Dalla Shpella Avullit alle cavità sulfuree del canyon di Holtas, la prima spedizione di speleologi italiani ed europei
È online il resoconto della prima spedizione del Progetto Holtas, l’iniziativa che vede impegnati speleologi e ricercatori italiani e internazionali nell’esplorazione del canyon di Holtas, in Albania, nella prefettura di Elbasan.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra diversi gruppi speleologici, con la presenza ispiratrice di Michele Sivelli, e si è sviluppato grazie al coordinamento scientifico di Jo De Waele (Università di Bologna) e Luca Pisani (Società Speleologica Italiana ETS), con l’obiettivo di studiare un sistema carsico ancora ricco di potenzialità esplorative e scientifiche.
Fulcro delle attività è la Shpella Avullit, un imponente abisso che raggiunge i -476 metri di profondità: vi è stato allestito un campo interno a -400 metri, dopo lunghe ore di progressione. Da qui le squadre hanno condotto rilievi topografici, documentazione fotografica e campionamenti geochimici e microbiologici.

Particolare interesse rivestono gli ambienti legati alle acque sulfuree, dove comunità di batteri chemiosintetici sostengono ecosistemi sotterranei complessi e indipendenti dalla luce solare. Le ricerche, svolte in collaborazione con l’Università di Bologna, l’Université Libre de Bruxelles e altri centri di ricerca, stanno portando alla descrizione di nuove specie, tra cui diversi Niphargus e altri organismi adattati alla vita ipogea.
Parallelamente alle attività in profondità, sono proseguite le esplorazioni esterne, con l’individuazione e il rilievo di nuove cavità nel canyon e nelle aree circostanti, confermando il grande potenziale ancora inesplorato del territorio.

Il progetto ha coinvolto numerosi gruppi speleologici, tra cui il Gruppo Speleologico Martinese, il Gruppo Speleologico Faentino, il Gruppo Speleologico Bolognese–Unione Speleologica Bolognese, il Gruppo Speleologico CAI Padova, ASPROS (Urzulei), il Gruppo Speleologico Paletnologico “G. Chierici” di Reggio Emilia, La Nottola Aps-Asd e il GS Redan di Bruxelles, in un esempio concreto di collaborazione internazionale.
Non solo esplorazione e ricerca, ma anche condivisione: la spedizione si è sviluppata in un clima di forte partecipazione, tra lavoro sul campo e momenti di vita comune, a stretto contatto con il territorio e le comunità locali che hanno accolto gli speleologi.

Il racconto completo della spedizione è disponibile sul sito del Gruppo Speleologico Martinese: https://gsmartinese.it/2026/06/25/progetto-holtas-prima-spedizione/

È un progetto che merita il plauso a tutti i partecipanti, per l’impegno, la competenza e lo spirito di collaborazione, tutti pregi che continuano a rendere la speleologia una straordinaria avventura condivisa.
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