Grotte dell’Aspromonte: patrimonio speleologico tra storia, spiritualità e ricerca scientifica
Le cavità naturali del massiccio reggino come specchio dell’identità calabrese: dalle laure dei monaci basiliani alle esplorazioni contemporanee
Il convegno che ha acceso i riflettori sul sottosuolo calabrese
Il 10 aprile 2026, la Sala Conferenze del Collegio di Merito – dAeD dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria (UniRC) ha ospitato il convegno “Il sotterraneo come luogo di culto in Calabria”, curato da Francesco Stilo, Dottore di Ricerca presso UniRC. L’evento è stato organizzato con il patrocinio di Italia Nostra – Sezione di Reggio Calabria e introdotto dal Prof. Daniele Colistra, Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Architettura-dAeD. I saluti istituzionali sono stati portati dal Prof. Francesco Bagnato, Rettore del Collegio di Merito.
In tale occasione, il portale L’Altro Aspromonte di Alfonso Picone Chiodo ha presentato la propria mappa interattiva dedicata alle grotte del massiccio reggino. Uno strumento cartografico che raccoglie tutte le cavità censite nella provincia, aggiornato con nuove scoperte e corredato di schede tecniche.
Il simbolo scelto per l’evento è emblematico: una Virgo lactans proveniente dalla Chiesa di Sotterra di Paola (CS), affresco rupestre che sintetizza il legame profondo tra culto cristiano e spazio sotterraneo in Calabria.
Il Geoparco UNESCO: un massiccio geologicamente unico
Per comprendere le grotte dell’Aspromonte bisogna partire dalla geologia. Il Parco Nazionale dell’Aspromonte, istituito nel 1989, ha ottenuto il riconoscimento di Geoparco Mondiale UNESCO il 22 aprile 2021, in virtù della sua eccezionale storia geodinamica e sismotettonica. Il massiccio è un frammento della catena alpina separatosi da Spagna, Italia nord-orientale, Sardegna e Corsica in seguito a due cicli orogenici: un processo raro che conferisce all’area una singolarità unica nel Mediterraneo centrale.
Il parco si estende su circa 65.645 ettari e comprende 37 comuni. La vetta più alta, Montalto, raggiunge i 1.956 metri s.l.m. Le fiumare — i torrenti a regime torrentizio tipici della Calabria — hanno modellato nel tempo rocce, gole e cavità naturali. Sono proprio queste formazioni a costituire la cornice entro cui si sviluppa il patrimonio speleologico dell’Aspromonte.
La speleologia in Aspromonte: storia di un’esplorazione tardiva
L’Aspromonte è stato, paradossalmente, l’ultimo massiccio calabrese ad essere esplorato dagli speleologi. La relativa scarsità di terreni carsificabili aveva scoraggiato le ricerche sistematiche. Le indagini avviate negli anni Novanta del Novecento hanno poi rivelato scoperte inattese.
I protagonisti delle prime esplorazioni sono stati i fratelli Tassone di Piminoro, Nicola Sgambelluri di Siderno e Alfonso Picone Chiodo, che hanno individuato e documentato le prime cavità di rilievo. Un interesse per le grotte era già presente dagli anni Settanta, quando il Prof. Domenico Minuto aveva avviato studi sulle cavità medievali del territorio.
Dal 1985, la Sezione Aspromonte del Club Alpino Italiano (CAI) ha promosso la creazione di una Commissione Speleologica composta da soci esperti, tra cui Luigi Dattola, Alfonso Mammone e Pasquale Neri.
Nel 2005, su incarico dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, la Commissione ha condotto uno studio sistematico su dodici cavità rappresentative del patrimonio speleologico reggino. Il progetto è stato realizzato con il supporto del Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici”, con la direzione scientifica del Prof. Felice Larocca, e con la collaborazione di Nicola Sgambelluri e Diego Festa. Le attività hanno incluso rilievi topografici, studi geomorfologici, compilazione di schede per il Catasto Grotte d’Italia e documentazione fotografica. In alcune fasi le esplorazioni sono state condotte in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici.
La scoperta più recente censita nella mappa è la Grotta dei Quatrari di Piminoro, nel territorio di Oppido Mamertina: la conferma che il potenziale esplorativo dell’Aspromonte è tutt’altro che esaurito.
Le grotte basiliane: il monachesimo rupestre tra VII e XII secolo
Il capitolo più ricco di significati storici è quello legato al monachesimo italo-greco. A partire dal VII-VIII secolo, a seguito delle persecuzioni iconoclaste dell’impero bizantino e delle invasioni arabe della Sicilia, ondate successive di monaci siro-melchiti, egiziani, siriani e italogreci si spinsero nelle regioni più isolate dell’Italia meridionale. L’Aspromonte, con le sue vallate selvagge, i boschi fitti e le numerose cavità rocciose, divenne un rifugio ideale.
La spiritualità che si diffuse era individuale e rupestre: non grandi monasteri costruiti secondo regole scritte, ma singoli eremiti che ricavavano le loro celle direttamente nelle fenditure della roccia. Vivevano seguendo la Regula di San Basilio Magno: preghiera liturgica, studio delle Scritture, lavoro manuale. Le laure e gli asceteri venivano adattati con giacigli, nicchie per icone e piccoli altari.
Tra i siti rupestri più significativi documentati nell’area aspromontana:
- Asceterio di Pietra Cappa (Natile Vecchio di Careri): una grotta con tre aperture e due livelli interni scavati nella roccia, con giacigli e un ripiano a forma di altare nel livello superiore. Pietra Cappa è il monolite più alto d’Europa, con i suoi 829 metri di altezza.
- Grotta di San Silvestro (Santo Stefano d’Aspromonte): un catino absidale di probabile epoca bizantino-normanna (XII secolo), posto sull’antica via che collegava la marina di Gallico al santuario di Polsi.
- Grotte Basiliane di Bruzzano Vecchio (Bruzzano Zeffirio): romitori rupestri scavati tra l’VIII e il IX secolo da monaci anacoreti, presumibilmente provenienti dall’Armenia.
- Grotta di San Jeiunio (Gerace): ogni anno al suo interno viene celebrata la liturgia greco-ortodossa, con una continuità devozionale che dura da secoli.
- Eremo di San Nicodemo (Mammola): la piccola grotta in cui San Nicodemo (m. 990) visse il suo ultimo periodo, praticando penitenza e digiuno.
Il Santuario di Polsi: millenni di pellegrinaggio nel cuore dell’Aspromonte
Il Santuario della Madonna della Montagna di Polsi (San Luca) occupa un posto centrale nella spiritualità rupestre aspromontana. Situato a 862 metri s.l.m. nella vallata della fiumara del Bonamico, le sue origini risalgono al IX secolo, quando monaci bizantini fuggiti dalla Sicilia si insediarono ai piedi di Montalto.
La tradizione vuole che nell’XI secolo un pastore di nome Italiano, cercando una giumenta smarrita, scoprì un animale che dissotterrava una croce greca di ferro: nel luogo gli apparve la Beata Vergine col Bambino, che gli chiese di erigere una chiesa. La statua della Madonna della Montagna — in pietra tufacea — è tuttora venerata all’interno del santuario. Il 2 settembre, giorno della festa solenne, decine di migliaia di pellegrini da tutta la Calabria, dalla Sicilia e dalla diaspora meridionale si radunano a Polsi, facendone uno dei santuari mariani più frequentati del Mezzogiorno.
Un patrimonio mineralogico di rilevanza scientifica
Le grotte aspromontane custodiscono anche risorse mineralogiche di interesse scientifico. Lungo il torrente Valanidi, la località “A Petra Virdi” — la pietra verde — è caratterizzata da tonalità verde-blu dovute alla presenza di carbonati e solfati di rame. Tra i minerali rinvenuti figurano malachite, azzurrite, calcantite, serpierite e woodwardite, quest’ultimo particolarmente raro.
La storia estrattiva della zona risale al XIX secolo: l’opera di Melograni (1823) documenta già miniere gestite da operatori tedeschi lungo il Valanidi. Analisi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università della Calabria confermano che l’area offre un ambiente ideale per studiare processi di neoformazione minerale riprodotti altrove solo in laboratorio.
La mappa interattiva: uno strumento per la valorizzazione
Il lavoro di decenni di esplorazione è oggi consultabile attraverso la mappa interattiva disponibile su L’Altro Aspromonte. Lo strumento raccoglie tutte le grotte esplorate e studiate, con schede tecniche, topografie e fotografie. È in continuo aggiornamento e rappresenta, al momento, il censimento più completo delle cavità del territorio reggino.
La mappa si inserisce nel quadro istituzionale offerto dal riconoscimento UNESCO del Geoparco e dalla pubblicazione nel 2021 della Guida ai siti archeologici del Parco Nazionale dell’Aspromonte, con 44 siti censiti e schedati (autore Lino Licari, editrice Kaleidon).
Le grotte aspromontane sono palinsesti in cui si sovrappongono strati di storia: dai cacciatori paleolitici ai monaci basiliani, dai cercatori di minerali dell’Ottocento agli speleologi contemporanei. Capirle significa capire meglio l’identità di questo territorio.
Scopri la mappa delle grotte dell’Aspromonte:
? https://www.laltroaspromonte.it/cartografia/mappe/#grotte-aspromonte
Fonti consultate
- L’Altro Aspromonte – Mappa delle grotte: https://www.laltroaspromonte.it/grotte-dellaspromonte/
- L’Altro Aspromonte – Mappe interattive: https://www.laltroaspromonte.it/cartografia/mappe/
- L’Altro Aspromonte – La cupola di San Silvestro: https://www.laltroaspromonte.it/storie/la-cupola-di-san-silvestro/
- Scintilena – Grotta dei Quatrari di Oppido Mamertina: https://www.scintilena.com/grotte-e-speleologia-in-aspromonte-la-grotta-dei-quatrari-di-oppido-mamertina/06/09/
- Scintilena – Aspromonte: Tesori Minerali lungo il Torrente Valanidi: https://www.scintilena.com/aspromonte-tesori-minerali-e-memoria-storica-lungo-il-torrente-valanidi/01/18/
- Scintilena – Miniere dimenticate dell’Aspromonte: https://www.scintilena.com/miniere-dimenticate-dellaspromonte-storia-geologia-e-archeologia/07/13/
- Eremi e chiese rupestri d’Italia – Calabria: https://eremos.eu/index.php/calabria/
- Avvenire di Calabria – Itinerario basiliano in Aspromonte: https://www.avveniredicalabria.it/i-monaci-daspromonte-alla-scoperta-dellitinerario-basiliano/
- Meraviglie di Calabria – Santuario della Madonna di Polsi: https://www.meravigliedicalabria.it/destinazioni/il-santuario-della-madonna-di-polsi/
- Wikipedia – Santuario della Madonna di Polsi: https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_della_Madonna_di_Polsi
- Comune di San Luca – Santuario di Polsi: https://www.comune.sanluca.rc.it/vivere-il-comune/luoghi/santuario-della-madonna-di-polsi/
- Grotte preistoriche Calabria – Itinerari Archeo Calabria: https://itinerariarcheocalabria.it/grotte-preistoriche/
- Patrimonio UNESCO – Geoparco dell’Aspromonte: https://www.patrimoniounesco.it/directory-tangibili/listing/geoparco-dellaspromonte/
- Geologia e Turismo – Parco dell’Aspromonte: https://geologiaeturismo.it/park/aspromonte/
- Calabria Direttanews – Grotte basiliane di Bruzzano Vecchio: https://www.calabriadirettanews.com/2023/08/24/le-grotte-basiliane-di-bruzzano-vecchio-un-tesoro-nascosto-nel-cuore-dellaspromonte/
- Giovanni Musolino, Santi eremiti italogreci. Grotte e chiese rupestri in Calabria, Rubbettino 2002: https://books.google.com/books/about/Santi_eremiti_italogreci.html?id=YZZ-20LOg1cC
- PDF Grotta del Pertuso d’Oro – L’Altro Aspromonte: https://www.laltroaspromonte.it/wp-content/uploads/2023/11/Pertuso-dOro.pdf
- Italia.it – Grotta del Romito a Papasidero: https://www.italia.it/it/calabria/papasidero/musei/grotta-del-romito
- inalto.org – Parco dell’Aspromonte: https://www.inalto.org/punti-di-interesse/parco-dellaspromonte
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