistrelli.it/2014/04/08/4433/
[97] Tutela Pipistrelli https://www.tutelapipistrelli.it/
[98] Come costruire una bat box: guida pratica per realizzare … https://www.scintilena.com/come-costruire-una-bat-box-guida-pratica-per-realizzare-rifugi-per-pipistrelli/07/03/
[99] Come comportarsi | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/come-comportarsi/
[100] Pipistrelli, cosa dice la legge in Italia | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2012/09/28/pipistrelli-cosa-dice-la-legge-in-italia/
[101] Come aiutare i pipistrelli: acqua, habitat e meno disturbo https://www.scintilena.com/come-aiutare-i-pipistrelli-acqua-habitat-e-meno-disturbo/07/03/
[102] Diversità e ruolo ecologico dei pipistrelli https://www.scintilena.com/diversita-e-ruolo-ecologico-dei-pipistrelli-2/05/10/
[103] [PDF] Il Programma Nazionale di Esplorazione – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/progetto-remi-rete-nazionale-dei-parchi-e-musei-minerari-italiani/file/15-12-2025-riunione-rete-decennale-fumanti.pdf
[104] Doc XV, n. 365 https://www.camera.it/temiap/2025/06/05/OCD177-8096.pdf
[105] Tabella%201%2030_06_2025.xlsx https://indicatoriambientali.isprambiente.it/sites/default/files/indicatori_ambientali/2025-07-16/Tabella%201%2030_06_2025.xlsx
[106] [PDF] Dati sull’ambiente – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files2020/pubblicazioni/stato-ambiente/annuario-2020/dati_ambiente.pdf
[107] ACCESSO AI DATI https://portalesgi.isprambiente.it/en/elenco-base-dati/10/
[108] Geology, soil and contaminated sites – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/en/activities/soil-and-territory
[109] Parco Geominerario https://parcogeominerario.sardegna.it/
[110] English https://www.isprambiente.gov.it/en/@@search?taxonomy_thesaurus:list=s4f5quvdn7&set_language=en&b_start:int=460&sort_on=relevance
[111] Choose the zones https://parcogeominerario.sardegna.it/singolo-comune-en/86
[112] Choose the zones https://parcogeominerario.sardegna.it/guida-scelta-en/57
[113] News & Eventi https://parcogeominerario.sardegna.it/category/news-eventi/
[114] e me l’ovrare appaga https://library.oapen.org/bitstream/20.500.12657/55594/1/9788855182195.pdf
[115] Burladores e Convitati a Napoli tra Sei e Settecento, da Perrucci ad Abri (e oltre) https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=14599.pdf
[116] La fraseografia genovese e le più recenti innovazioni in GEPHRAS e GEPHRAS2 https://bop.unibe.ch/linguistik-online/article/download/10782/13931
[117] Due lettere inedite di Giorgio Orelli https://bop.unibe.ch/versants/article/download/8993/11971
[118] Per un commento di “Entrebescar” (1982) di Rossi Precerutti [pp. 174-199] https://riviste.unimi.it/index.php/inopera/article/view/27711
[119] La fattoria più profonda del mondo a 1100 metri: miniere inglesi diventano laboratori agricoli – Scintilena https://www.scintilena.com/la-fattoria-piu-profonda-del-mondo-a-1100-metri-miniere-inglesi-diventano-laboratori-agricoli/08/25/
[120] [PDF] Raccolta Giugno 2021 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2021_6_Raccolta_Scintilena_Giugno.pdf
[121] Sicurezza in cavità urbane e ipogei: norme, rischi e … https://www.scintilena.com/sicurezza-in-cavita-urbane-e-ipogei-norme-rischi-e-strumenti-per-lavorare-nel-sottosuolo/06/11/
[122] Bonifica della Voragine di San Lorenzo nel Carso triestino https://www.scintilena.com/bonifica-della-voragine-di-san-lorenzo-il-club-alpinistico-triestino-restituisce-valore-a-una-storica-cavita-del-carso/07/05/
[123] On line consultabili gli ATTI del Atti del XXI Congresso … https://www.scintilena.com/on-line-consultabili-gli-atti-del-atti-del-xxi-congresso-nazionale-di-speleologia-diffusione-delle-conoscenze/08/27/
[124] Giornate di Speleologia Urbana nella Trieste sotterranea dal … https://www.scintilena.com/giornate-di-speleologia-urbana-nella-trieste-sotterranea-dal-5-al-30-novembre/11/01/
[125] Esplorati gli antichi acquedotti di Montefiascone (VT) https://www.scintilena.com/esplorati-gli-antichi-acquedotti-di-montefiascone-vt/03/18/
[126] Abisso del Bifurto, Cerchiara rende omaggio agli speleologi … https://www.scintilena.com/abisso-del-bifurto-cerchiara-rende-omaggio-agli-speleologi-che-raggiunsero-il-fondo-nel-1962/10/30/
[127] BOLLETTINO UFFICIALE https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/miniere-e-cave/normativa-sulla-tutela-valorizzazione-e-fruizione-del-patrimonio-geologico-minerario/normativa-regionale/programma-regionale-valorizzazione-patrimonio-minerario-dismesso-lombardia-1.pdf
[128] Relazione di Piano https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_385_20180802114418.pdf
[129] ISPRA, Quaderni – 8/2014 https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/Quad_AS_8_14.pdf
[130] Remi https://www.etsy.com/market/remi
[131] Rémi P | LinkedIn https://www.linkedin.com/in/r%C3%A9mi-p-8295a3150
[132] Catalogue Remi Confection/LOTUS BLANC 2025-2026 – Calaméo https://www.calameo.com/books/00056900423f190235f71
[133] [PDF] recupero e valorizzazione delle miniere dismesse – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00009100/9196-qas-3-ultimo-corretto.pdf
[134] Le miniere in Italia – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/files2020/notizie/miniere.pdf
[135] ISPRA pubblica “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati … https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2023/08/ispra-pubblica-il-rapporto-lo-stato-delle-bonifiche-dei-siti-contaminati-in-italia-secondo-rapporto-sui-dati-regionali
[136] [PDF] la laveria di su zurfuru – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00003900/3979-c2738-m2-u1.pdf
[137] Linee Guida – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/manuali-lineeguida/MLG_148_17_LGVAS.pdf
[138] Online il Rapporto “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia” https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2025/12/online-il-rapporto-lo-stato-delle-bonifiche-dei-siti-contaminati-in-italia
[139] Listino Prezzi 2026 – Il Sogno di Remì – Locazione turistica https://ilsognodiremi.com/listino-prezzi/
[140] 1200 (75 of 113) – Nola and Remi water shoot Aug 2026 https://alloutdoor.smugmug.com/Mike-Reid-Photography-Promotional-Dance-Team/Nola-and-Remi-water-shoot-Aug-2026/i-r5kdSx6
[141] Congressi Archivi – Pagina 9 di 14 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/congressi/page/9/
[142] Archeologia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/archeologia/
[143] Autore: Marina Abisso https://www.scintilena.com/author/marina-abisso/
[144] Nuxis Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/nuxis/
[145] Corso di Speleologia in Cavità Artificiali a Nuxis – Scintilena https://www.scintilena.com/corso-di-speleologia-in-cavita-artificiali-a-nuxis/09/03/
[146] Grotte turistiche della Sardegna: confronto tra esperienze https://www.scintilena.com/grotte-turistiche-della-sardegna-confronto-tra-esperienze/11/22/
[147] Convegno Internazionale sulla Gestione del Patrimonio … https://www.scintilena.com/convegno-internazionale-sulla-gestione-del-patrimonio-culturale-in-sardegna/11/12/
[148] Recupero e Riabilitazione dei Chirotteri: il Workshop di … https://www.scintilena.com/recupero-e-riabilitazione-dei-chirotteri-il-workshop-di-tutela-pipistrelli-diventa-gratuito-per-soci-ed-enti-partner/05/04/
[149] Dalla Regione 4,28 milioni di euro per la bonifica dell’area … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/08/dalla-regione-428-milioni-di-euro-per-la-bonifica-dellarea-ex-mineraria-di-sa-marchesa-a-nuxis/
[150] Dalla Regione 4,2 milioni per bonificare l’ex miniera di Nuxis https://cagliarinews.it/area-vasta/dalla-regione-nuxis-bonifica-ex-miniera-24-agosto-2026/
[151] Parco archeominerario di San Silvestro https://www.parchivaldicornia.it/images/ufficio_stampa/Parco_SS.pdf
[152] Il Parco Archeominerario di San Silvestro – San Vincenzo https://visitsanvincenzo.it/it/cosa-fare/da-vedere/il-parco-archeominerario-di-san-silvestro/
[153] Miniere d’Italia – Recupero museale TOS https://sites.google.com/view/miniere-italia/regioni/toscana/recupero-museale-tos
[154] Parco Archeominerario di San Silvestro – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/parco-archeominerario-di-san-silvestro
[155] Rifiuti e bonifiche: 11,3 milioni per impianti, risanamento … https://www.regione.sardegna.it/notizie/rifiuti-e-bonifiche-11-3-milioni-per-impianti-risanamento-ambientale
[156] TOUR COMPLETO DEL PARCO DI SAN SILVESTRO – Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/export/shared/make/documenti/tour-completo-del-parco-di-san-silvestro_dwe.pdf
[157] I PARCHI DELLA VAL DI CORNIA https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00004600/4605-il-progetto-di-tutela-3-cornia.pdf
[158] Parco Archeominerario di San Silvestro | Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/san-silvestro-archaeological-mines-park/
[159] www.visittuscany.com · en · attractionsSan Silvestro Archaeological Mines Park – Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/en/attractions/san-silvestro-archaeological-mines-park/
[160] Sottoscritta la convenzione tra il GeoParco e comune di … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/10/sottoscritta-la-convenzione-tra-il-geoparco-e-comune-di-nuxis-per-il-recupero-delledificio-che-ospitava-gli-spogliatoi-dellex-miniera-di-sa-marchesa-in-localita-acquacadda/
[161] Parco archeominerario di San Silvestro https://cultura.gov.it/luogo/parco-archeominerario-di-san-silvestro
[162] Parco archeominerario di San Silvestro https://www.archeologiatoscana.it/it/musei/73-parco-archeominerario-di-san-silvestro
[163] The enhancement of the Viterbo Porticoes Museum and the creation of a public/private network for the definition of territorial enhancement projects https://siev.org/10-39-2026/
[164] Le eccellenze storico-minerarie della Sardegna sud-occidentale entrano nella European Route of Industrial Heritage (ERIH) – Scintilena https://www.scintilena.com/le-eccellenze-storico-minerarie-della-sardegna-sud-occidentale-entrano-nella-european-route-of-industrial-heritage-erih/06/26/
[165] Marchesini Tappezzeria di Renato e Rossella Reggiani Snc https://www.unioncamere.gov.it/imprese-storiche/marchesini-tappezzeria-di-renato-e-rossella-reggiani-snc
[166] Salumificio Marchese S.r.l. – Pozzaglio ed Uniti – Pagine Bianche https://www.paginebianche.it/scheda/pozzaglio-ed-uniti/salumificio-marchese.14517140
[167] Archeologia Archivi – Pagina 24 di 83 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/archeologia/page/24/?wpmp_switcher=desktop
[168] Addio a Gianguido Guasco, “Grotta”: il ricordo dello … https://www.scintilena.com/addio-a-gianguido-guasco-grotta-il-ricordo-dello-speleologo-imperiese/10/30/
[169] Centro Italiano della Cultura del Carbone, Grande Miniera di … https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/miniera-serbariu
[170] Museo del carbone – Ministero della cultura https://cultura.gov.it/luogo/museo-del-carbone
[171] Grande Mine de Serbariu à Carbonia : histoire du travail – Italia.it https://www.italia.it/fr/sardaigne/carbonia/patrimoine-culturel/grande-mine-de-serbariu
[172] Museo del carbone – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_carbone
[173] Inaugurazione del Centro italiano della cultura del carbone https://cultura.gov.it/comunicato/inaugurazione-del-centro-italiano-della-cultura-del-carbone-1
[174] Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna https://www.parks.it/parco.geominerario.sardegna/nov.php
[175] Italian Centre for Coal Mining Culture https://www.coe.int/en/web/cultural-routes/-/italian-centre-for-coal-mining-culture
[176] Accordi centri concessioni.xlsx https://web.unica.it/unica/protected/500461/0/def/ref/GNC474079/
[177] Riccardo Cicilloni Archivi – Pagina 3 di 5 – La Provincia del Sulcis Iglesiente https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/tag/riccardo-cicilloni/page/3/
[178] Museo del Carbone – Grande Miniera di Serbariu https://www.museodelcarbone.it/
[179] Riconversione della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia https://rivista.clionet.it/volume-10-2026/riconversione-della-grande-miniera-di-serbariu-a-carbonia-il-museo-del-carbone/
[180] Italian National Radon Action Plan: New Challenges for Risk Assessment https://www.mdpi.com/2073-4433/15/7/846/pdf?version=1721281577
[181] Radon Hazard in Central Italy: Comparison among Areas with Different Geogenic Radon Potential https://www.mdpi.com/1660-4601/19/2/666/pdf
[182] Radon Survey in Bank Buildings of Campania Region According to the Italian Transposition of Euratom 59/2013 https://www.mdpi.com/2075-1729/11/6/533/pdf
[183] Prali, riaprono le miniere di talco dell’Ecomuseo della Val Germanasca https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/682493/prali-riaprono-le-miniere-di-talco-dellecomuseo-della-val-germanasca.html
[184] ECOMUSEO DELLE MINIERE E DELLA VAL GERMANASCA https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g2059208-d2308265-Reviews-or180-Ecomuseo_delle_Miniere_e_della_Val_Germanasca-Prali_Province_of_Turin_Pied.html
[185] Raccolta Aprile 2009 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2009_04_Raccolta_Scintilena_Aprile.pdf
[186] Scintilena – Raccolta Luglio 2023 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[187] Giornata Mondiale dell’Acqua 2026: dalla “bancarotta idrica” globale alle falde carsiche che ci tengono in vita – Scintilena https://www.scintilena.com/giornata-mondiale-dellacqua-2026-dalla-bancarotta-idrica-globale-alle-falde-carsiche-che-ci-tengono-in-vita/03/22/
[188] Sotto i Tuoi Piedi: Il Tesoro Invisibile dell’Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/sotto-i-tuoi-piedi-il-tesoro-invisibile-dellitalia/05/08/
[189] Le Aree Carsiche nel Mirino: Vulnerabilità, Inquinamento e Tutela https://www.scintilena.com/le-aree-carsiche-nel-mirino-vulnerabilita-inquinamento-e-tutela-di-un-patrimonio-idrico-nazionale/04/24/
[190] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[191] Diffida alle Grotte di Castellana: richiesta sospensione attività … https://www.scintilena.com/diffida-alle-grotte-di-castellana-richiesta-sospensione-attivita-turistiche-da-tutela-pipistrelli/01/01/
[192] Raccolta Gennaio 2026 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2020/03/Annales-Scintilena-Gennaio-2026.pdf
[193] Ecomuseo Regionale delle Miniere e della Val Germanasca https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/museo/regioni/musei/ecomuseo-regionale-delle-miniere-di-prali-e-della-val-germanasca
[194] Ecomuseum of Mines and Germanasca Valley https://www.outdooractive.com/en/poi/province-of-turin/ecomuseum-of-mines-and-germanasca-valley/806544499/
[195] Ecomuseo delle Miniere e della Valle Germanasca | Museum https://turismotorino.org/en/visit/things-to-do-and-things-to-see/museums-and-heritage/ecomuseo-delle-miniere-e-della-valle-germanasca
[196] Scopriminiera – Ecomuseo regionale delle miniere e della Valle Germanasca https://cultura.gov.it/luogo/scopriminiera-ecomuseo-regionale-delle-miniere-e-della-valle-germanasca
[197] MINING ECO-MUSEUM | Hotel Salei https://hotelsalei.it/en/attivita_post/mining-eco-museum/
[198] Risultati ricerca per radon – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/@@search?SearchableText=radon&sort_on=sortable_title&b_start:int=70
[199] [PDF] Didattica 2025-2026.indd – Scopriminiera https://www.ecomuseominiere.it/wp-content/uploads/2025/09/Didattica-2025-2026-1.pdf
[200] Da sabato 14 marzo nuovamente visitabili le ex miniere di talco dell … https://www.cittametropolitana.torino.it/comunicazione/da-sabato-14-marzo-nuovamente-visitabili-le-ex-miniere-di-talco-dellecomuseo-di-prali
[201] 2 https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&art.idGruppo=0&art.flagTipoArticolo=0&art.codiceRedazionale=15G00043&art.idArticolo=2&art.idSottoArticolo=1&art.idSottoArticolo1=10&art.dataPubblicazioneGazzetta=2015-03-23&art.progressivo=0
[202] LA RIDUZIONE DEL RADON IN AMBIENTI CONFINATI … https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/eventi/2024/10/rischio-radon-e-interventi-di-efficientamento-energetico/dimenno.pdf
[203] Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia … https://www.isprambiente.gov.it/files/sostanze-pericolose/d.-lgs-152-2006.pdf
[204] Normattiva – Il portale della legge vigente https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006;152~art65
[205] DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 https://www.normattiva.it/eli/stato/DECRETO_LEGISLATIVO/2006/04/03/152/CONSOLIDATED/20250827
[206] https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?!vig=urn:ni… https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?!vig=urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152&art=242
[207] Decreto Legislativo 152/2006 – Normattiva https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152!vig
[208] L’Unione europea quale cerniera tra la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e gli ordinamenti degli stati membri tra graduale implementazione normativa, ‘approccio cosmetico’ e adesione sostanziale al modello sociale di disabilità https://www.medra.org/servlet/MRService?hdl=10.3280/CEU2024-002001
[209] La convenzione di Palermo venticinque anni dopo: tra visioni, obiettivi conseguiti, promesse mancate, crisi del diritto internazionale e un futuro incerto https://riviste.unimi.it/index.php/cross/article/view/30601
[210] La convenzione 2005 dell’UNESCO come quadro strategico e sinergico per strutturare le azioni del Piano Mattei https://antropologiaeteatro.unibo.it/article/view/23579
[211] Il fattore temporale nell’acquisizione transfrontaliera delle e-evidence: il bilanciamento operato nel secondo Protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest https://riviste.fupress.net/index.php/nuovagiuridica/article/view/3409
[212] Heritage Walks: la Convenzione di Faro per un patrimonio culturale vivente http://www.urbanisticainformazioni.it/Heritage-Walks-la-Convenzione-di-Faro-per-un-patrimonio-culturale.html
[213] La Convenzione tra la Santa Sede e l’Italia in materia di scambio di informazioni tributarie. Il richiamo (non casuale) al Trattato Lateranense sulla corretta applicazione delle esenzioni tributarie https://www.semanticscholar.org/paper/7cda09d57f2e408d8af2d1ec3eb25cfee0ef73b1
[214] La Convenzione tra la Santa Sede e l’Italia in materia di scambio di informazioni tributarie, in Riv. Il Tributario, Milano, Giuffrè (ISSN 2465-2512) https://www.semanticscholar.org/paper/ad4519705bae41750bafd7bafdd91198f4fe1b8d
[215] Il provvedimento che attua la Convenzione di Bruxelles del 2000: una lunga gestazione e un destino incerto https://www.semanticscholar.org/paper/da3a9f8e8d29259b93b3415df9ad1ec4a0d2aca2
[216] [PDF] Raccolta Maggio 2013 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2013_05_Raccolta_Scintilena_Maggio.pdf
[217] Giovedì 26 giugno il sito geo-speleologico archeologico Sa … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/06/giovedi-26-giugno-il-sito-geo-speleologico-archeologico-sa-marchesa-a-nuxis-ha-ospitato-la-prima-conferenza-di-dopo-gli-scavi/
[218] Convegno “Le grotte turistiche in Sardegna. Esperienze a confronto” https://www.tuttomotorienews.it/convegno-le-grotte-turistiche-in-sardegna-esperienze-a-confronto-limportanza-di-fare-rete/
[219] Dalla Regione 330.000 euro al comune di Nuxis per la … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2022/12/dalla-regione-330-000-euro-al-comune-di-nuxis-per-la-valorizzazione-del-sito-preistorico-di-acqua-cadda-nuxis-ex-miniera-di-sa-marchesa/
[220] Inaugurato il Meeting Nazionale dei Geoparchi Italiani a … https://www.scintilena.com/inaugurato-il-meeting-nazionale-dei-geoparchi-italiani-a-petralia-sottana/12/05/
[221] Archeologia Archivi – Pagina 79 di 95 https://www.scintilena.com/category/archeologia/page/79/
[222] Il decreto dell’assessora della Difesa dell’Ambiente n. 10/2026, ha istituito ufficialmente il Monumento Naturale “Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/05/il-decreto-dellassessora-della-difesa-dellambiente-n-10-2026-ha-istituito-ufficialmente-il-monumento-naturale-grotta-di-acquacadda-su-montixeddu/
[223] Al via lunedì 23 giugno, per il sesto anno consecutivo, gli scavi archeologici presso il sito della Grotta di Acquacadda, a Sa Marchesa (Nuxis) https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/06/al-via-lunedi-23-giugno-per-il-sesto-anno-consecutivo-gli-scavi-archeologici-presso-il-sito-della-grotta-di-acquacadda-a-sa-marchesa-nuxis/
[224] Mercoledì 9 luglio, a Sa Marchesa (Nuxis), s’è tenuta una conferenza sul progetto “Argentaria” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/07/mercoledi-9-luglio-a-sa-marchesa-nuxis-se-tenuta-una-conferenza-sul-progetto-argentaria/
[225] Inizia lunedì 1 luglio, a Nuxis, la seconda annualità del secondo triennio della campagna di scavi nella grotta di Acquacadda https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2024/06/inizia-lunedi-1-luglio-a-nuxis-la-seconda-annualita-del-secondo-triennio-della-campagna-di-scavi-nella-grotta-di-acquacadda/
[226] Sabato 9 dicembre il sito Geo Speleo Archeologico Sa Marchesa, a Nuxis, ospiterà il convegno “Grotte turistiche in Sardegna. Esperienze a confronto” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2023/12/sabato-9-dicembre-il-sito-geo-speleo-archeologico-sa-marchesa-a-nuxis-ospitera-il-convegno-grotte-turistiche-in-sardegna-esperienze-a-confronto/
[227] Si conclude domani, nella miniera di Sa Marchesa, a Nuxis, la prima campagna di scavi nella grotta di Acquacadda (nota anche grotta di Su Montixeddu). https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2019/09/si-conclude-domani-nella-miniera-di-sa-marchesa-a-nuxis-la-prima-campagna-di-scavi-nella-grotta-di-aacquacadda-nota-anche-grotta-di-su-pontixeddu/
[228] Da venerdì 21 a domenica 23 ottobre, a Sa Marchesa (Nuxis), il 1° convegno internazionale “Le grotte nella preistoria: scavi, studi e valorizzazione” https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2022/10/da-venerdi-21-a-domenica-23-ottobre-a-sa-marchesa-nuxis-il-1-convegno-internazionale-le-grotte-nella-preistoria-scavi-studi-e-valorizzazione/
[229] Stamane la studentessa Francesca Mereu ha conseguito la laurea magistrale in Archeologia con una tesi sulla Grotta di Acquacadda (Nuxis), relatore il professor Riccardo Cicilloni https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/07/stamane-la-studentessa-francesca-mereu-ha-conseguito-la-laurea-magistrale-in-archeologia-con-una-tesi-sulla-grotta-di-acquacadda-nuxis-relatore-il-professor-riccardo-cicilloni/

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  • Ojos de Cristal, 16 chilometri nel quarzo del Monte Roraima e una vita microbica fuori dal comune
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Ojos de Cristal, 16 chilometri nel quarzo del Monte Roraima e una vita microbica fuori dal comune

November 2nd 2026 at 04:00

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Nel grande sistema sotterraneo venezuelano, sviluppato nelle antichissime rocce quarzitiche del tepui, le esplorazioni hanno rivelato oltre 16 chilometri di gallerie. Nelle zone più interne una comunità batterica analizzata risultava composta fino all’84% da Ktedonobacterales, mai identificati prima in una grotta

Una grotta lunga più di 16 chilometri scavata non nel calcare, ma nelle durissime rocce quarzitiche di una delle montagne più spettacolari del Sud America. Sulle sue pareti, in un ambiente apparentemente poverissimo di nutrienti, vivono comunità microbiche molto diverse da quelle conosciute nelle comuni cavità carbonatiche: è la Cueva Ojos de Cristal, conosciuta nella letteratura scientifica anche come Roraima Sur Cave, nel massiccio del Monte Roraima, in Venezuela.

La storia è tornata in questi giorni sulle pagine di EcoNews, anche se le esplorazioni e le ricerche microbiologiche risalgono agli anni precedenti. Vale comunque la pena ripercorrerla, perché Ojos de Cristal rappresenta un caso particolare sia per la speleologia sia per la geomicrobiologia.

Una grotta nel quarzo

Il Monte Roraima è un tepui alto circa 2.700 metri, formato prevalentemente da arenarie quarzose cementate da silice. Si trova nell’area di confine tra Venezuela, Guyana e Brasile.

L’ambiente è molto diverso dai grandi sistemi carsici calcarei ai quali siamo abituati: l’acqua riesce tuttavia a svolgere un ruolo importante anche qui. La dissoluzione dei cementi silicei e l’azione dell’acqua lungo fratture e livelli più vulnerabili della roccia hanno contribuito alla formazione di sistemi sotterranei estesi e complessi.

Tra questi c’è Ojos de Cristal, occhi di cristallo (dalle piccole cavità presenti sul pavimento di alcuni passaggi, nelle quali si trovano cristalli di quarzo arrotondati): la piccola entrata è stata individuata nel 2002 da speleologi slovacchi e cechi. Le successive campagne hanno progressivamente ampliato la conoscenza della cavità.

Nel 2005 risultavano esplorati 10.820 metri con 18 ingressi. Nel 2006 lo sviluppo era salito a 15,28 chilometri e nel 2007, dopo il collegamento con altre cavità, il sistema ha raggiunto 16,14 chilometri, con un dislivello di 73 metri e 23 ingressi conosciuti.

La sorpresa sulle pareti

Ojos de Cristal ha attirato anche l’attenzione dei microbiologi.

La quarzite è una roccia povera di nutrienti e ha una capacità di tamponare l’acidità molto inferiore rispetto alle rocce carbonatiche. I ricercatori si aspettavano quindi un ambiente sotterraneo con una modesta attività biologica.

Le analisi hanno mostrato una situazione diversa.

Uno studio pubblicato nel 2014 su Frontiers in Microbiology, coordinato dalla microbiologa Hazel Barton, ha analizzato campioni provenienti da tre punti della grotta situati a circa 55, 90 e 300 metri dall’ingresso.

Gli studiosi hanno rilevato una notevole attività microbica sulle superfici rocciose.

Procedendo verso l’interno, la composizione delle comunità cambiava in maniera evidente.

Fino all’84% di Ktedonobacterales

Vicino all’ingresso erano soprattutto Actinomycetales e Alphaproteobacteria a caratterizzare le comunità batteriche.

Nei due siti più interni la situazione era completamente diversa.

Tra l’82 e l’84% delle sequenze batteriche analizzate apparteneva a un particolare gruppo dei Ktedonobacterales, all’interno dei Chloroflexi.

Il dato non significa che l’84% di tutti i batteri presenti nell’intera grotta appartenga a questo gruppo: riguarda i campioni analizzati nei settori più profondi dello studio.

All’epoca della ricerca si trattava della prima identificazione di membri della classe Ktedonobacterales in un ambiente di grotta.

Anche gli archei hanno riservato sorprese. Nei campioni esaminati dominavano organismi appartenenti al gruppo Thaumarchaeota I.1c, precedentemente associato soprattutto ad ambienti acidi.

Da dove arriva l’energia

Rimane una domanda fondamentale: come può svilupparsi una comunità microbica così attiva in un ambiente apparentemente tanto povero?

Una parte della risposta potrebbe arrivare dall’acqua.

Il corso d’acqua che entra nella grotta attraversa prima la vegetazione superficiale e può quindi trasportare carbonio ed energia all’interno del sistema sotterraneo.

Anche la geochimica della roccia sembra avere un ruolo importante. La scarsa capacità della quarzite di tamponare l’acidità e il basso pH dell’ambiente potrebbero favorire alcune comunità microbiche rispetto ad altre.

Lo studio ha inoltre osservato sui granuli di quarzo tracce compatibili con processi di dissoluzione chimica associati all’attività microbica.

Un laboratorio naturale nel cuore del tepui

Ojos de Cristal mostra quanto possano essere diversi gli ecosistemi sotterranei quando cambia la roccia che li ospita.

Gran parte delle conoscenze sulla microbiologia delle grotte proviene infatti da cavità sviluppate nei calcari. Le grotte quarzitiche dei tepui presentano condizioni geochimiche differenti e possono ospitare comunità altrettanto particolari.

A oltre vent’anni dall’inizio delle esplorazioni, Ojos de Cristal conserva così due storie strettamente legate: quella degli speleologi che hanno seguito il vuoto per oltre sedici chilometri e quella, invisibile, dei microrganismi che riescono a vivere sulle pareti di quarzo nel buio del Monte Roraima.

Fonti

Barton H.A. et al. – Frontiers in Microbiology – Microbial diversity in a Venezuelan orthoquartzite cave is dominated by the Chloroflexi (Class Ktedonobacterales) and Thaumarchaeota Group I.1c – 26 novembre 2014
https://www.frontiersin.org/journals/microbiology/articles/10.3389/fmicb.2014.00615/full

PubMed – National Library of Medicine – Microbial diversity in a Venezuelan orthoquartzite cave is dominated by the Chloroflexi (Class Ktedonobacterales) and Thaumarchaeota Group I.1c – 2014
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25505450/

EcoNews – Slovak cavers say they mapped 10 miles of the quartzite cave Ojos de Cristal on Venezuela’s Mount Roraima, and up to 84 percent of its deep bacteria belonged to a class never before identified in a cave – 25 ottobre 2026
https://www.ecoticias.com/en/slovak-cavers-say-they-mapped-10-miles-of-the-quartzite-cave-ojos-de-cristal-on-venezuelas-mount-roraima-and-up-to-84-percent-of-its-deep-bacteria-belonged-to-a-class-never-before-identified-in-a-cave/52546/

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  • DNA dalle pareti delle grotte, nuove prospettive per studiare la presenza umana nella preistoria
    Condividi Alba Bossoms torna sul metodo sperimentale per recuperare DNA umano antico dalle superfici delle grotte. Tra i reperti analizzati anche un “aerografo” in osso proveniente da Altamira Lo scorso luglio Scintilena aveva raccontato lo studio pubblicato su Nature Communications sulla possibilità di recuperare DNA umano antico direttamente dalle pareti delle grotte, comprese superfici associate all’arte rupestre (https://www.scintilena.com/dna-antico-e-arte-rupestre-dalle-pareti-delle-gro
     

DNA dalle pareti delle grotte, nuove prospettive per studiare la presenza umana nella preistoria

November 2nd 2026 at 04:00

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Alba Bossoms torna sul metodo sperimentale per recuperare DNA umano antico dalle superfici delle grotte. Tra i reperti analizzati anche un “aerografo” in osso proveniente da Altamira

Lo scorso luglio Scintilena aveva raccontato lo studio pubblicato su Nature Communications sulla possibilità di recuperare DNA umano antico direttamente dalle pareti delle grotte, comprese superfici associate all’arte rupestre (https://www.scintilena.com/dna-antico-e-arte-rupestre-dalle-pareti-delle-grotte-una-nuova-traccia-umana/07/03/).

Ora Alba Bossoms, tra gli autori della ricerca, torna sull’argomento in un’intervista pubblicata da Storica National Geographic, soffermandosi sulle prospettive ma anche sui limiti di una tecnica ancora sperimentale.

Un caso particolarmente curioso riguarda un “aerografo” preistorico in osso proveniente dalla grotta di Altamira, probabilmente utilizzato per soffiare il pigmento sulle pareti. Proprio perché poteva essere entrato in contatto con la bocca, i ricercatori speravano di recuperarvi DNA umano antico. Il tentativo, però, non ha dato il risultato atteso: la contaminazione moderna e le condizioni di conservazione possono rendere difficile distinguere e recuperare le tracce genetiche più antiche.

È uno dei problemi che la ricerca dovrà affrontare. Il prossimo passo sarà capire dove e in quali condizioni il DNA riesca a conservarsi meglio, sviluppando tecniche di campionamento sempre meno invasive.

L’obiettivo non è ancora identificare l’autore di una specifica pittura rupestre, ma ottenere nuove informazioni su chi frequentava le grotte preistoriche, anche quando ossa e altri resti umani sono assenti.

Foto di copertina:

Bisonte nella grotta di Altamira, in Cantabria. Le superfici delle grotte con arte paleolitica sono oggi al centro di nuove ricerche sulla possibilità di recuperare tracce di DNA umano antico. Foto: Daniel Villafruela / Wikimedia Commons – CC BY-SA 3.0

Fonti

https://www.storicang.it/a/alba-bossoms-antropologa-potremmo-aver-scoperto-nuovo-modo-per-studiare-presenza-umana-nella-preistoria_18764

https://www.nature.com/articles/s41467-026-74234-2

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  • Giornate di Speleologia Urbana nella Trieste sotterranea dal 5 al 30 novembre
    Condividi Con il Club Alpinistico Triestino propone la dodicesima edizione della manifestazione Tornano a Trieste, dal 5 al 30 novembre 2026 in poi, le Giornate di Speleologia Urbana del CAT. La parola ad Alessandra Ressa: COMUNICATO STAMPA Giornate di Speleologia Urbana: dal 5 al 30 novembre alla scoperta della Trieste sotterranea Il Club Alpinistico Triestino propone la dodicesima edizione della manifestazione con conferenze e visite guidate dedicate alle gallerie antiaeree e a
     

Giornate di Speleologia Urbana nella Trieste sotterranea dal 5 al 30 novembre

November 1st 2026 at 04:55

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Con il Club Alpinistico Triestino propone la dodicesima edizione della manifestazione

Tornano a Trieste, dal 5 al 30 novembre 2026 in poi, le Giornate di Speleologia Urbana del CAT.

La parola ad Alessandra Ressa:

COMUNICATO STAMPA

Giornate di Speleologia Urbana: dal 5 al 30 novembre alla scoperta della Trieste sotterranea

Il Club Alpinistico Triestino propone la dodicesima edizione della manifestazione con conferenze e visite guidate dedicate alle gallerie antiaeree e ai bunker della Seconda guerra mondiale.

Trieste, 28 ottobre – Gallerie antiaeree, ricoveri pubblici e bunker raccontano una pagina significativa della storia di Trieste durante la Seconda guerra mondiale. Per approfondire la conoscenza di queste strutture e del loro contesto storico, il Club Alpinistico Triestino organizza dal 5 al 30 novembre 2026 la dodicesima edizione delle Giornate di Speleologia Urbana, con un ricco programma di incontri e visite guidate aperti al pubblico.

La prima giornata sarà giovedì 5 novembre alle 20, nella sede del CAT, in via Raffaele Abro 5/A, a Trieste, con la presentazione degli appuntamenti a cura del direttore della rassegna Lucio Mircovich e a seguire la conferenza I bombardamenti aerei alleati sulla provincia di Trieste, tenuta da Maurizio Radacich.

Venerdì 6 novembre, alle 20, è prevista una visita alla galleria antiaerea di via Pendice Scoglietto, con ritrovo all’incrocio tra via Cologna e via Pendice dello Scoglietto. Accompagneranno i partecipanti Maurizio Bressan, Marino Codiglia, Dean Leonardelli e Lucio Mircovich.

Giovedì 12 novembre, alle 20, il programma proseguirà alla Kleine Berlin, in via Fabio Severo. Dopo l’introduzione di Maurizio Radacich, seguirà la visita guidata con Lucio Mircovich, Maurizio Bressan, Marino Codiglia e Dean Leonardelli.

Mercoledì 18 novembre, alle 20, sempre alla Kleine Berlin, Maurizio Radacich terrà la conferenza I ricoveri pubblici in galleria della provincia di Trieste, dedicata alle strutture realizzate per proteggere la popolazione durante i bombardamenti.

Giovedì 19 novembre, alle 20, si visiterà la galleria antiaerea di Scala al Monticello, con ritrovo davanti all’ingresso del Centro Commerciale Il Giulia. La visita sarà condotta da Maurizio Bressan, Marino Codiglia, Dean Leonardelli e Lucio Mircovich.

Mercoledì 25 novembre, alle 20, la Kleine Berlin ospiterà la conferenza I ricoveri della Ferriera di Servola, a cura di Silvio Masè e Marco Brogi, dedicata alle strutture di protezione legate allo storico polo industriale triestino.

Sabato 28 novembre, alle 14.30, lo staff del CAT accompagnerà i partecipanti alla scoperta dei bunker di Opicina, con ritrovo nel piazzale dell’Obelisco.

La manifestazione si concluderà lunedì 30 novembre, alle 20, nella sede del Club Alpinistico Triestino, con la conferenza I bunker tedeschi nella provincia di Trieste, a cura di Maurizio Bressan. Al termine saranno consegnati gli attestati di partecipazione.

Le visite permetteranno di conoscere direttamente strutture sotterranee spesso poco accessibili, approfondendone la funzione e il ruolo nella storia del territorio.

La partecipazione alle visite è subordinata all’iscrizione, con un massimo di 25 persone. La quota è di 50 euro per gli adulti e di 25 euro per i bambini sotto i 10 anni. Per le escursioni è consigliato un abbigliamento adeguato alla visita in galleria; la durata delle escursioni è di circa due ore, salvo imprevisti.

Le iscrizioni si effettuano presso la sede del CAT, in via Raffaele Abro 5/A, il martedì dalle 21 alle 23 oppure direttamente prima delle presentazioni. Il modulo è disponibile sul sito www.cat.ts.it e, una volta compilato, può essere inviato a cat@cat.ts.it, indirizzo al quale rivolgersi anche per informazioni. La quota comprende l’iscrizione al CAT e il materiale divulgativo previsto dall’iniziativa.

Con questa dodicesima edizione, il Club Alpinistico Triestino rinnova il proprio impegno nella divulgazione e nella valorizzazione del patrimonio sotterraneo cittadino, offrendo al pubblico l’opportunità di esplorare luoghi che conservano importanti testimonianze del passato.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

Via R. Abro, 5/A
34144 Trieste
cell.: 348 5164550
codice fiscale: 80016650329
e-mail:cat@cat.ts.it
pec:cat.trieste@pec.csvfvg.it
http://www.cat.ts.it

Ufficio Stampa: Alessandra Ressa +39 348 3515270

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  • Vizi preistorici? Incredibile ma vero: a Sulawesi piante psicoattive già 25.000 anni fa
    Condividi Le analisi dei denti di due cacciatori-raccoglitori di Sulawesi rivelano l’uso abituale della noce di areca, una pianta neuroattiva, fino a 25.000 anni fa Uno studio pubblicato su Science Advances parla di due cacciatori-raccoglitori vissuti a migliaia di anni di distanza. Il più antico è datato tra circa 25.000 e 16.000 anni fa, mentre il secondo tra circa 7.600 e 6.300 anni fa. Entrambi presentano sui denti profonde scanalature, compatibili con l’abitudine di trattenere e succh
     

Vizi preistorici? Incredibile ma vero: a Sulawesi piante psicoattive già 25.000 anni fa

November 1st 2026 at 04:00

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Le analisi dei denti di due cacciatori-raccoglitori di Sulawesi rivelano l’uso abituale della noce di areca, una pianta neuroattiva, fino a 25.000 anni fa

Uno studio pubblicato su Science Advances parla di due cacciatori-raccoglitori vissuti a migliaia di anni di distanza. Il più antico è datato tra circa 25.000 e 16.000 anni fa, mentre il secondo tra circa 7.600 e 6.300 anni fa.

Entrambi presentano sui denti profonde scanalature, compatibili con l’abitudine di trattenere e succhiare a lungo noci di areca intere. A rafforzare questa interpretazione sono state le analisi biomolecolari, che hanno individuato nei tessuti dentali tracce compatibili con la presenza di arecolina, il principale alcaloide neuroattivo dell’areca.

I ricercatori hanno anche condotto esperimenti dimostrando che mantenere a lungo una noce intera a contatto con la saliva può liberare arecolina in quantità sufficienti a produrre effetti fisiologici.

La noce di areca, seme della palma Areca catechu, ha effetti prevalentemente stimolanti dovuti soprattutto all’arecolina, un alcaloide che agisce sul sistema nervoso. Oggi viene spesso consumata nel cosiddetto betel quid, insieme a foglie di betel e calce spenta, ed è considerata una delle sostanze psicoattive più diffuse al mondo, con centinaia di milioni di consumatori soprattutto in Asia e nel Pacifico.

Frutti della palma Areca catechu, dai cui semi si ricava la cosiddetta noce di areca, contenente l’alcaloide psicoattivo arecolina. Foto: Dinesh Valke / Wikimedia Commons – CC BY-SA 2.0

Perché succhiavano le noci di areca?

La risposta rimane incerta. Entrambi gli individui soffrivano di importanti problemi dentali e gli autori considerano possibile che l’areca venisse utilizzata anche per le sue proprietà analgesiche.

Non è però possibile stabilire se questa fosse la ragione principale. Potrebbero aver avuto importanza anche gli effetti neuroattivi della pianta o motivazioni che i resti archeologici non permettono di ricostruire.

L’abitudine aveva inoltre conseguenze pesanti: la durezza delle noci provocava una progressiva usura dei denti e, in uno degli individui, le scanalature arrivavano fino alla cavità pulpare.

Una pratica precedente all’agricoltura

Il dato più interessante riguarda l’antichità del comportamento. I due individui erano cacciatori-raccoglitori preagricoli e il più antico testimonia questa pratica già nel Pleistocene superiore.

La scoperta suggerisce quindi che l’uso abituale di una pianta neuroattiva possa avere radici molto più antiche di quanto documentato finora.

Gli studiosi invitano comunque alla prudenza. I resti appartengono a soli due individui e non dimostrano che il comportamento fosse diffuso nell’intera popolazione di Sulawesi né che la pratica sia stata trasmessa senza interruzioni per migliaia di anni.

L’usura e le molecole rimaste nei denti possono restituire comportamenti quotidiani avvenuti decine di migliaia di anni fa, altrimenti difficili da riconoscere.

Che dire? Al prossimo Raduno inviteremo anche qualche cacciatore-raccoglitore… così, tanto per farli stare in buona compagnia.

Fonti

Science Advances – Betel nut sucking is the earliest recorded evidence for the habitual use of a neuroactive plant drug – 9 settembre 2026
https://doi.org/10.1126/sciadv.aei1901

Pikaia – Sulawesi: le più antiche tracce di droga? – 2026
https://pikaia.eu/sulawesi-piu-antiche-tracce-droga/

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O uplynulém víkendu se v krasu sešla partička pracantů s hlavním cílem pořešit přerostlou deponii v jeskyni V Jedlích

O uplynulém víkendu se v krasu sešla partička pracantů s hlavním cílem pořešit přerostlou deponii v jeskyni V Jedlích. A byli úspěšní. Z Termitiště se jim podařilo přesunout blíže k povrchu parádních 304 kýblů. Teď je tam dost místa na pár dalších prolongačních akcí v sondě. Kromě toho se V Jedlích bádalo také v Silvestrově chodbě a jedna menší akce proběhla i v jeskyni U Jedelské cesty, kde se podařilo postoupit odhadem o metr.



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Kam v neděli na výlet?

Kam v neděli na výlet? V jeskyních nefouká a neprší ;) A v neděli 1. listopadu bude všech 13 otevřeno ještě jako v říjnu! Viz https://www.caves.cz/sluzby-a-nabidky/oteviraci-doba-jeskyni?datum=2026-11-01 - nejen Bozkovské dolomitové jeskyně na snímku...



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  • Grotta del Monte Cucco, speleologa bloccata a 150 metri di profondità: soccorsa nella notte tra il 30 e il 31 ottobre
    Condividi Colta da sfinimento durante la risalita nella Grotta del Monte Cucco, è stata raggiunta e assistita dalle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico di Umbria e Marche. L’uscita intorno alle 5 del mattino, senza necessità di ricovero. Una lunga notte di lavoro nel cuore del Monte Cucco, dove tecnici e sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico sono intervenuti per assistere una speleologa che, durante la risalita, non era più in grado di proseguire autonomamente a causa dello sfini
     

Grotta del Monte Cucco, speleologa bloccata a 150 metri di profondità: soccorsa nella notte tra il 30 e il 31 ottobre

Október 31st 2026 at 15:38

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Colta da sfinimento durante la risalita nella Grotta del Monte Cucco, è stata raggiunta e assistita dalle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico di Umbria e Marche. L’uscita intorno alle 5 del mattino, senza necessità di ricovero.

Una lunga notte di lavoro nel cuore del Monte Cucco, dove tecnici e sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico sono intervenuti per assistere una speleologa che, durante la risalita, non era più in grado di proseguire autonomamente a causa dello sfinimento.

L’intervento si è svolto in condizioni ambientali impegnative, con nebbia fitta e forte vento all’esterno, mentre sottoterra le squadre hanno raggiunto la donna a circa 150 metri di profondità e l’hanno accompagnata verso l’uscita attraverso i pozzi della cavità.

Riportiamo di seguito le parole diffuse via social dal Soccorso Alpino e Speleologico Umbria:

COMUNICATO CNSAS

L’allarme è scattato intorno all’una di questa notte, quando il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) è stato attivato per una speleologa colta da sfinimento durante la risalita, a circa 150 metri di profondità nella Grotta del Monte Cucco.

Raggiunta la località Pian del Monte nel Comune di Sigillo, in condizioni di nebbia fitta e forte vento, due squadre composte da tecnici e operatori del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria – CNSAS e Soccorso Alpino e Speleologico Marche – CNSAS sono entrate nella grotta. I soccorritori hanno raggiunto la donna nei rami sinistri del Baratro, alla base dell’omonimo pozzo, dove la stanchezza le aveva impedito di proseguire autonomamente verso l’uscita.

Dopo averla rifocillata, le squadre l’hanno assistita nella risalita dei pozzi, utilizzando paranchi e tecniche di soccorso speleologico.

Nel frattempo, una squadra ha accompagnato all’esterno i suoi compagni di esplorazione, per poi ricondurli alle auto parcheggiate a Pian del Monte. Con l’uscita di questo primo gruppo sono giunte anche le prime informazioni sulle condizioni della speleologa e sull’avvio delle operazioni di recupero.

Ulteriori squadre, composte da tecnici e sanitari, sono rimaste pronte a intervenire a supporto dei colleghi qualora fosse stato necessario.

Intorno alle 5:00 di questa mattina la speleologa, accompagnata dai soccorritori, ha raggiunto l’esterno della grotta. È stata quindi valutata dai sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico, che hanno riscontrato soltanto la stanchezza accumulata, senza evidenziare problematiche tali da richiedere il trasferimento in ospedale.

Un intervento concluso positivamente grazie alla preparazione, alla disponibilità e al lavoro coordinato dei tecnici e dei sanitari coinvolti. Operare nel soccorso speleologico significa muoversi in ambienti complessi, spesso per ore e in condizioni difficili, mettendo competenza ed esperienza al servizio di chi si trova in difficoltà.

Un sentito plauso al Soccorso Alpino e Speleologico Umbria e Marche per la professionalità e l’impegno dimostrati anche in questa operazione.

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  • Cave bear claw marks are scratched into the walls beside them
    Cave bear claw marks are scratched into the walls beside them. 🐾🕳️ The Grotta della Bàsura at Toirano was opened in 1950. A 2019 study identified a small group including children who crawled through on hands and knees carrying torches. ⏳🔬 Charcoal marks and handprints survive. Tours run daily. 🔦✨(Feed generated with FetchRSS)
     

Cave bear claw marks are scratched into the walls beside them

Október 30th 2026 at 11:13



Cave bear claw marks are scratched into the walls beside them. 🐾🕳️

The Grotta della Bàsura at Toirano was opened in 1950. A 2019 study identified a small group including children who crawled through on hands and knees carrying torches. ⏳🔬

Charcoal marks and handprints survive. Tours run daily. 🔦✨

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  • Premio Scintilena Miglior Autore 2026: Cosentino e Benassi, il valore delle esplorazioni raccontate
    Condividi Il Premio Scintilena Miglior Autore 2026 va ex aequo ad Antonio Cosentino e Andrea Benassi. Al centro del riconoscimento, la comunicazione speleologica: spedizioni preparate con cura, studi sul campo e testi capaci di condividere risultati e riflessioni. Per ciascuno un buono acquisto di 100 euro, offerto da Scintilena e Il Buranchetto. Premio Scintilena Miglior Autore 2026: due firme premiate a pari merito Antonio Cosentino e Andrea Benassi sono i vincitori, a pari merito, del P
     

Premio Scintilena Miglior Autore 2026: Cosentino e Benassi, il valore delle esplorazioni raccontate

Október 31st 2026 at 06:12

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Il Premio Scintilena Miglior Autore 2026 va ex aequo ad Antonio Cosentino e Andrea Benassi. Al centro del riconoscimento, la comunicazione speleologica: spedizioni preparate con cura, studi sul campo e testi capaci di condividere risultati e riflessioni. Per ciascuno un buono acquisto di 100 euro, offerto da Scintilena e Il Buranchetto.

Premio Scintilena Miglior Autore 2026: due firme premiate a pari merito

Antonio Cosentino e Andrea Benassi sono i vincitori, a pari merito, del Premio Scintilena Miglior Autore 2026. Il riconoscimento valorizza due percorsi di scrittura legati all’esperienza diretta delle esplorazioni e alla capacità di trasformare il lavoro sul campo in informazione accessibile.

Cosentino viene premiato per l’articolo dedicato alla grotta Verticalnaya, nel massiccio del Koytendag, in Turkmenistan. Il testo, pubblicato su Scintilena il 13 maggio, ha raggiunto 39mila visualizzazioni, secondo il dato comunicato per l’assegnazione del premio. Benassi riceve il riconoscimento per i numerosi articoli di spedizione e le relazioni pubblicate sul notiziario.

La motivazione comune riguarda la preparazione dell’attività esplorativa e di studio, insieme alla qualità della sua restituzione scritta. Il Premio Scintilena Miglior Autore 2026 riconosce testi completi, ricchi di particolari e capaci di offrire spunti di riflessione. Non soltanto cronache di quanto accaduto, quindi, ma descrizioni utili a comprendere obiettivi, metodi e significato delle attività raccontate.

Antonio Cosentino: il racconto speleologico della grotta Verticalnaya

L’articolo di Cosentino porta il lettore nel Koytendag, lungo un percorso che intreccia esplorazione, ricerca e memoria delle precedenti indagini. Il titolo è «Giallo nel Koytendag: sui passi di Maltsev, analizzata la mummia della grotta Verticalnaya, trovati altri 3 cadaveri nel pozzo».[1]

Il resoconto segue le attività del gruppo francese KRAC, Karstologie & Recherches Asie Centrale. Nella grotta Verticalnaya, sul fondo di un pozzo di circa 60 metri, la spedizione ha documentato il corpo mummificato già segnalato dallo speleologo Vladimir A. Maltsev e altri tre resti umani. Il testo collega questa ricognizione al lavoro più ampio condotto sul patrimonio carsico del massiccio.[1]

La narrazione comprende il contesto geografico, le figure coinvolte e le attività di ricerca. Accanto all’episodio centrale, trovano spazio la storia delle esplorazioni e lo studio degli ambienti sotterranei. Cosentino ha partecipato alla spedizione anche come regista e filmmaker, lavorando al documentario «Koytendag: la montagna inaccessibile».[1]

La qualità della scrittura e l’ampia circolazione dell’articolo accompagnano il riconoscimento. La motivazione del premio mette soprattutto in evidenza la capacità di restituire un’esperienza preparata e documentata, offrendo al pubblico una visione articolata dell’attività svolta.

Andrea Benassi: spedizioni e relazioni per la divulgazione speleologica

Per Andrea Benassi il premio riguarda un insieme di contributi. I suoi resoconti su Scintilena collegano il racconto delle spedizioni alle domande scientifiche che ne orientano lo svolgimento. Un esempio recente è la relazione sulla missione «Vatnajökull 2026 – Fire under Ice», pubblicata il 28 luglio.[2]

La spedizione, coordinata dal Consorzio Speleologi Ipogenici, ha coinvolto tredici partecipanti e documentato quasi 2,5 chilometri di nuove cavità glaciovulcaniche. Il resoconto descrive il complesso di Freyja Hellir, con circa 1,5 chilometri di sviluppo, insieme alle attività di monitoraggio e ai campionamenti microbiologici.[2]

Il racconto permette di seguire le relazioni tra ghiaccio, attività geotermica e circolazione delle acque. Illustra anche la collaborazione internazionale e la preparazione tecnica necessaria per lavorare in questi ambienti. La relazione rende così leggibile il percorso che conduce dall’esplorazione alla raccolta dei dati e alla loro successiva elaborazione.[2]

Scintilena e Il Buranchetto: un buono da 100 euro per ciascun autore

Il Premio Scintilena Miglior Autore 2026 è offerto da Scintilena e dal negozio Il Buranchetto. Ciascuno dei due vincitori riceve un buono acquisto di 100 euro, da utilizzare presso l’esercizio specializzato in attrezzature per le attività in montagna, comprese quelle speleologiche.[3][4]

A partire da quest’anno, il premio avrà cadenza annuale. Sarà dedicato ai migliori autori di articoli pubblicati su Scintilena.

L’iniziativa attribuisce un riconoscimento al lavoro di documentazione che prosegue dopo il rientro dalle spedizioni. Riordinare appunti, selezionare immagini e costruire un testo completo consente di condividere l’esperienza con la comunità speleologica e con il pubblico. È questo passaggio, dall’attività alla conoscenza comunicata, a unire i contributi premiati.

Fonti dell’articolo


Comunicazione speleologica in Italia: informare, documentare e tutelare il mondo sotterraneo

Relazione di approfondimento sul ruolo della comunicazione speleologica in Italia, sui rapporti tra esplorazione e divulgazione e sull’importanza di un’informazione corretta per la ricerca, la sicurezza e la conservazione degli ambienti ipogei.

Comunicazione speleologica: perché raccontare è parte dell’esplorazione

La comunicazione speleologica non riguarda soltanto la diffusione di una scoperta. Consente di trasferire osservazioni, metodi ed esperienze da chi frequenta il sottosuolo a chi deve studiarlo, amministrarlo o conoscerlo. Una relazione rende consultabile un’attività che, senza una restituzione ordinata, resterebbe affidata alla memoria dei partecipanti.

Il regolamento della Società Speleologica Italiana offre un riferimento preciso. Definisce la speleologia come scienza delle cavità naturali e artificiali, della loro origine ed evoluzione e dei fenomeni che vi si svolgono. Nella definizione di attività speleologica comprende ricerca, esplorazione, osservazione, studio e documentazione. La produzione di conoscenza condivisibile appartiene quindi al nucleo della disciplina.[5]

Questo legame spiega il valore di un riconoscimento dedicato agli autori. Premiare un testo significa attribuire importanza a una fase del lavoro diversa dalla progressione in grotta, ma complementare. La scrittura collega ciò che una squadra ha visto alle domande che altri potranno sviluppare.

Informazione speleologica in Italia: riviste, archivi e pubblicazioni digitali

Nel panorama italiano convivono strumenti con funzioni differenti. Le riviste permettono di sviluppare relazioni articolate. Gli archivi conservano la memoria delle ricerche. I notiziari digitali rendono tempestivamente disponibili aggiornamenti e resoconti. Le presentazioni pubbliche consentono il confronto diretto con autori e partecipanti.

La rivista «Speleologia», pubblicata dalla Società Speleologica Italiana dal 1979 con periodicità semestrale, costituisce un riferimento di questa tradizione. Il suo regolamento editoriale assegna spazio ai metodi, alle modalità e ai risultati della ricerca in Italia e all’estero. La versione «Speleologia in Rete», a lettura libera, affianca il periodico cartaceo con articoli e approfondimenti.[5]

Un ambito distinto è quello delle cavità artificiali. La rivista «Opera Ipogea», anch’essa della SSI, è dedicata a questo settore. Alla pubblicazione cartacea si affianca una versione elettronica con DOI per ciascun articolo. Il DOI è un identificatore persistente che facilita il riferimento a un contributo: un elemento utile per collegare divulgazione e ricerca bibliografica.[5]

La conservazione trova un presidio nel Centro Italiano di Documentazione Speleologica – Biblioteca «Franco Anelli». La struttura raccoglie monografie, periodici, fondi storici e materiali non librari. Il regolamento SSI ne descrive le raccolte e i servizi di consultazione, anche attraverso cataloghi online. La teca digitale rende inoltre disponibili riferimenti a periodici storici.[5][6]

Questi strumenti non vanno considerati alternativi. Una notizia può segnalare un risultato; una relazione può illustrarne il percorso; una pubblicazione scientifica può approfondire una questione specifica. L’archivio permette di ritrovare ciascun passaggio nel tempo.

Scintilena e divulgazione speleologica: collegare comunità e pubblico

Nel caso di Scintilena, i contributi premiati mostrano due forme complementari di comunicazione. Il racconto di Cosentino concentra l’attenzione su un episodio all’interno di una spedizione. La relazione di Benassi espone un programma di esplorazione e studio, articolandone attività, collaborazioni e prospettive.[1][2]

Il primo formato facilita l’ingresso del lettore attraverso una vicenda riconoscibile. Il secondo permette di seguire il lavoro nella sua estensione. Entrambi possono condurre verso temi più ampi: storia delle esplorazioni, geologia, documentazione, rapporti tra gruppi e continuità delle ricerche.

Il valore del notiziario specialistico risiede anche nella possibilità di mettere in relazione questi livelli. Il lettore occasionale cerca un’informazione comprensibile. Lo speleologo può cercare nomi, luoghi, riferimenti e metodi. La redazione deve costruire testi leggibili per il primo, senza privare il secondo degli elementi necessari.

La comunicazione speleologica funziona quando non richiede al pubblico di possedere già tutte le conoscenze. Introduce il contesto, chiarisce i termini e accompagna verso gli approfondimenti. Non riduce la complessità a una formula: la organizza.

Giornalismo speleologico e correttezza: distinguere osservazioni e interpretazioni

Un’informazione corretta consente di riconoscere la natura di ogni affermazione. Un’osservazione descrive ciò che è stato documentato. Una misura deriva da un procedimento e da strumenti. Un’interpretazione collega i dati a una spiegazione. Una prospettiva di ricerca indica il lavoro ancora da sviluppare.

Queste distinzioni non indeboliscono il racconto. Ne rendono comprensibile la struttura. Il lettore può seguire il passaggio dal terreno alla conoscenza senza confondere una domanda scientifica con una conclusione.

La relazione di Benassi sull’Islanda offre un esempio concreto. Il testo presenta cavità esplorate e attività svolte, poi illustra il monitoraggio predisposto per comprendere i cambiamenti del Kverkfjöll. Collega quindi i risultati della spedizione a un percorso di confronto successivo, attraverso strumenti, immagini e collaborazione con altri ricercatori.[2]

Per la redazione, questo comporta una verifica su più livelli: identità dei protagonisti, collocazione geografica, cronologia delle attività e significato dei risultati. Le fonti devono accompagnare il testo, non comparire soltanto come una formula conclusiva. Il loro compito è rendere rintracciabile il percorso informativo.

Relazioni di spedizione: dal diario personale alla conoscenza condivisa

Il diario conserva la voce dell’esperienza. La relazione organizza quell’esperienza perché altri possano utilizzarla. La notizia seleziona il risultato di interesse pubblico. Sono forme differenti, che possono convivere senza perdere le proprie funzioni.

Una relazione speleologica completa dovrebbe chiarire almeno alcuni elementi: obiettivi iniziali, area di lavoro, composizione della squadra, attività svolte, strumenti utilizzati e risultati ottenuti. Dovrebbe inoltre indicare dove reperire rilievi, immagini e approfondimenti, quando la loro diffusione è compatibile con la tutela dei siti.

La motivazione del premio a Cosentino e Benassi richiama proprio la preparazione e la ricchezza della restituzione scritta. Il punto non è accumulare dettagli. È selezionare quelli che spiegano perché una spedizione è stata realizzata e quale contributo abbia prodotto.

Il resoconto islandese comprende esplorazione, monitoraggio e campionamenti microbiologici. Descrive inoltre la collaborazione avviata con l’Università di Milano-Bicocca per lo studio dei materiali raccolti. La narrazione mostra così come una missione possa generare attività successive, anziché esaurirsi nell’annuncio della scoperta.[2]

Linguaggio della speleologia: precisione tecnica e accessibilità

La divulgazione richiede un lavoro di traduzione, non la rinuncia ai termini specialistici. Una parola tecnica è utile quando identifica un processo o un oggetto con precisione. Diventa un ostacolo quando compare senza contesto.

Le cavità glaciovulcaniche raccontate da Benassi permettono di comprendere questo equilibrio. La definizione indica ambienti generati dall’interazione tra attività vulcanica di tipo idrotermale e ghiaccio. Il lettore può poi seguire il ruolo delle fumarole, delle sorgenti calde e delle acque nella formazione e nell’evoluzione dei vuoti.[2]

La chiarezza si costruisce con frasi ordinate, esempi pertinenti e spiegazioni vicine al termine introdotto. Anche i dati richiedono contesto. Una lunghezza dovrebbe essere accompagnata dall’indicazione della cavità o dell’insieme di cavità a cui si riferisce. Una profondità non va confusa con la quota dell’ingresso.

La precisione riguarda anche i protagonisti. Gruppo esplorativo, coordinamento scientifico, patrocinio e sostegno economico sono ruoli diversi. Un buon articolo li distingue, riconoscendo il lavoro collettivo senza attribuire a un singolo soggetto l’intera attività.

Comunicazione speleologica e sicurezza: informare senza sostituire la formazione

Il racconto dell’esplorazione deve rendere comprensibile la preparazione necessaria. La descrizione di un passaggio tecnico non equivale a un percorso formativo. La spettacolarità delle immagini non permette, da sola, di valutare condizioni ambientali e difficoltà operative.

La SSI assegna alla propria Commissione Nazionale Scuole di Speleologia il compito di coordinare l’insegnamento, uniformare i programmi e diffondere norme di sicurezza e rispetto ambientale. Il sistema formativo collega quindi tecnica, prevenzione e tutela del sottosuolo.[5]

Anche il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico mette in relazione preparazione, sicurezza e prevenzione. Il percorso illustrato dal CNSAS per i tecnici di soccorso speleologico parte dalla selezione di speleologi con esperienza e capacità adeguate. In Sardegna, un’iniziativa congiunta tra SSI e servizio regionale del CNSAS è stata dedicata alla prevenzione e alla gestione degli incidenti in grotta.[7][8]

Per l’informazione di settore, la conseguenza è concreta. Un resoconto dovrebbe spiegare il ruolo della preparazione, delle competenze e delle scelte operative. La prudenza e la decisione di interrompere un’attività possono avere lo stesso valore informativo di un avanzamento esplorativo.

Soccorso speleologico e media: responsabilità durante le emergenze

La cronaca di un’emergenza richiede un’attenzione specifica. La velocità degli aggiornamenti deve accompagnarsi all’attribuzione delle informazioni e alla distinzione tra operazioni in corso e risultati confermati. Il racconto deve tutelare le persone coinvolte e rendere comprensibile il lavoro delle squadre.

Il CNSAS ha dedicato nel 2026 un percorso nazionale alla comunicazione istituzionale. La presentazione dell’iniziativa ne indica l’obiettivo nella definizione e valorizzazione del ruolo degli addetti stampa e delle strutture comunicative. È un segnale dell’importanza organizzativa attribuita alla corretta diffusione delle informazioni.[9]

Nella comunicazione speleologica questo principio dovrebbe estendersi anche al periodo successivo all’intervento. La conclusione del soccorso non esaurisce l’interesse pubblico. Formazione, esercitazioni e prevenzione spiegano il sistema di competenze che rende possibile operare nel sottosuolo.

Divulgazione speleologica e tutela ambientale: raccontare senza danneggiare

La conoscenza di una grotta comporta responsabilità anche nella scelta di ciò che viene pubblicato. La SSI richiama esplicitamente vulnerabilità e valore degli ambienti carsici, delle acque e delle cavità naturali e artificiali. Il suo regolamento richiede criteri di massima tutela e precauzione nella frequentazione.[5]

La comunicazione dovrebbe applicare lo stesso orientamento. Descrivere il valore di un sito non impone di trasformare ogni articolo in una guida all’accesso. Per ambienti vulnerabili, la diffusione dei dettagli localizzativi va valutata con chi ne segue lo studio e la conservazione.

I pipistrelli offrono un esempio immediato del rapporto tra informazione e comportamento. Tutela Pipistrelli spiega che il disturbo durante il letargo può provocare riattivazione del metabolismo e consumo delle riserve energetiche. L’associazione invita a evitare la frequentazione delle cavità con colonie ibernanti nel periodo sensibile e a limitare rumore, permanenza e illuminazione diretta degli animali.[10]

Una didascalia o un breve richiamo possono quindi svolgere una funzione educativa importante. La fotografia di una colonia dovrebbe essere accompagnata da informazioni sulla sua sensibilità. Il racconto dell’ambiente sotterraneo diventa più completo quando comprende gli organismi che lo abitano e le condizioni necessarie alla loro conservazione.

Fotografie, video e rilievi: la comunicazione visiva delle grotte

Le immagini rendono visibili ambienti che gran parte del pubblico non frequenterà direttamente. Il loro valore cresce quando sono accompagnate da luogo, data, autore e spiegazione del soggetto. Una fotografia documenta meglio quando il lettore comprende che cosa sta osservando.

Il lavoro di Cosentino nel Koytendag mette in relazione testo e produzione audiovisiva. L’articolo richiama anche il contributo fotografico di Philippe Crochet e Annie Guiraud e il documentario dedicato alla montagna. Nel resoconto di Benassi, immagini e fotogrammetrie rientrano invece tra gli strumenti di confronto previsti per il monitoraggio.[1][2]

La differenza è significativa. Un’immagine può avere una funzione narrativa, documentaria o di misura. Il giornalismo speleologico dovrebbe chiarire quale uso ne viene fatto, evitando di attribuire alla sola forza visiva un valore dimostrativo che dipende dal metodo.

Anche rilievi e carte richiedono una presentazione leggibile. Scala, legenda, orientamento e data aiutano a comprendere il documento. Il lavoro grafico non è soltanto un elemento estetico: permette di trasferire informazioni spaziali.

SEO e notizie speleologiche: farsi trovare senza deformare il contenuto

L’ottimizzazione per i motori di ricerca può essere affrontata come organizzazione dell’informazione. Titoli con nomi corretti, luoghi e argomenti espliciti aiutano il lettore a riconoscere il contenuto. Le sezioni tematiche consentono di individuare rapidamente i passaggi utili.

La scelta delle parole chiave dovrebbe seguire la notizia. Il nome di una spedizione, una cavità o un progetto di studio è più informativo di una formula generica. La ripetizione resta utile soltanto quando mantiene naturalezza e coerenza.

Per una redazione specialistica è importante anche collegare gli aggiornamenti. Annuncio della partenza, resoconto del rientro e relazione conclusiva appartengono allo stesso percorso. Un collegamento tra questi testi permette al lettore di ricostruire la cronologia e di riconoscere l’evoluzione delle ricerche.

La reperibilità deve proseguire nel tempo. Titoli comprensibili, indicazione degli autori e riferimenti alle fonti aiutano un articolo a restare consultabile anche dopo la sua prima diffusione.

Qualità della comunicazione speleologica: visualizzazioni e utilità nel tempo

Le 39mila visualizzazioni comunicate per l’articolo di Cosentino indicano l’ampia circolazione di quel contributo. Il riconoscimento ai numerosi testi di Benassi valorizza invece la continuità della restituzione. Le motivazioni del premio uniscono i due aspetti attraverso la preparazione delle attività e la completezza dei racconti.

La valutazione editoriale dovrebbe mantenere distinti diffusione e qualità. La prima riguarda la circolazione. La seconda comprende precisione, chiarezza, ricchezza documentaria e capacità di offrire riferimenti utilizzabili. Un articolo può raggiungere molti lettori oppure rivolgersi a una comunità ristretta e restare importante per le ricerche successive.

La tradizione documentaria descritta dal regolamento SSI offre una prospettiva di lungo periodo. Riviste e biblioteca conservano materiali che diventano consultabili al di là del momento in cui sono stati prodotti. La comunicazione digitale può contribuire allo stesso obiettivo quando cura attribuzione, archiviazione e collegamento tra le pubblicazioni.[5]

Premio Scintilena e futuro della comunicazione speleologica italiana

La cadenza annuale annunciata per il premio introduce un appuntamento dedicato alla qualità della scrittura su Scintilena. Il riconoscimento mette in evidenza il lavoro necessario per trasformare una spedizione in un testo leggibile e completo.

Il contributo della comunicazione speleologica consiste nel tenere insieme tre responsabilità. La prima riguarda la fedeltà all’attività svolta. La seconda consiste nel rendere comprensibili contenuti specialistici. La terza collega la diffusione delle conoscenze alla sicurezza e alla tutela degli ambienti.

Le finalità di esplorazione, studio, documentazione e salvaguardia indicate dalla SSI forniscono il quadro di questo rapporto. Informare correttamente permette di mostrare la speleologia come attività di conoscenza del sottosuolo, sostenuta da competenze e lavoro condiviso. La scrittura ne rende accessibili i percorsi e ne conserva la memoria.[5]

Fonti della relazione sulla comunicazione speleologica

Il file Markdown allegato contiene il testo integrale dell’articolo e della relazione, comprese le fonti.

Fonti
[1] Giallo nel Koytendag: sui passi di Maltsev, analizzata la mummia … https://www.scintilena.com/giallo-nel-koytendag-sui-passi-di-maltsev-analizzata-la-mummia-della-grotta-verticalnaya-trovati-altri-3-cadaveri-nel-pozzo/05/13/
[2] Islanda: scoperta Freyja Hellir, la seconda grotta … https://www.scintilena.com/islanda-sotto-il-vatnajokull-la-scoperta-di-freyja-hellir-la-seconda-grotta-glaciovulcanica-piu-estesa-del-pianeta/07/28/
[3] IL BURACHETTO negozio di attrezzature sportive per la montagna https://www.buranchetto.com/
[4] Sacchi speleo ^o^ Il Buranchetto https://www.buranchetto.com/106-sacchi-speleologia
[5] Il Regolamento – SSI https://speleo.it/site/regolamento/
[6] Teca digitale – Periodici https://bibliotecaanelli.speleo.it/tecadigitale-periodici/
[7] A Scuola di Soccorso Speleologico – CNSAS https://www.cnsas.it/2021/01/25/a-scuola-di-soccorso-speleologico/
[8] SARDEGNA – Primo soccorso in grotta: il corso della Società … https://news.cnsas.it/primo-soccorso-in-grotta-in-sardegna-il-corso-della-societa-speleologica-italiana-e-del-servizio-regionale-sardo-del-cnsas/
[9] Notizie – CNSAS News https://news.cnsas.it/notizie/
[10] Il periodo invernale | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/il-periodo-invernale/
[12] Speleologia, due numeri della rivista SSI ora disponibili … – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-due-numeri-della-rivista-ssi-ora-disponibili-gratuitamente-online/04/19/
[13] “Di ghiaccio e di fuoco”: Andrea Benassi racconta le grotte … https://www.scintilena.com/di-ghiaccio-e-di-fuoco-andrea-benassi-racconta-le-grotte-glaciovulcaniche-a-lugo-di-romagna/03/19/
[14] Speleologia_84_Giu_2021.pdf – Società Speleologica Italiana https://www.speleo.it/site/images/speleologia/Speleologia_84_Giu_2021.pdf
[15] Islanda – si è conclusa la spedizione glaciospeleologica … https://www.scintilena.com/islanda-si-conclude-la-spedizione-glaciospeleologica-fire-under-ice-2026/07/27/
[16] Islanda: il 9 luglio prende il via la spedizione … https://www.scintilena.com/islanda-il-9-luglio-prende-il-via-la-spedizione-glaciospeleologica-vatnajokull-2026-fire-under-ice/06/30/
[17] Spedizione Speleologica Papua 2017_Aouk Underground River … https://www.scintilena.com/spedizione-speleologica-papua-2017_aouk-underground-river-di-andrea-benassi/12/14/
[18] Grotte glaciovulcaniche in Islanda: Fire under Ice arriva a … https://www.scintilena.com/grotte-glaciovulcaniche-in-islanda-fire-under-ice-arriva-a-costacciaro/10/07/
[19] “Di ghiaccio e di fuoco” – Le esplorazioni … https://www.scintilena.com/di-ghiaccio-e-di-fuoco-le-esplorazioni-speleoglaciovulcaniche-di-andrea-benassi-al-cai-roma/01/06/
[20] Attrezzature ^o^ Il Buranchetto (7) https://www.buranchetto.com/17-attrezzatura?page=7
[21] Chi siamo – Buranchetto https://www.buranchetto.com/content/4-chi-siamo
[22] [PDF] lpino – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico https://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2025/06/Rivista-CNSAS-Maggio-2025_web_compressed-1.pdf
[23] Riviste nazionali http://gwferrari.it/RivisteItaTest/407814188NAZ.html
[24] Disponibili i dati 2025 delle attività del Soccorso Alpino … https://news.cnsas.it/disponibili-i-dati-2025-delle-attivita-del-soccorso-alpino-e-speleologico/
[25] Disponibili i dati 2024 delle attività del Soccorso Alpino e … https://news.cnsas.it/disponibili-i-dati-2024-delle-attivita-del-soccorso-alpino-e-speleologico/
[26] Gli acquedotti di Praeneste (Palestrina, Roma) http://catastoartificiali.speleo.it/cholos/cavefile.php?filename=data/documenti/CA_LA_RM_453%2002.pdf
[27] Notizie – CNSAS https://www.cnsas.it/notizie/
[28] numero 2 http://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2017/05/02-1990.pdf
[29] Sponsorizzazione https://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2023/11/sponsorizzazione_3674.pdf
[30] Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf
[31] nuova serie anno 1/1990 https://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2017/05/01-1990.pdf

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  • Sulawesi, gli incendi minacciano alcune delle più antiche testimonianze di arte rupestre
    Condividi Il calore e il fumo degli incendi che stanno colpendo l’Indonesia potrebbero accelerare il deterioramento delle pitture preistoriche di Sulawesi. Tra queste, uno stencil di mano di almeno 67.800 anni e una scena figurativa datata ad almeno 51.200 anni fa Sono a rischio reperti di arte rupestre tra i più antichi del mondo, anche se forse non necessariamente i più antichi, anche per il confronto con le testimonianze attribuite ai Neanderthal europei L’Indonesia sta affrontando una
     

Sulawesi, gli incendi minacciano alcune delle più antiche testimonianze di arte rupestre

Október 31st 2026 at 04:00

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Il calore e il fumo degli incendi che stanno colpendo l’Indonesia potrebbero accelerare il deterioramento delle pitture preistoriche di Sulawesi. Tra queste, uno stencil di mano di almeno 67.800 anni e una scena figurativa datata ad almeno 51.200 anni fa

Sono a rischio reperti di arte rupestre tra i più antichi del mondo, anche se forse non necessariamente i più antichi, anche per il confronto con le testimonianze attribuite ai Neanderthal europei

L’Indonesia sta affrontando una delle più gravi stagioni di incendi boschivi e di torbiera degli ultimi anni. Temperature elevate, siccità e scarsità di precipitazioni associate a un forte episodio di El Niño hanno reso vaste aree del Paese particolarmente vulnerabili al fuoco.

Le regioni maggiormente colpite sono Sumatra e Borneo, ma gli incendi hanno interessato anche Sulawesi, già duramente colpita negli anni scorsi.

Resti di un incendio boschivo nel Sulawesi meridionale, Indonesia, nel 2015. Foto: Afriandi Makmur / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.

Qui il problema assume un significato particolare per l’archeologia: nelle grotte dell’isola si conserva una delle più antiche e straordinarie sequenze di arte parietale conosciute.

Gli incendi sono arrivati anche nelle vicinanze delle aree carsiche che custodiscono le pitture.

I ricercatori temono che il calore, anche se non raggiunge le immagini, possa modificare le condizioni termiche attorno alle superfici dipinte e accelerarne il deterioramento.

Il fumo può inoltre depositare fuliggine sulle pareti, rendendo le figure progressivamente meno leggibili.

Una mano di almeno 67.800 anni

Nella grotta di Liang Metanduno, sull’isola di Muna, al largo di Sulawesi, uno stencil di mano rossastro è stato datato ad almeno 67.800 anni fa.

La data richiede una precisazione importante: non è stato datato direttamente il pigmento della mano, ma una formazione di calcite cresciuta lì sopra. La pittura è quindi precedente alla formazione della concrezione: per questo gli studiosi parlano più correttamente di età minima.

Il risultato costituisce oggi il più antico limite minimo dimostrato conosciuto per un’opera di arte rupestre parietale.

Non è, tuttavia,possibile stabilire con certezza quale specie umana abbia prodotto lo stencil. L’attribuzione più probabile è a Homo sapiens: ma Sulawesi e’ stata frequentata in epoche remote anche da ominini arcaici, e non esiste un metodo diretto per identificare l’autore della mano.

La scena di 51.200 anni

Ancora più sorprendente, per un motivo diverso, è una pittura rinvenuta nell’area carsica di Maros-Pangkep, nel Sulawesi meridionale.

Datata ad almeno 51.200 anni fa, raffigura un grande maiale insieme a tre figure antropomorfe apparentemente coinvolte in una forma di interazione con l’animale.

Oltre alla rilevante datazione, l’importanza del reperto risiede in altri: si tratta del più antico esempio conosciuto, attualmente datato, di arte figurativa narrativa.

Non un semplice segno, una mano o una figura isolata, ma una scena nella quale più soggetti sembrano partecipare a un’unica azione.

Le radici del comportamento simbolico e grafico sono molto più antiche. In Africa sono noti motivi geometrici incisi su ocra e veri e propri disegni risalenti a decine di migliaia di anni prima, mentre in Europa i Neanderthal hanno lasciato tracce intenzionali sulle pareti delle grotte.

A Sulawesi però compare qualcosa di diverso: una composizione che pare già organizzare figure e animali all’interno di una relazione: una forma di racconto visivo, che continua anche in immagini successive.

Dettaglio della pittura rupestre nella grotta di Leang Tedongnge sull’isola di Sulawesi (Indonesia), che raffigura un cinghiale (probabilmente Sus celebensis) dipinto con pigmento rosso ocra — anch’essa una delle più antiche opere d’arte figurativa conosciute, datata ad almeno 45.500 anni fa
Crediti: AA Oktaviana / CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons

L’arte antica: anche nei Neanderthal

Definire senza precisazioni le pitture di Sulawesi come “le più antiche del mondo” può quindi essere fuorviante.

Nella grotta spagnola di Maltravieso uno stencil di mano è stato datato a oltre 66.700 anni fa ed è stato attribuito ai Neanderthal. Altre tracce di pigmento nelle grotte di La Pasiega e Ardales hanno fornito età minime superiori ai 64.000 anni.

Queste datazioni, ottenute attraverso il metodo uranio-torio sulle concrezioni di calcite associate alle pitture, sono state oggetto di discussione. Alcuni studiosi hanno messo in dubbio l’affidabilità di determinate misure, ipotizzando alterazioni nella distribuzione dell’uranio all’interno delle croste minerali.

Nuove analisi hanno tuttavia continuato a fornire elementi compatibili con l’ipotesi che anche i Neanderthal producessero stencil di mani e altre forme di espressione parietale.

Resta comunque necessaria una certa prudenza: trattandosi di età minime ottenute indirettamente, l’identità degli autori non può sempre essere dimostrata in modo assoluto.

Esistono però testimonianze neanderthaliane meno dipendenti da questo specifico problema di datazione.

Nella grotta di La Roche-Cotard, in Francia, sono state individuate serie organizzate di segni tracciati intenzionalmente con le dita sulle pareti. La grotta fu sigillata dai sedimenti prima dell’arrivo documentato di Homo sapiens nella regione e le tracce sono attribuite ai Neanderthal, con un’età superiore a circa 57.000 anni.

Ancora più indietro nel tempo, circa 176.500 anni fa, i Neanderthal costruirono nella grotta di Bruniquel, sempre in Francia, strutture circolari composte da centinaia di frammenti di stalagmiti, a più di 300 metri dall’ingresso.

Non si tratta di pitture e non è necessario definirle “arte” per riconoscerne l’importanza. Dimostrano comunque una frequentazione organizzata e complessa dell’ambiente sotterraneo molto prima della comparsa delle grandi tradizioni artistiche del Paleolitico superiore.

Non una gara per il primato

Il confronto tra Sulawesi e le grotte europee mostra perché sia rischioso trasformare queste scoperte in una semplice classifica.

Una data minima di 67.800 anni per Muna e una di oltre 66.700 anni per Maltravieso non significano necessariamente che una pittura sia stata realizzata esattamente 1.100 anni prima dell’altra.

Sono limiti minimi, ottenuti attraverso la datazione delle concrezioni minerali formatesi sopra le immagini, e sono accompagnati da margini di errore e problemi metodologici differenti.

Più che stabilire quale sia “la prima opera d’arte della storia”, queste scoperte mostrano che la capacità di produrre segni intenzionali, immagini e forse narrazioni ha radici molto profonde, e non necessariamente Sono nell’Homo sapiens.

Torniamo agli incendi, che stanno colpendo l’intera Indonesia, e anche i fragili archivi della storia umana

Area colpita dagli incendi boschivi a Sukadana, Kalimantan occidentale, Indonesia, 27 settembre 2026. Foto: Zahwa Huwaidah / Wikimedia Commons, CC0

In questa prospettiva, gli incendi di Sulawesi assumono particolare gravità.

Le grotte dell’isola conservano una sequenza eccezionale: dalle impronte di mani antichissime alle rappresentazioni di animali, fino a scene nelle quali figure differenti sembrano interagire tra loro.

Sono importanti, fondamentali: che Siamo o meno i piú antichi al mondo, sono frammenti della storia della nascita del gesto grafico, dell’immagine, del simbolo, e forse del racconto.

Un patrimonio che ha attraversato decine di migliaia di anni e che oggi rischia di deteriorarsi più rapidamente sotto la pressione di incendi, calore, fumo e cambiamenti ambientali.

La comunità mondiale dovrebbero muoversi per rendere noto il pericolo e collaborate per salvare quanto di questa storia si può ancora conservare.

Foto di copertina: Ingresso della grotta di Leang Karampuang sull’isola di Sulawesi (Indonesia), dove sono state individuate pitture rupestri narrative datate a oltre 51.000 anni fa. Foto: Anhar Karim / CC BY.SA 4.0 via Wikimedia Commons

Fonti:

  • Nature, “Earliest figurative cave painting found in Indonesia”;
  • Nature, “Earliest known cave painting”;
  • Science, “The earliest known cave painting in the world”.

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  • Anche la Galleria Glori-Castellaro a Costacciaro: la memoria di una battaglia per la Valle Argentina
    Condividi Tra le mostre del Raduno, un viaggio nelle gallerie della “diga fantasma” del Ponente ligure racconta il rapporto tra sottosuolo, geologia, grandi opere e difesa del territorio. Accanto, un’interessante esposizione raccoglie gli stemmi dei gruppi speleologici italiani Tra le numerose mostre allestite al Raduno di Costacciaro ce n’è una che tocca un tema particolarmente caro a tutti gli speleologi: il rapporto tra conoscenza del sottosuolo, grandi opere, rischi ambientali e comunità
     

Anche la Galleria Glori-Castellaro a Costacciaro: la memoria di una battaglia per la Valle Argentina

Október 30th 2026 at 09:58

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Tra le mostre del Raduno, un viaggio nelle gallerie della “diga fantasma” del Ponente ligure racconta il rapporto tra sottosuolo, geologia, grandi opere e difesa del territorio. Accanto, un’interessante esposizione raccoglie gli stemmi dei gruppi speleologici italiani

Tra le numerose mostre allestite al Raduno di Costacciaro ce n’è una che tocca un tema particolarmente caro a tutti gli speleologi: il rapporto tra conoscenza del sottosuolo, grandi opere, rischi ambientali e comunità che vivono il territorio.

È “La Galleria Glori-Castellaro. Un viaggio nel cuore della Valle Argentina”, un progetto dedicato all’esplorazione e alla documentazione della grande opera sotterranea incompiuta della Valle Argentina. Sulle tavole esposte a Costacciaro: un grande Lavoro degli Speleologi Ponente Ligure (SPL) e del G.S. Ligure A. Issel (ISSEL).

A presentare il lavoro Alessandro e Alessio Pastorelli, dello Speleo Club CAI Sanremo: Marco Marchesini, del G.S. Ligure A. Issel, e’ il geologo che ha ha fatto parte del gruppi di lavoro, condotto attraverso immagini, documentazione e osservazioni raccolte durante le ricognizioni nel sistema sotterraneo.

La mostra porta così in Umbria una storia ligure che Scintilena ha già seguito: quella delle grandi gallerie artificiali scavate nel Ponente ligure per un progetto idroelettrico mai completato.

Dentro la montagna, ciò che resta della diga

La Galleria Glori-Castellaro faceva parte del grande progetto della diga di Glori, pensato alla fine degli anni Cinquanta lungo il torrente Argentina.

Lo sbarramento previsto avrebbe raggiunto circa 80 metri di altezza e creato un invaso di circa 20 milioni di metri cubi d’acqua. I lavori iniziarono nel 1959 e lasciarono nel territorio un sistema sotterraneo imponente, con gallerie e altre infrastrutture legate alla futura opera.

Il progetto incontrò problemi tecnici e una forte opposizione della popolazione.

Dopo la tragedia del Vajont del 9 ottobre 1963, la mobilitazione nella Valle Argentina diventò ancora più intensa. L’11 novembre dello stesso anno migliaia di persone parteciparono alla protesta contro la diga, guidata dal sindaco di Badalucco Filippo Boeri.

Il progetto venne abbandonato, ma la storia non terminò allora. Ipotesi legate alla realizzazione di un invaso sono tornate nel corso degli anni, fino alle contestazioni più recenti e allo stop del 2024.

La diga non c’è.

Le sue gallerie, invece, sono ancora dentro la montagna. E speriamo restino li’, perchè spesso si sente oarlare di nuovo orogetti di DiGa, in un territorio e una roccia fragile.

Speleologia e memoria ambientale

La mostra di Costacciaro permette di guardare quelle gallerie non semplicemente come resti di archeologia industriale.

Il percorso ricostruisce l’inquadramento geografico della Valle Argentina, la complessa geologia dell’area, la storia del progetto e il suo contesto sociale.

Le immagini delle esplorazioni mostrano ciò che oggi rimane sottoterra: condotte, binari, strutture artificiali e rocce intensamente deformate, in ambienti nei quali, dopo oltre sessant’anni, l’acqua e i processi naturali hanno cominciato a modificare quanto era stato scavato dall’uomo.

Particolarmente interessante è la parte dedicata alla geologia. La Valle Argentina si trova in un territorio strutturalmente complesso, segnato da pieghe, faglie e fratture.

Conoscere ciò che si trova sotto i nostri piedi non è quindi soltanto una questione scientifica o speleologica. Diventa fondamentale quando sul territorio vengono progettate opere capaci di modificarne profondamente l’equilibrio.

Le gallerie Glori-Castellaro sono diventate così anche un luogo di ricerca, esplorazione e documentazione speleologica.

Entrarvi significa osservare ciò che rimane di un progetto incompiuto, ma anche conservare la memoria di una valle che più volte si è confrontata con l’ipotesi della costruzione di un grande invaso.

La battaglia contro la diga

Una parte della mostra è dedicata proprio al contesto sociale.

Fotografie, ritagli di giornale e documenti raccontano le manifestazioni contro la diga e una vicenda rimasta profondamente impressa nella memoria locale.

Tra le immagini compare anche il volume Per non dimenticare. L’opposizione della diga nella Valle Argentina, insieme alla documentazione delle mobilitazioni più recenti.

La storia di Glori, infatti, è tornata d’attualità più volte. Ancora nel 2023 nuove ipotesi legate alla realizzazione di un invaso hanno provocato proteste nella valle; nell’aprile 2024 il finanziamento ministeriale destinato allo studio di fattibilità è stato stralciato per l’assenza delle condizioni propedeutiche al progetto.

Per Scintilena questo è forse uno degli aspetti più significativi della mostra: il sottosuolo conserva anche le conseguenze delle scelte compiute in superficie.

Una galleria artificiale può diventare un documento storico. La geologia permette di leggere la complessità di un territorio. La speleologia può contribuire a documentare entrambe.

Palazzo Ducale, tra fotografie, collezioni e memoria speleologica

La Galleria Glori-Castellaro è soltanto una delle esposizioni ospitate a Palazzo Ducale, che durante il raduno di Costacciaro diventa uno dei punti d’incontro tra fotografia, documentazione e memoria della speleologia.

Negli stessi spazi si possono visitare “Sul limitare del buio” del GS Alpi Marittime CAI Cuneo e “Tracce invisibili” di Natasa Milosevic. Sono presenti inoltre la Federazione Speleologica Toscana, con il proprio stand e alcuni rilievi spettacolari (tra i quali la rappresentazione completa della pianta del Corchia e il rilievo della Carcaraia (ormai piu’ di 85 km!) e lo SpeleoFotoContest, e l’Associazione La Venta.

Un posto particolare spetta allo speleocollezionismo, presente con “Viaggio tra gli animali delle tenebre” di Isabella Abbona e con “I loghi dei Gruppi Grotte Italiani 2.0” di Alessandro Pastorelli per gli Speleocollezionisti Italiani.

Quest’ultima esposizione raccoglie gli stemmi dei gruppi speleologici disponendoli sulle rispettive regioni. Visti tutti insieme diventano quasi una grande mappa della speleologia italiana: gruppi storici, realtà ancora attive e sigle che appartengono ormai alla memoria del movimento speleologico.

“I loghi dei Gruppi Grotte Italiani 2.0”, curata da Alessandro Pastorelli per gli Speleocollezionisti Italiani, raccoglie gli stemmi dei gruppi speleologici disponendoli sulle rispettive regioni.

Una grande mappa della speleologia italiana: gruppi storici, realtà ancora attive e sigle che appartengono ormai alla memoria del movimento speleologico.

Anche la Liguria ha una storia più articolata di quanto possa apparire osservando soltanto gli stemmi presenti nell’esposizione. Dopo il 1974 in Liguria, ha raccontato Alessandro, sono nati, e in alcuni casi successivamente scomparsi, altri gruppi.

Tra questi il Gruppo Speleo Proteo di Castellaro, nato intorno al 1980 sulle ceneri dello Speleo Club di Sanremo del CTG e cessato nei primi anni Novanta. Il gruppo ha pubblicato anche un proprio bollettino, I Troglobi. Più recente è l’HSN Speleo di Pietra Ligure, fondato nel 1997 e rimasto attivo per pochi anni.

Sono particolari che trasformano una raccolta di stemmi in qualcosa di più di una curiosità.

Dietro ogni simbolo ci sono persone, esplorazioni, rilievi, pubblicazioni, riunioni, campi e grotte cercate per anni. Alcuni gruppi continuano il loro cammino, altri si trasformano o scompaiono, ma quello che hanno prodotto rimane nella storia della speleologia.

A Costacciaro, così, due mostre apparentemente molto diverse finiscono per raccontare qualcosa di simile.

Le gallerie di Glori-Castellaro conservano la memoria di un territorio. Gli stemmi conservano quella di chi il sottosuolo lo ha esplorato.

Fonti

Programma del raduno di Costacciaro – Mostre ed esposizioni – 2026.

Scintilena – La Galleria Glori-Castellaro: viaggio nel cuore della Valle Argentina – 22 agosto 2026
https://www.scintilena.com/la-galleria-glori-castellaro-viaggio-nella-valle-argentina/08/22/

Scintilena – Glori-Castellaro: viaggio nella Valle Argentina – 6 maggio 2026
https://www.scintilena.com/glori-castellaro-viaggio-nella-valle-argentina/05/06/

RaiNews TGR Liguria – Stop alla diga di Glori a Badalucco (IM) in Valle Argentina – 2 aprile 2024
https://www.rainews.it/tgr/liguria/video/2024/04/stop-alla-diga-di-glori-in-valle-argentina-3573f527-ac28-475f-8497-4cc8fed01616.html

Alessandro Pastorelli – comunicazione sulla storia dei gruppi speleologici liguri – ottobre 2026.

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  • Addio a Gianguido Guasco, “Grotta”: il ricordo dello speleologo imperiese
    Condividi Storico rappresentante del Gruppo Speleologico Imperiese CAI, era appassionato di grotte, fotografia, video e radio. Claudio Bonzano lo ricorda come un personaggio fuori dagli schemi, sempre vicino ai compagni anche quando la malattia non gli permetteva più di esplorare Il 28 ottobre 2026 è morto Gianguido Guasco, per tutti semplicemente “Grotta”, figura conosciuta nell’ambiente speleologico imperiese e uomo dalle molte passioni. Gianguido Guasco è stato anche tra i soci fondator
     

Addio a Gianguido Guasco, “Grotta”: il ricordo dello speleologo imperiese

Október 30th 2026 at 07:31

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Storico rappresentante del Gruppo Speleologico Imperiese CAI, era appassionato di grotte, fotografia, video e radio. Claudio Bonzano lo ricorda come un personaggio fuori dagli schemi, sempre vicino ai compagni anche quando la malattia non gli permetteva più di esplorare

Il 28 ottobre 2026 è morto Gianguido Guasco, per tutti semplicemente “Grotta”, figura conosciuta nell’ambiente speleologico imperiese e uomo dalle molte passioni.

Gianguido Guasco è stato anche tra i soci fondatori del Gruppo Speleologico del CAI di Imperia, realtà alla quale è rimasto profondamente legato.

A ricordarlo con poche righe, semplici e affettuose, è Claudio Bonzano del Gruppo Speleologico Imperiese CAI, che ne restituisce soprattutto il carattere.

«Gianguido Guasco, vecchio rappresentante del Gruppo Speleologico Imperiese CAI, già affetto da una malattia invalidante, ha rappresentato un personaggio fuori dagli schemi, appassionato delle grotte e dedito alla fotografia».

Una passione per la speleologia che Gianguido aveva coltivato anche attraverso la scrittura. Nel 1972 il suo nome compare nella bibliografia speleologica ligure come autore di L’ossessione dello Sgarbu, dedicato allo Sgarbu du Ventu, il Buco del Vento del Monte Guardiabella, cavità esplorata dal Gruppo Speleologico Imperiese CAI.

La malattia gli aveva poi impedito di continuare a entrare nelle grotte, ma non di rimanere vicino al suo gruppo.

Bonzano ricorda che Gianguido, «provvisto batterista soprattutto in estate faceva parte di un complessino musicale ma a notte fonda raggiungeva le località ove il Gruppo lavorava portando sempre una aria di allegria».

Non potendo più esplorare cavità molto strette per via della corporatura, era sempre disponibile per le esigenze del Gruppo. La passione era tale che aveva trasformato la sua Fiat 1100 nell’auto del Gruppo, applicando sulle portiere il logo dell’associazione.

«Lascia un vuoto incolmabile», conclude Claudio Bonzano.

Anche il ricordo pubblicato a Imperia racconta un uomo conosciuto ben oltre l’ambiente speleologico: appassionato di radio CB, fotografia e video, capace di lasciare una traccia personale in chi lo aveva incontrato.

Scintilena e la Delegazione Speleologica Ligure si stringono con un grande abbraccio alla famiglia, agli amici e ai compagni del Gruppo Speleologico Imperiese CAI.

Arrivederci Gianguido, arrivederci “Grotta”.

Fonti

Claudio Bonzano – Gruppo Speleologico Imperiese CAI – ricordo di Gianguido Guasco – ottobre 2026.

Catasto Speleologico Ligure – Buco del Vento / Sgarbu du Ventu, LI619 – bibliografia: Gianguido Guasco, L’ossessione dello Sgarbu, 1972
https://www.catastogrotte.net/liguria/it/caves/view/623/

La Voce di Imperia – Imperia, addio a Gianguido Guasco, per tutti “Grotta”: appassionato di Speleologia, radio CB, fotografia e video – 29 ottobre 2026 – fotografia Marco Pesce

Il Secolo XIX – Oneglia piange Gianguido Guasco, anima jazz di San Giovanni – Laura Ivani – 29 ottobre 2026

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