Dieci anni di PANGAEA, l’edizione ESA dedicata a Riccardo Pozzobon
Il programma di addestramento geologico dell’Agenzia Spaziale Europea compie dieci anni e ricorda il geologo planetario padovano. Nel 2026 anche ESA Caves ha concluso in Italia la sua ottava edizione, con cinque partecipanti di tre agenzie spaziali.
PANGAEA, dieci anni di geologia per lo spazio
Il programma PANGAEA dell’Agenzia Spaziale Europea compie dieci anni. L’edizione 2026 è dedicata a Riccardo Pozzobon, geologo planetario e istruttore del corso scomparso il 2 settembre 2025 durante una spedizione scientifica sul ghiacciaio Mendenhall, in Alaska.
La prima attività di PANGAEA risale al settembre 2016. Il progetto nacque con l’obiettivo di riunire astronauti e geologi planetari, usando paesaggi terrestri come ambienti analoghi per preparare l’esplorazione della Luna, di Marte e di altri corpi del Sistema solare. Fra i primi partecipanti figuravano gli astronauti ESA Luca Parmitano, Pedro Duque e Matthias Maurer. [web:12]
Nel corso di un decennio, PANGAEA ha ampliato il proprio perimetro. Alle uscite di geologia sul terreno si sono aggiunti lo studio delle immagini orbitali, la lettura delle carte geologiche, le procedure operative e l’impiego di tecnologie utili alle future missioni di esplorazione. Il programma è oggi incluso tra i prerequisiti indicati per Artemis. [web:12]
Per la comunità speleologica, il significato del metodo è riconoscibile. Leggere un affioramento, ricostruire una successione di eventi e collegare l’osservazione locale a un quadro più vasto sono pratiche vicine al lavoro svolto nella documentazione delle cavità. Cambiano scala e contesto, ma restano centrali il rilievo, la qualità delle osservazioni e la capacità di condividere dati affidabili.
Riccardo Pozzobon e l’eredità di PANGAEA
Riccardo Pozzobon aveva partecipato a PANGAEA fin dalle origini. La sua attività ha contribuito a integrare telerilevamento, modelli tridimensionali, visualizzazioni e pianificazione delle missioni nel percorso formativo degli astronauti. In campo era anche una delle voci del controllo a terra durante le traverse scientifiche: un ruolo che collega le decisioni della squadra con l’interpretazione geologica dei dati raccolti. [web:12]
Il suo approccio partiva da un principio semplice: per imparare a osservare altri pianeti occorre prima imparare a guardare la Terra. Le sue lezioni aiutavano i partecipanti a interpretare il paesaggio già dalle immagini orbitali e a verificare poi sul terreno ipotesi, strutture e dettagli delle rocce.
Nella sessione di Bletterbach, la squadra PANGAEA ha consegnato alla famiglia un poster commemorativo composto da fotografie delle attività svolte negli anni. Un ritratto selezionato dalla famiglia è stato anche portato sulla Stazione spaziale internazionale dal cosmonauta Sergei Kud-Sverchkov, partecipante al corso PANGAEA nel 2018 e comandante della Spedizione 74. [web:12]
L’asteroide 86029 Riccardopozzobon
Nel febbraio 2026 l’asteroide della fascia principale 1999 LV32 ha ricevuto il nome ufficiale di 86029 Riccardopozzobon. L’oggetto, scoperto nel 1999 dal Catalina Sky Survey, percorre la sua orbita attorno al Sole fra Marte e Giove. La designazione è stata approvata dall’Unione Astronomica Internazionale. [web:12][web:13]
L’intitolazione collega in modo diretto la ricerca svolta da Pozzobon con l’ambito astronomico e planetario a cui aveva dedicato la propria attività. Il ricercatore del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova era impegnato nella ricerca lunare e nell’addestramento PANGAEA. [web:13]
Il suo lavoro comprendeva anche lo studio delle cavità lunari. In un contributo divulgativo per ESA aveva discusso i risultati che hanno fornito evidenze radar dirette di un condotto di grotta accessibile sotto il pit della Mare Tranquillitatis. Questo tema colloca la speleologia e lo studio degli ipogei naturali tra i riferimenti concreti per l’esplorazione dei corpi planetari. [web:12]
ESA Caves 2026, l’addestramento nel Matese
Le attività ESA Caves più recenti si sono svolte in Italia nel giugno 2026. L’ottava edizione del corso ha coinvolto cinque esploratori provenienti da ESA, NASA e JAXA: l’astronauta ESA Rosemary Coogan, John McFall della riserva astronauti ESA e del progetto Fly!, l’astronauta NASA Tracy Dyson, il candidato astronauta NASA Ben Bailey e l’astronauta JAXA Ayu Yoneda. [web:10]
Per due settimane il gruppo ha lavorato nel sottosuolo degli Appennini, nella regione del Matese. La grotta viene impiegata come ambiente analogo per le condizioni di isolamento, confinamento, autonomia limitata e gestione delle risorse che caratterizzano una missione spaziale. Prima della spedizione, i partecipanti hanno affrontato rilievo, progressione su corda, fotografia ipogea e campionamento scientifico. [web:10]
La parte operativa ha previsto quattro giorni in grotta. La squadra ha definito ruoli e responsabilità, poi li ha scambiati a metà attività. Fra i compiti figuravano ricognizione, logistica, gestione del campo e comunicazioni con il controllo esterno. Coogan e Yoneda hanno assunto il ruolo di comandante in momenti distinti: è la prima volta nella storia del corso in cui due donne hanno ricoperto quella funzione. [web:10]
ESA Caves 2026 ha segnato anche la partecipazione di John McFall nell’ambito di Fly!, iniziativa che valuta la fattibilità della presenza di astronauti con disabilità fisiche in attività di questo tipo. Gli organizzatori non modificano il corso in funzione dei singoli partecipanti: l’obiettivo è verificare come la squadra si adatti a un ambiente remoto e complesso, secondo procedure condivise. [web:10]
Dati ipogei e operazioni di squadra
Durante la spedizione ESA Caves, gli esploratori hanno usato l’Electronic Field Book di ESA per registrare il rilievo della grotta, i punti di pericolo, le aree di campionamento e la posizione delle attrezzature. Il controllo in superficie riceveva ogni giorno una copia sincronizzata della mappa tridimensionale. Il gruppo ha trasmesso osservazioni e fotografie e ha stabilito due contatti giornalieri tramite una linea telefonica posata in autonomia. [web:10]
Le attività scientifiche hanno compreso campionamenti microbiologici e il monitoraggio di radon e anidride carbonica. Queste misure proseguono filoni sperimentati nelle edizioni precedenti e mostrano come l’ambiente sotterraneo possa diventare un luogo di raccolta dati, gestione del rischio e cooperazione tra discipline diverse. [web:10]
PANGAEA ed ESA Caves seguono percorsi distinti, uno dedicato soprattutto alla geologia planetaria sul terreno e l’altro alle operazioni in ambiente ipogeo. Entrambi affidano alla Terra il ruolo di laboratorio operativo. Nell’edizione PANGAEA del decennale, questo legame viene ricordato anche attraverso l’eredità scientifica e didattica di Riccardo Pozzobon.
Fonti
- https://blogs.esa.int/caves/2026/09/10/ten-years-of-pangaea-the-riccardo-pozzobon-edition/
- https://www.esa.int/Science_Exploration/Human_and_Robotic_Exploration/The_space_under
- https://www.geoscienze.unipd.it/un-asteroide-intitolato-riccardo-pozzobon-0
ESA Caves
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