Grotte glaciali, un mondo che scompare: Monti Sorgenti 2026 apre alla glaciospeleologia
La serata del 29 settembre al CAI Lecco racconta le cavità effimere dei ghiacciai alpini
Lecco, settembre 2026 — Si terrà martedì 29 settembre 2026, alle ore 21.00, il secondo appuntamento di settembre della rassegna Monti Sorgenti 2026, dedicato quest’anno al tema “Grotte glaciali, un mondo che scompare“. L’incontro si svolgerà nella sede del CAI Lecco, in via Papa Giovanni XXIII 11, a ingresso libero, e propone al pubblico un viaggio dentro ambienti nascosti e spettacolari della criosfera alpina, oggi sempre più fragili e destinati a trasformarsi o scomparire in tempi rapidissimi.
Protagonisti della serata saranno Mauro Inglese e Paola Tognini, del Gruppo Grotte Milano CAI-SEM, e Andrea Ferrario, del Gruppo Grotte Saronno CAI-SSI. Tutti e tre sono da anni impegnati nel Progetto Speleologia Glaciale (PSG), attivo dal 2008, che coordina esplorazioni e monitoraggi di cavità glaciali in diversi ghiacciai dell’arco alpino. Durante l’incontro verranno presentate immagini di esplorazioni, racconti di campagne sul campo e osservazioni dirette su morfologia, dinamica e fragilità delle cavità endoglaciali e subglaciali.
Glaciospeleologia: che cos’è e perché studiare le grotte glaciali
La glaciospeleologia, o speleologia glaciale, è la branca della speleologia che studia ed esplora le cavità presenti nei ghiacciai. A differenza delle grotte in roccia, le grotte glaciali sono ambienti dinamici, effimeri e mutevoli nel tempo. Si formano e si evolvono rapidamente, spesso nell’arco di una singola stagione estiva, e molte strutture collassano o scompaiono in pochi mesi o anni. Questi ambienti sono fortemente condizionati dall’acqua di fusione, che scolpisce nel ghiaccio tunnel, pozzi, saloni e sistemi di drenaggio complessi.
Le grotte glaciali offrono uno sguardo privilegiato sulla morfologia interna del ghiacciaio, sui processi idrologici subglaciali ed endoglaciali e sulle interazioni tra ghiaccio, roccia e acqua. Per questo la glaciospeleologia è considerata un laboratorio accelerato di processi carsici: ciò che in roccia richiede millenni, nel ghiaccio avviene in settimane o stagioni. Studiare queste cavità significa quindi comprendere meglio la dinamica dei ghiacciai e i loro cambiamenti in un contesto di clima che si modifica.
Classificazione delle cavità glaciali: endoglaciali, subglaciali e di contatto
Il Progetto Speleologia Glaciale e la letteratura specialistica distinguono principalmente tre categorie di cavità glaciali. Le grotte di contatto si sviluppano all’interfaccia tra ghiaccio e roccia, spesso alla fronte o ai fianchi del ghiacciaio. Le grotte endoglaciali sono interamente scavate nella massa di ghiaccio, per azione dell’acqua di fusione e di correnti interne. Le grotte subglaciali si formano alla base del ghiacciaio, lungo il bedrock, e possono essere molto stabili se guidate da strutture rocciose.
A queste si aggiungono i mulini glaciali (pozzi di assorbimento) e le bé»»diè»»res (alvei superficiali), morfologie analoghe a quelle carsiche ma modellate da processi fisici diversi. Le grotte endoglaciali “vivono” soltanto durante la fase estiva, nel periodo di ablazione, e si richiudono durante il periodo invernale. Le grotte subglaciali possono invece perdurare più a lungo e sono considerate indicatori di una situazione di fragilità»» del ghiacciaio. Questa classificazione è utile per interpretare sia l’evoluzione del ghiacciaio sia i rischi legati all’esplorazione.
Il Progetto Speleologia Glaciale: storia, obiettivi e ghiacciai studiati
Il Progetto Speleologia Glaciale (PSG) nasce nel 2008 dalla collaborazione tra il Gruppo Speleologico CAI Varallo, il Gruppo Grotte Milano CAI-SEM e il Gruppo Grotte CAI Saronno, e coinvolge nel tempo altri gruppi e singoli ricercatori. Obiettivi principali del PSG sono esplorare e documentare cavità»» endoglaciali e subglaciali in ghiacciai alpini italiani e transfrontalieri, effettuare monitoraggi ripetuti per registrare cambiamenti morfologici e idrologici, e produrre rilievi topografici, fotografie, dati e pubblicazioni scientifiche e divulgative.
Attualmente al PSG aderiscono più di 50 speleologi provenienti da una dozzina di gruppi di varie regioni italiane. In questi anni sono state effettuate attività sui ghiacciai lombardi dei Forni, del Ventina, dello Scalino, e sui ghiacciai del Gorner, dell’Aletsch, del Morteratsch e del Pers in Svizzera. Il PSG ha anche organizzato campi glaciospeleologici nazionali nel 2011 e nel 2012, contributi a convegni nazionali e internazionali, e collaborazioni con la Federazione Speleologica Lombarda e con la comunità scientifica internazionale.
Perché le grotte glaciali sono “un mondo che scompare”
Le grotte glaciali sono strettamente legate allo stato di salute dei ghiacciai. Con il ritiro glaciale in atto nelle Alpi, molte cavità di contatto e endoglaciali si riducono o collassano. Alcune strutture subglaciali diventano accessibili solo per brevi periodi, prima che il fronte retroceda o che il sistema di drenaggio cambi. Interi sistemi esplorati pochi anni fa oggi non esistono più o sono radicalmente trasformati. Questo rende la documentazione glaciospeleologica urgente e necessaria.
Ogni esplorazione è anche un atto di conservazione della memoria di un ambiente in rapida scomparsa. I dati raccolti contribuiscono a comprendere meglio gli effetti del cambiamento climatico sulla criosfera alpina. Come sintetizzano alcuni protagonisti del settore, visitare una grotta glaciale e vederla scomparire poco dopo “riporta tutto alla giusta scala” e ricorda la fragilità di ciò che appare solido. La glaciospeleologia diventa quindi anche un modo per documentare la trasformazione degli ambienti di alta quota.
Esperienze recenti: esempi di esplorazioni in Pitzaler Gletscher e Gepatschferner
Alcuni resoconti recenti aiutano a capire la concretezza di questo lavoro. Sul Pitzaler Gletscher in Austria, nel 2025, una squadra guidata da Paolo Testa ha esplorato e documentato una grande grotta di contatto alla fronte del ghiacciaio, con saloni spettacolari, vasche glaciali e tratti pericolosi per crolli di ghiaccio. Parte della cavità era già isolata e destinata a vita breve. Sul Gepatschferner, nelle Alpi Venoste sul versante austriaco, esplorazioni ripetute hanno mostrato un forte ritiro della lingua glaciale e la persistenza di condotte subglaciali guidate da strutture rocciose.
Questi casi illustrano bene il duplice valore della glaciospeleologia: scientifico, per il monitoraggio di processi idrologici e morfologici, e culturale e documentario, per la testimonianza di ambienti effimeri. Le esplorazioni richiedono attrezzature specifiche, come mute e corde, e una buona conoscenza dei rischi legati ai crolli di ghiaccio e alle variazioni rapide delle strutture. Ogni campagna sul campo produce dati utili per la ricerca e per la comprensione della dinamica glaciale.
Contesto scientifico e convegnistico: IWIC e incontri nazionali di glaciospeleologia
La glaciospeleologia italiana si inserisce in un contesto internazionale attivo. La serie di workshop biennali IWIC – International Workshop on Ice Caves è dedicata alle grotte di ghiaccio. L’edizione italiana, IWIC V, si è tenuta nel 2012 in Lombardia, sulla Grigna, con forte coinvolgimento del PSG. La prossima edizione, IWIC XI, è prevista per febbraio 2026 in Romania. In Italia si sono svolti diversi incontri nazionali, tra cui “Vuoti e ghiaccio” a Novara nel 2018, “Dentro un pozzo di cielo” a Finalborgo nel 2019, e il 3 ° Incontro di Speleologia Glaciale a Bergamo nel 2023.
Questi momenti hanno consolidato una rete di ricercatori, speleologi e appassionati che condividono metodi, dati e riflessioni sulla crisi della criosfera alpina. Conferenze regionali su glaciologia ipogea e cambiamento climatico si sono tenute in Trentino-Alto Adige nel 2025. La Federazione Speleologica Lombarda e la Commissione Scientifica del CAI sostengono da anni queste attività, riconoscendo il valore scientifico e divulgativo della glaciospeleologia. Il contesto convegnistico offre opportunità di confronto e di aggiornamento per tutti gli operatori del settore.
Monti Sorgenti 2026: una rassegna per approfondire la montagna e i suoi ambienti
La serata del 29 settembre è il secondo appuntamento di settembre della rassegna Monti Sorgenti 2026, promossa dal CAI Lecco, dalla Fondazione Cassin e dal Gruppo Ragni della Grignetta per approfondire temi legati all’ambiente montano attraverso esperienze, studi e testimonianze. La rassegna propone incontri su rifugi d’alta quota, innovazione e sostenibilità, e ora anche sulle grotte glaciali. L’obiettivo è far entrare il pubblico in un “mondo nascosto e spettacolare”, ma anche far comprendere le trasformazioni in atto negli ambienti di alta quota.
L’ingresso è libero e la serata rappresenta un’occasione per avvicinarsi a un tema di nicchia ma di grande attualità»», come la glaciospeleologia. I relatori porteranno immagini e racconti diretti, rendendo accessibili al pubblico contenuti normalmente riservati agli addetti ai lavori. La sede del CAI Lecco, in via Papa Giovanni XXIII 11, ospiterà»» l’incontro dalle ore 21.00. Per informazioni è possibile contattare la sede sezionale, aperta nei consueti orari di segreteria.
Fonti
- CAI Lecco, “Monti Sorgenti 2026: Grotte glaciali, un mondo che scompare” — https://cai.lecco.it/monti-sorgenti-2026-grotte-glaciali-un-mondo-che-scompare/
- In-Lombardia, “Grotte glaciali, un mondo che scompare” — https://www.in-lombardia.it/evento/innovazione-sostenibilita-e-sicurezza-dei-rifugi-dalta-quota
- La Scintilena, “Glaciospeleologia: documentazione dell’esplorazione delle grotte del Pitztaler Gletscher” — https://www.scintilena.com/speleologia-glaciale-lesplorazione-della-grotta-del-pitztaler-gletscher/01/04/
- La Scintilena, “Speleologia Glaciale – Tutti al gelo nel Forni” — https://www.scintilena.com/speleologia-glaciale-tutti-al-gelo-nel-forni/10/24/
- Federazione Speleologica Lombarda, “Gruppo di Lavoro Glaciospeleologia” — https://speleolombardia.wordpress.com/commissione-scientifica/gruppo-di-lavoro-glaciospeleologia/
- Lo Scarpone (CAI), “I ghiacciai degli speleologi” — https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/ghiacciai-speleologi/
- Lo Scarpone (CAI), “Il fragile equilibrio all’interno dei ghiacciai” — https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/fragile-equilibrio-ghiacciai/
- Montagna.tv, “Nel mondo nascosto delle grotte glaciali: il caso del ghiacciaio Gruviera della Vallelunga” — https://www.montagna.tv/207787/nel-mondo-nascosto-delle-grotte-glaciali-il-caso-del-ghiacciaio-gruviera-della-vallelunga/
- La Venta, “Grotte e mulini glaciali” (PDF) — https://www.laventa.it/documenti/grotte-e-mulini-glaciali_16275.pdf
- Speleologia n. 68, giugno 2013 (PDF) — http://www.speleo.it/site/images/speleologia/Speleologia_68_Giu_2013.pdf
Glaciospeleologia
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